venerdì 8 gennaio 2010

OLIVIERO


TOSCANI

Lunedì 11 gennaio alle ore 17 la lista BONINO PANNELLA terrà la conferenza stampa presso il caffè storico delle GIUBBE ROSSE di Firenze

con la presenza del candidato governatore alla Regione Toscana OLIVIERO TOSCANI e EMMA BONINO - vice presidente del senato –


Sempre lunedì alle ore 19,30 in via Di Mezzo 39 r. presso il circolo Arci- gay Giglio Rosa g.c. di Firenze Il candidato governatore alla regione Toscana

OLIVIERO TOSCANI terrà un incontro organizzativo con i punti di riferimento della lista BONINO PANNELLA della Toscana.


martedì 5 gennaio 2010

REGIONALI



NOVITA'


Nel corso della conferenza stampa tenutasi questa mattina nella sede di Radicali Italiani a Roma, Emma Bonino e Marco Pannella hanno confermato la presenza della lista Bonino-Pannella alle prossime elezioni regionali. Sarà una presenza politicamente alternativa alle coalizioni di centrodestra e di centrosinistra. La lista Bonino-Pannella è disponibile, su questa base, a formare coalizioni democratiche con Verdi, socialisti, repubblicani,liberali, laici.
Ma la vera novità della presenza della lista Bonino-Pannella è l'ufficializzazione della candidatura a governatore del Lazio di Emma Bonino. L'altra autorevole candidatura ufficializzata sarà quella a presidente della nostra Regione. In Toscana, infatti, sarà candidato a presidente Oliviero Toscani.
La candidatura di Emma Bonino nel Lazio, dove ricordiamo è già stata presentata la candidatura di Renata Polverini per il PdL, potrebbe suscitare movimenti nell'intero centrosinistra, tuttora senza un candidato ufficiale. Molti militanti e dirigenti della sinistra potrebbero spingere i loro partiti a schierarsi a sostegno di Emma Bonino come governatore del Lazio.

RR


Rinnovata la convenzione con Radio Radicale

Con la pubblicazione del decreto legge "milleproroghe" in gazzetta ufficiale il 30 dicembre scorso si è conclusa questa fase della difficile vicenda del rinnovo della convenzione tra Ministero dello Sviluppo Economico e Centro di Produzione Spa per la trasmissione delle sedute parlamentari.

La durata della convenzione è stata ridotta da tre a due anni e l'importo da 10 milioni di euro a 9,9 milioni di euro l'anno.

Essendo un decreto legge dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni dal Parlamento.

La riduzione del corrispettivo, di per se limitata, si va però ad aggiungere al mancato adeguamento dell'importo all'aumento dei costi dell'ultimo triennio mentre la riduzione della durata impedisce di fatto qualsiasi programmazione degli investimenti.

Nonostante questo riteniamo che, aver ottenuto il risultato in queste difficilissime condizioni, sia stato un grande successo reso possibile anche e soprattutto da quanti, come te, hanno deciso di sostenerci senza esitazioni e con forza.

Ti chiediamo di continuare a farlo in vista delle prossime scadenze, in primo luogo per la fase di conversione in legge del decreto ed in vista delle prossime iniziative che intendiamo prendere per evitare che tra 24 mesi la situazione si ripresenti nelle stesse condizioni.

Con l'occasione ti inviamo i nostri più cari auguri di un felice anno 2010.

la redazione e i tecnici di Radio Radicale

REGIONALI


COPIONE

A due mesi e mezzo dalle prossime elezioni regionali la situazione politica in Toscana pare ripercorre vecchi copioni.
Da più di un mese la coalizione di centrosinistra ha scelto il proprio candidato presidente nella persona di Enrico Rossi, attuale assessore alla sanità. Il partito di maggioranza relativa ha anche scelto i propri prossimi consiglieri regionali, attraverso la procedura delle cosiddette primarie.
Dall'altra parte, nel centrodestra, si è ancora al palo. Non solo non ci sono i candidati al consiglio ma non è neppure stato scelto il candidato presidente. Gli unici spunti di dibattito interno al PdL sono giocati su dove scegliere il proprio candidato presidente: se nella società civile ovvero all'interno della classe politica di partito. Sfumata la candidatura della presidente regionale di Confindustria Antonella Mansi la pallina si dovrebbe dermare nella casella di qualche politico di professione. Ma quando questo avverrà nessun sa dirlo. In questa situazione appare davvero ridotta al lumicino la speranza che nel prossimo marzo venga interrotta la quarantennale supremazia della sinistra in Toscana. Appare evidente che non si possono regalare mesi di campagna elettorale al candidato dell'attuale maggioranza. Tra l'altro già forte per la sua provenienza dalla postazione più potente dell'intero organigramma regionale: l'assessore alla sanità controlla circa l'80% dell'intero budget regionale ed è al top di un formidabile apparato che consente il controllo di migliaia e migliaia di voti.
Le elezioni regionali si prestano anche per tentare alcune rivincite. Per esempio a Prato gli esponenti del PD non nascondono la loro voglia di riprendersi, almeno numericamente, la maggioranza cittadina. E non è necessario essere esperti strateghi politici per sottolineare che ove i democrats riuscissero a sconfiggere in città la maggioranza di centrodestra affermatasi lo scorso giugno, farebbero di questo risultato la base di lancio per la riconquista di Prato nel 2014 e, da subito, per rendere difficile la vita della Giunta Cenni. E' vero che le regionali non sono le comunali e che quando si elegge un sindaco conta, in maniera spesso determinante, il nome e la personalità del candidato, purtuttavia una sconfitta del centrodestra pratese alle elezioni regionali non resterebbe senza conseguenze.
Che, a nostro avviso, sarebbero assai più gravi nel campo dei partiti del centrodestra che in quello del sindaco Roberto Cenni. Che, paradossalmente, potrebbe risultare politicamente rafforzato sia da una sconfitta che da una riconferma del centrodestra come schieramento maggioritario.
Nel caso di sconfitta la vittoria di Cenni alle elezioni del 2009 finirebbe per rafforzare la convinzione che solo alla sua discesa in campo fu dovuta la conquista del Comune. Ma anche una vittoria dello schieramento di centrodestra potrebbe essere utilizzata dal sindaco per farla risultare come logica conseguenza dello strappo avvenuto a giugno 2009 e conferma della sua azione amministrativa intrapresa.
E' invece il centrodestra pratese che uscirebbe con parecchie ossa rotte da un ipotetico e repentino, seppur non improbabile in considerazione del margine risicatissimo della vittoria alle comunali, cambiamento di rotta dell'elettorato pratese.
Appare certo, almeno a nostro avviso, che ogni ulteriore ritardo nell'indicazione del candidato presidente e nella scelta della squadra dei consiglieri regionali, costituirà un passo in avanti verso un esito non positivo per il centrodestra delle elezioni di marzo.

lunedì 4 gennaio 2010

SADDAM


Pannella: in questi giorni di anniversari e celebrazioni ricorderemo l'assassinio di Saddam Hussein, e la moratoria della pena di morte

Roma, 3 gennaio 2010

• da un intervento di Pannella a Radio Radicale

"In questi giorni di celebrazioni e di anniversari c'è qualcosa che manca. Volevo annunciare che il 6 o il 7 noi terremo una celebrazione di Saddam Hussein, del Saddam che scelse di far propria, di accettare l'impostazione del Partito Radicale 'Iraq libero', come unica alternativa alla guerra. Saddam comprese anche che la guerra significava la morte di coloro che la provocavano. E comprese che andare in esilio certo gli conveniva, e significava salvare il suo popolo da tutto quel cheè accaduto e ancora sta accadendo, per colpa della infamia del traditore Bush, del vile traditore Blair, del corresponsabile Berlusconi, corresponsabile di una scelta che fece del criminale iscritto alla lista nera Gheddafi, in pochi mesi, il re d'Africa, appoggiato tutt'ora dalla politica estera italiana, gheddafiana, putiniana e dalemiana". Lo ha detto Marco Pannella, intervendo in diretta a Radio Radicale.
Pannella ha aggiunto che con l'anniversario della morte di Saddam vuole "celebrare passaggio del governo italiano alla posizione di Nessuno Tocchi Caino alla lunga e a lungo solitaria battaglia che portò al cambiamento della politica del governo italiano - del governo Prodi e del ministro D'Alema, quando si cessò di sabotare con iniziative distorte e ottuse la linea sulla quale ci battevamo dal 1994 per ottenere che l'Assemblea generale Onu fosse libera di pronunciarsi sulla proposta esclusivamente radicale per la moratoria della pena di morte come strada per giungere progressivamente alla messa fuori legge della pena capitale". Cosa che avvenne l'anno successivo.
Ed ha spiegato che il punto di svolta fu proprio "l'assassinio dell'infame dittatore, dello sterminatore del proprio popolo e delle libertà Saddam Hussein", la cui condanna a morte fu eseguita appunto il 30 dicembre del 2006. Saddam "è stato assassinato malgrado la nostra azione nonviolenta durata quasi un anno, prima del suo primo processo, della sua prima condanna morte, poi del suo secondo processo, poi della condanna a morte. Si arrivò a quella tremenda esecuzione, che abbiamo potuto contemplare in tutto il mondo". Una esecuzione "per tagliargli la testa e la bocca", ha detto Pannella, "per impedire che lui dicesse la verità su quel che era accaduto tra il febbraio e il marzo del 2003", quando la possibilità di un esilio dell'ex dittatore era praticabile e fu scartata dall'Amministrazione americana.

AMOR


Il partito dell'amore

Così i due unti dal Signore (il Papa legittimato dal plurimillenario insegnamento dei Vangeli, Berlusconi sospinto dalle proprie decennali apologetiche esternazioni) hanno, in sorprendente sincronia, proposto "l'amore" come regola universale di comportamento: il Primo attraverso il solenne Angelus Natalizio; il secondo usando (per ora) il più terreno strumento della video conferenza.
La coincidenza ha un significato storico anche se le due comuni simultaneee convinzioni provengono da culture certamente diverse:
- La "Società dell'amore" dalla appassionata storiografia dei documenti e delle predicazioni di Cristo
- Il " partito dell'amore" da una trascendentale configurazione dei recentissimi studi sulla biografia del Capo forniti dai club "meno male che Silvio c'è".
L'avvenimento, di rilevante interesse mediatico, ha stimolato tre diverse reazioni che abbiamo doverosamente registrato
- Entusiasmo senza riserve degli ideologi in servizio attivo, dei paraninfi a contratto, dei tantissimi (ammettiamo pure, la maggioranza) che da anni insistono sulla natura sovrannaturale del capo.
- Accostamento freudiano: sublimazione conclusiva di pulsioni erotiche malamente represse.
- Provocatoria interpretazione antropologica proposta dai pochi superstiti detrattori dell'Uomo destinato a cambiare l'Italia: Può esistere un "partito dell'amore" popolato da figure di chiara natura luciferina come Brunetta, La Russa, Borghezio, Capezzone, Bossi e Garparri?

3 gennaio 2010 Carlo Montaini

ESTASIATO


Egemonia

Il fatto. Sandro Veronesi, notissimo scrittore pratese viene intervistato in modo esemplare da Stefano Cecchi su La Nazione di Prato del 28 dicembre: Un'analisi finalmente intelligente, semplice e concreta della complessa realtà di Prato.
Non l'avesse mai fatto! Con la sapidità del fulmine vendicatore si abbatte (La Nazione del 29.12) sulle sue civili riflessioni la sdegnata reazione dell'on Mazzoni coordinatore provinciale del PDL, appena trasformato in "partito dell'amore".
La valutazione sui due interventi è naturalmente rimessa ai lettori del quotidiano pratese e sarebbe cosa buona e giusta se in molti lo facessero.
Caro Sandro è la prima volta che "qualcuno" di prestigio esprime, con semplice realismo, apprezzamenti e critiche e idee su questa nostra città così dissestata. E sei stato subito redarguito dal massimo custode pratese del nascente pensiero unico nazionale.
Vedi, posso farlo io, da uomo libero, inviando settimanalmente per mail queste mie "riflessioni" ad un centinaio di silenziosi appartati amici.
Tu no. Per almeno tre motivi che offendono i raffinati difensori dei nuovi valori socio-politico-culturali: sei un uomo libero (razza in progressiva estinzione ma ancora potenzialmente pericolosa); sei un intellettuale (ricordi il "ciarpame" di Brunetta?): sei di sinistra (e, imprudente, lo dichiari ancora apertamente).
Sono le tre cose insieme che li fanno uscire dalla ragione. E' il fantasma della "cultura egemonica della sinistra" che li fa sobbalzare ad ogni minimo segnale di razionalità e di buon senso.
Non sono pronti. Qualcosa di importante gli sfugge. Vecchi ragionamenti, antichi pensieri, logiche accantonate riappaiono ogni tanto, spariscono, tornano improvvise in luoghi diversi, come fiammelle imprendibili che illunimamo a tratti i loro desolanti cimiteri.
Queste immagini possono evocare le immagini disperate di un romanticismo ossianico. Invece no. Proviamo, una, cento, mille, un milione di fammelle che si accendono dovunque, improvvise come lampi, insistenti e fisse come stelle, isolate, lontane, vicinissime, riunite in fasci di luce per una grande piazza dove ritrovarsi in tempo prima di essere trascinati nello strapiombo finale !

3 gennaio 2010 Carlo Montaini

P. s.

Non perdiamo le speranze. Aveva ragione Ennio Flaiano: " la Situaizone è preoccupante ( forse drammatica) ma non è seria". Lo conferma l'omnipresente e omnidiscente presidente della circoscrizione Prato centro, Massimo Taiti, intervenendo di rincalzo al più quotato collega di maggioranza. Lo ha fatto con una inutile e divertente dichiarazione (La Nazione-Prato 30 dicembre) obbligatoria però per un intellettuale che girovaga da anni incompreso nei ristretti spazi della cultura pratese.
E non è detto che un giorno, consolidata anche localmente la nuova politica di destra qualche circolo culturale non venga intitolato con rispettosa gratitudine: "Meno male che Massimo c'è".

domenica 3 gennaio 2010

POPOLAZIONE


Pannella: «La questione demografica, ovvero la tragicamente "scomoda" verità», oggi in edicola su AgendaCoscioni-Terra

“Un pasto che comprenda carne e latticini - secondo una recente inchiesta della quale ha dato grande risalto, addirittura in prima pagina, il quotidiano francese Le Monde - equivarrebbe, in quanto a emissioni di gas serra, a 4.758 chilometri percorsi in automobile, rispetto ai 629 chilometri di un pasto che faccia a meno di carne e latticini”, così il leader radicale Marco Pannella esordisce in un suo articolo che sarà pubblicato domani sul mensile dell’Associazione Luca Coscioni, Agenda Coscioni (che uscirà in edicola allegato al quotidiano ecologista Terra). Il leader radicale, intervenendo nell’ambito di uno speciale completamente dedicato all’evoluzione demografica del pianeta e al suo impatto ambientale e sociale, continua: “La Fao calcola che il 18 per cento delle emissioni totali di gas serra sia dovuto all’allevamento. E il consumo medio per un abitante del pianeta, oggi pari a 28 chili di carne l’anno, passerà a 37 chili nel 2030. Sono numeri –analogamente a quelli di altre realtà di “consumo” a forte impatto ambientale da parte dell’essere umano - che diventano significativi soprattutto alla luce del fatto che, come sostiene il consenso dei demografi, da qui a quarant’anni saremo più di 9 miliardi a vivere sulla Terra. Eppure, a fronte di tutto questo, tanto il primo Al Gore (quello de “Una scomoda verità” per intenderci), tanto i leader mondiali riuniti a Copenaghen, preferiscono l’ostracismo e la censura”.
“Al concepire liberamente con intelligenza e responsabilità – continua Pannella su Agenda Coscioni - si risponde con le sacralizzazioni “etiche” di materiali processi biologici, che investono in modo ossessivo gameti, zigoti, embrioni, etc., attribuendo loro – nella migliore delle ipotesi – “la dignità” di persone. In questo modo, tra l’altro, la religione cattolica annulla in modo manifesto quasi 2.000 anni di propria teologia che situava il momento della piena animazione soprattutto nel momento della natalità assoluta, tanto che solo per il nato c’era la possibilità di prendere i sacramenti. Anche in quasi un secolo di potere comunista sovietico, come d’altronde in altri regimi totalitari, il richiamo al necessario numero in nome della necessaria potenza si è imposto. E poi quel richiamo, con la stessa violenza autoritaria, si è precipitosamente convertito, nel caso del regime cinese per esempio, nella predicazione della compressione forzata delle nascite”.