sabato 20 giugno 2009

PREVISIONI




CHI SARA' IL NUOVO SINDACO DI PRATO?

Anche questo blog non può fare a meno di giocare alle previsioni di fine gara. Chi sarà il nuovo sindaco di Prato?
I lettori sanno bene come Liber@MentePrato si sia schierata, sin dall'inizio, con il candidato civico dell'opposizione Roberto Cenni. Di Cenni, al momento della sua travagliata scelta di candidarsi, non sapevamo francamente granchè.
Se non che era, probabilmente, il più importante imprenditore pratese con interessi diffusi sia nella filiera tessile vera e propria sia, attraverso la Sasch, il suo marchio più conosciuto, nel settore dell'abbigliamento e del pronto moda.
Conoscevamo Cenni anche per il suo ruolo di presidente "storico" della Fondazione Cariprato. In quel ruolo ne avevamo apprezzato alcune iniziative. Come quelle di restauro, recupero ed acquisizione di preziose opere d'arte.
Ma non conoscevamo l'intima caratteristica di Cenni: quella che fa di lui un buon conoscitore del mondo dell'arte e della pittura in particolare. A noi queste peculiarità sono sembrate subito di buon auspicio! Ci piaceva un sindaco che, pur avendo uno strabiliante successo imprenditoriale, non disdegnava di misurarsi con la cultura, l'arte, lo spettacolo. Ne sentivamo il bisogno. Dopo tanti sindaci che non erano in grado, personalmente, di distinguere una "crostaccia" da un dipinto di Filippo Lippi, ci sembrava bene augurante pensare che ad occupare lo scranno più alto di Piazza del Comune fosse un signore che apprezza e si trova a suo agio tra le cose belle della vita. Che, a nostro giudizio, devono avere uno spazio assai importante anche nella vita di una città e di una comunità. Oltre il pane, occorrono anche le rose! Cenni in questi due mesi di presenza politica ha confermato tutta la buona stoffa di cui è in possesso. E' riuscito ad entrare in contatto empatico con i cittadini (o con larghi segmenti di popolazione....); ascoltarli; comprenderne le aspirazioni, i problemi, anche i sentimenti più interiori. Ed a trarne le migliori proposte possibili per la nostra città. Programmi e progetti di Cenni, pragmatici e concreti, non hanno alcunchè di visionario o di promessa effimera. Sono ben argomentati, sostenibili e realizzabili. Per quanto ci riguarda direttamente sono anche condivisibili. Pensiamo infatti alle corrette critiche di Cenni al progetto dell'ex Banci ed alle connesse varianti urbanistiche-cementizie sulla Declassata. Pensiamo all'attenzione che Cenni ha dedicato al tema dell'ambiente, dei rifiuti, del verde ed alla fine della cementificazione della città. Pensiamo all'importanza che Cenni ha dato alla questione della città etrusca di Gonfienti ed al ruolo dell'improbabile Interporto pratese. Così come attenzione Cenni ha dedicato anche a temi forse più di dettaglio come ad esempio l'erogazione di acqua "buona" dai rubinetti delle case, attingendo l'idea da Maila Ermini. Ma l'aspetto della campagna di Roberto Cenni che più ci ha convinto a sostenerlo fino in fondo è quel suo rimanere candidato civico. Cenni ha voluto e saputo marcare una sua autonomia da tutti i partiti e forze politiche dell'ampia coalizione che lo sostiene. Mai smentendo la sua figura di candidato civico, perfino di fronte all'esuberanza ed alla personalità del presidente del Consiglio in occasione della memorabile iniziativa del Pecci!
Ovviamente questi nostri apprezzamenti non ci consentono, tuttavia, di dare per scontata la sua vittoria il 21 e 22 prossimi.
La sinistra, pur in evidente declino, ha dimostrato di possedere a Prato ancora una forza straordinaria e grandi consensi ancora intatti.
Il Partito Democratico ce l'aveva francamente messa tutta per arrivare al confronto elettorale assai indebolito. Il passo indietro, primo nella storia della città, chiesto ed ottenuto ai due rappresentanti istituzionali, Romagnoli e Logli, e più ancora le assurde modalità che lo avevano preceduto, avrebbero potuto essere mortali per gli esiti elettorali. Così come il risultato delle primarie con la vittoria dell'ousider contro l'uomo della "casta" avrebbe potuto essere indigesto alla coalizione di sinistra, quasi tutta imperniata sulla residua, ma imponente, forza del PD.
Se non fosse entrato in gioco Roberto Cenni il centrosinistra, a nostro avviso, avrebbe largamente rivinto al primo turno, nonostante gli squittii di una improbabile dirigenza locale.
E, dunque, l'esito oggi rimane del tutto incerto.
Ma, negli ultimi giorni, avvenimenti, dichiarazioni, accordi, ci fanno propendere per preconizzare che sarà Roberto Cenni, lunedì notte, a salire da vincitore le scale che portano al piano nobile del Palazzo Comunale.
Le tre o quattro gaffes di Massimo Silvano Carlesi, una delle quali ha convinto pure Jury Chechi ad abbandonarlo, la capacità di attrarre alleanze dimostrata da Cenni, e la parallela incapacità da parte di Carlesi di trovarsi nuovi alleati, gli accordi che sottotraccia sembrano essere stati siglati, ci fanno pensare, verosimilmente, che si disporrà a votare Cenni anche qualche settore di sinistra.
Noi non prevediamo grandi smottamenti dell'elettorato del PD. Ma certamente diverse centinaia di voti mancheranno all'appello di Carlesi lunedì sera. Così come, probabilmente, mancherà nell'urna il sostegno di una parte della sinistra grillina, delle liste civiche e minori, che non depositeranno la propria scheda elettorale per nessuno dei due competitori. Avvantaggiando, evidentemente, il candidato dell'opposizione.
Di contro confidiamo che la "fidelizzazione" riuscita dell'elettorato che politicamente fa riferimento al centrodestra ritorni compatta alle urne a votare per Cenni. Contagiando, probabilmente, anche segmenti di elettorato inattivo al primo turno perchè poco convinto che Roberto Cenni avrebbe condotto, per la prima volta, l'intera sinistra pratese al ballottaggio.
Il trend elettorale, infine, pare favorire Cenni. Gli elettori, checchè se ne pensi, hanno uno speciale radar che gli consente di percepire questa sensazione. Che favorirà, ne potete star certi, il noto effetto bandwagon. Ovvero l'arte tutta italiana di correre in soccorso di quello che appare il probabile vincitore.
Bastava vedere, da questo punto di vista, quell'importante imprenditore pratese, una volta schierato a sinistra, comodamente accomodato ieri sera al tavolo del ministro Matteoli!
Il nostro gioco si conclude qui con questa "profezia"! Certamente di parte! Ma basata anche su osservazioni forse condivise anche dai più attenti osservatori della sinistra cittadina e dei conseguenti assetti di potere. Che non sono solo, occhio, politici dalle menti raffinate ed avvezzi alle analisi delle forze in campo, quelle generiche e generali, ma anche, e soprattutto, l'osservazione dei dirigenti degli enti avviati verso un cambiamento. Tra questa "casta" ben pagata è palpabile una certa agitazione! Un qualche ritrarsi dalle consolidate consorterie politiche che ne hanno fatto la fortuna favorendone le carriere. Chissà che proprio questi dettagli non nascondano, meglio dell'analisi politologica, quello che sarà l'esito del lungo ed interminabile ballottaggio del 21 e 22 giugno 2009.

ROBERTO CENNI


ULTIMI FUOCHI




Ed ora ci siamo! Domani e lunedì più di 100.000 cittadini pratesi si recheranno, presumibilmente, alle urne per scegliere i sindaci di Prato e Montemurlo ed il presidente della Provincia.


Le ultime ore della campagna elettorale sono state frenetiche e convulse.


I toni si sono fatti "cattivi", così come qualche gesto di anonimi ma "entusiasti" tifosi dei candidati.


Specialmente a Prato l'incerta battaglia all'ultimo voto tra Roberto Cenni e Massimo Silvano Carlesi ha assunto i colori della drammatizzazione eccessiva! I tabelloni elettorali sono stati presi d'assalto da squadre di sconsiderati che, dall'una all'altra parte, hanno invaso gli spazi con elucubrazioni che hanno travalicato il legittimo scontro politico in atto da 45 giorni in città. Gli staff dei due candidati hanno cercato, con ogni mezzo, di recuperare anche l'ultimo voto. La sinistra pare abbia effettuato 65.000 chiamate telefoniche per invitare a votare Carlesi. Ne ha fatto le spese, sulla sua utenza domestica, anche Roberto Cenni! La sinistra ha cercato perfino di recuperare il voto di una settantina d'anziani in vacanza in Sardegna. Cercando, senza riuscirci, di farli rientrare a Prato per il voto di domani! Le due chiusure della campagna elettorale, l'opposizione in Piazza San Francesco; la sinistra in Piazza del Duomo si sono equivalse in quanto a presenze. Tutte e due straordinarie. Segno dell'attenzione e dell'importanza che nei due schieramenti si attribuisce al voto. Le differenze sono state nello stile: tutto improntato alla propaganda quello della sinistra che ha imposto alla sua gente una cura da cavallo di comizi ed appelli. Giocato sulla tranquillità e sul "culturale" quello dell'opposizione. Che ha chiuso con un breve appello del ministro Matteoli ed un ottimo concerto di musica pucciniana. Finito con la beneaugurante aria della Turandot "Nessun dorma"!!


Ma nelle ore precedenti le scintille hanno rischiato davvero di incendiare la savana elettorale. Roberto Cenni ha deciso di querelare gli autori della campagna sulle sue presunte delocalizzazioni cinesi delle attività produttive pratesi. La risposta della sinistra è stata quella di negare alla Gommatex (di proprietà Cenni...) il permesso per una sua espansione urbanistica a scopo produttivo...


Vivaci scontri, per fortuna solo verbali, si sono avuti anche tra i militanti delle due opposte fazioni.


Da ultimo la sorpresa più eclatante è stata però a vantaggio dell'opposizione. L'olimpionico degli anelli Jury Chechi, rosso di capelli e di fede politica, ha dichiarato pubblicamente che avrebbe votato per Roberto Cenni, giudicando il suo programma elettorale assai più convincente di quello di Carlesi.


Che, dal canto suo, ha incassato il sostegno del Prof. Franco Cardini, uomo di destra, conservatore, tradizionalista!!


Ma, non ce voglia il medievalista cattolico, è la posizione favorevole a Cenni di Jury Chechi quella che segnerà questo scorcio finale della campagna elettorale pratese.


Le urne che si apriranno domattina, sotto un cielo forse assai bigio e livido (metafora, forse, dei livori di tanti "partigiani" delle due curve), dovrebbero riempirsi facilmente dei voti dei pratesi, verosimilmente poco attratti dalle gite al mare e fuori porta.


Impossibile giudicare chi tra i due candidati sarà favorito dalla prevedibile maggiore affluenza! Giacchè gli osservatori imparziali erano concordi solo nel prevedere che una minore affluenza avrebbe svantaggiato Massimo Silvano Carlesi.


Ma nei ballottaggi, come insegna l'esperienza, tutto è incerto. Non vale il risultato del primo turno, non valgono gli apparentamenti conquistati; non valgono le posizioni acquisite. Il faccia faccia tra i due candidati è affascinante proprio perchè i cittadini tendono a mettere da parte le appartenenze ideologiche e scrutano bene, invece, i profili dei due personaggi che si giocano la poltrona di sindaco (o di presidente della Provincia). Il ballottaggio appare dunque uno "sport" diverso dal tradizionale confronto del primo turno. Sport e campionato diverso possono ribaltare ogni previsione ed ogni risultato probabile. Le ultime elezioni romane lo dimostrarono ampiamente.


In questo nuovo "campionato" l'associazione radicale Liber@MentePrato riconferma il suo pieno appoggio a Roberto Cenni. Straordinariamente cresciuto in questi due mesi di ribalta politica. Capace di interpretare, a nostro giudizio, in maniera brillante ed efficace i sentimenti dei pratesi, dopo averne ascoltato tutte le pulsioni. Cenni, tra l'altro, ha messo insieme un programma che ci convince anche dal punto di vista amministrativo. Invitiamo dunque tutti i cittadini che hanno simpatie radicali e hanno votato per Bonino-Pannella alle europee, di recarsi alle urne e di espirmere il loro voto per il candidato civico Roberto Cenni.


Per affermare che anche a Prato è possibile, corretta e giusta una dialettica democratica che vede l'alternarsi alla guida della città di più istanze politiche e di più persone e caratteri.

CHIANCIANO


PER UN FEGATO SANO


La forza dell’iniziativa radicale con il ricorso alla nonviolenza, hanno saputo reggere l’urto della violenza di Regime. Chi voleva estromettere i Radicali dal Parlamento europeo ha purtroppo avuto buon gioco; ma chi sperava, con questo, di cancellare contemporaneamente la presenza e le lotte del più antico partito del panorama politico italiano, deve rinviare il suo velleitario progetto.
Grazie alla tenuta politica e all’indubbio successo “elettorale” strappato, ora la Liberazione da 60 anni di Regime partitocratico diventa concretamente possibile.
A Chianciano, dal 26 al 28 giugno, chiamiamo a raccolta tutti gli autentici liberali, socialisti, laici e democratici italiani, per raccogliere e rilanciare quello che era il progetto della Rosa nel Pugno, il suo programma politico e le sue proposte.
L’appuntamento è per individui politici che hanno interesse a coltivare le individualità e non le appartenenze. Per coloro che voglio nutrire di libertà la propria famiglia.Ecco perché il tuo contributo di presenza e partecipazione sarà essenziale, non mancare!Ti aspettiamo a Chianciano
Hanno già confermato la loro partecipazione: Raffaele Bonanni, Angelo Bonelli, Paolo Cento, Franca Chiaromonte, Virgilio Dastoli, Franco Debenedetti, Giuseppe Di Federico, Grazia Francescato, Luigi Manconi, Claudio Martelli, Biagio Marzo, Gennaro Migliore, Riccardo Nencini, Mario Patrono, Alfonso Pecoraro Scanio, Vincenzo Pepe, Renata Polverini, Giorgio Raspa, Francesco Rutelli, Saverio Zavettieri.

CHIANCIANO TERME: DAL 26 AL 28 GIUGNO 2009 "DAI BILANCI AL PROGETTO-ALTERNATIVA? RIFORMATORE, DEMOCRATICO, ITALIANO ED EUROPEO"

CENTRO CONGRESSI EXCELSIOR - CHIANCIANO TERMEI lavori si svolgeranno presso il Centro Congressi Excelsior, Via Sant’Agnese (Piazza Italia), con inizio venerdì 26 giugno ore 15,30; si concluderanno a metà pomeriggio di domenica 28 giugno 2009.Ti invitiamo a darci notizia della tua partecipazione all'indirizzo email:
assembleachianciano@radicali.it

LOCALIZZAZIONE


Il Comune stoppa l’ampliamento della Gommatex. Cenni: “Siamo all’assurdo”


I tuoni e le fiamme che hanno accompagnato l’intera campagna elettorale non si spengono nemmeno a poche ore dalla chiusura. Ieri il candidato sindaco del centrodestra Roberto Cenni ha querelato per diffamazione il suo avversario Massimo Carlesi che su alcuni manifesti elettorali, lo avrebbe accusato di delocalizzare in Cina. Oggi la polemica, non solo non si spegne, ma anzi monta ancora di più alla luce di una nuova tegola caduta sulla testa di mister Sash: il Comune gli avrebbe negato il permesso per ampliare di 3000 mq lo stabilimento collocato nel Macrolotto 2 della Gommatex, società del gruppo che produce jersey e sintetici: “Siamo all’assurdo - spiega Cenni -. Mentre da una parte parlano di voler aiutare le imprese che investono sul territorio dall’altra ricevo oggi la notizia che nonostante il parere favorevole dell’ufficio urbanistica, l’ufficio concessioni ci nega la possibilità di ampliare l’azienda”‘. Sempre manifesti elettorali, ma stavolta realizzati dal centrodestra, hanno gettato altra benzina sul fuoco inasprendo il clima tra i due contendenti: al candidato sindaco del centrosinistra poco è piaciuta l’equazione con rima “Martini+Carlesi uguale cinesi” e dopo essere corso ai ripari ha scritto insieme al governatore toscano Martini una lettera a Cenni in cui ha definito l’episodio “una brutta caduta di stile perché buttare la contesa sul piano, per così dire, ‘etnico’ è sempre un pessimo segnale”. Sui manifesti è poi comparsa una scritta, stavolta realizzata dal centrosinistra, del tenore: “Cenni ha perso la testa”. (notiziediprato.it)

venerdì 19 giugno 2009

ULTIMISSIMA-SCOOP


JURY CHECHI FOR CENNI


Pare dunque certo che il campione olimpico, il rosso signore degli anelli di Prato, Jury Chechi, dichiari domani sulla Nazione il suo voto al ballottaggio per Roberto Cenni!

Se così fosse l'appello di Chechi per il patron della Sasch e competitore del candidato della sinistra assumerebbe un significato clamoroso, destinato, per la notorietà del campione, a riverberarsi in tutt'Italia.

Perchè la scelta di campo di Chechi avrebbe il significato di una piccola sconfitta preventiva della sinistra, schieramento per il quale Chechi ha sempre simpatizzato fino ad essere eletto nel Consiglio Comunale di Prato con il PDS.

Ma la rotta di collisione di Jury Chechi con la sinistra locale e con i governanti attuali non è una sorpresa. Qualche mese fa, infatti, il campione olimpionico , residente nel Centro Storico, aveva esternato la sua contrarietà all'inattività della Giunta Comunale a riguardo del degrado, della qualità della vita e della sicurezza proprio nella zona più antica della città. Tanto da minacciare un suo possibile trasferimento nelle Marche.

Evidentemente Jury Chechi ha preso atto, dichiarando il suo voto a Cenni, che nè la Giunta in carica lo ha convinto e nemmeno paiono convincenti i programmi ed i progetti specifici del rivale di Cenni, Massimo Silvano Carlesi.

E con un gesto clamoroso, al di là delle ideologie e delle appartenenze, Chechi ha coraggiosamente preso posizione pubblica a favore del candidato, Roberto Cenni, che più gli è parso riflettere le sue posizioni e le sue aspettative.

Mettendo in atto quello che Roberto Cenni si affanna a dire dall'inizio della campagna elettorale: ogni cittadino ragioni con la propria testa e premi la proposta che gli sembra migliore. Al di là del tifo al di là di ogni tipo di "curva".

Confidiamo che molti altri elettori, incerti, indecisi o confusi seguano l'esempio di Jury Chechi.

ARIA

Bach - Goldberg Variations: Aria (Glenn Gould)
(dedicata agli amici del Verde Municipio)

SICURI?


Domenica 20 e Lunedì 21 giugno voteremo per il ballottaggio.


Per questo abbiamo deciso di scriverti. Poche parole, perché ora è il momento dei fatti.
Prato e la sua provincia chiedono di essere governati. I cittadini, le donne e gli uomini di Prato, attendono risposte e hanno bisogno di persone su cui contare ed avere fiducia.
Noi amiamo Prato e la sua gente.
Noi abbiamo a cuore il lavoro, il riscatto economico e sociale delle città, gli aiuti alle famiglie per fronteggiare una crisi che il governo nasconde e sottovaluta; noi crediamo nella legalità, declinata in diritti e doveri per tutti; noi proponiamo azioni concrete per una città e una provincia più belle e curate.
Il rinnovamento, il cambiamento di cui abbiamo bisogno non può fare a meno delle forze che finora hanno garantito la qualità della vita, la ricchezza e lo sviluppo di Prato.
Ora tocca a te tornare a votare per darci la forza e la fiducia per governare nei prossimi anni. Insieme a te, per il bene di tutti, per il futuro.
Rimettiamoci al lavoro, è il momento di convincere, di far vincere Prato,votand
o

Massimo Carlesi Lamberto Gestri


Questa mail è uno spam di Benedetta Squittieri, segretaria provinciale del PD!

Ma possibile che non riescano ad imbiffare neppure le date giuste del ballottaggio. E dovremmo continuare ad essere governati da questi qua?

DOMANDA


SEXYGATE


La domanda è: quanto peseranno (se peseranno...) le vicende nazionali sull'esito del ballottaggio (dei ballottaggi..) a Prato e provincia di domenica e lunedì prossimi?

Le nuove e pesanti accuse che vengono rivolte a Silvio Berlusconi avranno qualche effetto sull'elettorato pratese? Difficile dirlo. In teoria le squallide storie baresi di feste, viaggi, escort, "utilizzazioni finali" parrebbero non dover interferire sulle nostre elezioni cittadine. Perchè i nostri concittadini dovrebbero farsi suggestionare, fino a cambiare (in un senso o nell'altro) le proprie convizioni politiche dalle "confessioni" di una D'Addario qualsiasi ovvero dalle frequentazioni private e "finali" del nostro presidente del Consiglio?

A Prato, Montemurlo ed in Provincia l'elettore deve scegliere tra due alternative secche: Cenni o Carlesi, Biscotti o Lorenzini, Attucci o Gestri, cambiamento o continuità e conservazione!

Cosa volete che possa incidere in questa scelta il nuovo polverone nazionale, dopo il Noemigate, che rimette in difficoltà Berlusconi sotto il profilo dei suoi (non proprio adeguati al suo ruolo istituzionale) comportamenti privati? In prima battuta verrebbe da rispondere: niente e nulla!

Ma, ormai, la politica italiana e di conseguenza anche quella locale, si svolge, volenti o nolenti, più sulla linea del gossip, delle sbirciate nelle camere da letto (fin sotto le lenzuola...), delle foto pirata, delle confessioni dell'ultima escort, del velinismo e del tronismo, dell'isolismo e del fattorismo.

Ed infatti pure la campagna elettorale bolognese s'è infiammata, impecorita ed incartata, su questioni di donne, viaggi, frivolezze e goderie varie.

E su questo crinale si impongono e diventano preponderanti campagne di partito, di stampa (anche estera...), degli opposti spin doctors ed esperti della comunicazione oltre che di stuoli d'avvocati, giornalisti d'assalto, crepe nelle Procure della Repubblica, silenzi di stato, boatos pilotati e chi più ne ha più ne metta.

Cosicchè pare illusorio pensare che Prato se la possa cavare a buon mercato. L'effetto Berlusconi ci sarà anche nei prossimi ballottaggi. Elettori, non sappiamo in quale quantità, saranno sicuramente influenzati dai comportamenti, diciamo disinvolti, del nostro leader. E potranno esprimersi anche con un risvolto, indiretto, nel segreto dell'urna. Magari a scapito di quei candidati che non c'entrano niente sulle doppie moralità del presidente del Consiglio. Individuato, forse anche a torto, come quel ricchissimo signore che una volta chiama a raccolta il paese "bigotto" e "casa e chiesa" del "Family Day". E che, voltato l'angolo, s'infila a Palazzo Grazioli o a Villa Certosa in compagnia di sciantose d'antan od ancora imberbi, lì convenute con il tramite di amici interessati e compiacenti. Non si tratta di fare i moralisti o gli schizzinosi. Noi siamo liberali, liberisti ed anche libertini sempre ed in ogni caso verso tutti.

Purtuttavia siamo anche contro le doppie morali! Quella pubblica che accredita il personaggio come timoroso di Dio, del Papa e dei Vescovi tutti (fino alle barbare considerazioni espresse su Eluana....) e quella privata che ne consente ogni spregiudicato comportamento, fino all'utilizzazione finale di taluna delle amiche degli amici!!!

Se la questione Casoria-Noemi, oggi spedita nel dimenticatoio sia da Berlusconi che dai pronti a tutto, la nuova sexygate s'impone nell'opinione pubblica per tutta una serie di considerazioni che sembrano opportune da svolgere anche agli amici del Presidente.

Dal caso Profumo alla stagista di Clinton reclinata nella stanza ovale, non sono pochi gli uomini politici che hanno messo in pericolo o addirittura concluso la loro carriera per questioni, diciamo così, di "pelo". Anche il Berlusca nazionale è avviato su questa strada? O si tratta di complotti (non improbabili, peraltro....) che qualche segmento della sinistra utilizza per spezzare le gambe al patron di Mediaset ed al suo Governo?

Comunque sia, l'impressione è che, seppur marginalmente, questi avvenimenti siano destinati a rendere mefitica l'aria della politica nazionale ed a riverberare miasmi anche sulle lontane e periferiche vicende locali.

RISSA




ROVENTE




Le ultime ore della campagna elettorale per il ballottaggio al Comune di Prato si sta arroventando.


Roberto Cenni e Massimo Silvano Carlesi alzano il tono della polemica, delle risposte e delle controrisposte. Anche in maniera smodata! Quella che fino ad oggi era parsa una contesa aspra ma civile si sta incarognendo proprio sul filo del traguardo.


Cenni pare abbandonare il suo aplomb di candidato civico tranquillo; impegnato a confezionare ricette e proposte per far uscire dalla crisi di Prato; estraneo alle contese del "teatrino della politica". Carlesi, dal canto suo, pare risucchiato dagli ardori settari dei suoi più intimi sostenitori e dal vigore delle entrate a gamba tesa degli ultimi arrivati a dargli manforte (governatore Martini in testa...).


Volantini anonimi; manifesti non firmati; querele; filastrocche sulle delocalizzazioni; cineserie varie ecc. tendono a far svanire i temi della campagna: continuità o cambiamento; sinistra o opposizione; "casta" o rinnovamento; tessile e cultura. I candidati pare vogliano farsi apprezzare dall'elettorato più per ragioni "anti" che per proposte positive e pragmatiche.


L'impressione è che la svolta nel clima elettorale sia dovuta, più che alle intenzioni dei due protagonisti sulla ribalta principale, ai calcoli matematici dei rispettivi spin doctors.


Che sono alle prese con alcuni problemi:


1.. Far andare alle urne il maggior numero di elettori;


2.. Compattare sul proprio campione tutti i consensi arrivati al primo turno;


3.. Creare scompiglio nelle file avversarie;


4.. Pescare voti nello schieramento avversario ovvero tra i "non allineati" ovvero tra gli indecisi ovvero tra gli astenuti del primo turno.


Sicuramente le quote di aggressività salite vertiginosamente nell'ultima settimana potranno contribuire a serrare le file dei sostenitori dei due competitori. Convincendo che la "battaglia" di domenica e lunedì è "decisiva" per le sorti della città. Raggiungendo così il primo obbiettivo che è quello di non perdere nemmeno un voto dalla dote del 6 e 7 giugno!


Meno convinti siamo che le rispettive rissosità riusciranno a smuovere il consenso dei cittadini che si muovono verso l'uno o verso l'altro solo sulla base del freddo raziocinio. Così come crediamo che sugli indecisi questa campagna dai toni "pirateschi" possa avere anche l'effetto contrario. Convincerli che la scelta giusta è quella di starsene a casa ovvero d'andare semplicemente in spiaggia.


Certamente noi non abbiamo a disposizione alcun strumento che ci consenta di giudicare compiutamente questo salto di qualità dello scontro elettorale.


Può darsi che i riscontri dei sondaggi effettuati nelle ultime ore abbiano consigliato agli staff dei due comitati elettorali questa drammatizzazione finale del confronto. Può darsi. Per quanto ci riguarda non esitiamo a dichiarare che la cosa non ci piace. Noi non siamo mai (al di fuori del calcio...) per una politica fatta per le "curve" e per gli ultras. Ma per una politica dove sia intelleggibile chiaramente la qualità della proposta e dei progetti.


Crediamo, infine, che in questo gioco possa risultare svantaggiato il "nostro" campione, Roberto Cenni. Che vede snaturate le sue caratteristiche di intelligenza, misura, personalità che lo avevano visto premiato al primo turno. Temiamo che la politica "urlata" e la rissa convenga, anche in questo finale di partita, ai professionisti della politica. Avvezzi da sempre a menar per il naso i propri ultras ed i propri sostenitori. Ma confidiamo vivamente di sbagliarci.




BLOGGGERS








“Avendo io detto tanto in difesa di quel Bosco Sacro ed avendo imbarazzato le Segreterie ed i Tribunali con non pochi miei scritti ad esso relativi, voglio provare se a non ne parlar più venisse presa la sua difesa da un nome più aggradito del mio”


Marchese Matteo Biffi Tolomei




Questo che vi apprestate a leggere è l'ultimo editoriale di Municipio Verde.Da questo momento faremo silenzio.Quello che rimarrà della forza biodegradabile di Mv sarà questo blog aperto per la nostra memoria, e in esso idee, sentimenti e cronache di uomini, animali e piante. Di dedizione e di offese alla natura, alla dignità, alla giustizia.La visione ecologica è la grande svolta dell'evoluzione umana, il passo decisivo dopo la prima pietra scheggiata nelle mani dell'Homo Abilis. La fine della competizione dell'uomo con l'ambiente. Il Nuovo Patto fra l'essere vivente più potente e distruttivo e la Vita stessa. La Rivoluzione del ventunesimo secolo.Come abbiamo detto tante volte, è il tempo dei Coraggiosi. E' la volta dei Liberi.Noi forse non ne saremo testimoni ma questo non conta affatto perchè ci basta sentirne il profumo che giunge con una debole brezza. Ci basta immaginare ciò che un giorno diventerà un fatto concreto. La politica ecologista – si badi bene, non l'ambientalismo della sostenibilità, pallida ombra di una mutazione ancora tutta esteriore – è un tramite fondamentale del cambiamento. Su questa abbiamo investito la nostra energia e abbiamo voluto imbastire un discorso.Forse siamo riusciti a farci capire. Forse no.Abbiamo cercato di applicare questa idea ad un'ipotesi di governo della città, e l'abbiamo chiamata Municipio Verde, senza escludere gli abitanti delle case sparse e delle campagne. Senza escludere le minoranze e sempre attenti ai diritti individuali e collettivi. Senza escludere i senza voce, i bambini, i cani , i pipistrelli, gli alberi. Sensibili ad ogni sfruttamento, ad ogni prevaricazione.Con questo abito ci siamo messi in cammino nel concreto vivere della città e, come recita una poesia di Whitman, abbiamo cercato di essere “allievi di tutti, maestri di tutti, e di tutti amanti”.Abbiamo cercato la rivolta, senza rinnegare i Ciompi, i Carbonai, le Mondine e i Partigiani, ma sempre convinti che fosse soprattutto importante cogliere il nuovo del nostro tempo.Tra pochi giorni si compirà un passaggio importante della politica locale. La città, la Provicia e i quartieri avranno un governo nuovo. Nuovo ma comunque vecchio, come che vada.Noi non ci saremo, né a commentare né a proporre. Speriamo soltanto che l'assenza di questo strumento si faccia sentire, faccia scoprire strumenti nuovi e vedere strade finora avvolte nella nebbia.Noi non ci saremo ma non intendiamo lasciarvi adesso con dei proclami.Solo un invito. Volgetevi sempre all'essenziale. Diventate o restate figli della terra e dell'acqua. Credete nella diversità biologica e delle forme del pensiero.Non siate schiavi di modi vecchi di vedere il mondo, non credete al Pil, alla moneta e alle banche.Non credete al dualismo pubblico privato come ce lo presentano: chi possiede deve assumersi una pubblica responsabilità nei confronti di tutti e ciò che è pubblico è di tutti e non di chi lo arraffa.Questo è il nostro taglio. Il taglio finale.Municipio Verde






Il blog di Municipio Verde chiude qui la sua triplice attività di informazione, riflessione e animazione politica.
Termina così un lavoro e un'esperienza che ci ha tenuti impegnati per quasi due anni, durante i quali siamo stati apprezzati, detestati, ignorati.Abbiamo lavorato infaticabili per contribuire alla formazione di una coscienza politica ecologista, civica e umanista, nella nostra città, tenendo contatti in tutta la Toscana.Abbiamo portato avanti il nostro progetto per Prato, alternativo sia alla destra che alla sinistra post comunista, arroccata nel suo potere conservatore e piegata agli interessi dei potenti, trovando tanti compagni di viaggio con cui dividere l'impegno e l'entusiasmo, le delusioni e gli insuccessi.Abbiamo incontrato tante persone che ci hanno insegnato cose che non conoscevamo e ci hanno aiutato a capire cosa volevamo veramente.Con grande piacere vogliamo ringraziare almeno alcuni di coloro che hanno arricchito questo blog, inviandoci i loro contributi, incoraggiandoci e discutendo con noi.


In modo particolare vogliamo dire il nostro grazie


al prof. Giuseppe Centauro


a Maila Ermini e Gianfelice D'Accolti, della Primavera di Prato


all'arch. Paolo Paoletti e al gruppo dei 38-1


a Rita Cecchini di Lega Ambiente


a Francesco Fedi del Comitato per la città Etrusca


ad Alessandro Bonacchi di Rifondazione Comunista


a tutti gli amici del Metup-Beppe Grillo di Prato


ad Annamaria Cocchi, Valerio Vagnoli e a tutti gli amici del WWF


a Fabrizio Bastianoni del CEDA


a Enrico Mungai dei Cittadini Uniti di Montemurlo


a Vittorio Giugni dei Radicali


a tutti i membri del coordinamento dei comitati cittadini, a partire da Paolo Sanesi, Sergio Benvenuti, Franco Aspite, Damiano Baroncelli, Fiorella Ciardi, Giulietta Bensi, Santo Russo, Paola Bocci, Sara Bellandi, Roberto Dei, Fulvio Silvestrini, Mino Giunti , Amerigo Bigagli e i tanti altri che riempirebbero questo post con i loro nomi e non basterebbe.Ringraziamo anche i compagni dei Comitati della Piana e in particolare Adriana Pagliai, Gianfranco Ciulli e Michelangelo Bolognini,poi Pietro Calzolai e tutto il Comitato delle Badiee ancorai Verdi fiorentini Gianni Varrasi, Paolo Gori Savellini, Tommaso Grassi,e tutti gli altri Verdi che hanno avuto fiducia in noi, a partire da Fabio Roggiolani, Mario Lupi, Mauro Romanelli, Andrea Cheli, Sauro Valentini, Maria Grazia Campus, Lorenzo Lombardi, Vladimiro Barberio, Stefano Barbieri e ancora e ancora...Per finire un abbraccio a tutti i compagni del gruppo, Daniela, Leonardo, Fabrizio, Lorraine, Edoardo, Pietro, Eugenio, Rita, Claudia... e a tutti coloro che ci hanno seguiti in questo periodo e con cui in futuro speriamo di poter condividere un nuovo progetto.


La Redazione del Verde Municipio

giovedì 18 giugno 2009

ANGIOLETTI


Lettera aperta di Martini e Carlesi al candidato Cenni

Caro Cenni,
Ma cosa è successo? Perché, dopo settimane di campagna elettorale certo vivace e, qualche volta persino dura, ma sempre civile, una così brutta e preoccupante caduta di stile? Uno scivolone come questo non è da pratesi, assomiglia più allo “stile” di chi non ha più argomenti. Parlo del manifesto, francamente un po’ offensivo, che hai fatto stampare e affiggere con la scritta: “Martini + Carlesi = cinesi”.
Brutta caduta di stile, perché buttare la contesa sul piano, per così dire, “etnico” è sempre un pessimo segnale. Tutt’al più, se proprio volevi fare lo spiritoso, potevi chiamare me, Claudio, “tunisino”: come moltissimi miei concittadini sanno, sono infatti nato a Bardo, dalle parti di Tunisi, dove mio nonno, guarda caso, se ne andò in cerca di lavoro. Quanto a me, Massimo, beh, sono al di sopra di ogni sospetto, visto che sono un pratese doc.
Ma anche preoccupante caduta di stile. Per un verso, il messaggio così rozzo del manifesto testimonia un dato politico che è bene non sfugga ai cittadini pratesi: linguaggio e stile usato sono il frutto di condizionamenti e pulsioni negative con venature di razzismo, presenti tra coloro che sostengono la tua candidatura. Rappresentano un tratto populista e arruffone che non lascia presagire niente di buono per Prato.
Per un altro, è davvero imbarazzante, caro Cenni, che un imprenditore come te, che ha importanti rapporti con la Cina e con altri paesi asiatici e che tra i suoi eletti annovera altri imprenditori che con i cinesi di Prato hanno legittime e robuste relazioni commerciali, usi in maniera così strumentale il tema, serio, anzi serissimo, del rapporto con la comunità cinese.
Il tuo ci sembra un brutto finale di campagna. Prato non merita questo. Prato non è abituata a questo. Una politica che sceglie la via della denigrazione è quanto di più lontano dai bisogni della città. La proposta del centrosinistra è davvero altra cosa. Siamo convinti che domenica e lunedì i pratesi, con il loro voto, lo faranno capire con grande chiarezza.
Claudio Martini, Massimo Carlesi

(massimocarlesi.it)


Davvero che angioletti i due compagni Martini e Carlesi. E che stile dalla loro parte. Così gentlemen con gli avversari da far venire da piangere. Buoni ma più che buoni, buonisti!

Dopo aver consentito per tutta la campagna elettorale che Roberto Cenni venisse dipinto come un "affamatore" dei pratesi perchè delocalizzatore delle sue aziende in Cina adesso il duo democrat mette il broncio per un'equazione che sarà rozza ma che rappresenta efficacemente il pensiero di tanta parte della città. Anche il pensiero di moltissimi elettori della sinistra. Solo che Martini, non più avvezzo a frequentare Prato, non se ne può rendere conto. Mentre Carlesi fa finta di frequentare sole le incensate sacrestie di periferia. E di non sentire quanto si grida nelle fumose Case del Popolo!

QUERELA


TANTO TUONO' CHE PIOVVE


Finirà in Tribunale questa accesa campagna elettorale pratese. Dopo aver subito, sin dalla sua accettazione della candidatura a sindaco di Prato per l'opposizione cittadina, attacchi violenti per presunte delocalizzazione delle sue attività all'estero ed in Cina in particolare, Roberto Cenni ha deciso, infine, di passare all'attacco. Questo pomeriggio Cenni ha firmato la querela predisposta dall'avv. Massimo Taiti e che domattina verrà depositata presso la cancelleria del Tribunale di Prato. Roberto Cenni ha giudicato passato il segno della polemica politico-elettorale dopo aver letto le dichiarazioni del segnatore dell'IdV Francesco "Pancho" Pardi e quelle di Massimo Carlesi e Lamberto Gestri. I due candidati della sinistra sono ritenuti direttamente responsabili anche di frasi che appaiono in loro materiale propagandistico.

Roberto Cenni nella querela pone anche la sua attenzione sul contenuto, a suo dire diffamatoria, di un volantino "anonimo" che circola in queste ultime ore in città.

Alla stessa stregua Cenni si ritiene diffamato anche dal contenuto di uno pseudo manifesto cinematografico "CenninCina" che lo individua, nuovamente, come "delocalizzatore" di sue attività pratesi e, dunque, presunto "licenziatore" di dipendenti a Prato.

Finisce così in veleno e carta bollata una campagna elettorale che la sinistra ha inteso giocare anche ricorrendo a "colpi bassi" e "mezzucci" d'altri tempi.

Rinunciando a ribattere colpo su colpo alle proposte, ai progetti ed ai programmi che il candidato civico ha messo in campo. Da ultimo i candidati della sinistra, in evidente difficoltà, hanno addirittura abbandonato il campo evitando accuratamente gli scontri diretti ed i faccia a faccia con Roberto Cenni. Ma rilanciando sistematicamente la diceria, l'unzione maligna, l'accusa infamante dell'avversario politico. Ovvero ricorrendo ad uno stile e ad un tono che la sinistra ha utilizzato ed utilizza largamente a livello nazionale cntro i propri competitori. Evitando di misurarsi sulle cose da fare ed i progetti da proporre.

CAMPAGNE


MARKETING ELETTORALE


Quanto avrà giocato nell'esito finale la campagna elettorale che hanno scelto di giocarsi Massimo Silvano "Perlana" Carlesi e Roberto Cenni? E' ovviamente difficile da quantificare l'apporto in voti che le singole campagne hanno portato e porteranno al risultato complessivo dei due contendenti.

Possiamo però provare a paragonare le due campagne pubblicitarie.

Carlesi, che si è avvalso presumibilmente, della stessa agenzia che aveva curato, quando lui era l'assessore alla mobilità, la campagna di lancio, pubblicizzazione e sedimentazione delle LAM (sulle quali la campagna di Carlesi ha insitito a lungo come medium....), ha inteso puntare tutto il tono della sua pubblicità sulla sua immagine personale. Manifesti, volantini e volantoni, con solo qualche intermezzo delle eccellenze artistiche-architettoniche di Prato, sono stati tutti confezionati evidenziando la sola faccia del candidato. Che è sempre solo ed isolato in un contesto virtuale. E' una scelta dovuta sia alla scarsa notorietà cittadina dell'ex assessore (rimasto fuori dalla politica per circa 4 anni...) sia, probabilmente, per cercare di valorizzarne il profilo singolare di personaggio uscito, a sorpresa, vincente da quel rodeo interno al PD chiamato primarie.

Allo stesso tempo la scelta di riprendere solo Carlesi è dovuta all'analisi della situazione politica pratese. Dove, con un colpo di mano ancora inspiegato ed inspiegabile, la "casta" democrat aveva fatto fuori sia il sindaco che il presidente della provincia in carica.

E dunque per Carlesi si trattava di far apprezzare ai cittadini il suo essere fuori dai "giochi" politici dei "corridoi" del partito e della sua dirigenza. Non uscita brillantemente nè dall'avvenuto esautoramento dei due massimi rappresentanti istituzionali cittadini ed addirittura travolta dalla sconfitta del proprio candidato alle primarie. Se questa piò essere una spiegazione probabile il risultato, tuttavia, ha lasciato a desiderare. Carlesi ha dato, anche visivamente, l'impressione di essere un outsider solitario, slegato sì dalle componenti interne della "casta", ma anche isolato dal contesto cittadino e dagli elettori. Ai quali appare spesso come una "icona" straordinaria; una maschera spuntata per caso; un candidato inaspettato ed in parte anche sconosciuto al più largo pubblico degli elettori. D'altra parte pur avendo vinto alle primarie Carlesi non è riuscito, anche in quell'occasione, ad attrarre nemmeno il popolo dei sostenitori del PD. L'affluenza pratese alle primarie è stata la più bassa della Toscana ed in controtendenza rispetto al resto della Regione. Prato, infatti, è stato l'unica città a non aver superato l'affluenza alle urne delle primarie rispetto a quelle in cui il PD aveva scelto come segretario Walter Veltroni. Carlesi ed i suoi spin doctors potrebbero aver scambiato l'indubbia stima, emozione e calore che certi settori del PD gli avevano manifestato prima, durante e dopo le primarie, come il sentimento da esaltare ed agevolare anche per la massa dei cittadini.
Che, invece, non sono riusciti ad identificarsi e ad apprezzare le intime caratteristiche del candidato che gli è stato offerto in una "confezione" riconoscibile ma alquanto algida e distante dal "popolo" votante! Che, forse, ha visto nella sua campagna elettorale quella di un uomo solo, in lotta anche con settori del suo stesso partito, e destinato ad essere solo al comando anche in caso di vittoria. Le stesse dichiarazioni programmatiche di Carlesi (ridimensionamento della Giunta e delle aziende pubbliche....) hanno probabilmente incoraggiato questa sua percezione come capitano magari coraggioso ma solitario e circondato da pochi, ancorchè fedelissimi, seguaci.
Di contro la campagna scelta da Roberto Cenni ha giocato tutto sulla sua appartenenza al "popolo". Le fotografie scelte per la sua propaganda, infatti, lo raffigurano quasi sempre in mezzo alla gente (molta gente, semplice....). Quasi che il messaggio che si voleva trasmettere, in aderenza alla candidatura civica che Cenni impersona, fosse quella del cittadino "qualsiasi" impegnato per un lasso della sua vita nella cura delle cose pubbliche. Facendo una specie di contraltare alla politica dei "professionisti", casta alla quale, per qualche verso, appartiene anche Carlesi. La stessa robustezza della coalizione di partiti e liste civiche (assenti in quella di Carlesi....) hanno esaltato questa caratteristica di Cenni.

Roberto Cenni, famoso imprenditore ma non conosciutissimo dagli elettori, ha inteso diffondere una sua immagine "comunitaria e sociale" che anche visivamente desse l'impressione che lui si metteva alla guida di una squadra compatta e determinata ma tutta immersa nelle problematiche della gente. Su questo tono Cenni ha anche percorso la campagna elettorale.

Mai "gridata"; mai ideologica; mai tesa a demonizzare il proprio avversario; tutta tesa a far intendere le proprie proposte programmatiche positive, pragmatiche e concrete. Frutto, fra l'altro, di proprie elaborazioni personali e non "imposte" dai partiti che lo appoggiavano.

Questa impostazione ha consentito, peraltro, e per ora, a Roberto Cenni di guadagnare consensi tanto da farlo giungere all'immediato ridosso del candidato della sinistra. Un'impresa impensabile alla vigilia delle elezioni. E di giocarsi nel testa a testa del 21 e 22 giugno la poltrona più prestigiosa di Palazzo Comunale.


VELENO


RIECCOLI!


L'On.le Giacomelli (Pd) «La destra sa solo cavalcare l’insicurezza»

Il deputato Pd conferma l’unità del partito a sostegno dei candidati in lizza al ballottaggio. Il centrosinistra riordina le idee e riorganizza le fila per il rush finale, tra preoccupazioni e ottimismo. Antonello Giacomelli, parlamentare Pd, è “fiducioso” sul risultato di domenica prossima perché «le uniche risposte ai problemi della città le può mettere in campo il centrosinistra, mentre la destra sa solo alzare il tono della protesta. E questo i cittadini lo capiscono».
Come spiega l’esito del voto pratese?«La città attraversa una fase delicatissima, per il combinarsi di due fattori: la crisi del lavoro che mette a dura prova la tradizionale identità pratese, costruita appunto sul lavoro come artefice di possibilità e dei destini individuali; e un flusso immigratorio eccezionale per una realtà piccola»Ma questa situazione ha premiato la destra.«Al primo turno la destra ha scelto non di misurarsi sui problemi e sulle possibili risposte, ma di cavalcare l’onda dell’insicurezza e delle difficoltà enfatizzandole per guadagnare qualche punto percentuale. Ma non sa dare risposte di governo. Questa è la differenza. La destra pensa che basti alzare la voce, il tono della protesta, esasperare gli animi e questo in un primo momento può aver dato soddisfazione. Ma un momento dopo ogni pratese chiederà risposte concrete, positive. Carlesi e Gestri hanno messo in campo proposte e azioni di governo serie, ragionate per affrontare questa complessità, cambiando quel che c’è da cambiare. Noi dobbiamo riportare serenità, evitando il rischio che in questa crisi i pratesi smarriscano se stessi e le proprie radici»Sul fronte pratese anche il Pd rischia grosso.«E infatti tutto il Pd scommette su Prato. Lo conferma la presenza del segretario Franceschini domani sera (stasera, ndr). Gli abbiamo chiesto di tornare per ribadire l’impegno del partito al fianco di Carlesi e Gestri e della città, come ha già fatto in queste settimane» Gira la voce che non tutto il Pd si sia speso alla morte per Carlesi…«Cazzate, sono veleni che vengono dai nostri avversari. Nessuna diversità di opinioni ha mai impedito di condividere un progetto di governo e di sostenere lealmente i nostri candidati»
Il Tirreno – Prato

CARLESIADE


A LEI PIACE CARLESI!


"Cari amici,
vi ricordo che domenica 21 dalle 8 alle 22 e lunedì 22 dalle 7 alle 15 siamo nuovamente chiamati alle urne, per votare il ballottaggio per eleggere il sindaco di Prato e il presidente della provincia.
io che ho sostenuto già al primo turno Massimo Carlesi, candidato sindaco del centro sinistra, sono ad invitarvi ad andare a votare, lasciando da parte tutti i ragionamenti sui partiti e sul berlusconismo e antiberlusconismo e scegliendo il sindaco migliore, il più preparato, il più competente.
Massimo Carlesi è una persona onesta, competente e che conosce i problemi della nostra città e a mio parere non merita di essere punito per ciò che i precedenti sindaci non hanno fatto. Adesso è su di lui che dobbiamo esprimere il nostro voto e io sinceramente mi fido del suo programma e delle sue capacità e penso che possa lavorare bene.
A chi mette l'accento sulla necessità di cambiare Prato dico che Massimo sicuramente lavorerà per il cambiamento di questa città, è tra le priorità del suo programma. Non mi sembra saggio seguire la voglia di "provare" ad avere un sindaco di un altro "colore", quasi fosse un vestito che ci misuriamo in un negozio e che se poi non va bene non compriamo. Qui si tratta di affidare Prato a qualcuno che possa veramente lavorare bene ed ascoltare le necessità delle persone. io penso che questo qualcuno sia Massimo Carlesi.
ballottaggio 21-22 giugno 2009 - Vota e fai votare Massimo Carlesi!"


Irene Carlesi


Questo rinnovato appello spam di Irene Carlesi, che poi sarebbe nient'altro che la figlia di Massimo, merita un nostro commento.

Non foss'altro per i toni ed i contenuti profondamente cambiati rispetto alla prima missiva massicciamente inviata in spammail.

Si vede che i comunicatori romani di papà hanno consigliato i sostenitori dell'ex assessore a moderare i toni, ad evitare le citazioni antiberlusconiane, a stare sul "pezzo", come si dice. Domenica e lunedì, infatti, i cittadini pratesi non sono chiamati ad esprimere un loro giudizio su Berlusconi, sul governo o su Franceschini e l'opposizione. Sono semplicemente chiamati a scegliere chi tra Massimo Carlesi e Roberto Cenni può essere il miglior sindaco di Prato per i prossimi cinque anni.

Ci fa piacere che l'amor filiale di Irene le consenta di suggerire che, per lei, il migliore è il suo papà. D'altra parte ci saremmo meravigliati del contrario!

E, tuttavia, apprezziamo lo sforzo di Irene per cercare ragionamenti e giudizi che anche in Massimo Carlesi facciano intravedere la speranza in quella voglia di cambiamento che la città sembra oggi esprimere.

E Massimo rappresenta, o ha rappresentato nelle scorse settimane, un cambiamento, seppur parziale, nella storia politica pratese. E' il primo candidato sindaco della sinistra che non proviene dalle file dei comunisti, degli ex comunisti o dei postcomunisti. Ed è anche il primo candidato dichiaratamente cattolico! E' il cambiamento che le primarie democrat hanno consentito agli elettori del PD! Parziale ma significativo! Non per niente tutta la "casta" democrat pratese era schierata a sostegno di Paolo Abati.

Ma, purtroppo, anche questa piccola e parziale occasione di cambiamento e di novità è andata presto evaporando come una pozza d'acqua nel deserto.

Nella campagna elettorale trascorsa Massimo è stato rifatto "prigioniero" dalla dirigenza democrat. Che gli ha impedito di fare quello che, probabilmente, aveva in testa dopo la vittoria alle primarie. Prima di tutto una sua lista civica. Così come ha fatto, ad esempio, Matteo Renzi a Firenze e con ottimi risultati (il 5,44% dei consensi). La "casta" non gli ha consentito margini di manovra neppure nella scelta delle candidature del PD. E, più grave ancora, si è messa di traverso quando è stato il momento di scegliere gli alleati della coalizione.

Che è una coalizione visibilmente sbilanciata a sinistra. Gli innesti finali, patetici fino al ridicolo, delle liste PLI-Insieme per Prato e MRE, non sono ovviamente riusciti a bilanciare il segno politico della coalizione ed hanno limitato il loro apporto alla miseria di 25o voti complessivi!!!

Su Massimo ha pesato, e sta pesando, inoltre, anche l'egemonia che alcuni personaggi della "casta" hanno voluto marcare sulla intera campagna elettorale, caratterizzandone la qualità, le proposte, marginalizzando, dunque, le caratteristiche più innovative e coraggiose di Massimo.

Gli ultimi giorni poi sono diventati un gioco al massacro della personalità del candidato. Che, incappato in due o tre brutti scivoloni di comunicazione, è stato ancora di più relegato nelle retrovie dall'arrivo in campo del governatore Martini e del presidente di Consiag Abati.

D'altra parte la stessa scelta di Massimo di rifiutare qualsiasi confronto pubblico con Roberto Cenni testimonia l'estrema difficoltà di conduzione di questa parte finale di campagna.

Dunque cara Irene, quello che adesso alla città appare chiaro è che l'unico possibile cambiamento credibile nella qualità del governo cittadino sia rimasto Roberto Cenni.

E la tendenza dell'elettorato, anche stando agli ultimi sondaggi "clandestini", pare proprio questa. Corroborata anche dal fatto che tradizionali serbatoi di voto della sinistra paiono destinati a rivolgersi ed a scommettere sulla vittoria del patron della Sasch.

Ovviamente questo non vuol dire affatto che la vittoria di Roberto Cenni sia certa. La sinistra ha ancora apporti elettorali poderosi; l'astensionismo può giocare un suo ruolo attivo; la campagna di demonizzazione dell'avversario può aver fatto presa su alcuni segmenti indecisi dell'elettorato.

Tuttavia una cosa appare sicura. Se vince Cenni vincerà il cambiamento. Se vince il tuo papà avrà vinto la voglia di continuità con i 63 anni passati.

Comunque vada tutti e due i candidati meritano i nostri auguri: chi di loro due farà il sindaco dovrà rimboccarsi le maniche e contare sulla voglia di unità che tutta la città ha espresso in occasione della manifestazione per la sopravvivenza di Prato e del distretto tessile. Chiunque vincerà dovrà trovare più i motivi di condivisione che quelli di divisione con l'avversario e lo schieramento perdente. Noi ci auguriamo fortemente la vittoria di Roberto Cenni. Ma questo, Irene, non ci impedisce di inviarti i nostri più cari saluti.




GAFFES


SFIGATO!


Continua ad infilare una gaffe dietro l'altra Massimo Silvano "Perlana" Carlesi ed il suo staff di comunicatori.

Che avevano annunciato alla città una squadra di 7 "magnifici" esperti che avrebbero dovuto sostenere Carlesi nella sua eventuale attività di governo.

Ebbene uno dei magnifici sette si è già sfilato dalla squadra carlesiana. L'imprenditore Lido Montini Macchioni, capo del setore filature dell'Unione Industriali tiene a farci sapere oggi di non essere disponibile. E di essere stato contattato, telefonicamente, solo per dare eventuali consigli sul segmento produttivo di cui è responsabile.

Ma di non voler essere indicato come sostenitore di Carlesi e tantomeno probabile componente della sua Giunta.

I sette, pertanto, restano in sei. Particolarmente pesante è la perdita dell'unico imprenditore sul quale Carlesi poteva contare. Dopo essere stato abbandonato anche da Renato Cecchi, testimonial di lunga lena del PD e della sinistra, adesso Carlesi, infilando la nuova gaffe, rimane senza alcun sostegno in quest'area decisiva della società pratese. Rimediando l'ennesima figuraccia! E' un periodo parecchio sfortunato per l'ex assessore alla mobilità. Che, nel frattempo, pare aver perso anche l'appoggio della Lista Civica "Insieme per Prato". Così almeno par di capire dal volantone e dai manifetsi stampati per il ballottaggio. E dove compare unicamente il silmbolo del PLI e non quello di "Insieme per Prato". La cui assenza è elettoralmente insignificante per il risultato che tale lista ha avuto al primo turno ma rimane politicamente significativo. Carlesi, infatti, è l'unico candidato a perdere alleanze tra il primo turno ed il ballottaggio.

PUNTO ELETTORALE


POLE POSITION


Ormai siamo a poche ore dall'apertura dei seggi per il ballottaggio tra Cenni e Carlesi per il Comune di Prato, Biscotti e Lorenzini per Montemurlo e tra Attucci e Gestri per la presidenza della Provincia. Nell'ultima settimana sono stati conclusi gli apparentamenti o gli accordi tra i vari candidati. Possiamo dunque riepilogare quale sarà, almeno sulla carta, lo schieramento di partenza per la "corsa" di domenica e lunedì prossimi.


Al Comune di Prato per effetto delle alleanze costruite all'apertura dei seggi saranno schierati:


Massimo Silvano Carlesi voti 49.962 49,42%

Roberto Cenni voti 48.616 48,09%


Dunque Roberto Cenni, con l'appoggio di Prato Libera e Sicura e Socialisti per le Libertà, ha "limato" il distacco del primo turno dell' 1,33% ponendosi all'immediato inseguimento del candidato della sinistra.


Al Comune di Montemurlo la partenza vede:


Aurelio Biscotti voti 5.174 49,08%

Mauro Lorenzini voti 4.951 46,96%


Per effetto dell'apparentamento con la Lega Biscotti sopravanza Lorenzini che era in testa al primo turno.


In Provincia la situazione è la seguente:


Lamberto Gestri voti 67.616 50,60%

Cristina Attucci voti 65.297 48,85%


Sfruttando l'accordo con UDC, Prato Libera e Sicura, La Città per Noi e Socialisti per le Libertà, Cristina Attucci riduce lo scarto del primo turno all'1,75% (era del 6,16%).


Si tratta come è evidente dall'esame dei numeri di tute sfide apertissime ed incerte. Che saranno giocate fino all'ultimo voto. A meno che non decida l'astensione, la voglia di mare e di gite fuori porta. Ma anche in questo caso non pare ipotizzabile che gli elettori "distratti" possano appartenere in maggioranza ad uno dei due schieramenti che si confrontano il 21 e 22.

Noi confidiamo che anche a Prato possa accadere la "rivoluzione " verde!! Sarebbe una bella notizia per la democrazia e la libertà.

Se poi, come è anche probabile, vincesse la voglia di continuità "rossa" vorrà dire che ce ne faremo una ragione rinviando l'appuntamento per l'alternativa al 2014.

Che è proprio dietro l'angolo!

mercoledì 17 giugno 2009

DEMOCRATS


Parlando di congresso Pd e Radicali
• da L'Unità del 17 giugno 2009, pag. 19


Una candidatura «radicale» per il congresso dei Pd? Marco Pannella, protagonista della battaglia per partecipare alle primarie 2007, potrebbe riprovarci «a patto che le regole congressuali siano regole aperte di un partito aperto e non quelle di un partito chiuso, specchio di una società chiusa». Anche Emma Bonino non lo esclude a priori.

INTOLLERANZA


BALLOTTAGGIO ROSSO


Nelle ultime ore di questa vigilia del ballottaggio Cenni-Carlesi, Biscotti-Lorenzini, Attucci-Gestri, si vanno intensificando prese di posizione, comunicati, dichiarazioni, messaggi, blog, ecc. sempre più intolleranti e che tendono a demonizzare gli avversari dei candidati della sinistra ed a drammatizzare la visione del futuro di comuni e provincia nel caso che vincessero (dopo 63 anni....) i candidati civici e dell'opposizione. Il lupo perde il pelo ma non il vizio!

Invece di confrontarsi con le argomentazioni, i programmi i progetti e le singole personalità, presunti opinion leaders della sinistra si affannano a dimostrare come la vittoria di Cenni, Attucci e Biscotti sia, praticamente, l'anticamera di una dittatura, del fscismo e del nazismo!!!

Comprendiamo la disperazione di questi personaggi. Dopo una vita di dominio assoluto e di potere completo il solo pensare che alla guida dei tre enti possa giungere un cittadino non appartenente alla "casta" di sinistra (nelle sue varie gradazioni...) sconvolge le loro menti.

Non accettano che, in un regime democratico, come nella vita, possano esistere sconfitte e difficoltà. La loro è una visione catastrofista del cambiamento. Ci vorrebbe qualche esperto di psicologia o psichiatria per individuare quali siano stati i traumi infantili o seminariali che li hanno portati ad elaborare questo atteggiamento che considera il nuovo come prodotto del "diavolo"!

E' un atteggiamento evidetemente del tutto irrazionale quello che fa sostenere a qualcuno di questi logorroici della sinistra che la perdita di un sindaco o di un presidente della provincia è equivalente alla perdita della libertà e della democrazia.

Se la vittoria arridesse ai loro "nemici" questi esemplari di democratici occidentali, vanno cianciando di un futuro di apocalisse!!

Dimenticando che in molti comuni italiani quella che a Prato è, per ora, opposizione già governa da anni. Ovvero ha governato e poi è ritornata all'opposizione quando i cittadini ve l'hanno rispedita. Ma in nessun caso ed in nessuna città si sono verificati i guasti temuti, paventati e prospettati da queste cassandre di periferia. Milano, Bologna, Roma, Verona hanno, o hanno avuto, sindaci non di sinistra. Ma niente di quanto previsto dai nostri catastrofici interessati si è mai avverato. Parte di questi soggetti sono, probabilmente, in buona fede! Altri, invece, temono davvero il cambiamento. Lo temono perchè dalla continuità del potere pratese dipendono i loro interessi personali o delle loro creature o delle loro cordate. Posti di lavoro, contrbuti, sovvenzioni, mostre, feste, sostegni vari dipendono dai loro attuali amici al potere.

Non valendo niente dal punto di vista delle qualità personali temono che una nuova classe dirigente li tratti alla stregua degli altri cittadini: premiandoli se ne vale la pena ovvero ignorandoli se del caso! Come è normale per tutti i cittadini. O no!

martedì 16 giugno 2009

SAINT-MARCO-EXUPERY


Io come Saint-Exupéry, la sua voglia di cielo, il mio essoterismo
• da Il Secolo d'Italia
di Marco Pannella
Marco Pannella è un uomo che vive da sempre nell’azione e che, a suo modo, da sempre combatte, anche usando il suo corpo. E sembrerà strano, allora, che possa amare e riconoscersi spesso, ma non sempre - in un "poeta" (così lo vuole giustamente definire) come Antoine de Saint-Exupéry. Uno scrittore che fu alla costante ricerca della sublimazione, della trasfigurazione, della disincarnazione, addirittura. Ma lui lo sente vicino. Sarà l’aspirazione alla pace, la sete di assoluto, l’idealismo. Sarà l’amore per la natura, la ricerca costante e spesso frustrata di purezza. Sarà il rifiuto del confronto muscolare, della tragicità dell’esistenza, della necessità dell’odio. Sarà quella "voglia di cielo". Comunque sia, «è un autore che mi ha accompagnato molto, nel corso della mia vita» dice Pannella. Come quando, in Burkina Faso, salvò un prigioniero grazie al Piccolo principe e a una fisarmonica italiana.
Lei ama molto la letteratura francese. Che ruolo ha Saint-Exupéry ? Purtroppo da cinquant`anni la letteratura francese sembra abolita, in Italia. Io nel 1959 leggevo in francese Céline, quando non c’erano versioni in italiano: urlando contro tutti i fascismi e contro il fascismo dell’antifascismo, mi battevo contro le scomuniche "contenutistiche" delle opere letterarie, di qualunque genere fossero. Come quella che colpiva, in tempo di neorealismo, certi film della Parigi impressionistica, penso a "Les enfants du Paradis", tanto per dirne uno. Ma questa è un po’ la storia dell’anomalia radicale... Comunque, la letteratura francese ha tanti poeti che adoro, ma Saint-Exupéry mi pare sia una singolarità. La sua poesia, così dolce, così tenera e così forte, potrebbe avere la stessa singolare presenza, all’interno della letteratura francese, di quella di Albert Camus se paragonato con Jean Paul Sartre, per esempio.
E che posto ha l’autore del "Piccolo principe" nel Novecento? Si tratta di tutta un’altra atmosfera rispetto alla "volontà di potenza" novecentesca. E, rimanendo in ambito francese, si tratta, ad esempio, di tutta un’altra poetica rispetto a quella di Malraux, direi. Perché in Malraux c’è una visione eroica dell’esistenza, ai limiti del super-omismo. Così, tanto Malraux e altri cantano la drammaticità quasi muscolare, il confronto luddico dell’esistenza, tanto Saint-Exupéry elabora l’elemento potente della sublimazione. In Malraux c’è l’esaltazione dell’azione, c’è il canto della competizione, sino ad arrivare alla guerra; c’è la poetica di un assoluto che ha sullo sfondo la morte. In Saint-Exupéry tutto questo manca. C’è piuttosto la tentazione verso un altro assoluto, l’assoluto atemporale, cui si può accedere attraverso la "disincarnazione", la sublimazione di tutta la materia.
Nella sua vita, invece, che posto ha Antoine de Saìnt-Exupéry? Posso raccontare un episodio. Era il 1979, un momento drammatico del nostro impegno politico, in cui personalmente mi occupavo molto dei regimi e soprattutto dei regimi africani. E si inaugurava, in Lussemburgo, l’Acp-cee, un’attività istituzionale europea - tra l’altro era l’anno in cui si insediava per la prima volta l’Europarlamento - di dialogo con i parlamenti africani, dei Caraibi e del Pacifico. Mi ricordo, c’era Marchais, c’era Berlinguer... A presiedere questa nuova assemblea c’era un presidente africano, che mi parve di una perfezione inusuale. Era Gerard Kango Ouedraogo, del Burkina Faso. Ne rimasi ammirato. Si creò un’intesa fra noi, e ricevetti i suoi complimenti. Dopo due mesi, venni a sapere che questo presidente era stato arrestato in patria ed era in pericolo di morte: c’era stata una rivoluzione. Lo volevano processare in uno stadio e io, scandalizzato dal fatto che quasi tutti lo ritenessero un fatto normale, mi precipitai a Ouagadougu, la capitale, perché mi pareva doveroso. Arrivato lì - mi conoscevano - venni ricevuto dal nuovo presidente. Dopo la rivolta militare c’era un nuovo giovane, fascinoso presidente, Thomas Sankara. Un soldato che aveva un senso quasi ingenuo di "pulizia". E che amava molto Saint-Exupéry. Che incontro interessante... Questo soldato amante del "Piccolo principe" fece in modo che Ouedraogo si salvasse.
Lo convinse a farlo grazie a SaintExupéry? Anche. Diventammo amici. Lui mi diceva che ammirava l’aspirazione di Saint-Exupéry alla purezza assoluta, anche nei rapporti umani. E io gli dicevo che, infatti, questa purezza di rapporti la riscontravo spesso nel mondo militare. Che è un mondo monosessuale (non omosessuale), un mondo cameratesco (non dimentichiamo l’ammirazione di Saint-Exupéry per la figura del pilota). E poi mi parlava della pulizia, dell’abolizione della corruzione, della lotta contro i vecchi leader tribali. Mi chiese anche di regalargli una fisarmonica di Ascoli Piceno, di una casa che io neanche conoscevo. Mi diceva: il mondo è puro, mi fido dei miei amici. E si fidava di un amico, di un compagno di battaglie con cui aveva un rapporto forte, stretto, e che stava a trecento chilometri nel deserto. «Ma se mi succede qualcosa - diceva – so che arriverà in volo qui, io sono tranquillo». Ecco la sublimazione dei rapporti. Ma la storia si conclude così: un bel giorno questo suo camarade arriva nella capitale ed è responsabile del suo omicidio: pensava fosse corrotto. Io poi diventai amico anche con lui che, però, Saint-Exupéry non lo amava molto.
Dunque, la sublimazione come "cifra" stilistica. Si, a me pare che il mondo di Saint-Exupéry sia, e non solo in modo allegorico, tensione costante a sublimare il mondo. E intendo "sublimazione" proprio nel senso psicologico del termine. In lui tutto viene costantemente trasfigurato, con una forza effettiva di poesia, di "poieusìa", anzi; c’è un’aspirazione costante alla purezza. Ed è una purezza da secernere grazie all’intelligenza dei sentimenti e grazie all’intelligenza degli occhi. La rosa, il cielo, le stelle ... «Un progettista capisce di aver raggiunto la perfezione non quando non c’è più niente da aggiungere, ma quando non c’è più niente da levare», scrive nei suoi taccuini. Ecco allora questa essenzialità che, come dicevo, si secerne con la purezza attraverso la quale si vede il mondo. Ma si secerne anche attraverso l’amore.
Ma tutto questo le appartiene? Non è lontano dal suo concetto di "azione"? Invece è un autore che mi ha accompagnato molto, nel corso della mia vita. Mi accompagna ogni volta che mi imbatto nella aspirazione alla pulizia, ogni volta che trovo una visione della natura trasfigurata dall’interiorità, dallo sguardo. Tutti elementi che si ritrovano nel "Volo di notte", nel "Piccolo principe", nel "Pilota di guerra".
Ma con questa visione della vita lei è in consonanza? Non mi sento lontano da lui, lo capisco e spesso lo condivido. Mi piace la sua esperienza poetica e interiore. Mi piace l’idea di vedere l’universo attraverso la lente di questi occhi che lo trasformano in un connotato dell’indefinito, forse dell’infinito. Sono in sintonia con la sua idea che l’importante sia il viaggio, e non l’arrivo. Sono spesso in sintonia con la sua visione della natura: potrebbe essere naturista e realista ma attraverso la trasfigurazione assegna alla natura un valore di amore senza limiti, di amore per l’assoluto, di amore religioso di quell’amore - e torniamo sempre allo stesso punto - che, per vivere, ha bisogno di sublimarsi. Mi piace anche il fatto che sia riuscito ad essere poeta "storicamente". Accade, insomma, di riconoscere in se stessi quel che hai conosciuto grazie a lui. Ma è così che funziona la vera poesia. Lo capisco molto, insomma, anche se non posso condividere tutto, ovviamente. Esteticamente, poi, mi piace davvero molto. Penso a Saffo, alle liriche sulla luna e sulla notte. Ecco, in Saint-Exupéry ci sono delle stille di vera classicità greca.
L’eros è quasi del tutto assente dalle opere di Saint-Exupéry. Perché? La donna non è affatto presente, nelle sue opere. E non è un caso. D’altronde le sue due vicende con donne sono state entrambe tormentate. Ecco la singolarità di questo autore: ritorna sempre il discorso della sublimazione. Sì può sublimare un amore per fatti culturali, per sessuofobia involontaria o perché si mette la madre sull’altare; così, il sesso diventa sporco e la donna diventa quella figura del dolce stil novo, quella donna non amata davvero. Tutto ciò porta, alla fine, all’incapacità di amare. Il suo vero amore era il cielo, era il viaggio, era la notte.
Questo si lega anche alla visione religiosa di Saint-Exupéry? Sì, una visione un po’ ascetica, anche. C’è la sete tenera e forte per l’assoluto. C’è la visione purificante della notte, del cielo, delle luci, che crea un nuovo modo di guardare il mondo e se stessi. Questa ricerca della purezza assoluta, questo "distillare" le emozioni, mi fa pensare a qualcosa che può essersi creato attraverso un tipo di educazione che chiede al bambino, al ragazzo, all’uomo, dì sublimare l’amore e di farlo in modo tale che poi essa diventa una sublimazione religiosa. Ma quando quello che ami lo metti sull’altare, l’amore non vive più.
Ma non c’è il rischio che tutto ciò possa poi sfociare nell’"impotenza»? Certo, la sublimazione è impotenza. E la sublimazione costante, bisogna stare attenti, può essere vissuta in modo malato, può diventare un aspetto patologico: perché si trasfigura ciò che si ama a tal punto da non riuscire più a compenetrarsi con esso.
C’è qualche elemento esoterico - come qualcuno ha sostenuto - in tutto questo? Tutto il poetico che riesce a essere davvero poesia (ecco che torna l’assonanza con poiéo, fare), e giunge come il nuovo, giunge da lontano, è esoterismo. C’è un poeta straordinario, a lui coevo, a cui scatta questo meccanismo, e scatta per il Tibet. Un uomo che non ha avuto la sua stessa fortuna, se non altro perché è morto giovane: si tratta di Victor Segalen, un poeta che io amo molto. Ma tornando a Saint-Exupéry, c’è senza dubbio questa ricerca continua della purezza (tra l’altro, non dimentichiamoci che visse in un periodo di futurismo e postfuturismo e quindi in questo senso fu, ancora, espressione di un Novecento "particolare"). Di esoterico, allora, c’è questa ricerca dell’essenzialità bella e disadorna, ottenuta per sottrazione. E lo sguardo della persona, nella semplicità della rosa, fa scoprire se stesso e il mondo, che "diventa" la rosa. Anche questo, se vogliamo, è esoterico.
C’è in Saint-Exupéry - che pure era un pilota e un soldato, seppure a suo modo – un’aspirazione costante alla pace. A questo, si sente vicino? Sì, e qui torna il confronto con Malraux: un poeta che viaggiava per fare la guerra, in nome dell’eroismo di chi supera se stesso, su uno sfondo di morte. Uno sfondo che paradossalmente è del tutto assente in Saint-Exupéry. La morte del pilota è un’allegoria, nulla di più. Perché quando sublimi una cosa, la cosa sublimata non muore.
NOTE
intervista a cura di Federico Brusadelli

RAGAZZINO


MASSIMO SILVANO CARLESI

Dal sito del comitato elettorale di Massimo Silvano "Perlana" Carlesi:


"Pressione: 70 la minima, 110 la massima. Roba da ragazzini!

Caldo e campagna elettorale intensa non incidono sulla pressione sanguigna del candidato sindaco del centrosinistra, Massimo Carlesi, che oggi pomeriggio (domenica) è intervenuto alla “Festa del volontariato” nel giardino degli ulivi (viale Galilei) sottoponendosi a un controllo, effettuato dal personale di una delle associazioni presenti. Numeri buoni e chissà, parola di candidato, «che non siano di buon auspicio»."


Siamo contenti che il candidato goda buona salute. E siamo anche felici per un'altra gaffe commessa dal suo spin doctor. Paragonare Carlesi ad un "ragazzino" non ci pare il miglior viatico per il prossimo ballottaggio. Siamo proprio sicuri che i pratesi vorranno affidare la loro città in crisi e le loro speranze di risalita a chi si autodefinisce un "ragazzino"?

DEMOCRATPARTY?


Betelgeuse. Un gigante fatto di... niente

Betelgeuse è un gigantesco sole rossastro fatto di vuoto.
Le moderne teorie astrofisiche affermano che una stella alla fine della sua vita si espande enormemente e di conseguenza si raffredda, diventando una supergigante rossa: questo è proprio il caso di Betelgeuse.
L'enorme espansione degli strati più esterni provoca dei fenomeni di instabilità, che noi percepiamo come variabilità luminosa. Michelson e Pease, con un sofisticato strumento ottico, l'interferometro, riuscirono a misurare per via diretta il diametro angolare di Betelgeuse, che risultò di 0",047, ovvero il diametro di un capello a 500 metri di distanza. Tradotta in chilometri, questa misura confermò quanto dedotto con i metodi tradizionali (un raggio di circa 700 milioni di km).
Osservazioni effettuate negli anni successivi mostrarono addirittura le variazioni del raggio di Betelgeuse, in accordo con le teorie sulla variabilità! Ma non era finita: nel 1974 fu sperimentato per la prima volta, ancora su Betelgeuse, un nuovo tipo di tecnica molto complessa, detta interferometria a macchie.
I risultati furono entusiasmanti: per la prima volta si riuscirono a vedere dettagli sulla superficie di un'altra stella che non fosse il Sole. Si mise in evidenza diretta anche la grande quantità di materia che Betelgeuse disperde nello spazio, sotto forma di "vento stellare". Recentissimi studi hanno verificato che il gigante rosso ha perduto più del 15% del suo volume complessivo..........



ABATI


RIECCOLO


C'eravamo appena domandati che fine avesse fatto il candidato sindaco, trombatissimo alle primarie, Paolo Abati, presidente del Consiag. Ed ecco stamattina la risposta. Sottoforma di appello agli elettori pratesi invitati a sostenere Carlesi e Gestri al ballottaggio di domenica e lunedì.

"Un voto contro l'ansia e la paura" titola il quotidiano che pubblica la lettera di Abati. Non so a voi ma a chi scrive la lettura dell'appello abatiano ha procurato proprio ansia e paura!

Sostiene Abati che l'opposizione "..e chi l'ha (sic!) rappresenta...." semina insicurezza, divisione, instabilità e precarietà.

Almeno due di queste definizioni sono del tutto convincenti: deve esserci instabilità nella guida degli enti poichè se vincessero Carlesi e Gestri il risultato sarebbe quello solito che dura da 63 anni. Il governo di una "casta" di intoccabili.

Deve esserci anche precarietà: è Abati infatti il primo precario. E' del tutto evidente che non potrà restare, in caso di vittoria di Cenni (e Attucci) alla guida della maggiore azienda pubblica cittadina. D'altra parte un pessimo giudizio sulle sue qualità l'hanno già abbondantemente dato i suoi stessi compagni di partito.Tarpandogli le ali alle primarie nonostante fosse "forte" del sostegno di tutto l'establishment democrat!

Per l'insicurezza Abati, invece, non ha da far altro che rivolgersi ai "suoi". L'ultima Giunta e gli ultimi governanti della sinistra sono i primi responsabili dell'insorgere anche a Prato di questo sentimento sociale. Un messaggio che deve essere arivato anche agli spin doctors romani di Carlesi-Gestri. Che da buoni comunicatori hanno tratto dal cilindro i nomi di due poliziotti indicandoli come possibili collaboratori, proprio per combattere l'insicurezza, di Carlesi-Gestri.

La divisione, infine, è l'essenza della democrazia. Ci si divide alle elezioni; si indicano obbiettivi, programmi, proposte, uomini. Chi vince diventa il sindaco (o il presidente della provincia) di tutti i cittadini.

Abati ha ancora una concezione tardostalinista del sistema democratico. Che per lui e quelli come lui è solo un impiccio "borghese". Minaccioso, che "divide" e crea nuove ansie e rinnovate paure!

Quanto sarebbero meglio i sistemi che non prevedendo elezioni democratiche non propongono "divisioni"!! La Corea del Nord e Cuba, infatti, sono per Abati le migliori espressioni di governo. Lì si fa a meno di indire le elezioni e così non si consentono "divisioni" nel popolo. Cosa c'è di meglio della trasmissione per via ereditaria del potere? Che maledetto imbroglio e quale impiccio sono questi ludi cartacei !

Dopo il suo "equilibrato" messaggio Paolo Abati dovrebbe avere anche il coraggio, la dignità e la forza d'animo di scriverne un altro: quello per rassegnare le dimissioni dalla presidenza di Consiag. Anche perchè, probabilmente, vi rimarrebbe comunque. Quale vincitore di un concorso dirigenziale, forse, magari bandito sotto la sua medesima presidenza. Appunto alla maniera di Kim Jong Il, il nordcoreano!

GLOBAL


DATINI


E' continuato anche nei giorni scorsi lo stucchevole "attacco" (ripreso ieri perfino da "Pancho" Pardi....) a Roberto Cenni sulla questione della "delocalizzazione" delle sue attività imprenditoriali in Cina.

Cenni, da parte sua, precisa che in Cina lui ha localizzato soltanto attività di vendita della sua produzione prèt à porter!

Comunque sia questo dibattito sulla delocalizzazione e sulla globalizzazione a noi pare un'autentica sciocchezza. Ovvero ci sembra sciocco che la sinistra utilizzi strumentalmente questi argomenti per cercare di contrastare la crescita di consenso di cui va godendo dall'inizio della campagna elettorale il patron della Sasch.

Quando Agnelli delocalizzò un suo stabilimento Fiat a Togliattigrad(!), nell'ex Unione Sovietica, utilizzò i buoni servigi e le entrature al Cremlino del Partito Comunista Italiano. Ed il PCI vantò l'apertura nelle steppe della fabbrica torinese come una vittoria dell'internazionalismo proletario!

Chissà perchè quello che andava bene per Agnelli negli anni '70 non può andar bene oggi per Cenni!

Confidiamo che due dei "magnifici sette" ingaggiati dal "peone" Massimo Silvano "Perlana" Carlesi, portino altri consigli alla coalizione di sinistra.

Giampiero Nigro e Diana Toccafondi, infatti, sono profondi conoscitori dell'opera e della storia del nostro grande mercante medievale Francesco Datini.

Il quale, oltre all'attribuita invenzione della "cambiale", può essere anche considerato il precursore della delocalizzazione e della globalizzazione. Nella seconda metà del Trecento Datini aprì suoi propri "fondaci" in tutta l'Europa (ovvero in tutto il mondo allora conosciuto e disponibile..).

Pisa, Genova, Lione, Avignone, Barcellona, Valencia, Maiorca, i Paesi Bassi, il Belgio, la Germania, videro il fiorire delle attività imprenditoriali del geniale pratese. Che non solo fu il primo documentato (grazie al fornitissimo archivio rinvenuto a Prato...) delocalizzatore e globalizzatore, ma anche il primo che utilizzò l'arma della finanza come progetto di penetrazione dei mercati allora conosciuti. L'intreccio tra attività di produzione e vendita e quelle finanziarie permisero a Datini di diventare l'uomo più ricco e potente di tutta l'Europa dei suoi tempi.

Confidiamo che Nigro e Toccafondi ricordino agli smemorati dirigenti della sinistra che da Prato 8 secoli fa, partì la prima ondata di delocalizzazione e globalizzazione. E la città ne ha benefici tutt'ora!!