sabato 10 gennaio 2009

CLIMA


Pubblichiamo una lettera di Enrico Bianchi ad Antonio Cianciullo, giornalista di Repubblica, esperto di ambiente e di questioni riguardanti i cambiamenti climatici.
Salve Dott. Cianciullo e Buon 2009.

Circa 14 anni fa gli scienziati delle Nazioni Unite avevano fatte fosche previsioni per il nostro clima:Le invio una mia riflessione, alla luce anche dei recenti eventi freddi e nevosi che hanno interessato tutta l'Europa, da Madrid a Berlino, da Londra a Milano (per non parlare degli allagamenti in Campania). Come forse si ricorderà il mio interesse e studio verso i fenomeni fisici dell'atmosfera sono nati nel 1985, quando ho iniziato un'attività di ricerca nella Sezione Sperimentale Avanzata del Centro di Scienze Naturali del Comune di Prato, con lo scopo di combattere lo smog. Questi studi, che hanno consentito all'inizio degli anni 90 di mettere a punto una soluzione contro l'inquinamento atmosferico prodotto da caldaie civili ed industriali e motori di auto o veicoli pesanti, mi hanno anche permesso di entratre in contatto con famosi scienziati, tra cui il prof. Gilberto Bernardini, ex direttore della scuola Normale di Pisa ed il Prof. Dino Dini, apprezzato Direttore del Dipartimento di energetica dell'Università di Pisa. Da costoro ho avuto i primi insegnamenti e la guida scientifica per arrivare a capire, attraverso lo studio dei prototipi che abbattevano lo smog, che il problema del vapore di sintesi prodotto da qualsiasi combustione (sia per scopi antropici che per cause naturali) è importante e sinora misconosciuto o comunque non considerato da alcuna bibliografia scientifica a livello internazionale.Tuttora mi considero uno studente (in quanto è il participio presente del verbo studiare) in materia di inquinamento atmosferico, intimamente legato al problema dei cambiamenti climatici. Ed è per questo motivo che Le invio i file allegati, avendo ancora la passione e l'interesse per occuparmi della questione effetto serra. Ringraziando per la Sua cortese attenzione, Le porgo distinti saluti. Enrico Bianchi
Nota Allegata:

Le abbondanti nevicate cadute sull’arco alpino, insieme agli allagamenti che hanno colpito il Sud dell’Italia e la neve caduta su gran parte delle capitali europee sono senz’altro imputabili all’azione dell’anticiclone siberiano, l’equivalente, ma con effetti opposti, all’anticiclone delle Azzorre.
Il fatto curioso è che le conseguenze dell’arrivo di questa massa fredda hanno, di fatto, sconfessato le previsioni fatte dall’International Panel of Climate Changes (I.P.C.C.) nel convegno di Roma nel 1995, che indicavano “molta pioggia e poca neve al Nord ed un Sud arso dalla siccità e dai deserti in espansione”.
Dai dibattiti tenuti durante quel famoso convegno era emerso che l’Italia sarebbe stata colpita da un clima quasi tropicale a causa della maggiore presenza di vapore acqueo in atmosfera; il vapore acqueo infatti assorbe molta energia dal sole ed essendocene di più ci sarebbe stata più energia nell’atmosfera, energia disponibile che avrebbe aumentato i fenomeni meteorologici estremi.
Nelle considerazioni della task force di scienziati delle Nazioni Unite è venuto però a mancare un elemento indispensabile per far quadrare il bilancio termico terrestre: il vapore acqueo di sintesi che qualsiasi combustione produce, da quella dei motori endotermici delle auto, a quella delle navi, o dei motori a reazione degli aerei, per finire con gli impianti di riscaldamento, sia civili che industriali, e con i termovalorizzatori o le centrali termo-elettriche.
Per capire la portata del problema basti pensare che da 1 Kg di benzina o gasolio, una volta bruciati, si ottiene, oltre ad energia termica, 1,4 Kg di acqua sotto forma di vapore surriscaldato, mentre da 1 Kg di gas metano si ricavano addirittura 2,2 Kg di acqua.
Questo dato, apparentemente incredibile, non è frutto di alchimia, ma pura chimica.
Ciò avviene perchè la combustione altro non è che una reazione chimica con l'Ossigeno: dalla combinazione chimica tra Ossigeno e l'Idrogeno (contenuto ad es. nella benzina e in ogni altro idrocarburo, -composto cioè da Idrogeno e Carbonio-) otteniamo "acqua di sintesi", o se si preferisce "acqua di smog".
Cercando di spiegare l’azione che può svolgere una notevole quantità di vapore acqueo surriscaldato (si parla di circa 13 miliardi di tonnellate l’anno, includendo sia l’attività umana che gli incendi di foreste), che ha una temperatura ben oltre i 40° dell’acqua che evapora dagli Oceani nelle fasce equatoriali, si deve chiarire il meccanismo che muove la circolazione atmosferica.
Ogni porzione della Terra possiede una certa energia dovuta al calore scambiato; esistono zone nelle quali questa energia eccede ed altre che tendono a rimanerne deficitarie. Questi squilibri vengono colmati con trasferimenti di energia e sono all’origine dei movimenti dell’atmosfera.
Ed è seguendo questi principi che le masse d’aria umide e calde si muovono dalla fascia equatoriale scambiando energia con le regioni temperate e polari, dando luogo alla circolazione atmosferica generale (vedremo in seguito che, oltre alla Corrente del Golfo che dal largo della Florida raggiunge il Polo Nord, negli ultimi decenni si sono sommati altri meccanismi termici in grado di arrivare alla zona artica ed influenzare il vortice artico).
A margine di queste considerazioni generali c’è una importante novità. Durante il 4° simposio internazionale SPARC (Stratospheric Processes and their Role in Climate, svoltasi dal 31 agosto al 5 settembre scorso a Bologna, è stato sostenuto che i sistemi nuvolosi possono arrivare anche ad altezze i 19 km di quota. Sinora si riteneva che i sistemi nuvolosi arrivassero solo al vertice della trosposfera, vale a dire tra i 10 e i 12 km. Studi compiuti con l’ex aereo spia russo M55, per volare tra i 15 e i 20 km di quota, hanno invece dimostrato che le nubi possono oltrepassare la troposfera e raggiungere anche 19 km di altezza, con un impatto sui regimi meteorologici su scala intercontinentale.
Per spiegare le ondate di neve cadute da Madrid a Londra e le piogge dilaganti nell’Italia del Sud è stata chiamata in causa la “nina”, un fenomeno climatico opposto a quello del “nino”, che è una corrente calda che si sviluppa con il riscaldamento delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico e le cui conseguenze sono siccità e mancanza di pioggia.
E’ bene ricordare che la “nina”, i cui picchi freddi storici sono stati nel 1935-36, 1954-56, 1970-71 e 1975-76 è semmai un effetto e non la causa del cambiamento climatico.
Perché si verificano le condizioni che danno luogo alla “nina”? Chi le produce?
Ritornando alle informazioni divulgate nel 4° Simposio Internazionale sulla Stratosfera è stato affermato che i grandi sistemi nuvolosi hanno un impatto importante sulla composizione atmosferica, in quanto aumentano il contenuto di vapore acqueo, uno dei gas serra più efficaci e potenti.
Quando diciamo che il vapore acqueo è il principale gas serra ci riferiamo al fatto che ai fini dell’effetto serra il suo valore è stimato per un ordine del 70% , mentre l’anidride carbonica vale appena il 15%; metano, protossido d’azoto e clorofluorocarburi (CFC) addirittura meno e la loro somma vale un altro 15%. Misurazioni svolte dal dipartimento di geografia dell’Università di Laval nel corso di ricerche sul bilancio termico della superficie terrestre mettono in evidenza che il vapore acqueo ha una forte azione di assorbimento nei confronti delle radiazioni infrarosse medie e lontane (medie sono le radiazioni la cui lunghezza d’onda è tra i 3 e i 24 micrometri, lontane quelle superiori a 24 micrometri), in misura molto più marcata rispetto all’azione esercitata dall’anidride carbonica. Se davvero il vapore acqueo ha una influenza maggioritaria sull’effetto serra, allora, dando per scontato l’azione dell’evaporazione dovuta ai cicli naturali, si potrebbero prendere in esame due considerazioni al riguardo, sinora trascurate.
La prima chiama in causa il traffico aereo, che già si trova ad una quota compresa tra gli 8 ed i 10 km (questo dato vale per l’aviazione civile, ma sommiamo anche quello per usi militari o scientifici, ben al di sopra dei 12 km).
Sappiamo che il traffico aereo delle rotte America settentrionale – Oriente o Europa passa tutto sopra il Polo Nord, in quanto si accorciano le rotte con risparmio di tonnellate di carburante e di tempi di volo.
Un areo tipo Boeing 747 quando è a velocità di crociera consuma circa 13 tonnellate di carburante per ogni ora di volo, direttamente a quote di 10 km; è da valutare inoltre che i gas emessi dai reattori sono a temperature di circa 600 gradi Celsius e che quindi possono scambiare energia con altre masse di vapore facendo aumentare il bilancio globale delle masse d’aria in risalita.
Il vapore acqueo rilasciato dai jet ad alta quota e ad alta temperatura è il primo indizio della nostra analisi sulle cause del cambiamento climatico: sappiamo infatti che per le condizioni di temperatura esistenti ad 8.000 metri 1/10 di grammo di vapore è in grado di saturare i metro cubo di aria.
In un’ora di volo il jet prima menzionato rilascia in atmosfera qualcosa come 17 tonnellate di vapore acqueo a 600 °C: in queste condizioni in un’ora si possono formare, a 8.000 metri di quota, un banco di nubi di 170 milioni di metri cubi.
Moltiplichiamo questa cifra per tutti gli aerei che sorvolano il Polo ed avremo già una prima chiave di lettura.
Ma passiamo alla seconda argomentazione.
Questa prende in considerazione tutti quei processi di tipo industriale che avvengono in Oriente, esattamente dalla nazione più popolata della Terra: la Cina.
Negli ultimi 20 anni la Cina ha avuto un incremento senza soste delle attività industriali, che sottintende un costante aumento dell’uso di idrocarburi in genere.
Abbiamo detto che per un principio fisico il flusso di energia delle masse di aria viene sempre scambiato tra zone dove l’energia eccede con altre dove invece è deficitaria.
Per questo motivo avviene che la massa di inquinanti (composta perlopiù da vapore acqueo) emessa da tutto il comparto industriale cinese vada ad influenzare anche l’area posta a nord, dove troviamo un elemento in grado di condizionare il clima generale della Terra: il vortice artico.
Tornando a quanto riportato in premessa, il flusso di aria fredda e neve che ha interessato tutta l’Europa si deve proprio all’azione del vortice artico, che ha esteso la sua influenza in modo molto efficace.
Tutta colpa della “nina” allora?
A noi parrebbe, invece, che la causa fosse in modo determinante del “vapore acqueo derivante dalle combustioni”.
Misteri (ancora da chiarire) del famigerato “riscaldamento globale”.


PRIMARIE


La riunione della Direzione provinciale del PD svoltasi oggi al circolo di Tobbiana pare aver sortito, almeno per ora, un solo risultato: la formalizzazione del numero di firme che i candidati non indicati dal PD, e che hanno raccolto almeno il 35% delle sottoscrizioni di componenti la Direzione medesima (solo Paolo Abati, al momento...) dovranno raccogliere. Sono state fissate in 400. E che dovranno essere raccolte da martedì 13 a domenica 18 gennaio!! Chi avesse voglia di farlo dovrà trottare al ritmo di circa 100 firme al giorno, compresa la domenica!!!

Che è come dire che le primarie che vuol fare il PD saranno, di fatto, solo di partito! Giacchè par di capire che alcuni degli alleati avranno difficoltà non tanto a trovare 400 firme ma a rintracciare 400 elettori!! Dunque, senza fatti nuovi, ci aspetta una singolar tenzone per la poltrona di sindaco di Prato tra Paolo Abati e Massimo Carlesi. Alla provincia l'unico candidato andrà in carrozza fino alla definitiva nomina ufficiale a candidato.

VESCOVO (1)


Desidero esprimere la mia totale solidarietà a Monsignor Gastone Simoni, alla sua segretaria, ed a tutto il suo Ufficio per l'inopinata tentata aggressione di cui è rimasto vittima in Palazzo Vescovile. Non si riesce a comprendere come le pur gravi condizioni in cui versa il cittadino che ha fatto l'incursione nell'ufficio del Vescovo gli abbiano suggerito di rivolgersi proprio contro il suo unico benefattore. E' avvilente che persone segnate da storie di 'ndrangheta e di violenza, pur collaborando con le autorità, si ritrovino poi ad essere completamente abbandonate dallo Stato e dalle Istituzioni.

Lista Civica "Taiti per Prato"
Avv. Massimo Taiti

TONINO


È un po’ giù Tonino. Bisogna capirlo, povero Di Pietro: per la seconda volta in due settimane, colto con le mani nella marmellata, è costretto a innestare la retromarcia, procedura piuttosto complicata, per altro, per chi è abituato a viaggiare sul trattore. La prima retromarcia è stata quando ha chiesto e ottenuto le dimissioni del figlio Cristiano dall’Idv. La seconda ieri quando ha annunciato con una lettera a Libero di voler modificare lo statuto del partito nel capitolo in cui, come avevamo denunciato, si prevede una gestione discutibile dei contributi elettorali.
La campagna del Giornale, evidentemente, sta lasciando il segno e l’ex eroe delle ex Mani pulite è sempre più nervoso. Tanto per dire: pubblica sul suo sito il romanzo (12.539 battute) delle sue case, senza trovare un angolo per rispondere davvero alle nostre domande. Così come non ha ancora risposto alla questione centrale che emerge da Napoli: come faceva a sapere dell’inchiesta su Mautone? E perché all’Ansa dice che Mautone «non è mai stato il mio uomo di fiducia», e addirittura lo definisce «un certo Mautone», quando abbiamo dimostrato che se lo portava dietro a Montenero, definendolo «il mio direttore generale», quello che «mi sta sempre appresso»?
Se Di Pietro provasse a rispondere in modo non obliquo agli interrogativi, forse ne trarrebbe beneficio lui per primo. Per esempio: se ha cambiato lo statuto, vuol dire che, evidentemente, s’è accorto che quel modo di gestire i contributi elettorali non andava bene. L’avrebbe cambiato senza la nostra denuncia? No. Dunque siamo lieti di aver aiutato l’Italia dei Valori ad avere un piccolo valore in più. Tonino ce ne sarà grato, ma non si preoccupi: ci sono tante altre cose su cui vogliamo aiutarlo. E non perderemo l’occasione. (giornale.it)

MONTELUPO (1)



• Intervento della senatrice Donatella Poretti parlamentare Radicali - Partito Democratico
Oggi ho inviato al sen. Antonio Tomassini, presidente della Commissione Sanita' al Senato, la seguente lettera:
Caro Presidente
scrivo in merito a quanto da me riscontrato in due visite, a distanza di pochi settimane l'una dall'altra, presso l'Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo Fiorentino, per i molteplici motivi di grave preoccupazione che questa struttura configura, per i problemi strutturali aggravati da un pesante sovraffollamento, e per il senso giuridico e il trattamento sanitario e "penale" in base al quale questo e gli altri Opg sul territorio nazionale operano.
Il degrado umano e lo stato di abbandono terapeutico in cui versano gli Opg in Italia da tempo, rappresenta qualcosa che non può essere oltremodo taciuto e accettato. Sono in totale circa 1200 gli ospiti-detenuti (più tecnicamente "internati") dei 6 ospedali psichiatrici giudiziari. Nonostante il nome rassicurante di "ospedale" sono veri e propri manicomi criminali, dove l'aspetto della cura e della terapia passa in secondo piano rispetto a quello della detenzione e della sicurezza.
Un meccanismo perverso, che decreta come persone che devono essere curate -e che infatti non vengono neppure condannate, ma prosciolte, cui viene comminata una misura di sicurezza, o che vengono mandate in "cura" dalle carceri- vengono chiuse nelle celle, e sorvegliate dagli agenti penitenziari. Quindi, a seguito di un proscioglimento per incapacità di intendere e di volere, o per sopravvenuta incapacità durante la carcerazione, si può finire in questo vero e proprio girone dantesco che si configura come un "ergastolo bianco". Le proroghe di 2, 5 o 10 anni possono ripetersi, infatti, all'infinito, laddove una perizia psichiatrica ravveda gli estremi della pericolosità sociale. Perciò una persona mai condannata per alcun reato si può ritrovare a scontare di fatto un "fine pena mai".
Grazie alla riforma della medicina penitenziaria, ora di competenza delle Asl, gli Opg possono essere di esclusiva competenza sanitaria, regionalizzati e magari distribuiti in piccole strutture medicalizzate, con sorveglianza e sicurezza solo esterna, mentre accanto ai malati internati dovrebbero esserci medici, infermieri e attività di recupero.
A Montelupo Fiorentino, celle progettate per tre o cinque persone, ne ospitano sette o otto per volta. Durante la mia prima visita (22 dicembre) erano ospiti dell'Istituto 186 persone a fronte di una capienza prevista di circa 110. La Asl di Empoli certifica come, in situazione di sovraffollamento, non può essere garantito il livello minimo di assistenza sanitaria, ma il Dap continua ad inviare detenuti o internati. Gli agenti di polizia penitenziaria risultano essere appena 100, di cui 20 destinati al nucleo "traduzioni": nel complesso, conteggiati i distaccati, risultavano mancanti almeno 20 agenti, rispetto ad un organico comunque tarato su 110 internati. Per la parte sanitaria, affidata ora al SSN, è presente 24 ore su 24 solamente il servizio di guardia medica, perché manca lo psichiatra dalle 18 alle 9 e dalle 14 del sabato alle 9 del lunedì.
In base alla grave situazione riscontrata a Montelupo Fiorentino ho depositato una dettagliata interrogazione parlamentare al Ministro del Lavoro, Salute e Politiche sociali, per la quale attendo risposta. Ma più in generale, dato anche che la materia ora è di esclusiva competenza sanitaria, ritengo sia indispensabile che anche le commissioni Sanità dei due rami del Parlamento siano al più presto investite della conoscenza, dello studio e di una mobilitazione in termini di proposte legislative sulla situazione degli Opg.
E' questo, dunque, il punto di questa mia lettera con la quale mi appello affinché la Commissione Sanità al Senato, da Te presieduta, possa al più presto considerare l'opportunità di divenire sede istituzionale per una approfondita indagine conoscitiva sullo stato giuridico e di gestione di queste strutture.
Certa di trovare adeguata accoglienza a questa mia richiesta, porgo i miei saluti più cari.
(radicali.it)

VESCOVO


Romagnoli solidarizza col vescovo
«E' un episodio increscioso e sconvolgente, che si presta anche a considerazione amare su come talvolta, anche personalità di spicco, che nella loro opera realizzano atti di aiuto, sono lasciate sole dallo Stato». Con queste parole il sindaco Marco Romagnoli ha espresso la propria solidarietà al vescovo di Prato, mons. Gastone Simoni, vittima ieri di un'aggressione. «Ho espresso a monsignor Simoni - ha continuato il sindaco - la vicinanza dell'intera città. Vicinanza che ho esteso anche ai suoi collaboratori e alla sua segretaria, che è stata colpita durante l'aggressione. Voglio sperare che ora arrivino le risposte attese da parte dello Stato». (ufficio stampa, comune.it)

NO!


Nonostante il proclama trionfale del segretario regionale della Lega, il Governo, per sua e nostra fortuna, non ha accolto gli emendamenti dei "padani"che miravano a "tassare" con la somma di 50,00 euro la richiesta di permesso di soggiorno dei cittadini extracomunitari e a far depositare una "cauzione" per aprire una partita Iva. A Morganti non resta che rivendicare, almeno per ora, solo il "merito eccezionale" di aver segnalato venditori abusivi sui marciapiedi del mercato di Viale Galilei!

EUROPEI


Al 31 dicembre 2007 risultavano residenti in città circa 7.000 cittadini aventi cittadinanza di uno Stato dell'Unione Europea. Quasi 5.000 di questi cittadini posseggono il diritto, in forza di normative europee e nazionali, di voto, attivo e passivo, per le elezioni europee ed amministrative che si terranno in città il 6 e 7 giugno. Per poter legittimamente avvalersi di questo diritto i cittadini europei devono chiedere al Comune di voler votare a Prato. Non moltissimi dei cittadini europei presenti a Prato hanno esercitato in passato questo loro diritto. Principalmente perchè ignorano l'esistenza di questa opportunità. Noi riteniamo che l'Amministrazione Comunale deve attivare tutte le possibilità di informare i cittadini europei residenti a Prato per comunicare la possibilità di esercitare il diritto di voto. E deve attivarsi per evitare di frammettere qualsiasi ostacolo burocratico all'esercizio del diritto.

Quello che il cittadino europeo deve fare per poter votare è descritto ampiamente sul sito pratomigranti qui sotto riportato:


normativa di riferimento:

Decreto legislativo n. 197, art. 1, del 12 aprile 1996 che attua la direttiva 94/80/CE "Diritto di voto e di eleggibilità per le elezioni comunali da parte dei cittadini Ue che risiedano in uno Stato membro di cui non hanno la cittadinanza".
Legge n. 483 del 3 agosto 1994 "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 giugno 1994, n. 408, recante disposizioni urgenti in materia di elezioni al Parlamento europeo".

Associazione Radicale Liber@MentePrato


WENZHOU


"La Cina è un’opportunità di sviluppo. Noi incompatibili con Milone."
"Interveniamo sulla questione sicurezza e sul tema dello sviluppo della città. La Sinistra Pratese da un giudizio positivo sulla possibilità di immettere nel circuito economico e di sviluppo della città attività produttive che emergono dall’illegalità e dalla competizione fuori controllo sul terreno legale e sul terreno dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. La Cina è la potenza economica emergente dell’economia mondiale e pensiamo che Prato debba continuare ad aprirsi alle nuove opportunità commerciali e di creazione di ricchezza che, nel settore tessile e manifatturiero, possono crearsi. La strada intrapresa con il gemellaggio con la cittadina (sic!) di Wenzhou è la strada giusta....... "(da un comunicato stampa de La Sinistra).

Wenzhou è una città-prefettura situata nella parte sud-orientale della provincia cinese dello Zhejiang.
Confina a ovest con Lishui, a nord con Taizhou e a est si affaccia sul Mar Cinese Orientale.
In passato vi si trovava un importante porto internazionale e per le ondate di emigrazione verso l'Europa e gli Stati Uniti. Curiosamente gran parte dei cinesi d`Italia, soprattutto di Prato, viene da questa città. 1.200.000 abitanti (7.777.000 la prefettura) (2006) (da wikipedia)

PRIMARIE


COMUNICATO STAMPA

Se l'indicazione fosse confermata dal PD la raccolta di almeno 400 firme per i candidati alle primarie di coalizione non appartenenti ai democratici ci apparirebbe ragionevole ed accettabile. Certo 400 cittadini che sottoscrivono una candidatura alternativa a quelle ufficiali del PD non sono facili da raggiungere, ma, d'altra parte, chi vuol candidarsi alla guida della città deve dimostrare, peraltro in uno spazio di tempo ristretto, di avere un minimo sostegno popolare. Naturalmente insieme al numero di firme da raccogliere dovranno essere stabilite tutta un'altra serie di regole che permettano un democratico svolgimento delle consultazioni primarie. Che, a nostro avviso, dovranno essere un confronto in campo aperto anche se sulla base di un comune terreno d'intesa, dove far conoscere ai cittadini pratesi le idee, i progetti, i programmi peculiari di ognuno dei candidati che richiedono il loro consenso. Deve essere assicurata, allora, preliminarmente la possibilità di accesso paritario ai media ovvero agli strumenti che, insieme, si vorranno mettere a disposizione da parte dell'intera coalizione. Se queste minime intese verranno trovate Lista Civica "Taiti per Prato", associazione radicale "Liber@Mente Prato" ed altre formazioni politiche che si volessero unire esprimerebbero certamente il proprio candidato nella persona dell'attuale capogruppo della lista "Taiti", avv. Massimo Taiti.

Massimo Taiti, lista civica "Taiti per Prato"

Vittorio Giugni, associazione radicale "Liber@MentePrato"

BLUFF


In aumento stupri, rapine ai negozi e sbarchi di clandestini. La tanto sbandierata lotta al crimine del governo Berlusconi non ha cambiato la situazione. Ma nessuno lo dice.

Militari in pattuglia a Casal del Principe. Potevano stupirci con giochi di luce ed effetti speciali, con i soldati nelle strade e retate spettacolari. Ma alla fine le cose non cambiano: il primo bilancio della sicurezza nell'era Berlusconi è un bluff. La situazione migliora, certo. Ma i reati diminuiscono nell'identica maniera in cui stavano calando negli ultimi mesi del governo Prodi.......... La contabilità reale dell'Italia a mano armata non cambia. Anzi, in certi settori peggiora. C'è un picco di rapine contro i negozi. C'è un aumento in diverse città di quelle violenze sessuali che soltanto un anno fa avevano contribuito a far dilaniare il senso di insicurezza. E c'è un peggioramento drammatico dell'immigrazione 'clandestina' dall'Africa: 36.800 persone sbarcate nel 2008, la cifra più alta negli ultimi dieci anni. Insomma, una débâcle proprio su quel tema cavalcato dal centrodestra nell'ultima campagna elettorale. Banditi alla cassa. Partiamo dal risultato migliore. Tutti i bilanci sbandierati per il capodanno mettono in evidenza un dato di sicuro effetto: il crollo delle rapine in banca. Tutto vero. Le statistiche che l'Ossif, l'osservatorio per la sicurezza dell'Abi (vedi box e tabella a pag.32), ha elaborato per 'L'espresso' mostrano da giugno a ottobre - i primi mesi del governo Berlusconi - un calo del 26,7 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precente. Complimenti? Pochi. Perché già nell'ultimo semestre prodiano il miglioramento era stato netto: oltre il 23 per cento di colpi in meno. Insomma, persino in questo caso il cambiamento è minuscolo. E la medaglia al valore va soprattutto agli istituti di credito, che hanno incrementato le protezioni spingendo i banditi verso obiettivi meno difesi. Sono così finiti nel mirino uffici postali, supermercati e negozi. Le rapine agli esercizi commerciali sono in crescita quasi ovunque. A Milano i dati ufficiosi della questura, segnalano un boom: a metà dicembre ne erano state censite 626 contro le 460 dell'intero nefasto 2007, un terzo in più. Nella provincia di Bologna tra gennaio e novembre ne sono state contate 127 (7 per cento in più). A Napoli e a Bari le aggressioni ai negozianti sono in lieve aumento, nella capitale invece tocca alle Poste pagare il prezzo più caro. In tutta Italia però il primato negativo spetta alle farmacie. A Roma e Milano i colpi sono triplicati. Nel capoluogo lombardo si è passati da 131 a 267. Mentre i farmacisti si mobilitano, chiedendo più sicurezza, le altre categorie non danno visibilità all'allarme. Eppure erano state proprio le organizzazioni dei commercianti ad animare le proteste di piazza più clamorose contro il crimine.....(gianluca di feo, espresso.it)

CASSIBILE


• Dichiarazione di Rita Bernardini, parlamentare radicale eletta nelle liste del PD, che ha nei mesi scorsi visitato il centro per due volte nei mesi di luglio e di settembre 2008
L'inchiesta giudiziaria aperta a carico dei vertici dell'associazione onlus Alma Mater, ente gestore del Centro di accoglienza per immigrati di Cassibile, è approdata ad uno snodo cruciale. Il 22 gennaio infatti il GIP di Siracusa dovrà pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio formulata dal Pubblico Ministero a carico di Arcangelo Rigazzi e Marco Bianca per il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato. Da garantista non intendo ovviamente pronunciarmi né sul processo in corso né sul merito delle accuse. Mi preme però evidenziare il comportamento sconcertante delle autorità amministrative che per ben due volte, e senza gara d'appalto, hanno affidato all'associazione "Alma Mater", con apposita convenzione, la gestione del Centro di accoglienza per immigrati di Cassibile, il tutto a fronte di pesanti irregolarità accertate in ordine all'agibilità ed abitabilità della struttura nonché di numerose carenze gestionali e di gravi inadempienze relative al mancato adeguamento del centro agli standard igienico-sanitari e di prevenzione incendi. Su tutti questi aspetti – e non solo – avendo visitato il centro per ben due volte e riscontrato il modo indecente e illegale, umanamente inqualificabile, in cui erano e sono costretti a vivere gli immigrati che dovrebbero essere "accolti", ho rivolto due interrogazioni parlamentari al Ministro degli Interni, il quale, a tutt'oggi, ancora non mi ha risposto. Pertanto, a prescindere da quelli che saranno gli esiti del procedimento penale in questione, spero che il Ministro degli Interni e le autorità amministrative competenti vogliano fare la dovuta chiarezza su tutta la vicenda, prendendo, se del caso, gli opportuni e necessari provvedimenti volti all'immediato ripristino della legalità all'interno del centro di Cassibile. (radicali.it)

CLOCHARDS


• Interrogazione parlamentare dei deputati radicali del PD
Quanto denunciato oggi da alcuni media ha dell'incredibile. Coloro che si fanno paladini della difesa del cristianesimo rimangono totalmente indifferenti alla tragedia che colpisce i clochard, anzi, tagliano i fondi in loro aiuto. Presentata oggi un'interrogazione parlamentare urgente dei deputati radicali sulla grave situazione della mancata accoglienza nelle stazioni ferroviarie. Di seguito il testo:

Interrogazione urgente a risposta scritta

Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Ministro dei Trasporti
Al Ministro degli Interni

- Nei giorni scorsi le condizioni climatiche in tutto il paese hanno aggravato, al limite della sopravvivenza, la vita di migliaia di 'clochard' che trovano solitamente riparo nelle stazioni ferroviarie delle principali città italiane;
- in diverse città italiane alcuni 'clochard' sono morti a causa del freddo, tra gli altri, nella sola città di Roma ne sono morti due la notte del 1 gennaio 2009;
- su questo argomento vi sono alcuni episodi che vengono riportati dal quotidiano
Corriere della Sera il 9 gennaio 2009, in un articolo a firma Gian Antonio Stella:
a) alla Stazione di Mestre sono stati allontanati dalla Polizia alcuni volontari che portavano ai senzatetto bevande calde;
b) la vigilia di natale, nella stazione ferroviaria di Genova, gli addetti alla pulizia buttarono via le coperte che i volontari avevano predisposto per i clochard,
poco dopo uno di essi morì per il freddo;
c) a fine dicembre, alla Stazione di Firenze, alcuni senzatetto sono stati multati perché, a detta delle forze dell'ordine, "dormivano in modo palesemente indecente";
d) alla stazione di Vicenza, dopo il decesso di un clochard, il Prefetto è riuscito ad ottenere che la Società Grandi Stazioni aprisse le porte negli orari notturni per dare riparo ai senzatetto bisognosi;
- alcune Regioni e Comuni del nord Italia hanno promosso politiche volte ad aggravare le condizioni di vita dei senzatetto, lo stesso articolo del Corriere della Sera riporta l'esempio della Regione Veneto che ha drasticamente tagliato gli aiuti (ai quali destina un quarto della somma stanziata per le feste della Repubblica del Leon);

Per sapere:

- quali iniziative ha preso il Governo per garantire sostegno, protezione, aiuto e riparo alle persone senzatetto, in particolare in questi giorni di freddo e gelo nelle città italiane del nord;
- se corrispondono al vero le notizie riportate in premessa sull'operato delle forze dell'ordine e degli addetti alle pulizie nelle Stazioni ferroviarie;
- se in particolari condizioni climatiche la Società Grandi Stazioni, in accordo con le Prefetture, ha l'obbligo o meno di garantire riparo ai senzatetto;
- se non ritenga il Governo, in casi così eccezionali, attivare la Protezione civile per garantire una maggiore tutela delle persone 'clochard' e 'compensare' così le politiche locali di contrasto e riduzione degli aiuti.
(radicali.it)

RIAFFONDAZIONE!


Rifondazione è «irriconoscibile». La «destituzione» del direttore di Liberazione Piero Sansonetti «un atto di rottura radicale» rispetto al partito «che abbiamo costruito insieme» perché «l’autonomia del giornale è un elemento costitutivo di un partito democratico». Fausto Bertinotti è molto netto sulle vicende interne al suo partito e al quotidiano Liberazione. Esprime «solidarietà» al direttore sfiduciato perché non in linea con la nuova segreteria Ferrero, ma la sua delusione va oltre il caso Liberazione, fino appunto a rendere «irriconoscibile» il partito da lui guidato per molti anni........ Ormai il treno della scissione è partito, la gran parte dei vendoliani dirà addio al Prc a fine gennaio, e Bertinotti non farà nulla per fermarli. L’incontro di ieri era una sorta di ultima spiaggia per trovare una pur fragile tregua, che poteva tradursi nel sì di Ferrero a un cartello delle sinistre per le europee. Ma l’ex ministro della Solidarietà sociale ha detto no. Rifondazione andrà alle europee con il suo simbolo, i vendoliani faranno una lista di Sinistra con Sd e parte dei Verdi. Ieri Bertinotti ha visto anche Franco Giordano, l’ex segretario che con un’intervista giovedì ha annunciato la scissione. A quanto pare anche l’ex presidente della Camera, che aveva sempre frenato su ogni ipotesi di scissione prima delle europee, avrebbe condiviso il timing che prevede il divorzio a fine gennaio, quando l’area Vendola si riunirà a Chianciano per prendere la difficile decisione.....». (unità.it)


IL DISONORE DEI BOSSI


All'interno del pacchetto di misure anticrisi attualmente in discussione alla Camera è spuntata la proposta della Lega che mira a tassare la richiesta di permesso di soggiorno dei cittadini stranieri nel nostro Paese chiedendo la cifra di 50, 00 euro! I parlamentari padani non si fanno scrupoli: pur di marcare la loro ammorbante xenofobia tentano di far cassa speculando anche sulla miseria, la disperazione, la fame! Lo stesso presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha definito discriminatoria l'eventuale normativa. Più precisamente Walter Veltroni ha definito la proposta legaiola "razzista"!

venerdì 9 gennaio 2009

RACCOLTA DIVINIZZATA


Nella Citta' del Vaticano su 120 cassonetti per la raccolta generica, ne esistono 30 per la carta, 25 per il vetro, 18 per la plastica e 15 per le lattine. A un anno dall'avvio della raccolta differenziata i contenitori ad hoc rappresentano dunque il 42 per cento del totale. Lo scrive oggi l'Osservatore Romano che attribuisce alla Tipografia Vaticana la palma dell'ente piu' virtuoso nel riciclaggio "dato che gli introiti ricavati dalla cessione della carta alla ditta che cura il trattamento differenziato superano le spese per la raccolta e il trasporto". Oltretevere lo smaltimento differenziato e' affidato a cinque ditte esterne: una si occupa di carta, cartone, plastica, vetro; le altre rispettivamente dei residui vegetali, di elettrodomestici e mobili da uffici, degli scarti animali provenienti dalla macelleria e del materiale medico-farmacologico delle strutture sanitarie interne. "Non finisce tutto nello stesso camion di raccolta, dunque, come insinua qualche maligno", tiene a far sapere l'Osservatore rivelando che all'interno delle Mura Leonine si producono in media 60 quintali di rifiuti all'anno, mentre nella sola piazza San Pietro, dove ci sono 99 secchioni per i rifiuti presso il colonnato si raccolgono 400 tonnellate annue di materiale solido. Il picco della raccolta e' il mercoledi', quando prima dell'Udienza Generale, i metal detector intercettano oggetti potenzialmente pericolosi e si riempiono 12 sacchi di plastica nera con coltelli, forbici, bottiglie di vetro e anche semplici lattine.

AMMAZZ


Amira Hass (la fonte più insospettabile di pregiudizio antipalestinese, un suo articolo dell'altroieri si intitolava: “Per fortuna i miei genitori non sono vivi per vedere questo”) descriveva ieri per Haaretz gli assassinii, le torture, gli arresti e le esecuzioni di Hamas contro persone di Fatah nella striscia. I “sospetti” uccisi sono, dice, fra i 40 e gli 80. (piccola posta di adriano sofri, il foglio)

ETRUSCHI


Si è tenuto ieri pomeriggio presso la sede provinciale dell'ARCI l'incontro del forum promosso dall'associazione sulle emergenze etrusche nel nostro territorio con la presidente della commissione cultura della Regione Toscana, Ambra Giorgi. Oltre ai rappresentanti dell'ARCI erano presenti rappresentanti di: CGIL, Legambiente, Narnaliinsieme, Italia Nostra, Comitato Nazionale del Paesaggio. Si tratta del terzo appuntamento (dopo la presidente della Circoscrizione Prato Est Maria Anna Berti ed il sindaco di Carmignano Doriano Cirri). Nelle prossime settimane proseguirà il calendario degli incontri con i rappresentanti istituzionali a cominciare dal sindaco di Prato Marco Romagnoli.

TELA.....TAFAZZIANA


A FIRENZE ARRIVA CHITI......................

La palla delle primarie passa di mano. Dai vertici toscani si passa a quelli nazionali e su richiesta del segretario nazionale del Partito democratico, Walter Veltroni, d’intesa col segretario regionale toscano, Andrea Manciulli, e col segretario cittadino di Firenze, Giacomo Billi, ecco che arriva Vannino Chiti.
Chiti, vicepresidente del Senato e già presidente della Regione Toscana, seguirà il percorso di svolgimento delle primarie fiorentine «con l’obiettivo che esse realizzino una pagina di democrazia e di unità del Pd e della coalizione». Saranno i vertici nazionali a dare l’interpretazione autentica sull’esito della votazione dell’assemblea del Partito democratico fiorentino sull’ipotesi di far svolgere le primarie di coalizione. La richiesta è partita questa mattina, firmata dalla presidente dell’assemblea Elisabetta Meucci, dopo che ieri sera, al termine di una lunga discussione, i delegati presenti si erano divisi sulla proposta di primarie di coalizione avanzata dal segretario cittadino Giacomo Billi, in accordo con i vertici regionali e nazionali. I sì erano stati 99, contro 76 no e 4 astenuti. Secondo una parte dell’assemblea la proposta, quindi, sarebbe stata respinta perchè era necessaria la maggioranza assoluta, pari a 120 voti. Un’ipotesi contestata da chi, invece, affermava che era sufficiente la maggioranza semplice.
L'indicazione politica è quella delle primarie di coalizione. Ma la notte di lunghi coltelli del Pd non ha dato in realtà, nessun esito definitivo. Si arriva al voto della proposta del segretario cittadino, Giacomo Billi, quella che prevede primarie di coalizione con il ballottaggio, tra le urla e le liti. All'una e mezzo la partita finisce con il passaggio alle primarie di coalizione con 99 sì, 76 i no, 4 astenuti e due assenti. Ma per qualcuno il voto non sarebbe valido perché servirebbe la maggioranza assoluta dei membri dell’assemblea (239), ovvero una maggioranza pari a 120 voti. Billi non esclude l'ipotesi commissariamento. (corriere fiorentino.it)

PREMIO


E' senz'altro da accogliere la proposta avanzata dagli amici del Comitato Provinciale Area Pratese volta a ripristinare lo storico e prestigioso "Premio Letterario Prato" interrotto, non si sa come mai, nel 1991. La cultura deve e può essere uno dei volani della ripresa della città. D'altra parte senza cultura, informazione, scienza, dibattito delle idee, l'organismo sociale "città" è destinato al degrado ed alla marginalizzazione. Una comunità non vive soltanto di industria, commercio, finanza, denaro: al massimo può sopravvivere. Prato, tra l'altro, è una città per alcuni versi assai contraddittoria da questo punto di vista: agli ultimi posti nelle indagini nazionali sulla qualità della vita per spessore culturale (per numero di laureati, acquisto libri, frequenze agli spettacoli ecc.); priva da decine d'anni del Museo Civico è dotata, invece, di istituzioni prestigiose e straordinarie quali il Museo Pecci,l'Istituto Datini, il Teatro Metastasio, il Museo del Tessuto e di un Centro Storico con eccellenze architettoniche senza pari (Duomo, Palazzo Pretorio, Castello, S.Maria delle Carceri ecc.). Per non parlare dei recenti ritrovamenti archeologici etruschi di Gonfienti. La cultura aiuterebbe, inoltre, la faticosa integrazione delle numerose comunità extracomunitarie che hanno scelto Prato per campare e vivere. E che se opportunamente governate costituirebbero un grande trait d'union con il Mondo, le altre etnie, le altre conoscenze, gli altri saperi. Tutte qualità indispensabili per avventurarsi sul terreno, infido ma anche affascinante, della cosiddetta globalizzazione. Riflettere sul fatto che a Prato interagiscono, a volte non conoscendosi affatto, un centinaio di etnie diverse, fa piangere il cuore sulle occasioni positive che problemi anche importanti, ma superabili, di civile convivenza ci stanno facendo perdere.

Associazione Liber@MentePrato

ANIMALI


• Intervento della senatrice Donatella Poretti parlamentare Radicali - PD
Ritengo inaccettabile e grave il silenzio delle Regioni in merito all'allarme lanciato dalle associazioni ambientaliste ed animaliste per l'ondata di straordinario maltempo che ha portato neve e gelo in Italia e che ha causato la morte di centinaia di migliaia di animali selvatici, soprattutto uccelli. Prima la siccità e poi il freddo polare hanno avuto conseguenze gravissime sulla sopravvivenza di tutta la fauna le cui popolazioni sono notevolmente diminuite. Mi aggiungo all'allarme di queste associazioni e chiedo al Governo e in particolare al Ministro dell'Ambiente un intervento immediato per bloccare la caccia: la fauna selvatica è un bene indisponibile dello Stato, che ha il compito e il dovere di tutelarla e difenderla sopra ogni interesse di parte.
Dove sono le associazioni venatorie estremiste, che sostengono disegni di legge oggi in discussione per l'allungamento della stagione venatoria, l'ampliamento del numero delle specie cacciabili, la depenalizzazione dei reati, la "caccia selvaggia"? E' urgente adottare provvedimenti che tutelino la fauna, come la sospensione dell'attività venatoria, proprio perché la perdita di biodiversità in Italia è sempre più grave. (radicali.it)

PRIMARIE


Se Prato non ride Firenze piange! Le primarie del PD nella capitale toscana stanno scatenando una vera e propria "guerra" di tutti contro tutti. Non solo il PD è in grave difficoltà con le forze politiche chiamate a formare la coalizione per le elezioni di giugno, difficoltà aggravate dallo "sfrantummamento" della maggioranza che governa adesso anche per l'atteggiamento assunto dal permaloso sindaco Domenici, ma, soprattutto, per le dinamiche interne ai democratici ed alle contrapposizioni tra i quattro candidati ufficiali, tra questi ed il segretario comunale, quello provinciale e quello regionale. E se tutto questo non bastasse c'è aspra polemica sullo stesso tipo di primarie da fare: di partito o di coalizione? Possiamo concludere, pertanto, che a Prato la situazione del PD è (quasi) eccellente!!!

DIOSSINA


Interessante l'articolo del Tirreno di oggi, che riporta un articolo intitolato "A Montale Diossina nella norma".Qualche mese fa, nel corso di un incontro pubblico su "inceneritori e diossine" organizzato dai Comitati della piana presso l'oratorio della chiesa di Casale è stato chiesto alla onco-ematologa Patrizia Gentilini ( che fa parte del comitato scientifico di controllo sulle analisi svolte per l'inceneritore di Montale) se per caso nell'indagini promosse dall'ARPAT fosse stato preso in considerazione un vegetale che ha una caratteristica grassa (la diossina infatti si accumula nei grassi animali o vegetali) e che è molto diffuso e consumato nella nosta regione: l'oliva o l'olio da cui è derivato.C'è stata nelle parole di risposta una breve ma significativa pausa. Oggi poi si apprende che questa indagine- definita dal vicepresidente della Provicnia di Pistoia, Giovanni Romiti, una esperienza importante ed originale- per la parte dei vegetali si è focalizzata sugli aghi di pino (5 campionamenti).La scelta, secondo Claudio Coppi dell'Arpat, è stata fatta perchè l'ago di pino dà un duplice informazione: infatti ha una parte di cuticolo ceroso dove si rintracciano i depositi recenti e nella parte interna quelli pregressi. Chissà mai perchè un vegetale che sotto forma di derivati è presente sul tavolo da pranzo di tutti i giorni non è stato esaminato (mistero forse delle esperienze importanti ed originali).
Enrico Bianchi

MILONE


COMUNICATO STAMPA

La nota con la quale l'amico Aldo Milone interviene, in polemica con Paolo Abati, sulla questione delle alleanze del Pd merita alcune considerazioni. Milone ha sicuramente ragione quando sottolinea l'atteggiamento divergente di Rifondazione Comunista circa le misure che l'Amministrazione Comunale, su preciso impulso del Sindaco Romagnoli, adottava sul tema della legalità, della sicurezza e della presenza dei cittadini stranieri a Prato. Le prese di posizione dell'on. Frias ce le ricordiamo anche noi; così come i ripetuti voti contrari ai provvedimenti espressi in consiglio comunale dalla delegazione di RC. Così come ci ricordiamo gli atteggiamenti del tutto negativi di RC sulla questione dell'inceneritore ovvero sulle politiche urbanistiche. Al PD suggeriamo di valutare attentamente se RC ha espresso davvero nuove e diverse intenzioni programmatiche su questi problemi ovvero se non ci sia il rischio di far implodere l'alleanza al primo stormir di fronda. Non ci appaiono invece significative le accuse rivolte ad Abati circa i suoi presunti silenzi passati sulla questione. Riteniamo infine assai poco convincente la velenosa chiusura di Milone sulle retribuzioni del presidente del Consiag. Vorremmo ricordargli che fino ad qualche giorno fà sia come esponente del PD che come membro della Giunta comunale, proprietaria di larga parte del Consiag, avrebbe potuto combattere una battaglia , se lo credeva utile, per ridimensionare le indennità agli amministratori delle aziende pubbliche. Non ci risulta che l'abbia fatto.
Prato, lì 09.01.2009
Avv. Massimo Taiti
Lista Civica Taiti per Prato

CARIPRATO


Il Comune di Prato ha riaffidato alla Cariprato il servizio di Tesoreria comunale per il periodo 1.1.2009-31.12.2013. Si è infatti conclusa il 29 dicembre la procedura d'appalto del servizio che era stata iniziata nel novembre 2007. Alla gara d'appalto la Cariprato è risultata unica partecipante e, conseguentemente, dichiarata vincitrice. L'offerta di Cariprato ha ricevuto un punteggio complessivo di 80,20 su 100 disponibili. La somma è data dalla valutazione della parte tecnica che ha visto assegnati alla Cariprato punti 34,00 sui 35,00 disponibili e dalla parte economica che ha assegnato all'offerta della banca di Via degli Alberti il punteggio di 46,20 su un totale di 65,00. Osserviamo, pertanto, che l'offerta di Cariprato è stata giudicato tecnicamente ottima anche se non completamente soddisfacente dal punto di vista economico. Non sono chiari i motivi che hanno consigliato altri istituti di credito presenti in città a non partecipare alla gara d'appalto. Il servizio appaltato è svolto dalla Cariprato in maniera gratuita.

FEDERICO (1)


Riceviamo e pubblichiamo la risposta del sig. Federico Sarti, che ringraziamo e salutiamo cordialmente.

"Mi sia permesso - in qualità di editorialista principe di Pratoblog quale sono stato definito, anche se in realtà sono un semplice cittadino stanco di anni di cattiva amministrazione - di precisare che non vi è alcun errore nelle mie considerazioni. Il tema della immigrazione regolare ed irregolare rimane, nel mio intervento, distinto da quello del controllo del territorio. Sono due aspetti diversi dello stesso problema. L'immigrazione irregolare si combatte con maggiori controlli sul territorio ed una politica attiva nel contrasto alla illegalità che è in grado di stanare anche sacche di immigrazione irregolare. Se è vero, com'è vero, che chi si trova irregolarmente sul territorio finisce per delinquere. L'immigrazione regolare va invece gestita usandola come una risorsa, se se ne è capaci, ma regolamentandola con apposite norme comunali. L'esempio di Montecatini Terme è solo uno dei validi metodi che potrei citare. Come vede nessun errore, ma solo una richiesta di intervento nell'uno e nell'altro senso alle forze politiche che saranno chiamate a governare nei prossimi anni. Lei mi insegna che la politica è il cardine del controllo del territorio. Ringrazio, comunque, per l'attenzione. Cordialmente."

TAVOLA



A seguito, probabilmente, anche del nostro appello pubblico la Procura della Repubblica di Prato ha, con encomiabile sollecitudine, incaricato la Polizia Giudiziaria, nucleo Vigili Urbani, di verificare lo stato dei fabbricati della Fattoria Medicea di Tavola posti sotto sequestro giudiziario dal luglio 2008. La Procura della Repubblica di Prato ha anche comunicato che non ci sono ostacoli di sorta ad eventuali interventi di ripristino e messa in sicurezza del cantiere da parte dei proprietari degli edifici. Le informazioni ci sollevano dal continuare a nutrire apprensione per la sorte di beni storici, architettonici ed ambientale di inestimabile valore per tutta la comunità, sui quali, comunque, sarà utile mantenere il massimo dell'attenzione.


Comitato Nazionale del Paesaggio, Prato

TIBET LIBERO


Prato, 8 gennaio 2009
Protocollo Generale N. 1480

A S.E. Dalai Lama
Tenzin Gyatso


Illustrissima Eccellenza,

facendo seguito alla mia precedente lettera del 22 maggio 2008, desidero rinnovarLe un caloroso invito per essere ospite della Città di Prato.

Ho appreso di recente che nelle prossime settimane sarà in Italia. Pertanto, compatibilmente con il calendario dei Suoi impegni, vorrei sottoporre alla cortese attenzione Sua e dei Suoi collaboratori la proposta di far tappa a Prato.

Se l'ipotesi di inserire anche Prato nel programma del Suo prossimo viaggio in Italia fosse realizzabile sono, naturalmente, a disposizione dei Suoi collaboratori per esaminare la questione ed approfondire tutti i dettagli del Suo eventuale soggiorno nella nostra Città.

Restando in attesa di ricevere una risposta al riguardo, desiderp ringraziarLa per l'attenzione e con l'occasione porgere a nome mio e dell'Amministrazione Comunale i saluti più cordiali.

Il Sindaco
Marco Romagnoli

PINELLI


A quasi 40 anni di distanza ancora una ricostruzione della notte in cuì morì Giuseppe Pinelli, nella questura di Milano dove era stato interrogato nell'ambito delle indagini sulla bomba di Piazza Fontana. A fornirla, basandosi sulle carte giudiziarie è Adriano Sofri, condannato per l'omicidio del commissario Luigi Calabresi che a quella notte ha dedicato il libro «La notte che Pinelli», edito da Sellerio, del quale l' Espresso domani in edicola pubblica un'anticipazione. La ricostruzione di Sofri parte dal pomeriggio del venerdì 12 dicembre 1969, dalla strage di Piazza Fontana. Subito dopo gli attentati si procede agli arresti degli anarchici: una pista rivelatasi alla fine falsa, scrive l'Espresso ricordando che tra loro ci sono Pinelli e Pietro Valpreda, che rimarrà a lungo in carcere. Secondo Sofri lo stesso Calabresi era convinto che la pista anarchica fosse quella giusta ed il settimanale riporta un passaggio del libro in cui a Pinelli e ad un altro anarchico interrogato Calabresi dice: «Non venirmi a raccontare (...) che sono stati i fascisti; la matrice è anarchica, fa parte della tradizione vostra»..... Quanto alle circostanze della morte di Pinelli, Sofri si sofferma sull'orario della tragedia che viene cambiato nel corso degli anni e delle inchieste. All'inizio si parla di mezzanotte, ma, ricostruisce Sofri, la versione verrà cambiata fino ad arrivare alle 19,30 forse per dimostrare che Calabresi non era in quella stanza. Ma secondo Sofri è stato un esercizio inutile poiché il commissario realmente non era nella stanza della questura nel momento in cui Pinelli volò dalla finestra. (messaggero.it)

CANI


• Intervento della senatrice Donatella Poretti, parlamentare Radicale - PD
Alcune razze canine sono appositamente selezionate dagli allevatori perché siano esteticamente più "buffe" e più "vendibili", ma alcuni caratteri somatici di questi animali rappresentano per loro dei veri e propri handicap, specie quando portati all'estremo per inseguire il trend di un mercato, quello dei cuccioli, che non sembra curarsi affatto di quest'ordine di problemi. Si tratta, per esempio, dei cani sharpei dalle mille pieghe cutanee, dei bulldog le cui zampe sono sempre più arcuate, dei carlini col muso sempre più schiacciato. Molti animali, frutto della costante selezione dei pedigree, presentano tare ereditarie forzate che li espongono al rischio di patologie, ne riducono le aspettative di vita e causano loro reali sofferenze fisiche e psicologiche.
Di queste problematiche si è occupato lo scorso 17 dicembre il Comitato Bioetico per la Veterinaria, riunito in un convegno per il proprio decennale patrocinato dal Ministero del lavoro, salute e politiche sociali, che ha diffuso un Documento sul caso delle razze canine sofferenti, definendo tali pratiche un vero e proprio "maltrattamento genetico" nei confronti del migliore amico dell'uomo. Il Documento formula alcune richieste, fra le quali quella di "definire un limite di tempo entro cui interrompere la produzione di cuccioli di razze o di linee di sangue per cui non si sia raggiunto un adeguato livello di sicurezza nei confronti della probabilità di rischio di alterazioni fisiche" e che, nel frattempo, "al momento della cessione, i cuccioli delle razze ad alto rischio di malformazioni siano accompagnati da note che spieghino le caratteristiche della razza in relazione ai possibili stati di malessere o disagio che si potranno presentare in quell'animale".
Tali indirizzi sono rivolti alla Commissione tecnica centrale dell'Ente Nazionale per la Cinofilia Italiana (Enci), alla quale prendono parte i rappresentanti nominati dai ministeri del Lavoro, Salute e Politiche Sociali e delle Politiche Agricole, che tra i suoi compiti ha quello di "studiare e determinare i criteri per il miglioramento dei cani di razza, gli indirizzi di selezione e proporre eventuali modifiche al Disciplinare del Libro genealogico del cane di razza". Per questi motivi, insieme al senatore Marco Perduca abbiamo rivolto un'interrogazione ai Ministri responsabili dei due dicasteri, per sapere quali iniziative intendano intraprendere per porre fine al maltrattamento genetico delle razze canine sofferenti. (radicali.it)

ROTONDI


di Gianfranco Rotondi
Non stupisce il clamore che circonda l’ipotesi di una legge sulle coppie di fatto. Mai una questione marginale ha contenuto così interamente il travaglio della nostra generazione di legislatori e di cattolici democratici. Ma separiamo il merito dal metodo, proprio perché è questo ultimo ad appassionarci di più. Il merito è la legge che si vuol fare e le situazioni che si vogliono disciplinare. Il metodo è la maniera in cui una legge si fa, le volontà che la indirizzano, la sintesi che ad essa è sottesa perché sia una legge autorevole e cioè riconosciuta da tutti i consociati.
Partiamo dal merito: serve una legge sulle coppie di fatto? Si e no, potremmo azzardare: non serve se immaginiamo una legge che fondi un istituto ancillare al fianco del matrimonio, una specie di coniugio di importazione parallela dai mercati del nord Europa. Serve, al contrario, una disciplina più compatta dei diritti già esigibili nel nostro ordinamento da parte dei cittadini che dividono un’abitazione sulla base di un rapporto che sia di affetto oppure no. Due ragioni militano per un intervento legislativo: la prima è che altrimenti il disordine sarà presto colpito da una sentenza scaturente dalle molteplici iniziative giudiziarie pendenti; la seconda ragione è che una legge ben fatta pone fine a una diatriba tutta ideologica dove a contrapporsi non sono cattolici e laici, ma da una parte gli anticlericali e dall’altra una curiosa compagnia di atei devoti e integralisti in cerca di candidature sicure.
Si aggiunga che proprio nessun motivo di principio può preoccupare i cattolici perché l’esistenza di norme dedicate a convivenze di fatto non li riguarda, la fattispecie essendo esclusa in tutte le sue forme dai modelli etici previsti dal cattolicesimo. Ben diverso discorso riguarda l’aborto e il testamento biologico: se la definizione scientifica di vita protegge un arco temporale compreso tra gravidanza e morte naturale, ogni decisione di interrompere la vita mette una pesante responsabilità in capo a chi la pratica o anche solo al legislatore che la permette e la disciplina. In altre parole a me, che sono sposato e padre di famiglia come vuole Santa Romana Chiesa, non viene nessun peccato e nessuna colpa giuridica dal fatto di disciplinare i diritti necessari di chi vive uno stile di vita diverso dal mio. Paradossalmente, è più complesso definire un orientamento sui temi etici dell’inizio e della fine della vita.
E, allora, perché ci si scalda tanto contro i DiDoRe senza nemmeno averli letti? Forse perché da un pò la Chiesa percepisce e un pò si rassegna a una minorità numerica che si innerva e si innervosisce in una sorta di testimonianza estrema e di frontiera. Essa genera un istinto difensivo che individua una specie di frontiera di salvezza: l’identificazione (in passato non scontata) tra legge di Dio e diritto naturale, e la coincidenza dello stile cristiano con l’istituzione della famiglia. Un pò bassina questa frontiera per chi è nato negli anni di un Concilio che apriva la speranza di una nuova egemonia dolce del cattolicesimo attraverso aperture e, forse, contaminazioni mai compromessi mondani.
E finiamo con un’annotazione sul merito, che è il motivo della nostra passione polemica: c’era una volta la Dc e, prima ancora, il laicato cattolico. La Chiesa parlava e cresceva con le parole e i gesti del clero e del laicato cattolico il cui protagonismo è stato assoluto ed ha avuto nella Democrazia Cristiana la sua espressione politica. Al laicato cattolico e alla Dc competeva non già di eleggere in Parlamento relatori appassionati dei sacri principi, ma mediatori capaci di quei principi con quelli altrui per un’armonica convivenza sociale. Il risultato fu una Repubblica che fece convivere comunisti e cattolici, credenti e non credenti, e i mediatori si chiamarono De Gasperi, Moro, Dossetti, La Pira, Fanfani. Mai questi mediatori confusero il loro ruolo con quello della Chiesa perché avevano chiaro il proprio doppio carisma: da cattolici erano parte di un laicato non contrapposto ma complementare al clero; da legislatori sapevano che l’egemonia di un partito cattolico era ad un tempo condizione ed obbligo di laicità. Oggi assistiamo alla liquidazione di questo metodo in favore di un intervento diretto della Chiesa su tutti i temi politici e di un allineamento senza fede dei due principali partiti politici. Ormai sono abbonati alle questioni etiche due porporati e un monsignore, che danno la linea, e cinque simpatici colleghi parlamentari che porgono sulle agenzie di stampa la genuflessione dei principali partiti. C’è da chiedersi, con moltissima umiltà, come la Chiesa possa auspicare una nuova generazione di politici cattolici se lascia una corda tanto corta al laicato cattolico togliendogli ogni potere di mediazione che è l’unico luogo in cui può formarsi una classe dirigente capace di tenere unito un Paese
. (radicali.it)

giovedì 8 gennaio 2009

SONNO


Il segretario provinciale Giancarlo Desiderati: precisiamo che non è mai stata nominata nei nostri comunicati la comunità ebraica Romana, a cui esprimiamo tutta la nostra solidarietà per le sofferenze che ha subito nel passato e che riconosciamo quale composta da cittadini e lavoratori onesti. Non esiste né sarà diffusa nessuna lista dei negozi. Condanniamo a prescindere qualunque forma di antisemitismo di destra e di sinistra e siamo per l'integrazione completa di tutte le etnie culturali. Quello che proponiamo con la nostra iniziativa è il boicottaggio finale di Israele perché chiunque usi mezzi militari contro civili inermi, sia palestinese che israeliano, commette un crimine contro la vita umana e per questo và boicottato anche nella parte economica, per impedire con questi soldi di continuare ad acquistare altri armi da guerra". Flaica-Uniti-CUB (dal sito web)

DEMOCRATS


Nervi tesi nel Pd, Fassino contro Mantini: «Cretino, mi hai proprio rotto...»
L'ex segretario Ds contro il collega dopo le dichiarazioni sui conti dei Ds: «Ci vediamo in tribunale»
Sfuriata di Piero Fassino al deputato del Pd, Pierluigi Mantini. In Transatlantico, sotto gli occhi di tutti, l'ex segretario dei Ds ha urlato contro il collega di partito parole inequivocabili: «Hai detto un sacco di cazzate. Io mi sono rotto i coglioni...». A far adirare Fassino, l'intervista rilasciata da Mantini al quotidiano 'Libero' sulla gestione dei conti del Pd. BILE» - La prima sfuriata è avvenuta mentre Mantini veniva intervistato da Radio Radicale, quindi a microfoni aperti. Ma passano le ore e Fassino non si calma. C'è un secondo round: finito il voto finale in aula alla Camera sul dl Gelmini, Fassino si avvicina di nuovo a Mantini (sempre in Transatlantico) e lo apostrofa: «Sei un irresponsabile, sei un cretino. Tu devi rispondere delle cose che dici». E chiude: «Ci vediamo in tribunale». Mantini spiega poi ai cronisti che il problema nasce dal fatto che nell'intervista a "Libero" aveva contestato la gestione economica del partito perché, e ribadisce il suo ragionamento, siccome molti circoli del Pd sono nelle «ex sezioni dei Ds, che ora sono diventate proprietà delle fondazioni della Quercia, siamo al paradosso per cui il Pd paga i Ds, li finanzia, fa in modo che continuino ad esistere». Per Mantini questo è uno dei problemi per cui il Pd stenta a nascere. Ma accusa anche Fassino per la sua scelta di firmare il manifesto del Pse come segretario dei Ds. Mantini continua a raccontare ai cronisti: «Ho visto Fassino davvero fuori di sé, ha perduto la testa. A questo punto non so se devo rivedere il rapporto di stima che ho nei suoi confronti.... Io - sottolinea - ho detto cose di cui si discute pubblicamente. Ho il solo torto di parlare più chiaramente di altri». Si finirà in tribunale? «Lo cercherò privatamente - risponde Mantini - per farlo ragionare. In questa fase meglio lasciare stare i tribunali...». (corsera.it)