lunedì 8 marzo 2010

IDENTITA'


L’identità
Parlane oggi, parlane domani, alla fine qualcosa si muove. A questa parola “ identità”, richiamata con preoccupante cadenza, nei discorsi ufficiali di questa inquieta città, si attribuiscono improprie e incongrue accezioni. Tuttavia questa libertà etimologica comincia a definirne contorni e contenuti seppure ancora discutibili e, in qualche caso, enigmatici. Lo spirito della ricerca è positivo e ci piace darne conto in questa “riflessione” e in quella della prossima settimana. Come stimolo per altri contributi da immettere in una civica competizione fra i tanti talenti che abbondano in questa città e dintorni. Annotiamo di seguito, sull’argomento, alcuni esempi disponibili della evoluzione del pensiero e suoi derivati.

La filiera
C’è il suggerimento un po’ scomposto degli autoctoni veraci che, ai primi inserimenti cinesi nella sacra filiera del distretto, hanno eroicamente rilanciato il grido dei democratici durante la guerra di Spagna del ’39 (haimè perdente) : “non pasaran”. C’è, ma chi l’avrebbe mai pensato, l’idea ultramoderna di alzare i prezzi dei nostri tessuti per rientrare con giusta fierezza nel mercato internazionale. Da questo vociare (l’attesa era grande), si è percepita distintamente la teoria del Sindaco che la vuole lunga (la filiera), la immagina italo-cinese sorretta dal marchio di grandi Case di distribuzione di confezioni in tutto il mondo. Ancora più lunga, arriva fino in Cina, è quella disegnata dal Presidente della Scuola Superiore di Pisa, Prof. Riccardo Varaldo (Tirreno del 21 Febbraio) “ formare un pool di società pratesi che, superate le divisioni, (eccoci!) si metta alla ricerca di una multinazionale delle confezioni con sede in Cina che acquisti a prezzo più alto in cambio di un bel marchio pratese all’uopo elaborato. Bell’idea!. Invadere legalmente autorizzati ,e a prezzi per noi convenienti, un mercato di quasi due miliardi di persone con prodotti fatti a Prato da bistrattati immigrati cinesi. In ogni caso preavvisa il Professore, occorrerebbe l’accordo con la Regione Toscana e la mediazione dei due governi nazionali. A prima vista sembra un suggerimento irrealizzabile ma chissà. Mettete il caso che durante una visita in Cina di Berlusconi ……………Più sbrigativa, ma di una assoluta irritante verità, la constatazione dell’industriale Bellucci :”La concorrenza interna ha distrutto la filiera tessile “.

Il viale del tramonto
Allora non eravamo tutti comunisti a chiedere più buon senso per il problema dei cinesi. Non solo facile bellicismo sventolato tutti i giorni in tutte le salse, dicevamo, ma una seria prova di paziente ascolto, l’intelligente constatazione di un fenomeno ormai ineludibile, una manifestazione di umana solidarietà, magari di qualità e misura cristiana. Che non è soltanto il pacco della Charitas ma l’offerta attenta e leale del rispetto dovuto ad ogni persona. Registriamo perciò , con sincera soddisfazione che negli ultimi tempi, dopo la glorificata giornata dei rastrellamenti di tipo militare che ha turbato la sensibilità umana di molti, si discute anche senza urlare. E si scoprono sempre più italiani che, insieme ai cinesi, vivono fuori dalle regole e si ripensa alla semplicistica brutalità dell’assioma: ”se continuiamo con il massimo rigore, riusciamo a mandarli via tutti”. Cosi è apparsa significativa la dichiarazione dell’Assessore all'integrazione, Silli: ”Milone sta tentando di riportare la legalità………ma la ricetta è rigore e integrazione……….la questione deve essere gestita con maturità da entrambe le parti. Da entrambe le parti, complimenti assessore. E il Ministro Maroni , quello che aveva indicato a tutta l’Italia, come esempio il “caso Prato”, quello dell’elicottero e dei cani poliziotto ? E ’tornato a Prato e, bontà sua, ha espresso chiaramente un principio (La Nazione 16 Febbraio) : “non si risolvono i problemi con i blitz “ C’è più ragionevolezza in giro, forse l’intimidazione poliziesca come unico strumento per risolvere problemi di questa natura si avvia , insieme ai troppo acclamati attori, “verso il viale del tramonto”. Non a caso, noblesse oblige, è rimasto solo il Segretario del P.D.L a ripetere che “ la linea sulla sicurezza portata avanti da Milone è la stessa del P.D.L. “ Scusa non richiesta………

Erode
C’è da chiedersi come può succedere. Una mattina il Sindaco, appena alzato, si accorge che in tre anni sono spariti da questa città seicento bambini cinesi (Tirreno 20 Febbraio). Un fatto enorme, uno scandalo internazionale del quale informa immediatamente il Consiglio Comunale e da’ mandato al Comitato per la sicurezza di venirne a capo. Per giorni e giorni, con il cuore in gola, si è pensato al peggio, riassunto nella frase drammaticamente ultimativa del Sindaco: “voglio sapere a tutti i costi dove sono andati a finire” (Tirreno 28 Febbraio). Tranquilli , stanno tutti bene e crescono contenti nei Comuni della nostra Provincia in attesa di votare per le amministrative. Ci sono voluti otto giorni per risolvere un banale equivoco burocratico di incrocio di dati. Un adempimento che poteva essere assolto nel silenzio operoso degli uffici che lo avevano determinato e che, alla fine, vengono anche complimentati dal Sindaco. (La Nazione 2 Marzo). Speriamo bene !

Carlo Montaini


7 Marzo 2010