sabato 27 giugno 2009

APPUNTI


PRIMI PROVVEDIMENTI


Tra qualche giorno, comunque vadano le alchimie in corso, Roberto Cenni presenterà ufficialmente la squadra che dovrà aiutarlo nel gravoso compito di provare a dare discontinuità di governo a questa città.

Secondo noi saranno i primi provvedimenti che dovranno dare il senso complessivo di una svolta, del cambio atteso nel governo pratese.

Accanto ai provvedimenti impegnativi e magari costosi che il Sindaco dovrà prendere nei suoi primi 100 giorni di lavoro noi, modestamente, segnaliamo, consigliandoli, alcune "piccole" decisioni che possono aiutare sindaco e giunta a dare a Prato il segno dell'atteso cambiamento.

Cose che non hanno grandi costi e che non richiedono grandi impegni ma che, complessivamente, possono colpire postivamente l'immagionario collettivo di Prato e dei suoi cittadini.

Il primo provvedimento urgente che chiediamo alla Giunta è quello di rendere gratuito l'ingresso nei musei cittadini, Pecci compreso. Sarebbe una misura "popolare" senza far mancare alle casse pubbliche significativi introiti. Potrebbe dare il segno di una inversione di tendenza nel campo della cultura, identificando questo campo di iniziativa come uno dei più importanti del nuovo governo cittadino.

Un'altra piccola misura, nella stessa direzione, è quella che può riproporre un accordo con gli esercizi cinematografici della città affinchè consentano l'ingresso gratuito nelle sale di proiezione ai cittadini ultrasessantacinquenni in un giorno prescelto di comune accordo.

Specialmente per i pochi cinema rimasti nel centro storico questa misura, potrebbe favorire l'afflusso di qualche centinaio di cittadini nelle ultime sale aperte, contribuendo, al tempo stesso, a rianimare l'esausto centro di Prato.

Sempre riguardo al centro storico la nuova giunta dovrebbe provvedere, in pochissimi giorni, a restituire un maggior decoro alle strade ed ai vicoli del centro città. Facendo pulire dai graffiti e dalle scritte che li deturpano tutti i muri e le facciate adesso invase da questa "spazzatura" metropolitana.

L'ultimo piccolo provvedimento che consigliamo a sindaco e giunta è un restyling estetico e funzionale del Palazzo Comunale. Con il rinnovo di indicazioni, piccoli arredi, sistemazione più decorosamente decente delle opere d'arte per rendere assai più gradevole l'aspetto complessivo del Palazzo.

Infine chiediamo che sindaco e giunta raccolgano, finalmente, le richieste che provengono da larga parte della cittadinanza affinchè il sabato siano riaperti al pubblico almeno gli uffici dei servizi demografici. Affinchè gli utenti che sono impossibilitati, per orari di lavoro ed altro, ad accedervi durante la settimana, abbiano qualche ora a disposizione nell'unico giorno nel quale hanno possibilità di tempo libero per richiedere la carta d'identità e le altre documentazioni burocratiche necessarie.

POPOLO


Il generoso popolo del Pd che non si ribella mai


di Mario Ajello


La vera fortuna del Pd è di avere un popolo fin troppo generoso nei suoi riguardi. Quel popolo che vota sempre i soliti invecchiati liderini che non sanno diventare leader e i soliti capetti che non sanno diventare capi. Non si ribella mai veramente alle sconfitte a ripetizione che i dirigenti politici procurano a causa dei loro litigi. Non li ha mai sconfessati - pur avendone voglia - quando indebolirono nel ’96 e nel 2006 Prodi, aiutandolo a cadere. Ha affettuosamente rimproverato D’Alema - «Di’ qualcosa di sinistra!» - ma senza scaricarlo. Ha protestato contro Veltroni - «Sei troppo buono....» - ma poi, in fondo, povero Walter... Così è stato negli ultimi quindici anni. Adesso, per disgustare questo popolo eroico e un po’ autolesionista, esistono alcuni metodi infallibili. Per esempio, trasformare la speranza di un congresso vero e risolutivo - chi trionfa governa e chi perde ubbidisce - in una stanca liturgia in cui devono vincere tutti, per effetto di accordicchi, pasticcetti, giochini e giochetti che nascondono le invidie, coprono le gelosie e offuscano sotto una coltre di finto unanimismo le antipatie che nutrono tutti contro tutti. O ancora: per disgustare il popolo democrat, basta rendere le primarie una partita dall’esito pre-determinato e col trucco, com’è stata in passato, e non consentire una competizione libera, aperta e trasparente quale è stata, in grandissimo, quella fra Obama e Hillary negli Stati Uniti. Hanno i capelli bianchi o non li hanno più i tanti leader già bruciati del centro-sinistra, si portano addosso il triplo o quadruplo mento e hanno perso la verve a causa di tante inutili battaglie combattute fra di loro. Sono diventati vecchi, sarebbe ora di diventare grandi. E’ l’ultima occasione. (messaggero.it)

venerdì 26 giugno 2009

CENNI


EFFETTO CENNI


Che il valore aggiunto delle scorse elezioni amministrative sia stato il candidato sindaco civico Roberto Cenni appare evidente anche dall'analisi dei risultati dei partiti che lo hanno appoggiato confrontati con quelli che i medesimi partiti ottennero nelle elezioni politiche dell'anno scorso.

Il Pdl otenne nel 2008 39.463 voti pari al 35,53%. Quest'anno i berlusconiani pratesi si sono fermati al 32,48% ed a 31.505 consensi. Perdono, dunque, in percentuale ed in voti (quasi 8.000). Anche l'UDC l'anno scorso aveva avuto 4.532 voti pari al 4,08% e quest'anno è scesa al 3,20% e 3.101 voti. Solo la Lega, tra i partiti della coalizione Cenni, ha raddoppiato la propria percentuale di consensi passando dal 2,53% 2 2.812 voti al 5,07 e 4.913 voti!

Ci pare corretto e profondamente giusto, allora, che al sindaco Roberto Cenni i partiti della coalizione abbiano lasciato una grande autonomia nella scelta della squadra che dovrà accompagnarlo nel difficile compito di governo della città.

BIANCASIGNORA


Cocaina a Firenze: Perduca: quanti ne son morti? Se tutti in salute e carriera perchè punirli?

• Dichiarazione del Senatore Radicale Marco Perduca eletto nelle liste del Pd in Toscana

Quante sarebbero le vittime del consumo di cocaina nei locali di Firenze? Credo che, oltre alle indagini imposte dalla legge iper-proibizionista Fini-Giovanardi, occorra anche capire quante persone si siano "rovinate la vita" col consumo, saltuario o abituale, di tutte quelle sostanze stupefacenti che pare abbiano invaso un buon numero di locali fiorentini. Se poi, alla fine di questo studio, si dovesse arrivare alla drammatica conclusione che gli utilizzatori finali son spesso rispettabili professionisti, studenti o imprenditori e magari anche qualche politico locale o di passaggio, occorrerebbe rivedere il proibizionismo perchè non se capirebbero le motivazioni "sanitarie". (radicali.it)

ANCORA

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Che il Sindaco operi ancora come ha cominciato, bene, ieri. Facendo le sue autonome scelte. Lasciato libero di farle. Dai partiti! E dalle pressioni dei vari esponenti politici.

CENNI


IL SINDACO


Se il buongiorno si vede dal mattino......Roberto Cenni, sindaco di Prato, pare aver cominciato nel migliore dei modi possibile la sua nuova "avventura" nella grande stanza di Palazzo Comunale che sarà il suo nuovo ufficio per i prossimi cinque anni.

Dopo neanche 24 ore dall'insediamento ufficiale è riuscito a disinnescare il primo accenno di polemica tra i partiti che lo hanno sostenuto ed a spengere la miccia che era stata infuocata sotto la poltrona dell'assessore alla Sicurezza.

La decisione, condivisa dagli esponenti della Lega, di restituire la più importante delega ad Aldo Milone, costituisce un suo nuovo personale successo.

La forze degli argomenti che deve aver messo in campo ha sortito immediatamente l'ammorbidimento delle posizioni, solitamente dure, come è stranoto, leghiste.

Così come, per altro verso, Roberto Cenni pare essere riuscito anche a tenere a bada una sorta di "assalto alla diligenza" che sembrava essere partito con forza dalle fila dei consiglieri eleti e dalle segreterie di partito.

L'autonomia del candidato civico al di fuori e sopra i partiti, pur con tutte le ovvie considerazioni di cautela ed opportunità politica che sappiamo essere ben presenti nelle idee del sindaco, è salva e salvaguardata.

E' davvero un bel viatico per le importanti decisioni che Roberto Cenni dovrà prendere da qui al 9 luglio, data del primo consiglio comunale.

ADDIO


R.I.P. MICHAEL

ASSEMBLEA


DISCUTIAMONE INSIEME


L'associazione radicale Liber@MentePrato promuove


Venerdì 3 luglio, ore 21,15,

presso il Consiglio di Circoscrizione Prato Centro,

Via dell'Accademia, 47 Prato


un'assemblea aperta sui risultati elettorali di Prato e sull'esito politico della riunione "aperta" che si svolgerà a Chianciano il 26-27-28 giugno.L'iniziativa vuole essere un contributo, aperto a tutti coloro che, a livello individuale, vorranno confrontarsi su ciò che sarà accaduto e sulle prospettive politiche che ognuno pensa siano auspicabili per Prato e per l'Italia.In particolare vorremmo poter riflettere sull'esperienza che si è consumata alle elezioni amministrative che hanno visto la presenza di liste di vario orientamento dislocate in ognuno degli schieramenti che si sono battuti per la conquista del Comune e della Provincia o che hanno segnato una loro presenza autonoma.L'intento dichiarato è quello di riannodare un filo di discussione, interrotto dalla scadenza elettorale, con quanti, in modi diversi, approcci peculiari, inclinazioni politiche differenti, hanno comunque dimostrato di avere a cuore la diffusione di un libero dibattito; che hanno combattuto contro chiusure, pregiudizi ed ideologismi mettendo sempre al centro i destini della città e gli interessi finali dei suo abitanti.Chi fosse interessato a partecipare lo può segnalare a questo indirizzo mail. Grazie.


Vittorio Giugni

Segretario Associazione Radicale Liber@MentePrato


PS. Ovviamente è gradito ogni contributo che voglia precisare, puntualizzare, chiarire, anche nella fase di promozione, i contorni politici e programmatici che dovrebbe poter avere questo incontro.

FATTI


LES JEUX SONT FAITS


Mettiamola così,alla francese. Con quella simpatica dose di nonchalance che usano,in questi casi,i nostri cugini francesi impertinenti e rassegnati. Anche da noi in pochi giorni,la protesta politicizzata degli “innovatori”,insieme all’eroismo stoico dei difensori sfortunati della Dien Bien Phu pratese,sbiadiranno nella memoria collettiva con la riposante sensazione che il periodo elettorale è finito e,finalmente, ”rien ne va plus”.
Non spetta in questo momento all’estensore delle “riflessioni settimanali” l’analisi e il commento di risultati del ballottaggio in Provincia (ha vinto Gestri per un soffio su una sconosciuta Attucci tipo Gelmini a suo modo grintosa e insistente) e per il Comune (ha vinto con sorprendente distacco Roberto Cenni,l’uomo formalmente e sostanzialmente nuovo su Massimo Carlesi,onesto maratoneta di una gara impossibile)
Altri lo faranno,anzitutto i perdenti e subito. Potremo così anche noi,con l’ormai consueta leggerezza del non essere,esprimere qualche opinione in merito. Oggi siamo molto,molto relativamente amareggiati per una sconfitta che abbiamo da mesi settimanalmente considerato sempre più possibile e imminente per l’oggettiva e irrefrenabile incapacità del gruppo dirigente dell’ex partito egemone. A rivedere la cronaca dei fatti e le nostre stesse “riflessioni”,si direbbe che negli ultimi mesi il virus letale di un ottuso masochismo abbia colpito molti esponenti del PD senza che nessuno,dentro e fuori dal “fortino” alzasse una voce,dicesse una parola,chiedesse una spiegazione,distribuisse dosi di vaccino per fermare la rovinosa discesa che giorno dopo giorno portava al baratro finale. Eppure erano tanti l’altra sera,appena è comparso il video sorpasso,a liberare con voce finalmente percettibile,il proprio “io l’avevo detto”.Meglio tardi che mai.
Se questa visione dei fatti sembrasse esagerata,ricordiamo che la gravità degli errori commessi ha determinato un disastro elettorale (la perdita di venti punti rispetto alle comunali precedenti)unico in Toscana e forse in Italia.
Ora quei mille op poco più che da tanti anni hanno giocato da soli la partita con le carte buone in mano,avranno tempi lunghi e luoghi spaziosi per ritornare con i piedi per terra,ripensare discutere cambiare. Purtroppo,assistendo la sera fatidica alle consuete interviste della TV locale,si sono ascoltate frasi e dichiarazioni malauguranti per chi sperava ancora in una doverosa autocritica. Poteva farlo la Segretaria a posto fisso se non altro per rispetto ai molti che hanno votato con disagio,cercando di dimenticare per un giorno la pessima gestione del partito e delle sue intrecciate ramificazioni. Doveva farlo anziché farfugliare un politichese polveroso da vecchio burocrate di apparato. Perfino la indiscutibile intelligenza e la consolidata variegata esperienza della figura nazionale determinante nella vicende del PD pratese si è persa (la moneta cattiva scaccia sempre la moneta buona) nel groviglio insensato di quell’infelice serata. Sembra impossibile ma così ha detto l’on. Giacomelli:”noi abbiamo iniziato il rinnovamento in questa città prima degli altri. Lo hanno voluto con determinazione il Sindaco Romagnoli e il Presidente Logli chiedendo al partito di essere sostituiti per garantire la ripresa e lo sviluppo della città ” Parola più parola meno. Siamo alla farsa finale
Attenzione,Antonello,se ti ci metti anche te… è proprio finita.

Carlo Montaini

25 giugno 2009


P.S. Dimenticavo. Auguri sinceri a Gestri,l’esperienza ti aiuterà.
Congratulazioni,Roberto. L’inesperienza intelligente può diventare una forza eccezionale. Auguri

giovedì 25 giugno 2009

CENNI

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CALMA E GESSO!!!!!

TVPRATO


MEDIA PRATESI


Gianni Rossi è stato nominato, nei giorni scorsi, nuovo direttore dei servizi giornalistici di TVPrato. E, contemporaneamente, presidente del Consiglio d'Amministrazione della storica emittente cittadina.

Rossi, già direttore della Voce di Prato, passa così dalla carta stampata al giornalismo dell'etere.

Complimenti all'amico Gianni, al quale auguriamo di condurre un ottimo lavoro dalle sue nuove postazioni e responsabilità!!!

BURQA


La Bonino alle arabe: via il burqa

• da Il Giornale del 25 giugno 2009, pag. 14

Emma Bonino per una volta non dice qualcosa di sinistra, ma di buon senso. Nel mirino c’è il burqa e, udite udite, la leader radicale non difende le donne arabe. Sì, avete letto bene, non difende le donne arabe e il loro attaccamento al velo. «In una società liberale dove vige il principio della responsabilità individuale non è accettabile andare in giro senza poter essere riconosciuti e dunque non si va né con il niqab, né con il burqa». Parole forti che la vicepresidente del Senato ha pronunciato in un’assise importante, il seminario «La donna araba nel XXI secolo», organizzata dalla Lega araba. Non c’entra la religione, ha detto, né il laicismo, ma solo il rispetto delle regole e delle leggi in strada, al bar e ovunque. Quanto alla parità uomo-donna, la Bonino stende... un velo.

CHIANCIANO


A Chianciano per un'Italia nuova

• da L'Opinione del 25 giugno 2009, pag. 1

di Biagio Marzo

A Chianciano! Per riprendere le armi della "lotta partigiana". Armi della critica per intenderci. Sembra la parola d’ordine pannelliana un controsenso, per un movimento non violento di ispirazione gandhiana, ma, in effetti, è la sola via "volta ad aiutare il popolo italiano a liberarsi dell’ormai letale sessantennio partitocratico, promuovendo e organizzando la candidatura politica di forze e di progetto, per una Riforma di Alternativa Democratica nella Repubblica Italiana; e in Europa". A Chianciano! I Radicali riprendono la loro riflessione, dopo la lunga campagna elettorale in cui si sono presentati con la propria lista alle Europee, non avendo riportato alcun eletto, per via dell’esiziale sbarramento dei 4%. "Con buona pace di coloro che si battono per lo status quo e per l’oscurantismo. "I Radicali famosi perciò clandestini", per ripetere la massima a loro molto cara. Coraggiosamente in piena autonomia è stata presentato il tradizionale logo radicale Pannella & Bonino, mentre le altre omologhe liste sventurate erano di coalizione. Tra queste spicca la lista di Sinistra e Libertà che, per bocca di Nichi Vendola, fece scattare la "conventio ad excludendum" nei confronti dei Radicali. La cui presenza sarebbe stata significativa, perché avrebbe reso potabile la lista di Sinistra e libertà agli elettori dei mondo riformista, laico, libertario, liberale e garantista. Insomma, i Radicali avrebbero fortemente diluito il forte tasso di cultura politica di origine comunista. E, guarda caso, l’ex rifondarolo comunista Vendola ha menato le danze in campagna elettorale. Inutile dire che la presenza del Partito socialista non l’ha notata alcun elettore, nella lista di "Sinistra e libertà". Il peggio che potesse capitare ai Radicali fu quando i dirigenti socialisti, da cui avrebbero dovuto avere l’appoggio, per molte affinità elettive, non si opposero alla loro esclusione. Del resto, non potevano aspettarsi nulla di buono da parte socialista, visto che nel corso delle elezioni non hanno curato i propri interessi politici, lasciando campo libero agli alleati. E, comunque, non hanno proferito verbo allorché Vendola si è impossessato dei bastone di comando e da buon affabulatore ha rubato la scena politica. Chapeau! Soprattutto per la scelta deleteria anti-Radicale, "Sinistra e Libertà non ha avuto alcun eletto al Parlamento di Strasburgo. Con il senno del poi, si potrebbe dire mal comune mezzo gaudio. Un miracolo il risultato acquisito da Pannella e Bonino, oltre il 2%; se si pensa che le elezioni l’hanno fatta non avendo occhi per piangere, ossia senza mezzi e, per di più, sono stati oscurati dai mass media pubblici e privati. A Chianciano! Ma subito dopo, il 29 giugno, sarebbe meglio dire da Chianciano. Laddove inizierà l’attraversata nel deserto per arrivare all’obiettivo realistico di portare finalmente alla luce la democrazia, con le sue leggi e i suoi diritti umani da promuovere e affermare, come nuovo ordine e forma del nostro tempo, frutto ormai maturo della Religione della Libertà e dell’opera di generazioni di suoi chierici, ingegneri e operai, umanisti e umanitari". Mentre il Pd discute del prossimo congresso e si divide sulle candidature alla segreteria, "Sinistra e libertà" ha aperto il suo cantiere, anche se che non sappiamo cosa veramente vorrà costruire, e le altre formazioni hanno lavori in corso per opere di restauro; i Radicali hanno aperto, viceversa, un confronto con gli apolidi della sinistra, con dirigenti e militanti di diversi partiti e con i rappresentanti di associazioni culturali, per discutere dei Caso Italia. A Chianciano! I Radicali porteranno una ventata di idee fresche e originali in un clima intossicato dal gossip berlusconiano e dagli sterili dibattiti sulle nomenclature post comuniste e post democristiane. Pertanto, sarà lotta dura senza paura nei confronti del "monopartitismo imperfetto" - il copyright è di Pannella che sta distruggendo la politica e che vive sulla leva della cooptazione, un metodo scellerato di selezionare la classe dirigente. Paradossalmente, non viene scelta in base al merito, bensì in base al legame che ha con il potere relazionale. Una selezione alla rovescia da cui scaturisce una classe dirigente senza qualità. Proprio per le loro denunzie, i Radicali sono scomodi a tutti coloro che preferiscono le scorciatoie, invece di seguire la via dei talento, dei diritti, dei rispetto delle leggi vigenti e della conoscenza.

PAESE


CORTE CONTI: ALLARME CORRUZIONE, FRENA SVILUPPO PAESE


La Corte dei Conti lancia l'allarme corruzione nelle pubbliche amministrazioni nel suo Giudizio sul Rendiconto generale dello Stato. "Il fenomeno della corruzione all'interno della P.a. - si legge nella memoria del procuratore generale della magistratura contabile - e' talmente rilevante e gravido di conseguenze in tempi di crisi come quelli attuali, da far piu' che ragionevolmente temere che il suo impatto sociale possa incidere sullo sviluppo economico del Paese anche oltre le stime effettuate dal Saet (Servizio Anticorruzione e Trasparenza del ministero della Pubblica amministrazione e dell'Innovazione) nella misura prossima a 50/60 miliardi di euro all'anno, costituenti una vera e propria 'tassa immorale e occulta pagata con i soldi prelevati dalle tasche dei cittadini'". (repubblica.it)

BIBLIOTECA


NON SOLO LIBRI


Ci è capitato ieri di visitare il cantiere, purtroppo ancora in corso, dell'ex Campolmi in Via Santa Chiara. L'ex opificio tessile si appresta a diventare la sede della Biblioteca comunale "Alessandro Lazzerini".

La prima sensazione che abbiamo avuto è che l'inaugurazione dell'opera non potrò avvenire nè a settembre e nemmeno ad ottobre. Per quanto abbiamo visto sarà giù un miracolo se la Biblioteca riaprirà i battenti al pubblico nei primi mesi del 2010! Collezionando, pertanto, un ritardo record di quasi un anno.

Quello che abbiamo potuto vedere però ci ha emozionato. Possiamo davvero sostenere che, finalmente, la nostra biblioteca civica potrà essere ospitata in una struttura degna di una grande città come Prato deve essere considerata.

L'accesso principale alla Biblioteca (ed anche al limitrofo Museo del Tessuto...) è previsto agli Archi di Via Frascati, proprio sotto le mura medievali. La cui vista, magnifica, nonostante l'evidentissimo degrado che le connota, è una delle costanti che si ha dalle sale della Biblioteca. Gli utenti si ritroveranno nella Piazza della Cultura, un largo spiazzo reso a "sterrato" (con l'utilizzo di un materiale simile a quello della pavimentazione di Palazzo Pitti a Firenze.....) dal quale si potranno ammirare le mura e quegli straordinari e pratesissimi "segni" urbanistici rappresentati dalle ciminiere superstiti (ve ne sono tre, quasi simmetriche...).

La sala adibita ad hall del complesso sottolinea, anche per l'accurato recupero architettonico, l'ottima sensazione di entrare in una cattedrale gotica laica e civile. Mentre il grande salone della lettura e della consultazione è armonicamente segnato dalle splendide colonne di ghisa che si susseguono con piacevole ritmo. Dal pian terreno così congegnato dall'attento lavoro filologico dell'architetto Marco Mattei, progettista dell'opera, si esce nella vasta piazza della vasca e della grande ciminiera costruita nel 1896. E si ha la vivida impressione di essere entrati dentro una della splendide ed evocative Piazze d'Italia metafisiche di Giorgio De Chirico. E, simmetrica a questa, è spuntata, dall'altro lato, a fianco del salone dell'Emeroteca, la nuova Piazza delle Sculture. Che fa il paio per suggestione, ambientazione e visioni, con la Piazza della Ciminiera!

Splendide anche le sistemazioni ricavate dal piano superiore dell'antica Cimatoria Campolmi. Recuperate le capriate di legno e gli originali tegoli in cotto del soffitto sia la Biblioteca che, in sinergia, il Museo del Tessuto, avranno a disposizione uno spazio maestoso per pubblici incontri, mostre, iniziative, conferenze ecc..

Ci pare che Mattei abbia fatto davvero, pur con tutte le difficoltà legate ai finanziamenti regionali della nuova struttura, un ottimo lavoro. Che sarà completato dalla prevista restituzione alla fruizione originaria dell'ultimo tratto delle Mura medievali ancora sommerse da edilizia spazzatura.

Francamente non vediamo l'ora dell'inaugurazione. La città potrà contare, finalmente, su di una realizzazione davvero eccellente che non potrà che far bene a tutta la cultura pratese. Diventandone, ne siamo del tutto certi, un motore ed una spinta per nuove scelte e nuovi recuperi.

VERONESI


...............E PRATESI


In una lunga intervista al Tirreno lo scrittore concittadino Sandro Veronesi si esprime in dettaglio sulla sconfitta della sinistra e sulla vittoria di Roberto Cenni.

Dalla lettura delle sue dichiarazioni si esce con la sensazione di trovarsi di fronte ad un caos frenetico di idee ed impressioni a dir poco bizzarre.

Quello che ha attirato l'attenzione di Veronesi e ne ha scatenato le invettive è stato l'ascolto, pare, di qualche strofa di "Faccetta nera". Che è come dire che quando il dito indica la luna l'imbecille guarda il dito...

Veronesi si spinge anche a criticare il sindaco eletto perchè, a suo dire, avrebbe dovuto rifiutare i voti di quei cittadini, diciamo così, nostalgici!

Sostiene Veronesi, con un impeto degno di miglior causa, di essere rimasto, proprio per questo, deluso da Roberto Cenni.

Sicuramente ci sarà, in città, qualche amico del premio Strega che avrà modo di fargli intendere che non vi è possibilità per un candidato sindaco, di rifiutare alcun voto, da chiunque espresso e da qualunque parte provenga. Le elezioni democratiche sono queste. O Veronesi vorrebbe sostenere che a Prato non si dovrebbe far votare i nostalgici? Se è questo quello che pensa si potrebbe accomodare tranquillamente a Cuba, in Cina od in Corea del Nord. Lì selezionano i voti ed i votanti, da anni ed anni.

Troviamo davvero preoccupante che una persona che fa parte (dovrebbe far parte....) dell'intellighentzia cittadina non riesca a vedere che l'episodio nostalgico a cui fa riferimento (come pure due o tre coatti con il braccio teso nel saluto romano...) non sono, non possono essere, la cifra della vittoria di Roberto Cenni.

Che, invece, è stata resa possibile dai mille errori degli amici e compagni di Veronesi nei lunghi anni di gestione del potere e di governo della città. E che è il risultato della voglia di cambiamento che si è espressa, in modo quasi del tutto omogeneo, in tutti i settori sociali di Prato. Esemplare, da questo punto di vista, è la vittoria di Cenni a Figline. Storica roccaforte della sinistra; emblema della Resistenza; Borgo simbolo della lotta partigiana!!

Quello che Veronesi, e con lui i suoi amici e compagni, hanno sottovalutato è stata la capacità di Cenni di ergersi sopra le ideologie, sopra la destra e la sinistra, soprattutto, la capacità di porsi fuori dalle rispettive "curve". Gli ultras da stadio, vocianti e gesticolanti, si trovano in ambedue gli schieramenti. E' proprio sicuro Sandro Veronesi di non essere il contraltare, magari più acculturato, di quei nostalgici senza memoria che, improvvidamente, chiama ad assurdi testimonials della vittoria del candidato civico Roberto Cenni?

E poi, ma è proprio sicuro che Veronesi sia acculturato? Non è proprio lui, residente in Piazza delle Carceri, che ha dichiarato che, a suo giudizio, il problema delle Carceri non è lo stupro che la piazza subisce dalle auto parcheggiate fin sopra il sagrato della Basilica del Sangallo (e sotto la sua pesonale terrazza.....), o la "sistemazione" orrenda dell'ingresso del Castello, ma, il suggestivo Monumento ai Caduti di Antonio Maraini?

mercoledì 24 giugno 2009

VACANZE


VACANZE ROMANE

Vacanze: anche non romane. Le consigliamo a quanti non hanno "digerito" la sconfitta della propria squadra del cuore. Fatevene una ragione. Abbiate la bontà di un pensiero anche per quelli che hanno perso, costantemente, per ben 63 anni. Cinque anni di rigenerante, forse, opposizione sono, in democrazia, un toccasana. Chi avrà la bontà di elaborare idee, proposte, progetti migliori per la città avrà, forse, il modo di rifarsi nel 2014! Anche se abbiamo il fondato sospetto, oltre che l'augurio, che Roberto Cenni dovrà governare fino al 2019. Poi vedremo. Ma questa, cari amici, è l'essenza della democrazia.


Vacanze: anche non romane. Le consigliamo anche ai vincitori. Passata l'adrenalina della vittoria e l'euforia del trionfo arriveranno, inevitabili, giorni difficili. La formazione della prima Giunta non di sinistra sarà il primo banco di prova per collaudare la bontà e la tenuta della coalizione vincente e la determinazione del sindaco. Lasciate che sia Roberto Cenni, così come prevede la Legge, a formare la sua squadra di governo. Siamo sicuri che lo farà con il massimo del rispetto e della comprensione per le esigenze di tutti. Ma lasciamo che sia lui, che ci ha messo la faccia ed altro, a costruirsi, come vuole, la propria formazione di governo. Noi riteniamo che Roberto Cenni si meriti questo. I partiti e le altre forze politiche saranno correttamente tenuti nel giusto conto. Ma non comincino le liti, gli sbracamenti, le minacce, le risse. Sappiamo bene che un tasso di conflittualità si esprimerà, nonostante tutto e nonostante Roberto Cenni. Ma evitate, evitiamo, almeno, gli spettacoli indecorosi della corsa al "posto". D'altra parte il governo di una grande città non si esaurisce certo nella costituzione della Giunta. Diamo tempo al tempo. Diamo tempo a Roberto Cenni. Dimostriamo serietà anche in questi frangenti delicati, la città saprà essercene riconoscente!


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CHIANCIANO


Autoconvocati all'Assemblea dei Mille: a Chianciano per rilanciare il progetto riformatore in Italia e in Europa

"La straordinaria capacità di tenuta dimostrata dai Radicali alle elezioni-europee rappresenta un capitale da investire: vogliamo rilanciare con-forza il nostro progetto riformatore europeo e candidarci a guidare-l'alternativa a una partitocrazia sempre più oligarchica e distruttiva":-con queste parole, i promotori presentano l'Assemblea dei Mille-Autoconvocati, che si terrà dal venerdì a domenica a Chianciano,
A quarantott'ore dall'appuntamento, che era stato indetto precedentemente-alle elezioni europee, sono già numerosissime le adesioni di personalità-esterne ai Radicali che hanno preannunciato la loro partecipazione.
Qui di seguito l'elenco aggiornato:
Paola Balducci, già deputata dei Verdi. Roberto Balzani, Sindaco di Forlì.-Edda Billi, Casa internazionale delle donne. Marco Boato, già senatore dei-Verdi. Salvatore Bonadonna, già senatore di Rifondazione Comunista. Angelo-Bonelli, già capogruppo Verdi alla Camera. Nicola Carnovale, segretario-nazionale giovanile de "I Socialisti". Massimo Carraro, imprenditore, già-deputato europeo. Paolo Cento, già deputato dei Verdi. Franca Chiaromonte,-senatrice del PD. Virgilio Dastoli, direttore della rappresentanza in-Italia della Commissione europea. Cinzia Dato, già parlamentare Ulivo.-Marco De Andreis, ricercatore, direttore ufficio studi dell'Agenzia delle-dogane. Franco Debenedetti, già senatore del PD. Elettra Deiana, già-parlamentare di Rifondazione Comunista, esponente di Sinistra e Libertà.-Mauro Del Bue, già parlamentare della Rosa nel Pugno. Benedetto Della-Vedova, deputato Pdl. Giuseppe Di Federico, giurista. Vittorio Emanuele-Esposito, direz. naz. Nuovo Partito D'Azione. Massimo Fagioli,-psicoterapeuta. Grazia Francescato, portavoce dei Verdi. Monica Frassoni,-già parlamentare europeo dei Verdi. Luigi Manconi, già parlamentare,-presidente "A buon diritto", esponente Pd, della direzione di Radicali-Italiani. Claudio Martelli, già parlamentare e ministro socialista. Biagio-Marzo, già parlamentare socialista. Gennaro Migliore, già parlamentare di-Rifondazione Comunista, esponente di Sinistra e Libertà. Riccardo Nencini,-segretario Partito Socialista. Mario Patrono, giurista. Alfonso Pecoraro-Scanio, già parlamentare, ministro e segretario nazionale dei Verdi.-Vincenzo Pepe, presidente nazionale "Fare Ambiente", docente-universitario. Renata Polverini, segretaria Ugl. Giorgio Raspa, Presidente-dell'Unione Buddhista Italiana. Aldo Ravazzi, economista. Niccolò Rinaldi,-parlamentare europeo dell'Italia dei Valori. Fabio Roggiolani, consigliere-regionale dei Verdi in Toscana. Serena Romano, presidente Corrente Rosa.-Filippo Rossi, direttore Ffwebamagazine (Fare Futuro). Francesco Rutelli,-senatore Pd. Cesare Salvi, docente universitario, già parlamentare,-segretario "Socialismo 2000". Luciana Sbarbati, senatrice, segretario-nazionale dei Repubblicani Europei. Ivan Scalfarotto, candidato alle-primarie dell'Ulivo nel 2005, componente dell'Assemblea nazionale del PD.-Flavio Zanonato, Sindaco di Padova. Saverio Zavettieri, già parlamentare-socialista.
"Chiamiamo a raccolta tutti gli autentici liberali, socialisti, laici e-democratici italiani, per fare ripartire il progetto originario della Rosa-nel Pugno, il suo programma politico e le sue proposte di riforma
aggiungono gli organizzatori - L'appuntamento è per gli individui politici-che hanno interesse a coltivare le individualità e non le appartenenze.-Vogliamo condividere, vincere e convincere" concludono i promotori-dell'iniziativa.
I lavori si svolgeranno presso il Centro Congressi Excelsior di CHIANCIANO-TERME, Via Sant'Agnese (Piazza Italia), e avranno inizio alle 15.30 di-venerdì 26. Dopo la chiusura dell'Assemblea, prevista per le 14 di-domenica, si terrà il Comitato nazionale di Radicali Italiani, la cui-riunione durerà fino a mezzogiorno di martedì 30.

RONDO'

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MEGLIO IL RONDO' DELLE RONDE!!!

DONATELLA


Poretti: blocco ferrovia Firenze/Bologna per deragliamento Prato. Interrogazione

• Intervento della senatrice Donatella Poretti, parlamentare Radicali - Pd

Lo scorso 22 giugno si e' verificato il deragliamento di due vagoni di un treno merci mentre transitava tra le stazioni di Prato e Vaiano, provocando il blocco della circolazione ferroviaria per molte ore sulla tratta Firenze-Bologna, tagliando di fatto la continuita' del servizio ferroviario nazionale in due. La linea ferroviaria Firenze/Bologna e' strategica, e' un nodo importante per la distribuzione del traffico ferroviario lungo la penisola, ma la sua struttura "a imbuto", cosi' come denunciato dall'Aduc (associazione per i diritti degli utenti e consumatori) comporta notevoli disagi, specie in caso di incidenti o di guasti. Sempre l'Aduc ha denunciato come questa linea ferroviaria e' la medesima di quasi un secolo fa, nonostante gli imponenti lavori in corso tra Bologna e Firenze per l'alta velocita', che potranno consentire una riduzione dei tempi di percorrenza di circa 10 minuti. Il problema delle infrastrutture ferroviarie risulta comunque sottovalutato e marginalizzato rispetto ad altri tipi di investimenti e a subirne i danni sono come al solito i pendolari e il trasporto locale vista l'assenza di politiche in merito, pare destinato a peggiorare.Per questo motivo, col senatore Marco Perduca ho presentato un'interrogazione al ministero delle Infrastrutture e Trasporti per sapere quali sono gli investimenti per migliorare tutta la struttura e, soprattutto, con quali tempi.


Qui il testo dell'interrogazione:http://blog.donatellaporetti.it/?p=675

SINDACO


Cenni lancia le sue priorità: Immigrazione ed Europa

Il neo-sindaco di Prato annuncia i suoi punti. Tra le novità anche la creazione di due deleghe specifiche: una per curare i rapporti con gli extracomunitari, l’altra con la Comunità europea

Immigrazione ed Europa saranno i due cardini dell’attività di Roberto Cenni, neo sindaco di Prato, che li ha annunciati incontrando la stampa. Tra le novità anche la creazione di due deleghe specifiche: una per curare i rapporti con gli extracomunitari, l’altra con la Comunità europea. «Prato è una città dove ci sono molte etnie - ha osservato - per questo sarà mia precisa intenzione creare una delega specifica per curare i rapporti con le varie comunità straniere; dovrà essere una sorta di tavolo delle etnie». Anche i finanziamenti europei sono un bene da non farsi sfuggire e «un’altra delega riguarderà appunto l’Unione europea con la quale dovremmo creare un’apertura e un dialogo per accedere a finanziamenti fino ad oggi inutilizzati».
«LA CITTA' CHIEDEVA UN CAMBIAMENTO» - Riferendosi al successo conseguito Cenni non si è dimostrato troppo sorpreso: «La percezione che ho avuto in queste settimane di campagna elettorale - ha spiegato - è quella di una città, inascoltata anche su questioni banali, che chiedeva un cambiamento». Per quanto riguarda i suoi primi impegni da primo cittadino Cenni firmerà un’ordinanza contro i venditori ambulanti di Chinatown che esercitano senza rispettare le regole. Dialogo aperto con Provincia e Regione con le quali già nei prossimi giorni avvierà un confronto: soprattutto con la Provincia con l’intento di rilanciare il turismo che dovrà affiancare il tessile. Anche lo sport avrà un’attenzione particolare: «Ho già fatto preparare uno studio dal Coni sulle strutture sportive della città - ha detto - per capire quali sono le necessità di Prato; dovremmo adattare gli impianti alle esigenze dei pratesi sia per qualità che per numero».

SINDACO!!


Cenni proclamato sindaco di Prato


Oggi, 24 giugno, alle ore 11, Roberto Cenni è stato proclamato sindaco del Comune di Prato dall'Ufficio elettorale centrale. Il nuovo primo cittadino è, quindi, già entrato in carica.

VINCITORI


CHI HA VINTO


Ovviamente, va da sè, Roberto Cenni. E tutta la sua "squadra". A cominciare da sua moglie Elena, vera motore della campagna elettorale cenniana. Il sindaco ha vinto perchè ha saputo gestire al meglio la sua immagine di candidato civico. A cominciare dalla contrastata scelta di "scendere in campo". Roberto ha avuto dalla sua un calma ed una trnquillità (oltre ad una eccezionale dose di pazienza...) che, settimana dopo settimana, lo ha imposto nell'immaginario collettivo di Prato, almeno della Prato ansiosa di cambiamenti, come l'uomo giusto, al momento giusto, al posto giusto. Ed ha vinto anche per la sua pervicace volontà di mettersi ala riparo dalle beghe dei partiti e delle ideologie che, spesso, tentavano di tendergli trabocchetti e tranelli.

Vi è caduto solo una volta. Quando, forse improvvidamente, ha ritenuto opportuno di sporgere querela contro alcuni avversari per la reiterata invenzione di sue presunte delocalizzazioni di attività produttive da Prato verso la Cina.

Ma, complessivamente, Cenni ha mantenuto un perfetto aplomb. Anche davanti ai mancati faccia a faccia con il suo competitore che sicuramente lo hanno danneggiato ovvero non avvantaggiato.

Cenni è apparso a tutti, anche nella sera del trionfo finale, assolutamente capace di dominare le proprie, presumiamo, forti emozioni. Mai lasciandosi andare a frasi, commenti o dichiarazioni non improntate al più anglosassone fai play. E, possiamo starne sicuri, questo sarà la cifra e lo stile del sindaco Roberto Cenni.

Altro vincitore è senz'altro Riccardo Mazzoni. Fresco parlamentare e nuovissimo presidente provinciale del PdL Mazzoni ha gestito in maniera ineccepibile la delicata, e spesso tormentosa e stressante, fase della scelta dei candidati alle poltrone istituzionali, della costruzione della coalizione, della selezione dei candidati alle varie elezioni.

Lo ha fatto con una verve inaspettata per un neofito della politica-politica. Venendo dal mondo del giornalismo ha saputo calarsi, con grande diligenza, nei suoi nuovi panni di responsabile di una grande forza politica. E se nei giornali vi è l'obbligo delle decisioni immediate ed irreversibili, come presidente del PdL ha saputo trasformarsi in un tessitore di accordi, spesso defatiganti; tenere rapporti con tutti; spendere con intelligenza la sua acquisita autorevolezza in città.

Al tempo stesso ha compiuto anche il miracolo di non tenersi lontano dalle aule parlamentari romane. E di procurare al candidato sindaco tutta una serie di apporti elettorali di ministri e personaggi politici nazionali. Fino a riuscire a far arrivare a Prato il suo presidente del consiglio.

La vittoria lo ha ripagato di tutte le fatiche; delle riunioni e delle tensioni; dei pigolii dei questuanti e delle avances degli amici vecchi e nuovi. Lo storico risultato del ribaltone pratese sarà ricordato nei libri di storia della politica cittadina e nazionale.

Ha vinto sicuramente la Lega. Che è stata l'autentica sorpresa delle amministrative. Riuscendo a varcare in forze al di quà dell'Appennino ha ramazzato in città un successo eccellente. Reso ancora più straordinario dal fatto che la sua affermazione si ferma, in Toscana, proprio sulle rive del Bisenzio.

Hanno vinto gli amici dell'UDC e Roberto Caverni in particolare. Perchè hanno saputo alle legittime aspettative personali per mettersi in carovana con Roberto Cenni. Indovinando la mossa al 100%.

Ed hanno vinto anche quelle liste civiche che, nate come funghi in un tessuto sociale che chiedeva rappresentanza, voce e dialogo e pur trovandosi poi schiacciate, per consensi ricevuti, tra i due partiti maggiori delle due coalizioni, hanno giocato, comunque, un ruolo del tutto positivo. Poichè hanno fatto realizzare ai cittadini la necessità, oltre che l'opportunità, di un impegno diretto nella campagna schirandosi a favore del candidato civico Roberto Cenni.

Ha vinto inoltre Massimo Taiti che è riuscito nella non semplicissima impresa di battere la presidente uscente della Circoscrizione Prato Centro. La presidenza della più prestigiosa Circoscrizione cittadina regalerà a Taiti altri cinque anni di massima visibilità ed impegno.

Niente male per un professionista che non ha abbandonato neanche per un minuto il suo studio e che si è offerto alla politica per pura passione civile.

E, da ultimo, tra i vincitori non può ovviamente mancare neppure l'associazione radicale Liber@MentePrato. Che ha scelto di sostenere, anche con alcuni suoi candidati, la campagna elettorale di Roberto Cenni. Del quale ha largamente apprezzato molti degli spunti programmatici e la posizione antiideologica ed antipartitocratica espressa in questi 60 giorni di confronto con la città, con gli alleati e con gli avversari. Riteniamo di aver portato, tra l'altro, un interessante apporto di voti radicali a sostegno di Roberto Cenni al ballottaggio. Sia per l'appello rivolto agli elettori della lista Bonino-Pannella alle europee, sia per l'ottima intervista che Roberto ha rilasciato a Radio Radicale. Emittente seguitissima in città da larga parte dei simpatizzanti pannelliani.

EMMA


Intervista a Emma Bonino: a Chianciano per la rivoluzione liberale
• da Terra del 24 giugno 2009, pag. 4



di Andrea Boraschi

Emma Bonino, vicepresidente del Senato, parla dei temi dell’assemblea di fine mese e del futuro dei Radicali. E della politica italiana.
Che differenza c’è tra questa Chianciano e i due appuntamenti che l’hanno preceduta?
Ci troviamo in una situazione nuova, all’indomani delle europee dove le altre tre liste che hanno mancato come noi il 4% erano tutte di coalizioni nate con l’obiettivo di superarlo e nulla più. Mentre la nostra costituiva il tentativo, certo arduo, di cogliere l’occasione "elettorale" non solo e non tanto per ottenere degli eletti quanto per irrobustire e incardinare la lotta, che Pannella chiama "partigiana", volta ad aiutare gli italiani a liberarsi dall’ormai letale sessantennio partitocratico, promuovendo una vera alternativa democratica in Italia. Il nostro è un tentativo estremo, armati di non violenza, condotto facendo appello a tutta la nostra capacità politica di dare corpo, voce, speranza, attualità a quella "rivoluzione liberale" che ancora manca al nostro Paese.
Può dirmi quali sono le altre questioni che affronterete?
Tre questioni saranno centrali: riforma della giustizia, riforme economiche e la laicità come elemento cardine delle nostre istituzioni repubblicane, in un contesto in cui lo "Stato di diritto;’ è sempre più, per molti, un elemento marginale del convivere civile.
Nelle scorse settimane avete rivolto diversi inviti ad altre forze, affinché trovino in questo appuntamento un momento di raccordo con la vostra iniziativa politica. Cosa vi aspettate e da chi lo aspettate?
Noi ci aspettiamo che tutti coloro che condividono con noi almeno alcune delle battaglie per una grande riforma all’americana delle istituzioni, perla libertà di scelta e di ricerca, per la giustizia giusta, per l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti e la creazione di un’anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati, per le riforme economiche e un nuovo welfare, si uniscano a noi, a cominciare dalle quasi 750mila persone - per noi letteralmente fonte di nuova vita - che ci hanno votato alle ultime europee sulla base di precise proposte per mettere fine al regime partitocratico.
L’idea di coagulare un fronte laico, riformista, liberale, libertario e socialista era già all’origine della Rosa nel Pugno. Cosa ha fatto fallire quel progetto? E perché credete che oggi la stessa prospettiva e le stesse istanze possano trovare maggiore fortuna?
Il progetto è fallito per la scarsa determinazione della componente socialista, che poi si è fatta attrarre da altre sirene. Abbiamo visto com’è andata a finire. Noi Radicali alle europee abbiamo ottenuto il 2,4%, un risultato insufficiente per tornare a Strasburgo ma che, politicamente, dimostra che continuiamo a esistere. Noi non vogliamo fare di Chianciano 3 una riunione di reduci ma piuttosto rilanciare un progetto che rimane valido in un sistema che stenta a diventare genuinamente bipartitico, e nel quale l’idea stessa - per non parlare della pratica - dello Stato di diritto diventa ogni giorno più evanescente.
Parliamo del Pd. C’è chi dice che avete fatto di tutto per essere "trascurati"; insomma, che alle elezioni volevate andare da soli e siete stati ben felici del mancato incontro con Franceschini. È così? Al di là di questo, cosa resta di un rapporto che, poco più di anno fa, vi ha visti correre nelle loro liste? E quali sono le prospettive?
Nessuno ama essere "trascurato", soprattutto se dimostra costantemente di essere portatore d’idee e di proposte. Noi abbiamo avuto un rapporto leale e proficuo con i gruppi parlamentari del Pd, anche se su molti temi abbiamo avuto posizioni diverse. E con il partito che il rapporto è stato inesistente sin dall’inizio e lo è diventato in maniera esplicita con Franceschini, che ha chiuso la porta in faccia alle europee facendo marcia indietro rispetto a un accordo sulla candidatura Pannella, sconfessando se stesso visto che all’epoca era vice di Veltroni e anzi annunciandoci di aver operato - da solo - un divorzio "consensuale". Il fatto è che il Pd non si è ancora capito cosa sia e non lo sapremo ancora per un pezzo. È difficile parlare di prospettive in un contesto di tale opacità e incertezza.
Il berlusconismo è al tramonto?
Più che di tramonto del berlusconismo parlerei di erosione dell’immagine pubblica di Silvio Berlusconi e della sua capacità di "governo", della famosa cultura del fare...
Quali sono le altre forze da battere? Non parlo di sigle e partiti, quanto di culture, aree, tendenze, percezioni e credenze diffuse...
Complessivamente penso che siamo passati, quasi inavvertitamente per i più, dallo status di cittadini, con i relativi diritti e doveri, a quello più informe di popolo; poi da popolo a pubblico o audience che dir si voglia. Da qui a "plebe" il passo è breve anche perché, come alcuni cominciano a far notare, l’audience altro non è che la versione moderna e mediatizzata della plebe. Poi vedo dosi massicce di opportunismo, dove le convenienze tattiche del momento hanno il sopravvento sulle convinzioni di sempre. Lo abbiamo visto al referendum dove ha stravinto l’astensionismo, che non può essere un fronte credibile di "resistenza" democratica né uno strumento educativo dal punto di vista del "conoscere per deliberare". Ho visto che molti cosiddetti liberali si sono rifugiati nell’astensionismo, anche al costo di sacrificare sull’altare il quesito sull’abolizione della candidature multiple da loro stessi definito come sacrosanto. Insomma, a coltivare convinzioni e legalità si è sempre più sparuti in questo Paese. Questo lascia grande spazio a coloro che, dopo quasi 150 anni, ritengono che nel nostro Paese sia ancora prematura una rigorosa divisione tra Stato e Chiesa. Di tutta evidenza, quello della difesa della laicità è un altro fronte dove continuare a stare in trincea. Anzi dobbiamo chiamare a raccolta tutte le forze e le energie disponibili per rilanciare queste battaglie in campo aperto. Per non parlare di un populismo sempre più evidente, con colorazioni razziste preoccupanti in particolare nell’adozione dell’assioma immigrati = criminalità = insicurezza, buono forse per vincere qualche punto alle elezioni, ma pessimo punto di partenza per una necessaria e rigorosa politica di integrazione.
Pensa che ì Radicali continueranno nella loro battaglia così come la conosciamo - nonostante la loro forza elettorale sia esigua e rischino di veder compromessa la loro capacità di influenzare il dibattito pubblico - o, presto o tardi, si fonderanno con altre forze e altre tradizioni?
La nostra forza elettorale sarà esigua ma è anche vero che non è una novità. Siamo abituati a fare i conti con poche truppe e ristrettezze economiche. Dall’altra parte non scommetterei troppo sulla nostra dipartita, in fondo siamo il partito più longevo sulla scena politica italiana. Facciamo ormai parte del vissuto italiano, da almeno tre generazioni, come nessuna altra forza politica e sociale. E da sempre siamo per un sistema bipartitico, quello vero, "americano" per intenderci, quindi siamo più che attrezzati, non è questo il problema. Il problema è come giocare una partita dove le regole non vengono rispettate e dove il n loco - in particolare quello dell’informazione è spesso truccato.
Il vostro prossimo immediato obiettivo/traguardo?
L’obiettivo è oggi quello di portare finalmente alla luce la democrazia da promuovere e affermare come nuovo ordine e forma del nostro tempo. Ampio programma? E probabile, ma è nei momenti difficili che occorre rimanere punto di riferimento per il presente e il futuro, continuando a lavorare per un cambio di cultura politica. Amiamo dire che noi siamo gente d’altri tempi, quelli futuri.

SCONFITTI


CHI HA PERSO DAVVERO


Non è davvero difficile indicare, a nostro giudizio, i personaggi politici cittadini che sono usciti sconfitti dalla passata tornata elettorale.

Il primo dei quali non può non essere l'on. Antonello Giacomelli. "Padrone" di fatto del Partito Democratico pratese l'ex vicesindaco ed attuale braccio destro di Dario Franceschini è il principale responsabile della disfatta pratese dei democrats. Sotto la sua guida la sinistra ha perso la poltrona di sindaco. Risultato straordinario e storico. Ma non solo. Sotto le sue mosse ed a causa dei suoi intrighi sono caduti Beatrice Magnolfi, non rinominata in Parlamento; Marco Romagnoli e Massimo Logli non ripresentati; Paolo Abati, trombato clamorosamente alle primarie! Solo per rimanere in territorio pratese.
Eppoi Claudio Martini, il governatore. Che dopo aver "ucciso" per il proprio tornaconto regionale il suo pupillo Marco Romagnoli non ha portato grande fortuna a Massimo Carlesi. Prima confezionando una legge chicchierata assai sull'immigrazione e poi presentandosi, in articulo mortis, di persona nella sua città. Fuori tempo massimo. Le sue "truppe cammellate" non sono riuscite ad evitare lo storico patatrac pratese!
Anche Andrea Lulli, manovratore di corridoio in squadra con Giacomelli, deve essere considerato un sicuro perdente. Dopo aver fatto il "filo" a Marco Romagnoli si è poi schierato, nei fatti, per la sua giubilazione.Benedetta Squittieri, segretaria provinciale, non solo esce sconfitta dalle elezioni. Ma perde anche la faccia! Tutti, anche all'interno del PD, si aspettavano le sue immediate dimissioni dopo l'esito delle primarie. Poichè aveva speso il peso dell'apparato tutto a favore di Abati e contro Massimo Carlesi. Neppure la punizione del 21 e 22 giugno l'hanno convinta a lasciare la cadrega. Aspetterà, forse, gli eventi del dopoestate. Poi o si dimetterà o verrà cacciata.

Beatrice Magnolfi e Ambra Giorgi hanno perso tutto. L'ex sotosegretario era stata rimessa in sella nel PD dall'inattesa vittoria del suo pupillo Carlesi. Ma la mancata presentazione alle europee e la successiva sconfitta di Massimo l'hanno ricacciata nelle retrovie del partito. Così come avvenuto per l'altra "donna forte" e presunta testa pensante dei carlesiani, la consigliera regionale uscente (e non rientrante) Ambra Giorgi.

Escono sconfitti dal confronto elettorale anche i "culi di piombo" delle aziende partecipate: Paolo Abati, Adriano Benigni, Antonio Napolitano, Antonino Cardaci, Otello Rondelli, Bruno Ferranti ecc. ecc..

Perde tutto, compreso il posto di lavoro, anche il portavoce di Marco Romagnoli, Brunello Gabellini. Che pur avendo eletta in consiglio comunale la propria consorte esce con le gambe rotte dagli equilibrismi che è stato costretto a seguire per tentare una sua personale resistenza.

Esce a sua volta sconfitto, amaramente dando l'addio alla politica, anche l'ex segretario del PCI, in rotta con il PD, Mauro Vannoni. Che si è speso generosamente a favore di Massimo Carlesi.

Nel resto della sinistra sconfitti fino alla debacle politica sono stati il segretario provinciale dei Verdi Celso Bargellini; il gruppo dirigente residuo di Rifondazione Comunista; il segretario provinciale di Prato dei socialisti Alessandro Michelozzi. Infine gli esponenti di "Insieme per Prato" che, improvvidamente hanno virato, proprio all'ultimo minuto, sulla coalizione della sinistra. Perdendo, oltre al proprio elettorato, anche la credibilità politica per il futuro.

Come vedete non mettiamo tra i sicuramente sconfitti quello che dovrebbe essere il principale sconfitto, ovvero Massimo Carlesi. Non lo inseriamo tra gli sconfitti perchè, nella situazione data, con l'assetto del partito che ha dovuto gestire, con gli errori compiuti per compiacere qualche suo grande elettore o presunto sostenitore, ha dimostrato una capacità di lotta ed una determinazione a spendersi senza remore e con estrema generosità che ce lo hanno restituito , pur perdente, emozionalmente simpatico. E' stato sul "pezzo", sicuramente traendone logoramente psicofisico e politico per mesi; ma, alla fine, pur cadendo ha dato filo da torcere al nostro Roberto Cenni. Massimo ha personalmente compiuto alcuni gravi errori negli ultimi dieci giorni. Purtuttavia riteniamo che per la capacità dimostrata, l'entusiasmo che ha suscitato in larghi settori del suo partito e della sinistra, l'onestà e la moralità personale, potrà ancora essere una risorsa per la città e per la politica pratese.

CRISTINA


LO STRANO CASO DELLE SCHEDE BIANCHE


La candidata dell'opposizione alla presidenza della Provincia Cristina Attucci ha perso con Gestri per una differenza di 1897 voti complessivi.

Ma, com'è noto, ha vinto a Prato con 321 voti di vantaggio.

Ma i dati sui quali vogliamo porvare a fare un ragionamento sono anche altri.

Nel ballottaggio per il Comune di Prato Massimo Carlesi ha avuto 43.020 voti;

Roberto Cenni, 44.567. E dunque sono 1547 i voti di differenza a favore di Cenni.

Nelle provinciali, in Comune di Prato, Lamberto Gestri ha preso 42.896 voti, ovvero solo 24 in meno di Carlesi. Cristina Attucci ha avuto 43.217 voti, perdendo ben 1350 voti rispetto al bottino di Cenni. Che, evidentemente, non sono andati al suo concorrente.

In effetti occorre sottolineare un fatto: la perdita dell'Attucci rispetto ai voti di Cenni è dovuta all'aumento delle schede bianche nella votazione per la Provincia. A Prato sono state ben 1838 (2%) le schede immacolate. Nelle elezioni comunali, viceversa, erano state soltanto 793 (0,88%)! Anche le schede nulle in Provincia sono state 1285 contro le 1056 del Comune. Dunque sono stati ben 1274 i voti che da Cenni non si sono trasferiti all'Attucci.

Se poi vogliamo lo sguardo anche agli altri comuni scopriamo una situazione interessante, ancorchè anomala, dei voti bianchi e nulli.

A Cantagallo le bianche sono state 12 pari allo 0,92% dei voti; le nulle 19 (1,46%);

A Carmignano: bianche 51 (1,05%); nulle 74 (1,50%);

A Montemurlo: bianche 294 (3,12%); nulle 170 (1,50%);

A Poggio A Caiano: bianche 49 (1,30%); nulle 63 (1,70%);

A Vaiano: bianche 53 (1.10%); nulle 85 (1,80%);

A Vernio: bianche 36(1,20%); nulle 44 (1,50%);

A Prato: bianche 1838 (2,06%); nulle 1285 (1,43%);


Balza all'occhio una discrepanza evidente! Mentre le schede nulle hanno un andamento omogeno in tutti e sette i comuni (da un minimo di 1,43% a Prato ad un massimo di 1,80% a Vaiano), le schede bianche hanno un andamento omogeneo nei 5 comuni dove non si è votato per il Comune, attestandosi tra lo 0,92 di Cantagallo e l'1,20% di Vernio. Mentre vi è un notevole discostamento dalla media nel Comune di Montemurlo, dove sono arrivate al 3,12% ed in quello di Prato, dove si sono collocate al 2,06%.


Che è un dato in verità bizzarro! Non si capisce quali siano i motivi che hanno consigliato a questi elettori montemurlesi e pratesi di non esprimere la propria preferenza per uno dei due candidati. Le spiegazioni possono essere molteplici.

Quella che, forse, intravediamo come probabile è uan precisa indicazione agli elettori da parte di qualche lobby di votare Cenni e Biscotti al Comune e di votare scheda bianca per la provincia in modo da avvantaggiare il candidato del centrosinistra. Bilanciando, per questa via, le possibilità di questo gruppo di contrattare sia con Cenni che con Gestri. Chiediamo ai nostri lettori che avessero opinioni differenti di farcele giungere.

martedì 23 giugno 2009

PULPITI


COMUNICATO STAMPA

La storica e strabiliante vittoria di Roberto Cenni rappresenta principalmente il ritorno ad una normalità democratica della nostra città. Finalmente, dopo oltre 4 lustri di dominio della sinistra, a Prato è arrivata l'ora dell'alternativa.
Il trionfo di Cenni a Prato è doppiamente significativo: era diventato estremamente difficile in Toscana, specialmente negli ultimi 10 giorni, anche a causa dei noti avvenimenti nazionali, strappare al PD la seconda città della regione.
Solo l'intelligente lavoro di comunicazione di Roberto Cenni, accreditatosi sempre di più come candidato civico al di sopra delle fazioni partitocratiche e delle ideologie, gli hanno consentito, infine, di prevalere su Carlesi.
Nell'ultima settimana forze potenti e dotate di indubbio prestigio personale si sono mosse massicciamente spendendosi, in prima persona, per la vittoria dell'ex assessore.
Anche dai pulpiti di Piazza del Duomo è arrivato, sottotraccia e dunque ancora più insidioso, quasi un messaggio subliminale, un appello al popolo cattolico affinchè si schierasse con Carlesi, individuato come il paladino degli ultimi e dei poveri.
Queste dichiarazioni, sicuramente legittime ma forse, vista l'importanza della posta in palio per la città, inopportune, hanno consentito a Massimo Carlesi di riprendersi un pò del distacco che si era formato a favore di Cenni. Anche per via delle clamorose gaffes commesse e per il rifiuto di accettare i faccia a faccia proposti da Roberto. Ma non è stato sufficiente ad annullare del tutto il gap di consensi.
Adesso confidiamo che ognuno ritorni alle proprie principali occupazioni e competenze. E, magari, si unisca, con generosità, allo sforzo eccezionale che Roberto Cenni dovrà compiere per tentare di rimettere in carreggiata una città ridotta al deragliamento dal costante immobilismo di una "casta" che si riteneva intoccabile ed immutabile.


Prato 23.06.2009

Avv. Massimo Taiti

ADRENALINICO

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LIBER@MENTE CENNI


COMUNICATO STAMPA

L'associazione radicale Liber@MentePrato saluta la storica vittoria del candidato civico Roberto Cenni, nuovo sindaco di Prato. L'affermazione di Cenni, oltre che all'insipienza del Partito Democratico e dei suoi dirigenti locali, regionali e nazionali, è da attribuire alla forza degli argomenti, dei progetti, dei programmi ed alla sua personalità che in due mesi di campagna elettorale si è dimostrata più forte di quella del suo competitore. La vittoria di Cenni è anche avvenuta perchè si è tenuto distante dalle polemiche di stampo ideologico nelle quali, non per niente, nell'ultima settimana, lo si voleva attrarre. Cenni ha vinto anche perchè ha saputo dimostrarsi del tutto indipendente dalla coalizione che lo ha sostenuto e specialmente dal partito più forte. Con Cenni ha vinto un modo intelligente di proporre la politica. Abbiamo, proprio per questo, e per alcune idee-forza che Roberto Cenni ha esposto con chiarezza in campagna elettorale, rivolto un appello ai 3.000 elettori pratesi della lista Bonino-Pannella. Dall'esame dell'andamento sezione per sezione del voto siamo sicuri che molti di questi cittadini hanno raccolto il nostro appello e quello che lo stesso Cenni aveva lanciato durante un'intervista concessa a Radio Radicale. Siamo sicuri che il nostro nuovo straordinario sindaco saprà fare tesoro anche del patrimonio d'idee, di proposte e di posizioni che quest'area laica, liberale e di "sinistra" ha voluto affidargli.

Associazione Radicale
Liber@MentePrato
Il Segretario
Vittorio Giugni

YUMYUM!!!

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EFFETTI PROIBIZIONISTI

DIABOLICUM


LA PERSEVERANZA (NELL'ERRARE)


Come avevamo ampiamente previsto nelle settimane precedenti al voto quello che la sinistra non è stata capace di conservare e preservare è stato il formidabile blocco sociale che ha consentito a quella parte politica di dominare la vita pubblica cittadina per 63 anni!

Non ci voleva davvero l'astrologo di Brozzi per comprendere che l'insistente immobilismo, il perdurante pressappochismo del governo cittadino e l'assoluta insipienza della "casta" dirigenziale del PD avrebbe portato al tracollo il sistema di alleanze e relativo controllo sociale, politico ed elettorale creato a Prato dalla sinistra e dai sui alleati "alimentari". Certamente colpa anche della crisi economica, sociale e dalla questione dell'immigrazione e dei cinesi. Ma, ad esempio, solo l'anno scroso, alle politiche dominate dal berlusconismo, questo patto sociale aveva resistito, a Prato, alla grande. L'intera sinistra aveva raccolto infatti oltre il 62.300 voti dei pratesi contro i 48.500 raccolti dallo schieramento avversario. C'era, solo l'anno scorso, un "bottino" di riserva di quasi 14.000 voti di differenza. Che quest'anno sono stati del tutto sperperati o perchè finiti all'avversario Cenni o perchè finiti nell'astensionsmo di massa che ha caratterizzato il voto di ballottaggio.

Perchè e con quali modalità sia avvenuto questo tracollo pare facilmente analizzabile.

Si è trattato dell'insieme di errori marchiani che la dirigenza del PD ha messo insieme dall'autunno scorso. Il primo dei quali fu la forzata giubilazione di Romagnoli. Clamorosamente fallace per almeno tre considerazioni. La prima è quella della sottovalutazione dell'effetto d'abbrivio che un sindaco in carica che si ripresanta comunque gode. Non a caso rilevazioni demoscopiche sul gradimento di Romagnoli lo davano al 53% dei consensi, ovvero la soglia esatta con la quale erat stato eletto, al primo turno, quattro anni prima. Il secondo motivo è legato alle modalità dell'allontanamento di Marco Romagnoli. Che con tipico vizio staliniano, furono pubblicizzate come scelta personale del sindaco!! La terza ragione sta nella sottovalutazione dei meccanismi che si sarebbero messi in moto con le primarie, che si sarebbero volute del tutto "pilotate" per ottenere la prevalenza di Paolo Abati, e che, invece, complice un'inattesa rivolta di una base altre volte docilmente agguinzagliata, si sono risolte nel disastro interno al PD che la vittoria di Carlesi ha causato.

La dirigenza castale democrat ha anche commesso errori di arroganza, supponenza ed ingordigia. Confidando negli esiti fausti delle politiche del 2008 il PD era certo di vincere, quasi da solo, le amministrative. Non a caso in qualche settore democrat era invalsa anche la tentazione di andare alle elezioni senza allearsi non solo con Rifondazione Comunista ma neppure con l'IdV e l'etrema sinistra. Una bulimia di posti, potere, prebende da non dividere con nessuno che è stata evitata per un pelo solo da considerazioni più generali legate al quadro politico nazionale.

Ma su questo versante della questione il PD ha comunque sdegnosamente rifiutato confronti e possibili alleati. Solo in qualche momento di resipiscenza la coalizione a guida PD ha tirato dentro le inutili liste Pli-Insieme per Prato e MRE!

Ma così facendo non si sono assolutamente accorti che lasciavano pericolosamente scoperto il lato moderato, laico e liberal della coalizione tutta caratterizzata dal color rosso e dal giustizialismo degli improbabili epigoni locali di Di Pietro. E, beffa delle beffe, regalavano alleanze insperate al proprio avversario!

Non c' che dire, un vero capolavoro di tattica politica.

Nei confronti per la poltrona di sindaco contano, eccome, anche le personalità degli uomini che vi si candidano a sedervicisi.

E contano anche i loro pregi ed i loro difetti. Che vengono esaltati dai tre-quattro mesi di esposizione pubblica e mediatica che obbligatoriamente li vede assoluti protagonisti.

E da questo punto di vista Massimo Carlesi ci ha messo del suo. Nel bene e nel male. Purtroppo per lui, questa volta almeno, pare abbia prevalso il male. Ovvero i tanti, troppi errori di comunicazione che l'ex assessore al traffico, oltre le 3 o 4 gaffes delle ultime settimane, ha rimediato!

La cifra principale del tracollo della sinistra risiede, a nostro avviso, nella sopravalutazione che Carlesi ed il suo staff di spin doctors improvvisati ha dato al risultato, certamente lusinghiero ma ingannatore, delle primarie.

Abbagliati dal successo non hanno visto l'estrema povertà, anche rispetto al trend della Toscana, della partecipazione a quelle consultazioni. Equivocando il successo in nicchie, seppur consistenti, di elettorato, con la gran massa degli elettori pratesi.

Il secondo errore Carlesi lo ha commesso quando si è voluto incautamente rappresentare come "innovatore" e "rinnovatore". Perchè non ha calcolato che una cosa è sostenere queste posizioni all'interno del PD ed altra è esporle direttamente come proprio programma politico di sindaco. Ne è risultato che i suoi supporters lo hanno capito ed apprezzato (d'altra parte questa sua volontà di rinnovamento, inerno e parziale, era stata una delle ragioni del suo successo ale primarie...). Altri settori della società pratese ne hanno ricavato la bruttissima impressione che Carlesi sindaco avrebbe proceduto a tagliare fili, spezzare cordate, sconnettere filiere d'interessi, generali e particolari, che per 60 anni erano state accuratamente tenute insieme dai governanti cittadini e dalle stanze di Via Frascati. E si sono ritratti, quasi impauriti e certamente spaesati.

Da questo punto di vista sicuramente avrebbe funzionato da miglior collante Paolo Abati, allevato a mollichine di pane fino da piccolo nelle stanze dei bottoni "rossi" ed avvezzo ad interpretare correttamente, nell'interesse di partito, ogni minimo stormir di fronda, associazione di categoria, polisportiva, cooperativa ecc. ecc.

L'atteggiamento risolutamente determinato, almeno nelle intenzioni programamtiche, di Carlesi sugli stessi assetti della sua eventuale squadra di governo (8 assessori, 4 uomini e 4 donne) non deve avergli portato eccessive simpatie neanche all'interno del suo partito. Chi si era sentito in odore di esclusione, probabilmente, non si deve essere dannato l'anima nei porta a porta o nei giri periferici alla caccia di voti.

Ma quello che consideriamo l'errore decisivo nella campagna di Massimo Carlesi è stata quella sua incapacità, intima e caratteriale, di rivolgersi al più ampio uditorio della società pratese. Carlesi ha, da buon cattocomunista, sue solidissime convinzioni etiche, morali (oltre che religiose...) che lo hanno fatto davvero deragliare dal buon seminato. Carlesi ha considerato solo gli strati popolari della città come suoi interlocutori naturali e come suoi supporters finali. Tralasciando, anche se solo incosciamente, di rivolgersi agli altri segmenti della società pratese. La media e buona borghesia, l'imprenditoria diffusa, il mondo delle professioni, la cultura ed il sentimento dei giovani.

Ovvero ha dato l'impressione che la sua maggiore preoccupazione da sindaco sarebbe stata una sola porzione, pur grande, di città. L'altra, quella che lui considera affluente e/ o ricca, non gli interessava. Non per caso la più clamorosa gaffe di Carlesi all'indomani del primo turno mal riuscito è la frase che gli è sgorgata dall'anima e dal cuore più che dal cervello "non ho vinto perchè i "ricchi" dell'Est e del Centro vogliono comandare...."!!

Offrendo su un piatto d'argento argomentazioni succulente al proprio avversario ed alla sua coalizione per metterlo definitivamente in difficoltà.

L'ultimo errore di comunicazione Carlesi lo ha commesso, a nostro giudizio, nell'ultima settimana del ballottaggio. Quando, probabilmente per disperazione, ovvero perchè mal consigliato dai suoi consiglieri romani, ha rifiutato ogni confronto dialettico pubblico con Cenni ed ha tentato di acuire lo scontro passando dal livello programmatico a quello ideologico. L'insistere sul sentimento della paura per la "destra" al governo a Prato o per un antiberlusconismo assolutamente fuori luogo non gli ha guadagnato alcun consenso al di fuori della sua tradizionale base; ha dato il là alla drammatizzazione del confronto con telefonate, sms, post su FB in alcuni casi deliranti. Ha infine dato la stura ad una serie di personaggi con serie psicopatologie evidentissime! Raccogliendone, alla fine della fiera, solo una dequalificazione del suo ruolo, del suo personaggio, della sua moralità. Non ha trovato sponde autorevoli che riprendessero il suo messaggio finale se non una serie di personaggi legati al PD per ragioni, per lo più, "alimentari".

Ma incassando anche outing, seppur silenziati, come quello di Jury Chechi.

Ed allontanando dal suo entourage uomini ed ambienti decisivi per le sue speranze di vittoria.