sabato 3 gennaio 2009

AMBIENTALISTI


La pillola anticoncezionale classica, anche quella di basso dosaggio ormonale,"funziona in molti casi con un effetto abortivo" ed ha comunque "conseguenze devastanti sull'ambiente"in quanto il rilascio di "tonnellate di ormoni" (attraverso le urine femminili ndr.) è una delle cause dell'infertilità maschile in Occidente. Ad affermarlo, in un articolo sull'Osservatore Romano, è il presidente della Federazione Internazionale delle associazioni dei medici cattolici, Pedro José Maria Simon Castellvi. (ansa.it)

PDL


Dichiarazione di Giorgio Silli, Forza Italia. (Se pensa come scrive....ndr)!!!

«Sembra che approfittando di questa tregua natalizia ed apprifittando forse della distrazione dei cittadini pratesi, la sinistra sia portando avanti un pericloso progetto. Progetto non certo di rinnovamento se non di rafforzamento di quel sistema di potere che ha, di fatto, rovinato la città. La matassa delle candidature, può darsi che si stia sbrogliando ma solo sulla base delle severissime ed immobilizzanti logiche di partito di ex Ds ed ex Margherita. In sintesi, candidature che vanno bene ai fini di un equlibrio di potere esecutivo interno di partito e di corrente, non sono quello di cui la città avrebbe bisogno per rialzarsi, per rinnovarsi.Le primarie, sicuramente, non avranno luogo e la prospettiva di una duplice condidatura, Abati per il comune e Gestri per la provincia, preoccupano oltremodo. Sostanzialmente, l'eventuale candidatura di Gestri, rappresenta il battesimo di un duopolio che ha governato la cassaforte rossa del centrosinistra (il Consiag) e che spera di prendere formalmente in mano la città da un punto di vista puramente politico. Abati ne è il presidente, Gestri ne è stato il vice presidente. Il Consiag, la partecipata più importante della città che, anzichè portare avanti delle politiche di agevolazione dei prezzi di acqua e gas, si è improvvisata, con i soldi dei pratesi, impresa immobiliare con l'operazione ex Banci.Quindi è come se queste candidature formalmente amalgamassero quelle scatole cinesi che sono le aziende partecipate ai palazzi del potere politico, con i risultati che ogni cittadino può immaginarsi. Duole constatare che alcune stimabili e notabili persone della società civile, siano state avvicinate, usate e poi sostanzialmente, dopo aver fatto loro dimettersi dai propri posti dirigenziali, scaricate promettendo chissà quali indennizzi per un futuro che elettoralmente si presenta sempre più nero. La nostra città ha bisogno di idee per rilanciare l'economia cittadina non di artifici per spostare da una municipalizzata ad una cooperativa, poltrone, gettoni di presenza e i trombati di turno.Invito tutti anche ad una riflessione su quella che si atteggia come la novità politica di fine 2008, la lista Milone. Ebbene, abbiamo più volte manifestato la nostra eventuale disponibilità al dialogo con l'ex assessore, ma ancora più spesso abbiamo esternato la nostra profonda perplessità per questa operazione di intelligence politica. Siamo in linea con le idee di Milone, ma onestamente, credo che la lista Milone, dovrebbe confrontarsi su più temi che non siano solo la sicurezza e l'immigrazione.Preoccupa soprattutto l'ambiguità delle posizioni di Milone, preoccupa il fatto che lo vediamo ogni giorno sulla stampa, ma che ancora non ha risolto il nodo politico della questione. Con chi sta. Veramente Milone vuole proporsi come classe alternativa di governo di questa città? Oppure c'è un accordo per il quale riporterà alla sinistra tutti i voti che alcuni cittadini, sperando in un cambiamento, hanno intenzione di dargli? Prima di atteggiarsi come il guru politico del rinnovamento, dovrebbe dimostrare di esserlo chiarendo una volta per tutte ai pratesi da che parte ha intenzione di stare.». (pratoblog.it)

ROSETTA (5), FINE CORSA


«O si finisce con questa tarantella o elezioni a primavera. La mia pazienza dura al massimo fino a lunedì». Ad affermarlo è il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino al suo rientro a Palazzo San Giacomo, in attesa, fa sapere, che Walter Veltroni rientri in Italia dalla Francia e con il quale avrà un colloquio telefonico. Il sindaco affida a un gesto con la mano la sua intenzione di andarsene se «la situazione non si scioglie entro poche ore - dice - Credo di aver avuto una pazienza infinita ma si tenga conto che anche la persona più paziente e responsabile ha una riserva di pazienza che, però, non è infinita».«Sono una persona per la quale quello che va bene il venerdì va bene anche il sabato. Ma all'interno del mio partito pare che non tutti la pensino così». Nessun diktat, ribadisce, da parte della segreteria nazionale del Pd, «ma non si può continuare con questa tarantella per cui si concorda una cosa il venerdì e il sabato non va bene». In attesa però del rientro da Parigi di Veltroni, il sindaco dice: «Sono una donna di partito e so che contro il partito non si governa».

PRESIDENTE


"Il Presidente ha molto sottolineato il dovere costituzionale di imparzialità. E' una accentuazione a mio avviso impropria e pericolosa". Lo ha detto Marco Pannella, nel corso di un intervento in diretta a Radio Radicale in cui è tornato a commentare alcuni passaggi del Messaggio di fine anno del Presidente Napolitano. "Presidente, tu sei imparzialità, e ti dico che è un errore, perché rischia di emergere come imparzialità verso la maggioranza, l'unità nazionale. Insomma: non sei imparziale nei nostri confronti. Non lo sei nei confronti del sentimento profondo manifestato, a più riprese, in modo clamoroso dal popolo italiano". Pannella ha ricordato l'intervento dei mesi scorsi di Napolitano, "quando hai detto che il Parlamento era contro la Costituzione, e che il suo primo obbligo era di eleggere, di procedere ad eleggere un giudice costituzionale e il Presidente della vigilanza. Poi però hai taciuto." Pannella ha detto a Napolitano che rischia di "imboccare una via, che è quella che hai ereditato: 21 anni di Presidente della Repubblica non consone alla Costituzione del nostro Paese". Altro passaggio citato dal leader radicale quello in cui Napolitano auspicava un cambio nel costume nazionale: "Vuoi che si muti costume? Vai a vedere i nostri conti in banca, di tutti noi, per quarant'anni, Presidente! C'è un partito ancorato alle riforme civili che non ha neppure un appartamento di proprietà, perché da 25 anni non riusciamo a finire di pagare il mutuo. Non abbiamo una sola altra sede in Italia. Non è questo, Presidente, un costume? Come possono cambiare i costumi quando tutta la partitocrazia è malcostume? E includo anche la casta dei magistrati, che ha fatto strame della sua stessa legge. La Costituzione voleva che il giudice fosse indipendente, non la Magistratura, perché in democrazia nessun potere è indipendente. E invece abbiamo uno stato fatto di corporazioni", ha concluso Pannella.
(radicali.it)

ELUANA


La Casa di cura 'Citta' di Udine' decidera' dopo il 6 gennaio se accogliere Eluana Englaro per la sospensione dell'alimentazione artificiale. Lo ha detto Claudio Riccobon, amministratore delegato della struttura sanitaria udinese. 'Sono in corso alcuni approfondimenti giuridici su aspetti tecnici e amministrativi - ha spiegato - che proseguiranno attraverso alcune riunioni in programma dopo il 6 gennaio. Nei giorni successivi prenderemo una decisione'. (ansa.it)

GENERALE


Questa storia dei militari a guardia delle discariche mi è sembrata fin dal primo momento un’iniziativa sbagliata. E ora devo proprio dirlo: stiamo umiliando i soldati e distruggendo la loro professionalità».Questo è lo sfogo del generale Dino Tricarico, che fu consigliere militare di Palazzo Chigi con D’Alema e con Berlusconi, prima di assumere l’incarico di capo di stato maggiore dell’Aeronautica. Ora è a riposo ma continua a seguire le vicende degli uomini in divisa.
L’idea fu lanciata dal ministro dell’Interno Roberto MaroniDifatti Maroni è responsabile di questo uso improprio dei militari. Ma anche il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha le sue colpe.
Ha accettato di mandare i soldati a piantonare le discariche e a svolgere compiti di sicurezza nelle strade».
La gente, però, sembra apprezzare la presenza dei militari
E questo è un rischio. L’opinione pubblica si sta abituando a un impiego tutt’altro che ortodosso e le istituzioni si sentono legittimate a utilizzare lo strumento militare in modo sempre più abnorme. Siamo il Paese delle emergenze, e domani i soldati potrebbero essere chiamati a vigilare attorno alle carceri, a tenere sotto controllo gli stuoli di clandestini, a proteggere obiettivi di ogni tipo.
Ma non sono questi i motivi per i quali ci siamo dotati di forze armate professionali».
Tuttavia l’Italia schiera più di 8 mila soldati nelle missioni estere.«Perché svolgano bene i loro compiti hanno bisogno di addestramento continuo, non possono perdere tempo con operazioni che a loro non competono. Chi oggi è responsabile a livello politico dell’approntamento e dell’efficienza delle forze armate dovrebbe trarre insegnamento dagli episodi drammatici mediorientali di questi giorni, e riflettere sulle capacità e sulle prospettive del nostro esercito, soprattutto in un momento in cui le difficoltà economiche di cui non si vede la fine, costringeranno a delle scelte e a delle privazioni. Perdere oggi una capacità militare è facile, per riacquisirla è un’impresa che richiede anni e sacrifici enormi»
.......(corsera.it)

CHE PENA


Due uomini riconosciuti colpevoli di traffico di droga sono stati impiccati oggi in Iran in una prigione della citta' di Zahedan. I due erano accusati di aver trasportato 300 chili di una droga la cui natura non e' stata precisata. Le esecuzioni sono le prime del 2009 in Iran, dove lo scorso anno ne sono state eseguite 246. Per Amnesty International le condanne eseguite nel 2007 erano state 317, cosa questa che poneva l'Iran al secondo posto dopo la Cina per numero di esecuzioni.(ansa.it)

BEFANA


Il Circolo Renzo Grassi e l’associazione Narnalinsieme, con il patrocinio della circoscrizione Prato Ovest, presentano “Arriva la Befana 2009”, un momento di gioco e divertimento per grandi e piccini con gli animatori Antonio e Giovanni. L’evento è previsto per martedì 6 gennaio, con inizio alle ore 15.00 nella palestra del circolo Grassi, in Via Pistoiese 502, a Narnali. L’ingresso è libero e gratuito. Per maggiori informazioni: tel. 0574 811694.

EUTANASIA


CASTEL DI SANGRO (L'AQUILA) - Indigente e malata di cancro. Per questo Angela S., 58 anni, pensionata, vuole morire e chiede l'eutanasia. "Non auguro a nessuno di vivere in queste condizioni", ripete dal giorno di Natale, quando per mettere assieme il pasto ha dovuto chiedere aiuto ai vicini. ...... La sua vita, già piena di difficoltà, da quando ha scoperto di essere gravemente malata è scivolata in un baratro. Ma il tumore ai polmoni e l'indigenza non sono i suoi unici nemici: c'è anche la burocrazia che acuisce il dolore. Già, perché Angela vive con 250 euro al mese di pensione (ottenute per una invalidità) in un paese arroccato sulle montagne abruzzesi. Appena scoperta la malattia, ha chiesto alla Asl una semplice indennità di accompagnamento..... Ma la sanità abruzzese - già sconquassata e priva di fondi, anche a causa degli scandali legati alle tangenti nella pubblica amministrazione - è stata irremovibile. La donna non può avere l'indennità. Al massimo può percepire un rimborso spese per i viaggi dovuti alle cure...... Il "no" da parte dell'ente ha spinto la donna a chiedere pubblicamente una "morte dignitosa piuttosto che una vita di stenti, dolore e umiliazione"....... "Non voglio essere di peso a nessuno, chiedo solo aiuto allo Stato. Me la sono sempre cavata da sola, con poco. Adesso però il male mi ha attaccato i polmoni e non mi consente di procacciarmi il necessario per vivere. Purtroppo non rientro in nessuna forma di ammortizzatore sociale". L'unico apporto concreto lo ha ricevuto da Comune e Comunità Montana che hanno messo a disposizione una vettura per consentirle di recarsi a Pescara e sottoporsi alle cure. Tutto per un importo massimo di 1800 euro frutto di un contratto di solidarietà, ormai esaurito. "Ora non so proprio come farò a continuare con i cicli antitumorali...".
L'assessore comunale Andrea Liberatore, uno dei primi ad occuparsi della vicenda, giudica la decisione della Asl "iniqua verso una persona che non riesce a sopravvivere. È il risultato di una sanità poco accorta. In passato sono stati concessi benefici a tutti, ora invece si negano quelli essenziali a chi ne ha bisogno". Per il vescovo della diocesi di Sulmona, Angelo Spina, si tratta di "un grido di dolore, un grido di una persona sola che reclama il diritto alla vita e non alla morte". Ma anche la chiesa non è stata d'aiuto. La donna infatti si è rivolta anche al parroco del paese per cercare sostegno, senza ottenere risultati. Intanto in paese è scattata una raccolta fondi. (giuseppe caporale, repubblica.it)

LIBERAZIONE VERDE


Di fronte allo spettacolo davvero poco edificante che si sta svolgendo intorno al quotidiano di Rifondazione Comunista "Liberazione" Marco Pannella chiede oggi ai dirigenti di RC la restituzione della testata. "Liberazione", infatti, era una pubblicazione del Partito Radicale che venne donata da Marco Pannella, su richiesta di Armando Cossutta, Sergio Garavini ed Ersilia Salvato, alla nascente formazione politica, poichè il nome avrebbe fatto riferimento ad una sorta di svolta "liberale" e "libertaria" dei comunisti che si divisero dal PCI che si stava trasformando in PDS. Allo stesso modo Pannella chiede anche ai dirigenti dei Verdi la restituzione del simbolo del "Sole che Ride", anche questo donato dal Partito Radicale al nascente movimento ambientalista italiano. E che, adesso, non rappresenta più le originarie tensioni dei Verdi italiani.

ISRAELE, PALESTINA


MANIFESTO DELLA SINAGOGA DI FIRENZE

Firenze 6 novembre 2006

Noi sottoscritti sosteniamo l’iniziativa nonviolenta del primo grande “SATYAGRAHA MONDIALE PER LA PACE” volto a rapidamente promuovere e costruire e realizzare un’ALTERNATIVA STRUTTURALE alla minaccia, alla probabilità di un prossimo tremendo conflitto che, divampando dal Medio Oriente, si estenda rapidamente al mondo intero.
La situazione del Medio Oriente persiste e si aggrava da decenni. Si tratta, dunque, di una situazione strutturale che produce in quanto tale conflittualità costante, e conflitti sempre più gravi continui. E ne minaccia uno - che quasi tutti nel mondo ritengono non solamente possibile ma ormai probabile - dai costi umani e naturali senza precedenti sia per dimensione geografica sia per l’impiego di nuove armi, a cominciare da quelle di attrazione - o distruzione - di massa, medianiche.
Urge, quindi, ormai (se non è già troppo tardi), costruire una pace, come alternativa strutturale, politica e istituzionale, a questo corso rovinoso delle cose.
La Pace come mera petizione di principio ha purtroppo mostrato - ormai quasi da un secolo - i suoi gravi limiti, la sua insufficienza, quando non la sua tragica nocività.La Pace non può essere solo invocata come valore assoluto, va costruita, strutturata e organizzata nel mondo, a partire dal nostro, europeo e mediterraneo.
Europa continentale e Medio Oriente si sono sempre compenetrate e si compenetrano nella storia attraverso i loro popoli mediterranei. La civiltà mediterranea, egizia, greco-romana, bizantina, infine laica e tollerante, ha visto nascere e affermarsi le tre grandi confessioni monoteiste - l’ebraica, la cristiana, l’islamica - proprio in quel suo lembo di terra che oggi sembrerebbe dovere costituire il luogo e la causa di una possibile orrenda apocalisse civile e umana.
Occorre reagire subito.
Il Primo Satyagraha Mondiale per la PACE, di ispirazione gandhiana e nonviolenta, ha per obiettivo un urgente intervento politico e istituzionale, di Riforma delle caratteristiche strutturali delle politiche che si scontrano in Medio Oriente e, a partire da lì, nel mondo.
Il carattere nazionale e sostanzialmente nazionalista, la blindatura ideologica di tutti gli Stati medio -orientali- incluso quello democratico dello Stato di Israele, è un pericolo manifestamente gravissimo, letale per Israele stessa e per l'intera area medio orientale.
Il superamento della sovranità nazionale assoluta come causa di guerre e ipoteca contro lo sviluppo civile e democratico, è alla base del processo federalista europeo, nel quale sono oggi attori pieni 25 Stati democratici, e coinvolti positivamente altri, sì da costituire ormai una comunità di mezzo miliardo di persone dai confini in continua espansione.
E’ un vero scandalo intellettuale, antropologico che Unione europea e Israele, con la convergenza di Stati Uniti, non abbiano di già corretto questa situazione patologica: che la sola democrazia consolidata di un territorio - del quale occupa lo 0,2% - si illuda e quindi scelga lo strumento della sovranità nazionale assoluta, sia portata ad una logica di sopravvivenza necessariamente armata, militare, di perenne stato di eccezione. Dunque, è urgente che Israele operi nel quadro giuridico, civile, politico, dell’Unione europea, quale regione - per ora, sottolineiamo: per ora - di frontiera di una comunità istituzionale di mezzo miliardo di persone, con le sue regole, leggi, giurisdizioni, il suo parlamento democratico e un suo potere esecutivo (di certo imperfetto e inadeguato, ma pur sempre corrispondente e legittimato dai suoi trattati costitutivi).
La Unione europea, e l’intera Comunità internazionale, devono anche intervenire nella situazione Medio Orientale con coerenza, rigore e vigore rispetto alla propria legalità, quella costituita dalle dichiarazioni dei Diritti dell’uomo e da ormai centinaia di altri Trattati, Dichiarazioni con forza di legge, Costituzioni nazionali che li includono nel proprio diritto interno.
In Medio Oriente questo non accade, è anzi spesso tradito, ignorato. Si è sin qui posto l’accento esclusivo sul diritto dei Popoli a uno Stato nazionale, e alla sua assoluta sovranità. In tal modo si realizza l’aberrazione di consolidare anziché rimuovere gli ostacoli, frapposti in tanta parte del mondo, al riconoscimento e all’esercizio dei Diritti umani fondamentali.
Stati nazionali che non si fondano su questi diritti e sul diritto che dovrebbe essere vigente, e non lo è, costituiscono violenza e non diritto, producono guerre civili contro le libertà e la vita dei propri popoli e dei loro membri. I palestinesi hanno innanzitutto il diritto di non vedersi imposto una qualsiasi forma di Stato che non sia espressione e forza dei loro diritti umani, politici, sociali, di coscienza.
Se questo viene acquisito, Palestina, Libano, con Israele e la Giordania a ciò molto vicina, con la Turchia e il Marocco che ha chiesto ufficialmente l’adesione alla Unione europea sin dal 1987, e tutto il sud mediterraneo dove affondano le radici più profonde dell’Europa, vedranno riconosciuti ai propri cittadini e ai loro popoli i diritti di coscienza, sociali, economici, politici senza i quali non v’è libertà, non v’è democrazia, non v’è pace (se non sotto la forma di guerra civile di oppressione del proprio popolo).
E’ per questo obiettivo che ci appelliamo ai democratici del mondo intero, ai suoi Parlamenti, al sistema delle Nazioni Unite che deve tornare a difendere e affermare i valori e le proclamazioni della sua carta costitutiva, al popolo che si è costituito e naviga in internet, la cui libertà sarebbe ulteriormente negata, piegata a nome delle esigenze di guerra e di sicurezza. Tale appello potrà essere raccolto, fatto proprio, vissuto nei giorni del Primo Grande Satyagraha Mondiale per la Pace, per la Vita del Diritto e il Diritto di tutti alla Vita, quale CONCRETA ALTERNATIVA all’altrimenti probabile, prossimo scatenamento di una guerra globale, senza confini geopolitici, etici, umani”.

GAZA




"Il dovere di difendere la vita degli innocenti abitanti di Gaza deve essere mantenuto anche adesso. Israele ha il dovere di controllare che la forza applicata non travalichi il limite della reazione utile e legittima."


David Grossman, Haaretz 30 dicembre

ROMEO E ROSETTA


Il Comune di Napoli "si è trasformato in un 'regno' in cui un onnivoro re muove le sue pedine incurante della presenza di una ufficiale regina la quale, non senza una profonda ingratidudine, viene costantemente apostrofata con volgari epiteti finanche dai propri figli putativi, letteralmente obnubilati dalla smania di emergere e di soddisfare a tutto tondo i desideri del sovrano". E' con queste motivazioni che i pubblici ministeri hanno chiesto al tribunale del Riesame di tenere in carcere l'imprenditore Alfredo Romeo, di trasferire dai domiciliari alla cella gli assessori Felice Laudadio, Enrico Cardillo, Ferdinando Di Mezza, Giuseppe Gambale e di arrestare il vicepresidente della Provincia Antonio Pugliese. (corsera 3.1.09)

GUAZZABUGLIO!


4 dirigenti del PS pratese sembrano aver rotto gli indugi e virato decisamente sulla lista civica "Prato Libera e Sicura" definendo Aldo Milone il "Guazzaloca" pratese. Comunque la si voglia pensare è assai difficile definire l'ex assessore alla Polizia Municipale con il nome dell'ex sindaco di Bologna. Guazzaloca, infatti, proveniva direttamente dalla cosiddetta "società civile" essendo a capo dei commercianti felsinei. Milone, invece, è rimasto per più di dieci anni comodamente assiso, di volta in volta, sullo scranno di presidente del Consiglio Comunale e su quelli della Giunta pratese. Più che un "prestato" alla politica è un politico e basta! E così, dopo aver girovagato avanti indietro tra PD, UDC, Estrema Sinistra, autonomia socialista, finalmente Zella, Calamai, Corda e Delfine hanno trovato l'approdo, ed il guazza...buglio, che cercavano! Sic transit gloria PSI! Auguri! Ma la svolta securitaria dei 4 non sarà facilmente recepita dal resto del PS pratese e, men che meno, dai socialisti toscani.

GIUSTIZIALISMO


"Ancora una volta siamo costretti a prendere atto dei vergognosi comportamenti adottati dal sindaco di Salemi, Vittorio Sgarbi, dalla polizia municipale che ha agito in piena e totale violazione della legge e dalla stampa che, come spesso accade, ha riportato notizie false e imprecise. Il ragazzo che ha contestato Sgarbi ha solo riportato notizie vere che una certa stampa ha subito bollato come "accuse". Sgarbi è un pregiudicato condannato per truffa allo Stato e in primo e secondo grado per aver diffamato il dottor Caselli e l'intero pool antimafia. Siamo pertanto grati al ragazzo artefice della contestazione per aver mostrato che in Sicilia esistono ancora persone in grado di urlare la verità e di contestare, legittimamente, chi si è macchiato di così gravi gesti. Siamo amareggiati per l'inqualificabile comportamento della polizia municipale che, senza nessun titolo nè motivazione, ha sequestrato il ragazzo rinchiudendolo in una stanza della biblioteca "Franco La Rocca"... E' paradossale che uomini dello Stato difendano un pregiudicato che ha truffato quelle stesse Istituzioni che le loro divise rappresentano. Chiameremo a rispondere nelle sedi giudiziarie competenti gli artefici dei gravi episodi avvenuti..." Sonia Alfano (beppegrillo.it)

DEGRADO


La martoriata Piazza Mercatale, oggetto di attenzione da parte dell'amministrazione comunale non tradotte in provvedimenti, è ancora oggi sostanzialmente un grande parcheggio a raso. Non custodito. Che cosa ci resta a fare, allora, il "casottino" orribile degli addetti al pagamento del ticket di sosta? Visto che adesso non serve più non è il caso di smontarlo e portarlo via? Comitato Nazionale del Paesaggio, Prato.

ROSETTA(4)


Confermati gli arresti per i due assessori del Pd. La decisione del tribunale del Riesame. Felice Laudadio e Ferdinando Di Mezza, coinvolti nell'inchiesta Global service, restano ai domiciliari. Oggi la decisione per Gambale, Cardillo e l'imprenditore Romeo. (repubblica.it)

ROSETTA (3)


Dichiarazione di Giulio Manfredi (Comitato nazionale Radicali Italiani) e Igor Boni (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta)

Stralci della deposizione del sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, davanti ai PM napoletani, lo scorso 23 dicembre: “Il suicidio di Nugnes lo leggo come un sussulto di dignità che probabilmente sarebbe mancato ad altri …” (“La Stampa”, 31/12/08); “Romeo afferma di essere una sorta di consulente globale del Comune di Napoli? Nego recisamente che rivestisse questo ruolo. Aveva rapporti con quattro soli assessori che non esito a definire “sfrantummati” (smidollati, ndr), ad eccezione del solo Felice Laudadio …” (“La Repubblica”, cronaca di Napoli, 31/12/08).

“Siamo sconcertati per il modo aberrante con il quale la signora Iervolino tratta il suicidio di un suo assessore; definirlo “un sussulto di dignità” significa non avere un briciolo di quella pietas che la cattolicissima Iervolino dovrebbe avere.
Minimizzare poi i rapporti dell’imprenditore Alfredo Romeo con ben quattro assessori della sua giunta e definire smidollati, buoni a nulla, quegli stessi assessori scelti e nominati da lei stessa significa aver smarrito qualsiasi senso sia della realtà sia del ridicolo.
A suo tempo avevamo invitato il sindaco Iervolino a dimettersi da un incarico chiaramente troppo gravoso, troppo impegnativo per le sue capacità; non abbiamo mai messo in discussione la sua onestà, ma per fare il sindaco, e il sindaco di Napoli, l’onestà è un presupposto indispensabile al quale occorre, però, aggiungere la capacità politica di comprendere quello che accade e di intervenire tempestivamente.
Questa capacità la Iervolino non l’ha avuta rispetto alla questione dei rifiuti; non l’ha avuta rispetto al caso Romeo; i rimpasti di giunta quando la frittata è stata fatta non servono a nulla, sono la classica foglia di fico per cercare di coprire, inutilmente, una realtà francamente poco tollerabile.
Sindaco Iervolino, il sussulto di dignità lo avrebbe da tempo dovuto avere Lei, dimettendosi.” (radicali.it)

venerdì 2 gennaio 2009

PRIMARIE


A Firenze anche Eros Cruccolini presidente del Consiglio Comunale, così come aveva già chiesto Riccardo Nencini, segretario PS, chiede che le primarie di coalizione del centrosinistra, alle quali dovrebbe partecipare come candidato dell'estrema sinistra, si tengano almeno il 1 marzo. Sostiene Cruccolini che gli attuali candidati del PD sono già in campagna elettorale da almeno un mese. Dunque è necessario offrire trenta giorni di campagna anche ai nuovi candidati di coalizione. Anche a Prato ci sarà chi chiederà di posporre a marzo l'appuntamento con le primarie.

ITALIA-EUROPA


APPELLO

“Mi rivolgo a quanti – circoli, associazioni, fondazioni, partiti della sinistra non antagonista e non comunista -, condividono il Manifesto del Partito del Socialismo Europeo approvato a Madrid il 1 dicembre scorso perché si metta fine a divisioni nocive per la presenza in Italia di una sinistra riformista fondata sui valori del merito, della inclusione, del rigore, della libertà”. Inizia così la lettera- appello del segretario del Partito Socialista, Riccardo Nencini, in vista delle elezioni europee del giugno 2009.“Mi rivolgo - prosegue l’appello - a quanti ritengono colpevole non agire per definire un progetto della sinistra del futuro i cui eletti al Parlamento Europeo siedano accanto ai rappresentanti laburisti, socialisti e socialdemocratici. Mi rivolgo a quanti pensano che sia necessario rinunciare a parte della propria sovranità per concorrere alla costruzione di liste elettorali condivise nei cinque collegi elettorali italiani. Candidati che condividano un programma minimo per il governo dell’Europa in questo tempo di crisi e che, grazie alla loro scelta, riescano a favorire nuovi processi di aggregazione anche solo finalizzati a quella importante scadenza politica. Mi rivolgo a quanti ritengono possibile unire le forze sotto il simbolo del Socialismo Europeo per presentare un’unica lista alle elezioni europee del giugno 2009. Non singole bandiere, dunque, ma l’accettazione del Manifesto del PSE quale segno di laicità, innovazione, investimento sulle giovani generazioni, valorizzazione dell’ambiente, parità di genere, ruolo dell’Europa per costruire la pace nel mondo. I socialisti sono pronti a lavorare in questa direzione fino dai prossimi giorni.Per aiutare questo orientamento a compiersi, i socialisti – conclude l’appello di Nencini - avanzeranno richiesta al leader del PSE Rasmussen perché venga consentito l’uso del simbolo del Partito del Socialismo Europeo nelle circoscrizioni italiane nelle elezioni europee del prossimo giugno”. Riccardo Nencini, segretario PS

CERONETTI


Caro Sgarbi, in verità, a tutt’oggi, io non ho ricevuto nessuna comunicazione ufficiale, da governo a cittadino, circa il vitalizio che mi sarebbe stato assegnato. Ne sono stato informato da ripetuto tam-tam di clonazione di approssimativi dati in Rete, effetto magico di evidente «lancio di agenzia». Grazie a tutti, per l’attenzione; però, finché non m’arriva da un colombo viaggiatore l’informazione indubitabile dello Stato elargitore, con relative istruzioni, per me nulla cambia, posso pensare soltanto che ci siano delle probabilità che la notizia abbia un fondamento. È interessante quanto dici circa la strana legge Bacchelli, che andrebbe riformata e non lo sarà, come tutto il resto. Dopo anni, credevo placato il tuo tormento di farmi avere (altro che Bacchelli!) una nomina presidenziale a senatore a vita che io invece (scusa se anche su queste colonne, costretto, mi ripeto) non potrei mai accettare. Perché il mio Tao me l’impone. Che cosa succede nelle migliori favole? Il pretendente che segue la giusta Via, di fronte ai tre scrigni (quello d’oro, quello d’argento, quello di legno tarlato) sceglie senza esitare lo scrigno povero. E guadagna la Principessa, e gli toccherà anche il regno. Tu mi metti davanti lo scrigno d’oro: ne uscirei scornato. Ma io, se davvero avrò il Bacchellino, sarei premiato, mettendo in fuga qualche brutto spettro di vecchiaia che mi fa visita ogni tanto. Quella è la mia misura, niente di troppo, e ne godano tra le statue Qohélet ed Epicuro, Orazio ed altri cherubini. Avrei anche più d’uno scrupolo approfittando di una istituzione che vorrei vedere sparire dal nostro ordinamento, demolita, cancellata, mai più risorgente: una Camera può andarci bene, due sono un perditempo e uno spreco insostenibili! Ultimo non ultimo. Il tipo che era Montale era adatto sia al senatorismo a vita che al Nobel. Integrato nel sistema, anche più di Ungaretti. A Rimbaud hanno fatto un monumento, a Charleville: trovi che c’entri qualcosa, con quel divino vagabondo, un monumento? Io sono lontano da Palazzo Madama e dai suoi cospicui emolumenti, quanto il mio organo di Barberia e il mio teatro di strada sono lontani da una prima del 7 dicembre alla Scala. Al cantastorie Trincale di piazza del Duomo è stato dato quest’anno lo stesso mio vitalizio - benissimo! A me, che forse non riuscirò più a far girare ai festival la manovella, un altro governo ha messo nel cappello di artiste de la rue qualcosa che supera di gran lunga la filamentosa tirchieria dei passanti: di nuovo bene, benissimo... Ogni altra pensione: mai avuta né cercata. Credimi, gentile Sgarbi, sarei bruttamente un ingrato - anche verso i cari amici che se ne sono occupati - se mi dicessi, se ruminassi scontento. In attesa che si affacci in scena, da Roma, il Monsieur Godot che sta venendo, a te un cordiale saluto e un vivo incoraggiamento per il 2009. Guido Ceronetti (Il Giornale.it)

PARI E PATTA


Dopo aver "impedito" a Papa Benedetto XVI di pronunciare il discorso d'apertura dell'anno accademico i docenti e gli studenti della "Sapienza", questa volta con l'avvallo del Rettore, hanno "impedito" che nelle aule del più grande ateneo italiano si tenesse una lezione di storia tenuta da Valerio Morucci, ex brigatista rosso.

ABRAMO



Da giorni Abraham Yehoshua guarda a quello che accade nella Striscia di Gaza con angoscia. "Non avevamo altra scelta", ripete dall'inizio lo scrittore israeliano a chi lo interroga. Non ha cambiato idea neanche ora che il numero delle vittime palestinesi ha raggiunto quota 400. "Ma - dice - se Hamas accetterà le condizioni per la tregua è il momento che Israele si fermi: i palestinesi saranno sempre i nostri vicini. E tempo di tornare a parlare: non in nome di Hamas ma della gente di Gaza". Signor Yehoshua, come si esce da questo muro contro muro? "Applicando a Gaza lo stesso modello del Libano. Se Hamas accetta di sospendere i lanci di razzi, si impegna a rispettare il cessate il fuoco e la comunità internazionale è pronta a mandare una forza che vigili sulla tregua e a farsi garante per una serie di condizioni che allevino la sofferenza di chi vive a Gaza, allora Israele deve accettare la tregua". Crede che basterà una tregua a riportare la calma? I morti e le bombe non hanno già incrinato il già difficile rapporto fra gli israeliani e i palestinesi e fra gli arabi israeliani e il resto del paese? "Gli arabi israeliani sono rimasti relativamente calmi. E i palestinesi di Cisgiordania secondo me in cuor loro sono felici per quello che sta accadendo ad Hamas. Soffrono per i loro fratelli di Gaza, ma non per Hamas. I palestinesi di Cisgiordania ricordano cosa è successo quando Hamas ha attaccato Fatah. Hamas vede i civili soffrire ma non chiede il cessate il fuoco, è un'organizzazione dotata di un fanatismo religioso tale che non gli permette di fermarsi. Hamas non è sola, ascolta qualcun altro: l'Iran. Non agisce nell'interesse della sua gente, non parla più di come risolvere il problema palestinese. Parla la lingua del fanatismo".
Lei dice che Hamas ha superato la linea. Ma sia le Nazioni Unite che la Croce rossa internazionale accusano Israele di aver dimenticato la Convezione di Ginevra. Non crede che anche Israele abbia passato il limite? "Oggi come durante la guerra del 2006 in Libano non c'è una distinzione facile fra civili e combattenti. I missili sono nascosti nelle case dei civili. La maggior parte dei morti sono combattenti di Hamas: Israele sta provando a non fare vittime civili. Io sono contro l'azione di terra perché credo che porterebbe a un alto numero di vittime civili fra i palestinesi. Gli israeliani si preoccupano delle possibili vittime civili. Ma voglio ricordare che Hamas uccide solo civili israeliani". Però da una parte ci sono 400 vittime e dall'altra quattro. "Io so che le sofferenze della gente di Gaza sono maggiori di quelle che stanno vivendo oggi gli israeliani del sud. Ma non possiamo fare il paragone solo in questi termini. Non è il forte esercito di Israele contro le primitive armi di Hamas. Hamas è pronta a far soffrire la sua gente molto più di quanto Israele sia pronto a far soffrire i suoi cittadini. Pensiamo solo all'elemento suicida: lottare contro i terroristi suicidi è molto più difficile che combattere contro una società che ha scrupoli e si preoccupa dei civili. Ma ora, se Hamas garantisce che rispetterà la tregua, è tempo di fermarci: nessuno nel governo israeliano pensa davvero di poter rovesciare Hamas. E ci sono più di un milione di persone che soffrono. Se si fermeranno avremmo raggiunto l'obiettivo". Non crede che la tregua potrebbe essere violata in tempi brevi? "Io non credo. Se garantiremo l'accesso a Gaza e la comunità internazionale vigilerà sulla tregua alla fine di questa offensiva ci saranno condizioni migliori da entrambi i lati del confine. Basta razzi. E basta isolamento: i lavoratori palestinesi potrebbero tornare in Israele, potremmo tornare a cooperare, come in passato. Non in nome di Hamas, ma in non nome della gente di Gaza. E se violassero ancora la tregua, sanno cosa farebbe Israele". (repubblica.it, 2.1.09)

VIZI PRIVATI E PUBBLICHE VIRTU'


L'arca di Tonino, tra riciclati e impresentabili.

Agli albori della sua carriera partitica, appena fondata la sua "Italia dei Valori", Tonino Di Pietro pronunciò un anatema davvero impegnativo : "L'Ulivo ha una squadra di riciclati. Io non ci sto!"...Quell'anatema contro i riciclati, sette anni dopo, rischia di rimbalzare come un boomerang tra le gambe di Antonio Di Pietro. ...a leggere il cursus honorem degli onorevoli dell'IdV si scopre che non pochi di loro vantano "tormentate" storie politiche, fatte di bruschi scavallamenti di trincea, tradimenti, trasformismi di solito rimproverati agli altri. Ed Udeur (quanti!), ex socialdemocratici, ex berlusconiani, ex leghisti secessionisti, ex dc (tantissimi!), tutti signoir che, dalla sera alla mattina, si sono scoperti giustizialisti....E Tonino, sinora, li ha accolti senza guardare per il sottile....Strano perchè già nella "giovinezza" politica, Tonino si era scottato col prblema. Nelle solitarie elezioni del 2001 ...il partito di Di Pietro elesse soltanto un senatore con i resti. Si chiamava Valerio Carrara, ma in 24 ore si congedò passando con Berlusconi....Cinque anni dopo Di Pietro inserisce nelle sue liste elettorali Sergio De Gregorio che lo lascerà dopo essersi fatto eleggere presidente della Commissione Difesa, ma anche Federica Rossi Gasparrini, la presidentessa della Federcasalinghe che già vantando un curriculum eloquente (nel 1992 con Segni, nel 1994 con Berlusconi, nel 1996 con Prodi), ad un certo punto divorziò ance dal "trebbiatore di Montenero". Negli anni più recenti è come se Tonino, pru restando roboante e coraggioso alfiere della moralità pubblica, avesse allentato il filtro d'ingresso. La fedina penale deve restare immacolata, ma sul resto si chiude un occhio.... (Fabio Martini, La Repubblica 2.1.09)

PRESEPE: COMMENTI ()



L’ultimo grido di un disperso “peone” sperduto nella Pampa.
Desta francamente meraviglia e, mi sia consentito , anche un po’ di sconforto che l’unica presenza in Consiglio Comunale di Prato che si autodefinisce “socialista” trovi il tempo e la voglia di preoccuparsi dell’istallazione di un piccolo presepe nella casa comunale.
Ben altre sono le questioni che assillano la nostra Città e certamente anche quegli elettori che si rifanno alla tradizione socialista che contribuirono massicciamente all’elezione di Massimo Taiti in Consiglio.
Forse non sarebbe stato male che il consigliere “indipendente”si fosse occupato dei circa 2000 lavoratori che presumibilmente perderanno posto di lavoro e salario entro la prossima primavera o ancora delle migliaia di famiglie pratesi che lottano quotidianamente per sbarcare il lunario visto che Prato risulta tra le Città più indebitate d’Italia.
Come fai caro Taiti a non renderti conto che oggi le questioni della laicità e della convivenza dei diversi valori religiosi all’interno di una società civile e delle leggi che la governano non si possono più affrontare con atteggiamenti anticlericali ottocenteschi?
Certo che una società multietnica moderna deve tenere conto della sensibilità di tutti i suoi cittadini a prescindere dall’appartenenza, razza o religioni ma questo non lo si può ottenere abdicando o peggio ancora contestando quelli che sono i valori fondanti della nostra cultura.
Che è una cultura che trova le sue radici nell’umanesimo cristiano indipendentemente dal fatto che i singoli cittadini siano credenti o non .
Credo che la tolleranza e il senso di accoglienza di una Città vada misurato dal numero dei luoghi di culto, i più diversi, che vi nascono ed operano, dalla capacità di inclusione degli immigrati, specie i più giovani all’interno del suo tessuto sociale, ed in questo Prato è all’avanguardia , non certamente contestando un simbolo amato dalla stragrande maggioranza della cittadinanza come il presepe.
Paolo Calamai

PERFIDIA


...ad attaccare il sindaco, Americo Porfidia, deputato dell'Italia dei Valori, è stato prima di tutti il suo compagno di seggio in Parlamento, Francesco Barbato, che è anche suo conterraneo, qui in terra campana. Una mitraglia di colpi contro il collega per quelle inchieste dei magistrati dell'antimafia, roba di camorra. Roba che ha portato Porfidia a lasciare il partito, ma non il Parlamento. Come mai? "Porfidia ha saputo tre giorni fa di essere inquisito. Lasciamogli il tempo di capire, almeno" Massimo Donadi alla Camera è il capogruppo dell'IdV. Dice. "Capisco che si voglia sollevare tanto clamore per un partito come il nostro che mette al centro l'etica prima di ogni cosa. Ma un'accusa è pur sempre soltanto un'accusa. Da verificare.........." (corsera 2.1.08)
Dell'etica particolare dell'on. Donadi piace ricordare la sua richiesta di veto alla candidatura nel PD alle scorse politiche di Sergio D'Elia, cittadino condannato per terrorismo, cittadino che espiò in carcere la sua pena, cittadino che la giustizia italiano ha completamente riabilitato. D'Elia è stato uno dei massimi artefici della vittoria italiana all'ONU per la moratoria sulla pena di morte. E Porfidia quale alto merito avrà avuto per ottenere da Di Pietro un'elezione al Parlamento?

ROMEO, ROMEO!!!


"Cavallette", "Iene", "Millantatori", in una parola "Incapaci"!!! Così sul Corriere della Sera l'imprenditore Alfredo Romeo, al centro dell'inchiesta "Magnanapoli" definisce i suoi interlocutori politici: Lusetti, Rutelli, Lanzillotta, Bocchino, Fioroni. E se avesse ragione?

SOCIAL CARD


Disoccupato depresso si suicida a 44 anni
Nel Pistoiese, non pagava bollette e gli avevano tolto utenze
Un uomo di 44 anni, disoccupato e separato dalla moglie, si e' ucciso sparandosi un colpo di pistola nella sua abitazione nel Pistoiese. Secondo i carabinieri l'uomo avrebbe accusato un peggioramento delle condizioni psicologiche dopo che gli erano state 'tagliate' alcune utenze domestiche perche' non poteva pagare le bollette. Prima di compiere il gesto l'uomo ha annunciato le proprie intenzioni telefonando ad una stazione dell'Arma, ma quando i militari l'hanno raggiunto era gia' morto.
(ansa.it)

BIOVOLO


Utilizzare carburanti non derivati dal petrolio per un aereo è possibile: lo dimostra l'esperimento della compagnia aerea di linea australiana Air New Zealand che ha scelto, per alimentare parzialmente uno dei quattro motori del proprio jet Boeing 747, un combustibile derivato dall'olio di semi del Jatropha curcas. L'olio vegetale viene estratto da questa pianta tropicale con un promettente futuro come biocombustibile grazie alla transesterificazione, un processo chimico di raffinazione.
Il volo «pulito», durato due ore, è andato a buon fine, confortato dalla rassicurante presenza di tre motori tradizionali, per ovvi motivi di sicurezza. Secondo gli esperti però l'olio vegetale ha tutti i numeri per non essere da meno dei metodi classici e dovrebbe garantire addirittura prestazioni migliori rispetto ai derivati del petrolio. L'esperimento, di cui racconta la
Bbc, è destinato comunque a fare storia, trattandosi del primo che esce dai laboratori e debutta su un velivolo di linea. Anche se già a febbraio la Virgin Atlantic aveva effettuato un test su un proprio velivolo utilizzando un carburante derivato da una miscela di noci brasiliane e noci di cocco. (corriere.it)

giovedì 1 gennaio 2009

GUANTANAMERA


Dichiarazione di Marco Perduca, co-vicepresidente del senato del Partito Radicale Nonviolento, Senatore nel Pd
Il Times rivela che anche l'Amministrazione Brown sta prendendo in considerazione la possibilita' di ospitare alcuni dei presunti terroristi di Guantanamo; il Governo Berlusconi faccia altrettanto.
Pare piuttosto inusuale che un alleato storico come l'Italia non sia stato contattato da Washington per accogliere alcuni degli ex detenuti di Guantanamo che andrebbero incontro a possibili persecizioni se restituiti ai loro paesi di origine. Pare anche piuttosto inusuale che a fronte della pubblicita' ufficiale che viene data alla vicenda, col Ministro degli esteri portoghese che ha scritto ai suoi colleghi europei, il Governo italiano non abbia comunque chiarito la propria posizione in merito, malgrado anche il tempestivo deposito di un'interrogazione parlamentare depositata oltre due settimane fa con la senatrice Poretti.
Affrontare la questione formalmente al prossimo Consiglio dei Ministri potrebbe esser utile anche per render noto il tipo di rapporto che il governo italiano intende sviluppare con l'Amministrazione Obama su questioni centrali come il recupero del principio di legalita' a livello internazionale. (radicali.it)

PUNTO POLITICO (13)


L'anno nuovo ci consegna ancora un quadro politico cittadino inquietantemente ingessato. Il maggior partito della maggioranza non è riuscito ancora a sciogliere le sue questioni interne: sono veramente Abati e Carlesi i soli candidati alla poltrona di sindaco; qual'è il nome sul quale la dirigenza democratica punta per la presidenza della provincia; quali sono le regole per le primarie di coalizione; si faranno davvero, come previsto, il 1 febbraio; chi vi parteciperà? Di tutte queste domande solo una, e marginale, sembra avere avuto risposta: l'Italia dei Valori NON parteciperà con un proprio candidato alle primarie di coalizione. Che, difficilmente, si potranno tenere il 1 febbraio! Che è ormai, pare, una data bruciata. Dalla ripresa dell'attività politica, dopo Befana, mancherebbero 20 giorni. Non sarebbero elezioni serie e condivise. Più verosimile, come a Firenze richiede Nencini con il PS, che le primarie slittino al primo marzo. Ma tutto sembra pericolosamente scivoloso. La lista della cosiddetta sinistra (Verdi, PdCI, RC, SD) sembra destinata a dover fare i conti con la realtà nazionale. La crisi di Rifondazione Comunista sembra tagliar fuori a Prato la minoranza vendoliana; i comunisti italiani non hanno grande intenzione di rinunciare alla piccola rendita di posizione del simbolo con falce e martello; i Verdi sembrano sempre più imbarazzati alla convivenza con l'ex arcobaleno, tanto più che a Firenze gli ambientalisti sceglieranno di andare da soli. Sul fronte del centrodestra l'impasse è il solito di tutte le elezioni: non avendo alcun candidato seriamente intenzionato a correre per vincere il PdL aspetterà, quietamente, le decisioni dei cacicchi fiorentini. Le petizioni per un grande rassemblement alternativo al centrosinistra sono destinate al fallimento, sia perchè ogni partito e lista civica (Lega, Milone, Destra ecc.) tenterà di lucrare nel primo turno la maggiore visibilità e voti possibili per giocarseli al secondo turno (se ci sarà....). Il Polo Civico, sorta di unione di persone di buona volontà di centro, destra e sinistra, si scontrerà con la scelta delicata e difficile del proprio rappresentante quale candidato sindaco e dal silenzio che troverà sui media rispetto a programmi, progetti e persone che vorrà mettere in campo.

25 ANNI


In occasione del 25°compleanno (auguri) "Toscana Oggi" festeggia con un concerto di Riccardo Marasco. L'appuntamento è per il 9 gennaio, h. 21,15, al Politeama Pratese. Ingresso gratuito.

mercoledì 31 dicembre 2008

BUON ANNO


Buon anno alla segreteria provinciale del Partito Democratico pratese, sperando che il 2009 porti la "quadra";
Buon anno all'Italia dei Valori, che accetta le primarie di coalizione invitando i propri iscritti ed elettori a votare........i candidati del PD, confidando in un 2009 più coraggioso....;
Buon anno a "La Sinistra" anche se non si sa perchè;
Buon anno al PdL, sicuramente nei prossimi sei mesi riuscirà ad individuare il proprio candidato sindaco;
Buon anno a "Prato libera e sicura", "Prato prima", "Giovani Pratesi" ecc. con la speranza che l'impegno sia davvero "civico";
Buon anno al "Polo Civico", alla tollerante e rispettosa ricerca di un programma che metta d'accordo sinistra, centro e destra;
BUON ANNO A TUTTI I PRATESI, DI TUTTI I COLORI, POLITICI, SOCIALI, ETNICI !!!!!!!!

ESUBERANTI E SFRANTUMMATI


Dichiarazioni del sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino.
"Romeo aveva rapporti con quattro soli assessori 'sfrantummati' e non aveva nessun ruolo da consulente globale del Comune". "Romeo non era il solo imprenditore a finanziare la Margherita". "L'onorevole Lusetti? Un esuberante". (repubblica.it)

ROMEO E ROSETTA


È considerato un acerrimo «nemico» di Alfredo Romeo. L'ex assessore comunale al Patrimonio Mario Di Costanzo, ascoltato il 23 dicembre scorso in qualità di testimone negli uffici della Dia, ha mantenuto ferme le sue posizioni. «Ho condotto contro Romeo una vera e propria guerra che purtroppo non ha sortito alcun risultato. Le maggiori resistenze le ho incontrate nel consiglio e nella commissione consiliare Patrimonio del Comune. Innanzitutto, per l'accondiscendenza dimostrata da alcuni consiglieri dei quali mi veniva riferito che avessero alcuni parenti assunti in aziende collegati alla Romeo».
«Le anomalie attinenti la Romeo, all'epoca ER - ha detto Di Costanzo -, furono da me segnalati all'allora sindaco Antonio Bassolino che, al riguardo, istituì un'apposita commissione i cui lavori, ultimati nel giugno 2000 ed elaborati in una relazione fatta propria dalla giunta comunale, misero in luce il problema della manutenzione degli immobili comunali per la quale il Comune chiese il ribasso del 32 per cento, ribasso negato dalla ER». «Tra l'altro riferisco - afferma in un altro passaggio della sua testimonianza - che a fine marzo 2001, incontrando la Iervolino presso la sua abitazione di Napoli, la misi in guardia da Romeo con le seguenti parole: «stai attenta alla Romeo perché lì finisce male» precisando, su sua richiesta, «perché sono troppo diffuse, continue e insistenti le collusioni di questa azienda con consiglieri comunali e dirigenti di partito». Registrai uno stupore, a mio parere ingiustificato da parte sua, che non poteva non conoscere le vicende della Romeo». (repubblica.it)

martedì 30 dicembre 2008

SOLE24ORE


Sole24ore ma non solo per 24 ore!! Il dibattito che si è aperto in città sulla debacle che Prato ha subito nella classifica sulla qualità della vita nelle province italiane dovrebbe far compagnia per almeno 6 mesi. Ovvero essere davvero il filo conduttore della campagna elettorale, dei candidati, dei programmi e dei progetti da mettere in campo per intervenire sul futuro del territorio pratese. Temiamo che, svanite le ultime bollicine di fine anno, ogni parte politica continuerà a parlarsi addosso o a ricercare nemici inesistenti. Mentre, insistiamo, quello che è mostrato dai dati del Sole24ore è un distretto economicamente ancora vivacissimo, sicuramente anche (o soprattutto) per la presenza del lavoro e dell'imprenditoria cinese, legale, illegale, clandestina e/o schiavistica che sia, ma terribilmente arretrato nella cura e nella produzione dei prodotti più pregiati delle società occidentali, ovvero i prodotti dell'intelletto, della scienza della cultura, della formazione. Sta qui il futuro della città, altro che esercito! Ci vuole un esercito sì, ma di nuovi laureati, di ricercatori, di aziende che investono nei saperi immateriali, di scuole, librerie, cinema di qualità, musei, mostre ecc. ecc.

GAZA (2)


Dichiarazione di Rita Bernardini, deputata Radicale-PD e di Marco Perduca, Senatore Radicale-PD
Il 2009 rischia di iniziare con lo stesso copione che ha chiuso gli ultimi due decenni del conflitto israelo-palenstinese, solo un mutamento politico in favore di un reale federalismo potra' portare pace, sicurezza e democrazia in un Medio Oriente diviso in fazioni in guerra tra di loro.

Il mutamento di cui parliamo puo' esser possibile se nel 2009 quando palestinesi, israeliani e mezzo miliardo di europei verranno chiamati alle urne, si porra' al centro delle varie campagne elettorali la necessita' di recuperare la costruzione di istituzioni politiche capaci di garantire I diritti individuali piuttosto che apparati burocratici dediti alla tutela dei vari interessi nazionali.

Uno stato, o due, per i palestinesi, uno per gli israeliani e il prepotente ritorno di 27 piccole patrie europee sono I nemici piu' potenti per la ricerca della pace e della democrazia nella zona mediterraneo-mediorientale. Se l'Italia ha a cuore il futuro della "terra santa" si faccia portatrice della richiesta dell'iscrizione all'ordine del giorno del prossimo consiglio europeo della possibilita' per Israele di divenire membro a pieno titolo dell'Unione europea.

GAZA (1)


Care-i tutte-i l'indignazione per quello che sta' accadendo in Palestina è ampia, l'emotività può essere però nemica della lucidità.
Noto anche che esistono, giustamente, nei dibattiti interni , differenziazioni, sul giudizio del terrorismo, che ha molte sfaccettature: da “guerra dei poveri” a “strumento, più o meno palese, degli Imperi”, gli imperi “invece” amano la pace, “ubi solitudinem faciunt, pacem appellant” , dove fanno il deserto, lo chiamano pace
Penso che, in ogni caso, dovremmo evitare di confondere le popolazioni con i governi, o anche semplificare storie e fatti.
Per esempio:
In Israele esiste la minoranza araba, di fatto discriminata politicamente, che rappresenta una contraddizione vivente nella organizzazione statuale.
In Israele esiste una minoranza di studiosi coraggiosi che riporta a galla la verità di un genocidio attuato dal governo alla nascita dello stato, (di allora, quello della sinistra dei Kibbuz) e dall'esercito regolare (e non solo dalle bande fasciste e terroristiche di destra, come la banda Stern di Yitzhak Shamir o l’appena più “rispettabile” Irgun di Menachem Begin) nei confronti dell'inerme popolazione autoctona, e dello stillicidio di assassini di altrettanti inermi profughi che cercavano di tornare alle loro case, esempio luminoso è il professor Pappe, a cui dovrebbe andare tutta la nostra solidarietà, noi che non siamo stati capaci di svelare chi, dal Palazzo, appena un trentennio fa, ha deciso le stragi di Stato, e che ha assassini diventati Capi di Stato con il consenso dei maggiori partiti politici di allora, e che illustrano spudoratamente la loro fellonia.
In Israele, come da noi, ha preso campo, da alcuni decenni, una ideologia integralista economico-religiosa, che sposa il sedicente liberismo all'uso politico delle tradizioni identitarie.
Hamas è stata, a suo tempo, favorita dal governo israeliano (così come faceva, quasi contemporaneamente, il governo Usa con i talebani in Afganistan, contro il governo laico di Kabul), per contrastare Fatah che nel frattempo veniva decapitata, con assassini mirati, dei sui leaders più prestigiosi, onesti e validi, e così come è successo in tante lotte di liberazione (ma non solo, lo stesso è successo nella storia delle religioni, dei movimenti e dei partiti politici) restano i più opportunisti, i più accomodanti, i più corrotti.
Le guerre sono sempre ignobili, anche se a volte si mascherano di inevitabilità, di giustezza, ed a volte diventano davvero inevitabili e devono essere affrontate.
La prima vittima delle guerre è la verità.
I resoconti dei media, oggi, sono semplicemente osceni, si possono paragonare agli articoli di Julius Streicher sul Der Sturmer che lo stesso Hitler disprezzava come volgari.
L'informazione mediatica del resto è sempre più oscena, anche nei luoghi dove, apparentemente, regna la pace: ho recentemente denunciato lo sporco lavoro di un giovane, brillante e “sinistro” giornalista “scientifico” che come regalo di Natale ci ha fatto sapere come si possono fare inceneritori rispettosi dell'ambiente e della salute.
Cerchiamo contatti e diamo spazi a chi dissente, specie nei luoghi dove il dissentire significa rischiare concretamente la vita.
Dalla parte dei deboli.
Dalla parte degli ultimi
.
salute e buon anno
michelangiolo bolognini

DI PIETRO (1)


Cristiano Di Pietro lascia la casa familiare dell'IdV ma, nella più classica tradizione italiota, si guarda bene da lasciare il suo posto nel Consiglio comunale di Montenero ed il suo scranno di consigliere provinciale!! E mentre i nuovi arrivi di casa Di Pietro si affannano a dichiarare, come fa Passigli, che il pargolo di Tonino non ha commesso alcun reato a raccomandare a Mautone amici di tutt'Italia, si preannunciano altri guai per la formazione giustizialista. In provincia di Caserta un sindaco dell'IdV è costretto alle dimissioni per non nuocere a Di Pietro. E' indagato per collusioni camorristiche! Ma è lo stesso ex PM che è sotto tiro da parte dei media per i suoi rapporti con l'ex provveditore ai lavori pubblici della Campania, il nominato Mautone, e per il sospetto che abbia saputo, da qualche voce di dentro, dell'inchiesta in cui Mautone era incappato e così abbia deciso il suo trasferimento presso il suo Ministero a Roma.

Anche a Prato le cose per l'IdV non sono andate del tutto lisce. Ricordiamo le dimissioni da assessore al personale ed attuale segretaria Loredana Ferrara per questioni di usura, di cui la stessa sarebbe stata vittima. Rammentiamo anche lo strano caso dell'accordo, sponsorizzato dall'assessore Breschi, tra AC ed una azienda di proprietà di iscritti all'IdV per la gestione di schermi elettronici infoprmativi nei condomini cittadini.

Ritorna anche in mente che Marco Pannella, prima delle elezioni politiche dello scorso aprile, esortò pubblicamente Antonio Di Pietro a sciogliere l'IdV e di non presentarne il simbolo alle elezioni. Forse Pannella conosceva già episodi, uomini, immobili, figli, fatti che avrebbero reso difficile in futuro sia la vita del partito IdV sia quella degli sventurati personaggi politici che con questa formazione vollero, per forza, fare accordi politici e programmatici.

lunedì 29 dicembre 2008

SFIGA


E' un anno storto per la nostra città! Non solo perchè la perdita di 50 posti nella classifica del Sole24ore rispetto all'anno scorso ha l'effetto nefasto di farci raggiungere da Pistoia ma anche perchè l'analisi strumentale dei dati alimenta menagrami di tutte le risme! Ai quali consiglio di analizzare anche la pessima posizione in classifica di Prato per quanto riguarda il clima e le vincite alle lotterie. Come se non fosse bastato lo pseudosondaggio del PD......Siamo alla ola della sfiga........

DI PIETRO


Di Pietro lascia l'Italia dei Valori. Purtroppo è Cristiano................!

DALAI LAMA


Stamane, a Dharamsala in India, sede del Governo tibetano in Esilio, Marco Pannella insieme al Deputato Radicale del Pd, Matteo Mecacci ha incontrato Sua Santità il Dalai Lama. Nell'incontro si sono discusse forme di collaborazione ufficiali tra il Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito e la leadership tibetana per la conquista di un Tibet libero all'interno di una Cina Libera "Free Tibet for a Free China". Sono in corso in queste ore alcuni incontri con le massime autorità parlamentari tibetane e i rappresentanti dei movimento degli studenti, degli attivisti e dei giovani tibetani.

PUNTO POLITICO (12)



Si apre oggi una settimana decisiva per la politica cittadina. Dovrebbero essere sciolti alcuni nodi che, da settimane, affannano la vita di alcune segreterie dei partiti cittadini. Questa sera in Via del Porcellatico, il Direttivo dell'Italia dei Valori tornerà a discutere ed a decidere sulle primarie di coalizione. Partecipare o no! Presentare un proprio candidato di bandiera o puntare su un candidato esterno al partito ovvero restar fuori dalle primarie. Scelta delicata! Rischi di marginalizzazione sono presenti in tutte le scelte. La presenza di un candidato di bandiera potrebbe esporre l'IDV ad una brutta figura; l'assenza di propri candidati relegherebbe per trenta giorni la compagine di Loredana Ferrara fuori dal dibattito cittadino e dall'attenzione dei media.

Domani, conosciuta l'ultima decisione dell'IDV, gli attuali partiti coalizzati si ritroveranno in Via Carraia al tavolo di Benedetta Squittieri, segretaria provinciale del PD. Per provare a mettere nero su bianco alcuni punti programmatici da mettere alla base delle primarie di coalizione.

Continuano, nel frattempo, notevoli le difficoltà di assetto della coalizione di centrosinistra. Il raggruppamento di sinistra (Verdi, RC, CI e SD) non ha ancora chiaro se gli sarà possibile presentare un'unica lista. O se, invece, le segreterie nazionali imporranno soluzioni diverse mandando all'aria quanto fatto fino ad ora dai responsabili pratesi. Si profila, intanto, la possibilità che lo PS pratese (finora formalmente nella maggioranza) si possa sfilare dal centrosinistra cedendo alla voglia crescente di autonomia dal PD, lusingato dalle offerte di alleanza che vengono avanzate dall'UDC di Mencattini e Caverni. Ancora in stand by la lista civica "Taiti per Prato", assente, come l'associazione radicale Liber@Mente Prato (perchè non invitate) anche dalla riunione plenaria di martedì.