giovedì 28 gennaio 2010

FILIPPINO


COMUNICATO STAMPA

Complimenti al sindaco Roberto Cenni. E' stato davvero un bel colpo quello messo a segno dal Comune di Prato all'asta di New York. L'acquisizione al patrimonio artistico cittadino dell'opera di Filippino Lippi, una delle nostre maggiori glorie, rimpingua e qualifica la nostra collezione di capolavori rinascimentali. Il ritorno nella nostra città della piccola tavola raffigurante la crocifissione segna anche una netta inversione di tendenza rispetto al passato che recentemente, ha dolorosamente privato Prato del Fondo Malaparte e vede tutt'ora fuori città (e comunque invisibili ai cittadini..) molti dei reperti artistici ed archeologici rinvenuti presso la città etrusca di Gonfienti.
L'attenzione, e l'impegno finanziario sostenuto, del Comune verso l'arte va nella direzione di fare di questo patrimonio cittadino non solo un giusto sedimento delle vicende artistiche pratesi ma anche, specialmente con la riapertura del Museo Civico forse già nel prossimo anno, un formidabile volano di attrazione turistica per Prato e tutto il suo territorio.


Prato, lì 28.01.2010

Avv. Massimo Taiti

martedì 26 gennaio 2010

EMMA


Emma è un’occasione storica per il paese, non un’auto-candidatura

di Marco Pannella

“Anche Ilvo Diamanti, che stimo molto, parla di ‘auto-candidaura’ di Emma Bonino; e questa è la conferma che anche per lui la storia radicale non esiste”, Marco Pannella inizia con una notazione indirizzata alla firma di Repubblica la consueta conversazione settimanale ai microfoni di “Radio Radicale”: “Nessuna auto-candidatura nel Lazio, perché noi almeno da sette mesi confermiamo una precisa analisi della società, e un certo obiettivo politico, che – come stabilito a Congresso – passa anche per la candidatura della Lista Bonino-Pannella alle prossime elezioni regionali”. Pannella accoglie piuttosto con piacere la “accettazione dei radicali in alcune situazioni, accettazione che non ci fu alle Europee, quando l’imperativo era di fare fuori i radicali dal Parlamento europeo. Questo - spiega il leader radicale - lo si deve molto a qualche cambiamento avvenuto in questi sei mesi in Bersani. Che era il Bersani del governo Prodi, il Bersani più liberale, che spesso oggi sento rivivere nelle osservazioni argute, serie, responsabili, sul piano della politica economica che lui predilige. E’ stato questo Bersani, non quello che chiamo ‘il Pd del Loft’, che a un certo punto ha troncato il dibattito dicendo: ‘Questa Emma Bonino, che conosciamo nella sua capacità di dialogo, di tolleranza e nella sua intransigenza, è una fuoriclasse’”.
Nel Lazio e non solo, secondo Pannella, “al Pd occorre rendersi conto, al di là delle contingenze, che si presenta un’occasione storica per il nostro Paese, quella di un incontro su una naturale, profonda, storica confluenza delle forze democratiche tutte – a cominciare da quelle già comuniste – nella vera alternativa che può far venire fuori dalla crisi le sinistre europee. E proprio in questo consiste la scelta profondamente liberale, laica e nonviolenta, con tutto il patrimonio storico del Partito radicale, da Ernesto Rossi a Luigi Einaudi, dal Partito d’Azione alla forza organizzata del Pli. E noi oggi siamo una realtà popolare – ha concluso - e come tutte le realtà popolari siamo i soli anti-populisti nelle viscere”. Quanto alla campagna ‘anti-Bonino’ dei quotidiani “Libero” e “Il Riformista”, Pannella ha detto: “Si teme l’onestà e la capacità di Emma su questa roba. E non credo che si sbaglino”, ha ironizzato.
(notizie radicali, 1062)

lunedì 25 gennaio 2010

LITURCHI


MAMMA LI TURCHI !


Rimane sempre più difficile parlare criticamente della preoccupante situazione di questa città con la sana ironia del possibile ottimismo. Ripetiamolo,ancora una volta (e non siamo in pochi,provate a chiederlo in giro):questa città non ha più identità,questo distretto stando cosi(male) le cose,non avrà futuro. Diciamolo con amorevole,fraterna,contrita comprensione,ma diciamolo: per anni ed anni le classi dirigenti dell’orgogliosa capitale del tessuto(politici,amministratori,industriali,commercianti)hanno giocato a mosca cieca con i problemi,ognuno per sè e nessuno per tutti. Convinti che un terremoto epocale stava cambiando le regole, le strutture e le dimensioni del mondo . Ma Prato,storica eccezionalità di pratiche intelligenze ,antico laboratorio anarchico di astute invenzioni commerciali e para-commerciali ,si sarebbe salvato. Intanto,fra le orgogliose previsioni di un futuro tessile assicurato,prendeva forma,lenta e silenziosa, la nuova
“creatività”di parte rilevante dell’imprenditoria pratese : il trasferimento progressivo e programmato degli investimenti dalle fabbriche al mattone ,dalle attività commerciali alle operazioni finanziarie.
Ed eccoci qui. Con poche energie e con tanti slogan. Dov’è la Prato dei meravigliosi imprenditori venuti dalla gavetta operaia,degli invidiati impannatori i intuitivi e svelti come mercanti levantini;dov’è la città con la sua banca,con i suoi politici dalla parola pulita,e gli amministratori con la parola d’onore. Non c ‘è più. Allora ne andrebbe costruita un’altra cominciando subito. Non da queste righe,ben inteso.
Qui possiamo solo esprimere la nostra addolorata sorpresa per un possibile immeritato epilogo di questa complessa ma anche misteriosa vicenda .Perchè in questa nostra comunità,nonostante tutto,c’è ancora voglia di ripresa,volontà di riscatto,la rabbia e l’intelligenza per provarci,sporcarsi le mani tutti insieme dicendoci la verità mentre si lavora guardando avanti. Forse un sogno,ma si potrebbe provare.
Invece no. Questa enorme energia viene mortificata incautamente da autorevoli esternazioni che,per residua e rispettosa bontà d’animo, evitiamo di definire ma che è doveroso ricordare.
Il nuovo Sindaco di Prato ha avvisato pubblicamente tutta Italia che,nella sua città, “c’è un’emergenza esplosiva”e poi,per farsi capire meglio,si è solennemente impegnato “a colpire finanziariamente i circa sessantamila cinesi fino a farli scappare tutti .”Ecco,dio mio,dove siamo. Mancava la voce del massimo rappresentante degli i imprenditori pratesi,il capo di quelli che ancora non hanno recitato,neppure sottovoce,il confiteor per le loro scelte sbagliate, per l’inguaribile,masochistico individualismo, per una sorta di analfabetismo imprenditoriale,di andata e ritorno. E la “voce” è arrivata ,solenne e sonora,sulle colonne dei due quotidiani con cronaca pratese.(17 Gennaio )sotto forma di lettera al nuovo Prefetto spedita dal Presidente dell’Unione Industriale . L’avete letta? Un intrico surreale di concetti contorti ,un filo di parole senza peso e provenienza. Tanto che la fatica epistolare del mittente è stata,con professionale intelligenza,riassunta dal bravo cronista del Tirreno. Cosi anche noi,altrimenti incerti e confusi,siamo riusciti a capire che:
“ormai l’illegalità è arrivata a tal punto nei due distretti paralleli che quello pratese,già indebolito,rischia di essere attratto da quello più spregiudicato dei cinesi “La partita perciò sarà vinta,secondo l’obbiettiva analisi del Presidente, dai meno disposti a morire sulle barricate della legalità. Ma non ci sarà sfida:fra

contendenti che non si sono mai distinti per civico rigore.
L a conclusione della lettera è un ribaltamento totale delle responsabilità e della logica dei ruoli : “lo Stato deve garantire il massimo impegno per la legalità”. Sembra il rispettoso ma drammatico appello del governatore di una colonia d’oltre mare popolata da indigeni incapaci e turbolenti, a Sua Maestà imperiale.
No,Presidente,non ci siamo.

Carlo Montaini


24 Gennaio 2010


P.S . Abbiamo capito. Il 22 Gennaio 2010 è stata dichiarata guerra ai cinesi .Senza preavviso,come si usa con i ribelli o le truppe irregolari. Con gli elicotteri anziché con i carri armati perché nelle strade dissestate di Prato,nemmeno i cingolati riescono a transitare.
La prima battaglia è vinta,nessun morto,molti prigionieri ma umanamente accuditi. “Un colpo devastante all’economia parallela”è il bollettino di guerra n° 1 del Capo di stato maggiore dell’esercito interforze che ha vittoriosamente concluso la pericolosa operazione .E ora,come è scritto nei trattati di strategia militare,guerra a oltranza,nessuna tregua al nemico fino alla vittoria finale. Speriamo almeno che il fuoco amico,come spesso avviene, non danneggi anche il distretto autoctono,quello verace,quello gelosamente nostro,unico al mondo .E poi,attenzione a non giocare,da grandi,ai soldatini: non è più tempo ,per nessuno ,del “veni-vidi-vici Di imperiale memoria.
Qui a Prato,con un po’ di buon senso,basterebbe anche meno.