sabato 13 giugno 2009

ROMANI


SPIN DOCTORS ROMANI


Saranno anche arrivati da Roma, spediti a Prato direttamente dalla segreteria nazionale, molto preoccupata. Ma gli spin doctors di Massimo Silvano Carlesi hanno confezionato l'ennesima gaffe di questa sciagurata settimana per l'ex assessore alla mobilità.Il volantone in distribuzione oggi nel centro storico pare infatti un tripudio di bestialità.La copertina (col faccione cipcioppesco di Massimo Silvano....) recita:
I pratesi dicono Carlesi. Carlesi dice: "il lavoro, la legalità, l'etica: non bastano dei Cenni, ci vuole il Massimo".

Che come creatività pare uscito dalla penna di un pubblicitario ubriaco!

La copertina chiude con la seguente chicca: Il 21 e 22 giugno votiamo Massimo Carlesi sindaco dei pratesi.Infine i geniali spin doctors romani, ovvero il tipografo, inseriscono tra i simboli dei partiti che sostengono Carlesi quello del PLI: peccato che non sia quello giusto. Infatti la forza politica che appoggia Carlesi è il PLI-Insieme per Prato, con i due simboli a comporre le due metà del logo politico. Il taroccamento, ovvero lo sbaglio, è assai grave. Perchè potrebbe indurre l'elettore in errore. Non esiste infatti l'appoggio del solo PLI a Carlesi. A meno che... A meno che quelli di Insieme per Prato non abbiano abbandonato la contesa e preteso l'azzeramento del simbolo della loro lista. Vedremo.

La controcopertina, invece, contiene i propositi dei due candidati democrats che vanno al ballottaggio.La parte centrale è occupata dal mantra che inizia con
"Noi che scommettiamo.......". La terza "strofa" del mantra recita: "Noi che non portiamo il lavoro in Cina". Come accusa ed attacco verso Roberto Cenni. Che in conferenza stampa con il sottosegretario Buonaiuti ha potuto subito replicare con un efficace contromantra dedicato a Carlesi e Gestri: "Noi che abbiano portato la Cina a Prato" suscitando l'uragano d'applausi della platea del Cristall.

Infine la controcopertina chiude con le firme di Massimo Silvano Carlesi e Lamberto Gestri. Che si firmano rispettivamente "Sindaco dei pratesi " e "Presidente della Provincia".

Che a noi pare offensivo verso i cittadini-elettori. Che decideranno, loro (si spera....) chi dovrà fare il sindaco ed il presidente della Provincia! Inquietante ed irrispettoso, in ultimo, quel "sindaco dei pratesi" sotto la firma di Massimo Silvano Carlesi. Se vince Cenni di chi sarà sindaco.....?

GONFIENTI (2)












CITTA' ETRUSCA

Ieri ci siamo recati, per un evento promosso dalla parrocchia di Gonfienti, a visitare la domus etrusca, meglio nota come città etrusca sul Bisenzio.Inoltro alcune foto che si commentano da sole:Faccio presente che, secondo quanto riferito dal presidente della società Interporto, dott. Napolitano, nel corso di una riunione di qualche settimana fa all'ARCI di Prato, si è pronti da subito a ripulire il sito archeologico di Gonfienti; inoltre, la messa in sicurezza del sito prevede la copertura con teli appositi e poi il definitivo insabbiamento. Finita questa operazione Interporto é intenzionata ad installare sull'area sotto tutela alcuni pannelli solari.Premesso ciò, non credo che potremo ribaltare i piani messi in programma da Interporto con il benestare della Soprintendenza, in quanto ci sono in ballo finanziamenti multimilionari che dovranno arrivare dall'Unione Europea.Una cosa però mi sembra importante che sia detta: dobbiamo convincere i nostri politici (futuri) che i reperti etruschi trovati a Gonfienti possono dieventare un valido mezzo pubblicitario per la creazione di un turismo di qualità, che significa non solo alberghi e ristoranti, ma tutto un indotto necessario pr una buona organizzaione di questa iniziativa.E' perciò importante che il futuro sindaco, insieme all'ass. alla cultura ed anche al futuro presidente della prov. di Prato, si attivi al più presto presso la Soprintendenza ai Beni Archeologici e presso la segreteria del Ministero dei Beni Cuilturali per chiedere che i reperti più significativi (ci sono 4 kylix, tra cui quella più preziosa attribuita a Douris, alcuni buccheri, le antefisse, i monili in corniola intersecati da fili d'oro, ecc.) siano custoditi a Prato, in un luogo accessibile al pubblico; nello stesso tempo i nostri rappresentanti cittadini dovranno attuare una serie di iniziative pubbliche per realizzare conferenze internazionali e seminari di studio sugli Etruschi che abitavano la città di Gonfienti e la Calvana, in modo da far parlare di Prato i quotidiani e le riviste specializzate estere.Secondo me solo in tal modo Prato potrà avere uno sviluppo economico legato al turismo.Bisogna esserne convinti tutti e muoversi insieme in questa direzione.

Enrico Bianchi


Didascalie:

foto 1 un palo con relativo plinto di cemento situato di recente nell'area dell' Interporto
foto 2 nuovi pali per il telecontrollo
foto 3 pali vicino alla domus etrusca (di 1.440 metri quadri)
foto 4 il Prof. Giuseppe Centauro che illustra la domus etrusca e la sua storia
foto 5 com'è oggi l'interno del sito della domus etrusca

MANTRA


Il Pd nazionale si mobilita per Carlesi e Gestri «I pratesi dicono Carlesi»
Il presidente Claudio Martini al comitato elettorale: «Siamo dei combattenti»

Una volta la chiamavano così: “la gioiosa macchina da guerra”. Era quando il Pci – sigla desueta, qualcuno quasi si vergogna a ricordarla – decideva che era l’ora di mobilitarsi. E allora avanti con le truppe cammellate. Solo una volta ha mancato il bersaglio. Ma è storia passata. Ecco per i candidati di centrosinistra Massimo Carlesi e Lamberto Gestri, sta accadendo qualcosa di simile.
Per sostenere il candidato sindaco e il candidato presidente della Provincia, entrambi alle prese con un ballottaggio (domenica 21) giudicato comunque difficile, si è mosso il Pd nazionale, si è mosso quello regionale, è accorso il presidente della Regione Claudio Martini. Tutti qui a Prato. Un super staff di esperti della comunicazione da 48 ore gira tra la sede del comitato in via Muzzi e quella del partito in via Carraia, mentre i giovani fanno la spola dalla tipografia per manifesti, volantini, vele da mandare in giro, camper – saranno 8 – da far girare per città e frazioni.
**Il territorio, oltre che dai candidati, sarà competenza del governatore della Toscana già da ieri al comitato. Analisi del voto in mano, mappe della città sul tavolo, agenda aperta davanti. «Sono sereno e determinato». E’ sceso in campo in prima persona perché dice: «Siamo dei combattenti e lo faremo fino all’ultimo». Per Martini un calendario fitto di appuntamenti. Andrà nei quartieri, uno per uno, soprattutto in quelli nei quali l’astensione – diffusa su tutto il territorio con percentuali tra il 25 e il 35% – è stata più alta «per tentare di recuperare i consensi – spiega – e per ascoltare tutti i problemi dei cittadini». Un tour “on the road”, per il governatore della Toscana, per dieci anni sindaco di Prato, che dovrà affrontare anche la questione della legge regionale sull’immigrazione che tante polemiche a destra e dopo il voto anche a sinistra, ha suscitato. «Questa è la mia città e questa è la mia gente» dice Martini. Lo ascolteranno.
Pronti i nuovi slogan che invaderanno la città, firmati degli esperti di comunicazione Paolo Del Bravo e Marco Ferri dell’agenzia romana Paolo del Bravo. Hanno incontrato vertici politici e candidati pratesi, hanno annusato la città, i suoi problemi, hanno studiato il voto. Il risultato è questo: «Carlesi è il sindaco, lo dicono i numeri, l’uomo delle istituzioni e così deve parlare – spiegano Del Bravo e Ferri – Ha un compito difficilissimo: ricostruire il tessuto sociale della città, garantire coesione e radici in una fase di crisi fortissima. Non serve certo fare una campagna elettorale come fosse un talk show – aggiungono – che chi fa la battuta più d’effetto vince. Serve serietà». E allora i “mantra” devono essere sulle questioni: “I pratesi dicono Carlesi” e di seguito: “Prato deve rilanciare il tessile e tutelare il tessuto sociale“. Oppure: “Voglio rinnovare Prato e comincio dalla fonti rinnovabili” o ancora “Devono andare mano nella mano i valori economici e i valori umani”.
Un colpetto allo sfidante: “Chi porta le imprese in Cina? Lo steso che a Prato e contro i cinesi”. E per finire: “Il lavoro, la legalità, l’etica: non bastano dei Cenni ci vuole il Massimo». Altrettanto incivisi gli slogan per Gestri, tutti giocati sulla filiera: “Gestri sa come si fa” e di seguito: “C’è da confezionare nuove opportunità”, “C’è da tessere un nuovo futuro”, “C’è da ricucire diritti e sviluppo”. A dare una mano anche Guelfo Guelfi, pratese d’origine e «per amore» ci tiene a dire, comunicatore politico da sempre, che ha firmato la campagna elettorale per Matteo Renzi e oggi dà una mano anche a Carlesi e Gestri. «Faccio una citazione da “Berlinguer ti voglio bene” – sorride Guelfi – che mi pare azzeccata: “Partecipiamo tutti eccessivamente”».
(massimocarlesi.it)

CENNI




Dopo la fuga di Massimo Silvano Carlesi. Gran bel comizio elettorale di Roberto Cenni.

GONFIENTI(1)












Altro strazio!!!



GONFIENTI












L'ex area archeologica dell'ex domus etrusca di Gonfienti. Oramai distrutta dal fango, dalla vegetazione per il completo abbandono del sito da parte della Soprintendenza, dell'Interporto e di tutte le istituzioni cittadine, provinciali, regionali e statali. L'unica meraviglia rimasta nell'area è lo splendido ed eccezionale, per le dimensioni inconsuete, ramarro smeraldino "etruscensis". Lunga e buona vita almeno a te, amico!



PUNTO POLITICO


ULTIMA SETTIMANA


Manca ormai solo una settimana al decisivo ballottaggio per conoscere chi occuperà le poltrone di Sindaco di Prato, Presidente della Provincia e Sindaco di Montemurlo.

I risultati delle elezioni hanno già abbondantemente rivoluzionato la geografia politica pratese. Le due più imortanti circoscrizioni cittadine sono già finite nel carniere dell'opposizione. La Est è appannaggio del candidato del PdL Alessandro Ciardi; la Centro del candidato civico Massimo Taiti.

L'opposizione ha conquistato la maggioranza dei consensi (alle europee) nei Comuni di Carmignano e Poggio a Caiano. Grossi scricchiolii nel consenso la sinistra ha avvertito, pur vincendo al primo turno, anche nei comuni una volta "bulgari" di Cantagallo, Vaiano e Vernio!

Il 21 e 22 giugno si tratta di consolidare, rafforzare e ribadire la volontà di cambiamento che è il sentimento politico che emerge con assoluta nettezza da queste consultazioni.

E che è a portata di mano per l'opposizione. La vittoria in tutti e tre gli enti è possibile! Ma anche se solo una delle tre postazioni venisse conquistata dall'opposizione si potrebbe gridare "vittoria". Perchè il successo, per la prima volta in 63 anni, porterebbe una ventata d'aria nuova e di entusiamo nelle altrimenti chiuse, esangui e stantie stanze del Palazzo. Il contagio si estenderebbe a tutto l'immobile quadro politico pratese.

Che, intanto, è alle prese con la costruzione delle alleanze e degli apparentamenti per il prossimo appuntamento.

L'opposizione ha già conquistato significativi e nuovi apporti. "Prato Libera e Sicura" di Aldo Milone al Comune di Prato ed in Provincia; l'UDC di Francesco Querci e Prato Civica di Luciano Mencacci in Provincia; sempre alla Provincia sono probabili gli ulteriori apporti dei Socialisti per le Libertà di Salvatore Pirronello e quello della DC di Raoul Cangemi.

Pure in Comune sia i Socialisti per le Libertà di Francesco Mazzeo e la lista di Alessandro Rubino sembrano orientati a concedere il loro appoggio a Cenni. A Montemurlo Biscotti può già contare sull'apparentamento con la Lega Nord.

Sul versante di sinistra gli accordi conseguiti da Carlesi e Gestri sono tutti sul crinale dell'estremismo politico. Rifondazione Comunista e Rossoverdi correranno in soccorso dei candidati democrats. Connotando ancora di più quella coalizione come un monocolore "rosso" con la sola aggiunta degli "infidi" alleati dipietristi.

Si vanno dunque profilando per Roberto Cenni e Cristina Attucci le migliori condizioni politiche per il testa a testa finale e definitivo. Non a caso sia Carlesi che Gestri hanno già rifiutato e rifiuteranno qualsiasi tipo di faccia a faccia pubblico con i competitori dell'opposizione. Dichiarando, implicitamente, una evidente difficoltà a sostenere il confronto delle idee. E facendo un grave danno democratico ai cittadini-elettori che si vedranno privati di un ottimo strumento per conoscere per poi deliberare la propria scelta.

Si susseguono, infine, sui blog e su facebook, accorati appelli di presunti opinion leaders a votare per Carlesi e Cenni facendo ricorso principalmente alla paura di vedere epigoni di Berlusconi o del centrodestra nazionale sedere sui massimi scranni delle istituzioni pratesi. Quando si richiama il sentimento spesso inconscio della paura si compie sempre, da qualsiasi parte lo si faccia, un attentato alla libertà di scelta dei cittadini. Stupisce che persone di solito accorte, intelligenti e libere, si adagino su questo piano.

Nessun barbaro è alle porte della città (anzi se pensiamo a qualcuno degli attuali assessori può darsi che adesso sia nelle stanze del potere.....); nessun cosacco verrà ad abbeverare i cavalli al Bacchino. Lo sappiano noi; lo sanno loro. Solo una disperante solitudine può sortire questa sorta di appelli alle viscere degli elettori. Roberto Cenni, Cristina Attucci ed Aurelio Biscotti, se vinceranno (e vinceranno....) saranno tutti e tre dei buoni amministratori democratici, liberi e civici. Ed i cittadini avranno solo da compiacersi per aver fatto con una scelta di cambiamento, una scelta di libertà e di democrazia.




MARTINI


MARTINI GO HOME


Il governatore della Toscana, l'ex pratese ed ex sindaco della città Claudio Martini, ha, infine, formulato il ricorso all'arma di distrazione di massa. Verrà a Prato la prossima settimana a sostenere il candidato della sinistra Massimo Silvano Carlesi!

Non sappiamo quanto la calata dal capoluogo gigliato del governatore potrà giovare a Carlesi.

Possiamo solo sottolineare come Martini ha, per 5 lunghi anni, abbandonato Prato, ed il sindaco Marco Romagnoli, al suo destino di declino socio-economico e politico.

Claudio Martini fu, nel 2004, il king maker di Romagnoli. Nella rissa che si era scatenata tra Gianni Del Vecchio e Antonello Giacomelli per raccogliere l'eredità del sindaco uscente Mattei, Martini, da Firenze, impose, manu militari, il suo uomo, dirigente apicale della Regione Toscana. E Marco Romagnoli, obtorrto collo probabilmente, rispose obbedisco. I pratesi lo gratificarono con il passaggio al primo turno con oltre il 53% delle preferenze elettorali!

Ma, non appena insediato, Romagnoli fu lasciato, anche dal suo "benefattore", assolutamente solo. E dovette subire il ritorno del Partito e dei partiti nella scelta della Giunta. Romagnoli fu lasciato solo da Martini anche durante l'attività di governo. Dalla Toscana non è arrivato a Prato un aiuto particolare per la nostra città nè dal punto di vista economico nè dal punto di vista legislativo.

E Romagnoli è stato lasciato solo da Martini quando, con un assoluto colpo di mano della dirigenza pratese, gli fu chiesto di "mollare" lo scranno di sindaco.

Invitato, con lo strumento di un sondaggio clandestino, a non ripresentare la sua candidatura Romagnoli si trovò anche impossibilitato a dare battaglia all'interno del PD poichè Claudio Martini si schierò, a sorpresa ed ingenerosamente, con i suoi avversari interni, ovvero con la "casta" dominante in città.

E Martini, dopo avere sostenuto alle primarie democrat la candidatura dell'alfiere della "casta" Paolo Abati, poi sconfitto da Carlesi, cala adesso su Prato per cercare di risollevare le sorti elettorali del suo partito e di Carlesi.

Ovvero di un candidato che visibilmente non stima; del quale non apprezza nè la ostentata religiosità e neppure le proposte programmatiche.

Ed al quale, nelle ultime settimane, ha anche fatto dono di una legge regionale sull'immigrazione che, di certo, non ha portato consensi a Carlesi.

Adesso, solo adesso, Martini ha deciso di venire a Prato. Può essere un altro vantaggio per Cenni. Manca ora che anche Antonello Giacomelli, desaparecido dopo aver fatto bancarotta da tutte le parti nelle primarie, decida di "aiutare" Massimo Carlesi. Avanti, c'è posto!

CENNI

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COLONNA SONORA PER ROBERTO CENNI

(The show must go on-Queen-Wembley-London)

CENNI

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COLONNA SONORA PER ROBERTO CENNI

(Nessun dorma-Giacomo Puccini-Luciano Pavarotti-Terme di Caracalla-Roma)

venerdì 12 giugno 2009

DELFINI
















MATTANZA

Sembra incredibile! Ma questa mattanza dei delfini si ripete ogni anno nelle baie delle Isole Faroer, nella civile ed europea Danimarca.
I delfini "calderones", come tutti i delfini, sono assai socievoli e volentieri si avvicinano agli uomini. Queso il trattamento che questi altri "animali" gli riservano. Vergogna!!!!

BEPPISMO


DIKTAT E BEPPISMO


I grillini pratesi hanno deciso. Si adegueranno alla linea nazionale: nè Pdl e nè Pdmenoelle!

Ecco come anche una interessante esperienza "dal basso" viene risucchiato nel sistema. Il sistema della partitocrazia. Dove chi comanda a Roma (o Genova) impone la sua visione della politica anche a Prato! Dal grillismo al beppismo! Amen.

FUTURO


Intervista a Marco Pannella: "E ora Chianciano"

da Left del 12 giugno 2009, pag. 22

Che futuro si scelgono i Radicali da soli e senza quorum?
Ce ne sono diversi plausibili. Consapevoli del detto che "si vive insieme e si muore soli". Anche se non è sempre vero. La nostra è una famiglia storica di ormai 60 anni che abbraccia 4 generazioni anagrafiche, senza interruzioni. Abbiamo la grande fortuna di avere ricevuto lasciti ideali eccezionali. Abbiamo ereditato chiavi di lettura del nostro tempo che funzionano, abbiamo scelto il precariato come condizione politica di vita, le doppie tessere, la libertà assoluta di associazione, dimostriamo che è possibile essere precari indefinitamente ed esistere.
Avete chiamato le sinistre a Chianciano. Ma i Radicali sono di sinistra?
Sarebbe interessante capire piuttosto se la destra e la sinistra sono radicali, laiche, o no. Tutti gli altri aggettivi appartengono al vecchio, non al nuovo possibile. La sinistra radicale ci ha anche fregato il nome. Astuzie banali per cancellarci. Noi invece siamo quelli che denunciavano la metamorfosi del fascismo in partitocrazia e antifascismo fascista.
li crinale destra/sinistra non esiste?
II nome proprio "radicale" ha un senso. Parla degli ultimi 50 anni della storia italiana. Destra/sinistra non hanno più significante. Anni fa noi occupammo l`estrema sinistra dei Parlamento dicendo che rappresentavamo l`alternativa liberale e riformatrice, quella della destra storica. Sai che vuoi dire? È liberale, comunista? Ho sentito in tv quel poeta, dolce, gay (e quindi radicale) di Nichi proporre di tassare i ricchi per i poveri. «Fino a che reddito?» gli hanno chiesto. «Prima bisogna far passare il principio, poi vedrà la politica». È una roba da politicante di 150 anni fa. Prodi nel 2006 rispose «centomila euro» e perse voti. Ma quello era uno serio.
Il socialismo però vi piace ancora?
Si, ma con una scelta interpretativa. La Rosa nel pugno è al cento per cento liberale, socialista, laica, radicale, non violenta e federalista.
Ma a quali famiglie politiche è rivolto l'appello di Chianciano, allora?
A nessuna. È per gli individui politici che hanno interesse a coltivare le individualità e non le appartenenze storiche. Per chi vuole nutrire di libertà la propria famiglia. Per chi crede nella ricerca di Prometeo e di Ulisse. Confronteremo proposte e obiettivi. Se su quelli si formalizza un accordo, sei un compagno.
D'accordo, parliamo di obiettivi allora.
Certo. La riforma della giustizia, la più grande emergenza del Paese che affligge milioni di persone e blocca gli investimenti esteri. La creazione di un vero welfare universalistico, non la cig per i ceti operai che lascia per strada contadini e artigiani. Da finanziare con l'innalzamento dell'età pensionabile. E poi la riforma americana delle istituzioni con i collegi uninominali. Devo continuare?

RADICALI


LETTERA APERTA AGLI ELETTORI RADICALI


Ci rivolgiamo ai 3.085 elettori che il 6 e 7 giugno, nella provincia di Prato, hanno dato fiducia alla lista radicale Bonino-Pannella, scrivendo in 718 il nome di Emma Bonino sulla loro scheda.Il 21 e 22 giugno saremo chiamati nuovamente alle urne per il ballottaggio per scegliere il presidente della Provincia, il sindaco di Prato e quello di Montemurlo.Sappiamo bene che gli oltre tremila cittadini pratesi sono persone libere che sceglieranno l'opzione che gli parrà più opportuna e giusta.Purtuttava ci rivolgiamo a questi elettori chiedendogli una ulteriore riflessione. Sia alla Provincia che nei Comuni di Prato e Montemurlo si presenta il 21 e 22 di giugno un'occasione storica per riportare anche il nostro territorio ad una normale dialettica politica tra maggioranza ed opposizione. A fronte di uno schieramento di sinistra che ha dominato incontrastato la politica pratese per 63 anni sono maturate oggi le condizioni per far prevalere un'alternativa di governo. L'opposizione, unitasi dietro i nomi di tre candidati, anche d'espressione civica come Cristina Attucci e Roberto Cenni, è finalmente in grado di esprimere una classe dirigente, programmi, alleanze e proposte per dare il cambio all'esausta "casta" di professionisti della politica che ha deciso dal dopoguerra ad oggi i destini amministrativi delle nostre comunità. Noi giudichiamo essenziale per la democrazia e la libertà che il 21 e 22 giugno possano affermarsi tutti e tre i candidati dell'opposizione politica pratese.L'avverarsi del cambiamento alla guida dei nostri maggiori enti locali sarebbe, comunque lo si voglia giudicare, una svolta storica. Nessun assetto democratico può reggere per oltre 60 anni senza trasformarsi in qualcosa di vicino ad un "regime". Il cambiamento può consentire anche alla ex maggioranza di depurarsi dalle incrostazioni burocratiche ed illiberali che, fatalmente, sopraggiungono dall'esercizio prolungato del potere assoluto. Dalla vittoria dell'opposizione e dei suoi candidati verrebbe prima di tutto un vento, atteso per tanti decenni, di libertà e di rinovata democrazia. Non cogliere l'occasione che ci si presenta il 21 e 22 giugno sarebbe davvero colpevole. Per questi motivi chiediamo ai 3100 elettori radicali di recarsi alle urne e di dare e fare fiducia al cambiamento rappresentato a Prato solo dai tre candidati dell'opposizione politica. Grazie.


Associazione Radicale Liber@MentePrato

Massimo Taiti, presidente

Vittorio Giugni, segretario-tesoriere

RIAFFONDAZIONE


COMUNISTI


Pare, dunque, che Rifondazione Comunista stia seriamente pensando a concludere un accordo per appoggiare il candidato della coalizione di sinistra al Comune di Prato.
Non ci appare francamente una grande novità e nemmeno una buona notizia per Massimo Silvano Carlesi. Che già si trova tra le mani una coalizione spostata largamente verso l'estremismo sinistrorso. Il segno sarebbe ancora più marcato se la dirigenza di RC decidesse davvero di schierarsi con Carlesi. Intanto bisognerebbe comprendere sulla base di quali accordi programmatici l'intesa verrebbe raggiunta. Leggendo i due programmi ognuno può vedere che sono molte di più le diversità che l'idem sentire. Pertanto l'accordo PD-RC potrebbe avvenire solo e soltanto con l'intento di portare i (pochi) voti che sono restati nel carniere comunale dei rifondaroli e di Paoletti. Che, comunque, resterebbe escluso,a nche in caso di vittoria di Carlesi, dall'approdo in consiglio comunale. Troppo bassa la percentuale raggiunta dalla lista per vedersi assegnato uno dei 24 seggi che andranno alla coalizione vincente per effetto del premio di maggioranza. Ed allora sarebbe interessante capire quali saranno gli scambi che, ovviamente, il favore fatto da RC a Carlesi comporterebbero per l'ex assessore.
Temiamo, però, che l'eventuale intesa con RC, in realtà, non avrà alcun effetto sull'esito del voto. Prima di tutto perchè gran parte dei voti comunisti si sarebbero indirizzati, comunque, verso Carlesi. Ma anche e soprattutto perchè il candidato PD avrebbe avuto bisogno di accordi politici diversi. Con forze moderate che gli potessero, magari, garantire una copertura sulla destra della coalizione riequilibrandola politicamente su quel versante.
Ma le attuali capacità di tessere alleanze da parte di Carlesi sono, purtroppo per lui, pari allo 0,25% promesso dalla lista RossoVerde! Che, vedi caso, è un marginale apporto ma anche questo tutto spostato ancora sulla sinistra.
Pare evidente la conclusione: Carlesi per cercare la vittoria dovrebbe spostare il baricentro della coalizione verso il centro. Per andare alla conquista di voti del proprio avversario. Ed invece non può far altro che incassare accordi, in atto e/oo futuro, con forze politiche che, fatalmente, lo caratterizzeranno ancora di più come candidato della sinistra pratese, perfino di quella più estrema. E tenuta, fino ad oggi, ai margini del governo cittadino non per cattiveria politica ma per le profonde divergenze programmatiche sulle cose da fare, le questioni da affrontare, il progetto amministrativo da mettere in campo.
Carlesi, giocoforza, dovrà subire allora, volente o nolente, i condizionamenti che RC e Rossoverdi vorranno porgli per la sottoscrizione dell'accordo. E, di più, la sua futura Giunta e gli altri assetti di governo saranno naturalmente impostati in questa logica. Con la conseguenza che ognuno può immaginare sulla scarsissima coesione politica della maggioranza carlesiana (eventuale..).

FECCIA (?)




12-06 Istituzioni, Politica"Nessuno ci ha invitato a preparare un incontro"Corriere di Prato

12-06Istituzioni, PoliticaAiuto Cenni e poi lascio La Destra Il Tirreno Prato

12-06 Istituzioni, PoliticaAttucci attacca «Una scelta di regime»Il Tirreno Prato

12-06Istituzioni, PoliticaAttucci: «Lo gestirà l'Arci ' la fotografia di un regime»La Nazione Prato

12-06Istituzioni, PoliticaBiscotti attacca «Lorenzini è senza idee»La Nazione Prato

12-06Istituzioni, PoliticaCarlesi scappa dal dibattito pubblicoIl Giornale della Toscana


12-06Istituzioni, PoliticaCenni-Carlesi, salta il confronto: è guerraLa Nazione Prato


Con involontario umorismo così il titolista ha scritto il titolo di un articolo comparso stamattina sul Tirreno. Resta da comprendere quale dei due competitors sarebbe la "feccia" secondo il curatore della rassegna stampa!!

SBALLOTTAGGIO


IL GIOCO


Attenzione! Gioco per i lettori. Domenica 21 e lunedì 22 giugno dovremo decidere da chi dovrà essere governata Prato nei prossimi cinque anni. Al ballottaggio si sfideranno all'ultimo voto Massimo Silvano Carlesi (per la maggioranza uscente...) e Roberto Cenni (per l'opposizione ...entrante...). Probabilmente i nostri lettori conoscono a menadito i programmi ed i progetti elettorali di tutti e due i candidati. Che, insieme alle caratteristiche personali dei due competitors, sono i tratti salienti sui quali un cittadino normalmente democratico e libero dovrebbe decidere il suo comportamento nell'urna.

Allora proponiamo questo gioco: nominiamo A e B i due candidati (e voi non sapete chi è A e chi è B...). Accanto alle lettere indicheremo spezzoni delle più significative proposte elettorali avanzate dall'ignoto candidato. Indovinate quali proposte vi aggradano di più e indicate voi il canidato che, a vostro giudizio le ha formulate. Cominciamo:


A.. Si è schierato contro la variante cosiddetta ex Banci che prevede un polo espositivo in quell'area e la cementificazione di vaste zone limitrofe;

B. E' favorevole alla variante ex Banci;


A.. Propone di cessare la cementificazione selvaggia delle residue aree libere del territorio pratese. Prevede che le nuove costruzioni debbano necessariamente comportare la "rottamazione" di vecchie edificazioni;

B.. Prevede di continuare ad incrementare il patrimonio edilizio commerciale, industriale e residenziale anche utilizando aree attualmente verdi;


B.. E' favorevole alla soluzione incenerimento per lo smaltimento dei rifiuti urbani. O a Case Passerini ovvero al nuovo inceneritore di Casale;

A.. Propone soluzioni per lo smaltimento dei rifiuti che non prevedono l'incenerimento ma la raccolta differenziata porta a porta e l'applicazione di nuove tecnologie ecocompatibili per le quote indifferenziabili;


A.. E' l'unico candidato che in campagna elettorale ha parlato e difeso dei diritti degli animali e di quelli d'affezione in particolare;

B.. Non ha fatto cenno ad alcuna proposta animalista;


B.. E' stato l'unico candidato che ha fatto appello alle risorse culturali della città. Immaginando che una risposta alle attuali difficoltà possa essere anche quella di aumentare l'attenzione verso chi fa cultura ed immettendo massicce dosi di qualità culturale nelle iniziative di governo della città;

A.. Non ha alcuna proposta specifica su questo tema;


A.. Come tutto il suo schieramento non ha alcuna seria proposta per la salvaguardia e la riqualificazione dell'area archeologica di Gonfienti;

B.. Ha inserito nel suo programma, e ne parla in ogni occasione, il tema della valorizzazione inenudibile della città etrusca di Gonfienti;


B.. Ha formulato una precisa proposta per il rilancio delle attività tessili con implicazioni ecologiche assai interessanti;

A.. Non ha alcuna proposta concreta per il rilancio delle attività della filiera tessile;


A..Ritiene opportuno lavorare per limitare l'afflusso di immigrati nel nostro territorio. Che, verosimilmente, non ha più margini di accoglienza;

B.. E' d'accordo per proseguire le politiche sociali di accoglienza di nuove quote di immigrazione;


B..Ritiene che la sicurezza dei cittadini non possa essere meritevole di una eccessiva attenzione da parte del governo cittadino. Perchè basata essenzialmente su una errata percezione dell'insicurezza;

A..Ritiene necessario governare le situazioni di rischio sicurezza che si rivelano un vero problema reale in alcune zone della città;


A..Propone di realizzare una riqualificazione del Centro Storico, delle piazze e dei monumenti attualmente in stato di degrado;

B.. Non ritiene che il Centro Storico sia attualmente in uno stato di avanzato degrado fisico, economico e sociale.


I lettori che lo vorranno potranno abbinare ad ogni singola proposizione il nome del candidato che, secondo loro, l'ha formulata e presentata. Poi potranno divertirsi a decidere quale dei due candidati ha presentato il programma, a loro giudizio, migliore. Ovvero quello più di sinistra o quello più di destra. E fatecelo sapere. Grazie.



FUGA


A GAMBE LEVATE


Massimo Silvano Carlesi (ed a ruota Lamberto Gestri...) ha rifiutato (come volevasi dimostrare...) l'invito a due faccia a faccia con Roberto Cenni. Il primo dei quali era in programma per stasera in Piazza del Comune. L'altro ai giardini di Via del Guado a Maliseti il 16 giugno!!!

Assai risibili le "giustificazioni" addotte dai due candidati della sinistra per la loro non partecipazione. Non hanno avuto adeguato preavviso.......!!!

Ma è evidente che la decisione di sfuggire al confronto è dovuta alle notevoli difficoltà dei due e di Carlesi in particolare a sostenere decentemente e convincentemente un dibattito pubblico con Roberto Cenni. Anche alla luce dell'esito dell'unico confronto tenutosi al Pecci qualche settimana fa. In quell'occasione Cenni "stracciò" letteralmente Carlesi!

giovedì 11 giugno 2009

RIFIUTI


ROBERTO CENNI INCONTRA I CITTADINI SUL TEMA DELLO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI

Fari puntati sul tema caldo dei rifiuti. Il comitato elettorale di Roberto Cenni ha organizzato per domani mattina (venerdì 12 giugno) alle 11, un incontro aperto ai cittadini nella sede del comitato all’ex cinema Cristall in corso Mazzoni sul tema dello smaltimento dei rifiuti e sulla raccolta differenziata.
All’incontro parteciperanno il candidato sindaco Roberto Cenni insieme all’ingegnere Giuseppe Vitiello che porterà la sua esperienza e i suoi studi sull’importanza della raccolta e dello smaltimento.
“Il tema dei rifiuti è una della problematiche più importanti e delicate – spiega Cenni – per questo il nostro impegno vuole essere a 360° e toccare con mano tutti gli aspetti più cari alla società. Per trovare soluzioni è importante prima di tutto conoscere il problema e studiare tutte le risposte possibili da dare al mondo imprenditoriale e ai cittadini nel rispetto dell’ambiente e della salute”. La soluzione del termo valorizzatore è una risposta a lungo termine, credo che in questo momento vadano percorse tutte le strade possibili, soprattutto quelle dove l’ambiente ci guadagna”.



COMITATO PER ROBERTO CENNI SINDACO
Ufficio Stampa Roberto Cenni

Corso Mazzoni, 1559100 Prato


339.1835431

DEBACLE


LA FRANA DELLA SINISTRA


Può essere utile ed indicativo proporre un confronto numerico tra le elezioni comunali del 2004 e quelle di domenica scorsa, viste sul versante della sinistra.


Nel 2004 le varie forze politiche della sinistra ebbero il seguente risultato:


DS 34.015 voti (35,20%)

Margherita 9.268 (9,59%)

SDI 1.200 (1,24%)

Verdi 1.985 (2,05%)

Comunisti 2.177 (2,25%)

Udeur 289 (0,30%)

IdV 2.744 (2,84%)


PratoViva 1.702 (1,76%)

Rifondazione 6.102 (6,31%)


Totale 59.482 (61,54%)


Il 6 e 7 giugno la sinistra ha avuto questi voti:


PD 38.698 (39,89%)

Comunisti 1.153 (1,19%)

PLI 134 (0,14%)

Sinistra e Libertà 2.395 (2,47%)

IdV 4.133 (4,26%)

MRE 126 (0,13%)


Rifondazione 1.668 (1,72%)

RossoVerdi 254 (0,26%)


Totale 48.561 (50,06%)


In cinque anni, dunque, la sinistra (di governo e d'opposizione) ha complessivamente perso il consenso di 10.921 elettori, pari al 10,48% dei votanti!!! Impressionante, vero?




BUONISMO


COMUNICATO STAMPA


Desidero ringraziare Massimo Silvano Carlesi per le dichiarazioni di ieri. Adesso sono più tranquillo. Se verrà eletto Carlesi ha pubblicamente promesso che tratterà anche i presidenti delle circoscrizioni Centro ed Est come gli altri tre.Finalmente un tratto di carità cristiana che trapela da Carlesi.Dopo quanto sostenuto dallo stesso sugli abitanti del Centro e dell'Est mi aspettavo, francamente, che Carlesi, ove eletto, avrebbe scelto:


1.. di aumentare le tasse comunali in quei due quartieri;


2.. di far controllare i territori circoscrizionali da apposite ronde acchiapparicchi;


3.. di trasferirvi quote sempre più grandi di disoccupati, indigenti, nomadi;


4.. di non rivolgere la parola ai due presidenti;


5.. di non trasferire alcun contributo comunale a quelle circoscrizioni. Tanto sono ricche!


Confido, infine, in un ultima buona azione di Massimo Silvano Carlesi! Se dovesse invitarmi ad una riunione, predisponga anche per me (e per Ciardi..) una sedia e non ci costringa ad assistervi da dietro la lavagna. Grazie, mille grazie!

EQUILIBRIO


ASSINISTRA


Crediamo probabile che una delle maggiori ragioni della debacle (-7 punti in percentuale rispetto al 2004 ) del candidato sindaco della sinistra alle elezioni comunali di Prato sia insita nella natura politica della coalizione che ha messo in piedi ovvero che il suo partito gli ha preconfezionato e, probabilmente, imposto.

L'alleanza tra PD, IdV, Sinistra e Libertà, Comunisti, PLI e MRE ha un chiaro segno. E' fortemente sbilanciata a sinistra. Che neppure l'apporto qualunquista e giustizialista della lista di "destra" dell'Italia dei Valori riesce a riequilibrare. Men che meno le due liste raccogliticce e dell'ultimo minuto (forse inserite proprio per cercare un segnale di riequilibrio moderato..) di MRE e PLI (insieme hanno raggranellato poco più di 250 voti!!!) sono servite alla ricerca di una sponda diversa dalla sinistra. Ma il PD dovrebbe sapere che, ormai, le città e le società complesse come Prato difficilmente possono essere governate da monocolori di sinistra.

Da questo punto di vista allora l'affannosa ricerca di un accordo politico (giacchè i programmi sono del tutto divergenti e contrastanti...) con Rifondazione Comunista aumenterebbe a dismisura il carattere di estrema sinistra della coalizione. Che avrebbe al suo centro il PD ed alla sua sinistra il terzetto delle forze extraparlamentari di Comunisti, SeL e RC. Con, in più, la probabile pretesa dell'Italia dei Valori, seconda forza elettorale dell'alleanza, di pretendere il vicesindaco.

Se vincesse Carlesi si profilerebbe, pertanto, un ticket tra lui e Loredana Ferrara.

La Ferrara, infatti, è uscita con le ossa rotte dalla lotta interna all'IdV per le preferenze. La segretaria provinciale di Di Pietro è giunta fuori tempo massimo, addirittura quinta tra i suoi!!

In nessun caso la Ferrara potrà entrare in Consiglio. E punterà tutte le sue residue carte sui "tavoli" politico-alimentari che si apriranno dopo il 21 giugno.

Ma una Giunta che vedesse la Ferrara assessore e vicesindaco (una delle quattro donne promesse da Carlesi...) potrebbe davvero e credibilmente governare Prato? Ne dubitiamo fortemente e ci coglie una certa depressione solo al formulare l'ipotesi.

Ma il segno qualitativo complessivo rimarrebbe unicamente il formarsi di un monocolore di sinistra con cippature dell'estrema sinistra in aggiunta.

Che è una formula politica destinata al fallimento dopo pochi mesi. Il sindaco (eventuale) avrebbe difficoltà estreme a realizzare il suo programma elettorale (ampio e dettagliato su tutti i punti).

A cominciare dalla questione della variante ex Banci; a quella infinita dell'inceneritore (Case Passerini, Casale o Baciacavallo poco importa...); oppure sulla questione dell'area archeologica etrusca di Gonfienti e dell'Interporto. Così come sulla prevista rinnovata espansione cementizio-residenziale già decisa dall'ex assessore Ciuoffo e fatta propria da PD e Carlesi.

E' possibile che di fronte a qualche lauto banchetto allestito per i cespugli qualcuno sia tentato di accomodarsi e gradire. Ma, certamente, esponenti più seri e coerenti di quelle forze politiche averbbero buon gioco a lavorare al sabotaggio ed al contropiede politico nei confronti delle scelte della Giunta.

Quello che ne deriverebbe sarebbe, nel migliore dei casi, il permanere di un immobilismo amministrativo e nel peggiore il caos politico e la defaillance del governo cittadino.


PERDENTI


CHI LI HA VISTI?


Ballottaggio? Sissignori! In comune e in Provincia. Qualcuno lo aveva detto. Molti lo pensavano, decine di migliaia di elettori lo hanno deciso. Ora i perdenti respirano, per la prima volta l’aria pesante della possibile definitiva sconfitta e controllano a stento la voglia di una resa dei conti immediata all’interno del partito. Ma per quindici giorni c’è un’obbligata moratoria, una parentesi quasi surreale che tutti devono rispettare limitandosi a isolati mugugni.
Comunque vada, si avvicina il giorno che una frotta di alieni sarà costretta ad uscire dal bunker del partito e offrire poco eroicamente il petto al fuoco amico.
Rimandiamo a quel prossimo giorno più documentate riflessioni e qualche non amichevole commento. Per ora, dovendo galleggiare per quindici giorni nell’acqua infida del ballottaggio, una constatazione forse un po’ anacronistica ma inevitabile sfiora la mente politicamente confusa del popolo verace del centro sinistra. Dove erano,durante la campagna elettorale i nostri inamovibili dirigenti, i capi indiscussi dell’apparato, i brillanti assessori di lungo corso. L’aristocrazia dei nostri pseudo manager, i membri influenti di decine di consigli di amministrazione “partecipati”. Insomma dove erano e cosa hanno fatto i circa mille soggetti che devono al partito incarichi e collocazioni quasi sempre discretamente gratificanti. Certo, se qualcuno rilegge le cronache degli ultimi mesi, le decapitazioni improvvise, i sondaggi semiclandestini, la commedia, sostanzialmente drammatica, delle primarie, può cominciare a capire. Sul campo, in trincea a combattere una guerra che si sapeva difficile e pericolosa, sono mancati i perdenti permalosi di quelle inutili battaglie e i loro numerosi e organizzati amici “fedeli”, gli eliminati per ragioni dogmatiche dalla candidatura per il Comune e la Provincia, i giovani strateghi intenti, dentro il bunker, a far finta di dirigere un “loro” partito nuovo che non c’è ignorando quello”vecchio” fatto ancora di concreta tradizione, di preziosa esperienza di attivismo solidale e autentica passione politica. Principi e valori che avevano fatto grandi i partiti confluiti nel PD. In questa condizione non avrebbe vinto al primo turno nemmeno il più autorevole (si fa per dire) esponente nazionale del PD.
Ora “fischia il vento urla la bufera eppur bisogna andar,…”
La destra, giustamente galvanizzata dal successo e ad un passo dall’agognata vittoria finale, porterà al ballottaggio il massimo numero di votanti. A costo di bloccare per un giorno i caselli dell’autostrada Firenze mare
Il centro sinistra dovrà reagire alla cocente staffilata del 6 e 7 giugno e, con le ferite ancora aperte, passare di porta in porta richiamando umilmente il suo popolo all’orgoglio dei vecchi valori e delle romantiche passioni. A questo ultimo giro decisivo dovrebbero partecipare, a viso aperto, i perdenti permalosi, gli esclusi offesi, i pallidi strateghi, i managers tuttofare. Anche se quindici giorni sono pochi.
Ma chi è causa del suo mal pianga se stesso.


Carlo Montaini 10 giugno 2009

mercoledì 10 giugno 2009

RADIOGAS


CORAGGIO


Il nostro amico Marco Monzali, fondatore ed animatore di Radiogas, giornalista, DJ, ex esponente dei Verdi, ha dunque paura! Teme che i barbari (cosacchi bianchi....m'immagino...) abbeverino i loro magnifici cavalli delle steppe nella storica fontana di Piazza del Comune.


E che al loro seguito arrivino sul Mercatale Borghezio e Calderoli, Fede e Brunetta, Giordano (quello del Giornale, immaginiamo...) e Ghedini....


E che, dunque, sostiene Marco la città venga consegnata a manipoli di nostalgici fascisti col petto in fuori e la mano tesa...


Sostiene Marco che di fronte a questo scenario conviene, allora, montanellianamente,turarsi il naso, votare Carlesi e tenersi stretti i nostri capibastone locali; una giunta d'incapaci; un regime ultrassantennale; un oliatissimo sistema clientelare dove occorre la raccomandazione per accedere a qualsiasi impiego pubblico, parapubblico o pubblico-privato. Ma che, di contro, è anche dispensatore di pubblicità, sovvenzioni, contributi, regalie.....


La voglia di cambiamento, sostiene Monzali, sarebbe comunque stata innestata dal risultato incerto, dal ballottaggio, dal testa a testa e dal voto a voto del 21 e 22 giugno.


Francamente non sappiamo da cosa possa scaturire questa analisi drammatica dello scenario che è di fronte ai cittadini-elettori pratesi.


I radicali hanno affrontato le elezioni europee spillandosi sugli abiti delle scandalose stelle gialle.


Che non erano lì a significare il pericolo di un ritorno del fascismo! Erano portate per rammentare agli italiani che dal regime del ventennio nero l'Italia non è mai veramente uscita. E che vige in Italia un regime di monopartitismo imperfetto con Berlusconi che impersona l'ultima rappresentazione di un sistema partitocratico dove, tra palermitani e corleonesi, tra buoni a niente e capaci di tutto, si fa strame della legalità, della Costituzione, della democrazia e della libertà.


E, dunque, caro Marco il pericolo non viene da qualche nostalgico sansepolcrista e/o repubblichino. Il pericolo è questo regime che è rappresentato dal fascio di PdL e PD (con le rispettive cespugliature e cippature...) che, novelli ladri di Pisa, litigano di giorno ma, la notte, agiscono di comune accordo per fare i loro interessi alle spalle dei cittadini.


A noi pare questo il problema italiano. Altro che Borghezio e Calderoli.... o i pittoreschi rondaroli pratesi.


Cosicchè non si comprende per quale ragione i nostri concittadini dovrebbero considerare omologato al sistema partitocratico un uomo come Roberto Cenni. Imprenditore prestato alla politica ma al di sopra ed al di fuori (per quanto possibile, of course...) dalla partitocrazia.


La paura che agita Monzali è una paura che merita rispetto. Ma che, secondo noi, non è indirizzata correttamente. Comunque la si voglia mettere Prato deve eleggere un sindaco ed un consiglio comunale. La paura che scuote Marco è un sentimento ideologico che niente ha a che vedere con le scelte che dovremo fare il 21 e 22 giugno.


Nè l'elezione di Cenni e neppure quella di Carlesi potranno abbattere o sollevare il morale di Monzali.


Se i pratesi sceglieranno Cenni avrà vinto la forte richiesta di cambiamento che una classe dirigente allo sbando ed in evidente stato confusionale non può più garantire. Carlesi, infatti, ha dimostrato, dopo le primarie, di aver perso tutto lo smalto mostrato contro Paolo Abati. Riconsegnandosi, di fatto, alla solita "casta" dei presunti kingmakers locali. Con in più la grave caduta di ieri l'altro in un cattocomunismo d'altri tempi. Carlesi sogna una società di poveri, da accudire, consolare, confessare e, se del caso, beatificare nei cieli! Perchè, nel suo intimo, ha una visione apocalittica e criptocristiana della vita (...è più facile per un cammello passare per una cruna d'ago che per un ricco raggiungere il Regno dei cieli, appunto....).


Vorrebbe che tutti i ricchi diventassero poveri e che tutti i poveri diventassero "angeli", dimenticando la massima del grande Blaise Pascal (L'uomo non è né angelo né bestia, e disgrazia vuole che vorrebbe far l'angelo ma fa la bestia).


Ma, purtroppo, questa concezione del mondo, della vita e dell'uomo è già stata ampiamente sperimentata dai regimi del secolo del male, socialisti, nazionalsocialisti, comunisti...

E dunque, caro Marco, rinfodera pure la paura dei barbari alle porte. Sono già al potere da sessant'anni. E sono un impaccio per il corretto gioco democratico. Che DEVE vedere la possibilità per l'opposizione di farsi governo. E, d'altra parte, la qualità dell'opposizione è esattamente simmetrica alla qualità della maggioranza. Se non che, questa volta almeno, chi avrà la rappresentanza dell'opposizione non è un professionista della politica, non un rappresentante della "casta". Non un esponente di quel segmento sociale che ha trovato di che "alimentarsi" (molto bene....) con la politica.

Per questo, a nostro parere, merità, ed avrà, la fiducia della maggioranza dei cittadini pratesi. E, scommettiamoci pure, governerà questa città assai meglio delle dirigenze politiche degli ultimi 20 anni!! Coraggio, dunque, caro Marco...almeno dimostra coerenza. Tu che avevi scelto come tuo campione (perchè laico principalmente....) alle primarie del PD Paolo Abati, cambia di nuovo parere, fai fiducia a Roberto Cenni.






FRUTTA


C'ERA UNA VOLTA........


La "storica" Lista "Insieme per Prato". Che scese in campo nel lontano 1995 con un obbiettivo politico: riuscire a battere il sistema pratese del "partito-stato" secondo la definizione dell'ideologo della lista. Prese il comando della lista l'allora presidente dell'Unione Industriali pratese Lamberto Cecchi. Che riuscì a diventare il candidato sindaco di tutta l'opposizione cittadina. La battaglia contro il regime della sinistra fu persa. Ma "Insieme per Prato" oltre a Cecchi riuscì ad eleggere in consiglio comunale anche Teresa Zucchi.

Nel 1999 "Insieme per Prato" si ripresenta, da sola, alle comunali, sempre con Lamberto Cecchi candidato sindaco, ed ottiene circa 3.800 voti pari a più del 4% degli elettori. Lamberto Cecchi viene rieletto, questa volta da solo, nel consiglio comunale pratese.

Nel 2004 "Insieme per Prato" si ripresenta. Questa volta in coalizione con il centrodestra ed in appoggio al candidato sindaco di AN Filippo Bernocchi.

La lista ottiene complessivamente 827 voti pari allo 0,86%. E non elegge alcun consigliere.

E siamo così arrivati alle scorse elezioni. "Insieme per Prato" decide di appoggiare il candidato del partito-stato (ancorchè anomalo....) e presenta una lista insieme al PLI. Il risultato è che Pli-Insieme per Prato convince solo 134 elettori pari allo 0,14%!!!! Peggio, per solo otto voti, fanno i repubblicani della sinistra del MRE che di voti ne ottengono 126!! Ma, naturalmente, la palma del flop elettorale spetta a PLI ed Insieme per Prato che racimolano ciascuno meno di 70 voti su circa 100.000 votanti (Senza contare il fatto che Pli ed Insieme per Prato potevano "contare" anche sull'apporto di candidati dell'associazione Radicali Prato)!!! Praticamente nemmeno i parenti e gli amici intimi dei candidati se la sono sentita di fare una croce sul doppio simbolo Pli-Insieme per Prato. E queste elezioni segnano ovviamente l'epitaffio politico per la "storica" Lista Civica "Insieme per Prato". Quali siano i motivi della debacle politico-elettorale di "Insieme per Prato" appaiono evidenti. Gli elettori storici della lista non hanno evidentemente apprezzato, e neppure compreso, i motivi che hanno indotto i responsabili della lista a passare dall'appoggio ad un candidato di Allenza Nazionale a quello ad un candidato di chiara impronta cattocomunista. A nulla è valso neppure l'intervento di Lamberto Cecchi, fondatore della lista, nè quello dell'ideologo storico, per dissuadere i tafazzisti insiemisti.

Sic transit gloria lista.......


SPIAGGIA


UNA GIORNATA AL MARE..........


Il sei giugno a Prato è andato in crisi un regime.
Il sistema di controllo politico, istituzionale ed economico che durava da oltre sessantanni, cioè da più di mezzo secolo, ha fatto prima vedere le sue crepe e poi si è silenziosamente sgretolato.Il potere del Partito Democratico e dei suoi centri di vassallaggio politico (verdi, pdci, italia dei valori...) si è ridimensionato, lasciando spazio a un possibile processo di alternanza e a una dialettica politica "normale".In questi giorni, come in un formicaio demolito da un piede umano, centinaia di affiliati alla sinistra pratese si stanno agitando e vagano in cerca di rassicurazioni e di punti di riferimento, non solo e non tanto psicologici, ma soprattutto occupazionali ed economici.Pensano che la destra cattiva non li farà più mangiare alla grande tavola e che sostituirà i commensali uno ad uno.Ovviamente questo in una certa proporzione potrebbe accadere, ma nella maggioranza dei casi basterà un cambio di casacca per poter rientrare.Ma difficilmente Cenni vincerà al ballottaggio. Il popolo di sinistra, ancora maggioritario nella nostra provincia, dimenticherà la cementificazione, i veleni, la scarsità di servizi, accorrerà in soccorso di Carlesi e cercherà di salvare la baracca prima del crollo definitivo.Salvando così, anche un sistema di appalti, concessioni, convenzioni, finanziamenti, collaborazioni che insieme alle municipalizzate costituiscono la vera base del consenso.Ma con grande acume politico, il candidato della destra ha già fatto sapere che è disponibile a discutere di contenuti con le liste antagoniste e di non avere pregiudizi ideologici.In particolare ha citato Grillini, Bene Comune e Rifondazione.Siamo molto interessati a sapere come questi ed altri soggetti civici e di sinistra gestiranno questo passaggio, se decideranno di sostenere Carlesi per vicinanza ideale o chiederanno qualcosa da scambiare (città etrusca, inceneritore, variante urbanistica).Le stesse cose che potrebbero, forse con maggior successo, discutere con Roberto Cenni.Da parte nostra cerchiamo di mantenere un minimo di lucidità mentale. Lasciamo i nostri amici delle varie liste a contare i loro zero virgola come i grani di un rosario (a cominciare dalla Sinistra Rossoverde, probabilmente votata a stento anche dai parenti dei candidati) e invitiamo tutti ad una bella giornata di mare. Anzi potremmo proprio darci appuntamento, magari a Rosignano o a Baratti e scattare una bella foto di gruppo.La didascalia potrebbe essere: abbiamo perso una grande occasione per contare qualcosa, frantumandoci in tante listine inutili che hanno tutte ottenuto risultati indegni;ci siamo separati sotto la spinta dei più infantili egocentrismi individuali e di bottega; ce ne siamo fregati del programma comune che avevamo già elaborato, portandoci via qualche brandello; abbiamo fatto una campagna elettorale che non si sarebbe notata neppure in un villaggio di cento anime; non avevamo soldi, uomini e mezzi (e anche la fantasia scarseggiava); siamo sereni ma non sappiamo perchè.
(municipioverde.it)

Riccardo Buonaiuti per MV

PAURA



VOTANTONIO




Prato, 10 Giugno 2009

Cari amici,
scrivo a quelli di voi che penso appartengono a quella parte della città di tendenza democratica e progressista. Non fa parte dei miei costumi indulgere nella propaganda elettorale, neanche quando sono stato coinvolto personalmente come candidato. Questa lettera perciò è inusuale anche per me e risponde solo ad un’esigenza straordinaria che sento di comunicarvi sotto forma di appello.
Come sapete, il primo turno delle elezioni amministrative si sono concluse con un doppio ballottaggio. Tra 15 giorni saremo di nuovo chiamati alle urne e sulle due schede troveremo un’alternativa secca tra due cognomi, da una parte Carlesi e Cenni, dall’altra Gestri e Attucci. Niente simboli, niente preferenze. E’un ballottaggio molto incerto, visti i risultati del primo turno, essendo la distanza di partenza tra i concorrenti molto stretta.
Come molti di voi, ho parecchi motivi per essere deluso dal centro-sinistra, sia sul piano nazionale che su quello locale. Il moderatismo imbelle del Pd, la sua incapacità di prendere posizione su argomenti serissimi (la laicità dello stato, il nucleare ecc.) e il frazionismo esasperato della sinistra radicale a Roma, una giunta comunale di una mediocrità sconcertante, le multisale, i frattani, i caporaletti di quartiere bravi solo a coltivare i propri bacini di preferenze a Prato. La voglia di cambiare è più che legittima, è naturale. Ma cambiare come, cambiare con che cosa?
L’alternativa che in questo momento ci vien concessa è consegnare la città e la provincia agli interpreti locali del fronte berlusconiano. Chi c’è dentro questo fronte? C’è la Lega di Borghezio e di Calderoli, delle ronde, dell’odio contro lo straniero e il diverso. Ci sono tutti quei saluti romani che si sono rivisti in questi giorni, prima al Pecci in occasione della visita di Berlusconi, poi la sera del lunedì nelle piazze del centro dopo lo spoglio del primo turno. E c’è, prima di tutto e soprattutto, quel becerume ignorante e aggressivo che chiunque di voi può ammirare riguardandovi su Internet i filmati del Pecci. La parte peggiore della città, la più stupida, la più cattiva, la più ignorante. Questa è l’alternativa.
I barbari sono alle porte. Scusatemi l’immagine forte, ma questa è la realtà che ci sta di fronte. Non è questo il tempo dei distinguo, delle insoddisfazioni. Non è possibile tirarsi fuori, dichiararsi neutrali. A questa gente va impedito di prendere possesso della città. Siamo tutti in campagna elettorale. Chi ha votato deve tornare a votare (l’afflusso alle urne sarà decisivo), chi non l’ha fatto o ha votato scheda bianca stavolta ci deve andare, chi nel primo turno ha votato per Rifondazione, per la lista di Grillo, per Bellandi, per gli altri candidati minori deve capire che al secondo turno si sceglie il meno peggio e stavolta il peggio è veramente molto peggio. Dobbiamo dirlo agli amici, ai parenti, ai conoscenti, come se fossimo noi stessi candidati. Cinicamente parlando, un’eventuale vittoria di misura al ballottaggio può essere considerata come la migliore delle soluzioni possibili, lo scenario che induca finalmente una dirigenza politica cittadina, finora troppo sicura di sé, a rinnovarsi, a cambiare seriamente registro.
Io stesso mi sono limitato al primo turno di fare il mio dovere d’elettore senza impegni ulteriori. Non ho partito, non ho candidati da sostenere. Ma ora ho paura, ho veramente paura. Amo troppo questa città per vederla in mano ai leghisti, ai neofascisti, ai seguaci dei Fede, dei Brunetta, dei Giordano, dei Ghedini. Non li voglio vedere, i saluti romani in Piazza del Comune. Impegniamoci, amici, questo è un momento storico, e come tale va vissuto. E passate parola.

Marco Monzali


EMMARCO



LETTERA APERTA DI EMMA BONINO E MARCO PANNELLA


Caro elettore della Lista Bonino-Pannella,
come ormai già saprai hanno deciso di farci fiducia 740.264 elettori, pari al 2,4% dei voti espressi a livello nazionale. Milano, Torino, Bologna, Firenze, Roma, Cagliari sono solo alcune delle città dove abbiamo superato la soglia di sbarramento del 4%.
Vorremmo condividere con te tre brevi considerazioni, sperando che possano interessarti.
1.Fin dall'inizio, avevamo detto che questa non sarebbe stata una campagna elettorale democratica, quanto il proseguirsi della lotta di Resistenza di un movimento partigiano di difesa del diritto e della legalità democratica, in Italia ahinoi radicalmente negata. Un sondaggio non contestato da nessuno ha reso noto il fatto che, a pochi giorni dal voto, la competizione elettorale si svolgeva nella assoluta mancanza di conoscenza da parte del 97% degli elettori delle forze politiche concorrenti. La Lista Bonino-Pannella risultava conosciuta soltanto dal 3% degli elettori a causa della gestione illegale e partitocratica dei telegiornali e delle maggiori trasmissioni televisive. Da parte nostra, siamo intervenuti a sostegno degli interventi del Presidente della Repubblica e dell'Autorità garante delle comunicazioni, che hanno tentato di sanare la legalità violata della campagna elettorale.Non si è ristabilito in modo compiuto il diritto a conoscere per deliberare. Ma grazie ancora una volta ai radicali, è stato conquistato un grado inedito di conoscenza dei temi e delle scelte in gioco con queste elezioni, determinando la massima partecipazione al voto nel nostro paese fra tutti i 27 stati membri dell'Unione europea.

2.L'antico ultradecennale obiettivo di cancellarci è stato ancora una volta vanificato, nonostante le soglie di sbarramento, gli appelli al voto utile, e l'assenza di condizioni democratiche di competizione elettorale. Abbiamo registrato al contrario segnali di crescita della nostra presenza, migliorando il risultato delle scorse elezioni europee. Nei centri con oltre 100.000 abitanti abbiamo raggiunto, da soli, risultati complessivamente superiori a quelli ottenuti nel 2006 con la Rosa nel pugno, progetto che vedeva al nostro fianco la presenza di importanti alleati.


3.La nostra direzione di marcia l'abbiamo delineata già prima l'inizio della campagna elettorale, dicendo che non sarebbe mutata, quale che fosse stato il risultato elettorale. Per questo già prima del voto avevamo convocato per il 26, 27 e 28 giugno l'appuntamento di Chianciano per rafforzare e sviluppare il movimento di Liberazione da sessant'anni di Regime partitocratico. Vogliamo rilanciare il progetto della Rosa nel Pugno, con tutti i laici, democratici, socialisti e liberali che lo vorranno. Con il coinvolgimento del movimento ambientalista potremo tornare anche a far vivere il "Sole che ride".
Continuiamo quindi, da subito. Per questo ti diamo appuntamento a Chianciano il 26, 27 e 28 giugno.

Grazie ancora. E a presto,



Emma Bonino, Marco Pannella




p.s. Ieri sera, per una volta in diretta televisiva, Marco Cappato ha potuto denunciare il comportamento illegale di Bruno Vespa e della sua trasmissione Porta a Porta. Il conduttore non ha gradito, come vedete in questo video, e ha ordinato l'interruzzione del collegamento con la sede radicale di Roma. Alleghiamo di seguito gli estratti delle condanne da parte dell'Autorità garante per le comunicazioni contro la Rai, in particolare nei confronti di Porta a Porta.

L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni:

ORDINA Alla società RAI – Radiotelevisione italiana Spa di prevedere, nelle prime puntate utili e comunque prima della convocazione dei comizi per le elezioni europee ed amministrative del 6 e 7 giugno 2009, la presenza dei soggetti politici segnalanti (Lista Bonino-Pannella) nei programmi di approfondimento informativo “Porta a Porta”, “Annozero” e “Ballarò”, dando così concreta attuazione al richiamo contenuto nella delibera n. 6/09/CSP del 28 gennaio 2009, al fine di assicurare, anche attraverso spazi compensativi, il rispetto dei principi di completezza e correttezza dell’informazione, obiettività, equità, lealtà, imparzialità, pluralità dei punti di vista tra le forze politiche in condizioni di parità di trattamento
DELIBERA N. 36/09/CSP, 18 marzo 2009
CONSIDERATO, che la concessionaria del servizio pubblico generale radiotelevisivo non ha assicurato, nel ciclo delle puntate dei programmi “Porta a Porta”, “Annozero” e “Ballarò” sin qui trasmesse, la presenza dei soggetti politici segnalanti (Lista Bonino-Pannella) venendo meno ai princìpi di completezza e correttezza dell’informazione, obiettività, equità, lealtà, imparzialità, pluralità dei punti di vista tra le forze politiche in condizioni di parità di trattamentoDELIBERA N. 6/09/CSP, 28 gennaio 2009

SILVANO


SILVANO (NON VALEVOLE I CICCIOLI....)


L'esito finale delle elezioni per il Comune di Prato ha confermato, quasi al dettaglio, le previsioni e le analisi che avevamo condotto su questo blog.
L'evento è "storico". Per la prima volta in oltre sessant'anni, la sinistra è costretta a ballottare per tentare di riconquistare la poltrona di primo cittadino che fino ad ieri sembrava assegnabile per linea ereditaria. Qualsiasi fosse il personaggio che veniva indicato dal PCI-PDS-DS-PD a quella carica veniva regolarmente premiato dal consenso della (stra)grande maggioranza dei cittadini pratesi.
Il 6 e 7 giugno Massimo "Silvano" Carlesi non ce l'ha fatta!
Pur conservando una impressionante montagna di voti che derivano in parte da una visione ideologica della politica che ancora permea larghi settori dell'opinione pubblica cittadina. Ma che, in altra larga parte, sono frutto del sistema clientelare "alimentare" che sessant'anni di ininterrotto governo è stato costruito, perfezionato e lautamente oliato a Prato.
Purtuttavia questo complesso "militare-industriale-burocratico-politico" non è bastato a Carlesi per battere il candidato civico Roberto Cenni.
Ed, anzi, come è norma nelle competizioni sportive, può essere che il candidato in "rimonta" prevalga alla fine, con il classico colpo di reni, sulla fettuccia del traguardo!
Quello che non ha funzionato nella campagna elettorale di Massimo Silvano Carlesi appare del tutto evidente. L'ex assessore alla Mobilità, ex presidente della Circoscrizione Sud e notabile della comunità cattolica cittadina, non ha richiamato sul suo nome alcun consenso ulteriore a quelli dell'improvvisata coalizione. Anzi, a differenza di Cenni, il risultato personale di Carlesi è inferiore percentualmente a quello della sua coalizione.
E' proprio questo il fattore che sarà decisivo nel ballottaggio del 21 giugno e nei faccia a faccia e testa a testa che, inevitabilmente, contrapporranno i due competitori.
Carlesi vivrà la clamorosa contraddizione di voler impersonare, lui, il cambiamento che la città richiede! Ma verrà facilmente "infilzato" su questo da Roberto Cenni che rappresenterà anche visivamente l'unico cambiamento possibile.Il ballottaggio è affascinante! Spariscono le sigle di partito e restano alla ribalta solo le facce, le personalità, le idee di due soli contendenti. Il ballottaggio sarà dunque un confronto "all'americana". Vincerà che riuscirà a dimostrare di poter risolvere i problemi della città e dei pratesi. Chi si dimostrerà in possesso delle idee migliori. E chi potrà vantare anche i migliori crediti verso il governo nazionale. Prato, nei mesi prossimi, dovrà far affidamento giocoforza sugli aiuti centrali. E, ovviamente, Cenni dimostrerà di essere l'uomo più giusto per il compito.
Ma vincerà anche quel candidato che dimostrerà di possedere più personalità, più carattere, più tranquillità, più determinazione.
Vincerà il candidato che sarà capace di attrarre su di sè il maggior numero di alleanze. E quello che apparirà meno ideologizzato e più pragmatico. Ed, infine, vincerà il candidato che farà meno errori e meno gaffes!
Da questo punto di vista pare a noi che Massimo Silvano Carlesi abbia cominciato assai male la corsa per il 21 giugno. Carlesi nel commento a caldo dei dati elettorali ha dichiarato di avere perso perchè sconfitto nelle Circoscrizioni Prato Centro e Prato Est sostenendo che è la parte di città ricca e quella dove si vive meglio che vuole andare al governo.
Un'analisi "catto e tardocomunista" dell'esito delle elezioni che dimostra l'incapacità politica del candidato di comprendere la voglia di cambiamento che il voto ha chiaramente espresso.
Un'analisi da anni cinquanta. Con la visione di una società divisa in classi; divisa tra "ricchi" e "poveri". Un'analisi tutta ideologica, quasi terzomondista e "marxista" delle dinamiche sociali che potrà dare altre grandi delusioni al candidato della sinistra.
Massimo Silvano Carlesi dimostra, con questo suo giudizio d'altri tempi, di avere le idee molto confuse.
"Silvano, non valevole i ciccioli....." diceva il refrain, quasi incomprensibile ai più, di una celebre canzonetta di Jannacci degli anni ' 70!!