sabato 2 maggio 2009

FREEDOM


Rapporto di Freedom House, organizzazione non-profit e indipendente. Libertà di stampa: l'Italia fa un passo indietro, unica nazione in Europa. La causa: la «situazione anomala a livello mondiale di un premier che controlla tutti i media, pubblici e privati».

L'Italia è l’unico Paese europeo a essere retrocesso nell’ultimo anno dalla categoria dei «Paesi con stampa libera» a quella dei Paesi dove la libertà di stampa è «parziale». La causa: la «situazione anomala a livello mondiale di un premier che controlla tutti i media, pubblici e privati». Lo afferma in un rapporto Freedom House, un'organizzazione non-profit e indipendente fondata negli Stati Uniti nel 1941 per la difesa della democrazia e la libertà nel mondo, la cui prima presidente fu la first lady Eleanor Roosevelt. Lo studio viene presentato venerdì al News Museum di Washington e sarà accompagnato da un live web cast che si potrà scaricare sul sito Freedomhouse.org.
CLASSIFICA - Nell’annuale classifica di Freedom House, l’Italia va indietro come i gamberi, insieme a Israele, Taiwan e Hong Kong. «Un declino che dimostra come anche democrazie consolidate e con media tradizionalmente aperti non sono immuni da restrizioni alla libertà», ha commentato Arch Puddington, direttore di ricerca per Freedom House. Su un punteggio che va da 0 (i Paesi più liberi) a 100 (i meno liberi), l’Italia ottiene 32 voti: unico Paese occidentale con una pagella così bassa. I «migliori della classe» restano le nazioni del Nord Europa e scandinave: Islanda, Finlandia, Norvegia, Danimarca e Svezia (prime cinque a livello mondiale). Le «peggiori»: Corea del nord, Turkmenistan, Birmania, Libia, Eritrea e Cuba.
PROBLEMA ITALIA - Il «problema principale dell’Italia», secondo Karin Karlekar, la ricercatrice che ha guidato lo studio, è Berlusconi. «Il suo ritorno nel 2008 al posto di premier ha risvegliato i timori sulla concentrazione di mezzi di comunicazione pubblici e privati sotto una sola guida», spiega. Altri fattori: l’abuso di denunce per diffamazione contro i giornalisti e l’escalation di intimidazioni fisiche da parte del crimine organizzato. Intanto giovedì il Committee to Protect Journalists, un’organizzazione non-profit che lavora per salvaguardare la libertà di stampa nel mondo, ha pubblicato la top ten dei peggiori Paesi al mondo per i blogger. La Birmania guida la lista, seguita da Iran, Siria, Cuba e Arabia Saudita. Sesto il Vietnam, seguito a ruota da Tunisia, Cina, Turkmenistan ed Egitto.
(corriere.it)
Alessandra Farkas

PIATTA


CALMA PIATTA


La campagna elettorale per le amministrative del 6 e 7 giugno deve ancora entrare nel vivo. In questi ultimi giorni partiti e liste civiche sono alle prese con gli adempimenti, burocratrici e politici, per la presentazione della candidature, dall'8 al 9 maggio, per circoscrizioni, comune e provincia.

Per questo motivo la campagna elettorale appare, all'esterno delle forze politiche, come di calma piatta. Ma all'interno dei vari staff e squadre c'è un pesante lavoro da fare. La raccolta e la certificazione delle sottoscrizioni necessarie alla presentazione delle liste impegna energie e genera ansie e nervosismi. Si contano le firme raccolte, si preparano i moduli, si stampano i simboli, si pianifica la campagna pubblicitaria, singola e collettiva.

Di pari passo va avanti il lavoro politico dei vari gruppi dirigenti. Si allargano, o si restringono, le alleanze; si fa posto alle nuove candidature; si scartano nominativi. Si cerca, anche faticosamente, di creare vere e proprie squadre che, pur nelle differenze di atteggiamento politico, si ritrovino in una piattaforma programmatica comune, generalmente identificata in quella dei candidati sindaci, presidenti della provincia, presidenti indicati per le circoscrizioni pratesi.

E si scontano inevitabili arrabbiature di forze politiche e di singoli candidati scontenti per il mancato inserimento nelle varie liste ovvero arrabbiati per postazioni elettorali generalmente vissute come ingenerose ed immeritate.

Tra otto giorni i giochi saranno fatti. Chi avrà più filo tesserà la propria migliore campagna elettorale nella speranza di aver assemblato gruppi, liste, progetti che saranno giudicati positivamente dagli elettori.

Per l'intanto l'attuale calma piatta serve anche ad analizzare i risultati dei sondaggi che, a getto continuo, vengono messi a disposizione delle coalizioni principali.

Quello che traspare dall'insieme di queste rilevazioni demoscopiche è un'estrema incertezza.

Se vi è qualche differenza tra i sondaggi pervenuti fino ad ora (qualcuno sostiene che sarebbe in vantaggio Carlesi, qualche altro che, viceversa, sarebbe in vantaggio Cenni) tuttavia il senso è assolutamente univoco: la vittoria e la sconfitta si giocherà sul filo di pochissimi punti percentuali al primo turno ovvero si pronostica il ricorso al turno di ballottaggio del 21 giugno.

Questa tendenza evidenziata dai sondaggi ha spinto le due coalizioni che si contendono la vittoria (non essendoci alcun spazio per le terze forze....) ad allargare le proprie alleanze.

Massimo Carlesi ha aperto la sua coalizione a forze altrimenti marginali come il Movimento Repubblicano Europeo (MRE, i repubblicani confluiti nel PD) ovvero, e addirittura, all'antico PLI, una volta vissuto dal popolo di sinistra come il più fedele rappresentante del mondo dei "padroni" e dei ricchi. E si apre perfino ad esperienze che fino a poche ore prima sarebbero state impensabili da assimilare al centrosinistra giacchè storicamente sostenitrici del superamento del cosiddetto "partito-stato" pratese ovvero il vecchio PCI, PDS, DS, PD.

La stessa cosa, in parallelo, avviene anche nella coalizione che sostiene Roberto Cenni. Che pare arrivata ad assemblare 10 liste e 9 simboli sulla propria scheda. Passando da tradizioni che rimandano alla destra estrema ad altre, invece, che si vogliono caratterizzare per la ricerca di un equilibrio politico che possa portare al candidato Cenni anche consensi del popolo di sinistra o genericamente progressista.

Sarà la composizione delle varie liste che ci dirà chi avrà maggiori possibilità di incidere nell'elettorato, amico ed avversario. La qualità dei candidati essendo, spesso, nelle amministrative, determinante per consolidare ed aumentare i consensi ai propri candidati sindaci, presidenti della provincia o delle circoscrizioni.

A proposito delle quali alcune novità possono già essere segnalate.

Il centrosinistra ripresenterà 4 dei 5 presidenti uscenti: Manzan, Mattei, Mosca e Peris.

La presidente dell'Est, Maria Anna Berti pare invece aver rinunciato ad una ulteriore ripresentazione lasciando il proprio posto al giovane Simone Tripodi, consigliere circoscrizionale uscente ed indicato dal circolo PD competente per territorio.

Nella coalizione di Cenni le uniche indicazioni che paiono certe, per il momento, sono quelle relative alle Circoscrizioni che paiono più votate a cambiare maggioranza: la Est e la Centro.

Nella circoscrizione Est pare averla spuntata su una concorrenza molto agguerrita il commercialista, già consigliere comunale di Forza Italia, Alessandro Ciardi. Per il Centro, invece, l'indicazione sarebbe caduta sul capogruppo della Lista civica "Taiti per Prato" Avv. Massimo Taiti. Che, per vincere, dovrà andare a trovarsi i suoi voti in quartieri non proprio facili quali il villaggio Gescal ed il Soccorso. Auguri a tutti.

SANDRA


Sandra Alvino si candida con Taiti

Questa volta non e' un pesce d'aprile e Sandra Alvino si candida per davvero. Il primo d'aprile organizzai assieme alla Alvino il classico scherzo giornalistico lanciando la notizia che si sarebbe candidata a sindaco di Firenze per una fantomatica lista Pda; che altri non era che l'acronimo di Pesce d'aprile. Dall'Ansa alla Nazione, dalla Repubblica al Corriere fiorentino tutti abboccarono. Questa volta Sandra Alvino e' seria e mette la sua drammatica storia di donna nata in un corpo di uomo al servizio di una lista e si candidera' a Prato per la lista civica di Massimo Taiti (Taiti per Prato) , una di quelle che sostengono assieme al Pdl per la carica di primo cittadino Roberto Cenni. (toscanatv.it)

venerdì 1 maggio 2009

FRANCESCHIELLO


Le richieste al governo dal distretto pratese firmate da Franceschini

Ecco una sintesi delle richieste del distretto pratese elaborate dal tavolo di distretto e dal Pd firmata da Dario Franceschini.
Sostegno al reddito per i lavoratori autonomi e dipendenti almeno fino a fine 2010 con erogazioni straordinarie di cassa integrazione e mobilità.


Adozione di misure per rendere più semplice l’accesso al Fondo di garanzia per le piccole imprese e accordi con le banche per la rinegoziazione dei debiti.


Quote riservate per le pmi negli appalti pubblici.


Semplificazione amministrativa per la nascita di nuove imprese.


Un sistema fiscale che premi le imprese che rafforzano il capitale sociale, che investono nell’occupazione e nella ricerca.


Equiparare i consorzi di acquisto alle grandi imprese per i consumi di energia elettrica e gas naturale.


Reintroduzione per le aziende tessili dell’applicazione monitorata degli studi di settore per il 2008 e il 2009 nei casi di forte contrazione del fatturato e o diminuzione consistente delle ore lavorate.


Svolgere un’azione pressante con l’Unione Europea perché sia resa operativa la proposta di regolamento sull’etichettatura di origine di alcuni prodotti industriali tra i quali quelli del settore tessile abbigliamento.


Svolgere una costante pressione sul’Unione europea, e dove possibile con accordi bilaterale con altri paesi extra Ue, per raggiungere l’obiettivo della reciprocità dei dazi doganali e la rimozione delle barriere non tariffarie.


Una mozione dove si ricordano anche i dati della crisi pratese dove le ore di cassa integrazione straordinaria e ordinaria registrate nel febbraio 2009 sono cresciute rispetto al 2008 del 246,7% mentre la mobilità è aumentata del 24,5% e i licenziati 539 contro i 1931 di tutto l’anno precedente.

Questi provvedimenti che il segretario del PD indica al governo come buoni per Prato sarebbero, probabilmente, utili per la nostra città. Non si capisce, però, perchè non sia stato il governo "amico" di Prodi, con sottosegretari pratesi doc ed i soliti Lulli e Giacomelli, a proporli e renderli Legge. (ndr)

WELBY


Domani e domenica in piazza del Comune, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20, continua la raccolta firme sulla petizione Coscioni per una legge sul biotestamento che lasci libertà di decisione ad ogni cittadino. E' stata organizzata, come momento clou della campagna di raccolta firme che proseguirà per tutto maggio, la seguente iniziativa:



Associazione Radicale Liber@MentePrato
Associazione Libera Uscita, Roma

CAFFE’ DELLE LOGGE
Piazza del Comune
PRATO
Sabato 16 maggio, h. 17,30
presentazione del libro

STORIA DI UNA MORTE OPPORTUNA

Il diario del medico che ha fatto la volontà di Welby
di Gianna Milano e Mario Riccio

prefazione di Stefano Rodotà
(Sironi Editore, Milano 2008)

Introduce e modera:Roberto David Papini, giornalista de La Nazione, Prato

Interventi
Mina Welby
associazione Luca Coscioni

Mario Riccio
anestesista rianimatore, Ospedale Civile, Cremona

Gianna Milano
giornalista scientifica del settimanale Panorama
Francesco De Ninno
medico anestesista
Giacomo Grassi
filosofo


presiedono:
Meri Negrelli
vicepresidente dell'associazione Libera Uscita
Vittorio Giugni
Segretario associazione radicale
Liber@MentePrato

Sarà presente il Notaio Luigi Aricò per la raccolta dei biotestamenti


Il libro di Mario Riccio ripropone nella sua drammatica attualità il tema-problema del diritto a morire e, ad esso associato, quello del testamento biologico. Teoricamente, il consenso per quest'ultimo é unanime; in realtà esiste una netta divergenza di opinioni sul significato da annettere ad alimentazione e idratazione somministrate indipendentemente dalla volontà del malato.Ancora più forte é il contrasto sul diritto o meno di decidere sulla propria vita, intesa da una parte come dono non disponibile, dall'altra come bene o, comunque, possesso della persona.In questo contesto, rileva Stefano Rodotà nella sua prefazione, "Riccio dà una lezione di moralità professionale, che in primo luogo consiste nell'assumere fino in fondo le proprie responsabilità di fronte al vero protagonista della vicenda, la persona che chiede collaborazione per poter continuare a governare la propria vita in una condizione di libertà ormai preclusa dalla situazione del corpo".

Info: 3409661856 www.liberamenteprato.blogspot.com

DELARA


Inutile la mobilitazione delle associazioni internazionali per i diritti umani. Niente perdono, Delara giustiziata. La ragazza-pittrice condannata per un omicidio avvenuto quando aveva 17 anni è stata impiccata all'alba.

La condanna è stata eseguita: Delara Darabi, la pittrice di 23 anni condannata al patibolo per la complicità in un omicidio commesso nel 2003 quando lei aveva solo 17 anni, è stata giustiziata nella prigione di Rasht, in Iran. E' stata uccisa di mattina presto, di venerdì, giorno sacro per gli islamici. Senza che ne fosse data notizia al suo avvocato né alla sua famiglia, secondo quanto spiega Mohammad Mostafaei, un avvocato attivo nel campo dei diritti umani, citato dal sito di Iran Human Rights. E' stata impiccata nonostante un movimento di pressione internazionale che raccoglie attivisti per i diritti umani di varia provenienza avesse ottenuto un rinvio dell'impiccagione. Si era parlato di una dilazione di due mesi, rispetto alla data del 20 aprile nella quale era stata fissata inizialmente l'esecuzione. Invece il boia ha atteso solamente dieci giorni.
IL RINVIO - Il provvedimento di rinvio era stato certificato dal capo della magistratura di Teheran, l'ayatollah Mahmud Hashemi Shahrudi, che aveva parlato di una sospensione «per un breve periodo di tempo» per dare modo alla famiglia della vittima di riflettere sulla richiesta di perdono avanzata dai genitori di Delara. Shahrudi non aveva però annullato l’esecuzione, come richiesto invece dalle associazioni dei diritti umani e dagli attivisti iraniani. Iran Human Rights, Amnesty International e le altre associazioni che si erano battute per la sua salvezza - puntando soprattutto sulla minore età della ragazza all'epoca dei fatti - avevano parlato di possibili violazioni della legge internazionale. L'Iran ha ratificato la Convenzione Onu per i diritti dell'infanzia, che vieta la pena di morte per i minorenni. Ma di fatto ancora non ne segue le indicazioni: uno specifico progetto di legge per dare applicazione concreta a quanto previsto dalla Convenzione è stato redatto dalle autorità giudiziarie iraniane e trasformato in un progetto di legge che stabilisce pene più leggere per i minori. Ma il provvedimento è ancora fermo in parlamento.
«PREZZO DEL SANGUE» - La legge iraniana è basata su una interpretazione della Sharia e prevede che un condannato a morte per omicidio possa avere salva la vita se i familiari della vittima concedono il perdono. Di solito ciò avviene in cambio di un risarcimento in denaro. Questo però non è avvenuto. Già in passato i parenti della donna uccisa, una cugina del padre di Delara, che aveva 58 anni, avevano rifiutato questa opzione. Una decisione evidentemente confermata, nonostante i magistrati abbiano deciso di concedere loro qualche giorno in più di riflessione. Delara proviene da una famiglia benestante e i suoi genitori si erano offerti di pagare il cosiddetto «prezzo del sangue», l'indennizzo ai parenti della vittima, primo passo per arrivare a quel perdono formale che avrebbe permesso di fermare l'esecuzione. Ma la famiglia della donna uccisa non ne ha voluto sapere e di conseguenza la sentenza di morte non è stata modificata.
«ERRORI DEI GIUDICI» - L'avvocato di Delara, Abdolsamad Khoramshahi, dal quotidiano Etemad aveva fatto sapere di essere convinto che ci siano stati degli errori nella gestione del caso da parte dei giudici. Il legale avrebbe anche raccontato di come la donna sarebbe stata anche drogata dal suo compagno di allora. Delara si era infatti inizialmente addossata le responsabilità per quanto accaduto. Dopo il processo di primo grado,
aveva ritrattato la sua confessione e aveva raccontato una nuova verità. Aveva parlato di come, con il suo gesto, avesse cercato di coprire l'allora compagno, di due anni più vecchio di lei, autore materiale dell'omicidio. Ma non è riuscita a convincere i magistrati della sua innocenza e nel febbraio del 2007 la Corte suprema di Teheran, ritenendola comunque coinvolta attivamente nell'assassinio e non accettando l'idea che sia stata una semplice testimone, aveva confermato la sentenza.
«L'ONU INTERVENGA» - «L'esecuzione di Delara è stata possibile perché l'Iran continua a pensare di poter agire da sola e che le reazioni internazionali siano solo parole e non abbiano conseguenze - dice Mahmood Amiry-Moghaddam, portavoce di Iran Human Rights -. Delara è il simbolo di tutti i minorenni ed è ora che Teheran paghi le conseguenze per una violazione della convenzione sui diritti dell'infanzia che pure ha siglato. L'Onu deve fare in modo che quei principi trovino attuazione e non siano semplicemente un pezzo di carta». In Iran ci sono attualmente 150 minorenni in attesa di condanna a morte.
(corriere.it)

TRAVAGGHIU


Marcozero

di Filippo Facci

Il cabarettista del Travaglino, che ieri ha dimenticato di dire il nome del magistrato che gli ha scritto l’intervento, in questi giorni sta gridando alla censura perché i giornali non hanno scritto che lui ha vinto un premio giornalistico in Germania. Il dubbio che di certe notizie non freghi niente a nessuno, non solo nel suo caso, non pare offuscare le sue certezze di cancelleria.
Confondere l’opinione pubblica coi sottosviluppati che lo plaudono può indurre alla dissociazione mentale, ma il nostro Mortimer non ha da lamentarsi: gli stessi giornali, infatti, hanno pure omesso che nello stesso giorno Travaglio è stato ricondannato per diffamazione. Dopo la condanna che aveva già beccato nell’ottobre scorso (ormai ne ha diverse) si era lagnato perché i giornali ne avevano parlato troppo: ora almeno sarà contento. Lui comunque ha risolto così: nel suo blog, e nei suoi articoli, ha citato solo il premio e ha nascosto la condanna.
Detto questo, mette tristezza star qui a rinfacciarsi le sentenze. Inciampare nella diffamazione, per un giornalista, è normale: le penne migliori hanno sempre dei casellari giudiziari pasticciati. Ma cominciò proprio lui, anni fa, ad additare certi colleghi banalmente condannati: ora che gli tocca, e che grida «terribile» come un tangentista qualsiasi, non deve stupirsi se la sua categoria alterna una primaverile indifferenza al considerarlo un animoso coglione
. (giornale.it)

DIOSSINE


Cibi contaminati da diossine nella Piana Prato - Pistoia.

I Sindaci non emettono le necessarie ordinanze per vietare il consumo e la commercializzazione dei cibi contaminati, sostenendo che dovrebbero farlo le ASL .IL RISULTATO E' CHE NESSUNO FA NULLA. Questo nella civilissima ed emancipata Toscana, al SUD invece, il Sindaco di Maglie (provincia di Lecce) emette le necessarie ordinanza dal momento che è a conoscenza del superamento del livello di emissione dell'impianto. A Montale il superamento dei limiti di emissione c'è stato per almeno 65 giorni nel 2007. Anche allora non ci fu nessuna ordinanza sui cibi,Adesso dopo le analisi fatte sui cibi e dopo che su 6 campioni su 8 di carne di pollo sono stati rilevati livelli di diossina superiori ai limiti di legge, COSA ASPETTANO I SINDACI AD EMETTERE LE ORDINANZE DI DIVIETO DI CONSUMO E COMMERCIALIZZAZIONE ??????

Coordinamento dei comitati della Piana FI - PO - PT

Alla c.a. dei Sindaci di:
Agliana - Paolo Magnanensi
Montale – Piero Razzoli
Montemurlo – Ivano Menchetti
Pistoia - Renzo Berti
Quarrata – Sabrina Sergio Gori
e.pc. All’Assessore alla Sanità della Regione Toscana
Al Presidente della Commissione Sanità del Consiglio Regionale
Al Direttore Generale della ASL 3 Dott. Alessandro Scarafuggi
Al Direttore Generale della ASL 4 Dott. Bruno Cravedi
Al Dott. Pietro Gabbrielli
ALLA STAMPA CON PREGHIERA DI MASSIMA DIFFUSIONE


Egregi Signori Sindaci,
il Sindaco Magnanensi ci ha inviato una mail per farci conoscere le sue argomentazioni su alcune “perplessità” avanzate dalla Dott.ssa Patrizia Gentilini, circa l’efficienza energetica dell’inceneritore di Montale. Diamo volentieri una risposta estendola anche agli altri quattro Sindaci dei Comuni interessati dalla ricaduta dell’inceneritore di Montale.
In effetti è molto strano che il Sindaco Magnanensi, con tutti i problemi che sono emersi a partire dal famigerato sforamento del 2007 del “suo” inceneritore fino alla pubblicazione dei dati sulla contaminazione da diossine dei campioni animali prelevati dall’ASL, si preoccupi solo di contestare un dato, del tutto marginale, citato dalla dottoressa Gentilini nella lettera con cui trasmetteva ai componenti del Tavolo Istituzionale una corposa documentazione sui danni alla
salute provocati dalle emissioni degli inceneritori, anzichè leggersi e meditare i documenti trasmessigli. Il dato, che si riferiva alla scarsa efficienza energetica dell’inceneritore, era tratto, fra l’altro, da un documento (i cui autori sono niente meno che i Proff. Umberto Veronesi, Vito Foà, Michele Giugliano e Mario Grosso) quasi venerato come una Bibbia dai sostenitori dell’incenerimento e da questi sbandierato nelle più diverse occasioni per mettere a tacere i loro oppositori.
Non ci vogliamo soffermare sull’argomento dell’efficienza energetica, che francamente non ci appassiona, perchè siamo convinti che il sig. Magnanensi e con lui gli altri Sindaci, in particolare quelli che oltre a svolgere la temporanea carica di Sindaco sono anche medici (il Dott. Renzo Berti e la Dott.ssa Sabrina Sergio Gori), farebbero meglio ad occuparsi di ciò che più sta a cuore ai loro
cittadini, vale a dire la salute, della quale come Sindaci sono legalmente responsabili , e come medici deontologicamente obbligati a tutelare.
E’ infatti innegabile che, a prescindere dalla individuazione del colpevole, il ritrovamento di diossine negli alimenti, in particolare nei polli (i cibi più indagati), sia un problema assai grave che riguarda la salute pubblica.
E’ poi fuori di dubbio che, tra i polli alla diossina trovati a seguito delle analisi fatte dall’Istituto Zooprofilattico, uno dei campioni con il più alto tasso di contaminazione (superato solo dal pollo di Baciacavallo) è stato trovato proprio nel comune di Agliana: per la precisione con un valore di 26,2 ng/kg, ossia sei volte e mezzo rispetto al limite imposto dalla legge (che è di 4 ng/kg), ma
sforamenti sono stati trovati anche anche nel Comune di Pistoia (con un superamento del limite di oltre quattro volte), di Montale e di Montemurlo.
Ci sembrerebbe ovvio che i polli sacrificati per il campionamento, non possano essere gli unici contaminati da diossine e che quindi i veleni siano presenti anche in tanti altri animali utilizzati senza nessun vincolo per l’autoconsumo e per la commercializzazione. Il Sindaco Magnanensi ha pubblicamente dichiarato in una recente trasmissione televisiva (TVL 15 aprile) che era pronto a fare l’ordinanza di divieto di commercializzazione e consumo dei cibi contaminati, se solo l’ASL avesse dato l’indicazione di farla. La faccia, dunque, dal momento che i dati delle analisi effettuate sui campioni animali indicano inequivocabilmente UNA GRAVE
CONTAMINAZIONE da diossine: come Sindaco ne ha piena potestà, con o senza l’indicazione dell’ASL.
Invitiamo, Paolo Magnanensi e tutti gli altri Sindaci, di leggersi l’Ordinanza emessa dal Sindaco di Maglie (in provincia di Lecce) per tutelare la salute dei suoi cittadini con la quale:
- SOSPENDE l’attività dell’inceneritore di Maglie con la motivazione che “il superamento del valore di emissione accertato dall’ARPA Puglia e relativo alla concentrazione di diossine, espressa in termini di tossicità equivalente, pari a 0,8 ngTE/nmc, rispetto al valore limite di cui alle disposizioni di legge pari a 0,1 ngTE/nmc ... risulta gravemente pericoloso per la salute delle popolazioni vicine”
- ORDINA inoltre ai soggetti privati o titolari di attività di carattere agro-silvo-pastorale (imprenditori agro-alimentari) di non condurre al pascolo o coltivare alcunché e di non raccogliere i frutti delle relative coltivazioni, incluse erbe e verdure spontanee da destinare all’alimentazione umana o animale sui suoli ricompresi nell’aea di ricaduta Vogliamo ricordare che il superamento dei limiti di diossine dell’inceneritore di Montale fu di 0,64 ngTE/nmc, e si protrasse per ALMENO 68 giorni!!!
Ricordiamo anche che, a seguito di questi risultati, che portarono alla temporanea chiusura dell’inceneritore per un’ordinanza del Sindaco di Montale, emessa senza richiedere il parere all’ASL, i Comitati e le associazioni avevano chiesto l’emissione di una ordinanza che vietasse consumo e commercializzazione degli alimenti prodotti in zona di ricaduta dell’inceneritore. La risposta fu di TOTALE DERISIONE!.
Perchè non si vuole seguire l’esempio del Sindaco di Maglie?
Nell’area di ricaduta dell’inceneritore di Montale la contaminazione da diossine di animali allevati per l’alimentazione umana è stata DIMOSTRATA, che cosa si vuole ancora?
Cosa aspettano i Sindaci, la ASL e l’ARPAT ad emettere ALMENO l’ordinanza di divieto al consumo e alla commercializzazione dei cibi contaminati ? Ci vogliono i morti per strada per convincerli a muoversi?
Cosa dobbiamo fare per ottenere che anche nella nostra Regione (a prescindere dai colori politici sia garantito il RISPETTO DELLE LEGGI e soprattutto il DIRITTO ALLA SALUTE?
Montale, 30 Aprile 2009
Coordinamento dei Comitati della Piana FI - PO - PT ccsp-po-pt-@fastwebnet.it
Comitato contro l'inceneritore di Montale no.incenerit-montale@tele2.it

COMUNE DI MAGLIE
PROVINCIA DI LECCE
ORDINANZA . 42 DEL 24-03-09
Oggetto: ITERVENTI URGENTI PER EMERGENZA DIOSSINA.
IL SINDACO
VISTO il rapporto di prova di ARPA Puglia, DAP di Taranto prot. n. 1425 del 9.3.2009, trasmesso a questo Ente ed acquisito al protocollo comunale al n. 6515 del 16.3.2009 relativo all’analisi di un campione prelevato in data 30.1.2009 presso Copersalento spa dal quale, tuttavia, non si desumono conclusioni e considerazioni finali;
VISTO il provvedimento della Provincia di Lecce prot. n. 21356 del 13.3.2009, trasmesso a questo Ente a mezzo fax in pari data alle ore 16,57, avente ad oggetto “Divieto di prosecuzione dell’attività di recupero energia in regime di procedura semplificata” col quale si vieta alla Ditta Copersalento S.p.a., con sede in Maglie, con decorrenza immediata dalla data di notifica “la prosecuzione dell’attività di recupero energia in regime di procedura semplificata, giusta iscrizione n. 11 al
Registro Provinciale Utilizzatori Rifiuti, in considerazione del grave pericolo dovuto al superamento del valore di emissione accertato dall’ARPA Puglia e relativo alla concentrazione di diossine, espressa in termini di tossicità equivalente, pari a 0,8 ngTE/nmc, rispetto al valore limite di cui alle disposizioni di legge vigenti in materia di limite di emissione per gli impianti di
incenerimento e coincenerimento (D.M. 503/1997 e D.Lgs. 133/2005) pari a 0,1 ngTE/nmc)”.
PRESO atto che, come assunto in conto nelle motivazioni a sostegno del provvedimento di divieto alla prosecuzione dell’attività adottato dal Dirigente del Settore Territorio-Ambiente della Provincia di Lecce come dianzi indicato, “il superamento del valore delle diossine, 0,8 ngTE/nmc, rispetto al
limite di legge pari a 0,1 ngTE/nmc, come accertato dall’ARPA Puglia con il rapporto di prova del 9.3.2009 risulta gravemente pericoloso per la salute delle popolazioni vicine”;
VISTO che, come richiamato nelle motivazioni del provvedimento adottato dalla Provincia di Lecce “al fine di scongiurare il procrastinarsi di situazioni di pericolo venutesi a determinare con il predetto superamento è opportuno disporre, ai sensi dell’art. 214, comma 4, del D.Lgs. 152/2006, il
divieto di prosecuzione dell’attività con decorrenza immediata dalla data di notifica”;
VISTO che, conseguentemente alla comunicazione del superamento del valore delle diossine accertato da ARPA Puglia e alla rilevazione della Provincia di Lecce con riferimento alla pericolosità per le popolazioni interessate, questo Ente, preliminarmente all’adozione dei conseguenti provvedimenti del Sindaco a tutela della salute pubblica, ha avviato ai sensi degli artt. 7 e segg. della Legge n. 241/1990 e successive modificazioni il procedimento concernente l’ordine
alla Ditta Copersalento S.p.a. di immediata sospensione di ogni attività di recupero di energia in n. 42 del 24-03-2009 COMUNE DI MAGLIE
regime di procedura semplificata fino a quando non saranno rimosse le problematiche evidenziate dalla Provincia di Lecce e previo parere favorevole dell’Ente preposto;
VISTA la nota in data 16.3.2009 del Dirigente Settore 5° di P.M. di questo Ente, dr. Giovanni Margilio, con la quale si chiede, fra gli altri, alla competente ASL e ad ARPA Puglia di esprimere un parere in merito alla pericolosità per la salute pubblica della situazione in atto;
VISTA la nota del 19.3.2009, acquisita al prot. n. 7115 del 20/3/2009, con la quale la Ditta Copersalento comunica l’inizio delle procedure di avviamento dell’attività utilizzando il combustibile biomassa costituito da una miscela di legno vergine triturato e sansa di oliva disoleata,
giusti decreti M.I.C.A. del 25.5.1994 e del 12.12.1997;
CONSIDERATO che in corso di sopralluogo effettuato, a seguito della predetta comunicazione, presso l’impianto Copersalento S.p.A. in data 20.3.2009 dal dr. Giovanni Margilio, alla presenza di due Responsabili del Settore Ambiente della Provincia di Lecce, il Direttore della Ditta ha esibito una nota della Provincia di Lecce, prot. 22421 del 18.3.2009 (acquisita brevi manu dal dr. Margilio), con la quale il Dirigente del Servizio Rifiuti, scarichi, emissioni e politiche energetiche
della Provincia, confermando il divieto di prosecuzione dell’attività del 13.3.2009 prot. 21356 , ribadisce che lo stesso “non può che essere riferito all’esercizio dell’attività di coincenerimento (recupero energetico R-1) in regime di procedure semplificate”, precisando nel contempo che l’esclusione dalla disciplina dei rifiuti deve essere debitamente comprovata dal soggetto interessato
con una serie di evidenze oggettive che possano far rientrare il combustibile utilizzato nelle condizioni previste dalla legge;
PRESO ATTO che tale ultima circostanza risulta essere comprovata, dall’esibizione in corso di sopralluogo, effettuata dal Direttore della Ditta al Dr. Margilio, e relativa a documenti di trasporto delle consegne del 19/03/2009 e 20/03/2009 eseguite dai vettori o direttamente dalle ditte fornitrici
nonché di copie dei relativi contratti di fornitura merci.
PRESO atto che, conseguentemente, il divieto di proseguimento dell’attività disposto dalla Provincia di Lecce, con nota prot. 21356 del 13.3.2009 , riguarda la sola attività di coincenerimento rifiuti – recupero energetico R-1 in regime di procedura semplificata - e non già l’intera attività dell’impianto Copersalento, escludendosi quindi dal divieto di prosecuzione impartito l’attività in
regime di procedura semplificata con utilizzo di biomasse combustibili costituito da miscele di legno vergine triturato e sansa di oliva disoleata;
CONSIDERATO che in data 21/03/2009, da notizie di stampa, si è appreso che - a seguito di controlli veterinari della competente ASL in campioni di latte e carne ovina e bovina - è stata rilevata una concentrazione di diossina che supererebbe di oltre il doppio il limite di legge;
VISTA la nota di ARPA Puglia, inviata a questo Ente a mezzo fax in pari data alle ore 11,20, con la quale si comunica che in due campioni di carne bovina sono stati riscontrati superamenti dei valori di concentrazione di diossina ammessi dalla legge;
Che in pari data il Sindaco ha effettuato un incontro presso il Dipartimento Prevenzione della ASL, durante il quale è emerso che il superamento dei valori ammissibili riguardava anche campioni di latte ovino e che la situazione era ancora fluida e imprecisa a causa del continuo sopraggiungere di dati e rilievi ancora in corso di definizione nel loro esatto dimensionamento ed estensione;
CONSIDERATO che il Prefetto di Lecce, con nota in data 22/03/2009, ha invitato ARPA Puglia e la Provincia di Lecce a far conoscere se sussista o meno un concreto pericolo per la salute nonché, in relazione ad esso, quali interventi intendano porre in essere in relazione al problema, ciascuno per la parte di propria competenza;
n. 42 del 24-03-2009 COMUNE DI MAGLIE
CONSIDERATO che le notizie di stampa hanno comprensibilmente creato allarme nella cittadinanza, anche in considerazione della circostanza che dal 18.3. u.s. l’impianto Copersalento è in attività e funzionante, sia pur per processi produttivi non ricadenti nel divieto di prosecuzione dell’attività disposto dalla Provincia di Lecce in data 13.3.2009;
RILEVATO che sebbene le notizie apparse sui giornali sul superamento dei limiti di diossina non siano state poste in diretta correlazione con l’attività dell’impianto Copersalento, tuttavia - nelle more della risposta al parere richiesto alla ASL con la nota 16.3.2009 dianzi citata in merito alla
pericolosità per la salute pubblica della situazione in atto, risposta a tutt’oggi non pervenuta - si ritiene necessario intervenire, per motivi di sicurezza pubblica, al fine di arginare il panico sociale ingenerato dalle notizie pubblicate a mezzo stampa, allarme che potrebbe creare situazioni di rilevante criticità per la sicurezza e l’ordine pubblico;
Considerato che, nel corso di un incontro effettuato il 23/03/2009 presso la provincia di Lecce alla presenza di rappresentanti del medesimo Ente, nonché di ARPA Puglia e Servizio Prevenzione ASL, il Sindaco ha rappresentato la necessità di provvedimenti di tipo cautelativo nei confronti della Copersalento e nel contempo ha chiesto un parere in merito a tale atto ad ARPA ed ASL, pur
nella consapevolezza condivisa da tutti gli astanti che, ad oggi, non è ancora possibile identificare con certezza la fonte responsabile dell’emissione di quantità di diossina superiore ai limiti di legge;
Preso atto che nel medesimo incontro le Autorità preposte alla tutela della salute (ASL) e dell’ambiente (ARPA) hanno convenuto sull’opportunità di sospendere l’attività di Copersalento S.P.A.fino a quando la stessa azienda non dimostri di avere effettuato tutte le procedure di pulizia delle condotte e dei filtri e di adeguamento dell’impianto;
VISTO il D.Lgs. 18.8.2000, n. 267 e ritenuto adottare, in via cautelativa e per le motivazioni dianzi esposte, apposito provvedimento contingibile ed urgente;
Nelle more della espressa comunicazione dei soggetti ed attività inquinanti da parte di ARPA Puglia e Ufficio Prevenzione ASL, a salvaguardia della salute pubblica e per motivi di sicurezza pubblica
O R D I N A
1) Alla Ditta Copersalento S.P.A. , l’immediata sospensione di ogni attività, per le motivazioni in premessa richiamate, fino a quando non saranno effettuati tutti i più idonei interventi e procedure di di pulizia delle condotte e dei filtri nonché di adeguamento dell’impianto. L’attività potrà essere ripresa solo a seguito di apposito parere favorevole di ARPA Puglia.
2) Ad ogni soggetto titolare di attività industriale che produca emissioni in atmosfera e il cui impianto sia insediato nella zona industriale di Maglie di attenersi scrupolosamente alle norme che regolamentano e disciplinano le relative attività, di procedere a revisioni straordinarie e pulizia dei
relativi impianti dandone preventiva comunicazione a questo Comune, all’ARPA Puglia e ASL. Nei confronti dei medesimi soggetti, ove questi dovessero successivamente essere individuati dagli Organi competenti come soggetti responsabili di emissioni di diossina oltre i limiti di legge, la notifica della presente Ordinanza varrà anche come avvio del procedimento di sospensione
dell’attività ai sensi degli artt. 7 e segg. della Legge n. 241/1990 e successive modifiche ed integrazioni.
3) Ai soggetti privati o titolari di attività di carattere agro-silvo-pastorale (imprenditori agroalimentari) di non condurre al pascolo o coltivare alcunché e di non raccogliere i frutti delle relative coltivazioni, incluse erbe e verdure spontanee da destinare all’alimentazione umana o animale, su
suoli ricompresi nella perimetrazione della zona industriale, nonché di non commercializzare o comunque destinare tali prodotti, incluso il latte, al consumo umano o animale, anche privato, fino n. 42 del 24-03-2009 COMUNE DI MAGLIE
a quando non saranno forniti da parte della ASL e di ARPA Puglia dati certi in merito alla effettiva correlazione tra i superamenti di diossina rilevati e di cui è cenno in premessa e l’attività degli impianti ivi ubicati
4) Ad Arpa Puglia e ASL di Lecce di procedere con ogni immediatezza ai rilevi e valutazioni tecniche di rispettiva competenza al fine di individuare al più presto i soggetti responsabili dei superamenti dei valori di diossina , l’esatta e precisa estensione della perimetrazione territoriale interessata dal fenomeno nonché le misure ed interventi più idonei alla soluzione dell’emergenza in atto.
5) Ad ARPA Puglia di continuare il monitoraggio in corso estendendolo ad un territorio più vasto e di verificare il risultato che le procedure straordinarie di manutenzione, pulizia e adeguamento degli impianti da parte di Copersalento S.p.a. avranno prodotto in merito alle emissioni in atmosfera con particolare riferimento alle diossine.
Copia del presente provvedimento sarà notificata per l’esecuzione ai soggetti di cui al punto 1) della presente, agli esercenti l’attività agro-alimentare, affissa all’Albo Pretorio del Comune, pubblicata sul sito internet del Comune, trasmessa alla Provincia di Lecce, all’ARPA Puglia, agli Organi di Vigilanza per gli adempimenti di loro competenza nonché al sig. Prefetto di Lecce.
Gli agenti della forza pubblica sono incaricati al controllo del rispetto di quanto ordinato con la presente.
Maglie, 24.3.2009
IL SINDACO
(dr. Antonio Fitto)

giovedì 30 aprile 2009

EUROPA


PE, CONVEGNO "QUALE EUROPA" CON EMMA BONINO E DEPUTATI RADICALI


Oggi, 30 aprile, dalle ore 11 fino alle 14 del 2 maggio, al Parlamento europeo, nella sala Phs 4B001, si svolgeranno i lavori della conferenza organizzata dal Partito radicale nonviolento, transnazionale e transpartito, sul tema: "Quale Europa? Quali alternative politiche ed istituzionali al degrado dell'Unione europea in antistorica ed esclusiva Europa delle Nazioni?". I lavori saranno aperti da Jo Leinen, presidente della commissione Costituzionale del Parlamento europeo, seguiti dalla relazione generale introduttiva di Emma Bonino, vicepresidente del Senato della Repubblica italiana.Seguiranno interventi dei deputati europei radicali, Marco Pannella e Marco Cappato, Andrew Duff, membro del Parlamento europeo e rappresentante del Pe alla Convenzione sul Futuro dell'Europa e alla Conferenza intergovernativa del 2007, nonché presidente dell'Intergruppo federalista del Parlamento europeo, Jorgo Chatzimarkakis, membro del Parlamento europeo, gruppo dell'Alleanza dei Liberali e Democratici europei

Testamento biologico: un diritto che non deve essere soffocato

L’articolo 32 della Costituzione stabilisce che “nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge” e che “la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. Parimenti, l’art 13 della Costituzione afferma che “ la libertà personale è inviolabile”, rafforzando il riconoscimento alla libertà ed indipendenza dell’individuo nelle scelte personali che lo riguardano.
Questo principio-guida è stato costantemente ribadito nelle sentenze sull’argomento, oltre che nella valutazione dei più illustri scienziati che hanno studiato il tema delle scelte di fine vita.
In merito a tali principi costituzionali, tutte le altre considerazioni, argomentazioni interpretazioni possono enfatizzarne la sostanza, senza cambiarla o addirittura dar vita a letture improprie rispetto ai principi medesimi.
Purtroppo un diritto come questo che viene attuato per chi ha ancora la forza di avvalersene, sembra che possa o addirittura debba essere rifiutato a chi non ha più la forza di esprimere la sua volontà, anche se la ha manifestata precedentemente.
Ultimamente davanti a questo pericolo si sono attivate associazioni e liberi cittadini che intendono far valere i loro diritti alla scelta dei trattamenti, nei propri riguardi, anche quando si troveranno nell’impossibilità di comunicarlo direttamente.
Associazioni come LIBERI DI DECIDERE, LIBERAUSCITA sono nate per aiutare il cittadino ad intraprendere una via per farsi riconoscere il diritto alla scelta del trattamento sanitario, espressa in un testamento biologico, regolarmente firmato e possibilmente validato alla presenza di un notaio.
A Firenze ormai da tempo due notai si sono offerti per accogliere questi testamenti biologici al prezzo simbolico di 1 euro.
Siamo certi che anche a Prato possa essere attivato qualcosa di simile: Invitiamo i notai Pratesi che fossero disponibili a dare questo servizio a manifestare pubblicamente la loro disponibilità.


Associazione LiberaUscita

Associazione Radicale Liber@MentePrato

SEDUZIONE


La favola del grande seduttore

• da Il Manifesto del 30 aprile 2009, pag. 1

di Ida Dominijanni

Può darsi che per essere credibile Veronica Lario dovrebbe accompagnare le sue periodiche scenate al marito a mezzo stampa con una bella separazione coniugale, onde evitare che anch`esse vadano alla fine a vantaggio di quel «divertimento dell`imperatore» che lei stessa denuncia. Però nei patti matrimoniali c`è un margine di insondabilità in cui non si può entrare, anche quand`è evidente che ci sono di mezzo calcoli che riguardano il patrimonio, come in questo caso, o il potere, come nel caso, peraltro imparagonabile sul versante maschile, di Hillary Clinton anni fa. Fatto sta che due voci femminili non del campo avverso ma del suo prima quella di Sofia Ventura sul magazine di «Fare futuro», poi, di conseguenza, quella di Veronica - hanno rotto l`incantesimo dell`onnipotente seduttività di Silvio Berlusconi nei confronti del gentil sesso, e giusto all`apice della sua popolarità guadagnata, anche sulla scena tragica del terremoto, corteggiando le donne dai tre ai novanta anni, ora nominando una segretaria-bambina sul campo ora distribuendo dentiere e tailleur. E’ una lesione non irrilevante nella corazza narcisistica del Cavaliere, come dimostra la sua reazione rabbiosa, e può diventare una lesione non irrilevante nella sicumera delle sue armate, come dimostra la reazione incarognita dei suoi sodali nel sito del Pdl. Ad alcuni osservatori - soprattutto stranieri, evidentemente meno impigliati nello stesso immaginario sessuale schiettamente italico del premier - non sfugge già da tempo l`importanza cruciale, niente affatto accessoria, che la sfera della sessualità e del rapporto fra i sessi ha avuto nella costruzione del consenso di Silvio Berlusconi. Una materia in cui è bene tenere freddo il linguaggio e basso il colore, mentre guardate quale nobile gara ad alzare i toni si scatena anche stavolta sulla stampa nazionale, di parte e indipendente (esempi: Libero e La Stampa di ieri), come se il problema fosse quello di mostrarsi più realisti del re, più disincantati del re, più amici delle veline e meno amici delle femministe del re. Una fiera della finezza che copre l`osso del problema e la pelle delle complicità. Dagli anni 80 in poi, prima con le tv poi con la videopolitica, prima da tycoon poi da premier, Silvio Berlusconi ha accumulato buona parte della sua popolarità lucrando sulla crescita di protagonismo femminile, cambiandone il segno, e riabilitando un immaginario sessuale maschile destabilizzato dal femminismo e dal cambiamento del rapporto fra i sessi. Non si capisce granché riducendo tutto questo alla macchietta volgarotta ma innocua e familiare dello sciupafemmine, né a un referendum pro o contro le veline: l`operazione è stata più complessa anche se probabilmente, come sempre in Berlusconi, del tutto istintiva. Si è trattato in primo luogo di omaggiare una certa idea del femminile femminilizzando se stesso, con la cura ossessiva della propria immagine, con l`uso sbandierato della chirurgia plastica, con un`empatia populista più da Evita che da Peròn. In secondo luogo, di ridurre la libertà guadagnata dalle donne nei decenni precedenti a libertà di mostrarsi in tv e di offrirsi come gadget al circuito del potere, coerentemente con la più vasta manovra di riduzione della libertà politica a libertà di mercato che è il segno di tutto il suo regno. In terzo luogo, di rassicurare l`immaginario maschile, degli amici e dei nemici, propinando ogni giorno la favola del gran conquistatore, una favola a cui è tanto più gratificante credere inconsciamente quanto più la si riconosce scaduta consciamente. E che peraltro si smentisce da sola: basta ricordarselo al G20 di Londra, mentre rincorreva affannosamente la scia della seduttività politica di Obama, solo e senza nessuna Michelle e nessuna Carla al fianco malgrado i collier portati in dono alle diciottenni e le promozioni femminili elargite nel Palazzo. Il fatto è che anche in questa modalità la strategia del consenso berlusconiana non ha incontrato né grandi ostacoli né grandi alternative. Una simile «valorizzazione» delle donne ha la strada spianata, se dall`altra parte non ce n`è nessuna o c`è solo la ritornante querelle, tutta di ceto politico, sulle quote. E una simile riscrittura del maschile ha anch`essa la strada spianata, se dall`altra parte non si mette neppure a fuoco il problema. Così tocca ritrovarsi a discutere se una donna può essere corpo e cervello o solo corpo o solo cervello, se sia più maschilista mandare le veline a Strasburgo o lasciarle dove stanno, più femminista tutelarle o giudicarle, più democratico avere una classe dirigente impresentabile solo maschile o mista; o se tanto vale eleggere direttamente premier Emanuele Filiberto. Dilemmi all`altezza giusta, in tempi di basso impero.

VITA


In piena corsa la lobby pro-eutanasia

• da E' Vita (Avvenire) del 30 aprile 2009, pag. 1

di Lorenzo Schoepflin

Se qualcuno pensa che, con la morte di Eluana, la macchina della propaganda su autodeterminazione, testamento biologico ed eutanasia si sia fermata, si sbaglia. Al contrario, l`attività di coloro che più o meno direttamente hanno sostenuto la battaglia di Beppino Englaro continua freneticamente. Tra i protagonisti delle varie iniziative disseminate su tutto il territorio italiano, spiccano i nomi legati alla Consulta di bioetica, l`associazione che dal 1995 è stata al fianco del padre di Eluana, e numerosi rappresentanti dei Radicali e dell`Associazione radicale Luca Coscioni. Molto significativo il convegno tenutosi a Lecce, il 24 aprile, al quale hanno partecipato tra gli altri Beppino Englaro, Mario Riccio, l`anestesista che si occupò del caso Welby, e Maurizio Mori, presidente della Consulta. Quest`ultimo ha parlato chiaramente di quale sia il progetto ad ampio respiro dell`associazione da lui presieduta: la proposta di «valori morali nuovi per la società italiana»: «Noi riteniamo che sia stato morale ed etico sospendere l`alimentazione e l`idratazione perché Eluana non avrebbe mai voluto continuare così», ha detto Mori dopo aver auspicato «l`accettazione del pluralismo etico» nel dibattito pubblico. Quali siano le idee che dovrebbero animare tale pluralismo (che però giudica aspramente ogni dissenso) lo si può capire dai riferimenti culturali della Consulta che lo stesso Mori ha citato, come ad esempio Peter Singer, autore del libro Ripensare la vita. La vecchia morale non serve più. Come pluralismo non c`è male. Radicali italiani e Associazione Luca Coscioni, come detto, non stanno con le mani in mano: il 23 aprile Marco Cappato, che per i Radicali è parlamentare europeo e della Coscioni è segretario, assieme a Marco Pannella ed Emma Bonino, ha partecipato alla consegna delle firme, raccolte durante due mesi di intensa campagna, per la presentazione al Comune di Roma della delibera popolare per l`istituzione di un registro dei testamenti biologici. Cappato ha parlato di una «lotta per il riconoscimento legale del diritto a decidere delle cure e quindi del testamento biologico». Emma Bonino ha invitato a usare «ogni giorno, ogni ora, ogni minuto perché cresca una consapevolezza che riesca a evitare una legge barbara», con riferimento al testo già discusso al Senato, per evitare di dover ricorrere a un referendum e affinché non si ripetano gli «orrori della legge 40». Chi ancora esita di fronte a un impegno culturale a difesa della vita prenda nota. n grande attivismo culturale sta caratterizzando anche Micromega, il bimestrale diretto da Paolo Flores d`Arcais, che il 21 febbraio scorso ha organizzato la manifestazione «Sì al testamento biologico. No alla tortura di Stato» a Roma. Il numero di aprile della rivista è dedicato a questo tema e ospita numerosi interventi. Tra essi, quelli di Beppino Englaro e di Carlo Alberto Defanti, il neurologo che ha seguito Eluana fino alla sua morte, già presidente della Consulta di bioetica. Un intreccio di nomi e associazioni che sta intensificando il proprio impegno per la promozione del testamento biologico e dell`eutanasia in Italia. Loro non stanno a guardare. E noi? La macchina della propaganda su autodeterminazione e testamento biologico va a tutta velocità: convegni, raccolte firme, dossier giornalistici... Tutto per diffondere l`idea "pluralista che «la vecchia morale non serve più»

CARAPAX


ANIMALI: CENTRO CARAPAX, 14. 000 TARTARUGHE A RISCHIO FAME

Sono gia' 1.700 le firme raccolte per salvare il Centro Carapax di Massa Marittima che, il 17 aprile scorso, e' stato posto sotto sequestro in esecuzione di un provvedimento del Tribunale di Grosseto. I gestori del centro di fama internazionale, che accoglie tartarughe e cicogne e cura progetti europei di educazione ambientale sono molto preoccupati e dichiarano sul sito www.carapax.it: "Non possiamo piu' far entrare visitatori o le scuole coinvolte nei nostri progetti: senza queste entrate non possiamo andare avanti". "La Regione Toscana - si legge ancora nell'appello su Internet - ci ha detto che possiamo rimanere a curare gli animali ma con quali soldi diamo da mangiare a 14.000 tartarughe e a cento cicogne? Non abbiamo mai ricevuto contributi pubblici e siamo autosufficienti solo grazie agli sponsor, agli ingressi dei visitatori e alle visite guidate organizzate". Da quando la struttura e' stata sequestrata nessuno puo' piu' accedere al centro Carapax se non gli operatori del centro stesso. La vertenza sul Carapax tra i gestori e la Regione Toscana va avanti da anni. Una nota della giunta regionale riassume la questione: "Regione e Comunita' Montana intendono tutelare gli animali ospiti della struttura compresi gli animali rari e pericolosi. Essi non riceveranno alcun disagio e non saranno loro a doversi allontanare dopo il provvedimento giudiziario bensi' i responsabili del centro stesso". Il contenzioso legale ha visto per anni su fronti opposti la fondazione belga che finora ha gestito il Carapax e gli enti locali, in particolare la Comunita' Montana che torna a gestire il centro, a causa di una serie di inadempienze. Alla fine e' scattato il provvedimento di sequesto dei terreni e degli immobili di questo importante centro naturalistico specializzato nell'accoglienza delle tartarughe. (agi.it)

YASHA


La tv "oscura" i Radicali, ma non è il caso di indossare la stella gialla

da Tempi del 30 aprile 2009, pag. 25

di Yasha Reibman

L’ipotesi avanzata da Marco Pannella sta facendo discutere i radicali e personalmente non mi convince. I candidati radicali si potrebbero presentare con la stella gialla in campagna elettorale. Il simbolo evoca ovviamente la discriminazione antiebraica medievale, ma oramai rappresenta la persecuzione antisemita nazista e fascista. Pannella vuol segnalare come il movimento radicale e le sue idee stiano scomparendo dal dibattito, ostracizzati dai mezzi di informazione. I dati su radio e televisioni dimostrano questa assenza: i leader radicali non possono essere ascoltati dai cittadini. A Radio Radicale, Gianfranco Spadaccia ha ricordato che le democrazie non sono conquistate una volta per tutte, ma che il rischio di derive autoritarie è sempre presente. L’utilizzo della stella gialla tuttavia non comunicherà tutto questo, ma potrà creare solo rifiuto o confusione. Vi è infatti una evidente sproporzione tra le persecuzioni razziali e la discriminazione di cui sono vittime i cittadini che non possono conoscere le proposte radicali. Tanto più che il regime fascista (che nella lettura di Pannella si è riciclato nel regime partitocratico) non è certo riassumibile nelle leggi razziali del 1938 e sarebbe un errore contribuire a promuovere tale lettura della storia del nostro paese. Per questo indicare nella stella gialla il simbolo del regime non aiuterebbe gli italiani a riconoscersi nella proposta radicale. È un errore anche pensare che l`interesse suscitato dalla stella gialla tra ebrei e radicali sia la spia di un più vasto interesse che l`iniziativa sarebbe in grado di incontrare nel paese. In nome dell`antica amicizia che Pannella ha mostrato verso ebrei e Israele nessuno si offenderà, ma la stella gialla non aiuterà gli elettori a capire quello di cui parlano i radicali. Meglio sarebbe ascoltare l`idea giunta dall`Unione dei Giovani ebrei italiani e adottare come simbolo alle elezioni europee la bandiera europea con al centro la stella di Davide, una proposta (politica) e non una protesta.
(notizie radicali, 910)

WELBY


Associazione Radicale Liber@MentePrato
Associazione Libera Uscita, Roma

CAFFE’ DELLE LOGGE
Piazza del Comune
PRATO
Sabato 16 maggio, h. 17,30
presentazione del libro

STORIA DI UNA MORTE OPPORTUNA
Il diario del medico che ha fatto la volontà di Welby
di Gianna Milano e Mario Riccioprefazione di Stefano Rodotà
(Sironi Editore, Milano 2008)

Introduce e modera: Roberto David Papini, giornalista de La Nazione, Prato

Interventi

Mina Welby
associazione Luca Coscioni

Mario Riccio
anestesista rianimatore, Ospedale Civile, Cremona

Gianna Milano
giornalista scientifica del settimanale Panorama
Francesco De Ninno
Medico anestesista
Giacomo Grassi
Filosofo


presiedono:
Meri Negrelli
vicepresidente dell'associazione Libera Uscita
Vittorio Giugni
Segretario associazione radicale
Liber@MentePrato


Sarà presente il Notaio Luigi Aricò per la raccolta dei biotestamenti


Il libro di Mario Riccio ripropone nella sua drammatica attualità il tema-problema del diritto a morire e, ad esso associato, quello del testamento biologico. Teoricamente, il consenso per quest'ultimo é unanime; in realtà esiste una netta divergenza di opinioni sul significato da annettere ad alimentazione e idratazione somministrate indipendentemente dalla volontà del malato.Ancora più forte é il contrasto sul diritto o meno di decidere sulla propria vita, intesa da una parte come dono non disponibile, dall'altra come bene o, comunque, possesso della persona.In questo contesto, rileva Stefano Rodotà nella sua prefazione, "Riccio dà una lezione di moralità professionale, che in primo luogo consiste nell'assumere fino in fondo le proprie responsabilità di fronte al vero protagonista della vicenda, la persona che chiede collaborazione per poter continuare a governare la propria vita in una condizione di libertà ormai preclusa dalla situazione del corpo".

Info: 3409661856 www.liberamenteprato.blogspot.com

POLITKOVSKAJA


Dalla Politkovskaja allo Schindler arabo I cinque «eroi» tra i Giusti di Milano. Sei alberi in ricordo dei 440 italiani che salvarono gli ebrei

Quella che verrà celebrata il 5 maggio a Milano, e che si ripeterà ogni anno, è una giornata che rende onore non soltanto alla città, ma ai veri cultori della memoria. Sei alberi saranno piantati sul Monte Stella, accanto al cippo per ricordare i 440 Giusti italiani che salvarono gli ebrei, strappandoli alla deportazione nei lager nazisti. Un albero sarà dedicato a loro. Gli altri cinque porteranno i nomi di eroi di altrettanti Paesi, che abiurando vigliaccherie e convenienze non hanno ceduto al silenzio, salvando così migliaia di vite e restituendo dignità all'essere umano. Ci ricorderanno ogni giorno che nella vita si può sempre dire un sì o un no.
Prende forma il prezioso messaggio di Moshe Bejski, ideatore del giardino dei Giusti di Gerusalemme, il quale sosteneva con rocciosa convinzione che occorresse allargare il riconoscimento di giusto all'«élite dell'intera umanità». Non sono pochi i Paesi che hanno imparato e apprezzato la lezione, dedicando spazi pubblici al ricordo dei loro eroi. A Milano, grazie al Comune e alle comunità ebraiche, ma soprattutto grazie all'appassionato impegno dello storico Gabriele Nissim, presidente del Comitato per la Foresta dei Giusti, l'obiettivo è stato raggiunto. Si lasceranno cullare dal vento gli alberi che portano il nome di Anna Politkovskaja, giornalista che ha pagato con la vita il coraggio di denunciare le brutalità commesse dai russi in Cecenia; di Hrant Dink, il giornalista armeno che — come dice Nissim — «è stato ucciso per aver lottato contro l'assassinio della memoria e il negazionismo turco»; di Dusko Kondor, professore di filosofia, che è stato ammazzato per aver testimoniato sulla strage, avvenuta sotto casa sua, di 26 musulmani trucidati dai serbi durante la guerra in Bosnia; del console italiano a Kigali Pierantonio Costa, che durante i massacri nel Rwanda salvò 2.000 persone, tra cui 375 bambini. E infine di Khaled Abdul Wahab, il tunisino che salvò decine di ebrei, nascondendoli in casa durante l'occupazione nazista del suo Paese.
Quest'ultimo è un caso davvero emblematico. Tra i Giusti di Gerusalemme si contano infatti numerosi musulmani che, in Europa, nascosero, protessero e strapparono alla morte centinaia di ebrei. Ma mai era stata analizzata la figura di un coraggioso arabo delle ex colonie francesi. Il dipartimento dei giusti dello Yad Vashem, come ha ricordato polemicamente l'ex direttore Mordecai Paldiel su Haaretz, non ha ancora deciso se onorarlo, in quanto non vi sarebbero le prove che Khaled mise in pericolo la propria vita. Tesi respinta dallo storico americano Robert Satloff, che nel suo libro «Storie perdute dell'Olocausto nei Paesi arabi», racconta la vita di quel tunisino trentaduenne, ricco e affascinante, che faceva da tramite tra la popolazione e gli occupanti nazisti, offrendo a questi ultimi-per ingraziarseli-pranzi, vino e divertimenti, ma impedendo che gli aguzzini colpissero gli ebrei. Ne nascose una trentina nella sua residenza di campagna fino all'arrivo dei britannici, che cacciarono i tedeschi dal Paese.
Certo, è curioso il denominatore comune di molti eroi, che salvarono gli ebrei dall'Olocausto. Khaled Abdul Wahab, come Oskar Schindler, come lo svedese Raoul Wallemberg, come il bulgaro Dimitar Peshev, erano amanti dei piaceri della vita. Fu questa, probabilmente, l'inconsapevole copertura che, tranquillizzando i nazisti, consentì di impedire lo sterminio di migliaia di persone. A Monte Stella, martedì prossimo, ci saranno la vedova di Hrant Dink, il console Costa, la figlia della Politkovskaja, i familiari di Kondor, ma anche una coraggiosa donna tunisina, Faiza, che non ha ceduto alla convenienza del silenzio su quanto fece suo padre per salvare gli ebrei, in un momento assai teso nelle relazioni fra gli arabi e Israele. Non soltanto Faiza vuol testimoniarlo con la sua presenza, ma sta girando un documentario per far conoscere Khaled a tutto il mondo. Splendido esempio di fede nella convivenza e nei suoi valori. Tanto di cappello.
(corriere.it)
Antonio Ferrari

DALAILAMA


LOMBARDIA, CREMONA CONFERISCE CITTADINANZA ONORARIA A DALAI LAMA DEL TIBET, PREMIO NOBEL PER LA PACE

Prima dell’inizio dei lavori del Consiglio Comunale, nella Sala dei Quadri di Palazzo Comunale, il sindaco Gian Carlo Corada, a nome della città di Cremona, ha conferito a Sua Santità Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama del Tibet e Premio Nobel per la Pace, la cittadinanza onoraria. A ricevere il prestigioso riconoscimento il Dalai Lama ha inviato il suo rappresentante ufficiale in Svizzera, Capo del Tibet Bureau di Ginevra, Tseten Samdup. La motivazione della cittadinanza onoraria - contenuta in una pergamena che il Sindaco consegnerà all'illustre ospite - è la seguente: «Quale riconoscimento per l’azione svolta in difesa della libertà e della pacifica convivenza tra i popoli e quale atto di solidarietà nei confronti del popolo tibetano». La cerimonia si è conclusa con l'audizione dello Stradivari 1715.Nella sua ultima seduta prima delle nuove elezioni amministrative, il Consiglio Comunale di Cremona assolve vosì all'impegno che aveva assunto il 10 novembre 2008 quando, a larghissima maggioranza, approvò il seguente ordine del giorno:
«Considerato la repressione messa in atto dal regime comunista cinese in Tibet, che è ancora in atto una feroce repressione da parte del governo cinese nei confronti del popolo tibetano, la grande mobilitazione mondiale di governi, comunità locali, istituzioni, singole personalità e semplici donne ed uomini a favore del Tibet, considerato che il Premio Nobel per la Pace Dalai Lamaha espressamente condannato il ‘genocidio culturale’ del popolo tibetano da parte della Repubblica Popolare Cinese e lo ha manifestato all’opinione pubblica mondiale e ai governi affinché si facciano carico della ‘questione’ Tibet, che non può essere relegata come affare interno; ha manifestato la propria disponibilità al dialogo con le autorità cinesi, purché cessino gli episodi di sopraffazione e violenza che hanno caratterizzato questi mesi. Proprio per questo il DalaiLama non ha voluto il boicottaggio delle Olimpiadi, che sono una manifestazione tanto attesa dagli atleti e dai popoli, ma ha invitato a ricercare tutte le iniziative possibili per unire e stringere rapporti di fratellanza tra le nazioni del mondo. Tutto ciò premesso, il Consiglio Comunale esprime la solidarietà nei confronti del popolo tibetano, condanna la feroce messa in atto in Tibet, riafferma il valore del rispetto dei diritti universali della persona umana, della difesa della libertà religiosa, della convivenza tra i popoli e del ripudio della guerra e della violenza nella risoluzione delle controversie tra i popoli e le nazioni, impegna il Sindaco e laGiunta a conferire al XIV Dalai Lama del Tibet, Tenzin Gyatzo, la cittadinanza onoraria di Cremona"
(unonotizie.it)

GONFIENTI







EREDITA' ETRUSCA






Si è svolto ieri pomeriggio presso il Comitato Elettorale di Via Muzzi l'incontro della rete ARCI per Gonfienti con i candidati a sindaco e presidente della Provincia Massimo Carlesi e Lamberto Gestri. Anche davanti ad alcuni giornalisti i due candidati si sono impegnati, ove eletti, a lavorare per mettere in sicurezza gli scavi già effettuati nell'area dell'Interporto ed a sostenere tutte le iniziative che diano il maggior risalto alla scoperta della città etrusca.

(IN)DIFFERENZIATA


AMBIENTE: FORSE UN BLUFF RACCOLTA DIFFERENZIATA GROSSETO

La raccolta differenziata a Grosseto sarebbe un bluff. E' quanto emergerebbe da una denuncia di due dipendenti del Coseca, che hanno filmato quanto accade nella discarica delle Strillaie, che si trova nella frazione di Marina di Grosseto. I video, trasmessi da una televisione locale, mostrano che i rifiuti differenziati, una volta in discarica, vengono di nuovo mischiati, vanificando il lavoro dei cittadini. Per questo l'ipotesi di reato su cui lavora il Noe (Nucleo ecologico ambientale) dei Carabinieri e' quella di truffa ai danni dei cittadini. I filmati sono stati acquisiti ieri dai militari del Noe e vanno ad aggiungersi ad un fascicolo aperto due mesi fa dal procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio. Per il momento - confermano gli investigatori - non ci sarebbero persone iscritte nel registro degli indagati. Se gli inquirenti dovessero trovare prove schiaccianti a rischiare sarebbero i vertici del Coseca. Attualmente l'obiettivo delle indagini e' capire se questo tipo di gestione dei rifiuti si sia limitata alla zona di Marina di Grosseto oppure si sia estesa anche ad altre parti del capoluogo. Sulla vicenda il Comune di Grosseto e' pronto a costituirsi parte civile, come annuncia l'assessore all'Ambiente, Giuseppe Monaci. "Ho sempre pensato che fosse una leggenda metropolitana quella della differenziata che finisce in discarica. Se fosse davvero cosi' come e' stato raccontato (e non lo do per scontato) sarebbe grave e noi saremmo parte lesa. Aspettiamo di vedere cosa ha da dire il Coseca". Sdegno e preoccupazione tra i cittadini, le associazioni ambientaliste (Wwf, Italia Nostra e Forum ambientalista) e i candidati alle elezioni amministrative di giugno: se infatti la Procura accertera' che si tratta di truffa la gente potrebbe decidere di smettere di fare la raccolta differenziata. Il consigliere regionale Alessandro Antichi, candidato alla Provincia di Grosseto per il Pdl, parla di "plateale presa in giro dei cittadini", mentre Leonardo Marras (Pd) chiede che sia fatta luce nel piu' breve tempo possibile su quanto avviene nella discarica delle Strillaie. Roberto Barocci, candidato invece per Rifondazione Comunista, ricorda che gia' in passato il suo partito aveva denunciato il modo in cui il Coseca fa la raccolta differenziata "quantificando costi superiori al dovuto e non premiando i cittadini virtuosi che differenziano in casa i rifiuti prodotti". (agi.it)

mercoledì 29 aprile 2009

PANNELLA



SATYAGRAHA


Satyagraha 2009. Aderisco

di Tino Vittorio

Il Professor Tino Vittorio, associato presso la facoltà di Scienze Politiche di Catania, autore, tra l’altro de “la mafia di carta” (Guaraldi, 1998), ha inviato alla segretaria di Radicali Italiani Antonella Casu e al Comitato Nazionale di Radicali Italiani la seguente lettera.
Da “Radio Radicale” apprendo della presentazione del documento “la peste italiana”, risultato dell’originale forma politica di proposta radicale quale è diventato in questi anni il Satyagraha insegnatoci da Marco Pannella come lotta per la verità che si incarna nei corpi di quanti vi partecipano.
Già ad una prima rapida scorsa dell’indice vi ritrovo tutto il significato e la portata dell’analisi politica radicale, qui raccolta con un inedito (almeno a me pare) grado di sistematicità. Sono sempre stato vicino ai temi radicali, ma vederseli riuniti insieme, trovarli tutti contemporaneamente presenti mi da la vertigine di chi pur già sapendo di trovarsi sull’orlo di un precipizio, si trovi a scoprirlo molto più profondo di quanto non volesse credere proprio perché si accorge che già da tempo si è scivolati e già da tempo si sta precipitando.
Da storico che ha attraversato la storia dell’ultimo mezzo secolo italiano avverto particolarmente vicina l’affermazione che strage di legalità porta strage di vite e sofferenza dei corpi. Per sovrappiù in Italia spesso anche chi si erge a difensore della legalità e del diritto cade in quegli “errori”, che oramai non mi sento più di considerare in buona fede, che hanno portato la sinistra ad abbracciare un’ideologia giustizialista ed a difendere principi quali l’obbligatorietà dell’azione penale e l’unitarietà delle carriere che sono la causa dello sfascio in cui è stata consapevolmente mantenuta l’amministrazione della giustizia.
Altro aspetto tragico della situazione italiana è la frammentarietà e la confusione in cui versano le forze che dovrebbero opporsi al dominio del regime. L’aggregarsi disordinato di forze che mirano prevalentemente a coltivare identità già defunte a beneficio di sparuti gruppi di dirigenti “storici”. Mai come oggi mi è evidente la distanza che passa tra il rigoroso e pragmatico metodo radicale e le vecchie liturgie partitocratiche vizio di cui neanche la sinistra ‘alternativa’, pur nello storico minoritarismo, è esente.
Per questo ritengo oggi fondamentale che quanti ancora aspirino ad un progresso morale e sociale si stringano attorno alla sola forza che negli anni ha dimostrato di perseguire con coerenza le idee liberali, liberiste, libertarie e socialiste. L’unica forza che oggi appare capace di contrastare credibilmente la deriva clericale della società italiana. Considero dunque l’adesione al progetto radicale una pre-condizione essenziale per guarire dalla storica, endemica Peste italiana.
Dichiaro il mio sostegno alle liste Bonino – Pannella ed invito al voto tutti coloro che ritengano come me che la cancellazione dei radicali dal parlamento europeo rappresenterebbe una iattura per l’Italia e per l’Europa.
Colgo l’occasione per comunicare la mia iscrizione a Radicali Italiani.
(notizie radicali, 909)

BIOTESTAMENTO


CALENZANO


La Giunta del Comune di Calenzano, primo comune in Toscana, ha deciso di dare la possibilità ai propri cittadini di depositare il proprio testamento biologico presso gli uffici comunali.

Dal 1 giugno, dunque i calenzanesi avranno l'ottima possibilità di recarsi all'ufficio anagrafe e chiedere di iscrivere nell'apposito registro pubblico il loro biotestamento. Bene!

CENNI


PENSIONATI DEMOCRATICI


Si ingrossa ancora di più la coalizione che appoggerà alle elezioni del 6 e 7 giugno il candidato civico Roberto Cenni. La Lista dei Pensionati Democratici, infatti, ha deciso di aggiungersi ai partiti ed alle liste che porteranno i loro consensi all'imprenditore pratese. Sono dunque 10 le forze politiche che si sono schierate affinchè anche a Prato, dopo oltre sessant'anni di dominio della sinistra comunista e postcomunista, si apra una fase di cambiamento e di alternativa.
L'arrivo dei pensionati in appoggio a Cenni potrebbe essere propedeutico a mandare in "pensione" la nomenklatura che, dal 1946, governo la nostra città. Amen.

BIOTESTAMENTO


Testamento biologico, meglio una "soft law"

• da Secolo d'Italia del 29 aprile 2009, pag. 6

Il disegno di legge sul testamento biologico potrebbe cambiare alla Camera. A sostenerlo è il presidente della commissione Giustizia di Montecitorio, Giulia Bongiorno, in un`intervista all`Unità — L`avvocato-deputato promette battaglia insieme a Gianfranco Fini: «Nei casi in cui il legislatore si deve occupare del rapporto del singolo con se stesso, si deve distinguere tra reato e peccato. E lo dico da credente. Non mi va che chi tiene i due piani distinti venga etichettato come un ateo che combatte la Chiesa». Sullo stesso tema ieri Renato Brunetta, dai microfoni di Radio Radicale, avanza l`idea di "soft law", ovvero una legge che fissa un quadro generale di principi. Sulla vicenda di Eluana Englaro, «sono intervenuto in Consiglio dei ministri - precisa il ministro - per esprimere un dubbio personale e su questo ho apprezzato alcune parole di Marco Pannella sulla moratoria, perché sembrava essere una corsa a chi faceva prima». Il ministro ha anche raccontato la sua esperienza personale con il padre, «in una condizione terminale, con il medico che ti chiede "che facciamo?" Sinceramente non sapevo cosa rispondere. Una sera, mentre gli davo l`omogeneizzato, lui si è messo a cantare. Io ho cantato con lui. Era il nostro modo di parlarci. Da quel momento ho detto: facciamo tutto il possibile. Le leggi devono dare il quadro complessivo - conclude - non possono fare regolazioni di grana fine». Sulla fecondazione assistita, invece, Brunetta ricorda di aver firmato un editoriale per annunciare che avrebbe votato quattro sì. «Sulle coppie di fatto ho scritto un testo con l`acronimo Didore con l`obiettivo di distinguere tra la famiglia costituzionalmente definita e le altre forme di convivenza, a prescindere dal sesso, perché non voglio che lo Stato guardi sotto le lenzuola. È un bene meritevole di tutela».

TIBET


Tibet, Emma Bonino ha ricevuto la Vice Presidente del Parlamento tibetano in esilio

• Dichiarazione di Emma Bonino, vice presidente del Senato

Il Vice Presidente del Senato, Emma Bonino, ha ricevuto questo pomeriggio a Palazzo Madama la Vice Presidente del Parlamento tibetano in esilio, Dolma Gyari. Nel corso dell'incontro - al quale hanno anche partecipato Lucio Malan, senatore del Pdl, Matteo Mecacci, deputato radicale del gruppo Pd e presidente dell'intergruppo parlamentare per il Tibet, e Bruno Mellano, presidente di Radicali Italiani - è stata presa in esame la situazione dei diritti umani in Tibet, in particolare dopo le condanne a morte comminate a seguito delle manifestazioni del marzo 2008 a Lhasa e in altre aree tibetane. Secondo i profughi tibetani almeno 200 persone sono state uccise durante le proteste popolari dell'anno scorso. I due Vice Presidenti hanno anche convenuto sulla necessità di riavviare quanto prima il dialogo con le autorità cinesi per trovare soluzioni che vadano nella direzione, non dell'indipendenza, ma dell'autonomia del Tibet all'interno della Cina. A questo fine, la Signora Gyari ha auspicato che il governo italiano prema sulle autorità cinesi, al pari di altri paesi europei, affinché sia consentito l'acceso al Tibet di organismi internazionali e Ong per verificare sul terreno la situazione in materia di diritti umani.
(radicali.it)

martedì 28 aprile 2009

RADICALI


Le liste Bonino-Pannella per la “Patria europea”: liste di militanti e “resistenti” per la liberazione dal sessantennio partitocratico

Le liste Bonino-Pannella, in corso di presentazione in tutte e cinque le circoscrizioni elettorali europee, saranno composte da esponenti e militanti radicali impegnati nell’azione nonviolenta di resistenza e satyagraha per la democrazia e la legalità, per la “Patria europea” come alternativa al degrado dell’”Europa delle patrie”, per la riforma “americana” federalista, laica e liberale in Italia e in Europa.
Gli spazi di una campagna elettorale che già sin d’ora può definirsi del tutto illegale (dopo 12 mesi di sospensione delle tribune elettorali e degli obblighi costituzionali disattesi dalla Commissione di Vigilanza) saranno utilizzati per informare su quella “peste italiana” dell’antidemocrazia che rischia di estendersi all’Europa, per lanciare un allarme, anche con il simbolo della “stella gialla”, sulla strage di legalità in atto e per sventare in futuro quelle stragi di persone e popoli che sempre il potere al di sopra della legge ha prodotto nella storia. Con la presentazione della Lista Bonino-Pannella i Radicali rilanciano la necessità di realizzare finalmente la liberazione dal sessantennio partitocratico, proprio come accadde con il ventennio fascista.

Le liste sono guidate a livello nazionale da Emma Bonino, Marco Pannella, l’urbanista Aldo Loris Rossi, Marco Cappato, e Mina Schett Welby.
Nelle teste di lista circoscrizionali sono candidati i dirigenti dei soggetti costituenti il Partito Radicale, a partire dalla Segretaria di Radicali italiani Antonella Casu capolista nelle Isole.
Sono candidati i radicali ai quali il Pd aveva posto il veto alle elezioni politiche: oltre a Pannella, anche il Segretario di Nessuno Tocchi Caino Sergio D’Elia a Sud e Silvio Viale a Nordovest. Sempre a Nordovest, i Co-presidenti dell’associazione Coscioni Gilberto Corbellini e Maria Antonietta Farina Coscioni, il Tesoriere e il Presidente di Radicali italiani Michele De Lucia e Bruno Mellano.
Per la circoscrizione Centro, la Deputata radicale del gruppo Pd Rita Bernardini, il Direttore di Notizie Radicali Valter Vecellio, il Segretario dell’Esperanto Radikala Associo Giorgio Pagano e il Segretario di Certi diritti Sergio Rovasio. La Presidente della “Federazione Internazionale Aborto e Contraccezione” e Consigliera dell’associazione Coscioni, Mirella Parachini, è candidata a Nordovest e al Centro.
Chiudono le Liste, in quella che già fu la posizione delle “candidature d’onore” della Rosa nel Pugno, i cinque ex-Segretari del Partito Radicale iscritti e militanti: Angiolo Bandinelli (Nordovest), Sergio Stanzani (Nordest), Gianfranco Spadaccia (Centro), Giuseppe Rippa (Sud), Roberto Cicciomessere (Isole).

Qui di seguito le liste Bonino-Pannella al completo circoscrizione per circoscrizione:

Candidati Lista Emma Bonino - Marco Pannella


Circoscrizione Nord Occidentale
1. BONINO Emma
2. PANNELLA Giacinto detto Marco
3. CAPPATO Marco
4. ROSSI Aldo Loris
5. SCHETT WELBY Wilhelmine detta Mina Welby
6. VIALE Silvio
7. FARINA COSCIONI Maria Antonietta
8. MELLANO Bruno
9. BIANCARDI Guido
10. CASIGLIANI Iolanda
11. CIANFANELLI Deborah
12. CORBELLINI Gilberto
13. DE LUCIA Michele
14. LITTA MODIGNANI Alessandro Giulio Edoardo Luigi
15. PARACHINI Mirella
16. PISANO Nathalie
17. RANA Michele
18. RAVELLI Sergio Pasquale
19. BANDINELLI Angiolo

Circoscrizione Nord Orientale
1. BONINO Emma
2. PANNELLA Giacinto detto Marco
3. CAPPATO Marco
4. ROSSI Aldo Loris
5. SCHETT WELBY Wilhelmine detta Mina Welby
6. BELTRAMINI Valter
7. BORTOLUZZI Michele
8. CAPONE Piero
9. FERRARO Raffaele
10. GAZZEA VESCE Gabriella
11. MISCHIATTI Monica
12. TREVISAN Donatella
13. STANZANI GHEDINI Sergio Augusto

Circoscrizione Italia Centrale
1. PANNELLA Giacinto detto Marco
2. BONINO Emma
3. CAPPATO Marco
4. ROSSI Aldo Loris
5. VECELLIO Valter
6. SCHETT WELBY Wilhelmine detta Mina Welby
7. PAGANO Giorgio
8. PARACHINI Mirella
9. PULLIA Francesco Maria
10. ROVASIO Sergio
11. SIMI Giulia
12. STADERINI Mario
13. BERNARDINI Rita
14. SPADACCIA Gianfranco

Circoscrizione Italia meridionale
1. ROSSI Aldo Loris
2. PANNELLA Giacinto detto Marco
3. BONINO Emma
4. CAPPATO Marco
5. D’ELIA Sergio
6. BOLOGNETTI Maurizio
7. SCHETT WELBY Wilhelmine detta Mina Welby
8. AUTORINO Anna Alba
9. CAPANO Michele
10. MANCUSO Roberto
11. MANIERI Valeria
12. MARCHESE Marco
13. MINGRONI Severino
14. MOSCA Antonio
15. PASSANNANTI Immacolata
16. TARANTA RENDI Maria Leonia
17. TRISCIUOGLIO Antonio
18. RIPPA Giuseppe

Circoscrizione Italia Insulare
1. PANNELLA Giacinto detto Marco
2. BONINO Emma
3. CASU Antonella
4. ROSSI Aldo Loris
5. PUGGIONI Maria Isabella
6. CICCARELLI Gianmarco
7. CORLEO Donatella
8. CICCIOMESSERE Roberto

IDV


Di Pietro: "Farò io il grande partito che sostituirà i Democratici"


di Luca Telese

La notizia è di quelle che all’inizio lasciano stupiti. Ma che impongono a tutti, alleati e concorrenti, di verificare i piani e correggere le rotte. Antonio Di Pietro ha già scelto: «Dopo le Europee, soprattutto se vanno come spero... lancerò un segnale forte: cancellerò il mio cognome dal simbolo dell’Italia dei valori». È notte fonda, la puntata di Exit è finita. Mi ritrovo a parlare con il leader del partito del gabbiano arcobaleno di una campagna elettorale che lo sta gratificando. Ha arruolato, con oculatezza, leader e intellettuali che vengono da sinistra: gente come Gianni Vattimo, il filosofo del pensiero debole, una vita nel Pci e poi tra Ds, Margherita e Pdci. O come Maurizio Zipponi, uno degli ultimi deputati-operai eletti, fino alla scorsa legislatura una bandiera di Rifondazione. Ha buttato in pista una pattuglia di donne: «Ragazze che nemmeno conoscevo». Ora, però sente che può permettersi una svolta. Una Svolta ardita.
Di Pietro, Veltroni e Berlusconi ce lo hanno aggiunto il loro nome, nei simboli, lei lo toglie?(sorride) «Appunto».
È forse impazzito?«Al contrario direi. Gli altri considerano un punto di arrivo mettere il proprio nome. Io invece penso che toglierlo sarebbe un buon segnale».
Un segnale di cosa?«Si può costruire una cosa più larga, più utile, che prescinda dall’identità di una sola persona, e che serve a rappresentare qualcosa di più importante».
E cioè?«Insomma, io ho fatto questo ragionamento. La prima volta che ho presentato la mia lista ho preso il 2%. Alle politiche ho preso il 4. Il sondaggi, anche quelli più sfavorevoli mi danno all’8... C’è un trend: ad ogni scadenza io raddoppio!».
E si lamenta?«Nooo! Sono contentissimo. Ma se l’Italia dei valori arriverà davvero a quelle cifre, anche il suo ciclo si sarà compiuto».
Se le cose stanno come lei dice, alla prossima tornata dovrebbe arrivare al 16%...«Invece no. Non credo che il mio partito, così com’è, possa crescere all’infinito. Quella soglia sono le colonne d’Ercole».
E quindi scioglie il partito?«Lo metto in gioco... Sacrifico qual che mi è più caro, per costruire qualcosa di più grande».
In che modo?«Vorrei che anche persone con una storia diversa dalla mia si potessero sentire a casa loro».
Lei si traveste da agnello, ma si prepara a fare il lupo...«Che significa? Che c’azzecca il lupo?».
Se il suo partito cambia nome e invita altre persone a farne parte, prova a spodestare il Pd dal suo ruolo egemone. «Ma il progetto di un grande Pd è già finito. E non certo perché Di Pietro mette o toglie il nome dal simbolo!».
Perché?«Perché se fanno quel po’ po’ di partito e poi prendono meno del 30%, vuol dire che sono sotto la soglia di tenuta».
E così lei ci piazza il suo restyling e li frega.«Veramente io voglio fare una cosa seria. Una costituente, vedremo. Serve un grande partito progressista che sostenga una proposta di governo credibile».
Per questo è andato a caccia di candidati in casa altrui, dal Pd a Rifondazione?
«Ma che scherziamo? Ho detto di no a tantissimi».
Adesso fa l’agnellino.«Quant’è vero iddìo... Soprattutto al sud, non mi faccia dire».
E perché?«Ho imparato dalle esperienze del passato. Voglio tenere il partito im-ma-co-la-to».
Faccia un esempio.«Mi arriva un politicone del sud un ex socialdemocratico... ».
Chi?«... il nome non importa, ne sono venuti cento, da me, in questi giorni, uh!».
Stava dicendo del politicone.«Arriva il politicone e ti fa: "Tonì mettimi in lista, che ti porto i miei voti"».
E lei incassa i voti.«Ma nemmeno per sogno. Perché quello, per ogni voto che ti porta, te ne fa perdere due».
Ma allora come ha scelto quelli da mettere in lista?«Lei non ci crederà, ma mi sono letto i curriculum. Così».
Mi permette? Non ci credo: tutti sono a caccia di quelli che hanno voti, a partire dal Pd.«E io no. E sa perché?».
Mi dica.«Ho studiato attentamente i dati di questi anni. E ho capito».
Cosa?«Siamo l’unico partito che, da un capo all’altro dell’Italia, ha le stesse percentuali».
E questo che significa?«Che è un voto d’opinione. Gente che vota questo progetto, non per Tizio o Caio».
E cosa c’entra con il rifiuto dei politiconi, come li chiama lei?«Metto in lista persone normali, evito voti inquinati, lascio che gli elettori decidano».
E se arriva all’8 per cento?«Do un altro scossone all’albero. E faccio io il grande partito che al Pd non è riuscito».
Adesso le sta a cuore?«Io per quello ero entrato nell’Asinello di Prodi! Non è colpa mia se loro hanno cambiato strada ma non vanno da nessuna parte».
(giornale.it)