sabato 28 marzo 2009

CARLESI


800 persone scriveranno il programma con Massimo Carlesi

Lunedì sera impegnativo per quasi 800 persone, impegnate a discutere, suggerire punti, sottolineare problemi e trovare soluzioni per il futuro della città. Sono infatti 797 i sostenitori della candidatura a sindaco di Massimo Carlesi che hanno aderito ai gruppi di lavoro, ben 11, per la stesura del programma. Gran parte delle adesioni sono state raccolte nel corso della serata d’insediamento del Comitato elettorale, un paio di settimane fa. Altre sono arrivate nei giorni seguenti. Quasi tutti gli interessati sono stati avvertiti, in questi giorni, attraverso telefonate ed Sms. A causa di possibili errori di compilazione della scheda o di trascrizione, alcuni membri dei gruppi non sono stati tuttavia, comprensibilmente, raggiunti.Si parte da una base solida, vale a dire dai punti programmatici presentati durante la campagna per le Primarie del centrosinistra, che andrà adesso arricchita di nuove idee ed eventualmente aggiornata.La serata di lunedì, pur suddivisa in sedi differenti, può essere in fondo considerata come la più grande (o una delle più grandi) riunione politica pratese, almeno negli ultimi tempi. Segno che il desiderio di partecipare a un progetto, contribuendo alla sua stesura, è diffuso in tutti gli strati della società pratese.
Di seguito, l’elenco dei gruppi, col numero di partecipanti e il luogo delle diverse riunioni che si terranno tutte a partire dalle 21 di lunedì 30 marzo.


Economia e Lavoro

73 persone

Circolo Renzo Grassi in Via Pistoiese, 502 (Narnali)
Urbanistica, Infrastrutture ed Ambiente

114 persone

Casa del Popolo di Coiano in Via Bisenzio, 5/F
Innovazione, Ricerca e Risorse Energetiche

63 persone

Circolo B. Cherubini in Via O. Bambini, 10 (Grignano)
Trasparenza e Semplificazione della Pubblica Amministrazione

53 persone

Circolo La Libertà in Via Pistoiese, 659 (Viaccia)
Partecipazione e Ruolo delle Circoscrizioni

69 persone

Circolo di Santa Lucia in Via del Guado, 12
Cultura, Scuola e Sport

108 persone

Circolo Culturale di Paperino in Via dell’Alloro, 14
Associazionismo e Cooperazione

68 persone

Circolo 29 Martiri in Via di Cantagallo, 250 (Figline)
Sociale e Sanità

78 persone

Circolo Q. Martini in Via Montalese, 338 (Maliseti)
Legalità e Sicurezza61 personeCircolo R. Degli Innocenti in Via A. Costa, 62 (Galciana)
Centro Storico, Periferie e Decoro della Città

71 persone

Ex APT di Via Cairoli
Politiche Giovanili

49 persone

Circolo Costa Azzurra in Via Firenze, 253 (La Macine)
(massimocarlesi.it)

BIOTESTAMENTO


E ora è scontro sul bio-testamento


Ha suscitato reazioni contraddittorie l'intervento di Gianfranco Fini al primo congresso del Pdl a Roma. Le parole del presidente della Camera sono state apprezzate dal premier Silvio Berlusconi, che ha brindato con Fini al termine del suo intervento. Il Cavaliere si sarebbe complimentato con il numero uno di Montecitorio per il suo intervento, ma la conversazione, a quanto riferisce chi era presente, si sarebbe svolta senza entrare nel merito. A scatenare un acceso dibattito, anche e soprattutto all'interno della stessa maggioranza, sono stati i dubbi espressi del presidente della Camera sui ddl che riguarda il fine vita e che ha superato l'esame del Senato.
PRO E CONTRO - Da una parte dell'opposizione è arrivato un plauso alle parole del presidente della Camera. «Fini è un uomo che ha alcune idee politiche fondamentali molto diverse dal partito a cui oggi si è rivolto» è stato il commento di Massimo D'Alema, che ha citato, a tal proposito, proprio il tema del testamento (oltre che quello dell'immigrazione) affrontato da Fini al congresso Pdl. Assai critico invece il sindaco di Roma Gianni Alemanno. «Pur ritrovandomi nell’impostazione data da Fini sullo Stato laico, non ritengo che il testo uscito dal Senato sia sbagliato» ha detto il primo cittadino della Capitale. Frena anche Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato. «Si può cambiare un comma della legge sul testamento biologico, ma non si altereranno i principi. Si possono discutere i dettagli ma i principi restano quelli». «Fini ha fatto un suo ragionamento, su questi temi non c’è dottrina né verità. Si possono fare errori, penso che al Senato ci sia stato un eccessivo irrigidimento della norma e penso che alla Camera la stessa maggioranza potrà correggere questi aspetti» ha detto il coordinatore di Forza Italia, Denis Verdini. «Non posso che esprimere la mia condivisione con l'interpretazione del Presidente della Camera a proposito del rischio di avvicinarsi ad uno stato etico con la legge sul testamento biologico» ha detto invece il senatore Ignazio Marino (Pd), presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale. Duro Massimo Donadi, presidente dei deputati dell'Idv, secondo cui «le parole di Fini sul testamento biologico sono tardive e inutili, anche se condivisibili». «Il presidente della Camera poteva e doveva pensarci prima - ha detto Donadi -. Il ruolo di grillo parlante che si sta ritagliando nel Pdl non incide sulla vita del Paese perché alle parole non corrispondono azioni concrete. An, infatti, ha avuto un ruolo centrale nel sostenere una norma da stato etico».
«IL SOLITO FURBETTO» - Più in generale, comunque, il discorso di Fini è piaciuto ad Alemanno («è uno degli interventi più belli che io gli abbia mai sentito pronunciare» ha detto il sindaco di Roma) ed è stato «interessante» per D'Alema, che ha invitato il centrosinistra a «raccogliere la sfida che Fini rilancia» a mettere mano a «riforme condivise». «Abbiamo sentito dal presidente della Camera parole ben diverse da quelle che Berlusconi ieri ha usato nei confronti dell'opposizione. Oggi Fini ha avuto un grande rispetto e una doverosa attenzione al tema delle riforme condivise» ha detto il presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro. Di diverso avviso Franco Monaco. «Su legalità, laicità, questione meridionale, immigrazione, referendum elettorale: sono apprezzabili ma velleitari, testimoniali, minoritari i distinguo di Fini, soverchiati dall'asse Berlusconi-Bossi che dettava e detta la linea alla maggioranza di governo e, più ancora, la sua base ideologica», ha detto l'esponente ulivista del Pd . Per il leader dell'Idv Antonio Di Pietro «il presidente della Camera Fini non può prendere due piccioni con una fava. Non può dire che non gli va bene il testamento biologico o l'obbligo di denuncia dei clandestini per i medici, e nello stesso tempo fare il leader di un partito e accettare che questo voti tali provvedimenti. È il solito furbetto che vuole prendere due piccioni con una fava, da una parte il consenso del partito e dall'altra quello dei cittadini. Non si può stare con un piede in due scarpe».
(corriere.it)

TOWNMEETING
















TOWNMEETING
















TOWNMEETING
















PIANOCASA


"Un rilancio del mercato ma NO alla speculazione edilizia L’Istituto Nazionale di Bioarchitettura esprime preoccupazione per le nuove in materia edilizia del “Piano Casa”. L’incremento generalizzato delle volumetrie esistenti, come di recente proposto, risulta altamente rischioso per il patrimonio edilizio nazionale. Alla luce dell’attuale crisi, nonostante la palese necessità di una revisione generale delle procedure edilizie nella direzione della trasparenza e della semplificazione, al solo scopo di incentivare il mercato, si ritiene che la risposta idonea non possa passare per la deregolamentazione generalizzata. Si ricorda che l’azione di governo presuppone autorevolezza e un buon rapporto con i cittadini, aspetti legati anche alla coerenza normativa. Tale coerenza decade qualora con lo strumento di misure improvvisate si legittimi l’assenza di controllo dell’attività edilizia, con regole che creano deroghe alle regole. La normativa locale, anche per ciò che concerne l’urbanistica, è frutto di una elaborazione continuativa negli anni e di concertazione con gli attori e gli usufruitori, che in questo caso si troverebbero di fatto improvvisamente “una tantum” esautorati. Tale prospettiva delinea certamente un ulteriore peggioramento della qualità morfologica dell’edificato sul territorio italiano, causato da ampliamenti e superfetazioni dettati dalle occasioni d’intervento e slegati da ogni logica di coordinamento. Pericoloso il risultato che tale decisione potrebbe avere sulle campagne, con il consolidamento di fatto di capanni e depositi per attrezzi e la loro ennesima conversione in unità abitative, secondo il copione dei tanti precedenti condoni. Ancor più tragica la possibilità di intervenire in parchi e aree di tutela culturale e ambientale. Si segnala pertanto come tali iniziative poco abbiano a che vedere con l’emergenza abitativa, in quanto il beneficio per le famiglie con difficoltà economiche sarà limitato. Sebbene da tempo l’INBAR auspichi un’applicazione diffusa dei migliori criteri di bioarchitettura e di efficienza energetica, si critica che tali caratteri siano sfruttati come strumento per ampliamenti secondo criteri incoerenti. Il rischio che si realizzi l’ennesimo greenwashing di interventi degradanti per l’ambiente costruito e la natura è reale. A maggior ragione qualora la norma sia deficitaria delle necessarie definizioni in tema di bioedilizia. L’Istituto Nazionale di Bioarchitettura auspica che il governo voglia tenere conto dei suggerimenti e valutazioni qui esposti. "


Istituto Nazionale di Bioarchitettura

BIOTESTAMENTO


Testamento biologico. Che errore, questa legge aumenterà solo la sofferenza dei malati.


di
Redazione

Mentre a Singapore una legge dello Stato autorizza di fatto la commercializzazione degli organi tra viventi, in Italia il Senato dà via libera a un disegno di legge in cui un cittadino non può neppure chiedere di sospendere l’alimentazione e la nutrizione qualora si venisse a trovare nella condizione di Eluana Englaro. Da una parte la totale disponibilità del proprio corpo, dall’altra l’indisponibilità assoluta. Bene, si dirà, il mondo è bello perché è vario e ogni Paese è libero di dotarsi delle leggi che vuole. Questo però non può esimerci dal farci riflettere criticamente tanto sui rischi della commercializzazione degli organi, quanto sulle nostrane disposizioni in materia di dichiarazioni anticipate di trattamento. Mi soffermo qui solo su queste ultime. Il testo approvato dal Senato presenta un grosso limite: esso risente fortemente dell’ondata emotiva suscitata nel nostro Paese dalla morte, decisa dai giudici, di Eluana. Pare quasi una rivincita del legislatore contro l’arbitrio giudiziario; si vuol oggi vietare con una legge quello che ieri i giudici hanno autorizzato. E in effetti è proprio così: se dovesse essere approvato dalla Camera il testo del disegno di legge cui il Senato ha dato via libera, non sarà in nessun caso possibile sospendere alimentazione e idratazione, perché «finalizzata ad alleviare le sofferenze fino alla fine della vita». Ora, anche trascurando per un momento il tema del consenso, che potrebbe entrare in collisione con l’indisponibilità del bene vita, ci sono casi - non quello di Eluana - in cui nell’imminenza della morte (in seguito ad esempio a malattie tumorali) è l'organismo stesso a non essere più in grado di assimilare le sostanze fornite, e alimentazione e idratazione invece di alleviare le sofferenze diventano esse stesse fonti di sofferenza. Ogni medico sa (o dovrebbe sapere) che nell’imminenza della morte può verificarsi questa condizione. Ebbene, sulla base della legge in discussione l’alimentazione e l’idratazione dovranno proseguire forzatamente sino all’arresto cardiocircolatorio o all’accertamento della morte cerebrale.Si poteva facilmente superare l’ostacolo sostenendo che l’alimentazione e l’idratazione sono atti doverosi, quando non risultino gravosi per il paziente. Sarebbe stata una norma comunque restrittiva, che avrebbe evitato il ripresentarsi di casi tipo quello di Eluana, ma per lo meno avrebbe evitato l’accanimento sul paziente nella fase terminale della vita.Fase terminale della vita non significa però soltanto stato vegetativo, non tutti siamo per fortuna destinati a morire come Eluana, ma potremmo morire a causa di altre malattie neurodegenerative, per le quali le dichiarazioni anticipate di trattamento sarebbero altrettanto importanti. Ebbene, il disegno di legge invece afferma che le dichiarazioni assumeranno rilievo nel momento in cui è accertato lo stato vegetativo. E allora, di grazia, in tutti gli altri casi? L’ombra di Eluana si estende dall’inizio alla fine su una legge che in fondo avrebbe dovuto riguardare i diritti dei malati in fase terminale e non soltanto quelli in stato vegetativo, che tra l’altro terminali non sono. In essa vengono ristretti tanto i diritti del paziente in stato vegetativo, quanto quelli dei malati terminali. E qui gli effetti della nuova legge sono potenzialmente devastanti. «Ogni forma di eutanasia» è categoricamente vietata e alcuni articoli del codice penale del 1930 sono stati ripresi di sana pianta, quando semmai sarebbero da tempo dovuti essere oggetto di riforma. Non c’era proprio bisogno di una nuova legge per ribadire la fedeltà assoluta al Codice Rocco. Eutanasia è un termine fonte di mille equivoci, ma non ogni forma di eutanasia deve essere giuridicamente ed eticamente aborrita come il male assoluto. Lasciar morire il paziente terminale (eutanasia passiva) in modo dignitoso non proseguendo trattamenti futili è già ammesso nel nostro ordinamento. Noi sospendiamo dopo sei ore di osservazione la respirazione artificiale in pazienti affetti da gravi lesioni encefaliche: è vero che una legge ci autorizza a farlo perché vengono dichiarati morti, ma di fatto in realtà li lasciamo morire, perché non avrebbe alcun senso tenerli in quella condizione. Il respiratore viene tenuto acceso solo in vista del trapianto a cuore battente. A proposito: è più violento sospendere l’idratazione e la nutrizione in un paziente in stato vegetativo con il suo consenso o asportare gli organi ad una persona in stato di morte cerebrale senza neppure avere il suo esplicito consenso, come già avviene? E ancora: il medico già oggi compie un’eutanasia indiretta quando per lenire il dolore come effetto secondario accelera la morte del paziente oppure quando con la sedazione terminale di fatto la cagiona. Questo sino ad oggi è ammesso, ma da domani sarà vietato. Addio alla medicina palliativa! Non è possibile che la morte di Eluana ci costringa a una legge che, con o senza testamento biologico, implicherà comunque un cumulo crescente di sofferenze per molti malati terminali. (giornale.it)

LIBERTA'


Né libertà né coscienza


di
Filippo Facci

Ci sono temi, ed è noto, per i quali un Parlamento non può permettersi di legiferare sulla base degli umori popolari: è impensabile che certe scelte economiche e legislative siano asservite a dei sondaggi. Per altri temi riguardanti le scelte personali, viceversa, un Parlamento ha il dovere di sondare l'autentica volontà popolare e di legiferare nel senso più democratico e referendario possibile. Ebbene: col decreto antistupri, e col testamento biologico, le parti sono state invertite.
La custodia cautelare come extrema ratio, tema delicatissimo, è stata abolita a furor di popolo in tre minuti netti, ciò in virtù di un'emergenza stupri che peraltro non c’era; e il Senato ha appena approvato, dall’altra, un finto testamento biologico che consegna il tuo corpo inanime nelle mani dello Stato e ti impone dei trattamenti sanitari obbligatori fregandosene del tuo consenso: e fregandosene, soprattutto, del particolare che la maggioranza degli italiani di destra e di sinistra (dati-alla-mano) non è d’accordo per niente. Dettaglio: i parlamentari del Pdl che in privato si dicevano contrarissimi a questo testamento biologico, sino a ieri, si contavano a mazzi. Morale. Berlusconi aveva detto che la libertà di coscienza è intangibile, mentre ieri ha detto che molti parlamentari sono lì per fare numero. Mettiamola così: se non sanno che farsene neppure della libertà di coscienza, molti parlamentari sono lì per fare numero.
(giornale.it)

MOBILITA'


Serve più trasporto pubblico

«Sono dati significativi, alcuni dei quali importanti, e che ci spingono a intraprendere due strade: tornare incentivare il trasporto pubblico locale, per servire meglio frazioni e periferie, e chiedere a gran voce tanto un servizio ferroviario più capillare che la realizzazione di reti di trasporto metropolitane». Parola del candidato sindaco del centrosinistra, Massimo Carlesi, a commento dei numeri diffusi mercoledì dall’Istat, in un approfondimento, relativo appunto ai trasporti, sui dati ambientali dei capoluoghi di provincia.Di bello c‘è che Prato ha visto crescere con costanza il numero di posti sugli autobus, passati dai 184 ai 211 per chilometro (dati in milioni su base annua) nel periodo fra il 2000 e il 2007, mentre nel complesso la domanda di trasporto pubblico, già aumentata si mantiene stabile, con un leggero calo (2 punti percentuali) fra il 2006 e il 2007. E questo, a fronte di un aumento di popolazione residente che incide sulla media, abbassandola. Buona e stabile (5,5 per chilometro quadrato) la presenza di fermate del bus. Più che raddoppiati, dal 2000 al 2007, i posti disponibili nei parcheggi scambiatori: da 14,1 ogni 1000 vetture a oltre 33. «In Toscana, Prato è terza dietro Lucca e Pisa». Secondo posto per le piste ciclabili, a ridosso di Firenze, passate da 25 a 46 chilometri, «con un anello per altro da completare»Positivi anche i numeri dei privati, «segno che incentivi e disincentivi, sia a livello nazionale che locale – osserva Carlesi – qui hanno funzionato. L’Istat ci dice – prosegue il candidato sindaco – che Prato è uno dei soli 13 capoluoghi italiani (4 in Toscana, fra i quali Firenze) dove le quote di auto euro IV hanno raggiunto un terzo del totale». Non solo: la quota più alta di autovetture con età inferiore a 8 anni si registra ad Aosta (85,2%). Prato è seconda in classifica, davanti a Trento, col 65,8%. Le ombre riguardano la densità di traffico che rende appunto urgente offrire ancora più trasporto pubblico, «potenziando i collegamenti fra le frazioni più distanti e ricorrendo a mezzi innovativi». Tanto più che la disponibilità di autubus, cresciuta fra il 2003 e il 2005, è tornata a calare, «È un dato di fatto, come evidenzia l’Istat, che il tasso di motorizzazione, pur in linea con i maggiori centri italiani, qui si traduce in una grande densità, doppia della media dei capoluoghi di provincia italiani e seconda in Toscana soltanto a Firenze dove però – aggiunge Carlesi – il numero di motoveicoli per abitante è assai più alto che nella nostra città». (massimocarlesi.it)

PARTITO DEMOCRATICO


Questa mattina si è tenuta la conferenza stampa del Pd pratese sulle proposte contro la crisi economica ed a sostegno dei lavoratori, degli artigiani e delle imprese. Erano presenti il segretario del Pd pratese Benedetta Squittieri, il candidato al comune Massimo Carlesi, il candidato alla provincia Lamberto Gestri, Fabrizio Mattei, consigleire regionale. Andrea Lulli non è potuto essere presente personalmente ma ha partecipato attivamente alla stesura del progetto delle proposte del PD. Il Pd pratese è a fianco dei lavoratori in questo momento così difficile. Lanciamo una mobilitazione generale di sostegno alle nostre proposte e di sostegno ai candidati Massimo Carlesi, per il Comune di Prato, e Lamberto Gestri, per la provincia di Prato in modo da poter riconquistare le Istituzioni locali. La destra pratese non è in grado di governare Prato ed il suo territorio. Tutti insieme a giugno per vincere. Tutti insieme per i lavoratori e le imprese. Uniti per vincere le sfide del domani. Nei prossimi giorni (sabato 28 e domenica 29) e nei giorni successivi mobilitazione in tutte le frazioni, le piazze, i comuni della Provincia. Partecipa e fai partecipare.

PD
















Le prove fotografiche dell'esistenza del Partito Democratico.

venerdì 27 marzo 2009

SONDAGGI


Domanda : Se ieri si fossero tenute le elezioni Europee, Lei a quale partito avrebbe dato la Sua preferenza?.

Risposta:

Popolo delle Libertà: 43.1%

Lega Nord: 10.7%

Partito Democratico: 22.4%

Italia dei Valori: 7.3%

Rifondazione Comunista+Comunisti Italiani+Sinistra Europea: 4.9%

Sinistra e Libertà: 2.4%

La Destra+Fiamma Tricolore+MPA+Pensionati:2.1%

UDC - Unione di centro: 5.0%

Radicali: 1.3%

Altri: 0.8%



Autore:
Euromedia Research (Ghial Media Srl)
Committente/ Acquirente:
Osservatorio Politico Euromedia Research. Diffuso e pubblicato da Il Giornale

APOGEO


COMUNICATO STAMPA


La vicenda dell'associazione APOGEO sta arrivando alla sua drammatica conclusione. Proprio in questi giorni, infatti, i liquidatori di Apogeo hanno inviato le lettere che richiedono la rifusione delle perdite di bilancio accumulatesi durante la gestione delle piscine comunali. Si tratta di cifre importanti che sicuramente rischiano di mettere in difficoltà i soci di Apogeo. A quanto è dato conoscere ai soggetti che avevano costituito l'associazione sportiva sono stati richiesti i seguenti importi:


FUTURA NUOTO euro 140.000,00 per il ripiano del deficit + 60.000,00 euro per l'utilizzo delle piscine comunali da parte della società;

AICS, CSI, UISP, CGFS e Comune di Prato ciascuno 140.000,00.


L'importo complessivo accertato del deficit di Bilancio durante la gestione di Apogeo assommerebbe dunque a 840.000!!!! Che conferma l'entità del "buco" che era stato ventilato negli anni scorsi. E che, diversamente da quello che dichiarava l'allora assessore allo sport Aldo Milone, non pare imputabile alla "famosa" perdita d'acqua alla piscina di Via Roma, bensì, ad una gestione incapace di valutare costi e ricavi dell'attività. L'amministrazione comunale, insieme al controllato CGFS, dovrà rifondere la bella cifra di 280.000,00 euro che, in momenti di crisi come questo, significano un bel sacrificio da richiedere ai cittadini-contribuenti. Ma per gli assetti dello sport pratese appaiono importanti ed estremamente impegnative anche le somme che i liquidatori richiedono agli enti di promozione ed alla Futura Nuoto. Anche in relazione alle responsabilità patrimoniali che potranno gravare sugli stessi presidenti e legali rappresentanti delle medesime che potranno essere chiamati a far fronte al debito anche con le proprie capacità economiche. Non può essere sottaciuto che la responsabilità principale del default di Apogeo è da attribuire, politicamente e amministrativamente, all'ex Assessore allo Sport, Aldo Milone. Al quale deve essere imputato il mancato controllo sulla gestione di Apogeo, anche in considerazione che la presidenza della società era affidata ad un dirigente del Settore Sport. Purtroppo è da addebitare a Milone anche il fallimento del Trofeo Città di Prato, storica agenzia per la promozione dello sport nella scuola che, per fortuna e per l'impegno di tutto lo sport pratese, oggi rinasce a nuova vita. Dispiace dover constatare che un amministratore pubblico che ha causato questi grandi guai sportivi ed economici a Prato ed ai pratesi, abbia trovato il coraggio di porre la sua candidatura addirittura a sindaco della città. Davvero non osiamo pensare quali altri danni e malestri potrebbero arrivare all'amministrazione della cosa pubblica pratese ove i cittadini volessero dare fiducia alla sua candidatura.


Prato 27.03.2009


Avv.Massimo Taiti

BIOTESTAMENTO


Biotestamento, quando a decidere è la politica

• da Il Messaggero del 27 marzo 2009, pag. 22

di Sergio Talamo

Ormai lo so, in quest`epoca non potrò morire come gli indiani d`America, con la fine che non è un abisso ma una prateria, con me che mi allontano senza che corrano né il mio cuore né le mie gambe. E neppure potrò morire come Remy, il professore delle Invasioni Barbariche, mentre ho un ago nelle vene e stringo la mano della mia donna, e le mie figlie mi dicono grazie, e i miei amici mi guardano come se avessimo vent`anni, e il lago sembra addormentarsi insieme a me. E neppure come Thomas, il medico di Milan Kundera, avvolto in una nuvola di luce bianca dopo aver attraversato la primavera e l`autunno di Praga da uomo che non si piega a nulla. E forse neppure come Piergiorgio Welby, che salutò la vita facendole una dichiarazione d`amore: «Vita è anche un giorno di pioggia, anche la tua donna che ti lascia». Non potrò, perché in quest`epoca la politica ha deciso per me. Ha deciso che la mia volontà non basterà, neppure se oggi io la proclamo limpida, fremente, incondizionata; neppure se domani fosse la volontà di un uomo che non può più parlare né pensare. Com`è strana, questa mia epoca. È il tempo dove tutto è lecito fuorché la libertà di scegliere fino a che punto la vita meriti questo nome. Dicono che infilarmi nel colpo un tubo che mi alimenta, e un altro che mi fa respirare, e un altro che mi fa fare pipì, sia la stessa cosa che curarmi. Dicono che se mi inchioderanno ad un letto, allora la mia vita non sarà più mia: sarà dello Stato. Dicono che quel giorno rischierò di finire triturato fra giudici e giornali, fra le lacrime sincere di pochi e quelle insincere di tanti. Dicono di fare tutto questo in nome di Dio. Eppure è proprio perché c`è Lui che morire mi sa tanto di un semplice passaggio, di un sogno più lungo del solito, di una musica che per Roberto Vecchioni è della viola d`inverno. Proprio perché ci credo davvero, a quella promessa intrisa di mistero, a quel lume che si accese da bambino e non si spegnerà mai... proprio per questo voglio decidere oggi, o domani, o a 120 anni come adombra Veronesi, di andare con la mente intatta e fiduciosa incontro a ciò che verrà. Non voglio l`umiliazione inutile di esserci senza vivere, senza ciò che mi fa uomo. Non voglio che il mio futuro sia un foglio spiegazzato e accarezzato da una suora. Non voglio che la mia dignità si frantumi fra i medicinali accumulati sul comodino. Non voglio che il mio destino, e il destino di coloro che arino, siano decisi da un accordo tra maggioranza e opposizione: nel nome di Dio, sono finito nelle mani, dei capigruppo Pd e Pdl... Gli uni vogliono togliermi l`acqua, gli altri darmela a forza, nessuno che pensi a rispettare la mia volontà di morire senza torture. Mi chiedo perché questa mia epoca abbia così paura della morte, e perché la nasconda dietro la finta retorica della vita a tutti i costi. Non so più a chi dirlo, o sussurrarlo o gridarlo, che se sarà il caso voglio morire in piedi perché io non ho paura della morte: ho molta più paura di voi che ne avete paura. Di voi che nel nome della persona piazzate la politica e la burocrazia, e magari anche le telecamere, sul corpo di uno che muore e sull`anima di chi gli resta vicino. Ma io non voglio spettacoli attorno al mio letto, perché l`unico spettacolo dev`essere il film del mio ricordo e lo sguardo di chi ho amato, per così poco in terra e per sempre in cielo. A chi posso dirlo? Socrate, almeno, aveva Critone e una cicuta che ha insegnato alla gente venuta dopo, nei millenni, che a volte un valore conta più della vita. Ma io, oggi, posso dirlo solo al vento e al medico di base. E, se un giorno mi toccherà, potrò soltanto urlare con la mente «lasciatemi stare» mentre un dottorino zelante si sentirà a posto con la coscienza perché sta applicando la legge.

MASSACRO




E' iniziato il massacro dei cuccioli di foca. Visione per stomaci forti!

SONDAGGIO


Domanda: Se ieri si fossero tenute le elezioni Europee, Lei a quale partito avrebbe dato la Sua preferenza?.


Risposta:




Popolo delle Libertà: 42.1%


Lega Nord: 9.1%


Partito Democratico: 22.5%


Italia dei Valori: 7.5%


Rifondazione Comunista+Comunisti Italiani+Sinistra Europea: 4.6%


Sinistra e Libertà: 2.1


UDC - Unione di centro: 5.5%


Altri: 6.6%




INDECISI: 25.0%





Autore:
Euromedia Research (Ghial Media Srl)
Committente/ Acquirente:
Osservatorio Politico Euromedia Research. Diffuso e pubblicato da Quotidiano.net, Ansa, Asca

GIUSTI


In tutta Italia solo 16 insegnanti universitari (su oltre milleduecento!) rifiutarono di prestare il giuramento di fedeltà al fascismo perdendo così la cattedra. Gli vogliamo ricordare:


Ernesto Buonaiuti (storia del cristianesimo)


Aldo Capitini (filosofia)

Mario Carrara (antropologia criminale)

Antonio De Viti De Marco (scienza delle finanze)

Gaetano De Sanctis (storia antica)

Giorgio Errera (chimica)


Piero Martinetti (filosofia)

Fabio Luzzatto (diritto civile)

Bartolo Nigrisoli (chirurgia)

Errico Presutti (diritto amministrativo)

Francesco Ruffini (diritto ecclesiastico)

Edoardo Ruffini Avondo (storia del diritto)

Lionello Venturi (storia dell'arte)

Vito Volterra (fisica matematica)


Fecero il loro rifiuto senza clamore! Come la cosa più naturale che gli dettava la loro coscienza. Anche loro tenevano famiglia......... Ma, presagendo la tragedia che s'approssimava sull'Italia, l'Europa ed il Mondo, ritennero loro primo dovere farlo! Non fanno parte, naturalmente, del Pantheon ufficiale della Resistenza. Ma erano e restano dei giusti. Ricordiamoli.

DDL


Biotestamento: ddl, i contenuti

Il disegno di legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento (dat), nella formulazione approvata dall'Aula del Senato e che ora approderà alla Camera, mantiene il principio dell'obbligatorietà dei trattamenti di nutrizione e idratazione, considerati "sostegno vitale" e dunque non sospendibili (come già previsto nella versione originaria del ddl). Le dat, per effetto dell'approvazione di un emendamento dell'Udc, diventano però non vincolanti. Questi i contenuti del ddl licenziato da palazzo Madama:


TUTELA DELLA VITA E DELLA SALUTE,


articolo 1 - Si stabiliscono i principi generali della legge, ovvero che la vita umana è "inviolabile e indisponibile" e che "nessun trattamento sanitario può essere attivato a prescindere dall'espressione del consenso informato". Si vieta "ogni forma di eutanasia e ogni forma di assistenza o di aiuto al suicidio". A tal riguardo, si fa riferimento agli articoli 575, 579 e 580 del Codice penale, che prevedono il carcere per il medico che attui eutanasia o suicidio assistito. Rispetto alla versione originaria dell'art.1, nel testo approvato dal Senato si annulla la partecipazione del paziente all'identificazione delle cure. In pratica, un emendamento per prevenire il rischio di contenziosi nei confronti dei medici. Scompare inoltre il riferimento all'accanimento terapeutico.


CONSENSO INFORMATO,


articolo 2 - Si definisce il concetto di consenso informato ai fini dell'attivazione dei trattamenti sanitari. Con l'approvazione di un emendamento a prima firma Rutelli, si riconosce, rispetto alla versione originaria, il diritto di parola ai minorenni nell'espressione del consenso.


CONTENUTI E LIMITI DELLE DAT,


articolo 3 - E' l'articolo che affronta il nodo della nutrizione e idratazione artificiale. Come nella versione originaria del ddl, si afferma (comma 6) che "alimentazione e idratazione, nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente, sono forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze fino alla fine della vita. Esse non possono formare oggetto di Dichiarazione anticipata di trattamento". Sono stati invece cancellati dall'articolo due riferimenti lessicali all'accanimento terapeutico, con l'obiettivo di fatto di delineare in maniera più precisa il 'no' ad ogni eventuale rischio di apertura all'eutanasia. Nella versione dell'articolo 3 approvata dal Senato viene inoltre semplificata la composizione del collegio di medici chiamato a valutare lo stato clinico del paziente: gli specialisti passano da cinque a tre (un medico legale, un anestesista-rianimatore ed un neurologo, sentiti medico curante e medico specialista).


FORMA E DURATA DELLE DAT,


articolo 4 - Le dat non sono obbligatorie. Nella versione approvata dal Senato, le dat diventano inoltre non vincolanti. Esse hanno validità per 5 anni, termine oltre il quale perdono "ogni efficacia".


ASSISTENZA AI SOGGETTI IN STATO VEGETATIVO,


articolo 5 - Si stabilisce che il ministro del Welfare "adotta le linee guida cui le regioni si conformano nell'assicurare l'assistenza domiciliare per i soggetti in stato vegetativo permanente".


FIDUCIARIO,


articolo 6 - Nella versione approvata, la figura del fiduciario viene inserita all'interno di limiti precisi: dal testo scompaiono infatti i riferimenti al ruolo del fiduciario nel promuovere e far rispettare le Dat espresse del soggetto.


RUOLO DEL MEDICO - Prevede che le volontà espresse dal soggetto nelle dat "sono prese in considerazione dal medico curante". Il medico "non può prendere in considerazione indicazioni orientate a cagionare la morte del paziente" e "non è tenuto a porre in essere prestazioni contrarie alle sue convinzioni di carattere scientifico e deontologico".


AUTORIZZAZIONE GIUDIZIARIA,


articolo 8 - Prescrive l'autorizzazione giudiziaria in caso di assenza del fiduciario ad esprimere il consenso al trattamento sanitario.


DISPOSIZIONI FINALI,


articolo 9 - Si istituisce il Registro delle dat nell'ambito di un archivio unico nazionale informatico. Il titolare è il ministero del Welfare. (ansa.it)

giovedì 26 marzo 2009

PANNELLA


Che PD è mai un PD che esclude Pannella e i radicali? Lettera aperta a Pasquino, Mafai, Pirani, Bignardi, Fabris, Kostoris, Ichino, Maraini, Haber, Fendi, Missoni…

di Valter Vecellio

14 febbraio del 2008: “Il Riformista” pubblica un appello di Gianfranco Pasquino, e in poche ore fioccano oltre settecento adesioni di personalità democratiche, laico-liberal-socialiste. Si dichiaravano pronte ad accettare la candidatura (simbolica o piena) nella lista radicale con capolista Emma Bonino “anche, e soprattutto, al fine di secondare l'accettazione di tale lista nella costituita coalizione fra Partito Democratico e Italia dei Valori, Veltroni e Di Pietro... Se più forti, potremo meglio cercare di immaginare e realizzare tutti i compromessi che possano contribuire ad affermare il carattere modernamente democratico quindi aperto, anche laico socialista liberale e federalista, nonviolento, di universale religiosità umana, del PD e la sua vittoria politico-elettorale, a guida di una coerente coalizione che sia davvero “maggioritaria” e alternativa a quella dei “capaci (davvero; ma davvero!) di tutto”.
Oltre a Pasquino, tra gli altri: Franco Battiato, Adele Cambia, Pino Caruso, Antonio Cavicchia Scalamonti, Lia Celi, Barbara Cupisti, Giuliana De Sio, Antonella Elia, Alessandro Figà Talamanca, Gianni Garko, Tony Garrani, Alessandro Haber, Raffaele La Capria, Gad Lerner, Luigi Magni, Antonello Miranda, Filippo Panini, Mario Patrono, Carla Rossi, Romano Scozzafava, Mario Sechi, Oliviero Toscani, Sara Volterra…
Contemporaneamente viene diffuso un altro appello, “di donne e uomini di sinistra chiedono al PD di valutare la possibilità di unirsi in coalizione con i radicali…uomini e donne da sempre legati a scelte politiche di sinistra di ispirazione laica e seriamente preoccupati dal rischio di
un futuro governo dominato da forze di centrodestra conservatrici, corporative e solo verbalmente innovative, sollecita i vertici del Partito Democratico a valutare con grande attenzione la possibilità di aprirsi ad una coalizione con i Radicali della lista Emma Bonino.
Riteniamo infatti che i Radicali nelle loro varie componenti rappresentino il valore ed il significato di pluriennali lotte laiche e indipendenti, spesso controcorrente ma di indubbia rilevanza sociale. A nostro avviso il contributo dei Radicali, anche nella dialettica dei differenti punti di vista su alcuni temi, non può che rafforzare l’azione per il raggiungimento degli obiettivi alla base del programma del Partito Democratico”.
Quell’appello, promosso da Miriam Mafai, Mario Pirani, Irene Bignardi, Gianpaolo Fabris, Fiorella Kostoris, Andrea Ichino, Dacia Maraini, Alessandro Haber, Anna Fendi, Angela Missoni, viene fatto proprio anche da Barbara Alberti, Simona Argentieri, Raffaele Argentieri, Luca Barbarossa, Alberto Barbera, Edoardo Bennato, Carla Biagi, Angelo Bolaffi, Adele Cambria, Beppe Carletti, Carla Cattani, Teresa Cavina, Maria Grazia Ciccarello, Pietro Coccia, Carla Colacci, Luisa Corbetta, Simona Dainotto, Gianni De Blasi, Luciano De Crescenzo, Steve Della Casa, Alberto Dentice, Stefano Disegni, Antonella Elia, Maria Teresa Venturini Fendi, Renato Ferraro, Carla Fracci, Ezio Frigerio, Diletta Gassman, Marco Giovannini, Mimmola Girosi, Giovanna Gravina, Giorgio Godetti, Griselda Guerrasio, Gustav Hofer, Loredana Latorre, Mimmo Liguoro, Giorgio Lonardi, Francesco Lopez y Royo, Francesca Lucchi, Giovanna Marini, Gemma Martino, Gianluigi Melega, Beppe Menegatti, Francesco Menegatti, Adriana Musini, Andrea Occhipinti, Sonia Panichi, Rocco Papaleo, Nicoletta Pardi, Patrizia Piccioli, Simone Pontecorvo, Picci Ziino Pontecorvo, Luca Ragazzi, Beatrice Rangoni Machiavelli, Luciana Regina, Angela Savoldi, Fulvia Serra, Donato Speroni, Franca Squarciapino, Lina Nervi Taviani, Claudia Terracina, Marilù Vinci, Luigi Viola, Adriana Vita, Maria Teresa Zambon.
Tocca a loro: ai Pasquino, alle Mafai, i Pirani, le Bignardi, i Fabris, e Kostoris, Ichino, Maraini, Haber, Fendi, Missoni: c’è ancora bisogno che si mobilitino, premano, levano la loro voce. Per la prima volta Marco Pannella e i radicali rischiano di essere esclusi dal Parlamento Europeo. Verrebbero meno, insomma, le voci che tengono alta la bandiera federalista di Altiero Spinelli e di Ernesto Rossi; la bandiera della ragionevole utopia della grande patria europea, da opporre ora più che mai alle miopi tentazioni ricorrenti delle piccole patrie europee…Sono loro, i firmatari e i promotori di quegli appelli che oggi devono rivolgersi, nuovamente, ai vertici del PD: per chiedere che la voce radicale non sia sacrificata, silenziata, cancellata.
Dai giorni del governo Prodi i radicali sono stati leali come nessuna altra formazione politica. Ancora una volta, come sempre, saranno i “fedeli” ad essere premiati, e i leali mortificati? Nei giorni scorsi i radicali hanno lanciato un pressante allarme: “Non sappiamo più cosa fare, anche se sappiamo che qualcosa va fatto”.
E’ “fare” anche il restare indifferenti, il non agire, il volgere la testa da un’altra parte… Ed è altro, evidentemente, il “fare” che urge, importante, necessario. Ci aiutino, e chiedano a PD almeno di affrontare la questione, di dibatterla, di avviare un confronto nelle sedi proprie…: “Riteniamo infatti che i Radicali nelle loro varie componenti rappresentino il valore ed il significato di pluriennali lotte laiche e indipendenti, spesso controcorrente ma di indubbia rilevanza sociale”…Valeva “ieri”, un anno fa. Non credono che valga, a maggior ragione, “oggi”, subito, qui e ora?
(notizie radicali, 889)

BIOTESTAMENTO


BIOETICA/BONINO: CHIUSA LA PAGINA NERA AL SENATO SE NE APRA UNA NUOVA NEL PAESE"

A seguito del voto finale in Aula al Senato sul testamento biologico, l'esponente radicale Emma Bonino ha dichiarato che "mentre si chiude una pagina nera al Senato se ne deve aprire una nuova nel paese più carica di speranza, più laica, più liberale, più democratica, più rispettosa dei diritti individuali così come sanciti dalla nostra Costituzione. Questa legge non "per" ma "contro" il testamento biologico deve portare ad una vera e propria campagna di disobbedienza civile, nel senso più alto del termine. Il voto compatto contrario che il gruppo Pd ha finalmente espresso mi fa ben sperare in un cambio di registro radicale che eviti di lasciare alle schermaglie parlamentari alla Camera il prosieguo dell'iter legislativo ma che veda la mobilitazione, nelle strade e nelle piazze d'Italia, di tutti coloro che si sentono profondamente lesi nella loro dignità di cittadini.""Oggi", ha proseguito la Vice Presidente di Palazzo Madama,"consegniamo alla Camera un ddl indegno, ingannevole, liberticida, reazionario, antistorico, ottusamente proibizionista e " costituzionalmente" pasticciato. Noi radicali non molleremo ma solo con un'ondata di sdegno si può sperare di cambiare qualcosa nell'altro ramo del Parlamento." (emmabonino.it)

LUXEMBOURG


Filippo et Filippino Lippi. La Renaissance à Prato
25 mars - 2 août 2009

L'exposition rassemble une soixantaine de tableaux et sculptures du XIVe au XVIe siècle, encore jamais présentés en France (et pour certaines oeuvres jamais sorties d’Italie), provenant en partie du musée municipal de Prato, situé dans le Palazzo Pretorio et fermé pour cause de travaux, ainsi que d'autres institutions de la région. Elle offre une occasion unique de découvrir le riche patrimoine artistique de cette cité qui fut, sans conteste, un important foyer artistique durant cette période grâce notamment aux nouveautés stylistiques initiées par Filippo, puis Filippino Lippi lors de leurs séjours respectifs à Prato..

Située en Toscane, à 15km au nord de Florence, la ville de Prato connaît un essor économique considérable du milieu du XIVe au début du XVe siècle, avant de tomber, conquise par les troupes des Médicis, sous la domination de sa rivale Florence.
Cette prospérité, qui repose principalement sur le commerce du textile et le développement des affaires, donne lieu à d’importantes commandes, aussi bien civiles qu’ecclésiastiques, et échanges politiques et artistiques avec Florence. De nombreux artistes (architectes, sculpteurs, peintres etc.) s’installent alors à Prato et aux alentours pour travailler notamment sur le chantier du Duomo.
Les Lippi, Filippo(Florence, c.1406?Spolète, 1469) et son fils Filippino(Prato,c.1457? Florence,1504), figurent parmi les artistes les plus respectés à Prato au XVe siècle. Chapelain du couvent de sainte Marguerite de Prato, Filippo mène une vie pourtant particulièrement dissolue que seul le patronage de son mécène Côme de Médicis met à l’abri de la justice florentine. En effet, Filippino est né de l’union de Filippo avec une religieuse, Lucrezia Buti; tous deux furent libérés de leurs vœux par le Pape Pie II grâce à l’intercession de Côme de Médicis.
L’exposition rassemble une soixantaine de tableaux et sculptures du XIVe auXVIe siècle, encore jamais présentés en France (et pour certaines oeuvres jamais sorties d’Italie), provenant en partie du musée municipal de Prato, situé dans le Palazzo Pretorio et fermé pour cause de travaux, ainsi que d’ autres institutions de la région. Elle offre une occasion unique de découvrir le riche patrimoine artistique de cette cité qui fut, sans conteste, un important foyer artistique durant cette période grâce notamment aux nouveautés stylistiques initiées par Filippo, puis Filippino Lippi lors de leurs séjours respectifs à Prato. Elle permet ainsi d’apprécier l’influence des Lippi dans l’avènement d’un style novateur, la Maniera, développée avec leurs plus proches collaborateurs (Fra Diamante et Domenico di Zanobi), puis relayée par leurs suiveurs (Tommaso di Piero dit Il Trombetto, Luca Signorelli, Zanobi Poggini, Raffaellino del Garbo, entre autres). Le rôle prépondérant des sculpteurs y est également mis en lumière dans une section consacrée aux autels de dévotion privée.
Le commissariat de l’exposition est assuré par Maria Pia Mannini, directrice du musée municipal de Prato, et Cristina Gnoni Mavarelli, historienne de l’art, Surintendance du Patrimoine historique et artistique des régions de Florence, Prato et Pistoia.
Conception, production et organisation de l'exposition:
sVo - Musée du Luxembourg en collaboration avec Contemporanea Progetti, Florence, avec le soutien de la ville de Prato et de la Surintendance du Patrimoine historique et artistique des régions de Florence, Prato et Pistoia.


(dalla presentazione sul sito del Musèe du Luxembourg)

RADICALI


Radicali a piazza Navona per raccogliere firme pro-eutanasia

Sit-in questo pomeriggio a piazza Navona contro il ddl sul testamento biologico da parte dei radicali e dell'associazione Luca Coscioni. Obiettivo della manifestazione anche quello di raccogliere firme perché venga legalizzata l'eutanasia «così come già hanno fatto il Belgio, l'Olanda, il Lussemburgo e presto anche la Spagna». Marco Cappato, segretario dell'associazione Luca Coscioni ha detto che la legge è «contro l'80% dei cittadini italiani che vuole invece che ciascuno sia libero di scegliere per sè».Applausi dai manifestanti per Mina Welby che ha sottolineato: «Piergiorgio sicuramente si sta rivoltando nella tomba perché non si aspettava, come non mi aspettavo io che dopo la sua battaglia venisse approvata una legge del genera che ci deruba del nostro diritto di libertà».Rita Bernardini ha letto un passaggio del catechismo della chiesa cattolica in tema di eutanasia in cui si dice che «l'interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi, può essere legittima» perché «così non si vuole procurare la morte ma si accetta di non poterla impedire». Gli slogan. Sui cartelli esposti si leggono frasi come «Io sono mio», «Ddl Calabrò lo chiede il Vaticano non il popolo italiano», «Il malato scrive e lo Stato straccia». (messaggero.it)

SENATO


PICCOLA POSTA


26 marzo 2009


Che l’umanità avesse una testa sola, per mozzarla con un solo colpo, era un sogno romano grandioso, che non arrivò a compiersi. Il Senato italiano ieri, più sobriamente, ha votato un collettivo sequestro di persona che ha pochi precedenti: 60 milioni di corpi in un colpo solo. (foglio.it)

di Adriano Sofri

METASTASIO


INTERROGAZIONE


Premesso che:le prime notizie riguardanti i risultati ottenuti dal Teatro Metastasio nella stagione 2008 paiono essere confortanti;a differenza di quanto evidenziato per il Centro Pecci la situazione della Fondazione pare volgere al bello;in effetti dall'esame di una prima serie di dati disponibili sembrano consolidati i dati di Bilancio che vede chiudere il 2008 in un sostanziale pareggio finanziario anche con una stabilità dei contributi pubblici rispetto al 2007 e, di contro, aumentare vivacemente sia la produzione propria che gli spettacoli proposti al pubblico;proprio sul fronte della presenza del pubblico sia presso la sede del Teatro che per le produzioni offerte in giro per l'Italia e per l'Europa sembrano venire le note positive con un notevole incremento degli spettatori;


Tutto ciò premesso chiede di conoscere:


1.. quali siano le ragioni di questa rinnovata e qualificata presenza del nostro maggior teatro nell'ambito culturale toscano ed italiano;

2.. Quali siano le prospettive per il 2009 specialmente sul fronte della produzione di spettacoli propri;

3.. Quali siano le attività che il Teatro ha in cantiere per solidificare ed irrobustire questo sua ritrovata vitalità.

Prato, lì 26.03.2009

Avv. Massimo Taiti
Lista Civica Taiti per Prato

PIANOCASA


BUTTIAMO GIÙ I PALAZZI BRUTTI

di Vittorio Sgarbi

È questa l’occasione nella quale, rispetto alla mancanza di idee precise, altro che per lo sviluppo economico, maturate nel Consiglio dei ministri, avrei voluto essere vicino a Silvio Berlusconi per sostenere, con gli argomenti che qui esporrò, la straordinaria bontà del suo «piano casa». All’annuncio già stigmatizzai il paradossale appello di tre cattivi maestri che denunciavano il rischio di cementificazione, avendo partecipato allo sfregio dell’Italia negli ultimi decenni, Massimiliano Fuksas, Gae Aulenti e Vittorio Gregotti. Mi ero limitato a indicare le loro contraddizioni. Oggi il mio concittadino Dario Franceschini giustamente evoca il rischio di devastazione, di imbruttimento, di ulteriore mortificazione della bella Italia con una cementificazione indiscriminata, senza regole. Il suo richiamo può essere condiviso, ed è significativo che si sia preoccupato anche il presidente della Repubblica. Io stesso qualche anno fa, davanti allo sfacelo dell’edilizia degli ultimi cinquant’anni, denunciai lo sfacelo nel libro «Un paese sfigurato».La buona volontà e l’attivismo del presidente del Consiglio che hanno determinato la proposta, dev’essere guardato alla luce dei suoi interventi a Milano 2 e in Sardegna. Con il giudizio di chi sa che la stessa cosa si può fare bene o fare male. Se mi avesse consultato gli avrei detto quello che ho comunicato qualche sera fa al ministro Ignazio La Russa: occorre un piano per rendere più bella l’Italia, questa è la premessa. È l’uovo di Colombo. Occorre un «piano case brutte». Constatare che l’edilizia dalla fine degli anni Cinquanta a oggi, cinquant’anni, in coincidenza con la fondazione di Italia Nostra, grido disperato davanti alla cementificazione, è disastrosa e ha devastato l’Italia. L’ultimo esempio di architettura classica, quasi simbolicamente è la villa Volpi di Misurata a Sabaudia, eretta nel 1959 come un tempio greco o un’architettura palladiana. Di lì in avanti inizia la catastrofe. La norma di Berlusconi che può essere limitata agli appartamenti in edifici e condomini di proporzioni abnormi, già mostruosi e fuori scala (il premier ha fatto riferimento a monolocali e bilocali, e anche a ville e villette) avrebbe dovuto indicare, o dovrebbe indicare, non solo un aumento delle cubature del 20 per cento per chi amplifica e del 35 per cento per chi abbatte e ricostruisce, ma anche a un abbellimento delle architetture costruite sommariamente e senza alcuna forma nei nuovi quartieri e nelle periferie delle città e dei paesi italiani. Si pensi all’orrore del ferro di cavallo a Perugia, o alla parte nuova di luoghi bellissimi come Ruvo, Lecce, Termoli. Alla periferia di Napoli; ma anche a Firenze, all’area da Peretola verso il centro dove da trent’anni si sta costruendo il più brutto palazzo di giustizia del mondo, indecente opera dei lavori pubblici come fu il palazzo di giustizia a piazzale Clodio a Roma, come fu la pretura di Sorrento, come è il nuovo tribunale di Palermo o quello di Siracusa, o il municipio di Bovalino. Strutture mostruose costruite con i soldi dello Stato. E, oggi, la bella città di Figline Valdarno è minacciata dalla costruzione di un ecomostro che sorge sulla rovina della bella scuola Lambruschini. Un delitto che il presidente della Regione Toscana, in prima fila contro il piano case Berlusconi, ha tollerato senza battere ciglio, come le orride pale eoliche a Scansano, e ora minacciate anche a Volterra. Franceschini e i suoi gridano contro Silvio Berlusconi, ma non hanno detto una parola contro i parchi eolici impiantati dalla mafia per distruggere il paesaggio siciliano tutelato dalla Costituzione richiamata sia dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che da Franceschini.

Perché è consentito costruire architetture devastanti per una nuova sede comunale con una sproporzionata torre civica al sindaco Riccardo Nocentini senza che nessuno denunci lo stupro per il Valdarno? Berlusconi avrebbe dovuto o dovrebbe potenziare la tutela per i centri storici o per le città d’arte anche rispetto alle opere pubbliche e indurre i privati non solo ad allargare, ma a migliorare gli edifici degli ultimi cinquant’anni, una straordinaria quantità con un piano facciate o vere e proprie ricostruzioni così che fosse più tutelato il bello e parzialmente bonificato il brutto. Giacché il bello può soltanto peggiorare, il brutto può soltanto migliorare. L’ottimo è nemico del bene, allo stesso modo possiamo dire che soltanto chi sta male può stare meglio. Sulla base di questi principi, l’annuncio del governo avrebbe dovuto essere rassicurante, stabilendo che nessuno può ampliare edifici storici, ma soltanto convenientemente restaurarli. Ma se io aumento di un piano un condominio di tredici piani o estendo l’area di una villetta in periferia, posso anche adeguarla al gusto del nostro tempo che è cresciuto rispetto agli anni Sessanta e Settanta anche con una maggiore consapevolezza culturale. Alcuni paesi d’Italia, come in Sicilia, sembrano con costruzioni in cemento armato sospese o abbandonate, località del Kosovo o della Serbia dopo i bombardamenti. E consentire interventi migliorativi non vuole dire solo concedere cubature superiori e più ampi spazi, ma anche pretendere nuovi prospetti, piani del colore, regolarizzazioni delle quote. È semplice, l’intervento vastissimo si può limitare alle costruzioni degli ultimi cinquant’anni. Berlusconi ne deve chiedere l’inventario, così come lo si ha dei beni vincolati e decretarne, con urgenza, uno straordinario di abbellimento delle case brutte. Nessuno potrà contrastarlo, tanto più se vieterà qualunque intervento sugli edifici e nei centri storici. (giornale.it)

KAROL


La ballata di Karol Racz

di Filippo Facci

Sei libero Karol, sei fuori di cella / non sei più il mostro della Caffarella / Sei celebre Karol, sei quasi famoso / non sei più un ceffo alla Lombroso / La senti quest'aria di libertà? / Ringrazia il giudice e il dna / È vero, diceva: hai fatto violenza / Ma non fece apposta, era l'emergenza / È vero che c'era la caccia al romeno / e chiuso in galera eri uno di meno / È vero che sai, quel naso schiacciato / l'avremmo ben visto su un treno piombato / È vero che pure, per scherzo di sorte / qualcuno diceva: mettiamolo a morte / I veri colpevoli, han scritto i giornali / del resto son tuoi connazionali / Ma tutto è passato, sei uno dei nostri / che importa se ieri dicevano: mostri / Che importa se adesso chi fa l'intervista / prima era un boia anziché un giornalista / È un grande Paese: una sola mattina / ed ecco diventi un eroe da vetrina / Sembrava un'impresa, la cena col pranzo / e adesso t'invita Maurizio Costanzo / ti avean tradotto in furgone con scorta / e ora in berlina sino a Porta a porta / Tu prendila poi con filosofia / e forse t'invitano anche alla Fattoria / Abbiamo un problema, sai, generale: incarceriamo tutti, tranne il criminale / nei parchi forzata concupiscenza / dai giudici troppa giurisprudenza / Tu almeno sei forte: ma chi pagherà i danni / alla ragazzina di 14 anni? (giornale.it)

REFERENDUM


Golden share, Ue condanna l'Italia

BRUXELLES - Prevedendo "Golden shares" che permettono l'esercizio di "poteri speciali" dello Stato nelle imprese nelle quali la mano pubblica mantiene una partecipazione, l'Italia "è venuta meno agli obblighi" previsti dalla legislazione europea. E' questa la conclusione della terza sezione della corte di giustizia Ue che ha condannato il nsotro paese. Una delle clausole sui poteri speciali è stata inserita negli statuti di Eni, Telecom Italia, Enel e Finmeccanica. (repubblica.it)

BIOTESTAMENTO


Una legge punitiva

• da Europa del 26 marzo 2009, pag. 1

di Maria Antonietta Farina Coscioni

Preceduta da una campagna di insinuazioni e affermazioni volgari contro Beppino Englaro, "colpevole" di lottare perché Eluana fosse libera, si sta approvando una legge punitiva. Una legge che non tiene conto della volontà del paziente ed espropria il diritto costituzionalmente garantito, di non essere sottoposti ad accanimento terapeutico se non lo vogliamo. Ancora una volta la differenza è tra chi vuole assicurare diritti e facoltà; e chi vuole imporre obblighi e doveri. Confortata dagli univoci risultati di tutti i sondaggi demoscopici, credo che si debba rilanciare la sfida all`offensiva oscurantista e medievale, e fare tesoro del patrimonio e dell’insegnamento che ci hanno lasciato Luca Coscioni e Piergiorgio Welby. Dunque la lotta deve continuare, e anzi, va moltiplicato l`impegno perché la legge sul testamento biologico e il fine vita voluta dall`attuale maggioranza sia sostituita da una normativa che rispetti e garantisca la volontà del malato e del cittadino. E chiedo che si disponga un indagine parlamentare sul fenomeno dell’eutanasia "sommersa" e di massa: fenomeno di cui tutti sanno, e che si vuole ignorare. Chi ha un minimo di pratica e conoscenza del mondo medico, sa quanto ci si interroghi sulla legittimità e la moralità di alcuni interventi di accanimento terapeutico, quando senza speranza di guarigione, si dilatano a dismisura, e magari a prezzo di atroci sofferenze, i tempi delle agonie. Un grande filosofo purtroppo scomparso, Hans G. Gadamer, sosteneva che «si ha questo diritto perché si è uomini liberi, e perché lo scopo della terapia medica presuppone la persona: presuppone quindi che si abbia a che fare con un uomo il cui volere deve esser rispettato. In questo senso non mi sembra affatto difficile rispondere alla domanda. Nella prassi diviene però molto più difficile poiché il morite, l`agonia stessa, è un lento paralizzarsi della libera possibilità di decidere in cui l’uomo vive come uomo consapevole e sano». Mi piace ricordare le parole con cui il sinodo della Chiesa evangelica, nel 1998, chiuse i suoi lavori: «Il medico che si rende disponibile all`eutanasia non commette un crimine, non viola alcuna legge divina, compie un gesto umano, di profondo rispetto, a difesa di quella vita che ha un nome e una storia di relazioni». Mi sembrano parole di grande misericordia e comprensione. Quella misericordia e quella comprensione che tante, troppe volte, si è smarrita.

PIANOCASA


Lettera di Elisabetta Zamparutti

• da Il Foglio del 26 marzo 2009, pag. 4

Al direttore - Avanzo due osservazioni sul piano per l`edilizia di Berlusconi che considero una scelta potenzialmente utile per la ripresa economica e la riqualificazione del patrimonio residenziale. La prima al Pd: rischia di essere sterile spostare il dibattito sul mero piano giuridico come quello dei profili - anche giusti - di incostituzionalità. Sappiamo che si è trattato di testi scritti da giuristi e anteporsi in termini giuridici ai contenuti del piano significa inseguire la maggioranza sul suo stesso terreno. Il vero limite della proposta è che non contiene una visione e un progetto urbanistico e architettonico. E vengo alla seconda osservazione che rivolgo anche alla maggioranza. Come radicali e con il professore Aldo Loris Rossi sappiamo che bisogna distinguere il patrimonio residenziale tra edifici costruiti prima e dopo il `45. L`edilizia anteriore al `45 è costituita da 30 milioni di vani, frutto di 3000 anni di storia, metà dei quali anteriori all`Unità d`Italia. Un bene che dev`essere tutelato. Un piano per l`edilizia dovrebbe prevedere per questa tipologia urbanistica incentivi di defiscalizzazione per promuovere adeguamenti impiantistici ma escludere ampliamenti o sopraelevazioni, non solo per ragioni ambientali e statiche, ma anche per non aumentare la densità abitativa. Incentivi volumetrici anche dell`ordine del 50 per cento possono essere previsti per "ripulire” i centri storici dall`edilizia post bellica priva di qualità, da demolire e ricostruire al di fuori degli stessi. Per quanto riguarda gli edifici post bellici occorre distinguere tra quelli costruiti prima degli anni Settanta, generalmente non antisismici, che sono costituiti da circa 47 milioni di vani. Questi possono in parte essere demoliti e ricostruiti con un incremento volumetrico fino al 35 per cento. L`operazione permetterebbe la trasformazione delle periferie-dormitorio post belliche di edilizia pubblica e privata in, unità urbane a funzione integrata, ad autosufficienza energetica, vale a dire eco-cities. I 43 milioni di vani successivi agli anni Settanta possono essere adeguati all`impiantistica di sicurezza e alimentati da energie rinnovabili grazie a premi volumetrici del 20 per cento. In entrambi i così le costruzioni devono avvenire nella stessa area e senza danneggiare terzi. Dalle pagine del Foglio era venuto il suggerimento a Berlusconi di ascoltare le proposte di Aldo Loris Rossi.


Elisabetta Zamparutti, deputata radicale

RADICALI


Radicali e Pdl insieme? Perchè no

• da L'Opinione del 26 marzo 2009, pag. 1

di Francesco Pullia

E’ possibile, da radicali, contribuire a scardinare il sistema di affarismo e gestione ipercontrollata del territorio imperante, senza soluzione di continuità, in regioni rosse come l`Umbria valutando la possibilità, in alcune realtà locali, di un rapporto strategico con il centrodestra? Riteniamo di sì e che non ci sia niente di scandaloso soprattutto per chi, come appunto i radicali, è completamente esente dal fanatismo e dalle fumisterie ideologiche e persegue rigorosamente e unicamente un programma di rinnovamento liberale e nonviolento della società. Qualcuno solleverà subito, di contro, la profonda divergenza che su alcuni argomenti, ad esempio sui cosiddetti "temi etici", distanzia i radicali dalla politica, certamente criticabile, prevalente nel centrodestra. Si può tranquillamente replicare che non è difficile riscontrare, però, le medesime difficoltà, per non dire la medesima separazione, e non solo negli stessi ambiti, anche con ampi settori della sinistra. Ci riferiamo ai teodem, in nulla o per niente dissimili dai teocon in quanto a confessionalismo, ma anche alle componenti retrive e corporative, dedite al mantenimento di privilegi acquisiti, dominanti nelle confederazioni sindacali. Diciamoci la verità. Al di là della felice casualità che ha portato ad assicurare la presenza di nove parlamentari come "delegazione radicale nel Pd", i rapporti tra radicali e Pd soprattutto a livello territoriale (ma non solo) sono inesistenti e, da parte dei Pd, escludenti a priori. Vogliamo parlare, allora, delle differenti sensibilità ambientali? Forse che nelle regioni Par rosse non regna il malaffare nello smaltimento dei rifiuti? Alcune indagini in corso da parte della magistratura, come quella relativa a certe discariche o a certi inceneritori che per lungo tempo hanno bruciato di tutto e di più la dicono lunga in tal senso. E sull`emergenza ambientale, sugli elevati indici, purtroppo in crescita, di malattie tumorali, affezioni cardiovascolari e alle vie respiratorie, in città come Terni, la sinistra `di` e `al` potere ha proprio la coscienza tranquilla? La stessa sinistra non ha proprio nulla da dire su casi di "appaltopoli"? Senza addentrarci nei particolari, resta un fondamentale principio: evitare che un potere si trasformi in regime erodendo pesantemente spazi alla democrazia partecipativa e concependo l`amministrazione della cosa pubblica con arroganza degna del peggiore feudalesimo. La democrazia, per essere tale, richiede il rispetto di regole essenziali. Quando questo viene a mancare, occorre lottare per assicurare un`alternativa, per impedire che la peste si diffonda e arrivi a un punto di non ritorno.

ANNOZELO


ANNOZERO


Giovedì 19 marzo Santoro con ANNO ZERO ci ha offerto finalmente dell'ottimo giornalismo d'inchiesta che ha ricevuto i complementi anche dal ministro Castelli presente nella trasmissione.
Ho atteso di scrivervi perchè volevo leggere la reazione dei politici ,dei cittadini,delle autorità locali ed anche l'attivazione di altre inchieste da parte del vostro giornale sempre su questo gravissimo argomento ma ,a tutt'oggi ahimè c'è stato solo un silenzio assordante.
Riassumo quanto visto in tv .Dopo anni d'inedia,lassismo,complicità,latitanza da parte di tutte la autorità preposte incluso i sindacati ,oggi apprendiamo (sic!)che i cinesi hanno occupato STABILMENTE DA ANNI un territorio italiano che si chiama PRATO dove hanno stabilito regole "extraterritoriali" (sic!)violando:legge 666 sulla sicurezza nel lavoro,legge sull'immigrazione clandestina,concorrenza sleale,violazione delle regole sanitarie ,violazione dell'orario di lavoro,violazione sul trasferimento di valuta,violazioni sulla sanità ..ecc ..ecc .Inoltre ,fatto ancora più grave,questa organizzazione extraterritoriale inoltre offre a tutta l'europa UE un'isola felice nella fabbricazione e distribuzione di capi d'abbigliamento che sfrutta astutamente il nome "made in italy" mentre le vere fabbriche italiane di PRATO stanno morendo per la feroce concorrenza che i cinesi fanno sul territorio italiano!
Signori politici,signori giornalisti svegliatevi prima che succeda il peggio !


Luigi Antonelli

PRATO


COMUNICATO STAMPA


Dopo quanto segnalato dagli amici del Comitato provinciale Area Pratese circa l'esclusione di Prato dall'elenco delle città d'arte nel nuovo sito della regione Toscana dedicato al turismo, ci permettiamo far rilevare altre incongruenze che riguardano la nostra città e la nostra provincia.Prato, nell'elenco per aree omogenee, viene inserita correttamente nella voce "Valle del Bisenzio". Ma tra le città, oltre Prato, troviamo anche Montale e Agliana e non Poggio a Caiano, Carmignano (inserite nella voce "Montalbano") e Calenzano (inserita nella voce "Valdarno"). Pur non avendo alcuna ostilità nei confronti di Agliana e Montale pare difficile, però, inserire queste due cittadine nella Valle del Bisenzio. E difficile invece non inserirci Calenzano, Poggio a Caiano e Carmignano. Calenzano, con Campi Bisenzio, inserita correttamente, pare più pertinente alla Valle del Bisenzio che a quella dell'Arno. Così come Montale e Agliana paiono più prossimi alla piana pistoiese che a quella pratese. Carmignano e Poggio a Caiano, invece, anche per omogeneità provinciale, dovrebbero stare con i Comuni della nostra provincia invece che, ad esempio, con Monsummano Terme, Quarrata o Serravalle Pistoiese.Forse la necessità dell'attivazione del nuovo sito in sintonia con la grande campagna di marketing mediatico della Regione ha prodotto qualche approssimazione che, probabilmente, verrà modificata nelle prossime settimane. Almeno lo speriamo.


COMITATO NAZIONALE DEL PAESAGGIO

PUNTO POLITICO (27)


Pare ormai sufficientemente chiaro il quadro degli schieramenti politici che si confronteranno per la conquista, il 6 e 7 giugno, della poltrona di sindaco di Prato.

Negli ultimi quattro giorni diverse caselle sono state riempite. A cominciare dalle dichiarazioni rilasciate nella conferenza stampa di presentazione del candidato del centrodestra Roberto Cenni. Il patron di Sasch, smentendo precedenti orientamenti, ha compiuto due scelte significative, accettando la presenza di tutti i partiti che lo appoggiano alla sua presentazione ed escludendo la presenza di un lista civica con il suo nome. Praticamente Cenni è diventato ufficialmente il candidato del centrodestra e delle forze politiche che lo compongono. Ed ha deciso di rinunciare alla sua caratteristica più importante, quella di candidato civico espressione della società civile. Sono state scelte che avranno immediati riflessi pratici perchè, probabilmente, azzerano la possibilità che altre liste civiche appoggino la sua candidatura poichè ormai Cenni si caratterizza come candidato dei partiti e di una visione ideologica anche della politica cittadina. E non saranno sufficienti belle parole o distinguo successivi a cambiare questo segno politico.

Proprio per questa sua definitiva caratterizzazione Cenni ottiene, come previsto e per quel che vale, l'appoggio della lista "Giovani pratesi" che era stata impegnata in precedenza nella promozione della lista "Prato libera e scura". Che viene abbandonata anche dai socialisti autonomisti capeggiati da Paolo Calamai. I quali non condividendo la scelta del PS di confluire,a nche a Prato, nella lista di "Sinistra e Libertà", si sono rimessi sul mercato della politica cittadina offrendosi come alleati a destra ed a sinistra.

Sul versante del centrosinistra la coalizione dovrebbe aver raggiunto la probabile configurazione finale. In effetti pare che i Comunisti Italiani abbiano deciso di presentare la propria lista a fianco del PD ed insieme ad IdV e "Sinistra e Libertà". A questi partiti dovrebbe anche affiancarsi una lista civica "Per Carlesi Sindaco" d'impronta laica nella quale dovrebbero confluire diverse anime. Dallalista civica "Taiti per Prato" all'associazione radicale Liber@Mente Prato, a esponenti repubblicani, socialisti e liberali. La coalizione così composta garantirebbe un equilibrio politico sicuramente interessante poichè spazierebbe in tutti i settori dell'opinione pubblica cittadina non di centrodestra.

Ancora incertezze, invece, permangono sulla composizione definitiva della coalizione civica intorno alla Lista degli amici di Beppe Grillo. Non tutti gli esponenti dei comitati cittadini sono adesso convinti della validità dell'operazione ed altri, come è noto, si appresta, in varie forme , a concorrere nella possibile affermazione di Massimo Carlesi.