giovedì 23 luglio 2009

ROTTAMAZIONE


Roma: dalle ore 9.30, seminario su politiche urbanistiche ed infrastrutturali, promosso da Radicali e Verdi

Roma, 24 luglio 2009

Si terrà a Roma venerdì 24 luglio - dalle 9.30 alle 13.30 presso la sede del Partito Radicale in via di Torre Argentina 76 - un seminario co-promosso da Radicali e Verdi su temi ambientali.
L’obiettivo è approfondire, a partire dal dibattito avviato all’Assemblea dei Mille di Chianciano, i temi urbanistici ed infrastrutturali anche alla luce dei vari “piani casa” decisi o in corso di definizione del Governo per definire iniziative politiche/parlamentari che pongano le questioni ambientali al centro dell’uscita dalle crisi che colpiscono il nostro Paese.
Il seminario, convocato da Monica Frassoni, Marco Cappato ed Elisabetta Zamparutti, sarà introdotto dalle relazioni di Gaetano Benedetto, codirettore del WWF Italia, Aldo Loris Rossi, autore del Manifesto di Torino del Congresso Mondiale degli Architetti, Michele Talia, Istituto Nazionale di Urbanistica, Paolo Pisciotta, Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Architetti e Anna Donati, Direttore Generale dell'Agenzia Campana per la mobilità sostenibile.
Il seminario è principalmente rivolto a dirigenti radicali ed ambientalisti. Hanno già dato conferma della loro partecipazione, tra gli altri: Emma Bonino, Vice Presidente del Senato; Angelo Bonelli già Capogruppo Verdi Camera; Marco Pannella; Bruno Mellano, Presidente di Radicali Italiani; Vittorio Emiliani, Presidente Comitato per la Bellezza; Paolo Cento; Aldo Ravazzi, economista; Fabio Granata, deputato Pdl; Salvatore Bonadonna, ex assessore urbanistica Regione Lazio; Sergio Conti, Assessore urbanistica Regione Piemonte.
(radicali.it)

PORTI


GONFIENTI, IL PORTO DI PRATO


Se chi ben comincia è a metà dell'opera si può ben sperare che il nuovo assessore provinciale Edoardo Nesi continui proprio così.

Ci sono davvero piaciute le sue ultime esternazioni programmatiche sugli interventi che metterà in cantiere prioritariamente. Quella sua dichiarazione d'amore per il sito etrusco di Gonfienti ci riempie, finalmente, di gioia. Qualcuno che dalle stanze delle amministrazioni "osa" confrontarsi positivamente con la nostra storia remota, ma vicinissima, è, per Prato, una novità assoluta.

E ci entusiasma questa dichiarazione di Nesi anche perchè, correttamente, evita di mettere in contrasto la valorizzazione e la qualificazione del sito etrusco con la zona industriale interportuale che sta crescendo a fianco, e sopra probabilmente, gli antichi resti della nostra civiltà matrice.

Se dalle parole, comunque importanti perchè pronunciate da un assessore in carica, Nesi, e con lui i suoi dirimpettai comunali, passerà ai fatti, renderà un grande servizio non solo a Prato ed alla comunità pratese, ma a tutta la comunità scientifica ed ai cittadini del mondo che potranno ritrovare a Prato, a Gonfienti, le tracce importanti di una civiltà che ha contrassegnato di sè quella successiva di Roma e, dunque, quella occidentale.

L'unica raccomandazione che vorremmo far giungere all'ottimo Nesi è di guardarsi le spalle:

con lui in Giunta vi è anche il Presidente (ex?) dell'Interporto Antonio Napolitano.Per il quale la massima aspirazione di Prato e di Gonfienti era quella di assumere il ruolo di retroporto logistico di....Livorno!!!

TRASPARENZA


LA NAZIONE


Il quotidiano La Nazione ha in corso da qualche giorno una bella campagna giornalistica sulla trasparenza delle pubbliche amministrazioni.

E' iniziativa sicuramente lodevole e da apprezzare al cento per cento. Perchè per i cittadini conoscere i propri amministratori, quello che fanno e quello che decidono, diventa ogni giorno più necessario per deliberare, al momento delle elezioni, chi scegliere e quali programmi preferire. Anche, opportunamente, sulla base delle cose che si sono fatte, o non fatte, negli anni del governo o dell'opposizione.

Facciamo notare che, per quanto riguarda il Comune di Prato, esiste già lo strumento tecnico che può e deve consentire la massima trasparenza dell'amministrazione comunale. Agli inizi del 2009, con la delilbera del Consiglio Comunale n. 1, fu approvata la proposta dell'avv. Massimo Taitial riguardo dell'istituzione dell'Anagrafe Pubblica degli Eletti e dei Nominati.

La delibera fu approvata all'unanimità da tutto il vecchio consiglio comunale. Adesso è arrivato il momento giusto permetterne in pratica le previsioni che tale documento conteneva.

Se applicata correttamente l'APE consentiràad ogni cittadino che lo voglia di conoscere ogni particolare della vita amministrativa del Comune, dei suoi amministratori, di tutti i consiglieri, delle persone nominate negli enti ed aziende comunali o partecipate, dei dirigenti comunali e delle aziende ed enti di proprietà, totale o parziale, del Comune. Consentirà, inoltre, di trasmettere in diretta televisiva, radiofonica o via internet, le sedute del Consiglio Comunale e dei Consigli di Circoscrizione. Permettendo agli elettori di conoscere immediatamente le posizioni che via via assumeranno gli eletti e gli amministratori su tutte le questioni riguardanti la vita della comuinità.

La campagna sulla trasparenza de La Nazione può esserela scintilla che deve consentire a Sindaco e Giunta pratesi di dare attuazione atutto quanto previsto nella delibera che stabilisce l'Anagrafe Pubblica degli Eletti e dei Nominati. Così facendo compiereun balzo in avanti alla buona amministrazione ed alla necessaria trasparenza e conoscenza della vita amministrativa del nostro maggiore ente pubblico.

VENTO


PRESENTATO A FIRENZE, sperimentazione quasi terminata. Un cono di pochi metri invece dei piloni: ecco l'eolico senza pale.

Una alternativa ai contestati aerogeneratori: test in Italia. «Sarà anche più efficiente»
È un prototipo, ancora per pochissimo però, perché la fase sperimentale è quasi conclusa. Secondo gli esperti, «Tornado», primo esempio di «eolico senza pale», entro pochi mesi potrà essere installato, funzionare perfettamente anche in zone dove il vento è debole (anche 2 metri al secondo) e diventare un'alternativa ai contestati aerogeneratori, le grandi pale cattura energia dal vento che stanno provocando reazioni contrapposte tra ambientalisti, paesaggisti e imprenditori. Un comune toscano, Volterra, ha addirittura proibito la loro installazione per non deturpare il paesaggio del borgo.
Il disegno del «Tornado Like»TRE METRI DI ALTEZZA - «Tornado Like», progettato da un gruppo di ingegneri russi e ingegnerizzato dalla «Western co», società di San Benedetto del Tronto specializzata nelle tecnologie rinnovabili, è stato presentato a Firenze durante «Lavori verdi», summit sull'energia alternativa voluto dal leader dei Verdi toscani Fabio Roggiolani e al quale hanno partecipato esperti da tutta Europa. La macchina, che ricorda un cono, ha il vantaggio di non avere le pale e dunque di poter essere mimetizzata molto meglio nell’ambiente. Un aerogeneratore raggiunge in media i venti, trenta metri, «Tornado» non supera i due tre metri e in futuro sarà ancor più miniaturizzato. «Funziona ovunque anche dove non c'è troppo vento – spiega Roggiolani – perché è in grado di accelerare l’aria e di creare un effetto tornado ottimo per muovere le turbine e produrre energia». La resa energetica è superiore a quella di un normale aerogeneratore e il costo inferiore al 30%. Come funziona? «L'aria penetra dalla base del cono – risponde Giovanni Cimini, presidente della Western co – e dentro la macchina il flusso viene trasformato in un vortice fino a quando, potentissimo, raggiunge la sommità del dispositivo dove si trovano le turbine per generare l'energia elettrica».
PRIME MACCHINE DAL 2010 - I test saranno effettuati da un consorzio di aziende hi-tech toscane e marchigiane in collaborazione con l'Università delle Marche e il Cnr di Firenze. Un primo impianto sarà installato nel Parco dei Monti Sibillini. Poi si passerà alla produzione. «Contiamo di costruire le prime macchine dopo il primo semestre 2010», annuncia Cimini. Ma le meraviglie tecnologiche verdi non finiscono qui. Sempre al summit di Firenze sono stati presentati sistemi per catturare energia dall'ambiente senza inquinare. Come la piattaforma meccanica e chimica, messa a punto dall’ingegner Alessio Cianchi (Officine Berti), capace di sfruttare la cavitazione e la luminescenza dell'acquae trasformarla in energia. E ancora le «nuove molecole fotovoltaiche» presentate dal Laboratorio europeo di spettrofotometria non lineare dell’Università di Firenze in grado, in un futuro molto prossimo, di centuplicare la potenza di un pannello fotovoltaico. Quasi fantascientifica la ricerca del dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Pisa. I professori Paolo Fulignati e Alessandro Sbrana hanno presentato alcuni impianti «a ciclo binario» capaci di trasformare il calore del sottosuolo in energia elettrica senza estrarre alcun fluido dalla falda.
(corriere.it)
Marco Gasperetti

mgasperetti@corriere.it

mercoledì 22 luglio 2009

MUGUGNI


SCOLLAMENTI


Mentre lo scontro precongressuale nel PD è ormai lanciato e non si fa mancare niente, compresa la probabile bruciatura del burosauro di ritorno Bruno Ferranti al grido di "vogliamo un giovane.." (..come se la Squittieri fosse stata una segretaria anziana...antica magari...ma non certamente anziana...) cominciano i movimenti anche all'interno della galassia politica e civica che ha contribuito all'elezione del Sindaco Roberto Cenni.

Ad aprire le danze, con tipica urgenza giovanile e giovanilista, sono gli esponenti della lista Giovani Pratesi. Che lamentano la mancata udienza di Cenni a loro rappresentanti per ben quattro volte.

Sicuramente i Giovani Pratesi, con l'impazienza e la frenesia di tutti i giovani, mettono allo scoperto un aspetto non secondario della gestione della vittoria da parte della coalizione Cenni che ha probabilmente disturbato ed indispettito più di un alleato. Ovvero l'assoluta mancanza di qualsiasi forma di coordinamento tra le forze politiche che con tanti o con pochi voti sono riuscite nell'epica impresa di scalzare il "partito-stato" dalle stanze di Piazza del Comune.

Non risulta, infatti che sia mai stata convocata una benchè minima riunione per, magari, annunciare quali sarebbero state le strategie dei vincitori sia in ordine alla costruzione della nuova Giunta sia riguardo alle misure da adottare con urgenza e nemmeno l'atteggiamento da tenere verso la cosiddetta maccchina comunale.

Non sappiamo se vi sia un interesse da parte del Sindaco, certamente molto affaccendato in queste settimane, ovvero del maggior partito della coalizione a relazionarsi in maniera corretta con il resto della maggioranza politica. Ma, verosimilmente, se non si cambiasse immediatamente marcia quello che potrebbe succedere è facilmente prevedibile: uno scollamento interno alla coalizione che probabilmente non avrebbe alcun effetto sugli equilibri politici in consiglio comunale, dove sono rappresentati solo PdL, Lega ed UDC, ma, sicuramente, sulle future prospettive del quadro politico che ha consentito l'elezione di Roberto Cenni.

BARATTI


Luigi Cancrini sul libro "Il baratto"
22 luglio 2009
• Articolo pubblicato su L’Unità del 22 luglio 2009, pag. 14, nella rubrica “Dialoghi”


Lettera di Piero Capponi (lettore).
Il baratto.
La proposta di titolare una via a Bettino Craxi da parte del sindaco Alemanno e prima di lui da parte dell’ex sindaco Veltroni sarebbe un misfatto storico-politico. Nei giorni scorsi lo smemorato Veltroni nel presentare un libro gratificava Craxi come grande innovatore e guardava con supponenza il “conservatore Berlinguer”. Dimmi Veltroni, che cosa ha innovato il tuo Craxi?

Risposta di Luigi Cancrini.
In un bel libro puntualmente intitolato Il baratto (Kaos edizioni, 2008) Michele De Lucia racconta con ricchezza di particolari i passaggi dell’accordo fra Craxi, Berlusconi e Veltroni che agiva in rappresentanza del Pci. Quello che non sarebbe passato il 4/2/1985 se i deputati del Pci avessero fatto ostruzionismo era il famoso, illegittimissimo provvedimento che consentiva a Berlusconi di (continuare a) trasmettere, in tutta Italia su Rete4, Canale5, Italia1. La Dc prendeva Rai1, il Psi Rai2 e, per l’amicizia fra Craxi e Berlusconi, il secondo polo televisivo nazionale, il piatto di lenticchie per il Pci era Rai3. Moriva così il sogno degli altri privati, legati o no alla sinistra, bloccati su una dimensione regionale e il quadro si definiva dell’entrata in politica di Berlusconi. Ci pensavo ieri leggendo le dichiarazioni di Veltroni su Craxi e su Berlinguer che era morto improvvisamente da poco. Lasciando un potere eccessivo nelle mani di persone che avevano del partito, dei patteggiamenti alla Craxi e del rapporto fra partiti e istituzioni un’idea assai diversa dalla sua.

PIVE


AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA!


La coalizione della sinistra che si era presentata alle scorse elezioni amministrative pratesi non esiste più. I responsabili di Sinistra e Libertà hanno "disdettato" unilateralmente l'accordo politico che li legava al PD ed all'IDV. Naturalmente la ragione dell'addio (o meglio dell'arrivederci...) dei sinistri liberi alla coalizione risiede non tanto in ragioni politiche quanto nella cocente delusione di chi, dopo non essere riuscito ad ottenere rappresentanza nè in consiglio comunale nè in quello provinciale pratese, è stato pure escluso da ogni rappresentanza istituzionale là dove era unicamente possibile, ovvero la squadra di Lamberto Gestri in Provincia.

E così le "armate" federate di Verdi, Sinistra Democratica, Socialisti e vendoliani, sono costrette a risalire le valli che avevano con tracotanza disceso per sedersi al "tavolo" alimentare imbandito per l'occasione dal PD. E dal quale sono stati pesantemente ed oltraggiosamente esclusi proprio quando cominciavano ad arrivare nei piatti le prime "minestre", esclusivamente d'origine provinciale, ma comunque assai appetibili. D'altra parte a questo giro il convento non poteva fornire altro....

Viene così a concludersi l'illusione di far politica con le sedute ai "tavoli". Come se l'assenza di qualsiasi seria iniziativa potesse essere mascherata dal furbesco assemblaggio preelettorale di appetiti diversi. Ma la mensa del "padrone" democrat, impegnato a leccarsi le proprie ferite ed a calibrare con il bilancino le postazioni in Provincia, con l'aggiunta di valorose italiane, non era in grado di soddisfare le richieste. Sinistra e Libertà, ovvero le pive nel sacco! Ma non si scoraggino troppo verdi, socialisti, comunisti e vendoliani. Tra poco riparte un altro tavolo appetibile. Quello delle regionali del prossimo anno. Vedrete che il PD saprà rimettere al posto che merita anche la vostra seggiola.....

CANNE


Almeno fateci coltivare le canne!

• da L'Altro del 21 luglio 2009, pag. 1

di Rita Bernardini

Sto per depositare una proposta di legge sulla coltivazione domestica della cannabis che il Parlamento, se vuole essere coerente con la legislazione vigente, non potrà rifiutare. Non si tratta di una proposta antiproibizionista di legalizzazione - per la quale da radicali ci battiamo da anni e continueremo a batterci - ma più modestamente di una soluzione normativa per estendere gli effetti del referendum abrogativo del 1993 anche a tutte quelle attività di coltivazione cosiddetta "domestica" delle piante da stupefacenti. Infatti, nel nostro ordinamento giuridico, nonostante il divieto dell’uso personale di sostanze stupefacenti sia stato abrogato con il referendum del 1993, la condotta di coltivazione non autorizzata continua a costituire sempre e comunque un illecito penale, con esclusione di qualsivoglia spazio per un intervento punitivo solo in via amministrativa ex art. 75 d.P.R. 309/90, e ciò pur in presenza di coltivazioni di modestissima dimensione, rispetto alle quali inconcepibile sarebbe una destinazione al mercato del ricavato. Dal fatto che l’attività di coltivazione di piante dalle quali sono estraibili sostanze stupefacenti non sia richiamata né nell’art. 73 comma Ibis, né nell’art. 75 comma 1, ma solo nel comma 1 dell’art. 73 d.P.R. 309/90, deriva che tale condotta comunque e sempre abbia una rilevanza penale, quale che sia la dimensione della piantagione e quale che sia il quantitativo di principio attivo ricavabile dai fori e/o dalle foglie delle piante da stupefacenti. Anche dopo l’incisivo intervento di riforma della disciplina sanzionatoria delle sostanze stupefacenti realizzato nel 2006, il legislatore ha finito con l’aderire a quella opinione giurisprudenziale, senz’altro prevalente, fatta propria anche dalla Corte costituzionale (C. cost. sent. 24 luglio 1995, n. 360). secondo cui la condotta di coltivazione, in quanto potenzialmente in grado di aumenta re il quantitativo di droga circolante, sarebbe intrinsecamente più grave rispetto a quella di mera detenzione. così da meritare un trattamento punitivo diverso e più severo anche qualora la finalità del provetto "pollice verde" sia di destinare il prodotto della coltivazione a mero consumo personale. Il divieto generale ed assoluto di coltivare le piante comprese nella tabella 1 di cui all’art. 14 del D.P.R. 309/90 (Ira le quali è annoverata la cannabis) appare davvero eccessivo, perlomeno rispetto a quelle condotte di coltivazione rudimentale e domestica di poche piantine, destinate cioè a consentire il ricavo di modestissimi quantitativi di principio attivo, giacché in casi del genere il rischio di destinazione a terzi della sostanza stupefacente è pressoché nullo e parimenti nullo è il rischio per la salute individuale del coltivatore-assuntore o, almeno, i rischi (se esistono), sono pari o inferiori a quelli di chi, essendosi approvvigionato al mercato clandestino, detiene sostanze stupefacenti anche in quantitativi di significativa consistenza. in conclusione, la proposta di legge che ho preparato in collaborazione con l’Avv. Alessandro Gerardi; membro del Consiglio Generale di Radicali Italiani, si prefigge di dare rilevanza solo amministrativa e non penale (come per la detenzione) qualora emerga che il ricavato della coltivazione sia destinato ad un uso esclusivamente personale. Una proposta "moderata", ragionevole, clic avrebbe il merito di evitare il dannosissimo impatto con il carcere di tanti giovani che oggi ci finiscono per uria condona clic accomuna decine di migliaia di persone che certo non possono essere considerate "criminali".

lunedì 20 luglio 2009

CENTRO


COMITATO VERSUS COMITATO


E' bastato un incontro del nuovo assessore alle attività produttive Roberto Caverni con i commercianti del Centro Storico per dare la stura a quella che si annuncia come la prima vera querelle della Giunta Cenni.

Tenere "chiuso" al traffico veicolare l'area centrale del Centro ovvero puntare decisamente ad una sua "riapertura"?

Avere a cuore gli interessi degli abitanti ovvero cercare di tutelare quelli dei commercianti che ancora tirano su le loro saracinesche nelle strade centrali della città?

E, di già, tra le due fazioni cominciano a scambiarsi frecciate e vere e proprie dichiarazioni di guerra.

Che a noi, francamente, sembrano colpi di cannone, a salve peraltro, sparati per uccidere una mosca.

Non ci pare, infatti, che il Centro Storico sia davvero così impermeabile alla mobilità privata e pubblica. A parte i 14.000 permessi che permettono ai proprietari di penetrare la ZTL non ci sembra che raggiungere, da qualsiasi parcheggio limitrofo, le strade commerciali del centro sia un problema. Per non dire di quanto il centro sia raggiungibile con i mezzi pubblici che lo attraversano e "violano" in tutte le direzioni possibili.

E, dunque, non pare davvero corretto e comprensibile mettere la ZTL in relazione alla crisi del commercio centrale. Che a noi sembra causata da altre e più profonde ragioni.

Così come a noi pare incomprensibile che i residenti (o almeno una parte di essi...) si ergano a strenui difensori di un sistema di limitazioni del traffico che ha, di tutta evidenza, ragioni molteplici per essere rivisitato. Ma, secondo noi, all'interno di un assetto complessivo e diverso della nostra mobilità, pubblica e privata, cittadina. Che preveda, ad esempio,provvedimenti di limitazione del traffico anche in aree periferiche ma caratterizzate dai centri storici dei paesiedei borghi che definiscono Prato da almeno mille anni.

Confidiamo,pertanto, che la Giunta e Cenni affronti in maniera razionale questa prima bega che si trova a gestire. E cheRoberto Cenni si avvalga anche dei consigli degli uomini che ha chiamato a svolgere questo incarico.