sabato 9 maggio 2009

C.O.N.I.




All’indomani della candidatura di Massimo Taiti a presidente della Circoscrizione Centro per conto delle forze del centrodestra, l’Italia dei Valori di Prato chiede a Taiti di dimettersi da tutte le cariche ricoperte in seno sia al Coni provinciale, di cui è presidente, sia a quello regionale. “Nel fare i complimenti a Massimo Taiti per essere riuscito a compattare le forze del centrodestra per candidarlo a presidente della Circoscrizione Centro - dice Pasquale Petrella, in corsa per l’Idv in Comune - mi preme sottolineare che ora più che mai deve dimettersi dalle cariche che ha in seno al Coni Provinciale e Regionale. Forse non c’è incompatibilità legale fra essere presidente del Coni provinciale e candidato politico, ma c’è sicuramente una incompatibilità etica e morale, senza contare il grande conflitto di interessi in cui si sta trovando. Quella del presidente del Coni è una figura che ha bisogno di dare equilibrio ed equidistanza su ogni situazione, cose che assolutamente non può garantire Massimo Taiti. Dimissioni doverose peraltro per non mettere in imbarazzo chi, all’interno del Coni, vive invece l’incarico di presidente di Federazione con volontariato ed apoliticità e male concilia il fatto di rischiare di essere a sua volta etichettato come schierato politicamente solo perché deve rapportarsi ad un presidente che ha scelto di fare politica“.

CORTE


Fecondazione, Radicali: accolte integralmente le questioni da noi poste

• Dichiarazione Giandomenico CAIAZZA, avvocato dei ricorrenti, Radicale, Presidente della Camera Penale di Roma, e Marco CAPPATO, Deputato europeo, Capolista della Lista Bonino-Pannella

Le motivazioni della sentenza confermano pienamente la fondatezza e le ragioni dei ricorrenti, e di tutti coloro che da subito avevano denunziato la evidente irragionevolezza ed iniquità di una legge ispirata da principi e finalità ideologiche, senza rispetto alcuno per la logica, la libertà della scienza e la salute della donna.

La sentenza infatti, dopo avere ribadito che la tutela dell’embrione non è assoluta, ma invece temperata dalla esigenza di bilanciamento con “la tutela delle esigenze di gravidanza”, chiarisce che sia la previsione del limite dei tre embrioni fecondabili, sia l’obbligo di contemporaneità dell’impianto, violano innanzitutto la libertà del medico ed il suo diritto-dovere di adeguare i protocolli terapeutici alle peculiarità e diversità dei casi concreti che egli è chiamato a risolvere.

La Corte ribadisce con fermezza il principio per il quale la discrezionalità del legislatore non può spingersi al punto da fissare protocolli medici, pena il sacrificio – oltre che della funzione stessa del medico- della libertà di ricerca scientifica e di evoluzione della scienza medica.

Inoltre, la Corte ribadisce che il limite massimo dei tre embrioni e l’obbligo di contemporaneità dell’impianto producono effetti irrimediabilmente pregiudizievoli per la salute della donna, costituzionalmente tutelata, attesa la conseguente necessità di ripetizione delle pratiche di stimolazione e fecondazione embrionali.

La cancellazione dell’obbligo di contemporaneità dell’impianto, e la restituzione alla responsabilità ed alla valutazione del medico del numero degli ovuli da fecondare (sempre nel rispetto del principio di fecondabilità di un numero di embrioni mai superiore a quello “strettamente necessario”) e, tra questi, di quelli da impiantare, comporta come conseguenza – chiarisce la Corte- la deroga al principio di crioconservazione degli embrioni che il medico dovesse ritenere non necessario impiantare.

Risultano dunque accolte integralmente, senza riserve ed eccezioni, tutte le questioni poste a base dei ricorsi, e sostenute nella discussione avanti la Corte Costituzionale.

Ai Giudici della Consulta va dunque il riconoscimento per avere scritto una pagina importante per la libertà e la laicità del nostro Paese.

COMPLOTTO



Benedetto Della Vedova: assurdo accusare noi radicali di aver complottato


Secolo XIX del 8 maggio 2009, pag. 6


di Massimiliano Lenzi


«Ma quale complotto.... Si tratta di una dietrologia destituita di ogni fondamento. Nel senso che Sofia Ventura, la docente di scienze politiche autrice del pezzo sulle veline e sulle candidature femminili pubblicato dalla rivista della Fondazione Farefuturo di Gianfranco Fini, è vero che fa parte della redazione di Libertiamo, la rivista liberale da me fondata, ma nel pezzo che lei ha scritto per altri c`è la sua posizione su un tema ben preciso. E basta». A parlare in questa intervista al Secolo XIX è Benedetto Della Vedova, deputato del Popolo della libertà, liberale ed ex radicale che, ieri, qualcuno ha indicato come uno dei possibili politici di riferimento dell`area complottarda anti-Cavaliere, appunto in quanto radicale, che agiterebbe il Pdl. «Fare questo tipo di dietrologie complottarle - avverte Della Vedova - è ridicolo.
Sofia Ventura, nella sua qualità di politologa, ha scritto per Fare futuro il suo pezzo sulle donne. Scrive anche per Libertiamo, come le ho detto, ma questo che c`entra? La nostra è una rivista che si colloca pienamente nell`area del centrodestra».
Onorevole Della Vedova, secondo lei cosa può aver scatenato l`equivoco?
«Guardi, secondo me è una vera assurdità. Certo, noi di area radicale abbiamo le nostre posizioni dentro al centrodestra sul caso Englaro, sulla fecondazione e sulla biopolitica ma tutto ciò non c`entra nulla con il caso delle candidature e delle veline».
E sul can can mediatico nato intorno al divorzio Lario-Berlusconi che idea si è fatto?
«Sul fatto che una vicenda di questo tipo assuma un valore pubblico, beh questo è un fatto inevitabile nella vita politica di oggi, sia in Italia che negli altri Paesi. Il fatto poi che Berlusconi abbia deciso di rispondere pubblicamente, le dico che si tratta di una scelta di serietà verso i suoi elettori».
Ma il parlamentare Della Vedova che giudizio dà sull`intera vicenda?
«Per quanto riguarda la vicenda familiare, io credo che non dobbiamo essere noi politici a commentare».

RADICALI



Pd, Franceschini: voto decisivo addio al patto elettorale, Radicali da soli


• da Il Mattino del 8 maggio 2009, pag. 6

Prima il voto per le Europee e poi il congresso: nel Pd attraversato da ragionamenti intorno al dopo-Franceschini la puntualizzazione si rende necessaria. E sono in tanti ad avvertire l`esigenza di distinguere in maniera decisa i due momenti. Lo fa Massimo D`Alema, quando a chi gli chiede se sostenga ancora la candidatura di Pierluigi Bersani replica: «Ci sono le elezioni. Io tifo per il Pd. Il congresso ci sarà dopo». Lo ribadisce Enrico Letta, il cui nome ricorre tra i possibili aspiranti alla segreteria: «È prematuro parlare di una mia candidatura al prossimo congresso del Pd. Ho sempre detto che ora ci concentriamo sulla difficile e importante campagna elettorale. Dopo parleremo del futuro». Stessa musica con Giuseppe Fioroni: «Adesso pensiamo alle elezioni amministrative ed europee; poi gli iscritti, sulla base delle proposte, sceglieranno quali candidati dovranno andare alle primarie in base alla loro rappresentanza e al progetto». Dunque, un conto è l`appuntamento con le urne e un altro quello congressuale. Come ripete Bersani:non c`è nessun collegamento tra i risultati del Pd alle prossime Europee e il congresso del partito. E sottolinea che il Pd avrà la responsabilità «di organizzare il campo dell`alternativa a Berlusconi», evidenziando la necessità dell`impegno di tutti a favore di un buon risultato del partito alle prossime europee e amministrative dicendosi convinto che questo «sarà meglio di quanto si dice oggi». Non la pensa esattamente così il segretario Dario Franceschini, per il quale il risultato elettorale pone in gioco la validità del progetto, insieme alla tenuta della democrazia italiana:«La battaglia sarà dura, ma in ballo non c`è di mezzo solo il futuro del Pd, che pure è consapevole che solo dal consenso dei cittadini può avere conferma del suo progetto; di mezzo c`è la democrazia italiana. Se l`8 giugno l`Italia si sveglierà con uno squilibrio troppo forte tra il centrodestra e il centrosinistra, di cui il Pd è il perno, allora rischierebbe di trovarsi in mano ad un padrone assoluto. L`Italia ha bisogno di democrazia, e non di un padrone». Intanto D`Alema, pensando al futuro, sottolinea che il congresso del Pd non deve essere una conta, ma deve avere valore fondativo, «perché non abbiamo fatto un congresso, ma solo la festa delle Primarie. Un congresso deve fondarsi su migliaia di pagine scritte con fatica. Forse è una dimensione antica, ma è meglio essere conservatori coi libri che innovatori con le battute». Da registrare, a sancire la fine dell`accordo elettorale col Pd, la presentazione dei candidati alle Europee da parte dei radicali italiani, che hanno indossato una vistosa stella gialla sul petto per denunciare, richiamandosi al simbolo della persecuzione nazifascista degli ebrei, la «drammatica mancanza dello stato di diritto nel nostro Paese». Il simbolo radicale, giallo e blu, reca i nomi di Marco Pannella e Emma Bonino, il simbolo della pace e le stellette dell`Ue.

G

video

ADAMSPIA


A.A.A. Antonello Giacomelli cercasi, il soccorso rosso in aiuto ad Insieme per Prato ed il referendum securitario del PdL...

di Carlandrea Poli

A.A.A. Antonello Giacomelli cercasi.La sera del 15 febbraio in molti lo ricorderanno aggrappato al telefono con un capannello di amici fedelissimi in un angolo di piazza delle Carceri a valutare gli effetti positivi e quelli nefasti delle vittorie di Renzi a Firenze e di Carlesi a Prato nelle Primarie del PD per le candidature a sindaco, mentre d’intorno, ovvero di fronte alla sede elettorale i sostenitori di Massimo Carlesi festeggiavano l’insperato successo del loro candidato e l’asfaltatura dell’uomo della segreteria Paolino Abati.Da allora Antonello Giacomelli sembra sparito dalla sua città: gli impegni da parlamentare semplice del PD, uniti dalla Presidenza di Quarta Fase (l’associazione-corrente a sostegno di Franceschini) e, quindi, gli oneri organizzativi della nuova segreteria democrat hanno contribuito a tenerlo lontano dal territorio, ma da alcune settimane oramai circolano interpretazioni più smaliziate per bocca dei suoi tanti detrattori rimasti sul campo.Fatte salve le più oscure dietrologie su improbabili macchinazioni e fantasmagoriche operazioni, tipiche di un modo di interpretare la politica quando il potente di turno latita o è in trasferta, qualche esponente del comitato elettorale del PD ipotizza che "uno spirito luciferino" possa portare Giacomelli a "sperare in una sconfitta di Carlesi".Soccorso rosso per Insieme per Prato.Ieri sera ad uno dei due tavoli per la raccolta delle firme di liste micro di appoggio al centrosinistra all’entrata del Metastasio, che ha ospitato l’uscita di campagna elettorale con Carlesi, Gestri e la senatrice Finocchiaro, molti piddini semplici, incaricati, eletti si sono sacrificati sottoscrivendo la presentazione dei Repubblicani Europei o dell’insolita aggregazione Partito Liberale – Insieme per Prato. Al tavolo di questi ultimi è arrivata anche una firma eccellente, quella della ex assessora ed odierna presidentessa della Fondazione del Teatro Metastasio Gerardina Cardillo.Dov'è finito il referendum securitario del PdL?Vi ricordate la grande campagna invernale PdL – comitati di raccolta firme per la presentazione di due quesiti referendari securitari, pro-militari ed anti – degrado? Nonostante il generoso impegno nelle ultime fasi degli ex aennini Ponzuoli e Ganugi (che adesso si occupano del comitato elettorale di Cennincina) le sottoscrizioni si sono rivelate insufficienti, i referenda non si faranno e la buona, vecchia carta stampata ha visto bene di far scendere il più assordante dei silenzi sulla vicenda, dimostrando ancora una volta un interesse più a pisolare che a vigilare sulla politica. (pratoblog.it)

RIGENERATO




La situazione socio-economica del distretto pratese è stata al centro, stamani 8 maggio,di un incontro promosso dal candidato sindaco, Roberto Cenni, e i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil: il segretario generale della Cgil, Manuele Marigolli, il segretario generale della Cisl, Stefano Bellandi, il segetario generale della Uil, Anna Lisa Nocentini, il segretario della Filtea-Cgil, Massimiliano Brezzo e il segretario della Uilta, Angelo Colombo. L’incontro si è aperto con il positivo riscontro da parte di tutti sull’apertura, il 22 prossimo, del tavolo tecnico sul distretto di Prato al Ministero dell’Industria. In questa sede – questo è l’auspicio comune fra Cenni e i sindacati - si dovrà lavorare perchè le provvidenze e gli aiuti previsti a livello nazionale e della Regione Toscana trovino una specificazione e una finalizzazione in favore del distretto pratese provato profondamente dalla crisi finanziaria mondiale che si è aggiunta alla preesistente crisi del settore tessile. Dopo questo primo punto di incontro, Cenni e gli esponenti dei tre sindacati hanno convenuto sulle linee di evoluzione economica del distretto in relazione alle difficoltà organizzative presenti a Prato e, in questo ambito, il candidato sindaco ha illustrato la sua posizione sul “rigenerato”, insistendo sugli aspetti di piena ecompatibilità e di robusto impiego di manodopera. “Una doppia dote – ha fatto osservare, riscuotendo apprezzamenti fra i rappresentanti sindacali – in grado di dare ossigeno a tutta la filiera produttiva, a partire da quella in maggiore sofferenza. A Prato, in questo momento – ha sostenuto – nessuno può prescindere al momento dal tessile, pur non tralasciando la necessità di diversificare. Un disegno e un’operazione, tuttavia, che comportano necessariamente tempi non brevi”. Dal canto loro i tre sindacati, affrontando altri temi di importanza capitale, come la mobilità e la cassa integrazione guadagni, hanno indicato una serie di iniziative in grado di tradursi in strumenti funzionali al rilancio del distretto. (notiziediprato.it)

venerdì 8 maggio 2009

EOLICO


ENERGIA MAFIOSA?


E' un raffinato sistema di connessioni tra il business e la politica. Un piccolo gruppo controlla il settore dell'eolico. Molte società sono presenti, ma dietro ci sono le stesse persone." Dichiarazione di Roberto Scarpinato al Financial Times. Il giornale riporta in prima pagina: "Indagini sulla mafia sui possibili collegamenti sulla costruzione di impianti eolici". All'interno è dedicata una PAGINA INTERA sull'argomento. Dopo il passato ci stanno fottendo anche il futuro.Le energie rinnovabili sono il nuovo terreno di scambio tra imprese, politica e criminalità organizzata. Alle spalle l'Italia ha una lunga storia di inceneritori, discariche di rifiuti tossici, depuratori mai avviati. Malattie, cibi inquinati, acque ridotte a fogne.Ora si riparte. Come prima più di prima. Ovunque arrivino i contributi pubblici, là volano i politici collusi, il voto di scambio, la distruzione del territorio. Abbiamo inventato le pale eoliche da paesaggio, che funzionano da ferme. Le pale non si muovono, girano solo le palle."I sussidi italiani e europei per la costruzione di impianti eolici e le tariffe garantite più alte del mondo per l'elettricità che producono hanno reso il Sud Italia un mercato molto attrattivo per la criminalità organizzata".Secondo il FT dozzine di pale eoliche sono state costruite in Sicilia, ma, nonostante il vento, sono ferme, immobili. Sentinelle di acciaio.Se non producono energia, le pale comunque producono profitti. Per Rossana Interlandi, responsabile del dipartimento per l'Ambiente per la Sicilia, intervistata da FT, le società sono attratte dalla legge che obbliga i distributori di energia a pagare i proprietari degli impianti eolici anche se non producono energia. Esistono 30 impianti eolici in Sicilia, 60 sono stati approvati e 226 sono in lista di attesa. Se funzioneranno tutti, la Sicilia si alzerà in volo.L'Agenzia Internazionale per l'Energia ha valutato in 1,2% l'energia prodotta dal vento in Italia nel 2007. In Danimarca è stata del 20% e in Spagna del 9,8%.I finanziamenti europei all'Italia devono finire. L'ho già detto a Bruxelles lo scorso anno. E' come dare i soldi a Bokassa. In Italia si ciancia di federalismo fiscale. Sarebbe meglio chiamarlo spartizione fiscale dei contributi europei e delle nostre tasse. Nel frattempo nel mondo la produzione di energia eolica ha superato il nucleare. (beppegrillo.it)

SONDAGGIO

????????????????? Naturalmente mancano i soli Radicali!!!!!




RADICALE


Europee alla radicale. E Pannella sciopera

• da Il Manifesto del 8 maggio 2009, pag. 4


Non sarà facile, per i Radicali scavalcare la soglia del 4% e accaparrarsi un seggio a Strasburgo. Per riuscirci, il partito ha messo in campo, o meglio in lista, tutti i leader storici: Emma Bonino e Marco Pannella, Marco Cappato e Aldo Loris Rossi, Mina Welby e Silvio Viale ad aprire le liste nelle varie circoscrizioni; Angiolo Bandinelli, Sergio Stanzani, Gianfranco Spadaccia, Giuseppe Rippa e Roberto Cicciomessere, ex segretari del partito, a chiuderle. Le liste sono state presentate ufficialmente questa mattina. Tutti presenti, con la stella gialla appuntata al petto, «simbolo di altre tragedie e di altri tempi, quando la democrazia - ha detto Emma Bonino - dovette soccombere davanti ai totalitarismi nazifascista e comunista. Questo è il nostro monito: dove vi è strage di legalità, vi è sempre strage di persone». Con la stella sulla blusa anche lui, il leader Pannella annuncia uno sciopero delle interviste in tv e ai giornali per protestare contro la «totale mancanza di democrazia nel nostro Paese». «Tutt`al più ha aggiunto valuterò se mandare qualche scritto ai quotidiani come partigiano europeo di giustizia e libertà». Nel suo intervento trasmesso da Radio Radicale si è poi rivolto al presidente della Repubblica invitandolo ad intervenire a favore della nostra democrazia: «Se vuoi chiamami», ha detto rivolgendosi a Giorgio Napolitano. E poi ha aggiunto che chiederà di essere ricevuto da Silvio Berlusconi e da Gianfranco Fini. Parlando ancora del Capo dello stato, Pannella lo ha invitato a rivedere la decisione di non concedere la grazia ad Adriano Sofri, cosa che ha invece concesso a Ovidio Bompressi. Il leader radicale ha espresso un giudizio positivo sulla decisione di Napolitano di ricevere anche la vedova Pinelli insieme alle altre vittime della strage di Piazza Fontana, ma ha fatto notare che questa idea potrebbe essergli stata data proprio dall`ultimo libro di Adriano Sofri, «La notte che Pinelli».

STELLAGIALLA


Che cosa vuol dire la nostra stella gialla

• da Il Riformista del 8 maggio 2009, pag. 4

di Marco Cappato

Caro Polito,
la stella gialla al petto dei Radicali non rappresenta la vittimistica presunzione di essere «i nuovi ebrei». Vuole invece essere un segnale d`allarme sullo Stato della democrazia cancellata nel nostro Paese. Da Berlusconi novello Fúhrer? No, ovviamente. Berlusconi è il prodotto di un Regime (partitocratico, corporativista, oligarchico) che ha operato per distruggere la Costituzione fin dal `48, smantellando ogni elemento di discontinuità con il Regime Fascista (Referendum, Bicameralismo, Regioni) del quale sino intatti i codici, oltre alle sedi fisiche (sotto nuove sigle) del potere. Nei fatti, ciò ha significato negare e tradire la volontà popolare su tutto, dal sistema "americano" all`eutanasia, dall`abolizione dei finanziamenti pubblici dei partiti alla giustizia giusta di Tortora. E ha significato negare ogni possibilità di dibattito e confronto su questi temi, rispetto alla quale l`eliminazione dei Radicali è "solo" una componente necessaria. L`evocazione della stella degli ebrei del `41 - con la brutale semplificazione e con i rischi che ogni "simbolo" porta con sé, soprattutto per chi lo trasforma in feticcio o tabù serve a ricordare che quando la legalità e la democrazia sono cancellate è un`illusione pensare che questo possa riguardare solo delle vittime isolate, magari i malati ai quali viene imposta la "morte all`italiana",oppure le vittime di quel dissesto idrogeologico che accompagna il dissesto ideologico e politico, oppure i migranti trucidati sulle coste libiche. Riguarda tutti, prima o poi, anche se in forme diverse da un passato che non si ripete. E se nel `41 avessero tutti fatto come il Re della Danimarca sotto dominio nazista, il quale annunciò che avrebbe indossatola stella gialla e ne rese così impossibile ogni imposizione nel suo regno, la noncurante accettazione di ciò che oggi (ma non allora) definiamo "indicibile" si sarebbe trasformata in rifiuto civile e di massa? A strage di legalità segue strage di popoli, è il ragionamento che Marco Pannella ossessivamente e sgradevolmente ripete. Esagerazione? Non lo è stata quando 20 anni fa riguardava profeticamente la Yugoslavia, da includere o da scacciare dall`Europa. E se non lo fosse nemmeno oggi? In ogni caso, la questione non riguarda solo i Radicali. Anzi, forse ci riguarda meno di altri, avendo noi almeno quella consapevolezza evidentemente mancante nella strumentalità delle grida dipietresche e franceschiniane, che di quel Regime sono parte integrante e volentieri integrata.

DONGIANNI


Gianni Baget-Bozzo: la vita e le opere. Laureato in giurisprudenza, è stato sacerdote, due volte eurodeputato e giornalista Giovanni Battista Baget Bozzo era nato a Savona l'8 marzo del 1925. Laureato in giurisprudenza, fu ordinato sacerdote il 17 dicembre 1967, quando aveva 42 anni.
IL POLITICO - In gioventù fu attivo nella Democrazia Cristiana, dove all'inizio seguì la linea politica di Paolo Emilio Taviani e di Fernando Tambroni mentre in seguito si avvicinò al gruppo della Dc romana di Pietro Giubilo, Paolo Possenti e Vittorio Sbardella.Avverso al compromesso storico fra Democrazia Cristiana e Partito Comunista Italiano, alla fine degli anni '70 si avvicinò a Bettino Craxi e nel 1984 si candidò per il Partito Socialista Italiano al Parlamento Europeo. Un anno dopo fu sospeso «a divinis» per aver violato la norma della Chiesa cattolica che vieta al clero di assumere cariche politiche o istituzionali senza esplicito permesso. Si ricandidò con successo nel 1989, e rimase in carica come parlamentare europeo fino al 1994. Alla scadenza del suo mandato politico fu riammesso all'esercizio delle funzioni sacerdotali. Dopo il 1992 e il «terremoto» di «Mani pulite» Baget Bozzo continuò il suo impegno politico su posizioni diverse da quelle della coalizione dei Progressisti e partecipò alla fondazione di Forza Italia, di cui redasse successivamente la Carta dei valori .
IL GIORNALISMO - Collaboratore di diverse testate giornalistiche come Panorama e di quotidiani come il Giornale, La Stampa e Il Secolo XIX, è stato il direttore responsabile di Ragionpolitica, periodico telematico dell'area politico-culturale che fa riferimento al Popolo della Libertà.
IL TEOLOGO - Baget Bozzo è stato un sostenitore dell'insegnamento teologico di Joseph Ratzinger, fin dai tempi della sua elezione della Congregazione per la Dottrina della Fede (1981). Ha scritto diverse opere di saggistica religiosa: La metamorfosi della cristianità, Dio e l'Occidente, Il futuro del cattolicesimo, Il Dio perduto, L'Anticristo e Profezia. Fu autore di diversi scritti politici pubblicati in Italia.
(Da
Wikipedia)

TRANSUMANZA


www.leviedellalana.it

Le vie materiali e immateriali della Transumanza


GIOVEDI’ 14 MAGGIO 2009 – Ore 11,30
Palazzo Caetani - Sala dell’Archivio
Via delle Botteghe Oscure 32

“Le vie della Lana” è un’idea che nasce dall’esigenza di rivalutare una greenway naturale, quella storicamente chiamata Regio Tratturo.

Il progetto “Le vie della Lana” considera il Regio Tratturo nel territorio abruzzese, che si sviluppa interamente all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Il tratto campione è compreso tra i Comuni di Pescasseroli e di Alfedena.

“Le vie della Lana” rappresentano un patrimonio materiale e immateriale e sono percorribili a piedi, a cavallo e in mountain bike, offrendo un’esperienza “speciale” di transumanza, in grado di evocare quella vissuta dai pastori nel loro viaggio fino alle pianure della Puglia.

Il progetto intende favorire lo sviluppo, l’accessibilità e l’uso turistico di questa antica via della lana in grado di soddisfare gli appassionati delle vie verdi e il ritorno ad una mobilità lenta e naturale.

Il progetto ha avuto il patrocinio del Parco Nazionale Abruzzo, Molise, Lazio

Saluti e introduzione: Carlo Ripa di Meana

Sono previsti interventi di: Oreste Rutigliano, Vanna Mannucci, Nelly Santoli, Maria Pia Graziani, Andrea Margiotti, Valentina Noviello. E’ prevedibile un intervento dell’Associazione Italiana Green Ways, della Engea che vede nei tratturi le Ippovie d’Italia.
Adesioni: Federazione Italiana Escursionismo (FIE) CRL


Fondazione Link Campus – University of Malta


RIMPATRI


Rimpatri forzati, Bernardini: preannuncio denuncia in sede internazionale

• Dichiarazione di Rita Bernardini, deputata Radicali/PD, membro della-Commissione Giustizia

Il Ministro dell'Interno Roberto Maroni si fa bello - definendolo un-risultato storico - l'aver rimandato in Libia i 227 immigrati, fra i quali-una quarantina di donne, trovati nel canale di Sicilia su tre barconi,-senza aver fatto la fatica ed essersi assunto la responsabilità di-"prenderli, identificarli e rimandarli nelle nazioni di origine". Non si è-posto minimamente il problema se fra quei 227 disperati ci fossero persone-aventi diritto all'asilo politico; esseri umani che per essere state-"respinti" rischiano due volte: la prima di andare a finire nelle mani di-quel fine democratico che è Gheddafi e la seconda di essere sottoposti-alle "cure" di qualche altro tiranno africano.-Questa volta non ci limiteremo all'interrogazione di rito (alla quale-peraltro il Ministro Maroni è abituato a non rispondere) ma presenteremo-le necessarie denunce in sede internazionale per violazione delle norme-relative alla tutela dei richiedenti protezione internazionale. Ricordiamo-a Maroni e agli altri sostenitori nel suo Governo che l'articolo 4 del-protocollo addizionale n. 4 alla Convenzione per la salvaguardia dei-diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali vieta le espulsioni-collettive di stranieri, che, in base alla giurisprudenza della Corte-europea dei diritti dell'uomo, si verificano tutte le volte in cui non-viene presa in considerazione la situazione individuale della persona-sottoposta alla misura di allontanamento forzato, a maggior ragione in-tutti i casi nei quali non si provveda ad una identificazione certa.

giovedì 7 maggio 2009

PESTE


LA PESTE ITALIANA


Caro compagno,
abbiamo impegnato le ultime settimane a documentare perché le elezioni europee del prossimo 6 e 7 giugno non saranno elezioni democratiche. In Italia, un Regime fondato sulla disinformazione e sulla sistematica violazione della legalità ha tradito la volontà popolare e stravolto la Costituzione. Lo abbiamo documentato nel dossier inedito “La peste italiana” (
www.radicali.it), che ti chiediamo di leggere e di diffondere.
Temiamo il peggio, ma lottiamo per scongiurarlo. Per questo, molti di noi portano al petto una Stella Gialla, simbolo di altre tragedie e di altri tempi, quando la democrazia dovette soccombere davanti ai totalitarismi nazifascista e comunista. Questo è il nostro monito: dove vi è strage di legalità, vi è sempre strage di persone!
Contro questa situazione di inaudita illegalità costituzionale, noi Radicali abbiamo fatto di tutto: scioperi della fame e della sete, occupazione di luoghi istituzionali, iniziative giudiziarie. Nessun altro lo ha segnalato e denunciato.Con queste elezioni è in corso il tentativo definitivo di far fuoriuscire i radicali dal Parlamento europeo, per la prima volta dalla sua istituzione nel 1979, quando ci entrarono facendo eleggere Leonardo Sciascia. Se riusciranno o meno a mettere a tacere, dopo trent’anni, la nostra voce in Europa dipende anche dalla forza delle idee che sapremo mettere in campo.
Per questo ti chiediamo:
- di renderti disponibile ad attivarti autonomamente per questa campagna elettoraleHai un blog? Un profilo su Facebook? Delle persone da contattare e convincere? Può sembrare poco, ma se siamo tanti a mobilitarci possiamo raggiungere molte persone
http://forum.radicali.it/partecipa- di mettere a disposizione le tue idee e le tue competenze
Nelle campagne elettorali i partiti spendono decine di migliaia di euro. Affiggono abusivamente manifesti sporcando le città. Occupano i salotti televisivi, dove si tagliano le trasmissioni su misura a chi controlla i mezzi di informazione. Internet consente in una qualche misura di rispondere. Conquistare spazi. Servono idee e competenze. Sai fare montaggi video, grafica, comunicazione, musica, eventi, assistenza legale? Hai un’idea per mobilitare persone o far circolare informazioni? Fatti vivo!
Iscriviti alla campagna e descrivi le tue idee. Compila questo modulo per renderti disponibile e comunicarci le tue proposte operative:
http://forum.radicali.it/partecipa
Insieme possiamo diventare tanti. Essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo.
Marco Cappato e Antonella Casu

DONATELLO


Sua eccellenza David. Trionfante e sereno nella sua nudità. Così il giovane guerriero di Donatello è diventato simbolo del Rinascimento.

L’ immagine del Davide vittorioso su Golia è un simbolo nel quale la politica di una intera città si identifica dal tempo dei Me­dici in poi. Questo Davide bronzeo di Donatello è importante per mol­te ragioni, ma, a dire il vero, Dona­tello ha scolpito un altro Davide, in marmo, attorno al 1408-1409, una opera giovanile. Il confronto con il pezzo di trenta anni dopo è molto significativo: la scultura più antica mostra il Davide vestito, il manto fissato sulla spalla coi drappeggi che cadono lungo la schiena e poi davanti, a coprire le gambe aperte sotto le quali vediamo la testa moz­za di Golia; le braccia sono dispo­ste, la sinistra, piegata su un fian­co, la destra lungo il lato opposto. Donatello mostra qui di conoscere già la scultura romana, come pro­vano il volto del Davide e quello di Golia, ma il dialogo con l’antico si ferma a questi due particolari, il corpo appare infatti sottile, non do­mina lo spazio, mentre le grosse mani somigliano a quelle dei profe­ti che Donatello realizzerà per le nicchie del campanile di Giotto. Dunque Donatello dialoga qui col mondo gotico, sopra tutto con la grande scultura del primo ’200 in Ile de France, da Chartres a Reims.
Vediamo adesso il David bron­zeo di trenta anni più tardo, a pro­posito del quale Giorgio Vasari (1568) scrive: «Trovasi di bronzo, nel cortile del palazzo di detti si­gnori (i Medici) un David ignudo quanto il vivo, ch’a Golia ha tronca­to la testa, et alzando un piede, so­pra esso lo posa, et ha nella destra una spada. La quale figura è tanto naturale nella vivacità e nella mor­bidezza che impossibile pare a gli artefici che ella non sia formata so­pra il vivo». Dunque Vasari, che scrive più di un secolo dopo la fu­sione dell’opera, mette in evidenza due cose, la nudità e la copia dal ve­ro. Il bronzo, collocato in seguito al centro del cortile del palazzo me­diceo, verrà trasportato nel XIX se­colo al Museo del Bargello.
Ma è la collocazione originaria che dà un senso all’opera, essa in­fatti vuole essere simbolo della stessa città di Firenze. Se osservia­mo da vicino il bronzo capiamo che è stato concepito per stare al centro di uno spazio aperto, un cor­tile, dove i punti di vista sono mol­teplici, e lo prova la scansione del­le forme, un braccio sul fianco, il sinistro, un altro che regge molle­mente la lunga spada, il movimen­to delle gambe, una diritta, una pie­gata e in atto di muovere. Dunque questo Davide è molto diverso da quello di trenta anni prima proprio perché Donatello, che adesso ha a lungo meditata la scultura roma­na, intende collegare qui due icono­grafie: il singolare copricapo orna­to di trionfale alloro che chiude in alto la figura si lega direttamente all’immagine di Mercurio, il mes­saggero degli dei. In basso il capo di Golia, catafratto nel suo elmo la cui rinascimentale celata è alzata, propone dense decorazioni a cesel­lo con tralci all’antica. Da­vide è nudo, dunque, co­me è nuda la veritas, ed è nudo anche perché l’artefi­ce segue il testo della Bibbia secondo la quale il giovane si spoglia della armatura per meglio affrontare l’impari com­battimento.
Nel Davide bronzeo vediamo una singolare commistione di mo­tivi che si fondano su una rinnova­ta riflessione sull’antico che Dona­tello propone proprio in questi tar­di anni ’30, diciamo dal pulpito di Prato (1428-1438) alla cantoria di Santa Maria del Fiore (1433-39). Ecco qui dunque un corpo efebico, modellato sulla scultura romana di epoca augustea e adrianea, fra il primo secolo e gli inizi del secon­do, scultura che l’artista ripensa at­traverso la lustra, morbida tensio­ne del bronzo. Lo stesso modello torna nel volto geometricamente scandito del giovane guerriero, che ricorda quello della Fede del fonte Battistero di Siena (1429), mentre, sotto, la testa mozza del Golia riprende le forme della scul­tura gotica del resto evidenti nei Profeti scolpiti da Donatello per il campanile di Giotto.
(corriere.it)

BRUNETTA


Brunetta: il richiamo dei vescovi alla sobrietà? Da quale pulpito...

Il richiamo alla sobrietà a Berlusconi da parte dell'Avvenire? «Da quale pulpito...». Così il ministro Renato Brunetta commenta la vicenda. «Pensiamo a come il quotidiano dei vescovi ha trattato ciò che è successo in America», ha aggiunto Brunetta, riferendosi ai sacerdoti accusati di pedofilia. «Non sono mai un complottista. Penso che quello che accade nel mondo, nella nostra vita sia in gran parte casuale, poi il caso viene variamente avvicinato e organizzato» spiega Brunetta riferendosi alle accuse del premier contro la sinistra.«Se ci fossero dei complotti ci sarebbero i complottanti e gli anti-complottatori, ci sarebbero squadre contrapposte. Non è mai così, abbiamo altro da fare che complottare. Poi se ti vendichi, fai più o meno il tuo mestiere», ha detto ancora il ministro parlando quindi del giornalismo. Invitando a «una riflessione se c'è o meno una notizia», Brunetta ha infatti affermato di essere «turbato» dal «giornalismo pregiudiziale». Comunque, ha aggiunto, «sulle vicende familiari è bene che nessuno entri», quindi «leggerezza da questo punto di vista». (messaggero.it)

TOLLERANZAZERO


Tolleranza zero con i clandestini trascurati e trasandati anche nell'abbigliamento.

Parola di Cassazione per la quale anche all'immigrato irregolare che denota povertà anche da come si veste va intimato di lasciare il territorio. Di diverso avviso era stato il Tribunale di Verona che, il 28 gennaio 2008, aveva assolto "perchè il fatto non costituisce reato" un clandestino Omar M. anche se non aveva ottemperato all'ordine di lasciare il territorio impartito dal questore di Verona alcuni giorni prima.
Secondo il giudice veronese, il fatto che l'immigrato "appariva trasandato" e non indossasse "capi di abbigliamento costosi" era indice del fatto che l'immigrato fosse privo di disponibilità economica tale da giustificarne la sua permanenza nel Paese. Contro tanta tolleranza ha fatto ricorso in Cassazione il procuratore presso la Corte d'Appello di Venezia ottenendo appunto che il clandestino andava espulso e che la trascuratezza nel vestiario non poteva certo costituire il metro per misurarne "l'assoluta impossidenza".
La prima Sezione penale (sentenza 18537) ha accolto il ricorso della Procura e disponendo un nuovo giudizio presso la Corte d'Appello di Venezia ha fatto notare che "gli indici" che avevano portato il giudice a stabilire la poverta' del clandestino "non integrano l'ipotesi di particolare pregnanza della assoluta e comprovata impossidenza, idonea a costituire giustificato motivo di inottemperanza" all'ordine di espulsione impartito dal questore.
In definitiva, dunque, dice piazza Cavour la trascuratezza dell'abbigliamento di un clandestino non può essere utilizzata come metro per giudicarne la povertà tale da fare assolvere i cosiddetti "migranti economici" che non rispettano l'ordine del questore di andarsene dall'Italia.
(giornaledeglistranieri)

DONGIOVANNI




Delle vecchie fa conquista pel piacer di porle in lista: ma passion predominante è la giovin principiante. (Da Ponte-Mozart, Don Giovanni)

di Adriano Sofri


(foglio.it)

RETE


www.territorialmente.it
Rete dei Comitati per la Difesa del Territorio

A tutti i componenti della Rete dei Comitati per la difesa del territorio, della Segreteria e del Consiglio Scientifico

Care Amiche e cari Amici.
La Segreteria e il Consiglio Scientifico della Rete si sono riuniti nel corso degli ultimi mesi due volte - il 31 Gennaio e il 18 aprile – e, oltre a tenere i normali contatti tra noi, hanno discusso stato, obbiettivi e prospettive della Rete, secondo linee di cui desidero ora darvi una sintesi in vista dell’Assemblea generale dei Comitati, la cui convocazione, come preciserò più avanti, è prevista per il periodo fra i prossimi mesi di giugno e di luglio.
A. SITUAZIONE POLITICA GENERALE
Si direbbe che essa sia contraddistinta in questo momento da due tendenze perfettamente contrastanti tra loro.
Da una parte, una forte accentuazione delle politiche di cementificazione e distruzione del territorio. Il cosiddetto Piano Casa, varato, sia pure con alcune attenuazioni, dal Governo Berlusconi insieme con le strategie economiche imperniate nettamente sulla realizzazione delle cosiddette “Grandi Opere” hanno spazzato via l’illusione, da taluno nutrita, che il centro-destra fosse più sensibile del centro-sinistra, se non altro per convenienza, nei confronti di alcune
tematiche ambientaliste. Al tempo stesso, tuttavia, non c’è segno alcuno di resipiscenza da parte di quelle Regioni attualmente governate dal centro-sinistra – in modo particolare la Toscana – di ripensare, neanche in prossimità delle prossime e future scadenze amministrative, le linee guida delle loro politiche urbanistiche e territoriali, anch’esse prevalentemente orientate da una
concezione rozzamente economicistica dello sfruttamento del territorio. Persino il terremoto in Abruzzo e la crisi che il paese attraversa sembrerebbero aver contribuito ad accantonare sull’uno come sull’altro fronte una sana e retta visione dei problemi del paesaggio e del territorio.
In almeno un caso, quello del “corridoio tirrenico”, questa sostanziale uniformità di vedute e di comportamenti è giunta ad assumere la forma grottesca di un’amichevole e bipartisan “entente cordiale” tra centro-destra e centro-sinistra, accompagnata da un dispendio davvero inusitato di scambi di cortesia e di ringraziamento reciproci tra il Ministro Matteoli e il Presidente della
Regione Toscana Martini.
Di contro possiamo realisticamente verificare la crescita di una moltitudine di iniziative promosse dai cittadini a difesa del loro territorio, del loro habitat, del loro modo di vita e della loro salute. Sono stato di recente personalmente in provincia di Venezia, in Emilia (Correggio) e sulla costa toscana, fra Castiglioncello e Campiglia: ovunque grandi distruzioni e progetti
aberranti, anche di enormi dimensioni; ma anche reazioni e proteste a non finire, di cui un esercito di Comitati rappresenta l’espressione specifica.
In mezzo a questa gigantesca contraddizione si muovono quelli come noi, che cercano di saldare il nostro desiderio di salvare quanto è ancora possibile dal nostro inestimabile patrimonio di cultura, beni artistici, valori ambientali, con un nuovo modo, sano e profondamente partecipato, di concepire e fare politica. La lotta appare in molti casi sproporzionata dal punto di vista delle
forze messe in campo (impressione, del resto accentuata dall’incredibile esaurimento dell’esperienza politica “classica” dei Verdi). Ma pare che non esistano scorciatoie possibili.
B- SITUAZIONE POLITICA DELLA RETE
Di fronte alla situazione precedentemente descritta, tutti, nelle riunioni sopra richiamate, hanno ribadito l’assoluta autonomia della rete rispetto a tutte le organizzazioni politiche esistenti. Come qualcuno ha detto, “l’arroganza del potere”, anche da parte di forze tradizionalmente antagoniste, non consente cedimenti a logiche di schieramenti o banalmente opportunistiche.
Si poteva sperare che le consultazioni amministrative, particolarmente fitte in questa tornata soprattutto in Toscana, rappresentassero un’occasione per sollevare ovunque un dibattito specifico sulle questioni urbanistiche, del paesaggio e del territorio. Ciò è avvenuto solo in parte.
Il documento da noi elaborato ed approvato, e il cui testo potete ritrovare sul nostro sito, è stato anche fuori di Toscana, unanimmente giudicato di grande valore e responsabilità, ma non è riuscito, se non in pochi casi, a catalizzare il dibattito. Questo non significa che non siano stati operati alcuni significativi tentativi di imperniare il proprio programma elettorale amministrativo
intorno ai temi propri della Rete e al di fuori delle tradizionali logiche di schieramento.
L’impossibilità da parte dell’attuale maggioranza di far passare in articulo mortis il Piano Strutturale di Firenze, dimostra quanto possano ottenere battaglie seriamente condotte per cause giuste (alle quali non può non andare la nostra simpatia e il nostro appoggio). Si tratterebbe su questo specifico punto di riflettere in quali modi e forme la Rete sia in grado di affrontare prossimne scadenze politiche importanti, ad esempio le elezioni regionali del 2010.
C- SITUAZIONE ORGANIZZATIVA DELLA RETE
Distinguerei quest punto in quattro momenti, sia pure logicamente e praticamente del tutto intrecciati tra loro.
C.1. Non sembra dubbio che la Rete affronti con difficoltà il passaggio dalla forma totalmente aperta, fin qui praticata, a quella più chiusa e organizzata, per quanto mobile e flessibile, dell’Associazione. Ne è prova il numero assai basso di affiliazioni (con pagamento di quote, per intenderci) da parte dei Comitati all’Associazione, il cui Statuto tuttavia, desidero ricordarlo, fu dibattuto assai ampiamente con larga partecipazione e infine votato all’unanimità.
Devo tornare a sottolineare come ho già fatto altre volte, che se questo passaggio non vienerapidamente e consistentemente compiuto molte delle nostre ambizioni dovranno essere molto ridimensionate. Si pensi soltanto al fatto che l’istituzione dell’Associazione prevedeva la creazione di un Ufficio Legale della rete, da mettere a disposizione anche dei singoli Comitati: obiettivo destinato a sfumare se, a causa delle poche affiliazioni, ne venissero meno i presupposti finanziari. Più in generale: è evidente che il grado di rappresentatività dell’Associazione sarebbe assai diminuito se dovesse risultare che la maggior parte dei Comitati aderisce solo sulla carta.
C.2. La situazione precedentemente descritta non è tuttavia riducibile ad un fatto meramente organizzativo o a resistenze d’ordine psicologico. E’ sembrato a molti che esso derivi anche dalla difficoltà (del resto non da poco) di riuscire a tenere insieme le problematiche culturali e politiche generali della Rete con la difesa attenta e ravvicinata degli obiettivi locali praticati da ogni singolo Comitato. Questo ritorno al basso, questo ripartire dal basso devono dunque diventare uno dei fondamentali modi di essere della Rete per l’immediato futuro. Ma perché ciò
avvenga bisogna al tempo stesso che i Comitati, da richiedenti di un servizio esterno, si facciano protagonisti essi stessi del processo, cosa che solo in alcuni casi è avvenuta.
C.3. Il miglioramento e il puntuale aggiornamento del sito sono stati richiesti da molti come condizione per un miglior funzionamento e una più efficace visibilità della Rete.
C.4. per venire incontro alle problematiche fin qui sollevate è stato deciso di costituire una segreteria operativa con ampi poteri di lavoro e di intervento, composta da:
Paolo BALDESCHI
Claudio GREPPI
Paola JERVIS
Federico LATINI
Sergio MOROZZI (coordinatore)
I compiti di tale Segreteria possono essere così sommariamente riassunti:
1. Rifare, aggiornandola e al tempo stesso rendendola più realistica, la Mappa dei Comitati;
2. Predisporre canali costanti di comunicazione con i Comitati e i relativi interventi in rete;
3. Valutare caso per caso l’opportunità di interventi giudiziari della Rete a sostegno dei
singoli Comitati (sempre che se ne verifichino le condizioni finanziarie, di cui sopra);
4. Individuare di volta in volta i rappresentanti della Rete (o altri) incaricati di realizzare gli
interventi suddetti;
5. Preparare le iniziative centrali, politiche e culturali, della Rete.
B. CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA GENERALE DEI COMITATI
Per discutere di tutte le questioni politiche e organizzative sopra elencate, predisporre le iniziative future ed eleggere i prossimi organismi dirigenti, è prevista la convocazione dell’Assemblea Generale dei Comitati o per il 27-28 giugno o per il 4-5 luglio. Alle materie precedentemente elencate io personalmente aggiungerei, per un’ulteriore verifica, il già deliberato progetto di promuovere un Convegno Nazionale dei Comitati in Italia, a Roma per il
prossimo autunno.
E’ stato deciso che alla riunione potranno partecipare tutti i Comitati che lo vorranno. Alle procedure di voto – sia quelle riguardanti le questioni politiche ed organizzative sia quelle riguardanti l’elezione dei nuovi organismi dirigenti a norma di Statuto, - potranno partecipare solo i Comitati regolarmente affiliati all’Associazione. La giornata inizierà con le procedure di affiliazione, onde consentire al maggior numero possibile di Comitati di partecipare ai voti
Con amicizia e affetto.


Alberto Asor Rosa

EMMA


EMMA BONINO QUESTA SERA OSPITE DI ANNO ZERO


La Vicepresidente del Senato e capolista della Lista Bonino-Pannella per le prossime elezioni europee sarà ospite questa sera di Anno Zero, la trasmissione condotta da Michele Santoro su Rai 2 a partire dalle 21.00.La puntata di oggi tratterà il caso Lario-Berlusconi e i possibili risvolti pubblici di una vicenda che in questi giorni sta appassionando i principali mezzi d'informazione. Insieme ad Emma Bonino saranno presenti in studio il deputato della PdL Niccolò Ghedini, la giornalista Barbara Palombelli, il direttore de L'Unità Conchita De Gregorio, la giornalista di Novella 2000 Candida Morvillo e il commentatore statunitense Alexander Stille.

SICILIA


MINCHIA!!!





COMPLOTTO


Scoperto il complotto radicale contro Berlusconi. Non resta che “pentirsi” e sperare di esser perdonati


di Valter Vecellio

Il complotto è stato scoperto, dunque tanto vale ammetterlo, confessarlo, “pentirsi” e confidare nel perdono: si, i “mandanti” del putiferio che ha investito casa Berlusconi, sono quella mente diabolica di Marco Pannella, la mefistofelica Emma Bonino, e quei demoni dei radicali.
Grazie al sagace e astuto Francesco Bei, il gioco, la manovra, il complotto, sono stati scoperti. Autentico Hercule Poirot del giornalismo, ha messo insieme, pazientemente le tessere di un mosaico, e la trama alla fine è venuta fuori: che l’avvocato ingaggiato da Veronica Lario sia bravo, competente, è ininfluente; piuttosto è significativo che abbia aiutato Beppino Englaro “a incardinare la battaglia per Eluana…una simpatizzante radicale”, come dicono “uomini della PdL”, rigorosamente anonimi. Ancora: Sofia Ventura, che sulla rivista on line Ffwebmagazine ha denunciato la presenza delle “veline in politica” è vicina a “Liberiamo”, associazione – si assicura – vicina al PdL, ma – attenzione! Qui è la polpa della questione – “di cultura e radici nel mondo radicale”. La prova regina poi è costituita da Diego Sabatinelli, segretario della Lega per il Divorzio Breve: che per primo ha invitato Veronica Lario a trasformare la sua vicenda personale in una battaglia civile e politica; chi, come noi, conosce Sabatinelli lo ha sempre saputo che sotto le spoglie del lavoratore che è, si celava abilmente un organizzatore di trame intessute nell’ombra, dicono che John Le Carré si sia ispirato a lui per i suoi personaggi; e poi: come dimenticare quell’Emma Bonino che ha lanciato, col senno di poi (e di Bei) un inequivocabile messaggio attraverso “Radio Radicale”: “…Berlusconi è uno che le donne le disprezza”. Affermazione che “ha colpito molto e irritato il Cavaliere; e dunque – dice un “esponente di primissimo piano della PdL”(anche lui, beninteso, molto discreto, non ama la pubblicità inutile, per questo ha chiesto – e ottenuto – l’anonimato), è un po’ come se ci avesse messo la firma…
C’è da augurarsi che sia il frutto e il risultato della fantasia galoppante di un giornalista che ha voluto offrire a tutti i costi una cronaca diversa; non è indicativo, per esempio, che “l’esponente di primissimo piano della PdL” non abbia un nome, un volto? Per non dire degli articolati ragionamenti degli “uomini della PdL”…
Auguriamocelo che sia stato Bei a voler romanzare una vicenda che peraltro non ha alcuna necessità di essere romanzata; auguriamoci che il capo-redattore di quella pagina si sia distratto, invece di leggere quella cronaca e chiederne conto; auguriamoci che “Repubblica” quando deciderà di occuparsi dei radicali lo faccia dando conto delle iniziative che ogni giorno vengono messe in cantiere, invece di cercare di acchiappare le farfalle.
Questo perché se Bei non ha lavorato di fantasia, e ha “raccolto” quelli che sono effettivamente umori e ragionamenti che si fanno nella PdL (e se si tratta effettivamente di un personaggio di primissimo piano, difficile immaginare che non sia umore e ragionamento condiviso da “papi” o “imperatore” che dir si voglia), la cosa diventa preoccupante. Non seria, perché di serio in questa storia c’è molto poco; ma è preoccupante che in posti di comando e responsabilità vi siano personaggi capaci di elucubrare simili corbellerie.
Per inciso: anche nelle scempiaggini ci si dovrebbe mettere d’accordo.
“Il Corriere della Sera” ha riferito che Nicolò Ghedini, l’avvocato-parlamentare di fiducia di Berlusconi, si prepara a tutelare gli interessi del Cavaliere anche in questa occasione. Ghedini fa sapere di non credere ad alcun complotto, mandante, “grande vecchio” anti-berlusconiano. Dietro le affermazioni e le dichiarazioni di Veronica Lario c’è solo Veronica Lario. Il Cavaliere evidentemente è di altro avviso, e l’ha detto chiaramente: il mandante va cercato nella redazione di “Repubblica”; è quella la centrale di questa operazione. Poi si legge Bei, e gli ispiratori-mandanti diventano i radicali…
Bizzarro giornalismo, quello in cui sempre più ci si imbatte; e “bizzarro”, beninteso, è termine anche troppo blando, per qualificare compiutamente quello che accade. Bizzarro e stravagante. Come la pagina di giornalismo cui abbiamo assistito l’altra sera: il presidente del Consiglio ha potuto dire liberamente tutto quello che aveva in animo di dire; e per corroborare il suo dire ha esibito le fotografie, che a suo dire testimoniano che con la ragazza in questione non c’è stato nulla, è tutta una montatura. Il fatto è che nessuno ha messo in discussione “l’innocenza” di quella festa; semmai, quello che è accaduto prima. E’ stata la ragazza a raccontare, nelle incaute interviste rilasciate, d’aver incontrato Berlusconi a Milano, a Roma, a Napoli. E’ di quegli incontri, semmai, che bisognerebbe dare un qualche tipo di spiegazione; a quegli incontri si riferisce Veronica Lario, quando denuncia il comportamento del marito. Era questa la domanda da fare, che non è stata fatta. Poi si può discutere se questa sia materia di interesse pubblico o meno. Però avessimo dinanzi “Papi” (o l’ “Imperatore” che dir si voglia) di quegli incontri napoletani, romani e milanesi gli chiederemmo, non della festa.
Se poi, dopo aver lavorato di fantasia, ci si volesse occupare della realtà, sommessamente ci si permette di segnalare quello che per ora è un vero e proprio samizdat: “La peste italiana. Dopo la rovina del ventennio fascista, il sessantennio partitocratrico di metamorfosi del male. Una storia di distruzione dello stato di diritto e della democrazia e di (re)instaurazione di un regime (neo) totalitario”. Un lavoro che può essere condiviso o stroncato, ma che meriterebbe riflessione, dibattito, discussione. A parte qualche rarissima eccezione, invece silenzio, indifferenza. Silenzio e indifferenza anche per quel che riguarda la “stella gialla”…Da una parte è una conferma della fondatezza dell’analisi radicale; dall’altra: che miseria, che squallore
! (notizie radicali, 913)

STENDHAL


Il leggero pettegolezzo di Stendhal

di Angiolo Bandinelli

Riprendo in mano, dopo alcuni giorni di distrazioni e impegni vari, i “Ricordi d’egotismo” di Stendhal. Il secondo impatto è ancor più positivo del primo, la lettura mi dà lo stesso piacere di quando, da ragazzino, mi rigiravo tra le mani il caleidoscopio. Il periodare stendhaliano ha su di me uno straordinario effetto esilarante così come, allora, il guizzare labile dei colori, la volatilità dei prismi iridescenti che rendono quel gioco così suadente , per i grandi come per i piccoli: mi rende perfettamente il simbolico trionfo, leggero e imprevedibile, della grazia, della futilità della vita, del relativismo sentito non come un male o una condanna ma come l’ humus, il terreno propizio di ogni più vitale e costruttiva esperienza dell’uomo. Anche per Sciascia, “la gioia che dà Stendhal è imprevedibile quanto la vita...”. Penso che sarebbe bello smontare queste sensazioni così come, una volta, provai a smontare un caleidoscopio: mi trattengo solo ricordandomi della delusione avuta quando mi restarono tra le mani, al termine della inconsulta dissacrazione, quattro insignificanti pezzetti di vetro mal colorato.

Il trionfo vitalistico di queste pagine trova i suoi accordi migliori nel pettegolezzo. Stendhal è qui un maestro del pettegolezzo, per lui le cronache sociali, ma soprattutto quelle sentimentali, gli intrecci degli amori tra i frequentatori del salotti - specie quelli di Milano, “il posto più bello del mondo” - hanno più o meno lo stesso valore delle turbinose peripezie di una battaglia napoleonica, magari la Waterloo nei cui ariosteschi intrichi (“ariostesco” è stato definito Stendhal) si perde ingenuamente e stupidamente il Fabrizio Del Dongo de “La Chartreuse de Parme”. Cosa sono il pettegolezzo o una battaglia napoleonica, per Stendhal? Sono semplicemente due analoghe, privilegiate occasioni per conoscere, o meglio per tentar di conoscere, il cuore umano. Ascoltate questo passo: “Il male è che quei due individui non capivano assolutamente nulla né della teoria del cuore umano né della rappresentazione di questo cuore medesimo attraverso la letteratura e la musica. Il ragionare all’infinito su questa materia, le conseguenze da trarre da ogni aneddoto nuovo e ben provato formano di gran lunga la conversazione per me più interessante…”. E il cuore, cos’è? Sì, il cuore, o meglio il mistero profondo celato, più o meno simbolicamente, in quel muscolo che batte incessantemente e non sappiamo perché . Questa conoscenza - questo sforzo di conoscenza - è quanto più contrario al presuntuoso sapere, alla presunta conoscenza della verità assoluta, quella che si suole scrivere con la maiuscola. Più la verità assoluta erige i suoi dogmatismi, tenta di imporre il suo diktat, ribadisce il suo esclusivismo, più si allontana la possibilità di conoscere il cuore umano, nel palpitare delle sue mille contorsioni, nella vanità illusoria ma indisponibile dei sentimenti che lo agitano. Per Stendhal, un laico miscredente di fondo materialista, questa è la conoscenza più importante, che può assorbire tutta la curiosità essenziale del vivere.

Nella forma più austera e accademica della “chiacchiera” il pettegolezzo è un tema sul quale si è esercitato, come è noto, Heidegger. Per il filosofo l'uomo può vivere o immerso nella condizione, che lui definisce “inautentica”, della chiacchiera, della mera curiosità e dell'equivoco, tutti modi del lasciarsi coinvolgere nella banalità del quotidiano; oppure nella condizione, che lui contrappone all'altra e indica come “autentica”, caratterizzata dalla “cura”, il progetto totalizzante dell'esserci, proiettato sulla “decisione anticipatrice per la propria morte”. Heidegger considerava normale e, diciamo così, consueta, la condizione “inautentica” ma ovviamente - da buon filosofo - privilegiava la seconda. Mi piacerebbe che un esperto mi chiarisse quanto in Stendhal sia sentita, o almeno presente, la necessità di un vivere “autentico” così definito, da contrapporre all'”inautentico” del pettegolezzo, della curiosità mondana che lo incanta e lo assorbe totalmente.

Olivier Clément, il pensatore ortodosso amato da Giovanni Paolo II e recentemente scomparso, osserva: “Dobbiamo scoprire l'uomo interiore nelle caverne dell'uomo”. Ma non è quel che fa Stendhal, addentrandosi nei ventricoli del cuore, caverne dell'uomo? E' da questa fragilità e volatilità del relativo che può fiorire, per autoriflessione, la pianta dell'assoluto, che a me pare non possa nascere dal nulla e sul nulla, sul vuoto esistenziale: magari - è ciò che accade in Stendhal - sotto la forma del bello. E si avrebbe l'ideale se il bello fosse identificabile e sovrapponibile al buono e al vero, come nella sua forma neoclassica.
(“Il Foglio”)

OMOFOBIA


La veglia dei cristiani omosessuali. Nella chiesa Evangelica Battista per le vittime dell´omofobia

di Maurizio Bologni

Veglia per le «vittime dell´omofobia e di tutte le violenze», martedì 12 maggio alle 21, nella chiesa Evangelica Battista di borgo Ognissanti. Ad annunciarlo è il gruppo dei cristiani omosessuali Kairos di Firenze, che pregheranno fianco a fianco con gli omosessuali cristiani del Ponte di Pisa, con giovani cattolici, battisti, valdesi e vetero-cattolici. Previste testimonianze di un giovane omosessuale iracheno, che ricorderà come nella sua terra verrebbe giustiziato, e di una madre toscana con un figlio omosessuale.L´assessore comunale alle pari opportunità Daniela Lastri definisce intanto «fatto grave» l´aggressione di due donne trans alle Cascine. «Ci rafforza nella convinzione che bisogna continuare a promuovere tutte le politiche necessarie contro la discriminazione e la violenza nei confronti dei diversi» aggiunge Lastri, che ricorda le iniziative già prese nelle scuole e annuncia la partecipazione di Palazzo Vecchio alla Giornata mondiale contro l´omofobia del 17 maggio. Parole di condanna dell´episodio e di solidarietà alle due donne anche da Rosa Maria Di Giorgi, capogruppo Pd a Palazzo Vecchio, e da Monica Sgherri, capogruppo di Rifondazione comunista Sinistra europea in Consiglio regionale.

UGUALI


Sessant'anni per essere come gli altri. Via libera al ddl che consente al malato intrasportabile grave di votare dal proprio domicilio
• da Terra del 7 maggio 2009, pag. 2

di Liliana Chiaramello

Un diritto civile costituzionalmente codificato dall'articolo 48 e negato per sessant'anni a migliaia di cittadini italiani. Dopo anni di battaglie extraparlamentari avviate da Rita Bernardini, deputato radicale eletta nelle liste del Pd, e di militanza politica di persone come Luca Coscioni e Piergiorgio Welby, ieri, finalmente, il via libera definitivo di palazzo Madama al disegno di legge che consente al malato intrasportabile grave di votare presso il proprio domicilio. "Possiamo affermare che in Italia viene finalmente introdotto il suffragio universale - ha dichiarato Rita Bernardini - che permette ai tanti elettori disabili di partecipare alla vita democratica del Paese.
C'è ancora un passo fondamentale, però, da fare affinchè il voto domiciliare diventi effettivo anche per i disabili intrasportabili non dipendenti da apparecchiature elettromedicali - continua Bernardini - ed è informare di questa possibilità coloro che ne hanno diritto.
Il testimone, dunque, ora passa dal Parlamento ai mezzi di informazione, chiamati a svolgere un compito cui fino a oggi hanno abdicato per distrazione, negligenza o per esigenze di un'agenda che troppo spesso non tiene conto dei reali bisogni dei cittadini".
Difatti, come ricorda il senatore Marco Perduca della delegazione radicale nel gruppo del Pd, l'ordine del giorno adottato al Senato all'unanimità prevede che siano le istituzioni a informare, quanto più massicciamente possibile, il malato intrasportabile grave sul diritto di voto. Sono pochi i giorni che restano a disposizione per fare domanda e godere di questo diritto già in occasione delle elezioni europee e amministrative del 6 e 7 giugno.

VESUVIO


Svegliarsi con il terrore del Vesuvio

di Marcello D'Orta

La notte del 6 aprile, anche Napoli ha tremato: per il terremoto (avvertito soprattutto ai piani alti delle case, e in collina) e per la paura. La paura che potesse ripetersi la tragedia dell’80 (circa tremila morti in Campania) e la paura che quella scossa fosse il preludio all’eruzione del Vesuvio. Il Vesuvio, la nostra atomica. A centinaia si sono riversati nelle strade, molti hanno trascorso la notte in auto. L’indomani, in tanti hanno riempito il serbatoio, temendo la necessità di lunghi spostamenti; molti si sono messi in fila davanti ai bancomat (costringendo le banche a rifornimenti fuori programma), supermarket sono stati presi d’assalto. Tutto pur sapendo che l’epicentro del sisma era lontano. È che Napoli vive la psicosi del terremoto dal 1980, ma ancor più dell’eruzione del Vesuvio, il cui risveglio - secondo gli esperti - è sicuro, benché nessuno possa indicarne con precisione i tempi (secondo il professor Giuseppe Luongo, già direttore dell’Osservatorio Vesuviano, una data «possibile» è il 2050, altri parlano del 2020). Ma quale lo scenario in caso di eruzione? Diciamo innanzitutto che quasi certamente si tratterà di un’eruzione esplosiva: il gas e la forza energetica a lungo accumulati, saranno espulsi con forza. A essere maggiormente colpiti saranno, naturalmente, i diciotto comuni vesuviani, la cui popolazione assomma a circa settecentomila persone. Poi c’è Napoli, che di abitanti ne conta un milione (e la cui periferia dista solo 15 chilometri dalla vetta del cratere). La scena che ne verrebbe sarebbe da fine del mondo: preceduta da scosse sismiche e sollevamento del suolo, l’eruzione sprigionerà dal vulcano una colonna di gas, cenere e materiale incandescente che si solleverà per chilometri sul cratere per poi ricadere sotto forma di pomice e lapilli. Il cielo si oscurerà, la colonna di cenere collasserà e dal cratere eromperanno gas che renderanno l’aria irrespirabile. Si creeranno le condizioni per uragani e maremoti, con fulmini, piogge e tuoni. Tutto il pianeta «risentirà» di questa esplosione. Non è da escludere che il fenomeno eruttivo si colleghi anche al risveglio del vulcano dei Campi Flegrei. Infatti, a trenta chilometri di profondità, i due vulcani si alimentano alla stessa fonte. Infine c’è l’isola d’Ischia, che di questa formazione vulcanica è la propaggine. I vulcanologi affermano che «segni premonitori» di un risveglio sarebbero dati dal vulcano con largo anticipo (alcuni mesi), sì da consentire l’evacuazione della gente dai rispettivi territori. E qui sta il problema. Benché una legge del 1992 imponga ai Comuni vesuviani di pianificare la vita quotidiana dei residenti in funzione del rischio naturale, educandoli, informandoli, aggiornandoli, organizzandoli per una eventuale fuga, quasi tutti sono «fuorilegge». La gente non ha avuto gran che istruzioni in merito, non sa come e dove muoversi (mi diceva Oliviero Beha che alla domanda: «Lei come si comporterà in caso di scoppio del vulcano?», un vesuviano gli aveva risposto: «Non ne ho idea. Ma forse andrò a destra»). Una popolazione impreparata, si farebbe cogliere dal panico anche senza eruzione del vulcano in atto. Ancor prima dei gas e della lava, sarebbero i comportamenti irrazionali a uccidere centinaia di persone. Se poi l’eruzione, contraddicendo tutte le previsioni, fosse improvvisa, le attuali condizioni di caos di quei posti, l’assenza di grandi vie di uscita (si pensi che nel comune di Pollena Trocchia - alle falde del vulcano - le due strade da utilizzare per l’evacuazione sono strette anche per il passaggio delle biciclette!) bloccherebbero circa un milione di persone, ed è facile immaginare le conseguenze. Anche la fuga via mare, al momento, è un problema. E faccio un solo esempio. I cinquantamila residenti del centro storico di Torre del Greco, in caso di eruzione, dovrebbero fuggire in Sicilia con i traghetti ancorati nel porto locale. Ma mi riferiscono che i fondali non vengono dragati da anni.

Come ricorda il professor Luongo, «il Vesuvio pone all’Italia il più grave problema di protezione civile che potrebbe trovarsi ad affrontare». Di fatto il Vesuvio, per essere il vulcano più popolato del mondo, ne è anche il più pericoloso. Portici, con una densità di 20mila abitanti per chilometro quadrato è seconda solo a Hong Kong. A Torre del Greco l’ospedale è stato costruito sopra un antico cratere; la chiesa di Santa Croce, per sette volte sepolta dalla lava, è stata ricostruita, e oggi è più alta del suo campanile (caso unico al mondo). Sulle pendici del Vesuvio sono sorte città in gran parte abusive, e si continua a costruire. Se non vogliamo contare i morti a centinaia di migliaia, è necessario avviare subito una campagna di sensibilizzazione della gente, basata su opuscoli da distribuire nelle scuole, spot televisivi, pubblicità sui giornali locali, assemblee pubbliche, conferenze eccetera (maggiore sarà l’educazione, minore sarà il tempo necessario per organizzarsi). Fermare le costruzioni nell’area vesuviana. Organizzare le arterie di circolazione lungo le quali le persone dovranno essere evacuate. Trasferire i servizi di prima necessità in aree di minor rischio. Fino a qualche anno fa, viveva a Napoli una donna conosciuta come «la vecchina delle catastrofi»; una sorta di veggente che avvisava i campani dell’imminenza di un disastro. Nell’80, ad esempio, si appostò ai bordi della Napoli-Reggio Calabria per sconsigliare di entrare in città, perché stava per succedere qualcosa di grave. Non sarà affidandosi a gente come lei che due milioni di napoletani si salveranno dal Vesuvio. (giornale.it)

CENTRO


PRATO CENTRO


Le notizie che qualcuno ha fatto pervenire alla Nazione ci avvertono che la Lega pratese non pare intenzionata a confermare la coalizione che corre unita per le comunali in sostegno a Roberto Cenni anche per l'elezione di presidente e consiglio della Circoscrizione Prato Centro.

Non sappiamo quanto sia attendibile e veritiero questo atteggiamento della Lega. Che, a causa di una sua supposta presenza politica nella Chinatown di Via Pistoiese, vorrebbe come candidato alla presidenza del Centro il proprio segretario cittadino Federico Tosoni invece dell'avvocato Massimo Taiti indicato unitariamente dal resto dell'alleanza.

Certamente legittima politicamente questa richiesta della Lega pare giungere, però, quando le liste sono ormai già state definite ed anche gli assetti delle altre Circoscrizioni concordati. Non appare credibile, pertanto, che la coalizione dell'opposizione possa, giunti a questo momento, corrispondere alle esigenze di visibilità elettorale, anche queste del tutto legittime della Lega.

Quello che appare meno legittima e vagamente ricattatoria, se corrispondente al vero, è la "minaccia" della Lega di correre da sola e con un proprio presidente in pectore nella Circoscrizione Centro. Creando sicuramente molti problemi a tutto il resto dell'opposizione. Il Centro, dopo la circoscrizione Est, è una delle circoscrizioni più seriamente in competizione con la sinistra. Che pur partendo con un netto vantaggio sulla carta, potrebbe veder mancare un buon numero dei suoi vecchi elettori a favore di un credibile cambiamento di rotta e di politica.

Che, per forza di cose, non può che essere rappresentato dalla coalizione che presenterà Taiti quale nuovo presidente. Ed allora l'atteggiamento della Lega, se davvero finirà per correre da sola, non potrà che rendere più difficile il cambio di guida ovvero facilitare la conferma della sinistra alla guida del Centro. Che non pare un gran risultato!

Ovviamente, comunque, siamo sicuri che gli elettori, di fronte ad un quadro politico che contempla un'ampia possibilità di cambiamento, sapranno scegliere per il meglio, concentrando i loro voti consapevoli sulla coalizione e sul candidato che, solo, ha concrete e solide possibilità di battere anche al Centro l'esponente della sinistra.

DUOMO


PIAZZA DUOMO


Passando stamani alle 8,00 in piazza del Duomo ho notato tre operai che stavano lavorando allo scavo fatto tra il Duomo e Corso Mazzoni. Preciso che l'altra settimana Massimo Taiti ha fatto un'interrogazione in Consiglio Comunale per sapere notizie su chi svolge i lavori, cosa è stato trovato (ci sono una serie di cartellini numerati che separano i vari strati di pavimentazione) e come sarà sistemato tale scavo (sia in senso fisico che culturale, vale a dire se verrà apposta una targa per segnalare le tracce storiche riscontrate).


Enrico Bianchi

BIOTESTAMENTO


COMUNICATO STAMPA




Continua la campagna di raccolta firme per una legge sul testamento biologico che dia ad ogni cittadino la possibilità di scegliere liberamente le sue dichiarazioni di fine vita. Anche Sabato e domenica prossimi, dalle ore 10 alle 13 e dalle 17 alle 20, in Piazza del Comune-Corso Mazzoni sarà presente il banchetto per firmare la petizione al Parlamento dell'associazione Luca Coscioni. Sono anche a disposizione i modelli per i biotestamenti. Si avvicina intanto l'avvenimento centrale dell'intera campagna pratese:




Sabato 16 maggio, alle ore 17,30, al Caffè delle Logge di Piazza del Comune verrà presentato il libro di Mario Riccio e Gianna Milano "Una morte opportuna", la storia dell'intervento del dr. Riccio per esaudire le ultime volontà di Piergiorgio Welby.


Con i due autori saranno inoltre presenti:


Mina Welby, dell'associazione Coscioni


Francesco De Ninno, medico anestesista


Giacomo Grassi, filosofo




Il Notaio Luigi Aricò sarò presente per autenticare le firme sui biotestamenti e per raccorglierli e rubricarli.




Associazione LiberaUscita


vicepresidente nazionale Meri Negrelli


Associazione radicale Liber@Mente Prato


il segretario Vittorio Giugni




EMAIL


Guida sicura verso il cestino


Beppe Severgnini (corriere.it)

Guida sicura verso il cestino. Ovvero: come scrivere un'email kamikaze, destinata a schiantarsi nella "posta eliminata". Bastano poche righe, contenenti le espressioni giuste, per garantirsi attenzione nulla e, con un po' di sforzo, anche un certo risentimento da parte dell'ignaro destinario. Qualche esempio, tratto dalle prime righe di email non richieste, ricevute in poche ore. Il numero finale (tra parentesi) indica il tempo di permanenza nella mia "posta in arrivo".


"A Roma il 14 maggio i guru del marketing..." (3")


A Roma in maggio sembra accadere di tutto (come a Milano in ottobre), e questo è già un handicap per il mittente/incosciente. I vocabocoli "guru" e "marketing", insieme, funzionano come un colpo di pistola in un branco di gatti: tutti in fuga!


"Gentile Giornalista, in allegato il comunicato stampa in oggetto che spero possa essere di interesse per la sua testata. Non esiti a contattarmi per ulteriori informazioni" (7")


Nessun collega, che io sappia, ha mai contattato l'autore di comunicati-stampa siffatti. Anzi, no: pare sia accaduto, il 30 marzo 2007, ma la notizia non è mai stata confermata.


"Carissimi, sono felice di segnalarvi un appuntamento all'interno del ciclo di incontri..." (2")


"Carissimi" è scritto in blu, "sono felice etc..." in nero: l'evidente copia-e-incolla aumenta la diffidenza, resa elevata dal "ciclo di incontri" (una formazione circolare che l'Alighieri pensava di inserire tra i gironi infernali).


"Invito- Solo per creature straordinarie - Un evento imperdibile - Un'occasione prestigiosa per celebrare..." (4")


"Imperdibile", "prestigioso" e "straordinario" sono tre aggettivi-spia: quando li leggete, allarme rosso! Hanno sostituito "exclusive" e "vip", in voga negli anni Novanta e oggi confinati in discoteche di provincia e villaggi turistici.


"Cari amici, Vi informo che sono aperte le iscrizioni per..." (1")


Le iscrizioni si aprono alla velocità con cui si chiudono certe email: è una sfida continua. Devo dire che quello citato era un caso interessante: si trattava, infatti, di un corso di danza ("Il migliore corsista sarà invitato ad esibirsi in Bulgaria!").


COSTRUIAMO LA SVOLTA - Gentili Dottori, in allegato alla presente Vi inviamo il numero di maggio 2009 (8", lo stupore mi ha indotto a rileggere).


"Costruiamo la svolta"?! Solo l'Anas è autorizzata a usare questo linguaggio. E poi: evitare le maiuscole, PERBACCO! Infine: come sanno che siamo tutti "Dottori"? E quelli che, con fatica, sono riusciti a non esserlo? ****


Si ringraziano la Casagit, la Farnesina, Auriga, Arts Council, Asa Gray, Ninja Press, Serdica Music e Largo Augusto Multimedia per la gentile collaborazione.

DISABILITA'


Voto ai disabili: benvenuta la legge Welby – Mingroni

• Comunicato stampa dell’Associazione Luca Coscioni:

Erano anni che, prima con Luca Coscioni poi con Piergiorgio Welby ed infine con Severino Mingroni, l’Associazione Luca Coscioni, e il movimento radicale, ha combattuto per affermare il diritto di voto dei disabili intrasportabili, documentando con video, foto e lettere di denuncia lo scandalo dei cittadini senza voto.
Nelle ultime legislature c'è sempre stata una proposta di legge radicale volta a consentire il diritto di voto ai disabili intrasportabili. Oggi il voto del Senato, a completamento dell'iter legislativo traducendo in legge la Pdl a prima firma della deputata radicale Rita Bernardini, corona questa battaglia di civiltà la cui ragionevolezza, non ha scaldato i cuori dei palazzi della politica ed è stata conquistata grazie all'accelerazione d'iniziativa nonviolenta di sciopero della fame protrattasi per otto giorni nell'ultimo scampolo di tempo utile per consentire il diritto di voto a tutti prima delle elezioni europee.
L'Associazione Luca Coscioni ringrazia i militanti e gli iscritti e tutti coloro che in questi anni hanno dato la forza di perseverare nell'obiettivo e idealmente la dedica ai due dirigenti dell'associazione che più hanno lottato per conseguire questo risultato: Piergiorgio Welby e Severino Mingroni.
Chiediamo agli organi di stampa di riconoscere la paternità di questa lotta all’Associazione Luca Coscioni ed invita ad utilizzare le foto (presenti sul sito
lucacoscioni.it) e diffondere quanto più possibile la notizia tra le persone disabili.