sabato 18 aprile 2009

ALPI


QUESTION TIME


Premesso che:

la società ALPI Pallamano è l'unica squadra pratese che milita, ad oggi, nel massimo campionato italiano di disciplina;attualmente l'ALPI è impegnata nell'impegnativa impresa di riuscire, attraverso partite di playoff, non retrocedere nella serie inferiore;

tutta la dirigenza societaria, gli atleti, i tifosi e tutto lo sport pratese confidano che, anche quest'anno, in ultimo l'ALPI confermi la sua presenza anche per il campionato 2010 nella serie d'eccellenza italiana della Pallamano;

l'ALPI Pallamano è, d'altra parte, la solo squadra sportiva della cità ad avere conquistato per due anni il massimo titolo italiano ed ad aver portato il nome di Prato anche nelle competizioni internazionali;

dopo la trsferta odierna a Siracusa l'ALPI, probabilmente, si giocherà le sue ultime speranze di salvezza in un incontro interno per il quale ha, avrebbe, bisogno del massimo apporto dei suoi fans e di tutti gli sportivi pratesi;

pare che, purtroppo, questa cosa non possa avvenire poichè, a causa di impegni, il PalaConsiag di Maliseti non sarà disponibile per la gara e l'ALPI pare costretta a giocarsi i minuti della partita decisiva nel palazzetto dello sport di Borgo San Lorenzo;

Tutto ciò premesso chiede di conoscere:

1.. Quale sia il motivo per il quale il Comune di Prato non possa concedere in questa occasione, privandosi anche di un suo diritto di utilizzo, il PalaConsiag;

2.. Chi sia , eventualmente, il responsabile di questa possibile mancata prenotazione ovvero se il Settore Sport del Comune oppure la dirigenza dell'ALPI che non ha tenuto conto, non facendolo presente per tempo ai responsabili dell'assessorato, la propria legittima esigenza di giocare sul proprio parquet la gara più importante dell'anno;

3.. Se non ritenga una vergogna che una città come Prato dove già è chiuso da 15 anni il museo principale, dove la biblioteca centrale rimarrà senza sede per almeno un anno, dove il calcio è costretto a giocare in un impianto quantomeno obsoleto, che ha già visto fallire l'associazione Apogeo ed il Trofeo cità di Prato, mettendo in difficoltà il nuoto e lo sport studentesco possa fare a meno di far giocare la sua più titolata squadra sportiva nel proprio campo usuale costringendola ad una trasferta in Mugello.

ANTONIO


L'Italia dei valùr
di Filippo Facci

Giancarlo Perna ha già raccontato come il meridionalista Di Pietro, che raccoglie la maggioranza dei suoi voti al Sud, si sta improvvisando leghista al Nord: l’ha disseminato di manifesti identici a quelli della Lega di fine anni Ottanta (storici) con la gallina che depone le uova nella cesta di una matrona meridionale. «Lumbard tas!» era lo slogan leghista, «Sveglia padano!» è quello dipietrista. Molti non sanno che alle spalle del più ovvio intento dipietresco (spacciare idee altrui) c’è addirittura una strategia: la si apprende nel saggio «L’Italia dei valori» di Pino Pisicchio, presunto intellettuale dipietrista.
Il dettaglio è che al partito di Di Pietro manca il sale dell’esperienza leghista: il radicamento sul territorio, ciò che Bossi ha ormai in esclusiva rispetto a qualsiasi altro partito. Il bello, poi, è che con giri di parole tortuosissimi (Pisicchio, poveretto, è un ex democristiano ed ex mastelliano) il libro lo ammette anche. E annota: «Di Pietro ha prodotto a suo favore la trasmutazione del girotondismo e dei molti rivoli culturali che componevano la piazza: militanti dell’associazionismo, porzioni di cittadinanza attiva, frange del Pd, frange della sinistra extra parlamentare, segmenti del grillismo e del travaglismo, singoli cittadini sospinti da civile indignazione». Insomma, sempre più chiaro dove prende i voti: ad «Annozero».
(giornale.it)

MANIFESTI



Belli i primi due manifesti della campagna elettorale di Massimo Carlesi. Il primo riproduce un particolare della meravigliosa Salomè dall'affresco di Filippo Lippi nell'abisde del Duomo, assurto, dopo il lungo ed accurato restauro, ad uno dei richiami turistici più efficaci della città. L'altro, forse un tratto del "mazzocchio" di Ben Jakober e Jannick Vu in Via Pomeria, pare un'intelaiatura di un gasometro che richiama, oltre il lavoro, l'industria e l'energia, anche la trasparenza per via di quel brano di cielo rappresentato. Belli e suggestivi. Specialmente se il candidato saprà riempire di contenuti, proposte ed impegni i messaggi impegnativi che foto e slogan prefigurano.

CINESI


SOGGIORNO


L'inchiesta sui falsi permessi di soggiorno e sulle residenze anagrafiche di comodo, in particolare per quanto riguarda i cittadini cinesi, della Procura della Repubblica di Pistoia, riguarda da vicino anche Prato. Non solo perchè risultano arresti effettuati anche in città (un pensionato coinvolto, sembra...) ma, soprattutto, perchè, a quanto è dato di sapere, perchè i cittadini extracomunitari che ricevevano (dietro pagamento di lauti compensi, ovviamente....) permessi di soggiorno taroccati e residenze anagrafiche fasulle, gravitano tutti o quasi sul nostro territorio cittadino.

L'inchiesta ha infatti preso l'avvio dall'osservazione, da parte degli inquirenti e dei competenti uffici, di un'anomalo incremento delle richieste di residenza di cinesi a Pistoia. Città scarsamente interessata, fino a circa due/tre anni fa, all'insediamento di tale comunità straniera sul suo territorio.

Pare che la maggior parte delle richieste di residenza provenisse da cittadini cinesi fino ad allora residenti anagraficamente a Prato, dove, come è stranoto, esiste la più grande comunità cinese d'Europa (20.000/30.000 cittadini stimati e più di 10.000 iscritti all'anagrafe...).

Il periodo indicato coincide perfettamente con nuove direttive imposte dal sindaco di Prato ai propri uffici ed alla propria Polizia Municipale che, da allora, hanno iniziato ad effettuare ricognizioni penetranti ed efficaci sia sulle richieste di nuova residenza a Prato, sia sulla effettiva regolarità delle residenze concesse negli anni precedenti. Ed i risultati ci sono stati. Come riportato ampiamente dalla stampa cittadina sono stati migliaia i cittadini cinesi cancellati d'ufficio dall'anagrafe pratese. E ancora migliaia le richieste di nuova residenza concluse con esito negativo. Moltissimi di questi cittadini cinesi, privati improvvisamente della loro regolarizzazione anagrafica o rimasti senza alcuna iscrizione nei registri comunali della popolazione, hanno iniziato a richiedere la residenza nei Comuni vicino a Prato, pur mantenendovi lavoro e dimora. In primis a Pistoia. Dove, probabilmente, hanno trovato terreno fertile per varie motivazioni, compiacenze e benvolenze (a pagamento, beninteso....). Come confermerebbero gli arresti effettuati ieri e che coinvolgono anche almeno una dipendente della locale anagrafe e il coinvolgimento, pare, di un consigliere comunale della Rifondazione Comunista. Il tutto, ovviamente, dovrà essere confermato o meno dalle fasi successive dell'inchiesta e dall'eventuale processo giudiziario.

PERMESSO


Permessi di soggiorno falsi, arrestati dipendenti comunali

Undici ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state eseguite in giornata dagli agenti della questura di Pistoia che hanno stroncato un vasto giro criminale finalizzato alla produzione di permessi di soggiorno falsi per cittadini stranieri, in particolare cinesi. Tra gli arrestati una dipendente della prefettura di Firenze e un consigliere comunale di Pistoia. Tra gli arrestati ci sarebbero dipendenti comunali dei servizi anagrafe, un consigliere comunale di Pistoia, rappresentanti sindacali, consulenti del lavoro e tre cinesi. Gli arresti sono stati compiuti nelle province di Prato, Pistoia e Firenze. Una delle ordinanze ha riguardato una dipendente della Prefettura di Firenze, che è stata sospesa dal servizio. Il prefetto Andrea De Martino esprimento apprezzamento per l'indagine che "ha permesso di porre fine ad un'attività che favoriva l'immigrazione irregolare"

(repubblica.it)
Ulteriori informazioni consentono di precisare che sarebbe il rappresentante di Rifondazione Comunista il consigliere comunale pistoiese arrestato. E che a capo dell'organizzazione ci sarebbe la figlia dell'ex sindaco di Shangai. Già residente a Prato. I dipendenti comunali indagati sarebbero tutti pistoiesi. (ndr)

venerdì 17 aprile 2009

GAIOLE


TURISMO: "FORBES", GAIOLE IN CHIANTI E' IL BORGO IDEALE


Il paesino di Gaiole in Chianti, poco piu' di 2.300 abitanti, e' il "luogo piu' idilliaco" d'Europa. Ne' e' certa la prestigiosa rivista statunitense Forbes, che ha pubblicato la top ten dei paradisi terrestri, che oltre al piccolo comune toscano vede Roma al nono posto. Immerso tra le colline del Chianti in provincia di Siena, Gaiole e' noto soprattutto per la produzione di uno dei cosiddetti vini 'Tuscans' piu' raffinati, il 'Castello di Ama'. Tutta l'area e' vocata al vino tanto che nelle vicinanze sorge il Castello di Brolio dove il barone Bettino Ricasoli, successore di Cavour alla guida dell'Italia risorgimentale, fisso' il disciplinare del Chianti. Gaiole, borgo tranquillissimo, potrebbe presto essere preso d'assalto da frotte di americani convinte da Forbes della bellezza di quest'ultima perla del 'chiantishire'. Tra le altre opzioni Saint-Remy-de-Provence, nel sud della Francia, al secondo posto nella classifica, seguita da Copenhagen, Cefalonia, Lubjana. Al sesto posto Burford, idilliaco paesino nelle Costwolds vicino a Oxford ricca di antichi edifici risalenti al 15esimo secolo. A seguire Budapest, Sibiu in Romania, Roma, e Deja sull'isola spagnola di Maiorca.

REFERENDUM


BONINO: RINVIARE REFERENDUM E' PROPOSTA "EVERSIVA"

Dichiarazione di Emma Bonino, Vicepresidente del Senato della RepubblicaRoma, 17 aprile 2009 - "Da Radicali sosteniamo - e documenteremo con ancora più precisione nei prossimi giorni - che in Italia è in vigore (e non da oggi!) un regime per il quale da destra a sinistra l'illegalità e la negazione di leggi, obblighi e scadenze costituzionali sono diventati pratica quotidiana per tutta la classe politica. Tutto, ma proprio tutto, viene piegato e subordinato alle convenienze tattiche di un'oligarchia autoreferenziale, sicché pare passare per "normale" proposta l'idea, letteralmente eversiva, che si possa rinviare il referendum di un anno solo perché "oggi" sarebbe scomodo sia per la destra che per la sinistra. In questo modo si calpesta la Costituzione, le leggi, i diritti dei cittadini, del comitato promotore e dei firmatari! E' "eccessivo" chiamarlo golpe? Se qualcuno tra qualche anno decidesse di rinviare le elezioni politiche perché scomode, o in quel momento inopportune, posso chiedere a D'Alema, Ferrero, Berlusconi e quant'altri come lo chiamerebbero? Sono una convinta sostenitrice del "NO" a questi referendum - perché credo ad un bipartitismo anglosassone fondato sul rapporto tra eletti e territorio e non sulle nomine dei capipartito - ma è inaccettabile che l'imbarazzo politico manovriero di alcuni, possa trasformarsi nella negazione dei diritti costituzionali di tutti. Niente di nuovo ahimè, ma, se ancora possibile, sempre peggio...".

MONTEMURLO


MALEDETTA PRIMAVERA


E' clima da disfacimento dell'impero quello che domina la fine legislatura al Comune di Montemurlo. Il "dittatore" democratico uscente, Ivano Menchetti, si trova a fare i conti con una serie di imprevisti che rischiano di rendere memorabile la sua uscita di scena. Dopo l'abbandono rumoroso di Aurelio Biscotti, diventato temibile competitore del candidato Lorenzini, si preannunciano altri temporali primaverili.

"In cauda venenum" sostenevano gli antichi romani. E pare proprio che il veleno sia l'ingrediente con il quale esponenti del PD e della maggioranza vogliano, infatti, salutare l'addio (a Montemurlo...) del sindaco.

L'ultima importantissima (per Menchetti) seduta della massima assise montemurlese ha assunto per il sindaco il sapore di una amara burla.

Con all'ordine del giorno due inestimabili (per Menchetti...) strumenti urbanistici il Consiglio Comunale ha dovuto essere rinviato per la mancanza del numero legale.

Quattro assenti, in particolare, hanno rovinato le aspettative di Menchetti: due democratici e due socialisti.... E se con due di questi consiglieri, forse, è stato possibile ricucire (nessuno sa come....) con i consiglieri socialisti sarà più dura.

Pare che qualche "amico" di Menchetti, anche perchè scontento dell'esito delle primarie, consideri il sindaco una specie di bullo paesano che si crede inaffondabile ed inattaccabile e pronto a vantarsi delle smargiassate ad ogni tavolo di bar.....

Non è improbabile pertanto, che, proprio all'interno del PD ci sia la cabina di regia che lavora a rendere indigesto questa primavera finale di Menchetti. Si può star sicuri che altre trappole verranno piantate sul percorso dell'ormai ex sindaco. Con il tentativo, nenanche troppo dissimulato, di ostacolarne la sua ambizione a ricoprire un ruolo di assessore nella prossima Giunta provinciale (se, beninteso, il centrosinistra dovesse risultare vincente a giugno....).

Oltretutto il momento non particolarmente fortunato per Menchetti pare sottolineato anche dalle beghe burocratico-amministrative che interessano il cantiere per la nuova sede della Polizia Municipale. Impallinato due volte, sembra, per il mancato rispetto delle normative sulla sicurezza dei lavoratori. Bingo!!

ATAF


Ataf, Cobas in salsa francese il manager resta chiuso dentro. Presidio davanti alla sede: ingresso "murato" per inscenare una sorta di sequestro. Il 30 sciopero.


di Ilaria Ciuti

Presidio giovedì, verso mezzogiorno, degli autisti dei Cobas davanti all´Ataf di viale dei Mille. In una trentina hanno simbolicamente sbarrato l´uscita ai dirigenti. Un grande cartone con i mattoni dipinti a simulare un muro è stato steso a chiudere il portone. Sopra, lo striscione: «La Francia ci ha insegnato, chiudere i dirigenti non è reato». Contro l´azienda che ha cancellato gli accordi aziendali fatti finora su orario e organizzazione del lavoro i Cobas hanno inscenato il «sequestro». Simbolico ma arrabbiato: «Non pagheremo noi i danni della peggiore amministrazione Ataf che abbiamo mai visto».Avevano promesso una manifestazione «folcloristica». Il «sequestro» di ieri resta nell´area della simulazione ma denuncia un´atmosfera di fuoco dentro l´azienda. Gli autisti sparano mortaretti rossi, verdi, viola. Davanti al portone sbarrato dal muro di cartone con posato accanto un autista in croce si alzano nuvole di fumo. Dal microfono la protesta è gridata: «Non pagheremo noi i danni delle vostre incapacità. Non lavoreremo né un´ora né un minuto di più. Non ci faremo intimidire dalle lettere, dalle sanzioni, dalle sospensioni. Non cederemo ai ricatti della malagestione».Le lettere sanzionatorie e le sospensioni di dieci giorni cui alludono sono le due già arrivate, e le altre trenta che loro sono convinti stiano per seguire, in cui l´azienda accusa i Cobas di aver fatto irruzione negli uffici durante il presidio del febbraio scorso. Loro rispondono: «Noi non possiamo entrare e voi non potrete uscire». Lo sciopero Cobas è già annunciato: di 24 ore il 30 aprile prossimo. Ieri sera in assemblea, tutti i sindacati insieme, Cgil, Cisl, Uil, Faisa, Ugl e Cobas, hanno chiesto agli autisti di pronunciarsi: quante ore di sciopero, come e quando, volevano fare. Al momento del voto il giornale era già chiuso, ma i sindacalisti delle altre sigle all´infuori dei Cobas hanno detto in anticipo che si sarebbero attenuti alla volontà dei lavoratori. «D´altra parte - dice Americo Leoni della Faisa - è semmai sulle forme di lotta che possiamo avere idee diverse. Sul contenuto della protesta siamo tutti concordi».
La disdetta dei contratti fatti in quarant´anni di storia aziendale infiamma gli animi. Gli autisti Cobas polemizzano anche con l´annuncio dell´azienda che ci saranno alcuni bus il 1° maggio, promettono resistenza a oltranza. Leonardo Bolognesi tiene legata con le catene sulle spalle una trave di legno: ha già ricevuto la lettera e la sospensione. «Ricorrerò e vincerò la causa - dice polemico - Non possono far pagare a noi debiti e il buco in bilancio fatti da loro. Guardatemi sono l´unico responsabile del dissesto, siamo noi lavoratori, non i 29 quadri e dirigenti che certo non si tagliano lo stipendio, i responsabili dell´inefficienza Ataf».
(repubblica.it)

ROBERTA


Piccola Posta


Sono molto grato degli articoli che Marianna e Nicoletta hanno dedicato a Roberta Tatafiore, così come delle pagine sull'Unità – di Maria Serena Palieri, Alina Marazzi e Adele Cambria. Ho conosciuto poco Roberta, l’ho letta molto, cercavo nei ricordi delle sue compagne e amiche non una spiegazione del suo suicidio ma un racconto della sua vita. Del suicidio non bisogna fare nè l’apologia né la denigrazione. Chi di noi può escluderlo una volta per tutte dal proprio orizzonte, e chi può escluderne l'uno o l’altro movente? Un suicidio così fermamente voluto e perseguito – e forse deliberatamente spiegato, e vedremmo che cosa voglia dire – non suscita, non in me, curiosità, se non la moltiplicata e commossa curiosità per la vita che l'ha preceduto. Non per capire perché sia finita così, ma per capire com’era. Come siamo.
(foglio.it)
di Adriano Sofri

DEMOCRATS


Cara Unità - Albergo a ore

• da L'Unità del 17 aprile 2009, pag. 36

di Armando Ferrero

Il Pd non difende Santoro. In compenso divorzia dall`unico partito alleato: i Radicali. Con Di Pietro neanche a parlarne, ma scherziamo, è troppo giustizialista. Mica ti vuoi alleare con uno che vuole una giustizia uguale e giusta per tutti! Non siamo mica matti! Ci mancherebbe! E allora che facciamo? Ma si, continuiamo per questa strada. Non contaminiamoci! Restiamo nel nostro splendido isolamento, finché un giorno a forza di isolarci, di andare da soli, la nostra visibilità sarà pressoché nulla. Caro Fioroni, non saremo un albergo a ore, ma continuando così, rischiamo di diventare una pensioncina a conduzione famigliare!

EMMA


Emma Bonino: "Il Parlamento Ue vissuto come un parcheggio"

• da L'Unità del 17 aprile 2009, pag. 31

di U.D.G.

Vice presidente del Senato, Emma Bonino è stata Commissario europeo alla politica dei consumatori e agli aiuti umanitari. La sua sensibilità, oltre che il suo impegno, europeista trovano un riconoscimento trasversale agli schieramenti politici.
È opinione diffusa che l`Italia non investa le sue migliori energie in Europa.
«Tradizionalmente l`Italia ha sempre avuto, in termine di classe politica come di opinione pubblica, grandi afflati europeisti. A parole. Perché nei fatti queste aperture europeiste e federaliste sono state scarsamente praticate. A Bruxelles si ricordano ancora quando il presidente della Commissione, Malfatti, si dimise dal suo incarico per fare campagna elettorale per un seggio italiano. Un comportamento illuminante che fece grande scandalo...».
Oltre Malfatti...
«In tutto è così. C`è stata. sicuramente poca cura per quanto riguarda i funzionari. Guardiamo alla Spagna. E impariamo. L’allora premier Felipe Gonzales mandò centinaia di ragazzi a Bruxelles e in tutte le sedi europee per formarsi, impratichirsi e iniziare la scalata, facendo ogni lavoro possibile per imparare i meccanismi, per poi farli rientrare mettendoli nelle varie amministrazioni. Un risultato concreto? La Spagna è uno dei Paesi che meglio usa i fondi strutturali comunitari”.
E l’Italia?
“Triste capitolo. Vivere in Belgio costa di più, ma nessuno paga ai nostri esperti nazionali la differenza. Si disincentiva, laddove altri promuovono. E soprattutto quando tornano nessuno li utilizza. Quando fummo nominati commissari europei, io e Mario Monti tentammo di mettere in piedi una seria politica del personale incontrando varie e consolidate resistenze. Per non parlare poi dell’incapacità dimostrata nell’utilizzare o per meglio dire nel non saper utilizzare i fondi strutturali”.
C’è la fondata sensazione che quando un politico viene investito fuori dall’Italia, lo si fa per pensionarlo, o per spedirlo in un dorato esilio.
“Ed è stato visto così, per tanto tempo, persino per i Commissari. La svolta avviene, di percezione dell’opinione pubblica e di classe politica sull’importanza dei Commissari, con il tandem di cui ho fatto parte assieme a Mario Monti. Resta il fatto che gran parte dei miei colleghi vivono l’andare al Parlamento europeo come una punizione ovvero un parcheggio. Quelli attivi non sono tantissimi…”.
Il tutto in una Europa in cerca di sé…
“L’Europa è in una crisi profondissima. E questa crisi dimostra che avere solo la moneta unica ma non essere andati avanti nell’integrazione – cioè non avere il ministro del Tesoro europeo, non avere una politica economica unica – rende l’Europa un attore guardato con poca attenzione dal mondo. E’ sempre più l’Europa delle patrie e non la Patria europea. La gestione della crisi è una gestione nazionalista, protezionista, qui rischiamo persino di far saltare il mercato unico. Questa è una Europa che ha paura di tutto. Per invertire questa tendenza ci vorrebbe una visione alta, un grande afflato europeo, un grande disegno federalista. Ci vorrebbe un nuovo Altiero Spinelli. Ma all’orizzonte non se ne vede traccia…”.

MUNICIPIO


GENERE NON ALIMENTARE


Hanno ufficialmente annunciato la loro partecipazione diretta alle elezioni amministrative anche gli amici di Municipio Verde. Lanfranco Nosi, infatti, sarà il candidato presidente della Provincia per la neonata lista "RossoVerde" che per la carica di sindaco dovrebbe vedere in lizza l'amico Renzo Bellandi. Nel fare auguri di successo a questa nuova formazione politica non si può fare a meno di commentare che, viste le premesse dell'autunno scorso, l'impegno quotidiano dei Verdi "dissidenti" ha sortito un effetto inferiore alle ambiziose attese di costituzione di un variegato "Polo Civico". Che, anzi, risulta polverizzato in mille direzioni diverse e spesso anche opposte.
Naturalmente è apprezzabile l'impegno "di bandiera" di MV. Come pure il rifiuto di sedersi ai vari tavoli "alimentari" proposti anche questa volta dallo schieramento della sinistra rosso-verde.
Osserviamo che le speranze di un qualche risultato positivo all'apertura delle urne pare restare niente più che un miraggio.....La difesa dei propri valori e dei propri principi ovvero la purezza assoluta delle proprie convinzioni resterà, comunque, una testimonianza identitaria che rende onore agli amici e compagni di MV così come ai loro compagni d'avventura.
MV conosce perfettamente che per la combinazione di leggi elettorali, comunali e provinciali, per appeal complessivo ed esposizione mediatica conseguente, la partita amministrativa è destinata ad essere giocata esclusivamente dalle due coalizioni maggiori. Alle forze minoritarie, in "guerra" con tutto e tutti, non rimarrà che lo spazio, forse, di rendere per alcuni giorni visibili le proprie opzioni programmatiche. Se riusciranno a conquistarsi qualche spazio avranno portato un loro originale contributo alla crescita del dibattito elettorale ed alla conoscenza dei cittadini. Di nuovo mille auguri....

RADICALI


Nella riunione tenutasi ieri sera nella sede centrale dei Radicali in Via di Torre Argentina, allargata alla partecipazione, via internet, dei responsabili delle associazioni radicali locali, è stata ufficializzata la decisione di presentare una lista autonoma alle elezioni europee di giugno.

I Radicali presenteranno un simbolo che conterrà i nomi BONINO e PANNELLA. Il simbolo verrà depositata entro la prossima domenica. Nella riunione si è anche deciso di non allargare la lista radicale alle presenze dei repubblicani e dei liberali. Le condizioni dell'agibilità democratica e dell'accesso all'informazione non consentono di avviare esperimenti che potrebbero risultare del tutto bruciati all'attuale situazione politica italiana. Purtuttavia i Radicali hanno manifestato estremo interesse a riprendere contatti con i laici all'indomani delle elezioni europee. E' già stato decisa, infatti, la convocazione di una assemblea-aperta da tenersi la settimana dopo le consultazioni e con l'invito alla partecipazione di tutti gli eventuali interessati (da repubblicani e liberali, ai socialisti, a sinistra e libertà, fino a Rifondazione Comunista...).

Nel corso della riunione il dibattito si è particolarmente incentrato sulla questione della composizione delle liste. Con alcuni compagni convinti dell'utilità di proporre anche candidati esterni alla militanza radicale ed altri che ritengono giusto e corretto limitare la partecipazione ai soli Radicali. Probabilmente Emma Bonino e Marco Pannella guideranno le liste Radicali in tutte e 5 le Circoscrizioni elettorali. Infine è stato deciso che le proposte di candidatura dovranno essere inviate alla Direzione nazionale entro la giornata di domenica prossima. Successivamente saranno svolte tutte le operazioni burocratiche (accettazione della candidatura, reperimento dei certificati elettorali ecc.) propedeutiche alla presentazione delle liste.

DIDORE




Nonostante sembri un accordo musicale, per giunta dissonante, i DiDoRe potrebbero essere la chiave per sistemare, o almeno cominciare a farlo, la questione irrisolta dei diritti delle coppie omosessuali.Per capirci, il DiDoRe (Diritti e Doveri Reciproci nelle Convivenze) è la semplificazione dello studio comune dei ministri Brunetta e Rotondi in materia di tutela delle coppie di fatto. Sette articoli che regolamenterebbero le decisioni in materia di salute, in caso di morte di uno dei due componenti della convivenza, l’assistenza in caso di malattia o di ricovero, il diritto di abitazione, la successione nel contratto di locazione e l’obbligo alimentare.Uno studio lanciato, quasi come una provocazione intellettuale, nel pieno della scorsa estate dai due membri del Governo Berlusconi, ripreso da Lucio Barani, deputato PdL di provenienza Nuovo Psi, seguito da altri cinquantaquattro parlamentari di maggioranza, tra i quali il presidente di Libertiamo, Benedetto Della Vedova.Lo studio è stato dunque trasformato in una proposta di legge compiuta. Stando alle dichiarazioni rese dello stesso Barani all’emittente Retesole, sarebbe pronto per essere discusso e approvato entro l’estate dalla Commissione Affari Sociali della Camera, per approdare in aula ed essere votato, entro la fine dell’anno 2009. Addirittura col tacito consenso vaticano. “Anno di grazia” si bea speranzosamente sardonico il presidente di GayLib, Enrico Oliari.C’è da sperare che il buon Barani non la stia facendo troppo facile.Il dato indubbiamente storico è rappresentato dal fatto che la proposta di legge per i DiDoRe, originando a destra, in un interessante alveo socialista-laico-riformista-democristiano che sa molto di Prima Repubblica, quindi di politica fatta a puntino, senza strappi, potrebbe già da sé essere letta come una sintesi accettabile tanto per le varie anime del Pdl quanto per quelle del Pd e probabilmente anche per gli spiriti più illuminati della Lega.D’altra parte, a ben vedere, la proposta di legge già scaricabile dal sito della Camera dei Deputati consta di un articolato assai semplice con concetti di base: anzitutto, all’articolo 1, si stabilisce che la famiglia è ben altra cosa, non foss’altro perché – addirittura liberi dagli schemi di carattere valoriale o morale che dir si voglia – è l’unico istituto del quale lo Stato si preoccupa economicamente.Nei DiDoRe, dunque, non vi è traccia della “reversibilità della pensione” che rappresenta, invece, uno dei capisaldi del PaCS (Patto Civile di Solidarietà) alla francese.L’obiettivo dichiarato dai proponenti è quello di fare chiarezza tra i mille (inutili) registri comunali varati fino ad oggi in materia di unioni civili.Non vi è citazione né distinzione tra i sessi dei contraenti, posto che di contraenti si possa parlare.Il riferimento all’articolo 2 della proposta, infatti, relativamente all’individuazione dell’inizio della “stabile convivenza”, rimanda al decreto del Presidente della Repubblica n. 223 del 30 maggio 1989 (Approvazione del Nuovo Regolamento Anagrafico della popolazione residente) in cui, al primo comma dell’articolo 5, si specificava che “agli effetti anagrafici per convivenza s’intende un insieme di persone normalmente coabitanti per motivi religiosi, di cura, di assistenza, militari, di pena e simili, aventi dimora abituale nello stesso comune”.Per andare poi avanti, al secondo, specificando che “Le persone addette alla convivenza per ragioni di impiego o di lavoro, se vi convivono abitualmente, sono considerate membri della convivenza, purché non costituiscano famiglie a sé stanti”.Come si nota a occhio nudo, i DiDoRe partono proprio dai concetti alla base della “convivenza anagrafica” sancita dallo Stato nel 1989 e ripresa da alcuni comuni (Padova, ad esempio) con proprie delibere consiliari. In questo senso, essi potrebbero essere considerati un rafforzamento formale e sostanziale della semplice convivenza anagrafica, alla quale vanno ad aggiungersi tutti gli aspetti afferenti la reciproca solidarietà tra i conviventi.Tant’è. Ad oggi le reazioni dal movimento gay non sono state molte. Di sicuro, senza voler smentire il gaudente ottimismo di Barani, non mancheranno spasmodici dibattiti, forse soprattutto nell’ambito delle associazioni gay più vicine alla sinistra, con relative confusioni.A nostro giudizio, un punto - pragmatico e non ideologico - andrebbe approfondito: in materia di successione, fatti salvi il diritto vitalizio di abitazione per il convivente superstite nella casa di proprietà e la successione nel contratto di locazione, di cui agli articoli 5 e 6 della proposta di legge DiDoRe, occorrerebbe (quanto meno per parificare la convivenza omoaffettiva a quella eterosessuale potenzialmente procreatrice di figli legittimamente riconosciuti davanti allo Stato come eredi) riconoscere il valore morale specifico dell’unione omoaffettiva affinché, almeno post mortem, si possa beneficiare, come coppia che non si esaurisce in sé, del dettato in materia di successione legittima (non specificato nella nuova proposta di legge) di cui parla invece il Codice Civile italiano al Libro II, reinserendo quella “pregressa condizione personale” grazie alla quale due persone dello stesso sesso si sono amate per una vita, nel più grande contesto sociale e affettivo delle famiglie da cui esse sono originate o, quantomeno, nella “famiglia” più grande che è la nazione in cui sono vissuti, amandosi finalmente senza vergogna, anzi riconosciuti come una possibilità e non come una rara e innominabile eccezione. (libertiamo.it)

giovedì 16 aprile 2009

CLAMOROSO!!!!!


Il volto del Tg1 scrive a Franceschini: sì al posto di capolista nel Centro alle Europee. Dall'uomo forte della stagione veltroniana arriva invece un niet pubblico e polemico. Pd, Sassoli accetta la candidatura. Ma il no di Bettini scuote il partito

Per il Pd un capolista che buca il video. Sarà il vicedirettore del Tg1 David Sassoli, uno dei volti più noti della Rai, a guidare le liste europee nell'Italia centrale. Lo stesso Sassoli ha accettato la candidatura offertagli dai democratici con una lettera a Dario Franceschini: "Caro Dario, accetto la tua proposta di indossare un vestito nuovo". "Di primo acchito - scrive il giornalista - mi ha frenato la paura. Pensiero dopo pensiero, però, ho maturato una idea diversa: proprio perchè fortunato forse è venuto il momento di restituire alla mia comunità un pò di quello che ho ricevuto". Nella giornata del sì di Sassoli c'è però da registrare il niet - pesante e polemico - di Goffredo Bettini. L'uomo forte della stagione veltroniana ha confermato con una lettera al Messaggero la sua rinuncia a candidarsi. Parlando, tra l'altro, di liste correntizie. Una scelta, quella dell'ex coordinatore del Pd, che nasce dalla mancata candidatura a capolista nel Centro e che rischia di accendere nuove polemiche nel partito. Tanto che per mantenere in piedi gli equilibri generali è lo stesso segretario Franceschini che scende in campo: "Spero che ci ripensi". Nessun commento, invece, da parte di Walter Veltroni. Tra i colleghi di partito che hanno espresso subito solidarietà anche il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, il segretario regionale Roberto Morassut e il parlamentare Enrico Gasbarra. (repubblica.it)

CENNI


Il resoconto completo delle dichiarazioni di Massimo Carlesi nella riunione che si è tenuta ieri sera presso il Circolo "I Risorti" alla Querce è già stato pubblicato su questo blog.
Adesso è interessante commentare quanto il candidato della sinistra e dell'IdV ha evidenziato nel suo comunicato sul proprio sito.
L'attacco a Roberto Cenni, candidato civico dell'opposizione, pare un tentativo di alzare il livello dello scontro elettorale, forse recependo un invito del segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero, con argomenti veramente faziosi. Pare di avvertire un certo nervosismo nelle parole di Massimo Carlesi. Che utilizza un argomento sensibile, i cinesi e la legalità, non proprio confacente nè all'indole del candidato, nè al suo passato di amministratore, nè a quanto pensa, oggi, il suo partito e la maggioranza della sua coalizione, specialmente il versante di estrema sinistra.
Non è dato sapere su quali dati, ad esempio, Carlesi indica in sostenitori di Cenni, i proprietari di capannoni affittati ai cinesi. E perchè no, ad esempio, anche i cittadini che affittano appartamenti agli asiatici; o chi gli vende le auto; o chi gli guarda i bambini; o chi gli vende abbigliamento, generi alimentari, orologi, medicinali ecc..
Francamente e con tutta la buona volontà non riusciamo a comprendere quali siano le colpe dei cittadini pratesi che corrispondono commercialmente, imprenditorialmente, mercantilmente con i cinesi. Non pare possa essere questo il problema. A meno che le transazioni non avvengano contro ovvero oltre la legge, esiste, ancora, in questo paese ed in questa città un libero mercato.
D'altra parte i cittadini cinesi che infrangono le leggi, i regolamenti, le normative sono, come ogni altro cittadino italiano, sottoposti a tutte le sanzioni civili e penali rintracciabili nei nostri codici giudiziari. A meno che......A meno che, come pure traspare dalla dichiarazione "cattivista" di Carlesi, in altri tempi alfiere del solidarismo, cattolico e laico, non intenda intraprendere, ove eletto, un'azione di isolamento della comunità cinese quale forma risolutiva dell'intera questione dell'immigrazione proveniente dalla Cina comunista. Se così fosse, ma vogliamo pensare che qualcuno o qualcosa gli abbia preso la mano nella compilazione del comunicato, Carlesi si metterebbe su di una bruttissima strada. Gli "orientali" come li chiama lui sono, almeno per noi, cittadini come tutti gli altri, di qualsiasi etnia e censo, verso i quali si devono applicare le leggi italiane ed i regolamenti pratesi, ma che godono, anche, di tutte le garanzie di libertà che un paese democratico offre ad ogni suo abitante.
E', infine, francamente risibile e frutto di propaganda di stampo, purtroppo "sovietico" (denigra, denigra, qualcosa resterà.....), l'accusa rivolta a Cenni di non volere i controlli di legalità sulle attività dei cittadini cinesi. Consigliamo a Massimo Carlesi di guardare in casa sua. Probabilmente sarà informato, ad esempio, che un assessore dell'attuale governo pratese, suo compagno di partito fino a tre mesi fa, se ne è uscito dalla Giunta, ha fondato una sua propria lista civica, si è candidato a sindaco proprio in fortissima polemica con l'azione legalitaria, ritenuta debole e/o reticente, tenuta fino ad oggi dall'amministrazione a guida PD. Pare alquanto bizzarro, allora, che Massimo Carlesi rivolga accuse di lassismo, buonismo, immobilismo ad un cittadino che, almeno fino ad oggi non risulta aver avuto alcuna responsabilità nè diretta nè indiretta nei controlli di legalità delle attività irregolari, illecite, illegali ed illegittime di taluni cittadini "orientali".

CARLESI


Aiuti alle famiglie, tessile e legalità. Cenni dica da che parte sta.

«Dobbiamo agire presto prima che il sentimento di paura nel futuro, oggi diffuso in città, ci blocchi tutti, scoraggiando la voglia di investire sul territorio. Occorre dare risposte subito e in tempi brevi ai cittadini, rimotivando coloro che sono tentati di non andare a votare. Queste persone si aspettano di essere cercate e contattate dal partito per le prossime elezioni. Per questo d’ora in avanti si faranno meno riunioni al chiuso, uscendo dalle sedi del partito per andare a incontrare la gente».
E sulla crisi del distretto, Carlesi ha ricordato che «ci sono capitali pratesi congelati nelle banche perché gli imprenditori hanno paura a investire. Dobbiamo riuscire a offrir loro stimoli ma anche pretendere un reale interesse per la città che, poi, è quello per il loro stesso futuro».
Sul versante della legalità e del rispetto delle regole ha denunciato ancora «le responsabilità del Governo su Prato, con la cronica carenza di organici nel personale di forze dell’ordine, ispettorato del lavoro, Inps e Inail».
Infine, un invito all’avversario Cenni, candidato del centrodestra: «Deve dire una volta per tutti se vuole l’emersione delle ditte cinesi. Tra i suoi sostenitori ci sono imprenditori che affittano capannoni agli orientali. Forse a qualcuno interessa che i controlli sulle aziende fuori regola non vengano fatti? Non si può fare una politica buonista, ma bisogna dichiarare apertamente da che parte si sta. Se si sta con chi permette tutto o se si sta con chi, come la Lega, propone strumentalmente di far tabula rasa».
(massimocarlesi.it)

SCIAME


DEMOCRATS


All'interno del Partito Democratico pratese non è ancora cessato, a due mesi dalle primarie, lo sciame sismico provocato dalla frattura fra la "casta" del gruppo dirigente e la base dei militanti. Con la vittoria dell'outsider Massimo Carlesi e della sua squadra di proseliti "marginali" o "marginalizzati" dal PD cittadino tutti gli osservatori si dicevano convinti che sarebbero servite alcune settimane per elaborare il lutto rappresentato dalla netta sconfitta del presidente del Consiag Paolo Abati, della sua first lady ed assessore provinciale e di tutta la "corte" che si era radunata festosa e "invincibile" intorno all'uomo di Via Panziera. Ma, forse, nessuno avrebbe immaginato che, in realtà, quella clamorosa frattura non sarebbe stata rinsaldata neppure a poco più di un mese dalla fatidica data delle elezioni amministrative. Ed invece è proprio così.
L'uomo "forte" del PD pratese, padre-padrone della segretaria Squittieri (che, dicono alcuni, non si soffia neppure il naso se non con la sua indicazione, benedizione e consenso....), l'on. Antonello Giacomelli, approfittando delle dimissioni improvvise di.....come si chiamava, quel romano tifoso della Juventus, cinefilo, anglofono, insomma del primo segretario del PD ....e la conseguente ascesa al seggio più alto dei democrats da parte di Dario Franceschini, compagnuccio di parrocchietta del nostro, non si è più fatto rivedere in città. E, comunque, rimanendo il miglior fico del bigoncio, continua a pilotare da Via del Nazareno la componente che gli è rimasta, per amore o per forza, fedele. E senza il parere personale di Antonello pare che non si riesca neppure a decidere il coordinatore democratico del più periferico e sfigato dei circoli territoriali.
Gli altri pasdaran di Paolo Abati sono equamente divisi tra chi, con il capo cosparso di cenere, è andato a Grignano a portare i suoi buoni propositi di collaborazione al candidato sindaco vincente; chi, rotto a mille esperienze ed espedienti, ha mutato, camaleontescamente, giubba e, zitto zitto, si è imbucato nei comitati elettorali o di Carlesi o di Gestri; chi, bruciato ma orgoglioso della sua storia pesonale, ha tirato i remi in barca e se ne sta e sulla riva del Bisenzio ad aspettare che passi la piena ovvero il cadavere (politico s'intende...........) dell'avversario.
Nel frattempo la base mormora.....Quella schierata sin dall'inizio con Carlesi con il sorriso a tutti denti e vagamente irresponsabile di chi si sente miracolato dagli avvenimenti. I militanti fedeli agli abatiani con il grugno, perplessi ed indecisi sul da farsi nell'immediato.
Molti altri in preda ad uno sballottamento mai accaduto in precedenza hanno la tentazione fortissima di farsi i fatti propri senza coinvolgimenti a priori.
Il tutto all'interno di un quadro che vede il tesseramento al PD procedere con l'andatura di un veliero in bonaccia...e con una campagna elettorale carlesiana che non quaglia, non lievita, non ha grandi spunti di brillantezza. Anche al di là dello stesso Massimo Carlesi, generoso come sempre, disponibile, con qualche ruga e capello bianco in più, che, come un flipper impazzito, solca la città da una iniziativa all'altra, da un circolo Arci all'altro, da una riunione all'altra. Con il rischio, vivissimo, di finire in tilt anche prima del 6 giugno....

BARACCA


IL TEATRO LA BARACCA DI NUOVO IN OLANDA

Per il secondo anno consecutivo il Teatro La Baracca va in Olanda, nel prossimo mese di maggio, a rappresentare il teatro italiano, questa volta con DRAMMA INTORNO AI CONCUBINI DI PRATO, scritto e interpretato da Maila Ermini e con Gianfelice D'Accolti.
La rappresentazione si svolge nell'ambito della cerimonia di premiazione del Premio Letterario Fiur'lini, quest'anno alla decima edizione, organizzato dall'omonima associazione italiana con sede in Olanda.
Ogni anno, in quell'occasione, sono chiamati compagnie teatrali o singoli artisti italiani, che vengono segnalati al pubblico internazionale.
Teatro La Baracca
www.teatrolabaracca.com

VAURO




ETRUSCHI





GONFIENTI
La società Interporto, anche dietro pressioni del sindaco di Prato e della Presidente della Circoscrizione Prato Est, per le richieste della Soprintendenza e delle associazioni che seguono da vicino le vicende degli scavi archeologici della città etrusca, sta procedendo alla realizzazione di una nuova e più efficiente recinzione dell'area dov'è stata scavata la grande villa etrusca di Gonfienti. Confidiamo che la nuova recinzione sia propedeutica anche alla messa in sicurezza dei resti della domus, attualmente risepolti nel fango e minacciati dalla vegetazione spontanea che è rinata per via dell'assoluta mancanza di qualsiasi attività di manutenzione del luogo.

GIANO


Deceduto Giano Accame,intellettuale della destra «eretica». Il giornalista, storico e scrittore aveva 80 anni. Alemanno: «Un grande maestro della cultura destra»

Il giornalista Giano Accame, 80 anni, è deceduto mercoledì a Roma, ma la notizia della morte è stata data solo oggi dal figlio Niccolò. Giano Accame era nato a Stoccarda il 30 luglio 1928. La camera ardente, allestita presso la sua casa-studio in Lungotevere dei Mellini 10, verrà aperta a partire dalle 15. I funerali si svolgeranno sabato.
GIORNALISTA - Accame oltre che giornalista fu storico e scrittore, figura di spicco tra gli intellettuali di destra del dopo guerra. Fu direttore del Secolo d'Italia tra il 1988 e il 1991. Attualmente era direttore della
rivista online Passare al bosco. Si arruolò nella Repubblica sociale italiana il 25 aprile 1945, quando non aveva ancora 17 anni, e alla sera fu catturato dai partigiani a Brescia. Dirigente del Msi, ne uscì nel 1968 per divergenze sulla linea politica. Le sue posizioni, infatti, sono sempre state eccentriche all'interno della destra. «Sono stato balilla e avanguardista, ma non mi sentivo molto fascista fino all'8 settembre 1943, quando ho visto il tradimento, la gente che si rallegrava per la sconfitta», disse in un'intevista a Claudio Sabelli Fioretti, pubblicata su Sette, il magazine del Corriere della Sera, il 26 febbraio 2004.
ALEMANNO - «Quella di Giano Accame è veramente una scomparsa gravissima perchè per me è stato un maestro», ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. «È stato un intellettuale di grandissimo spessore che ha attraversato tutta la storia del dopoguerra con posizioni sempre molto ricche e significative. È stato uno dei grandi maestri della cultura destra».
(corriere.it)

BEPPE


Beppegrillo.boh

di Filippo Facci

Succede che Beppe Grillo si è imbufalito per un articolo dove lo scrivente, ieri, parlava di un sito che non è neppure riconducibile personalmente a lui (anche se si chiama beppegrillo.tv) e che è registrato da tal Hernando Pereira: e questo lo si aveva precisato chiaramente, definendo quel sito come «parente illegittimo». L’articolo era titolato «I furbetti del web: col marchio di Grillo guadagni facili e incontri a luci rosse», e tendeva a dimostrare quale fosse il target medio di Grillo & Travaglio ricavandolo dal livello delle pubblicità ospitate: ovvio che pubblicità e contenuti di un blog siano commisurati al livello attribuito ai frequentatori. Nel caso, trattavasi perlopiù di pubblicità di incontri con ragazze dell’Est, piccole truffe, giochi d’azzardo; oltre naturalmente a tutto il solito merchandising legato a Grillo e Travaglio, i dvd eccetera. Il pubblico è lo stesso, a quanto pare. Comunque: sta di fatto che Grillo mi ha definito due volte «servo» e in particolare «uno dei servi più zelanti del padrone». Questo sul suo sito: che non è neppure intestato a lui, ma al modenese Emanuele Bottaro. Mentre sul sito non suo, quello intestato a tal Hernando Pereira, c’è scritto che sarei «un giornalista davvero spregevole». Ordunque. Beppe Grillo, Hernando Pereira, Emanuele Bottaro: posso sapere chi devo querelare? (giornale.it)

SONDAGGIO


BIBLIOTECA


Comunicato Stampa


Il 17 ottobre 2008 un quotidiano locale, commentando la conferenza stampa del direttore della Biblioteca Comunale, titolava, profeticamente, "Una biblioteca proiettata nel futuro". Non immaginando, forse, di avere descritto sinteticamente la situazione nella quale si sarebbe trovata la nostra biblioteca comunale di lì a poco.Le notizie di oggi smentiscono, infatti, le rosse previsioni di riapertura della "Lazzerini" ad aprile 2009, dopo quattro mesi di chiusura.La chiusura dal 9 dicembe era stata annunciata per l'ovvia necessità di provvedere al trasferimento di tutti i materiali da Via del Ceppo Vecchio a Via Santa Chiara. Pareva chiaro che i quattro mesi sarebbero stati necessari per il solo trasloco. Oggi, purtroppo, apprendiamo che non solo i nuovi locali della ex Campolmi non hanno l'illuminazione installata ma si dovrà ripetere, pure, la gara d'appalto per il loro acquisto. E non sembra il solo inconveniente che ritarderà la riapertura della Biblioteca. Secondo quanto dichiara alla stampa il Direttore Neri i locali devono essere ancora cablati e forniti degli impianti elettrici e, colmo dei colmi, pure delle scaffalature necessarie per la sistemazione dei volumi. In conclusione si può osservare che l'operazione di chiusura e trasferimento della Biblioteca sia stata gestita in maniera impropria. La decisione è avvenuta quando la Biblioteca nuova non dava alcuna garanzia di essere pronta per la sistemazione poichè mancante di infratrutture essenziali. Adesso si fissa a settembre la nuova inaugurazione. Ci permettiamo di dubitarne. Quello che è sicuro è che ad oggi Prato non ha attivi nè il proprio Museo Civica e neppure la propria Biblioteca Centrale. Proprio un bel viatico per una città che vuol puntare a diversificare anche verso la cultura la propria economia e vita.

Avv. Massimo Taiti

CARLESI


RISORTI E RISOTTERRATI




Si è tenuto ieri sera al Circolo "I Risorti" della Querce l'annunciato incontro "Le proposte del PD contro la crisi e per rilanciare Prato". Davanti ad un uditorio non particolarmente numeroso, molti militanti avranno preferito vedersi in TV le prodezze di Cristiano Ronaldo, il candidato sindaco Massimo Carlesi e l'on. Andrea Lulli hanno provato ad interessare i presenti snocciolando le loro rispettive ricette per fa uscire Prato dalla crisi economica in cui versa la filiera del tessile e per riportare la città all'altezza del suo passato e delle sue capacità e possibilità.

Sul tema della crisi di Prato è intervenuto per primo l'on. Lulli che ha incentrato il suo discorso sul tema delle strutture già presenti sul nostro territorio e sulla loro difesa ( quindi una difesa del sistema tessile e meccano-tessile). Per vincere, ha sostenuto, non bisogna sempre giocare all'attacco, bisogna saper far squadra anche in difesa. Per Lulli Prato deve recuperare quella dignità e fierezza che le permetta di "continuare" con la filiera tessile. Si è scagliato poi contro il governo che ha demolito tutti quei provvedimenti fatti sotto il governo Prodi (a cominciare dalla legge bancaria sui trasferimenti al di sopra dei 5.000 euro, agli aiuti pensati da Bersani per le imprese, ecc.).

Dopo Lulli ha preso la parola Carlesi che ha parlato di diversificazione, ma non ha spiegato come le Istituzioni dovrebbero operare per agevolare le imprese nella diversificazione; e non ha neppure illustrato verso quali strade dovrebbe andare la diversificazione, se non dire che si potrebbe puntare sull'industria delle energie rinnovabili (ma il governo Berlusconi ha preso dei provvedimenti a sfavore di questo settore, annullando i benefici messi in campo dal governo precedente) o attirare settori universitari che offrono una specializzazione in gestione aziendale in accordo anche con l'Università. L'ultimo punto toccato è quello della legalità. Il pubblico deve garantire il rispetto delle regole e se lui verrà eletto lo garantirà.

Non ha minimanente accennato al fatto che la cultura è una risorsa e che il turismo culturale possa rappresentare una nicchia di diversificazione rispetto ai settori industriali.

Tutto sommato non ha trasmesso uan cosa importante che la politica dovrebbe fare: dare speranza ai cittadini nel futuro che li attende; speranza che poteva far intravedere parlando del nostro patrimonio storico e di restituire alla città piazze, monumenti oggi travolti dal degrado e dal disagio giovanile.

Carlesi ha polemizzato infine sul fatto che altri candidati farebbero un copia-incolla del suo programma elettorale. Qualcuno ha notato che Carlesi pur parlando da un circolo che si trova proprio sopra Gonfienti non abbia in nessun passaggio del suo discorso accennato alla questione della città etrusca e del suo intreccio con la piattaforma dell'Interporto. Una dimenticanza significativa aggravata dal fatto che nel primo pomeriggio di ieri Carlesi aveva partecipato, come invitato speciale, all'incontro del tavolo organizzato dall'ARCI con la soprintendente Gabriella Poggesi proprio al Mulino dell'Interporto. Purtroppo pare che neanche altri partecipanti all'incontro dei "Risorti", pur presenti e attivi sulla questione della valorizzazione degli scavi archeologici di Gonfienti abbiano ritenuto loro dovere far rilevare il silenzio di Carlesi sulla vicenda. Sarà che nessuno vuol disturbare i manovratori, specialmente in periodo elettorale!!


AVVENIRE


Rimedi "radicali", un po' sbrigativi e imbroglioni

• da Avvenire del 16 aprile 2009, pag. 37

di Gianni Gennari

“Prendiamo ai «preti l`8 per mille”! Imperativo martedì in prima di "Libero". Giancarlo Lehner, un tempo socialista e ora deputato Pdl, risolverebbe il problema del terremoto con «l`8 per mille dei preti». Soluzione «radicale». Radio Radicale ne è entusiasta e nella rassegna "Stampa e regime" - regime totale di «Marco» unico, Ndr quel furbacchione del direttore, Massimo Bordin, si finge all`improvviso analfabeta inceppandosi quando dovrebbe leggere l`importo dell`8 per mille, come di fronte a cifra spropositata e addirittura impronunciabile. In realtà per il 2008 è previsto un miliardo di euro, che per Lehner destinata alla ricostruzione sarebbe «quasi risolutiva». Leggi e ti accorgi che quel «quasi» sta lì a celare... le vergogne. Ma Lehner, un po` fermo alla sua Prima Repubblica, è sempre originale, e di recente (16/3) da deputato Pdl ha scritto che «Berlusconi e Fini oggi rappresentano da soli destra e sinistra». Sbrigativo! Lui affascina Bordin e i radicali, ma per fortuna non il direttore Vittorio Feltri che replica spiegandogli ancora una volta che l`8 per mille è strumento democratico, approvato dal libero e laico Parlamento con gli stessi criteri che regolano ogni scelta democratica, e condiviso con le altre religioni, dove quindi «non c`è imbroglio e non c`è inganno». Ovviamente Bordin censura la replica di Feltri. Ecco «l`imbroglio e l`inganno»! A proposito: con l`8 per mille oggi un parroco prende meno di 1.000 euro al mese e ieri ("Unità", p. 29/30: "Manager d`oro") leggi che lo stipendio di poco più di 100 nostri manager privilegiati equivale a tutto l`8 per mille. «Quasi risolutivo»?

WWF


OASI APERTE


DOMENICA 19 APRILE, IN OCCASIONE DELLA GIORNATA DELLE OASI WWF, per l'intera giornata le oasi sono aperte al pubblico, con ingresso gratuito, visite guidate e varie attività in specie per bambini.


LA SEZIONE PRATESE DEL WWF, sarà presente all'OASI DI FOCOGNANO- CAMPI BISENZIO.


E' previsto un ritrovo alle ore 9,15, PER QUANTI NON CONOSCONO L'UBICAZIONE DELL'OASI, presso la CIRCOSCRIZIONE PRATO NORD ( ingresso via 7 Marzo), dove saranno presenti volonatari dell'associazione. Spostamento con mezzi propri, rientro per l'ora di pranzo o per il pomeriggio, a discrezione dei partecipanti, in tal caso è possibile pranzare all'oasi, sono a disposizione tavoli, ma è necessario arrivare all'oasi con cestino per il pranzo.

ELENA


Nel successo di Cenni c'è tanta parte di Elena.


di Biribaole

Cherchez la femme. C'è una componente fondamentale nella vertiginosa ascesa di gradimento che si va registrando nei confronti del candidato Roberto Cenni: è la presenza discreta, ma costante e decisiva della signora Elena. Mai in prima linea, ma riferimento obbligato per tutti coloro che vogliono salire sulla gioiosa macchina da guerra del primo candidato del dopoguerra in grado di abbattere la roccaforte di sinistra, difesa oggi dal primo trombato della scorsa legislatura e dal sindaco (udite, udite...) che ebbe a giubilarlo. I sondaggi, a cominciare da quello di Pratoblog, si stanno orientando verso Cenni, anche grazie all'azione silenziosa della graziosa signora Elena che apparentemente non ode non vede non sente, ma che induce tutti all'affetto e alla stima che lei per prima nutre nei confronti del marito con semplicità di modi, compostezza, savoir faire. Ne è interprete ideale l'addetto stampa Giuseppe Roselli, passato dagli editoriali di quotidiani importanti e dalla conduzione della pagina economica ad un lavoro di cesello, dal quale l'immagine del candidato Cenni esce in tutta la sua validità di pragmatico interprete dei bisogni di Prato, una sorta di Obama di noialtri. (pratoblog.it)

GRILLECONOMY


Il premio Nobel per l'Economia Joe Stiglitz scrive a Beppe Grillo.


Dear Beppe,in questo momento siamo di fronte a due crisi: una crisi finanziaria globale ed una persino più profonda, climatica, i cui effetti ci potrebbero sembrare più distanti, ma che in realtà dipendono da ciò che facciamo ora.Queste crisi hanno le loro cause sia nelle storture a livello finanziario che nel cambiamento climatico, si possono risolvere solo se i cittadini sono coinvolti direttamente. Da parte mia, ho sempre ritenuto che i cambiamenti sociali ed economici fossero possibili solo da un movimento popolare dal basso.Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama ha fatto questo impostando larga parte della sua campagna con il rapporto diretto con la cittadinanza attraverso internet e lanciando poche settimane fa la sua “rivoluzione verde”. Questo cambiamento può assumere altre forme di partecipazione dal basso attraverso il coinvolgimento diretto dei cittadini. Una novità molto importante è quella che mi raccontano i miei collaboratori italiani: attraverso la rete del tuo blog si stanno formando liste civiche locali con l’obiettivo di iniziare a modificare il modo di vivere, produrre e consumare. I cittadini si organizzano direttamente ed orizzontalmente utilizzando la rete e partendo dal livello amministrativo a loro più vicino.Per uscire della crisi climatica e finanziaria bisogna puntare sul risparmio e l’efficienza energetica. Pensiamo alle centinaia di migliaia di posti di lavoro che si possono creare ristrutturando secondo i canoni di efficienza e risparmio energetico gli edifici privati e pubblici. Secondo un recente lavoro del Peterson Institute, spendendo 10 miliardi di dollari (7,9 miliardi di euro) per isolare termicamente le abitazioni USA, potremmo creare più di 100.000 posti di lavoro tra il 2009 e il 2011, portando un beneficio duraturo all’economia stimato da 1,4 a 3 miliardi di dollari tra il 2012 e il 2020.Accanto allo sviluppo delle nuove tecnologie e delle fonti rinnovabili attraverso una economia sempre a minor impatto di anidride carbonica e fumi inquinanti, occorre porre l’obiettivo di “rifiuti zero”, cioè programmi che prevedano il riciclo totale dei materiali e la non produzione di rifiuti. Una via intrapresa da grandi metropoli della California che può portare benefici economici, lavorativi, ambientali.Guardo con grande attenzione a questa vostra novità nella speranza che possa offrire una nuova prospettiva di equo benessere per il futuro di tutti. Un abbraccio." Joe Stiglitz (beppegrillo.it)

ATTUCCI


PROVINCIA


Sarà Cristina Attucci la candidata del PdL alla presidenza della Provincia di Prato. Ieri sera i dirigenti dell'opposizione cittadina hanno sciolto tutte le riserve indicando la giovane consigliera comunale di Poggio a Caiano quale competitrice del candidato di centrosinistra Lamberto Gestri. Cristina Attucci, nata a Prato il 25 gennaio 1974, informatrice scientifica, è stata eletta l'anno scorso con la lista civica "Noi poggesi uniti per la libertà" nel consiglio comunale della città medicea. Riccardo Mazzoni, coordinatore del PdL pratese, ha dichiarato che la candidatura della giovane Attucci si inquadra nella medesima direzione rappresentata da Roberto Cenni: cambiare la politica ad iniziare dai rappresentanti istituzionali. Mazzoni ha lanciato un appello a tutte le forze dell'opposizione affinchè anche sul nome dell'Attucci si realizzi l'unità di tutto lo schieramento.
La lista civica "Taiti per Prato, diritti, territorio, ambiente" ha già fatto pervenire il suo gradimento per la scelta effettuata e, per questo appoggerà comvintamente Cristina Attucci.

mercoledì 15 aprile 2009

CENNI


Si gonfia ancora la coalizione di partite e liste civiche che appoggiano la candidatura a sindaco di Prato di Roberto Cenni. E' arrivata oggi l'ufficializzazione dell'accordo raggiunto dal candidato dell'opposizione con i Socialisti Riformisti che presenteranno una lista con lo storico garofano.

In giornata è arrivata anche l'adesione al progetto Cenni delle liste civiche "Prato per Noi" fondata dal notaio La Gamba e quella, inaspettata e per questo bene augurante, della lista civica "Giovani e Famiglia" fondata da Sandro Ciardi. Le due liste, probabilmente, si presenteranno con candidat in comune. Sono dunque nove le forze politiche cittadine schierate con Cenni. Sulla scheda elettorale saranno rappresentate da 8 simboli diversi e da qualche centinaio di candidati al consiglio comunale. In pratica tutti quelli che vogliono un cambiamento di guida per Prato si sono ritrovati sotto le insegne di Roberto Cenni. E' la prima volta che accade a Prato che tutta l'opposizione faccia fronte comune per la conquista del Palazzo Comunale.

SPORT




Grande soddisfazione per lo sport pratese. Massimo Taiti, presidente del Coni provinciale di Prato, è stato nominato vice presidente della Giunta Regionale del Coni Toscano. Questa è la prima volta che Prato potrà avere per il quadriennio 2009-2012 un vicepresidente all’interno del Coni Toscano. E oltre al vicepresidente tra i componenti della Giunta è stato eletto un altro dirigente pratese come Carlo Iannelli, ex presidente della Ciclistica Pratese 1927 e attuale Vicepresidente della Federciclismo regionale. “E’ senz’altro un grande riconoscimento per lo sport pratese e per tutte le componenti sportive della nostra provincia – spiega Massimo Taiti – il nuovo presidente Paolo Ignesti ha indicato la nostra provincia come una delle più attente al sistema sport e quindi ha proposto la nomina a vicepresidente. Visto che proprio in questi giorni ci sono state tante manifestazioni sportive non ultima la 21ª Maratonina Internazionale Città di Prato che ha riscosso grande successo, poter essere parte attiva del movimento toscano è importante sia per definire i nuovi piani sportivi che sotto l’aspetto impiantistico dove Prato deve senz’altro fare un salto di qualità “. Ecco la nuova giunta per il quadrienno 2009-2012 del Coni Toscano: Presidente: Paolo Ignesti, Vice Presidente Vicario: Fabio Bresci (Figc), Vice Presidente: Massimo Taiti (Cp Prato), consiglieri: Elio Sità ( Fipav), Vinicio Berti ( Fipsas), Guido Turi (Fit), Giancarlo Gosti ( Fib), Sergio Martinelli ( Fidal), Carlo Iannelli ( Fci), Gabriele Grandini (Fip), Daniela Venturi ( Fitetrec Ante), Pier Paolo Barni (Csi), Franco Torre (Atleta), Marina Piazza (Tecnico), Massimo Porciani ( Cip), Marcello Marchioni ( Cp Firenze), Alessandro Capitani ( Cp Grosseto), Graziano Cusin ( Cp Pisa) ed Enrico Bertuccelli ( Cp Lucca) (notiziediprato.it)

GONFIENTI












CITTA' ETRUSCA

Come da programma, oggi al Mulino Ginori le associazioni riunite nel tavolo di lavoro per Gonfienti oltre ad Ambra Giorgi, Andrea Mazzoni, Paola Giugni ed il candidato sindaco Massimo Carlesi hanno incontrato l’ispettrice della Soprintendenza ai Beni Archeologici, nonché referente per i lavori di Gonfienti, Gabriella Poggesi.
“Questo luogo – ha esordito la dott.ssa Poggesi – è una sistemazione provvisoria e per il quale non abbiamo avuto alcuna assicurazione di permanenza; dovrebbe essere un laboratorio aperto, dove si potrebbe realizzare una conoscenza in tempo reale dei reperti scoperti qui a Gonfienti, ma non sappiamo ancora per quanto tempo potremmo disporre di tale spazio, né quale sarà la probabile destinazione futura. In questo laboratorio abbiamo portato tutto il materiale individuato nei 20 ettari che sono stati sottoposti a vincolo; successivamente una parte di tale materiale è stato ricoverato a Carmignano. Viceversa, da Prato Rosello ed Artimino abbiamo ricevuto alcuni reperti che sono tuttora oggetto di restauro”. La dott.ssa Poggesi ha poi ricordato di aver partecipato al convegno di etruscologia che si è svolto nel gennaio scorso a Bonn: entrando nel merito ha evidenziato come in quell’occasione è stato messo in risalto il valore storico di Gonfienti, delle ceramiche e di altre cose preziose qui riemerse dal fango; a Bonn si è parlato anche dell’antica strada che da Gonfienti portava a Marzabotto, definita città gemella per via della simile struttura urbanistica, anche se qualcuno ha avanzato l’ipotesi che Marzabotto è di epoca successiva rispetto a Gonfienti, segno che lo sviluppo della civiltà etrusca si è espanso dal centro verso il Nord, forse anche per trovare altri sbocchi per il suo commercio, alternativi a quello attraverso i porti di mare”.

Enrico Bianchi

DUEPERCENTO


EUROPEE:FERRERO, SUPEREREMO 4% E A PD PRENDEREMO 2 PUNTI


La lista di sinistra alternativa e comunista composta da Prc, Pdci, Socialismo 2000 e Consumatori uniti "superera' la soglia del 4 per cento e andra' in Europa nel gruppo della Sinistra europea". Lo dice il segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero, a Klauscondicio e aggiunge: "Puntiamo a prendere i voti da quelle persone che alle politiche hanno votato Pd in nome del voto utile e sono rimaste deluse. Potremmo portare via al Pd un paio di punti percentuali, ma non so se sara' un quota sottratta direttamente al Partito democratico o se andremo a pescare nell'elettorato di sinistra scontento". Secondo Ferrero "Franceschini e' una persona seria e ha il pregio di esprimersi in modo chiaro e comprensibile. A volte il suo modo di porsi mi fa pensare un po' a un 'pretino buono'", spesso pero' "le sue posizioni sono contraddittorie: da una parte critica lo spreco di risorse che ci sarebbe con il referendum in giorni diversi da quelli delle elezioni e, dall'altra, non lo sento parlare dei costi enormi della missione militare in Afghanistan o del ponte sullo Stretto". (repubblica.it)

RADIORADICALE


Con o senza Bordin, il nuovo satyagraha di Pannella ricomincia dal '47

• da Il Foglio del 15 aprile 2009, pag. 2

di Marianna Rizzini

La chiamano "lite tra Marco Pannella e Massimo Bordin", l`animata discussione avvenuta domenica scorsa durante la conversazione settimanale tra i due, su Radio Radicale. Ma è quisquilia rispetto all`onore e onere: trattasi di ore e ore di riunioni diurne e notturne - di scrivere la controstoria istituzionale della storia italiana, attività che sta impegnando il leader radicale assieme a un manipolo di compagni e a un esercito di militanti tramutatisi in formidabili cliccatori internettiani, capaci di scovare in rete "evidenze accecanti" di regime fin nei primissimi anni di vita della Repubblica. D`altronde, ha detto Pannella tra un tintinnar di vetri di bicchiere e uno sbuffo di sigaretta, e proprio al Bordin dell`amorevole discordia, "fin dal 4 marzo 1947, quando ci si accingeva a votare la Costituzione, Calamandrei diceva `questa carta è il prodotto di un tripartito`. Oggi c`è il passaggio dal tripartito al monopartito, ed è ormai smaccato il carattere antidemocratico di questo regime". E dunque che cosa vuoi che sia una banale consultazione europea, per giunta convocata in un contesto non democratico. se non l`occasione di raccontare, attraverso una serie di fatti, la "metamorfosi del male", ove per male s`intende il regime che già albergava nel seno dell`appena nata Repubblica italiana, poi cresciuto e cresciuto fino a portare "all`inadempimento" rispetto alla Carta del 1948? Ma per raccontare i fatti bisogna prima tirarli fuori dagli oscuri database della rete - in particolare da un vecchio archivio del radicale Roberto Cicciomessere, cosa che nel weekend pasquale s`è dovuta pur fare, per poi accorpare il tutto in un documento che per ora sfiora le centocinquanta pagine. E bisogna impegnarsi per un`intera settimana e più, senza pausa alcuna, divisi per gruppi tematici, indomiti di fronte alle fatiche dell`ascolto di decine di interventi storici - interessanti, non v`è dubbio, ma dopo qualche ora è stato chiaro per ogni militante che quello era davvero un "satyagraha" per la democrazia, come lo chiama Pannella (che oltretutto è in sciopero della fame). Un satyagraha fatto di discussioni continuative sul ruolo tradito del Senato e delle regioni, e sulla ferita inferta per vent`anni allo strumento del referendum, la "seconda scheda elettorale" che gli italiani hanno avuto in mano per volere dei padri costituenti - loro sì che erano saggi, s`è detto in una delle riunioni: venendo dai regimi avevano previsto il regime e dunque avevano previsto l`antidoto. Questo si leggerà nel capitolo del documento relativo agli interventi della Corte costituzionale a partire dagli anni Settanta, ma per ore se n`è discusso a via di Torre Argentina, e sembrava che le ore non bastassero mai, tanto che all`inizio il satyagraha costituente (e ricostituente della vera Costituzione) doveva essere attività esclusiva della galassia radicale, con sospensione d`ogni altra attività. Poi, e non per svogliatezza, ma con qualche sollievo del militante forse sì, ci si è attestati sulle due-tre riunioni al giorno. E mentre i comuni mortali, ai piani alti dei partiti "di regime", si affannavano, in modi terrigni e terreni, a stipare di candidati più o meno presentabili le liste elettorali europee, Marco puntava uno sguardo lunghissimo sul dopo: ci saranno le liste "Emma Bonino", ma solo per dar voce, "utilizzando i residui strumenti di campagna elettorale", al documento-strumento di lotta senza il quale la lista non ha neppure un perché, e per lanciare un ponte verso una grande assemblea post europee. E dunque la Lista Bonino passerà attraverso la campagna elettorale senza curarsi troppo della stessa - si sa che il 4 per cento è difficile da raggiungere. Sarà quisquilia, quella che chiamano lite Pannella-Bordin, ma ieri mattina, e di buon mattino, Marco Pannella si è preoccupato di intervenire in diretta a Radio Radicale - con parole fumose, a tratti generose - senza però sciogliere il dubbio. Non s`è capito se la conversazione domenicale con il direttore Bordin è davvero destinata ad altro conduttore. Non si sbilanciava, Pannella, riconosceva il ruolo di "costante stimolo” al direttore, ma non riusciva a rassicurare i cultori della trasmissione neppure sulla domenica prossima ventura. E i cultori tremavano, perché c`è chi ormai non può più fare a meno di quel balletto di voci: Marco tonitruante e Massimo autorevolmente arrochito.

SFOLLATO


Pannella, lo "sfollato" del Pd chieda ospitalità a Berlusconi

• da Il Tempo del 15 aprile 2009, pag. 23

di Francesco Damato

Non credo che Marco Pannella abbia perduto casa nelle zone abruzzesi devastate dal terremoto, diverse dalla sua Teramo. Ma di sicuro è pieno di crepe il bilocale politico messogli a disposizione nelle elezioni dell`anno scorso da Walter Veltroni. Il quale ospitò nelle liste bloccate del Partito Democratico alcuni candidati radicali destinandoli a sicura elezione, sia al Senato sia alla Camera. L`unica cosa che Pannella non riuscì allora a ottenere fu la sua personale candidatura, ritenuta troppo ingombrante da Veltroni. Ma questi affidò al fedelissimo Goffredo Bettini il compito di promettere pubblicamente il ritorno al Parlamento Europeo del leader radicale, che di certo non vi sfigura né per presenza né per competenza né per fantasia. Tuttavia, per quanto manchino meno di due mesi alle elezioni per il rinnovo di quel Parlamento, dal Pd non sono arrivati né a Pannella né ad altri esponenti del Partito Radicale segnali di apertura delle liste da parte del successore di Veltroni, Dario Franceschini. Che pure, essendo allora il vice segretario, non fu certamente tenuto all`oscuro del contratto d`ospitalità politica stipulato fra il suo partito e Pannella. O probabilmente, conoscendolo, non ne condivise tutti gli aspetti, specie quelli più dichiarati che scritti. E ora cerca di sottrarsene, vista peraltro l`assai malferma salute elettorale del suo partito. Lo stato dei rapporti tra Pd e radicali è stato impietosamente descritto pochi giorni fa da Emma Bonino con queste parole: «Non ce ne sono. Che ci sia Veltroni o Franceschini segretario, è come se fossimo degli appestati», ridotti - aggiungo io - allo stato degli sfollati, come i poveri abruzzesi rimasti senza casa. Quella ottenuta dal Pd l`anno scorso se non è crollata, poco ci manca. E da soli Pannella e i suoi amici, per quanto parlino di una "galassia radicale" da allestire in tutta fretta come una tendopoli, non hanno alcuna possibilità concreta di raggiungere la soglia del 4 per cento dei voti appena fissata dalla legge elettorale per accedere al Parlamento Europeo. Essi rischieranno la prossima volta di non tornare più neppure nel Parlamento nazionale se continueranno o torneranno a legare le loro sorti a quel coacervo di post-comunisti e democristiani di sinistra che è il Pd. E che sta alle battaglie radicali, dal garantismo alle liberalizzazioni, come il diavolo all`acqua santa, o quasi. Certo, Pannella soffrirebbe anche nel centrodestra, magari consolato da Gianfranco Fini, sui terreni della bioetica, del testamento biologico, della disciplina delle coppie di fatto e dei rapporti con la Chiesa, ma non meno, tutto sommato, di quanto già non abbia sofferto con Romano Prodi, con Veltroni e ora con Franceschini. Sul resto, che non è poco, i radicali starebbero sicuramente meglio come ospiti nel Popolo berlusconiano della Libertà.