sabato 11 aprile 2009

LOTTOPERMILLE


Terremoto. Perduca: non c'è bisogno di ulteriori tasse, basta l'8x1000. Che aspetta Berlusconi a chiederlo?

• Dichiarazione del Senatore Radicale Marco Perduca, eletto nelle liste del Pd

Perché imporre nuove tasse in un momento di crisi quando già esiste un extra-gettito assicurabile allo Stato con l'8x1000? Lo ricordava Emma Bonino l'altro giorno depositando a nome della delegazione Radicale al Senato nel gruppo del Pd un'interrogazione urgente al Presidente del Consiglio: il Governo lanci immediatamente una campagna informativa per la richiesta della destinazione dell'8x1000 allo Stato per le zone terremotate. Negli anni scorsi si è arrivati a distribuire oltre un miliardo di euro, sarebbero abbondantemente sufficienti ad accellerare il processo di ricostruzione nelle aree interessate dal sisma. Che aspetta Berlusconi?
(radicali.it)

PASQUA






AUGURI DI BUONA PASQUA A TUTTI..........


MA GIU' LE MANI................










CENNI












Inaugurazione bagnata, inaugurazione fortunata! Oggi pomeriggio il candidato sindaco Roberto Cenni ha aperto ufficialmente la sede del suo Comitato Elettorale nei locali dell'ex cinema Cristal, nel centralissimo Corso Mazzoni. Alla presenza di tutti i dirigenti delle forze politiche che lo sosterranno verso la conquista di Palazzo Comunale Cenni ha detto di sentirsi molto felice, seppure molto indaffarato, della fiducia della gente che incontra ogni giorno. Augrando la buona Pasqua a tutti i moltissimi cittadini presenti ha dato appuntamento a tutti per martedì prossimo, alle 18 in Piazza Duomo, per la realizzazione di fotografie di gruppo da utilizzare per la campagna elettorale.

MUNICIPIO


ROSSOVERDI




I simpatici amici rossoverdi (ma più rossi che verdi....) di Municipio Verde ritengono che la mia scelta di appoggiare il candidato civico Roberto Cenni sia in contraddizione con precedenti scelte programmatiche e politiche.
In particolare ritengono che la posizione su Gonfienti e sull'Interporto possa entrare in rotta di collisione con posizioni già assunte dall'ex coordinatore comunale di Forza Italia Giorgio Silli. Mi preme rassicurare gli attenti amici di MV che, in realtà, non vi è per me alcuna frattura tra quanto sostenuto circa la salvaguardia dell'area etrusca di Gonfienti, vincolata dalla Soprintendenza e dunque esclusa da qualsiasi ulteriore intervento urbanistico e la piattaforma logistica dell'Interporto medesimo.
Il sottoscritto, a differenza di MV, non ritiene che l'attuale infrastrutturazione dell'Interporto debba essere demolita.
Ad oggi, anzi, auspico, in sintonia con Silli, che Interporto possa davvero decollare con tutte le dichiarate modalità di trasporto delle merci (ivi compresa quella su ferrovia). Ritengo, come altri d'altronde in città, che si possano creare le condizioni di convivenza tra la modernità della piattaforma logistica ed il passato illustre dei resti della città etrusca.
Ma, credo, che su questo si possano trovare consonanze anche nel PdL ed in tutte le forze d'opposizione. E, comunque, rimarrebbe, magari minoritaria, la mia posizione e quella della mia lista.




Avv. Massimo Taiti


Lista Civica "Taiti per Prato, diritti, territorio, ambiente"

DIRETTORI


Il valzer dei direttori, l’addio diventa una gag

di Filippo Facci

Certi direttori di giornali & telegiornali ormai sono come i personaggi delle opere verdiane: «Addio, addio» e poi son sempre lì, spesso sempre gli stessi, protesi a ringraziare e complimentarsi tra loro. La cerimonia dei commiati e degli insediamenti ci ha già sufficientemente stroncato nei giorni scorsi, a margine dei cambi di poltrona al Tg1 e al Corsera e al Sole 24Ore: ma se il siparietto dovesse ripetersi anche per i prossimi cambi in Rai potremmo davvero non farcela. Ne pareva consapevole, l’altro ieri, Ferruccio de Bortoli: nell’accomiatarsi dalla direzione del Sole 24Ore ammetteva infatti che «Questi pezzi non si dovrebbero scrivere»: ma lo stesso pezzo, poi, era di un chilometro e mezzo. «Anni fa», scriveva, «venne a trovarmi un editore che raccoglieva gli articoli di insediamento e di commiato dei direttori dei giornali. C’erano anche i miei. Lo sfogliai e mi misi le mani nei capelli. Una noia mortale. Una distesa di retorica».Ecco, appunto: seguiva un elenco sterminato di cose buone fatte dal suo giornale («Il racconto della crisi finanziaria è stato esemplare») e ovviamente non ci venivano risparmiati ringraziamenti per tutti: il presidente Giancarlo Cerutti, l’amministratore delegato Claudio Calabi, e però anche l’ex amministratore Innocenzo Cipolletta, e però anche l’ex Giuseppe Cerbone, e però anche «l’editore liberale» Emma Marcegaglia, e come dimenticare Luca di Montezemolo? Come non menzionare i vicedirettori Gianfranco Fabi, Edoardo De Blasi, Alberto Oioli ed Elia Zamboni? De Bortoli, oltretutto, torna al Corriere per la seconda volta al posto del pure bi-direttore Paolo Mieli, di cui a sua volta non avremmo potuto perderci il commiato dal Corsera. Eccolo: ringraziamenti «alla proprietà, a un editore e soprattutto a una magnifica redazione» e un caloroso benvenuto «a un professionista coi fiocchi che io ben conosco, Ferruccio de Bortoli». Bravi, bello. Seguiva, com’è abitudine consolidata in ogni commiato da direttore moderato, una nota di pacato ottimismo: finalmente «si intravede qualche bagliore di luce», ha spiegato Mieli. E meno male che non ha scritto «luce in fondo al tunnel», come pure prescrive il galateo del commiato direttoriale: nessuno del resto abbandonerebbe una direzione scrivendo «vi attende un periodo orribile». L’ha confermato lo stesso de Bortoli, nel suo articolo di insediamento al Corriere: «Quell’Italia che ce la fa», era il titolo think-positive riferito al Paese e probabilmente a un certo giro di direttori. Di seguito, da contratto, le solite balle istituzionali sul Corriere «onesto, serio e costruttivo, un’autentica istituzione di garanzia del Paese» senza ovviamente disdegnare un cordiale evviva per l’amico Paolo Mieli che «questi valori li ha conservati in una fase difficile nel rapporto fra informazione e potere, gli va reso merito». Bello, bravi. Però occorre considerare che al posto di de Bortoli, al Sole 24 Ore, è arrivato Gianni Riotta direttamente dal Tg1: sotto allora con il suo articoletto di insediamento, pietosamente breve: giusto il tempo di apprendere che sarà felice «di lavorare nella stagione che trasformerà il mondo» giacché «la fine della Guerra Fredda ha avviato un processo tumultuoso di cui si vanno esaminando ora soprattutto gli aspetti negativi, dimenticando, in quella che il poeta Enzensberger chiama “furia della caducità”... ». E ce lo facciamo bastare.

Ordunque: il commiato di de Bortoli al Sole (205 righe) e l’insediamento di Riotta al Sole (20 righe) e il commiato di Mieli al Corsera (60 righe) e l’insediamento di de Bortoli al Corsera (120 righe) e in tutto questo manca ancora il fondamentale commiato di Riotta dal Tg1. Lo recuperiamo su Youtube. E doveva essere emozionato, poverino: «Il servizio pubblico è cruciale alla libertà dell’informazione nel nostro Paese». Cruciale alla ? E poi grazie, grazie, grazie: «Grazie alla Rai, ai colleghi, ma soprattutto voglio ringraziare voi, i miei ultimi giorni hanno coinciso giorno e notte con la tragedia di Abruzzo». Di Abruzzo? «Ringrazio le mie colleghe e i miei colleghi che hanno garantito in questa difficile fase politica equilibrio e raziocinio: il tutto con me, direttore analfabeta di televisione». Lo dice pure. «Quando l’Italia gioisce, gioisce con il Tg1, quando si informa, si informa con il Tg1, e quando piange, come voi avete pianto in queste ore, piange con il Tg1». E ride pure, aggiungiamo. Ma non crediate che ulteriori ringraziamenti vi verranno risparmiati: «Di questa passione ed entusiasmo io mi... io vi ringrazio. E mi devo scusare con tutti voi per tutte le volte che per mia colpa e per mia ignoranza non sono stato capace di essere all’altezza di voi». Di voi. «Un pubblico così meraviglioso, un pubblico a cui voglio bene, gli voglio bene come comunità, ma voglio poi bene proprio a tutti voi ascoltatori, a lei a lei e a lei, a te e a te e a te». Totale: 2 minuti e 9 secondi. Avanti il prossimo. (giornale.it)

ROSSOVERDE



IL NOSTRO PROGRAMMA SI CENTRA VERSO CINQUE PUNTI CHE RITENIAMO IMPRENSCINDIBILI PER IL RISANAMENTO DELLA NOSTRA CITTA’.

ESSI SONO:


1) QUESTIONE MORALE, ETICA E TRASPARENZA.

2) LOTTA ALLA DISOCCUPAZIONE ATTRAVERSO LA RIQUALIFICAZIONE DEL TERRITORIO, LA RICERCA E LO SVILUPPO.

3) SICUREZZA. DIRITTI E DOVERI DEI CITTADINI.

4) URBANISTICA E AMBIENTE.

5) RIQUALIFICAZIONE DEL CENTRO STORICO E DELLE PERIFERIE.


1) RITENIAMO FONDAMENTALE, IN UN PERIODO OVE SI SENTE IN MANIERA PRESSANTE IL DISTACCO FRA I CITTADINI E LE ISTITUZIONI, RIPRENDERE E DARE FIDUCIA ALLA POPOLAZIONE ATTRAVERSO CADIDATURE E PROGRAMMI CHE SIANO CREDIBILI O MEGLIO CHE NON SIANO FRUTTO DI SPARTIZIONI FRA POCHI. TROPPO SPESSO, ANCHE IN PASSATO, SI E’ ASSISTITO AD UNA SORTA DI GIOCO DELLE TRE CARTE DOVE UNA CLASSE POLITICA E’ STATA SPOSTATA DA UNA COLLOCAZIONE ALL’ALTRA FACENDO SI CHE L’AMMINISTRATORE DIVENTI UNA PROFESSIONE. LA POLITICA NON E’ UN LAVORO !!! QUELLO CHE FACCIAMO LO FACCIAMO PER PASSIONE, PER AMORE DELLA NOSTRA CITTA’ E PERCHE’ CI SENTIAMO DI DARE UN CONTRIBUTO FONDAMENTALE ALLA RISOLUZIONE DEI PROBLEMI DELLA CITTA’. QUANDO FINIREMOIL NOSTRO MANDATO CE NE TORNEREMO TUTTI AI NOSTRI LAVORI DI ORIGINE CON UMILTA’ E SENSO DI RESPONSABILITA’ VERSO LA CITTADINANZA.


2) IN QUESTO MOMENTO DI DRAMMATICA CRISI ECONOMICA MONDIALE LA NOSTRA CITTA’ NON E’ IMMUNE DA TALE CRISI, ANZI, IL SETTORE TESSILE CHE PER ANNI E ANNI ERA STATO IL FULCRO TRAINANTE DELLA NOSTRA ECONOMIA ADESSO E’ IN GINOCCHIO. CREDIAMO NON SERVANO A NIENTE I VARI TENTATIVI PER RIANIMARE UN MORIBONDO SE NON QUELLO DI SOSTENERE QUELLE AZIENDE CHE INVESTONO IN RICERCA. NOSTRO DOVERE INVECE E’ QUELLO DI DARE RISPOSTE CONCRETE. INDIVIDUIAMO NEL SETTORE TURISTICO LA PARZIALE RISPOSTA ALLA NOSTRA CRISI. INVESTENDO SUL NOSTRO TERRITORIO, NEI SITI ARCHEOLOGICI COME GONFIENTI, NELLA RIVALUTAZIONE DELLE OPERE D’ARTE E NELLA RISCOPERTA E RISTRUTTURAZIONE DI TUTTA LA RETE DI TUNNEL CHE CI SONO SOTTO IL NOSTRO CENTRO STORICO. NELLA NOSTRA CITTA’ CI SONO VARIE ECCELLENZE, PENSIAMO A QUELLE NELLA MEDICINA, COMPITO NOSTRO E QUELLO DELLA CITTA’ TUTTA SOSTENERLE ED INCENTIVARLE ATTRAVERSO STRUTTURE E CONTRIBUTI CHE POSSANO FAR SI CHE I “CERVELLI” DELLA NOSTRA CITTA’ NON SIANO COSTRETTI AD EMIGRARE ALTROVE.


3) LA LOTTA ALL’ILLEGALITA’ DEVE ESSERE ACCENTUATA. PENSIAMO CHE NON BASTI SOLO AGIRE CONTRO CHI “VIENE”. PRATO IN PASSATO E’ STATA CITTA’ CAMPIONE DI ACCOGLIENZA. LO DEVE RIMANERE. TUTTAVIA VA COMBATTUTO TUTTO CIO’ CHE NON E’ LEGALE E QUINDI POTENZIAMENTO DELLE ATTIVITA’ DELLE FORZE DELL’ORDINE E DELLA POLIZIA MUNICIPALE MA ANCHE CONTROLLI RIGOROSI E INFLESSIBILI VERSO CHI SI ARRICCHISCE SULLE SPALLE DELLA COMUNITA’ INSERENDO ANCHE MISURE DRASTICHE VERSO QUEI SOGGETTI CHE EVADONO IL FISCO PER ESEMPIO AFFITTANDO AL NERO LE PROPRIE ABITAZIONI O MAGAZZINI.


4) PROPONIAMO IL PATTO URBANISTICA ZERO. NON PIU’ UN GRANELLO DI CEMENTO DOVRA’ CADERE SUL NOSTRO SUOLO NEGLI ANNI A VENIRE. LE UNICHE CONCESSIONI DOVRANNO ESSERE RIVOLTE VERSO IL COSIDDETTO “CONSERVATIVO”. E’ INAMMISSIBILE CHE SI CONTINUI A COSTRUIRE SU UN TERRITORIO CHE PER MQ. E’ IL PIU’ PICCOLO DELLA TOSCANA E IN CUI SI FANNO SEMPRE PIU’ DIFFICILI LE CONDIZIONI PER LE OPERE DI URBANIZZAZIONE SUL NUOVO.ULTERIORE IMPEGNO VERSO LA RACCOLTA DIFFERENZIATA IN MODO DA SCONGIURARE MALSANE IDEE VERSO CHI VUOLE INCENERITORI, TERMOVALORIZZATORI O QUANTO ALTRO LEDA ALLA SALUTE DEI CITTADINI.VOGLIAMO FORTEMENTE CHE I CITTADINI PRATESI SI RIAPPROPRINO DELLA LORO CITTA’. E’ IMPENSABILE CHE IL CENTRO STORICO, CHE DOVREBBE ESSERE IL BUON BIGLIETTO DA VISITA AGLI OCCHI DEL TURISTA, STIA LENTAMENTE MORENDO A CAUSA DELLA MANCANZA DI “VITA PUBBLICA”, INIZIAZITIVE E COESIONE SOCIALE. LO STESSO DISCORSO VALE PER LE PERIFERIE SEMPRE PIU’ ASFITTICHE, VUOTE DI CONTENUTI E RIDOTTE SOLO A MERI QUARTIERI DORMITORI. L’UNICA RISPOSTA PLAUSIBILE E’ LA CULTURA DEL FARE E DEL PROPORRE. IN QUESTO CASO L’ASSOCIAZIONISMO PRATESE E L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE SI DEVONO FARE CARICO DI PROMUOVERE EVENTI CHE RIPORTINO FUORI DALLE PROPRIE CASE LA GENTE, I PROPRIETARI DEI FONDI DEL CENTRO STORICO DOVRANNO CERCARE DI CALMIERARE GLI AFFITTI PER FAR SI CHE SI RICOMINCI A USUFRUIRE APPIENO DI QUESTI NOSTRI SPAZI CITTADINI. RIPROPONIAMO CON FORZA L’ISTITUZIONE DEL COMITATO FIERA CHE ABBIA COME FINALITA’ QUELLA DI ELABORARE UN PROGRAMMA VALIDO NON SOLO PER IL SETTEMBRE PRATESE ( COME ERA INVECE NELLA META’ DEGLI ANNI SETTANTA ) MA PER TUTTO L’ARCO DELL’ANNO. LO STESSO SPAZIO CULTURALE,OFFICINA GIOVANI, DI PIAZZA DEI MACELLI DEVE AVERE UN SUO SVILUPPO ULTERIORE PER PERMETTERE AI NOSTRI GIOVANI DI FRUIRE APPIENO DELLE POTENZIALITA’ DELLO STESSO. GRANDI SPAZI DOVRANNO ESSERE CONCESSI ALLE COMPAGNIE TEATRALI CITTADINE, GRUPPI MUSICALI E SCUOLA DI MUSICAL MA ANCHE A TUTTI QUEI SOGGETTI CHE LOTTANO E SI AFFERMANO NELLA NOSTRA CITTA’ AFFINCHE VENGA DEBILITATO QUEL SENSO DI SISAGIO ORMAI LATENTE VERSO TUTTA LA POPOLAZIONE.

PALAZZO


NASTRI DI PARTENZA


Potrebbero essere 8 candidati a sindaco appoggiati da 20 liste i concorrenti per la poltrona a sindaco di Prato. Di seguito, ad oggi, gli schieramenti, forse, in campo:




ROBERTO CENNI


PDL

UDC

Lega

La Destra

Taiti per Prato

Giovani Pratesi

Nuovo Psi


MASSIMO CARLESI


PD

Sinistra e Libertà

Comunisti Italiani

IDV

Repubblicani Europei

Liberali Italiani


GINO BENVENUTI (?)


Rifondazione Comunista


RENZO BELLANDI


RossoVerdi


ALDO MILONE


Prato Libera e Sicura


MAILA ERMINI (EMANUELE CATARZI?)


Lista Grillo

Lista per il Bene Comune


SANDRO CIARDI (?)


Giovani e Famiglia


CLAUDIO CARDILLO


Forza Nuova




EUROPEI


AMMINISTRATIVE: FIRENZE, REPUBBLICANI EUROPEI PER SPINI


"Accolgo con grande piacere e soddisfazione la notizia dell'adesione alla mia candidatura del Movimento Repubblicani Europei, che partecipera' con la sua individualita' alle elezioni comunali nella lista ''Spini per Firenze''. Cosi' il candidato sindaco a Firenze, Valdo Spini, ha commentato la notizia del sostegno di Mre alla sua candidatura. "E' una testimonianza ulteriore del fatto che noi siamo nati per unire le forze laiche e riformiste e non per dividerle. In parallelo - continua Spini - giunge anche la notizia dell'accordo fra Rifondazione comunista e il Pdci, che conferma ulteriormente il carattere articolato e unitario della coalizione che si riconosce nella mia candidatura a sindaco di Firenze. Per quanto riguarda il MRE, esso rappresenta una grande tradizione, che indubbiamente apporta un valore particolare alla nostra battaglia.A questo riguardo - conclude Spini - ci tengo ad esprimere la mia particolare amicizia nei confronti del segretario nazionale del Movimento, sen. Luciana Sbarbati, del segretario provinciale Simone Aiazzi, che sara' candidato nella lista ''Spini per Firenze'', e di Fabio Basagni, membro della direzione nazionale del MRE, che tanto si e' adoperato per raggiungere questo risultato". Spini ha anche ricevuto stamani una delegazione della Sinistra per la Costituzione, rappresentata da Massimo Bertola' e Corrado Mauceri, che sostiene la candidatura di Valdo Spini, con cui si e' intrattenuto sull'impostazione della campagna elettorale. (agi.it)

PDL


IL PDL CAMBIA L’ITALIA: ANCHE A PRATO DALLE PAROLE AI FATTI.

Sintesi della proposta programmatica del Popolo della Libertà della Provincia di Prato

Il nostro programma si ispira ad alcuni valori chiari ed irrinunciabili:
· la centralità della persona e della famiglia
· il primato della società civile sulle strutture pubbliche
· la solidarietà
· la sussidiarietà
Il nostro impegno è di affermare questi principi e questi valori facendo ritornare Prato ad essere protagonista in positivo della storia del nostro Paese.
La centralità della persona rappresenta l’eredità fondamentale della nostra storia e della nostra cultura, profondamente ancorata nell’alveo della civiltà occidentale: i diritti della persona, della famiglia, delle libere associazioni, delle imprese forniscono legittimità politica al governo delle città. Una politica fatta di azioni , capace di dare risposta ai bisogni di ognuno in modo che ciascuno possa realizzare il proprio progetto di vita.
Libertà, responsabilità, partecipazione: questi tre valori guideranno l’azione del PdL nella Provincia di Prato.
La libertà di ogni cittadino deve essere valorizzata, rispettata e garantita. Compito dell’Ente Locale è proprio quello di garantire le condizioni affinché si esprima liberamente questo diritto primario dell’individuo.
La responsabilità è la nostra, quella di un grande partito nato dalle intuizioni di grandi leaders politici che anche a Prato raccoglie le aspirazioni e le idee dei moderati, dei riformisti, di chi è stufo di sessantanni di dominio dell’identica parte politica. Un grande partito che si pone al servizio dei cittadini per dare la speranza concreta di cambiamento, per indicare la strada di una diversa azione amministrativa che sia orientata al miglioramento dei servizi, alla sburocratizzazione, all’accorciamento dei tempi delle procedure.
La partecipazione: senza un grande sforzo da parte di tutti coloro che saranno disponibili a costruire un nuovo modello di governo ( a cominciare dal volontariato, dai comitati, dal non profit, dalle categorie economiche e sociali) non sarà possibile dare quella sferzata di cui Prato ha tanto bisogno. Gli ultimi anni della sinistra sono stati quanto di peggio ci si sarebbe potuto aspettare in termini di azioni concrete e di risultati. Per recuperare il gap di efficienza, di vivibilità, di prospettiva occorre un grande sforzo corale: Prato ha la forza, le esperienze, le idee per risollevarsi e per smettere di essere e di sentirsi una città ed una provincia “dismessa”.
* * *
Nelle pagine seguenti abbiamo riportato una sintesi delle proposte programmatiche del PdL della provincia di Prato.
Volutamente si tratta di una sintesi perché questo è un programma aperto ai suggerimenti, implementazioni, modifiche che saremmo lieti di registrare nel corso dei prossimi mesi.
Questo è un programma in progresso che sarà definito e dettagliato con l’aiuto di tutte quelle donne e quegli uomini che ci vorranno aiutare nel progetto di riscossa della nostra città.


SOCIALE
1. LIBERARE I CITTADINI DAL BISOGNO. Le azioni di contrasto della povertà non devono costituire una semplice opzione, bensì uno dei doveri fondamentali dell’istituzione pubblica,
2. SOSTEGNO DEL REDDITO, DIRITTO ALLA CASA, ASSISTENZA ALLE PERSONE IN DIFFICOLTA’. Questi problemi saranno ai primi posti del nostro impegno sociale. E’ necessario organizzare una sussidiarietà estesa in cui alle istituzioni pubbliche si affiancheranno le imprese, le organizzazioni no profit, le famiglie, il volontariato, i cittadini.
3. PIANO CASA DEL GOVERNO BERLUSCONI. Nell’ottica di liberare le famiglie dall’oppressione della povertà e dei bisogni primari, garantiamo fin d’ora il nostro pieno sostegno al piano casa del Governo Berlusconi a favore delle giovani coppie e delle famiglie in difficoltà. Una “new town” anche a Prato, con una localizzazione possibile nell’area dell’ex Banci.
4. PERMETTERE LA CRESCITA DEI BAMBINI. Una società che pensa al suo futuro deve pensare alla crescita dei propri figli. L’ente locale deve pensare, per esempio, all’istituzione di un bonus bebè; al sostegno per l’acquisto del latte artificiale; all’agevolazione per gli acquisti dei libri scolastici a supporto dell’azione del Governo centrale; alla promozione di forme di educazione civica fino dalla scuola dell’infanzia.
5. PERMETTERE ALLE DONNE PARI OPPORTUNITA’. Aiutare le madri per l’assistenza ai figli con problemi legati alla tossicodipendenza, sostenere l’associazionismo femminile; favorire l’ascolto delle esigenze delle donne per orientare i servizi resi dagli enti locali.
6. PERMETTERE AGLI ANZIANI UNA RINNOVATA VITALITA’. Di fronte alle difficoltà diffuse di accoglienza nelle RSA pratesi, occorre sviluppare interventi che favoriscano la presenza in famiglia delle persone anziane; agevolazioni agli anziani per il trasporto pubblico; favorire l’impiego degli anziani nelle strutture di cooperazione sociale.
7. GARANTIRE LE PARI OPPORTUNITA’ E L’EMANCIPAZIONE DEI DIVERSAMENTE ABILI. Sostegno in favore della domiciliarietà, migliorare le modalità di integrazione fra intervento sociale, formazione e inserimento lavorativo con particolare attenzione alla fase del passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Impegno sempre maggiore nell’abbattimento delle barriere architettoniche: una città vivibile per tutti.
8. Intervenire sul fenomeno della POVERTA’ SILENZIOSA di molte famiglie pratesi che devono far fronte alla pesante crisi economica e che si debbono confrontare con situazioni sconosciute dopo una dura vita di lavoro.
9. Stabilire criteri oggettivi di VALUTAZIONE DEL BISOGNO comprendendo anche l’aspetto psichiatrico che ha recentemente prodotto casi drammatici.

SCUOLA E FAMIGLIA
1. LA PERSONA AL CENTRO. Per noi che crediamo nella centralità della persona, il momento scolastico è essenziale per garantire un corretto processo formativo, per consentire ampie chance di vita, perché ciascuno possa vivere la propria vita con ampi spazi di libertà.
2. LA FAMIGLIA AL CENTRO DEL PROCESSO FORMATIVO. Nel processo scolastico deve essere riscoperto e salvaguardato il ruolo della famiglia, come sancito dalla nostra Costituzione. La famiglia è il cardine della società occidentale ed è portatrice di valori fondamentali per le nuove generazioni. La famiglia deve essere tutelata e salvaguardata nel ruolo che occupa a pieno titoli nel processo educativo.
3. INTERVENIRE PER LA SALVAGUARDIA DELLE FAMIGLIE E DELLE NUOVE GENERAZIONI. L’ente pubblico deve svolgere fino in fondo il suo ruolo garantendo la sicurezza degli edifici scolastici, investendo nell’edilizia scolastica, sia per creare nuove strutture che per dotare le strutture esistenti di quegli spazi necessari allo sviluppo evolutivo dei ragazzi ( palestre, spazi ricreativi, spazio mensa ecc.) e portando così a graduale esaurimento le liste di attesa nelle scuole d’infanzia e degli asili nido: per quest’ultimi favorire anche un rapporto con i privati tramite convenzioni favorevoli per entrambi. Istituire comitati scuola/famiglia per la risoluzione dei problemi più acuti.
4. VALORIZZARE IL CONTRIBUTO DELLE SCUOLE NON STATALI PARITARIE. Anche nelle nostre realtà le scuole non statali paritarie debbono essere tutelate come portatrici di valori e di organizzazione scolastica poiché contribuiscono al miglioramento complessivo dell’offerta educativa, rientrando a pieno titolo nel processo formativo, avendo la parità legislativa, ma non economica.
5. PRIVILEGIARE GLI INTERVENTI A SOSTEGNO DEI DIVERSAMENTE ABILI E DELLE LORO FAMIGLIE, PER RIDURRE IL DISAGIO E PER FAVORIRE L’INTEGRAZIONE. La scuola deve essere momento importante di solidarietà verso i soggetti più sfortunati e debbono quindi essere valorizzate le forme più idonee per una integrazione del diverso; aspetto determinante di una società che voglia aiutare anche chi, non per colpa sua, rischia di rimanere indietro rispetto agli altri.

SICUREZZA
1. PIU’ SICUREZZA PER UNA SOCIETA’ PIU’ LIBERA. Rendere le città più sicure significa rendere più liberi i cittadini di vivere la propria vita. Per rendere le città più sicure il ruolo dell’ente locale riveste un’importanza fondamentale e proprio su questo piano è evidente le mancanze della giunte di sinistra che hanno governato fin qui le nostre città.
2. PIU’ SICUREZZA PER PIU’ INTEGRAZIONE E PIU’ TOLLERANZA. Evitare o superare le situazioni di più forte disagio sociale e di civile convivenza è precondizione per evitare fenomeni di intolleranza, per aiutare una vera integrazione, per riscoprire la bellezza del vivere insieme.
3. RENDERE GLI ENTI LOCALI PROTAGONISTI DELLA VIVIBILITA’ DELLA CITTA’, con una serie di interventi che il Pdl si impegna a mettere in pratica:
3.1 Rilancio dell’ASSESSORATO ALLA SICUREZZA, che rappresenti un momento di incontro e valutazione comune fra i vari soggetti interessati (forze dell’ordine, cittadini, associazioni) per assumere decisioni concordate e coordinate;
3.2 Costituzione presso ciascun comune e ciascuna circoscrizione degli SPORTELLI SICUREZZA che sappiano evolversi dai semplici punti di ascolto a veri e propri centri di promozione e produzione di legalità;
3.3 Assegnare un ruolo più importante nel presidio del territorio alla POLIZIA MUNICIPALE attraverso sia una più significativa collaborazione con le forze dell’ordine che con una riqualificazione quantitativa e funzionale del vigile di quartiere;
3.4 Utilizzo, laddove sarà nuovamente possibile, di componenti delle FORZE ARMATE a supporto delle attività di ordine pubblico;
3.5 Riscrittura del PATTO PER LA SICUREZZA che superi il patto firmato nel 2007, incapace di attuare concrete azioni in ambito di sicurezza urbana e sociale , e che imponga a tutti gli enti partecipanti a concorrere effettivamente alle spese ivi previste;
3.6 Rendere effettivo un progetto organico di TELEVIGILANZA per favorire un monitoraggio capillare e costante delle zone più calde delle città;
3.7 Emissione di ordinanza sindacale per colpire il fenomeno della PROSTITUZIONE in strada con multe sia per il cliente che per la prostituta;
3.8 Evitare il rinnovarsi e andare verso il superamento dei CAMPI NOMADI esistenti, veri e propri “ghetti” indegni di una società civile. Se i nomadi dimostreranno di voler accettare le nostre regole e modi di vita potranno rivolgersi alle autorità competenti per l’assistenza sociale secondo i normali canali utilizzati dal resto della popolazione;
3.9 Promuovere l’utilizzo di VIGILANTES privati per il presidio di zone specifiche della città a tutela del patrimonio pubblico della città stessa;
3.10 Emissione di ordinanza sindacale per introdurre RESTRIZIONI NELLA CONCESSIONE DELLA RESIDENZA, con precisi limiti di reddito e di dignità della sistemazione abitativa;
3.11 Iniziative per liberare i muri della città dai GRAFFITI mediante emissione di ordinanza sindacale che inasprisca le sanzioni, mediante la costituzione di un servizio speciale della Polizia Municipale e mediante il coinvolgimento dei proprietari degli immobili, coinvolgendo anche i privati nell’opera di rendere più decorosa la città.

IMMIGRAZIONE
1. IMMIGRAZIONE CLANDESTINA: LA PIU’ GRAVE RESPONSABILITA’ DELLA SINISTRA. Avere consentito che la nostra provincia diventasse terreno di conquista di innumerevoli immigrati clandestini è stata ed è la più grave eredità che la sinistra lascia alle generazioni future. Se poi fosse vero, come dichiarato dal Console Cinese, che l’insediamento dei cinesi è avvenuto su richiesta della amministrazione comunale si registrerebbe un clamoroso caso di autolesionismo civile, di sprovvedutezza politica, di irresponsabilità amministrativa.
2. IL CONTRASTO ALLE ATTIVITA’ ILLECITE è l’unica soluzione possibile per tentare di ridurre l’impatto di questi fenomeni immigratori. Rendere non conveniente la permanenza sul nostro territorio, perseguire quotidianamente l’illegalità economica e criminale deve essere lo scopo primo delle nuove amministrazioni locali.
3. COSTITUIRE ANCHE IN TOSCANA I CENTRI DI IDENTIFICAZIONE ED ESPULSIONE. Solo la miopia della sinistra poteva negare l’utilità dei CIE nella nostra regione. Identificare ed espellere gli immigrati non in regola con la Bossi Fini per ricreare le condizioni per una civile convivenza.
4. IMMIGRATI E CITTADINANZA. Il PdL ritiene che la concessione della cittadinanza e del diritto di voto agli immigrati costituisca un punto di arrivo della integrazione e della accettazione delle nostre regole di vita. No quindi a qualsivoglia accorciamento dei tempi attualmente previsti dalle leggi in vigore.
5. DECENTRAMENTO DELLE STRUTTURE A RISCHIO. Se si vuole dare nuovo impulso al centro storico, farlo tornare vivibile e accessibile occorre, tra l’altro, allontanare e decentrare tutte quelle strutture che possono costituire attrazione di clandestini con il conseguente portato di illegalità e violenza.
6. ALFABETIZZAZIONE E INSERIMENTO SCOLASTICO. Le amministrazioni devono operare per incentivare e facilitare la alfabetizzazione italiana dei tanti bambini, figli di immigrati, che si apprestano a frequentare le nostre scuole, poiché il veicolo principale dell’integrazione è il linguaggio.
7. PARTECIPAZIONE DEGLI IMMIGRATI ALLE SPESE PUBBLICHE. Oltre al contrasto all’economia illecita, le amministrazioni debbono operare per l’aumento delle quote di reddito che gli immigrati fanno restare sul territorio. Anche per finanziare tutte quelle spese sociali di cui gli immigrati godono ma a cui non concorrono in misura corrispondente all’utilizzo.

CULTURA
1. PROGETTO GLOBALE PER LA CULTURA. I singoli eventi non possono risolvere il problema dell’insufficienza del settore culturale pratese. Solo un progetto globale potrà garantire un contributo importante di Prato al movimento culturale italiano.
2. UNA CULTURA LIBERA DAI PARTITI. La presenza oppressiva della sinistra negli enti culturali non può che impedire il libero dispiegarsi del pluralismo culturale. Una cultura monopolizzata dalle sinistre è di per sé sinonimo di scarso dinamismo e di mancanza di libertà di espressione.
3. INVESTIRE SUI GIOVANI. I giovani debbano essere la risorsa principale per far crescere le iniziative culturali della nostra provincia.
4. INVESTIRE SUL RUOLO DEI PRIVATI. Le attuali ristrettezze finanziarie impongono che la politica culturale sia ridisegnata intorno ad una nuova collaborazione con i privati, imperniata su un sistema di incentivi e di sinergie con il mondo economico locale.
5. SINERGIE FRA GLI ORGANISMI CULTURALI PRATESI. Creare una rete di collaborazione fra le varie realtà della provincia per rendere più forte la capacità attrattiva sia verso l’interno che verso l’esterno del territorio.
6. RIVITALIZZARE I MUSEI. Rendere fruibili i musei della provincia significa aggiornarli nelle offerte culturali e renderli visibili e visitabili. Significa anche consentire a queste strutture di rendersi in tutto o in gran parte autosufficienti dai contributi a piè di lista degli enti locali ed evitare sprechi e clientelismi (vedi Museo Pecci).
7. CULTURA E TURISMO. Non possono essere sottovalutati i rapporti fra una diversa gestione dei fatti culturali e il corrispondente incremento della presenza turistica. Organizzare iniziative diffuse sul territorio provinciale con iniziative culturali capaci di collegare le ricchezze dei territori medicei con i borghi storici della Val di Bisenzio, passando per il centro storico del capoluogo.
8. INVESTIRE SULLA MUSICA. La nostra realtà presenta esperienze significative in campo musicale (pensare alla Camerata Strumentale). Ma solo un progetto complessivo di maggiore dinamicità potrà far rendere queste esperienze al meglio della loro potenzialità, elevandole dalla loro situazione di stoica solitudine.
9. CULTURA E INTEGRAZIONE. Le attività culturali che valorizzino le identità e le tradizioni guardando al futuro possono favorire una vera integrazione del tessuto sociale.
10. LA CULTURA NON E’ UN COSTO MA UN INVESTIMENTO IN TERMINI DI CONSAPEVOLEZZA COLLETTIVA DEL NOSTRO PASSATO, PRESENTE E FUTURO.

POLITICA ECONOMICA
1. IL RUOLO DELL’ENTE LOCALE NELLO SVILUPPO ECONOMICO. Il corretto rapporto tra economia e politica presuppone che quest’ultima crei tutte le condizioni idonee al libero svolgimento delle attività imprenditoriali. Sicurezza, infrastrutture, coesione sociale sono i compiti che l’Ente locale deve porsi come obiettivi della sua azione.
2. SMETTERE DI PENSARE IN TERMINI PRATO-CENTRICI: IL FUTURO SARA’ DI AREA METROPOLITANA. Occorre pensare ed agire in termini di distretto e di area metropolitana senza circoscrivere all’orizzonte provinciale il futuro dello sviluppo.
3. DIFENDERE L’EREDITA’ DEL TESSILE E LA STRUTTURA INDUSTRIALE. Il settore tessile rimarrà ancora per anni il settore principale dell’economia del distretto. Anche se si sta vivendo forse il momento peggiore della nostra storia industriale e anche se la situazione finanziaria internazionale è drammatica, occorre difendere l’intelaiatura industriale ancora esistente e che potrà costituire un importante vantaggio in quel ritorno alle manifatture che si va profilando dopo il fallimento della finanza cosiddetta “creativa”.
4. RISTABILIRE LA LEGALITA’ La presenza di un distretto dell’illegalità costituito in prevalenza da imprese gestite da extracomunitari (in specie cinesi) deve essere combattuta e cancellata. La cattiva moneta di questa economia parallela rischia di scacciare dal territorio la buona moneta dell’economia rispettosa dei diritti e delle regole. Prato deve smettere di essere l’esempio mondiale dell’economia illegale.
5. INVESTIRE SUL MARKETING TERRITORIALE. Gli Enti pubblici territoriali si rendano promotori, anche con una attività di lobbyng, di una efficace politica di marketing territoriale per rendere appetibile il distretto a nuovi operatori al fine di incentivare l’insediamento di poli aggreganti Riduzione dei costi operativi del distretto ( costo delle aree, tariffe, TIA, eliminazione dei consorzi di bonifica etc ). Incentivi concreti – da valutare gli effetti del federalismo fiscale in termini di defiscalizzazione per i nuovi insediamenti produttivi – per i nuovi insediamenti nei limiti dagli interventi possibili secondo la normativa comunitaria.
URGENTI INTERVENTI SPECIFICI PER IL RILANCIO DEL TESSILE E PER LA SUA RICONVERSIONE. Favorire la costituzione da parte degli istituti creditizi di strutture finanziarie dedicate alla finanza- ordinaria e straordinaria- per le aziende del distretto, che operino con concreti criteri di meritevolezza e immediatezza del credito, anche nella prospettiva della razionalizzazione della filiera.
EVITARE L’ASSISTENZIALISMO Tutti gli interventi a favore del distretto devono essere attuati in una logica imprenditoriale e di salvaguardia del lavoro, sia d’impresa che dipendente, senza interventi meramente assistenzialistici e con l’utilizzo degli ammortizzatori sociali limitato alla contingenza e non di fatto strutturale
COMPLETAMENTO DELLA RETE INFRASTRUTTURALE, in primo luogo il raddoppio della declassata, la terza corsia dell’A11 e la viabilità nella val Bisenzio, ma anche la realizzazione di una linea metropolitana con l’area fiorentina, potenziando ed adeguando l’esistente infrastruttura ferroviaria. Ciò anche tenuto conto che con la prossima entrata in funzione nella nuova linea Alta velocità Firenze – Bologna Prato sarà inevitabilmente tagliata fuori dalla principale direttrice di traffico ferroviario. ;
Nell’immediato, FAVORIRE LA COSTITUZIONE DI UN OSSERVATORIO, snello e non pachidermico, con lo scopo di intercettare, sviluppare e proporre le concrete linee guida della riaffermazione del distretto in tempi coerenti con le esigenze delle imprese.
SOSTENERE LA LEGGE SUI DISTRETTI. La proposta di Tremonti per un’autonomia giuridica e fiscale dei distretti è la grande novità che il Governo pone a sostegno della difesa dei distretti industriali. Occorre sostenerla, seguirla, chiedere che Prato diventi il polo sperimentale per la sua attuazione.
INNOVAZIONE E SVILUPPO: UN RUOLO ANCHE PER GLI ENTI LOCALI. Se si ritiene che vi è bisogno di investire nell’innovazione delle imprese, se è necessario che le imprese si attrezzino per affrontare le sfide della globalizzazione anche mediante l’utilizzo di figure professionalmente all’avanguardia non basta un generico sostegno da parte degli Enti Locali all’Università. Occorre facilitare l’osmosi, lo scambio fra mondo dell’Università e mondo dell’Impresa. Occorre attivare forme incentivanti all’assunzione di soggetti di alta professionalità che possano portare un contributo importante alla crescita tecnologica dell’impresa, nel tessile e al di fuori del tessile.
IL RUOLO DEI PRATESI NEL SETTORE DEL CREDITO: UNA RIFLESSIONE DA FARE. Valorizzare il patrimonio della fondazione Cariprato al fine di renderlo protagonista dei progetti di sviluppo del distretto
13. LOGISTICA: IL CASO DELL’INTERPORTO. Tanti anni fa a Prato si scelse di puntare sulla logistica intermodale. Una scelta a cui però non sono seguite politiche adeguate. Dagli scavi archeologici, alle modifiche urbanistiche si sono perduti, tanti troppi anni, importanti per creare un’occasione di sviluppo al di fuori del tessile. Oggi, l’Interporto deve fare un salto di qualità. E se i soggetti pubblici hanno investito nella costruzione della struttura immobiliare e nelle infrastrutture sarebbe arrivato il momento di concedere in gestione a privati la gestione della struttura medesima, al fine di ottimizzare l’investimento e di rilanciare una struttura che può davvero costituire qualcosa di importante per la provincia.
14. UNA SCELTA DIFFICILE: IL TERMOVALORIZZATORE. Se la politica deve proporre e assumersi anche il coraggio delle scelte impopolari il caso dell’inceneritore è la dimostrazione del fallimento della politica delle giunte di sinistra. Noi sosteniamo che il problema dei rifiuti può essere risolto anche mediante la realizzazione di impianti di termovalorizzazione. Ma nella chiarezza delle scelte ambientali, di localizzazione, di impatto socio sanitario, di dimensionamento dell’impianto e con altrettanta chiarezza nelle scelte economico gestionali che non possono rispondere alle logiche politiche ma solo a quelle delle maggiori convenienze per i cittadini ad iniziare da quelli che risiederebbero nell’immediate vicinanze dell’impianto di smaltimento.
15. MENO TASSE PIU’ LIBERTA’. Con un ben preciso piano di dismissioni di partecipazioni e immobili insieme ad un drastico taglio delle spese per consulenze e per sprechi vari, gli Enti Locali potranno avviare una significativa riduzione della pressione fiscale e tariffaria , tanto più necessaria in un periodo di crisi economica come l’attuale. Più soldi nelle tasche dei contribuenti significa più libertà di vivere la propria vita.


COMMERCIO
1. Omogeneizzare le regole commerciali nel territorio;
2. L’area è satura di centri commerciali, che non contribuiscono certo al risparmio delle famiglie , ma sono diventati un elemento stimolante nella corsa dei prezzi, con l’effetto di far chiudere tante attività commerciali che , tra l’altro, contribuiscono alla vivibilità del territorio;
3. Riduzione dei costi per tariffe etc.
4. Incentivi tariffari per l’apertura di negozi in centri storici e frazioni, nel rispetto dei requisiti di omogeneità
5. Riqualificare la vivibilità e la fruibilità del centro storico di Prato con una adeguata politica di trasporto pubblico e con la costruzione di parcheggi nelle vicinanze del centro storico. E’ impensabile, oggi, la valorizzazione dei centri storici senza adeguate infrastrutture
6. Lotta all’abusivismo e al commercio illegale

AGRICOLTURA E TURISMO
1. Promozione delle risorse turistiche dell’area, sia per le opere d’arte che per le risorse paesaggistiche. Incentivi per l’investimento in strutture turistiche da parte di privati.
2. Favorire la competitività delle imprese agricole anche mediante la semplificazione normativa;
3. Valorizzare i prodotti di eccellenza del territorio con adeguato marketing agricolo di distretto
4. Valorizzazione del patrimonio boschivo sia nell’ottica del turismo che dello sfruttamento di risorse energetiche

SANITA’

1.INTEGRAZIONE PUBBLICO-PRIVATO, da serbare quest’ultimo come termine di confronto e di stimolo all’azione dell’ASL senza penalizzarlo in nome di presunte economie, che vengono poi trasgredite per percorsi sanitari impropri, per premi aggiuntivi discutibili e incarichi inopportuni assegnati non tenendo conto sempre delle professionalità, ma delle soggettive preferenze, riportando l’individuo al centro delle attenzioni, riaffermando la sua libertà di scelta e di cura, la meritocrazia, la competitività, l’integrazione pubblico-privato, salvaguardando il diritto inalienabile alla salute al di fuori e al disopra delle ipoteche di diversa natura, non dimenticando che quando si parla di spesa in sanità, il prodotto finale deve essere sempre la salute, attraverso l’erogazione di servizi appropriati e di qualità.
2. RIDURRE LE LISTE DI ATTESA, attraverso il ricorso anche all’accredito, e le code al Pronto Soccorso, che continua a non rispondere alle esigenze della collettività.
3. SVILUPPARE E RIPENSARE LA MEDICINA TERRITORIALE per evitare i tanti casi di ricovero inappropriato e di accesso al Pronto Soccorso.
4. RIDURRE LE INDEBITE CONSULENZE ESTERNE con mancata valorizzazione di competenze professionali all’interno delle singole unità operative, evitando l’assegnazione di incarichi “ad personam” senza il minimo fondamento di esperienza in materia.
5. RISTRUTTURAZIONE O ABOLIZIONE DELLA SOCIETÀ DELLA SALUTE, che resta ancor oggi un contenitore senza senso, incapace di produrre risultati visibili, intenta ad attingere a statistiche epidemiologiche e a rilievi di altri comparti sanitari, nella ricerca affannosa di un proprio ruolo, isterilitosi nelle fumisterie politico-sociali, non ancorate a nessuna concreta realizzazione
6. RIQUALIFICAZIONE DELL’INTERO DIPARTIMENTO DELLA PREVENZIONE, la cui azione si è dimostrata nei fatti e nelle cifre inadeguata a una complessa realtà d’immigrazione che pone problemi costanti di vigilanza e tutela sanitaria, nel momento in cui l’ASL ha ritardato all’inverosimile ad esempio il concorso di primariato per medicina legale e per medicina dello sport, due capisaldi della prevenzione affidati assurdamente negli ultimi tempi a un direttore onnicomprensivo non specialista né nell’una né nell’altra materia, con carenze organizzative e di conduzione generale che sono sotto gli occhi di tutti, a cominciare dal trasferimento in altra sede dell’ecocardiografo previsto per legge e presente in tutte le strutture di medicina dello sport d’Italia, tranne che in quella pratese.
7. RICONSIDERARE LA STRUTTURAZIONE DEL NUOVO OSPEDALE in base alle esigenze nuove di una popolazione in crescita, con forte componente immigratoria e con necessità aggiuntive di posti letto, così come promesso pubblicamente dall’assessore regionale alla sanità Rossi e di fatto disatteso nella fase più recente di programmazione.
8. Costituzione di un comitato di esperti per L’AREA OSPEDALIERA IN DISMISSIONE e per scelte che possano essere partecipate alla cittadinanza in via programmatica e realizzativa

SOCIETA’ PARTECIPATE DAGLI ENTI LOCALI
1. STATALISMO LOCALE. La scelta strategica dei comuni e della provincia è stata quella di costituire società, formalmente private ma sostanzialmente pubbliche, per gestire i servizi pubblici locali. Si è in questo modo risposto alla spinta liberalizzatrice degli anni’90 mantenendo il controllo del potere politico su queste società che hanno cristallizzato le costellazioni del potere “rosso” e consolidato flussi di cassa non sempre trasparenti (vedesi costi pubblicità di ASM e Consiag).
2. SUPERARE LA RIGIDITÀ, AGEVOLARE LA FORMAZIONE DI UNA SOCIETÀ APERTA. Superare l’esperienza delle public utilities gestite dai comuni e dalle provincia è esigenza essenziale per liberare l’economia da questi lacci e lacciuoli, per consentire ad altri imprenditori ed imprese di accedere a settori economici oggi riservati alle aziende partecipate. Prato ha bisogno di ritrovare lo spirito di una società aperta dove non vi siano spazi economici impropriamente occupati dalla politica. I cittadini hanno diritto che questi servizi siano gestiti senza gli sprechi e i costi derivanti dalla presenza oppressiva degli interessi politici.
3. REALIZZARE GLI ASSETS, INVESTIRE NELLE INFRASTRUTTURE. Prato non ha bisogno di società partecipate del Comune che vendano gas o elettricità, che vendano farmaci o che svolgano servizi di manutenzione sugli immobili e che annoverano tra i propri organici personale che ricopre cariche pubbliche e cariche politiche. Tali collocazioni incrementano la consistenza dei costi fissi, e non sempre garantiscono la trasparenza nel rapporto cittadini-utenti e imprese pubbliche. Sono a tutti gli effetti persone privilegiate che non rendono conto a nessuno del loro operato. Vi sono tante società, più o meno grandi, che svolgono gli stessi servizi a prezzi competitivi. Vendere le partecipazioni dei Comuni e delle Province in tutte quelle società che non svolgono un servizio di interesse pubblico consentirebbe di realizzare importanti somme da destinare a quello che davvero un ente pubblico deve fare: costruire le infrastrutture, garantire un ambiente idoneo allo sviluppo economico e al miglioramento del benessere delle famiglie e delle imprese.
4. SUSSIDIARIETÀ: LA PAROLA CHIAVE. Lo Stato e l’Ente Pubblico non debbono fare quelle attività che il privato (privato/privato, privato/sociale, ecc.) è autorizzato a fare. Lo Stato e gli Enti Pubblici debbono svolgere un ruolo di “supplenza” rispetto alle eventuali assenze del privato. Si parla tanto di sussidiarietà ed è arrivato il moneto di metterla in pratica.
5. TRASPARENZA. I cittadini spesso non sono consapevoli dell’estensione e del costo delle attività economiche delle public utilities. Deve essere superato quell’atteggiamento di impermeabilità che rendono le società partecipate inaccessibili rispetto a qualsiasi richiesta di verifica e controllo da parte dei cittadini. Nulla e niente è dato di conoscere sulla convenienza o meno di continuare a utilizzare società costituite da ASM o Consiag nell’ ambito dei servizi esternalizzati dal Comune,perché nessuno si è preoccupato di dimostrare la convenienza delle scelte, con accostamenti e confronti offerti in termini di qualità, quantità e prezzo di mercato.- Il passaggio diretto degli incarichi e delle commesse non è mai stato accompagnato dalla dimostrazione della convenienza ed utilità. Deteniamo financo il triste primato di non aver mai conosciuto, in quanto non comunicato, l’ entità complessiva delle spese sostenute e degli incassi nell’ ambito della tariffa di igiene urbana, avvalorando il sospetto che i conti si pareggiano con aumenti graduali che restano a carico della solita utenza ; infatti non sappiamo a cosa si debba l’ aumento della produzione di rifiuti quando le fabbriche chiudono i battenti, non sappiamo se tutti i cittadini pagano la tia, oppure se vi siano larghe fasce di imprese e famiglie di cittadini extra comunitari che non hanno mai pagato un soldo di nettezza urbana,non sappiamo se i debitori morosi siano stati perseguiti o non, non siamo quindi nella condizione di poter giudicare se la tariffa fissa e la tariffa variabile siano da ritenersi eque od esose.-
6. EQUITÀ NELLE ASSUNZIONI. Le società a partecipazione dei Comuni e della Provincia debbono procedere alle assunzioni mediante regolare concorso, così come del resto è previsto dal Dl. 112/2008, in corso di attuazione. E’ ora di finirla che in queste società si proceda ad assunzioni a chiamata diretta che legittimamente vengono sospettate di rispondere più ad esigenze clientelari e di consorteria politica che alle logiche del merito e dell’efficienza.
7. PARITÀ FRA LE IMPRESE PRIVATE PER L’ASSEGNAZIONE DEI LAVORI. Le commesse che vengono assegnate dalle società partecipate non rispondono ad alcun criterio di imparzialità. Qualsiasi acquisto di beni o servizi svolto dalle public utilities deve rispondere a requisiti di trasparenza ed imparzialità per consentire anche ad un artigiano iscritto al Pdl di poter lavorare con queste società, cosa oggi oggettivamente impossibile. (cfr. dl 112/2008)
8. AFFIDAMENTO DEI SERVIZI LOCALI. Basta con l’affidamento di questi servizi con la procedura dell’affidamento “in house”, cioè senza gara e senza concorrenza. Liberiamo davvero anche questi settori dell’economia pratese, diamo la possibilità allo spirito imprenditoriale che ci contraddistingue di poter interessarsi ai nuovi settori dei servizi alle persone, dei servizi agli enti pubblici. Liberiamo Prato dall’oppressione delle politica, di una cattiva politica che ha fatto dei servizi pubblici locali la sua ultima riserva di potere, di clientelismo, di opacità.

POLITICHE GIOVANILI E SPORT

· TRASFORMARE IL PIN IN UN POLO EFFETTIVO DI INSERIMENTO LAVORATIVO SUL TERRITORIO. La flessibilità del lavoro si rivela uno strumento necessario per raggiungere una capacità di adattamento e di migliore aggressione e penetrazione dei nuovi spazi commerciali. L’impresa deve ricollocarsi in relazione sinergica con il territorio in cui è inserita, facendo l’uso dovuto della mobilità del lavoro secondo una logica di reciproca dipendenza. In questo sistema il ruolo dell’amministrazione locale e del PIN deve essere quello di creare intese con le categorie produttive, per facilitare l’inserimento e la crescita dei “cervelli pratesi”.
· PIÙ FINANZIAMENTI ALL’IMPRENDITORIA GIOVANILE. L’amministrazione cittadina deve prevedere lo stanziamento e il reperimento di fondi per finanziare l’imprenditoria giovanile, attuando politiche di sgravi fiscali e burocratici per coloro che intendono intraprendere un tale percorso e permettendo a costoro, tramite adeguati interventi, modalità di facile accesso al credito.
· SOSTENERE I GIOVANI COME FONDATORI DELLE NUOVE FAMIGLIE Sono i giovani a costituire le nuove famiglie e per questo tutti gli enti, in primis il comune, devono agevolare l’adempimento di quei compiti “naturalmente” affidati a quella che la costituzione definisce “società naturale fondata sul matrimonio”.
· FACILITAZIONI ALLE GIOVANI COPPIE PER L’ACQUISTO DELLA PRIMA CASA. “Diritto alla casa deve diventare Diritto alla PROPRIETA’ della casa” I giovani intenzionati a sposarsi affrontano mille problematiche, sicuramente la più problematica e onerosa è la Casa. Se la famiglia è il primo nucleo della società, la casa è il primo luogo che la protegge. Per questo crediamo fermamente nel diritto ad avere una casa di proprietà.
· AGGREGAZIONE E SICUREZZA, le risposte di cui hanno bisogno, sul territorio, i giovani. Il clima di violenza e la mancanza di legalità che oramai fanno parte integrante di Prato hanno portato la maggior parte dei giovani a cercare altri luoghi per uscire ed incontrarsi. Questa tendenza va contrastata e invertita.
· I GIOVANI, CUSTODI E CULTORI DELLA NOSTRA STORIA. La storia della nostra regione e delle nostre città ha una lunga memoria e tante sono state nei secoli le culture dei popoli che l’hanno valorizzata lasciandovi la loro testimonianza. Dobbiamo risvegliare nei giovani l’interesse per i luoghi e i musei cittadini, facilitando questo processo proponendolo “non oneroso” per i giovani cittadini residenti.
· LA SCUOLA A TUTELA DEL PATRIMONIO LINGUISTICO E CULTURALE DELLA CITTÀ. Le varie realtà comunali si confrontano ogni anno con le proprie usanze in feste di vario tipo. C’è però in questo nuovo mondo il rischio di perdere alcune specificità territoriali indispensabili per la nostra cultura. In particolare la tendenza a perdere il proprio patrimonio linguistico nel paesaggio globale per un modo di comunicare ormai ridotto a forme linguistiche oltremodo sintetiche. Allo scopo di superare questo ostacolo si ritiene indispensabile un intervento diretto nelle scuole attraverso una campagna di sensibilizzazione in primis rispetto al corpo docenti al fine di ritagliare spazi all’interno della didattica dedicati alla conoscenza delle proprie tradizioni linguistico- letterarie.
· IN PERIFERIA NON PER DORMIRE, MA PER DIVERTIRSI E’ un tema che si spiega da solo! Troppo spesso le attenzioni sono rivolte al centro storico. Le periferie abbandonate al ruolo di dormitori privi di divertimenti e servizi. Compito della nuova amministrazione sarà di agevolare tutta l’imprenditoria del tempo libero per lo sviluppo delle periferie
· INVERTIRE LA TENDENZA SUGLI IMPIANTI SPORTIVI, PIÙ SPAZI DOVE MUOVERSI Nel mondo di oggi sport vuol dire calcio, ma la realtà non è questa. Decine, anche in città, sono i gruppi sportivi delle cosiddette discipline minori. Tutte lamentano la solita cosa, la mancanza di strutture polivalenti dove allenarsi e fare sport. Emblematico a questo proposito l’esempio della pista di atletica, ancora incompiuta dopo anni e anni di richieste.
RENDERE L’ATTIVITÀ SPORTIVA VERAMENTE AUTONOMA ED INDIPENDENTE DEI PARTITI, rompendone il cordone ombelicale che lega alcuni enti di promozione sportiva alla sinistra che ne ha fatto campo di mala gestione e di dispersione di denari pubblici (vedi Apogeo e Trofeo Città di Prato);
REALIZZARE UN PIÙ EFFICACE COORDINAMENTO FRA AMMINISTRAZIONE COMUNALE E SCUOLA nell’ambito di una politica che promuova e favorisca l’attività sportiva quale momento importante del processo formativo ed educativo dei giovani;
Investire maggiori risorse pubbliche e private per dotare la città e la provincia delle STRUTTURE E DEGLI IMPIANTI NECESSARI allo svolgimento della pratica sportiva da parte di coloro (anziani, disabili, ecc.) che ne hanno necessità per conservarsi in buono stato psico fisico o per motivi terapeutici;
Promuovere tutte le iniziative necessarie al miglioramento delle competenza e della professionalità degli operatori del settore sportivo.


URBANISTICA
1. SBUROCRATIZZARE E LIBERALIZZARE L’URBANISTICA, COINVOLGERE I CITTADINI NEL DISEGNO DELLA NUOVA PRATO. Il nuovo piano strutturale deve prefigurare la città dei prossimi venti anni. Cogliendo gli errori del piano Secchi, occorre abbandonare l’impostazione eccessivamente dirigistica dei piani. Occorre una città flessibile, che valorizzi al massimo il patrimonio pubblico e privato e che utilizzi parsimoniosamente e responsabilmente il territorio.
2. LIBERARE IL CITTADINO DAL GIOGO DELLA BUROCRAZIA. Il Comune deve essere al servizio dei cittadini; non i cittadini al servizio del Comune. Organizzare l’urbanistica in modo da evitare che il cittadino si scontri con l’inefficienza della burocrazia.
3. COINVOLGERE E RESPONSABILIZZARE LE CATEGORIE PROFESSIONALI, affinché siano snellite, nel rispetto delle normative in vigore, le procedure e le corrispondenti attese.
4. MAGGIORE COINVOLGIMENTO DEI PRIVATI, perché dai privati possa giungere un contributo importante nella progettazione, nell’aggregazione dei proprietari, nella perequazione dei diritti: il tutto nel rispetto del principio cardine della sussidiarietà.
5. RIQUALIFICAZIONE DELLA QUALITA’ ARCHITETTONICA, eliminando i vincoli di altezza, recuperando terreno per verde e infrastrutture; sostituire i vincoli di volume con vincoli di superficie per raggiungere una maggiore qualità architettonica di progetto.
6. INTERVENTI SPECIFICI NEL CAMPO DELL’URBANISTICA:
6.1 coordinare i vari livelli di pianificazione;
6.2 interventi sull’area dello stadio e dei magazzini generali, per realizzare una nuova area di edilizia di qualità;
6.3 interventi sull’area dell’attuale ospedale, tenendo presente che la parte “moderna” sembra incompatibile con il resto del tessuto urbanistico infra murario ma con l’attenzione che dovrà essere posta alla funzionalità del nuovo ospedale, per il quale è lecito nutrire molti dubbi;
6.4 l’area ex Banci, abbandonando l’attuale proposta della maggioranza che si basa su di una ipotesi peregrina di polo espositivo e per la quale non sono chiari i contributi dei privati ed andare a ripensare, invece, un insediamento di eccellenza culturale e la realizzazione di una “new town”;
6.5 area del cantiere, che deve essere reintegrata con il tessuto cittadino;
6.6 il macrolotto zero, che deve essere recuperato dagli insediamenti produttivi e riqualificato come area residenziale, sottraendolo al triste destino a cui anni di insipienza ed inattività lo hanno destinato;
6.7 il centro storico, per il quale è necessario restituire sicurezza, decoro e facilità di accesso; facilitando l’insediamento di nuovi servizi e favorendo il ritorno residenziale dei pratesi con incentivi in termini di pagamento di tasse ed imposte locali, e con parziale rimborso per chi ristruttura gli edifici;
6.8 piazza Mercatale, per la quale il PdL ha presentato un progetto di riqualificazione che, senza smantellare l’attuale struttura, la riscopre nella sua bellezza e nella sua fruibilità.


INTERVENTI AMBIENTALI

1. dedicare particolare attenzione alle "CENTRALINE" dislocate sul territorio per il rilevamento dell'inquinamento atmosferico, il loro mancato funzionamento, la logica della collocazione, le caratteristiche dei filtri in particolare per le nanopolveri. Non tralasciando altre forme di inquinamento come quello elettromagnetico.
2. incentivare la RACCOLTA DIFFERENZIATA dall'attuale 37% al 55% stabilito dalla Regione e studiare tutti i vari processi di recupero, riciclo, fino alla scelta finale sulla percentuale "limite" da convogliare in eventuali termovalorizzatori, sua collocazione e utilizzo per la produzione di energia in particolare per il distretto industriale.
3. evidenziare esperienze fallimentari di Case Passerini e quella positiva per il TELERISCALDAMENTO di Brescia.
4. promuovere iniziative di RISPARMIO ENERGETICO in linea con il nuovo Piano di Indirizzo Energetico Regionale (PIER) approvato a luglio, che incentiva la collocazione di impianti eolici, fotovoltaici, cogenerativi,
5. BIOMASSE (cippato e pellet) ed altri assimilabili, che permetterebbero una forte diminuzione di CO2 nell'atmosfera, passando finalmente dalle parole ai fatti.


INFRASTRUTTURE
1. RECUPERARE IL GAP INFRASTRUTTURALE,AGIRE PER LA REALIZZAZIONE DELLE GRANDI OPERE. Non sarà semplice recuperare il terreno perduto a causa dell’inattività di decenni di maggioranze di sinistra e siamo consapevoli che il piano di investimenti necessari a colmare il difetto infrastrutturale dovrà riguardare un lasso temporale superiore alla prossima legislatura. Ma solo un drastico cambio di passo potrà consentire di iniziare a lavorare alla realizzazione di un piano di investimenti, in collaborazione con Regione e Governo, davvero indispensabile allo sviluppo della nostra provincia.
2. RECUPERARE LA MOBILITA’ DI AREA METROPOLITANA PER RECUPERARE LIBERTA’ DI MOVIMENTO DI PERSONE E MERCI. E’ esperienza comune la estrema difficoltà di spostamento tra Firenze e Prato e viceversa. Il problema della mobilità in ambito metropolitano potrà essere affrontato e risolto solo con un piano complessivo di intervento che il PdL propone di realizzare su più fronti di spostamento:
2.1 realizzazione di una metropolitana Peretola/Prato/Pistoia che transiti al di sotto dell’Autostrada A11;
2.2 collegamento ferroviario fra Interporto e la linea Firenze/Pisa;
2.3 modifica dell’asse ferroviario FI/Prato/Lucca
2.4 ripensare alla bretella Incisa/Barberino dell’A1;
2.5 ristrutturazione del casello Prato est con costruzione di uno svincolo diretto verso i macrolotti;
2.6 adeguamento Ponte Lama.
3. INTERVENTI PER LA MOBILITA’ INTERNA ALLA PROVINCIA. Alcune proposte per migliorare i flussi di traffico interni alla provincia :
3.1 collegamento efficiente fra SR 325 e le Tangenziali di Prato;
3.2 bretella Barberino/Montepiano;
3.3 passaggio sul lato Nord della città valorizzando il progetto dell’Ordine degli Ingegneri con tunnel sotto la Calvana;
3.4 intervenire sul sistema del Trasporto Pubblico con l’obiettivo di equilibrare il servizio sul territorio, migliorandone la sicurezza e garantendo la mobilità urbane da tutte le zone della città;
3.5 intervenire sul sistema dei parcheggi, rendendo veramente fruibile quello del Serraglio, recuperando il progetto di Via Martini e realizzando un parcheggio sotterraneo in Piazza Stazione per riscoprire e rendere vivibile anche le zone limitrofe oggi occupate barbaramente dalle auto parcheggiate.
4. SCIOGLIERE IL NODO AREOPORTUALE, OTTENERE UN PIU’ FACILE SBOCCO VERSO IL MARE. Prato e l’area metropolitana debbono essere collegati in tempi ragionevoli con un aeroporto degno di questo nome. E se Peretola continua ad essere fruibile per il trasporto delle persone, lo scalo pisano deve essere raggiungibile in tempi rapidi per la sua capacità di convogliare il traffico delle persone e delle merci. Occorre superare le incertezze della sinistra per creare un sistema intermodale efficiente, per porre le basi ad un piano di investimenti di medio/lungo periodo che permetta a Prato di essere collegata con il resto del mondo. Il miglioramento delle vie di comunicazione verso la costa, consentirà anche un più naturale collegamento con i porti di Livorno e La Spezia, sbocco naturale sul mare per il commercio dei prodotti pratesi.

Noi ci crediamo. Crediamo che sia giunto il momento di rendere concreta quell’alternativa nei programmi e quell’alternanza nella guida degli enti locali che abbiamo aspettato per tanti, troppi anni.
Crediamo di poter coinvolger in questa sfida per il rilancio di Prato i tanti cittadini stufi di una politica clientelare, dedita alla gestione dell’ordinario, incapace di rispondere ai bisogni della gente.
Il Popolo delle Libertà ci crede. Crede nella voglia di ciascuno di noi di costruire insieme una città più viva e vivibile, una città che ci faccia tornare ad essere orgogliosi di nascervi e di vivervi e onorati di ritornare a crescere insieme a lei.

VOLONTARI


E la sinistra scopre di odiare i volontari

di Paolo Granzotto

«Non riusciamo a gestire tutte le domande a disposizione». Così e in questo italiano sgangherato, Michele Santoro faceva fretta agli interlocutori, agli intervistati che non rispondevano a tono. Che cioè non confermassero l’assenza, quell’alba del 6 aprile, dello Stato, della Protezione civile, dei Vigili del fuoco, della Croce rossa e dei volontari, la mancanza di tende, di coperte, di vitto e di acqua. Ma si guardava bene di metterla, la fretta, allo studente che raccontava d’esser stato sorpreso dal sisma mentre dormiva, avendo dunque dovuto fare tutto da solo per abbandonare l’edificio e che una volta fuori, alle tre del mattino, non aveva trovato nemmeno un pompiere. Nessuna incombente «gestione di domande», in quel caso. Nemmeno quella, che verrebbe spontanea, di chiedere e chiedersi perché mai, in quel preciso momento, una squadra di Vigili del fuoco avrebbe dovuto stazionare davanti all’edificio. All’Aquila, quella notte, «non c’era l’Unità di crisi», rincara quell’oliata struttura faziosa di Annozero. Che aveva aperto con una serie di immagini dei sopravvissuti, degli sfollati, fra i quali non si scorgeva una divisa, un camice, un distintivo, un elmetto giallo, una mano che porge una coperta o un bicchiere di latte. Quando poi era impossibile non inquadrare i soccorritori e registrare la loro presenza, sono stati liquidati come un branco di perditempo che se ne stava con le mani in mano. Da un lato la povera gente che scavava fra le macerie alla ricerca di sopravvissuti, dall’altro i volontari della Protezione civile, lì a guardare.Eppure il volontariato, l’«impegno nel sociale», è sempre stato privativa dei «sinceri democratici» quale certamente è Michele Santoro. Ha sempre rappresentato la forza motrice dell’«Italia che cambia», che «costruisce il futuro», i punti di forza della dialettica progressista. Ma se il loro impegno e il loro lavoro contribuiscono al buon esito di un’impresa logistica e umanitaria di proporzioni immense e il cui merito non può che andare al governo in carica, ecco che il volontariato piomba dalle stelle alle stalle. Ecco che perfino i Vigili del fuoco - che chissà quanti «sinceri democratici» hanno scocciato perché avevano smarrito le chiavi di casa o perché la gattina s’era arrampicata in cima a un albero - trattati da pelandroni buoni a niente. Diceva Santoro che nell’affrontare la questione del terremoto dell’Aquila era doveroso «usare parole di verità», formula verbale che appartiene allo squinternato lessico di Antonio Di Pietro e che il conduttore di Annozero ha golosamente fatto sua. E che l’uno e l’altro premettono alle intemerate dove la verità è presa e selvaggiamente sbatacchiata per conformarla a una tesi precostituita, a un pregiudizio. È, con i dovuti aggiustamenti, il «canone Pajetta», l’esponente del Pci che non ebbe vergogna di urlare, in Parlamento: «Fra la verità e la rivoluzione, scelgo la rivoluzione». Così Santoro: fra la verità e la demonizzazione di Silvio Berlusconi, sceglie quest’ultima. Anche a costo di falsare la realtà, di mostrarla - con la telecamera è facile, basta puntarla dove conviene e dare una rifinitura in sede di montaggio - quale non è. Anche a costo di buttare a mare, deridendolo fino al vilipendio, il volontariato. Una gaglioffata, questa, ancor più colpevole, ancor più indecente, ancor più odiosa perché commessa ballando sui cadaveri delle centinaia di vittime del sisma, diventate, sotto i piedi di Michele Santoro e della sua squadra, solo un pretesto per esercitare il solito ringhioso antiberlusconismo. Tutto questo alla Rai, un servizio pubblico. (giornale.it)

DAMIANO


Giovani e Famiglia non aderisce al Polo Civico. Baroncelli lascia la lista civica e rinuncia alla candidatura.

"La Lista Civica Giovani e Famiglia, a seguito di varie consultazioni e discussioni interne, ha deliberato di non aderire al progetto di Polo Civico costituito dalla Lista Civica 5 Stelle e Lista Civica Per il Bene Comune. Una decisione maturata come la posizione più coerente con il percorso, i valori e le idee portate avanti da Giovani e Famiglia a partire dalla sua costituzione come Lista Civica per le elezioni comunali del 2004, nonché nell'attività degli anni a seguire. La nostra è una posizione difficile, specie alla luce del progetto di Polo Civico che noi stessi lanciammo per primi nella conferenza stampa del 4 ottobre 2008;. Tuttavia, tra il mantenimento dell'identità profonda di Giovani e Famiglia e la Costituzione di un Polo Civico accanto a soggetti con opinioni che riteniamo molto distanti su temi per noi determinanti abbiamo scelto di restare fedeli al nostro percorso e continuare la nostra attività politica verso le elezioni comunali senza partecipare al progetto di 5 Stelle e Per il Bene Comune, progetto a cui comunque auguriamo pieno successo, specie in virtù della stima che ci lega ad alcuni dei membri di questi movimenti.Al momento, la Lista Civica Giovani e Famiglia resta al di fuori di qualsiasi alleanza o schieramento, rimanendo comunque aperta al dialogo con tutte le forze in campo con cui ci sia convergenza sui programmi e i progetti per il futuro della città. In seguito alla decisione deliberata dalla maggioranza del Consiglio Direttivo della Lista Civica, Damiano Baroncelli ha deciso di lasciare la Lista Civica e rinunciare alla delega a candidato sindaco. Auguriamo a Damiano una felice continuazione della sua attività politica, rinnovando la nostra stima nei suoi confronti e l'amicizia che ci lega in virtù delle numerose battaglie condotte insieme negli ultimi anni. Lista Civica Giovani e Famiglia".

SCIACALLI


TERREMOTO: SCIACALLAGGIO, ASSOLTI I 4 ROMENI


Come prevedibile, dopo la richiesta di assoluzione dello stesso pm, il giudice Giuseppe Romano Gargarella ha assolto dall'accusa di tentato furto aggravato i quattro romeni fermati questa mattina a San Quirico d'Ocre, oggetto del primo processo per direttissima contro presunti sciacalli istituito a L'Aquila dopo il terremoto. Il giudice ha condannato solo uno dei quattro accusati, Daniel Vicu, 29 anni, a sei mesi (pensa sospesa) per la detenzione di arnesi da scasso rinvenuti nella sua auto. I carabinieri avevano scoperto questa mattina che Elena Vicu, 51 anni, si era introdotta nell'abitazione dell'anziano di cui era la badante prima che l'abitazione venisse sfollata per il sisma. La donna era entrata con le chiavi, mentre Stefania e Ian Popa, ed il figlio di Elena Vicu, Daniel, aspettavano fuori con degli arnesi da scasso custoditi nell'auto di quest'ultimo. Obiettivo dei quattro, secondo le prime ipotesi degli inquirenti, era di impadronirsi dei 100 mila euro che il proprietario della casa teneva custoditi sotto una mattonella. Tuttavia, in seguito alle indagini, si e' riscontrato che i soldi non sono stati toccati e che i gioielli trovati addosso agli accusati erano di loro proprieta': la sentenza ne ordina l'immediata restituzione. Si chiude cosi' il primo processo contro presunti sciacalli, anzi il primo in assoluto celebrato nel capoluogo abruzzese dopo il terremoto. Un segnale di ritorno alla normalita', sia pure in condizioni di fortuna: sede ricavata in un'ala della scuola ispettori della Guardia di Finanza di Coppito, la stessa dove questa mattina si sono tenuti i funerali solenni e di fatto unica struttura pubblica agibile in tutta L'Aquila. Atti giudiziari scritti a mano, avvocati avvertiti all'ultimo del luogo del processo (si era perfino ipotizzato un camper) e un inevitabile alleggerimento del protocollo. Ma il segnale di speranza rimane: "La notizia - ha detto il colonnello Paolo Carretta, comandante della Scuola ispettori - e' che si e' celebrato un processo, indipendentemente da assoluzioni o condanne. Le autorita' hanno dimostrato di poter controllare un territorio, la procura ha potuto lavorare, i difensori hanno svolto egregiamente il loro lavoro". (agi.it)

CRISI


Turismo: in Toscana aumentata spesa nel 2008. Lusso potrebbe diventare volano sviluppo

Nel 2008 la spesa turistica in Toscana e' aumentata, nonostante la quota di arrivi internazionale sia in leggera flessione (-5,7%). In particolare cresce la domanda di turismo esclusivo (resort, shopping di lusso, centri-benessere), concentrato soprattutto in Versilia, che potrebbe presto diventare il volano per sviluppare un'economia turistica parallela a quella tradizionale incentrata sulle citta' d'arte e sul balneare. E' quanto emerge da un rapporto del Gruppo Montepaschi. (ansa.it)

venerdì 10 aprile 2009

FIGI


Figi deve ristaurare la democrazia e lo stato di diritto

• Dichiarazione di Sergio Stanzani, Presidente del Partito radicale Nonviolento e di Non c’è Pace Senza Giustizia, e di Niccolo’ Figa-Talamanca, Segretario di Non c’è Pace Senza Giustizia

La decisione annunciata questa mattina dal Presidente delle isole Figi, Ratu Josefa Iloila, di abrogare la Costituzione del 1997, di destituire tutti i giudici e di assumere il potere esecutivo, come pure di rinviare le elezioni fino al 2014, costituisce uno forte passo indietro per le aspirazioni del popolo delle Figi alla democrazia e allo Stato di diritto.
Questa decisione contribuirà soltanto a peggiorare ulteriormente la crisi politica in questa nazione del Pacifico, che nel dicembre 2006 ha visto il governo democraticamente eletto del primo ministro Laisenia Qarase rovesciato da un colpo di Stato militare, il quarto nel paese in due decenni.
Ieri, la Corte d’Appello, la seconda più alta corte del paese, ha chiaramente stabilito che l'attuale governo ad interim guidato da Bainimarana, instauratosi in seguito al golpe del 2006, è illegale e deve essere sostituito, raccomandando la tenuta di elezioni in tempi brevi e ragionevoli.
Non c'è Pace Senza Giustizia e il Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito esortano l'Unione europea a condannare con forza e chiarezza la decisione presa oggi dal presidente Iloilo, nonché a chiedere l’organizzazione di elezioni legislative entro la fine del 2009, al fine di garantire il più presto possibile il ripristino della democrazia e dello Stato di diritto nelle Figi.


Per maggiori informazioni si prega di contattare: Carla Caraccio, tel: +39 06 689 79 262 - Nicola Giovannini, email: ngiovannini@npwj.org - tel: + 32 2 548 39 14

TONINO


E in Piemonte Tonino gioca a fare il leghista

di Giancarlo Perna

In trasferta pasquale nella campagna cuneese mi sono imbattuto, all’angolo di un viottolo, in un vistoso cartellone elettorale. Nel mezzo, un grosso pollo pronto per lo spiedo. In alto, la scritta: «Pioggia di miliardi per lo spreco nel Sud». Sud scritto a caratteri enormi per attirare attenzione e rabbia. Insomma, la solita solfa della Lega che nella Provincia Granda ha buon seguito.Intorno al pollo - mesto simbolo del contribuente padano spennato da Roma ladrona - l’elenco dei finanziamenti pubblici buttati al vento per il Sud: «Roma & Co: 1.000 miliardi» (vecchie lire, ndr); «Napoli & Co: 1.000 miliardi»; «Catania & Co: 280 miliardi»; «Terremoto del Belice dal 1968: 76 miliardi». L’ultima voce è curiosamente dedicata ad «Alitalia & Co: 600 miliardi». Può darsi – ho pensato – che i leghisti, indispettiti per il declassamento di Malpensa in favore dell’aeroporto romano di Fiumicino, non la considerino più la compagnia di bandiera ma una linea aerea sudista.Così, giungo al fondo del cartellone dove il partito si firma. Leggo e trasecolo. Su una prima riga c’è scritto: «Fermiamo il governo Pdl-Lega». Sulla seconda: «La Lega condona, Italia dei Valori non perdona». Accanto, bello grosso, il simbolo di Totò Di Pietro.Uno splendido esempio di imbroglio elettorale. Nella sua versione langarola, l’ex pm si trasforma nel paladino del Nord in concorrenza con la Lega. Mentre a Roma tuona contro la politica antimeridionale del governo, qui a Cuneo si traveste da Bossi. Raro esempio di faccia tosta. Anche le pietre sanno infatti che Totò parla e pensa in molisano, che del Molise è deputato e che raccatta una marea di consensi al Sud.L’episodio è indicativo della tecnica dipietresca. Uomo privo di idee proprie, salvo le manette, Totò fa il paguro, noto parassita marino: entra nella conchiglia altrui, la svuota e campa a spese dell’altro. Ha fatto così col Pd senza il quale sarebbe scomparso e al quale, per ringraziamento, sottrae voti con un’opposizione disinvolta e sanculotta.Ora, il versipelle ci prova con la Lega. Questo spiega, oltre al cartellone cuneese, il voto di due giorni fa alla Camera dei dipietristi. A sorpresa - suscitando le ire delle sinistre -, si sono astenuti sulla norma di Maroni che prolunga il blocco dei clandestini nei Centri di accoglienza. In apparenza, un modo di andare incontro alla politica anti irregolari della Lega. In realtà, una furbata per contenderle l’elettorato del Nord.Un inguaribile truffatore politico. (giornale.it)

PESTE


BONINO: NOI RADICALI TRATTATI COME APPESTATI DAL PD


I rapporti con il Pd? "Non ci sono. Che ci sia Veltroni o Franceschini segretario e' come se fossimo degli appestati". Cosi' la vicepresidente del Senato Emma Bonino commenta i rapporti tra i Radicali e il Pd durante la registrazione di 'Otto e mezzo', in onda questa sera alle 20.30 su LA7. E spiega: "Ci sono silenzi che sono piu' eloquenti piu' di mille parole. Siamo al 10 aprile e noi non abbiamo rapporti di sorta con il Pd. Li abbiamo all'interno del gruppo, facciamo a volte battaglie insieme e a volte no. Credo che abbiamo avuto sempre un comportamento leale nelle differenze che pure erano note, ma in termini di rapporto con il segretario Franceschini non ci sono e non so il perche'". E ha concluso: "Si sono alleati con Di Pietro che non ha rispettato nessuna delle parole date e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Se non facessero un altro sbaglio, non sarebbe male". (agi.it)

CRISI


Pasqua: grande traffico su autostrade. Si manterra' intenso fino a questa sera.


Continuano le partenze di Pasqua: anche oggi e' stata una giornata di grande traffico sulla rete del Gruppo Autostrade per l'Italia. I flussi piu' intensi sull'A1 in direzione sud, tra Piacenza e Fiorenzuola e tra Barberino e Firenze Certosa. Molti si sono messi in viaggio anche sull'A14 Adriatica. Traffico intenso in Liguria sull'A10 verso la riviera di ponente e Ventimiglia e anche ai valichi di frontiera. Nel pomeriggio i flussi continuano ad essere intensi sempre sull'A1 verso sud. (ansa.it)

FANGO


Riceviamo e pubblichiamo un documento di 4 anni fa firmato dal Presidente di GIDA. Dal quale è possibile ricavare esattamente qual'è il quantitativo di fanghi essiccati, urbani (30%) ed industriali (70%) che vengono conferiti all'inceneritore di Baciacavallo. Naturalmente il documento consente anche di mettere la parola fine alla querelle iniziata con dichiarazioni del direttore tecnico della GIDA che pretendeva di comunicare come nell'inceneritore finissero soltanto fanghi provenienti da reflui urbani. Interessante anche la questione accennata dal presidente Agriesti relativa all'ipotizzato utilizzo dell'impianto per la produzione di idrogeno. Ovviamente mai concretizzatasi.In ultimo segnaliamo che il presidente di GIDA vorrebbe farci credere, forse equivocando, che l'Università di Firenze compia un monitoraggio degli impianti di Baciacavallo. In realtà l'Università di Firenze stava monitorando le ricadute esterne all'impianto sulla salute degli abitanti delle zone limitrofe ed anche sui dipendenti di GIDA.


COMUNE DI PRATO, GRUPPO DI LAVORO SUL PIANO STRATEGICO "SOSTENIBILITA' E INNOVAZIONE", AMBIENTE E POLITICHE ENERGETICHE
da G.I.D.A. S.p.A.


Sul tema energetico G.I.D.A. ha dato il suo contributo al primo studio coordinato dall' A.S.M. che ha indicato la necessità del termovalorizzatore per il superamento della problematica rifiuti e nel con tempo ha segnalato l' opportunità di ricavare una fonte energetica per il distretto. G.I.D.A. è molto sensibile e interessata a questa iniziativa, presso l'impianto di Baciacavallo c'è un forno inceneritore dei fanghi che richiede continuamente una manutenzione costosissima e continua, la tecnologia a suo tempo applicata a questo impianto richiede sempre più ammodernamenti ed adeguamenti. Del resto la salute dei nostri dipendenti non può essere messa minimamente a rischio, essi sono il nostro vero patrimonio, e ciò ovviamente riguarda anche le persone vicine all'impianto ; non a caso tramite nostre convenzioni, l'Università di Firenze, svolge un monitoraggio continuo sui nostri impianti: non è ammesso sbagliare.
Da qui l’attesa e l’auspicio da parte di G.I.D.A. di arrivare quanto prima alla soluzione termovalorizzatore per l’intera area pratese. L’interessamento specifico della Società ovviamente è legato allo smaltimento dei fanghi derivanti dai nostri impianti.
Attualmente G.I.D.A. produce all'anno 22.000 tonnellate di fanghi a Baciacavallo , 12.000 tonnellate al Calice e 4.000 tonnellate negli impianti della vallata, per un totale di 38.000 tonnellate.
Una volta disidratata tale quantità si riduce a circa 9.500 tonnellate annue di fanghi essiccati, e cioè 26 tonnellate al giorno pari a circa 260 quintali giornalieri.
Per G.I.D.A. oggi questo è un costo notevole che incide sui costi della depurazione degli scarichi civili e industriali, una soluzione o addirittura una trasformazione di questo onere in beneficio può determinare una riduzione delle tariffe a vantaggio delle famiglie e del sistema produttivo tessile e floro-vivaistico. Oltre il termovalorizzatore, per la ricerca di nuove energie alternative, la Società è disposta a collaborare su più fronti nella consapevolezza che lo sviluppo futuro è legato ai risultati che si otterranno; e ben venga quindi presso i nostri impianti anche la sperimentazione promossa dalla Provincia di Prato sull'impiego dell'idrogeno come elemento base per un futuro sviluppo energetico. Su questo fronte innovativo dell'attuazione di nuove politiche energetiche G.I.D.A. è disponibilissima a collaborare nella stessa misura e intensità con cui da oltre venti anni collabora con tutti i soggetti sensibili e interessati al superamento dei problemi ambientali del nostro delicatissimo territorio.

Prato, 07/02/2005

G.I.D.A. S.p.A

Il Presidente
( Dott. Arch. Liberato Agriesti )

EMMA


EMMA BONINO QUESTA SERA OSPITE DI OTTO E MEZZO

La Vicepresidente del Senato Emma Bonino sarà ospite questa sera della trasmissione Otto e mezzo, condotta da Lilli Gruber su La7 a partire dalle 20.30. Si parlerà di elezioni europee e di equiparazione dell'età pensionabile tra uomini e donne.

ROTTAMAZIONE


LETTERA APPELLO A BERLUSCONI "ROTTAMIAMO LE CASE SENZA QUALITA'"

Il Riformista - 10 aprile 2009

Caro Presidente, nella tragedia che oggi vive il nostro Paese, il terremoto dell'Aquila, c'è un dato nuovo: la consapevolezza che una tale catastrofe, le sue dimensioni così rilevanti e drammatiche, non è l'effetto di un evento naturale imprevedibile, ma soprattutto la conseguenza delle gravissime mancanze della politica urbanistica ed edilizia degli ultimi 60 anni. Perché, come in queste ore tutti sottolineano, se è vero che i terremoti non sono prevedibili, i loro effetti catastrofici possono essere invece, ce lo insegna il Giappone, fortemente contenuti. Ora, proprio in queste settimane, Lei ha indicato la necessità di un rilancio dell'edilizia e ha affidato al Parlamento e alle Regioni la discussione sulle più opportune revisioni della legge urbanistica. Noi concordiamo con Lei sull'importanza per l'economia del settore dell'edilizia e delle costruzioni: esso è tanto più importante in una congiuntura difficile come quella che stiamo vivendo. Poiché però il patrimonio edilizio italiano è, per diverse ragioni, fragilissimo, occorrerebbe una spinta duplice per dargli valore. Da un lato un rafforzamento della tutela e della conservazione dei centri storici che sono beni unici e irriproducibile (non diversamente dalle aree agricole); dall'altro, un radicale e incisivo intervento di rottamazione dell'edilizia post-bellica, priva di qualità e spesso non antisismica. Da qui deve partire una innovativa e positiva politica urbanistica. Oltre all'aumento delle cubature, una proposta intrinsecamente allettante ma insidiosa, occorre un piano armonioso di ridefinizione urbanistica del territorio per il quale è necessaria e invocata da tempo quella rottamazione dell'edilizia moderna senza qualità, inabile alla resistenza ai terremoti e inadeguata all'efficienza energetica prevista e, anzi, obbligatoria per ogni nuovo edificio in tutta Europa. Se lo Stato e le Regioni decidessero davvero di realizzare, e quindi di condividere, un simile piano strategico, questo sarebbe la "grande opera" epocale e necessaria alla nostra civiltà. Per realizzarla si possono affiancare, al risparmio dei privati, agevolazioni fiscali e risorse pubbliche. In questo modo si coglierebbe un'occasione storica che non può non esserLe di immediata evidenza: ristabilire la sicurezza delle nostre case, risarcire almeno una parte della bellezza perduta in questi decenni, e riparare le più gravi offese e violenze patite dal paesaggio - in palese violazione della Costituzione - dal patrimonio storico e artistico, nei centri storici piccoli e grandi e in prossimità delle aree archeologiche più importanti. Se proviamo a immaginare cosa significherebbe tutto questo, un grandioso investimento in ciò che il nostro Paese ha di più notevole, le città, i paesaggi, la loro indifesa bellezza, possiamo facilmente prevedere i benefici economici e sociali e le opportunità non solo culturali per i molteplici soggetti coinvolti ma per l'immagine e la credibilità dell'Italia. La ricostruzione di edifici più belli, più sicuri e con più convenienti materiali, anche di più ampia e vantaggiosa cubatura, come da Lei proposto, potrebbe essere conseguita senza danni realizzando ciò che il grande architetto Andrea Palladio voleva per le fabbriche del suo tempo, che fossero "comode e belle". Con questo auspicio e per poterLe esporre personalmente queste nostre idee, Le chiediamo, con comune apprensione per il destino dell'Italia, a noi come a Lei caro, un incontro.


Emma Bonino, Vice Presidente del Senato

Aldo Loris Rossi, Architetto e autore del "Manifesto di Torino"

Carlo Ripa di Meana, Presidente Comitato Nazionale del Paesaggio

Elisabetta Zamparutti, deputata radicale Commissione Ambiente

Vittorio Sgarbi, Sindaco di Salemi

Antonella Casu e Bruno Mellano, Segretaria e Presidente di Radicali Italiani