sabato 24 ottobre 2009

SANDRA

IN VOLO

Domani, domenica 25 ottobre, nella chiesa fiorentina delle Piagge, don Alessandro Santoro unirà in matrimonio la nostra amica Sandra Alvino ed il suo compagno Fortunato. Sandra e Fortunato sono già uniti in matrimonio civile da circa 25 anni. Ma domani si avvererà il desiderio di Sandra di essere accolta come legittima sposa anche dalla chiesa cattolica.

Sandra Alvino, che alle ultime elezioni comunali è stata candidata nella lista civica "Taiti per Prato", ha narrato la sua vicenda di uomo diventato donna nel suo libro "Il Volo".

Il matrimonio cattolico di Sandra e Forunato è stato assai contrastato dal vescovo di Firenze Giuseppe Betori. Che, ultimamente, pare aver proposto a Sandra Alvino addirittura una visita medica ad hoc per stabilire il suo sesso. Betori e la gerarchia fiorentina non si fidano, evidentemente, dello stato civile dello stato italiano. Che, da moltissimi anni, ha certificato lo stato sessuale di Sandra. Naturalmente Sandra Alvino ha dichiarato la sua indisponibilità a queste intromissioni nella sua vita e nella sua privacy della chiesa fiorentina.

Don Alessandro Santoro, parroco "scapestrato" delle Piagge, celebrando contro il voler del suo vescovo il matrimonio di Sandra e Fortunato, rischia di incappare nei provvedimenti buro-ecclesiatici della curia fiorentina.

Ma, ormai, niente sembra più impedire la celebrazione del matrimonio. Agli amici Sandra e Fortunato i nostri migliori auguri.



PEZZATI


UN ANGELO A GONFIENTI


L'assemblea della società Interporto ha provveduto alla nomina del suo nuovo presidente. La scelta dei soci è caduta sulla figura di un tecnico del settore. Il nuovo presidente è infatti l’ing. Angelo Pezzati, ex direttore di RFI (Rete Ferroviaria Italiana), la società delle FS che costruisce e mantiene i binari su cui corrono i nostri treni.

Un esperto, dunque, ha preso il posto fin qui occupato da esponenti della politica. Il suo compito principale sarà quello di avviare la grande struttura di Gonfienti verso la completa operatività dell'intermodalità del trasporto delle merci. Appare evidente che un'altra sua precisa mission (speriamo non impossible....) sarà quella di associare all'Interporto le Ferrovie dello Stato.

Nel corso dell'assemblea Interporto ha anche deciso un aumento di 10.000.000 d'euro del proprio capitale sociale. Il sindaco di Prato, Roberto Cenni, socio di maggioranza relativa dell'Interporto ha dichiarato che l'effettiva partenza della società potrà dare lavoro a circa 500 persone. Cenni ha anche ribadito la volontà dell'Amministrazione di far decollare, insieme all'Interporto, anche il parco archeologico etrusco scoperto nella medesima area dell'infrastruttura gonfientina.

venerdì 23 ottobre 2009

MINIMALISTI



NUMERICAMENTE PRATO


E' assai strano il dibattito aperto qualche giorno fa sulle dichiarazioni del sindaco Roberto Cenni sulla complessiva presenza di cittadini stranieri a Prato. Cenni, sulla scorta di valutazioni dell'Unione Industriali (basate sulle migliaia di imprese cinesi iscritte alla Camera di Commercio...) lanciava la cifra di 70.000 cittadini stranieri presenti a Prato, tra regolari, clandestini ed irregolari.Che a fronte di un numero di iscritti stranieri in anagrafe pari a circa 26.000 cittadini sottintende che ben 44.000 cittadini stranieri stanno in città senza permesso di soggiorno ovvero senza essersi iscritti nei registri anagrafici.Per ammissione di tutti i partecipanti al dibattito susseguente non c'è modo, al momento, di confermare o smentire la cifra fornita dall'UIP e dal sindaco. Se non personali sensazioni e convinzioni personalissime. Ovvero, al più, costruite su percentuali di clandestinità stimate da alcune organizzazioni demografiche. Purtuttavia tutti gli esponenti della sinistra politica hanno criticato il sindaco Cenni per "aver dato i numeri"! Secondo alcuni osservatori si possono stimare, al più, in circa 12.000 i cittadini cinesi irregolari da sommare agli 11.000 regolarmente iscritti in Comune. Ed estendendo per analogia il medesimo ragionamento fatto per i cinesi alle altre etnie presenti regolarmente in città (15.000 cittadini) si possono stimare almeno altri 10.000 cittadini stranieri presenti irregolarmente a Prato.

Se ai regolarmente presenti (26.000) si sommano queste altre due stime (22.000) si arriva ad una cifra di 48.000 cittadini complessivamente presenti nella nostra comunità.

E' un totale che anche se non raggiunge le 70.000 presenze stimate da UIP (e riprese da Cenni..)rappresentano indubbiamente un motivo di attenzione sul fenomeno dell'immigrazione a Prato. Che è, ci pare, esattamente quello che sia UIP che Cenni volevano raggiungere.

Ovvero mettere in guardia tutti i livelli istituzionali, dal governo nazionale in giù, e tutte le istituzioni competenti, a non sottovalutare l'importanza dell'immigrazione pratese e, di pari passo, sottolineare l'esigenza di un suo preciso e costante monitoraggio.

D'altro canto pare a noi che coloro i quali tendono a minimizzare (anche dando altri numeri....) la questione della pressione migratoria su Prato lanciano un diverso e contrapposto messaggio: il tasso d'immigrati sopportabile dalla città è ancora lontano da una soglia d'attenzione. Il numero complessivo degli immigrati ( che per quanto ci riguarda può sicuramente comprendere anche i cittadini italiani che da altre città toscane e d'Italia vengono ad abitare a Prato...) non è così elevato e che, dunque, la città è in grado di sopportare più o meno tranquillamente altre migrazioni, straniere e non.

Troviamo assolutamente legittimo questa analisi. Occorrerebbe, per la verità, che questi stessi esponenti politici o della società civile indicassero, a loro modo di vedere, se Prato ha caratteristiche, fisiche, sociali, culturali, economiche, per ospitare, senza entrarvi in conflitto, altre migliaia di cittadini. E se sì, fino a quale limite demografico (250.000-300.000 ecc. ecc.).
Infine troviamo assolutamente singolare che nessun partito od esponente della sinistra politica sia impegnato, al di là delle chiacchiere sui numeri degli stranieri, a fare serie riflessioni ed iniziative su questi temi reali:
1..La condizione di vita e di lavoro di molti stranieri a Prato (in specie cinesi...);
2..L'emersione dall'irregolarità di quei lavoratori chiedendo al governo di allargare il provvedimento per le badanti a tutti gli altri lavoratori stranieri.



giovedì 22 ottobre 2009

MAGNUS

EL BAYON!!

BRUNETTISMO


I PERICOLI DEL BUONISMO


Si possono leggere questa mattina sulle pagine del Tirreno una serie di osservazioni di esponenti più o meno noti della sinistra pratese un ex assessore, un ex presidente di ente pubblico, esponenti politici dell'estrema sinistra...) sulla questione dell'immigrazione pratese e sul recente episodio di intolleranza razziale avvenuto nei pressi di Piazza Duomo.

In tutti questi interventi cogliamo brandelli di verità e di sincera ricerca di una condivisa solidarietà con quei cittadini che provengono da lontane o lontanissime patrie alla ricerca di un tozzo di pane per loro e le loro famiglie.

In tutti, ed a maggior ragione nell'intervento dell'ex assessore, manca, al di là di una invocazione all'integrazione sociale di questi cittadini, una proposta concreta che possa indicare la direzione di marcia per chi deve governare il fenomeno. Che ha fatto diventare Prato un caso internazionale. La nostra città ospita, infatti, la più forte comunità straniera di tutta l'Europa in relazione al numero degli abitanti.

Nessuno di loro offre alcuna soluzione alla questione della convivenza tra locali e cittadini stranieri. E nessuno di loro ha in mente cosa fare per arginare nuovi arrivi ovvero per evitare l'insorgere di conflitti con i "pratesi". Cosicchè l'unica direzione che secondo questi signori è possibile intraprendere è quella delle vecchie Giunte. Far finta di niente. Lasciare scorrere le cose secondo il loro attuale verso. Al massimo spendere qualche milione d'euro in assistenza ai nuovi cittadini (milioni d'euro, va da sè, in gran parte destinati agli operatori di diverse cooperative all'uopo addette...). E poi...E poi affidarsi al libero dispiegarsi delle logiche del "mercato" dell'immigrazione. Ovvero la linea, a nostro avviso "buonista" ma suicida, dettata dalla Caritas e da don Santino Brunetti! Secondo costoro, infatti, qualsiasi intervento, specie se blandamente repressivo e penetrante sul terreno del controllo delle illegalità è propedeutico alla creazione di un clima "d'odio e d'intolleranza" e terreno fertile per la nascita di "xenofobia e razzismo"!

Secondo costoro, dunque, Prato dovrebbe tollerare la presenza "clandestina" di migliaia di cittadini; non dovrebbe porsi il problema dei limiti (anche fisici...) alla nuova immigrazione; dovrebbe operare per rendere ancora di più "accogliente" di quanto non lo sia stato finora il governo dell'immigrazione, regolare ed irregolare.

E, volentieri, sviluppano ragionamenti critici sulle cifre che Unione Industriali e sindaco hanno ipotizzato in questi giorni. Come se, di per sè, fosse decisivo sapere che i clandestini ospiti di Prato e dei pratesi siano 20.000 invece di 40.000!!!

Ci sembrano teorie che non aiutano a fare alcun passo in avanti! Nè sul fronte della necessaria integrazione delle comunità straniere nè, tantomeno, nella repressione di rigurgiti xenofobi, razzisti e d'odio per il diverso che, invece, maturano proprio a ragione del mancato governo del fenomeno immigratorio.

PRE-FIRME


COMUNICATO STAMPA

Il Comitato Nazionale di Radicali Italiani ha deciso che alle prossime elezioni regionali del marzo 2010 dovranno essere presenti le liste Bonino-Pannella che avranno come temi della campagna elettorale la riforma "americana" presidenzialista e federalista delle istituzioni; l'abolizione del finanziamento pubblico di partiti, chiese e sindacati; l'anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati; il salvataggio del territorio e della salute; la legalizzazione dell'eutanasia.
I Radicali Italiani hanno stabilito di procedere con una raccolta di pre-firme nelle piazze italiane di tutte le regioni per acquisire il consenso dei cittadini alla presentazione delle liste elettorali Bonino-Pannella.
L'associazione radicale Liber@MentePrato aderisce a questa campagna e da domenica 25 ottobre sara presente nelle piazze di Prato per avviare la raccolta delle firme.

Gli appuntamenti sono i seguenti:

Domenica 25 ottobre, dalle ore 10,30 alle ore 13,00 in Piazza Buonamici

Sabato 31 ottobre, dalle ore 10,30 alle ore 13 e dalle 16,30 alle 19,30 in Piazza Buonamici;

Ogni Sabato e Domenica di Novembre il banchetto per le firme sarà presente dalle 10,30 alle 13,00 e dalle 16,30 alle 19,00 in Piazza del Comune.

Cordiali saluti.

Associazione Radicale Liber@MentePrato
Vittorio Giugni

per contatti e informazioni:

vittoriogiugni@libero.it
cell. 3409661856

DELREGNO


Colpo di scena in Comune. Il segretario Del Regno lascia Lecco e va a Prato

di GIANNI RIVA

IL SEGRETARIO del Comune di Lecco Vincenzo Del Regno dopo un anno di lavoro a Palazzo Bovara torna in Toscana. Dal prossimo 3 novembre si trasferisce a Prato. È stato infatti scelto dagli amministratori della cittadina toscana, guidata dal centrodestra, per le sue qualità professionali dopo aver vinto un bando al quale hanno partecipato molti professionisti a livello nazionale. Il segretario Vincenzo Del Regno ha spiegato le motivazioni: «Capisco lo scoramento del sindaco ma tutto ha avuto una evoluzione improvvisa con tempi estremamente stretti. Quello che mi dispiace è il non poter proseguire e concludere il lavoro che avevo intrapreso in questa città».
CON LA NOMINA a segretario comunale di Prato, Vincenzo Del Regno, 47 anni, è alla settima tappa della sua carriera da dirigente della pubblica amministrazione. Il professionista quindi si avvicina a casa, alla moglie dipendente di un Comune toscano e alla figlia.
«NELLA VITA di ogni uomo c’è sempre un treno da prendere per migliorare. Questa scelta è arrivata improvvisamente - spiega Del Regno - il sindaco di Prato, come ha fatto precedentemente quello di Lecco ha visto il mio curriculum professionale migliore degli altri e mi ha chiamato». La scelta del Comune di Prato è giunta quando il dottor Del Regno stava trasferendo la famiglia nel lecchese. «Avevo già incaricato un agenzia per trovare un’abitazione - sottolinea il segretario comunale - anche se mia figlia era un po restia lasciare l’attuale casa e amici per trasferirsi a Lecco». Vincenzo Del Regno era arrivato a Lecco sostituendo Mario Moschetti che era andato in pensione. «Ho accettato questo nuovo incarico con un po’ di rammarico perchè lascio Lecco e in particolar modo il sindaco Antonella Faggi - continua Del Regno - per la quale nutro grande rispetto. Se posso usare un aggettivo dico che è “umana”. In questi mesi ho capito e sentito la passione che ha per la sua città. Quello che fa è per i cittadini ai quali vuole molto bene. Il mio è stato un “tradimento shaksperiano” per motivi prettamente personali cioè quello di non perdere un’opportunità della vita».
INTANTO il sindaco Antonella Faggi si è già messa al lavoro per vagliare curriculum e individuare il nuovo segretario. Così sarà anche per la Provincia visto che il dottor Del Regno ha un incarico fino al termine di ottobre.
(giorno.it)


Magnifico quel "...cittadina toscana......" (ndr)

ENCLAVE


COMUNICATO STAMPA

L'attenzione che l'assessore Milone e la Polizia Municipale stanno dedicando alla porzione di centro storico tra Via Pier Cironi, Santa Margherita e Canto alle Tre Gore merita sicuramente il nostro plauso. A Milone vogliamo esprimere anche la solidarietà della Circoscrizione per qualche ingiusta accusa che gli tocca subire. Quel pezzo di città è avviato a diventare una enclave extracomunitaria, quasi tutta composta da cittadini nigeriani. Che, come dimostra l'episodio dell'allontanamento forzato dell'impiegato SORI, vorrebbe poter svolgere le proprie attività economiche sottraendosi a qualsiasi controllo di legalità.
Fa bene pertanto l'assessore Milone a tenere sotto lo sguardo attento delle forze di polizia municipale quella zona. Il rischio dell'ulteriore trasformazione in un ghetto è costante e reale. Così come reale diventerebbe, senza le necessarie contromisure, il pericolo di marginalizzare ed espellere anche quei cittadini e quelle attività economiche, pratesi e non, che non si "adeguino" allo stile imposto dalle comunità straniere che vi primeggiano.
Invitiamo quindi l'assessore Milone a continuare a svolgere il suo impegno nel contrasto all'illegalità ed alle irregolarità, piccole e grandi, anche perchè non si può dimenticare che quell'area non è una "favela" marginale ma un isolato a due passi da Piazza del Duomo.


Prato, lì 22.10.2009

Massimo Taiti
Presidente Circoscrizione Centro

RR


Piccola Posta

22 ottobre 2009
Ogni anno di nuovo questa trepidazione per la sorte di Radio radicale. Argomenti politici non ne userò, per non fare danno. Ma se mi tolgono Radio radicale non mi restano che le benzodiazepine fra le tre di notte e le sette e trenta di mattina. Siamo in tanti ridotti così, noi del posto fisso, malati in un letto o detenuti a domicilio. Se non si vuole rendere giustizia a un eccellente servizio pubblico, si voti almeno un emendamento umanitario.
(foglio.it)

di Adriano Sofri

RR


Roma: giovedì 22 ottobre Conferenza stampa su Radio Radicale

Dopo 33 anni che Radio Radicale, per generale riconoscimento, ha svolto e svolge un servizio pubblico senza precedenti e senza confronti possibili, si è forse sul punto di impedirle proprio questa funzione e proprio nell'attuale contesto della comunicazione e della democrazia in Italia.
Perché quante più persone possibili, anche nella classe dirigente, conoscano gli elementi oggettivi di tale situazione, intendiamo urgentemente informare su questo pericolo incombente.

Per questa ragione domani giovedì 22 ottobre Emma Bonino, Marco Pannella, Paolo Chiarelli, direttore del Centro di produzione S.p.a, e Massimo Bordin, direttore di Radio Radicale, terranno una conferenza stampa, alle ore 10.30, a Roma presso la sala stampa della Camera dei deputati (Sala del Mappamondo), in via della Missione, 4.
(radicali.it)

mercoledì 21 ottobre 2009

SOBRIAMENTE


MARXISMO-BRUNETTISMO


Brunetti: "L'aria di guerra genera odio". Così un quotidiano locale titola le riflessioni di don Santino Brunetti, vicario del vescovo per gli immigrati, sulla vicenda del bengalese aggredito da una squadraccia naziskin. Brunetti, dopo aver così "sobriamente" inquadrato l'episodio mette le mani avanti chiedendo di non essere qualificato come esponente della sinistra. Calma don Brunetti. Intanto non vediamo cosa ci sia di male ad essere identificato come sinistra. La Chiesa italiana, ed anche quella pratese, è piena di preti, vescovi e cardinali che, anche ostentatamente, non nascondono le loro simpatie per quella parte politica. Non c'è mica niente di malizioso in queste osservazioni.Che, nel caso specifico di don Brunetti, vengono spontanee. Il suo intervento ed il suo ragionamento è perfettamente sovrapponibile, ad esempio, a quelli della sinistra rosso-verde.Ovvero di chi approfitta dell'aggressione al bengalese per cercare di colpire la maggioranza uscita dalle elezioni di giugno. Ma che lo faccia l'estrema sinistra, per via politica e propagandistica, è normale e ragionevole. Che sulla stessa scia ci si metta anche l'uomo del vescovo per i problemi dell'immigrazione ci sembra invece del tutto irragionevole. A Prato non c'è nessuna guerra e nessuno cerca di alimentare odii razziali. Certo la nuova maggioranza cerca di fare quello che i governi cittadini della sinistra hanno evitato accuratamente di fare da almeno 15 anni. Governare il fenomeno straordinario ed esclusivo della massiccia presenza a Prato di immigrati regolari e clandestini. Cercando da una parte di offfrire politiche di sostegno all'integrazione per i cittadini stranieri regolari e di contrastare l'illegalità e l'irregolarità. Ma questo secondo aspetto non può essere interpretato, come fa don Brunetti, come volontà di non accoglienza o di discriminazione. E' un modo di ragionare che non possiamo condividere.

La convivenza tra autoctoni ed immigrati è sempre un grande problema. In tutti i paesi del mondo e non solo a Prato. Trovare il giusto equilibrio tra l'accoglienza, la solidarietà e l'integrazione con una corretta attenzione alle leggi ed alle regole nazionali e locali è il rovello intorno al quale possono nascere o politiche di democratica convivenza tra genti diverse oppure reazioni xenofobe e razziste, specialmente provenienti da quei settori, poveri, della popolazione che si ritrova a convivere con masse più o meno grandi di immigrati regolari o clandestini.

Dove i governi, nazionali e locali, hanno fatto finta di niente ovvero hanno ostentato politiche di falsa "accoglienza", prima o poi ne hanno pagato un prezzo pesante. Se le condizioni della convivenza arrivano a livelli di insopportabilità la gente si ribella. Anche spostandosi su versanti xenofobi o razzisti e politicamente di estrema destra. Che è quello che è avvenuto, ad esempio, da qualche anno nei comuni della banlieu parigina. Una volta territorio incontrastato del PCF e, piano piano, passati quasi tutti prima a Le Pen e poi alla destra sarkozista. Ovvero quello che, certo in piccolo, è avvenuto anche a Prato in diversi quartieri abbandonati a se stessi dalle politiche della sinistra e divenuti, quest'anno, fertile terreno di caccia e di consensi per la Lega o per qualche lista civica. Dove si dimostra che la solidarietà e l'accoglienza non si possono fare a parole o con la cristiana carità e neppure con logiche apparentemente solidali e di sinistra bensì con l'impegno quotidiano di tutti e verso tutti teso al rispetto, dappertutto, della legalità e della regolarità.

martedì 20 ottobre 2009

PRESIDIO








DOGAIA
Per protestare contro la situazione intollerabile creatasi nelle carceri toscane a causa del contemporaneo aumento della popolazione carceraria a fronte di una diminuzione degli agenti, questa mattina al carcere della Dogaia, i sindacati regionali della Polizia Penitenziaria hanno convocato un presidio toscano.
La manifestazione si è svolta in Via La Montagnola perchè la situazione del carcere di Prato è quella più a rischio di tutta la regione.
A fronte di una possibilità di ospitare 450 detenuti ad oggi i reclusi hanno raggiunto il numero record di 650. E, d'altra parte, il numero degli agenti penitenziari è ormai di molto sotto quello che servirebbe per rendere un servizio normale.

NAZI


COMUNICATO STAMPA

L'aggressione di stampo nazi-razzista ad un cittadino bengalese avvenuta in Via Santo Stefano rappresenta per Prato un salto di qualità inaccettabile, insopportabile ed inammissibile.
Bene ha fatto il sindaco Roberto Cenni a stigmatizzare e condannare duramente ed immediatamente l'episodio. E bene farà il Comune di Prato a costituirsi parte civile nel processo contro i quattro aggressori.
La violenza contro il diverso, per qualsiasi motivo, politico, religioso, razziale, sessuale è inqualificabile, da qualsiasi soggetto provenga. Prato pur nella fase di crisi che sta vivendo da qualche anno e pur dovendo scontare una presenza straniera assai superiore a quella nazionale non ha mai cercato di risolvere i problemi con la violenza.
I cittadini bengalesi, poi, sono ben conosciuti per la loro indole mite e la pacatezza con la quale offrono le loro merci.
L'unico motivo di parziale conforto è che i quattro aggressori non sono cittadini pratesi. Ci appelliamo con forza al senso di civiltà ed alle tradizioni democratiche e solidali di tutta la città affinchè, anche attraverso le istituzioni politiche, religiose e sociali si riescano ad isolare ed a rendere innocui gli atteggiamenti razzisti tanto più se marchiati da una chiara impronta politica di estrema destra nazisteggiante. Come Presidente della Circoscrizione Centro nel cui territorio si è verificata l’aggressione sono disponibile ad aiutare concretamente il cittadino bengalese, una volta che lo stesso abbia perfezionato la sua posizione relativa al permesso di soggiorno sul territorio italiano, ad inserirsi nella nostra realtà sociale.

Prato, 20.10.2009

Massimo Taiti
Presidente Circoscrizione Centro

lunedì 19 ottobre 2009

VEGETARIANS


AMBIENTE: MENU' VEGETARIANO PER TAGLIARE CO2 E AMMALARSI MENO


Si tagliano 36 chilogrammi di CO2 per ogni kg di carne di manzo non mangiata in una settimana a persona, pari a un risparmio di quasi 1.900 kg di CO2 in un anno, e contemporaneamente diminuisce dell'80% il rischio di diabete alimentare. E ora,potrebbe essere piu' facile poter scegliere di mangiare vegetariano. Sulle 'tavole' infatti e' arrivata una proposta di legge, a firma di Andrea Sarubbi del Pd e Gabriella Giammanco del Pdl insieme con la Lav (Legaantivivisezione), per tutelare la scelta alimentare vegetariana e vegana nei luoghi pubblici, convenzionati e privati. Sono molti i pregi, riferisce la Lega Antivivisezione (Lav), di una scelta del genere, al di la' dei motivi etici. Due sono gli aspetti essenziali:la tutela dell'ambiente e della salute. Per quanto riguarda l'ambiente, osserva la Lav, gli allevamenti di animali destinati all'alimentazione umana sono responsabili dell'inquinamento (ogni animale inquina suolo e acqua per 30 volte il suo peso) per un totale pari al 18% delle emissioni globali di gas serra contribuendo alla formazione di piogge acide, della deforestazione (un hamburger comporta la distruzione di 5 metri quadrati di foreste, pari a 35 metri quadrati per ogni kg di carne), di spreco risorse e terre coltivabili (per 1 kg di carne sono necessari 15 kg di cereali, mentre per 1 kg di carne bovina sono necessari oltre 15.000 litri d'acqua). Sul versante salute, continua la Lav, nei vegetariani l'incidenza delle principali malattie dei paesi industrializzati (malattie cardiovascolari,cancro, obesita' e diabete) e' molto piu' bassa rispetto agli onnivori: l'incidenza di cardiopatie e' inferiore del 24%, mentre nei vegani (che nonassumono alimenti di origine animale) e' inferiore fino al 57% (dati dell'American dietetic association 2009). Se si esclude la carne dalla dieta, il rischio di patologie coronariche diminuisce del 35%. I vegetariani hanno l'80% di rischio in meno di ammalarsi di diabete di tipo 2, oalimentare, rispetto a chi si nutre di alimenti di origine animale. E poi, ricorda la Lav, ci sono anche motivi etici alla base di una scelta vegetariana. Se ogni italiano mangiasse vegetariano per un giorno alla settimana per un anno, si risparmierebbe la vita a 12 milioni di animali. (ANSA).

FERRO


LA CURA POLITICA


Nella sua relazione al Bilancio 2008 di Trenitalia la Corte dei Conti ha posto la sua attenzione sulla situazione critica della società controllata "Cargo" che gestisce il mercato del trasporto delle merci. Secondo la Corte dei Conti la divisione Cargo presenta un elevato indebitamento che necessita di un immediato aumento del capitale sociale. La Corte evidenzia anche la notevole diminuzione della domanda dei servizi resi che rende indispensabile un generale riassetto della logistica al quale far seguire anche un significativo taglio delle spese.
Contemporaneamente l'amministratore delegato della Divisione Cargo di Trenitalia Ing. Mario Castaldo sottolinea un decremento generale a livello europeo oltre che italiano delle quote di trasporto delle merci su ferro ("Il movimento merci nei primi due mesi dell'anno ha registrato una netta diminuzione a livello mondiale. In Italia la ferrovia ha perso circa il 20 %, mentre in Spagna il crollo è stato del 40%, in Francia ed in Germania del 30%").


In questa situazione di depressione generale del trasporto merci su ferrovia, dovuta sicuramente anche alla grave crisi economica che interessa l'Italia, l'Europa ed il mondo intero, pensare a richiedere a Trenitalia un intervento diretto nel capitale sociale della società Interporto di Prato, così come ipotizzato nei giorni scorsi, appare poco più che una petizione di principio.

A meno che qualche mano politica non forzi quella di Mauro Moretti, amministratore delegato di Trenitalia!

MARIA


Usa: depenalizzato uso terapeutico marijuana

Non scatteranno piu' le manette per chi cede o consuma
marijuana a scopi terapeutici. Succede negli Stati Uniti, dove
l'amministrazione Obama ha approvato le nuove linee guida, che tracciano una
netta demarcazione con l'esecutivo guidato da Bush, contrario alla
depenalizzazione della cannabis a fini medici.
(RCD)

REGOLARIZZAZIONE


Roma: lunedì 19 ottobre conferenza stampa e maratona oratoria per chiedere un incontro con le istituzioni sulla Legge Maroni

Il Coordinamento associazioni laiche e cattoliche e movimenti di Caserta, Action, il Partito Radicale, il Centro Sociale ex canapificio, gli imprenditori firmatari dell' "Appello per l’estensione della regolarizzazione a tutte le categorie di lavoratori immigrati" e l’ass.ne radicale Certi Diritti in presidio a Roma lunedì 19

Il fallimento della regolarizzazione di colf e badanti e le gravi conseguenze dell’esclusione dal provvedimento delle altre categorie di lavoratori stranieri saranno al centro della conferenza stampa organizzata dal Partito Radicale, che si terrà a Roma lunedì 19 ottobre, alle ore 11 in Piazza Santi Apostoli, alla quale farà seguito una maratona oratoria.

L’incontro con i giornalisti e la maratona si svolgeranno nell’ambito nel presidio organizzato da più di 2 mila cittadini migranti del Coordinamento associazioni laiche e cattoliche e movimenti di Caserta, che hanno deciso di prolungare la propria permanenza a Roma dopo la grande manifestazione nazionale contro il razzismo di sabato 17 per chiedere un incontro con le autorità preposte del Ministro dell’Interno, dei Presidenti delle Camere e di tutte le altre istituzioni competenti in materia, tra queste in particolare con il presidente Gianfranco Fini

Il presidio si terrà per tutta la giornata di domenica 18 ottobre in Piazza della Bocca della Verità e lunedì 19 in piazza Santi Apostoli dalle 10 alle 15.

Gli organizzatori del presidio prenderanno parte alla conferenza stampa e alla maratona oratoria insieme a parlamentari di diversi schieramenti.

Il Coordinamento associazioni laiche e cattoliche e movimenti di Caserta, il Partito Radicale, Action e il Centro Sociale ex canapificio e gli imprenditori firmatari dell' "Appello per l’estensione della regolarizzazione a tutte le categorie di lavoratori immigrati" chiedono:

1) La possibilità di estendere la regolarizzazione/emersione a tutte le categorie di lavoratori o almeno ad altre categorie per le quali maggiormente viene utilizzata manodopera straniera in sostituzione di quella autoctona;

2) Una proroga fino a Pasqua della regolarizzazione in corso per dare la possibilità a tutte le famiglie (e speriamo anche imprese) di regolarizzare davvero tutti i regolarizzabili.

3) La possibilità che si possa regolarizzare andando in deroga al minimo reddito richiesto dei 20.000 euro che di fatto esclude molte famiglie soprattutto delle zone più povere d’Italia;

4) Un possibilità di ottenere un permesso di soggiorno per quei lavoratori/rici che si sono visti rifiutare la richiesta di regolarizzazione dal proprio datore di lavoro e che continuano a lavorare presso di lui. Fu risolto positivamente lo stesso problema nell’emersione del 2002;

5) Una maggiore attenzione da parte delle Commissioni Territoriali (ed alcune in particolare) ai casi particolari dei richiedenti asilo anche in riferimento alle più volte ribadite intenzioni del governo di salvaguardare i richiedenti asilo dai migranti irregolari;

6) L’approvazione in tempi rapidi del regolamento attuativo sulla nuova procedura per i richiedenti la protezione internazionale. Un regolamento che chiarisca i tanti punti ancora oscuri che ad oggi determinano una notevole compressione del diritto d’asilo in questo paese.

Per contatti: Simone Sapienza, Cell (+39) 3460725108 - Email simone.sapienza@gmail.com
(radicali.it)

SPINELLO


SANTA CATERINA DELLE RUOTE


All'Antella, tra Ponte a Ema e Bagno a Ripoli, a pochissimi passi dall'uscita dell'Autosole Firenze Sud, inserita in un superbo brano di campagna fiorentina, sorge, l'Oratorio di Santa Caterina delle Ruote, chiesetta campestre del 1300 voluta dalla famiglia Alberti ai piedi della loro magnifica villa.

L'Oratorio, restaurato dieci anni orsono, è una, non piccola, costruzione in alberese in stile gotico fiorentino. L'interno, a navata unica, conserva splendidi affreschi di Spinello Aretino,e del maestro di Barberino (Val d'Elsa) e di Pietro Nelli.

Attualmente, in collaborazione con gli Uffizi, è in corso al suo interno una magnifica mostra che offre ai visitatori, oltre alle pareti affrescate, altre meraviglie provenienti sia dalla Galleria fiorentina che da altri musei e collezioni.

Il suggestivo Oratorio presenta, in particolare, un grande trittico di Agnolo Gaddi, un'opera d’assoluto valore accuratamente restaurata grazie al finanziamento dell'antiquario Fabrizio Moretti. Il trittico, originario proprio dell’Oratorio di Santa Caterina, raffigura la Madonna col Bambino in trono fra i Santi Filippo e Lorenzo e, nei tondi delle cuspidi, Cristo benedicente e l’Annunciazione. Agnolo Gaddi è un'artista ben noto anche a Prato per aver affrescato la Cappella della Sacra Cintola in Duomo, il Palazzo Datini ed il grande tabernacolo di Figline della Sant'Anna Metterza.

A Spinello Aretino si devono gli affreschi delle volte dell'Oratorio con le storie di Santa Caterina. Che è, ovviamente, anche il soggetto delle pitture murali del maestro di Barberino nella scarsella dietro l'altar maggiore.

Consigliamo vivamente la visita all'Oratorio, a pochi minuti da Prato, perchè le emozioni che si provano sono assolutamente forti. Arte, architettura, bellezza, sacro e natura si fondono mirabilmente in questo luogo che pare sospeso nello spazio e nel tempo.




CIGOLII



CAFFA E TANA

“Prato, capitale europea del tessile d’eccellenza guarda al futuro”: con queste parole inizia l’opuscolo realizzato ad hoc per la mostra “Lo stile dello zar”. Parole ed obiettivi senz’altro altisonanti, con lo scopo di cercare un nesso tra il tessile la pittura e le rotte commerciali nel periodo che va dal trecento al seicento, dove protagoniste in campo sono Genova e Venezia che, grazie agli avamposti in Crimea di Caffa e Tana riescono a creare un vero business commerciale esportando in Oriente i tessuti italiani.
Ecco, quello che rimane impresso dopo la visita alla mostra sono proprio questi collegamenti, grazie anche a quadri del Tiziano ed illustrazioni video-proiettate che dettagliano, in una sequenza cronologica, le attività dei nostri antichi connazionali genovesi e veneziani verso la Moscovia e tutto l’Oriente.
Alla fine ciò che viene mostrato riguardante gli abiti dello zar è un abito estivo da cerimonia, un abito da camera ed un corpetto: tutto il resto sono quadri, arazzi, tele e proiezioni.
E di Prato, cosa c’era? Un grande quadro, definito una pala monumentale, realizzata da Ludovico Cardi, detto “il Cigoli” alla fine del 1500, che raffigura la circoncisione di Gesù e che, fino al 1824, era situata nella chiesa pratese di San Francesco.
Tutto il resto sono solo suggestioni, create grazie alla lettura di quadri su tela e su legno che ricordano i tessuti ed i colori che poi vengono utilizzati da tutti i regnanti (non solo quelli moscoviti): e difatti, per sottolineare il legame tra la mostra e la città, si evidenziano i colori dei vestiti da cerimonia, il rosso porpora, gli intrecci d’oro ecc., ricordando che Lucca produzione di tessuti Venezia e poi Firenze erano centri di eccellenza per la produzione di tessuti operati.
Oltre a questi flash, quando si esce dalla mostra si rimane stupiti dalla massiccia presenza di abiti sacri (piviali, felon e lampassi), tanto da farsi sorgere la domanda: “Ma abbiamo visto come si vestivano gli zar o una mostra sugli abiti usati per celebrare una funzione sacra ?”
Una curiosità tecnica: oggi domenica 18, dalle 10,15 alle 12 erano presenti due comitive, la prima composta da 15-18 concittadini, la seconda composta da un gruppo di pensionati venuti in pullman da Carrara.

18.10.2009
ENRICO BIANCHI

domenica 18 ottobre 2009

ANELLI


Introduzione a…

Eccoci,ci risiamo. Giunta che va,centro storico che torna. Sono almeno cinquant’anni che il “problema” è all’ordine del giorno:centinaia di riunioni,mesi e anni di incotnri,esperimneti,promesse,compromessi. Maratone oratorie nelle Giunte,nei Consigli comunali e nei Comitati che,periodicamente nascone,muoiono e resuscitano.
Niente di fatto. Il centro storico è sempre lì,immobile e discusso.
Ora però va di moda il buon senso e su quello bisogna puntare senza esitazioni. Oltre tutto è questa la filosofia della parte politica alla quale si riferisce l’attuale giunta. Fare contiunamente,fare con i piedi per terra,fare sempre senza fermarsi. Un moto perpetuo, una sfida dichiarata alla vischiosità para-democratica delle vecchie Giunte comunali di sinistra imelagate,su ogni problema,a valutare,esaminare,soppesare,prevedere,rimandare,spaccare il capello in quattro.
Ora,finalemente,si parte. Una proposta prende campo in questi giorni e convince anche i diretti interessati. Che,intendiamoci,non sono come si dovrebbe ragionevolmente pensare i cittadini pratesi,ma una ristretta categoria di commercianti. Appunto,quelli del centro storico

I signori degli anelli

18 ottobre 2009

Dopo la visita agli scavi etruschi di Gonfienti,il gruppo di rari turisti in vista a Prato decide di raggiungere a piedi il centro della città. Vogiono godere quella particolare domestica atmosfera che si respira camminando insieme agli abitanti,fermandosi davanti ai negozi,curiosando dietro i portoni e i cancelli dei palazzi dove vivono i residenti.
Sono turisti abituati a viaggiare ad occhi aperti per capire la vertià viva e vera di ogni città.
Muovono pochi passi e subito si fermano,interdetti con interessata esitazione. Le strade ancora lontane dal centro,sono strapiene di uomini e donne,un via vai continuo vociante e confuso. Molti mangiano intorno a cucine improvvisate,appena visibili attraverso il fumo denso e acre della carne arrostita.
Centinaia di carretti e di bancarelle ammassate ai lati delle strade sconnesse,vendono e scambiano mercanzie di ogni genere. Sembra un suk tunisino ma senza la piacevole rumorosa allegrezza di astuti venditori. In giro c’è un’aria pesante rassegnata ,si incrociano occhi che non ti guardano sei solo in mezzo a migliaia di persone.
La guida cerca di sottrarre il gruppo alla impressionante visione ma deve rispondere alla divertita sorpresa dei turisiti. Controvoglia spiega che diversi anni fa il governo cittadino,per salvaguardarne il decoro e l’identità suddivise prato in tre anelli territoriali concentrici su ognuno dei quali possono essere svolte solo la attività elencate in apposito regolamento.
Una decisione necessaria per riservare il centro storico ad esercizi commerciali altamente qualificati,salvaguardandolo dalla già preoccupante occupazione da parte di “etnici” volenterosi ma incapaci di mantere un livello civile,commerciale ed estetico di bon ton.
Così nel primo anello,quello più esterno furono relegate le piccole e modestissime attività commerciali considerate assolutamente incompatibili con il prestigio della città. A seguito dell’editto comunale trovarono permanente collocazione in questa zona: kebab di ogni tipo,distese variopinte di tappeti con i più svariati oggetti esibiti da rassegnati venditori,”attività artigianali di cottura alimenti che non rispettano la tradizione locale”,esposizioni di modesti abiti appesi a fili di ferro arruginiti. A norma di regolamento si sono concetrate nel primo anello anche decine e decine di money-transfert,phone-center,internet point e file incredibili di distributori automatici.
Si è così costituito nel tempo,all’esterno del nucleo centrale della città,un’agglomerato urbano vissuto esclusivamante da gente espulsa dal sistema “normalizzato”, ridotta a vivere in condizioni precarie e spesso sconvenienti.
Attraversato il primo anello,l’aspetto generale migliora. In questa seconda zona,infatti,sono state indirizzate le attività che,essendo ammesso nel centro storico,possono trovare uno spazio autonomo rispetto a quelle giudicate assolutamente marginali da un’apposita Commissione comunale.
Piccoli negozi propongono con artigianale decoro i loro modesti prodotti,qualche edificio pubblico espone la bandiera nazionale,si respira un’aria di civiltà ritrovata.
Curioso contrasto, evocativo di chissà quali equivoche prestazioni,una strada intera riservata a sexy shop,hard discount,sale giochi che la commissione ha trasferito per rispetto al senso mrale dei visitatori del centro storico.
La gente scorre ordinata nelle strade con dignitosa compostezza:donne e uomini camminano insieme con i loro bambini,ridono con grazia giovani ragazze che entrano e escono dai locali. Tutti sembrano godere della vita, si chiamano e si salutano ad alta voce dalle finestre e dai marciapiede. Nessuno cammina a passo svelto,tutto quello che serve è lì,a due passi,a portata di mano.
Si è inaspettatamente e fortunatamente formata a seguito delle decisioni comunali,una nuova,modesta,borghesia intelligente che vive e fa vivere una nuova umanissima città.
Il gruppo dei turisti si è sparpagliato. Bevono nella pernombra di una cantina un bicchiere di vino rosso qualcuno mangia frittelle fumanti e compra souvenirs offerti con spontanea cortesia. A tutti è tornato il sorriso vorrebbero trattenersi ancora in quella vivacità di suoni,di colori e di visi sorridenti ma la guida insiste,devono andare.
Quando entrano nel centro storico il sole,ancora alto,illumina Piazza delle Carceri,il Pulpito di Donatello e Palazzo Pretorio. Guardano ammirati con il naso in su camminando lentamente per le strade deserte. Vorrebbero fermarsi per una pausa. Cercano un caffè,un locale per sedersi un momento ma non lo trovano.
Solo allora si accorgono delle cento saracinesche abbassate,delle finestre chiuse,dello strano stancante silenzio che incombe nel cuore antico della città.
Prima di partire danno un ultimo sguardo,un addio ammirato ai monumenti di questa stupenda città.
La guida non risponde più alle domande,è già lontana e aspetta impazziente. Prima di rientrare in albergo a Firenze,si devono fermare ai Gigli per prendere un aperitivo e fare acquisti.
Uscendo dal centro i turisti salutano quei pochi signori che,immobili sulle porte dei loro raffinati negozi vuoti sembrano,nell’ombra incipiente del tramonto,aristocratiche cariatidi.

CARLO MONTAINI

MATTIACCI


ROTONDE


Da qualche settimana fa bella mostra di sè, alla rotonda davanti al Tribunale, l'opera di Eliseo Mattiacci "Riflesso dell'ordine cosmico", una grande stele di ferro già collocata nei giardini del Museo Pecci, poco più avanti.

Probabilmente il trasferimento dell'opera dell'artista marchigiano è dovuto all'imminente inizio dei lavori per la ristrutturazione-ampliamento dell'edificio che ospita il Centro per l'arte contemporanea secondo il progetto dell'architetto Maurice Nio. Ed è quindi prevedibile che una volta completati i lavori l'opera di Mattiacci ritorni al Pecci.

Noi avanziamo una proposta: lasciate la grande stele dov'è ora! Ci sembra che la postazione attuale, infatti, qualifichi nel migliore dei modi l'affascinante scultura moderna di Mattiacci (a proposito "Mattiacci" non "Matteucci" come erroneamente indicato nella scheda sul sito dell'Agenzia Provinciale per il Turismo!!!).

Tra l'altro proprio in quella rotonda doveva sorgere una grande fontana di Robert Morris, realizzata anche grazie a contributi di privati, che motivi ancora oscuri ed ignoti ai più hanno annullato!

Ci sentiamo anche di avanzare una seconda proposta al Pecci ed agli amministratori della città: perchè non collocare altre opere della collezione permanente del museo in altri spazi cittadini. Ad esempio sostituendo l'inguardabile "imbuto" di Viale Galilei non consono, per qualità e scala urbanistica, al trafficatissimo quadrivio di Ponte Datini.

DISINFORMAZIA


PICCOLI EVENTI


Continua l'opera di disinformazione sistematica e fuorviante (ed anche provinciale...) dell'ufficio stampa della mostra "Lo stile dello zar".
In questi giorni la "velina" di Via Santa Chiara riguarda la "promozione" della mostra che avrebbe fatto il New York Times per la penna del suo critico d'arte.
A parte il fatto dell'estremo provincialismo di chi ci vuol far credere che la citazione di Prato su un grande organo d'informazione dovrebbe essere, per i cittadini pratesi, motivo d'orgoglio e di vanto, si tralascia di dire che il critico americano ha scritto della mostra solo perchè invitato ed ospitato a Prato per l'inaugurazione, con spese a carico della città!
Ma se solo a qualcuno venisse voglia di andare a leggere il pezzo del NYT si accorgerebbe che "Lo stile dello zar" è liquidato con pochissimi cenni; che il critico rivela che le opere porvenienti dall'Ermitage sono state prelevate dai magazzini del Museo; che si mette in evidenza, su tutto, il nostro centro storico e le opere d'arte ivi racchiuse. Il che va sicuramente anche bene! Ma che poco c'entra sulla bontà della mostra in corso al Museo del Tessuto.
Sulla quale, invece, cominciano a fioccare anche le prime perplessità da parte degli operatori commerciali, pur se annoverati tra i promotori. In un'intervista rilasciata ieri sera al TG di TVPrato sia il presidente degli albergatori pratesi Vittorio Lastrucci che Rodolfo Tomada (Flora, Datini) sottolinenano l'andamento per ora deludente della mostra sul versante delle ricadute sulle loro attività. Pochi turisti arrivati in città, pochissime permanenze in albergo.
A dimostrazione che la mostra "Lo stile dello zar", al di là della disinformazia d'ufficio, sta completamente mancando i propri obbiettivi nonostante le ingenti risorse che le sono state destinate dalle istituzioni pubbliche pratesi e toscane.