giovedì 14 gennaio 2010

OLIVIERO


Dichiarazione di Oliviero Toscani

13 gennaio 2010



· Dichiarazione di Oliviero Toscani, candidato Governatore della Regione Toscana della Lista Bonino-Pannella

“Io sono Radicale, e i Radicali sono senza radici. Sono apolidi, transnazionali, transpartiti. Nella corsa come candidato Presidente alla Regione Toscana non ho i mezzi per andare dove devo, per questo faccio autostop, chiedo un passaggio al PdL. Se questo avvenisse, non cambieremmo né noi né loro. Stiamo offrendo al PdL un'occasione, perché è nella capacità di raccogliere il diverso che si manifesta una qualità.”
(radicali.it)

mercoledì 13 gennaio 2010

ZARISTI


IL FLOP DELLO ZAR


Come avevamo ampiamente previsto la mostra "Lo Stile dello Zar" si è chiusa con un numero di visitatori estremamente basso. Sia rispetto alle previsioni degli organizzatori sia rispetto alle ingenti risorse utilizzate (circa 2.000.000 di euro). Gli ultimi numeri usciti dal Museo del Tessuto parlano di circa 21.500 visitatori. Non viene però dichiarato il numero dei biglietti effettivamente venduti a prezzo intero nè di quelli a prezzi di favore ed ovviamente neppure viene rendicontato il numero di coloro entrati in maniera gratuita.

Oltretutto al numero complessivo di 21.500 deve essere tolta la cifra di circa 4.000 ingressi, pari a quanti, in media, sarebbero comunque entrati, secondo le medie statistiche, nei quattro mesi di apertura al Museo presso l'ex Campolmi. Si possono stimare in circa 15.000 le persone che sono state convinte dalla mostra sugli Zar a varcare autonomamente il portone del Museo del Tessuto.

Se a questi dati si aggiunge quello sugli stranieri entrati allo "Stile dello Zar, intorno all'8% del totale, l'impressione che si ricava è quella di un fallimento dell'iniziativa.

In effetti le previsioni sull'afflusso alla mostra erano di circa 40/50.000 visitatori al 10 gennaio.

Averne raggiunti meno della metà è il segnale che si è trattato di una mostra che non ha minimamente incontrato i favori del pubblico.

D'altra parte se il tentativo di portare grandi mostre d'arte nella nostra città, non avvezza a questi avvenimenti, si è voluto basare su una iniziativa di nicchia, il risultato era largamente da mettere in conto.

Scarsissimi appaiono anche i ritorni per l'economia locale (alberghi, ristoranti, botteghe...).

La Mostra "Lo Stile dello Zar" appare dunque come l'ennesima occasione sprecata dalla città. Confidiamo che le autorità competenti abbiano modo di riflettere in maniera seria ed approfondita su questi esili risultati ottenuti.

martedì 12 gennaio 2010

SONDAGGIO


Crespi ricerche/Omniroma: sondaggio sulle Elezioni regionali nel Lazio
Roma, 12 gennaio 2010

Intenzioni di voto per i candidati alla Presidenza della Regione Lazio e per le liste
Di seguito i risultati riguardanti le intenzioni di voto per i candidati alla presidenza della Regione del sondaggio Crespi ricerche/Omniroma.
I risultati sono da intendersi parametrati in percentuale sul totale di coloro che hanno indicato l'intenzione di voto. Si è dichiarato indeciso il 28,4 per cento.
Emma Bonino
49,5%
Renata Polverini
48,5%
Roberto Fiore
1,2%
Michele Baldi
0,8%
Di seguito, i risultati riguardanti le intenzioni di voto di lista del sondaggio Crespi ricerche/Omniroma per il voto regionale. I dati sono parametrati in percentuale sul totale di coloro che hanno indicato l'intenzione di voto per un partito. Gli indecisi sono il 30,6 per cento.
Popolo della Libertà
42,1%
La Destra
3,5%
Mpa
0,5%
Udc
6,9%
Partito Democratico
26%
Italia dei Valori
6,5%
Prc+Pdci
1,8%
Sinistra, Ecologia e Libertà
1%
Lista Pannella Bonino
6,8%
Verdi
1%
Partito Socialista
0,5%
Alleanza per l'Italia
1,5%
Forza Nuova
0,7%
Movimento per Roma M. Baldi
0,7%
Altro
0,5%
(radicali.it)

VIGILI


COMUNICATO STAMPA


L'ipotesi di riorganizzazione dei distretti della Polizia Municipale avanzata dall'amministrazione comunale ci appare dettata non tanto dalla volontà di penalizzare le periferie quanto dalla necessità di razionalizzare l'utilizzo delle, poche forze in campo. Non potendo procedere a nuove assunzioni di vigili urbani l'amministrazione è costretta a fare di necessità virtù. La logica della proposta ha come perno la lotta alla clandestinità ed all'illegalità che è uno dei punti sui quali più si concentra l'attenzione dei cittadini. L'operazione che si viene profilando, peraltro coordinata con nuovi impegni da parte della Questura (entrerà in funzione un camper della Polizia di Stato attivo su tutto il territorio al quale potranno facilmente fare riferimento i cittadini), si propone di rafforzare proprio l'attività di contrasto e controllo di questi fenomeni assunti come priorità d'azione da parte dell'assessore alla Polizia Municipale. Noi siamo assolutamente d'accordo con questa prospettiva. Pur comprendendo, ma non condividendo, alcune critiche di altri presidenti ci pare del tutto razionale la riorganizzazione dei distretti che ci è stata prospettata. D'altra parte occorre sottolineare che i distretti della Polizia Municipale presso le Circoscrizioni non sono mai stati alle dipendenze delle stesse rispondendo invece al Comando Centrale. Magari ci sentiamo di stigmatizzare come poco realista la politica seguita negli anni scorsi dalle amministrazioni di sinistra quando, avendone le possibilità, non hanno ritenuto opportuno rafforzare l'organico della Polizia Municipale come, ad esempio, fatto nel Comune di Brescia che avendo lo stesso numero di abitanti di Prato ha adesso il doppio di vigili urbani della nostra città.


Prato 12 gennaio 2010


Presidente della Circoscrizione Prato Est

Alessandro Ciardi

Presidente della Circoscrizione Prato Centro

Massimo Taiti

BETTINO


CRAXI

Il 19 gennaio 2000 Bettino Craxi muore ad Hammamet. Dal maggio 1994 fino alla morte Craxi rimane nella sua casa in Tunisia e viene considerato un latitante.

Radio Radicale ha documentato come sempre in modo integrale le vicende politiche che hanno visto protagonista Bettino Craxi.


In occasione del dibattito e delle celebrazioni per il decennale della sua scomparsa, ti proponiamo un itinerario nel nostro archivio per conoscere direttamente, senza intermediari, la vicenda e le idee di una delle figure più importanti e discusse del '900 italiano.


Dalla sua ascesa, alla sua attività come Capo del Governo, ai suoi rapporti con il Pci e le altri correnti socialiste e i Radicali, passando per la stagione di Mani pulite, al duro scontro sul cambio di nome e simbolo del PSI, alla fuga in Tunisia e le sue accuse al sistema politico negli ultimissimi giorni prima della morte. E' qui che i microfoni di Radio Radicale lo raggiungono per due interviste uniche e di straordinaria importanza per il dibattito odierno sulla figura del leder socialista.


http://www.radioradicale.it/parola-a-bettino-craxi-lo-speciale-a-10-anni-dalla-morte

Tutti i files resteranno disponibili gratuitamente, nell'ambito del servizio pubblico che Radio Radicale svolge anche su internet.

La redazione di RadioRadicale.it

lunedì 11 gennaio 2010

EMMA


lunedì 11 gennaio 2010

Lettera a Emma Bonino, ovvero la Regione che non c'è

Cara Emma,
sono sempre stata contraria non solo alle Province, ma anche alle Regioni, se non come concetto geografico-ambientale o linguistico.
La retorica dei governi regionali, per esempio quello dove vivo, la Toscana, che tenta in tutti i modi di instillare e spargere su i suoi sudditi 'identità toscana' sulla base di una cultura passata ormai insostenibile e improponibile, e che cela in realtà il dominio, è pesante e, quando si concretizza in pubblicità, esteticamente ridicola.
Dunque in questa ottica vedo il teatrino politico che si presenta alle elezioni regionali.
Per me la Regione non c'è.
Tuttavia mi dispiace di non poter votare nel Lazio, perché sarei (forse probabilmente se verrai accettata dall'oscurantismo e opportunismo partitico di quel Partito) andata a votare, e avrei votato per te.
Ti considero una politica valente; ti vedrei bene come Presidente della Repubblica; Primo Ministro; Ministro degli Esteri di una Italia esangue e machista; volgare; ignorante e bigotta.
Da cui, almeno come donna, mi sentirei rappresentata. Da cui, anche se saresti sempre espressione di potere, mi sentirei meno 'schiacciata'.
Bene, Emma, sappi che se non posso essere numero per te, sono almeno spiritello che ti segue.

Maila Ermini
da
primaveradiprato.blogspot.com

GRADIMENTO


CALMA PIATTA


L'ormai consueta rilevazione demoscopico dell'IPR-Marketing per il Sole 24 ore sul gradimento di presidenti di regione, di provincia e sindaci non apporta, a Prato, alcuna significativa modifica a quanto già stabilito dai cittadini nelle elezioni del giugno scorso.

Sia il sindaco Roberto Cenni che il presidente della provincia Lamberto Gestri risultano assai stabili sul risultato di gradimento popolare attestandosi ambedue ad un positivo 51% dei consensi ovvero appena qualche decimale in più del risultato reale elettorale.

I pratesi, pertanto, confermerebbero la fiducia ai due leaders ma senza farsi trascinare da emozioni nè in alto nè in basso.

Dalla ricerca del Sole24ore verrebbe sostanzialmente confermata la scarsa propensione del centrosinistra ad allargare i suoi consensi attuali, nonostante l'attivismo ed il presenzialismo del presidente Gestri. Dall'altra parte anche Roberto Cenni, dopo i primi provvedimenti che avevano che avevano alimentato qualche entusiasmo tra i cittadini, adesso pare rientrato in una normale routine amministrativa, senza segni particolari a rimarcare la sua azione. Senza infamia e senza lode. Certo l'aspetto positivo, almeno per lui, è che a distnza di sei mesi dalla sorpresa di giugno, non accenna a flettere nei suoi confronti il gradimento della maggioranza dei pratesi.

Un problema in più per il PD che, evidentemente, non vede premiata la sua attuale posizione d'opposizione. Ma, naturalmente, il vero sondaggio che i politici aspettano con ansia lo avremo alle prossime regionali di fine marzo. Sarà l'occasione, almeno per i partiti, di contasri davvero e misurare nelle urne il consenso dei cittadini.

SPIGOLI


Auguri di fine anno

Auguri
· Agli amici che per ogni settimana del 2009 hanno letto volentieri le “Riflessioni”
· Agli amici che,avendole lette, hanno espresso sinceramente opinioni e giudizi.
· Ai compagni-amici che per averle lette,si sono imbronciati per qualche critica,a volte perfino spiritosa,e quando mi incontrano girano da un’altra parte loro teste seriose.
· A coloro che circospetti si avvicinano e sottovece mi sollecitano affettuosamente a continuare:”ci vuole una voce libera,non mollare;io non posso,capisci, altrimenti…..
· A chi ha voluto riservare nello scaffale dei libri da leggere,il “pamphlet” che raccoglie le “Riflessioni 2009.
· A quanti e sono molti e forse troppi,che vivono tranquilli e felici senza bisogno di riflessioni.


Il distretto al femminile
Provate a individuare chi ha scritto questa analisi esemplare sulla crisi che investe le imprese manifatturiere nazionali e locali: ”la crisi è di enorme magnitudo per tutti ma il problema del distretto pratese è che le difficoltà esplose nel 2oo1 non hanno trovato alcun sollievo …..quando l’economia globale ritrovava un sentiero di crescita di cui hanno beneficiato molti settori manifatturieri…..ma non Prato.(La Nazione-Prato,22 dicembre)
Una analisi rigorosa e pudicamente interrogativa:traduciamo liberamente Cosa hanno fatto, o non fatto, i manifatturieri pratesi per entrare nella possibile crescita o per contrastare razionalmente la crisi?
Noiosa,ripetuta,inascoltata irritante domanda. Le frasi riportate fra virgolette sono di una giovane imprenditrice, Raffaella Pinori, Vice Presidente dell’Unione Industriale. Un esempio fin’ora rarissimo,a Prato,di onesta responsabilità imprenditoriale. Dovrebbero ringraziarla in molti,in questa città colpevolmente afasica ma vedrà, signora, quale coro di silenzi accompagnerà, fino a spegnerle, le sue obbiettive valutazioni.
C’è una grave malasanità nell’imprenditoria pratese:rischia di morire senza aver voluto nemmeno conoscere la natura della letale malattia.
Buon anno, signora.
Saldi al timone
Stavamo per disdire il pranzo di Natale con i parenti e il cenone di fine anno con gli amici. Ci sembrava di cattivo passare qualche ora in familiare allegria,mentre altri soffrivano sconsolati. Sarebbe stato un civile messaggio di solidarietà annullare anche le cene e i veglioni nei nuovi circoli e nelle vecchie case del popolo di periferia. Altrimenti affollate da migliaia di lavoratori che si ritrovano insieme per ringraziare l’anno che sta per finire,cosi abbondante di benessere e di serenità.
Un lodevole sentimento di comprensione che,forse esagerando a fin di bene,i media nazionali e locali ci hanno propinato ad ogni ora del giorno:toni impressionanti,patetiche lamentazioni dei commercianti dei centri storici per la funesta previsione di vedere diminuire, durante le festività natalizie,le vendite previste e gli attesi guadagni. Era naturale che tutte le altre categorie di cittadini non colpite dalla crisi,vivessero come propria la drammaticità umana,sociale,economica (e perché no,culturale)di questa eccezionale e forse irrimediabile sciagura. Ma a Prato,grazie a dio,improvvisamente tutto si è risolto nel migliore dei modi.
La buona novella è stata annunciata a piene righe ,con autorevole baldanza,nientemeno che dal signor Tani, Presidente della sezione c entro storico dell’Unione commercianti. Premette il Presidente,con il piglio rassicurante dei “capitani” coraggiosi:”navighiamo a vista,restando saldi al timone”Un’affermazione cosi,resa nota a fine Dicembre,quando i suoi affiliati negozianti sono già ansiosamente protesi verso i saldi di fine stagione, ha un significato onomatopeico che,. se voluto,sarebbe un raro esempio di genialità commerciale. Continua il signor Tani assicurando che”nel centro storico si respira un’aria diversa, le persone sono molto più interessate a viverlo,si riattiva un ruolo sociale,i bimbi giocano felici davanti ai negozi. Il tutto reso possibile dalle in iniziative della (nuova)Amministrazione Comunale e decisamente ben accette da parte nostra.”
Io credo che abbia ragione il Presidente. Il “nuovo” Comune di Prato è riuscito in pochi mesi a riparare completamente i disastri provocati in 67 anni (dicesi sessantasette) di potere delle amministrazioni comuniste e post-comuniste,Chi l’avrebbe mai detto? Il Presidente Tani,
E bravo Presidente. Se ,come le auguriamo,rimarrà,”saldo” al timone sulla tolda della sua nave,saremo doppiamente contenti: per i suoi colleghi tornati cosi inaspettatamente ai loro abituali tranquilli guadagni;per l’Amministrazione comunale che, finalmente risolto il problema più importante della nostra città,potrà dedicarsi alle altre non marginali questioni che interessano la stragrande maggioranza della collettività.

Carlo Montaini

10 Gennaio 2010


P.S. Se qualche amico è interessato a ricevere settimanalmente le “Riflessioni 2010, può richiederle al seguente indirizzo: carlomontaini@hotmail.it

domenica 10 gennaio 2010

EMMA


Comitato nazionale di Radicali Italiani: la Mozione generale approvata
Mozione generale presentata dal segretario Mario Staderini, approvata all’unanimità
.
Roma, 10 gennaio 2010

Il Comitato Nazionale di Radicali Italiani, riunito a Roma l’8, 9 e 10 gennaio 2010, ascoltate le relazioni del Segretario e del Tesoriere, le approva.
Il Comitato ringrazia ancora una volta gli oltre 750.000 cittadini - di ogni provenienza politica e, come mostrato dall’analisi dell’istituto Cattaneo, che in maggioranza avevano votato centrodestra nel 2008 - che alle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo del giugno 2009 scelsero la radicalità dell’opposizione al regime delle liste Bonino-Pannella riconoscendosi nella alterità della lotta Radicale che traeva le sue premesse teoriche dal documento su “La Peste Italiana” per l’affermazione della legalità costituzionale, condotta con il simbolo della stella gialla e con l’iniziativa nonviolenta di centinaia di persone che per la prima volta nella storia italiana si sono unite a Marco Pannella nello sciopero totale della fame e della sete.
Ribadisce l’attualità di quelle ragioni e denuncia come, nel semestre successivo a quel voto, la negazione in Italia della democrazia e dello Stato di Diritto si sia ulteriormente inasprita, tanto da rendere ancora una volta improprio parlare nel nostro Paese di elezioni in termini democratici.
Il Comitato denuncia altresì come, a partire dalle Politiche del 2006, ogni tornata elettorale in Italia sia stata caratterizzata dal cambiamento della legge elettorale a campagna praticamente già avviata e comunque a meno di un anno dal voto, termine minimo indicato dal Consiglio d’Europa per evitare di considerare il diritto elettorale uno strumento che chi ha il potere manipola a suo favore a danno della sovranità popolare. Questi ripetuti blitz partitocratici, reiterati da ultimo con la modifica di diverse leggi elettorali regionali, hanno avuto come obiettivo, oltre alla restrizione artificiale della rappresentanza politica, la spartizione tra cinque partiti del 95% dei finanziamenti pubblici erogati sia sotto forma di truffaldini rimborsi elettorali - cresciuti, nonostante la vittoria del referendum abrogativo nel 1993, dai 47 milioni di euro del 1994 ai 300 milioni del 2009 - che di spazi radiotelevisivi.
Il Comitato, di fronte alla strutturale contrarietà alla Costituzione delle istituzioni della Repubblica ed alla quotidiana illegalità che caratterizza le condotte di chi governa l'Italia ai diversi livelli - da anni sanzionata dalla Corte europea dei diritti umani innanzitutto per la durata dei processi e da ultimo per le condizioni delle carceri e le violazioni della libertà religiosa- ritiene prioritario che esse vengano conosciute nel dettaglio dai membri dell’Unione europea e da tutti gli Stati delle Nazioni Unite. Occorre, infatti, che tali violazioni – racchiuse ne “La Peste italiana” ed aggiornate da quanto elaborato a seguito delle visite ispettive nelle carceri italiane e nei centri per immigrati tenutesi lo scorso ferragosto e nel ponte dell’Immacolata -possano essere giudicate avendo come parametro i principi fondamentali costitutivi delle organizzazioni internazionali e regionali di cui l'Italia fa parte, al fine di avviare le gravi procedure sanzionatorie previste a livello internazionale per il loro mancato rispetto da parte di regime italiano ormai divenuto delinquente professionale.
Il Comitato plaude l'iniziativa lanciata da Gauossou Ouattara e sostenuta dagli oltre 300 immigrati che stanno conducendo uno sciopero della fame per chiedere il rispetto dei termini di legge relativi al rilascio ed al rinnovo del permesso di soggiorno, dimostrando come ancora una volta ad essere fuorilegge sia il Governo italiano. Dà mandato agli organi dirigenti di operare per estendere l'iniziativa con tavoli informativi in tutta Italia e per ricercare l'attiva partecipazione militante di avvocati interessati ad azionare in tutte le sedi i diritti delle migliaia di immigrati danneggiati dai ritardi e dalle discriminazioni della pubblica amministrazione.
Ringrazia tutti i parlamentari che hanno partecipato alle visite ispettive nei centri per immigrati dalle quali è scaturito un documento che fotografa quanto le politiche governative disattendano gli obblighi internazionali relativi alla Convenzione del 1951 sui rifugiati e considerino i flussi migratori come mera questione di ordine pubblico piuttosto che dal rispetto dei diritti umani.
Considerato che, grazie al lavoro di Rita Bernardini e alla mobilitazione nonviolenta di decine di dirigenti e militanti Radicali, la Camera dei Deputati l’11 gennaio discuterà la mozione sulle carceri presentata dai deputati Radicali e sottoscritta da parlamentari di tutti i gruppi, ad esclusione di quelli della Lega Nord, per avviare, attraverso puntuali proposte di governo, il rientro nella legalità del sistema penitenziario italiano, dà mandato agli organi dirigenti di organizzare una manifestazione davanti a Montecitorio in occasione del voto finale sul documento appellandosi a tutte le associazioni attive per i diritti dei detenuti, ai loro familiari ed ai militanti dei diritti umani affinché vi possa essere una presenza significativa davanti alla Camera dei Deputati.
Ribadisce la necessità di una radicale riforma della giustizia in Italia, da attuarsi a partire da una grande amnistia legale e condizionata che liberi i magistrati dagli 11 milioni di procedimenti pendenti al fine di affermare una giustizia giusta fondata sulla separazione della magistratura requirente da quella giudicante, sull'abolizione dell'obbligatorietà dell'azione penale, la responsabilità civile dei magistrati oltre che la depenalizzazione di tutti i reati senza vittima.
Il Comitato denuncia con forza come la crisi economica internazionale e nazionale in corso – destinata a produrre nel 2010 ulteriori e drammatici effetti sui livelli occupazionali – abbia evidenziato come la partitocrazia, produttrice di povertà, ovvero di una ulteriore limitazione della libertà dei cittadini, sia più che mai arroccata su posizioni di conservazione del pancorporativismo esistente, fondato non su diritti ma su privilegi, rendite di posizione, interventi assistenzialistici discrezionali e “in deroga”. È indispensabile che il Paese possa conoscere le proposte riformatrici dei radicali, a cominciare dai progetti di legge depositati in Parlamento per la riforma delle pensioni, per l’istituzione di un sistema di ammortizzatori sociali di tipo universalistico e per l’attuazione di politiche di welfare to work, che devono essere urgentemente calendarizzati e discussi dalle Camere. In continuità con l’azione parlamentare in corso, è necessario che il Movimento radicale promuova ulteriori iniziative politiche sui temi economici che affrontino contemporaneamente le inadeguatezze dell’attuale sistema produttivo e industriale e di un sistema di tutele particolaristico, poiché entrambi afflitti dalla persistente chiusura familistica della società italiana. In particolare, è necessario aggredire il nodo della struttura familistica del capitalismo italiano, elaborando proposte volte a superare l’attuale chiusura e scarsa propensione alla crescita del nostro sistema produttivo.
Allo stesso fine il Comitato sottolinea l’urgenza di adottare politiche di trasparenza in grado di rendere pubblici e conoscibili le persistenti e pervasive situazioni di conflitti di interesse esistenti tra sistema politico, economico, finanziario che impediscono il corretto funzionamento del capitalismo italiano. Su questi temi l’insegnamento di Ernesto Rossi rimane ancora sicura e attuale guida per superare la struttura oligarchico-familistica nella direzione di un capitalismo di libero mercato.
Il Comitato condivide e sostiene con forza tutte le iniziative di Marco Pannella e del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito volte a recuperare l'affermazione della verità come arma nonviolenta da praticare nel confronto politico nazionale e internazionale per il rispetto delle libertà individuali e la ricerca di forme di governo che consentano la pratica quotidiana di quell'arma di attrazione di massa che è la democrazia.
A questo fine dà mandato agli organi dirigenti, in coordinamento con gli eletti Radicali, di sostenere in tutte le sedi possibili e opportune la possibilità che il dossier compilato dall'inizio del 2003 relativamente alla Guerra contro l'Iraq del dittatore Saddam Hussein - pronto ad andare in esilio - possa divenire oggetto di dibattito pubblico e formale tanto in Europa quanto negli Stati uniti anche al fine di individuare le responsabilità di chi boicottò quello scenario. Al contempo riconosce altrettanta importanza e urgenza alla necessità di far conoscere nel merito e nel metodo le proposte che il Dalai Lama e la leadership tibetana vanno offrendo da un decennio alle autorità cinesi circa l'autonomia del Tibet, proposte e offerte sistematicamente mistificate e demonizzate da Pechino per provocare reazioni violente e fomentare odio etnico all'interno della Repubblica popolare cinese. Saranno questi gli obiettivi prioritari del Satyagraha radicale avviato dall’iniziativa nonviolenta dei malati di Sla, sostenuti e affiancati da Maria Antonietta Farina Coscioni assieme a centinaia di cittadini.
Il Comitato, nel denunciare che, come le elezioni europee scorse, anche le prossime elezioni regionali saranno anti-democratiche, ritiene che l'occasione da esse fornita assuma più che mai l'aspetto di una lotta di resistenza partigiana per prepararsi, anche attraverso responsabilità istituzionali, ad organizzare il superamento politico del sessantennale regime partitocratico.
Si rivolge alle massime cariche dello Stato per denunciare da subito l’amputazione che la Lista Bonino-Pannella subirà a causa della incandidabilità da lungo tempo di Marco Pannella e di molti dirigenti e militanti Radicali, a causa di una legge iniqua ed illegittima alla luce della riforma del Titolo V della Costituzione che li priva dell’elettorato passivo come conseguenza delle disobbedienze civili poste in essere contro il proibizionismo sulle droghe.
Il Comitato individua ancora una volta quale principale fronte di iniziativa la possibilità di garantire agli italiani un minimo di rispetto del loro diritto a conoscere per deliberare. Da venti mesi, infatti, è interrotto persino il diritto di tribuna presso il servizio radiotelevisivo pubblico e ad oggi non esistono regolamenti che consentano pari accesso ai mezzi di informazione a tutte le forze politiche in competizione. Ciò avviene a causa della rinuncia da parte della Commissione parlamentare di vigilanza radiotelevisiva ad esercitare le sue funzioni di indirizzo e di controllo della Rai, mentre l’informazione del servizio pubblico viola in maniera strutturale - come accertato su denuncia radicale dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni - gli obblighi del Contratto di servizio, celando ai cittadini temi e soggetti politici, e in particolar modo i Radicali. Ad esempio, dal giorno dopo le elezioni europee al 31 dicembre 2009, il Tg1, il Tg2 ed il Tg3 hanno dedicato agli interventi in voce dei Radicali rispettivamente lo 0,33%, lo 0,44% e l’1,1%; mentre il Tg4, il Tg5 e La7news lo 0,1%, lo 0,9% e lo 0,5%. Parimenti, nelle 29 puntate delle trasmissioni di Annozero e Ballarò andate in onda successivamente alle elezioni europee sono stati ospitati 45 esponenti politici diversi ma nessuno era Radicale.
Le presenze di esponenti del PDL sono sate 34, per un bacino di ascolti di 147 milioni di spettatori; 23 le presenze del PD per un ascolto totale di 102 milioni di spettatori; 9 quelle dell’Italia dei Valori per complessivi 43 milioni di spettatori; 6 presenze la Lega, per circa 28 milioni di spettatori; 3 presenze ciascuna la neonata Alleanza per l’Italia e l’UDC, per un ascolto di 12 milioni di spettatori; 1 presenza anche per La Destra e Sinistra e Libertà, rispettivamente per 6 e 4,4 milioni di spettatori. Tra i politici, Antonio Di Pietro è stato l’ospite maggiormente presente (7 volte) nelle due trasmissioni ed a cui è stato riservato il maggior bacino di ascolto (34 milioni).
Il Comitato dà quindi mandato agli organi dirigenti di proseguire le iniziative politiche e giuridiche di denuncia della negazione del diritto dei cittadini a conoscere, investendo di ciò anche le massime cariche istituzionali dello Stato.
Anche per tale impossibilità di comunicare ed informare, la partecipazione della Lista Bonino-Pannella alle elezioni Regionali è a rischio. In assenza di conoscenza, infatti, raccogliere le 160 mila firme suddivise per provincia richieste dalla legge è impresa difficilissima per chi intenda farlo nel rispetto delle norme e privo di rendite clientelari e partitocratiche. Alle Regionali del 2000 i Radicali chiesero invano l’annullamento della competizione dopo aver documentato che praticamente tutti gli altri partiti avevano commesso gravissime illegalità nella raccolta firme, dimostrando che sino a poche ore dal deposito cambiavano nomi dei candidati e ciò grazie evidentemente a firme raccolte in bianco, tenute nei cassetti, ed alla connivenza dei pubblici ufficiali che autenticavano e della magistratura che garantì l’impunità.
Il Comitato impegna quindi gli organi dirigenti a richiedere con la massima urgenza un incontro col Presidente dell'Associazione Nazionale Comuni italiani affinché venga garantita la disponibilità del servizio pubblico di autenticazione delle firme necessarie per la presentazione delle liste. Al contempo si appella pubblicamente a che nascano comitati per il monitoraggio quotidiano della composizione e deposito delle liste al fine di denunciare situazioni di patente violazione della legge.
Il Comitato conferma il sostegno di Radicali italiani alla presentazione in tutte le regioni della Lista Bonino-Pannella e di candidature autonome alla Presidenza, rinnovando l'invito ai verdi ambientalisti ed ecologisti da una parte e ai socialisti, laici e liberali dall'altra affinché siano presenti con loro liste nell'ambito di un progetto che vorremmo possa divenire comune.
Saluta l'accoglienza entusiasta da tanta parte dell'opinione pubblica della candidatura di Emma Bonino a Governatrice della Regione Lazio ed auspica che si realizzi la prospettiva di un sostegno da parte del Partito Democratico e che le conseguenti necessarie coerenti intese di carattere generale abbiano successo.
Quanto ad eventuali elezioni primarie, sottolinea che esse si tengono, in particolare nei sistemi anglosassoni, con regole certe e con grande anticipo, in tal modo rafforzando le candidature e la loro conoscenza da parte degli elettori; il Comitato esclude la loro utilità democratica se utilizzate come strumento per comporre o esacerbare i conflitti partitocratici a maggior ragione se organizzate frettolosamente nell’imminenza del voto in un contesto –quello del Lazio- dove Emma Bonino è già comunque candidata radicale alla Presidenza della Regione.
In vista delle decisioni politico-elettorali da assumere a livello sia nazionale che regionale, dà mandato agli organi dirigenti di proseguire, assieme alla Lista Bonino-Pannella e ai responsabili dei soggetti dell'area Radicale, ogni iniziativa necessaria a verificare le condizioni per eventuali intese.
Il Comitato individua in particolare nella candidatura Radicale di Emma la grande opportunità per una svolta liberale e laica nel governo di un'importante regione italiana, nonché l'occasione per proporre di nuovo l'urgenza di uscire dalle condizioni di non-democrazia nelle quali versa il nostro Paese.
Lancia infine un pressante appello agli iscritti, militanti ed ai tanti sostenitori ed elettori di entrambi gli schieramenti che si riconoscono nella alterità radicale per rendere possibile, attraverso una mobilitazione straordinaria di raccolta firme, la presentazione in tutte le regioni della Lista Bonino-Pannella, ed impegna il Movimento ad operare in tal senso, d’intesa con gli altri soggetti dell’area radicale.
(radicali.it)