sabato 25 agosto 2012

PROVINCIALI

Continua imperterrita la saga della provincia. Con molti attori e molte soluzioni, ardite e non. Uno dei principali protagonisti è il governatore toscano Enrico Rossi. Ovvero il principale esponente dell'ente che dovrebbe, a rigor di legge, mettere mano al "riordino" delle province toscane. In giro per la Toscana per feste ed incontri non manca occasione per esternare qualche suo pensiero.
L'ultimo in ordine di tempo è che, per Rossi, le province di Firenze, Prato e Pistoia dovrebbero confluire in una superprovincia con capoluogo, ovviamente, la città di Dante e di Renzi. La proposta, pur apparendo a noi una banalità, si è attirata molte critiche da esponenti politici pratesi.Che non ci stanno a tornare "sotto Firenze"!
Ma preferirebbero un nuovo provincione andando insieme a Pistoia, Lucca e ....Massa e Carrara!!!. Perchè in questo modo Prato, la città più popolosa ed importante, potrebbe continuare a fregiarsi del titolo di capoluogo.
Tutte manfrine! Ai nostri politici resta indigeribile la perdita della provincia. Con tutti gli annessi e connessi che comporta. E non è detto che il prossimo governo "politico" non li accontenti!  

venerdì 24 agosto 2012

PRATO=TARANTO?



Con 190.000 abitanti nel 2011 Taranto ha avuto una mortalita' minore di Modena, Parma, Trieste e Brescia, analoga a quella di Prato e superiore solo a quella di Reggio Calabria. Tutte città delle stesse dimensioni. So benissimo che per un confronto più corretto bisognerebbe confrontare le fasce di età, ma una differenza numerica significativa dovrebbe evidenziarsi da sola. Come so benissimo che si debba ridurre le emissioni e risanare il territorio. Non contesto i livelli di inquinamento e le perizie, ma che non si diano i numeri reali come un necessario elemento di completezza dei dati. Quanti sono i tumori in più? Le percentuali possono essere fuorvianti ed essere facilmente strumentalizzate. Il mio timore, aldilà della polemiche sullo stop agli impianti, è che con la stessa logica “epidemiologica” il prossimo inverno un giudice possa ordinare il sequestro di tutti i veicoli di una città come Torino o Milano sulla base di una perizia epidemiologica che attesti una stima di centinaia di morti evitabili se si bloccassero tutti i veicoli. Un paradosso? No, se si considera che bloccare la produzione dell’acciaio e le conseguenze sociali per Taranto superano la possibile chiusura di Mirafiori a Torino. Se si ragiona in termini assoluti, “salvare anche poche vite non ha prezzo”, senza valutare gli equilibri tra le diverse conseguenze sociali, perché non bloccare le auto per ridurre i tumori come si è bloccata l’Ilva? Per fortuna per il PM10 il perito di turno dovrebbe, oltre a pronosticare le ipotetiche morti future evitabili, individuare anche le morti passate risparmiate grazie ad una riduzione dimostrata del PM10 di oltre 2/3 e il rientro nei limiti degli altri inquinanti. Per Taranto mi accontenterei se ai cittadini di Taranto e del Paese venissero forniti i dati numerici reali, senza i possibili bias dovuti alla troppa attenzione rispetto alle rilevazioni della altre citta'. Altrimenti il dato reale è che a Taranto si muore meno che a Modena.


Silvio Viale, presidente di Radicali Italiani

TORRI (2)

La valorizzazione residenziale dell'area ospedaliera in dismissione ci pare la soluzione migliore per la città. A patto che si trovino soluzioni che, oltre ad essere utili per ripagare (almeno in parte) i costi del nuovo ospedale di Galciana, permettano il reperimento di risorse per liberare la maggior parte delle mura medievali pratesi dalle attuali edificazioni senza qualità.  E che il nuovo costruito si sviluppi in verticale. In modo da lasciare a verde e parco pubblico la più grande porzione possibile dell'area. La recente scelta di consentire la costruzione di una torre sull'ex Pratilia (dopo anni di assoluto ostracismo .....) dovrebbe facilitare questa opzione urbanistica. Si dovrebbe progettare, dunque, la realizzazione di 200 appartamenti (da 90 metri quadri l'uno, osserva la Regione...). Ma è un'indicazione che, nell'ottica della nostra proposta, potrebbe addirittura essere ampliata. Le abitazioni, di taglio medio/grande, potrebbero portare a far insediare in quell'area 600/1000 persone. Famiglie in grado di poter investire cifre importanti per l'acquisto di questi nuovi alloggi. Che, a nostro giudizio, sarebbero altamente appetibili. Perchè consentirebbe a molti di realizzare un sogno: quello di vivere in centro storico con tutti i vantaggi e l'appeal, ma senza i numerosi attuali svantaggi che questa scelta oggi comporta. Questi cittadini sarebbero a cinque minuti a piedi da Piazza del Comune e da  Piazza del Duomo avendo però il privilegio di avere l'auto sotto casa! 
Questi nuovi residenti del Centro sarebbero oro sonante anche per risollevarne le sorti sia dal punto di vista della composizione sociale sia da quello del rilancio commerciale.     

TRUFFA


Legge elettorale: Staderini, come nelle dittature servirà solo per legittimare antidemocrazia italiana. Serve un piano straordinario perché elezioni non siano truffa

Nella sua intervista quotidiana Enrico Letta, nell’annunciarci che sulla legge elettorale l’accordo tra PD e PDL c’è, svela candidamente le finalità di questa operazione “abbiamo tutti bisogno di una nuova legittimazione popolare”. 

Proprio come accade nelle dittature, si invoca il voto popolare al solo scopo di far da scudo al Regime.
Che le prossime elezioni saranno fuori da ogni standard democratico è oggi una certezza.
Voteremo, infatti, con un sistema elettorale modificato a poche settimane dal voto, mentre il Consiglio d’Europa indica in almeno un anno il tempo minimo perché non si tratti di una farsa.
Sulla scheda elettorale ci troveremo tanti altri casi Formigoni e Giovine, cioè liste presentate con firme false e altre escluse perché rispettano la legge.
La televisione continua ad essere strumento di propaganda e di censura, con gli stessi conflitti di interessi ed una Rai che viola sistematicamente le norme sull’informazione.
Più che la fretta di peggiorare il Porcellum e anticipare il voto, all’Italia serve un piano straordinario per evitare che le elezioni siano l’ennesima truffa.
Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani.

martedì 21 agosto 2012

COCOMERANDO

Quand'ero piccino il mio babbo mi diceva "Se questa settimana stai buono, domenica ti porto a veder mangiare il cocomero in Piazza Mercatale..."!
La guerra era finita da pochi anni ed il cocomero, con la sua abbondante mole, il colore acceso, la polpa saporita (allora...), la sensazione di esoticità (il cocomero americano....), la freschezza delle fette (impossibile da riprodurre nelle case, quasi tutte mancanti di frigorifero), pareva un bendiddio che rendeva frizzante le bollenti serate agostane. Allora ci si contentava anche di questi "lussi". Ma sono passati 60 anni. La nostra società è cambiata mille volte da allora. E' normale che i cittadini pratesi siano ormai poco interessati alla festa del cocomero del 15 agosto. Anche perchè, a differenza di molti anni fa, molti cittadini, almeno per ferragosto, qualche giorno di ferie se lo concedono. Purtuttavia l'annuale rito della fetta di cocomero in piazza del Comune è stato frequentato,si dice, da 2.000 concittadini. Non ha molto senso, dunque, sondare il pubblico per conoscere se è favorevole all'abolizione della tradizionale festa. Ma, si sostiene, quelle migliaia di persone erano quasi tutte cinesi. E allora? Chi se ne frega! Sono cittadini come gli altri. E se si presentano in maggioranza a mangiare la fetta rossa buon pro gli faccia! 

domenica 19 agosto 2012

TORRI (1)


Questa volta siamo, almeno parzialmente, d'accordo con la Regione Toscana. Sulla possibilità di riutilizzare l'area dell'attuale ospedale pratese. Ci sia o meno l'accordo vantato dal governatore Rossi con il Comune di Prato. 
Riutilizzare la vastissima e pregiatissima area intramuraria del Misericordia e Dolce per ricavarne risorse da destinare al pagamento del nuovo ospedale di Galciana ci convince. Non solo perchè questa soluzione era prevista da accordi Regione - Comune stilati nel 2005, ma anche e soprattutto perchè l'intervento consentirebbe di raggiungere diversi obbiettivi. Innanzitutto l'intera sistemazione della zona (Piazza Macelli-Via Cavour). Una rivitalizzazione del Centro Storico con nuove residenze a pochi metri da Piazza del Comune. La realizzazione di una vasta area a verde pubblico all'interno delle mura medievali. Per la fattibilità di questo progetto (200 nuove abitazioni + uffici direzionali) è però necessario soddisfare due previsioni:

A) Che le nuove costruzioni sfruttino non l'orizzontale ma il verticale (due torri di 40/50 metri); in modo da lasciare libero dalla cementificazione più spazio possibile. Fregandosene bellamente di quelli che non sopportano i grattacieli (non vi è altro modo di risparmiare territorio). Anche come segno urbanistico forte per il degradante Centro Storico cittadino;

B) Che il progetto si proponga di riscoprire la maggior parte delle mura antiche attualmente sommerse e nascoste da edifici senza alcun pregio architettonico ed urbanistico. Dunque occorre ricavare dall'area ospedaliera in via di dismissione non soltanto risorse per il nuovo ospedale ma anche per questa operazione di rottamazione di edilizia di nessun pregio decisiva al ridisegno urbanistico ed identitario della nostra città.

Le voci (PD e PDL) che si sono finora levate contro la proposta regionale (e comunale?) ci appaiono francamente di modesto livello. Al di là di un accenno ad un possibile riutilizzo dell'area come polo oncologico regionale (proposta che ci pare di dubbia realizzazione pratica e di impropria collocazione - diventerebbe un colossale attrattore di traffico - ...) avanzata dal PDL non è apparsa alcuna altra idea. Se non l'accusa, da parte di esponenti del PD, di voler cementificare la città. Che sostenuto da esponenti di un partito che ha governato 60 anni ed ha consentito qualsiasi speculazione edilizia in ogni dove, appare o risibile o provocatoria.