sabato 19 settembre 2009

VERTIGO

HERRMANN + U2

ANTONELLO (2)


(S)BILANCIO COMUNALE


Non è andato davvero per il sottile nella sua risposta alle critiche che Antonello Giacomelli ha rivolto alla nuova Giunta il presidente della Commissione Bilancio del Consiglio Comunale, dr. Alessandro Giugni, commercialista.

Dalla nota ufficiale diramata dall'ufficio stampa di Palazzo Comunale sottoscritta da Giugni apprendiamo che:


1.. La nuova Giunta ha verificato una violazione del patto di stabilità pari a ben 23 milioni di euro eredidato dalla Giunta Romagnoli;


2.. Il Comune ha fatto ricorso ai famigerati swap per far fronte al proprio indebitamento;


3.. Per fare cassa il Comune ha ceduto i propri diritti sui canoni idrici per i prossimi 20 anni.


Praticamente Roberto Cenni non solo ha trovato le casse del Comune praticamente prosciugate per l'anno in corso ma, anche, drammaticamente indebitate per i prossimi esercizi finanziari.

Alessandro Giugni, impietosamente, fa risalire l'origine del "buco" spaventoso nei conti dell'Ente ai tempi della gestione del Bilancio tenuta dall'allora vicesindaco Giacomelli.

Adesso occorre che la nuova amministrazione trovi la forza di comunicare correttamente alla città quanto già verificato. E che Giacomelli e la sinistra facciano fronte, con coraggio (se ne hanno...) alle proprie precise responsabilità.



FLOP


LA MOSTRA


Si inaugura oggi una grande mostra, un vero e proprio evento. Al quale il maggior quotidiano italiano dedica due pagine di presentazione. Purtroppo non si tratta de "Lo Stile dello Zar" che apre i battenti in contemporanea al Museo del Tessuto a Prato. Ma di "Telemaco Signorini e la pittura in Europa" allestita a Palazzo Zabarella a Padova.

Del "grande vento" culturale pratese sul Corriere della Sera non c'è (purtroppo) traccia! Nonostante il comune sforzo di tutte (ma proprio tutte..) le istituzioni cittadine l'appeal artistico-culturale dell'evento ideato (acquistato!) dalle passate amministrazioni di sinistra pare essere assai modesto. "Lo Stile dello Zar", costato alle casse pubbliche intorno ai due milioni di euro...., non possiede alcun fascino particolare. In effetti si tratta della proposizione a Prato di oggetti e tele provenienti da San Pietroburgo e dalla Russia che poco hanno a che vedere con l'identità e la storia della città. Certo splendidi tessuti (lucchesi, fiorentini o veneziani.. ); alcune belle tele (tra le quali una del Cigoli pervenuta alle collezioni zariste da una chiesa pratese...); magnifici oggetti d'epoca. Ma nessun pezzo veramente strabiliante o capace di catturare l'attenzione di una platea di intenditori al di fuori di una ristretta cerchia di specialisti.

La mostra appare destinata dunque a diventare, per gli organizzatori e per la città, un flop per quanto riguarda i visitatori. D'altra parte l'esiguo numero delle prenotazioni pervenute online al Museo del Tessuto stanno a significare la modestia dell'impatto della mostra sul "popolo" dell'arte e della cultura...(il macchiaiolo toscano Signorini a Palazzo Zabarella, di contro, ha già il problema di un superafflusso di visitatori prenotati...).

PIA


Roma: Radicali Italiani aderisce alla manifestazione del 19 settembre, in onore dei caduti di Kabul e di Porta Pia

• Comunicato Stampa delle associazioni radicali Anticlericale.net e Certi Diritti

Anche in onore ai caduti di Kabul, perché con il tempo il loro sacrificio non sia dimenticato come è stato dimenticato, cancellato, quello dei bersaglieri impegnati a combattere l’usurpatore, confermiamo che domani, sabato 19 settembre alle ore 14.30 saremo a Porta Pia, per la commemorazione del XX Settembre 1870.
La manifestazione è promossa dalle Associazioni radicali Anticlericale.net e Certi Diritti, con l'adesione e la partecipazione di Radicali Italiani, Associazione Luca Coscioni, Nessuno Tocchi Caino, Radicali Roma, Comitato Nathan, Agorà Digitale, Ass. Radicale Antiproibizionisti, Esperanto Radikala Asocio, Circolo di Cultura omosessuale Mario Mieli e Arcigay.
Facciamo appello ai cittadini che hanno a cuore la laicità dello Stato a partecipare a questo importante appuntamento che ogni anno ricorda la liberazione dal potere clericale.
Avremmo voluto, come sempre, manifestare per le vie della città, con una marcia che voleva toccare i luoghi simbolo della lotta anticlericale di Roma. Per questo avevamo presentato formale preavviso alle autorità, ma il Questore di Roma, quest’anno per la prima volta, ha vietato l’iniziativa, cosicché la memoria di quei bersaglieri caduti per compiere quella liberazione rischia di essere meglio e definitivamente dimenticata.
Saremo a Porta Pia con la bandiera italiana abbrunata e quella del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito: per i morti di Kabul e per quelli di Porta Pia, gli uni e gli altri impegnati a sconfiggere gli estremismi politici e religiosi, antidemocratici. Saremo a Porta Pia per denunciare lo scempio di legalità e democrazia contro la Costituzione repubblicana.
(radicali.it)

ANTONELLO(1)


Giugni: «L’on. Giacomelli rinunci alla vuota propaganda e si assuma le proprie responsabilità».

L’analisi dell’on. Giacomelli apparsa sulla stampa locale, oltre che essere ingenerosa nei confronti dell’attività che il Sindaco Cenni e la Giunta stanno portando avanti dall’insediamento (9 luglio), risulta essere assolutamente distorsiva e faziosa. Invito, intanto, l’illustre deputato a rivedere il proprio calendario, visto che sono trascorsi poco più di due mesi dall’insediamento con in mezzo il mese di agosto.
L’on. Giacomelli non dovrebbe riversare il proprio rancore senza una seria riflessione delle scelte compiute in passato dalle precedenti amministrazioni delle quali lo stesso ha fatto parte o con le quali ha fattivamente operato. Tra tutti gli impegni connessi alla carica ce ne sono alcuni che hanno attratto le priorità del Sindaco e della Giunta, richiesti per porre rimedio alle complessità finanziarie e di bilancio trovate in eredità.
Come si può programmare e realizzare interventi senza prima effettuare una minuziosa ed attenta ricognizione della situazione reale del Comune? All’on. Giacomelli ed alle Giunte precedenti vorrei chiedere come hanno fatto le amministrazioni di centrosinistra a trascurare le problematiche finanziarie a tal punto da lasciare, all’ingresso di questa maggioranza, oltre 23 MILIONI di euro di sforamento del patto di stabilità?
Come mai non è stato effettuato in precedenza alcun intervento correttivo affinché non si perdesse il controllo della situazione finanziaria del Comune? Come mai non hanno tenuto in considerazione le conseguenze che tale sforamento potrebbe causare al nostro Comune? L’on. Giacomelli si ricorda delle operazioni finanziarie che hanno impoverito le entrate del Comune?
Soltanto per rammentargli di cosa si parla: la privatizzazione delle farmacie, la riscossione anticipata delle entrate di 20 anni del canone idrico, lo spostamento in avanti dei pagamenti dei debiti con il ricorso agli Swap, l’aumento degli aggi e della spesa per la riscossione dei tributi, l’aumento smisurato dell’indebitamento......
Invece di pontificare, nascondendosi dietro ai valori cristiani, dovrebbe farsi un esame di coscienza rispondendo a questi ed altri quesiti, invece di attaccare ingiustamente chi, appena arrivato, si trova a dover risolvere tutte queste problematiche che hanno origine anche dalla sua attività di Vicesindaco e di Assessore al bilancio.
La concretezza del Sindaco e dell’attuale amministrazione sta proprio nell’affrontare tutte queste situazioni sottovalutate, se non trascurate, dalle precedenti giunte di centrosinistra. Il risveglio della pratesità è nei fatti, che che ne dica l’on Giacomelli, ed è dimostrato dal desiderio, dalla partecipazione e dall’affetto espresso da tutta la città nelle recenti occasioni pubbliche (festa del cocomero, camerata strumentale, corteggio storico, ecc.).
Penso sia più corretto che l’On. Giacomelli rinunci alla vuota propaganda e si assuma le proprie responsabilità facendo concretamente qualcosa per i cittadini pratesi.


Alessandro Giugni

Presidente Commissione bilancio, sviluppo economico, finanze e patrimonio».
(pratoblog.it)

venerdì 18 settembre 2009

ANTONELLO


A VOLTE RITORNANO!


Dopo mesi di silenzio quasi assoluto torna ad affacciarsi sulla scena politica cittadina Antonello Giacomelli. E, immediatamente, bacchetta il sindaco Cenni.

Naturalmente, verrebbe voglia di dire. Antonello è sicuramente il miglior cavallo dell'attuale scuderia democrat. L'unico che è in grado di mettere in fila, in buon italiano, alcune idee, critiche o meno, per la vita politica cittadina. E l'unico in grado di indirizzare il dibattito interno del PD. Non a caso, dopo aver criticato il sindaco, si mette di traverso alla candidatura Ferranti per la segreteria provinciale del suo partito. Giocando evidentemente la sua partita a favore del candidato nazionale, e suo riferimento unico nazionale, Dario Franceschini.

Le osservazioni di Giacomelli sull'attività estiva della Giunta Cenni sono ovviamente critiche. L'onorevole di Maliseti pretende che, passate le feste, il sindaco cominci davvero a giocare la partita che ha promesso all città e per la quale è stata eletto primo cittadino.

Non si può non essere d'accordo con Antonello. Certamente adesso la Giunta è chiamata a dare risposte alla crisi economica pratese, al contrasto all'immigrazione clandestina, alla sicurezza cittadina, al problema dei rifiuti, ai grandi progetti urbanistici ecc.

Ma Roberto Cenni, a ben vedere, ha già cominciato l'opera di rinascita di Prato.

Tutte le proposte "estive" della nuova Giunta hanno raggiunto brillantemente lo scopo. Ridare identità e pratesità alla città; ridare l'orgoglio di appartenenza ad una comunità in grave crisi; rappresentare la dignità della seconda città della Toscana e terza dell'Italia centrale. Sbaglia, secondo noi Giacomelli, a sottovalutare questi risultati. Così come sbaglia a non valutare seriamente i segnali univoci che la Giunta ha lanciato, abbondantemente, nella politica di rigore contro l'illegalità e l'insicurezza così come verso la clandestinità e la deregulation della comunità cinese. Certo non ci aspettiamo che Giacomelli ed il PD elevino peana verso Cenni ed il suo operato. Tuttavia, se l'accettassero, gli consiglieremmo di non sottovalutare quanto già ottenuto dalla nuova Giunta. Che ci pare una buona base di partenza per ottenere risultati sicuramente più evidenti e concreti per i cittadini.


OTTO


Due a uno

L’8 settembre,dall’imbrunire fino a tardi si è celebrata,con rinnovata comune volontà,la tradizionale ostensione “Sacro Cingolo” emblema unitario della nostra comunità civile e religiosa.
Per formalizzare questo storico rispettoso equilibrio i nostri padri,laici e religiosi,decisero che la preziosa reliquia fosse conservata in apposita teca chiusa con tre chiavi diverse:due custodite dal Comune di Prato e una dalla Curia vescovile.
In quei tempi ogni decisione era diretta conseguenza di complessi ma leali compromessi fra “sovranità” diverse e segno irrinunciabile di profonde,reciproche e gelose convinzioni. Certamente la sorveglianza da parte del comune di due delle tre chiavi intendeva ribadire pacificamente la funzione prevalente dell’autorità civile nel governo della città. Tanto più a Prato dove vigoroso è stato lo spirito risorgimentale e orgogliosa laica e liberale.
Tempi passati,tradizioni folcloristiche mantenute anche dopo il superamento di secolari contrasti?
Sarà! Ma la sera dell’8 settembre lo spettacolo ,stupendo in una piazza del Duomo gremita di cittadini,di centinaia di comparse in costumi d’epoca,di solenni gonfaloni e altisonanti chiarine,presentava una stonatura visivamente evidente,una contraddizione storico istituzionale. Insomma un chiaro rovesciamento degli equilibri.
Per ore ed ore decine di sindaci con le loro fasce tricolori,uno stuolo di assessori emozionati,esponenti impettiti dell’articolata società civile,hanno in lunghissima fila portato reverente omaggio in ordine,al Vescovo di Prato,ad un alto prelato del Vaticano ospite di Mons. Simoni e,per ultimo al neo Sindaco di Prato.
La scena,quasi surreale,si è svolta con studiata cerimoniosa lentezza davanti ai TRE immobili sui seggioloni nell’ordine precostituito. Poteva sembrare(e forse a qualcuno è sembrata) la rappresentazinoe plastica di altre e più importanti prevalenze sulle quali attualmente si rischia di compromette la funzione di garanzia che lo Stato laico deve a tutti i cittadini.
Alla fine,per quanto ci riguarda in questa occasione,il problema è un altro: chi ha inserito,da qualche anno in una celebrazione così emotiva e solenne questa tiritera dei saluti che,in qualsisasi ordine venga eseguita,è superflua se non stucchevole?
Il nostro Vescovo,in un’intervista rilasciata prima della manifestazione,aveva mirabilmente sintetizzato e valorizzato l’antico paritario connubio. Perciò conoscendolo,sono convinto che non ha dato nessun significato a questo privilegio delle precedenze.
Ma chi,allora?

P.S signor Sindaco di Prato,sia chiaro. La sequenza descritta si ripete da anni di fronte a Sindaci di sinistra sorridenti e,forse,intimamente gratificati.


CARLO MONTAINI

mercoledì 16 settembre 2009

CORDERO,RODOTA',ZAGREBELSKY


Siamo sopravvissuti e pronti a rivoluzionare

di Marco Pannella

Illustri e autorevoli Maestri Franco Cordero , Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelski,
mi rivolgo ( “pubblicamente”, grazie a TERRA!) a voi, considerati giustamente, meritatamente, parte importante e prestigiosa dell’intellettualità democratica-e-antifascista di questa ahimè nostra Italia.
Vorrei che non sottovalutaste i vostri meriti, il vostro potere democratico: il vostro appello del 28 agosto su Repubblica, dopo solo sei giorni, il 3 settembre ha finalmente indotto il “Dopolavoro” et similia, che dagli anni ‘30 si è categoricamente rifiutato, senza eccezioni, di farlo, a indire la prima grande manifestazione di massa, nazionale e internazionale, in difesa del diritto costituzionale, civile, umano all’informazione e alla conoscenza.
Mica potreste ottenere anche un altro evento rivoluzionario, democratico, che vanamente auspichiamo da sempre con testardaggine quotidiana: la prima, grande manifestazione di massa per il diritto costituzionale, civile, umano alla Giustizia?
A proposito, cari, illustri, Maestri Cordero, Rodotà, Zagrebelski, a proposito…
Vi chiedo, direttamente, pubblicamente, nella speranza che non vogliate continuare a fare come pressoché tutto il costituzionalismo democratico-e-antifascista e tutto il Regime nuovamente vigente, a fare – dico – orecchio da mercante alla domanda: la situazione della Giustizia, cioè dello Stato, in Italia, è o non è MANIFESTAMENTE, STRUTTURALMENTE, CIVILMENTE, UMANAMENTE BARBARA, INUMANA, ANTICOSTITUZIONALE, ANTI-LEGALITA’ INTERNAZIONALE, ANTIDEMOCRATICA, ORMAI DA GENERAZIONI CRIMINOGENA, CRIMINOSA, CRIMINALE … senza paragone possibile con la situazione dello Stato e della legalità del Regime partitocratico fascista, vigente la sua legalità ufficialmente totalitaria e antidemocratica di allora?
Conoscete il testo “Il Baratto” di Michele De Lucia, Kaos Edizioni, e già che ci siamo “Italia: il calvario dei diffamati” di Giuseppe Micheletta Ideazione Editrice? - Se no, perché? E perché non ne parlano i compagni democratici-e-antifascisti vostri, nessuno – parrebbe- del quasi milione di persone e personalità in buona fede ingannate – come voi stessi- dal tentativo di fare del mostro Berlusconi un genio del Male? In realtà a noi pare non altro che un ennesimo “CAPACE DAVVERO, MA DAVVERO DI TUTTO” che, come i suoi simili e predecessori, è ben più un prodotto che un autore del basso impero partitocratico, ben più vostro che suo, che rotola verso una fine tragica, e voi, e tutti, con lui, con i suoi altri prodotti e complici e barattieri, potenti impotenti buoni a niente.
La verità è che una cosa è certo più forte del “dittatore” Berlusca, della sua ormai manifesta impotentia generandi ordine, pulizia, grandi mete, speranze, legge giustizia e tolleranza e democrazia.
La nausea, la disperazione, la rabbia, la paura, i timori, la reazione umanissima ma accecante, suicida che voi mirabili e cattivi, piccoli nostri maestri avete indotto, prodotto, e contribuite ad alimentare nel nostro popolo, nella gente, in ormai tre sue generazioni.
Popolo che resta però speranza di civiltà laica, credente in altro che nel potere e nell’oro, nella simonìa di Costantino e di Pietro. Come Radicali, lo sappiamo.
Voi siete stati e siete ennesima antica dimostrazione del potere che, coinvolgendoci, rende folli. Essenza del monito della grande tragedia greca e shakespeariana.
Vi raccomanderei, cari maestri, di leggere urgentemente l’edizione ancora provvisoria del nostro lavoro su “La Peste Italiana”. È una storia, non solo storiografia, che anche voi avete vissuto ma senza accorgervene.
Non continuate a scansarci e cacciarci via come nella “peste” di Camus vien fatto con il topo infetto che viene a morirci fra i piedi. Noi siamo il topo, ma a ruoli inversi: siete voi che ci avete infettato. Sopravvissuti, ci prepariamo a riaccompagnare all’estremo riposo il maledetto Sessantennio, a governare la rivoluzione liberale… Ve l’annuncio, cari amici.
(radicali.it)

martedì 15 settembre 2009

REPUBBLICANI


Radicali contro la manifestazione di sabato 19. Vita (Pd): "Ripensateci"

da Il Manifesto del 15 settembre 2009, pag. 6

di Sara Menafra


Il pd Vincenzo Vita c’è rimasto male: «Quando finalmente ci si può trovare tutti insieme per difendere l’articolo 21 della Costituzione, è un errore dividersi alla ricerca di un "purismo" liberal-libertario. La stima per Marco Pannella e per le sue battaglie antiche e attuali fanno sperare in un ripensamento». Già, Marco Pannella e i suoi, sabato prossimo, non saranno in piazza del Popolo. Tra ieri e domenica hanno fatto sapere che preferiscono non partecipare alla manifestazione a favore della libertà di informazione convocata dalla Fnsi e a cui hanno aderito parecchie testate - l’ultima ieri, L’infedele di Gad Lerner - la Cgil e tutti i partiti del centrosinistra, Italia dei valori compresa. Quello del leader dei Radicali è un no che colpisce. Anche perché Pannella, che di libertà dell’informazione si occupa da sempre, ha condito il diniego con un elenco di critiche agli organizzatori e ai principali sponsor dell’iniziativa. L’invettiva è andata in onda dai microfoni di Radio Radicale domenica pomeriggio: «Abbiamo predicato per decenni che la sinistra italiana, Repubblica e tutta questa roba, non ha mai permesso una sola manifestazione di massa sui temi dell’informazione. Loro oggi hanno l’autorità morale ed intellettuale per dire che ora invece scende in piazza l’Italia "democratica"? Vorrei ricordare a Repubblica che una volta la Corte di Cassazione, con grave scandalo, sentì la necessità di dettare un decalogo di comportamenti giornalistici». Ieri mattina, Emma Bonino ha rincarato la dose, sempre dalla radio del partito: «Guardando la situazione di Rai3 che non si sblocca per questioni interne al Pd, oppure la gestione della commissione di vigilanza che non si è mai occupata delle tribune elettorali e dell’accesso, nonostante il presidente sia del Pd verrebbe dai dire "da che pulpito?"». Franco Siddi, segretario della Fnsi, si è sentito punto sul vivo. Lui che la manifestazione l’ha ideata è fermamente convinto che gli appunti dei Radicali siano da respingere: «Le affermazioni di Pannella mi paiono stupefacenti. Siamo sempre stati accanto ai radicali quando denunciavano di essere stati silenziati, stavolta non vorrei che ci trovassimo di fronte ad un caso di propaganda radicale, per via di una loro manifestazione programmata in quello stesso giorno». Il giornalista non è neppure troppo persuaso della necessità di fare autocritica sul comportamento dei giornalisti e del loro sindacato in questi mesi, in ambito di gestione del servizio pubblico, o sul tema della diffamazione a mezzo stampa: «Se Pannella ha qualcosa da dire ai giornali lo faccia, ma se verrà alla nostra iniziativa avrà modo di ricredersi e trovare le ragioni per esserci. Non partecipare è disertare». Pierluigi Bersani non ha raccolto la polemica. Ieri ha ripetuto che i suoi saranno in piazza e che servono urgentemente norme «che non consentano ad una persona sola o ad un soggetto o una forza sola di avere un peso così elevato, si chiami Berlusconi o qualsiasi altro. Mi auguro che anche il governo e il centrodestra ci riflettano». Non è difficile indovinare cosa risponderebbero i Radicali che non hanno mai dimenticato gli accordi tra il Pci/Pds/Ds e Silvio Berlusconi per evitare che la legge sul conflitto di interesse vedesse la luce. Ieri, in ogni caso, l’elenco delle adesioni alla manifestazione del 19 si è allungato ancora un po’. Ci sarà anche il Partito comunista dei lavoratori di Marco Ferrando, contro le «pose bonapartiste del sultano che vive a palazzo Grazioli».

lunedì 14 settembre 2009

BLAIR


UE, Pannella: il candidato della sinistra Tony Blair traditore di libertà e di pace

Marco Pannella intervenendo questa mattina a Radio Radicale ha parlato della possibilità che Tony Blair venga candidato dalla sinistra europea come Presidente della nuova Unione Europea.
[...] Oggi tornerò a tentare di rendere pubblico quello che chiunque può trovare da anni su internet, sui nostri siti. [...] Abbiamo tentato di documentare che non solo Bush, ma se possibile ancora peggio di lui, c’è stato un personaggio che ha tradito il proprio Paese ed il proprio giuramento reiteratamente, che è stato corresponsabile di una politica assassina, negata e nascosta al proprio Paese, malgrado quei documenti interni scritti dei propri diretti collaboratori, e questo è Tony Blair. [...] Documenti:
· Le iniziative del Partito Radicale Transnazionale per “aiutare” la democrazia, a partire dalla democrazia americana ad accettare la verità. La vera alternativa era tra “Iraq libero!” o guerra.
· Come e quando il Presidente Bush scelse la guerra per impedire l’esilio di Saddam [documento inedito e completo]
· Due documenti inediti: l’appello dei premi Nobel e personalità del Congresso americano (agosto 2008) per la messa in stato d’accusa del presidente americano Bush, e la lettera di accompagnamento all’appello, di Marco Pannella.
§ Appello dei Nobel e personalità del Congresso americano (8 agosto 2008)
§ La lettera di accompagnamento di Marco Pannella
· 4 Agosto 2008: Documenti governativi desecretati: esisteva un'alternativa alla guerra in Iraq. Il video
· 23 Giugno 2008: Marco Pannella: «Porteremo la verità sull'esilio di Saddam al Congresso USA»
· 25 Settembre 2007: Esilio di Saddam: era possibile ma si scelse la guerra. La rivelazione di "El Pais"
(radicali.it)