sabato 29 settembre 2012

DOGAIA (2)



Da Notizie di Prato (proprietà della curia pratese) pubblichiamo i 19 commenti apparsi fino ad ora in calce all'articolo sul sovraffollamento al carcere della Dogaia di Prato, così come denunciato dall'associazione radicale Liber@MentePrato, dopo la visita ispettiva di ieri con i deputati Lulli e Mazzoni. Nessun nostro commento. Tantissimi brividi......



marione 9 ore fa
Uno scandalo x un paese cosiddetto civile come il nostro
Commentislashpo 8 ore fa
allora mettiamoli a fare le pulizie al Quirinale
CommentiIO 8 ore fa
mi piacerebbe conoscere i paesi d’origine dei 720 detenuti, qualcuno li sa?
Commentiincazzato 8 ore fa
Il problema nn e’serio basta rimandare al mittente quello che loro xi hanno mandato voli e voli fino a quando un sono tornati tt a casa loro e vissero tt felici e contenti istituzioni cittadini presidente della repubblica ecc ecc ecc altro che indulto e amnistia
CommentiIO 8 ore fa
In momenti come questi bisognerebbe che venissero mantenuti dal proprio stato.
Commentimanuele 8 ore fa
La civiltà di un paese si vede dalle condizioni delle proprie carceri !!
Il buon Napolitano sta già parlando di amnistia, forse per liberare celle da destinare ai politici !!
Commentinonno 39 7 ore fa
Mi spieghi il presidente Sig Giorgio Napolitano quali sono per lui i reati minori, strappare una catenina ad una vecchietta causandoli solo una rottura rubare un portafoglio, la pensione ,fare un furto in casa me lo spieghi( furbego del deserto) a lui non capita ha la guardia del corpo anche per andare in bagno ma fetemi il piacere hanno ragione i commenti precedenti cominciamo ha rimandare al mittente gli estracomunitari e poi ragionamo .Ma tanto noi non ci possiamo fare niente solo parole parole e ancora parole.
CommentiMarino La Penna 6 ore fa
Davvero….e qnt ne sono di non Italiani veri autoctoni??? ….si va a vedere???…..Napoletano comprati na bella reggia….con tutti i soldi che hai preso da presidente della repubblica…..non eletto a maggioranza…ma ti ci hanno ficcato li….non democraticamente….
Commentinicola 6 ore fa
non sono assolutamente d’accordo con Napolitano, il problema delle carceri non si risolve con gli indulti o amnistie e questo è statisticamente provato tempo 6 mesi quelli graziati sono poi ritornati dentro, e i reati secondo me aumenterebbero perchè passerebbe il messaggio ” tanto prima o poi cè l’amnistia” quindi o si riesce a recuperare parte delle somme rubate dai vari lusi belsito penati o fiorito e investirle x le carceri o si fa un ‘accordo con vari paesi x poter riprendersi gli extracomunitari .
CommentiMarino La Penna 6 ore fa
….continua…..
e li metti a lavorare a tue spese…te li paghi….e non li fare uscire di casa…mi raccomando ci sn i cecchini fuori dalla tua proprieta….
Per fortuna tra un po ti leiii dai c….. dal Quirinale….la casa di tutti gli Italiani…….ahahaha…non sei stato eletto a maggioranza dai cittadini aventi diritto…percio non sei il mio presidente…..pensa a dare le risposte ai giornalisti della stampa straniera…..di quando eri ministro degli interni….blablabla…..poi 2000 dipendenti al Quirinale….ma de che?? ma li paghi di tasca tua? va ia va ia……neanche buckingam palace …..la regina inglese….
CommentiMassimoA 6 ore fa
Visto la crisi che c’è,forse si ruberanno tra di loro.Legge fatta da e per loro.
Commentilucia 6 ore fa
Ma nessuno li ha obbligati a compiere i reati….io li pigerei ancora di più e butterei le chiavi…….fanno piangere tante famiglie per i reati di ogni genere……io per questa gente non ho nessuna pietà
CommentiDANIELA 6 ore fa
quello che mi sconvolge di piu’ e’ che SOLO 15 su 720 hanno un lavoretto??ma tipo manutenzione ordinaria dello stabile,orto… lavoretti manuali, non so creare qualcosa da rivendere … vestiti, marmellate, qualche cosa che “serva” … che faccia pareggiare i conti con i costi che la provincia sostiene per mantenere questi carcerati…. e inoltre 0 amnistia… le pene devono essere aumentate… e certezza della pena!!! che siano italiani o stranieri CHI SBAGLIA PAGA ….!!!!!!!!!!!!!!!!
Commentiale 5 ore fa
lo scandalo è che non vogliono costruire altre carceri e il fatto che certi buonisti preferiscono vedere i carcerati in libertà piuttosto che a “soffrire ” nella galera sovraffollata.
CommentiAle 5 ore fa
Costruiamo nuove carceri, oppure mandiamoli al suo paese visto che più di metà sono stranieri, in alternativa tutti a casa di Pannella e di chi li difende tanto
CommentiMarino La Penna 4 ore fa
http://youtu.be/B0Q_C4cPCqE
a voi il giudizio su napolitano…..
x me nn e degno di essere il presidente della repubblica italiana…..poi quando finira il mandato….ci rispondesse ad alcuni quesiti..nella vicenda della presunta trattativa tra stato e mafia…..di quando fu a suo tempo ministro dell interni…
CommentiGianni Tomasi 4 ore fa
Su Napolitano ogniuno ha la propria opinione (la mia è pessima, fa a gara con Cossiga e Scalfaro), ma non si può dire che non è stato regolarmente eletto.
Sulla situazione delle carceri la soluzione non può essere l’indulto (a quel punto meglio l’amnistia), ma la costruzione di nuove carceri, l’assunzione di forze di polizia, e la creazione di percorsi di rieducazione di queste persone.
Commenticristian 3 ore fa
di giorno si occupano a riverniciare le ringhiere della dogaia che fanno schifo cosi stanno all aria aperta . comunque gli estracomunitari si rimandono a casa sua e il problema e risolto.
Commentisergio un momento fa
Caro Marino, penso che napoletame sia il peggior presidente della repubblica – di sempre. L’unica cosa che mi consola è che il pulcinella comunista e milionario è già in odor di mogano (leggi cassa da morto).

CONTEMPORANEAMENTE

Inaugurata stasera al Museo Pecci la mostra di Massimo Barzagli "Grandezza Naturale". In contemporanea è stata anche presentata la mostra del gruppo di architetti fiorentini U.F.O. basata sull'archivio di Lapo Binazzi..
Presentati dal sindaco Roberto Cenni, dal direttore Marco Bazzini e dal curatore Stefano Pezzato, Barzagli e  Binazzi hanno raccontato la genesi delle mostre e dei lavori esposti.
Un folto pubblico, presente anche l'assessore alla cultura del Comune di Prato Anna Beltrame (foto 1), ha partecipato al vernissage. Tra i presenti anche l'industriale Alberto Pecci (foto 2). 











ULTIMORA


Pochi minuti fa è stato nominato il nuovo vescovo titolare della Diocesi di Prato. Come largamente previsto si tratta di Monsignor Franco Agostinelli, attuale vescovo di Grosseto.
Agostinelli, aretino del 1944, era stato nominato vescovo del capoluogo maremmano nel 2001. Prima di questa data era stato vicario generale della Diocesi Arezzo-Cortona-Sansepolcro.
Dunque ad un aretino succede un altro aretino. Monsignor Agostinelli è balzato recentemente agli onori della cronaca per aver fatto visita, nel quartiere grossetano di Barbanella, alla locale sezione dell'Arcigay. Successivamente ha ricevuto a Palazzo vescovile una delegazione di omosessuali grossetani.
Auguriamo al vescovo Agostinelli di fare di Prato la sua casa, così come è capitato al vescovo uscente Gastone Simoni e gli auguriamo un buon lavoro.  

ACCENNI (4)


Continuano i guai per la coalizione di centrodestra che appoggia il sindaco civico Roberto Cenni. Ancora frutti amari della cena alla Rugea dove gli stati maggiori del Pdl provarono a ricandidare anche nel 2014 l'ex patron della Sasch. Questa mattina registriamo l'outing ed il conseguente niet alla ricandidatura di Cenni da parte della corposa minoranza congressuale dell'UDC pratese, guidata dall'ex segretario provinciale, rottamato all'ultimo congresso dei nuovi democristiani,  Enrico Mencattini.
Questa frazione dell'UDC giudica altamente improbabile una nuova candidatura dell'ex industriale pratese.
Mettendosi così in contrasto con la maggioranza del segretario Bambagioni che, da parte sua, aveva soltanto giudicata 'prematura' la nuova candidatura di Cenni.
Mancano ancora circa 18 mesi al rinnovo del consiglio comunale di Prato e con quanto sta accadendo a livello nazionale nessuno può sapere quale sarà lo scenario politico pratese. Esisterà ancora questo Pdl? Il PD , specialmente se le primarie verranno vinte da Matteo Renzi, che partito sarà diventato? E la lista M5S di Beppe Grillo quale dimensione avrà assunto anche in città dopo le politiche del 2013? Per l'intanto possiamo prevedere la scomparsa ovvero il forte ridimensionamento dal consiglio comunale della Lega Nord che aveva conquistato ben 3 consiglieri nel 2009. Riuscirà la nuova Lega di Maroni a rientrare nella massima assise pratese? E le numerose liste civiche che appoggiarono Cenni saranno ancora così piene di energie da ripresentarsi nel 2014? Nessuno può saperlo! Ma la previsione abbastanza sicura che possiamo fare è che Roberto Cenni dovrà per forza rinunciare ad una nuova candidatura. Se proprio gli andasse bene il procedimento giudiziario per procurata bancarotta potrebbe uscirne con una sentenza di assoluzione per non aver commesso il fatto. Nondimeno resterebbe il gravissimo 'infortunio' personale ed imprenditoriale di avere condotto al fallimento, insieme al management aziendale, la Sasch e le società collegate.
La sua candidatura sarebbe quella non di un 'bancarottiere' (come sostiene adesso la sinistra giustizialista ed estremista...) ma, di tutta evidenza, di uno che ha condotto al fallimento tutte le sue aziende.
Difficilmente i cittadini, almeno la maggioranza di loro, potrebbero ridargli fiducia. Anche se i risultati della sua amministrazione non sono affatto disprezzabili, almeno per adesso.

BETTMAN



Fondi per le spese dei gruppi consiliari, il Comune è virtuoso

Il presidente Maurizio Bettazzi: "Questi numeri sottolineano la correttezza con cui da sempre si muovono gli amministratori locali. Da noi nessun Batman"
Meno di un euro a cittadino residente, precisamente 0,05 e 0,048 euro. Questo è quanto sono costati ad ogni cittadino pratese residente in città, i gruppi consiliari comunali negli anni 2010 e 2011. Il totale speso nell'anno 2010 dai 5 gruppi consiliari presenti è stato di 10.414 euro, mentre nel 2011 la spesa dei 6 gruppi consiliari presenti è stata di 9.146 euro, con una diminuzione quindi di 1300 euro.Nel 2012 la cifra a disposizione dei gruppi consiliari per il finanziamento delle spese relative allo svolgimento delle proprie attività istituzionali ammonta a circa 10 mila euro e ad oggi non sono stati presi impegni."L'atteggiamento - ha affermato il presidente del consiglio comunale Maurizio Bettazzi - è sempre stato virtuoso, così come di solito accade nelle Amministrazioni locali. E' dalle Regioni in su che purtroppo la "musica cambia". Sono proprio questi numeri a sottolineare la correttezza con cui si muovono gli amministratori locali, da noi non c'è nessun Batman o pranzi e cene con ostriche e champagne".Il fondo assegnato ai gruppi viene utilizzato per le spese di informazione e aggiornamento dei vari consiglieri, per la pubblicità delle attività di questi e per l'acquisto o la stampa di pubblicazioni tipografiche o per l'organizzazione di convegni, incontri e iniziative connessi ai fini istituzionali dell'Ente.
Questo è il comunicato col quale il presidente del consiglio comunale di Prato (proprio come aveva fatto il giorno prima il presidente del consiglio provinciale) risponde, forse, ad un'esigenza di trasparenza che avevamo sottolineato nei giorni scorsi. Lo ringraziamo! Tuttavia non ci possiamo considerare soddisfatti. Alla somma destinata ai gruppi per le proprie iniziative, di cui vorremmo vedere pubblicati sul sito del Comune la rendicontazione relativa, manca la spesa che il Comune sostiene per il funzionamento dei gruppi locali, personale, attrezzature, utenze..) e la spesa per i gettoni di presenza dei consiglieri. Solo con queste altre cifre i cittadini potranno conoscere quanto spendono all'anno per i propri delegati all'amministrazione della cosa pubblica. 
Rivolgiamo. infine, anche al presidente del Consiglio Comunale, un appello affinchè il Comune di Prato dia integrale applicazione alla deliberazione n. 1/2009 dello stesso consiglio comunale ovvero all'Anagrafe Pubblica degli Eletti e dei Nominati (APE).   

  

DOGAIA (1)


Si è svolta ieri pomeriggio alle 16 l'annunciata visita ispettiva al carcere pratese della Dogaia dei deputati pratesi Andrea Lulli (PD) e Riccardo Mazzoni (PDL), accompagnati da una delegazione dell'associazione radicale Liber@MentePrato (Massimo Taiti, Vittorio Giugni, Rosanna Tasselli e Simone Lappano) promotrice dell'iniziativa nel quadro della campagna nazionale per l'amnistia e la giustizia giusta promossa da Marco Pannella e dai radicali italiani.
Ricevuti dal direttore e dal comandante della polizia penitenziaria che li hanno messo al corrente della situazione dentro il carcere. Che è molto, molto, sovraffollato. La Dogaia può ospitare, normalmente, ca. 480 detenuti. La capienza 'tollerabile' è di ca .600 persone. Ieri ve ne erano oltre 720!! In molte celle invece che due/3 persone ce ne stanno adesso 4/5 con tutti i problemi che seguono. Il 70% dei detenuti è extracomunitario! Il 50% dei detenuti è ancora in attesa di giudizio..Su oltre 720 detenuti solo 12 svolgono un lavoro esterno...Il Comune di Prato ha ridotto (da 100.000 a 18.000 euro..) il proprio contributo annuale al carcere per l'inserimento lavorativo dei detenuti...L'unica buona notizia è l'arrivo, recente, di 30 nuovi agenti di polizia penitenziaria. Dando almeno un pizzico di sollievo agli operatori. Peraltro in pianta organica mancano ancora ca. 80 agenti.
La visita ispettiva è continuata recandosi con i responsabili del carcere ai bracci di reclusione posti al primo ed al secondo piano. Specialmente al primo piano la situazione è drammatica. Nelle piccolissime celle sono rinchiusi 4/5 detenuti. E non resta nemmeno lo spazio, spesso, per stare in piedi più di uno/due alla volta...
I detenuti, moltissimi d'origine magrebina, albanese, cinese, sono per lo più giovanissimi. Senza alcun contatto con le famiglie originarie e con l'esterno del carcere, sono spesso preda di malattie psichiche che impegnano gravemente il sistema sanitario del carcere.
Sia il direttore che il comandante del carcere hanno auspicato, facendo eco alle dichiarazioni del presidente della Repubblica d'ieri, provvedimenti di clemenza da parte del Parlamento ed in specie l'adozione di misure alternative alla carcerazione. Il comandante della polizia penitenziaria ha, infine, proposto l'adozione di un progetto da parte degli enti pubblici locali che permetta ai cittadini che lo vogliano e che desiderino rendersi conto di persona della situazione al carcere di Prato di potervi liberamente accedere con accompagnatori qualificati. 
 La visita ispettiva si è conclusa alle 17.30. I deputati Lulli e Mazzoni produrranno, nelle prossime ore, un documento congiunto per illustrare ai cittadini l'esito della loro visita alla Dogaia.         

venerdì 28 settembre 2012

PROVINCIOPOLI


Neanche ieri i cervelli istituzionali che stanno cercando la quadra, da trovare entro martedì 2 ottobre (ma vedrete che ci sarà proroga...) sul cosiddetto riordino delle province toscane, sono riusciti a stilare una road map condivisa. Le ipotesi al vaglio del  cosiddetto CAL sono le più fantasiose. Per Prato si va dall'area vasta con Firenze e Pistoia, all'unione con Pistoia, ovvero al mostro di frankestein di una nuova provincia che inglobi Prato, Pistoia, Lucca, Massa e Carrara. Dalle sorgenti del Bisenzio alla foce del Magra. Dai filatori ai bagnini. Dalle castagne al lardo di Colonnata!! Dal dialetto pratese a quello ligure-carrarino. Dai biscotti di Prato al buccellato. Dai confini con l'Emilia a quelli con la Liguria!! Solo menti malate possono soltanto ipotizzare questa creatura!   
Questi signori del CAL è come se parlassero arabo! Non si accorgono nemmeno che i cittadini ne hanno ormai le palle piene di questi giochi. Perchè si rendono conto come al centro delle preoccupazioni dei politici non sia, come dovrebbe essere, il loro interesse ma la loro cadrega in pericolo. Tirino pure la corda fino alla fine. Non si lamentino poi se la cosiddetta antipolitica straborderà fino a travolgerli tutti.

ANTONELLODERIENZO


Oggi sulle cronache locali dei due maggiori quotidiani cittadini compaiono due interventi di esponenti del PD che più di mille parole esemplificano come e perchè quel partito debba cambiare rotta e come e perchè occorra una vera e propria sua "rottamazione".
La Nazione ospita un intervento dell'on. Antonello Giacomelli sulla questione della ricandidatura da parte del Pdl, alla famigerata cena della Rugea, del sindaco Roberto Cenni. A parte che il buon Antonello pare essere arrivato a dire la sua dopo i fochi (ma questo potrebbe non essere colpa sua...) quello che meraviglia della presa di posizione è che appare, ed è, un, forse involontario, complimento... al sindaco Cenni. 
Tutte le osservazioni che sottolinea Giacomelli sembrano infatti un copia e incolla di quelle rilasciate dal sindaco all'indomani dell'investitura rugeiana!
Forse Giacomelli poteva dire qualcosa di più. E di più impegnativo. Ad esempio che difficilmente Cenni potrà ripresentare la sua candidatura a sindaco di Prato nel 2014. Pur ammettendo la piena assoluzione dall'accusa di bancarotta resterebbe comunque sul suo capo il gravissimo infortunio professionale del fallimento della Sasch, con tutto ciò che ne è conseguito.
Potrà permettersi il centrodestra la ripresentazione di un personaggio, che pur essendosi comportato decentemente come sindaco, ha tuttavia sulle spalle questo fardello che in una città industriale come Prato rappresenta, comunque la si voglia vedere, un marchio quasi inestinguibile.
D'altra parte vi sono nel centrodestra personaggi che possono ambire alla candidatura a sindaco nel 2014. Perchè hanno carte in regola e perchè hanno, almeno per ora, ben operato nell'amministrare la città. 
Mi riferisco all'assessore Roberto Caverni, al vicesindaco Goffredo Borchi ed al giovane assessore-formattattore (non c'è errore, è per via della sua bella faccia da divo americano degli anni '50 ...) Giorgio Silli. 
Il Tirreno presenta un'intervista con il giovane consigliere di circoscrizione Filippo De Rienzo. 32 anni, nessuna precedente militanza politica nè nella DC nè nel PCI o nei suoi succedanei, De Rienzo, attivista pratese del thinktank fiorentino "Officine Democratiche" parla come mangia e dice pane al pane e vino al vino. Schieratissimo con Matteo Renzi per le prossime primarie del PD, De Rienzo non ha peli sulla lingua a far arrivare le sue osservazioni al silente gruppo dirigente attuale del PD pratese. Assente da mesi nel dibattito politico cittadino. Anzi assente da anni sostiene De Rienzo. Dalla sconfitta elettorale il PD pratese non è riuscito ad elaborare il lutto. Si è anzi incupito del tutto alla ricerca di una via d'uscita che, al momento, appare improbabile. Concordiamo infatti con Filippo De Rienzo. Solo una vittoria di Matteo Renzi alle primarie ,anche a Prato, potrà rimettere benzina, idee, personaggi nello stanchissimo, esausto ed obsoleto  motore dei democrats.       
Nazione e Tirreno oggi ci danno la dimostrazione di cos'è oggi il PD pratese. Idee vecchie, stanche e forse non opportune da una parte; freschezza, rinnovamento ed idee nuove dall'altra.
Non bisognerà aspettare molto per sapere quale delle due 'stuazioni bonnie' prevarrà!     

PALAZZACCIO (1)


Quer pasticciaccio brutto de... Piazza Duomo. Così, parafrasando il grande Gadda, potremmo definire la storia di Palazzo Vestri (ex albergo Stella d'Italia).
Sulla quale merita tornare perchè la vicenda appare veramente singolare. Facendo finta di essere nei panni del commissario Ingravallo possiamo ricordare sul nostro virtuale bloc notes che:

1..Nel 2002 la Provincia di Prato ritenne opportuno iniziare una trattativa con la proprietà per prendere in affitto i locali di Palazzo Vestri;

2..Le motivazioni: il bisogno di uffici per l'ente provinciale e l'interesse pubblico a non vedere ulteriormente degradato un palazzo dell'ottocento situato nella Piazza del Duomo. Le delibere della giunta provinciale che danno inizio all'iter della pratica sostengono che si tratta di una scelta strategica per la Provincia in un'ottica medio-lunga!!;

3.. Nel 2003 la giunta provinciale sottoscrive un accordo con la proprietà: la Provincia si accollerà i lavori di restauro e di ristrutturazione di Palazzo Vestri e la proprietà si impegna a dare in locazione alla provincia Palazzo Vestri per ben 24 anni. Una eventuale rescissione del contratto sarebbe stata possibile solo dopo 15 anni di locazione!!;

4.. Sulla base di questo contratto la Provincia inizia la ristrutturazione ed il restauro del Palazzo. Alla fine i soldi impegnati nell'operazione da parte della provincia assommano a circa 3.000.000 di euro;  

5.. Nel 2008, finalmente, la Provincia prende possesso dei locali di Palazzo Vestri e vi trasferisce alcuni suoi uffici;

6.. Dal 2008 la Provincia inizia a versare alla proprietà del Palazzo la somma di euro 235.000/anno come affitto. Da dichiarazioni dell'assessore al patrimonio della Provincia apprendiamo che per manutenzione, utenze, funzionamento della nuova sede la Provincia spende ogni anno circa 100.000 euro;

7.. Si può dunque sostenere che ogni anno la Provincia ha speso per Palazzo Vestri la somma totale di 335.000 euro!!;

8..Il 22 settembre c.a. appare sui giornali un comunicato della giunta provinciale che annuncia che dal 2013 riconsegnerà alla proprietà Palazzo Vestri.!!

9.. La Provincia sostiene che con la riconsegna risparmierà circa 2.000.000 di euro per i prossimi 6 anni;  

10. Come abbiamo visto la facoltà di rescindere il contratto, dopo 15 anni, sarebbe scaduta nel 2018. Ma le norme contenute nel provvedimento del governo noto come "spending review" consentono agli enti pubblici di derogare dalle scadenze contrattuali;

11. Nella delibera n. 70 del 24 febbraio 2003 della Giunta Provinciale si diceva che il canone sarebbe stato differenziato per i primi 3 anni in ragione della ristrutturazione e che il canone definitivo e soggetti ai soli aumenti inflazionistici sarebbe decorso dal quarto anno.

12. Così con la medesima delibera si dava atto che per gli anni 2003, 2004 e 2005 si sarebbe corrisposta alla proprietà la somma di euro 64.000 all'anno circa per un totale di euro 192.000 circa;

13. A cominciare dal 2006 La Provincia ha corrisposto alla proprietà una somma di 235.000 euro/anno (pari all'attuale), quale corrispettivo definitivo per la locazione, per un totale ad oggi di 1.645.000 euro;

14. Dunque dal 2003 al 2012 la Provincia di Prato ha sostenuto queste spese:

a..ristrutturazione e restauro                3.000.000
b..locazione primi 3 anni                           192.000
c..locazione 2006-2012 7x235.000)         1.645.000  
d..spese di utenze,funzionamento ecc.
    dal 2008 al 2012 100.000 euro/anno      500.000
                                                                 --------------
                                           Totale             5.337.000

E dunque, correggendo il precedente post, si può dire che stare a Palazzo Vestri dal 2008 al 2012 alla Provincia è costato la bellezza di ca. 1.070.000 euro l'anno!!!!

Ma adesso viene il bello. 

La Provincia comunica il 21 settembre 2012 che rinuncerà a Palazzo Vestri. Ma, evidentemente, la decisione sarà stata presa prima. Quanto prima? Non si sa! Possiamo solo riferire le dichiarazioni pubbliche dell'assessore al Turismo Antonio Napolitano comparse sulla stampa il 14 settembre: "Nessun trasloco per l'ufficio turismo (da Palazzo Vestri ndr). Per il momento non c'è certezza di questo spostamento (a ragione dell'arrivo a Palazzo Vestri della New Haven University, ndr). Faremo tutti gli sforzi necessari perchè l'ufficio rimanga dove si trova. Da parte mia farò di tutto perchè si rimanga in Piazza Duomo che è uno spazio centrale e strategico. Qualora si debba traslocare bisognerà pensare ad un intervento più ampio. ....". L'assessore Napolitano il 14 settembre non era a conoscenza evidentemente di quello che faceva nelle stesse ore il compagno di giunta Ivano Menchetti, assessore al patrimonio.
Che ci siano due giunte separate alla Provincia di Prato? 
Come faceva Napolitano a sostenere, il 14 settembre, che il suo ufficio doveva restare in Piazza Duomo, perchè centrale e strategico
Ovvero la decisione di Menchetti e della giunta è stata presa soltanto tra il 14 ed il 21 settembre?
Occorre infine segnalare l'acuta prontezza della giunta provinciale che nell'agosto di quest'anno ha inteso ospitare a Palazzo Vestri la New Haven University!! 

In conclusione il pasticciaccio combinato dalla Provincia con Palazzo Vestri sembra avere un solo beneficiario sicuro, sicurissimo: la proprietà dell'immobile.
In un breve volgere di anni (2003-2012) si è vista restaurare l'edificio, al quale non dedicava attenzione, e pagare la locazione annuale. In più è rientrata in possesso del palazzo con un anticipo di ben 15 anni (o, nella peggiore dell'ipotesi, ovvero in caso di rescissione anticipata, di 6 anni). Ed ha incassato, pure, la non proprio indifferente cifra di 1.837.000 euro. Senza ovviamente considerare lo straordinario aumento di valore di Palazzo Vestri completamente trasformato da edificio degradato a risplendente palazzo d'epoca!   
Ner pasticciaccio brutto ci pare che di buono nell'intera operazione ci sia ben poco. Ovvero soltanto il restauro di Palazzo Vestri. Ma valeva la pena, in tempi di crisi per gli enti pubblici, destinare somme così ingenti di denaro dei cittadini, a questo progetto?   
Forse, approfittando dell'università americana comunque presente a Prato, e che sembrerebbe interessata a rilevare la locazione di Palazzo Vestri, per la rinnovata gioia della fortunata proprietà (ultimo atto della giunta provinciale..)  occorrerebbe chiedere lumi al Dott. David Schroeder, Professore presso la medesima University New Haven, magari chiamandolo a collaborare con l'immaginario commissario Francesco 'don Ciccio' Ingravallo di gaddiana memoria.  

  

REGIONOPOLI


Ve le ricordate vero? Vi ricordate le grandi proteste che le regioni, i loro governatori e le loro giunte imbastivano ogni volta che il governo (Prodi, Berlusconi, Monti..) tagliava qualche trasferimento di risorse.
Strillavano come le oche del Campidoglio....Giuravano che non ce l'avrebbero fatta ad andare avanti...Minacciavano di dimettersi....Dichiaravano che senza quei soldi sarebbero state costrette a tagliare i servizi sociali, la sanità, i trasporti....! Ve le ricordate? Ebbene questa mattina tutti i quotidiani ed i media ci danno notizia che ieri a Roma la conferenza delle regioni italiane ha deciso di procedere ad alcuni tagli...di spesa....Meno consiglieri, meno compensi, meno vitalizi,  meno soldi ai gruppi consiliari....
Era presente anche la quasi dimissionaria Polverini   ..che ha dato il primo esempio tagliando qualche assessore....Naturalmente finchè non vedremo i provvedimenti (anche in Toscana...) non crederemo alle solenni promesse dei vari governatori..Che, affondati dal Laziogate, colpiti dai dati apparsi ieri sul Sole 24 ore (le regioni negli ultimi anni hanno aumentato le tasse locali di ben il 50%...mentre le tasse nazionali aumentano nello steso periodo di ..solo il 25%..)  stanno cercando di uscire dall'angolo in cui li ha messi un'opinione pubblica incazzata ed imbufalita facendo finta di essere diventati, improvvisamente, virtuosi. La nostra Toscana, una delle prime regioni ad accusare il governo per i tagli, non esitò ad aumentare il numero dei propri consiglieri da 50 a 65!!
Facendo conseguentemente aumentare la spesa per i costi della politica. E per non essere disturbati troppo dai cittadini toscani i partiti del consiglio regionale, quasi all'unanimità, partorirono il cosiddetto maialetto, ovvero la legge elettorale regionale basata sui listini imposti dalle segreterie, senza nè collegi nè preferenze. Fornendo il modello ideale per la nascita della legge elettorale nazionale, il porcellum. Rossi ed il centrosinistra avevano promesso, in campagna elettorale, di cambiarla subito. Ma sono passati ormai due anni e la promessa è stata del tutto dimenticata...Anche per questo non crediamo, finchè non vediamo, agli impegni di Rossi e dei suoi fratelli governatori. Sanno bene come erudire il pupo....

giovedì 27 settembre 2012

SINISTRI


Chissà che fine hanno fatto! Non si sentono nè si leggono più da giorni! Sembrano essere stati inghiottiti da questo anomalo caldo settembrino! Sì, stiamo parlando dei nostri amici marxisti-kebabbisti! Gli indignados dell'immondo panino tedesco. Di cui nessuno ha mai capito bene la composizione! Che cazzo di carne c'è dentro? E' come chiedersi cosa abbia in testa Donald Trump o di che materia siano fatti i capelli di Antonio Conte! Oppure perchè Sallusti non debba andare in gattabuia....!
Passata l'indignazione? Rimandate le clamorose adunate di protesta annunciate? Fatta indigestione? Diarrea prorompente? Perchè, clamorosamente, dopo che da tutti i cittadini e da tutti gli angoli d'Italia si levano grida indignate di protesta (e di dolore...) per il mangiamangia politico venuto alla luce, per merito dei due consiglieri radicali del Lazio (gli unici consiglieri regionali di tutt'Italia, guarda caso, ....), i nostri autoctoni indignados tacciono. Silenziosamente assenti. Irreperibili! Loro ed i loro partiti. Non una voce; non un comunicato; non un sit in di protesta; non un cinguettio; non un post; non un occupyregione o comune o provincia! Niente di niente! Zitti. Zitti e mosca! Ma forse non se la sentono di indignarsi perchè anche loro (ovvero i loro partiti di riferimento) quando c'è da accomodarsi alle tavole imbandite del denaro pubblico non fanno gli schizzinosi e men che meno gli indignados. Prendono! Prendono le briciole magari! Ma prendono! Come per l'appunto IDV, SEL, VERDI, RC, Comunisti, alla Regione Lazio. Hanno decine di consiglieri. Ma nessuno di loro ha visto nè sentito niente. E non ha fatto alcunchè. Se non accodarsi, nel comitato di presidenza che decideva gli aumenti ai gruppi da 1 milione a 14 milione di euro all'anno, alla maggioranza (la schifosa maggioranza di centrodestra...). E votare a favore della rapina di soldi pubblici. Ed adesso, giustamente, se ne stanno zitti. Fino al prossimo kebab....!!!      

GRUPPI


Sarebbe opportuno che anche la presidenza del consiglio comunale rendesse noti, così com'ha fatto la Provincia, i costi sostenuti dal Comune per il funzionamento dei gruppi consiliari.
Che sono ben 7: PDL, PD, UDC, FLI, IDV, Lega Toscana, Indipendenti. 
Secondo l'art. 14 del regolamento per il funzionamento del consiglio comunale spettano, annualmente, ai gruppi risorse finanziarie (oltre ad uffici, personale ed attrezzature) per lo svolgimento della loro attività istituzionale.  
Non è possibile rintracciare sul sito web alcuna informazione a riguardo.
Così come richiesto per la Provincia sarebbe oltremodo utile per i cittadini, ed in nome della trasparenza, conoscere, oltre alle somme elargite anche la spesa per uffici, personale, attrezzature ed utenze. Oltre, naturalmente, a conoscere i giustificativi delle spese effettuate dai gruppi con i soldi pubblici.
Questo è tutto materiale che sarebbe stato già disponibile per i cittadini, proprietari dell'azienda Comune, se Prato avesse messo in pratica l'Anagrafe Pubblica degli Eletti e dei nominati approvata con delibera di consiglio n. 1 del 2009. Mai messa in pratica, purtroppo.
Dalla presidenza del Comune restiamo in attesa di una cortese risposta.   

IMMOBILIARESPA


La provincia di Prato non ha certamente brillato nei 20 anni dalla sua proclamazione. Non risulta che i cittadini siano stati particolarmente colpiti da qualche provvedimento emesso da quell'ente. L'ente, più che altro, sembra essere servito per stipulare un patto interno al PD per la spartizione degli incarichi istituzionali: il comune agli ex PCI-PDS-DS; la provincia agli ex democristiani. Di fatto i tre presidenti succedutisi in Via Ricasoli sono stati: Daniele Mannocci, Massimo Logli e Lamberto Nazareno Gestri. Tutti ex dc doc! Ovvero  assimilabili a quella storia politica.
E' così vero questo assunto che quando Antonello Giacomelli 'osò' porre la sua candidatura alla successione di Fabrizio Mattei, in alternativa ad un candidato della filiera PCI-PDS-DS, Gianni Del Vecchio...), successe il finimondo. Il PD di Prato fu 'commissariato' dal PD regionale. Ed alla fine il governatore della regione, Claudio Martini, impose come nuovo sindaco il suo dirigente Marco Romagnoli. E tagliò la testa al toro e la strada al buon Antonello (che si rifece, in seguito, con gli interessi....).
Questo è stata la provincia di Prato che vede adesso esaurirsi la sua storia. Non saranno molti i cittadini che la rimpiangeranno.
Solo in un campo la nostra Provincia ha brillato: come agenzia immobiliare ha funzionato alla grande!
Sono diverse e molto importanti le operazioni immobiliari portare a termine dalla giunta provinciale. Vediamone alcune delle più importanti.
Si comincia con l'acquisto (con le risorse redistribuite dalla Provincia di Firenze alla nuova sorellina...) di Palazzo Buonamici di Via Ricasoli, sede del presidente, del consiglio e della giunta. Si continua con Palazzo Novellucci di Via Cairoli.
Si prosegue con l'affitto dell'edificio di Via Pisano per collocarvi parte degli uffici.
Negli ultimi anni, poi, si sono messi a segno, sul mercato immobiliare, diversi colpi. Si è acquisita l'ex sede ASM di Via Galcianese. Poi la si è ceduta alla Misericordia di Prato in cambio dell'edificio ex Misericordia di Via del Seminario (anche se, per adesso, non si sa che farsene...). Si è acquisita l'ex caserma dei pompieri sempre in Via Galcianese. Dove ha trovato sistemazione il Museo di Scienze Planetarie (che è di proprietà della provincia con la partecipazione dell'Università di Firenze e della Fondazione Pro Verbo....).
Infine, nove anni fa, si è acquisito, in locazione previa ristrutturazione, il gran Palazzo Vestri (ex albergo Stella d'Italia) di Piazza del Duomo.Che oggi viene restituito graziosamente alla proprietà dopo avervi investito una somma (tra ristrutturazione, affitti e funzionamento) pari a ca. 5.500.000 euro (oltre 10 miliardi del vecchio conio....)!! 
(Deve essere fatto sottolineato, senza alcuna malizia, come quasi tutte queste operazioni abbiano visto come controparte o partner fette importanti del mondo cattolico pratese........).
Una frenetica attività immobiliare, dunque (certo giustificata dal dover sistemare tutti gli uffici ed i servizi di un nuovo ente...) ,che ha assorbito, per anni, le energie delle varie giunte.
In altri campi, infatti, non è stato portato a casa assolutamente niente. Esempio di scuola: il piano provinciale per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Ovvero uno dei compiti residuali delle province più importanti e decisivi per i cittadini. Ebbene la Provincia di Prato ha effettivamente partorito, in mezzo a mille difficoltà e polemiche, un piano per i rifiuti. Che, però, è rimasto lettera morta. Il Piano, che prevedeva l'esigenza di dotare l'area provinciale di alcuni impianti di trattamento dei rifiuti aveva come scelta centrale e strategica la costruzione di un inceneritore. Scelta sciagurata che costò alla Provincia anni di polemiche e di battaglie con i vari comitati contrari all'incenerimento. Per fortuna non se ne è fatto niente! Ma anche in questo caso allora bisogna sottolineare l'assoluta inutilità di un ente che non produce nulla e quando sceglie di fare qualcosa vene smentito dallo svolgimento dei fatti!!      

MAROSI


Il presidente del consiglio provinciale ha sentito il dovere, forse colpito dal Laziogate, comunicare ai cittadini che la Provincia di Prato ha speso nel 2011, per l'attività dei gruppi consiliari, "soltanto" 5.300 euro, anche se ne aveva stanziati 8.000. Sostiene il presidente che il costo per abitante è di "soli" 2 centesimi. Il primo commento che viene da fare è che la provincia ha speso troppo! Perchè nessun cittadino pratese sa in cosa sia mai consistita l'attività svolta dai gruppi. E men che meno sa quali siano state le spese sostenute dai singoli gruppi. Il sito web della Provincia non ha nessuna indicazione di questo genere. Il presidente del consiglio può far mettere on line le singole spese dei gruppi? Così come hanno fatto nel Lazio? Non dovrebbe essere operazione difficoltosa considerata la cifra spesa dai gruppi.
Notiamo, comunque, per completezza d'informazione ai cittadini che le spese sostenute per i gruppi sono assai più alte di quelle che il presidente comunica. C'è da mettere in conto che ogni gruppo dispone, nei locali dell'ente, di propri locali, attrezzature e personale così come prevede l'art. 12 del regolamento per il funzionamento del consiglio provinciale.
Sarebbe oltremodo interessante conoscere queste cifre. Ce le può comunicare signor presidente mettendole on line sul sito della Provincia? 

mercoledì 26 settembre 2012

DALAILAMA





Lettera aperta al Sindaco Roberto Cenni


Caro Sindaco,

il sindaco che l'ha preceduto, Marco Romagnoli, e la sua giunta, in risposta ad una mozione presentata in consiglio comunale dall'allora consigliere Avv. Massimo Taiti, ed anche in seguito ad una iniziativa di solidarietà con il Tibet promossa dalla Lista Taiti per Prato e dall'associazione Liber@MentePrato, prese impegno solenne di portare in Consiglio Comunale la proposta di concedere la cittadinanza onoraria di Prato al Dalai Lama, guida religiosa e politica del Tibet e dei tibetani. 
Questo Paese e questo popolo sono da decine d'anni ormai sotto il giogo della dittatura comunista cinese seguita all'occupazione militare di quella nazione indipendente. La Cina ha attuato, e sta tutt'oggi portando avanti, una politica di sterminio delle tradizioni, della cultura e della religione del popolo tibetano. L'occupante cinese non esita, peraltro, ad uccidere ed incarcerare qualsiasi tibetano che osi contrastare l'occupazione cinese.
Sarebbe un segnale importante se la sua giunta volesse dar corso a quanto promesso da Romagnoli e dalla vecchia giunta di sinistra. Le sarebbero grati il popolo tibetano, in patria ed in esilio, e, crediamo, tutti i cittadini pratesi amanti della libertà, della democrazia e della pace.  Le saremmo, infine, altrettanto grati se il comune di Prato volesse associarsi alla Associazione nazionale "Comuni, Province e Regioni italiane per il Tibet", fondata a Torino, presso il Consiglio regionale, il 9 marzo 2002.
Cordialmente,

Associazione Radicale Liber@MentePrato
Il Segretario
Vittorio Giugni        


VENTISETTEMBRE



Lettera aperta al presidente della Circoscrizione Prato Centro Avv. Massimo Taiti


Caro Presidente,

vogliamo proporLe di attivarsi per ripristinare il vecchio nome di Piazza San Francesco. La bella piazza centrale, prima che il fascismo lo cambiasse nell'attuale, si chiamava Piazza XX Settembre, a ricordo della breccia di Porta Pia, ovvero dell'episodio che riportò Roma all'Italia e segnò il punto più alto dell'unità del Paese.
Proprio a pochi giorni dalla commemorazione dell'evento sarebbe una splendida cosa se la sua circoscrizione, entro il cui territorio insiste la piazza, potesse prendere l'iniziativa di richiedere alla giunta comunale di ridenominare Piazza San Francesco col suo originale nome: Piazza XX Settembre. La ringraziamo calorosamente per l'accoglienza che vorrà dare a questa nostra proposta.   

Associazione Radicale Liber@MentePrato
Il Segretario
Vittorio Giugni


P.S. - Allego la scheda tratta dal sito www.comune.prato.it

Storia: Quando divenne piazza, nel Duecento, si chiamava dei frati Minori, poi assunse il toponimo di san Francesco. La piazza fu intitolata anche “Piazza XX Settembre”.
Ripristinato l’antico nome tratto dall'omonimo complesso monumentale il 16 settembre 1926, l'area è rimasta nel tempo inalterata.
I primi passi per l’edificazione del convento di San Francesco furono fatti dopo che il santo aveva sostato, durante la tournée di prediche, nella Terra di Prato insieme ai suoi seguaci nel 1212. 
Già nel 1228 era stata edificata una parte, addossata alle vecchie mura della seconda cerchia ancora visibili nel giardino prospiciente via Dante, grazie ad un sostanzioso contributo del Comune. Quell'area la usavano i boia al servizio dei giudici del Tribunale per eseguire le condanne a morte; le esecuzioni, sembra, furono poi dirottate a Narnali dove si recava ogni volta il triste corteo con carretto, condannato legato e in bella vista scortato da sei sbirri. Infatti troviamo, in un documento settecentesco, la descrizione del "Trebbio alle Forche".
Ecco qualche notizia della lunga vita di San Francesco, attraverso gli scritti che ci hanno tramandato alcuni antichi eruditi pratesi. Per notizie sui monasteri francescani si può consultare: Vincenzo Bocci "Guida serafica della Toscana", Pistoia, Bracali, 1874.
Per il cav. Giovanni Miniati autore della prima guida di Prato stampata nel 1596, il San Francesco "...è bello isolato, e spiccato, che tutto si gira intorno da strade pubbliche, di circuito di circa braccia 600. Più bella, e gran chiesa, lunga circa braccia 80 e larga 35. Campanile e campane; belle facciate di marmi bianchi che serve per l'occhio della chiesa, che gli da lume dentro, cappella, altari, organo bello e buono fatto e restaurato di nuovi nell'anno 1591..."
Il conte Giuseppe Maria Casotti invece afferma nel 1700 che il convento di San Francesco "...è secondo me il più antico di tutti gli altri conventi di frati, trovandosi nominato fino dal 1275, ed è una tale tradizione che San Francesco medesimo ottenesse dal Comune di Prato il luogo e l'aiuto per fabbricarlo, dicendosi essere stato veduto il memoriale per ciò fatto da lui medesimo...".
Una curiosità: nel 1500 molti pratesi si lamentavano perché il padre-guardiano di S. Francesco, proveniente da Carmignano (o come dicevano allora Rusticus de villa Carmignani), era rozzo, ignobile e trattava la gente in malo modo. Ci volle quasi un'insurrezione popolare per allontanarlo.
Una seconda entità della chiesa, ma per questo non meno importante, è il chiostro nel quale molti pratesi illustri vi hanno trovato degna sepoltura. Di notevole valore artistico è la Cappella della nota famiglia dei Migliorati, affrescata con mistico gusto da Niccolò Gerini pittore fiorentino, e alcuni monumenti funebri, tra i quali ci preme segnalare quello a Niccolò Mazzoni, già "maire" di Prato nel 1799, ai tempi del dominio francese, rimasto alla memoria dei posteri per un ampolloso discorso tenuto davanti all'”Albero della Libertà” riscoperto poi dallo scomparso presidente transalpino Mitterrand.
Entrando nella chiesa viene subito alla mente Francesco di Marco Datini, il quale fu uno dei benefattori più generosi per i frati, verso la fine del 1300 a all'inizio del secolo successivo. Molti fiorini d'oro il mercante li spese per i restauri e gli abbellimenti, e tanti altri li lasciò in eredità.
Alla sua morte, avvenuta il 16 agosto 1410, il Datini fu sepolto con tutti gli onori nella chiesa, sotto una pesante lastra di marmo scolpita da Niccolò di Piero Lamberti detto “il Pela” e le sue spoglie sono ancora lì. 
Il palazzo adiacente a via Ricasoli ospita la Biblioteca Roncioniana, voluta da Marco di Emilio Roncioni, la cui costruzione iniziò nel 1751 dopo strani ritardi, mentre la biblioteca già pronta con tanti volumi, dovette aprire provvisoriamente al pubblico nelle stanze a piano terreno del palazzo vescovile in via Valdigora, oggi via Luigi Muzzi. Era il 1722.
Prima dell'attuale palazzo c'erano alcune casette delle monache di Santa Trinita, le quali fecero un buon affare vendendo il blocco intero; l'ingegnere Francesco Valentini diresse i lavori e i maestri-muratori Francesco di Jacopo Arrighi e Stefano di Rigo, entrambi pratesi, portarono molto lentamente a termine l'opera, contrastati anche dal dirimpettaio.
L'altro palazzo sulla stessa linea verso la Porta Santa Trinita, sempre all'angolo di via Rinaldesca (anticamente si chiamava il canto de' Buonamici), fu di Bartolomeo Cortesi che ne trasse notevole beneficio economico e di immagine, quando lo affittò al Podestà e al suo seguito, nell'anno 1532, dopo il crollo del Palazzo Pretorio.
Nel 1787 Pietro Geppi lo comprò e lo fece ristrutturare dall'architetto Gaetano Magnini il quale cercò - quando passate da quelle parti alzate gli occhi - di armonizzarlo a quello della biblioteca. Un altro proprietario, prima della famiglia Martelli, fu un discendente dei Rinaldeschi: Pietro Naldini.
Nel palazzo Franceschini (oggi è sede di una Banca), prima dei Guilliccioni, poi dei Miniati e quindi degli Zeti, la ditta Bruggiser inaugurò il 1° aprile 1883 una fabbrica per la lavorazione delle trecce e dei cappelli di paglia. Si promettevano molti nuovi posti di lavoro. 
La fontana attuale sostituì una grande vasca barocca formata da un monolitico di arenaria, che col tempo si era fatalmente sfaldata, con due delfini dalle code intrecciate che Ferdinando Tacca aveva approntato nella seconda metà del '600. Nel 1872 i delfini di pietra furono bersaglio di gruppi di giovinastri che ne ruppero le code. Nel marzo del 1895 vennero stanziate 25 lire per la riparazione della fontana, dalla quale non usciva più acqua e quindi era impellente l’intervento. Nel 1937 il monumento fu messo in discussione, come avvenne per il palazzo Pretorio all’inizio del secolo, e varie voci si levarono in favore della sua rimozione con motivi che periodicamente si affacciano tutt’oggi: far posto al traffico veicolare. Recentemente il Comune si è occupato del monumento riportandolo allo stato originale.
In piazza San Francesco e nelle strade adiacenti si svolgeva ogni lunedì, fino agli inizi del secolo scorso, il mercato della paglia. Mentre quando si effettuava il Palio di Santo Stefano, la piazza serviva da osservatorio privilegiato perché quello era il tratto dove i cavalli passavano a rotta di collo.
Dalle carte municipali si rileva che al 12 aprile del 1883 la raccolta, per la erezione di un monumento a Garibaldi, ammontava a lire 1014,29. La stele - in marmo progettata dall’architetto fiorentino Riccardo Mazzanti fu eretta nel 1889 dopo aver raggiunto la cifra necessaria a cui peraltro parteciparono tutti dato il clima politico, la notorietà del personaggio e l'incondizionato appoggio della Massoneria. 
ll monumento fu per anni il simbolo della libertà in quella che allora si chiamava piazza XX Settembre a sottolineare il trionfo del positivismo in quel periodo che abbraccia la fine dell’Ottocento e il primo quarto del Novecento (ma Armando Meoni nella sua “Prato viva” ricorda che ..in quella piazza, donde l’obelisco a Garibaldi, piantatovi in mezzo a dar di piede al parcheggio di corriere che vi si affolla attorno, non spira più l’originaria brezza massonica che lo innalzò.). 
La lunga stele fu ornata, oltre all’effigie di Garibaldi da alcuni stemmi e fregi che furono tolti nel 1941 dal fascismo durante la raccolta del bronzo alla Patria. C’è un aneddoto che riguarda proprio questo avvenimento: nel togliere questi decori bronzei ci si accorse che si trattava semplicemente di modestissimo stagno. Non mancarono le polemiche circa il «risparmio» che si era voluto fare nell’erigere il monumento. Ma c’è anche un altra storiella legata alla costruzione e alla scelta di questo obelisco: sembra che il progetto fosse stato ideato prima che Garibaldi morisse per cui i promotori, trovandosi in contrasto per la scelta del tipo di monumento da dedicare al generale, lo interpellassero a Caprera per chiedergli un consiglio e il messaggio del generale dall’isola fu un laconico: Obelisco! 
Notizie più dettagliate del generale, sono riportate nella descrizione dell'omonima Via. 
In angolo con via Ricasoli, all'inizio di questo secolo c'era la nota trattoria del Lenzi accanto al negozio di mobili del Sanesi, poi nel 1913 aprì la sede la Banca Commerciale Italiana. Precedentemente funzionava ed era anche in possesso di terreni nella periferia, l'Oratorio di S. Lorenzo.

GASTONE







Ieri pomeriggio, nella sala del Consiglio Comunale di Prato, il sindaco Roberto Cenni ha conferito al Vescovo di Prato Gastone Simoni la cittadinanza onoraria della città. E' il ringraziamento che, a nome di tutta la città, la massima autorità civile consegna alla massima autorità religiosa pratese in vista del suo avvicendamento per limiti d'età.
Gastone Simoni se l'è meritato il riconoscimento che il sindaco, a nome di tutti i pratesi, ha consegnato nelle sue mani. Giunto in città dopo il pensionamento di Monsignor Pietro Fiordelli, primo vescovo dell'autonoma diocesi pratese, vi rimase ininterrottamente dal 1954 al 199, Simoni è pian piano diventato un buon amico di Prato e dei suoi cittadini. Nella buona e nella cattiva sorte
Tutti i capigruppo consiliari hanno riconosciuto a Simoni la sua generosità nei confronti della povera gente, a cominciare dagli immigrati. Ed il ruolo che, spesso alzando la voce, Simoni ha giocato nel denunciare la crisi economica che ha colpito il distretto pratese e per chiedere attenzione e rispetto per la città.
Il vescovo ha dichiarato che rimarrà per sempre cittadino della sua Prato. Anche se fisserà la sua nuova residenza a Fiesole, dove tanti anni fa ricevette il suo primo importante incarico. Emozione e qualche accenno di lacrime sono apparsi sul volto di Simoni quando Cenni gli ha consegnato la targa ricordo per la cittadinanza onoraria e la sala consiliare, tutta in piedi, lo ha avvolto con un caldissimo e lungo applauso.   

martedì 25 settembre 2012

BARUFFA



Eravamo stati facili profeti. Non appena il PdL ha deciso alla Rugea di riconfermare "per acclamazione" come prossimo candidato sindaco Roberto Cenni sono iniziati, per i berluscones, i problemi. Non solo diversi alleati si sono prontamente defilati (così come lo stesso sindaco) ma, adesso, siamo alla contestazione proveniente proprio dall'interno del PdL. Il consigliere comunale di Montemurlo Cosimo Zecchi, prontamente raggiunto dal consigliere comunale Fulvio Ponzuoli, ha sparato la sua proposta: non candidare chi ha problemi con la giustizia....!!! Proposta che sembra fatta apposta per eliminare dalla ricandidatura proprio ...Roberto Cenni!
L'area di appartenenza dei due consiglieri è ovviamente nota. Si tratta proprio di quella frazione del PdL che, come dire, non vede di buon occhio il sindaco.
Ma all'orizzonte si profilano altre grane, interne, per il PdL. L'anno prossimo ci sono le elezioni comunali a Poggio a Caiano.
L'ala del PdL che fa capo al capogruppo regionale Alberto Magnolfi, sconfitto al recente congresso, dava per scontato il sì del partito alla candidatura della loro Cristina Attucci, candidata sconfitta da Gestri alle ultime provinciali ma consigliere provinciale e consigliere comunale a Poggio, oltre che facente parte dello staff di Magnolfi in regione Toscana.
La candidatura è stoppata da arte di coloro che richiedono di effettuare le primarie di partito per decidere il candidato nel comune mediceo. Che ha partorito, di rimando, la richiesta dei magnolfiani, di fare primarie dappertutto. E quindi anche a Prato. Baruffe pratesi che si sviluppano dopo che le quinte di Castelnuovo sono calate. Alla faccia dell'unanimità e dell'unità ritrovata del PdL pratese. 

KEBAB

Qui sotto troverete la delibera N. 74 del 20.09.2012 del Consiglio Comunale. E' il provvedimento incriminato dalla sinistra marxista-kebabbista perchè accusata di essere un atto di discriminazione razziale. Come si vede, però, oltre alle kebabberie, sono vietate in centro storico /APU diverse altre attività che potremmo definire multietniche. Con questo riteniamo chiusa la polemica invitando gli amici marxisti-kebabbisti di trovare, e non mancano, altri motivi di impegno e/o di indignazione.

(per ingrandire le foto cliccateci sopra)
ATTENZIONE: da questa mattina la delibera è on line sul sito del comune:
governo della città, atti, delibere di consiglio.