sabato 17 gennaio 2009

ETRUSCHI




Prendendo spunto dal recente libro pubblicato da Tamari Montagna Edizioni, intitolato “Sui sentieri degli Etruschi” ( che propone 20 escursioni e 3 archeo-trekking dalla Calvana sino a Montemurlo e poi dal Monte Morello sino a Vaglia) gli autori, Gianfranco Bracci e Giuseppe Centauro, hanno presentato venerdì 16 , nella sala dell’Altana del castello di Calenzano, una conferenza sui luoghi etruschi a noi vicini e soprattutto le vie da questi percorse per i loro commerci. La serata, promossa dall’Associazione culturale “Essere” e da ATC è stata patrocinata dal Comune di Calenzano. Ed è stato proprio il rappresentante del Comune, l’assessore al Commercio e turismo Giuliano Barducci, ad aprire la conferenza con parole di apprezzamento verso questo evento. “Il Comune – ha detto Barducci- è impegnato nella diffusione della ricerca archeologica, lo dimostra il fatto che abbiamo già attivato delle convenzioni con l’Università di Firenze e Siena per definire la carta archeologica del nostro territorio; ben vengano momenti di divulgazione, come questa, che hanno lo scopo di coniugare cultura e turismo”.
Ha quindi preso la parola Bracci, che ha ripercorso le tappe del tracciato inaugurato il 2 luglio 2008 lungo la via etrusca dei due mari, da Spina (sull’Adriatico) a Pisa (sul Tirreno). Bracci ha commentato le immagine che scorrevano, facendo rivivere da vicino le emozioni e le aspettative di coloro che hanno preso parte a tale impresa. Momenti di festa (quelli al villaggio celtico- etrusco di Monterenzio, in provincia di Bologna) si sono alternati ad altri, più ufficiali, ma ugualmente coinvolgenti, con il saluto dei vari rappresentanti dei Comuni attraversati dalla via dei due mari, fino ad arrivare al clou della traversata, quando Bracci e tutti i partecipanti hanno tagliato il traguardo di Pisa in canoa, navigando lungo l’Arno. Oltre ad essere stato bravo a trasmettere al pubblico tutta una serie di emozioni, con visuali e panorami a cavallo dei crinali davvero eccezionali, Bracci si è soffermato a ricordare la strada etrusca scoperta dall’archeologo Michelangelo Zecchini a Casa del Lupo (a poche centinaia di metri dal casello autostradale di Capannoni), che correva, curiosamente, parallela all’attuale autostrada. Di questa strada è stato possibile renderne visibili appena 150 metri, ma sicuramente, se gli scavi fossero continuati, sarebbe venuto alla luce tutto il percorso che procedeva in direzione EST e che si collegava molto probabilmente con la città etrusca sul Bisenzio. Il motivo del suddetto collegamento –secondo Bracci- è d ricercare nel commercio più importante del periodo (VI – V secolo a.C) vale a dire il ferro, che una volta estratto dall’Elba veniva spedito da Pisa verso il porto etrusco di Spina (vicino all’odierna Comacchio) in due modalità: via carro, percorrendo la strada che passava da Casa del Lupo e valicando poi l’Appennino (ricordiamo che il passo di Montepiano è il punto più basso dell’Appennino per giungere in Pianura Padana e quindi prima a Marzabotto – Misa per gli etruschi - e poi a Bologna – l’antica etrusca Felsina -) fino a giungere all’Adriatico; via nave, navigando l’Arno sino alla città etrusca sul Bisenzio e poi, una svolta sbarcati di qui, via carro mirando al passo di Montepiano. E così scopriamo che, fatto curioso, quella che è oggi Gonfienti è stata già, in epoche diverse, un interporto. Tornando alla via dei due mari, si pensa che l’antico tragitto da Pisa a Spina fosse compiuto in almeno tre parti. La prima da Pisa alla città etrusca sul Bisenzio, la seconda da qui a Marzabotto o Bologna e la terza da Marzabotto a Spina. Lungo la strada ritrovata a Capannori sono stati ritrovati vari reperti, tra cui anche schegge di ferro, che, sembra, siano state rintracciate anche vicino alla città sul Bisenzio. Oggi purtroppo il tratto di strada antica di Capannoni è stata sepolta (l’interramento è avvenuto circa 6 mesi dopo il suo ritrovamento, nel 2004), così come è stata sepolta la strada principale etrusca di Gonfienti, il famoso decumano (una strada di oltre 10 metri che divideva la città nel percorso Est- Ovest), con la spiegazione della Soprintendenza Archeologica che così si preserverà questa antica testimonianza, con lo scopo di farla riemergere e studiarla in futuro, quando ci saranno più disponibilità economiche e migliori tecnologie conservative.
Passando a Prato Bracci ha ricordato la scoperta (della seconda metà del 1700) della famosa statua denominata “l’offerente”, oggi al British Museum di Londra, della domus di Gonfienti (una casa gentilizia strutturata come quella trovata a Marzabotto o come la domus dei re Tarquini sul Colle Palatino, con una piccola ma importante differenza: la superficie della domus di Gonfienti è circa il doppio rispetto alle prime due, ben 1.450 metri quadri), delle belle 4 antefisse colorate, appartenute al tetto della nostra domus, per concludere con il pezzo più pregiato rinvenuto all’interno della domus: la coppa, o Kylix come la chiamano gli esperti, attribuita all’artista greco Douris, datata intorno al 480 a.C.. “In sintesi - ha concluso Bracci – qual è stato il motivo che ci condotto a fare l’escursione dei due mari e poi la pubblicazione del libro? Senz’altro la passione e l’interesse verso un percorso già tracciato nell’antichità, senza dimenticare che vorremmo che fosse condivisa da tanti l’idea di una proposta turistica a livello internazionale”.
Giuseppe Centauro è entrato un po’ più nel dettaglio delle immagini proiettate, parlando di “lettura dei segni del territorio”, quindi dalla città etrusca sul Bisenzio alle famose tombe della “Mula” (una tomba strutturata a tholos di circa 9 metri di diametro) e della Montagnola, che si trovano a Quinto (nel comune di Sesto Fiorentino). “Il baricentro della piana – ha sostenuto Centauro- doveva essere là dove la Marina si incontrava con il Bisenzio, sapendo che oggi la Marina si è spostata più ad Est rispetto a 2.500 anni fa. Ci sono poi- ha proseguito Centauro- elementi di superficie visibili come grandi muraglie, di cui restano le basi, paragonabili alle mura ciclopiche di Roselle”. Centauro ha poi spiegato che i ritrovamenti di reperti come la statua dell’offerente, la Kylix ed altre opere vanno messe in relazione con la grandiosità della domus e dei contrafforti realizzati con la doppia struttura iperstatica con riempimento a sacco senza alcuna malta. Tali ritrovamenti e le strutture architettoniche rimaste fanno pensare ad un luogo importante, sia per il commercio che per il contesto sociale. Occorrerebbe mettere insieme tutte le realtà architettoniche, da Gonfienti a Quinto fino alle muraglie che corrono dalle pendici della Calvana fino a Carraia. Mettendo insieme studi e scavi stratigrafici contribuiremo ad approfondire questa realtà storica ed a migliorare l’immagine del territorio. Per gli interventi del pubblico segnaliamo quello di Mauro Franceschini che ricordato come le passeggiate tra storia e natura promosse dal Circolo “I risorti” siano tuttora una leit-motiv trainante, con migliaia di persone che hanno animato i tanti itinerari, anche etruschi sulla Calvana o nella piana. Questa passione che molte persone hanno manifestato dovrebbero stimolare i Comuni che hanno luoghi dove sono presenti tracce di varie epoche e civiltà ad integrarsi e collaborare per valorizzare la nostra storia.
Una persona ha infine chiesto a Centauro dove ci conducono le strade ed i reperti etruschi ritrovati. “Al grande nord – è stata la risposta- al Baltico, ma anche all’Oriente, da dove probabilmente sono arrivati questi grandi ingegneri architetti ed artisti che hanno popolato l’Etruria. Inoltre, dalla lettura dei tesori ritrovati si può arrivare persino ad intravedere una civiltà che parla di antichi sistemi politici, che sono anticipatori della democrazia ateniese. Giudicando le infrastrutture costruite dagli Etruschi, dalle strade agli acquidocci ed a tutti i sistemi di regimazione che hanno ad esempio realizzato nella piana di Gonfienti, si arriva ad intravedere e definire gli Etruschi come un popolo che aveva con la natura e l’ambiente un approccio di pieno rispetto, utilizzando antichi saperi nell’uso delle risorse ( per esemplificare, ci viene in mente la realizzazione di un’opera idraulica come la cloaca Maxima, a Roma, che dal VI secolo a.C. è giunta ai nostri tempi ancora funzionante). Enrico Bianchi

IL MEGLIO FICO


Non è buona cosa andare a presentare un libro senza averlo letto. Di questo pessimo costume, che è soprattutto politico, ne ha fatte le spese proprio un politico solitamente accorto come Antonello Giacomelli, che assieme al giornalista Umberto Cecchi, già direttore de La Nazione, ha affrontato il dibattito su "Il Baratto", un saggio nel quale il radicale Michele De Lucia, in oltre trecento pagine di lavoro, dimostra, documenti alla mano, che fra i comunisti italiani – e in particolar modo Veltroni e D’Alema – e Silvio Berlusconi, c’è un insospettato e antico sodalizio. E pur impegnandosi a fondo a criticare il Silvio nazionale, De Lucia non ha potuto evitare di dimostrare come Veltroni, che oggi afferma di non essere stato mai comunista, fosse invece un comunista di stretta osservanza. Così come ha dimostrato che fra l’attuale segretario del PD e il Presidente del Consiglio ci fosse fin dagli anni Ottanta, un legame, molto stretto. Troppo stretto. Che si è consolidato anche a Mosca, come dimostrano i numerosi articoli di Veltroni, pubblicati nel libro, nei quali si cantano le doti imprenditoriali e la capacità comunicativa, di Silvio Berlusconi e si scopre che tv e giornali di sinistra godevano di grande attenzione da parte dell’imprenditore milanese. Giacomelli non si aspettava tutto questo. Aveva esordito parlando genericamente di sinistra e destra con la bonomia del politico scafato, poi però, ascoltata la reazione di De Lucia e finalmente capito il vero tema del libro, si è gettato a corpo morto in una invettiva antiradicale e personale nei confronti dell’autore. Critica di classico stampo marxista – ma Giacomelli una volta non era democristiano? - dove il lavoro di un uomo è buono o cattivo a seconda che l’uomo sia di destra o di sinistra. A dire il vero l’onorevole era impreparato anche su questo punto e ha tirato fuori uno sproloquio un tantino raffazzonato messo insieme per l’occasione: strenuo difensore della verginità politica del suo segretario si è lanciato in una apologia così smaccata del Veltroni oltraggiato, da far arrossire anche i laudatores più avvezzi al cunnilingus politico.Poi, al momento in cui avrebbe dovuto ascoltare correttamente, come si fa in democrazia e per educazione la replica dell’oltraggiato autore, si è alzato e se n’è andato, sdegnato come una vergine alla quale avessero fatto una proposta indecente. Seguito da un gruppetto di alcune altre vergini cucce arrivate fin nel ruolo di damigelle di compagnia per il principe che purtroppo ha rivelato d’essere politicamente nudo. E dire - ha commentato un vecchio radicale fiorentino – che questo dice d’essere il meglio fico del bigoncio pratese. Peggiopervoi. Il dibattito, che era moderato dal giornalista della Nazione David Papini, si è concluso, animatissimo, dopo la mezzanotte ed è stato interamente registrato da Radio Radicale. Chissà che divertimento per il Pannella di nuovo in sciopero della sete! di Artemidoro (pratoblog.it)

ELUANA


La notizia in base alla quale la Procura di Roma avrebbe iscritto sul registro degli indagati il ministro del Welfare Mauizio Sacconi nell’ambito della vicenda Englaro, riapre un minimo spiraglio di legalità e di rispetto dello Stato di diritto a fronte di un potere irresponsabile che vive, sempre di più, al di sopra e contro le leggi della Repubblica”. Così Marco Cappato, segretario dell’Associazione Luca Coscioni e deputato radicale al Parlamento Europeo, commenta la decisione della Procura di dar seguito alla denuncia per violenza privata presentata il 19 dicembre scorso dai dirigenti radicali.
Se il Ministro Sacconi ritiene davvero di potere e dovere difendere il ricatto eversivo da lui messo in atto – continua l’esponente radicale - mi auguro che sia lui stesso il primo a permettere che l’indagine ed il pronunciamento della giustizia si svolgano nel più breve tempo possibile.
Naturalmente, come radicali, ci auguriamo che il Ministro si renda invece conto delle conseguenze della violenza da lui realizzata e che ritiri l’atto di abuso di potere da lui commesso. Anche con questa richiesta manifesteremo domani assieme ai cittadini, ai militanti dell’Associazione Luca Coscioni ed Antonella Casu, segretaria di Radicali Italiani, sostenendo a Lecco, in Piazza Diaz, la battaglia per Eluana, per Beppino e per la vita del diritto in Italia.

Il testo della denuncia è disponibile sulla home page del sito dell’Associazione Luca Coscioni: http://www.lucacoscioni.it/ (radicali.it)

VILLARI


Il presidente della commissione di Vigilanza Rai Riccardo Villari ha scritto una lettera ai presidenti delle Camere Gianfranco Fini e Renato Schifani in cui annuncia la sua volontà di restare alla guida della commissione nonostante l’invito a lasciare. Nella lettera, secondo quanto si apprende, Villari sottolinea di sentirsi vincolato al mandato ricevuto e si dice disponibile a trovare una soluzione politica insieme ai colleghi della commissione.
Interruzione di pubblico servizio. Per questa ipotesi di reato la Procura di Roma ha aperto un’inchiesta, in seguito alla denuncia presentata ieri da Marco Pannella sul mancato funzionamento della commissione parlamentare di Vigilanza dei servizi radiotelevisivi, dopo la nomina a presidente del senatore Riccardo Villari. L’apertura del fascicolo, contro ignoti, è un atto dovuto. Nella denuncia si chiede che si indaghi su quei parlamentari che, "ottemperando a un illegittimo ordine di partito", hanno disertato i lavori della Commissione impedendone il funzionamento al fine di costringere il presidente, regolarmente eletto, a dimettersi. (giornale.it)

PRATO


Al nastro di partenza delle primarie di coalizione del centrosinistra a Prato oltre ai candidati ufficiali del PD, Paolo Abati e Massimo Carlesi, per il Comune e Lamberto Gestri, per la provincia, si schiereranno anche Alessio Nincheri (Comune) e Michele Mezzacappa (Provincia) rispettivamente appartenenti a RC e SD. I due attuali consiglieri provinciali sono a capo di una lista che comprende anche parte dei Verdi e parte dei Comunisti italiani. Altri esponenti dei Verdi, invece, aderiranno al nascente "Polo Civico"; la componente di RC pratese che aderisce alla maggioranza nazionale si presenterà con una propria lista e con il proprio simbolo.

Restano per il momento fuori dagli accordi del centrosinistra la Lista Civica "Taiti per Prato", il PS, e l'associazione radicale Liber@MentePrato. Par di capire dagli esponenti di queste formazioni politiche che le risposte sul dentro o fuori dovranno arrivare entro il 20 gennaio. Dopodichè, liberi tutti!

SANTO SEPOLCRO


«La guerra e l'odio non sono la soluzione dei problemi. Lo conferma anche la storia più recente. Preghiamo, dunque, affinchè il Bambino nella mangiatoia ispiri le autorità e i responsabili di entrambi i fronti, israeliano e palestinese, a un'azione immediata per porre fine all'attuale tragica situazione». E' questa l'esortazione con la quale il Santo Padre, Benedetto XVI, al termine dell'Angelus di domenica 4 gennaio 2009, ha rilanciato l'invito congiunto dei Patriarchi e dei capi delle Chiese cristiane di Gerusalemme a pregare per la fine del conflitto nella striscia di Gaza e ad implorare giustizia e pace per quella terra. Accogliendo l'appello del Pontefice, lunedì 19 gennaio, alle 19 in Duomo, il Vescovo Mons. Gastone Simoni celebrerà una messa, al termine della quale comincerà la veglia di preghiera per la pace. L’iniziativa è promossa dall’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Una iniziativa che risponde anche allo specifico invito che il Santo Padre ebbe a rivolgere ai rappresentanti dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, ricevuti in udienza lo scorso 5 dicembre.«Quanto ha bisogno di giustizia e di pace la Terra di Gesù! - disse allora il Papa -Continuate a lavorare per questo e non stancatevi di domandare, con la preghiera del Cavaliere e della Dama del Santo Sepolcro, che quanto prima queste aspirazioni trovino pieno compimento. Domandate al Signore che vi renda convinti e sinceri ambasciatori di pace e di amore fra fratelli; chiedetegli di fecondare con la potenza del suo amore la vostra costante opra a sostegno dwll'ardente desiderio di pace di quelle comunità, appesantite negli ultimi anni da un clima incerto e pericoloso.»

ELUANA


• Dichiarazione di Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale e co-presidente dell'Associazione Luca Coscioni
Il ricatto del ministro del Welfare Sacconi ha raggiunto dunque il suo scopo. Con una interferenza arrogante e prepotente che non ha riscontro, il ministro – e con lui il Governo – hanno odiosamente intimidito la clinica che era disposta a rendere esecutiva la sentenza della Corte di Cassazione e della Corte d'Appello di Milano. E' un oltraggio e una ferita gravissima che viene inferta con cinismo e senza misericordia: quella misericordia che – ricordo – ebbe Papa Giovanni Paolo II, quando chiese – e venne esaudito – di essere libero di poter "andare alla casa del padre. Non posso che manifestare una profonda amarezza e indignazione per quello che sta accadendo: un vero e proprio oltraggio al diritto, alla legge, alle leggi dell'umanità. Esprimo piena, incondizionata, totale solidarietà alla famiglia di Eluana Englaro, sottoposta a un incredibile e vergognoso linciaggio. Sono stata vicino a papà Beppino nella sua coraggiosa battaglia, continuerò a sostenerlo e mi batterò con i miei compagni radicali per una buona legge sul testamento biologico e di fine vita. Tornerò da Eluana, come ho fatto un anno fa. Siamo con loro, per affermare il diritto a una vita degna di questo nome ed assicurare una morte senza dolore quando la vita non è più vita. (radicali.it)

BARATTO






Si è svolta ieri sera al Caffè delle Logge di piazza del Comune a Prato la presentazione del libro "Il Baratto" di Michele De Lucia, tesoriere di Radicali Italiani. Davanti ad un pubblico, numeroso, attento e partecipe sono intervenuti con l'autore, presentati da Massimo Taiti, capogruppo di "Taiti per Prato", l'on. Antonello Giacomelli (PD) ed Umberto Cecchi, direttore di Canale 10. Ha condotto il confronto Roberto Davide Papini de La Nazione di Prato. Sono stati esaminati, vivisezionati e giudicati, dalle differenti posizioni, i rapporti che, a cominciare dagli anni '80 hanno visto, protagonisti Silvio Berlusconi e Walter Veltroni ed il sistema televisivo italiano, dalla nascita al quadro attuale. Nel corso dell'intervento, rispondendo ad una sollecitazione dell'on. Giacomelli, Umberto Cecchi ha confermato che sta valutando la proposta che gli è arrivata da parte dell'avv. Carlo Taormina per "scendere in campo" a Firenze come candidato Sindaco del movimento politico fondato dal celebre penalista, ex deputato di Forza Italia. Scintille polemiche si sono levate da parte dell'on. Giacomelli nei confronti di De Lucia, Pannella ed i radicali, rimproverati di avere visioni parziali ed ingenerose della politica attuale dei Democratici e del loro leader Veltroni.

venerdì 16 gennaio 2009

CSN


Csn, in salute la struttura del Monteferrato
Una cifra su tutte descrive meglio di tante parole lo stato di salute del Centro di Scienze naturali (Csn): lo scorso anno sono stati più di 35 mila (36.367) i visitatori della struttura del Comune di Prato, situata sul Monteferrato. «E' un numero straordinario - dichiara l'assessore all'Ambiente Camilla Curcio - anche rispetto ad altre istituzioni nelle quali l'Amministrazione comunale investe». E nelle intenzioni dell'assessore, ma anche del presidente del Csn Massimo Calissi, del direttore Gilberto Tozzi e di Deanna Lastrucci Tozzi responsabile del settore didattica ed educazione Ambientale, i traguardi da raggiungere sono ancora tanti, compreso quello (ipotetico) di trasformare la sede dove sorge in un luogo di «turismo naturalistico, scientifico e ambientale», capace di ospitare dalle 300 alle 340 mila persona ogni anno. Un sogno? Tutt'altro rispondono in coro i protagonisti atttuali di questa avventura, iniziata anni orsono, 41 per l'esattezza, «quando parlare di ambiente - dice Calissi - era quasi una stravaganza in tempi sociali, gli anni '60, particolarmente aspri». «Ci siamo accorti che il Centro - scandisce l'assessore all'Ambiente -, in virtù della sua attività scientifica, dell'esperienza acquisita, e anche dei favori che incontra, ha le potenzialità per promuovere forme di turismo naturalstico, su cui non solo le parti pubbliche potrebbero investire». Anche perchè le “stranezze” o le “bellezze” della natura, «che è qualcosa ancora capace di stupirci» (Calissi), attraggono: quando l'anno scorso, a giugno, nel centro di Galceti nacque un capriolo “unicorno”, un gruppo di turisti americani, in crociera nel Mediterraneo con scalo a Livorno, volle salire fino al Monteferrato per vederlo. Il progetto del “nuovo” Centro c'è già ed è già stato presentato a Comune e Regione. E' un bel «progetto architettonico» esclama Calissi. Ma niente paura «non ci saranno edifici da costruire» puntualizza il direttore Tozzi: tutto si svilupperà sotto il piano di campagna, con servizi e strutture interrate, secondo i criteri della biorchitettura e del più spinto risparmio energetico. Il costo preventivato varia dai 20 ai 25 milioni di euro. «Sicuramente tanto - precisa Curcio - e sicuramente impossibile da sostenere con le sole forze pubbliche. Ma questo non significa che non si debba lavorare a questa prospettiva, anche perchè il progetto è stato pensato per lotti funzionali, da realizzare gradualmente». Nel frattempo il Centro di Galceti la sua espansione l'ha iniziata: in quattro anni, dal 2004, il parco è passato da 50 mila a 160 mila metri quadrati, è stato realizzato il primo lago a cui presto se ne aggiungeranno altri due, è stato acquistato il telescopio solare e, a breve, sarà aperto un anfiteatro con circa 250 posti, per iniziative diurne e notturne. Tanto altro è stato fatto e tanto è in cantiere per il 2009. Ma il Centro, chiarisce il suo presidente, non è solo animali selvatici o in difficoltà e da curare, che fra l'altro nel 2008 non sono stati pochi, 3593 praticamente dieci al giorno: «è una struttura scientifica di alto valore, una delle poche in Italia che si occupa a 360 gradi del sistema ambientale». Allora giù con altri numeri: 188 sono stati gli interventi di soccorso faunistico in tutta la regione, 6917 i km percorsi per il recupero della fauna, 101 gli interventi e 1497 le ore impiegate (con 126 automezzi e 418 volontari) per il controllo, la prevenzione e l'estinzione di incendi boschivi e per la protezione civile, 365 i giorni di attività 24h su 24h per 267 giorni di apertura al publico, 63 le aperture festive, 31 le notturne. Sono numeri di chi ha radici salde e può contare su una associazione di volontari composta da 150 persone. Numeri che descrivono anche una buona vita economica: su un bilancio di 483 mila euro, il contributo del Comune nel 2008 è stato di 207 mila euro, mentre l'aufinanziamento è salito al 57% con 276 mila euro incassati. E mentre si prospetta il futuribile, altre missioni attendono Tozzi e compagnia: la prima salvare insieme al Cnr le «malate» pinete del Monteferrato. (comune.prato.it)

A.P.E.


ANAGRAFE PUBBLICA DEGLI ELETTI: APPROVATA DELIBERA AL COMUNE DI PRATO. MELLANO: “ORA DALLA TOSCANA POSSONO GIUNGERE ALTRE BUONE NOTIZIE. GRAZIE A PRATO BATTISTRADA!”

Ieri, giovedì 15 gennaio, il Consiglio comunale di Prato ha approvato, all’unanimità, la delibera intitolata “TRASPARENZA E ANAGRAFE PUBBLICA DEGLI ELETTI - INDIRIZZI ALLA GIUNTA ED ALLA STRUTTURA GESTIONALE – ADOZIONE”.
Si tratta del recepimento, con atto amministrativo impegnativo, della proposta di anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati, la campagna nazionale lanciata da Radicali Italiani, e, a livello territoriale, avanzata e sostenuta dall’Associazione radicale
Liber@MentePrato, con il prezioso apporto della Lista Civica "Taiti per Prato".
Il sindaco di Prato, Marco Romagnoli, ha oggi dichiarato:
«Bene, Prato può fare da battistrada. Il principio della trasparenza, che è stato riaffermato con l'atto votato dal Consiglio comunale, dovrebbe ispirare ogni istituzione, ad ogni livello, poiché più si sale nella scala istituzionale e più è difficile conoscere i protagonisti della vita pubblica, anche per una bizzarria del sistema elettorale che ormai prevede le preferenze solo per i livelli locali. Più si sale e più ci sarebbe bisogno di conoscere i propri rappresentanti ed invece avviene il contrario. Spero che questa iniziativa di Prato si estenda ad altre amministrazioni ed istituzioni
Il Presidente di Radicali Italiani, Bruno Mellano, ha dichiarato:
Un sincero ringraziamento a Massimo Taiti, capogruppo della Lista Civica "Taiti per Prato", al sindaco Marco Romagnoli, all’Amministrazione, al Consiglio comunale, ed a Vittorio Giugni, segretario associazione radicale Liber@MentePrato.
Ha ragione il Sindaco, Prato può e deve diventare comune “battistrada” per gli altri enti locali italiani che stanno ancora valutando la proposta di delibera che Radicali Italiani ha predisposto ed offerto all’approvazione delle varie amministrazioni, di centro-sinistra o di centro-destra che siano.
Con la significativa decisione del Comune di Prato, possiamo ora attenderci, già nelle prossime settimane, altre buone ed importanti notizie dalla Toscana. I compagni radicali di Livorno, infatti, hanno depositato il testo con proposta di iniziativa popolare, i compagni di Pisa e di Siena stanno raccogliendo le firme per attivare lo stesso strumento statutario, il Consiglio comunale di Firenze, a dicembre, ha approvato un ordine del giorno di invito alla Giunta a predisporre un progetto di anagrafe degli eletti.
Dunque Prato può davvero essere un efficace battistrada, per la Toscana, ma anche per le grandi città italiane, ancora in attesa di assumere decisioni vincolanti sulla campagna radicale del “Conoscere per Deliberare”.

Mellano, 348.5335302

DREAMER


La procura di Roma apre un fascicolo, il Presidente invia un messaggio alle Camere, i presidenti di Camera e Senato richiamano i parlamentari ai loro obblighi, Santoro, Floris, Vespa… Capita di sognare....
di Valter Vecellio
Il Procuratore Capo della Repubblica di Roma riceve Marco Pannella e Giuseppe Rossodivita e dice loro, dopo averli fatti accomodare nel suo ufficio: “Vi ringrazio per la visita, sono felice di potervi ricevere, ma quello che chiedete, è già stato fatto. Appena ho saputo dai notiziari televisivi e dai giornali la notizia, mi sono autonomamente attivato e fatto aprire un fascicolo sulla situazione in cui versa la Commissione Parlamentare di Vigilanza dei servizi radiotelevisivi, i cui lavori, ad eccezione dei parlamentari Beltrandi e Sardelli sono stati preordinatamene disertati dai loro componenti al fine di costringere il Presidente regolarmente eletto a dimettersi. Ipotizzo i reati di cui agli artt. 289 c.p. (attentato contro gli organi costituzionali dello Stato e contro le assemblee legislative) e 340 c.p. (interruzione di un pubblico ufficio o servizio)”.
Il presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza Riccardo Villari si reca da Marco Pannella, e gli dice: “Caro Marco, no questa volta non lo fare lo sciopero della fame e della sete. Lo faccio io. Sono io il linciato, lo sfregiato, il vituperato. E’ giusto che sia io a reagire e che difenda l’istituzione, la legge e il diritto”.
Il presidente della Repubblica, come l’articolo 87 della Costituzione gli consente, invia un messaggio alle Camere per stigmatizzare il grave vulnus istituzionale da giorni viene inferto, impedendo a una commissione parlamentare di poter lavorare e adempiere i doveri che ha l’obbligo di assolvere.
I presidenti del Senato Renato Schifani e della Camera Gianfranco Fini richiamano, pubblicamente e solennemente, i parlamentari affinché assolvano i loro obblighi istituzionali, e abbia fine la diserzione organizzazione che si trascina da mesi.
Michele Santoro, dedica una puntata del suo “Anno Zero” e invece di invitare i “soliti noti”, consente a Marco Pannella di poter sviluppare compiutamente la proposta politica di “Israele nell’Unione Europea” contenuta nel “Manifesto dalla sinagoga di Firenze”.
Giovanni Floris dedica una puntata del suo “Ballarò” per “raccontare” che esiste un possibile antidoto agli abusi e alle arroganze delle “caste”, e si chiama Anagrafe Pubblica degli Eletti.
Bruno Vespa dedica una puntata del suo “Porta a porta” e non invita, una volta tanto, monsignor Fisichella, monsignor Bertone, monsignor Tonini, ma il cardinale emerito Carlo Martini, il fondatore e priore della comunità di Bose Enzo Bianchi, i sacerdoti del Friuli Venezia Giulia che si sono rifiutati di considerare “delitto” lasciare che Eluana possa liberarsi da un corpo che la tiene prigioniera e morire, e consente che sia conosciuta anche quella parte di mondo cristiano che non è “gerarchia” e non si riconosce nella politica di potenza e prepotenza del Vaticano.
Tutto ciò sarebbe normale, in un paese “normale”. Ma la normalità, in Italia, è qualcosa di eccezionale. Capita, dunque, di sognare il paese “normale”, dove queste cose “normali” possano accadere. Ma ora è giorno, compagni; sappiamo quel che si deve, facciamo quel che si può. (radicali.it)

GAZA


Il segretario di Stato Usa Condoleeza Rice prevede che un cessate il fuoco tra Israele ed Hamas per la Striscia di Gaza verra' raggiunto ''presto, molto presto'', ma non e' detto che avverra' prima dell'insediamento, martedi', del nuovo presidente degli Stati Uniti Barack Obama. La Rice lo ha detto ai giornalisti oggi a Washington, dopo che Usa ed Israele hanno raggiunto un'intesa per agevolare il cessate il fuoco. (ansa.it)

DENUNCIA


Approda all’esame del procuratore della Repubblica di Roma, Giovanni Ferrara, la questione del mancato funzionamento della commissione di Vigilanza Rai in seguito alla nomina di Riccardo Villari a presidente.
Marco Pannella questa mattina si è incontrato con il procuratore Giovanni Ferrara al quale ha presentato la denuncia nella quale si ipotizzano per i fatti in questione i reati di attentato agli organi costituzionali e interruzione di pubblico servizio.
Nella denuncia Pannella, che era accompagnato da Giuseppe Rossodivita, fa una serie di considerazioni e tra queste sottolinea come "il presidente della commissione di Vigilanza ha tentato di far funzionare la commissione stessa. Senonché alla direzione dei lavori della commissione da parte dei parlamentari del gruppo Pd (onorevole Beltrandi escluso) e dell’Idv -circostanza questa che non avrebbe impedito alla commissione, quale organo collegiale di lavorare in presenza di un numero legale sufficiente- si sono aggiunte nel corso delle ultime settimane delle improvvide iniziative da parte di quegli stessi parlamentari, deputati e senatori della maggioranza che solo pochi giorni prima avevano eletto il senatore Villari quale presidente".
"Tali iniziative, -continua Pannella- dinanzi alla impossibilità di revocare il presidente, sono state volte a minacciare la revoca del senatore Villari quale membro della commissione di Vigilanza, in tal modo volendo indurre lo stesso a dimettersi dalla funzione istituzionale di presidente, o, fatto ancora più grave, ad interrompere sine die i lavori della commissione, volendo così costringere il presidente a rassegnare le proprie dimissioni. Si tratta di iniziatiave che muovono o si muovono oltre il dettato della Costituzione, della legge istitutiva della commissione, dei regolamenti del Senato".
Aggiunge Pannella: "Si tratta di iniziative che vedono il presidente del Senato, seconda carica istituzionale del Paese, muoversi da capo partito in accordo con i capigruppo della Pdl. Si tratta di iniziative che a giudizio dell’odierno denunziante integrano, per le condotte poste in essere, delle precise fattispecie di reato in assenza di qualsiasi causa di giustificazione codificata".
Nella denuncia presentata al procuratore Pannella si sofferma "sull’iniziativa del presidente del Senato Schifani" rilevando che "anziché sanzionare i senatori che non partecipano ai lavori delle commissioni in violazione di un loro specifico dovere, ha convocato la giunta per il regolamento al fine di verificare la praticabilità della revoca del presidente della commissione di Vigilanza Villari, seppur quale membro della commissione, appare allora chiaramente strumentale ed arbitraria”.
“Il presupposto formalmente e ipocritamente dichiarato della convocazione è quello di assicurare la proporzionalità dei gruppi parlamentari essendo Villari passato, non per sua volontà al Gruppo misto. In realtà se per un verso è chiaro e pacifico che la proporzionalità dei gruppi parlamentari deve esser assicurata solamente nel momento costitutivo della commissione, non essendovi alcuna norma che giustificherebbe la revoca di un membro della commissione per tale motivo, per altro verso esiste una copiosissima prassi parlamentare alla quale lor signori e come abbiamo visto, sono particolarmente affezionati, di segno diametralmente opposto e che ha interessato importanti esponenti ed anche specificamente un altro presidente della commissione”.
"Allo stesso modo -aggiunge Pannella- la preordinata assenza dei parlamentari della maggioranza dalle riunioni della Vigilanza, concretizzatesi per la prima volta nel corso della riunione convocata il 15 gennaio 2009 è immediatamente riconducibile alla volontà -con il concorso dei membri del Pd e dell’Idv, Beltrandi e Sardelli esclusi- di impedire la commissione, organo di rilevanza costituzionale, di compiere gli atti dovuti per legge, così volendo costringere il presidente regolarmente eletto a rassegnare le proprie dimissioni".
Lasciando il Palazzo di Giustizia Pannella, in una dichiarazione ha detto: "Il fatto che i presidenti delle Camere invitano quello che esercita la funzione a dimettersi è una cosa gravissima e incomprensibile. Dicono che deve avere il senso della oppurtunità ma è invece opportunismo, che è altra cosa". (radicali.it)

A.P.E.


Anagrafe eletti, il sindaco «Bene, Prato può fare da battistrada»
«Non è che avessimo bisogno di trasparenza. Ci sono le leggi e il Comune è l'istituzione più vicina ai cittadini e più a diretto contatto con questi. Infatti non è un problema conoscere un assessore o un consigliere. Il punto è il principio e a noi è interessato affermare nei fatti questo principio». Si è epresso così il sindaco Marco Romagnoli alla conferenza stampa dell'associazione “Liberamente Prato” il giorno successivo al varo, da parte del Consiglio comunale, dell'Anagrafe degli eletti. Il sindaco che ha benedetto questo ulteriore atto in cui soprattutto la politica, nella sua forma istituzionale, si espone all'opinione pubblica, non ha mancato di fare altre considerazioni: «Il principio della trasparenza, che è stato riaffermato con l'atto votato dal Consiglio comunale, dovrebbe ispirare ogni istituzione, ad ogni livello, poichè più si sale nella scala istituzionale e più è difficile conoscere i protagonisti della vita pubblica, anche per una bizzarria del sistema elettorale che ormai prevede le preferenze solo per i livelli locali. Più si sale e più ci sarebbe bisogno di conoscere i propri rappresentanti ed invece avviene il contrario. Spero che questa iniziativa di Prato si estenda ad altre amministrazioni ed istituzioni». (comune.prato.it)

CRISI (?)


«Siamo in piena crisi economica, la produzione scende, il Pil è al -2%, cresce la disoccupazione, però aumentano le spese per il tempo libero e per le vacanze e i negozi, in periodo di saldi, fanno affari. C'è qualcosa che non quadra. I dati che ci arrivano dalla Banca d'Italia, dalla Confindustria e da Confcommercio sono contraddittori. In periodi di magra si stringe la cinta ma è previsto un aumento di spesa, seppur limitato, per attività non propriamente indispensabili. Durante il periodo delle vacanze natalizie c'è stato il pienone negli alberghi e località montane. Gli italiani vogliono spararsi le ultime cartucce prima del tracollo? Non sappiamo, certo è che circola una montagna di denaro frutto del nero: 103miliardi di euro. Forse è questo tesoro nascosto che tiene in piedi l'economia reale rispetto a quella ufficiale? Se l'evasione è così massiccia allora tutti i dati ufficiali devono essere corretti con un indicatore che tenga conto del nero, altrimenti continueremo a meravigliarci di come questo Paese riesca a stare a galla nonostante lo tsunami che lo ha investito. Primo Mastrantoni, segretario Aduc».

SOTTOZERO


Annozero, la trasmissione di Michele Santoro dedicata al conflitto a Gaza, continua a scatenare polemiche e intorno a Lucia Annunziata, che ha lasciato lo studio tv dopo un battibecco con il conduttore, si raccoglie la solidarietà del centrodestra. «L'Annunziata ha fatto bene, speriamo che ora anche a sinistra capiscano come funzionano le trasmissioni di Santoro» attacca il premier Silvio Berlusconi, che non ha mai nascosto la sua antipatia per Annozero. Durante il Consiglio dei ministri il premier avrebbe espresso un «plauso» pubblico alla giornalista, puntando il dito contro «l'imparzialità» di Michele Santoro. Nessun commento dalla diretta interessata, che si è limitata a dire: «C'è una trasmissione e ognuno può rivederla e farsi la propria opinione».
Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha telefonato al presidente della Rai Claudio Petruccioli per denunciare il fatto che durante la trasmissione (che ha raccolto il 13% di share, pari a 3 milioni 137 mila spettatori) «è stato superato il livello di decenza». Poi ha chiamato la giornalista Lucia Annunziata per esprimerle «solidarietà e apprezzamento».
A Petruccioli si è rivolto anche l'ambasciatore israeliano in Italia, Gideon Meir, con una lunga lettera in cui attacca Annozero parlando di «spettacolo vergognoso che speriamo non si ripeta più». Il diplomatico esprime «protesta e sconcerto» per la trasmissione andata in onda giovedì su Raidue.
Iniziative che hanno provocato la reazione dello stesso Santoro: «In un paese normale - si legge in un messaggio pubblicato sul sito della trasmissione - il livello della decenza lo supera un presidente della Camera che, travalicando i suoi compiti istituzionali, interviene per richiedere una censura nei confronti di un giornalista che sta compiendo il suo dovere di informare l'opinione pubblica» (corriere.it)

ELUANA


La casa di cura «Città di Udine» ha detto no: non è più disponibile ad accogliere Eluana Englaro per attuare la sentenza che autorizza la sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione artificiale della donna, in stato vegetativo da 17 anni. A pesare sul passo indietro della struttura sanitaria sono state le polemiche scoppiate in questi mesi e le possibili conseguenze per l'annunciato intervento ministeriale. «Siamo costretti a ritirare la disponibilità ad ospitare la signora Eluana Englaro e l'equipe di volontari esterni per l'attuazione del decreto emesso dalla Corte d'Appello di Milano il 9 luglio 2008 e ratificato dalla Corte di Cassazione a sezioni riunite lo scorso novembre - ha reso noto la clinica 'Città di Udine' - per il "groviglio" di norme amministrative e la possibile sovrapposizione di competenze esistenti tra Stato e Regioni». «Gli approfondimenti condotti - è detto in un comunicato - portano a ritenere probabile che, nel caso si desse attuazione all'ospitalità della signora Englaro, il ministro potrebbe assumere provvedimenti che metterebbero a repentaglio l'operatività della struttura, e quindi il posto di lavoro di più di 300 persone, oltre che di quelli delle società controllate, e i servizi complessivamente erogati alla comunità». La Casa di cura di Udine, che si è detta rammaricata per quanto accaduto, ha reso noto di aver ricevuto attestati di stima praticamente da tutta Italia.
«Rispettiamo la decisione contraria assunta dalla Casa di Cura Città di Udine dopo l'atto di indirizzo del ministro Sacconi - hanno dichiarato Beppino Englaro e l'avvocato Franca Alessio, rispettivamente padre e curatrice speciale di Eluana - e non abbiamo altro da aggiungere». Ma la battaglia continua: Alberto Defanti, il neurologo che da anni segue Eluana, ha affermato che si muoverà subito «in cerca di un'altra struttura».

A.P.E.


Si è tenuta questa mattina in Palazzo Comunale a Prato la conferenza stampa di presentazione della delibera sulla istituzione dell'Anagrafe degli Eletti e dei Nominati, approvata ieri dal Consiglio Comunale di Prato e che, significativamente, porta il N. 1 del 2009. Insieme a Massimo Taiti, capogruppo della lista civica "Taiti per Prato", presentatore della proposta, Vittorio Giugni, segretario dell'associazione radicale mailto:Liber@MentePrato Enrico Bianchi, anche lui di Liber@MentePrato, e Moreno Zazzeri, capogruppo dei comunisti indipendenti è intervenuto il Sindaco della città, Marco Romagnoli. Di fronte a giornalisti de "La Nazione", "Il Tirreno", TvPrato, Tv37, TVT, ToscanaTV, è stato diffuso il testo dell'atto adottato all'unanimità dal Consiglio Comunale e esaurientemente spiegati gli obiettivi della stessa per raggiungere ulteriore trasparenza nei comportamenti di eletti e nominati, favorendo così la partecipazione dei cittadini e le loro consapevoli successive decisioni.

FIRENZE


Schiarita a Firenze. Sarà per l'opera di mediazione e convinzione svolta da Vannino Chiti, inviato speciale di Veltroni sotto la Cupola del Brunelleschi, sarà per stanchezza, ovvero perchè la data delle elezioni primarie si sta rapidamente avvicinando, resta il fatto che il quadro politico del centrosinistra fiorentino sembra rassenerarsi. Le forze politiche che compongono la coalizione (PD, Verdi, IdV, Sinistra, PS) hanno ricomposto, almeno per il momento, le tensioni dei giorni scorsi e si avviano alla conta "primaria". Restano, invece, molto polemiche le dichiarazioni del Sindaco Domenici, che rifiuta per il momento perfino di ritirare la tessera del PD, e dell'assessore Cioni, he minaccia di non partecipare alla consultazione per la scelta del candidato sindaco. Che vede in lizza Tea Albini, Lapo Pistelli, Matteo Renzi e Daniela Lastri per il PD, Eros Cruccolini per la Sinistra, e Riccardo Nencini per il PS (l'IdV non partecipa). Firenze, dunque, sorpassa Prato. Nella nostra città, infatti, non è ancora conosciuta nè la coalizione di centrosinistra nè, tantomeno, il quadro delle candidature a sindaco, se si escludono Paolo Abati e Massimo Carlesi che si confronteranno per guadagnare la maglia di leader del PD per cercare di riguadagnare il Comune.

IMMIGRATI


• Dichiarazione di Rita Bernardini, deputata Radicale-PD

Il Governo oggi ha risposto a un'interpellanza urgente sul diritto di voto dei cittadini comunitari residenti in Italia alle consultazioni amministrative ed europee, presentata da Rita Bernardini, deputata radicale-PD e dai colleghi Soro, Touadi, Minniti, Maurizio Turco, Farina Coscioni, Mecacci, Zamparutti, Beltrandi, Burtone, Marrocu, Melis, Duilio.
Sebbene questo diritto sia sancito dalla legge, la carente conoscenza della normativa riguardante l'elettorato attivo e passivo dei cittadini comunitari da parte dei comuni ha impedito, in occasione delle ultime scadenze elettorali, l'accesso al voto a moltissimi immigrati aventi diritto e comportato gravissime conseguenze negative sul rispetto degli obblighi comunitari.
Gli interroganti si sono dunque rivolti al Presidente del Consiglio e al Ministro dell'Interno per sapere se non ritengano urgente, in occasione delle prossime elezioni amministrative ed europee, promuovere campagne di informazione in diverse lingue rivolte ai cittadini comunitari residenti in Italia affinché possano conoscere il loro diritto di voto, soprattutto attraverso il servizio pubblico radiotelevisivo, e istruire i funzionari pubblici delle amministrazioni locali affinché venga garantito il diritto di voto ai cittadini comunitari che ne facciano richiesta.
Rita Bernardini, soddisfatta solo parzialmente della risposta del sottosegretario Davico, nella sua replica ha insistito sull'urgenza di attivare i mezzi della Rai per informare gli immigrati comunitari sui propri diritti elettorali, avvertendo tuttavia che l'attuale colpevole e illegale mancato funzonamento della Commissione parlamentare competente - quella di Vigilanza - a pochi mesi dalle europee renderebbe vano ogni sforzo in questa direzione.
Infine, ricordando come un momento fondamentale per la democrazia come quello del voto costituisca un'importante occasione di integrazione, Bernardini ha annunciato il convegno Il diritto di voto degli immigrati comunitari sancito dalla legge, quasi impossibile da esercitare, in programma a Roma il prossimo 23 gennaio, presso la Sala delle Colonne, organizzato dai parlamentari radicali italiani ed europei, insieme ai rappresentanti delle comunità e delle associazioni degli immigrati comunitari in Italia, "in attesa - ha concluso la parlamentare radicale - che il diritto di voto alle amministrative venga esteso anche ai cittadini extracomunitari, come previsto dalla Convenzione di Strasburgo". (radicali.it)

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DI PIETRO SR., DI PIETRO JR.


«L'indagine a Napoli non riguarda mio figlio. Riguarda una vicenda grossissima: vi prego di non trasformare uno stuzzicadenti in una trave e la trave in una pagliuzza». Così Antonio Di Pietro sul presunto coinvolgimento del figlio Cristiano nell'inchiesta sugli appalti. Di Pietro ha sottolineato di aver «interesse» a che si facciano indagini, «per differenziare i comportamenti corretti da quelli scorretti». Di Pietro ha poi sostenuto di non sapere se il figlio sia stato iscritto nel registro degli indagati: «A prescindere se sia stato o no, le conseguenze sono le stesse, nel senso che bisogna indagare. Chiedo una indagine a tutela dopo la mia richiesta formale». Ma il figlio risulterebbe indagato. Cristiano Di Pietro, figlio del leader dell'Italia dei Valori, risulta iscritto nel registro degli indagati della Procura di Napoli nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti. Lo si è appreso da fonti di palazzo di giustizia. Le stesse fonti hanno precisato che l'iscrizione è stata fatta «come atto dovuto» per il proseguimento delle indagini. (messaggero.it)

LUCA TONI


Luca Toni paragonato alle opere d'arte di Michelangelo e Botticelli
Ormai alla sua seconda stagione in Germania, Luca Toni, ex attaccante della Fiorentina, è diventato un vero e proprio idolo per i tifosi del Bayern Monaco. Per alcuni forse, il centravanti di Pavullo, è diventato anche qualcosa di più di un semplice campione di calcio. La riprova ci viene offerta dal sito artschoolvets.com al cui interno troviamo un curioso blog dal titolo "Luca Toni - il campione alla luce dei maetri del passato" ove il giocatore viola, o per essere più precisi, alcune sue espressioni vengono messe a confronto con capolavori della storia dell'arte di Michelangelo, Guido Reni e Botticelli. Qui di seguito vi proponiamo il link al sito in questione: un modo come un altro per capire cos'è la passione calcistica fuori dai confini del BelPaese...


(fiorentina.it)

INTERPORTO


Nella seduta del Consiglio Comunale di ieri, 15 gennaio, l'Assessore ai Lavori Pubblici Enrico Giardi ha risposto all'interrogazione presentata dal capogruppo della Lista Civica "Taiti per Prato", avv. Massimo Taiti, sulla situazione della palazzina di civili abitazioni che si è venuta a trovare rinchiusa di fronte all'ingresso dell'Interporto e circondata dalla viabilità a servizio dell'infrastruttura. Giardi ha dato lettura della seguente nota del Presidente della società Interporto Antonio Napolitano:

"Prato 12 dicembre 2008, Prot. 2940/08

Oggetto: Interrogazione lista civica Taiti per Prato

Con la presente veniamo a rispondere alla Sua del 12.12.2008 in relazione alla questione di cui all'oggetto. Si premette innanzitutto che la realizzazione dell'area interportuale ha rispettato rigorosamente le previsioni del P.R.G. Secchi (1995/96) e nel rispetto di tale previsioni che l'accesso all'area è stato realizzato in prossimità della palazzina citata nell'interrogazione.
La situazione di disagio più volte posta all'attenzione di questo Ente dalla sig.ra Bogani è stata presa più volte in considerazione e oggetto di discussione.
I primi provvedimenti preso sono stati quelli dell'applicazione di un manto bituminoso speciale fonoassorbente tale da attuire l'emissione di rumore da parte dei veicoli. Sono invece in corso di esecuzione le opere di mitigazione ambientale costituite da alberature e la messa in opera di barriere fonoassorbenti.
In relazione alla possibilità, da parte di questo Ente, di acquisire le abitazioni siamo in attesa di conoscere determinazioni da parte del Comune di Campi Bisenzio e degli Azionisti dell'Interporto. Determinante sarà la futura espansione dell'area interportuale sul Comune di Campi Bisenzio. A tal fine proprio in questi giorni gli Uffici Urbanistici di detto Comune e dello stesso Sindaco dovranno esprimersi in merito alla soluzione da questo Ente prospettata.
La sig.ra Bogani, con tutti gli altri residenti la zona in questione, sono costantemente informati dell'evolversi delle vicende e degli interventi effettuati.
Tanto per doverosa comunicazione distintamente La saluto e restiamo a Sua completa disposizione per quanto occorra e possa.
Il Presidente
Antonio Napolitano"

Udita la lettura della nota l'avv. Taiti ha commentato con un lapidario "Sono preoccupato"!!

VIGILANZA


La mattina del 16 gennaio, alle ore 11 Marco Pannella e l’Avv. Giuseppe Rossodivita si recheranno presso la Procura della Repubblica di Roma, a Piazzale Clodio, per depositare una denuncia che ha ad oggetto la situazione in cui versa la Commissione Parlamentare di Vigilanza dei servizi radiotelevisivi, i cui lavori vengono preordinatamene disertati dai Parlamentari (Beltrandi e Sardelli esclusi) al fine di costringere il Presidente regolarmente eletto a dimettersi. Nella denuncia si ipotizzano alternativamente i reati di cui agli artt. 289 c.p. (attentato contro gli organi costituzionali dello Stato e contro le assemblee legislative) e 340 c.p. (interruzione di un pubblico ufficio o servizio). (radicali.it)

giovedì 15 gennaio 2009

A.P.E. VOLA


Con 28 voti favorevoli su 28 presenti stasera il Consiglio Comunale di Prato ha adottato la delibera che istituisce l'Anagrafe Pubblica degli Eletti e dei Nominati (A.P.E.) che era stata proposta dal capogruppo della lista civica "Taiti per Prato", avv. Massimo Taiti. L'A.P.E., com'è noto, è una proposta politica dei Radicali Italiani elaborata nella tarda primavera del 2008 dalla nuova segretaria Antonella Casu e dall'intero gruppo dirigente radicale. Con la delibera adottata il Comune di Prato, quasi 200.000 abitanti, terza città dell'Italia Centrale, si pone all'avanguardia della trasparenza e della partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. Saranno, infatti, pubblicati su Internet tutti i dati riguardanti l'attività di Giunta, consiglieri comunali e circoscrizional, nominanti nelle aziende partecipate dal Comune. Con l'A.P.E. ogni cittadino potrà conoscere ogni singolo atto dell'ente pubblico; conoscere il comportamento di ogni singolo consigliere o componente dei vari consigli d'amministrazione. Potrà conoscere il percorso politico che ha portato ogni esponente politico a ricoprire la carica. Potrà conoscere esattamente quanto percepisce, quali sono le sue disponibiltà economiche, sia prima che dopo l'elezione o la nomina. Il cittadino, vero protagonista della vita democratica, potrà così svolgere un importante compito di controllo, verifica e giudizio. Potrà conoscere per, successivamente, decidere se ridare fiducia al suo eletto ovvero al suo partito o movimento politico. La trasparenza dei palazzi della politica potrà essere più facilmente perseguita. Con questo incoraggiando la partecipazione popolare in contrasto con una sterile protesta che alimenterebbe soltanto i professionisti dell'antipolitica.


Domani mattina, venerdì 16 gennaio, alle ore 12,30, la delibera A.P.E. sarà presentata alla stampa in Palazzo Comunale con la partecipazione di:


Marco Romagnoli, Sindaco di Prato
Michele De Lucia, Tesoriere di Radicali Italiani
Massimo Taiti, capogruppo della lista civica "Taiti per Prato"
Vittorio Giugni, segretario dell'associazione Liber@MentePrato

VIGILANZA RAI


• Dichiarazione di Marco Beltrandi, radicale, componente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai
A fronte della scelta di ciascuno dei componenti della Commissione di Vigilanza Rai di non partecipare alla seduta odierna – con l'eccezione dell' On. Sardelli (MPA, Gruppo Misto) e del Presidente Villari, avente all'ordine del giorno l'espletamento dei seguenti atti dovuti ed inderogabili:
regolamento della par condicio per le elezioni sarde (doveva essere adottato entro il 31 dicembre 2008);
rispristino dell'attività di controllo e vigilanza (question time) della Rai in Commissione, sospesa da 10 mesi;
ripresa della comunicazione politica (tribune) e messaggi autogestiti in periodo non elettorale, sospesa da 10 mesi;
ripristino degli spazi Rai dell'accesso (sono giacenti 150 domande inevase), sospesi da 10 mesi;
rinnovo del CDA Rai , scaduto il 24 giugno del 2008
, a fronte della ripresa del blocco completo dell'attività della Commissione, inclusa quella fondamentale di indirizzo sospesa anch'essa da 10 mesi, a seguito della scelta dei componenti del PDL di aggiungersi ai componenti PD nel disertare e boicottare i lavori della Commissione, in ossequio a scelte dei vertici dei rispettivi partiti intenti a mettersi d'accordo per spartire senza fastidi - anche solo di trasparenza - il bottino dell'informazione radiotelevisiva, a fronte della minacce che continuano a pervenire al Presidente Villari regolarmente eletto, e delle ventilate “soluzioni regolamentari” bocciate in termini di diritto dalla stragrande maggioranza dei costituzionalisti italiani, mi vedo costretto a riprendere l'occupazione non violenta della Commissione di Vigilanza Rai, in sciopero della fame a partire dalle ore 24.00 di questa sera, onde chiedere a chi ne ha la potestà di ristabilire urgentemente la legalità delle istituzioni, ancora in palese violazione di leggi e Costituzione.
Tutto questo in perfetta consonanza e coerenza con gli obiettivi dell'iniziativa non violenta di sciopero della fame e della sete preannunciata da Marco Pannella dalle ore 24.00 di questa sera
. (radicali.it)

COMPUTER TAX (?)


• Intervento della senatrice Donatella Poretti parlamentare Radicali - Partito Democratico

Il sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani ad una mia interrogazione depositata lo scorso 21 maggio sul pagamento dell'imposta comunemente definita "canone Rai" anche per i possessori di computer, nella risposta concludeva che non "sussiste ancora una interpretazione univoca circa la individuazione degli apparecchi, diversi dai televisori tradizionali, atti od adattabili alla ricezione delle trasmissioni" , per cui ha annunciato un prossimo approfondimento tecnico-giuridico della questione, anche con il Ministero dell'economia e finanze, l'agenzia delle entrate e la Rai.
L'Aduc (associazione per i diritti degli utenti e consumatori) ha fatto sapere che sempre il sottosegretario Paolo Romani, lo scorso 13 gennaio, in una trasmissione tv sulla rete Telelombardia, ha invece asserito che l'imposta alla Rai vada pagata anche per il possesso di un computer.
La Rai, sul suo sito e nelle lettere che invia a casa dei contribuenti, intima il pagamento alle famiglie anche per il possesso del computer, mentre alle aziende (canone speciale) solo per il possesso di un apparecchio tv.
Siccome la Costituzione della Repubblica, all'art.3 cosi' recita: "Tutti i cittadini hanno pari dignita' sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.....", insieme al senatore Marco Perduca ho rivolto una interrogazione al Ministero dello sviluppo Economico e al Ministero di Economia e Finanze
Per sapere
- in attesa della "interpretazione univoca circa la individuazione degli apparecchi, diversi dai televisori tradizionali, atti od adattabili alla ricezione delle trasmissioni", se i possessori di computer devono o meno pagare l'imposta alla Tv di Stato;
- se questa imposta e’ dovuta nelle more di una interpretazione, cosa intendono fare i Ministri per recuperare il canone speciale non versato dalle aziende, perche' male informate dalla Rai;
- se questa imposta non e’ dovuta, cosa intendono fare i Ministri per rimborsare quelle famiglie che hanno versato il canone ordinario per il possesso del solo computer, perche' male informate dalla Rai;
- quali provvedimenti intendono prendere i Ministri nei confronti della Rai per l’arbitraria e mala informazione in almeno uno dei due casi descritti sopra sul pagamento o meno di questa imposta. (radicali.it)

BIDELLATO


di Rosso Pratese
Non avevo intenzione di parlarne (sarà vero?!) ma l’altro giorno ho trovato un mio amico che ponendomi una questione mi ha fatto riflettere. Camminavo tranquillo per i fatti mia quando ecco arrivare il Trinci di Tobbiana che mi dice: «O Rosso, certo uno come te ha belle scelto tra i candidati a Sindaco del Partito Democratico, uno viene dalla tradizione Comunista l’altro da quella dei "forchettoni". Non ci vuole proprio tanta fantasia!».Mentre se ne andava senza aspettare una risposta che dava per scontata, ho cominciato a pensare che non c’è niente di peggio per una persona che divenire prevedibile e scontato. Allora l’ho quasi rincorso per propinargli il mio pensiero non "previsto". E’ vero, il nome che porto non è certo figlio della tinteggiatura della capigliatura, né dal colore rubizzo del viso, viene da una storia di militanza politica vissuta e sofferta nel Partito Comunista prima e poi in tutti i suoi derivati, fino all’attuale oggetto misterioso definito PD.Dopo la farsesca (mi sia permesso il termine) gestazione di queste primarie ecco partoriti i nomi dei candidati Abati e Carlesi . Il primo, cavallo di razza della scuderia politica nostrana con un pedigree di militanza e di gestione del potere di tutto rispetto, dalle pettinature crestute che rimanda il pensiero ad un immaginario tutto ornitologico. Il secondo proveniente da percorsi tutt’altro che laici con un faccione da curato di campagna e due guanciotte alla Cip e Ciop che ispirano pizzicotti da neonati fuori peso.Ma non c’è niente da fare , la garanzia del cosi detto criterio di provenienza non mi tranquillizza per niente, perché di tradizione comunista nella storia del suddetto primo candidato c’è ben poco, se non le collocazioni che nel tempo ha avuto per le sue doti di giocatore di risiko politico. Niente a che vedere con i valori ideali, di disinteresse, di bene comune, di ricerca della giustizia sociale professata dall’antico partito di sinistra.Anzi oggi credo sia proprio necessario rompere con chi si è appropriato, in questi decenni, di un eredità che è servita solo per giustificare le poltrone dove appoggiare il suo sedere e quello dei compagni-bidellati (n.b. per bidellato si intende il posto ricevuto dal politico di turno senza avere la minima attitudine o capacità di gestire lo stesso). Questo ho detto all’amico Trinci che se né andato un po’ interdetto ma con quell’espressione in viso un po’ turbata che denotava nuovi dubbi, ed oggi più che mai non c’è bisogno di certezze tranquillizzanti ma del coraggio della riflessione. (pratoblog.it)

PRIMARIE


Abbiamo un sogno: un Partito Democratico che sappia davvero rinnovare i meccanismi della Politica.
Andateglielo a dire a coloro che con pervicacia detengono il potere che è ora di aprire davvero le porte. Diranno di averlo fatto ma la gente non è più così bischera
da non aver "letto" nei fatti che le scelte sono state tutte gelosamente costruite all'interno di piccoli gruppi di potere. Si legga la vicenda Abati fino a quando Carlesi non ha risposto positivamente alle nostre sollecitazioni; si legga l'allucinante vicenda Melighetti - Panerati - Gestri. La gente capisce molto bene a che gioco si giochi: si tenga conto del fatto che non ci vuole un'intelligenza particolarmente brillante a comprendere che solo se MASSIMO CARLESI sarà il vincitore tante delle persone che conosciamo (pratichiamo, ebbene sì - è vero - cattive compagnie) andranno a votare. Ce lo dicono in tanti: e, per finire, mi rivolgo proprio alle leadership ed ai loro sostenitori. AVETE FATTO UN SONDAGGIO PER SCOPRIRE LA REALTA' E MANDARE IMMERITATAMENTE A CASA ROMAGNOLI E LOGLI - FATENE UN ALTRO E SCOPRITE QUANTO HO APPENA FINITO DI DIRE.

Giuseppe Maddaluno

PANNELLA


Marco Pannella dalla mezzanotte in sciopero della sete se il comportamento dei parlamentari membri della commissione di vigilanza confermeranno la violazione della legalità e il compimento dei reati previsti alternativamente all’articolo 289 del c.p. e 340 del c.p., che prevedono pene con la reclusione fino a 5 anni nel caso del verificarsi dei reati in questione.
Pannella invita ad associarsi con la formula dello sciopero della fame tutti i democratici che non intendano tollerare ulteriormente che si compia e perfezioni la flagrante posizione di “fuorilegge contro la Costituzione” del Parlamento italiano di fronte al persistere del negare l’obbligato rispetto degli inderogabili obblighi ribaditi e proclamati da più di 4 mesi ai massimi livelli dello Stato. (radicali.it)

KYLIX


UN CAPOLAVORO PRATESE DEL QUINTO SECOLO A. C.

di Giuseppe Alberto Centauro

Nel sito archeologico di Gonfienti[1], il grande complesso abitativo di oltre 1440 mq. corrispondente al Lotto 14[2], conosciuto come “la domus” del periodo etrusco arcaico del VI-V sec. a.C., edificato rispettando la geometria modulare del piede attico (cm. 29,6), rappresenta da solo l’eccezionalità dell’insediamento, in virtù delle dimensioni da primato di quella dimora e della sua peculiare iconografia, con grande cortile centrale munito di pozzo circolare, largamente anticipatore del modello della “casa ad atrio” dell’epoca romana[3].
Ma ancora più rilevante è il corredo dei reperti restituiti da questo edificio, paragonabile ad una reggia
[4], sia per la ricchezza degli elementi decorativi propri dell’apparato architettonico, con tegole piane dipinte (embrici) e coppi di varie sezioni con figure acroteriali (ad es. singolari i coppi di colmo, a zampa di cinghiale) e splendide antefisse, a testa femminile sia per l’utensileria ed i corredi ceramici. Infatti, all’interno dell’area di scavo dell’edificio principale, tralasciando i materiali ceramici d’impasto e i buccheri rinvenuti in abbondanza e varietà di forme[5], spicca tra le altre una coppa (kylix) a figure rosse, di straordinaria fattura artistica e di eccezionale rilievo iconografico per la rappresentazione di una saga della mitologia greca, rivisitata dal suo artefice con sapienza. Essa ci offre molteplici significati, ancora inesplorati: emblematicamente fermiamo la nostra attenzione su questo solo oggetto, a valenza stessa della grandezza del sito archeologico pratese e della grande portata della scoperta sottintesa.Questa straordinaria opera d’arte, un capolavoro assoluto, per quanto frammentario, causato dal crollo della casa, ricomposto da quattro principali lacerti, è una testimonianza sublime dell’alto pensiero filosofico elaborato dal suo artefice nella sapiente manipolazione pittorica, promossa dalla committenza etrusca[6]. Noi riteniamo che il valore testimoniale, oltre che artistico, di questa ceramica sia elevatissimo e che evochi nella dedicazione originaria la presenza di un grande Re, probabilmente da poco scomparso; alludendo idealmente persino alla morte di un mitico Re etrusco, quale fu Porsenna che dovrebbe essere compresa tra il 480 e 475, le suggestioni aumentano ancora. Ma osserviamo da vicino questo manufatto.
La kylix reca nel tondo centrale (diametro di ca. 31,7 cm.) l’inconfondibile marchio (cornice con motivo a croce greca) della bottega del celebrato e stravagante pittore Douris, attivo nell’area chiusina insieme ad altri celebrati artisti attici tra i quali spicca anche il nome di Euphronios.
Il pittore potrebbe aver realizzato l’opera su questo modello ceramico tra il 475 ed il 470
[7], valutando quello che conosciamo della sua produzione però non affatto contestualizzata come questa, bensì principalmente trovata in corredi funerari e quindi di più incerta origine e possibile datazione. Resta nella lettura della raffigurazione di questa coppa, vista la stretta relazione ipotizzabile con chi può averla commissionata, che di certo abitava in quella fastosa dimora, più di una incognita suggerite in primo luogo da quella regale e paludata figura maschile barbata, posta al centro del tondo, qui appoggiata sotto l’ascella del braccio destro ad un lungo bastone, nella postura, ricorrente nell’arte greca, del filosofo di fronte all’allievo.
L’ammantato personaggio, delimitato a tergo da un pilastrino, o colonna spezzata, quale riconoscibile segnacolo, solitamente attribuito alle onoranze di un defunto, vive nella cerimonia dell’incoronazione affidata ad un’agile ed eterea figura alata, rappresentata nelle movenze di un fanciullo spiccato in volo (erote), che a sua volta sta per essere consacrato dal togato Re filosofo che si porge a questi con estrema delicatezza, appena piegandosi in avanti col busto senza spostarsi minimamente dallo stallo, con il palmo della mano rivolto verso l’alto nel gesto imminente di versare acqua purificatrice sulla fronte del messaggero con le ali che, in quello stesso istante, lo sta onorando e incoronando. Un incrocio di gesti e ritualità restituito dal pittore con un’abilità sopraffina, sensibilità non comune ed accuratezza di tratto davvero rimarchevoli. L’esclusiva allusione alla saga di Esiodo, ispirata alle gesta di Teseo, che è stata fatta dal suo primo recensore
[8] però non convince del tutto, anche se questa può essere stata senza dubbio fonte d’ispirazione per l’artista, perché il significato di quell’azione, la rarefatta atmosfera post-mortem che si percepisce sopra ogni altra cosa, e la scansione stessa della storia fissata su elementi simbolici allusivi sembrano affermare in realtà l’esistenza, oltre il richiamo ad un’eventuale iconografia mitologica (rintracciabile in parte nell’episodio della Discesa di Piritoo all’Ade), di un’altra verità, che se l’opera fosse stata di periodo più tardo non avremmo esitato ad ascrivere all’ideologia neoplatonica. Questa verità sottintesa potrebbe rivelare le intenzioni del committente, affidate al migliore artista in quel tempo presente sulla “piazza” che avrebbe potuto avere una propria bottega anche nel territorio della città etrusca sul Bisenzio, o comunque nell’area dell’odierna Chiusi, dove nelle necropoli dell’introno si concentra molta dell’esigua produzione artistica a questi attribuita, ad oggi conosciuta (in tutto una quarantina tra coppe e vasi dipinti) . Chi poteva essere colui che onorava fino a celebrare il tal modo un proprio avo, fino ad elevarlo ad eroe, un personaggio regalmente ammantato? forse un figlio, o piuttosto un erede, mosso da gratitudine nei confronti di un benefattore della comunità, o piuttosto di un parente di nobili origini, ma certamente deceduto, che viene, attraverso l’icona rappresentata dall’erote, onorato e riconosciuto nella propria dimora, quasi fosse un Re. D’altronde questa lettura pare essere confermata dalle storie narrate nel rigiro pittorico del sottocoppa, ovvero nel racconto stesso delle gesta di un giovane ed ardimentoso guerriero, che da semplice pastore riconoscibile in quelle sembianze perché, dismessa la ruvida clamide portata sul braccio, rimane nudo con in testa il solo petasos (cappellaccio dei bovari), nell’attesa evidente di un cambiamento che presto verrà, giacché quello stesso prendendo le mosse dal primo si trasforma in un principe, riconoscibile dalla stola di leopardo che ha preso il posto della clamide, già nell’atto di guerreggiare. La composizione pittorica che nella rappresentazione dell’iconografia mitologica indicherebbe due personaggi (Teseo e Piritoo), potrebbe qui testimoniare nella magistrale traduzione artistica fatta dal suo artefice la storia di un solo individuo, prima pastore e successivamente asceso agli onori di giovane condottiero. Ce lo dice quell’incrocio emblematico di piedi tra il primo e il secondo personaggio che l’artista realizza quasi che dal passo del pastore con la verga scaturisca per trasmutazioni il movimento del guerriero con la lancia. A rendere ancor più intrigante la lettura di questa simbologia introdotta con preciso scopo dal pittore, c’è da dire che, a forma di petasos erano pure i terminali bronzei delle quattro guglie angolari del mausoleo del leggendario Lars Porsenna (Re Pastore), così come ci ha lasciato descritto Plinio il Vecchio nel libro dedicato ai labirinti (Naturalis Historiae, lib. XXXVI)[9]. Il suono di questi bronzei copricapi risuonava, così vuole la leggenda, nella valle dove al centro si ergeva fra le acque di due fiumi il grande mausoleo che il lucumone di Chiusi si fece costruire sopra un labirinto con il suo sepolcro, custode di ricchezze e di segreti che raccontavano le gesta eroiche del mitico dux etruriae. Si veda, al riguardo, la figura del guerriero che precede l’altra, ma che - se diamo alla scena quella diversa lettura sopra indicata – in realtà lo segue nell’ordine cronologico-temporale. Anche il giovane armato è raffigurato nelle nudità di un atleta, con il solo elmo cuspidato ben calzato in testa, recando con sé, come elemento chiarificatore degli attributi da riconoscere e quindi distintivo della propria posizione sociale, rovesciata sul braccio sinistro proteso in avanti, una pelle di felino (leopardo o leone maculato), simbolo riconoscibile di regalità, mentre con il braccio destro, completamente piegato, in un atteggiamento assai vigile, pronto “a pugnare”, tiene in mano, al posto della verga, una lancia. Tuttavia la guerra che pare combattere questo personaggio è alquanto singolare ed insolita perché la marcia del guerriero è guidata da un carro del tutto particolare che ha per nocchiero quello stesso messaggero alato (l’erote) che abbiamo sopra descritto, raffigurato in volo nel tondo centrale, e come animale da traino ha un maestoso cigno. Allora, se della metafora di guerra dovesse ancora trattarsi, questa risulterebbe sospinta da Amore piuttosto che da Odio. Nella composizione pittorica dell’artista questa potrebbe tradursi dalla rappresentazione di una battaglia spinta da nobili ideali, forse a personificare l’intenzione di una fratellanza tra i popoli, foriera di un periodo di pace, quell’abitare insieme che è il concetto stesso espresso dal sinecismo etrusco condiviso con l’idea democratica della rivoluzione ateniese del 512. a.C. Tuttavia fu proprio Lars Porsenna nel 509 a.C. che conquistata Roma applicò per la prima volta quei principi nei confronti di un popolo vinto che lasciò in mano alla giovane repubblica, rinunciando a restaurare il reame iniquo dello scellerato Tarquinio “il Superbo”. Molte analogie, troppe similitudini per non produrre un’intensa emozione nell’osservare quel capolavoro artistico. Ritornando alla possibile interpretazione di questa stupefacente coppa, possiamo dire che ad avvalorare questa lettura, ancora una volta, resta l’inconfutabile incoronazione dipinta nel tondo centrale. Questo regale riconoscimento - come atto finale della saga - testimonia anche nell’antitesi tra Ragione (il re filosofo) ed Eros (il fanciullo alato), il testamento ideale del condottiero che ha scelto come guida per le sue battaglie, l’ erote e da questo viene giustamente onorato ed infine incoronato. Purtroppo il resto della composizione è giunto a noto in modo assai frammentario e non è possibile chiudere perfettamente il cerchio del racconto, non prima però di aver notato come il nostro personaggio si veda ancora alla fine della sua gloriosa impresa in lotta strenua e serrata con un armato alato (una divinità del regno dei Morti) che, nel simbolismo del mondo etrusco, equivale a colui che conduce all’ultimo viaggio, colui che accompagna tutti gli esseri, volenti o nolenti, nell’Ade, quasi a sottolineare il fatto di come, colui che viene incoronato Re per l’eternità, abbia da vivo, strenuamente lottato, fino in fondo, con l’ineluttabile fine di tutti i mortali. Questo capolavoro dell’arte etrusca e greca insieme, testimonia per Prato, attraverso il sito archeologico di Gonfienti e alla grande dimora scoperta nel 2003, un’ascendenza sicuramente regale ed una memoria tangibile di grandissima valenza storico culturale per tutto il territorio della piana che si pone, insieme ai siti d’altura della Calvana, del Monteferrato e del Morello[10], alle origini stesse della civiltà occidentale.

note[1] Cfr. G. Poggesi, L. Donati, E. Bocci, G. Millemaci, L. Pagnini, P. Pallecchi, Prato-Gonfienti: un nuovo centro etrusco sulla via per Marzabotto, in a cura di G. Sassatelli e E. Govi, “Atti del Convegno di Studi”( Bologna, S. Giovanni in Monte, 3-4 giugno 2003), Studi e Scavi n.s. 11, Ante Quem, Bologna 2005, pp. 267 -300.[2] La numerazione dei lotti in scavo conserva quella originaria dei soppressi capannoni industriali.[3] C. Pofferi, “Dai Principi alla città etrusca sul Bisenzio. L’Orientalizzante e l’Arcaico etrusco nella Piana Fiorentina –Pratese- Pistoiese”, in “Quaderni di Microstoria”, n. XVI, NTE, Firenze 2007. Ivi, a p. 69: “Siamo in realtà di fronte allo scavo di una parte minima dell’area ufficialmente riconosciuta e posta a vincolo (ndr: dal 2006); ricordo infatti che 12 ettari corrispondono a 120.000 mq., con un rapporto di oltre 80 a 1 tra l’area che sicuramente presenta testimonianze attestate della città e l’area della Domus che tra l’altro non è stata ancora del tutto esplorata”.[4] Ibidem, p. 70. L’Autore porta un confronto con la Domus Regia dei Tarquini presso la via Sacra, sotto il Palatino, a Roma che si attesta su di una superficie di 690 mq.[5] Cfr. G. Poggesi, “Prato- Gonfienti. Lo scavo dell’edificio del Lotto 14 e la prosecuzione delle indagine geofisiche fra Prato e Campi Bisenzio”, in “Notiziario della Soprintendenza …” cit, pp. 80-83.[6] Ho ragione di ritenere, infatti, dai molti indizi a nostra disposizione e dai soggetti stessi raffigurati pittoricamente che la coppa figurata sia stata appositamente commissionata per essere posta al centro della casa forse su una mensa o ara votiva onde poter celebrare attraverso questa la nobile ascendenza del padrone di casa.[7] Interessante notare la quasi contemporaneità di esecuzione con l’altro capolavoro artistico rinvenuto nel passato nella zona, con particolare riferimento al kouros bronzeo, detto “L’Offerente di Pizzidimonte” (British Museum, Londra), datato concordemente al 480 a.C. ca., a testimonianza della ricchezza degli insediamenti bisentini tra la fine del VI e i primi decenni del V sec. a.C.[8] Cfr. G. Millemaci, I materiali. Ceramica Attica, in “Prato- Gonfienti, un nuovo centro etrusco … cit., pp. 290- 294.[9] Cfr. G.A. Centauro, Ipotesi su Camars in Val di Marina. Dalla città etrusca sul Bisenzio all’identificazione di Clusio, NTE Firenze 2204.[10] Si veda: Associazione Camars, Presenze Etrusche in Calvana: Siti e necropoli, a cura di Giuseppe A. Centauro, NTE Firenze 2008