sabato 7 febbraio 2009

ELUANA


Invito di Englaro a Napolitano e al premier "Venite a vedere com'è davvero Eluana"


Il padre della donna si rivolge ai protagonisti dello scontro istituzionale, chiedendo loro di andare a trovare la figlia nella stanza della clinica di Udine: "Vi renderete conto delle sue condizioni effettive". Il premier oggi attacca di nuovo Napolitano, definendo la sua lettera "eutanasia". Veltroni: "Berlusconi ha utilizzato questa occasione per realizzare il suo disegno politico". Oggi nella casa di riposo di Udine - dove prosegue il protocollo per sospendere alimentazione e idratazione a Eluana - gli ispettori inviati dal Ministro del Welfare Sacconi. Il Papa ribadisce che la vita va difesa "anche se debole e sofferente". Il presidente del Senato Schifani anticipa intanto la discussione sul testo a lunedì prossimo, Fini invece si limita a convocare i capigruppo. (repubblica.it)

ELUANA



"Mi sono messo nei panni di un padre e se uno dei miei figli fosse lì, vivo, e, mi dicono, con un bell'aspetto e delle funzioni, come il ciclo mestruale, attive, non me la sentirei proprio di staccare la spina". Così il premier Silvio Berlusconi conversando con i giornalisti a Cagliari è tornato sul caso di Eluana Englaro. (repubblica.it)

ELUANA



La decisione del Governo di presentare e depositare il ddl, e' gravissima, pazzesca: va contro l'art. 87 della Costituzione che dispone 'il Presidente della Repubblica autorizza'... A parlare e' il Presidente Emerito della Corte Costituzionale, il socialista Giuliano Vassalli, classe 1915 in merito al ddl sul 'caso Eluana'. "Il Governo avrebbe dovuto di fronte alle riserve legittime, al rifiuto dovuto del Presidente della Repubblica - aggiunge Vassalli - fermarsi e casomai andare davanti alla Corte Costituzionale, sollevando il conflitto: ha invece scelto la strada peggiore, in aperto 'contrasto' con la Carta Costituzionale". Dunque, "c'e' poco da dire - conclude Vassalli - sono sconcertato: e' il Presidente della Repubblica che autorizza: e Napolitano ha agito in maniera ineccepibile, limpida e secondo le prerogative che la Carta Costituzionale gli attribuisce".

ADRIANO


No agli omicidi di Stato, la vita va tutelata fin dalla sua prima scintilla»«Questa volta sto con Berlusconi»


Sul caso Englaro, Adriano Celentano è d'accordo con l'iniziativa del governo. A renderlo noto è lo stesso «Molleggiato» che interviene nel dibattito al centro dello scontro istituzionale tra governo e Quirinale con una nota in cui si schiera con l'esecutivo pur esprimendo la sua stima per il presidente della Repubblica. «Con tutta la stima che nutro per Giorgio Napolitano e la consapevolezza del dramma che stanno vivendo i genitori di Eluana - dice Celentano - credo che Berlusconi sia stato costretto ad agire in modo così fermo e coraggioso e io al suo posto avrei fatto la stessa cosa. La sua coscienza di credente lo costringe, finchè gli sarà possibile, a usare i suoi poteri per non essere coinvolto in quello che pare ormai essere diventato un "omicidio di Stato". Il gesto di Berlusconi mette in evidenza il valore assoluto della vita che va difesa sin dalla sua prima scintilla fino a quella del suo spegnimento naturale». (corriere.it)

ELUANA


Eluana. Beltrandi, Rai censura Capo dello Stato

• Dichiarazione di Marco Beltrandi, radicale, componente della Commissione di Vigilanza sulla Rai

La Rai, con i suoi TG, sta di fatto quasi censurando le ragioni addotte dal Capo dello Stato per non controfirmare il decreto contro Eluana Englaro, sepolte in panini con le ragioni del Capo del Governo e della maggioranza. Tutto ciò è particolarmente grave in un momento di crisi istituzionale mai verificatisi prima, e rappresenta uno dei costi della non democrazia italiana che lo stesso Capo dello Stato, con il suo comportamento di questi mesi, ha quantomeno i non contrastato in vicende esemplificative degli ultimi tempi. Occorre mettere in campo una azione di monitoraggio televisivo in queste ore e giorni, sperando che anche l’Autorità delle Garanzie nelle Comunicazioni decida di non chiudere gli occhi.
(radicali.it)

OLTRANZA


"Abbiamo preso atto del rifiuto del Capo dello Stato ma abbiamo ribadito l'urgenza del provvedimento. Ci siamo riuniti e abbiamo approvato un disegno di legge che recepisce il testo del decreto, rivolgendo un accorato appello al presidente del Senato per l'immediata convocazione dell'assemblea in seduta straordinaria" spiega il Cavaliere. Che sulla situazione di Eluana dice: "E' possibile vivere per due o tre giorni senza bere, quindi Eluana potrebbe sopravvivere, basta vedere cosa accaduto nel passato a Pannella". Secondo Berlusconi il decreto legge è stato necessario perché Eluana è "una persona viva, che respira in modo autonomo, le cui cellule cerebrali sono vive e mandano anche segnali elettrici. Una persona che potrebbe anche avere un figlio". Eluana è "in uno stato vegetativo che potrebbe anche variare, come diverse volte si è visto". Questi sono secondo il premier i motivi di necessità e urgenza che giustificano il dl. "Non mi volevo sentire responsabile di un'omissione di soccorso per una persona in pericolo di vita", spiega ancora. "Noi siamo per la vita", conclude Berlusconi. (repubblica.it)


Ci aspettiamo adesso che Berlusconi concluda l'operazione messa in atto con il decreto "Englaro" ovvero che abolisca la legge che, in Italia, consente l'aborto terapeutico. Altrimenti occorrerebbe domandarsi per quale "vita" è Berlusconi!

Poichè è di tutta evidenza che l'interruzione di gravidanza e la conseguente morte del feto significa uccidere una vita. Almeno per quanto ne pensano, scrivono e sostengono il Vaticano, il Papa, i Vescovi e tutta la curia cattolico-romana. Una volta passato il limite che divide lo Stato laico, le sue leggi e le sue regole, dalla religione, statale o meno, e dalle sue credenze teologiche, filosofiche ecc. il baratro che si apre davanti a noi è di tutta evidenza. Ma la democrazia, la libertà non è, non può essere l'imposizione, per legge, ad ognuno, delle credenze o delle fedi di qualcuno. Se ci si incammina verso questa strada la soluzione finale è l'abolizione delle regole democratiche e l'instaurazione di un regime autoritario teocratico, fondamentalista ed intollerante. Come, ad esempio, l'Iran o la Libia ovvero l'Afghanistan talebano.

FAGIOLI


ELUANA: FAGIOLI, IL CASO E' CONFERMA ESATTA MIA TEORIA NASCITA
E' la conferma esattissima della teoria della nascita, di un lavoro, mio e di altri, di 30 e 50 anni, per cui la 'vita umana' inizia alla nascita quando si forma, dal substrato biologico, il pensiero che e' immagine indefinita, e quindi senza pensiero non c'e' 'vita umana': quella di Eluana, un cadavere tenuto in vita artificialmente, non e' 'vita umana' e non e' omicidio sospendere idratazione e nutrizione, come non e' omicidio l'aborto. A rivendicare l'esattezza della teoria della nascita, che ha conquistato vaste aree della 'sinistra', e politica e culturale, e' il suo autore, lo psichiatra Massimo Fagioli, che ci tiene a chiarire subito: "e non e' un caso che chi la nega sia la destra e la religione". Lo spartiacque, dunque, e' nettissimo, tra chi, come la sinistra, radicali in testa, "riconosce la teoria della nascita e quindi sostiene, giustamente, che la 'vita umana' non e' il battito cardiaco, ma il pensiero", aggiunge Fagioli e chi invece, la destra e la religione, "la nega - precisa - ed arriva a dire che sospendere idratazione e nutrizione e' un omicidio come e' omicidio l'aborto: e non e' vero affatto". Lo psichiatra insiste sulla differenza tra 'vita' generalmente intesa che e' anche del mondo vegetale ed animale e 'vita umana' specifica dell'essere umano. "La mia e' una proposizione scientifica: il feto nell'utero e' vitale ma non e' vivo, lo diventa solo alla nascita - spiega Fagioli - quando si forma il pensiero, che e' immagine indefinita: il neonato e' un essere umano che ha una sua fantasia, una sua originale realta' psichica". E se oggi la comunita' scientifica parla del 'feto come potenzialita'' "noi, con la teoria della nascita, diamo le ragioni, rispondiamo ai quesiti aperti su inizio e fine della vita umana", osserva lo psichiatra, le cui ultime considerazioni sono sul Presidente della Repubblica: "il suo operato si muove in una dimensione laica: la laicita' e' un valore indispensabile, irrinunciabile: senza di esso c'e' il fascismo" e sul Presidente del Consiglio: "e' strano Berlusconi cattolicissimo e che paventa di cambiare la Costituzione". Un clima a dir poco rovente e pericoloso. "Spesso nella storia - conclude lo psichiatra - il cattolicesimo e l'autoritarismo, il fascismo, sono andati a braccetto".
(repubblica.it)

TEMPESTIVO


Ci sono momenti in cui il mondo politico dovrebbe abbassare i toni su simili questioni, rispettando le diverse opinioni, sia all'interno dei propri schieramenti, sia quelle dei cittadini, siano essi laici o cattolici». L'on. Daniele Capezzone, portavoce di Forza Italia non ha dubbi, sul caso Englaro, parlando ieri nella sede pisana del partito azzurro, sostiene il diritto di libera espressione e libera scelta, non giustificando il clamore mediatico che la pietosa vicenda ha scatenato. (il tirreno, pisa)

ELUANA


ELUANA: TEODEM PD, FAVOREVOLI A DDL URGENTE PER SALVARLA


"Pur rammaricati e preoccupati per il conflitto istituzionale in atto, considerata la situazione di reale emergenza ed urgenza ed in attesa di una piu' completa legiferazione da elaborare in sede parlamentare, ci dichiariamo favorevoli ad un Disegno di Legge urgente che salvi Eluana Englaro dalla morte per fame e per sete e ritorni a sancire da parte dello Stato la vita quale bene indisponibile". Lo dichiarano in una nota congiunta, i parlamentari 'teodem' del Pd, Emanuela Baio, Paola Binetti, Luigi Bobba, Marco Calgaro. (repubblica.it)

SILVIO


La domanda è: perchè l'ha fatto? Già cos'è che ha convinto Berlusconi a promuovere il Decreto Legge che, di fatto, avrebbe impedito ad Eluana ed alla sua famiglia di dare corso alla sentenza definitiva della Corte di Cassazione? E perchè, stoppato il decreto dal no del Presidente della Repubblica, Berlusconi sceglie adesso di sfidare Napolitano invitando il Parlamento ad approvare il suo disegno di legge, che ricalca il decreto, in due o tre giorni? Quale risultati vorrà ottenere da questa prova di forza con il Colle? La ragione, probabilmente, è da ricercarsi nei sondaggi che, ormai da settimane, consegnavano un Paese che, in larga parte, era assai favorevole a Beppino Englaro ed alla sua civile battaglia per dare fine, esaudendone il desiderio, alle sofferenze quasi ventennali di sua figlia Eluana e di sua moglie, gravemente malata di tumore. Questo sentire degli italiani ha inquietato il Cavaliere. Perchè hanno inquietato l'altra sponda del Tevere. Ma, più che altro, hanno fatto capire a Silvio il rischio che il sentimento libero e di libertà che proveniva dai risultati dei sondaggi avrebbe potuto, in tempi medi, ritorcersi contro di lui, il suo governo, la sua maggioranza. Se gli italiani si interessano di questioni di libertà civili e di libertà tout court, non sarebbero stati più facilmente influenzabili e distraibili dalle sue battute, barzellette, gaffes, donne ovvero dai grandi fratelli, pacchi, isole dei famosi, amici ecc. ecc.. Se anche le forze politiche con le quali ha fatto accordi fino al giorno prima riesumano un minimo di dignità laica c'è il rischio di un corto circuito sul suo attuale ampio consenso. E così, dopo aver mantenuto, per anni, un bassissimo profilo sulle questioni etiche e delle libertà individuali, sostenendo l'impossibilità per partiti e governi di intervenire sui problemi che riguardano le singole coscienze; dopo aver lasciato, per mesi, la gestione del "caso" Eluana alla sottosegretaria Roccella ed al ministro Sacconi, ieri Berlusconi ha stabilito di smentirsi ancora una volta, e di mettere pesantemente i piedi nel piatto. Con dichiarazioni "esagerate" ed irrispettose nei confronti del padre Beppino, definito disinteressato alla figlia (accudita fino ad ora solo dalle brave suore misericordine....) e della stessa Eluana (....è una persona viva, potrebbe persino rimanere incinta....) ha ignorato la lettera di avvertimento di Napolitano ed è andato avanto con il decreto, imponendo l'unanimità di voto anche a ministri non proprio convinti (così come il presidente della Camera Fini) della mossa.
Forse la ragione sta proprio nei sondaggi favorevoli agli Englaro. Berlusconi ha voluto, con estrema forza e decisione, ribadire che adesso in Italia comanda lui e non c'è parere dei cittadini che tenga. Questa posizione è stata naturalmente favorita dalla convinzione di avere di fronte una opposizione parlamentare debole e che, tutt'al più, può essere utilizzata per accordi "alimentari" sulla televisione di stato, sulla giustizia, sulle leggi elettorali. Berlusconi con questo cambio repentino di strategia personale ha raggiunto, probabilmente, molti risultati per lui positivi. Ha ricompattato sulle posizioni oltranziste del Vaticano il suo elettorato esitante, e già i nuovi sondaggi sulla bioetica segnalano un significativo spostamento d'opinione di parte degli elettori di centrodestra; ha zittito, d'un colpo, ogni posizione diversa all'interno del governo e nel suo partito; ha fatto un passo avanti verso la richiesta di poteri più penetranti da affidare al capo del governo, anche passando per uno scontro con Napolitano e ventilando anche forti riforme costituzionali.
Gianfranco Fini pare aver compreso che la mossa di Berlusconi aveva queste finalità e, immediatamente, si è smarcato dalle sue posizioni, rimarcando la sua autonomia e statura per future occasioni di governo. Ma Berlusconi ha incassato. Certo facendo strame di regole, libertà, democrazia, rispetto della vigente Costituzione. Ma ha incassato nuovi consensi ed il rafforzamento della propria personale autorità. Nel quasi silenzio del PD, imbarazzato dalle sue contraddizioni interne, della sinistra e dei laici d'Italia. Con l'unica, solita, eccezione di Marco Pannella e dei radicali che, immediatamente, hanno chiamato alla mobilitazione democratica i cittadini che possono raggiungere con i loro appelli. Vedremo se nei prossimi giorni il fronte della democrazia e della laicità dello Stato saprà definire una posizione forte, unitaria e consapevole chiamando i cittadini alla battaglia contro il disegno di legge per Eluana, e quello che ci sta, purtroppo, dietro.

LASINISTRA


Alessio Nincheri e Michele Mezzacappa, candidati sindaco e presidente della Provincia di una strana coalizione che si autodefinisce di sinistra, nei loro programmi per le primarie del PD, hanno inserito anche la realizzazione da parte dei due enti della cosiddetta Anagrafe Pubblica degli Eletti e dei Nominati. Che, come è noto, è una proposta politica dei radicali italiani. Bene, applausi! Ma, purtroppo, non si sono nemmeno accorti che il Comune di Prato ha già adottato la delibera di istituzione dell'Anagrafe pubblica. A loro insaputa, evidentemente! Una cosa nuova ed in linea con quello che hanno promesso di fare, se eletti, la potrebbero comunque dire subito. Sia Nincheri che Mezzacappa sono da 5 anni consiglieri provinciali. Bene ci dicano, intanto, cosa hanno fatto loro in questa legislatura; come hanno votato; quali delibere hanno proposto; quanti gettoni dio presenza o altri emolumenti hanno incassato; quanto era il loro reddito all'inizio della legislatura e quanto è adesso; che lavoro facevano prima di essere eletti e che lavoro fanno ora e via dicendo. Darebbero una dimostrazione pratica e palese di quello che ci si prefigura di fare con l'anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati. E, quello che più conta, passerebbero dal verbalismo dei propositi alla concretezza dei fatti.

SORI


COMUNICATO STAMPA

La SORI Spa, partecipata dal Comune di Prato, creata, e tutt'ora" governata", da Antonello Giacomelli quando era vicesindaco e Assessore alle Finanze, si prepara a propinare una stangata senza precedenti nei confronti dei contribuenti pratesi per cercare di arginare un "buco" nel Bilancio di circa 700.000 euro formatosi nel 2008. Il Vicesindaco attribuisce la performance negativa dell'azienda pubblica all'abolizione totale dell'ICI voluta dal governo Berlusconi che avrebbe ridimensionato i ricavi senza alcuna diminuzione dei costi della società. Il che vuol dire che, pur essendo diminuito il volume d'affari e di lavoro, i livelli del personale sono rimasti intatti. Sicuramente avendo più un occhio all'anno elettorale che ad una normale gestione aziendale. Approvando il nuovo piano industriale della SORI, nell'ambito degli indirizzi approvati dalla maggioranza, il Consiglio Comunale, assente il sottoscritto, ha autorizzato l'aumento dell'aggio riconosciuto a SORI che passa dal 4,9 al 5,9%. Allo stesso tempo si autorizza la SORI a prelevare un aggio del 16% sugli incassi da procedimenti coattivi; e di ben il 22% per tutti gli incassi di recupero dell'evasione e dell'elusione. In precedenza, il tasso unico riconosciuto a SORI per tutte le operazioni era del 4,9%. Gli aumenti per i contribuenti sono del 20,4% sulle operazioni ordinarie; del 300% su quelle coattive; di oltre il 450% per le evasioni ed elusioni!!!

Lista Civica "Taiti per Prato"
Avv. Massimo Taiti

DEMOCRATICI


Il Pd è già finito?
Rutelli guarda al centro e flirta con Casini. Gli ulivisti sembrano riorganizzarsi sotto la bandiera di Soru. I sondaggi fanno paura. Le correnti si agitano sempre di più. E lo stesso Veltroni avanza l'ipotesi che tutto salti in aria. E il progetto di un Pd autonomo "a vocazione maggioritaria" pare già tramontato.I sondaggi sono impietosi e danno il Pd attorno al 25 per cento: sette punti in meno rispetto al risultato della scorsa primavera, e sempre più lontano dall'obiettivo di diventare "un partito a vocazione maggioritaria", come l'aveva definito Veltroni.
E così le acque attorno al partito sono sempre più agitate: l'ex sindaco di Roma Francesco Rutelli non fa mistero del suo disagio e nelle ultime settimane ha mandato segni di avvicinamento all'Udc di Casini. Ufficialmente non lo dice nessuno, ma è sempre più realistico lo scenario di un Pd che si spacca con un'ala più moderata - principalmente l'ex Margherita - che ne fuoriesce per allearsi con Casini in vista di un "grande centro". Anche perché nel frattempo le altre correnti del Pd non stanno ferme. Ad esempio, il gruppo più vicino a Romano Prodi - i cosiddetti ulivisti - si sono riorganizzati e hanno di fatto trovato nel governatore uscente della Sardegna Renato Soru un potenziale candidato alla leadership del partito. Anche quello che accade fuori dal Pd non è ininfluente: la spaccatura di Rifondazione, con mezzo schieramento che lascia il massimalista Ferrero per fondare un nuovo partito, riapre le porte a una possibile coalizione che comprenda anche forze a sinistra del Pd. Uno scenario che piace a Soru ma non a Veltroni, che ha scommesso fin dall'inizio della sua segreteria sull'autosufficienza elettorale del Pd. In tutto questo, ci si avvicina sempre di più alle elezioni europee. Un appuntamento che, se non cambia la legge elettorale, potrebbe rivelarsi esiziale per il Pd, visto che rischia di perdere molti voti: quelli che vanno verso Di Pietro, quelli delusi dal progetto com'è stato gestito finora e in fuga quindi verso l'astensione, quelli più di sinistra che alle politiche - quindi con il maggioritario - erano confluiti nel Pd in funzione antiberlusconiana.
Lo stesso Veltroni, ultimamente, ha ammesso che il Pd rischia di saltare per aria. Ma dice anche che un progetto ambizioso e complesso come costruire una grande forza di centrosinistra richiede tempo, fatica e pazienza.
(espresso.it)

KURTZ


Berlusconi: "Non voglio essere responsabile della morte di Eluana. Le sue cellule cerebrali sono vive: potrebbe anche avere figli"



"La sua mente è lucidissima, ma la sua anima è matta."


Fotoreporter (Dennis Hopper) a proposito del maggiore Kurtz (Marlon Brando), Apocalypse Now di Francis Ford Coppola

ROTTAMAZIONE


Proprio nella stessa riunione durante la quale il Consiglio dei Ministri ha approvato gli aiuti per la Fiat, l'industria dell'auto e quella degli elettromestici, con un altro decreto di poche righe, è stato deciso di rottamare anche le nostre libertà individuali. Tutti i cittadini, secondo le intenzioni del Governo, saranno obbligati, anche se non lo desiderano, a rimanere attaccati ad un sondino per essere idratati e alimentati artificialmente. Anche la legge sul testamento biologico che la maggioranza si appresta a discutere e ad approvare in Parlamento prevede questo stesso principio: nessuna libertà di scelta sul nostro corpo, sulla nostra vita. Lo Stato italiano, in teoria laico, imporrà a tutti una visione teologica della vita, aderendo totalmente ai diktat del Vaticano, del Papa e della gerarchia clerico-romana. Oltre alla rottamazione delle auto il Governo ha deciso di rottamare i cervelli, l'intelligenza, le singole sensibilità di ogni cittadino italiano.

ELUANA


CON ELUANA E BEPPINO ENGLARO



SABATO 7 FEBBRAIO ALLE ORE 17.00


MANIFESTAZIONE A ROMA DI FRONTE A PALAZZO CHIGI INDETTA DA:


Associazione Luca Coscioni, Radiclai Italiani, Partito Socialista, Sinistra Democratica, Verdi, Rifondazione Comunista

ELUANA




“Una persona che potrebbe anche in ipotesi generare un figlio in stato vegetativo” spiega il dottor Berlusconi, dopo avere esaminato la cartella clinica della signorina Eluana Englaro. Fantastica e illuminante ammissione involontaria, questa del Presidente del Consiglio: una donna, per i talebani e per gli opportunisti, è una fotocopiatrice biologica, un apparecchio di riproduzione, semplice terra nella quale buttare un seme e poi vederlo germogliare, senza che la terra stessa, fertile, ma sorda, possa obbiettare. La sua volontà non conta. Le donne, come la terra, non possono decidere se e quando generare, nella visione di questi seminatori assoluti. Il solo fatto che questa ipotesi sia stata pensata, senza avere visto le immagini di quei resti umani che rendono disumano il solo pensiero di una gravidanza, dimostra la desolazione morale e la insensibilità di chi l’ha formulata. Ora quel corpo è stato anche, figurativamente, violentato nella sua intimità più vulnerabile. (Vittorio Zucconi, blog, repubblica.it)

venerdì 6 febbraio 2009

KIM IL SUNG



Si sono svolte questa sera presso la sede del CONI di Prato le elezioni per la carica di presidente provinciale dell'ente sportivo. Nelle sale e nei corridoi si è consumata un'attesa febbrile, emozionante, anche angosciante. Nell'attesa dello scrutinio la suspence si è fatta ancora più ansiosa. I 34 grandi elettori, chiamati dal regolamento del CONI ad esprimere il nome del nuovo presidente provinciale dell'organizzazione, si sarebbero tutti presentati ai seggi? E quale dell'unico candidato avrebbero votato? Ed ancora, ci sarebbe stata una scheda bianca o nulla? Grande è stata quindi la liberazione quando dall'urna custodita nelle belle sale del CONI provinciale di Prato è uscito il risultato finale: 34 votanti, 34 schede valide, 34 voti per l'avvocato Massimo Taiti. Unico candidato, presidente uscente, in carica dal 1982!! L'en plein del capogruppo della Lista Civica "Taiti per Prato", soprannominato dagli amici il Kim Il Sung dello sport pratese, sarà di buon auspicio anche per le prossime elezioni amministrative? Per adesso complimenti, applausi, auguri e buon lavoro!!

ELUANA


Decreto Eluana: Oltre mille persone manifestano con i Radicali davanti palazzo Chigi
Roma, 6 febbraio 2009

Oltre mille persone manifestano con i Radicali davanti palazzo Chigi per la Legalità, il Diritto e la Costituzione contro la decreto emanato del Consiglio dei ministri di questa mattina.

ELUANA


Caso Englaro, Bonino: Berlusconi fanfarone per ingraziarsi Vaticano.Napolitano non firmi nemmeno legge su testamento biologico

Da note di agenzie lette a Radio Radicale

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, pur consapevole che il decreto non verra' firmato dal presidente della Repubblica, ha voluto ingraziarsi il Vaticano a costo di violare brutalmente le regole base di uno stato di diritto. Con questa fanfaronata, indegna di un presidente del Consiglio, Berlusconi ha anche confermato quello che era oramai ovvio da tempo, cioe' la volonta' di governo e maggioranza di adottare una legge non sul, ma contro il testamento biologico'. E' quanto afferma Emma Bonino, parlando del decreto legge del governo sul caso Englaro.
'Ricordo infatti a tutti, soprattutto a coloro che fingono di conoscere il testo del ddl all'esame del Senato -continua il vicepresidente del Senato- che all'articolo 5 comma 6 si dichiara a chiare lettere che alimentazione e idratazione 'non possono formare oggetto' di testamento biologico. Quindi, il cittadino, pur in stato di piena capacita' di intendere e di volere e in situazione di compiuta informazione medico-clinica, non potra' decidere della propria sorte'.
'Gia' ai cittadini adulti di questo paese non e' consentito organizzare i propri legami e la propria vita in maniera responsabile e consapevole, ora viene loro tolta anche la liberta' di decidere di morire in maniera dignitosa. Mi auguro che il presidente della Repubblica, dopo aver espresso il suo parere negativo sul decreto di oggi -conclude l'esponente radicale- non firmera' neppure la legge che il Parlamento si appresta a votare perche' palesemente inconstituzionale.


ELUANA:DL; BONINO A VELTRONI,ORA GRANDE MANIFESTAZIONE LAICI

Vorrei che ci fosse una grandissima manifestazione di laici e liberali in questo Paese, spero se ne ricordi Veltroni'. A dirlo Emma Bonino, senatrice del Pd, nel corso della registrazione di Tv7.
'E' in gioco - aggiunge Bonino - la liberta' dei cittadini. Spero che milioni di italiani se ne accorgano: la legge togliera' la liberta''. E' per questo che mi chiedo perche' 'vi sentite cosi' deboli da doverlo imporre per legge, avete cosi' poca fiducia delle vostre idee che le volete imporre per legge'. Ed e' anche per questo che la senatrice radicale si rivolge a Veltroni: 'Veramente - spinge Bonino - serve una mobilitazione' altrimenti 'e' una resa se non una complicita'.

ELUANA




Il legale della famiglia Englaro: "Si andrà avanti"

Sit in a Udine


Nella clinica "la Quiete" di Udine è iniziato questa mattina il protocollo di interruzione graduale dell'alimentazione e dell'idratazione per Eluana Englaro. Da qui in avanti, chi cerca di bloccare la dolce morte per la donna in coma vegetativo da 17 anni, ha 48 ore di tempo per stoppare la procedura. Poi tutto sarà irreversibile. "Penso che tutto si stia svolgendo come previsto: da stamattina, infatti, si era stabilito di procedere alla riduzione dell'alimentazione" spiega l'avvocato Franca Alessio, curatrice di Eluana: "Il protocollo prevede che dopo tre giorni cominci lo stop all'alimentazione - ha aggiunto il legale - i tre giorni sono passati e non intervenendo fatti nuovi si procede come previsto". (repubblica.it)


ELUANA


ELUANA: DA VATICANO, DELUSI DA NAPOLITANO


CITTA' DEL VATICANO - "Sono costernato che in tutte queste diatribe politiche si ammazzi una persona" e "sono profondamente deluso" dalla decisione del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, di non firmare il decreto che avrebbe imposto lo stop all'alimentazione e idratazione a Eluana Englaro. E' quanto ha affermato all'ANSA il card. Renato Raffaele Martino, presidente del pontificio consiglio Giustizia e Pace.
(ansa.it)

ELUANA


ELUANA: NAPOLITANO NON FIRMA DECRETO

ELUANA


No al decreto su Eluana«Atto di regime contro lo Stato di diritto»


Con un decreto Berlusconi decide di sospendendere l’attuazione della sentenza della corte d’appello di Milano che autorizza l’interruzione della nutrizione artificiale ad Eluana Englaro. Si sperava in uno dei soliti proclami, «non vedo come sia possibile» ha dichiarato Emma Bonino all’Unità in mattinata. E invece la bozza del decreto è pronta. La decisione finale spetterà ancora al presidente del Consiglio, «che nel suo stile pensa di poter decidere anche della vita delle persone» come dice Claudio Fava. E mentre il governo Berlusconi va avanti sulla sua strada dai firmatari deilla petizione "Eluana è nostra figlia" promosso da l'Unità, arrivano messaggi contro l’intervento governativo. Per Giuseppe Giulietti di “Articolo 21" è «un atto grave contro lo Stato di diritto». Un atto «preoccupante di interferenza», tipico di «un regime vero e proprio che interviene direttamente sui diritti fondamentali dei cittadini» per l’attore Ascanio Celestini. Ascanio Celestini«Il dato preoccupante del decreto che blocca i medici sulla questione di Eluana è che fino al penultimo governo di centro-destra i governanti facevano leggi per sé, che solo indirettamente colpivano i cittadini, favorendo quelli “privilegiati”. Adesso, invece, questo governo sta instaurando una sorta di regime vero e proprio con intereventi diretti sui diritti fondamentali dei cittadini. Dalla riforma del sistema scolastico, che intacca le grandi conquiste del ‘900 al decreto interviene sul lavoro dei medici. Si sta rientrando in un clima di regime chiuso». Emma Bonino, Vicepresidente del Senato«Siamo all’accanimento giuridico. Non capisco di cosa si stia parlando, di quale decreto si tratti. Di pronto il governo non ancora niente, è possibile che stili un decreto in giornata. Se così fosse dobbiamo capire se Napolitano lo firmerà. Per quanto riguarda noi, i laici, il Pd, il nostro gruppo parlamentare forse sarebbe stata necessaria una mobilitazione, una manifestazione per farci sentire. Ovviamente se si delega tutto alle schermaglie parlamentari e come ha fatto il Pd non si sceglie di intervenire perché – come ha detto Walter Veltroni - la politica meno si occupa di queste cose meglio è, poi si rischia che non avendo i numeri in parlamento non si possa contrastare l’iniziativa del governo». Giuseppe Giulietti, Articolo 21«Con questo decreto siamo in presenza di un precedente pericolosissimo per l’assetto giuridico e la Carta Costituzionale. Sulla questione di Eluana c’è una sentenza della Corte Costituzionale, che deve essere rispettata. C’è una divisione dei poteri da rispettare, non ci può affidare ad un braccio di ferro. Se un governo volesse intervenire seriamente non dovrebbe farlo con un decreto che blocca una sentenza, ma casomai con una legge, condivisa e che tenga conto delle sensibilità anche diverse, ma che tenga conto anche della questione etica. Il governo oggi sta pagando un pedaggio elettorale ad una parte delle gerarchie cattoliche, non sta facendo una legge, per questo farebbe meglio a non fare niente. E noi ci auguriamo che non faccia niente e che venga rispettata la sentenza». Claudio Fava, Sinistra democratica«La decisione di fare un decreto per Eluana, mi sembra nello stile di Berlusconi, quello di ritenere che persino la vita e la morte delle persone e il diritto alla propria dignità passi per la sua persona. La sua è un’idea patronale della politica e della democrazia. In questo caso questa visione si abbatte dolorosamente su una vita e sulla sua famiglia, ma non è l’unico caso. Questo parlamento, d’altra parte è prudentissimo e più proiettato a ricucire i dissensi interni e a tenere buone le proprie tribù. Se lo stesso Pd avesse preso una posizione più decisa sulla questione, non si sarebbe trovato di fronte a Berlusconi che decide sulla vita degli altri». Barbara Pollastrini«È un fatto gravissimo che il governo, con un decreto, renda inapplicabile la sentenza definitiva della Cassazione, di fatto aprendo un conflitto tra poteri e istituzioni. Ed è tristissimo veder calpestato, insieme allo stato di diritto, il rispetto per il dramma di una donna e di una famiglia.Visto anche il confronto aperto al Senato sul testamento biologico mi auguro che le personalità più attente e sensibili del centrodestra sappiano impedire un atto così autoritario. Per questa via, si arriverebbe persino su temi eticamente sensibili a procedere con decreti ad personam». (unità.it)

ELUANA


• Dichiarazione di Silvio Viale, medico membro della Direzione Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, del Comitato Nazionale di Radicali Italiani e del Direttivo Nazionale di EXIT-Italia

Quando il Berlusconi dice «Mi dicono che respira e si muove: rabbrividisco all’idea che muoia di fame» dovrebbe aggiungere chi glielo ha detto. Berlusconi dovrebbe documentarsi meglio sul caso di Eluana e non affidarsi alle suggestioni di una minoranza faziosa. Lo re-invito, quindi, ad andare a Udine, a parlare con i medici, con il padre e, magari, far visita a Eluana. Non è certamente rassicurante che il Premier di un grande paese, su una questione così delicata e di grande rilevanza internazionale, dia l’impressione di essere superficiale. Intanto, lo invito a riflettere sulla minoranza faziosa (e fanatica) che lo tiene in scacco. Eccola, sono i firmatari dell’appello al Presidente del Consiglio: Gasparri, Quagliariello, Bianconi, Baio, Castro, Di Stefano, Scarpa Bonazza, Bevilacqua, Calabro', Pertoldi, Papania, Peterlini, D'Alia, Divina e Polledri; e i deputati Mantovano, Lupi, Bertolini, Saltamartini, Di Biagio, Biava, Nola, Saglia, Landolfi, Pagano, Bruno Murgia, Riccardo Migliori, Barbaro, Pianetta, Vignali, Binetti, Casini, Buttiglione, Santolini, Volonte', Bobba, Calgaro e Buonfiglio. Il caso di Eluana, sopratutto se l'ostruzionismo del governo lo dovesse trasformare in un caso senza fine, sarà un macigno che lo seppellira, che aumenterà la consapevolezza degli italiani e preparerà la strada ad una maggioranza politica per il testamento biologico e l'eutansia volontaria, come in Belgio, Olanda e Lussemburgo. Come fu per l'aborto e per il divorzio. E molti di coloro che oggi si oppongono saranno i primi a ricorrervi.

ELUANA


Roma: oggi alle ore17.30,

Radicali Italiani e Associazione Luca Coscioni con Eluana e Beppino




Radicali Italiani e Associazione Luca Coscioni

Con Eluana e Beppino: oggi venerdì 6 febbraio ore 17.30 Presso Palazzo
Chigi Galleria Colonna

presidio per la legalità, il diritto, la costituzione.

Intervengono, tra gli altri, Mina Welby, Maria Antonietta Coscioni, Marco
Cappato, Marco Perduca, Rita Bernardini, Bruno Mellano, Antonella Casu

ELUANA


Decreto Englaro, Poretti: non più cittadini ma corpi in gestione al Governo
• Intervento della senatrice Donatella Poretti parlamentare Radicali - Partito Democratico

Dopo il decreto su Eluana Englaro possiamo buttare gli altri poteri -legislativo e giudiziario- nella spazzatura. Basta il Governo, basta l'Esecutivo che decide anche delle singole vite o non vite, travolgendo Costituzione e Diritto. Decide come devono essere vissute, come devono terminare e quando, con la stessa compassione pelosa di chi butta un uomo fuori da un ospedale perche' e' nato in un Paese diverso, mentre si accanisce sul corpo di un altro uomo negandogli il diritto di decidere. Non esistono persone, individui, ma corpi in gestione al Governo. Una volta esistevano gli schiavi e i liberi, poi erano scomparsi gli schiavi, oggi ad essersi dileguati sono i liberi. Chissa' che faranno ora quelli che nella maggioranza del Pdl, dicono di essere liberi....
(radicali.it)

ELUANA


Dichiarazione di Marco Cappato, deputato europeo radicale e Segretario dell’Associazione Luca Coscioni

Il Governo della Repubblica italiana è ora anche ufficialmente occupato e diretto da una banda di “Lefebvriani della politica”, estremisti del fondamentalismo clericale vogliosi di consegnare il corpo di Eluana al Vaticano, affinché possa essere oggetto per altri decenni di abusi “pietosi” e altre violenze similari.
Rimane solo da vedere se il Presidente della Repubblica italiana vorrà comportarsi da Presidente di uno Stato laico e non da collaboratore del fanatismo talebano di Oltretevere. Nella non-democrazia italiana può ormai davvero accadere di tutto.
(radicali.it)

ELUANA


Ore 14.15


ELUANA: IL GOVERNO APPROVA UN DECRETO PER FERMARE I MEDICI


Nonostante la lettera del Presidente della Repubblica che consigliava di non adottare un decreto Legge sulla vicenda di Eluana Englaro, il Governo, pare all'unanimità, ha varato il provvedimento che, nella pratica, avrà immediata applicazione sul corpo della ragazza lecchese.

ANTONELLO, NON ESAGERARE


Non bisogna fidarsi troppo del suo aspetto da ex democristiano toscano amante della compagnia e della chiacchiera, di stazza più fioroniana che franceschiniana, e però fedelissimo del vicesegretario del PD. Fedelissimo ma, appunto, a modo suo. Perchè Antonello Giacomelli è un uomo di corrente assai anomalo, almeno quanto è anomalo Franceschini come capo corrente: insomma, fa un pò quello che gli pare, e il capo deve abbozzare. "Antonello, non esagerare"."Non ti metto in difficoltà, Dario". E' stato lui, due giorni fa, a innescare la mccia sotto la bomba Radicali, che ieri è esplosa con la richiesta formale di scuse di Soro alla Bernardini: nel gruppo con questi non ci si può stare, ospitarli nelle liste delle europee nemmeno a parlarne, è sbottato dopo che la ex segretaria si era scagliata in aula contro il PD nel dibattito sullo sbarramento europeo. Una coabitazione, quella coi Radicali, mai digerita bene ma finora sempre accetta in sostanziale silenzio dai cattolici del PD. Finora, appunto. A Firenze però il pratese Giacomelli l'ha fatta grossa.Perplesso sulla candidatura del franceschinian-veltroniano Pistelli alle primarie, ha stretto un patto di ferro con il dalemiano Michele Ventura e quando alla fine quest'ultimo si è candidato gli ha messo a disposizione la sede di Quarta Fase e un bel pò di amici. "Non ti metto in difficoltà, Dario" ha spiegato a Franceschini con una pacca sulla spalla. Ci sta prendendo gusto. Qualche giorno fa, , con un articolo su Europa, ha picconato l'intepretazione vassalliana dello statuto che riduce il congresso sostanzialmente alla sfida nelle primarie: "Dopo il partito liquido ci manca solo il congresso fantasma", ha scritto rivendicando il ruolo degli iscritti e del dibattito tra le culture politiche. Idee assai simili a quelle del quasi candidato Bersani. Ma niente di più, per carità: "Antonello, non esagerare". (Europa)


RADICALI


Botta, risposta e mezze scuse fra Pd e Radicali
• da Europa del 6 febbraio 2009, pag. 4
di Mario Lavia

“Cara Rita...”. Tono cortese ma fermo, quello scelto da Antonello Soro per dare seguito alle rimostranze di quegli esponenti del Pd (Giacomelli in testa) contro le frasi pronunciate martedì da Rita Bernardini nell`aula di Montecitorio. In soldoni: chiedici scusa. Perché l`esponente radicale è andata oltre la misura: «È legittimo avere idee diverse e il gruppo ha sempre rispettato e garantito l`autonomia della delegazione radicale - scrive Soro - questa volta, tuttavia si è passato il segno. Nessuna autonomia, infatti, può consentire di offendere, insultare, accusare con argomenti infamanti che nulla hanno a che fare con la libertà di opinione. Le parole che hai usato - prosegue il capogruppo del Pd rivolgendosi a Bernardini - non sono degne dell`istituzione nella quale rappresentiamo gli italiani. E non possono, a maggior ragione,essere rivolte contro colleghi di uno stesso gruppo». Le frasi erano state pesantissime. Tra l`altro l`ex segretaria dei radicali aveva evocato «un incredibile paragone tra un "monopartito sotto forma di bipartito" e il "regime fascista". Ma era risuonata anche la parola «ladri»: «Hai pronunciato parole molto gravi - puntualizza Soro, resoconto stenografico alla mano – hai parlato di "spartizione del bottino partitocratica, di "operazione di regime di ladri non solo di legalità e di moralità democratica, ma anche di informazione, di conoscenza, di denaro. Ladri di denaro e di roba`». Arriva in serata la risposta di Bernardini, tesa a spiegare che «l`interpretazione»del capogruppo ingenera «un grave equivoco». «Noi siamo sempre radicali - spiega a Europa - le cose che ho detto in aula le diciamo da decenni». Pertanto, riferire quelle cose al Pd «è per noi arbitrario e distorcente, figuriamoci poi se le si riferisce ai parlamentari che compongono il nostro gruppo del Pd». Un po` è un chiarimento e un po’ no: quelle frasi non vengono ritrattate ma anzi confermate,per così dire, erga omnes. «Non c`è la parola "scusa" ma il senso è quello», dicono al gruppo Pd. Cosa succederà adesso? Con i radicali che sono portatori di una analisi generale della situazione che conduce alla denuncia di un «regime» sempre più condannevole, lo spazio per una interlocuzione si assottiglia ogni giorno di più. Ma nel merito della querelle si può prevedere che non è a rischio la convivenza nel medesimo gruppo parlamentare, sebbene r incidente è destinato a rimanere agli atti. E ieri è stata anche la giornata della presa di distanza di Veltroni e Franceschini da Di Pietro, che in mattinata si era rivolto a Giorgio Napolitano paventando una deriva di tipo «nazista»a seguito delle iniziative di Berlusconi sulla giustizia. Semplice per il segretario del Pd definire l`uscita dipietresca «molto fuori misura». E Franceschini ha intimato: «Ora basta. Di Pietro la smetta di attaccare il capo dello stato, o comunque di cercare di coinvolgerlo nelle vicende politico-parlamentari al solo scopo di raccogliere un pó di visibilità per sé e per il suo partito». Dal punto di vista interno, infine,si registra una presa di posizione di Pierluigi Bersani: «Il modello all`americana va bene per eleggere il segretario, almeno per ora, ma non può sottrarre al partito il dovere di discutere le forme e i meccanismi della partecipazione, né quello della selezione delle candidature». Per il ministro ombra dell`economia, «il Pd deve sapere mettere in campo una grande capacità di innovazione, ma continuando a pronunciare parole antiche: sinistra, popolarismo, cattolicesimo democristiano».

RADICALI


Sulle europee vacilla l'alleanza Pd-Radicali
• da Avvenire del 6 febbraio 2009, pag. 10

Se qualcuno nel Pd cercava l`occasione giusta per decretare una rottura con l`alleato radicale ingombrante, le parole di Rita Bernardini, esponente pannelliana eletta tra i democratici, l`hanno fornita su un piatto d`argento. La definizione dei vertici del Pd come «ladri non solo di legalità e di moralità, ma anche di conoscenza e denaro» non è ammissibile da parte di un compagno di squadra, che siede peraltro nello stesso gruppo: il presidente dei deputati Antonello Soro diffonde le dichiarazioni incriminate a tutti i rappresentanti del partito con una lettera, in cui chiede alla deputata radicale di scusarsi, «prima di ogni valutazione politica» sulla convivenza tra radicali e democratici nello stesso gruppo.
Ma la diretta interessata replica e smentisce. Per attaccare l`intesa raggiunta sulla riforma della legge elettorale europea, ricostruisce Soro, rivolgendosi a Bernardini, «hai parlato di "spartizione del bottino partitocratico` e di "operazione di regime di ladri"». Parole «molto gravi» che si spingono, ricorda il capogruppo del Pd, «fino al punto di evocare un incredibile paragone tra quello che hai definito un quello sotto forma di bipartito" e il regime fascista"». Ma, continua, è «legittimo avere idee diverse», però «questa volta si è passato il segno». Di qui la domanda rimasta per tanto tempo stretta tra i denti su «quale convivenza politica sia possibile sulla base di quelle espressioni, e me lo chiedo non in base a valutazioni di opportunità o a norme statutarie che possono e devono regolare i rapporti dentro un gruppo parlamentare ma, prima di tutto, in base ad un`insopprimibile ragione etica».
Per Bernardini è un clamoroso “qui pro quo", che può indurre in un «equivoco» i colleghi a cui è arrivata la lettera. «Le cose che ho detto -spiega la parlamentare del Pr - sono alla base della posizione e della lotta del Movimento radicale in tutte le sue componenti da almeno quattro decenni». Vale a dire che «sono rivolte, e non da oggi, a quello che noi chiamiamo "regime partitocratico`°». Ma a chiedere una riflessione sull`alleanza sono in tanti. Giorgio Merlo considera la richiesta di Soro «condivisibilissima. Non esiste ragione al mondo per continuare a subire attacchi, insulti e volgarità senza reagire. Sarebbe un danno per lo stesso elettorato del Pd».

RADICALI


I popolari sfrattano i Radicali: "Fuori dalle liste del Pd"
• da Libero del 6 febbraio 2009, pag. 15

di Elisa Calessi

Tra poche settimane il Partito democratico sarà alle prese con le liste per le elezioni europee. E legato (anche) a questa contingenza lo scontro in corso tra una parte del Pd e i radicali. Vicenda che ieri ha avuto un seguito. Antonello Soro, capogruppo del Pd alla Camera, ha scritto all`esponente radicale definendo «inaccettabili» le parole da lei usate l`altro giorno in Aula e pretendendo le scuse al Pd. «Si è passato il segno», scrive, «nessuna autonomia può consentire di offendere, insultare, accusare». Il riferimento è al paragone fatto dalla Bernardini tra un «monopartito sottoforma di bipartito» e il «regime fascista». Due ore dopo la replica dell`interessata, secondo cui si è trattato di un «grave equivoco». Le parole dette «sono alla base della lotta del movimento radicale da almeno quattro decenni». E non erano rivolte al Pd, ma «a quello che noi chiamiamo "regime partitocratico"». L`impressione, però, è che la vicenda non si chiuda qui. Antonio Giacomelli, deputato del Pd dell`area popolare, sta raccogliendo firme trai colleghi per chiedere l`esclusione dei radicali dalle liste per Strasburgo, un «chiarimento politico» e una «presa d`atto conseguente», ovvero la loro uscita dal gruppo del Pd.
Spiega a Libero: «La nostra prima richiesta è di non ripetere l`errore commesso alle Politiche. Non si può stare con gente cheti dà dei ladri». Ma non si può nemmeno «candidare chi solo due settimane fa ci ha dato dei camorristi», gli risponde, via Libero, Roberto Giachetti, anche lui deputato del Pd. L`allusione è a Claudio Fava, di Sinistra democratica, che Goffredo Bettini ha citato a proposito della possibilità di le liste del Pd ad altre formazioni. «È evidente che ci sono problemi di convivenza coi radicali», continua Giachetti, «ma questo non c`entra con l`opportunità di candidare una personalità come Marco Pannella che tanto rappresenta per l`Europa». Sarebbe un gesto particolarmente pesante, visto che il leader radicale siede a Strasburgo da 15 anni. «Oltretutto vorrei capire se c`è stato un impegno in questo senso o no». Ricorda, poi, che i radicali si sono sempre comportati in modo corretto rispetto alle indicazioni del gruppo. In ogni caso, conclude, «mi aspetto che su queste a decidere sia un organismo del partito».

PICCOLI INDIANI


Dieci poveri partitini
Se ne andarono a mangiar:
uno fece indigestione,
solo nove ne restar.
Nove poveri partitini
fino a notte alta vegliar:
uno cadde addormentato,
otto soli ne restar.
Otto poveri partitini
Se ne vanno a passeggiar:
uno, ahimè, è rimasto indietro,
solo sette ne restar.
Sette poveri partitini
legna andarono a spaccar:
un di lor s'infranse a mezzo,
e sei soli ne restar.
I sei poveri partitini
giocan con un alvear:
da una vespa uno fu punto,
solo cinque ne restar.
Cinque poveri partitini
un giudizio han da sbrigar:
un lo ferma il tribunale
quattro soli ne restar.
Quattro poveri partitini
salpan verso l'alto mar:
uno un granchio se lo prende,
e tre soli ne restar.
I tre poveri partitini
allo zoo vollero andar:
uno l'orso ne abbrancò,
e due soli ne restar.
I due poveri partitini
stanno al sole per un po':
un si fuse come cera
e uno solo ne restò.
Solo, il povero partitino
in un bosco se ne andò:
ad un pino s'impiccò,
e nessuno ne restò."

CANNE


«Vuoi fumare una canna? Firenze tra le città migliori»
Sul sito americano WeBeHigh.com una vera e propria mappa delle città dove fumare e comprare droghe leggere. «Siena? Città bellissima ma fate attenzione ai contradaioli!»

«La polizia, paradossalmente, controlla chi beve e non chi fuma (non troppo, almeno). A Firenze, fumare una canna in strada non è assolutamente un problema. Bere una birra invece, è proibito. Comunque, è meglio fumare o comprare marijuana in determinati posti. Meglio evitare Piazza Signoria, la zona degli Uffizi e piazza del Duomo. Queste zone del centro sono continuamente invase dai turisti e quindi c'è maggiore controllo».
Consigli per gli acquisti, verrebbe da dire. Non proprio legali però, visto che si parla di cannabis. A dare queste "dritte" è un sito, una sorta di enciclopedia americana - che è stata momentaneamente oscurata - dal nome WeBeHigh.com (Siamofuori.com in italiano), su modello di Wikipedia realizzata con il contributo degli utenti, che fa un censimento delle città di tutto il mondo in base a dov'è più semplice reperire "il fumo". Tra le città italiane spiccano tre toscane: Firenze, Pisa e Siena. Secondo gli autori del sito trovare marijuana nella nostra città è relativamente semplice e con alcuni accorgimenti «si può fumare in tutta tranquillità». Meglio però evitare la zona del Duomo e di piazza Signoria. «Santa Maria Novella è il posto migliore dove comprare, fumare, fare quello che vuoi. I prezzi sono bassi (sei o sette euro per un grammo di buon hashish africano). State tranquilli, perchè non è un posto conosciuto. Ma non comprate alla stazione di Santa Maria Novella perché potresti finire con l'origano. E poi la stazione è piena di poliziotti». C'è anche qualche fiorentino che lascia il suo report: «Nella mia città, il posto migliore dove puoi trovare erba olandese e hashish potente è Santo Spirito. Questa zona è piena di studenti e tu puoi fumare tranquillamente. Chiunque fuma lì. San Lorenzo, la zona nordafricana può essere una valida opzione, ma stai attento ai soldi perchè è un posto un po' pericoloso per i turisti. Prova anche in piazza Brunelleschi, dove c'è l'università o in Santa Croce mentre Santa Maria Novella è davvero pericolosa» Un altro utente cittadino aggiunge: «Mai accanto alla stazione e anche S. Lorenzo, è considerata pericolosa dagli stessi fiorentini! Il meglio lo trovate in piazza Brunelleschi, Santissima Annunziata o Santa Croce». E i costi? «Niente in questa città costa poco, inclusa la maijuana. Aspettati di pagare dalle 15 alle 20 euro per un grammo di fumo mediocre». Sui controlli: «Firenze è probabilmente la città più hippie d'Italia, la sera le piazze sono piene di gente che suona e di studenti. la polizia non controlla davvero chi fuma, fanno più attenzione a chi beve perché spesso fa danni. Di solito, se ti fermano con una canna, ti lasciano andare dicendoti di non farlo un'altra volta». Delle dodici città italiane recensite (Bologna, Catania, Firenze, Messina, Milano, Napoli, Padova, Perugia, Pisa, Roma, Siena e Venezia), la più dura contro le droghe leggere e quindi meno consigliata dai redattori-utenti del sito, è Siena. «Non è un buon posto per fumare né per comprare - dice uno degli utenti-redattori di WeBeHigh - i rischi sono enormi. Non solo per i poliziotti ma soprattutto per i contradaioli, che a volte sono persino peggio. Fumare in città è il miglior modo per avere problemi, meglio in casa». «Lo spaccio per strada è praticamente assente, Siena è una città bellissima ma pessima per trovare da fumare. Oltre alla polizia, occorre fare attenzione agli stessi cittadini, più attenti e vigili dei poliziotti». Tra i luoghi consigliati, i bastioni San Gallo e piazza delle Vettovaglie, insieme ai centri sociali. «Nei centri sociali, la gente è amichevolema vende a prezzi più alti di quelli praticati nei parchi». Un grammo si aggira intorno alle 5-8 euro.
(corrierfiorentino.it)

RITA


Ancora mail di solidarietà con Rita Bernardini e Sergio D'Elia.


ho letto delle mail di insulti che hai ricevuto, voglio esprimerti la mia personale solidarietà, pur non essendo più da anni iscritto al pr, M.B.

Gentile onorevole,ho appena appreso (da corriere.it) delle decine di mail zeppe di insulti che sta ricevendo in queste ore successive al suo gesto nei confronti degli stupratori romeni.Vorrei che lei sapesse che in questo paese esistono anche (di meno, di più? non saprei...) persone che, per fortuna, non la pensano così, anzi apprezzano ciò che lei e i suoi compagni radicali fanno quotidianamente per il rispetto della legalità e dei diritti di TUTTI (un esempio per tutti, la campagna, ovviamente isolatissima, a favore del rispetto della dignità del condannato a morte Saddam Hussein - e con lui - va da sé- di tutti i condannati, a morte e non...).Verissimo, l'Italia ha ancora tantissima strada da fare in questo senso: mi dispiace che vi sentiate (o forse lo siete davvero?) soli in questa battaglia come al solito controcorrente, ma che non per questo, anzi a maggior ragione, deve essere abbandonata...Lei ha fatto semplicemente la cosa giusta, e chi le scrive in quel modo non è da meno dei criminali di GuidoniaAuguri per questa e per altre battaglie. S.S.

Cara Rita,ti trasmettiamo la nostra solidarietà per la vergognosa aggressione di cui sei oggetto e l'appoggio dell'UCPI per l'iniziativa di tutela nei confronti di persone sottoposte a procedimento penale.Consideraci a disposizione per ogni possibile iniziativa.Un caro saluto.O.D. R.B. L.G.
Onorevole Deputato, ho letto le mail offensive che lei ha purtroppo ricevuto, spero che queste mie poche parole scritte Le possano essere di conforto. Provo pena per gente capace di scrivere certe cose, provo pena per questo paese buttato di forza in una spirale di violenza verbale (speriamo rimanga solo verbale) spaventosa. Pensando alla mia nazione provo una sensazione di vuoto vertiginoso, si stanno abbattendo tutte le certezze su cui poggiavo la mia idea di Italia come storia, radici, come paese tollerante, civile, giusto, aperto. Spero che Lei e i suoi colleghi siate così lungimiranti da poter leggere, capire, elaborare e curare questo paese senza guida morale, senza valori se non quello del denaro (che tra poco non sarà neanche virtuale) e del mostrarsi. Anche lo spettacolo dell'arresto dei delinquenti (spero sia loro inflitta la giusta punizione per un crimine che solo i vigliacchi riescono a compiere) di Guidonia era un mostrarsi in televisione, quale migliore occasione per gente così miserabile per approfittare del palcoscenico? Mi chiedo perchè i Carabinieri non hanno arrestato i più facinorosi i più scalmanati. Mi chiedo dove L'Italia vuole arrivare, dove vogliamo arrivare?La ringrazio per la pazienza d'aver letto una lettera scritta così con la pancia.Cordiali saluti M.P.

Gentile Rita,prosegui nella nella battaglia non violenta di civiltà e per il diritto. Una battaglia che non è solo tua ma di tutti.Che tristezza vedere certi commenti aggressivi che perpetuano la barbarie dei forcaioli !Tutta la mia solidarietà a una donna splendida come te che da sempre si occupa dei diritti civili di tutti, di chi aspetta una giustizia giusta e anche di chi ha ha sbagliato.Se oggi occuparsi di tutto questo significa essere controcorrente o fuori dal coro va bene anche così. La lotta sarà ancora più dura ma anche più fruttuosa. Continua così...Un abbraccio sincero e buon lavoro, Giacomo

(Premetto: suppongo che tu sia la Rita Bernardini del Partito Radicale) Sono rimasto spiacevolmente colpito dal livello di inciviltà delle "reazioni" sollevate dalla tua iniziativa di Guidonia. Mi chiedo se ormai in Italia si faccia un qualche tipo di distinzione tra giustizia e vendetta, tra legge e arbitrio. Si potrebbero fare tanti discorsi sul perché siamo arrivati a questo punto: colpa di chi ha utilizzato disinvoltamente il tema della sicurezza a fini elettorali? Forse. Colpa di una informazione che definire di regime sarebbe un complimento? Forse. Colpa della crisi? Forse.Qualunque sia stata la causa, ho paura che sia troppo tardi, il peggio è arrivato ed è qui tra noi, questa generazione ormai è bruciata.S.B.
Cara Rita,
grazie perché hai coraggio di andare controcorrente. Grazie perché sei un presidio e un esempio di comportamento civile. Grazie perché sai rischiare.
Un abbraccio. M.G.L.
solidarietà è poco. Cara Rita, sei GRANDE, al massimo della forma direi. C.D.N.
Le scrivo per attestarLe la mia solidarietà e stima per l’atto di amore per la democrazia che ha fatto andando a visitare i 4 ragazzi responsabili dello stupro di Guidonia. Non posso però non criticare l’altra faccia della medaglia ovvero la sua mancata visita alle vittime dello stupro. E’ senz’altro vero quanto da Lei dichiarato e cioè che un politico attesta la sua solidarietà con leggi che tentino di risolvere i problemi delle vittime ma una visita non avrebbe tolto nulla alla sua attività legislativa del passato e del futuro. Avrebbe soltanto aiutato le vittime a sentirsi meno sole e a rendere più comprensibile il suo gesto anche a tutti coloro che giudicano le forze dell’ordine un organismo sempre al di sopra della legge e che giudicano soprusi insopportabili dello Stato soltanto le multe e le chiusure dei centri storici. Una forza politica deve avere in primo luogo l’obiettivo di allargare il consenso intorno alle sue iniziative e non essere soltanto fiera di azioni clamorose che hanno il merito di irrompere con forza nel mondo dei media ma che poi hanno come danno collaterale l’aumento dei consensi del fronte opposto. A mio parere un gusto per i gesti solitari e autoidentitari, un’ansia di protagonismo che ha penalizzato troppo spesso le vostre meritorie campagne politiche. Cordiali Saluti. A.P.

Salve sig.ra Bernardini, le volevo inviare la mia solidarietà per gli insulti e le minacce che ha ricevuto da parte di gente incivile e allo stesso livello delle bestie di Guidonia. Non si preoccupi,sono solo chiacchiere, chi minaccia da dietro uno schermo e un mouse non ha certo il fegato di farsi vedere di persona.Detto questo non sono d'accordo con la sua iniziativa (almeno per il caso di Guidonia).Buona giornata. A.M.

Vorrei esprimerle la mia solidarietà per tutti gli insulti che le sono stati rivolti in queste ore.Spero ci saranno tempi migliori, perchè con gli insulti rivolti a lei mi sembra che si stia toccando proprio il fondo.Forza e coraggio! N.D.

Le esprimo la mia solidarietà per gli insulti ricevuti, e apprezzo l'opera di supplenza, certo impropria in quanto le istituzioni preposte -e non i singoli deputati- dovrebbero tutelare l'incolumità dei detenuti inclusi quelli accusati di gravissimi reati, ma meritoria. Saluti, F.B.
Buongiorno,Ho letto degli insulti e delle minacce che ha ricevuto.Volevo solo esprimerle la mia solidarietaà anche se non capisco come mai lei sia andata in carcere dai presunti stupratori di Guidonia.Lo ha fatto per denunciare i maltrattamenti subiti in carcere?allora ha fatto benissimo ad andarci!Lo stato(volutamente con la minuscola) non puo' comportarsi come un qualsiasi stupratore o torturatore,anche il peggiore dei criminali ha diritto ad essere trattato (dallo stato) con dignita'.Un cordiale saluto.Daniel da Milano
hai tutta la mia solidarietà ed apprezzamento per la visita a rebibbia e per aver denunciato i maltrattamenti. sono anche sicuro che della mia solidarietà tu te ne faccia poco, i radicali sono abituati al controcorrente.un saluto, A.C.
La tempesta di insulti e di minacce che si è abbattuta sull'On.le Rita Bernardini e sull'Onorevole D'Elia per la loro civilissima protesta per il trattamento subito dai cinque stupratori impone una allarmata riflessione e iniziative adeguate per quanto sta accadendo in Italia, il paese di Beccaria ma anche delle torture dei Borgia e dei signorotti feudali.Dal Garage Olimpo di Genova ad oggi è stata una sequenza spaventevole di episodi di persone che nella mani dello Stato hanno subito ogni sorta di violenza ivi compresa la morte.Bisognerebbe affondare l'analisi sui detenuti specialmente di area anarchica o cosidetta insurrezionalista detenuti in carcere , sulla crescente ed inaccettabile criminalizzazione dei centri sociali, , sui suicidi che sono davvero troppi e che riguardano spesso anche detenuti in attesa di giudizio il che include sospetti inquietanti.C'è una violenza sempre più diffusa nei corpi di polizia ed una tendenza ad ammazzare senza pensarci troppo sopra come fanno i poliziotti americami. Voglio sperare che talune brutalità non vengano dai seminari e dai corsi che nostri poliziotti frequentano in Usa.La vita del prigioniero dello Stato in attesa di giudizio è sacra ed inviolabile. Quale che sia lo colpa anche la più orrenda di cui si fosse macchiato lo Stato ha il dovere di preservarlo sano fino al giudizio. La condanna non può includere bastonate e non può essere anticipata da percorse e maltrattamenti per ragioni di mero disprezzo da chi ha la responsabilità di custodirlo.Per gli stessi identici motivi sono contro il trattamento del 41 bis. Le pene non possono essere graduate a seconda delle pericolosità del detenuto. Il mafioso deve scontare la condanna inflittagli dal giudice nelle condizioni garantite dalla Costituzione. Spetta alla sorveglianza impedire che possa nuocere alla società dalla detenzione ma non possono essere inflitte pene che sono inumane come l'isolamento. Solidarietà ai due parlamentari radicali e richiesta di una conferenza nazionale sulla violenza di Stato e sulla riforma della Giustizia per impedire che lo Stato diventi sempre più violento ed assomigli sempre di più ad una dittatura del genere colombiano. P.A.

Volevo esprimerle la mia solidarita' e vicinanza per gli inqualificabili insulti ricevuti.Sono certo che non si fara' certo intimidire e sono altresi' convinto che continuera' le sue battaglie per la legalita' (quella con la L maiuscola e non quella da osteria) come prima e piu' di prima.Alessandro
"le esprimo tutta la mia solidarietà per le parole inaccettabili che le hanno scritto! le faccio i miei migliori auguri che mai possa accadere niente di quello che le hanno augurato. ma si sa certa gente sa solo odiare ciò che differisce da se stessi! auguri di nuovo e coraggio non ci sono solo teste calde!". S.O.
Le invio la mia solidarietà per le aggressioni che in queste ore subisce per avere fatto correttamente il Suo lavoro di parlamentare della Repubblica italiana.Grazie.R.F.

Cara Rita, ho letto con interesse le epistole che hai ricevuto e ho cercato di trovare un nesso di connessione tra di loro. Credo di averlo colto. Il sentimento ricorrente è la paura, la voglia di farsi giustizia da soli, anche conseguente al non funzionamento della giustizia itataliana o, se volgiamo, il suo pessimo e lento funzionamento. La paura è frutto di una informazione "a tema di moda", oggi gli stupri di gruppo, che ci sono sempre stati (in alcune realtà geografiche sono una sorta di rito di iniziazione), domani gli incidenti stradale del sabato sera (dimenticando che si muore per strada di più il lunedì e venerdì che di sabato), dopododomani i pedofili. La voglia di farsi giustizai da soli e il plauso per chi la fa per noi è anche il risultato dell'attuale sistema giustizia, ancora strutturato su quello napoleonico ottocentesco, creato però per una realtà economica e sociale diversa, stabile, quasi immobile. Allora aveva un senso un casellario delle condanne e dei carichi pendenti con nome e cognome, tutti conoscevano tutti in una società rurale e stanziale, oggi andrebbe fatto forse per impronte digitali e dna. Lo sbraco della giustizia italiana è tale che si sono capovolti i ruoli delle misure cautelari, talvolte usate come impropria carcerazione preventiva, talvolta reclamate come misura di sicurezza contro tutti, nel senso che funzionerebbe meglio l'entrata in carcere di quanti si ritengono "innocenti", puri, senza macchia ma tanta paura, e tutti gli altri, i "delinquenti", fuori, cioè dentro la galera costituita dalla società e dal suo territorio globale. Tu mi conosci, sai quante energie abbiamo buttato nei referendum e nelle tante iniziative politiche e civili, quindi ci parliamo addosso parlando di giustizia. Ti/mi faccio una domanda retorica: come accidenti è che in tutti i paesi europei ci sono una, massimo due, polizie e in Italia oltre 8400 (otto nazionali e il resto locali)? Come accidenti è che in Italia c'è un poliziotto ogni 130 abitanti e il 95% dei delitti non ha responsabile? Per non parlare della pletora di uffici giudiziari inutili, nei quali ho anche lavorato. In questo strano paese tutto è finalizzato all'occupazione, nel senso di impiego, assistenzialistica dei magistrati, e loro figli e nipoti, dei poliziotti, e loro figli e nipoti, dei cancelieri, e dei loro figli e nipoti, ecc., e loro figli e nipoti. Che ne dici di un disegno di legge che accorpi le attuali 8400 polizie in due soltanto; una nazionale (senza gli attuali sprechi e sovrapposizioni) e una (cioè 20) locale/regionale solo amministrativa (senza gli attuali sprechi e sovrapposizioni)? Continua così Rita; io mi sento serenamente rappresentato da te e dagli altri amici radicali. S.F.P.

Riguardo alla bufera relativa allo stupro di Guidonia e alla sua visita ai detenuti rumeni, visto che in molti si sono fatti sentire per esprimere il loro disgusto nei suoi confronti, mi sembra giusto sottolineare che non tutta l'Italia è così.Io la ringrazio del lavoro che sta svolgendo per difendere la legalità nel nostro paese e mi rammarico che per questa ragione Lei sia stata così brutalmente attaccata.D.V.

COMUNITARI


Europee, Radicali: la Rai si impegna da subito a fare gli spot che dovranno essere immediatamente approvati dalla Commissione di Vigilanza.

Primo successo della manifestazione davanti alla sede della RaiTv di Viale Mazzini, organizzata dai Radicali con l'adesione di diversi esponenti delle comunità romene, polacche e bulgare in Italia. I manifestanti chiedevano alla Rai la predisposizione di una campagna informativa sul diritto al voto dei cittadini comunitari in occasione delle prossime elezioni per il Parlamento Europeo e sulle procedure necessarie per la registrazione nelle liste elettorali dei cittadini europei già residenti in Italia. Guido Paglia, direttore delle Relazioni Esterne della RAI ricevendo una delegazione composta da Antonella Casu, segretaria di Radicali Italiani, Marco Beltrandi, membro radicale della commissione parlamentare di Vigilanza, Rita Bernardini, parlamentare radicale eletta nelle liste del PD e Simona Farcas, presidente dell'Ass. Italia-Romania Futuro Insieme ha dato subito il via alla realizzazione dei messaggi di informazione istituzionale sotto forma di "spot", che saranno pronti entro poche ore. La palla passa quindi al neo-presidente Zavoli e alla commissione di Vigilanza che devono immediatamente autorizzarli per non vanificare l'esercizio di un diritto previsto dalla legge. (radicali.it)

WELBY


Englaro, Mina Welby: presidio con Della Vedova, violenza a nostra Costituzione

• Dichiarazione di Mina Welby, membro della Direzione Nazionale dell'Associazione Coscioni.

L'ipotesi di un decreto legge del Governo Berlusconi, mirato a bloccare una decisione definitiva della magistratura in merito alla vicenda Englaro, mi porta istintivamente a manifestare e dimostrare sotto Palazzo Chigi il mio profondo dissenso. Come esponente dell'Associazione Luca Coscioni mi affiancherò al sit-in del deputato del Popolo della Libertà Benedetto Della Vedova. Non mi allontanerò dal sit-in fin quando non avrò l'assicurazione che non verrà violentata la nostra Costituzione. (radicali.it)

giovedì 5 febbraio 2009

BEPPINO


«Mia figlia è stata violentata, continuamente invasa nel suo corpo, oggetto di una violenza che lei avrebbe definito inaudita, inconcepibile e inaccettabile». Così Beppino Englaro, padre di Eluana, durante un'intervista rilasciata alla trasmissione della Rai Telecamere e che andrà in onda domenica prossima. Mentre si discute del decreto che il governo ha preparato per vietare l'interruzione dell'alimentazione e dell'idratazione della donna in coma da 17 anni,Telecamere rende noto il contenuto dell'intervista che Beppino Englaro ha rilasciato prima che la figlia fosse trasferita alla clinica La Quiete di Udine. «Quando Eluana non ci sarà più, rientrerò in una dimensione umana, perché finora ho vissuto in una dimensione disumana. . . » ha detto Englaro.
Nell'intervista Englaro ha parlato delle difficoltà affrontate in tutti questi anni, da quando il 18 gennaio del 1992 sua figlia è rimasta vittima di un incidente stradale. «Ho iniziato questo iter giudiziario - ha detto - perché i parlamentari non sono stati capaci di affrontare il problema. Una legge sul testamento biologico, come ha anche detto Giovanni Flick, è indispensabile e deve garantire gli stessi diritti alle persone che sono capaci di intendere e di volere e a chi non lo è».
Alla domanda se abbia mai avuto qualche ripensamento in tutto questo tempo, Englaro ha risposto di no. «Non mi potrei mai pentire - ha continuato - a tutti ho detto che andrò fino in fondo. non è niente avere tutto il mondo contro rispetto ad avere se stessi contro. Non avessi fatto quello che ho fatto non me lo sarei mai perdonato, perchè avrei avuto contro me stesso». Quello che i coniugi Englaro hanno trovato «inconcepibile» in tutta questa vicenda è stata la difficoltà a far capire «che la libertà è fondamentale e che lasciarsi morire fa parte del diritto dell'autodeterminazione».

MARCO


Englaro, Cappato: con questo dl, stravolgimento della Costituzione

• Dichiarazione di Marco Cappato, deputato europeo radicale e Segretario dell'Associazione Luca Coscioni


L'ipotesi di testo di decreto legge pubblicato in queste ore, è la conferma che i massimi vertici delle istituzioni italiane sono occupate da una banda di personaggi senza il minimo senso delle istituzioni e dello stato di diritto, per non parlare della pietà umana e del rispetto. E' proprio degli stati totalitari imporre la volontà del potere sulla autodeterminazione individuale, sul corpo, sulla salute, sulla vita, sulla malattia e sulla morte. Se esistesse un'informazione libera invece di un regime della propaganda, se esistesse un ordine dei medici invece di burocrazia di medici d'ordine, potremmo aspettarci una ribellione dei medici e degli operatori sanitari contro questo stravolgimento della Costituzione e dei principi fondamentali riconosciuti a livello europeo e mondiale. Di fronte a questo ennesimo atto eversivo che viene dal Governo Berlusconi, non richiamare la politica in questa materia, come ha suggerito il leader della cosiddetta opposizione ufficiale italiana, Veltroni, ha come unico e possibile risultato quello di avallare l'azione del Governo ostacolando l'organizzazione nel paese della resistenza democratica e anticlericale. Come radicali, pur in condizioni di cancellazione in corso di perfezionamento, non lasceremo nulla di intentato, per continuare a rappresentare, affinché non soccomba, quell'Italia che si stringe attorno a Beppino Englaro. (radicali.it)

BENEDETTO

Benedetto Della Vedova, deputato del PdL, iscritto al Partito Radicale

«Eluana: no al decreto, lasciamola andare». Con questo cartello sulle spalle, Benedetto della Vedova, presidente dei Riformatori liberali e deputato del Pdl, manifesta davanti a Palazzo Chigi contro l'ipotesi di un decreto del governo sul testamento biologico che sarebbe «un errore enorme, politico ed elettorale». «Resterò qui tutta la notte fino al Consiglio dei ministri di domani (venerdì, ndr) - dice Della Vedova, una voce fuori dal coro nella maggioranza - ma spero che il governo e il presidente Berlusconi desistano dalla volontà di proseguire con l'accanimento politico che rappresenterebbe l'emanazione di un decreto» (corriere.it)

RITA


Gruppo Pd alla Camera: Rita Bernardini risponde ad Antonello Soro
Roma, 5 febbraio 2009

Caro Antonello,
posso solo farti notare che la tua interpretazione della mia dichiarazione di voto, fatta a nome della delegazione radicale, rischia di ingenerare un grave equivoco che tu accrediti e rischi di far accrescere. Le cose che ho detto, anche alla lettera, sono alla base della posizione e della lotta del Movimento radicale in tutte le sue componenti da almeno quattro decenni. Sono rivolte, e non da oggi, a quello che noi chiamiamo "regime partitocratico". Riferirle al Gruppo e al PD è per noi arbitrario e distorcente, figuriamoci poi se le si riferisce ai parlamentari che compongono il nostro gruppo del Partito Democratico. La nostra analisi, ripetuta da decenni nei parlamenti, nelle strade, a Radio Radicale (altri mezzi, come sai, ci sono pressoché preclusi) è molto più profonda e va molto più in là di quanto possa apparire e, per quanto ci riguarda, forse sarebbe il caso prima o poi di approfondirla. Con i migliori saluti

Rita Bernardini

Di seguito la lettera dell’on. Antonello Soro

LETTERA DI SORO

Roma, 5 febbraio

Alla cortese attenzione di
On. Rita Bernardini
E p. c.
A tutti i deputati del gruppo PD

Cara Rita,

in occasione della discussione in aula della legge elettorale per il parlamento europeo, intervenendo per la tua dichiarazione di voto, hai pronunciato parole molto gravi. Hai parlato di "spartizione del bottino partitocratico", di "operazione di regime di ladri non sono di legalità e di moralità democratica, ma anche di informazione, di conoscenza, di denaro. Ladri di denaro e di roba". Sei arrivata al punto di evocare un incredibile paragone tra quello che hai definito un "monopartito sotto forma di bipartito" e il regime fascista. Ritengo tutto questo inaccettabile.
Non voglio entrare qui nel merito della discussione e delle ottime ragioni che ci hanno indotto a sostenere la scelta della riforma: è legittimo avere idee diverse, e, come sai bene, il gruppo ha sempre rispettato e garantito l'autonomia della delegazione radicale. Questa volta, tuttavia, si è passato il segno. Nessuna autonomia, infatti, può consentire di offendere, insultare, accusare con argomenti infamanti che nulla hanno a che fare con la libertà di opinione. Le parole che hai usato non sono degne dell'istituzione nella quale rappresentiamo gli italiani. E non possono a maggior ragione essere rivolte contro colleghi di uno stesso gruppo. Mi chiedo quale convivenza politica sia possibile sulla base di queste espressioni, e me lo chiedo non in base a valutazioni di opportunità o a norme statutarie che possono e debbono regolare i rapporti all'interno di uno stesso gruppo parlamentare, ma, prima di tutto, in base ad una insopprimibile ragione etica. Etica e moralità, vorrei dirti, che non sono dote esclusiva dei radicali ma che appartengono in eguale misura a tutti i parlamentari che compongono il nostro gruppo.
Per le ragioni dette e prima di ogni altra valutazione politica, penso, dunque, che sia necessario un tuo gesto di scuse nei confronti del gruppo che ho la responsabilità di guidare.

Antonello Soro


DICHIARAZIONE DI VOTO BERNARDINI

Signor Presidente, ho sentito snocciolare in quest'Aula sondaggi dell'ultima ora. Tuttavia, se vi è un momento in cui il popolo italiano si è espresso è con il referendum del 1993 - lei, Presidente, sicuramente lo ricorda bene - quando si è espresso chiaramente per un sistema elettorale uninominale maggioritario anglosassone senza quota proporzionale, altro che sbarramenti (Applausi di deputati del gruppo Partito Democratico)!
Quel voto è stato sicuramente tradito.
La logica della "riforma" che oggi si propone è una sola: la spartizione del bottino partitocratico ai danni della legalità costituzionale e democratica, operazione di regime di ladri non solo di legalità e di moralità democratica, ma anche di informazione, di conoscenza, di denaro. Ripeto: ladri di denaro e di roba. Siamo ormai al punto in cui godono di diritti politici, civili e costituzionali solo gli arruolati e gli arruolandi al monopartito sotto forma di bipartito. Si tratta di un regime dal quale occorre liberare lo Stato, il popolo e l'Italia dopo sessant'anni, così come venne fatto dopo il ventennio fascista.
Sicché, la mobilitazione democratica contro lo sbarramento ha come posta in gioco apparente gli spiccioli e i centesimi della delittuosa occupazione partitocratica delle istituzioni, esse stesse come il Parlamento fuorilegge abituali. La vicenda delittuosa e criminale con la quale ormai quasi per un anno il Parlamento ha impedito l'esercizio di rilevanza costituzionale della Commissione parlamentare di vigilanza (il compiersi degli obblighi inderogabili secondo il Presidente della Repubblica) rende lo scontro elettorale come quello tra un piccolo esercito partigiano espresso dal popolo e gli occupanti stranieri per ideali, metodi e interessi. Ecco perché ci sarà il nostro voto negativo: per lo Stato di diritto, per la democrazia e per il diritto alla vita ci saranno i nostri «no» (Applausi di deputati del gruppo Partito Democratico).
(radicali.it)