sabato 28 febbraio 2009

RIVOLTA


La rivolta di Prato in corteo«Non dobbiamo chiudere»


Una bandiera lunga oltre un chilometro per dire che «Prato non deve chiudere». È quella portata in corteo sabato a Prato, nel distretto tessile toscano e uno dei più importanti d’Europa, duramente colpito dalla crisi. Dal vescovo a Confindustria, tutti uniti

Una bandiera lunga oltre un chilometro per dire che «Prato non deve chiudere». È quella portata in corteo sabato 28 febbraio a Prato, nel distretto tessile toscano e uno dei più importanti d’Europa, duramente colpito da una crisi che in 8 anni (2000-2008) ha portato alla chiusura di 1.867 imprese e alla perdita di novemila posti di lavoro. Alla manifestazione parteciperà simbolicamente anche il vescovo Gastone Simoni che la sera prima presiederà una veglia di preghiera. La manifestazione è promossa da Provincia, Comuni, Camera di commercio, Unione industriale, Cna, Confartigianato, Cgil, Cisl, Uil, associazione dei commercianti, che rivolgono al Governo e alla Regione Toscana un appello per «misure urgenti e speciali», in particolare per quel che riguarda ammortizzatori sociali e credito alle imprese.
DUECENTO STUDENTI - Saranno 200 studenti dell’istituto tecnico industriale per il tessile Buzzi a sorreggere i primi metri della bandiera lunga un chilometro con la scritta «Prato non deve chiudere». Alla manifestazione partecipano anche delegazioni delle città tessili riunite nell’associazione collettività tessili europee. Imprenditori e operai, artigiani e studenti, pensionati sfileranno tutti assieme per sollecitare il Governo a prendere provvedimenti per il tessile. Il settore chiede aiuti alla filiera, com’è stato fatto per i settori dell’auto e degli elettrodomestici; la moratoria di due anni per gli studi, la sospensione dell’Irap nel 2009, la revisione degli ammortizzatori sociali. Da Prato è partita anche una lettera con richiesta di incontro col presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: i pratesi vogliono spiegare le gravità della situazione e regalare alcuni tessuti che raccontano l’eccellenza di cui sono capaci le loro aziende. Alla manifestazione aderiscono anche i vescovi di Prato e Pistoia, Gastone Simoni e Mansueto Bianchi. Alla testa del corteo che partirà alle ore 9 dalla centrale piazza di Mercatale, assieme alle autorità locali, sfileranno esponenti della Provincia e del comune di Biella, della provincia di Pistoia, del comune di Carpi (Modena) e dei comuni di Montemurlo (Prato), Agliana e Montale (Pistoia).
I NUMERI DELLA CRISI - Nel distretto dal 2000 al 2008 le imprese sono diminuite del 37,1% (sono scomparse 1.867 aziende). Nello stesso periodo si sono persi circa 9.000 posti di lavoro (il 34,9%). Il tavolo di distretto dove siedono istituzioni locali e forze economiche e sociali ha già chiesto un incontro al presidente del Consiglio e ai ministri dello Sviluppo economico e del Lavoro. Ieri da Prato è partita una lettera con richiesta di incontro anche per il Quirinale. Al presidente Giorgio Napolitano i pratesi vogliono spiegare le gravità della situazione e regalare alcuni tessuti che raccontano l’eccellenza di cui sono capaci le loro aziende. Nei prossimi giorni i rappresentanti del distretto saranno ascoltati dalla commissione attività produttive della Camera, su proposta del capogruppo Pd dell’organo Andrea Lulli
. (corriere.it)

PRATO


E' oggi il grande giorno di Prato. La manifestazione unitaria che vedrà nelle piazze e nelle strade della città tutti uniti, operai ed imprenditori, sindacati ed associazioni di categoria, politici e cittadini comuni, destra e sinistra, sarà l'occasione per porre al governo nazionale la richiesta di attenzione sulle sorti dell'industria tessile pratese. Attendendone risposte positive. Si tratta, innanzitutto, di sconfiggere l'immagine "trasparente" che ha la nostra città a livello italiano. Nonostante si tratti della terza città dell'Italia centrale, dopo Roma e Firenze, e nonostante il posto di eccellenza che Prato occupa da 50 anni nella storia dell'industria di questo Paese, la città, per demeriti propri e della propria classe dirigente ovvero per la scarsa considerazione dei governi regionali e nazionali verso la media e piccola industria che ha a Prato la loro migliore tradizione insieme ad altri distretti tematici italiani, non riesce a farsi sentire nè a Firenze nè tatomeno a Roma. Il tentativo odierno appare generoso ma, forse, dopo un pò di clamore mediatico, si rivelerà tardivo. La piattaforma di rivendicazione che la città propone non ha al suo interno obbiettivi davvero riconoscibili. Non è comprensibile, ad esempio, la direzione di marcia che gli organizzatori vogliono imprimere alle azioni da compiere per il superamento della crisi del tessile. Ed è difficilmente prevedibile un intervento del Governo, in questa situazione di crisi globale, con misure che riguardino la sola sfera economica e finanziaria. Mentre la notizia della chiusura di uno stabilimento della Fiat fa notizia sui media, la chiusura di 100 piccole aziende pratesi, inevitabilmente occupa solo qualche riga della stampa locale. Ed allora è giusto che la città chieda ed ottenga attenzione ed aiuto dal governo ma appare inevitabile, come sempre d'altra parte, che la via dell'uscita dalla crisi venga indicata dai pratesi, dalle organizzazioni pratesi, dalle classi dirigenti pratesi.

venerdì 27 febbraio 2009

ANGELA


LEONARDO, PIERO ANGELA: HO SCOPERTO UN DISEGNO CHE LO RITRAE

"Ho notato che c'era un disegno di Leonardo da Vinci nascosto tra le parole della decima pagina del suo Codice del volo degli uccelli. Ho pensato fosse lui". Ha iniziato così Piero Angela a raccontare la scoperta al centro dello speciale 'Il Segreto di Leonardo', in onda domani alle 21.30 su Raitre. "Ero andato a trovare il mio amico, il professor Pedretti, un esperto di Leonardo che insegna all'università di California a Los Angeles - ha detto Angela -. Quando mi sono accorto del disegno che stava sotto le parole della pagina del quaderno proposi una specie di restauro per estrapolarlo. Grazie anche ad un lavoro di grafica della Rai è venuto fuori un personaggio rinascimentale". A presentare lo speciale anche il direttore generale Rai Claudio Cappon: "La lunga collaborazione tra la Rai e Piero Angela ha sempre dato e continua a dare frutti preziosi. Inoltre, Angela conferma la sua importante operazione di divulgazione scientifica e culturale per il nostro Paese". Con Angela e Cappon, anche il direttore di Raitre Paolo Ruffini e il gruppo di collaboratori di Angela, come il regista dello speciale Michelangelo Pepe. "Estrapolando il disegno a sanguigna - ha spiegato Angela - ne è uscito un ritratto di uomo rinascimentale. Ho pensato, data la somiglianza, che si potesse trattare dello stesso Leonardo. Quindi, abbiamo fatto degli accostamenti con altri ritratti di Leonardo e principalmente con il suo celebre autoritratto. Poi, anche grazie al lavoro grafico della Rai, abbiamo condotto alcune analisi tecnologiche e, in seguito, applicato le tecniche di invecchiamento e ringiovanimento. E' stato impressionante trovarsi di fronte ad una somiglianza spaventosa, quasi si trattassero di due fratelli". Ad eseguire i processi di invecchiamento e ringiovanimento dei disegni è stato il Reparto Investigazioni Scientifiche di Roma. "Abbiamo chiesto l'opinione anche di un chirurgo maxillo-facciale - ha continuato il conduttore - che ha letto i due volti ritenendo possibile appartenere a due epoche di uno stesso uomo". Una scoperta che ha "molti punti esclamativi ma tantissimi interrogativi - ha aggiunto Angela -. Sulla data, ad esempio, non riusciamo ad avere un anno preciso. Abbiamo intuito che, grazie agli altri disegni presenti nelle otto pagine centrali di questo codice, Leonardo ha lavorato su questi fogli tra il 1482 e il 1489, cioé quando era a Milano, presso la corte di Ludovico il Moro. Poi questi fogli sono stati 'reciclati' dal pittore per scrivervi il codice". Piero Angela non ha voluto dare una sua opinione sull'autenticità del disegno del Codice del volo degli uccelli, ma ha detto: "é un lavoro che lasciamo agli esperti. Per ora, oltre al professor Pedretti, anche qualche altro esperto ha ritenuto essere una scoperta importante". (ansa.it)

BERLUSKOZY


Pd: "Berlusconi offende le donne, lo denunciamo alla Corte europea"

"Denunciamo Silvio Berlusconi, in qualità di presidente del Consiglio dei ministri italiano, alla Corte europea di Strasburgo per violazione degli art. 8 e 14 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo a causa delle continue e ripetute dichiarazioni di disprezzo sulla vita e la dignità delle donne". Lo annunciano Anna Paola Concia deputata del Pd e Donata Gottardi, parlamentare europea del Pd-Pse, sottolineando che "in Italia, a causa del Lodo Alfano, non è possibile denunciare il presidente del Consiglio alla magistratura". Le due parlamentari ricordano alcune delle dichiarazioni del premier che sono alla base della loro decisione, ultima delle quali quella di Berlusconi a Sarkozy: "14 marzo 2008, campagna elettorale: Berlusconi consiglia ad una giovane precaria di sposare un miliardario per risolvere i suoi problemi economici. 25 gennaio 2009, comizio elettorale a Sassari: Berlusconi teorizza che 'per evitare gli stupri servirebbe un militare per ogni bella donna'. 6 febbraio 2009, l'inquietante dichiarazione su Eluana Englaro. 26 febbraio 2009, incontro internazionale con Sarkozy: Berlusconi, rivolgendosi al Presidente francese, lo avverte: 'Io ti ho dato la tua donna'". (repubblica.it)

PORTAAPORTA


Nei primi dieci giorni di raccolta dei rifiuti porta a porta nel centro storico, la percentuale di differenziato è passata da circa il 15 per cento al 70 per cento. Un vero e proprio salto in lungo che si misura non soltanto con la quantità, ma anche con la qualità delle frazioni divise: carta e cartone, vetro, plastica e lattine, rifiuti organici. Insomma, l’adesione al servizio è soddisfacente e chi differenzia lo fa correttamente.
Partito il 16 febbraio, il nuovo servizio è stato introdotto in tutto il centro storico e ha due obiettivi principali: incrementare la raccolta differenziata e aumentare il decoro di strade e piazze attraverso la rimozione dei cassonetti dei rifiuti.Asm, polizia municipale, assessorato all’Ambiente e circoscrizione Centro si sono riuniti per fare il punto della situazione e programmare il sistema di controlli e sanzioni che partirà il 2 marzo. Intanto, ASM ha individuato i punti critici del centro storico dove più frequentemente vengono abbandonati i sacchetti dei rifiuti: in ognuno di questi luoghi, una trentina in tutto, sono stati posizionati cartelli che indicano l’introduzione della raccolta porta e porta e spiegano quale comportamento tenere. Inoltre, personale dell’azienda presidia assiduamente la zona allo scopo di richiamare quei cittadini che non rispettano le regole e che vengono sorpresi ad abbandonare i sacchetti, oppure ad esporli davanti a casa in orari diversi da quelli prestabiliti
. (il tirreno)

SOGLIA


ELECTION DAY, RIMBORSO TORNA A SOGLIA 4%

Tempi duri per le piccole formazioni politiche. La commissione Affari Costituzionali della Camera ha dato il via libera per l'Aula al decreto sull'election day di europee e amministrative dal quale, con l'ok a un emendamento soppressivo della maggioranza, è stata cancellata la norma, introdotta al Senato con un emendamento del Pd firmato Vincenzo Vita, per garantire i rimborsi elettorali anche alle formazioni che, pur non avendo eletto eurodeputati, superano la soglia del 2%. Sulla proposta di modifica, a prima firma di Giorgio Stracquadanio del Pdl, c'é stato il parere favorevole della relatrice, Beatrice Lorenzin, mentre il governo si è rimesso alla Commissione. L'emendamento è passato con i voti di Pdl e Lega, il Pd si è astenuto e l'Udc ha votato contro. Una astensione, spiega la capogruppo dei Democratici in commissione, Sesa Amici, volta a far scoprire le carte al governo quando il testo, dal 9 marzo, approderà in Aula. "Il governo e la maggioranza - dice la Amici la quale spiega che il suo partito ripresenterà per l'Assemblea emendamenti sulla questione - si devono assumere, indipendentemente dalle opposizioni, la responsabilità di questo atto e spiegare in Aula le ragioni di questo ingiustificato cambio di opinione". Un "errore", anche per il suo collega di partito, Roberto Zaccaria. Il centrodestra, dall'altro lato, difende la sua scelta. "E' giusto che i rimborsi vadano ai partiti che hanno una rappresentanza - dice il capogruppo della Lega in commissione Luciano Dussin - e agli altri no". Si trattava di una norma "indecente", per l'europarlamentare del Pdl, Salvatore Tatarella, un "contentino" a chi non supera la soglia del 4%. Mentre il governo, con il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, si limita a osservare che su questo punto "il governo è neutrale" e "l'Aula è sovrana". L'esame del decreto sull'election day in commissione è stato motivo anche di discussione sulla richiesta avanzata ieri dal comitato promotore che il referendum sulla legge elettorale venga accorpato a europee e amministrative il 7 giugno. Una richiesta avanzata al governo anche dal Pd in commissione e che, secondo i referendari, farebbe risparmiare 400 milioni di euro ai cittadini italiani. "Se c'é da risparmiare - apre il leader della Lega Umberto Bossi - vediamo, bisogna fare una valutazione". Parole "molto ragionevoli" per il presidente del comitato promotore della consultazione, Giovanni Guzzetta. La posizione della maggioranza sull'argomento, però, viene riassunta da Dussin: "Si tratta di un referendum molto rilevante, nel quale si sceglie se passare dal bipolarismo al bipartitismo, quindi va affrontato da solo". Ed è dunque probabile che, alla fine, il referendum si tenga il 14 giugno. (ansa.it)

PRATO


Probabilmente la prossima settimana politica sarà quella decisiva per arrivare ad una decisione nel campo dell'opposizione cittadina sulla scelta del candidato competitore di Massimo Carlesi.

La fine ingloriosa e senza grandi rimpianti (e commenti) della pseudo candidatura a capo dell'opposizione dell'ex assessore di Romagnoli Aldo Milone dovrebbe poter spianare la strada ad un uomo (o donna) del PdL verso la poltrona di Piazza del Comune e, di conseguenza, di Via Ricasoli. Naturalmente l'orecchio sarà teso alle scelte fiorentine. Se nel capoluogo gigliato il PdL sceglierà un uomo appartenente o vicino a Forza Italia ed a Berlusconi, Prato diverrà, quale seconda città della Toscana, terreno di caccia dei dirigenti di Alleanza Nazionale ovvero di personaggi vicini a quel partito. Ancora vivo, vegeto ed organizzato seppure in via di affluenza nel PdL berlusconiano. L'attesa sarà destinata a prolungarsi se i fiorentini non faranno la prima mossa. Intanto si profilano novità anche nel campo della sinistra. Il piccolo raggruppamento formato a Prato da Verdi, comunisti italiani, sinistra democratica e vendoliani vari, autodenominatosi La Sinistra (spappolatosi alle primarie del PD.......) pare avere qualche problema di tenuta. Se a livello nazionale l'accordo tra queste componenti e, forse, i socialisti di Nencini, con appello a partecipare ai radicali, sembra in retta finale per una lista unitaria da presentare alle europee con l'obbiettivo di superamento del 4%, in città, per le amministrative, sconta l'intiepidimento dei Verdi e il progressivo disinteresse di segmenti estremi della sinistra pratese. Con ciò rischiando di disfare quel poco che era stato, fin'ora, concordato.

Allo stesso tempo nei prossimi giorni potremmo anche assistere a qualche novità nelle alleanze che sosterranno Carlesi. Che ha la netta sensazione che l'attuale coalizione con IdV e La Sinistra sia del tutto insufficiente per rappresentare un'offerta politica che stimoli un interesse più vivo della città. Il centrosinistra, infatti, risulta assai carente sul versante della caratterizzazione civica e non solamente partitica della sua proposta. L'ex assessore al traffico pare intenzionato e determinato a colmare questa evidente lacuna. Vedremo come andrà a finire.

BIOTESTAMENTO

Testamento Biologico: Bersani; "Centrodestra deve chiarirsi le idee"

A margine del settimo congresso nazionale dei Radicali in corso a Cianciano Terme, Pierluigi Bersani ha parlato del testamento biologico. Credo che il centrodestra debba chiarirsi le idee, noi del Pd - ha concluso Bersani - siamo pronti ad affrontare la discussione sulla base della nostra opposizione'. (repubblica.it)

FRANCESCA


CASSAZIONE: LA MAMBRO HA CONDANNATO IL SUO PASSATO

Un "effettivo ravvedimento", con la "condanna totale del proprio passato criminoso". E' quello a cui, secondo la Cassazione, e' pervenuta l'ex terrorista dei Nar Francesca Mambro, per la quale la Suprema Corte, il 4 febbraio scorso, ha confermato la liberta' condizionale concessale dal tribunale di sorveglianza della Capitale, alla luce anche dei "gesti dimostrativi di un effettivo interessamento e di solidarieta'" con i familiari di alcune vittime. La Suprema Corte (prima sezione penale, sentenza n.9001), spiega perche' ha rigettato il ricorso presentato dalla Procura generale di Roma contro la decisione della sorveglianza, sottolineando che "il lavoro" presso l'associazione 'Nessuno tocchi Caino', "lo studio" (la Mambro si e' laureata in lettere nel luglio 2005, ndr), "l'educazione della figlia" avuta da Valerio Fioravanti - condannato, come la compagna, all'ergastolo anche per la strage di Bologna del 2 agosto 1980 - e "le attivita' svolte" sono elementi che "valutati nel loro insieme, hanno consentito di affermare che vi e' stata da parte della condannata una revisione critica della sua vita, un'aspirazione al suo riscatto morale". Anche le valutazioni degli operatori penitenziari, espresse in alcune relazioni da cui emergeva un "reale pentimento della condannata che ancora oggi si sofferma con dolore a quel tempo giovanile in cui aveva aderito ad atti che giudica riprovevoli per ogni essere umano", secondo la Cassazione, "non perdono mai di vista titolo e gravita' dei reati commessi e concludono per l'effettivo ravvedimento". (repubblica.it)

ELISABETTA


La consigliera Elisabetta Carullo cavaliere della Repubblica

Per il suo impegno contro la 'ndrangheta quando era sindaco di Stefanaconi in Calabria. la consigliera comunale Elisabetta Carullo del Gruppo democratico è stata nominata cavaliere al merito da parte della Presidenza della Repubblica italiana: l'annuncio è stato fatto ieri nella seduta del Consiglio comunale con le congratulazioni di tutta l'assemblea. L'onorificenza dell'Ordine al merito è stata conferita alla consigliera Carullo per il suo impegno nella lotta contro la 'ndrangheta quando era sindaco del Comune di Stefanaconi, in Calabria, otto anni fa. Come è noto infatti la giovane Elisabetta si è battuta in prima persona contro le infiltrazioni mafiose e le minacce che paralizzavano la vita economica e sociale del paese: «Sono felice - ha detto emozionata - soprattutto perchè il mio bambino saprà di avere una mamma che si è impegnata contro il cancro della malavita organizzata».

SETTIS


RETE DEI COMITATI PER LA DIFESA DEL TERRITORIO
www.territorialmente.it rete@territorialmente.it

Firenze, 27 febbraio 2009

COMUNICATO STAMPA n. 2


MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI: QUANDO LA MONETA CATTIVA SCACCIA QUELLA BUONA.

Abbiamo appreso con grande preoccupazione e sgomento da “La Repubblica” del 24 febbraio 2009 delle dimissioni del prof. Salvatore Settis dalla carica di Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, il principale organo di consulenza del Ministero formato da tecnici ed esperti del settore.
Secondo quanto riferisce il quotidiano, il prof. Settis si sarebbe deciso a questo passo a causa delle decisioni prese dal Governo e dal Ministro Sandro Bondi in materia di beni cuturali: i pesantissimi tagli dei fondi a disposizione; la proposta di riorganizzazione verticistica e accentratrice del Ministero; la nomina a superconsulente del Ministro del sig. Mario Resca, ex amministratore delegato di McDonald e di casinò; il commissariamento degli uffici competenti per l'area archeologica di Roma.
Abbiamo conosciuto il prof. Settis attraverso i suoi scritti e di recente anche di persona, quando è intervenuto al nostro convegno del 28 giugno 2008 sulle emergenze ambientali e paesaggistiche in Toscana. Ne abbiamo apprezzato la competenza, il rigore e la passione con cui difende le ragioni della necessaria tutela del patrimonio artistico e paesaggistico dell'Italia.
Esprimiamo quindi la nostra piena solidarietà ed il nostro convinto sostegno al prof. Settis, reo semplicemente di voler far bene il lavoro per il quale è stato chiamato proprio dal Ministero: elaborare consigli, suggerimenti e proposte per la tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio culturale, indicarne i problemi e proporre soluzioni concrete.
Questa vicenda è senza dubbio un segno dei tempi sottosopra nei quali viviamo.
Un Governo che un giorno sì e l'altro pure si riempie la bocca di parole come meritocrazia, competenza, professionalità, assume come consulente una persona che di beni culturali non ne sa praticamente nulla e invece ne fa andar via un'altra che, comunque si giudichino le sue idee, si occupa da una vita proprio di questi temi.
Sembra quasi che si voglia confermare ancora una volta il vecchio adagio, per cui la moneta cattiva scaccia quella buona.
E allora ci sembra doveroso dare un suggerimento al Ministro Bondi: perché una volta tanto non smentisce questo proverbio? Perché non rinuncia al sig. Resca e conferma il prof. Settis? Ne guadagnerebbero tutti: l'Italia, il nostro patrimonio culturale, e, non ultima, la decenza.

SCHIFANI


Testamento biologico, Schifani lavora a un'intesa
Il presidente del Senato: «Se c'è bisogno di qualche settimana in più per un testo condiviso, sarà ben fatto
»


Nel giorno della denuncia per omicidio volontario recapitata a Beppino Englaro, torna in primo piano la questione del testamento biologico di cui si discute (e sui cui ci si divide) ormai da giorni. E da parte della seconda carica dello Stato arriva una prima decisa apertura al dialogo. Il presidente del Senato Renato Schifani ritiene infatti che l'esame del testamento biologico previsto in Aula per giovedì prossimo 5 marzo possa slittare. «Se si tratta - dice Schifani ai cronisti - di dover lavorare qualche settimana in più in commissione per garantire ampiezza di dibattito e di confronto per l'elaborazione di un testo il più largamente condiviso, che approdi in Aula con il relatore, sarà fatto un bel lavoro».

TEMA DELICATO - «Vi è stata - osserva il presidente del Senato - un'intesa in Parlamento tra maggioranza e opposizione. L'opposizione si è impegnata perchè arrivi in Aula il testo base». «Credo alla parola della presidente Finocchiaro, è una persona che mantiene gli impegni» dice Schifani che apre alla possibilità di un maggior lavoro in Commissione per rasserenare il clima del confronto sul testamento biologico. «Non ci dobbiamo per forza fermare - sostiene Schifani - alla perentorietà del termine. Il tema è delicato, tocca le coscienze di tanti parlamentari e credo che si tratti di una materia che naturalmente sfugga alla logica delle coalizioni». «Sono temi - conclude il presidente del Senato - che toccano le singole sensibilità dei vari parlamentari. Quindi daremo il massimo contributo perchè si lavori bene, in maniera composta e con ampio confronto». NO AI FONDAMENTALISMI - «Non dobbiamo avere paura dei temi difficili come la bioetica e non dobbiamo infilarci in fondamentalismi che la gente non capisce. Dobbiamo ascoltare il Paese perchè non sempre lo facciamo» dice il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta parlando del ddl sul testamento biologico. «Quello che serve - prosegue - è una legge flessibile, come si direbbe nel mondo anglosassone una 'soft law', una legge che poi si può declinare intercettando gli umori della gente».
FINOCCHIARO - «Non ho problemi a concordare con quanto affermato oggi dal presidente del Senato Schifani sui tempi della discussione in commissione sul testamento biologico. Non è qualche giorno in più di lavoro in commissione Sanità, utile anche a un maggiore approfondimento, viste le contraddizioni che si sono aperte nella maggioranza, che impedirà che si arrivi presto alla discussione in Aula del provvedimento» replica a Schifani Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd. «Quello che è certo - aggiunge però la Finocchiaro - è che non possono essere i problemi che agitano la maggioranza ad impedire di arrivare all'approvazione in tempi certi di una legge sul testamento biologico. Ci siamo impegnati solennemente, maggioranza e opposizione, ad arrivare a questo risultato. Se il Pdl ora non vuole più la legge - conclude la senatrice - si assuma le proprie responsabilità e lo dica».
(corriere.it)

EMMA


Emma Bonino: "L'atomo non serve, basterebbe evitare gli sprechi energetici"


• da L’Unità del 26 febbraio 2009, pag. 12

di Massimo Franchi

Non è possibile che una scelta strategica ed epocale come il ritorno al nucleare sia presa a margine di un incontro bilaterale. Nei paesi normali sono in corso dibattiti parlamentari infiniti. Qui Enel ed Edf firmano un accordo con Berlusconi e Sarkozy come padrini senza nessuno che ne abbia discusso». Emma Bonino, vicepresidente del Senato, passava per essere una "pro-atomo". E invece per lei «questo nucleare» non serve.
Senatrice Bonino, la sua posizione è giunta forse inaspettata. E’ una delle poche voci contrarie all`accordo di martedì.
«La mia è una posizione ponderata. A luglio abbiamo fatto un`intera giornata di convegno dal titolo "Ritorno al nucleare. Conviene? Risolve?". Abbiamo messo da parte il tema della sicurezza e delle scorie, non perché non sia importante, ma proprio perché volevamo fare un confronto con esperti, politici e manager favorevoli al ritorno al nucleare. Il tema era molto pratico: costi-benefici. La risposta, anche da parte di chi è favorevole al nucleare, è che la tecnologia nucleare attuale è inefficiente. L`ultimo esempio di centrale in corso di costruzione con la tecnologia francese è in Finlandia. Bene: sono in ritardo di due anni e con un raddoppio del bilancio iniziale. Stiamo parlando di soldi statali».
E allora perché tutti brindano per l`accordo con la Francia?
«Abbiamo fatto solo un favore a Sarkozy, comprando a peso d`oro una tecnologia assolutamente superata. Parlano di una copertura del 25 per cento dei consumi elettrici attuali, ma in realtà sarà del 4% dei consumi totali di energia. Il tutto, ben che vada, per una cifra fra i 20 e 25 miliardi che non darà frutti prima del 2020. Ripeto: non ha senso».
Quindi quello del governo Berlusconi è il solito spot: non vedremo mai nuove centrali nucleari?
«Credo proprio di sì. Sarà difficile trovare siti per costruire nuove centrali, non mi sembra ci sia la corsa a dire: "Fatela da noi". É un annuncio a futura memoria anche perché i lavori inizierebbero fra anni e anni. Senza dimenticare che il referendum del 1986 potrebbe creare problemi dal punto di vista costituzionale».
La vulgata comune considera però la Francia una nazione all`avanguardia in fatto di fabbisogno energetico...
«Vanno sfatati alcuni miti. Primo, la potenza installata prodotta in Italia con l`energia elettrica è il 30%, ma l`inefficienza fa sì che il prodotto energetico risulti scarso. Secondo, la Francia consuma pro-capite più petrolio ad esempio della Germania. Perché è vero che ci vende energia elettrica nelle ore morte (è sovracapacitata), ma nelle ore di punta la compra dalla stessa Germania. Quindi la Francia non può essere un modello. È cosciente di avere una tecnologia superata e ha tutti gli interessi a venircela a vendere a noi».
Ma quindi lei rigetta tutta la tecnologia nucleare? Non si parla di quarta generazione sicura?
«Io non chiudo alla ricerca. Anzi. Dico solo che questo nucleare non ci conviene. E’ come se, per favorire la mobilità sostenibile, domani si decidesse di costruire carrozze. Andavano bene nell`800, non nel 2009. Se in futuro si troveranno tecnologie che faranno del nucleare una energia vantaggiosa e senza rischi, ben vengano».
Ma quali reali alternative ci sono al nucleare?
«L`alternativa c`è ed è puntare sull`efficienza energetica che è la più grande fonte di energia a detta di tutti gli esperti. Significa evitare gli sprechi. La via è quella di un mix di energie rinnovabili: efficienza energetica, solare, eolico e quant`altro la tecnologia odierna può offrire. E poi la ricerca. Un recente studio (The case for investing in Energy productivity) dell`istituto McKinsey, uno dei più accreditati a livello mondiale, spiega come con l`efficienza energetica nella costruzione di edifici si può coprire il 4% del nostro consumo nazionale. La stessa cifra delle centrali nucleari. Questa è la strada da percorrere. E lo si può fare da subito, spendendo molto meno».

MARCO


Il Pd? Come il loft, vuoto assoluto-Intervista a Marco Pannella
Il leader dei Radicali: “Dagli anni ’60 sogno un partito democratico e laico, all’americana. Ma questa sinistra si è rivoluzionata solo a chiacchiere. Franceschini? Un leader di grande esperienza politica democristiana…”


• da Il Giornale del 27 febbraio 2009, pag. 9

di Laura Cesaretti


Il leader dei Radicali: “Dagli anni ’60 sogno un partito democratico e laico, all’americana. Ma questa sinistra si è rivoluzionata solo a chiacchiere. Franceschini? Un leader di grande esperienza politica democristiana…”

Tra un sigaro toscano e un gigantesco piatto di carbonara, alla vigilia del 7° congresso dei Radicali italiani che si apre oggi a Roma, Marco Pannella parla del suo partito e del Pd, di Di Pietro e dei referendum, del caso Englaro e del «nulla» di Walter Veltroni.
“Pannella, i rapporti tra i Radicali e il Pd di Veltroni non sono stati facili in questo anno. Con Franceschini andrà meglio?”
Per quanto riguarda noi Radicali, siamo già nella fase organizzativa della lotta per un nuovo Regime. Che presume la liquidazione, dopo 60 anni, della partitocrazia; come dopo 20 anni ci fu quella del fascismo. Il nostro congresso italiano è mirato a questo: mobilitare i Radicali, e intorno a loro chi lo voglia, per la Liberazione democratica dalla messa a sacco del Regime partittocratico. E la radicale sostituzione di una classe dirigente che dopo 60 anni non potrebbe altrimenti che continuare a produrre degrado e rovine. Sì lo so: ma son son convinto che possiamo farcela come disse De Gaulle a chi gli chiedeva di abolire i cretini, è un ’ vaste programme’.
“Già, vaste programme Ma non ha detto nulla su Franceschini.”
Onestamente, la cronaca stucchevole di questo regime non mi ispira nè simpatia nè avversione ma solo indifferenza.
“E’ rimasto indifferente anche alle dimissioni di Veltroni?”
Lo ripeto fino alla noia: a me interessa la politica. E nel loft, o come capperi si chiamava, fin dall’inizio ha abitato il vuoto di politica che di solito viene riempito solo da quel che finisce nei canali di scolo della storia.
“Eppure lei fu il primo ad auspicare la nascita di un Partito democratico, fin dai tempi della svolta di Occhetto”.
Se è per questo, fin dagli anni 60 il nostro obiettivo era una riforma “ americana” un grande partito democratico e uno repubblicano entrambi laici e liberali, l’uno conservatore l’altro riformatore.
“E il Pd di oggi non c’entra nulla con quell’obiettivo?”
No, perchè in tutte le sue componenti la sinistra partitocratica di oggi, al pari della destra partitocratica, a chiacchiere si è rivoluzionata ma in realtà si è solo meccanicamente e superficialmente adeguata a quel che accadeva nel mondo. Siamo giunti così in mezzo secolo al degrado ideologico e anche idro-geologico di un paese senza legalità e senza democrazia.
“Lei ha convocato questo congresso nel pieno del caso Englaro. Perchè?”
Perchè durante questa vicenda c’è stato un ulteriore salto di qualità nella capacità degna quasi di Goebbels di ingannare il Paese, dando bestiale forza al falso e alla menzogna. Grazie alla quale tutti, per un attimo, abbiamo avuto il dubbio che davvero Eluana stesse per essere condannata a morire ’di fame e di sete’. Guarda caso fu proprio il Silvio nazionale, in quei giorni, a dire “andatelo a chiedere a Pannella come ci si sente dopo quattro giorni di fame e di sete”. Naturalmente nessuno è venuto a chiedermelo, altrimenti avrei subito spiegato che anche una persona in perfette condizioni, dopo un primo giorno non sente più nulla che somigli a fame e sete.
“Vi hanno accusati di promuovere l’eutanasia.”
Vorrei semplicemente ricordare, visto che parlo al Giornale, che uno dei massimi liberali pro-eutanasia, in tempi in cui sembrava una bestemmia, fu Indro Montanelli. E sarebbe forse utile documentarsi sul rapporto straordinario tra Indro e tutta la storia dei Radicali, da Pannunzio a me stesso.
“Intanto il Parlamento sta discutendo il testamento biologico. E c’è già chi promette referendum se passerà il testo voluto dalla maggioranza”.
Un vero referendum comporta preparazione, propaganda, non eccessiva disparità tra le due tesi a confronto, rispetto dei suoi risultati, insomma un contesto democratico. Insomma, se si vuol decidere di fare un refendum non si può sottovalutare il fatto che democrazia e stato di diritto esistono più in questo paese, la fine del regime che l’opprime. Ma è comunque anche vero che può servire a costruire momenti di maggior comprensione e conoscenza da parte del ’popolo sovrano’ della realtà in cui è sommerso.
“Eppure c’è chi come Antonio Di Pietro non fa che annunciare referendum.”
Questa storia del Di Pietro referendario è una bella balla evidentissima a tutti. E infatti non è un caso che, come ieri Bertinotti, oggi a Tonino, che evidentemente non dà fastidio a nessuno, viene lasciata piena opportunità di fare efficaci e demagogici comizi contro il regime e contro Berlusconi in ogni spazio di RaiSet (Rai e Mediaset, ndr).
“Tornando a Franceschini, ha sentito anche lei una svolta laica nei suoi primi passi?”
Direi che un nuovo leader come lui, di grande esperienza politica democristiana, ha evidentemente ritenuto necessario mostrare maggior considerazione per le posizioni laiche della grande maggioranza della popolazione e della sua stessa base elettorale.
“Più di Veltroni?”
Non si può confrontare una politica, quale che essa sia, con il vuoto assoluto, con l’immagine priva di identità del Pd del loft.
“E di Berlusconi premier che opinione ha?”
Che non è il genio del male o del bene ma l’ultimo, alto rappresentante della storia partitocratica italiana. E forse non si accorge che la velocità dei suoi trionfi si avvicina sempre più a quella della forza di gravità. Temo che con lui dovrà accorgersene il Paese. I capaci davvero di tutto crollano rovinosamente, i buoni a niente si confondono con il fango dell’irrilevanza.
“Siete stati con lui, però.”
Abbiamo puntato sulla fase enfaticamente liberale di Berlusconi. Che si chiuse definitivamente nel ’96, alla vigilia delle elezioni, quando Silvio decise di rompere i patti e gli impegni scritti, che prevedevano un uguale numero di candidati eligendi Radicali e di quelli cattolici. Poi manco ai patti e scelse un’altra linea, quella di cui ancora oggi vediamo gli sviluppi. Tre anni dopo noi prendemmo l’8,5% alle Europee, e Berlusconi fu costretto a mobilitarsi, insieme ai ’Massimi comunisti’, per impedire la presidenza della Repubblica per Emma Bonino, voluta dal 72% degli italiani. Poi la escluse dalla commissione Ue a favore - guarda un po’ - di Prodi. E infine invitò gli elettori ad andare al mare anzichè votare i nostri 20 referendum del ’99, quelli, tra l’altro, della separazione delle carriere e dell’articolo 18, di tutte le grandi riforme che allora Berlusconi promise di fare dal governo e che ancora aspettano di essere realizzate.
“Pannella, alle Europee che farete?
Siamo al solito in una condizione difficilissima. Staremo come sempre a vedere se si aprono falle nel muro anti-democratico, pronti a sfruttarle. Ma siamo già stati a lungo, e scegliendolo, fuori dal Parlamento e lontani dai finanziamenti pubblici, e siamo ancora qui, intenti ora a mandare a casa lor signori partitocratici e sostituirli, con la nuova liberazione.

GONFIENTI


Consiglio Comunale

L'annuncio di Mazzoni in consiglio comunale in risposta a Taiti
Kilyx di Gonfienti esposta al pubblico per speciali eventi

Sì della Soprintenza ad una esposizione temporanea del prezioso reperto etrusco
La famosa 'kylix' attributa al pittore greco Douris, rinvenuta nel sito archeologico di Gonfienti e ora custodita nella cassaforte del museo archeologico di via della Colonna a Firenze, potrebbe essere esposta temporaneamente nella nostra città in occasione di un evento importante. La Soprintendenza per i beni artistici della Toscana ha, infatti, espresso la propria disponibilità a esporre il prezioso reperto prima ancora che venga individuata la sua collocazione definitiva in una sede di massima sicurezza. A comunicare la novità è stato l'assessore alla Cultura, Andrea Mazzoni, rispondendo ad una interrogazione di Massimo Taiti, capogruppo dell'omonima lista civica in consiglio comunale, che aveva chiesto quali iniziative il Comune pensava di prendere 'per riportare a Prato e mettere a disposizione del pubblico la Kylix di Douris'. Mazzoni ha risposto anche alla richiesta di Taiti di conoscere le ragioni del 'degrado e dell'abbandono' dell'area di Gonfienti, spiegando che il mancato intervento di ripulitura e sistemazione dell'area, di competenza della Soprintendenza, 'è interamente dovuto alla ristrettezza dei fondi a disposizione'. 'Se le risorse della Soprintendenza - ha riferito Mazzoni - erano già ridotte in passato, nell'ultimo anno hanno subito ulteriori drastiche contrazioni a seguito dei tagli ministeriali'. Il Comune si impegnerà, comunque, a verificare la possibilità di sostenere un intervento di ripulitura in tempi brevi. Resta inalterata - ha assicurato l'assessore - la volontà dell'amministrazione di progettare le visite degli studenti ma solo se la Soprintendenza potrà garantire l'apertura regolare degli spazi del Molino di Gonfienti, dove sono conservati i reperti e dove i ragazzi possono asssistere alle attività di restauro. E rimane immutata la volontà del Comune di acquisire l'antiquarium di Villa Niccolini così come definito nell'accordo con la proprietà. 'I ritardi nella conclusione dei lavori dell'antiquarium - ha spiegato Mazzoni - sono imputabili alla complessità dell'intervento (dovranno essere realizzate architravi per separare la struttura moderna dagli strati antichi) e ad ulteriori ritrovamenti che hanno reso necessari la messa in sicurezza e la catalogazione dei nuovi reperti'. Taiti si è dichiarato soddisfatto per avere avuto dall'assessore risposte ampie e particolareggiate anche se venate di molta amarezza data l'impossibilità di intervenire in modo incisivo , 'una amarezza - ha sottolineato - che non posso che condividere!.


La Kylix di Gonfienti.

Nel sito archeologico di Gonfienti e in particolare nel grande complesso abitativo di oltre 1440 metri quadrati, noto come “la domus”, che risale al periodo etrusco arcaico del VI-V secolo a.C., è venuto alla luce un corredo di reperti estremamente ricco e interessante: fra tutti spicca una coppa, la 'kylix', a figure rosse, di straordinaria fattura artistica che rappresenta una saga della mitologia greca. L'opera d'arte, un capolavoro assoluto, reca nel tondo centrale il marchio inconfondibile - una cornice con motivo a croce greca - della bottega del pittore greco Douris, che potrebbe aver realizzato l’opera tra il 475 ed il 470.

BERLUSKOZY


Io ti ho dato la tua donna, gaffe del premier con Sarkozy

"Io ti ho dato la tua donna". Era rimasta una battuta sussurrata da Silvio Berlusconi a Nicolas Sarkozy in conferenza stampa, durante il vertice italo-francese che si è svolto martedì a Villa Madama. Nessuno, o quasi, era riuscito a carpirla. Il Cavaliere aveva interrotto per qualche secondo il presidente francese mentre stava illustrando i risultati del summit. "Io e Silvio Berlusconi - spiegava in quel momento Sarkozy - abbiamo fatto riconoscere l'omologazione dei diplomi superiori che finora non c'era...". Il premier si era allora avvicinato, pronunciando a bassa voce una frase, che immediatamente Sarkozy aveva liquidato con un sorriso imbarazzato. Il capo dell'Eliseo era tornato frettolosamente al suo discorso ufficiale, tagliando corto: "Non sono sicuro di dover ripetere". La misteriosa battuta ha però suscitato la curiosità dei media francesi. Mercoledì sera la trasmissione serale di Canal +, "Le Grand Journal", ha tradotto il labiale di Berlusconi, ricostruendo le esatte parole. "Moi je t'ai donné la tua donna", avrebbe detto il Cavaliere mischiando le due lingue. L'allusione all'italianità di Carla Bruni come fosse un bene da esportazione non è evidentemente piaciuta a Sarkozy. E neppure ai presentatori francesi che hanno costruito sulla gaffe una serie di ironie, assegnando a Berlusconi "l'Oscar della volgarità". La Bruni, d'altra parte, non aveva nascosto in passato il fastidio per quello che i francesi chiamano "humour déplacé", ironia fuori luogo, del premier. L'8 novembre, dopo che il Cavaliere aveva lodato "l'abbronzatura" di Obama, la first lady aveva confessato la soddisfazione di essere diventata francese. (repubblica.it)

ELUANA


"Eluana, è stato omicidio volontario". Beppino Englaro indagato a Udine.

Quello che alcuni temevano arrivasse, altri invece auspicavano, è in questo momento stato aperto: è il fascicolo che imputa di omicidio volontario aggravato 14 persone a cominciare da Beppino Englaro, il papà di Eluana, la donna in stato vegetativo per 17 anni e morta lunedì 9 febbraio. L'imputazione comprende il primario Amato De Monte, un altro medico, tutti gli infermieri che hanno ruotato intorno alle tre stanze della clinica La Quiete di Udine. Forse si tratta di un fascicolo che si apre velocemente e altrettanto velocemente si chiuderà. Una sorta di atto dovuto. Ma secondo indiscrezioni investigative questa nuova indagine partirebbe da una serie di esposti, firmati sia da singoli che da associazioni, che hanno raccontato la storia di Eluana come se fosse la storia di un omicidio. Il fatto che ci sia stata una sentenza della Corte civile d'appello di Milano, confermata dalla Cassazione, e che fosse stato approntato un protocollo per accompagnare gli ultimi giorni di Eluana non ha mai interessato i firmatari di queste denuncie, che in nome della sacralità della vita hanno puntato il dito contro il padre di Eluana. Il procuratore capo Antonio Biancardi, dal momento del trasferimento di Eluana a Udine, ha diretto in prima persona una serie di inchieste. All'inizio aveva addirittura ipotizzato il sequestro della struttura interna alla casa di riposo che aveva accolto la paziente. nei giorni scorsi un altro fascicolo con quattro indagati: due giornalisti, sempre il papà, sempre il primario, per aver deciso di scattare numerose fotografie di Eluana poco prima della morte (per 140 di questi scatti, ieri la procura di Trieste non ha convalidato il sequestro). Un'iniziativa che aveva sconcertato gli avvocati difensori. E anche ieri, Vittorio Angiolini, il legale milanese degli Englaro, sembrava stupefatto: "Nessuno ci ha avvisato dell'apertura di questo fascicolo per omicidio, sembra un fatto incredibile che si voglia indagare per qualcosa avvenuta alla luce del sole, e peraltro motivata da alcune sentenze. Stiamo a vedere quello che succede, secondo me diventerà sempre più urgente denunciare per calunnia chi ha diffuso false notizie sul conto della famiglia Englaro".
L'interruzione dell'alimentazione forzata diventa quindi una possibile spiegazione del reato. Come si sa, non nutrire più Eluana era stato considerato da medici e giudici il modo migliore per "lasciare riprendere il percorso naturale della morte" interrotto il giorno dell'incidente stradale, il 18 gennaio 1992, e mai più riavviato dopo la rianimazione, incapace di rianimare davvero. Questo procedimento che aveva anche l'avallo del professor Giandomenico Borasio, professore palliativista dell'Università di Monaco di Baviera e consulente della chiesa cattolica tedesca in materia di bioetica, ha diviso l'opinione pubblica. Per la stragrande maggioranza dei medici è il metodo migliore per una morte il meno dolorosa possibile. Per altri si tratta quasi di una tortura. E' forse anche questa spaccatura ad aver spinto la magistratura udinese a volerci vedere più chiaro e solo nei prossimi giorni si capirà se questa indagine può essere considerata come un atto necessario oppure se aprirà nuovi scenari in questa dolorosa vicenda.
(repubblica.it)

ANDREA


15 anni fa, il 27.2.1994, veniva ucciso a Mosca il dirigente e militante radicale ANDREA TAMBURI. L'ultimo documento di Andrea risale a 9 giorni prima della sua uccisione: - 18.2.94. È una lettera inviata ai direttori dei mass-media russi nella quale sosteneva la necessità dell'istituzione del tribunale internazionale per i crimini di guerra commessi nella ex Jugoslavia e l'abolizione della pena di morte.Nella notte fra il 23 e il 24 febbraio Andrea venne portato nell'ospedale Institut Sklifosovskogo di Mosca, ma dalle ricerche effettuate dai suoi compagni del partito radicale non risultò ricoverato, mentre il giorno 27 ne venne annunziata la morte nello stesso ospedale. Nel verbale della polizia si legge: " nel caso di Tamburi si è trattato di un investimento automobilistico". L'ipotesi di incidente stradale fu successivamente ridimensionata dal Magistrato moscovita allorquando comunicò all'ambasciata italiana "gli accertamenti hanno condotto a stabilire che ANDREA TAMBURI è stato vittima di una aggressione ad opera di persone ignote la cui identità non ha potuto essere stabilita dalle indagini". L'autopsia voluta dalla madre di Andrea e dal partito radicale eseguita a Firenze presso l'ospedale di Careggi evidenzierà fra l'altro che "alle gambe, ingessate dall'ospedale di Mosca, non risulta alcuna frattura". Torna alla nostra memoria un'altra data: 16 ottobre 2000: ANTONIO RUSSO corrispondente di RADIO RADICALE, ucciso in Georgia, mentre documentava la guerra in Cecenia, mediante lo schiacciamento del torace. Un metodo tipico dei servizi segreti sovietici. Russo stava per rientrare in Italia per portare nuove testimonianze e documenti sulle atrocità della guerra in Cecenia. Anche lui trovato lungo una strada nelle vicinanze della base russa di Vasiani. Per la cronaca dal 1990 ad oggi in Russia gli omicidi di giornalisti, o scomparsi, sono 292. Ritengo che, se da parte dell'Italia si fosse posto lo stesso impegno che oggi viene profuso per la difesa dei diritti degli embrioni, probabilmente le inchieste avrebbero avuto un decorso diverso. Il comune di Firenze per interessamento dell'associazione radicale fiorentina ANDREA TAMBURI ha deliberato di intitolare 4 nuove vie in città:- FALLACI- FALCONE e BORSELLINO- SACCO e VANZETTI- ed ANDREA TAMBURI.


Giancarlo Scheggi

segretario associazione radicale fiorentina ANDREA TAMBURI

giovedì 26 febbraio 2009

GONFIENTI


Nel corso della riunione del Consiglio Comunale di oggi pomeriggio l'assessore alla cultura, Andrea Mazzoni, ha risposto ad una interrogazione presentata a settembre 2008 dal capogruppo della Lista Civica "Taiti per Prato", Avv. Massimo Taiti. Che chiedeva di conoscere quali fossero i motivi dell'abbandono e del conseguente degrado degli scavi etruschi di Gonfienti ed in particolare di quelli riguardanti il ritrovamento della grande domus. Taiti chiedeva inoltre di conoscere quale fosse lo stato dei lavori alla Villa Niccolini che prevedevano il trasferimento al Comune di locali per realizzare l'Antiquarium dei reperti ritrovati negli scavi che hanno portato alla luce l'esistenza della città etrusca di Gonfienti. L'assessore ha illustrato le ragioni che hanno portato all'attuale stato di degrado riferendo di mancanza di fondi per gli interventi di competenza della Soprintendenza. Per questo motivo, tra l'altro, il suo assessorato ha dovuto sospendere per il 2008 qualsiasi attività di visite guidate agli scavi ed al Mulino di Gonfienti dove sono ricoverati parte dei reperti etruschi.

Per quanto riguarda l'Antiquarium ha sostenuto che il ritardo dei lavori della ristrutturazione della Villa Niccolini hanno comportato lo stesso ritardo per i locali da adibire ad esposizione degli oggetti antichi rinvenuti negli scavi.

Ha confermato che la kylix di Douris, per il suo eccezionale valore, è ancora custodita nelle casseforti del Museo Archeoligico nazionale in Via della Colonna a Firenze. Ha annunciato, comunque, che la Soprintendenza non avrebbe alcuna difficoltà a cedere a Prato la kylix in occasione di un evento ad essa dedicato. Mazzoni ha informato il Consiglio che venerdì 27 febbraio la soprintendente competente per Gonfienti, dr.ssa Gabriella Poggesi, sarà ricevuta dal Sindaco Romagnoli ed in tale incontro dovrebbero essere messe a punto le attività per effettuare la manutenzione ed il ripristino di condizioni di sicurezza presso gli scavi di Gonfienti.

SOCIALISTI


I Giovani Socialisti parteciperanno al VII Congresso del Partito Radicale

I Giovani Socialisti parteciperanno al VII Congresso del Partito Radicale, in programma dal 27 febbraio al 1° marzo a Chianciano. La delegazione sarà guidata dal segretario nazionale della FGS Luigi Iorio. Ancora una volta i Giovani Socialisti ribadiranno la necessità di un proficuo dialogo con una forza laica, libertaria e riformista come quella radicale. I Giovani Socialisti ribadiranno con forza, durante la tre giorni, la necessità di difendere la democrazia e le libertà nel nostro paese, chiedendo a Marco Pannella uno sforzo culturale e politico nell’accettare di correre alle prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo in una lista comune, che veda insieme tutte le forze riformiste laiche e di sinistra presenti nel panorama politico italiano, per il superamento dello sbarramento del 4%, come disposto dell’ennesima legge truffa, l’Europorcellum, frutto dell’ultimo scellerato accordo antidemocratico tra il defenestrato Veltroni ed il Premier Berlusconi.

EUTANASIA


TESTAMENTO BIOLOGICO: SENATORI RADICALI, REGOLARE EUTANASIA


''Le decine di emendamenti che come delegazione Radicale abbiamo presentato sull'articolo 2 del testo unificato dal Senatore Calabro' in materia di testamento biologico erano derivati da una proposta di legge depositata nei mesi scorsi e intendevano arrivare a una chiara regolamentazione dell'eutanasia'': e' quanto sostengono in una nota i due senatori radicali eletti nelle liste del Pd, Marco Perduca eDonatella Poretti. ''Come emerso durante il dibattito in commissione, e in quello in aula nei giorni del disegno di legge 'Englaro', il fenomeno dell'eutanasia sommersa e' strutturalmente presente -sostengono Perduca e Poretti - nei nostri ospedali. La mera proibizione, come recita l'articolo 2 del testo Calabro', non scalfira' l'eutanasia, oggi di classe, consentita a chi si affida alla zona grigia del silenzio e dell'aiuto di medici caritatevoli. Solo una regolamentazione di questo fenomeno, che recenti sondaggi evidenziano come accettato se non auspicato da percentuali rilevanti di italiani, potra' consentire -concludono - di rispettare le volonta' individuali di fine vita e difendere i pazienti anche da possibili abusi di posizione dominante che parenti o tutori potrebbero giocare in quelle fasi drammatiche''. (ansa.it)

PANNELLA



Tutti a Chianciano per dare forma e vita ad una società aperta


• da Corriere dell'Umbria del 26 febbraio 2009, pag. 1

di Marco Pannella

E’ possibile concepire politica senza sprofondare nelle sabbie mobili della banalità e restare imprigionati dalle pastoie della contingenza? Noi radicali lo sosteniamo da oltre cinquant’anni dando voce e corpo a un progetto di riforma sociale che non ci vincola strettamente al presente, all’effimero, ma ci obbliga senza sosta al rigore di una lotta impari condotta con l’unico strumento in dotazione al nonviolento, cioè con la forza e la passione della verità. Forza di verità, sì, satyagraha. Lo affermiamo e rivendichiamo nella terra di Aldo Capitini, straordinaria figura di antifascista, confinata, come egli stesso lamentò più volte, all’isolamento perché da liberalsocialista, da religiosamente laico, da persuaso non confessionale, da kantiano divenuto gandhiano, fu ritenuto portatore (e pertanto colpevolizzato) di speranze nuove, di germi di democrazia.
Lo diciamo a chiare note invitando gli umbri a partecipare a Chianciano Terme al VII Congresso italiano del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito che si svolgerà al Palamontepaschi dal primo pomeriggio di venerdì 27 febbraio a domenica primo marzo.
Tre giorni di dialogo, confronto, elaborazione e organizzazione di r/esistenza nonviolenta a prescindere dalle scadenze elettorali, europee e amministrative che riteniamo soffochino le vere, specifiche, urgenze che tutti ci investono e travolgono.
Di cosa si parlerà, allora, se non di elezioni, di Berlusconi o Franceschini, della spartizione di questa o quella fetta di potere? Al centro dell’assise ci sarà la necessità di fornire adeguate, opportune, risposte ad interrogativi che accomunano coscienze e storie. Parleremo, ad esempio, di come, credenti o no, sia essenziale rivendicare le libertà individuali, prima tra tutte quella di vivere e morire secondo le proprie scelte, salvaguardandole dall’incalzante, prevaricatrice, offensiva anticonciliare delle attuali gerarchie vaticane. E, ancora, di come uscire da quella condizione di illegalità che ha fatto sì che il nostro paese sia stato reiteratamente condannato dall’Unione europea per la mancata applicazione delle direttive comunitarie e per le lungaggini, i biblici tempi processuali con cui, di fatto, si impedisce e assassina la giustizia.
Non siamo gente abituata a lasciarci condizionare e vincere da un’attualità inseguita. Al contrario, ci preme svincolarci dall’ovvietà, dall’ordinaria stagnazione dei contenuti, per imporre, invece, la straordinarietà di un’alternativa al e di governo dell’esistente. Vogliamo fare interagire le lotte nonviolente per una grande riforma civile democratica e federalista, lanciare un appello ad intraprendere un moto nonviolento di liberazione da un regime partitocratrico sempre più intollerabilmente sprezzante nei confronti del dettato costituzionale. Ecco perché ci rivolgiamo agli umbri. Sappiamo, infatti, che qui, come e più che altrove, si avverte drammaticamente carenza di democrazia. C’è una regione soffocata dalla corruzione e dall’arroganza di una classe dirigente monocratica autoreferenziale resasi tutt’altro che impermeabile ad infiltrazioni malavitose. Dalla concessione degli appalti allo smaltimento dei rifiuti, dalla gestione degli eventi culturali ai tassi di inquinamento che, in certe aree, sforano di gran lunga i parametri fissati dalla legge, c’è in Umbria un grave deficit democratico scaturito innanzitutto dall’inadeguatezza della burocrazia partitocratrica ininterrottamente al potere. Noi radicali abbiamo assicurato a questa regione momenti esaltanti come lo scorso otto agosto ad Assisi, quando in un clima di grande partecipazione e forte impatto emotivo, mentre a Pechino s’inauguravano i giochi olimpici lanciammo da quella piazza al mondo intero un appello alla vita del diritto e al diritto alla vita in Tibet come in Cina. L’Umbria ci sta particolarmente a cuore. Per questo vi aspettiamo a Chianciano da venerdì a domenica, per dare forma insieme davvero ad una società capitinianamente aperta.

NENCINI


Caro Marco, pronti a un patto sulla libertà

• da La Repubblica - ed. Firenze del 26 febbraio 2009, pag. VII

di Riccardo Nencini

Caro Marco,

benvenuto in Toscana, una terra che ha fatto della libertà un valore cui ispirarsi. Come voi. Qui, per la prima volta nella storia, sono state abolite la pena di morte e la tortura. Il 30 novembre 1786. Una ragione di più per difendere e promuovere i diritti fondamentali di ogni donna e di ogni uomo, ovunque siano nati ed ovunque vivano. E’ alla ‘libertà’ che ci richiameremo guardando alle prossime elezioni europee. Noi siamo pronti. Pronti a mettere in campo una proposta rivolta alla sinistra democratica e liberale, federalista ed ecologista che sia un segno di novità in questa Italia dal bipolarismo coatto, incerta nell’affrontare la crisi economica, prigioniera dell’ortodossia pontificia sulle grandi questioni etiche, ferma sui diritti di terza generazione.Coalizzare queste forze per rendere l’Italia un paese più civile e più libero. Questo il nostro obiettivo. Da condividere con chi, come voi, combatte da sempre su questa difficile frontiera.Un patto che promuova diritti sociali e diritti civili, che si fondi su ‘merito, rigore ed inclusione’, che guardi ad un nuovo Statuto del Lavoro a protezione delle migliaia di precari che non godono di nessuna tutela, che garantisca l’antico motto ‘libera Chiesa in libero Stato’, che si ispiri al rigore ed alla responsabilità, a cominciare dalla difesa e dalla applicazione della nostra Costituzione in tutte le sue parti.Se la sinistra riformista non impone queste priorità, l’Italia sarà meno libera, meno giusta, più povera.Ciascuno di noi dovrà rinunciare ad una parte della propria sovranità per far vincere questa idea di futuro. Noi siamo pronti.

Riccardo Nencini

RADICALI


MORATORIA


Iniziativa bipartisan di otto senatori: Fine vita: per una moratoria legislativa

I senatori Enzo Bianco (pd), Emma Bonino (pd-radicali), Stefano Ceccanti (pd), Lamberto Dini (pdl), Pietro Ichino (pd), Antonio Paravia (pdl), Maurizio Saia (pdl), Giuseppe Saro (pdl) lanciano un appello volto a scongiurare un voto non sufficientemente meditato sul testamento biologico e e sul problema del fine vita.

Questo il testo dell'Appello
:

"Noi, credenti e non credenti, considerato il clima attuale del dibattito politico in corso sul trattamento dovuto nelle situazioni particolari di confine tra la vita e la morte, rileviamo il rischio che un intervento legislativo non sufficientemente meditato su questa materia, quale che ne sia il segno e il contenuto, cristallizzi soluzioni rigide, sempre parzialmente inappropriate rispetto all'infinita varietà dei casi reali, come è inevitabile.
Per questo chiediamo una moratoria legislativa su questa materia di qualche mese, che permetta di recuperare la serenità necessaria per il migliore e più aperto confronto".
(radicali.it)

???????????????????????????


S'ode a destra uno squillo di tromba - solo i socialisti autonomisti con Milone.
di La Primula Rossa

L’accordo elettorale fra il centrodestra pratese, la lista dell’ex assessore Milone, che viene data in grande salute, ed alcuni spezzoni del centrosinistra spurio, i socialisti autonomisti e la lista Taiti, che sembrava ormai cosa fatta, in questo momento appare definitivamente sfumato. A niente sono valsi gli sforzi dei massimi dirigenti regionali del PDL per convincere i tanti aspiranti sindaco ,ma soprattutto la Lega pratese e in primo luogo il suo capo Morganti, a siglare l’intesa. Ci sarebbero voluti gli argani dicevano i nostri vecchi concittadini. E così nuovi scenari si aprono sulla politica cittadina. Mentre il centrosinistra tutto inteso a ricucire gli strappi ed a leccarsi le ferite dopo l’esito delle recenti elezioni primarie pensa a ricostruire un’alleanza elettorale credibile, il centrodestra, che pure beneficia della spinta propulsiva che dalle ultime elezioni politiche sembra non esaurirsi, mostra all’elettorato la sua faccia “rinnovatrice”. Sembra di assistere ad una sequenza di “Todo modo”, per chi non lo ricordasse, il bel film di Elio Petri. Tutti fraternamente e convintamene in disaccordo! In questo contesto da “Baruffe chiozzotte” , francamente desolante, ci sembra che l’astuto e un po’ spregiudicatello Milone, forte dell’accordo con parte dei socialisti che gli offre una copertura a sinistra, se la stia ridendo sotto i baffi. Bologna non è poi così lontana e la vittoria di Guazzaloca, se non ricordiamo male, nacque in un contesto molto simile. A noi poveri elettori pratesi disincantati ed anche un “tantino” nauseati non rimane che aspettare. (0574news.it)


ESOPO


Con un laconico comunicato Aldo Milone informa, urbi et orbi, di "tirarsi fuori" dalla prospettiva di diventare candidato dell'opposizione cittadina. Poichè, sostiene Milone, alcuni settori del centrodestra non mi vogliono, ebbene non mi avranno! Proprio come nella favola della volpe e l'uva!! Purtroppo l'ex assessore alla Polizia Municipale, catapultato da qualche media, nel mondo della politica pratese, si è trovato subito in forte disagio. Perchè, poveretto, si è infilato, di propria iniziativa nel tritatutto del PdL, legandosi, a futura memoria, comunque a quella prospettiva. Almeno nel ricordo che ne avranno gli elettori. Dopo la ritirata rovinosa Milone promette che continuerà dunque una insulsa corsa solitaria verso il niente e verso il suo baratro politico. Nei prossimi tre mesi si renderà conto che quello che, forse, aveva accumulato come credito sarà stato del tutto disperso dall'ambizioso, ma perdente, sogno di mettersi alla testa delle intere truppe dell'opposizione. Che, verosimilmente, non poteva davvero affidare le proprie sorti ad un voltagabbana dell'ultima ora. Ovvero ad un politico che aveva passato gli ultimi 15 anni della sua vita su di un versante per lui altamente redditizio e pretendere, adesso, ad appena due mesi dalla fine della sua avventura nel governo della città, di presentarsi come eroe ed emblema di chi, nello stesso tempo, aveva pensato e detto, tutto il male possibile ed immaginabile di quel governo e di quegli assetti di potere pratese.Sarà difficile per l'amico di Sarno sorridere l'8 di giugno. Nel suo territorio securitario e d'ordine pescherà, con ben più credenziali, la Lega. I cittadini comprenderanno facilmente l'inutilità della sua presenza e, come tutto lascia prevedere e come insegnano gli ultimi avvenimenti elettorali, si schiererà intorno alle sole due coalizioni che competeranno per la vittoria. E' altamente probabile, pertanto, che Aldo Milone non ricompaia neppure sui banchi del Consiglio Comunale. E non sarà, di certo, una grande perdita.

RADIORADICALE


Vip - Massimo Bordin


• da Europa del 26 febbraio 2009, pag. 2

di M.La.

Vogliono cancellare Radio Radicale? Non sarebbe giusto e noi non siamo d`accordo con il governo. Il fatto, innanzi tutto: il sottosegretario allo sviluppo economico, Paolo Romani, rispondendo a una interrogazione del suo collega di partito Alessio Butti (o meglio, uno è di Forza Italia, l’altro di An: ma non complichiamoci la vita) ha affermato che allo scadere della convenzione fra lo stato e Radio Radicale (cioè a novembre) «verranno certamente considerate la ormai piena operatività della rete Rai nonché le esigenze di riduzione della spesa pubblica». Tradotto: stiamo valutando se togliere i 10 milioni annui previsti dalla convenzione alla radio diretta da Massimo Bordin, perché oggi esiste Gr parlamento (il quarto canale radiofonico della Rai), e tanto basti. Obiezione numero uno: maggiore è l`offerta di servizio pubblico (ancorché fornita da privati) meglio è per i cittadini e per lo stesso parlamento. Obiezione numero due: la convenzione con Radio Radicale è stata confermata da vari governi di centrodestra e di centrosinistra, a riprova che si tratta di un servizio oggettivamente utile, non diciamo "imparziale" (concetto che non esiste), diciamo: "utile". Obiezione numero tre: con tutto il rispetto, Gr parlamento specie negli ultimi anni,- sotto le direzione di un amico di partito di Butti, Bruno Socillo, non si è certo mostrata così superiore a Radio Radicale da giustificare la soppressione della convenzione, anzi, ci sembra il contrario. Obiezione numero quattro: risulta che l’onorevole Butti abbia cointeressenze in attività editoriali che forse potrebbero beneficiare di un taglio della convenzione con Radio Radicale: altro che «esigenze di riduzione della spesa pubblica». Considerazione finale: questo governo ogni tanto minaccia di chiudere giornali e radio di partito, cioè di spegnere voci e annichilire idee. Finora non ci è riuscito, scommettiamo che non ci riuscirà neppure stavolta?

SINDACI


COMUNICATO STAMPA


Le dichiarazioni del Sindaco Marco Romagnoli ci appaiono quasi del tutto condivisibili. La sua defenestrazione si è dimostrata la conclusione di una pavida, sotterranea ed inqualificabile "congiura di palazzo" che, come spesso, accade, si è ritorta contro gli "ignoti" autori. Crediamo anche noi che sarebbe importante per il gruppo "dirigente" di Via Carraia (o Via Cairoli) prenderne atto e, con coraggio, provare a farsi da parte. Se il PD non avrà un gruppo dirigente legato da un "idem sentire" profondo con il candidato vittorioso alle primarie la strada per tornare al governo della città, già ardua nelle condizioni attuali, potrebbe trasformarsi in una vera e propria via crucis politica per i democrats cittadini. Dalla stampa di oggi apprendiamo anche che Aldo Milone avrebbe posto veti per una eventuale alleanza con la lista civica "Taiti per Prato" e con La Destra. Per quanto ci riguarda la cosa non può che farci piacere. Lavoriamo ed abbiamo lavorato apertamente per non offrire alla città un cattivo politico ed un pessimo amministratore. L'essere accomunati alla Destra cittadina non ci fa neppure dispiacere. Pur nella differenza dei valori di riferimento riconosciamo ai militanti della Destra pratese onestà civica e generosità politica. Da loro, per esempio, acquisteremmo volentieri una bicicletta usata...........

Lista Civica "Taiti per Prato"
Associazione radicale "Liber@Mente Prato"

GIUNTA


Continuando il "gioco" delle giunte possibili, esaminiamo oggi, quale potrebbe essere la composizione di una Giunta nell'eventualità della vittoria elettorale dello schieramento d'opposizione, nella coalizione fino ad oggi prevedibile che sconta, ovviamente, la mancanza dell'indicazione del candidato sindaco:

Sindaco: ?????????????????????

Vice Sindaco: Filippo Bernocchi o Goffredo Borchi
- Bilancio e programmazione finanziaria , tributi, economato e provveditorato, affari generali e legali, servizi demografici, politiche dell’Ufficio del Datore di Lavoro;
Assessori:
Beatrice Fineschi
- Cultura, Politiche giovanili e del tempo libero, Sport, distretto della Pace, Multietnica;
Claudio Morganti
- Polizia Municipale, sicurezza, ordine pubblico, macrolotto zero;
Mario Pasquetti
- Urbanistica e piano regolatore, lavori pubblici e grandi opere, mobilità, urbanizzazione secondaria;
Maurizio Bettazzi
- Politiche della valorizzazione ambientale, società sostenibile, centro storico, protezione civile, manutenzione straordinaria patrimonio pubblico;
Giovanni Luchetti
- Organizzazione e valorizzazione risorse umane; sistema informativo, rapporti con il consiglio comunale;
Massimo Mattei
Sviluppo economico, piano strategico, dismissioni aziende partecipate;
Rita Pieri
- Politiche educative e dell'istruzione pubblica, formazione;
Gianni Cenni
- Diritti e programmazione interventi sociali, integrazione e coesione territoriale

DAL PUTTANISMO AL PUTINISMO?


La Procura di Roma ha chiesto l'archiviazione del procedimento contro Silvio Berlusconi e Agostino Saccà per la vicenda delle intercettazioni su presunti favori nei confronti di alcune attrici e le presunte trattative per il passaggio all'opposizione di senatori della maggioranza che sosteneva il governo Prodi. Questa la motivazione: «Il quadro probatorio emerso al termine delle indagini e le conclusioni in fatto e in diritto effettuate hanno indotto questo ufficio a ritenere che gli elementi acquisiti non sono idonei a sostenere l'accusa in un eventuale giudizio».
DISTRUGGERE INTERCETTAZIONI - La Procura ha chiesto al gip di distruggere le intercettazioni e tutta la documentazione, anche in formato informatico, riferite al capitolo di inchiesta su Berlusconi e Saccà, ovvero le conversazioni tra i due, le conversazioni private fatte dagli indagati con terze persone, tra cui attrici e politici, non coinvolte nell'indagine e i colloqui di Berlusconi con altre persone e ragazze che orbitavano nel mondo dello spettacolo. Nel motivare la richiesta, i magistrati capitolini spiegano che «le conversazioni appaiono irrilevanti» e che c'è «necessità di assicurare il massimo della tutela possibile alla riservatezza dei soggetti coinvolti». Secondo i pm Angelantonio Racanelli e Sergio Colaiocco non ci sono le prove di un accordo corruttivo nella telefonata tra Berlusconi e Saccà del 6 luglio 2007, quando il primo dice al secondo «sai che poi ti ricambierò dall’altra parte quando tu sarai un libero imprenditore...». Nei verbali si spiega che Saccà ride e Berlusconi aggiunge «mi impegno a... eh, a darti un grande sostegno».
«NON C'È STATO DO UT DES» - «Non vi è certezza sull'esistenza di un do ut des. Lo stretto legame tra l'onorevole Berlusconi e Saccà, che emerge con l'evidenza dall'attività investigativa, era tale da consentire al primo di effettuare segnalazioni al secondo senza dover promettere o ottenere nulla in cambio - sostiene la Procura di Roma nella richiesta di archiviazione al gup -. Appare verosimile ritenere che l’attenzione prestata alle cortesie richieste, siano state occasionali o sistematiche, sia stata caratteristica di un rapporto asimmetrico nel quale, comunque, l’onorevole Berlusconi non aveva alcuna necessità di garantire indebite utilità per essere ascoltato e per ricevere favori da Saccà». Rispetto alla società che avrebbe dovuto creare Saccà, i magistrati spiegano che «anche l’analitico esame della vicenda relativa al cosiddetto progetto Pegasus non consente di individuare con precisione e con profili di concretezza una promessa da parte dell’onorevole Berlusconi, ma soprattutto non consente di stabilire, con elementi di certezza, un collegamento tra una partecipazione eventuale di società o di soggetti, collegati direttamente o indirettamente all’onorevole Berlusconi, al progetto Pegasus e le segnalazioni effettuate dallo stesso Berlusconi a Saccà in favore di varie attrici e i successivi interventi in tal senso da parte di Saccà».
ATTRICI RACCOMANDATE - Berlusconi era stato indagato per corruzione per aver raccomandato nel 2007 all'allora direttore di RaiFiction Saccà cinque attrici in cambio di sostegno finanziario, imprenditoriale e politico. I magistrati romani hanno chiesto di archiviare anche l'altro filone relativo a un presunto accordo corruttivo che legava la commercialista Stefania Tucci, il consulente finanziario Giuseppe Proietti e lo stesso Saccà per la presunta promessa di sostegno finanziario ed economico alla società Pegasus, istituita da quest'ultimo. Entrambi i capitoli di inchiesta erano stati aperti dal pm Vincenzo Piscitelli della Procura di Napoli e poi trasferiti nella capitale. Il gip di Napoli Luigi Giordano, che aveva accolto la richiesta dei legali di Berlusconi di dichiarare l'incompetenza territoriale dell'autorità giudiziaria napoletana, determinò anche la trasmissione delle intercettazioni alla Procura di Roma. Secondo i magistrati partenopei sarebbero cinque o sei le telefonate che proverebbero l'accusa di corruzione nei confronti del premier.
PROCEDIMENTO DISCIPLINARE - Parallelamente all'indagine della magistratura, la Rai ha aperto a dicembre 2007 un procedimento disciplinare a carico di Saccà, che a dicembre si è autosospeso da direttore di RaiFiction, per valutare le eventuali violazioni del codice etico aziendale. L'azienda intanto ha deciso la sospensione cautelare del dirigente: a giugno 2008 il giudice del lavoro ha ordinato il reintegro di Saccà alla direzione di RaiFiction, decisione impugnata dall'azienda e ribaltata a luglio dal tribunale del lavoro, che ha accolto il ricorso di Viale Mazzini. Sempre a luglio, al dirigente è arrivata una nuova contestazione disciplinare, basata su una nuova tranche di intercettazioni acquisite dalla Procura di Napoli. Nello stesso mese, il cda della Rai ha bocciato la proposta di licenziamento di Saccà avanzata dal direttore generale Claudio Cappon; il 1° agosto è passata invece la proposta di trasferimento di Saccà alla direzione commerciale di Viale Mazzini.
(corriere.it)

NONUKE


NUCLEARE: GERMANIA SPEGNE REATTORE, MA PENSA A REVIVAL
BERLINO


Si spegne in Germania il reattore nucleare più vecchio del Paese ma, se i conservatori della cancelliera Angela Merkel (Cdu) vinceranno le prossime elezioni, con tutta probabilità il nuovo governo riprenderà la strada dell'energia atomica abbandonata ai tempi dell'ex cancelliere Gerhard Schroeder: nel frattempo, i grandi gruppi tedeschi vanno all'estero in cerca di alleanze. Durante il governo Schroeder, infatti, è stato deciso che la Germania - che ha ancora 17 impianti attivi - uscirà completamente dal nucleare entro il 2021. L'Esecutivo della Merkel ha mantenuto il piano, ma le cose potrebbero cambiare radicalmente dopo le politiche di settembre se il nuovo governo vedrà i socialdemocratici (Spd) - contrari a questa forma di energia - in minoranza. Dalla fine di questa settimana, intanto, la regione Assia si troverà senza energia atomica. Questo venerdì, infatti, le autorità spegneranno il reattore A dell'impianto di Biblis, il più vecchio del Paese, costruito nel 1974, dopo avere chiuso il reattore B (1976) il mese scorso. Ma proprio in vista di un possibile revival del nucleare nel Paese, l'impianto di Biblis (della Rwe) non verrà smantellato. La sua chiusura viene definita temporanea, è stata decisa per effettuare "controlli", scrive oggi l'agenzia stampa tedesca Dpa. E non è escluso che la centrale venga rinnovata e riaperta a seconda dell'esito del voto del 27 settembre prossimo. In attesa delle elezioni, i grandi gruppi tedeschi non perdono tempo: la Rwe si prepara a uscire dai confini nazionali per continuare a garantire alla Germania le forniture di energia e la Siemens si avvicina all'agenzia atomica russa Rosatom. Nel 2007 la Siemens ha firmato un memorandum d'intesa con la Rosatom per una possibile cooperazione futura e, secondo quanto scrive il quotidiano economico tedesco Handelsblatt, la firma di una lettera d'intenti per una cooperazione su larga scala in questo settore potrebbe arrivare già all'inizio di marzo. "Vogliamo rafforzare il nostro impegno anche nel settore nucleare", ha detto al giornale Wolfgang Dehen, membro del cda e capo del settore energia della Siemens. "Oggi, il mercato capo del settore energia della Siemens. "Oggi, il mercato offre un grande potenziale", ha aggiunto. La Siemens è uscita il mese scorso dal capitale della Areva NP, la filiale specializzata nei reattori nucleari della francese Areva, e punta adesso a un ruolo di rilievo con la Rosatom, scrive il giornale, nell'ambito di una cooperazione strategica che potrebbe essere definita già in primavera. Il gruppo tedesco, è uno tra i principali produttori di sistemi di controllo e gestione per il nucleare, mentre la Russia è tra i più grandi costruttori di impianti nucleari al mondo, impegnata attualmente nella realizzazione di sette reattori in vari paesi. Ma anche la stessa Rwe è in cerca di nuove opportunità all'estero. Non più tardi dell'ottobre scorso, il secondo gruppo dell'energia tedesco, ha detto che parteciperà a "tre o cinque" progetti fuori dalla Germania. Il gruppo ha già vinto una gara per la gestione - con una quota del 49% - del secondo impianto nucleare della Bulgaria. Inoltre, lo scorso novembre ha firmato nell'ambito di un consorzio di sei compagnie straniere, inclusa l'Enel - un accordo per la costruzione di due reattori in Romania. (ansa.it)

BIOTESTAMENTO


Testamento biologico, anche la destra si spacca

Si infiammano i toni della polemica sul ddl Calabrò relativo al testamento biologico. Alle divisioni emerse nel Pd, si sono affiancati, ma sull'altro campo, i dissensi emersi con il documento firmato da 53 parlamentari del PdL che hanno messo nero su bianco i loro dubbi sul provvedimento e auspicato un testo ancora più restrittivo. Perplessità sono emerse anche nella commissione Affari Costituzionali del Senato, che ha rimandato a martedì il suo parere. Intanto, la commissione Sanità di Palazzo Madama ha iniziato l'esame degli emendamenti.

PIÙ FRONTI NELLA MAGGIORANZA

Due i fronti aperti nel Pdl. Il primo vede coinvolto Beppe Pisanu, che dopo aver dichiarato il suo no alla firma, ha ricevuto le critiche del capogruppo dei senatori Pdl Maurizio Gasparri. Il secondo si è aperto nella riunione di Gianni Letta con i parlamentari del partito proprio sul testamento biologico. Letta ha elogiato i senatori del PdL, e in particolare il presidente e il vicepresidente, Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello, per come hanno tenuto la posizione del gruppo in Aula. L'area del dissenso nel PdL coinvolge 53 parlamentari, fra deputati e senatori. Alla loro guida si trova il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga. Come ha spiegato il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano, le maggiori perplessità «si basano sulla nozione di accanimento terapeutico e sullo stesso istituto della dichiarazione anticipata di trattamento, per le motivazioni contenute nel documento medesimo». A un dissenso politico si deve aggiungere una nota di contrasto personale fra Gasparri, che ha ha definito Beppe Pisanu un «senatore distratto», per aver votato la mozione sulla vita salvo annunciare che non parteciperà al voto del ddl in Aula, e la replica piccata di Pisanu: «Sono così distratto che a volte mi sfuggono gli alti pensieri di Gasparri».

DUBBI DA COMMISSIONE SU COSTITUZIONALITÀ

A segnare un nuovo stop all'iter del ddl Calabrò sul testamento biologico è stata oggi la commissione Affari Costituzionali del Senato, che ha preferito rimandare a martedì pomeriggio il suo parere sul testo e gli emendamenti. Non sono stati solo i senatori di Pd e Idv a sollevare problemi di incostituzionalità su vari articoli del ddl, ma anche qualcuno del Pdl. Si è trattato di Giuseppe Saro, che ha espresso «diversi dubbi sugli articoli 1 e 2 del ddl Calabrò e anche sulla parte relativa all'idratazione e nutrizione artificiale, perché ritengo che vi sia un'impostazione che vada contro la libertà e l'autodeterminazione del singolo». La commissione Giustizia ha dato invece parere favorevole ma condizionato.

SLITTA VOTO IN COMMISSIONE SANITÀ

Non riuscirà a votare gli emendamenti giovedì, come previsto, ma lo farà non prima di martedì. Questo «sia per la decisione della commissione Affari costituzionali - spiega Antonio Tomassini - di rimandare il suo parere a martedì, e sia per l'ostruzione del Pd». Per arrivare in tempo alla scadenza del 5 marzo in Aula con ddl ed emendamenti votati in commissione Sanità, il suo presidente ha stabilito un calendario molto nutrito di incontri, con sedute fiume e in notturna fino a lunedì.

FINOCCHIARO, DA PD NESSUN OSTRUZIONISMO

Il Pd respinge le accuse di ostruzionismo al mittente. La capogruppo dei senatori Anna Finocchiaro fa sapere che «Il gruppo del Pd sta mantenendo e manterrà il proprio impegno perchè la discussione nell'Aula del Senato inizi il 5 marzo come stabilito. Da parte nostra non c'è nessuna volontà ostruzionistica, solo la necessità di discutere un testo che riguarda una materia così impegnativa». (unità.it)

TRACOLLO


LE RADICI DEL TRACOLLO DEL PD

Una sconfitta cercata a lungo


di Giovanni Sartori


Povera sinistra. Peggio messa di come è non potrebbe. E l'onda lunga che l'ha portata al tracollo viene da lontano, da molto più lontano di quanto i commentatori ricordino. L'altro giorno l'elezione di Dario Franceschini a nuovo segretario del Pd èstata una decisione sensata e forse l'unica possibile. Ma il salvataggio viene rinviato a elezioni primarie che dovrebbero spazzare via la vecchia nomenklatura e miracolosamente scoprire nuovi leader. Le primarie sono state una fissazione di Prodi; e sinora si sono rivelate un enorme dispendio di energie senza frutto, che non hanno fondato o rifondato un bel nulla. Per carità, riproviamo ancora. Ma non illudiamoci che scoprano ignoti né quello che non c'è. A oggi ogni capopartito ha allevato i suoi e cioè potenziato la sua fazione, la sua corrente, promuovendo gli obbedienti (anche se deficienti) e cacciando gli indipendenti (anche se intelligenti). Pertanto la crisi di leadership della sinistra è una realtà dietro la quale non è detto che si nascondano geni incompresi, geni repressi.Il guaio risale al fatto che per una trentina di anni abbiamo avuto la più grande sinistra dell'Occidente, che era però egemonizzata dal Pci e forgiata dallo stalinismo di Palmiro Togliatti. Non era una sinistra addestrata a pensare con la sua testa, ma invece ingabbiata nel preconfezionato di un dogmatismo ideologico. Caduta la patria sovietica, quel pensare e pensarsi che altrove ha rifondato la sinistra su basi socialdemocratiche da noi non si è risvegliato. La fede comunista si è semplicemente trasformata in un puro e semplice cinismo di potere; e il non pensare ideologico, il sonno dogmatico del marxismo, si è semplicemente trasformato nella sconnessa brodaglia del «politicamente corretto». Una brodaglia nella quale anche il semplice buonsenso brilla per la sua assenza.Dunque la malattia è grave e di vecchia data. Una malattia che coinvolge anche - passando al versante pratico del problema - l'erosione dei bacini elettorali tradizionali della sinistra. In passato la sinistra era, in tutta semplicità, il partito del proletariato operaio. Quel proletariato non esiste più. Lo ha sostituito un sindacalismo che in passato obbediva al partito, ma che ora lo condiziona. Domanda: il collateralismo o condizionamento sindacale conviene davvero, oggi, alla «sinistra di governo » (come diceva Veltroni)? Ne dubito. La Cgil è oramai un sindacato antiquato «di piazza e di sciopero», abbandonato dai giovani, che rappresenta i pensionati (la maggioranza dei suoi tesserati), che difende gli sprechi e anche i fannulloni. E siccome siamo al cospetto di una gravissima crisi economica, la sinistra non la può fronteggiare appesantita dalla palla al piede della Cgil. O così mi pare.Altra domanda, questa volta sul collateralismo (dico così per dire) con la magistratura. Fermo restando che l'indipendenza del potere giudiziario è sacrosanta, il fatto resta che gli italiani sono indignati per la sua lentezza e inefficienza. Prodi si vanta di avere vinto due elezioni. Allora ci spieghi perché, in vittoria, non abbia alzato un dito per aiutare e anche costringere la giustizia a funzionare. La sinistra fa bene a difendere ilpotere giudiziario dagli assalti interessati di Berlusconi. Ma fa male a non difendere un cittadino così mal servito da una giustizia, diciamolo pure,ingiusta.