sabato 8 agosto 2009

POLITICA


SURPLACE


Le critiche della Lega per la decisione della Giunta di dare seguito ad una delibera che stanzia fondi per attività di formazione di cittadini di etnia Rom (e Sinti...) paiono essersi risolte nella classica tempesta in un bicchier d'acqua. Ovvero nel tradizionale temporale agostano pieno di saette, fulmini e pioggia che però non riesce ad alleviare la calura cittadina.

Ha avuto infatti buon gioco il Sindaco Roberto Cenni a moderare i toni della polemica opponendo agli strali dei "padani" la incontrovertibile logica della questione. Finanziamento nazionale, proveniente dal Ministero dell'Interno (Maroni); impossibilità di utilizzare i fondi per altre ragioni; continuità con decisioni già acquisite dal vecchio governo Romagnoli.

Spente le fiamme polemiche resta, a nostro avviso, ben acceso un punto politico dal quale sarà difficile sottrarsi: il ruolo della Lega (tre consiglieri comunali...neanche un assessore...) nella compagine finora messa in campo, con tutte le cautele del caso, da Cenni.

Comunque la si voglia mettere sarà bene che la coalizione vincente a giugno tenga ben presente questa realtà: difficilmente la Giunta potrà fare a meno di un rappresentante leghista. Prima si risolverà il rovello, meglio sarà per tutti.

E sarà anche bene che la coalizione, al di là di quello che ha fatto e farà Roberto Cenni, riprenda ad agiore politicamente. Parlando, discutendo, confrontandosi....Non è il meglio che possa capitare ad una maggioranza che dopo 63 anni ha avuto la possibilità di governare la città sfrangiarsi (vedi la vicenda UDC in provincia...) dividersi (vedi la questione Lega in Comune...), disaggregarsi, disperdersi. Pur confidando nelle grandi capacità del sindaco che fino ad oggi ha dimostrato di sapersi muovere con passo felpato nelle stanze del potere (e nelle immediate adicenze....) pare indispensabile ritrovare la corretta coesione ed unità d'intenti tra tutte le forze che hanno contribuito al suo successo sulla sinistra. I cittadini, gli elettori, coloro che hanno reso possibile il sogno di una alternanza in Piazza del Comune, si attendono sicuramente cambiamenti delle rotte amministrative. Alla ripresa di settembre, finita la luna di miele e la pausa estiva, vorranno vedere i primi segnali di un modo nuovo di governare la città. Altrimenti, ne siamo certi, la delusione e la disillusione prenderanno velocemente il posto della gioia per la vittoria e per i facili entusiasmi che la svolta pratese ha prodotto. E, più che Roberto Cenni, dovranno essere le forze politiche a farsi carico di rompere lo stallo e l'attuale surplace.

SATYAGRAHA


Lettera ai seminaristi: oggetto: Mimmo, di certo ci dice, VOLARE!
Roma, ore 19 del 6 agosto 2009


Cari Compagni e Care compagne,
trascorsi, DA TRE ORE, i tre giorni di seminario e valutatone il contributo, la Presidenza del Senato del Partito Radicale, d’intesa col Senato, ha deciso di indire per sabato 8 agosto, alle ore 10, in via di Torre Argentina 76, una riunione per iniziare a lavorare in Satyagraha, al fine di affrontare temi, obiettivi e metodi di lavoro per tentare di replicare quanto così ben riuscito ad aprile in vista della decisione da prendere in merito alla nostra partecipazione alle elezioni europee.
Oltre a licenziare l’edizione definitiva di “La peste italiana”, si tratterà probabilmente di produrre ulteriori studi e documentazione per l’immediata attivazione del nuovo corso politico che ci siamo dati e sulla base del quale abbiamo chiesto e ottenuto i consensi elettorali.
Abbiamo convenuto essere, oltre che necessario, anche molto urgente dare immediatamente ulteriore forza politica al nuovo corso.
Nel seminario abbiamo constatato che, nella valutazione generale, l’effetto positivo dell’esito politico elettorale resta ancora vivo e che è opportuno, in primo luogo, trasmettere in modo approfondito e completo l’impegno che ci siamo assunti di una nuova, forse la più improbabile, follia radicale: annunciare che riteniamo che sia possibile concorrere a determinare il superamento di questo sventurato sessantennio, proponendo al paese un progetto di radicale riforma questa volta davvero liberale e costituire attorno e in proseguimento della nostra lotta partigiana, anche il primo governo successivo alla liberazione.
Insistiamo: la prima operazione che dobbiamo immediatamente e nel modo più efficace compiere, per avviare il nuovo percorso, è quello di informarne quanto più possibile l’opinione pubblica, per saggiare il grado di risposta immediata dalla quale partire poi, con le tappe successive necessariamente rapide, visto i il degrado, per non dire la decomposizione, non solo della realtà italiana, ma anche di quella europea ed euro-mediterranea.
Speriamo vivamente che quella specie di miracolo che, grazie al Satyagraha precedente, siamo riusciti di già ad assicurarci possa, nelle presenti condizioni, essere ripetuto. Essendo molti di noi, di già sennatamente da ritenersi stremati in pieno agosto, uscendo dai faticosi e difficili tre giorni di seminario indetti dal Senato del Partito Radicale Nonviolento ed alla vigilia della quasi immediata mobilitazione per il 14, 15 e 16 agosto che dovrà essere dedicata a rilanciare l’urgenza della riforma della giustizia, contemporaneamente alla visita delle comunità penitenziarie che abbiamo organizzato, e che ha riscosso finora oltre 100 adesioni di parlamentari europei, nazionali e regionali.
Credeteci: ogni parola in più per sottolineare la straordinarietà (ripetiamo ancora, folle?) della fiducia che così ribadiamo tutti in ciascuno di noi, la mettiamo in gioco e la mostriamo perché abbiamo compreso, sappiamo, che sin dall’inizio della vita del nostro partito e dei decenni che l’hanno preceduta, noi, oggi, siamo anche il prodotto della storia di una Resistenza Radicale senza praticamente soluzione di continuità fra la vita degli Ernesto Rossi, degli Altiero Spinelli, degli Eugenio Colorni, dei Gobetti, dei Rosselli, dei Salvemini, dei Benedetto Croce, dei Pannunzio e degli Sturzo e, lasciateci aggiungere, della Ada e Ursula; arricchiti e rinforzati non tanto e non solo per meriti, dall’avere acquisito i connotati e le speranze di Satyagrahii.
… ce la mandi buona!


Marco Pannella Maurizio Turco Matteo Mecacci Marco Perduca

venerdì 7 agosto 2009

HANNIBAL (1)


NOBILI E BECERI


"E mi fan ridere, quanti credono di offendere i pratesi dicendo che sono il popolo più becero che sia in Toscana, anzi in Italia. Come se becero fosse un ingiuria. Un becero è un becero: cioè un toscano allo stato di grazia. E i pratesi son beceri, quando son beceri, non per il fatto che lavoran gli stracci, [...], bensì per il fatto che dicono a voce alta in piazza quel che gli altri italiani tacciono o sussurrano fra quattro mura, in famiglia, e che non han paura di parlare come pensano, mentre gli altri italiani pensano come parlano, cioè biascicando i pensieri come biascicano le parole, e che non temono di “bociare” anche quando hanno torto, mentre gli altri italiani temono di vociare anche quando han ragione, e che, finalmente, son beceri ma pratesi, mentre gli altri italiani son beceri senza neppure il beneficio d’esser toscani, e pratesi."

giovedì 6 agosto 2009

CARCERI


APPELLO


Il 14-15-16 agosto i Radicali Italiani hanno organizzato visite ispettive in tutte le carceri italiane. All'iniziativa hanno aderito parlamentari e consiglieri regionali di tutti i partiti.

Si tratta di mettere al centro della riflessione civica e politica, proprio nel mezzo dell'estate, il tema della vita nelle nostre carceri mai sovraffollate come in queste settimane, sia per quanto riguarda i reclusi che per quanto riguarda la polizia penitenziaria.

Per la visita ispettiva al Carcere di Prato risulta avere dato, per adesso, la propria disponibilità la senatrice del PD Manuela Granaiola.

Noi rivolgiamo un invito ai parlamentari ed ai consiglieri regionali pratesi (Antonello Giacomelli, Andrea Lulli, Riccardo Mazzoni, Alberto Magnolfi, Fabrizio Mattei, Cristina Pacini) di rendersi disponbili per una delle tre date nelle quali si svolgerà il Carcere Days. Ritorneranno alle loro ferie sicuramente più ricchi e potranno continuare a godersi ancora con più gioia la loro vacanza.


Associazione Radicale Liber@MentePrato

Il Segretario Vittorio Giugni

HANNIBAL


RABBERCIATI




Perdindirindina! Come s'è innervosito il nostro amico residente di là del Canale di Sicilia sui laghi di Salammbò!....

Ci dispiace aver fatto perdere la pazienza e la tolleranza alla penna principe del blogghettone cittadino! La grandinata di insulti,offese ed insolenze raggruppate nella "replica" alle nostre osservazioni non ci consentono, però, di raccogliere l'invito della grande firma a continuare ad onorarlo con altre polemiche. Quando si raggiungono queste vette di fondamentalismo è meglio mettere un punto. Dare lo stop. Non abbiamo alcuna intenzione di farci trascinare in un gorgo degradato e degradante. Siamo minoritari (...fanculo le maggioranze, come sostenevano Benigni e Moretti, è uno slogan che ci va benissimo...) ma non fessi. Checchè ne pensi il nostro Annibale. Il cui valoroso testo è illuminato dall'uso di questa frase: "Preghiere berciate dal minareto"!! Quel "berciate" qualifica, più di ogni altro inutile commento, il tempestoso ed iracondo ex Calibano.

I "berci" erano (sono?...) le grida sguaiate e smodate che uscivano dai rumorosi stanzoni dei telai o dai polverosi capannoni dei cenciaioli.. Non riusciamo a capacitarci in qual modo uno che giudica in questa maniera sprezzante le preghiere e le invocazioni divine delle tradizioni religiose degli altri, nel loro Paese peraltro, possa ergersi a vergine vestale dei difensori dell'immigrazione libera nelle nostre città! Ma tant'è.......



CARCERI


Carceri/Radicali: Condanna della Corte Europea dei Diritti dell’uomo nei confronti dell’Italia. Se vere frasi attribuite dal Corriere al capo del Dap, occorrono le sue immediate dimissioni
Roma, 5 agosto 2009
• Dichiarazione di Rita Bernardini, Deputata Radicale eletta nel PD e membro della Commissione Giustizia della Camera e dell’Avv. Giuseppe Rossodivita, Segretario del Comitato Radicale per la Giustizia Piero Calamandrei


Le dichiarazioni dell’attuale Capo del DAP, così come riportate nell’articolo del Corriere.it di oggi - in relazione alla condanna inflitta della Corte di Strasburgo allo Stato Italiano per le condizioni relative alla detenzione patita dal detenuto bosniaco, ristretto in condizioni inferiori agli standard stabiliti dal Comitato per la prevenzione della tortura che stabilisce in 7 metri quadri a persona lo spazio minimo sostenibile per una cella - lasciano basiti.
Il dott. Ionta, se son vere le frasi virgolettate a lui attribuite dal Corriere, dice di non credere “che casi denunciati dal detenuto bosniaco siano oggi così diffusi in Italia”.
Contrariamente alla affermazione attribuita dal Corriere al dott. Ionta e che francamente speriamo sia il frutto di un errore giornalistico, ad oggi – e ne avremo i numeri precisi dopo la tre giorni di ferragosto in cui i Radicali Italiani stanno organizzando la più imponente visita ispettiva nelle carceri italiane, con oltre cento deputati, eurodeputati e consiglieri regionali di tutte le forze politiche che hanno già dato la loro disponibilità a visitare le oltre 200 carceri della penisola – quasi tutti i detenuti potrebbero agevolmente ricorrere, passando per il preventivo e scontato provvedimento negativo del magistrato di sorveglianza, alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo e, stando a quanto già dalla Corte statuito, ottenere soddisfazione ed indennizzo.
Se davvero il dott. Ionta ha detto ai giornalisti di non credere “che casi denunciati dal detenuto bosniaco siano oggi così diffusi in Italia”, il dott. Ionta mostra di non conoscere la complessa e grave realtà che dovrebbe governare ed amministrare.
Se davvero il dott. Ionta ha detto ai giornalisti di non credere “che casi denunciati dal detenuto bosniaco siano oggi così diffusi in Italia” il dott. Ionta mostra di non conoscere la realtà di un sistema carcerario al collasso, che ogni giorno infligge ai detenuti - circa la metà dei quali presunti innocenti - pene ulteriori, rispetto alla privazione della libertà cui sono sottoposti; il dott. Ionta mostra di non ascoltare il grido di allarme proveniente dagli operatori della polizia penitenziaria, il dott. Ionta mostra di non credere neppure a quello che dice il suo Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che già da diverse settimane ha ammesso e confessato che le carceri italiani e le condizioni cui sono costretti i detenuti sono fuori dalla legge e dalla Costituzione.
Se davvero il dott. Ionta ha detto ai giornalisti di non credere “che casi denunciati dal detenuto bosniaco siano oggi così diffusi in Italia”, occorrono le sue immediate dimissioni e la sua immediata sostituzione al fine di governare la drammatica situazione delle carceri.

mercoledì 5 agosto 2009

FIASCO


AYATOLLAH


Certo sono parecchio strani gli integralisti cattolici... Ad un barbuto ayatollah nostrano non sono affatto piaciute le osservazioni critiche che, da più parti, sono arrivate dopo le esternazioni di don Santino Brunetti, prete di periferia ma molto ben inserito negli oliati gangli del potere clericale pratese. Per il peloso mullah "tunisino" le argomentazioni "laiche" dei rappresentanti della Chiesa cattolica dovrebbero essere prese per oro colato, non commentate (tantomeno criticate....) e, udite udite, applicate dalle autorità civiche della nostra città.

Probabilmente la lunga permanenza in territorio musulmano deve aver preso la mano (e la mente..) al nostro difensore delle gerarchie cattoliche pratesi, compreso il povero pretino della periferia...Per adesso, checchè ne pensino in Vaticano ed i teocon, esiste in Italia la libertà di criticare le varie prese di posizione dei gerarchi cattolici. Per fortuna diremmo....Poichè se volessimo, per forza di legge, applicare tutti i consigli e gli insegnamenti della religione concordata in Italia, il nostro Paese si ritroverebbe quasi al livello della civiltà dei diritti dell'Arabia Saudita o dell'Afghanistan talebano...

Sul tema specifico noi crediamo, peraltro, che ciò che muove i sermoni ammonitori dei vari don Santino non è solo questione di carattere religioso o spirituale. Vi scorgiamo, se appena spostiamo lo sguardo, qualche cosa di molto più prosaico ed immanente.

Magari rappresentato dalle rendite di posizione che, all'intorno dell'immigrazione e verso le cosiddette nuove povertà, sono state costituite in città per l'effetto congiunto delle alleanze tra Piazza del Duomo e Piazza del Comune, Caritas e le miriadi di cooperative bianche che, insieme a quelle rosse, hanno ottenuto il monopolio ( e relative prebende... ) dell'assistenza "volontaria" al gran mondo della povertà, locale o di importazione. E, forse, la preoccupazione è mantenere alto questo mercato. Come diceva Ennio Flaiano, mettiti un povero accando e vivrai di rendita tutta la vita.....


lunedì 3 agosto 2009

PANNELLA


Il profeta dei radicali liberi
Marco Pannella: sfatta l'Italia, facciamoci migliori
• da Unione sarda del 2 agosto 2009, pag. 7

di Giorgio Pisano

Dietro una nuvoletta profumata di toscano al grappino, Marco Pannella sorride rilassato. Sta per accendere i motori. Una mano scompare tra i lunghi capelli candidi (un tempo forse biondi), rapida riflessione silenziosa e via. Risponde solo a un pezzetto di domanda, poi si perde felice nei labirinti della memoria. Tempo perso richiamarlo all'ordine.
Scusi, può sintetizzare?«La sintesi è un problema del giornalista. Mica mio. Ascolti, prenda appunti, selezioni. E dopo scriva, se le va».Segue una valanga di parole, che sono il segno della sua cronica logorrea ma anche della sua schiettezza, d'una sincerità mai brutale, semmai barocca, infiocchettata d'un vocabolario ricco e un tantino retorico. Chi lo detesta per questi irrefrenabili prolassi verbosi, dice che è il guttalax della politica italiana. I militanti gli mostrano invece un'attenzione libera e devota. L'area di mezzo, quella che non è radicale ma qualche volta si è schierata con lui, ne ha grande rispetto: in fondo, è un padre della patria. Se nel Belpaese, involontario dirimpettaio del Vaticano, esiste il divorzio, lo dobbiamo proprio a questo signore: che è duro, aggressivo, severo e con una forte propensione al martirio. Enzo Bianchi, priore di Bose, gli ha fatto gli auguri per i 79 anni complimentandosi con «un uomo che sa combattere le battaglie con lealtà, convinzione e passione. Merita rispetto perché pone domande legittime non solo a noi credenti, domande che esigono risposte secondo il Vangelo, non altre risposte. Pannella è provvidenziale». Fortebraccio, leggendario corsivista de L'Unità, lo liquidò senza sconti: «Costui lavora per la Dc, è al suo servizio». Di peggio è riuscito a dire solo Umberto Bossi, leader della Lega: «Noi siamo l'opposto dei radicali. Loro sono contro la politica. Vogliono pochi e grandi che abbiano in mano il mondo. Noi siamo per gli ideali della politica, per la famiglia. Loro sono contro la famiglia da sempre, tanto che vogliono sostituire i figli con gli immigrati extracomunitari».Giacinto Pannella, detto Marco, va giustamente fiero di bocciature così ridicole. Tant'è che le elenca nella sua personalissima rassegna stampa che passa per Indro Montanelli ( ...fra i tanti tappeti messi in vendita da questo ineguagliabile magliaro ce ne sono tanti falsi. Ma ce ne sono anche di autentici ), prosegue con Eugenio Montale (che lo appaia al dissidente sovietico Andrej Sacharov), riluccica con Giulio Andreotti ( Marco, anche quando graffia, non provoca rancori ).
Si sente monumento nazionale?«Al di là del fatto che i monumenti si fanno ai morti e io conto invece di trattenermi ancora un po' con voi, la trovo una battuta...prematura. Credo nel mio dovere di cittadino, tutto qui».
Dicono soffra di manìe di persecuzione.«Verissimo. Ma per quanti, potenti e prepotenti, frustrati e impotenti ci e mi hanno perseguitato invano. In 50 anni sono stati almeno centinaia, gli stessi che suonavano campane a morto di sera per noi e, tutti, ma proprio tutti, abbiamo poi dovuto accompagnarli al loro riposo. Che siamo e siamo stati ostracizzati per decenni nessuno a livello istituzionale e anche politico oggi lo nega, tutt'al più lo giustifica».
Hanno scritto: Marco ha un alto concetto di sé.«Ecco, questa mi pare una piccola stronzatina. Non vale la pena di commentarla. Piccola e stronzatina».
Parlano anche di umoralità incontenibile.«Attenti a non confondere la passione per una battaglia politica con le nevrastenie private. Quando vi sono idee e obiettivi chiari, non v'è spazio per umori . Io non odio nessuno. I radicali non sono in Chiesa né nell'Esercito".
Laici.«Esatto. Che non significa affatto essere necessariamente atei».
E che significa?«Un vero credente (cattolico, cristiano, buddista, teista o non teista) non può oggi che essere, di suo, laico. Un simbolo eloquente è l'omaggio universale a Giordano Bruno, martire per la sua profonda religiosità umanistica, processato e arso da un potere simoniaco, blasfemo, temporale e usurpatore».
Lei, però, è sicuramente anticlericale.«Non però , se permette. Qualsiasi forma di religiosità lo è, scaccia dal tempio della coscienza e/o della fede falsi dottori e autentici mercanti»
Dice così perché non è credente.«Chi l'ha detto? Siamo, sono, diversamente credenti da talebani e vaticani».
E non le piace il Papa.«Questo, francamente, no. Nemmeno come teologo. Ripete vecchie parole e strade. Non ha nulla di profetico e - dicono - poco di evangelico».
C'è un prete che ha la sua stima?«Più d'uno. Farei prima a dire quelli che non hanno la mia stima».
Radicale: che vuol dire oggi?«Quello che volevamo 54 anni fa quando scegliemmo questo nome. Mezzo secolo di vissuto del popolo italiano lo conosce e lo racconta. Allora nel mondo evocava il termine comunista , oggi perfino i rifondatori comunisti si etichettano come forze radicali ».
Socialista.«Oggi è sinonimo di liberale, laico, democratico. Non è più né rivoluzionista né meramente riformista, è liberal-socialismo o socialismo liberale».
Però anche liberale. Come si fa a essere socialisti e liberali?«Chiediamolo alla storia del mondo che, lo ripeto, li rende ormai sinonimi».
Anche Berlusconi afferma d'essere liberale.«Lo ha creduto lui stesso, dal 1993 al 1995, con ingenuità ed entusiasmo, con straordinaria carica umana allora, con noi e Antonio Martino, era per un grande Partito liberale di massa, per la grande riforma americana ,anti partitocratica liberale; ma ben presto è divenuto, oggettivamente, non più autore ma mero prodotto del vuoto antidemocratico che la Prima Repubblica in 30 anni era ormai divenuta. L'Italia oggi non è uno Stato di diritto e nemmeno uno Stato democratico, ma non si può far pagare a Berlusconi mezzo secolo di politica dissennata e liberticida».
Altra definizione: federalista europeo.«Sì, antinazionalista per gli Stati uniti d'Europa. Federalismo e pace, secondo due profezie: quelle di Immanuel Kant e di Altiero Spinelli».
Quindi niente Turchia nella Ue?«Temo invece niente Ue senza Turchia, senza l'unità federale euro-mediterranea da Istanbul a Rabat, passando per la Giordania e l'unità federale anche degli Stati del Sud mediterraneo, del Nord Africa e del Medio Oriente».
Antiproibizionista.«Certo, perché il proibizionismo è il riproporsi della inciviltà del forgotten , che non può non divenire violenta sterminatrice e totalitaria quando pretende di vietare a livello di popoli e di grandi masse quel che Dio o la natura hanno conferito come facoltà».
Vietato vietare. Che cosa, la liberalizzazione delle droghe?«Mai parlato di liberalizzazione ma di legalizzazione, regolamentazione, formazione come, ad esempio, per divorzio, aborto, diritti umani e sociali in genere. Ormai il proibizionismo con i suoi disastri nel mondo ha il tempo, le ore contate».
Nonviolento, giusto?«Giustissimo. Nonviolenza e diritti umani sono il compimento oggi prevedibile e preparabile di una nuova fase del cammino umano, diciamo da Socrate a Gandhi, a tutti noi».
Non è violenza, secondo lei, un digiuno che sfiora il suicidio?«Occorre informarsi. Non ripetiamo vecchie sciocchezze: semmai rischiare la vita contro la morte. Gandhi stesso è morto assassinato e non di disidratazione e denutrizione. Una propaganda violenta, quanto ignobile e strumentale, oggi continua a inoculare una falsità, una menzogna: fame e sete come dolore e sofferenza. Invece si rischia di morire ma non di soffrire. La forza negativa della anoressia è proprio spiegabile anche così. Ogni morte dovuta a una lotta nonviolenta è un insuccesso, una sconfitta».
Enfatizzata da un ricatto.«Ho fatto il mio primo digiuno negli anni '70 in Francia. Ho perso il conto. Stando a questa logica, sarei un ricattatore seriale. Temo che l'argomento davvero non sia troppo degno di risposta».
Dicono che oscilla come un pendolino fra destra e sinistra.«Mi sembra sia la definizione (quasi) perpetua del pendolo che segna, misura e concretizza il tempo di tutti. Lusinghiero. Comunque noi abbiamo obiettivi, mete precise che il mondo, non solamente il popolo italiano, dopo mezzo secolo conosce e valuta. Di sicuro, no alla partitocrazia».
Partitocrazia dov'è approdato un ex radicale come Capezzone.«Libertà è anche questo. Tuttavia devo dire che di Daniele mi colpiva, in un movimento egualitario come il nostro, l'abitudine di rivolgersi a me dicendo: Marco ti sottopongo questo, Marco ti sottopongo quest'altro. E io: ma che cazzo vuol dire ti sottopongo?»
Sta dicendo che aveva sospettato da subito la fuga verso il Pdl?«Non saprei e non commento. Certo che al Pdl non avrà finalmente problemi a sottoporsi».
Curiosità finale: viviamo nella prima, seconda o terza repubblica?«Viviamo - per ora e comunque si fa per dire - le conseguenze infami della gloriosa Prima repubblica Partitocratica. La seconda o la terza non ne sono, purtroppo, che la disastrosa conseguenza. Lo ripeto: un sessantennio da superare come il ventennio che l'ha preceduto, con la nonviolenza e non con guerre e massacri. Così salveremo dai piazzali Loreto, dai bunker dove come un verme o un topo morì Adolf Hitler, anche i responsabili di questa metamorfosi del Male totalitario».

SANTINI


COMUNICATO STAMPA


Mentre divampa a livello nazionale l'asprissima polemica delle gerarchie cattoliche e vaticane sull'introduzione anche in Italia della RU486 a Prato dobbiamo assistere alle violente critiche, ed agli avvertimenti, di don Santino Brunetti su immigrazione, sicurezza e stato civile. Con argomentazioni e motivazioni così ideologiche che neppure l'estrema sinistra mette più in campo. A parte la bufala, ripetutamente rinnovata con la speranza che diventi, per il pubblico distratto, verità, dei bambini degli immigrati irregolari non registrabili allo stato civile, adesso don Santino (e con lui e dietro di lui tutta la Caritas diocesana...) punta il dito sulla lotta intrapresa dall'amministrazione comunale contro l'immigrazione clandestina e sull'impiego di qualche militare in compiti di ordine pubblico. Bene ha fatto l'on. Riccardo Mazzoni a rispondere decisamente alle supposte accuse di don Brunetti il quale deve essere rispettato ed ammirato per l'impegno religioso che lo contraddistingue ma che non può elevarsi a turgido censore di chi, scelto dai cittadini, deve impegnarsi a risolvere i problemi della quotidianità, magari più banali di quelli dell'eternità sui quali, peraltro, don Santino e gli altri militanti della Chiesa cattolica, non saranno mai chiamati a rispondere civicamente da nessuno.

Prato 03.08.09


Lista Civica "Taiti per Prato, diritti, territorio, ambiente"
Avv. Massimo Taiti

CAPALBIO


BEGLI UMORI


Anche nella piccola Atene capitale del turismo estivo della Maremma meridonalele elezioni amministrative di giugno hanno portato, come a Prato, rilevanti novità.

Il sindaco uscente Lucia Biagi non è stata riconfermata per il secondo mandato. Ed al suo posto è salito sullo scranno più alto del Comune Luigi Bellumori.

Secondo i commentatori e gli osservatori della politica locale, la campagna elettorale capalbiese ha avuto al top dell'interesse dei cittadini due argomenti sopra tutti: l'espansione urbanistica del piccolo borgo e la nuova autostrada che il tandem nazionalregionale Matteoli-Martini hanno alla fine imposto per risolvere i problemi della mobilità sulla dorsale tirrenica ed in particolare sul tratto Grosseto-Civitavecchia.

Lucia Biagi e la sua Giunta si erano opposti sia al tentativo di prevedere la nascita di tante Capalbio 1-2-3 formate da villaggetti di seconde e terze case senza alcun altro pregio apprezzabile ed anche alla realizzazione del tratto grossetano dell'autostrada martinian-matteoloiana.

La Biagi e la sua Giunta avevano stabilito che il futuro possibile per Capalbio, le colline circostanti e l'intero territorio comunale, dovesse rimamere quanto più possibile più legato alla salvaguardia di un territorio magnifico ed ancora quasi selvatico e nella valorizzazione di tutte le emergenze naturalistiche che arricchiscono questo lembo di maremma toscolaziale.

In sintesi meno cemento ed asfalto, più conservazione, tradizione, ambiente, aria pulita, tranquillità.

Nel segreto delle urne questa ipotesi è stata mandata a gambe all'aria dai sostenitori di Luigi Bellumori. Che, in direzione di Martini e Matteoli, si era detto favorevole sia all'autostrada maremmana che ad una nuova politica di urbanizzazione del territorio comunale. Così sarà!

Ah! Dimenticavamo... Lucia Biagi era a capo di una lista civica di centro-centrodestra....Luigi Bellumori, del PD, sarà sindaco per una lista di sinistra-sinistra.......

domenica 2 agosto 2009

PISANI


ALLA TOSCANA


Litigano (..fanno finta...) di giorno e "rubano" insieme" di notte. Come i classici ladri di Pisa del tradizionale proverbio toscano. Approfittando, naturalmente, della piena estate e contando sulla disattenzione della gente (..ma con la piena solidarietà dei mass media amici e nemici..) PD e PDL toscani (con l'aggiunta del PS nenciniano.....) hanno approvato lanuova legge elettorale toscana.

Che "riduce" a 55 (erano 65..) i consiglieri (che originariamente, però, erano stati fissati in 50...). E che introduce una soglia di sbarramento, per tutti i partiti, del 4%. E non reintroduce le preferenze. Ma stabilizza le liste bloccate ed i listini regionali che assicureranno l'elezione dei personaggi scelti dai soli vertici dei partiti. Anche se, alemno per il PD, forse verranno rifatte le cosiddette elezioni "primarie" previste dalla Regione Toscana già dal 2005!

Così, in perfetta sintonia con quanto già accaduto a livello nazionale, PD e PDL si accingono a spartirsi, almeno 50 dei nuovi consiglieri che saremo chiamati a votare nel 2010.

I grandi "oppositori" ( gli antiberlusconiani e gli anticomunisti della propaganda un tanto al kilo...) in realtà viaggiano d'amore e d'accordo quando si tratta di badare al bersaglio grosso... dei proprio interessi e dei propri portafogli. Poi, agli elettori delle due curve, continueranno a dare l'illusione di tornare a "combattersi" con grande determinazione e volontà. Ma sulle questioni più grosse, come le regole elettorali, i due partitoni non si smentiscono e procedono all'unisono.

Riconfermando,una volta di più anche in Toscana, quello che i radicali vanno dicendo da anni:

che l'Italia è ormai sgovernata da un monopartitismo al più imperfetto!

Non meraviglia più di tanto che ai due vagoni maggiori della partitocrazia italiana si sia aggregato a Firenze anche il partito socialista. Sì, proprio quello che a livello nazionale aveva criticato aspramente lo sbarramento del 4% alle europee e che aveva giurato di battersi per il ripristino delle preferenze, proprio a partire dalla nuova legge elettorale toscana.

Lo strapuntino socialista è solo la ciliegina sulla torta confezionata da Martini e Verdini. Con la speranza che qualche fetta possa risultare indigesta....