venerdì 14 agosto 2009

DOGAIA




COMUNICATO STAMPA




Si è svolta, dalle 10,00 alle 13,15, l’annunciata visita ispettiva dell’on. Antonello Giacomelli e della consigliera regionale Cristina Pacini, del PD, con Vittorio Giugni, segretario dell’associazione radicale Liber@mentePrato, al carcere della Dogaia, nell’ambito dell’iniziativa nazionale lanciata dai Radicali Italiani “Ferragosto in Carcere”.La delegazione è subito entrata nel clima incandescente del sistema penitenziario perché nel carcere di Prato era in corso, così come da qualche giorno, una protesta civile e nonviolenta dei reclusi che picchiano con le stoviglie sulle sbarre delle celle ed espongono striscioni per protestare per le condizioni di vita interne.La delegazione è stata accolta dal direttore del carcere, dr. Vincenzo Tedeschi, dal responsabile degli educatori e dal capo della polizia penitenziaria. Che hanno subito indicato i punti di crisi del carcere: sovraffollamento (presenti 657 detenuti, previsti da regolamento 419); estrema carenza dell’organico della polizia (in servizio 244-organico previsto 345); mancanza assoluta di un budget sufficiente.La Polizia Penitenziaria lamenta con forza le pesanti condizioni di lavoro e di vita in cui si trovano ad operare gli agenti (diversi sono anche ospitati nella caserma interna all’istituto). Ogni agente in servizio lavora mediamente oltre 10 ore al giorno. Causa di affaticamenti e di stress che, inevitabilmente, comportano l’aggravamento della normale vita del carcere. Gli agenti chiedono anche una moderna ed efficiente riforma della Giustizia e del Codice Penale.I “lavoranti” (tra interno ed esterno) sono 150. 370 detenuti sono stranieri (oltre il 56%). La carenza di educatori e le difficoltà finanziarie non consentono percorsi di reinserimento né l’avvio al lavoro della maggior parte dei reclusi. Particolarmente grave è la condizione degli stranieri (tutti molto giovani) che non hanno nessun contatto in Italia e non possono avere (se non lavorano…) nemmeno qualche euro per acquisti in carcere.La visita alle sezioni ha permesso alla delegazione di osservare come nelle celle di 13 metri quadri siano presenti quasi sempre almeno 3 detenuti. Che sono assolutamente privi di ogni spazio vitale. Ricordiamo che la Comunità Europea giudica trattamento inumano uno spazio inferiore ai 7 metri quadri a detenuto.Alla fine della visita la delegazione ha colloquiato con una decina di detenuti. Due o tre di loro, oltre a rammentare le condizioni generali di vita in carcere, ha richiamato l’attenzione anche sulle loro posizioni particolari.L’on. Giacomelli ha promesso ai detenuti ed ai responsabili del carcere che presenterà in Parlamento, cercando di ottenere anche la firma dell’on. Riccardo Mazzoni (PdL), una interrogazione sul carcere di Prato per vedere se è possibile ottenere dal Ministero un aumento dell’organico ed un rimpinguamento dei finanziamenti.Giacomelli ha anche ricordato che il suo partito ha depositato in Parlamento una proposta di legge che, tra l‘altro, prevede:1..Immediato aumento dell’organico della Polizia Penitenziaria;2.. Nuova edilizia carceraria anche sostitutiva di vecchi edifici quasi fatiscenti;3.. Introduzione di misure alternative alla carcerazione;Da parte sua Cristina Pacini si attiverà presso la Regione Toscana per cercare di ottenere più inserimenti dei detenuti nelle attività lavorative che consentono di favorire il successivo recupero sociale dei detenuti.“Siamo seduti su di una pentola a pressione” hanno dichiarato i responsabili del carcere. Ed in effetti è palpabile all’interno la tensione e l’ebollizione della comunità penitenziaria. Da un momento all’altro la protesta, per ora civile e nonviolenta, potrà portare, se non vi saranno provvedimenti opportuni, a situazioni assai più drammatiche e pericolose.




Associazione Radicale Liber@MentePrato


Il Segretario


Vittorio Giugni

ALIENI












Si aprirà dunque ad ottobre, secondo quanto appare sul cantiere, la grande Multisala di Capezzana. L'astronave rossa è quasi terminata. Anche in questo torrido agosto gli operai lavorano intensamente per consegnare, in anticipo, il manufatto.
Anche la sterminata Ipercoop costruita accanto alla Multisala pare in fase di consegna. L'enorme edificio confina con il Villaggio Gescal. Un colossale bubbone alieno nell'ex piana agricola e verde!



UCCELLI


Aumenta il caldo, si rimpiccioliscono gli uccelli

Che il titolo non tragga in inganno: aumenta il caldo si rimpiccioliscono i volatili. Secondo una ricerca australiana durante l'ultimo secolo, durante il quale le temperature sono cresciuto dello 0,7 per cento, alcuni uccelli si sono ridotti del 4 per cento. È una risposta evolutiva all'aumento di temperature, scrive la biologa Janet Gardner dell' Australian National University, nello studio pubblicato su Proceedings of the Royal Society. Era noto che gli uccelli che vivono più vicino all' equatore sono più piccoli di quelli della stessa specie in latitudini maggiori e la ragione, spiega, è che gli uccelli più piccoli diffondono calore più rapidamente e sopportano meglio il caldo. Gardner e i suoi collaboratori hanno studiato più di 500 uccelli di otto specie, conservati in musei australiani fra la fine del 1800 e il 2000, misurando le lunghezze d'ala. In media gli uccelli del 20/o secolo sono più piccoli di uno scarto fra 1,8 e 3,6% di quelli di 100 anni prima. Sono state escluse altre spiegazioni, come cambiamenti di nutrizione. È un cambiamento significativo, sostiene la biologa. «Alcune specie si sono ridotte più di altre, ma tutte mostrano lo stesso trend. È così che si adattano al riscaldamento globale». (messaggero.it)

giovedì 13 agosto 2009

CANNE


Le cannonate di Grillo: "Un appello alla politica liberalizzate la marijuana"
di
Redazione

Milano - Cannonate estive. "Agosto è il mese degli appelli. Dopo quello per la difesa della Rete dalle querele, oggi il nuovo appello riguarda la depenalizzazione delle droghe leggere". È quanto scrive Beppe Grillo sul suo blog. "Troppe persone sono arrestate e non tornano più a casa per uno spinello, da Aldo Bianzino a Stefano Frapporti. In molti paesi d’Europa -osserva Grillo- la marijuana è libera. In Italia c’è la libera circolazione delle droghe pesanti e l’arresto di poveri diavoli per un spinello. A Milano i consumatori abituali di cocaina sono stimati in 150.000. Il porto di Gioia Tauro è la porta d’ingresso per ogni tipo di droga in Europa. Per risolvere il problema dell’affollamento delle prigioni -secondo Grillo- è sufficiente depenalizzare la marijuana. Per risolvere il problema di strani suicidi e di infarti improvvisi in cella è sufficiente depenalizzare la marijuana". Da qui l’appello del comico genovese: "Chiedo a tutte le forze politiche e ai movimenti che vogliono sostenere questo appello di farsi vivi al più presto. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure". (giornale.it)

PANNELLA

video

EVANGELICA


Ferragosto in carcere: l’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia aderisce all'iniziativa

Comunicato stampa Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia

L’UCEBI aderisce all’iniziativa “Ferragosto in carcere” su invito dei radicali italiani.
L’adesione è piena e convinta in quanto ministri e pastori delle chiese battiste italiane sono impegnati da anni nell’assistenza religiosa di detenuti in tutte le regioni d’Italia.
Proprio la regolare frequentazione degli istituti di pena ci ha troppo spesso portato a constatare le condizioni difficili, a volte drammatiche, in cui i detenuti scontano la loro pena o/e attendono i vari gradi di giudizio, particolarmente nei luoghi di pena più grandi e più affollati.
La nostra pastorale ci porta sempre ad ascoltare attentamente le loro storie di vita. Molto spesso queste persone hanno alle spalle storie drammatiche di emigrazione, a volte di fuga da regimi oppressori. Venuti in Italia e costretti dalla mancanza di una politica di integrazione all’angolo della marginalità, cadono a volte nelle maglie della criminalità come ultimi e più fragili anelli della catena. Sono i poveri quelli che oggi in Italia affollano le carceri. Chi delinque ed è ricco e potente ne rimane fuori.
Il 14, 15 e 16 agosto parteciperemo alle delegazioni istituzionali che visiteranno le carceri di tutta Italia con nostri pastori e ministri, segnalati fra quelli già regolarmente impegnati nella cura spirituale ai detenuti e quindi attenti alle loro necessità e conoscitori degli annosi problemi che li affliggono. La nostra adesione è convinta anche perché proviene da una grande preoccupazione, quella che la situazione del sovraffollamento delle carceri, e di conseguenza la situazione lavorativa di tutti gli addetti alla custodia, la sofferenza e le violazioni dei diritti alla difesa dei detenuti italiani e stranieri si aggravino ulteriormente con l’entrata in vigore del cosiddetto “pacchetto sicurezza” che contiene alcune norme di chiaro stampo razzista che tendono a criminalizzare gli immigrati irregolari e coloro che cercano di aiutarli.

Anna Maffei
Presidente UCEBI

CANDIDO


TERRITORI E SEDIE


Com'è noto il PS di Riccardo Nencini ha votato a favore, insieme ai soli PD e PdL, alla nuova legge elettorale della Regione Toscana. Che prevede, a fronte di una diminuzione dei consiglieri da 65 a 55, l'introduzione (su una base proporzionale) di uno sbarramento del 4% per tutte le forze politiche sia che si presentino da sole che in coalizione. Inoltre la legge toscana prevede la presenza del "listino", ovvero un elenco di nomi che diventano consiglieri regionali se la loro coalizione vince le elezioni. La stessa legge votata da PS, PD e PdL NON reintroduce il voto di preferenza. Una proposta di dividere il territorio regionale in 55 piccoli collegi elettorali è stata respinta. Nel corso di un filo diretto svoltosi ieri a Radio Radicale con il segretario del PS, un ascoltatore di Prato ha chiesto a Nencini quale sia stata la coerenza del PS con precedenti posizioni politiche assunte a livello nazionale. Ricordava l'ascoltatore che il PS si era schierato nettamente contro l'introduzione dello sbarramento per le ultime elezioni europee e prima ancora per quelle nazionali. Inoltre si era sempre battuto a favore della reintroduzione della preferenza.

Singolare la risposta di Nencini. Per quanto riguarda i collegi uninominali, che ai socialisti piacevano, ha sostenuto di avere avuto contro in Sinistra e Libertà, la componente dei Verdi e quella della Sinistra Democratica. Per quanto riguarda le preferenze Nencini ha dichiarato di aver votato a favore dell'emendamento che tentava di reintrodurle...

Ma che tutto è stato superato perchè il PD ha raggiunto un accordo con Sinistra e Libertà per la presentazione di una coalizione tra le due forze politiche e con l'esclusione dell'IdV e di RC.

Questo è il motivo finale che ha indotto i socialisti toscani a votare a favore della nuova legge elettorale che, pur contraddicendo ogni loro precedente posizione, garantisce a lui ed a qualche altro esponente di SeL, di ritornare i Consiglio Regionale ove la coalizione di sinistra prevalesse.

Il candido Nencini ammette, dunque, che l'opzione dei socialisti sui valori e sulle proprie proposte è flessibile territorialmente. Chiarendo, ad iosa, il vero motivo della rottura della Rosa nel Pugno. Ai socialisti, diversamente, secondo loro, dai compagni di viaggio radicali, stava molto a cuore la "territorialità" dell'insediamento della nuova forza politica.....Per loro, evidentemente, le "sedie" sono assai più importanti dei principi politici che si affermano e si ripudiano secondo le convenienze ed i territori........Buon pro gli faccia.....

CARCERI


L'iniziativa di Rita Bernardini, deputata radicale:
aderiscono parlamentari di tutti gli schieramenti. Oltre 150 deputati nelle carceri . A Ferragosto detenuti fuori per lavoro Per tre giorni in 185 istituti di pena il confronto con una realtà sovraffollata, spesso disumana ed esplosiva.L'Osapp: "Speriamo non sia una passerella". E il Dap lancia esperimenti di servizi socialmente utili
di CARLO CIAVONI


ROMA - Alla condizione tragica ed endemica del sistema carcerario italiano, all'affollamento soffocante delle celle, alla scarsità di personale qualificato, all'assenza evidente di una guida politica del fenomeno e, non ultima, alla sua palese incostituzionalità, sarà dedicata una tre-giorni di visite di 153 parlamentari in 185 delle 221 carceri lungo tutta la Penisola, nei giorni di Ferragosto.

Si tratterà di una vera e propria ispezione di massa da parte di deputati, senatori, consiglieri regionali e garanti per i diritti dei detenuti, forse mai realizzata prima. A lanciare l'iniziativa è stata la deputata radicale -eletta nelle liste del Pd- Rita Bernardini, che ha voluto così coinvolgere i parlamentari di tutti gli schieramenti per una ricognizione nella difficilissima situazione dei penitenziari italiani e far conoscere così direttamente la realtà quotidiana di direttori, agenti, medici, psicologi, educatori e detenuti.

Lo scopo, in fondo, è semplicemente quello di verificare se il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha ragione o no nel dire che gli istituti di pena del nostro Paese “sono fuori della Costituzione”. Costituzione che, nell'articolo 27, parla di trattamento da riservare ai detenuti che non deve mai essere contrario al senso di umanità, ma anzi volto alla sua rieducazione.

La grande ispezione parlamentare, nelle giornate di venerdì 14, sabato 15 e domenica 16 agosto, parte così con una denuncia indignata della deputata promotrice, alla quale si risponde con fiacche promesse del governo, che annuncia un aumento di 1200 posti letto nelle carceri entro la fine dell'anno, quando ne servirebbero oltre 4000 e la prevedibile diffidenza dei sindacati della polizia penitenziaria.

"La si può girare come si vuole -dice Leo Beneduci, segretario generale dell'Osapp il secondo organismo di rappresentanza autonomo dopo il Sappe - nelle celle italiane ci sono circa 64 mila detenuti, cioè 4.000 in più di quanti ce ne dovrebbero stare, anche nella situazione di emergenza prevista dal ministero. Si continua insomma a far finta di niente rispetto ad un dato allarmante: cioè che ci sono mediamente 3 metri quadrati per ogni recluso, mentre ce ne dovrebbero essere 7 secondo il Parlamento Europeo".

"Non solo - aggiunge Beneduci - il cosiddetto 'piano Ionta' (Franco Ionta è il direttore del Dap, il Dipartimento per l'amministrazione penitenziaria n.d.r.) prevede uno stanziamento per l'edilizia carceraria di 1,5 miliardi, per creare 4300 posti in più entro il 2010 e di oltre 17 mila entro il 2012. Bene: il sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo ha però appena detto che in cassa non ci sono più di 500 milioni: un terzo di quanto previsto dal piano. Adesso speriamo -ha concluso Beneduci- che questa iniziativa non si riveli come la solita passerella dei politici in visita di cortesia".

I sindacati autonomi della polizia penitenziaria sono molto critici anche con il Dap per una recente circolare secondo la quale, per far fronte alle visite di Ferragosto nelle carceri, avrebbe aumentato la presenza di agenti: "Non è escluso - dicono all'Osapp - che si smobiliteranno unità da altre strutture penitenziarie, depotenziando così istituti già di per sè scoperti dove, è bene ricordarlo, registriamo fino a dieciaggressioni gravi al giorno contro il personale di sorveglianza, con referti medici oltre sette giorni di prognosi”.

Gli spazi angusti nelle carceri italiane e le conseguenti condizioni disumane degli agenti e dei detenuti - “che quando escono”, dice un funzionario del ministero che pretende l'anonimato, “sono più delinquenti di prima” - rappresentano dunque un problema cronico, con picchi come quelli della Sicilia, dove di posti letto ne mancano 608 su un totale di 4.727; o in Sardegna e in Toscana dove le carenze raggiungono rispettivamente quota 475 su 1.971 posti e 422 su 3.035.

Coinvolti nel disagio generale sono anche i 380 psicologi consulenti, che da 30 anni lavorano negli istituti penitenziari, mai regolarizzati e che con il passaggio della sanità penitenziaria al Servizio Sanitario Nazionale, hanno smesso di lavorare a tu per tu con i reclusi. Paola Giannelli, segretaria della Società Italiana della Psicologia Penitenziaria, ricorda che “attualmente l'assistenza psicologica è affidata agli psicologi di ruolo, che sono 19 in tutta Italia e così ad ogni detenuto non possono essere dedicate più di 3 ore l'anno".

"La conseguenza -aggiunge Giannelli- è che la risposta al disagio e all'aumento dei suicidi è unicamente medico-pcichiatrica, e quindi coerentemente si passa all'uso prevalente di psicofarmaci, che non solo incidono pesantemente sulla spesa pubblica, ma non affrontano mai le cause esistenziali delle persone recluse".

Dal canto suo, il Dap continua ad elaborare progetti di recupero ambientale e promuovere occasioni di lavoro sporadiche tra i detenuti. Progetti che vengono considerati “meritori “,dall'Osapp, più propenso ad assegnare all'attuale titolare del dicastero le maggiori responsabilità della situazione, al contrario del Sapp, il maggiore sindacato, più critico invece verso il Dap.

E' comunque un fatto che il Dipartimento dall'ottobre scorso sta lavorando ad un programma di promozione delle attività di recupero del patrimonio ambientale e per l'istituzione di agenzie per l'incentivazione del lavoro negli istituti di pena. L'obiettivo è disporre di una mappa del bacino di reclusi potenzialmente occupabili, che poi dovrebbe essere affidata ad un “poliziotto penitenziario” il quale dovrebbe valutare domanda e offerta di lavoro, attraverso l'analisi dei bisogni e delle caratteristiche delle persone in cerca di lavoro e offrire così strategie di reinserimento.

Esperienze positive ce ne sono, come quella di Milano Bollate, e a Milano Opera, dove proprio a Ferragosto 72 detenuti andranno a ripulire il greto del torrente Gura nei comuni di Masiate e Basiano. A Torino i reclusi si dedicano alla raccolta differenziata, a Chiavari si occupano della manutenzione delle aree verdi.

O ancora a Roma, con i 20 carcerati di Rebibbia che usciranno per pulire spazi pubblici della capitale.
E poi a sud altre iniziative analoghe negli istituti abruzzesi, campani, pugliesi calabresi siciliani e sardi.
(repubblica.it)

RUMOROSI


La minoranza rumorosa
di Filippo Facci


Non voglio scrivere d’altro, scegliere un tema più a botta sicura. Sono veramente stufo di dovermi sentire in crescente imbarazzo ogni volta che la Chiesa finisce in prima pagina; stufo di dover scegliere, cioè, tra l’ingoiarmi un’opinione o sentirmi un impudente qualora la esprima, dovermi sentire cioè un mangiapreti nel caso io dica anche delle cose normalissime o addirittura banali. Non è possibile, nel 2009, in uno Stato occidentale, che scrivere di cose vaticane debba ancora essere un problema: questo tentativo di bipolarizzare anche la Chiesa - il governo le dà sempre ragione, l’opposizione sempre torto - è ridicolo e democraticamente fallace: anche perché i sondaggi, i famosi sondaggi, dicono chiaramente che stare col Vaticano e stare con la maggioranza degli italiani non è matematicamente possibile. Testamento biologico, Legge 194, aborto, coppie di fatto, divorzio breve, laicità dello Stato: su questi temi, per esempio, non è la sinistra a pensarla in maniera difforme dal Vaticano: è-la-maggioranza-degli-italiani, e lo è anche la maggioranza degli italiani di centrodestra: è chiara questa cosa? Volete vedere i sondaggi? Ne siete al corrente? Ma soprattutto: ne è al corrente il governo? Ogni volta che ne discuto con qualcuno appunto del governo, poi, la risposta è sempre la stessa: bisogna avere la Chiesa dalla propria - dicono - che tanto le questioni etiche non spostano voti. Loro ne sono sicuri. Io no. (giornale.it)

BREL

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CULODORO


Giovanni Donzelli chiede perchè Renzi ha una sedia che costa 2.200 euro. Lui replica che non sapeva costasse così tanto e promette: «La ridarò indietro»

Una sedia in pelle nera. Anzi, una poltrona da ufficio. Che ha scatenato una vera e propria diatriba politica con tanto di interrogazione del consigliere comunale del Pdl Giovanni Donzelli, una risposta del sindaco Matteo Renzi e una controreplica dello stesso Donzelli. Eh già, perchè la sedia in questione sarebbe la poltrona del sindaco e sarebbe costata ben 2.200 euro. Tanti soldi, che hanno scatenato le ire di Donzelli ma anche le scuse di Renzi: «Non sapevo affatto che costasse così tanto, la ridarò indietro».
L'INTERROGAZIONE DI DONZELLI - Ma veniamo al principio. Giovanni Donzelli scrive che la nuova poltrona del sindaco costa 2.200 euro. Nell’interrogazione Donzelli chiede a Renzi «se non reputa che spendere due mesi di stipendio di un cittadino medio per una sedia sia un atteggiamento più tipico da vecchia casta da prima Repubblica piuttosto che di un giovane sindaco che rimarca continuamente la volontà di discontinuità e rinnovamento», e se l’acquisto «è stato ispirato dalla sindrome del megadirettore galattico di fantozziana memoria».
LA RISPOSTA DI RENZI - «Quando ho visto l’interrogazione quasi non ci credevo: mi pareva una cosa davvero sproporzionata che una normale poltrona da ufficio potesse costare duemila euro. Per questo motivo ho chiesto al direttore del servizio acquisti una relazione sui criteri e sulle modalità degli acquisti del Comune e ho invitato gli uffici a restituire la sedia alla ditta che ce l’ha fornita, dal momento che ancora non è stata pagata». Ha risposto così il sindaco Renzi, «Per tutta la campagna elettorale - dice - Giovanni Donzelli mi ha rivolto accuse false e senza senso su presunti sprechi dell’amministrazione provinciale. Ma questa volta ha ragione e credo giusto che quando un consigliere di opposizione pone un problema reale, il sindaco si faccia carico delle sue ragioni».
LA CONTRO REPLICA - «Matteo Renzi è stato preso con le mani nella marmellata e adesso dice che non sapeva niente dell’acquisto per 2.200 euro della sua nuova sedia determinato ufficialmente dal suo ufficio. Spero, per il bene di Firenze, che stia dicendo una bugia...». Lo afferma il consigliere comunale del Pdl Giovanni Donzelli commentando l’annuncio del sindaco di Firenze Matteo Renzi di aver restituito la nuova poltrona. «Appena preso con le mani nella marmellata - aggiunge Donzelli - come un bambino Renzi non trova niente di meglio che provare a discolparsi. Sarebbe ben più grave se realmente non fosse stato a conoscenza delle scelte fatte dal suo diretto staff che riguardano la sua dotazione personale, in tal caso dovremmo preoccuparci per i prossimi mesi e per le scelte strategiche di Firenze». Per Donzelli «se Renzi non riesce a controllare nemmeno le spese del suo ufficio come potrà governare Firenze?»
(corriere.it)

mercoledì 12 agosto 2009

RADICALE


LAMENTAZIONI


La sentenza del TAR del Lazio che, accogliendo ricorsi presentati da associazioni laiche e cristiane, dichiara che gli insegnanti di religione non possono partecipare, con diritto di voto, al giudizio finale degli studenti e che la materia non può offrire crediti scolastici ha fatto inquietare, su un grande blog cittadino, Sua Fiaschitudine. Il commentatore cattoislamico lamenta che i giudici (amministrativi) abbiano cancellato, con la loro deliberazione, le radici cristiane d'Italia. Ed, in un colpo solo, sepolto sotto la loro sentenza le opere di Giotto, Cimabue, Masaccio, Leonardo da Vinci, Donatello, Raffaello, Michelangelo Buonarroti!!

Contrastando con la loro dottrina giuridica un'improvvida ordinanza dell'ex ministro della Pubblica Istruzione del governo Prodi, Beppone Fioroni, i giudici del TAR laziale (notissima fucina di illuministi napoleonici....) avrebbero, secondo il novello Hannibal, fatto piazza pulita di duemila anni di storia italica!

E, udite udite, toglie "....il riconoscimento di dignità scientifica ad una materia d'insegnamento...."!!! Nientepopodimeno! Neppure la ciliciata Paola Binetti sarebbe arrivata a questa vetta. Ed in effetti a noi sfugge cosa ci sia di "scientifico" in quella credenza religiosa. Che, personalmente, rispettiamo (così come le altre ....). Così come rispettiamo coloro che la praticano (in qualche modo...). Ma che questa credenza debba assurgere nelle scuole italiane ad insegnamento scientifico, ci pare francamente troppo.

D'altra parte Sua Fiaschitudine nell'elenco dei grandi nomi che hanno illustrato il cristianesimo dimentica di inserire, opportunamente, i cattolici Galileo e Giordano Bruno. Che della "scientificità" del cattolicesimo avrebbero qualcosa da raccontare!

Hannibal, affranto dal dolore, dimentica anche di rimarcare che l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole è materia assolutamente volontaria. E che i 25.000 insegnanti della dottrina cattolica sono sì a libro paga dello Stato (patrigno e laico) ma, curiosamente, indicati ed imposti, in perfetta autonomia, dai vari Vescovi!

La sentenza (seconda) del TAR del Lazio, allora, non fa che ripristinare condizioni di parità scolastica tra gli studenti che seguono l'insegnamento e quelli che, altrettanto legittimamente, decidono di non farlo!

E noi, voi ed anche Sua Fiaschitudine, possiamo tranquillamente continuare a goderci le meraviglie dell'arte cristiana, cattolica (ed islamica, buddista, animista, indù...). Ci vuole altro che un giudice amministrativo per cancellare la volta della Cappella Sistina o quella degli Scrovegni.

MILES


Prato dà il benvenuto ai militari


L'assessore Milone: "Prima gli interventi antidegrado contro i tazebao in via Pistoiese e il recupero di tributi per le insegne irregolari. Adesso con l'arrivo del Genio Guastatori la giunta Cenni centra il terzo obiettivo in meno di un mese di attività"
Si è tenuta questa mattina presso la Prefettura di Prato la conferenza stampa di presentazione dell'operazione "Strade sicure". Ha introdotto il Vice Prefetto, Dott. Sergio Grandesso, ricordando che i militari da oggi in servizio a Prato appartengono al Genio Guastatori di Udine.
Da parte sua il Questore, Dott. Domenico Savi, ha sottolineato che si tratta di 51 unità, donne e uomini in forza all'Esercito, che opereranno in tre aree specifiche della nostra città (centro storico, stazione e zona via Pistoiese), in pattuglie di 2-3 militari coordinati di volta in volta da un poliziotto o da un carabiniere. "I militari - ha affermato il Questore - avranno una presenza garbata ma efficace, dialogheranno molto coi cittadini e si occuperanno principalmente di controllo del territorio contro spaccio di sostanze stupefacenti, sfruttamento della prostituzione, danneggiamenti e reati contro il patrimonio, in supporto aggiuntivo alle Forze dell'Ordine, la cui presenza nelle nostre strade rimarrà numericamente inalterata".
A rappresentare il sindaco Roberto Cenni, per portare ai militari il suo saluto e quello della giunta, c'era l'assessore alla Sicurezza, Aldo Milone, che ha rammentato come l'avvio a Prato dell'operazione "Strade sicure" sia il terzo obiettivo centrato in meno di un mese dall'Amministrazione guidata da Roberto Cenni: "Anzitutto abbiamo messo a segno l'operazione antidegrado contro i tazebao in via Pistoiese - ha esordito l'assessore - così come abbiamo dato il via alla lotta contro le insegne irregolari, con il dovuto versamento di tributi dei contravventori alla So.Ri, che a fine settembre presenterà un primo bilancio delle risorse recuperate. Adesso, con l'entrata in servizio dei militari, si raggiunge il terzo obiettivo in appena trenta giorni di attività della nuova giunta. Si tratta di un impegno - ha ricordato Milone - che il sindaco Cenni e la maggioranza che lo sostiene avevano preso in campagna elettorale e che hanno presto mantenuto. Il sindaco è convinto così come tutti noi della bontà e dell'importanza di questi provvedimenti". L'assessore alla Sicurezza ha anche ringraziato le Forze dell'Ordine, per il prezioso lavoro da sempre svolto, e i militari arrivati ora per coadiuvare la loro opera. "Sono certo - ha concluso Milone - che la stragrande maggioranza dei cittadini pratesi è felice e orgogliosa di avere l'Esercito nelle strade e nelle piazze della nostra città".
Alla conferenza stampa erano presenti in platea il Presidente del Consiglio Comunale, Maurizio Bettazzi, l'On. Riccardo Mazzoni, coordinatore provinciale Pdl, l'On. Claudio Morganti, europarlamentare della Lega Nord, insieme a molti esponenti della giunta e del consiglio comunale.
(comune.prato.it)

VATS ATTACK!


Cei su sentenza ora di religione
"Parte integrante cultura italiana"
CITTÀ DEL VATICANO - E' fortemente critica la reazione della Chiesa italiana alla sentenza del Tar che esclude l'insegnamento della religione dalla valutazione sul profitto scolastico degli studenti. Sulla questione interviene monsignor Diego Coletti, presidente della Commissione episcopale per l'educazione cattolica, precisando che non sarà la Chiesa a fare ricorso contro la sentenza perché il problema è in primo luogo del ministero dell'Istruzione, in quanto viene messa in discussione una sua direttiva, quindi di mobiliteranno quei settori della società civile che non condividono questa sentenza.
Ai microfoni della Radio Vaticana, Coletti ha rilevato come la sentenza risulti particolarmente pretestuosa e ha sottolineato come la scuola, l'università per il quale l'insegnamento della religione cattolica è parte integrante della conoscenza della cultura italiana, e in questo senso va intesa nel sistema scolastico italiano, non come percorso confessionale individuale. "Non si tratta di un insegnamento che va a sostenere scelte religiose individuali: ma di una componente importante di conoscenza della cultura di questo Paese, con buona pace degli irriducibili laicisti e purtroppo dobbiamo dire con buona pace anche dei nostri fratelli nella fede di altre confessioni cristiane".
(repubblica.it)

L'Avvenire contro Berlusconi
"Suo stile di vita ci mette a disagio"

ROMA - "La gente ha capito il disagio, la mortificazione, la sofferenza che una tracotante messa in mora di uno stile sobrio" ha causato alla Chiesa cattolica. Lo sottolinea, nel suo terzo intervento in poche settimane, il direttore di Avvenire, Dino Boffo, rispondendo a una nuova lettera di un sacerdote sul dubbio che i pronunciamenti ecclesiastici sulle "vicende morali" del presidente del Consiglio "non siano stati sufficientemente netti".
Per don Matteo Panzeri, da parte dei vescovi ci sono state "mille prudenze" e i messaggi della Chiesa "appaiono segnali assai debolucci se raffrontati alla conclamata sfacciataggine con cui ciò che dovrebbe essere messo in discussione viene invece sbandierato".
"Nessuno dei potenziali interlocutori dovrebbe trovarsi a pensare che parliamo o tacciamo per 'interesse' personale, per qualche esplicita o inconfessabile partigianeria", ribatte Dino Boffo. Il direttore del quotidiano dei vescovi chiarisce quindi che "la domanda che conta in queste circostanze è" se "la gente è riuscita a individuare le riserve della Chiesa.
Ebbene, la risposta che a me sembra di poter dire è che la gente ha capito il disagio, la mortificazione, la sofferenza che una tracotante messa in mora di uno stile sobrio ci ha causato. I più attenti hanno compreso anche i messaggi specifici lanciati fino ad oggi a più riprese". Non è vero, dunque, che "quelli degli esponenti della Chiesa italiana siano stati interventi casuali o accenni fugaci impastati dentro a testi di tutt'altro indirizzo. Ciò che si è detto lo si voleva dire. Esattamente in quei termini".
(repubblica.it)

DOGAIA


COMUNICATO STAMPA

Venerdi' 14 agosto alle ore 10,00 l'on. Antonello GIACOMELLI e la consigliera regionale Cristina PACINI, entrambi del PD, che ringraziamo sentitamente, saranno in visita ispettiva presso la Casa Circondariale di Maliseti. Sarà con loro il segretario dell'associazione radicale Liber@MentePrato Vittorio Giugni. Ha aderito all'inziativa anche il dirigente sindacale pratese della UIL penitenziari Mauro Lai. La visita fa parte dell'iniziativa "Ferragosto in carcere" promossa a livello nazionale dai Radicali Italiani ed alla quale hanno aderito circa 150 parlamentari e consiglieri regionali di tutti i gruppi politici (68 del PD, 26 del PdL, 14 dell'IdV, 9 radicali, 5 di RC ed altri di gruppi minori.)

Le visite ispettive che, per la prima volta verranno effettuate contemporaneamente in quasi tutti i carceri d'Italia, vogliono attirare l'attenzione del pubblico e dei legislatori sullo stato di grave disagio in cui versano tutte le comunita' penitenziarie (personale, agenti e reclusi). In particolare sul sovraffollamento che, adesso, caratterizza i carceri italiani. Ed alla contemporanea mancanza di circa 5.000 unita' di polizia penitenziaria rispetto agli organici previsti. Che costringe gli agenti in servizio a fare loro stessi quasi una vita da detenuti.
A fronte di una capienza carceraria regolamentare di 43.300 detenuti in questo momento sono ospitate nelle nostre carceri oltre 63.500 persone. Il 37% dei reclusi sono stranieri. Anche in Toscana a fronte di 3032 posti sono oggi reclusi 4.252 persone, di cui il 49,31% stranieri. Nel carcere di Prato a fronte di 419 posti disponibili sono oggi 650 i detenuti presenti, di cui ben il 56,61% stranieri. Con le visite ispettive ed i colloqui con i dirigenti delle carceri e con gli stessi detenuti verranno direttamente valutati dai parlamentari e consiglieri le condizioni effettive di vita all'interno dei reclusori nazionali.

Al termine della visita al carcere Giacomelli, Pacini e Giugni incontreranno la stampa alle ore 12,15 presso il Bar delle Bigonge.

MAXIMO


BENTORNATO!


Con un'intervista ravanata al Corriere di Prato torna finalmente in pista l'ex candidato sindaco della sinistra alle scorse elezioni Massimo Carlesi.

Che, battendo opportunamente un colpo, dichiara subito di non essere contento dell'inizio del nuovo sindaco Roberto Cenni.

Ecco che si mostra l'opposizione. Che sarà dura, ma propositiva, e non farà sconti a nessuno! Bravo Carlesi! Così di dice!

Massimo Carlesi critica Cenni perchè, sostiene, cura molto la propria immagine ma manca di concretezza!

E per sostenere la propria tesi indica come esempio di provvedimenti d'immagine quello sull'oscuramento delle insegne che presentino solo i caratteri mandarini.

Purtroppo per Carlesi l'esempio non poteva essere scelto peggio. In effetti quello che sta facendo in questi giorni Milone e l'amministrazione è soltanto la messa in pratica di decisioni già assunte dalla vecchia giunta Romagnoli. Se la ricorda vero Carlesi l'ultima giunta di centrosinistra? Ebbene quel provvedimento fu giustamente introdotto nei regolamenti comunali da quella giunta. E la nuova che avrebbe dovuto fare? Finta di niente? Lasciar perdere?

Così l'esordio del capo dell'opposizione appare assai sottotono. Forse è l'agosto ma a Prato serve e servirà un'opposizione più incisiva e davvero propositiva. Ma veramente portatrice di proposte, meglio se alternative a quelle della Giunta, da far vivere, magari, anche con l'appoggio della gente (se si riuscirà a dimostrarne la bontà....). Per adesso par di capire che il PD ed il suo maggior esponente non abbiano niente di meglio da offrire al giudizio dei cittadini. Forse perchè impegnati nella lotta per la segreteria nazionale (e locale..) del partito; forse perchè distratti dalle ferie. Ma noi non ci scoraggiamo. Aspettiamo il pieno dispiegarsi di una opposizione forte, dialettica e propositiva. Abbiamo quasi 5 anni di tempo ancora......

VESCOVILE


Ferragosto in carcere: lettera dei radicali a Bagnasco

12 agosto 2009

Al Presidente della CEI
Cardinal Angelo Bagnasco


Egregio Signor Presidente,

l’iniziativa “ferragosto in carcere”, organizzata da noi Radicali nei giorni 14, 15 e 16 agosto, ha avuto presso parlamentari italiani ed europei, consiglieri regionali e garanti dei diritti dei detenuti, un ascolto che è andato ben al di là delle nostre previsioni: in 150, di tutti gli schieramenti politici, infatti, visiteranno 175 delle 221 carceri distribuite su tutto il territorio nazionale. Lo faranno per unirsi alla “comunità penitenziaria” per una ricognizione approfondita di una realtà che registra oggi un numero mai visto prima di ristretti: 64.000 esseri umani stipati in spazi che potrebbero ospitarne legalmente solo 43.000.
Come saprà, l’art. 67 dell’ordinamento Penitenziario riconosce agli ordinari diocesani e all’ispettore dei cappellani il diritto di visitare le carceri senza autorizzazione, che è invece richiesta per i ministri di culto.
Le scriviamo per chiederLe di farsi promotore di un nostro appello presso i Vescovi affinché scelgano di far parte delle delegazioni che nei giorni 14, 15 e 16 agosto visiteranno gli istituti penitenziari italiani.
Che il momento sia straordinariamente difficile, lo dimostra anche il triste bollettino di morte che in queste ore la benemerita rivista Ristretti Orizzonti sta diffondendo a tutti i media. In quell’elenco, troviamo veramente gli “ultimi” ai quali è stato tolto persino il diritto alla speranza cosicché, a decine quest’anno, hanno deciso di farla finita impiccandosi alle sbarre di una cella.
Questo “ferragosto in carcere” costituisce – crediamo – la più consistente visita di sindacato ispettivo mai realizzata in Italia, visita che avviene nel momento in cui non solo si registra il picco massimo di presenza di detenuti dal dopoguerra, ma anche una carenza spaventosa di personale e risorse ridottissime persino per l’ordinaria amministrazione.
E’ con fiducia che ci rivolgiamo a Lei, consapevoli dell’importanza che la Chiesa cattolica da sempre riconosce all’assistenza ed al conforto dei detenuti. Un segno, anche simbolico, della presenza dei ministri del culto cattolico proprio in quei tre giorni sarebbe un forte incoraggiamento per i legislatori ad occuparsi senza più rinviarla di una questione divenuta umanamente insostenibile.
Uniamo le forze, questa volta sì, per un obiettivo comune: il rispetto dell’articolo 27 della Costituzione Repubblicana e con esso della dignità della persona umana.

Gradisca, con l’occasione, i nostri più cordiali saluti

Rita Bernardini Antonella Casu
(deputata Radicali/PD) (Segretaria Nazionale di Radicali Italiani)


FERIALE


Radicali: Rai chiusa per ferie

Di fronte alla soppressione da giugno-settembre dei programmi di approfondimento politico della RAI, i soggetti politici della galassia radicale hanno oggi inviato una lettera al Direttore generale ed al Consiglio di amministrazione della RAI per chiedere l'immediata organizzazione di trasmissione alternative che sostituiscano quelle sospese. Si è infatti passati dalle 6 puntate settimanali di programmi di punta come Porta a Porta, Annozero, Ballaro', allo zero assoluto.
“Riteniamo questa scelta editoriale scellerata e contraria agli obblighi di servizio pubblico”-scrivono nella lettera i Radicali- ”con grave danno per la continuità del processo di formazione e informazione dell’opinione pubblica, che la stessa Corte costituzionale ritiene non ammetta interruzioni”.
“Una Rai chiusa per ferie non è solo contraria alle leggi bensì ingiustificata anche sotto il profilo professionale, viste le questioni politiche di grande rilevanza trattate in questi mesi: le nuove legislazioni in materia di sicurezza ed immigrazione; i provvedimenti contro la crisi economica ed in materia di welfare; la situazione nelle carceri; le inchieste della magistratura pugliese; il sistema radiotelevisivo; la crisi in Iran; le vicende in Afghanistan; il caso degli Uiguri.”
Tutto ciò avviene nonostante la presenza di più di 11000 dipendenti, fra cui circa 2500 giornalisti e, alla luce delle ultime rocambolesche nomine, di decine di vicedirettori. Mentre le tribune politiche ed i messaggi autogestiti sono di nuovo bloccati.
Nella lettera, i Radicali sottopongono ai vertici Rai anche i dati relativi alla loro cancellazione dai tre i telegiornali subito dopo le elezioni europee, ricordando che la Concessionaria rischia una sanzione fino al 3% del suo fatturato dopo che l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il 9 luglio ha accertato il formale inadempimento degli obblighi di servizio pubblico per anni di ostracismo nei loro confronti.
(radicali.it)

CARCERI


COSTITUZIONALE


Alla Redazione del Tirreno
Ringrazio il sig. Sergio Castignani per l'attenzione rivolta all'iniziativa dei Radicali Italiani sul "Ferragosto in Carcere".
Che è iniziativa bipartisan avendo ricevuto l'adesione di tutti i componenti delle commissioni giustizia di Camera e Senato e quella di molti esponenti politici di tutti i partiti italiani e dell'intera UIL di categoria.
E che è semplicemente rivolta a verificare che gli istituti penitenziari possano essere non solo giusto luogo di espiazione della pena ma in grado di realizzare a pieno i valori sanciti dall’art. 27 della Costituzione Italiana secondo il quale le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato. Per quel che riguarda tutti i lavoratori che prestano la loro attività ad ogni livello negli istituti carcerari, devono essere garantite condizioni di lavoro moralmente, socialmente ed economicamente adeguate ai profili professionali ricoperti, che diano il giusto riconoscimento ai compiti di esemplare responsabilità espletati e che consentano di dare completa attuazione ai risultati delle rivendicazioni e delle conquiste, purtroppo oggi ancora in larga parte disattese.
Vorrei segnalare, inoltre, al cortese sig. Castignani che oltre il 50% dei detenuti italiani è recluso in attesa di giudizio. E dunque, almeno tecnicamente ed ai sensi della nostra Costituzione, da ritenere innocente. Segnalo, infine, che proprio recentemente il nostro Paese è stato condannato dalla corte di Giustizia europea per trattamento carcerario inumano. Finendo così su tutta la stampa mondiale oltre che per le avventure erotiche del nostro presidente del consiglio anche per questi non proprio commendevoli e civili tratti del nostro sistema carcerario.
Si tranquillizzi, dunque, il sig. Castignani: nessuno vuole alberghi a cinque stelle per i detenuti. Ma semplicemente l'applicazione delle previsioni della nostra cara carta costituzionale.

Associazione Radicale Liber@MentePrato
Il segretario
Vittorio Giugni

AUNG SAN SUU KYI

FREE, NOW

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SQUOLA


Bocciate le ordinanze dell'ex ministro Fioroni: «Violano il pluralismo»
Porta chiusa ai professori di religioneIl Tar : «No agli scrutini e ai crediti»
I docenti non possono partecipare "a pieno titolo" agli scrutini e la loro materia non può avere effetti sul credito
ROMA - Frequentare l'ora di religione non può portare crediti aggiuntivi agli studenti che si presentano agli esami di maturità e, in ogni caso, gli insegnanti di religione non possono partecipare a pieno titolo agli scrutini. Lo ha stabilito il Tar del Lazio accogliendo, con la sentenza n. 7076 i ricorsi presentati a partire dal 2007 da alcuni studenti, supportati da diverse associazioni laiche e confessioni religiose non cattoliche, che chiedevano l’annullamento delle ordinanze ministeriali firmate da Giuseppe Fioroni e adottate durante gli esami di Stato del 2007 e 2008.
«VIOLATO IL PRINCIPIO DI PLURALISMO» - La bocciatura delle ordinanze firmate dall'ex ministro è stata spiegata dal Tar attraverso motivazioni che si soffermano su concetti di principio, senza entrare nel merito della questione. «In una società democratica - affermano i giudici - certamente può essere considerata una violazione del principio del pluralismo il collegamento dell’insegnamento della religione con consistenti vantaggi sul piano del profitto scolastico e quindi con un’implicita promessa di vantaggi didattici, professionali ed in definitiva materiali». Ne consegue che l’inclusione della religione nella "rosa" delle materie da cui scaturiscono i giudizi degli allievi è ritenuta illegittima: secondo il Tar questa interpretazione, data dal ministero dell’Istruzione, «appare aver generato una violazione dei diritti di libertà religiosa e della libera espressione del pensiero; nonché di libera determinazione degli studenti relativamente all’insegnamento della religione cattolica».
REAZIONI - «Rispetto, com'è ovvio, la sentenza. Ho tuttavia dato attuazione a un quadro legislativo e a una normativa precedente e vigente» si è difeso Giuseppe Fioroni, che da ministro della Pubblica Istruzione nel 2007 e nel 2008 firmò le ordinanze sugli esami di Stato rigettate dal Tar. Per Fabrizio Cicchitto «quella del Tar è una sentenza discutibile. La materia andrebbe approfondita con serenità», ha detto il presidente dei deputati del Pdl. «La sentenza ci sembra il minimo sindacale, ma è triste vedere che la politica ha bisogno del Tar per decidere su queste cose» ha affermato il radicale Maurizio Turco. Paola Binetti (Pd) ha difeso invece la presenza dei prof agli scrutini. Esultano i Valdesi : «La decisione del Tar rappresenta un passo in avanti verso una scuola più giusta, senza differenze o privilegi, e verso una maggiore laicità dello Stato» ha detto la moderatrice della Tavola Valdese, Maria Bonafede,
LE RICHIESTE - Con la sentenza n. 7076 il tar del Lazio accoglie in pieno le richieste formulate dalle diverse associazioni coordinate dalla Consulta romana per la Laicità delle istituzioni e dall’associazione «Per la Scuola della Repubblica», che ora giudicano la sentenza del Tar «illuminante». Alle associazioni il i giudici hanno riconosciuto la richiesta di salvaguardia dei valori di carattere morale, spirituale e/o confessionale che «sono tutelati - secondo il Tar - direttamente dalla Costituzione e che quindi come tali non possono restare estranei all’alveo della tutela del giudice amministrativo».
LA SENTENZA - Nella sentenza, emessa il 18 luglio e resa nota in questi giorni, i giudici fanno menzione anche del principio della laicità dello Stato, enunciato dalla Corte Costituzionale (sentenza n.203/89), ritenuto garanzia dello Stato per la salvaguardia della libertà religiosa, in regime di pluralismo confessionale e culturale: «Sul piano giuridico, un insegnamento di carattere etico e religioso, strettamente attinente alla fede individuale, non può assolutamente - sottolinea il Tar- essere oggetto di una valutazione sul piano del profitto scolastico». Partendo da questo concetto di fondo lo stesso metro va adottato per i crediti formativi utilizzati dai commissari della maturità, derivanti da esperienze extra-curriculari svolte nell’ultimo triennio delle superiori e che hanno incidenza diretta nella formazione del punteggio finale (fino a 25 punti). Per i giudici del tribunale del Lazio «l’attribuzione di un credito formativo ad una scelta di carattere religioso degli studenti e dei loro genitori, quale quella di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche, dà luogo ad una precisa forma di discriminazione, dato che lo Stato Italiano non assicura identicamente la possibilità per tutti i cittadini di conseguire un credito formativo nelle proprie confessioni ovvero per chi dichiara di non professare alcuna religione in Etica Morale Pubblica». Quindi, ha precisato ancora la sentenza, «lo Stato, dopo aver sancito il postulato costituzionale dell’assoluta, inviolabile libertà di coscienza nelle questioni religiose, di professione e di pratica di qualsiasi culto "noto", non può conferire ad una determinata confessione una posizione "dominante"».
(corriere.it)

martedì 11 agosto 2009

CONTADINI


Facciamo nascere coltivazioni biologiche di altissima qualità». I cassintegrati? Vadano a lavorare i campi
La proposta del neosindaco di Prato (centrodestra) piace anche ai sindacati, Cgil in testa


All’inizio qualcuno ha pensato a una provocazione ideologica. Anche perché l’atipica idea di mandare i cassaintegrati con zappa e piccone a lavorare negli orti l’aveva avuta un sindaco eletto dal centrodestra. E invece non solo la proposta del primo cittadino di Prato, l’imprenditore (è presidente della casa di abbigliamento Sasch) Roberto Cenni, è piaciuta, ma è stata adottata ed elaborata dai sindacati, Cgil in testa.
BIOLOGICO - «A Prato abbiamo centinaia di ettari di terreni incolti», dice il sindaco. «Affidiamoli ai cassaintegrati e facciamo nascere coltivazioni biologiche di altissima qualità. Possono essere un punto di riferimento per mense pubbliche, ospedali, ma anche privati e aiutare i lavoratori meno fortunati». I vantaggi? Da una parte una sostanziale integrazione dello stipendio dei lavoratori con salari tagliati, dall’altra un aiuto a quei problemi psicologici che, inevitabilmente, tormentano la maggioranza dei lavoratori rimasti senza occupazione. In più, sostengono i sindacati, ci potrebbero essere vantaggi per chi è stato licenziato e non ha ancora i requisiti per andare in pensione.
PROGETTO - L’idea è così piaciuta che in città si è già passati alla fase progettuale e a fine estate potrebbero nascere i primi gruppi di cassaintegrati, licenziati o in mobilità, specializzati nella produzione di verdura e frutta biologici di altissima qualità e di prodotti tipici. «Vorremmo realizzare serre alimentate da impianti fotovoltaici con una produzione di qualità superiore», spiega il segretario della Cgil, Manuele Marigolli, «ma per pensare a un piano industriale adeguato sono necessari investimenti e soprattutto aver garantiti acquirenti certi. A Prato mense scolastiche, comunali e ospedaliere, distribuiscono ogni giorno 15 mila pasti: a loro deve essere destinata questa produzione».
SINDACO - Il sindaco Cenni ha avviato i primi contatti, promette finanziamenti regionali e comunitari ed eventuali interventi comunali per acquistare le verdure da distribuire a famiglie in difficoltà. «Valuteremo anche altre possibilità di distribuzione», dice, «e ci incontreremo con i sindacati. Io sono convinto che ci siano tutti gli elementi per portare a compimento un progetto ecosolidale che non ha pari in Italia».
SLOW FOOD - Un sì al progetto è arrivato pure da Slow food che, proprio in questi giorni, sta lavorando alla nascita di un parco agricolo nell’area sud della città tessile. Il presidente di Slow Food Prato, Alessandro Venturi, chiede a sindacati e sindaco di unire gli sforzi: «Siamo convinti di poter dare lavoro a più di cinquecento persone perché sono molti i gruppi interessati all’acquisto di prodotti biologici di qualità». Ma che cosa dovrebbero coltivare i cassaintegrati? «Ogni tipo di frutta e verdura con un particolare riferimento alla produzione tipica della piana di Prato», spiega Venturi. «Penso a una particolare varietà di cavolo nero, o al melone “retato” pratese, straordinario per realizzare marmellate, mostarde e sorbetti. E ancora varietà autoctone di pomodori, zucchine, albicocche, ciliegie. E anche alla produzione dello zafferano, che a Prato veniva coltivato sino dal medioevo».
(corriere.it)
Marco Gasperetti

PIERLUIGI


SONDAGGIANDO

Secondo l'ultimo sondaggio (Ipr) non ci sarebbe storia per quanto riguarda la corsa a nuovo segretario del Partito Democratico. L'ex ministro dalemiano Pierluigi Bersani avrebbe nettamente la meglio sull'attuale leader democrat (il renziano vicedisastro...) Dario Franceschini. L'ex presidente dell'Emilia batterebbe il ferrarese per 54 a 35. Ad Ignazio Marino la ricerca demoscopica assegna l'11% dei consensi.
Se, davvero, andasse a finire così siamo convinti che ne potremmo vedere delle belle, da ottobre in avanti. Non siamo affatti sicuri che le componenti ex Margherita e postrutelliane accetterebbero volentieri il responso degli iscritti. Già si intravvedono le prime avvisaglie con le polemiche sulle iscrizioni "anomale" in regioni meridionali (Campania sopratutte...) dove pare che le correnti che fanno riferimento a Massimo D'Alema e quindi a Bersani abbiano fatto strike tesserando, in qualche caso, anche più gente di quanti siano stati i votanti del PD!
Le opzioni politiche che Bersani (D'Alema) propone potrebbero risultare assai indigeste alle anime postcattoliche del PD. Specialmente a quelle riunite nell'associazione "Quarta Fase" guidata a livello nazionale dal nostro Antonello Giacomelli.
Pare fuori di dubbio che di fronte ad un responso così netto e definitivo a qualcuno potrebbero venire le convulsioni. Con reazioni al momento imprevedibili ma che potrebbero anche sortire, il lavorio è in corso da tempo, anche un'uscita dal partito ed una unificazione dei centristi democratici (da Franceschini e Rutelli) con l'UDC di Casini.
Andando alla costituzione di quel partito di centro (e dei due forni..) al quale stanno pensando anche autorevoli esponenti (nascosti, ma non troppo...) del PdL. Se saranno fiori (bianchi....) lo vedremo agli inizi dell'autunno. Ed ai primi di novembre a qualcuno potrebbe essere recapitato qualche crisantemo a certificare la fine e la sepoltura politica di un progetto (peraltro già largamente agonizzante...) di grande partito democratico italiano.

LEGATI


COMUNICATO STAMPA

Le dichiarazioni rilasciate oggi alla stampa dal segretario regionale della Lega Claudio Morganti ci appaiono condivisibili.
Terminata la piccola querelle sulla delibera comunale per rom e sinti, Morganti giudica positivo il lavoro avviato da sindaco e giunta in questo primo scorcio del nuovo governo pratese. In effetti alcuni segnali di discontinuità sono già arrivati specialmente sul versante di una politica più determinata sulla questione della legalità e della sicurezza.
Ci appare anche molto significativa l'attenzione che anche Morganti vuole sul recupero della città etrusca di Gonfienti.
Sicuramente da appoggiare è anche la richiesta della Lega di avere un suo rappresentante nella giunta comunale.

Lista Taiti per Prato, diritti, territorio, ambiente
Avv. Massimo Taiti

ACCIUGHE


INOSSERVATI


Alla pattuglia della polizia che se l'è vista passare davanti quella macchina era sembrata anomala. Dentro l'auto vi era una densità di passeggeri notevole. Otto persone di nazionalità cinese, se ne andavano bordesando per Via Zarini, incuranti dell'affollamento a bordo. Fermati per un doveroso controllo dagli agenti sono scesi dall'utilitaria sovraccarica sette adulti ed una bambina. Nel prosieguo dell'accertamento, dopo regolare multa per infrazione al codice della strada, cinque cinesi sono risultati essere presenti in maniera clandestina a Prato. Cinque su otto! Una buona percentuale, oltre il 60%. Che è la medesima, pare, che viene rilevata ogni volta che controlli mirati vengono effettuati anche sui luoghi di lavoro e di residenza dei cittadini sudditi di Hu Jintao. E' seguendo questo metodo empirico, ma forse non lontano dalla realtà, che molti osservatori dell'immigrazione cinese giungono a considerare che a Prato, dove sono regolarmente residenti ed iscritti in Anagrafe oltre 10.000 cittadini, siano in realtà presenti tra i 25.000 ed i 30.000 eredi di Maotsetung!

LINGUACCE


COL BOTTO


Esordio col botto, non c'è che dire, del neoconsigliere (indipendente?) provinciale dell'IdV, nonchè presidente (?) della commissione turismo Mario Tognocchi, quello dell'associazione "Scaricare tutto tutti".

L'antico e valoroso paladino del fisco all'americana, prendendo a pretesto l'operazione "mutande nere" alle insegne commerciali scritte solo in mandarino, chiede di prendere la palla al balzo e di "imporre" ai commercianti cinesi (ovvero a tutti i commercianti?) di riscrivere le loro non solo con la traduzione in italiano ma anche in almeno altre tre lingue "comunitarie", inglese, francese, tedesco o spagnolo. Così da consegnare ai turisti che arrivano a Prato l'immagine di una città affacciata sul mondo (almeno per quanto riguarda le lingue...). Per le botteghe cinesi, dunque, Tognocchi prefigura insegne che contengano almeno cinque iscrizioni (cinese, italiano ed altre 3 scritture...). Che, anche in considerazione della notevole quantità di abitanti, dovrebbero poter essere estese anche ai negozi autoctoni (italiano, cinese + 3).

Così facendo Tognocchi non solo espone una soluzione estremamente creativa e simpatica ma risolve anche qualche problema di occupazione. Traduttori e realizzatori di insegne avrebbero lavoro assicurato per qualche anno...

Certo può essere che la contemporanea presenza di una insegna con cinque iscrizioni diverse possa portare alcuni inconvenienti...Ad esempio di spazio. Tali insegne potrebbero arrivare, in presenza di nomi complicati o particolarmente descrittivi dell'attività, a ricoprire la porta principale d'ingresso, costringendo i commercianti ad aprire un'altra porta di servizio per entrare al negozio. Ma anche così Tognocchi contribuirebbe all'occupazione di muratori, geometri, mestichieri e lattonieri. Ovvero la megainsegna potrebbe anche essere collocata in alto sulla porta del negozio rimanendo utilizzabile come persiana gratuita per la finestra dell'abitazione sovrastante.

Se poi la proposta dell'ottimo Tognocchi non dovesse andare in porto per via del conservatorismo tradizionale dei commercianti (anche di quelli cinesi...) potremmo suggerire al presidente della commissione provinciale turismo di proporre di tradurre tutte le insegne delle botteghe pratesi, ma, perchè no, anche tutte le altre pubbliche indicazioni, in esperanto. Lingua universale e con un grande futuro davanti. Prato potrebbe vantarsi, finalmente, del primato di essere la prima città esperentizzato al mondo...Ci pensi Tognocchi, ci pensi.....

GUASTATORI


ARRIVANO I NOSTRI!




Da domani alle 13,30 saranno attivi a Prato i militari del genio guastatori inviati dal Governo per coadiuvare le forze dell'ordine nel mantenimento dei livelli di sicurezza urbana.


Il provvedimento è il mantenimento di una promessa elettorale fatta dalla coalizione guidata da Roberto Cenni. E quando le promesse vengono mantenute è comunque una buona cosa.


L'esercito a Prato pare incontrare la viva soddisfazione di molta parte della cittadinanza.


Anche chi si oppone, a parte coloro che in maniera ideologica parlano addirittura di "militarizzazione" della città, lo fa in nome di una più importante presenza complessiva delle tradizionali forze dell'ordine. Cercando, dunque, di rimanere in contatto con la forte corrente d'opinione pubblica che giudica corretto il rafforzamento delle attività di polizia in una città che, pur non avendo punte di insicurezza eccezionali, vive comunque lo stato di incertezza ed anzia determinato dall'effetto congiunto dei grandi livelli di immigrazioni, clandestina e regolare, e crisi economica e sociale indotta dal flop industriale pratese in corso da anni.


Noi riteniamo che qualche decina di militari in giro per la città se non potrà cambiare il livello complessivo della sicurezza dei cittadini, di certo non potrà fare del male ai pratesi.


Magari aiutando a modificare, in meglio, la famosa "percezione" della sicurezza


lunedì 10 agosto 2009

ESITANTE


Al punto in cui siamo

L’estate incombe su un paese esangue che affonda finalmente sulla propria stanchezza. In questo oceano del nulla galleggiano i relitti democratici di mille naufragi(congressi,primarie,comitati centrali,sezioni,circoli,assemblee,nuove generazioni). Ancora uomini e donne,giovani e anziani si fronteggiano in mezzo ai marosi combattendo per incomprensibili distinzioni,con le parole di sempre.
Un teatrino dei pupi senza puparo e ognuno saltella penosamente baldanzoso,sullo striminzito palcoscenico della politica. Così succede che ti senti solo,ti prende lo scoramento e non vorresti riflettere più. Ma si accende (per caso?) un barlume,qualcuno ti ricorda che sei,che siamo storia,storia della storia. Così è stato. Una occasionale lettrice delle “Riflessioni settimanali”,che ringrazio con sincera affettuosa simpatia,mi ha mandato una poesia di Bertolt Brecht:”A chi esita”. La invio agli amici di questa ”posta” prima di riprendere la nostra settimanale testimonianza .


Carlo Montaini 26 luglio 2009

A CHI ESITA

Dici:
per noi va male. Il buio
cresce. Le forze scemano.
Dopo che si è lavorato tanti anni
noi siamo ora in una condizione
più difficile di quando
si era appena cominciato.

E il nemico ci sta innanzi
più potente che mai.
Sembra gli siano cresciute le forze. Ha preso
una apparenza invincibile.
E noi abbiamo commesso degli errori,
non si può più mentire.
Siamo sempre di meno. Le nostre
parole d'ordine sono confuse. Una parte
delle nostre parole
le ha travolte il nemico fino a renderle
irriconoscibili.

Che cosa è errato ora, falso, di quel che abbiamo detto?
Qualcosa o tutto ? Su chi
contiamo ancora? Siamo dei sopravvissuti, respinti
via dalla corrente? Resteremo indietro, senza
comprendere più nessuno e da nessuno compresi?

O contare sulla buona sorte?

Questo tu chiedi. Non aspettarti
nessuna risposta
oltre la tua.
Bertolt Brecht , Svendborger Gedichte,1939.

LALILULOLE


WANG LA LI LU LO LE

In questi giorni post-elettorali categorie,associazioni,comitati e singoli cittadini presentano,con urbana fermezza,il conto ai vincitori. Le cronache locali dei quotidiani concedono,con doverosa civica generosità,ampi spazi per ogni richiesta. Sono comunicati o documenti che riportano la volontà espressa negli organismi ufficiali che si contendono il diritto-dovere di partecipare da protagonisti alla “ripresa e allo sviluppo” della città. Lo fanno senza forzature ricordando gli specifici impegni assunti dalla coalizione maggioritaria. Solo una ragguardevole entità produttiva,una enclave socialmente consistente radicata nel territorio pratese,ha ricevuto da nessuno assicurazioni,promesse,indicazioni di sviluppo,offerte di incentivi. Anzi,soltanto predizioni di rigorosi inflessibili quotidiani controlli,di esemplari sanzioni punitive,di severa vigilanza militare. Un pacchetto,come si dice oggi,di misure dettagliatissime. Alla loro puntuale e ferrea applicazione sembra affidato ormai l’onore di questa città e il prestigio di alcuni nobili e mobili capitani di ventura altrimenti incapaci di più impegnative battaglie. Senza tener conto delle insultanti minacce di non pochi fanatici tollerati,poco cristianamente,da una simpatica generale indifferenza. Così anche i cinesi,imperturbabili e indiferrenti,hanno (si fa per dire)aperto gli occhi per vedere cosa sta succedendo.
Mi ha riferito persona fidata che qualche giorno fa,nel più assoluto riserbo cinese,alcuni notabili del Sol Levante si sono riuniti nella saletta riservata del ristorante Wang Liu per valutare il significato e le conseguenze della recente vicenda elettorale. Una sorta di comitato direttivo informalmente costituito ma sostanzialmente rispettato dai rappresentanti della varie attività. La classe egemone e stanziale della comunità cinese a Prato e dintorni. Il dialogo che segue è stato sinteticamente tradotto in modo approssimativo da un nostro infiltratoche,naturalmente,ha chiesto l’anonimato
WANG LA-Questi voti di Prato significa poca simpatia per cinesi e non capisco perché. Noi lavoriamo tanto insieme a molti amici pratesi e affari molto bene. Loro ora hanno momento brutto per tessuti e sono con poca speranza e molto arrabbiati. Ma colpa non nostra. Dovrebbero essere contenti che cinesi lavorano molto,guadagnano e fanno guadagnare. Invece accusano noi di essere sporchi,e maleducati,di sputare per terre di attaccare tazebau a muti di nostre case

WANG LI-Non questo solo,dicono che mandiamo denar guadagnato in Cina,che non paghiamo le tasse e facciamo lavorare nero

WANG LU-Loro sbagliano. Milioni di italiani come noi,emigrati,hanno mandato soldi in Italia per loro famiglie povere. Anche oggi. Stesso modo marocchini,senegalesi,rumeni,polacchi,albanesi. Che spediscono soldi a loro bambini. Perché noi non possiamo fare cosa giusta per nostri figli che vivono in Cina?

WANG LO-Anche per tasse non vero. Noi paghiamo ogni giorno tantissimi compensi a tante persone per avere licenze e autorizzazioni,molti soldi sempre per avere permessi. E semprein contanti. Altre tasse noi paghiamo come italiani che lavorano con noi. Così giusto,no?
WANG LA-Anche accusa lavoro nero non bene. Noi trovato questo modo di lavoro in tutta Italia,anche a Prato. Ma durante votazioni accusato solo cinesi. Perché? WANG LO-Hai ragione Wang La. Se finisci di seccare oche nelle terrazze e levi odore di fritto da palazzi e insegni ai nostri figli a non sputare per terra, avremo lo stesso contro tutti pratesi. Siamo diventati troppi e loro sono impauriti e vogliono mandarci via. In tutti i modi.
WANG LU-Non bello ronde che passeggiano nostre strade e guardano dentro nostre porte e finestre.

WANG LI-Non preoccupazione. Avranno vestiti gialli per rispetto popolo cinese. Noi abbiamo problema più grande:come rimanere a lavorare a Prato in pace con nostre famiglie.
WANG LI-Nostra unica speranza che industria tessile prenda molto lavoro e anche pratesi molto guadagna. Allora bene. Noi maglieria e confezioni e pratesi tessuti. Tutti in pace
WANG LA-Se crisi tessile continua e pratesi più poveri, per noi molto pericoloso. Ecco mia convinzione. Dobbiamo aiutare pratesi a vincere crisi facendo lavorare moltissimo industria tessile.
Noi abbiamo tanti fratelli molto moltissimo importanti in ogni paese del mondo. Diremo che ci devono aiutare facendo comprare a tutti tessuti di Prato. Così tutto a posto e noi anche felici.

Carlo Montaini 21 luglio 2009-07-21

P.S Alla fine della riunione è stato incaricato l’autorevole Wang La,in contatto con i maggiori esponenti delle comunità cinesi del mondo,di concordare un piano operativo immediatoper la “ripresa e lo sviluppo” del distretto pratese.


CROC

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AL FRESCO!

ZAPPALORTI


MILITANTI IGNOTI


Zappalorti Roberto, Cipriani Stefania, Schiavelli Olga, Palli Giulia, Succhielli Laura, Moccia Fabio, Renzoni Leopoldo, Piccioni Luca, Reali Gianna, Pavolucci Nadia, Sensi Valter, Nesi Laura!

E' vero che siamo in agosto! E i giornali devono pur riuscire ad annerire in qualche modo le loro pagine bianche! Ma perchè deliziare i lettori con paginate e paginate di nomi di ignoti cittadini il cui unico merito è quello, forse, di appoggiare, a Prato, le mozioni congressuali di Dario Franceschini e Pierluigi Bersani? Ecchissenefrega, verrebbe voglia di dire, se tale Pavolucci ha firmato per la costituzione del Comitato Bersani a Prato in scia con il capopattuglia (autonominatosi...) Massimo Carlesi.

Forse la notizia potrebbe essere tale per il bollettino interno (se ci fosse....) del Partito Democratico. Ma per noi comuni lettori estivi dei quotidiani locali a cosa può servire sapere che tale Zappalorti è amico di Franceschini? Chi cazz'è questo Zappalorti. Di dov'è? Cosa fa? E perchè dovrebbe interessarci conoscere che un tale di nome Piccioni ha firmato per Bersani?

Quello che interesserebbe conoscere sarebbe, magari, (se solo fosse possibile...) cosa propongono le tre mozioni congressuali per l'Italia e per Prato, in particolare!

Possibile che a 60 giorni dalla svolta epocale per l'amministrazione comunale il Partito Democratico pratese non sappia produrre altro che elenchi di nomi sconosciuti ai più e non riesca a farci invece conoscere quale siano le politiche che la nuova opposizione cittadina vorrà seguire non per cinque anni ma, almeno, da qui a Natale?

Nessuna idea in testa, a parte la raccolta di firme? Tutto sospeso in attesa di conoscere il nuovo lider maximo dei democrats? Ma la vita, anche quella politica, continua nonostante la fissazione del congresso del PD. Possibile che per altri due mesi il dibattito interno al PD sia concentrato (si fa per dire....) su Dario e Pierluigi?

RAI


QUESTA RAI NON SA CHE VUOL DIRE SERVIZIO PUBBLICO
di
Filippo Facci

Potremmo liquidarla così: un conto è criticare il governo con un editoriale o con un’opinione espressa durante un talkshow o un’inchiesta, un altro conto, il governo, è attaccarlo - verbo usato da Silvio Berlusconi - mettendo in sequenza negativa i primi quattro titoli di apertura del Tg3, notiziario che qualche obiettività dovrebbe perlomeno fingerla. Neanche troppo, in fondo: basterebbe che accennasse un’obiettività perlomeno formale come già fanno Tg1 e Tg2, telegiornali che sono lottizzati e di parte anche loro, come no, ma per qualche regola non scritta non si permettono mai le tonalità che il Tg3 della scuola Guglielmi-Curzi ostenta ormai da almeno una ventina d’anni: quella gravità seriosa, cioè, che i conduttori alternano ad atmosfere millenaristiche, come se l’Armata rossa fosse perennemente alle porte di Trieste. Potremmo liquidarla così, si diceva: ma a che servirebbe? E a che servirebbe rimettersi a polemizzare con arnesi come l’Usigrai, questi morti che camminano in un Paese che non esiste più? Il problema vero lo conosciamo tutti e però tutti lo tacciono per motivi diversi, lo tace la sinistra, lo tace la destra, lo taceva Aldo Grasso in un articolo sul Corriere della Sera che ieri metteva in fila tutti gli addendi ma poi non aveva il coraggio di tirare la somma. Primo addendo, con nostra libera traduzione: la Rai è orrendamente lottizzata, peggio che mai, i partiti attuali sono anche più famelici di quelli vecchi e al serbatoio di potere di Viale Mazzini non hanno nessuna voglia di rinunciare. Secondo addendo: la Rai è qualcosa di unico al mondo, è una commistione impossibile tra servizio pubblico e competizione sugli ascolti, un ossimoro che rende insufficiente il servizio pubblico in senso stretto (scarso o relegato a orari impossibili) ed economicamente gravosissima, a spese nostre, la sua concorrenza con reti commerciali che spendono assai di meno per esiti più o meno analoghi. Terzo: il satellite, il digitale terrestre e internet sono ormai una realtà, e la Rai si avvia a essere una tv fra le tante. Il quarto addendo e perfettamente riassumibile in una domanda formulata da Aldo Grasso: «Ma allora, che cosa significa oggi il servizio pubblico e qual è il suo mandato? Ha ancora senso tenere in piedi una struttura elefantiaca per garantire il godimento di un bene ormai frantumato e fornito da altri? Perché pagare un canone?» La risposta - quella vera - in verità sarebbe questa: no, non ha senso, e non c’è nessuna ragione di pagare un canone se non il proposito di tenere in piedi la medesima struttura elefantiaca; la Rai andrebbe privatizzata al cento per cento o in alternativa dovrebbe fare servizio pubblico al cento per cento. Parentesi: l’altra notte, sui Raitre, è andata in onda un’inchiesta sui vari decreti-flussi per gli immigrati (eufemismi per non chiamare col loro nome le sanatorie) e venivano fatti a pezzi sia il centrodestra che il centrosinistra: giornalismo con le contropalle, ben fatto, rigoroso, esaustivo, una critica assai più giustificata e documentata di qualsiasi sequenza di titoli del Tg3: perché diavolo deve andare in onda in una notte d’agosto, per esempio? Chiusa parentesi. Dopodiché diciamo questo: nessuno in Italia ha il coraggio di affrontare seriamente il bubbone Rai, ma nessuno proprio: non questi partiti, non un potere che non riformerà la Rai perché la Rai è il potere, l’unico che non è mai sostanzialmente cambiato - assieme a quello della magistratura - rispetto alla famigerata Prima repubblica. Aldo Grasso una sua soluzione ce l’ha, perciò elogia e ipotizza «un’informazione che, insieme alla qualità dei contenuti e alla qualità dell’audience, è uno dei baluardi irrinunciabili di una concezione moderna del servizio pubblico. Il suo compito è assicurare il pluralismo e, possibilmente, l’obiettività, prendere le distanze dal potere politico, nell’elogio e nella critica, garantire la rappresentanza delle minoranze. La strada è una sola: quella dell’autorevolezza. Il direttore generale, i direttori delle reti e dei tg non dovrebbero più essere scelti in base alla loro appartenenza politica ma alla correttezza professionale. Non sono i sondaggi a dirlo, ma il buon senso». Grazie, professor Grasso: non ci avevamo pensato. Probabile che la Rai la contatti per chiedere lumi su questo buon senso: di che partito è?
(giornale.it)