sabato 6 ottobre 2012

FERRARI

Di ritorno dal bellissimo Museo Casa Ferrari di Modena e dal meno bello Museo Ferrari di Maranello












QUARTIERI


Stamattina siamo buoni! Ci sentiamo di difendere i consiglieri delle circoscrizioni. Tutti. Anche quelli che si fanno vedere raramente. Si è accesa su facebook una intensa e partecipata discussione sulle presenze dei consiglieri di circoscrizione alle riunioni di consiglio e delle commissioni di lavoro. Pare che dopo che è stato eliminato il gettone di presenza (peraltro simbolico...) le presenze dei consiglieri alle riunioni si siano rarefatte (almeno per alcuni..).
Vorremmo spezzare una lancia (ed anche una corazza..) in loro favore. Hanno ragione. Diciamo che hanno ragione coloro che disertano le riunioni. Ma crediamo che non le disertino per via del mancato compenso. Le disertano per frustrazione. Per essere stati additati, dal governo nazionale, come esempio di sperperatori di denaro pubblico. Perchè effettivamente la spending review dell'ultimo governo Berlusconi prese di mira solo e soltanto i poverissimi consigli di circoscrizione e gli eroici consiglieri che vi erano stati eletti. Ma il pesce, come abbiamo ben visto in questi giorni, inizia a puzzare dalla testa. La coda è l'ultima nella putrefazione. Invece di ridurre i compensi di ministri, sottosegretari, parlamentari, gruppi, consiglieri regionali e provinciali, il governo volle indicare al popolo qualcuno da "punire". E se la rifece con l'ultima ruota, leggerissima, peraltro, del carro delle pubbliche amministrazioni...). Non abolì le province come pure avevano tutti promesso in campagna elettorale. Non ridusse il numero dei parlamentari. come tutti avevano promesso in campagna elettorale. Non ridusse il finanziamento ai partiti come tutti avevano promesso in campagna elettorale. No! Se la rifece con gli innocentissimi consiglieri di circoscrizione. Istituti già svuotati di qualsiasi piccolo potere d'intervento e destinati ad essere rottamati.
Noi crediamo che il disamore che qualche consigliere prova adesso sia dovuto proprio a questo. Essere stati colpiti come "affamatori del popolo" e "approfittatori" perchè titolari di un gettone che forse avrebbe coperto a malapena le spese di carburante per arrivare da casa alla sede del quartiere. I consiglieri, tutti, di tutti i partiti, hanno la nostra completa solidarietà. Anche se in qualche caso risultassero assenteisti.  

DONZELLA


Aurelio Donzella, capogruppo dell'Idv in consiglio comunale, e dunque capogruppo di se stesso (qualche volta dissente....) si è occupato in queste ultime ore di presunti sperperi denaro pubblico da parte del Comune (Visionaria...) e di altri enti pubblici cittadini. E' suo preciso diritto dovere di rappresentante l'opposizione e fa molto bene a farlo ed a stare allerta. Non ci saranno i Fiorito in giro da noi, però non si sa mai. Qualche attacco di sperperomania è sempre in agguato. Tanto si tratta di soldi pubblici....Donzella fa bene dunque ad intervenire con il piglio del severo censore e di rappresentante dell'irreprensibile Idv di Di Pietro (ma anche di De Gregorio, Scilipoti, Razzi etc. etc.). Non se la deve prendere però il dott. Donzella se, ogni tanto, ci permettiamo di ricordargli che il suo partito è stato in maggioranza ed in giunta comunale fino all'altro ieri. E lo è tutt'oggi in Provincia (sebbene manchino notizie della Ferrara dal giorno della nomina ad assessore...ma che avrà fatto di buono....). L'Idv aveva incaricato come assessore tale Ing. Andrea Breschi, una volta noto come esperto di spazzatura....Ebbene la carriera aministrativa (e politica...) di Breschi è ormai finita. Di lui assessore comunale si ricordano due eventi in particolare. Il primo è quello della cena scroccata alla massoneria pratese facendo un'imbucata (voi non sapete chi son'io...) ad un loro raduno conviviale ai Misoduli. L'altro è quello della sua sponsorizzazione (ed ahinoi, dunque anche nostra...) come assessore comunale di un'azienda che voleva rendere tecnologici i condomini pratesi. Avrebbe installato in ognuno di essi (gratuitamente si capisce...) uno schermo magico. Il condomino che vi avesse posato lo sguardo avrebbe immediatamente scoperto quale era l'ortolano nei pressi di casa che quella mattina faceva i cavoli meno cari di tutti..ovvero il macellaio che vendeva al miglior prezzo che so, lo stinco di maiale. Oppure quale era la miglior medicina per curare un improvviso maldidenti. Un schermo magico. Degno di "Blade Runner" o "Minority Report". Il progetto (l'unico peraltro avanzato dal Breschi e dunque dall'Idv al governo della città..!!) fu presentato in pompa magna con tanto di conferenza stampa. La quale riferì ampiamente il giorno dopo sulle magnifiche e progressive qualità dell'idea breschiana.
Vi chiederete adesso che fine abbia fatto quel bellissimo progetto da fantasy movie americano. Ce lo chiediamo anche noi! E, per estrema forma di trasparenza, lo chiediamo al consigliere Donzella, capogruppo di se stesso ma anche, al tempo, riferimento consiliare e politico dell'assessore Breschi .
Donzella ci vorrà rispondere? Non tanto a noi! Ai cittadini. Dicendoci, per esempio, quanti soldi pubblici furono sperperati dal Breschi in quell'occasione sfortunata. Perchè se anche il progetto era a costo zero per il Comune, Breschi ed il suo staff ci lavorarono per un bel pò. La morale che si può trarre è questa: non tanto che chi è senza peccato scagli la prima pietra quanto correttezza ed etica politica vorrebbero vedere anche l'Idv recitare qualche minimo mea culpa. Ne risulterebbe accresciuta la sua volontà di denunciare le cose, tante, che non vanno in città e nell'amministrazione. Ne conviene consigliere Donzella?

VENDOLA


Si apre oggi a Roma l'assemblea nazionale del PD. Il massimo organo del partito è chiamato a definire le regole per le primarie di novembre. Sarà il DDay dei democrats oggi? Riteniamo di no! Matteo Renzi ha accettato tutte le imposizioni romane (dall'albo degli elettori, al doppio turno fino alla quintuplicazione dell'obolo per poter essere ammessi ai seggi.... ) L'unica norma che non potrà mai accettare è quella dell'obbligo dell'iscrizione nell'albo....una settimana prima della data delle primarie vere e proprie. La norma "truppe cammellate", insomma. Ma, aldilà dell'imprevedibile e quasi sempre in preda a bizze uterine Rosy Bindi, pare ragionevole aspettarsi che la maggioranza dell'assemblea lascerà perdere questa stupidaggine....
Prevediamo, dunque, che l'assemblea nazionale, ancorchè un pò baruffando, adotterà le restanti norme primariali.
Il Dday vero verrà, per l'intera coalizione, quando dovrà essere definita unitariamente la cosiddetta carta d'intenti del centrosinistra ovvero i principi ed i valori programmatici che dovranno stare alla base dell'eventuale governo di centrosinistra dopo le elezioni.
Qui sono da attendersi guai, capricci, malestri e quant'altro. Dovranno essere coordinati unitariamente i desiderata dei vari partiti della coalizione. E se per il PSI non ci sarà alcun problema (basterà concordare, magari davanti ad un notaio, così come successo alle ultime lezioni regionali toscane, sui posti da assegnare a quella componente ed il gioco sarà fatto....) i problemi diverranno pesanti nel confronto che si dovrà aprire con Vendola e Sel.
Perchè, ad oggi, le prospettive politico-programmatiche di PD e SEL sono ampiamente confliggenti. L'uno appoggia, convinto, il governo Monti. L'altro è all'opposizione.Il PD approva le modifiche dell'art.18 della Fornero. Sel raccoglie firme per il referendum abrogativo. L'uno è in qualche modo favorevole alla continuazione della road map montiana. L'altro impugna decisamente la bandiera di provvedimenti alternativi a quelli stabiliti dall'ex rettore della Bocconi.
Allora la domanda è questa? Come si concilieranno le vedute così assai divergenti dei due "alleati".
Perchè pare evidente che qualcuno dovrà uscire sconfitto dal confronto. E siccome non sembra che larghi settori del PD siano intenzionati ad andare alle elezioni con programmi che li vedano in contrasto con tutti (o quasi) i media italiani e con i mercati internazionali (tutti tifosi del montismo...) dovrebbe essere Vendola a cedere. A meno che, all'italiana, tutto finisca a tarallucci e vino. E che cioè nella famigerata carta d'intenti non ci sia scritto proprio un bel niente. Forse solo un pò di narrazione vendoliana annacquata dalla cautela bersaniana. E quindi pagine bianche utili come taccuino segnappunti. Ma se così sarà saranno guai lo stesso. Se non prima delle elezioni sicuramente dopo le elezioni. Il PD ed il centrosinistra sono espertissimi in questo. Per ben due volte negli ultimi anni le loro coalizioni si sono sciolte come gelato sul marciapiede dopo avere conquistato la guida del paese. Non resta che aspettare lo sbarco in Normandia....

MATTEISSIMO (4)


La visita lampo di Matteo Renzi a Prato e lo straordinario successo che ha riscosso alla casa del popolo di Coiano ha lasciato qualche scia di veleni nel PD pratese.
Il giovane consigliere comunale Andrea Colzi, ad esempio, se la prende con il suo capogruppo Massimo Carlesi. Secondo Colzi l'ex candidato sindaco ha mancato di rispetto a tutti quei giovani, tanti, che si sono schierati con Bersani. Il giovane bersaniano ha ricavato quest'impressione da un'innocente dichiarazione del Carlesi. Che non pareva affatto avere quel significato.
La piccata reazione di Colzi non è, però, che la cima di un iceberg che galleggia su di un mare democrat quanto mai agitato. Si tratta di una ancora latente agitazione. Si muove sotterraneo, per ora non affiora, il dibattito interno al PD. Dove apparentemente si confrontano bersaniani e renziani. Ma, di tutta evidenza, la posta in gioco, al di là delle primarie, appare la scadenza delle elezioni amministrative del 2014. Quelle in cui il PD cercherà di riconquistare Prato, l'unico comune capoluogo della Toscana ancora nelle mani del centrodestra. I ragionamenti sono semplicissimi. Se l'attuale classe dirigente del PD pratese, in massima parte di tendenza bersaniana, dovesse beccarsi una tegola in testa, ovvero se anche a Prato si affermasse Matteo Renzi o comunque raggiungesse un risultato eccellente (com'è assai probabile...) dovrebbe venire a patti con quanti si sono mobilitati per Matteo. Si complicherebbe, più di quanto non lo è adesso, la battaglia interna per ottenere la nomination alle primarie per la candidatura a sindaco. Ed i giochi si stanno facendo in questi giorni. Dopo il risultato delle primarie per la scelta del candidato alla presidenza del consiglio (vinca Bersani o vinca Renzi...) si saranno consolidati i due grupponi interni al partito che giocheranno anche la carta delle candidature a sindaco. Chi del gruppo dirigente allargato del PD pratese non avesse ancora scelto rimarrà fuori dai futuri schieramenti. E comunque non conterà niente. Questo è il mese decisivo per scegliere. Dopo non ce ne sarà più per nessuno. Almeno per chi ha intenzione di contare qualcosa. Ecco pertanto la ritrosia a schierarsi con Bersani o con Renzi dei dirigenti più in vista. C'è chi come la segretaria Bugetti fa il pesce in barile (bene Bersani ma anche Renzi..) e c'è chi, per adesso, ha scelto di stare in un angolo a guardare come si sviluppa la contesa tra Matteo e Pierluigi. Ed ecco anche il nervosismo del giovane Colzi che non ha gradito, non tanto le dichiarazioni del suo capogruppo, quanto il suo smarcamento dall'area bersaniana (pur se attraverso la RosiBindi...) che può spostare a Prato un bel pacchetto d voti a favore del sindaco fiorentino.
Nelle prossime settimane assisteremo ad un progressivo susseguirsi di pronunciamenti dei cosiddetti big del PD pratese, con una scomposizione prevedibile delle attuali amicizie politiche. Noi prevediamo che saranno molti gli outing a favore di Renzi. Non resta che pazientare alcuni giorni e lo vedremo concretamente realizzarsi.    

venerdì 5 ottobre 2012

ROSANELPUGNO


MATTEISSIMO (3)



Matteo Renzi (Pd): la preregistrazione è un metodo per portare alle primarie le truppe cammellate. Giusto?
  • 72.2%
  • No
    27.8%
Numero votanti: 1818
I sondaggi online di Corriere.it non hanno un valore statistico, si tratta di rilevazioni non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità. Le percentuali non tengono conto dei valori decimali. In alcuni casi, quindi, la somma può risultare superiore a 100


PER ORA!!!

MATTEISSIMO (2)


Lo straordinario successo di pubblico e di consenso che si è manifestato ieri presso il circolo ARCI di Coiano per l'intervento pratese di Matteo Renzi merita qualche ulteriore osservazione.
Quella che ha accolto con ovazioni da rock star il sindaco fiorentino e principale competitor del segretario del PD Pierluigi Bersani era una folla particolare. Sugli oltre mille cittadini presenti i cosiddetti addetti ai lavori saranno stati non più di un centinaio. La stragrande maggioranza dei cittadini accorsi ad accogliere empaticamente Matteo erano gente comune. Pensionati, giovani studenti, commercianti, lavoratori tessili, professionisti (avvocati, notai, ingegneri, architetti, ecc.) che hanno abbandonato (a parte gli ultras interisti....) le loro abitazioni ed i loro uffici, in un qualsiasi giovedì d'inizio ottobre e quasi all'ora di cena... per correre a sentire il giovane ex boyscout di Rignano sull'Arno. E trarne emozione, commozione, coinvolgimento, partecipazione.
Dalla grande sala, che aveva visto negli anni '80 la rottamazione dell'intero gruppo dirigente dell'allora PCI pratese per l'iniziativa dei "giovani turchi" guidati da Claudio Martini, poi sindaco di Prato e governatore della Toscana per ben due volte, saliva un sentimento che appare assai diffuso oggi tra tutti gli italiani. Ovvero cercare qualsiasi soluzione per liberarsi dall'attuale casta politica (di destra, centro e sinistra). Impressionante, a questo proposito, è stato il vero e proprio boato che ha accolto la promessa di Renzi, in caso di sua vittoria, di mandare in pensione Massimo D'Alema. Che non è cosa di poco conto ascoltare all'interno di un luogo interno alla storia della sinistra comunista ed ex comunista! Eppure così è stato. D'Alema è stato individuato come il rappresentante principale di una classe dirigente che ormai ha fatto il suo tempo e che, alla fine, ha fallito ogni suo obiettivo.
Il sommovimento popolare è forte, vasto e determinato. Non ci sarà verso di arginarlo. Nemmeno con le astruse 'regole' nuove che Bersani ed i dirigenti romani del PD cercheranno di far approvare nell'Assemblea Nazionale democrat di domani. Non per niente Matteo Renzi, evidentemente consapevole del fiume in piena che lo accompagna a Prato ed a livello nazionale, ha detto di sì a tutte le proposte. Meno che a quella indigeribile ed ingestibile ( a meno di non dsporre di truppe cammellate...) della preiscrizione...
Intanto rimaniamo in attesa della carta d'intenti che verrà proposta per la sottoscrizione ai cittadini che parteciperanno alle primarie. E che ovviamente dovrà contenere anche giudizi, se non positivi certo non negativi, sull'attuale governo Monti e sulla sua road map, passata e futura, che il PD appoggia lealmente in Parlamento e nel paese...
Bene se così sarà vedremo come potranno i militanti ed i simpatizzanti del governatore della Puglia, a sua volta recentemente candidatosi alle primarie di coalizione, sottoscrivere tranquillamente quella carta. Niki e SEL sono infatti all'opposizione di questo governo e giudicano 'macelleria sociale' taluni provvedimenti di Monti e dei suoi Ministri. Non per niente, insieme all'IDV ed ai comunisti rifondaroli hanno indetto un referendum per abolire l'ultima normativa Fornero sull'art. 18.
E' vero che le strade della politica sono infinite ma ce la farà Vendola ad invitare i suoi fans a firmare quella carta d'intenti democrat?        

DOGAIA (5)


Nel corso della visita di  giovedì 28 settembre al carcere della Dogaia ìl comandante delle guardie penitenziarie ha riferito alla delegazione organizzata da Liber@MentePrato una sua proposta per un progetto di "apertura" all'esterno del carcere di Maliseti. Organizzare visite guidate periodiche dei cittadini alla casa di reclusione.
Ebbene il presidente della Circoscrizione Prato Centro Massimo Taiti ha raccolto la proposta. Ed ha già in avanzato stato di attuazione la realizzazione di visite dei cittadini che lo desiderano al carcere pratese.
Sarà dato incarico ad un'associazione del volontariato laico o cattolico di organizzare visite, una volta al mese, per 10/15 cittadini interessati a conoscere questa realtà cittadina oggi del tutto isolata dal contesto sociale cittadino. Chi vorrà visitare il carcere uscirà arricchitoed emozionato da quello che avrà visto e sentito. Il sovraffollamento delle celle; la presenza di una maggioranza di giovani reclusi; il fatto che la maggior parte dei detenuti sia costituito da immigrati extracomunitari; la percentuale del 50% di detenuti in attesa di giudizio (e dunque tecnicamente innocenti....); la mancanza di ogni occasione di lavoro o di riabilitazione; la mancanza di educatori e la carenza di agenti penitenziari (anche loro particamente reclusi alla Dogaia...); il fatto che i detenuti se ne stiano 23 ore al giorno rinchiusi in celle caldissime d'estate e freddissime d'inverno non potranno che suscitare una più alta attenzione nei confronti dell'istituto di pena di Via della Montagnola. Le visite pubbliche saranno uno strumento in più per tentare di realizzare, da paese democratico e civile, quanto previsto dalla nostra carta costituzionale ovvero che il carcere deve servire per la riabilitazione ed il pieno reinserimento sociale dei condannati ad una pena che mai deve diventare nè vendetta sociale e men che meno tortura.    

RIO








 https://maps.google.it/maps?q=43.921647,11.096443&hl=it&num=1&t=h&z=19



(riceviamo e pubblichiamo)
In Via Fonda di Figline, su di un terreno forse privato, si sta costruendo, da qualche giorno, un tratto di una nuova strada. Sul cantiere non sono visibili cartelli o segnali che ne diano conto. Secondo informazioni pervenute si dovrebbe trattare di una autorizzazione rilasciata dalla provincia di Prato per la ricostruzione di un muretto di sostegno della sponda di un piccolo torrente. Che è quasi sempre secco. Tuttavia in caso di piogge abbondanti questo torrentello si colma improvvisamente d'acqua e causa qualche guaio. Com'è già successo in passato. 
Ma il modo di procedere dei lavori non ci piace per niente. Come si vede nelle foto che alleghiamo, il corso del rio è stato interrotto perchè nel suo letto è stato collocato un grosso masso ed anche materiale proveniente dallo scavo della nuova strada. Se nelle prossime ore dovesse piovere ed il torrentello dovesse riempirsi d'acqua il rischio di esondazione sarebbe molto alto. Proprio a causa degli ostacoli costituiti dal grosso masso e dalla terra nel mezzo del letto del rio. Inoltre il "muretto" da ricostruire lungo la sponda del rio è in realtà una muraglia di sassi e cemento che certamente modificherà il corso naturale del torrentello.     
Sarà tutto autorizzato ma gradiremmo che i servizi competenti facessero rimuovere gli ostacoli posti nel letto del torrentello. Onde evitare che chi sta a valle della nuova strada e del rio interrotto possa subire eventuali danni in occasione di pioggia abbondante.

Comitato Ambientale Figline  

MATTEISSIMO (1)







En attendant Matteo....

giovedì 4 ottobre 2012

MATTEISSIMO









Una folla eccezionale (oltre mille persone) ha accolto Matteo Renzi nella sotterranea sala delle feste del Circolo Arci di Coiano. Già alle 17.30, un'ora prima dell'evento, molti cittadini erano in attesa, chi in strada, chi già accomodato a sedere in sala, del sindaco fiorentino. Che è arrivato con circa tre quarti d'ora di ritardo. Pare che abbia chiesto al suo staff di farlo passare dalla chinatown di via Pistoiese. Curiosità esaudita ma arrivo a Coiano ritardato. E' entrato all'americana, passando dal corridoio centrale attorniato da telecamere e flash fotografici, in jeans e camicia bianca con le maniche arrotolate, divisa ufficiale ormai della campagna renziana, stringendo mani e rispondendo ai saluti della folla. Una folla eterogenea. Molti pensionati, tanti giovani, pochi esponenti di partito, al di là di coloro che si sono già schierati a suo favore. La segretaria Bugetti; l'ex segretaria Squittieri; l'ex presidente di ASM Benigni; il presidente della provincia Gestri e l'assessore alla cultura Nesi; l'ex assessore Rosati, l'ex consigliere  Miracco. I presidenti della Circoscrizione Nord Manzan e quello dell'Ovest Mosca. In sala anche l'ex deputato Vannoni. Presente anche l'ex presidente della circoscrizione Est Anna Berti.
Poi popolo. Popolo vero. Popolo misto. Insieme a vecchi militanti della sinistra tanti volti sconosciuti e molti cittadini che dichiaravano la loro delusione per il centrodestra.
Solo sul palco, one man show, Matteo Renzi si è prodotto nella consueta narrazione tecnologica (slides, filmati, grafici ecc.) della battaglia intrapresa.
Con citazioni mirate a formare il suo personale pantheon ideale e valoriale Renzi è passato da Gobetti, ad Olaf Palme, da Altiero Spinelli a Barack Obama. Nessun cenno ai miti della sinistra classica.
Il puntuto D'Alema, avversario di Renzi all'interno del PD, ha ricevuto una poco lusinghiera ovazione quando Matteo ha dichiarato di volerlo mandare a casa, in caso di sua vittoria alle primarie.
La novità assoluta della giornata pratese di Matteo Renzi si è avuta verso la fine del suo intervento. Quando ha parlato delle regole per le primarie che Bersani e la casta romana sembrano voler allestire in previsione della riunione di sabato dell'Assemblea Nazionale del PD. Ebbene Renzi, che per tutta la giornata, almeno sul web, aveva dato l'impressione di essere in drammatica rotta di collisione con Bersani e Roma, ha  sterzato decisamente su toni più morbidi. Praticamente accetta tutte le modifiche proposte dai bersaniani (albo pubblico degli iscritti alle primarie; doppio turno; obolo di 5 euro per votante) fuorchè l'obbligo di preiscrizione dei cittadini all'albo degli elettori del centrosinistra. Che vorrebbe dire, in pratica, che la domenica precedente alle primarie i cittadini sarebbero obbligati ad andare ai seggi per sottoscrivere la dichiarazione d'intenti per il voto alla coalizione di sinistra ed a sottoscrivere l'iscrizione nell'albo pubblico degli elettori.
E su questo molto probabilmente Roma e Bersani cederanno.
Il finale è stato molto obamiano ed emozionante. Renzi ha fatto vedere e sentire il discorso pronunciato da Obama in memoria ed in onore di Christina. Una bambina rimasta uccisa a Tucson durante un attentato ad una deputata democratica.
Il sommovimento di cui dicevamo stamattina è stato ben presente anche a Prato. L'attenta platea ha tributato i maggior consensi tutte le volte che Renzi ha parlato della necessità di mandare a casa l'attuale classe dirigente della sinistra oppure ha puntato l'indice sui molti scandali di questi ultimi giorni. Durissimo anche con il capogruppo PD della regione Lazio, fortemente invitato, tra le acclamazioni della gente, a non ricandidarsi.

APPELLO



Le primarie sono una grande e positiva opportunita' per il centrosinistra e per il Pd. Lo sono sempre state - si legge nell'appello di un gruppo di parlamentari piddini - sin dalla nascita del partito dei democratici. Lo sono in particolare oggi: nel momento piu'difficile per la politica e con la reputazione dei partiti ai minimi storici, il libero confronto in atto da oltre un mese in vista delle primarie ci ha consentito di presentare all'opinione pubblica il volto di una forza politica piu' credibile e capace di praticare la democrazia diretta per la selezione dei propri leader. Che discute in modo trasparente e comprensibile per tutti di idee, programmi e leadership piuttosto che limitarsi a giustificare l'incapacita' nel varare le riforme elettorali e istituzionali, o peggio i comportamenti dei propri esponenti coinvolti in inchieste giudiziarie o nell'epidemia di malcostume in atto''.
Prosegue l'appello: ''Questa grande opportunita' non va sprecata con regole e modalita' di svolgimento che invece di
favorire la partecipazione piu' ampia possibile si propongano di limitarla. Chiunque abbia a cuore il Pd dovrebbe avere interesse a consentire a milioni di nostri potenziali elettori di partecipare nel prossimo novembre alla scelta
della leadership del centrosinistra. L'esperienza di questi anni ha dimostrato che, fino a quando le primarie non saranno previste per legge, l'antidoto contro il rischio di irregolarita' e provocazioni e' affidato all'impegno unitario
delle strutture del partito e alla vigilanza dell'opinione pubblica. Non certo all'introduzione di inedite limitazioni
burocratiche che, come ad esempio quella di un eventuale doppio turno a numero chiuso o addirittura di un obbligo di pre-registrazione che precluda il libero esercizio dell'elettorato attivo, avrebbero come unico risultato quello
di chiudere la porta in faccia a molti potenziali partecipanti e di deludere milioni di nostri potenziali elettori, proprio nel momento in cui l'attenzione dell'opinione pubblica sara' maggiormente concentrata sulla
fase conclusiva della consultazione popolare''. I firmatari concludono: ''Ci rivolgiamo dunque al segretario
Bersani, ai candidati alle primarie e ai componenti dell'assemblea nazionale del Pd chiedendo a tutti di impedire
assurde limitazioni burocratiche, foriere di probabili contestazioni diffuse, e di farsi garanti della massima
apertura di un appuntamento che puo' dare una spinta decisiva per far nascere una maggioranza politica di centrosinistra alle elezioni di primavera.


Mario Adinolfi, Mario Barbi, Luigi Bobba. Daniele Bosone, Franca Chiaromonte, Anna Paola Concia, Roberto Della Seta, Luigi De Sena, Maria Letizia De Torre, Lucio D'Ubaldo, Francesco Ferrante, Mariapia Garavaglia, Paolo Gentiloni, Roberto Giachetti, Pietro Ichino, Alessandro Maran, Andrea Marcucci, Maria Paola Merloni, Enrico Morando, Magda Negri, Giovanni Procacci, Nino Randazzo, Ermete Realacci Fausto Recchia, Andrea Sarubbi, Giuseppina Servodio, Giorgio Tonini, Salvatore Vassallo, Stefano Ceccanti.


ansa 4 ottobre 2012

CAL (4)


Come volevasi dimostrare!! Le due opzioni del CAL Toscana sul riordino delle province e contenenti tutte e due deroghe alle normative nazionali non verranno prese in considerazione dal governo. Questa la notizia che rimbalza da Roma per bocca del deputato e coordinaore provinciale del Pdl Riccardo Mazzoni. Dunque, se la regione non troverà una soluzione (che potrebbe essere soltanto ed utilmente quella proposta dal governatore Rossi, tre aree vaste e stop...) Prato diventerà capoluogo di un territorio che andrà dal Bisenzio al Magra. Sarà piccola capitale anche delle province di Pistoia, Lucca e Massa Carrara. Avremmo guadagnato lo sbocco al mare. Sai che bellezza andare in Versilia e vedere tutte le targhe PO....E che bello poter regolamentare tutti i bagni da Marina di Carrara a Vecchiano...Ovvero occuparsi dell'ibridazione della rosa tea...Ovvero poter dire la nostra sulla composizione del buccellato...oppure limitare l'estrazione di marmo sull'Apuane e sulla corretta conservazione del lardo di Colonnata...Questa provincia è una provincia OGM...impossibile da gestire e da governare (si fa per dire...). E dire che tutti i componenti del CAL sono membri delle istituzioni. Eletti e pagati per prendere decisioni. Specialmente quelle difficili...Se ne sono largamente lavate le mani per ignavia e quieto vivere e adesso ci tocca stare ai resti di quel che passa il convento romano.    

NUZZI (2)

L'associazione radicale Liber@MentePrato ha organizzato la presentazione dell'ultimo libro di Gianluigi Nuzzi "Sua Santità: le carte segrete di Benedetto XVI" (ed. Chiarelettere). L'evento si terrà a Prato

 giovedì 25 ottobre alle ore 18.00 

Sala delle Conferenze della Biblioteca Comunale "A.Lazzerini" 
 Con Gianluigi Nuzzi interverranno:
Mario Staderini, segretario di Radicali Italiani;
Giacomo Grassi, professore, filosofo

L'incontro, presieduto dal presidente dell'associazione Massimo Taiti, sarà moderato dal giornalista della Nazione Roberto David Papini.

Trattandosi di un'iniziativa ancora in progress comunichiamo che il segretario radicale Mario Staderini ha dato forfait! Ha troppo da fare a Roma (referendum Romasimuove, elezioni Lazio, congresso radicale ai primi di novembre).
Sarà presente al suo posto l'on. Maurizio Turco, deputato radicale eletto nelle liste del PD. Turco, tra l'altro, è uno dei maggiori esponenti dell'associazione Anticlericali.net. Maurizio Turco, insieme ad altri, è colui che ha portato l'esenzione ICI per la Chiesa cattolica all'attenzione dell'Unione Europea ottenendo la condanna del governo italiano. Turco è un espertone di cose di casa vaticana. 
Il libro di Nuzzi è il caso editoriale dell'anno. E' giunto, infatti, alla 5 riedizione!!
Si basa sui documenti autentici prelevati dallo studio di Benedetto XVI dal cosiddetto maggiordomo del Vaticano Paolo Gabriele. Che è attualmente sotto 'processo' nelle segrete dello Stato della Chiesa cattolica.  
Non era mai successo. Nessuno era riuscito ad accedere nella stanza del papa e a leggere le sue carte riservate. Centinaia di documenti che svelano la quotidiana precarietà della Chiesa, tra affari assai poco trasparenti e congiure di palazzo. Gianluigi Nuzzi, dopo il successo di Vaticano Spa sullo scandalo dello Ior, racconta le storie, i personaggi e i travagli che dividono oggi la Chiesa e che coinvolgono l'Italia e la sua politica. Anche quella del governo Monti. Le lettere di Boffo, l'ex direttore bruciato da veline di palazzo, quelle di Mons. Viganò, che dopo aver fatto risparmiare milioni al Vaticano, è costretto alle dimissioni, le donazioni private (anche quelle di Bruno Vespa), le raccomandazioni a Gianni Letta, il problema dell'Ici secondo i rapporti riservati del presidente dello Ior Gotti Tedeschi, il caso Ruby e Berlusconi("vittima di una magistratura politicizzata"), gli incredibili pedinamenti degli 007 vaticani in territorio italiano, le verità sui Legionari di Cristo e la pedofilia in una testimonianza mai resa pubblica, le intemperanze di molti vescovi in ogni parte del mondo. Persino un incontro segreto tra Napolitano e il papa di cui nessuno era a conoscenza. E don Julián Carrón, leader di Cl che accusa la diocesi di Milano di simpatie politiche. Nuzzi annoda i fili delle storie che insieme si leggono come se fossero capitoli di un thriller. La volontà di chi ha reso disponibili queste carte, rompendo vincoli di segretezza e quindi rischiando di persona, è quella di dare fiato e coraggio a tutti coloro che dentro la Chiesa non si riconoscono in un'istituzione tesa soprattutto a gestire beneficenze, affari e potere e si battono perché essa sia più vicina al cuore degli uomini e ritrovi l'abbraccio solidale di tutti i fedeli sparsi nel mondo.

BATMAN


Non siamo d'accordo sulla carcerazione preventiva di Franco Fiorito. Ci sembra un provvedimento anomalo ed abnorme. Quasi una corrività manifesta della magistratura verso l'opinione pubblica. Ma i magistrati (i PM) non possono farsi trascinare nel loro operato dalla giusta ondata di sdegno che si leva dai cittadini nei confronti dell'erbatman della regione Lazio!
Non ci pareva esserci alcun motivo per arrestare l'ex capogruppo Pdl laziese! Pericolo di fuga? Se avesse voluto espatriare avrebbe potuto averlo già fatto nel lasso di tempo che è intercorso tra lo scoppio dello scandalo e l'emissione del mandato di cattura! Pericolo di inquinamento delle prove. Esattamente come sopra! Difatti Er Batman aveva messo già nel tritacarte parte delle fatture "incriminate"! Non v'era nessun valido motivo giuridico per riempire ancora i  già sovraffollati carceri italiani. L'arresto di Fiorito risponde alla solita logica di parte della magistratura italiana. Va bene, non abbiamo visto nè sentito niente nè detto niente prima che lo scandalo arrivasse sulle prime pagine dei media. Ma adesso rimediamo. Spedendo in galera il, peraltro presunto, responsabile delle, peraltro presunte, ruberie! Vedete come siamo bravi dicono quei magistrati strizzando l'occhio all'opinione pubblica! Ma questa, al solito, non è giustizia! E' spettacolarizzazione della giustizia. Uso distorto della giustizia. Giustizia "politica"! Ma così siamo alle solite! Non va affatto bene! Non è con questi provvedimenti ruffiani che la casta giudiziaria recupererà credito di fronte ai cittadini!

SOMMOVIMENTO


Spostamento, tumulto, sollevazione. Così il vocabolario definisce sommovimento. E' anche quello che viene in mente quando osserviamo l'attuale situazione politica. Non c'è bisogno di fini professori di sociologia per annusare quello che si muove tra i cittadini. C'è voglia di sommovimento. Per passare dal tumulto delle emozioni che genera la visione e l'ascolto di questo nostro Paese sciagurato e di questa classe dirigente partitocratica che affonda ogni giorno di più nel fango e nella vergogna, allo spostamento delle opinioni ed alla sollevazione delle coscienze.
Si è giunti, probabilmente, ad un punto di non ritorno. Gli italiani aspettano soltanto di essere chiamati ad esprimersi per sottolinearlo. Lo vedremo presto! E sommovitrice appare anche la campagna di Matteo Renzi per le primarie del PD. Che prosegue come una valanga su di una ardita china innevata. Sta scendendo a valle moltiplicando, metro dopo metro, la sua forza dirompente. Ormai al di là dello stesso Renzi. Che è diventato l'emblematico simbolo del tumulto che agita gli animi dei cittadini. Le folle che ovunque partecipano agli incontri del camper renziano sono uno spaccato dell'Italia. Gente del PD, ma anche gente delusa dai propri leaders (di sinistra e di destra ed anche di centro...), cittadini mai attratti dalla politica, cittadini inattivi, cittadini che scoprono, adesso, la voglia di partecipare. A quello che sentono come un sommovimento che dal fondo in cui è precipitata l'Italia può riportare in alto le teste ed i cuori. A quella che percepiscono come forse ultima occasione di realizzare un cambiamento nello stato delle cose. Recondite armonie di bellezze diverse...verrebbe da citare! 
Lo sapete anche voi! Ve ne rendete conto quando trovate amici, vecchie conoscenze, antichi elettori di cd che dichiarano  con entusiasmo di voler andare a votare per Matteo Renzi. Lo vediamo riflesso anche nei, cauti, sondaggi d'opinione che ci vengono raccontati nelle varie trasmissioni televisive o che troviamo sul web! C'è aria di sommovimento in giro. C'è aria di Matteo Renzi. E c'è voglia di partecipare a quello che viene avvertito come possibile cambiamento! Tutti lo avvertono. Anche la casta dirigente del PD. Che vuol correre ai ripari. Tentando di mettere bastoni tra le ruote, confini, limitazioni non tanto al possibile successo di Matteo Renzi quanto a questa voglia di cambiamento e di sommovimento che sentono emergere dai cittadini italiani. Perchè se si concretizzasse davvero spazzerebbe via anche loro. Ed allora vai con i doppi turni, gli albi degli iscritti, i pedaggi (..un fiorino...) da pagare per recarsi ai seggi delle primarie sono il tentativo, ormai tardivo però, di arginare il bisogno di aria nuova che sentono salire dal popolo italiano.  Purtroppo per loro non ci riusciranno! Potranno inventarsi, a Roma il 6 ottobre, le regole più astruse, ma non riusciranno a fermare la valanga! Sono arrivati troppo tardi a capire quello che sta per succedere. Come sempre d'altronde.  
Questo pomeriggio a Coiano ne avremo un'altra controprova. Vedrete con i vostri occhi. Ed un consiglio..... vi si noterà di più se venite!! 

mercoledì 3 ottobre 2012

TIGLI (1)






Dopo un sopralluogo fotografico in Via Mayer ci appare ancora più incomprensibile l'atteggiamento di qualcuno dei residenti ed addirittura incredibilmente assurdo l'appoggio che il PD Pietà e del Quartiere Est hanno dato all'irresponsabile atteggiamento dei cosiddetti amanti dei tigli.
Come è possibile osservare dalle fotografie i tre tigli tagliati erano completamente cavi all'interno. Rimaneva solo uno sottile strato di legno a reggere tutto il peso delle piante. I giardinieri hanno dovuto riempire le cavità dei tigli con sabbia ad evitare infortuni dei pedoni.
Chi poi volesse passare da quel tratto di via Mayer potrebbe avere ancora oggi, dopo il taglio forzato delle tre piante, l'impressione di trovarsi immerso in una foresta galleria. Via Mayer è una delle strade più alberate del mondo.....Vorremmo conoscere quante risorse (soldi, personale, mezzi ecc.) ha dovuto impiegare il pazientissimo assessore all'ambiente e vicesindaco Goffredo Borchi. Si tratterebbe, se ci fosse un'amministrazione pubblica funzionante, di richiedere i danni ai residenti "oppositori" ed al PD della Pietà e dell'Est che hanno colpevolmente accompagnato questi cittadini nella loro incredibile "protesta".  

LINTERVISTATTORE


L'INTERVISTA

Renzi, comedy dell'ambiguo

Enrico Ghezzi sulla retorica del rottamatore.

di Paola Alagia
Dalle primarie per la città di Firenze a quelle per la leadership del centrosinistra. Dalla Leopolda al tour in camper in giro per le piazze italiane. La corsa di Matteo Renzi, sotto la bandiera della rottamazione, non si è più arrestata. E ora punta dritto a Palazzo Chigi.
IL TARLO DELLA POLITICA. Dileggiato con sufficienza come il «nulla che avanza», oggi però l'enfant terrible del Pd desta preoccupazione sia a destra sia a sinistra.
Ma cosa c’è realmente dietro i video di Barack Obama e gli spezzoni di Maurizio Crozza che accompagnano il suo tour elettorale? Qual è, al netto di un repertorio condito di battute, ironia e sarcasmo, la cifra del renzismo?
STILE «SCARNO E DISOSSATO». A sentire Enrico Ghezzi, critico e 'ri-autore' di cinema e altro, quella di Renzi è una retorica «diversa, scarna, o forse disossata». Che non ha «nulla a che vedere», ha detto a Lettera43.it l’autore televisivo, «col Blobbone culturale veltroniano di miti, emblemi, nomi centrifugati e sloganati».


DOMANDA. Che retorica è allora?
RISPOSTA.
 Preciso che per me la retorica è ciò che manca nella politica italiana. L'ultimo geniale retore politico fu Enrico Berlinguer. Da decenni mancano le parole. In questo Renzi è onesto. Non indossa esempi sublimi, non ne ricordo sentenze, aforismi, parole d'ordine entusiasmanti.
D. Ha optato quindi per un basso profilo...
R. La sua è una retorica della piccolezza delle cose da fare, anzi fattibili, del rimboccarsi boyscoutisticamente le maniche, del quasi nulla, di un voler(ci) essere. Meno culturalmente separato e di Casta.
D. All’atto pratico, però, poi Renzi non rinuncia al video di Obama, mentre sorvola sulla crisi della Fiat.
R.
 Veramente l'intera Casta politica da più di mezzo secolo sorvola sul potere reale della Fiat di (de)formare il Paese con una sorta di «governo ombra». Renzi ha un gusto della praticità e della concretezza spinta fino all'astrazione.
D. Talmente ambiguo che molti dubitano che sia di sinistra.
R.
 Quello che non mi spiace di Renzi è proprio il fatto che non finga di essere di sinistra. Da sindaco di Firenze potrebbe magari interrogarsi su un'Italia dei Comuni o di grandi e piccoli ducati.
D. Renzi quindi non incarna l’homo novus.
R.
 Non siamo di fronte al rappresentante di un modo alternativo di stare a sinistra. Anche se Renzi è meno lontano da questo rispetto a tutti gli altri politici dell'area da cui proviene.
D. A parte Vendola...
R. Che deve però generosamente confrontarsi con le varie tradizioni delle sinistre alternative.
D. Se il sindaco di Firenze non è l'alternativa è da rottamare a sua volta?
R. Più che il nuovo, Renzi incarna l’incertezza. Si sta cimentando, con una buona dose di responsabilità irresponsabile, in una sfida difficile che certo potrebbe portarlo in una discarica. O a rendersi conto di esser lì, rottame come tutti noi.
D. Quindi non è ottimista circa la sua corsa...
R. Non è detto. Chissà, potremmo avvertire una certa qual terribile gloria nel destino del «rottame», nei suoi usi possibili ulteriori.
D. Sarebbe questo il suo elemento di forza?
R. Almeno dimostra di avere coraggio. Misto, però, a una certa irrisolutezza. Non a caso non affronta mai le questioni in modo acceso, alla Grillo. C’è un altro elemento da considerare, tuttavia.
D. Quale?
R. Rispetto ai tentativi avvilenti di Veltroni e D'Alema di smarcarsi da un passato comunista, Renzi ha talmente poca storia alle spalle che fa bene a giocare su una certa ambiguità.
D. Ma questo non potrebbe essere un'arma a doppio taglio?
R. Credo che Renzi giochi bene su ciò che non sa e non vuole sapere. O non vuole far sapere...
D. Qual è l'immaginario culturale di riferimento del sindaco di Firenze?
R.
 Sarà colpa mia, non lo conosco abbastanza, ma non è ancora una rete affiorata. Non ne avverto il disegno o la traccia.
D. E lei crede che sia un pregio?
R.
 Non so se lo sia. Tuttavia, ritengo sia meglio un repertorio scarno che l’inganno ideologico mediante il brillio di vecchi miti culturali mai davvero messi alla prova.
D. Renzi, però, evoca la parola «sogno» e guarda con entusiasmo gli States.
R.
 Sì, ma per me è più come un boyscout lodevolmente lontano dal coacervo di miti tipici dei tentativi di rinnovamento della sinistra cui abbiamo assistito fino a ora. È vero, anche lui mostra una certa attenzione agli Usa, come già Veltroni, ma è un piccolo kennedismo, piccolo piccolo.
D. Cosa vuole dire?
R.
 È semplice: Renzi non è ancora abbastanza indeciso per essere un kennediano.
D. Vede somiglianze tra l’immaginario veltroniano e quello renziano?
R.
 No. E questo è positivo.
D. Per quale motivo?
R. Perché, a differenza dell’ex segretario del Pd, il sindaco di Firenze non cerca di abbagliare e, soprattutto, non è abbagliato. Ideologicamente abbagliato, intendo.
D. La battuta pronta, l’ironia e il presenzialismo tivù. Forse Renzi ricorda più il Berlusconi del 94?
R.
 Non direi. In Renzi non c’è nulla di quell'orridosublime impasto di trucco e verità personali che furono la cifra della discesa in campo del Cav. Anzi, il sindaco rottamatore cerca di tenersi coperto il più possibile.
D. Secondo lei è una tattica?
R.
 Potrebbe essere. Renzi si espone poco sia dal punto di vista ideologico sia culturale. Ed è proprio questo suo non essere del tutto convinto che lo rende più credibile. Forse un giorno scopriremo che dietro questa strategia c’è il vuoto. Per ora possiamo solo dire che il sindaco di Firenze ha l'incertezza accesa della giovinezza.
D. E se alla fine scoprissimo il vuoto?
R.
 Sarebbe un vuoto che in fin dei conti non mi pare nocivo né per noi né per lui stesso. Ciò che è davvero preoccupante, infatti, è il falso pieno.
D. Il messaggio del giovane democratico, allora, e un po’ in stile Notte prima degli esami? Del resto Fausto Brizzi collabora alla sua campagna elettorale...
R.
 Non so. Sono invece ahimè abbastanza sicuro di una cosa...
D. Quale?
R. È difficile, oggi, non risultare personaggi del «muc-cinismo» cinematografico che è la cifra terribile dell'Italia del 2000.
D. Insomma, Renzi è figlio del suo tempo?
R.
 Sì, di un’epoca in cui alla crisi si risponde con le risatine, le «tragedine» e i bacetti; e alle tragedie con crisi e crisine. Da questo punto di vista, lo sfidante di Bersani non mi sembra affatto un alieno.
D. Il background culturale del sindaco toscano a cosa rimanda allora?
R.
 Ad Armageddon. Alla paura della catastrofe.
D. Quale regista potrebbe trarre ispirazione da Renzi?
R.
 Più che a un regista in particolare, penso a un genere.
D. Cioè?
R. Una comedy leggera e feroce alla Lubitsch. Il boyscoutismo, nel cinema, è spesso preso in giro. Ma vedo anche un terribile Hollywood Party globale pieno di bolle di sapone mortali, le bombe atomiche retroattive del capitalismo.
D. Il chiodo fisso della rottamazione la convince?
R.
 Come slogan è infelice, soprattutto se riferito alle persone. Forse non è più nuovo. Meglio rottamarlo.
D. In che senso?
R. L’originale è il gattopardismo. Solo che la catastrofe è già avvenuta, e la farsa ossessivamente ripetuta si è già mutata in tragedia irriconoscibile.
Martedì, 02 Ottobre 2012

ROMASIMUOVE


@RomaSìMuove: 50 mila firme per cambiare

Referendum per la Capitale. I romani potrebbero essere chiamati alle urne già la prossima primavera, servirà un quorum del 30%. Tra i promotori Radicali, Verdi e l'ex assessore Croppi. "Servono le ultime firme per il referendum cittadino. Più rispetto per la salute, l'ambiente e i diritti civili".
Otto referendum "per cambiare la visione di Roma". E per "inchiodare" la politica su un percorso di scelte coraggiose, che facciano di Roma un modello internazionale di sviluppo ecologico e sostenibile, nonché una capitale al passo con le città europee per quanto riguarda il riconoscimento dei diritti civili. Dall'aumento del verde, alla possibilità di depositare in Comune il proprio testamento biologico. Nell'idea degli otto referendum proposti da RomaSìMuove (comitato composto dall'ex assessore alla Cultura Umberto Croppi, dal segretario dei Verdi Angelo Bonelli e dal segretario di Radicali Italiani Mario Staderini) c'è la speranza di riportare i romani al centro del dibattito e del governo cittadino. Da quasi tre mesi è partita la raccolta delle firme. Ne servono 50 mila. A quel punto, se l'obiettivo verrà raggiunto, il Comune sarà obbligato a chiamare i romani alle urne.
I quesiti sono otto. Il primo, e più articolato, chiede di "ridurre traffico e smog potenziando il trasporto pubblico: investendo su tram e car sharing; liberando la ZTL dal traffico privato; trasformando treni pendolari in linee metropolitane; raddoppiando le pedonalizzazioni e la rete ciclabile", compresa l'area del Colosseo oggi ridotta a spartitraffico. Gli altri sette referendum, a seguire: promuovere un piano straordinario per lo stop al consumo del territorio, salvaguardando l'agro romano e aumentando il verde pubblico. Rivoluzionare le politiche sui rifiuti in modo da riciclarne e riutilizzarne il più possibile,differenziata porta a porta in tutta la città. Libero accesso dei bagnanti al mare di Roma, riequilibrio al 50% tra spiagge libere e attrezzate. Favorire la libertà di scelta e aumentare la qualità dei servizi alla persona forniti dal Comune: asili nido, assistenza disabili e anziani. Riconoscimento delle famiglie di fatto e divieto di discriminazione nei servizi e nelle attività del Comune. Istituzione di un registro comunale dei testamenti biologici che raccolga le disposizioni anticipate di trattamento sanitario e di fine vita dei cittadini che intendano depositarle. Ridurre i costi dell'apparato amministrativo azzerando i CDA delle municipalizzate: "meno poltrone da spartirsi, risparmiando milioni di euro l'anno".
"Chiediamo ai romani di esprimersi su una visione di città", sintetizza Stefania, giovane volontaria ai tavoli di raccolta firme. "Esiste una maggioranza di cittadini che chiede più coraggio, per una Roma più rispettosa della salute e dell'ambiente, e che non è rappresentata nelle stanze della politica", aggiunge Luca. "Oltre che fare da stimolo, vogliamo realizzare degli obiettivi", conclude Mariagrazia.
Il tempo per la raccolta delle firme scadrà il 5 ottobre. I moduli sono stati distribuiti anche ai municipi. Gli organizzatori allestiscono ogni giorno banchetti in diverse zone della città. Una volta raccolte (se saranno 50 mila) le firme saranno esaminate e, una volta certificata la regolarità, il Comune sarà vincolato a fissare una data per i referendum. Perché la consultazione sia valida, dovrà votare almeno il 30 per cento degli elettori romani. Il risultato, in caso di prevalenza dei sì, avrà valore consultivo, "ma sarebbe difficile ignorare un parere dei cittadini espresso in forma tanto massiccia", avvertono i promotori, "sarà il referendum a rilanciare un'azione che il Comune ha deciso di non intraprendere".

TIGLI




Si è conclusa stamattina con il taglio dei tre tigli malati la querelle riguardante Via Mayer. Durante la riunione di ieri sera alla Circoscrizione Est i tecnici del Comune, il vicesindaco e assessore all'ambiente Goffredo Borchi, il presidente del quartiere Alessandro Ciardi, hanno spiegato alle 20 persone (poche) presenti l'assoluta necessità di tagliare le piante perchè malate e pericolose per la cittadinanza!
Tra i 20 presenti vi erano tutti i dirigenti del circolo PD della Pietà ed anche i dirigenti del PD del quartiere Est. Ovvero della forza politica che ha inteso dare conforto alla protesta di qualche residente della Via Mayer. Intervenendo, hanno chiesto all'assessore la ripiantumazione di altri alberi in sostituzione di quelli malati abbattuti. Promessa ottenuat.
E' davvero incredibile che il PD locale si sia cacciato in una vicenda che di politico non ha assolutamente niente. In tutto il mondo si tagliano gli alberi che i tecnici giudicano pericolosi perchè malati o altro. Perchè, purtroppo, anche le piante hanno un loro ciclo vitale. Più o meno lungo ma comunque non infinito. Certo si possono comprendere i cittadini residenti che sentono come una perdita di un loro amico il taglio di un albero! Perchè gli alberi sono amici intimi dell'uomo. Ed è per questo che prima di eliminarli si deve essere sicuri della loro vicinanza alla fine vita! In questo caso, però, le schede tecniche (tecniche, non politiche...) parlavano sufficientemente chiaro. Le cavità rilevate nei tronchi erano tali da mettere in discussione la loro stabilità con una minaccia incombente che, per neve, vento, pioggia, grandine o altro, potessero crollare. Magari sulla testa di qualche ignaro passante. Come purtroppo è già avvenuto a Prato ed in altre città! Ci auguriamo e lo auguriamo anche ai dirigente del PD Pietà ed Est che adesso possano rivolgere il loro sguardo e le loro eventuali critiche a situazioni che oggettivamente meritano impegno, passione politica e applicazione. Chiudendo il brutto capitolo dell'opposizione...ai tecnici giardinieri!!

MATTEOBERSANI


Si sono presentati ieri alla  stampa e dunque all'opinione pubblica i comitati pratesi a sostegno delle candidature alle primarie della sinistra di Pierluigi Bersani e di Matteo Renzi.
Tutti e due i comitati hanno una singolare caratteristica: sono assolutamente giovanili. 
E se per il comitato di Matteo Renzi, giovane sindaco e giovane competitor, fare breccia nei loro cuori e nelle loro menti e dunque circondarsi di giovani e giovanissimi deve essere considerato normale (come farebbe un 'rottamatore' ad avere sostenitori prevalentemente 'anziani'? .....) meraviglia che nel comitato per Bersani non appaia nessun uomo dell'apparato del partito. Eppure si tratta di sostenere nella difficile campagna che inizia adesso il segretario generale nazionale di quel partito.
Può essere che lo spin doctor dei bersaniani pratesi abbia deliberatamente scelto di fronteggiare la gioventù renziana con altrettanta gioventù bersaniana!! Se deve far premio l'età anagrafica anche noi fedeli del piacentino (nel senso della provenienza geografica...) non siamo mica da meno dei sostenitori di Matteo Renzi! Ovvero può essere che la nomenklatura pratese (che è in stragrande maggioranza per Bersani...) abbia scelto di non apparire per non dar l'impressione ai cittadini che dietro a Pierluigi si muovano gli stessi personaggi di sempre. La casta democrat insomma. Oppure, e forse non è l'ultima opzione interpretativa, sta prevalendo all'interno dei massimi dirigenti ed opinion leaders del PD pratese una sorta di comprensibile cautela. In fondo non siamo che al debout delle primarie. C'è ancora tempo per decidere con chi schierarsi. E conviene aspettare giorni migliori. Vorranno vedere in che direzione butterà la contesa. Leggere gli ultimi sondaggi riservati! Perchè anche quelli ufficiali, come quello presentato ieri sera a Ballarò da Pagnoncelli, cominciano a non essere affatto rassicuranti. L'Ipsos dà ancora avanti Bersani (38%). Ma Renzi è lì (36%). Praticamente alla pari considerando l'alea statistica! Aspettano pertanto! Poi provvederanno ad uscire fuori. Appoggiando il candidato che avrà le maggiori chances di vittoria, foss'anche Renzi. Perchè in queste primarie si giocano anche molte opzioni per il futuro prossimo. La candidatura a sindaco per la sinistra nelle comunali del 2014, ad esempio!!!     

NUZZI (1)


L'associazione radicale Liber@MentePrato ha organizzato la presentazione dell'ultimo libro di Gianluigi Nuzzi "Sua Santità: le carte segrete di Benedetto XVI" (ed. Chiarelettere). L'evento si terrà a Prato

 giovedì 25 ottobre alle ore 18.00 

Sala delle Conferenze della Biblioteca Comunale "A.Lazzerini" 

Con Gianluigi Nuzzi interverranno:
Mario Staderini, segretario di Radicali Italiani;
Giacomo Grassi, professore, filosofo

L'incontro, presieduto dal presidente dell'associazione Massimo Taiti, sarà moderato dal giornalista della Nazione Roberto David Papini.

 
Il libro di Nuzzi è il caso editoriale dell'anno. E' giunto, infatti, alla 5 riedizione!!
Si basa sui documenti autentici prelevati dallo studio di Benedetto XVI dal cosiddetto maggiordomo del Vaticano Paolo Gabriele. Che è attualmente sotto 'processo' nelle segrete dello Stato della Chiesa cattolica.   
Non era mai successo. Nessuno era riuscito ad accedere nella stanza del papa e a leggere le sue carte riservate. Centinaia di documenti che svelano la quotidiana precarietà della Chiesa, tra affari assai poco trasparenti e congiure di palazzo. Gianluigi Nuzzi, dopo il successo di Vaticano Spa sullo scandalo dello Ior, racconta le storie, i personaggi e i travagli che dividono oggi la Chiesa e che coinvolgono l'Italia e la sua politica. Anche quella del governo Monti. Le lettere di Boffo, l'ex direttore bruciato da veline di palazzo, quelle di Mons. Viganò, che dopo aver fatto risparmiare milioni al Vaticano, è costretto alle dimissioni, le donazioni private (anche quelle di Bruno Vespa), le raccomandazioni a Gianni Letta, il problema dell'Ici secondo i rapporti riservati del presidente dello Ior Gotti Tedeschi, il caso Ruby e Berlusconi("vittima di una magistratura politicizzata"), gli incredibili pedinamenti degli 007 vaticani in territorio italiano, le verità sui Legionari di Cristo e la pedofilia in una testimonianza mai resa pubblica, le intemperanze di molti vescovi in ogni parte del mondo. Persino un incontro segreto tra Napolitano e il papa di cui nessuno era a conoscenza. E don Julián Carrón, leader di Cl che accusa la diocesi di Milano di simpatie politiche. Nuzzi annoda i fili delle storie che insieme si leggono come se fossero capitoli di un thriller. La volontà di chi ha reso disponibili queste carte, rompendo vincoli di segretezza e quindi rischiando di persona, è quella di dare fiato e coraggio a tutti coloro che dentro la Chiesa non si riconoscono in un'istituzione tesa soprattutto a gestire beneficenze, affari e potere e si battono perché essa sia più vicina al cuore degli uomini e ritrovi l'abbraccio solidale di tutti i fedeli sparsi nel mondo.