sabato 31 ottobre 2009

ABATI (1)


BOCCONE


Mentre in città "scoppiava" (si fa per dire....) l'affaire kebab, in altre stanze, si stava cucinando una pietanza molto più tradizionale e sostanziosa: la presidenza del Consiag.

Se ci avete fatto caso sulla questione del panino al montone sono intervenuti numerosi esponenti della sinistra (anche di quella più folkoristica e colorita....), associazioni, ma nessun esponente ufficiale del Partito Democratico.

Mentre l'alleata IdV si dichiarava pronta (addirittura....) ad una manifestazione di piazza la segreteria del PD ed i suoi dirigenti maggiori (onorevoli, consiglieri provinciali e regionali...) tacevano.

Certo il silenzio è dovuto anche al fatto che le organizzazioni sociali che fanno capo ai democrats hanno giudicato positive le misure della Giunta comunale. Ma, si potrebbe maliziosamente osservare, anche perchè stavano orchestrando e concertando la "requisizione" della maggiore azienda pubblica pratese.

Incassati i segnali positivi della conferma di Beccaglia al Pecci ed i reiterati giudizi positivi sulla presidenza Abati, sono passati velocemente all'incasso dribblando allegramente e con sveltezza le posizioni del centrodestra tendenti a ricercare, con un pò di settimane davanti, un accordo sul rinnovo degli organismi consiagghini.

I fini strateghi della maggioranza comunale sono rimasti con le pive nel sacco! E delle novità promesse in campagna elettorale, per adesso, sono rimaste le fette di cocomero del 15 agosto, tre militari di ronda, il rinnovato attivismo di Milone ed il divieto di aprire nuovi kebab nell'APU! Poco! Quasi nulla a giudizio di molti degli elettori che, con fiducia, si erano rivolti a Roberto Cenni ed alla sua
coalizione.

Ed i democrats ringraziano! Non solo continueranno a "mangiare" gli ottimi hotdogs di Via Panziera ma, per il momento, restano saldamente in sella alla SORI, al Metastasio, al Pecci, all'Ater, in Publiacqua, ed in tutte le restanti sorelle minori di queste aziende di proprietà pubblica. Nel contempo sono riusciti, anche, a "pareggiare" all'Interporto dove è stato collocato un tecnico neutrale.

venerdì 30 ottobre 2009

ABATI


NON SI FA


E così la legge dei numeri e della prepotenza arrogante vince sulle leggi della politica. Non si può spiegare che in questo modo la prova di forza che la sinistra ha messo in campo oggi nell'assemblea generale del Consiag che doveva ridisegnare gli organismi dirigenti.

La maggioranza ha rieletto presidente Paolo Abati. Infischiandosene allegramente del fatto che l'azionista di maggioranza relativa, il Comune di Prato, avrebbe preferito una soluzione diversa, seppure concordata con gli altri enti.

Ma non c'è stato niente da fare! Evidentemente l'ordine di scuderia era arrivato chiaro e deciso. Quello che non è stato possibile fare con le elezioni amministrative per via delle primarie interne del PD, lo si può riproporre adesso per via autoritaria. Paolo Abati, scartato dal popolo democrat quale competitor di Roberto Cenni, si ritrova confermato alla guida dell'ente pubblico più grande ed importante della città. Cassaforte della sinistra, azienda leader dei monopoli pubblici, luogo di penetrazione delle più ampie clientele comuniste, popolari e democrats, adesso Consiag del riconfermato Abati potrà continuare a giocare il ruolo di alter ego dell'amministrazione comunale pratese. Da posizione di supremazia finanziaria. Al Consiag, a differenza del Comune, non mancano certo le risorse economiche. Neppure in questi momenti di crisi generale dei bilanci pubblici. Padre padrone del rifornimento energetico cittadino, in regime di assoluto monopolio, l'azienda pubblica di Via Panziera potrà continuare ad imbastire le sue trame commerciali ed a tessere le sue reti clientelari. Avendo chiaramente nel mirino il sindaco Roberto Cenni e la nuova amministrazione cittadina.

La maggioranza politica espressa dai pratesi nelle scorse elezioni esce da questa prova con le ossa rotte. Umiliata, relegata in un angolo, incapace di difendere la sua posizione di azionista possessore di circa il 40% delle azioni Consiag.

Non prevediamo tempi tranquilli per chi, nelle stanze del palazzo comunale, ovvero nelle segreterie dei partiti del centrodestra ha clamorosamente fallito la prima grande prova di cambiamento delle liturgie cittadine del vero potere.

Lo stesso sindaco Cenni, già ampiamente criticato per aver voluto la riconferma al Museo Pecci del presidente Beccaglia ed assai indeciso o titubante nel mettere mano agli apicali della dirigenza comunale non pare aver davanti giorni sereni.

D'altra parte appare del tutto necessario che la maggioranza comunale riveda e ricalibri le proprie strategie a medio e lungo termine. Segnali di svolta devono essere dati. In mancanza la gente, anche gli elettori di Cenni, potrebbe anche intendere che il cambiamento che ha voluto per Prato dopo sessant'anni si è risolto, almeno per il momento, in un sussulto di gattopardismo! E già da marzo potrebbe trarne le conseguenze elettorali.

LULTIMA


CONVENTO


Marrazzo cacciato dal convento.

Pretendeva di farsi un cappuccino tutte le mattine......

MULTIPLI



LA FILIERA



Un quotidiano locale, tra le polemiche per la sorte dei kebab nel centro storico, infila in prima pagina la notizia che tra i banchi del nuovo Ipercoop di San Giusto, nascerà anche un oratorio della Curia pratese.

Non ci scandalizza per niente l'idea di frammistare tra ravanelli, arance rosse, pentole, detersivi, schiume ecc. anche un locale che si preoccupi della cura delle anime dei clienti!

La Chiesa cattolica è organizzazione millenaria che è tradizionalmente tesa ad occupare qualsiasi spazio, ogni posizione, tutti i riferimenti possibili della società.

Specchio della società rapresenta tutto quello che, brutto o bello, vi si riflette.

Ma l'operazione Ipercoop ci appare il sigillo conclusivo su tutta l'operazione Capezzana-San Giusto, Multisala-Ipercoop.

E tende ad azzittire tutti quelle voci critiche (Comitati e singoli cittadini..) che in questi anni hanno valutato assai negativamente tutta l'operazione urbanistica e commerciale.

D'altra parte la Curia in tutta questa partita non è stata affatto spettatore attonito o assente. Bensì, a cominciare dalle manovre sulle acquisizioni delle aree necessarie all'affaire, protagonista fin dall'inizio.

Possiamo così affermare che l'apertura del piccolo oratorio è la logica conclusione di una filiera che tiene insieme affari delle cooperative rosse, dei businessmen investitori, del passato governo cittadino, delle aziende che prenderanno, tra qualche giorno, possesso di Multisala e Ipercoop.



MINA

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ZAR


INSUCCESSO!


Sembra oramai dinanzi agli occhi di tutti come la mostra Lo stile dello Zar, che, secondo gli intenti dell’Amministrazione Provinciale, avrebbe dovuto contribuire in modo determinante al rilancio di Prato all’attenzione del pubblico nazionale ed internazionale, si stia in realtà, dinanzi ad un così scarso numero di visitatori e turisti, e si sta sempre più caratterizzando come vero e proprio insuccesso. La capacità comunicativa dinanzi ad un evento di tale portata si è rivelata, come già accaduto in passato per eventi simili, assolutamente insoddisfacente, vista la mancanza di individuazione del giusto target in un particolare tipo di turismo. Personalmente ritengo questo evento sia sicuramente interessante, ma sicuramente lontano dal dirsi o dal poter diventare, al di là dei proclami o comunque delle buone intenzioni, eccezionale. L’assenza di capacità organizzativa sta rischiando di renderlo deludente, visto anche il mancato coinvolgimento di rassegne internazionali specializzate nell’arte tessile (si pensi alla Biennale dell’Arte Tessile di Lituania o quello di Denver). L’evento è purtroppo rimasto fin troppo lontano non solo dal mondo dell’impresa o del commercio, ma anche dagli operatori artistici e culturali (Istituti Tessili stranieri, Fondazioni, Università dell’Arte Tessile), potenzialmente interessati ad un coinvolgimento in simili iniziative. L’informazione è stata carente e la promozione inefficace presso i vettori del turismo internazionale, le grandi imprese internazionali del turismo, che veicolano, come è noto, il turismo di massa e culturale nei luoghi deputati. Una promozione rivolta al mercato estero che avrebbe dovuto privilegiare un’adeguata offerta turistica, competitiva, costruita accanto ad iniziative collaterali culturali (quelle presenti hanno scarso valore culturale e non aiutano in alcun modo a conoscere il contesto culturale e commerciale della Moscovia). Doveva emergere un immagine forte e propositiva di Prato, luogo dell’eccellenza produttiva, legato da un consolidato binomio cultura artistica e qualità nella produzione tessile. Si tratta di un’occasione ancora una volta mancata, che nei fatti, non conseguirà alcun risultato utile e significativo sul proprio tessuto economico. Si dovrebbe riflettere su perché iniziative simili in altre città risultano maggiormente efficaci in termini di partecipazione e conseguimento di utili economici. Cause possibili possono essere individuate in una scarsa attenzione ai fattori di comunicazione, ma anche in uno sterile provincialismo e distorta percezione di autosufficienza: fattori assolutamente dannosi in un periodo di crisi economica. Dinanzi a tutto questo ciò che più inquieta è la demagogia e la volontà di chiusura: Prato potrebbe offrire ben di meglio. Prato sempre incapace di far brillare le sue perle artistiche: le migliori iniziative finiscono con l’essere svilite in un oceano di pregiudizi, di provincialismo, di vacue strategie e tecnicismi politici. Tutto questo offusca il valore della cultura, la rende incapace di promuovere e veicolare il confronto di idee, stimolo di crescita intellettuale e umana. Tutto questo può aprire la strada ad un vero pluralismo democratico, oltre a far sì che l’investimento di denaro pubblico sia veramente fruttuoso e non si trasformi in spreco. Intanto che siamo qui a parlare l’Ermitage di Pietroburgo continua a prestare in giro nel mondo le proprie opere incassando lauti guadagni e facendo sì che il proprio patrimonio artistico possa produrre frutto.


Savino Marseglia

(curatore indipendente)

KEBABBISMO


COMUNICATO STAMPA

Intorno al provvedimento della Giunta comunale riguardante le attività commerciali giudicate incompatibili con il nostro centro storico (per arrestarne il degrado e rafforzarne il decoro...) si sono subito levati alti i guaiti delle vedove del kebab! Particolarmente dura la presa di posizione di un noto scrittore. Che definisce seccamente ridicola questa scelta.
A noi pare del tutto lecito che i cittadini (anche quelli importanti…) possano discutere e criticare qualsiasi provvedimento dell’amministrazione. Ma perché definirli ridicoli?
L’insieme delle misure può essere contestato e criticato ma, francamente, non vediamo cosa ci sia di ridicolo in un provvedimento che mira ad arrestare il degrado evidente del nostro centro storico. A meno che ….A meno che il nostro concittadino letterato non ritenga che il centro vada bene così come adesso e che la Giunta non avrebbe dovuto conseguentemente deliberare alcunchè! E’ ridicolo pretendere che i proprietari dei fondi sfitti li tengano puliti? E’ ridicolo imporre un minimo di decoro alle insegne dei negozi, botteghe, esercizi? E’ ridicolo chiedere uno standard minimo di decenza per i dehors? E’ ridicolo vietare l’apertura in centro storico di sexy shop, officine, carrozzerie, falegnamerie industriali, phone e money center, kebab e quant’altro?
Segnaliamo che tutte queste misure sono state, da anni, prese da un Comune come Siena, ad esempio. Che è, tradizionalmente, amministrato dalla sinistra!
Va bene la polemica e la discussione civica. Sarebbe bene, comunque, che anche i famosi scrittori, specialmente se impegnati politicamente, facessero lo sforzo di dirci cosa farebbero loro. Anche se, temiamo, la risposta appare assai facile a giudicare da quanto hanno fatto le amministrazioni loro amiche: nulla!

Massimo Taiti
Presidente Circoscrizione Centro


mercoledì 28 ottobre 2009

FINI


BIBLIOTECA


Il presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, sarà in visita ufficiale a Prato il 16 novembre. In quell'occasione terrà un discorso nel Salone del Consiglio Comunale per festeggiare i 720 anni dalla sua costruzione.

A qualcuno è venuto correttamente in mente che la data del 16 novembre potrebbe essere anche quella dell'inaugurazione della nuova Biblioteca Comunale alla Campolmi. Che vedrebbe l'autorevole presenza della terza carica dello Stato.

Gianfranco Fini, forse, farà il miracolo. Ovvero restituire alla città, dopo quasi un anno di chiusura, una delle sue massime istituzioni culturali. Noi ci confidiamo nel miracolo! D'altra parte Gianfranco Fini ha già prodotto qualche evento straordinario. Dalla trasformazione del suo partito da postfascista a destra moderna. Ovvero aver procurato un posto di ministro, seppure nella scorsa legislatura, a Maurizio Gasparri!!! Forza Fini, può darsi che anche il miracolo della riapertura della Biblioteca, seppure minore, si avveri!!!

CARCERI


FORZA E CORAGGIO


Adesso ce lo chiediamo, e lo chiediamo, con più forza e convinzione. Perchè adesso che la più bella rotonda del mondo, Piazza del Duomo a Firenze, è stata finalmente completamente pedonalizzata, ed in maniera fulminante, e con speldidi esiti supercondivisi, dall'ottimo Renzi, resta come seconda rotonda più bella del mondo la nostra magnifica Piazza delle Carceri!

Non ci riesce di comprendere il motivo (o i motivi...) per il quale le amministrazioni comunali vecchie, e quella nuova di zecca, non procedano alla chiusura al traffico della piazza. Liberando la basilica rinascimentale ed il Castello federiciano dall'affronto quotidiano di bus ed auto e dalla sosta delle vetture! Cogliendo anche l'occasione, finalmente, per vietare il passaggio dei bus cittadini dalla Via Tintori e dintorni che è cosa senza alcun senso di ragionevolezza urbanistica e di pubblica mobilità!

Ci fa un brutto effetto, francamente, scorgere gruppi di turisti intenti a fotografare Carceri e Castello cercando di evitare di inquadrare autobus o veicoli in transito o parcheggiati.

E ci immaginiamo l'estrema bellezza della Piazza ove fosse restituita alla sua immagine originaria libera dagli ammassi attuali di ferraglia che, con tutta evidenza, ne deturpano la vista e l'intima armonia architettonica.

Forza, con un pò di coraggio, si può fare anche alle Carceri quello che, in venti giorni, tagliando la testa ad infinite polemiche, è riuscito a fare il sindaco di Firenze.


BERSANI


DEL PARTITO DEMOCRATICO


Uno dei primi "risultati" che il PD a guida Bersani è destinato a raggiungere è quello, non si sa se messo in preventivo o no, di ridare fiato alle liste che si collocano alla sua sinistra.

Pierluigi Bersani, infatti, è stato eletto segretario democrat sulla base di un programma che prevede l'abbandono della vocazione maggioritaria del PD ovvero la voglia veltroniana di cercare di rappresentare al suo ionterno, all'americana, tutte le anime della sinistra e del centrosinistra.

Che nelle elezioni del 2008 e di questa primavera avevano avuto come primo risultato, con la complicità delle leggi elettorali bipartisan, la scomparsa politica di Rifondazione Comunista, dei Verdi, dei socialisti, dei comunisti e compagnia bella.

Aver privilegiato nel 2008 solo l'alleanza con l'Italia dei Valori, affidava in esclusiva a Di Pietro, che ne ha approfittato a quattro mani, l'appalto dell'opposizione antiberlusconiana "dura e pura".

Adesso l'ex ministro dell'economia di Prodi, dalemiano e ciellino, sterza nuovamente verso un partito che punta a ricostituire nuove coalizioni politiche (se non programnmatiche...) tipo il vecchio Ulivo!

Il ragionamento, certo fondato ma forse assai superficiale, è che se il massimo raggiunto dal partito di Veltroni è stato il 33% delle ultime politiche (poi franato via via al 26%...) per tentare di riconquistare il governo occorre mettere in campo una nuova capacità di stringere alleanze. A sinistra. Ma anche al centro! E' la politica politichese di Massimo D'Alema. Che alla conquista della maggioranza sacrifica, spesso, molto in termini di coerenza programmatica ed, anche, in molti casi, di coerenza etica e morale. Come si è visto bene in Puglia, Campania, Calabria. Guarda caso proprio le tre regioni che hanno consentito a Bersani di accumulare il vantaggio decisivo sugli altri candidati delle primarie.

Se, per vincere, si è disposti a stringere alleanze caratterizzate dalla conquista del "potere", anche come leva per ottenere i "consensi", è possibile poi che ci si ritrovi casi limite come la provincia di Caserta. Che ha più iscritti al PD di tutta la Lombardia!! Ovvero ad avere come presidenti di Regione come Bassolino, Loiero, e per altri versi, Vendola.

Dunque il bersanismo pare destinato a ripetere, a livello nazionale, questa spregiudicata politica. Ma appare destinato, se gli va bene, a ripercorrere le perdenti strade del prodismo ulivista, ovvero ad essere preda degli appetiti di Di Pietro e di una rilanciata e rimotivata estrema sinistra. Oltre che a restituire centralità e potere di coalizione all'UDC di Casini, e, ancora di più, alla spregiudicata Compagnia delle Opere e dintorni.


martedì 27 ottobre 2009

REPUBBLI CANI


Cappato: da Repubblica.it un bel sondaggio di regime post-fascista e berlusconiano

Dichiarazione di Marco Cappato, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni, del Comitato di Radicali italiani

"Con quale partito preferireste si alleasse il Pd?" chiede ai suoi lettori il sito di Repubblica.it diretto da Vittorio Zucconi. Ecco le scelte possibili: Idv; Prc; Sl; Verdi; UdC; Nuova forza di centro Rutelli-Montezemolo; deve andare da solo; non so".
Come già accaduto (e da noi Radicali denunciato) nei sondaggi Internet per le elezioni europee, il partito di Repubblica, con i suoi Direttori e il suo Editore, continua nella linea di eliminazione dell’esistenza stessa della Lista Bonino-Pannella, pur avendo il movimento radicale già iniziato ufficialmente la campagna di raccolta di pre-firme per la presentazione della lista in tutte le Regioni.

Con questo tipo di "informazione" e di "sondaggi", Repubblica condivide con il potere berlusconiano gli stessi metodi di disinformazione e censura contro i quali vengono raccolte, proprio da Repubblica.it, centinaia di migliaia o milioni di firme. Il sondaggio di oggi è la rappresentazione perfetta del regime post-fascista e anti-democratico italiano. E’ anche un sondaggio "berlusconiano", non solo nei metodi, ma anche nel merito, se è vero come è vero che dall’analisi dell’Istituto Cattaneo alle elezioni europee è proprio la Lista Bonino_Pannella l’unica ad aver portato via voti a Berlusconi. Ragione di più, per Repubblica, per cercare di eliminarci.
(radicali.it)

QUADRA


IL QUADRATO FIORENTINO


Mentre il neosegretario del PD Pierluigi Bersani metteva piede ieri in una piccola azienda artigiana pratese a 10 kilometri di distanza, nel capoluogo fiorentino, l'ex capogruppo del PD in consiglio comunale, Alberto Formigli, finiva agli arresti domiciliari.

Anche Formigli aveva fondato una piccola azienda artigiana, Quadra srl, che invece di occuparsi di filati si occupava di tessere i fili, le reti e le ragnatele dell'urbanistica fiorentina.

Nell'edilizia fiorentina non si muoveva foglia, sostengono i magistrati fiorentini che hanno concluso con una messe di avvisi di reato una lunghissima indagine, senza l'assesso ed il beneplacito di Formigli.

Niente di nuovo sotto il sole. Le cronache giudiziarie di questi anni, le cronache di tutte le cittò, piccole e grandi, il senso comune, sono pieni di queste notizie. Ovvero del dominio della politica anche negli uffici tecnici dei comuni. Della necessità di ruote da ungere per farsi concedere l'agognato permesso di costruzione, ristrutturazione, rifacimento ecc. ecc..

Nella vicenda fiorentina quello che meraviglia è che chi, secondo i magistrati, tirava le fila di tutto quello che si muovevain campo urbanistico, ovvero il geometra Formigli,. sia potuto diventare addirittura capogruppo del più forte partito cittadino.

Ma davvero i furbissini e sveltissimi dirigenti democrats non erano a conoscenza dell'attività, palese ed occulta, del loro esponente? Possibile che nessuno dei rampantissimi ex diesse od ex margherita non avessero avuto alcun sentore sulle attività della Quadra?

Eppure gli uffici tecnici comunali sono luoghi forse silenziosi ma non muti. Le circostanze che l'inchiesta fiorentina pare abbia ora acclarato giravano di bocca in bocca, da impiegato ad impegato, tanto da diventare, col tempo, senso comune. Ma nessuno dei grandi dirigenti democrats ha mai sentito niente? E se ha sentito e saputo per quale ragionamento politico avrà ritenuto più opportuno (per il partito, per Firenze...) tacere?

E non c'entreranno per niente in questa storiaccia d'urbanistica contrattata le centinaia di voti di preferenza e di sostegno portati da Formigli e dai suoi amici ai frontmen del PD fiorentino?

BACH

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lunedì 26 ottobre 2009

PRATO


CIARDI E TAITI


COMUNICATO STAMPA

I presidenti delle Circoscrizioni Est e Centro, Alessandro Ciardi e Massimo Taiti, si sono incontrati per discutere di alcuni problemi di comune interesse riguardanti i loro territori di competenza. L'attenzione si è soffermata, in particolare, sull'assetto futuro di due delle principali piazze, e nodi di importante ed imponente traffico veicolare cittadino: piazza Mercatale e Piazza della Stazione. Che pur appartenendo la prima alla Circoscrizione Centro e la seconda alla Circoscrizione Est rivestono una fondamentale rilevanza per gli assetti futuri dell'intera città e per tutte e due le Circoscrizioni.

Al riguardo di Piazza Mercatale Ciardi e Taiti hanno convenuto che è un interesse comune riqualificare la storica piazza dell'antico mercato cittadino. Non è più tollerabile assistere inermi al continuo degrado del magnifico spazio ormai ridotto a parcheggio, rotonda stradale, commerci poco edificanti. Taiti e Ciardi sono convinti che il progetto presentato alla città dall'Ordine degli Ingegneri pratesi che prevede la pedonalizzazione della piazza con un sottoattraversamento veicolare possa rappresentare una prima risposta a questa esigenza di trasformazione e riconquista del Mercatale.

Il tunnel sotterraneo potrebbe anche rappresentare la soluzione ottimale per cercare di alleggerire da qualche flusso di traffico la Via Lambruschini e il Viale Borgovalsugana. Anche la Piazza della Stazione ha bisogno di nuovi assetti e nuove soluzioni che la rendano davvero una delle principali porte d'accesso al Centro Storico pratese, ovvero che la riportino all'originaria destinazione.

Pare necessario ed opportuno pertanto che l'Amministrazione valuti l'opportunità di un massiccio intervento in quell'area nevralgica della città. Un primo intervento pare quello di restituire visibilità all'importante edificio architettonico, attualmente invisibile da Piazza Europa e dintorni. La stazione ferroviaria deve tornare a svolgere quella funzione di segno urbanistico forte che era stato l'intento dei suoi progettisti.

Occorre dunque operare su di un razionale riassetto del giardino-parco che le si para adesso di fronte. E che, a giudizio dei due presidenti, non assolve attualmente ad alcuna esigenza dei cittadini essendo diventato, invece, luogo di poco commendevoli frequentazioni od azioni. Al tempo stesso pare necessario anche una radicale rivisitazione dell'intera viabilità nell'area interessata.I presidenti dell'Est e del Centro propongono, inoltre, che il nuovo parcheggio a servizio della stazione ferroviaria possa essere ricavato in una porzione dell'area antistante l'ingresso del campo sussidiario dello stadio comunale. Che consentirebbe di non gravare di ulteriori flussi di traffico l'area retrostante la stazione stessa.

Naturalmente Taiti e Ciardi auspicano che questi loro intendimenti possano trovare corretti approfondimenti sia presso gli assessorati che gli uffici competenti. E che si possa aprire un proficuo dibattito sui temi con l'indispensabile partecipazione dei cittadini, degli ordini professionali, e di tutte le organizzazioni sociali ed economiche interessate.

TRANSPARTITO


PIU' ESSE

La vittoria secca di Pierluigi Bersani, e dietro o davanti a lui di Massimo D'Alema, costituisce la certificazione della fine (politica) dell'era Veltroni. E con l'ex sindaco di Roma che incappa in una nuova cocente sconfitta anche del disegno strategico denominato Partito Democratico!
Con Bersani (e D'Alema..) si torna al partito pesante e si liquida il partito leggero. In sostanza si ritransita dal Partito Democratico al Partito Democratico della Sinistra.
Il nuovo transpartito bersanian-dalemian-marrazziano si ripromette di abbandonare per sempre la logica maggioritaria che presidiava il PD di Veltroni e Franceschini per tornare ai giorni della "bella politica"; dei tavoli di discussione e di confronto; delle contrattazioni e delle alleanze; delle geometrie variabili e delle convergenze parallele. Di Casini e Nichi Vendola; di Ferrero e di Lombardo e, perchè no, di Umberto Bossi e del padanismo oltre che, beninteso di Antonio Di Pietro, passando, di certo, per la potente Compagnia delle Opere, le Coop e le banche amiche e non.
Il transpartito PDS cercherà anche di innescare, of course, la fine del bipolarismo (...presunto) italiano e, per questa via, anche la crisi del PdL. Nuove bicamerali in vista con punti di caduta verso un sistema elettorale neotedesco. Per la felicità di Pierferdinando Casini e delle bande centriste che cercano una via di riorganizzazione.
Il futuro ci dirà se questo disegno complessivo potrà avere successo. Quel che ci pare sicuro è che per l'Italia e per i suoi cittadini le prospettive che si aprono non siano di segno granchè positivo. Ovvero non ci aspettiamo i grandi cambiamenti che, almeno, erano nell'orizzonte culturale di Veltroni. Tuttalpiù la conquista di qualche governo regionale per effetto combinato delle auspicate nuove convergenze politiche. Davvero poco per soddisfare le aspettative di un paese in cerca di una strada d'uscita dalla strettoia del berlusconismo e dell'antiberlusconismo.

TRENITALA


LO STILE DELLE FERROVIE


Si resta davvero di sasso a leggere la notizia che le Ferrovie dello Stato (ovvero Trenitalia...) si appresterebbero ad eliminare diversi Eurostar che permettono il collegamento di Prato con Roma e Milano. Si fatica a comprendere quale sia la

logica della soppressione della fermata pratese di convogli diretti a sud ed a nord.

La terza città dell'Italia centrale (dopo Roma e Firenze...) non rappresenta un bacino d'utenza apprezzabile per Trenitalia? Ma davvero circa 300.000 cittadini devoo essere tagliati fuori dai collegamenti diretti con il resto d'Italia? E' possibile che l'eliminazione di una fermata alla stazione centrale pratese di pochi minuti riesca a portare benefici all'asfittico bilancio annuale delle nostre ferrovie poststatali?

Noi francamente non lo crediamo. Ci pare che anche questi provvedimenti siano frutto della scarsissima conoscenza e dunque considerazione che la nostra città ha ai vertici delle varie aziende erogatrici di servizi pubblici (e non...).

Se Prato è considerata "...una cittadina..." in provincia di Firenze dalla stampa nazionale appare evidente come anche nella testa dei dirigenti romani scatti il meccanismo susseguente: che cazzo facciamo fermare a Prato, così vicina a Firenze, i nostri migliori convogli. Se c'è qualche decina di pratesi che vogliono il nostro servizio che vadano a prenderselo ....a Santa Maria Novella e non rompano i coglioni.... Ed a giudicare dalle scarsissime reazioni citadine, istituzionali e non, con moltissime probabilità di riuscirvi. Allo stesso tempo, per una bizzarria temporale, Prato sta cercando di rientrare nel capitale sociale dell'areoporto di Peretola e di convincere le Ferrovie ad entrare in quello dell'Interporto di Gonfienti.

Vorrrà dire che andremo a Roma e Milano in aereo. E per chi proprio vorrà utilizzare il treno sarà sempre possibile farsi dare un passaggio a qualche merci in partenza dall'Interporto!!!

SPIGOLI


Spigolature 3

La confusione è completa,la metamorfosi politico-culturale è inarrestabile. Come in un carnevale stravagante i protagonisti della vita politica nazionale e locale si scambiano l’un l’altro le maschere tradizionali durante il festoso corteo

Socialisti,liberali,liberalsocialisti

Cadute le ideologie,dissolti i valori,dimenticati i principi,è stata superata anche la differenza naturale,quasi fisica,delle idee e delle convinzioni.
Ministri liberali del PDL teorizzano,con la sicurezza manichea dei convertiti,decisivi interventi pubblici sul sistema economico-sociale;esponenti di primo piano della sinistra PD, predicano, con noiosa petulanza l’automatismo salvifico del libero mercato e la funzione insostituibile della libera concorrenza.
Tutte le idee,anche quelle passate,anche quelle trapassate,possono far comodo in questa generale astinenza.
Anche a Prato destra e sinistra mischiano,nella prassi,scuole di pensiero diverse,tendenze sociali divergenti,dogmi politici storicamente irrisolti.
Così un eminente personaggio di indiscutibile cultura ed esperienza liberale(e liberistica)come il Sindaco Cenni ,chiede con energica convinzione che “l’aeroporto(Amerigo Vespucci di Firenze) torni in mano pubblica” .
Un altro Sindaco(ex) Fabrizio Mattei,tradizioni e convincimenti da vero socialista ha venduto, anni fa le poche azioni dell’aeroporto possedute dal comune di Prato.
Chi è liberale,chi è socialista?
Il più equilibrato in questa occasione è stato il Presidente della Camera di Commercio Carlo Longo,imprenditore di lungo corso che”rimasto sinceramente sorpreso dalle dichiarazioni di Cenni” non nasconde “qualche dubbio sulla necessità di dare maggiore peso alle istituzioni pubbliche nella gestione dell’aeroporto”.
Ecco un esempio encomiabile di sintesi non compromettente che forse,senza volere,richiama i principi fondamentali del “liberalsocialismo “.Come si vede ce n’è per tutti.Basta cercare.
A proposito.L’ipotesi che circola di affidare ad una commissione comunale la destinazione territoriale degli esercizi commerciali sulla base di rigorose valutazioni etnico-estetico-gestionali,travalica la approssimativa tripartizione liberali,socialisti,liberalsocialisti e ne propone impudicamente una quarta.
Che ricorda,anacronisticamente,il periodo piu’ opprimente dell’economia statalista sovietica.
Non avrete dimenticato la “Nuova Economia Politica”(N E P)di triste memoria e di pessimi risultati.
Quando lo stato sovietico direttamente o indirettamente controllava anche le bancarelle di caldarroste davanti ai magazzini GUM della Piazza Rossa.
Un po’ di memoria,signori.
Il pensiero unico
Un altro personaggio,palesemente convertito alla supremazia del pubblico sul privato,e’ l’assessore Silli che come tutti i neofiti,anche senza volere,estremizza fideisticamente anche i piu’ semplici concetti.
In una delle ultime sedute nel Consiglio Comunale di Prato l’assessore,con delega alle politiche dell’immigrazione,ha espresso l’intenzione del Comune di “…coordinare i corsi di italiano rivolti agli extracomunitari senza cancellare le realta’(oltre cinquanta associazioni)che gia’ si occupano di questa iniziativa”.Tutti tranquilli, promette l’assessore:le associazioni svolgono un lavoro prezioso e lascia intendere,potranno continuare liberamente.
Ma segue improvvisa, seminascosta da una contorta fraseologia,la vera intenzione:”la nostra e’ solo volonta’ di una gestione uniforme…di mettere ordine dal punto di vista programmatico …di organizzare i corsi e renderli uniformi dal punto di vista dell’insegnamento”.
Assessore,non so se si e’ reso conto del significato delle sue stesse parole ma,con tutto il rispetto per la buona fede ,rilegga le frasi pubblicate.Sono sicuro che le troverà molto retrò e fastidiosamente anacronistiche .A quelli (vecchi)come me ricordano le lezioni che il sabato tenevano i gerarchi del GUF(gruppi universitari fascisti)sul Pensiero Unico .
In piu’ ,a conclusione,l’immancabile,fiero,saluto collettivo :eia ,eia,alaalà
Ci fosse una volta

In effetti,a pensarci bene,escluse alcune occasioni “storiche”Prato non ha mostrato una peculiare tendenza per manifestazioni di grande rilievo ,eventi comunque straordinari,incontri di richiamo internazionale.
Negli ultimi cinquant’anni:il premio letterario Prato,il teatro ingombrante di Ronconi,la mostra internazionale di Prato Espone,la visita del Papa e poco piu’.
In questi giorni ,con la convinta partecipazione di enti pubblici e privati e con l’ammirevole impegno di centinaia di pratesi ,donne e uomini di cultura ,esperti conoscitori della storia e del patrimonio culturale della loro citta’, e’ stata inaugurata una mostra eccezionale:”lo stile degli zar”.Un avvenimento di enorme valore storico- artistico e di rara bellezza.
Come pensate che abbiano reagito alcuni brillanti esponenti di punta di questa città?Affrettandosi a visitare (e far visitare) questa splendida rassegna unica al mondo?Nemmeno per sogno.
Hanno subito cominciato ,more solito,a tirarsi pubblicamente botte l’uno contro l’altro occupando intere colonne dei quotidiani .Avventatamente criticando e recriminando gli uni,difendendo con grossolane e non convincenti reazioni gli altri.Fuochi di artificio inutili e paesani ,sparati da posizioni politiche irrimediabilmente contrapposta, come tribù sul sentiero di guerra.
Si poteva(si doveva) e si puo’ garantire anzitutto all’evento ,e agli attesi visitatori ,la benevola ammirata simpatia di tutta la città per una volta vocata a conquistare spazi fuori dal “paesone”.
Ci fosse una volta.


25 ottobre 2009


CARLO MONTAINI

domenica 25 ottobre 2009

M'INCAZZO


MARRAZZO


Dunque ha resistito, a colpi di menzogne e spergiuri pubblici, solo 24 ore il prode presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo.

Ricattato, impaurito, voglioso di difendere la famiglia (la sua naturalmente...) il giornalista d'assalto prestato trionfalmente nel 2005 alla politica ha gettato la spugna!

Pressato dai suoi compagni di partito e, ancora di più, dai suoi delusissimi elettori e sostenitori, Piero Marrazzo si è fatto da parte e chiede, adesso, di scomparire per molto tempo.

La storia che lo ha visto protagonista è ancora tutta da chiarire e da interpretare. E non interessano certo, in questa sede, i suoi gusti sessuali e le sue (molte) trasgressioni familiari.

Quel che ci appare invece rilevante, non sappiamo se anche dal punto di vista giudiziario, è che il presidente della Regione Lazio (una regione indebitato fino ai capelli in molti settori...) si recasse ai suoi appuntamenti privati con le sue "fidanzate" gradoline con l'auto blu della Regione e con la scorta di competenza! E dire che Marrazzo raggiunse la celebrità perchè RAITRE lo mandava a fustigare i comportamenti scorretti di enti pubblici, aziende e soggetti privati!

Ci pare anche rilevante che il presidente Marrazzo abbia sempre resistito, ad esempio, alle pressioni dei Radicali di introdurre nella sua Regione l'Anagrafe Pubblica degli Eletti e dei Nominati. Ovvero di uno strumento di trasparenza, partecipazione e democrazia.

Tutto si tiene. Chi non è in grado di essere trasparente nella sua vita privata non può esserlo certamente nella vita pubblica. Alla quale si applica solo, diciamo così, con la sua trans-parenza privata ed inconfessata!

SOLARMENTE


INTERROGAZIONE

«Premesso che:


con propria Deliberazione n. 232 del 20 maggio 2008 la Giunta Comunale ha autorizzato il Settore Ambiente a proporre un avviso pubblico per la realizzazione di un campo fotovoltaico su di un terreno di laminazione a margine della seconda tangenziale di Prato in località Pantanelle di Casale;

in data 25 agosto 2008 il Settore Ambiente provvide effettivamente ad emanare il previsto avviso pubblico per la manifestazione di interesse da parte di privati alla realizzazione del campo fotovoltaico per la produzione di energia elettrica; entro la data del 30 settembre 2008 risposero all'avviso n. 9 imprese private;

tra le nove offerte presentate la più vantaggiosa per l'Amministrazione Comunale risultò essere quella della Ditta HI.DE.CO che offrì al Comune un canone annuo, per 20 anni, di 100.000 euro;

Tutto ciò premesso chiedo di conoscere quali siano, ad oggi, gli ulteriori atti messi a punto dal settore Ambiente, ovvero da altri uffici dell'amministrazione comunale, per addivenire alla concreta realizzazione del campo fotovoltaico e per il susseguente notevole cespite che ne deriverebbe per l'Amministrazione Comunale."


Carlo La Vigna

consigliere PdL al Comune di Prato