sabato 20 dicembre 2008

GIUSTIZIA?


Si comincia a sentire un non so che di rancido e dejavu nelle molte inchieste che diverse Procure hanno aperto e/o riaperto (o si apprestano a farlo...) in diverse parti d'Italia. E che hanno, tutte, nel mirino amministrazioni, amministratori e personale politico del PD, della sinistra (con qualche inevitabile tocco di centrodestra). Non tanto perchè non sia credibile il marcio che, spesso, alligna in quelle amministrazioni (quella di Napoli, peraltro incapace di risolvere autonomamente il problema dei rifiuti, era già largamente sussurrata dai più....) quanto per la coincidenza delle azioni della Magistratura inquirente che da Genova a Catanzaro, da Firenze a Napoli, da Pescara a Cosenza si muovono, pare, all'unisono e con le medesime tempistiche.

La questione si fà ancora più seria se il tutto appare largamente orchestrato e reso ridondante da una impressionante campagna mediatica che non risparmia di colpire PD e sinistra anche con il fuoco 'amico' di giornali e media vicini, talvolta molto vicini, ai medesimi ambienti politici.

Il no all'arresto del parlamentare democrat Salvatore Margiotta, anche a giudizio del deputato radicale Maurizio Turco, è stato basato sulla inesistenza assoluta non solo di prove ma addirittura di validi indizi nella documentazione "probante" inviata dai magistrati alla commissione parlamentare che avrebbe dovuto concedere il nulla osta alla privazione della libertà individuale per il Margiotta!

L'ultima "bufera" scoppiata a Napoli riguarda l'utilizzo improprio di auto blu.......che configura sicuramente reati ma che, forse, non autorizzava il rilancio massiccio della questione morale napoletana con questa perfetta cognizione dei tempi d'azione...

Se un sindaco come Domenici, al di là del giudizio sui fatti addebitati a componenti della sua Giunta, ritiene giunto il momento di mettersi in catene con cartelli davanti alla redazione romana di un prestigioso quotidiano nazionale, di solito non avverso alla sua parte politica, dopo averne querelato alcuni redattori fiorentini...) potrebbe essere anche il segnale di chi conosce, ma non può dire, ed utilizza forme estreme di protesta (mediatica) per attirare l'attenzione su eventi in corso ovvero su più gravi eventi futuri che si vanno preparando.....

Certo come radicali abbiamo spesso denunciato, l'ha fatto personalmente più volte Marco Pannella, la totale inerzia della giustizia nei confronti di reati ovvero ipotesi di reato, ad opera sia di "palermitani" che "corleonesi", che parevano compiersi sotto gli occhi di tutti ma che non ricevevano attenzione da parte dei Tribunali competenti... E, ricordiamolo, quante volte lo stesso Pannella ha dichiarato espressamente che talune Procure equivalevano a "porti delle nebbie" tante erano denunce ed esposti che finivano tranquillamente nel nulla........

Così come accadde per "Mani Pulite", pare riaprirsi all'improvviso, senza apparenti motivazioni riconoscibili dagli spettatori, una stagione di caccia all'amministratore disonesto, al dirigente di partito colluso, alla commistione d'affari e politica ecc. ecc.. E non saremo noi radicali a minimizzare la colossale questione morale e politica che magistrati e media adesso ci additano..... Ma, non vorremmo, che tutto questo sconquasso quasi epocale nascondesse secondi fini, lotte interne ai gruppi di potere italiani, risposte crittate alla crisi economica, sociale, politica che preannuncino, gattopardescamente, cambiamenti ...affinchè tutto resti come prima. Così come parve concludersi la stagione del giustizialismo degli anni novanta.

Associazione Radicale Liber@MentePrato

20 dicembre 2008


ROTONDI


• Dichiarazione di Maurizio Turco, deputato radicale-PD:

Nessuna meraviglia che tra i possibili leader cattolici del centrosinistra gli elettori indichino, dopo Prodi, Gianfranco Rotondi.
Rotondi infatti ha incarnato in questi mesi le posizioni che, secondo tutti i sondaggi, sono maggioritarie tra i cittadini cattolici.
Rotondi, che ben sappiamo essere un cattolico perché rivendica con forza le sue convinzioni religiose, non ha però la pretesa di volerle imporre quali improbabili leggi dello Stato.
La storia politica italiana è piena di cattolici impegnati in politica che, in nome della laicità dello Stato, della libertà individuale dei cittadini, hanno saputo anteporre il pubblico interesse alle private convinzioni. Rotondi è uno di questi e lo dimostra, anche dai banchi del Governo.

3.2 CAPO B) CORRUZIONE CIONI









Il verbale integrale delle intercettazioni telefoniche dell'assessore Cioni (da Espresso 20.12.08)

ANCORA


NAPOLI - Una nuova bufera si abbatte sul Comune di Napoli, dopo lo scandalo degli appalti sporchi che ha coinvolto l'imprenditore Alfredo Romeo e altre dodici persone, tra cui due assessori dell'attuale giunta partenopea. Secondo le anticipazioni de Il Mattino, sei amministratori del Comune, due assessori attualmente in carica e quattro di precedenti giunte risultano indagati a chiusura delle indagini sull'uso improprio delle auto blu. Tra gli attuali amministratori - secondo quanto riferiscono organi di stampa - il provvedimento riguarda gli assessori alla Nettezza Urbana, Gennaro Mola, del Pd, e Giulio Riccio, di Rifondazione comunista. I quattro ex assessori sono Giuseppe Gambale, del Pd, già ai domiciliari per la vicenda Romeo, Donata Rizzo e Bruno Terracciano, dell'Udeur, Dolores Madaro, del Pdci. Gli assessori avrebbero usato le auto di servizio per fare shopping, accompagnare amici e parenti, fare viaggi di piacere a Rimini e a Capo Vaticano, una tre giorni a Telese per la festa dell’Udeur, una visita al Polo della Qualità di Marcianise. Due i capi d’accusa ipotizzati dal pm Brunetti: abuso e peculato.(corsera.it)

ORTODOSSI


«I socialisti pratesi non subiranno obblighi a formare alleanze preelettorali ortodosse da nessuno, Gli iscritti ed i militanti hanno il sacrosanto diritto di stabilire la linea politica da seguire all’interno delle federazioni autonomamente e non devono essere obbligati in maniera coercitiva come invece pare sia avvenuto in Abruzzo.Se la segreteria Nazionale intende commissariare anche la federazione di Prato lo faccia pure, ma si sappia che anzitutto si impedirà volutamente a dei semplici iscritti di perseguire democraticamente politiche che guardano agli interessi della povera gente; e si sappia, gli elettori non dimenticheranno.I socialisti pratesi non vogliono assolutamente avere niente a che fare col giustizialismo di Di Pietro, dal quale anche il congresso Nazionale di Montecatini prese le distanze e mai saranno obbligati ad accettare alleanze in tal senso al solo scopo di assicurare qualche scranno di potere a qualcuno. Paolo Calamai e Gianpiero Delfine, componenti dell’assemblea nazionale Partito Socialista».(pratoblog.it)

INDISCRETO


Il PD teme la coppia Del Turco-Pannella
È un'ipotesi che fa tremare il vertice del Partito democratico, già pericolosamente scricchiolante dopo le inchieste della magistratura che riguardano i politici di Firenze, Potenza, Pescara e Napoli. Alle orecchie dello staff di Walter Veltroni è arrivata un'indiscrezione capace di terremotare ancora di più la sinistra: Ottaviano Del Turco, desideroso di tornare sulla scena elettorale alle prossime europee, rischia di trovare un posto in una lista. Non in quella del Pdl di Silvio Berlusconi, ma tra i radicali di Marco Pannella. L'ex presidente della regione Abruzzo è frenetico, in questi giorni, e vanta una vecchia amicizia con il teramano Giacinto detto Marco: «Con Pannella uno come Del Turco potrebbe parlare giornate intere della vita di Ignazio Silone, uno che ha subito sulla sua pelle quello che accadeva nel Partito comunista italiano», dicono nel Pd. In un sol colpo, Veltroni si troverebbe Del Turco candidato contro il Pd, e con Pannella libero di navigare nella politica italiana. E pensare che con Romano Prodi al governo, il radicale si era definito «l'ultimo giapponese» (da italiaoggi 20.12.08)

NON CI POSSO CREDERE!


Il Comune acquista ex fabbriche, le demolisce e crea giardini
Dieci interventi pubblici, quattro della Provincia (fra cui il già inaugurato Palazzo Vestri) e sei del Comune, fra cui oltre ai noti recuperi della Campolmi (completato nel 2009 col trasferimento della biblioteca) e del Palazzo Pretorio (sempre 2009 la riapertura) anche il restauro delle mura con la creazione di una piazza in prossimità dell'ingresso della nuova sede della Lazzerini, e come se non bastasse una ventina di progetti privati, fra piani di recupero e restauri vari di edifici: il centro storico, visto da Palazzo Pacchiani, dove si è svolto il convegno dedicato alla parte antica della città (sottotitolo: “centralità e storicità nel territorio pratese”) è in piena ebollizione ed appare «meno degradato di quel che sembra o si immagina» nelle parole dell'assessore Stefano Ciuoffo (Urbanistica), promotore dell'appuntamento odierno, e del suo collega di giunta Giuseppe Gregori (Centro storico). Ma la vera novità sono tre operazioni che il Comune si accinge a fare con l'acquisto di due vecchie fabbriche in via Cavour (una nelle vicinanze di Porta Pistoiese, l'altra in prossimità di Porta al Leone) e di un altro immobile in piazza S. Marco (ex edificio Enel), che saranno demoliti per realizzare spazi verdi e giardini, liberando le stesse mura dagli addossati. Il tutto spostando i diritti edificatori dei proprietari degli immobili «in aree periferiche, là dove sono compatibili nuovi insediamenti, trasferendo la stessa quantità di superfici ma con un carico volumetrico ridotto del 40%, senza peraltro occupare altro territorio, perchè si interverrà a completamento di zone già destinate alla residenza e previo parere delle Circoscrizioni interessate». E' uno degli strumenti (il trasferimento dei diritti edificatori, che sarà attuabile quando se ne ravvisi l'utilità pubblica) di un progetto più ampio sul centro storico, di cui il convegno di Palazzo Pacchiani rappresenta una tappa: «E' un'occasione per dirci cosa rappresenta il centro storico in città, quali valori identitari esprime, come stanno i fabbricati e le mura rispetto all'identità fissata nella comunità, cosa valorizzare e cosa rimettere in gioco, come fare che un bel progetto inneschi una trasformazione». Seguendo un filo logico fatto di quattro presupposti: buona architettura, accessibilità, qualità dello spazio pubblico e qualità materica dei luoghi. Così accanto alla Campolmi e ad altri recuperi pubblici e privati, il focus è concentrato sulle mura, sulle opportunità che offrono, sul loro recupero, anche demolendo stanzoni per creare spazi verdi. E nel futuro, non molto lontano, anzi prima della fine della legislatura, lo sguardo si allargherà all'area ospedaliera e soprattutto al “Macrolotto zero” («gli elementi del nuovo Piano strutturale saranno pronti in primavera, poi sarà la politica a decidere cosa farne» specifica l'assessore), che dice Ciuoffo «è un pezzo di città fabbrica, con una densità persino eccessiva e con un'eccessiva sovrapposizione di funzioni». L'avvertenza è netta: «Il profilo della città è multietnico ed è un'astrazione pensare di tenere Prato fuori dai processi mondiali. Bisogna stabilre quali sono gli elementi intangibili della nostra comunità, perchè è intollerabile che dietro un negozio o una bottega, come nel Macrolotto zero, vi siano situazioni da medioevo, al contempo non si può neppure credere di fare tabula rasa con quattro ruspe». Il progetto è più ambizioso ed è così descritto: demolire parti non pregiate per creare giardini e piazze, ristabilire regole di convivenza ora compromesse, riportarvi i cittadini preatesi, stabilirivi funzioni pubbliche, aprirsi all'edilizia convenzionata e sociale, ma anche valorizzare gli insediamenti commerciali e produttivi esistenti e renderli compatibili con il contesto urbanistico. E' l'idea di una città che, detto in sintesi, «non può che essere multietnica pur nel rispetto della sua identità». (ufficio stampa comune)

POLTRONA A POLTRONA


Gabriella Melighetti si è dimessa da segretaria della CISL cittadina ed ufficializza la sua candidatura a Presidente della Provincia. Comincia così la campagna elettorale per le primarie (di coalizione?) anche per l'ente adesso presieduta dal giubilato Massimo Logli. Il contendente interno al PD sarà ancora Daniele Panerati, attuale vice presidente. La "gara" potrebbe allargarsi anche ad un candidato esterno ai democrats. Stamattina, intanto, la direzione provinciale del PD scioglierà, o almeno ci proverà, tutti i numerosi nodi che hanno causato al partito pratese una lunghissima impasse.
Il nuovo segretario della CISL è Stefano Bellandi, bancario. Confermati nell'ufficio di segreteria Chiara Malinconi, tessili, e Rutilio Renzi, pubblico impiego.

R/ESISTERE


Non mollare!

di Antonella Casu
segretaria di Radicali Italiani
Dobbiamo r/esistere, dobbiamo esistere. Dobbiamo insistere. Dobbiamo farlo non per garantirci una stentata sopravvivenza ma per assicurare al paese - in un momento di crisi mondiale che, in Italia, rischia di coinvolgere e travolgere fragili strutture produttive ma anche le consunte istituzioni dello Stato - l’apporto della nostra capacità di fornire analisi valide e lungimiranti ma anche, più in generale, della nostra volontà riformatrice, della nostra fedeltà alla legalità repubblicana e ai principi di libertà e giustizia. Dobbiamo farlo perché questa volta, a differenza che nel ‘93/’94, si possa uscire dalla crisi economica e sociale e dallo sfascio dello Stato con una soluzione unitaria, federalista, democratica, e non disgregatrice, partitocratica, populista. Dobbiamo r/esistere, dobbiamo esistere insomma per candidarci, senza aver paura delle parole, ad essere - insieme alle tante energie positive oggi compresse o impedite ad esprimersi dalla oligarchie dei loro partiti - la nuova classe dirigente dell’alternativa a questo regime. Possiamo farcela o non farcela; ma non si considerino queste parole frutto di ambizioni sbagliate, di esagerazioni o megalomania. Questa è per noi, oggi, la posta in gioco.
In Italia abbiamo vissuto fin nei mesi scorsi manifeste, gravissime violazioni delle leggi e della Costituzione. Ed è toccato a noi radicali, innanzitutto con il rischioso sciopero della fame e della sete di Marco Pannella, fornire ancora una volta alla vita della Repubblica e alla democrazia l’apporto dell’impegno nonviolento, per richiamare il Parlamento e le forze politiche di governo e di opposizione al rispetto degli obblighi istituzionali e costituzionali. Accettare la candidatura alla Segreteria del movimento era stato per me un passo molto difficile già alla fine di giugno scorso e a maggior ragione lo è oggi: ma, a Chianciano, ho sentito di doverlo fare di fronte alla drammaticità di problemi che richiedono a tutti i radicali il massimo di impegno. Ho potuto farlo in ragione della mia storia di militante, quale continuo ad essere da una postazione e con un ruolo diverso, e soprattutto grazie alla forza che mi veniva dal Congresso. Ringrazio il Congresso e il movimento, Radicali Italiani, per la fiducia che viene riposta in me e nel mio impegno.
Oggi è necessaria una riforma della politica, a partire dalle riflessioni sulla crisi della non-democrazia che il Paese vive. La democrazia è un sistema politico forte e insieme vulnerabile. Per renderla effettiva nel quotidiano bisogna connettere rappresentanza e partecipazione, economia e politica, famiglia e istituzioni. Ma perché questo avvenga è indispensabile che le forze politiche operino in istituzioni funzionanti, capaci di fornire a tutti le necessarie garanzie, gli strumenti opportuni. Una forza politica vive solo se ha la possibilità di comunicare le proprie posizioni, le proprie proposte, le proprie iniziative, quando può rivolgersi al Paese, esercitare il diritto costituzionale di esporre le proprie opinioni e le proprie idee, contrapporle a quelle degli avversari. Oggi, in Italia, il sistema dell’informazione impedisce invece il formarsi di una libera opinione pubblica, proprio e soprattutto sui temi che interessano il vissuto della società.
L’informazione è sempre più filtrata, orientata, sleale. Impedisce il dibattito, nega il confronto. In particolare quella che riguarda noi e le nostre iniziative. Per oltre mezzo secolo, in condizioni di minoranza, siamo riusciti, spesso con successo, a proporre ed affermare una alternativa di diritto, di libertà, di giustizia, di reale democrazia, di nonviolenza. Oggi, mentre non solo noi avvertiamo come il paese sia sempre più in sintonia con le nostre proposte, le possibilità di comunicare sono divenute per noi quasi inesistenti. Persino la nostra identità viene negata, ci viene sottratta.
Si teme che l’opinione pubblica, la gente, si schieri con noi. Il regime teme di essere scalzato via, di essere liquidato, sconfitto. A Chianciano, il tema del Congresso portava anche scritto: “Fino a quando”? Certo, era un interrogativo che riguardava le nostre possibilità e capacità di resistenza di fronte agli ostacoli drammatici che dobbiamo quotidianamente superare, a partire dalle difficoltà economiche e finanziarie che ci costringono a sacrifici enormi anche nella gestione dell’esistente, della stessa nostra sede. Ma riguardava soprattutto - di questo sono convinta - la possibilità che il regime possa ancora durare. “Fino a quando” la partitocrazia dominante potrà restare in piedi, mentre i sintomi di crisi si aggravano e diventano ogni giorno più vistosi?
Dobbiamo r/esistere, dobbiamo esistere, dobbiamo insistere. Dobbiamo, per provare a mandare questa classe dirigente di regime a casa - in pensione - e far nascere una grande alternativa di governo. Perché l’obiettivo sia raggiungibile, dobbiamo chiamare a raccolta l’intera “galassia radicale”, tutti i soggetti che la compongono: il Partito radicale nonviolento Transnazionale e Transpartito (il cui Consiglio generale si è appena riunito a Bruxelles 11-12-13 dicembre), Radicali Italiani, Nessuno tocchi Caino, Associazione Luca Coscioni, Non c’è Pace senza giustizia, Associazione radicale Esperanto. Per questo, il nostro e mio appello, attraverso questo giornale, è per l’iscrizione contemporanea a tutti i soggetti: per l’iscrizione, come diciamo noi, “a pacchetto”. Una richiesta indispensabile. Abbiamo calcolato che solo se molti radicali si iscriveranno “a pacchetto” per il 2009 potremo avere la speranza di sopravvivere, di vivere, di r/esistere, di esistere.
Rivolgiamo questa esplicita richiesta di sostegno, che è certo un grave impegno, ai radicali e ai tanti amici e compagni che da diversi orizzonti politici, di volta in volta, mostrano di condividere questa o quella nostra iniziativa, questa o quella nostra battaglia. Grazie a poche migliaia di iscritti, la pattuglia radicale è stata capace, negli anni, di raccogliere milioni di firme, assicurando al paese vittorie di portata storica. In queste pagine sono (sommariamente) indicate le iniziative, le battaglie, le campagne in cui i soggetti della “galassia” radicale sono attualmente impegnati: è un elenco impressionante. Ma la loro conoscenza è negata agli italiani. Quando e come, attraverso quali vie questa verità potrà diventare comunicabile, divenire comprensibile per la gente? Questo è l’interrogativo che è dinanzi a noi, ma soprattutto dinanzi a voi, a te che hai ricevuto queste pagine che offrono, in insufficiente sintesi, un quadro di chi siamo e vogliamo continuare ad essere. Ti arrivano in un momento in cui, dopo aver già pesantemente ridotto i servizi della sede, siamo costretti a ulteriormente “tagliare” fin i minimi strumenti di lavoro, per non correre il rischio di compromettere definitivamente la struttura di cui siamo dotati.
Aiutaci, con il tuo contributo, davvero militante, a rispondere all’interrogativo, a superare le difficoltà e a vincere anche questa battaglia. Io ho fiducia.
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TESTE D'ASFALTO


Si può fare. Questa volta l´autostrada Tirrenica si è davvero sbloccata. Ha avuto il sì che conta, quello senza il quale era rimasta al palo. Il Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica dal cui vaglio passano tutte le grandi opere infrastrutturali, ha dato ieri il suo assenso al progetto preliminare di Sat, la Società autostrade toscane. Bene ha detto, l´autostrada si può fare. Secondo il tracciato previsto dalla Regione, che ha portato avanti per cinque anni la battaglia. Come ricordano, molto soddisfatti, il presidente Martini e l´assessore ai trasporti Riccardo Conti. «Finalmente - dice Martini - E´ dal 2003 che la Regione ha definito un progetto condiviso dalla quasi totalità degli enti locali e dalle associazioni economiche e sociali». Completare l´asse autostradale tirrenico tra Rosignano e Civitavecchia gioverà secondo Martini non solo alla Toscana ma a tutto il paese, «alla nostra economia, ai nostri porti, al turismo e alle comunità locali». Il presidente si impegna, dichiara, a fare «un´opera di qualità e rispettosa dell´ambiente». Conclude con «un grazie al ministro Matteoli per il lavoro svolto, coerente con gli impegni che aveva preso». La Tirrenica si snoderà su un tracciato costiero, in gran parte parallelo all´Aurelia. Quest´ultima, invece, diventerà una strada-parco, con limiti precisi di velocità, molte rotonde, cura ambientale, e servirà di collegamento tra le comunità locali. ....

Il costo del progetto preliminare è di 3.788 milioni di euro....

ESTETICA


Con piacere vedo che qualcuno si è accorto dell’inarrestabile degrado che attanaglia la nostra città e di cuore spero che altri si accorgano che piccole dimenticanze, segni d’incapacità gestionale, ignoranza e cialtroneria, messi tutti assieme ci offrono un’immagine di Prato veramente squallida. All’anonimo estensore vorrei ricordare che negli anni scorsi ho denunciato sui giornali quanto stava accadendo, suggerendo anche una soluzione: l’istituzione da parte del Comune di un Assessore all’Estetica, possibilmente una donna, che non sarebbe neanche costato un euro. Unici requisiti l’amore per la città, la non dipendenza dagli apparati politici e prestare la propria opera gratuitamente, visto che si può fare perché anch’io, membro della commissione per la Toponomastica, non percepisco neppure il gettone di presenza.Spero che si apra un dibattito e che i veri pratesi battano un colpo, visto l’assordante silenzio che avvolge la nostra comunità, se si escludono richieste o proposte solo per se stessi o per le corporazioni di appartenenza. Alessandro Assirelli (pratoblog.it)

ELUANA


Dichiarazione di Maria Antonietta Farina Coscioni deputata radicale e co-presidente dell'Associazione Luca Coscioni:

Sono grata ai dieci sacerdoti friulani che hanno sottoscritto una lettera nella quale con misericordia e pietà autenticamente cristiana prendono posizione sulla vicenda di Eluana Englaro, definendola una scelta drammatica, ma non un omicidio. I dieci sacerdoti sostengono di essere attraversati da una "riflessione sofferta e rispettosa della storia delle persone e da interrogativi etici laceranti", non hanno certezze, non scagliano anatemi, e vanno al cuore del problema che la gerarchia vaticana pervicacemente nega: "Come è vero che nessuno dovrebbe obbligare qualcuno ad anticipare la propria morte biologica, ci chiediamo se altrettanto è possibile che nessuno sia obbligato a vivere anche in quelle condizioni estreme che inducono a desiderare la morte come una liberazione da una vita considerata impossibile".
I dieci sacerdoti sono – loro – in sintonia con il "sentire" della stragrande maggioranza degli italiani, che, come certificano tutti i sondaggi demoscopici si pronuncia favorevolmente all'interruzione di cure, quando si presentano casi come quello di Eluana Englaro. E' il sentire cristiano che nei fatti si contrappone al volto arcigno delle gerarchie, come quello delle "piccole" suore che due anni fa parteciparono ai funerali del nostro compagno Piergiorgio Welby, nonostante il divieto della Curia che negò i funerali religiosi.(da NR 830)

venerdì 19 dicembre 2008

MISSIONE


Diritti Umani: Marco Pannella parte per una missione, con una delegazione del Partito Radicale, in Cambogia, Vietnam e India
Previsti conferenze e incontri ufficiali con Governi, Parlamentari e Dissidenti

Dopo la riunione del Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento Transanzionale e Transpartito, svoltosi a Bruxelles nei giorni scorsi, Marco Pannella, deputato europeo e Presidente del Senato del Pr, insieme ai parlamentari radicali del Pd Marco Perduca e Matteo Mecacci, ha iniziato da oggi una missione ufficiale per incontri in Cambogia, Vietnam e India.
In Cambogia sin da domani, sabato 20 dicembre, Pannella e Perduca incontreranno i 27 parlamentari del Partito di opposizione Sam Rainsy Party che nei giorni scorsi hanno rinnovato la loro iscrizione al Pr anche per il 2009. In Cambogia sono anche previsti incontri con la Comunità dei Khmer Krom, popolazione indigena del sud del Vietnam, in parte rifugiatasi in Cambogia, con i rifugiati Montagnard provenienti dagli altipiani centrali del Vietnam e con i rappresentanti di Ong e Agenzie internazionali che operano nel campo della difesa dei diritti umani.
Da martedì 23 dicembre, la delegazione radicale sarà in Vietnam dove, a Saigon (Ho Chi Minh City), tenteranno di incontrare il Patriarca della Chiesa Buddista unificata Thich Quan Do che, da oltre vent'anni, subisce intimidazioni e restrizioni della libertà personale, agli arresti domiciliari. Il 24 e 25 dicembre la delegazione radicale si recherà ad Hanoi dove sono stati richiesti incontri ufficiali con il Governo vietnamita per discutere in particolare della situazione dei Montagnard, popolazione indigena, in maggioranza cristiana, perseguitata e discriminata dalle autorità con conseguenze gravi per la sua stessa sopravvivenza.
Da sabato 27 dicembre Marco Pannella e Matteo Mecacci saranno a Dharamsala in India, sede del Governo tibetano in esilio, per incontri ufficiali con il Primo Ministro, Prof. Samdong Rimpoche, con le massime autorità parlamentari tibetane e i rappresentanti dei movimenti degli studenti, degli attivisti e dei giovani tibetani. Scopo degli incontri è la definizione di una campagna internazionale per l'accertamento della verità e delle responsabilità sul fallimento dei negoziati tra le autorità tibetane e cinesi sullo status del Tibet nell'ambito del Satyagraha mondiale per la pace.
E' inoltre in via di definizione per quei giorni un incontro con Sua Santità il Dalai Lama. (da NR 830)

PIERO


In memoria di Piergiorgio Welby

di Mina Welby

Era ieri o un miliardo di anni fa?
E' successo veramente
o sono prigioniero di un gioco
incominciato per caso
e che non riesco più a interrompere?
Perché non compaiono le fate, i maghi,
gli esseri incantati che possano ridarmi
le mie gambe, le mie braccia,
le mie mani stregate...

In questi versi di Piero Welby c'è un compendio di vita, vissuta da lui con delusione iniziale, poi ripresa con caparbietà e ironia per fare di un male un bene incommensurabile e mai sognato da lui stesso, per noi tutti che siamo l'Italia in ricerca della riscossa per i diritti della persona. Lui sapeva di morire senza la vittoria in tasca, ma ci ha lasciato un'eredità che noi tutti, Radicali e non solo, ma anche cittadini senza alcuna appartenenza, abbiamo accolto e con determinazione continuiamo a fare sempre più nostra.
Questo 20 dicembre, secondo anniversario del suo olocausto per la libertà di decidere di tutti i cittadini, ci ricorda che esistono valori più alti della vita stessa. Questa giornata cade in un periodo di grande discussione sull'esecuzione della sentenza del giudice per la liberazione di Eluana da uno stato innaturale tra una non vita e una non morte. Si può parlare di veri e propri tentati attentati alla nostra Costituzione.
Noi con la nostra raccolta firme lanciata in tutta Italia cerchiamo di tener vivo e onorare il ricordo di Piero. Sappiamo che solo con una battaglia serrata riusciremo a uscire dagli attentati alla libertà della persona, dove terapie non volute vengono inflitte a molti malati; uscire dal tunnel di una morte illegale, non richiesta dalla persona.
Le parole di Welby sono rivolte al Parlamento:" Le scelte che avete di fronte sono scelte che vanno dritte al cuore della vita e della morte. Ciò detto, è indispensabile chiarire che, nell'affrontare le tematiche legate al termine della vita, non ci si trova in presenza di uno scontro tra chi è a favore della vita e chi è a favore della morte: tutti i malati vogliono guarire, non morire. Chi condivide, con amore, il percorso obbligato che la malattia impone alla persona amata, desidera la sua guarigione. I medici, resi impotenti da patologie inguaribili e incurabili, sperano nel miracolo laico della ricerca scientifica. Tra desideri e speranze, il tempo scorre inesorabile e, con il passare del tempo, le speranze si affievoliscono e il desiderio di guarigione diventa desiderio di abbreviare un percorso di disperazione, prima che arrivi a quel termine naturale che le tecniche di rianimazione e i macchinari che supportano o simulano le funzioni vitali riescono a spostare sempre più in avanti nel tempo. Chi deve rispondere a queste domande, inquietanti, ma ineludibili, che aumentano con l'aumentare della "potenza" dell'apparato tecnoscientifico? In Europa alcuni stati hanno risposto con leggi, altri si apprestano a farlo, qualunque siano le convinzioni personali, si deve prendere atto che la tendenza generale va nel senso di un sempre maggiore rispetto della volontà espressa dagli interessati e di una minore discrezionalità del medico."
Ecco noi siamo gambe, braccia e mani di Piero nella battaglia che lui ha ideato e promosso con il suo corpo "stregato" dalla malattia. Noi lo facciamo vivere e agire come avrebbe voluto lui.
Un saluto a tutti
(da Notizie Radicali 830)

TRIBUNALE


COMUNICATO STAMPA

Nonostante le ripetute richieste dei parlamentari pratesi, gli appelli di sindaco e presidente della provincia, dell'ordine degli avvocati ecc. il Tribunale di Prato è sempre sotto organico. Ogni sostituto procuratore pratese deve fronteggiare circa 2000 fascicoli/anno mentre a Firenze la media è di 500!!Neppure gli impegni e le ripetute promesse dei sottosegretari alla giustizia che sono venuti a Prato (ricordiamo l'on. Franco Corleone del primo governo Prodi e l'on. Luigi Li Gotti, l'anno scorso, ultimo in ordine di tempo) niente è cambiato in Viale della Repubblica. Continuando questo stato di sofferenza il Tribunale non è in grado di assicurare Giustizia!! Ci sono adesso cause che vengono fissate al 2012 od al 2013. Noi riteniamo che la città dovrebbe unirsi su questo tema che è serio, urgente e da risolvere molto più della querelle esercito sì o esercito no! La sicurezza dei cittadini passa e soprattutto anche per una amministrazione della Giustizia rapida ed incisiva che dia ristoro ai torti ed ai danni subiti ed assicuri alle patrie galere con celerità delinquenti e malfattori di ogni risma.
Avv. Massimo Taiti
Lista Civica Taiti per Prato

FURBETTI DEL PARTITINO?


"Gli avrò stretto la mano a qualche congresso, ma questo Alfredo Romeo non lo conosco e certamente non mi sono mai occupato dei suoi affari" E' quasi notte, mercoledì, quando Francesco Rutelli si siede davanti ai pubblici ministeri di Napoli. E prende le distanze non soltanto - dall'imprenditore appena arrestato, ma anche dal suo "fedelissimo" Renzo Lusetti. "Perchè - afferma - lui è fatto così: ascolta tutti, dice che si occuperà di quello che gli viene chiesto. Insomma, millanta". (da corsera 19.12.08)

RIFLESSIONI


In questi ultimi giorni si sprecano i commenti anche quelli (soprattutto direi) molto autorevoli sui risultati del PD nelle elezioni regionali abruzzesi seguiti poi dalle inevitabili autoflagellazioni collegate alla “questione morale” emersa (dico “emersa” perché bisognava essere orbi a non comprendere che negli ultimi anni in modo particolare in alcune realtà il rinnovamento richiesto non era avvenuto in nessun modo).Si dicono (e si ridicono) le stesse identiche frasi ascoltate (e riascoltate) in quasi tutte le occasioni (sono diventate tante, le occasioni; ormai troppe) di sconfitta.Ho bisogno come altri più di altri di chiarezza. Avverto ora un profondo fastidio nel sentire (due su tutti) Veltroni e Franceschini chiedere il rinnovamento “generazionale”. Di ben altro aveva (ed ha) bisogno il PD. Non si offendano i giovani. Non è contro di loro, in modo generico, che mi rivolgo. E’ contro un certo tipo di “giovane” che purtroppo si avvicina alla Politica per puro carrierismo e non per spirito di servizio. Occorre rilanciare, dunque il ruolo del p.p.p. (provvisoriamente prestato alla politica); ai giovani, cui tengo moltissimo, chiedo di avvicinarsi alla Politica per dare il proprio contributo di passione, di sogni, di utopia, un contributo disinteressato ma propositivo, critico ma costruttivo. Il ruolo dei giovani più che scimmiottare imitandolo il ruolo dei funzionari grigi dei vecchi apparati dovrebbe essere più simile a quello del bambino che riconosce le nudità del re, cioè le magagne dei giochetti politici. E invece spesso sono appiattiti sulle posizioni di chi detiene il pacchetto di maggioranza in queste Società per Azioni che sono i nostri Partiti. Vero è che per chi assume un ruolo critico la vita è dura: per esperienza diretta viene isolato, a volte anche mortificato ed umiliato, esiliato, scoraggiato nel continuare la sua azione di “parziale” verità pur se propositiva. E’, questo, fortemente il segno dell’incapacità di saper ascoltare voci diverse, di saper dunque anche ascoltare la gente che troppo spesso i nostri Dirigenti dimostrano palesemente. Infatti i Dirigenti, gli Amministratori hanno una particolare predilezione per chi non si contrappone loro (quelli che chiamiamo yesman) e così molto spesso non riescono a cogliere ciò che nella società – fra la gente comune – non va, e gli errori si accumulano e la distanza fra la realtà e il Partito aumenta sempre più.Ora ci si lamenta delle sconfitte. Ma ci si dimentica del punto centrale che era alla base della costruzione del PD. Quel Partito (lo ripeto) non è ancora nato; o se mi viene consentito dirò più crudamente che è nato male, malissimo con una forma di leadership centralistica e totalizzante fortemente autoreferenziale (e ora Veltroni chiede anche maggiori poteri: stiamo perdendo il capo!) che si è scaricata “a cascata” dal centro alla periferia. A Prato, ad esempio, cosa è il PD? Cosa ha fatto finora per rispondere ai problemi della gente? Come si è costituito? La sua Assemblea è il risultato di un’apertura all’esterno oppure è semplicemente il tentativo di ricostituire quasi esclusivamente (con rare eccezioni) i vecchi organismi e gli organigramma solo apparentemente rinfrescati anagraficamente (“a Prato” si disse prima del passaggio dai vecchi Partiti a quello nuovo “il rinnovamento c’era già stato”)?Le discussioni dell’Assemblea, quando vi sono state, erano intorno a scelte pressoché prestabilite; spesso l’Assemblea – per emergenze successive che ritengo strumentali – è stata chiamata solo a sancire decisioni “urgenti” già prese in piccole ed insonorizzate stanzette.Ovviamente i problemi sono tanti. Anche il tesseramento che non va bene (dove sono finite le grandi risorse umane delle Primarie dell’ottobre 2007 così gelosamente ed esclusivamente protette dall’apparato?) è il segno della difficoltà “democratica” di questo Partito.Il “sondaggio”: mi interessa poco se è esistito davvero o è solo un’invenzione per giubilare Romagnoli e Logli e spianare la strada a qualche altro. Il problema vero è che né i Partiti fondatori né il PD stesso hanno fatto nulla in questi ultimi anni per alimentare in questa città il dibattito critico e costruttivo sull’azione delle nostre Amministrazioni. Si è tenuto un profilo basso, prudente (sono buono), che ha bloccato tutte le energie vitali e creative di questa città.Voglio ricordarvi che alcuni, come i CpU e i Democratici davvero indiani, queste critiche le hanno espresse anche pubblicamente e per questo alcuni suoi rappresentanti sono stati oggetto di veti da parte di chi ha considerato il PD una sorta di “club” esclusivo.Occorre fermarsi e ragionare. So che molti negli ultimi giorni vanno riflettendo in modo serio ed oggettivo su questi temi.Anche la questione delle prossime Primarie merita una riflessione: la “gente” (quella che davvero conta quando andrà a votare) ha percepito l’incapacità del nostro Partito in questa fase. Anche la raccolta “bulgara” a favore di un solo candidato da parte dei membri pratesi dell’Assemblea Provinciale del PD è non un segnale di forza, ma di debolezza e di disperazione.Questa ultima mia affermazione è collegata coerentemente con il giudizio negativo che ho dato alla fase costituente dell’Assemblea, allorquando tutto fu preordinato (con rarissime eccezioni) dall’interno dei due vecchi Partiti. C’è una parte ancora capace nel PD di rilanciarne gli elementi davvero innovativi e democratici presenti nel suo progetto. In questa fase si va aggregando accanto alla figura di Massimo Carlesi, uno dei pochi a poter consentire a questo Partito di venire fuori dalle secche sterili in cui lo hanno condotto finora gli attuali leaders locali. E’ per questo che ho sostenuto la sua disponibilità a mettersi in gioco per la guida dell’Amministrazione comunale e lo aiuterò ad ottenere i migliori risultati possibili perché amo “davvero” il progetto del Partito Democratico e vorrei vederlo realizzarsi.

Giuseppe Maddaluno

PRIMAVERA DI PRATO

Bella gente e bella discussione ieri sera nella riunione convocata e messa in scena da Maila Ermini nel suo delizioso spazio teatrale "La Baracca" di Casale.
Comitati civici, associazioni e movimenti politici hanno trovato un primo accordo per la presentazione di un "Polo Civico" alle elezioni amministrative del 6 e 7 giugno 2009. Smussati, con grande tolleranza, gli angoli di possibili divergenze su sicurezza, esercito, cinesi ecc., i partecipanti (coordinamento dei comitati, comitato di casale, municipio verde, per la sinistra, comitati contro gli inceneritori, bottega d'arte comune, camars, cità etrusca sul bisenzio ecc.) saranno uniti da un "idem sentire" che li vedrà intenti a tentare di scalzare l'establishment cittadino che regna da 60 anni a Prato!
Sarà costituito un think tank (entro gennaio) per stilare idee, progetti, programmi e coordinare le varie iniziative. Ogni singolo comitato o associazione potrà partecipare al "Polo Civico" con una propria lista d'appoggio a un unico candidato sindaco. Ruolo per il quale pare profilarsi la candidatura unitaria ed unificante, per impegno e consenso, del Dr. Paolo Sanesi.













ELUANA


Caso Englaro. Barragan, Baio, Binetti, Boniver, Lupi, Lusetti, Quagliariello, Volontédavvero, senza pudore, senza vergogna
di Valter Vecellio
Proposta formale e concreta a Bobo Craxi, Buffo, Marino, Mura, Pollastrini, a quanti come loro condannano l’iniziativa del ministro Sacconi…
Senza pudore, senza vergogna. Il “partito” della sofferenza senza scopo e ad oltranza, si è scatenato. Ecco cosa sono stati capaci di dire:
Cardinale Javier Lozano Barragan presidente del Pontificio Consiglio per la salute:
“La decisione del ministro Sacconi è lodevole e giusta perché una cosa è l’accanimento terapeutico e altro l’idratazione e l’alimentazione. Tutti siamo contro l’accanimento terapeutico, ma idratazione e alimentazione non sono terapie, e dunque non è accanimento. Tutto quello che si pronuncia per la verità e a difesa della vita è legittimo ed efficiente”.
Emanuela Baio e Paola Binetti (parlamentari PD):
“Concordiamo con l’atto di indirizzo firmato dal ministro Sacconi che prevede che non è possibile interrompere la nutrizione e l’dratazione artificiale. Ricordiamo che questo è il cuore del DDL disposizioni in materia di dichiarazione anticipata di trattamento che abbiamo presentato insieme nella passata legislatura ripresentato alla Camera e al Senato in questa legislatura. Solo una tutela della vita coraggiosamente messa al centro dell’attività parlamentare può segnare una svolta decisa e coraggiosa anche sotto il profilo etico nel paese occorre ricominciare dalla difesa della vita”.
Margherita Boniver (parlamentare PdL):
“Apprezzo l’atto di indirizzo con cui il ministro del welfare Maurizio Sacconi ha ricordato alle strutture sanitarie pubbliche e private di fatto che interrompere nutrizione ed idratazione delle persone in stato vegetativo persistente non è legale. Ineccepibile l’atto di indirizzo del ministro Sacconi che vieta alle strutture mediche pubbliche e private di interrompere nutrizione e idratazione artificiale. In mancanza di una legge sul cosiddetto testamento biologico o fine vita, un ministro della Repubblica non può che far applicare la norma vigente”.
Maurizio Lupi (parlamentare PdL, vice-presidente della Camera):
“Non possiamo che ringraziare il ministro Sacconi per il suo intervento in difesa della vita e in particolare della vita di Eluana Englaro. Il principio secondo cui non è possibile sospendere idratazione e alimentazione nei pazienti in stato vegetativo è un principio sacrosanto con cui tutti dovrebbero essere d’accordo. Purtroppo non è così. E per questo ce ne rammarichiamo. In ogni caso il ministro ha interpretato con questo suo gesto il vero significato della politica che non è mai contro qualcosa o qualcuno, ma è “per”, soprattutto per la vita e per il bene delle persone più deboli”.
Renzo Lusetti (parlamentare del PD):
“Eluana deve vivere. Io sono per tutelare il diritto alla vita fino in fondo e sono rammaricato che il Parlamento non abbia ancora provveduto a fare una legge che disciplini la fine vita. Credo che Eluana debba vivere. Comunque ritengo che il diritto all’alimentazione sia da garantire ad una persona, ancorché in stato vegetativo”. La vicenda di Eluana deve essere un monito al Parlamento a fare rapidamente una legge che disciplini la fine vita soprattutto sul testamento biologico contrario a ogni forma di eutanasia”.
Gaetano Quagliariello (vice-presidente vicario dei senatori del PdL):
“Di disumano e irrispettoso c’è solo il modo in cui una parte della sinistra ha usato e continua a usare Eluana Englaro nel tentativo di fare della sua tragedia una battaglia ideologica. Non sarà certamente sfuggito ai colleghi dell’opposizione il richiamo dell’atto firmato dal ministro Sacconi al parere del comitato nazionale di bioetica e alla convenzione ONU sui diritti dei disabili, che proprio il governo Prodi ha sottoscritto”.
Luca Volonté (parlamentare UDC):
“Ribadire con un atto di indirizzo il diritto in ogni caso alla alimentazione ed idratazione per qualunque persona diversamente abile, è molto importante. Bene anche la conferma dell’impegno tenace del sottosegretario Roccella sulla pillola abortiva RU486. La vicenda non è chiusa: volendo doverosamente chiarire i punti oscuri e garantire il massimo della salute si arriverà a sospendere e bloccare la kill-pill”.
Fortunatamente, non mancano le parole di buon senso.
Mario Riccio, l’anestesista che ha assistito Piergiorgio Welby dice che sono le dichiarazioni del ministro Sacconi a essere fuorilegge: “Il ministro Sacconi dimostra di non conoscere i principi costituzionali. Siamo di fronte a una situazione assurda, una strategia della maggioranza per ostacolare il diritto del malato all’autodeterminazione. Un piano che va avanti nonostante siano passati due anni dalla morte di Piergiorgio Welby e che non si è fermato, nel caso della vicenda Englaro, nonostante sia stato sollevato il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, rigettato dalla Corte Costituzionale. Ciò non è bastato e la strategia continua purtroppo ad andare avanti. Grande amarezza di fronte a questo ennesimo tentativo di mettere i bastoni tra le ruote al diritto legittimo di ciascun cittadino”.
Amedeo Santosuosso, magistrato e docente di diritto e scienze della vita all’università di Pavia ricorda che dall’atto di indirizzo dato dal ministro Sacconi “sono comunque escluse le strutture sanitarie esclusivamente private, cioè non in regime di convenzione con il SSN. Non è vero che tutte le strutture sanitarie, private e non, sono tenute allo stop del ministro. Quelle puramente private ne sono fuori, l’unico obbligo che hanno è di rispettare la legge e la sentenza della Corte d’Appello di Milano e quella della Cassazione rispecchiano senza ombra di dubbio la legge. Il ministro, in quanto rappresentante dello Stato che finanzia il servizio sanitario nazionale ha un potere di indirizzo, ma non certo un potere di potere gerarchico verso i servizi sanitari regionali, con cui dirgli cosa possono fare o meno. La Cassazione, autorizzando il padre di Eluana, in quanto suo tutore, ad interrompere la nutrizione e l’idratazione artificiale, lo ha fatto sulla base dell’articolo 32 della Costituzione che tutela il diritto alla salute, e il SSN è per legge lo strumento attraverso cui si realizza tale diritto. Le strutture pubbliche hanno quindi l’obbligo di attuare la sentenza, altrimenti possono commettere il reato di omissione di atti di ufficio”.
Carlo Defanti, il neurologo che ha in cura Eluana Englaro, sostiene che “sicuramente adesso i familiari dei pazienti in stato vegetativo permanente avranno più difficoltà a far rispettare le volontà dei loro cari se hanno espresso il desiderio di non vivere in una condizione che richiede il trattamento di nutrizione e idratazione artificiale. Non sono esperto di diritto e non so qual è il peso reale di questo atto di indirizzo. Per quanto riguarda il caso Englaro so che esiste una sentenza definitiva in cui si autorizza la sospensione della nutrizione artificiale a una persona singola. Questa sentenza prescrive in maniera purtroppo molto precisa che questo avvenga all’interno di un hospice o di una struttura analoga. A me sembra che questo diritto sia certo e che si deve assecondare. Il Governo sta cercando di bloccare l’effetto di una sentenza, e sicuramente in futuro continueranno a esserci le stesse difficoltà per gli altri pazienti in stato vegetativo permanente. Se l’esercizio di un diritto viene impedito in un caso così lampante come quello di Eluana Englaro, si può immaginare che cosa accadrà per i prossimi casi. E chissà cosa verrà fuori con la legge sul testamento biologico”.
Ancora: Bobo Craxi (Partito Socialista), sostiene che “il Governo non può disporre di vita e morte”; Gloria Buffo (Sinistra Democratica), parla di “atto di crudeltà evitabile”; Benedetto Della Vedova (PdL), è stupito per l’iniziativa di Sacconi; Ignazio Marino (PD), si chiede perché “Sacconi interviene ora sui deboli?”; Silvana Mura (Italia dei Valori) giudica l’iniziativa di Sacconi “accanimento”. Barbara Pollastrini (PD), la ritiene qualcosa di “disumano e irrispettoso”.
A tutti loro, e a quanti come loro condannano l’iniziativa del ministro Sacconi, una proposta formale e un’iniziativa concreta: si iscrivano all’associazione Luca Coscioni (meglio ancora, all’intero “pacchetto”, come hanno fatto già Luigi Manconi e Federico Orlando). E’ il modo utile per reagire a questa offensiva clericale e oscurantista. Dandoci forza, si danno forza. Se non ora, quando? Se non così, come?
(notizie radicali n.829)

giovedì 18 dicembre 2008

LUTTO


Dopo una lunga e penosa malattia e' morto oggi, nella sua casa di Sinalunga, Pietro Bindi, 93 anni, padre dell'on. Maria Rosaria (Rosy). Sentite condoglianze.

ELUANA


Domattina alle ore 10,00 l'Avv. Giuseppe Rossodivita, presidente del Comitato Radicale per la Giustizia Piero Calamandrei, si recherà presso la Procura della Repubblica di Roma per depositare una denuncia sottoscritta dai dirigenti radicali Antonella Casu, segretaria di Radicali Italiani, Marco Cappato, segretario dell'Associazione Luca Coscioni, Sergio D'Elia, segretario di Nessuno Tocchi Caino, contro il Ministro Sacconi per il reato di violenza privata aggravata nei confronti dei sanitari della Casa di Cura Città di Udine. La denuncia si basa sulle dichiarazioni rilasciate dal Ministro Sacconi in merito alla vicenda Englaro ed è finalizzata ad accertare in che termini le predette dichiarazioni hanno impedito sino ad ora di dar corso al decreto della corte d'appello di Milano. Ricordiamo che nelle dichiarazioni sono minacciate "conseguenze immaginabili" per la struttura sanitaria ove venga dato seguito all'intervento preventivato. Il testo completo della denuncia sarà disponibile domattina dalle ore 10.30 sui siti radicali.it e lucacoscioni.it. (radicali.it)

ROSETTA (2)


'SCEMA? FIERA, IO LONTANA DA IMBROGLI'
''Se io sono qualificata scema per essere lontana dagli imbrogli che giravano intorno a Romeo, allora sono molto fiera di essere scema''. cosi' il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, risponde ad una domanda sull'intercettazione telefonica dell'ex assessore Giuseppe Gambale che definisce il sindaco di Napoli come ''scema''. ''Posso dire - aggiunge il sindaco - che questo tipo di offesa offende chi la fa, non certamente chi la riceve''. (ansa)

DECORO URBANO


COMUNICATO STAMPA

Sul decoro urbano a Prato ci permettiamo di avanzare una piccola proposta: NON SI FACCIA NIENTE!
Perché tutte le volte che si mette “mano” a qualche “innovazione” si combinano a nostro parere, grossi e brutti pasticci!
Gli episodi esemplari sono tanti e, fior da fiore ed in ordine di gravità, possiamo rammentare:
1..L’intitolazione di una Via Martiri delle Fobie;
2..Le indicazioni in tedesco dei parcometri indicanti “posto per prostitute”;
3..Un cartello “Centro di Scenze Naturali” sempre presente sulla tangenziale Nord;
4..L’epigrafe a Giuseppe Mazzoni indicato quale quadrumviro;
5..I vasi di gerani applicati sulle spallette in alberese del Ponte del Mercatale;
6..L’addobbo sudtirolese dell’ingresso di Palazzo Comunale;
7..Il trasferimento dei banchetti ambulanti in Piazza Mercatale con effetto Marrakesh;
8..L’allestimento “cimiteriale” dell’ingresso del Cassero;
9.. Il boschetto bonsai della rotonda del Ponte alla Vittoria;
10. L’imbuto della rotonda di Ponte Datini;
11.Le installazioni artistiche delle rotonde di Viale Namh Dinh e di Via Nenni;
12. I banchi commerciali sotto il Pulpito di Donatello;
13.I tabelloni pubblicitari dell’ingresso dell’ospedale;
14.Lo stravolgimento dei locali del Caffè delle Logge
15.Il nuovo ingresso ringhierato del Castello dell’Imperatore;
16.Il nuovo assetto postmoderno dell’ex giardino Buonamici.

Comitato Nazionale del Paesaggio
Prato

18 dicembre 2008

ELECTION DAY


IL GOVERNO HA UFFICIALIZZATO LE DATE PER EUROPEE E AMMINISTRATIVE


ELECTION DAY Sabato 6 e Domenica 7 GIUGNO

FRANCESCO, GIUSEPPE, RENZO


E se adesso toccasse a Roma? La domanda nessuno la fa a voce alta. Ma la paura è dipinta sulle facce dei politici che sfilano sulle tv locali. Con Napoli, l'accerchiamento è completo. Dopo la Liguria, la Toscana, l'Abruzzo, la Basilicata, la Calabria, il timore che una nuova inchiesta presto punti diritto al quartier generale del Pd cresce di ora in ora, alimentato dal coinvolgimento del parlamentare (Renzo) Lusetti (insieme al collega di An Bocchino) nell’indagine sul «Global service» partenopeo, dalla vicinanza di Lusetti a (Francesco) Rutelli (i nomi dell’ex vicepresidente del consiglio e dell’ex ministro (Giuseppe) Fioroni compaiono nelle carte giudiziarie), e dalle mille voci che dicono che anche nella Capitale il lungo quindicennio del centrosinistra alla guida del Campidoglio potrebbe entrare a breve nel mirino della magistratura. Napoli come anticamera di Roma. Napoli come paradigma del degrado amministrativo del centrosinistra, che qui è esploso fragorosamente con il disastro della monnezza, ma anche altrove, come s’è visto, funzionava (o non funzionava) allo stesso modo...... Dicono che in questi giorni i membri della nomenclatura napoletana vivano un po’ come quelli sovietici negli anni dello stalinismo: quando sentivano bussare alla porta al mattino, non potevano sapere se a suonare il campanello fosse il lattaio o le guardie venute per arrestarli. Molto più di Genova, Pescara, Potenza o Reggio Calabria, Napoli è da sempre, per definizione, un caso nazionale..... Oggi resta ben poco del Rinascimento napoletano che aveva fatto risplendere la città, con Piazza Plebiscito liberata finalmente dal traffico e dalle auto in terza fila, nei giorni lontani del G7 del ‘94. La crisi nel rapporto tra istituzioni sorde e società civile indifferente, rassegnata, l’ha denunciata con forza il cardinale Sepe, forse l’unica autorità riconosciuta e anche il solo che dal pulpito e nelle strade cerca di ricostruire una rete di valori. Il magistrato-intellettuale Raffaele Cantone, a lungo impegnato contro il clan dei casalesi, la sua personale e reale Gomorra, che lo costringe a vivere sotto scorta, non vorrebbe parlare. Chiarisce che non può esprimersi sulla portata di inchieste a cui non ha preso parte. Ma aggiunge: «La caduta di credibilità della classe dirigente si era già consumata del tutto sulla questione della monnezza. Quando le istituzioni locali, a qualsiasi livello, hanno dimostrato di non essere in grado di porre rimedio a un problema così grave e per così lungo tempo, gettando la cittadinanza nel degrado e mettendone a rischio la salute, si sono giocate insieme prestigio e fiducia». Né vale il tentativo di Bassolino (e oggi del sindaco Iervolino) di resistere e tentare di recuperare, sull’onda della drastica ripulitura militare ordinata da Berlusconi. «Bassolino può pure aspettare, illudersi che l’indifferenza di una società civile presa politicamente a martellate possa consentirglielo, ma sbaglia a non riconoscere che il suo ciclo s’è chiuso - accusa Biagio De Giovanni, filosofo di fama mondiale, coscienza critica della sinistra napoletana, titolare della cattedra Jean Monnet di storia dell’integrazione europea all’Istituto Orientale - l’idea che l’attesa sia obbligata, per consentire la nascita di una classe dirigente alternativa all’interno del centrosinistra, non sta in piedi.L’alternativa non è nata perché negli ultimi anni qui c’è stato un regime. Un potere asfissiante in cui, a cominciare dall’interno della sinistra, ogni voce dissonante, ogni critica, ogni obiezione veniva tacitata, con le buone o con le cattive». Consulenze a pioggia. Professori di quelli che scrivono editoriali sui quotidiani assoldati nei think-thank pubblici con stipendi di decine di migliaia di euro. Molte chiacchiere, molti annunci, molte incompiute, quasi nessuna realizzazione. E se oggi la Iervolino è riuscita a mettere insieme contro di sé, tutti insieme, la Curia, l’Unione Industriali, buona parte degli intellettuali e l’insieme dei giornali locali, non dipende solo dalle avversità degli ultimi tempi. Ma dall’assoluta inefficienza di un’amministrazione paralizzata dai veti interni e dal braccio di ferro tra «cacicchi» e potentati locali. ..... C’è però una ragione che, al di là degli sviluppi giudiziari che potrebbero avere il sopravvento, spinge all’arroccamento Bassolino e Iervolino. Se si dimettessero, aprendo la strada a elezioni anticipate, in Campania finirebbe come in Abruzzo, centrodestra al governo, Pd in rovina, fuga in avanti di Di Pietro. «Si lo so, dicono che le elezioni non risolverebbero nulla e non porterebbero personale politico migliore dell’attuale - ragiona Geremicca -. Ma a parte il fatto che noi siamo sempre i migliori e sosteniamo la democrazia quando siamo al governo, pronti a cambiare idea se si profila un ricambio, chi ci dice che tra due anni gli elettori non ci daranno uno schiaffone anche più sonoro di quel che ci aspettiamo? E soprattutto - conclude - chi può assicurare che in questa situazione, in cui è evidente che s’è rotto il rapporto tra governanti e governati, Bassolino e Iervolino ce la faranno a resistere per altri due anni?».(Marcello Sorgi, La Stampa 18.12.2008)

ADAMO, ABRAMO, AGAZIO........


Ultima, in ordine di tempo, arriva anche la Calabria ad arricchire il paesaggio delle inchieste sulla commistione tra politica e affari. Tra gli indagati non manca proprio nessuno...........a parte i soliti radicali......

"L’avviso di conclusione dell’inchiesta Why not è stato emesso nei confronti, tra gli altri, del presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, dell’ex presidente, Giuseppe Chiaravalloti, di assessori ed ex assessori regionali, consiglieri, del sindaco di Cosenza Salvatore Perugini, di politici, funzionari regionali. Tra i destinatari dell’avviso figura anche il deputato Giovanni Dima, del Pdl, ex consigliere regionale calabrese di An. Tra gli altri destinatari dell’avviso figurano il capogruppo del Pd alla Regione ed ex vice presidente della giunta, Nicola Adamo; il consigliere regionale e imprenditore Sergio Abramo, candidato del centrodestra alle presidenza della Regione nelle elezioni del 2005; l’ex consigliere regionale Domenico Basile, di An; l’ex consigliere regionale dell’Udc Dioniso Gallo; il consigliere regionale di Fi Giuseppe Gentile; gli assessori regionali Luigi Incarnato dello Sdi e Mario Pirillo del Pd; l’ex assessore alla sanità Giovanni Luzzo, dell’Udc; il consigliere regionale di An Franco Morelli; l’ex parlamentare dell’Udeur Ennio Morrone; il consigliere regionale di Fi Antonio Pizzini; il consigliere regionale di An, Antonio Sarra; l’ex assessore regionale all’ambiente dei Verdi Diego Tommasi, e l’ex assessore regionale dell’Udeur Pasquale Maria Tripodi." (da giornale.it)

PUNTO POLITICO (7)


dal post "Punto Politico" del 10 dicembre 2008

"All'estrema sinistra si profilano accordi di lista e/o coalizione tra i "ribelli" di "Municipio Verde", comitati civici, l'ala movimentista filoferreriana di RC, il gruppo di Mauro Vannoni, gli ultras dell'urbanistica 38-1, tutti insieme sotto l'ala poetica di "Primavera di Prato" proposto da Maila Ermini con prove finali giovedì prossimo a Casale."


Nonostante qualche informale smentita pervenuta al blog, dalla lettura dei resoconti della riunione del Coordinamento dei Comitati pratesi svoltasi martedì in Via Tintori si ricava la fondatezza di quanto avevamo preannunciato il 1o dicembre!! Con qualche eccesso ottimistico rispetto a taluni pretesi partecipanti alla lista civica d'alternativa di estrema sinistra..........

Sul fronte del centrodestra continuano a fiorire (destinati a sfiorire rapidamente...) nomi di possibili candidati sindaci. Stamattina è la volta degli industriali Roberto Cenni (Sasch e presidente della Fondazione Cariprato...) ed Andrea Cavicchi (presidente del Museo del Tessuto....). O "autocandidature" improbabili come quella avanzata da Roberto Caverni, dell'UDC, zigzagante tra Forza Italia, il centrosinistra, la presentazione autonoma, l'accordo con il PS ecc. ecc.........

Il tutto in attesa che la Direzione provinciale del PD inizi, finalmente, a chiarirsi le idee ed a avanzare proposte, progetti e programmi e non solo nomi....

RINVIARE, RINVIARE, RINVIARE......


Lettera dell'associazione radicale Liber@MentePrato a Bruno Mellano, presidente di Radicali Italiani.

"Ultime (brutte) notizie sull'Anagrafe Pubblica degli Eletti e dei Nominati (APE), lo strumento che potrebbe consentire partecipazione e trasparenza nella pubblica amministrazione. La proposta di delibera della Lista Civica "Taiti per Prato" oggi non andrà in Consiglio che, peraltro, non è stato convocato!. Ieri, in compenso, la delibera è stata esaminata dalla competente commissione consiliare alla presenza di Taiti e del vicesindaco e assessore al bilancio Roberto Bencini. Il capogruppo dell' IdV dr. Donzella ha chiesto di "cassare" la parte della relazione in cui si faceva riferimento al dipietrismo ed all'antipolitica! Il vicesindaco, sulla base della relazione della dirigente del Centro Elaborazione Dati del Comune dr.ssa Martinelli, si è impegnato, a nome della Giunta, a "trovare" le risorse finanziarie per dare il via pratico all'APE. Tutto, comunque, è stato rinviato ad una seduta del Consiglio Comunale verso la metà di gennaio! Prevediamo, sperando di sbagliare ovviamente, tempi duri per la delibera. Non diranno mai di no! Ma, temo, applicheranno la tecnica. ben conosciuta oliata e rodata, del rinvio, del rinvio e del rinvio. Poi, quando non avranno più cavilli politici o burocratici ci diranno che sarà la prossima amministrazione ed il prossimo Consiglio a provvedere in considerazione della estrema vicinanza delle nuove elezioni amministrative. Condiranno il tutto con la volontà di non precostituire, vista l'importanza del provvedimento, i futuri atteggiamenti del nuovo Consiglio, il tutto nell'interesse dei cittadini che saranno anche chiamati a partecipare a questa importante scelta!!!!! Ma noi R/esisteremo, R/esisteremo, R/esisteremo........ "

CIAOCIONI


... lo sceriffo di Firenze si ritira dalle primarie. Graziano Cioni ha radunato i suoi aficionados al circolo Vie Nuove parlando a lungo prima di annunciare il suo ritiro. L'assessore alla sicurezza fa un passo indietro ma lo fa nel suo stile contrattaccando e sparando un autentico siluro al suo stesso partito. 'Lascio perche' mi vogliono buttare fuori e cosi' faccio, ma non lascio il Pd resto dentro per lottare'. La sua e' piu' una minaccia che una promessa. Cioni cupo in volto come non mai ha preso atto che il Pd non tollerava piu' la sua corsa verso Palazzo Vecchio, ha voluto resistere fino all'ultimo ma poi ha dovuto prendere atto che l'ostilita' sulla sua persona era solida e diffusa. Cioni ha detto di voler lasciare.... Per l'ex ragazzo di Pontormo l'amore dei suoi seguaci e l'odio dei suoi avversari e' stata sempre una costante, ma dalla lotta non si e' mai tirato indietro e non lo ha fatto nemmeno stasera. Comunque sia difficilmente per Cioni sara' il capolinea della sua attivita' politica; e' probabile che attendera' un risarcimento, magari con l'assessorato regionale alla sanita', oppure sara' una spina nel fianco del Partito democratico. (punto.it)

mercoledì 17 dicembre 2008

INCAZZATI NERI!!!


VATICANO CONTRO FINI

Ieri il presidente della Camera aveva chiamato in causa il silenzio della Chiesa di allora sull'argomento. E oggi arriva la dura reazione della Santa Sede.
"Il suo è meschino opportunismo" "Di certo - rileva nel testo il giornale vaticano - sorprende e amareggia il fatto che uno degli eredi politici del fascismo, che dell'infamia delle leggi razziali fu unico responsabile e dal quale pure da tempo egli vuole lodevolmente prendere le distanze, chiami ora in causa la Chiesa cattolica".

SODALIZIO


Il pizzino di Nicola Latorre (PD) a Italo Bocchino (AN-PdL) a LA7

«Io non lo posso dire. E la Corte Costituzionale? E Pecorella?».

"Quindi poi ormai...siamo una cosa...quindi...consolidata, un sodalizio, una cosa solida...una fusione di due gruppi". Così il parlamentare del Pdl Italo Bocchino si rivolge all'imprenditore Alfredo Romeo, in una telefonata ritenuta assai significativa dai pm che indagano sulle presunte irregolarità negli appalti del Comune di Napoli. (repubblica.it)

ROSETTA (1) - MAGNANAPOLI




Giuseppe D'Avanzo (Diario 7.12.2008)
Il fatto è che una manina si è portata via dagli uffici della Direzione investigativa antimafia di Napoli una copia delle intercettazioni dell´indagine che, nel suo avvio e senza alcuna ironia, gli investigatori chiamavano Magnanapoli. Dicono fonti vicine all´inchiesta che ora il boccino ce l´hanno in mano un paio di "barbe finte" ? di spioni ? che distillano veleni con almeno tre obiettivi ormai espliciti:



1. Azzoppare un´inchiesta che, presto svelerà come sinistra e destra, governo cittadino e opposizione consiliare vivono, a Napoli, d´amorosi sensi quando si discute e si decide di appalti e affari;



2. Regolare qualche conto in sospeso tra le burocrazie della sicurezza;



3. Soffiare «per input politici e gerarchici» il nome di innocenti, incappati nelle intercettazioni telefoniche, per farne colpevoli da sbattere sui giornali. Bisogna allora cominciare da qui ? dalla disinformazione ? per diradare qualche nebbia. L´operazione consente di vedere all´opera le manine galeotte, gli utilizzatori en plein air, i virtuali beneficiari, gli sventurati target.




Sgombrato il campo dal loglio, resta il grano ed è grano molto guasto. Comunque vada, quando le conversazioni telefoniche diventeranno pubbliche, della giunta di Rosa Iervolino resterà soltanto polvere per le prassi di governo, l´etica che le ispira, gli interessi personali protetti, la rete di potere non trasparente e trasversale che quei colloqui portano alla luce. L´inchiesta giudiziaria trova il suo focus in un triangolo. Il provveditore alle opere pubbliche; cinque assessori; l´imprenditore Alfredo Romeo. Sullo sfondo, a Roma, i rapporti «tutti ancora da chiarire» con politici nazionali, tra cui Renzo Lusetti (Pd), Nello Formisano (IdV), Italo Bocchino (PdL). Il "triangolo" di interessi è alle prese con un global service, un progetto di gestione integrata delle proprietà della pubblica amministrazione. Rosa Iervolino lo presentò pubblicamente nella primavera del 2007 come «un regalo per Giorgio Napolitano che trascorre qui la Pasqua». Il piano, «in una visione unitaria», avrebbe dovuto «valorizzare il patrimonio pubblico, dagli immobili alle strade, dai palazzi monumentali a quelli di edilizia residenziale». E´ un appalto che i protagonisti istituzionali e amministrativi - Mario Mautone, il provveditore; Enrico Cardillo, l´assessore al bilancio (ora dimissionario); Giorgio Nugnes, dimissionario dall´assessorato alla protezione civile - cuciono come una giacca ben tagliata sulle spalle di Alfredo Romeo. A quanto pare, le indagini non svelano «cavalli di ritorno», mazzette che premiano la corruzione - se non pallide tracce, tutte ancora indagare - ma le fonti di prova raccolte, per la procura, sono adeguate a dimostrare la fraudolenza della gara e, quindi, la richiesta di misure cautelari - in soldoni, di arresti - inviata al giudice per indagini preliminari che, se fa in fretta (ha l´incarto da luglio), potrebbe decidere anche prima di Natale. Turbativa d´asta, dunque.Il reato non è esplosivo. Esplosive sono le conversazioni che dimostrano quanto il parolaio guerresco del confronto pubblico tra destra e sinistra sia, a Napoli, soltanto una mascherata. In realtà, ogni rivolo della spesa pubblica si decide in un compromesso utile a proteggere gli interessi personali, la rendita politica, le quote di consenso di ciascun partito. Una realtà politico e amministrativa che trova la sua conferma nel sostegno di Forza Italia alla giunta Iervolino in occasione del bilancio, nella protezione che alla Regione Silvio Berlusconi offre al pericolante Bassolino. L´equilibrio amministrativo e istituzionale non è costruito per l´interesse pubblico, con l´urgenza di lavorare insieme per far fronte alle gravi criticità della Campania, alla crisi profonda della città, ma intorno alla corruzione, al clientelismo, per usare le formule del capo dello Stato. Forse informato per rispetto istituzionale (il procuratore di Napoli Giandomenico Lepore smentisce), Giorgio Napolitano ha anticipato (se si hanno orecchie per ascoltare) le ragioni della prossima crisi politica che travolgerà, con l´inchiesta giudiziaria, l´amministrazione e il ceto politico cittadino. Lo ha fatto così: «E´ assolutamente indispensabile che cambino i comportamenti di tutti i soggetti, pubblici e privati, che condizionano negativamente il miglior uso della risorse disponibili con il peso delle intermediazioni improprie che possono ricondursi a forma di corruzione e clientelismo, interferenza e manipolazione. (Bisogna) mettere in discussione la qualità della politica, l´efficienza delle amministrazioni pubbliche e l´impegno a elevare il grado complessivo di coscienza civica». A buon intenditore, poche parole.