sabato 27 ottobre 2012

RITA



Rom: a Rita Bernardini il Premio Phralipè 2012. la deputata radicale è la personalità che si è più battuta per i diritti dei rom

Tra i parlamentari più attivi in Italia contro le discriminazioni verso Rom e Sinti sin dall’inizio della legislatura, Rita Bernardini ha visita diversi campi in Italia depositando interrogazioni sulle loro condizioni. Nel 2008 sostiene le manifestazioni auto-organizzate sorte in seguito ai fatti di Ponticelli si reca sul posto insieme a Maurizio Turco, Maria Antonietta Farina Coscioni e all’eurodeputata ungherese di origine rom, Viktoria Mohacsi.
Denuncia da subito l’illegalità degli sgomberi legati al piano nomadi ed è fra gli organizzatori della manifestazione “Prendetevi le nostre impronte, non toccate i bambini rom e sinti”. In Parlamento si batte per il riconoscimento dello status di minoranza e  l’estensione della tutela delle minoranze linguistiche storiche a rom e sinti; è promotrice, con il senatore radicale Marco Perduca, dell’inter-gruppo parlamentare “Amici del popolo Rom” e si schiera a sostegno della strategia nazionale d’inclusione e lotta per il riconoscimento del Giorno della Memoria del Porajmos. Nell’ambito del suo incessante impegno sul fronte delle carceri, si batte contro la reclusione dei bambini con le madri, senza mai mancare di sottolineare l’elemento discriminatorio che vede questo fenomeno toccare quasi esclusivamente bambini e donne Rom.
Rita Bernardini riceve il Premio Phralipé mentre sta portando avanti insieme alla segretaria dell’associazione Il detenuto Ignoto Irene Testa, una durissima azione nonviolenta di sciopero della fame, alternato a quello della sete, per affermare la necessità di un provvedimento di amnistia di fronte all’incapacità delle istituzioni di affrontare l’illegalità delle carceri italiane e la crisi dell’intero sistema giustizia. www.radicali.it

EDOARDO


L'assessore alla Cultura ed allo Sviluppo Economico della Provincia di Prato, l'ex imprenditore tessile, scrittore, premio Strega 2011, Edoardo Nesi, si è dimesso!
Ed ha annunciato di aver sottoscritto il manifesto di valori di Luca di Montezemolo. 
Noi, al contrario, probabilmente, dei suoi ex amici e compagni, rispettiamo la decisione di Edoardo Nesi.
Immaginiamo, innanzitutto, la sua difficoltà a stare in una Giunta che più che pensare alla proposta politica per il territorio pratese ha badato a fare più che altro..investimenti immobiliari...la famigerata Immobiliarespa...!!!
Più che allo sviluppo economico, materia che era tra le competenze di Edoardo, ha pensato a come sperperare le risorse dei cittadini. Con "operazioni" non proprio trasparenti come la ristrutturazione di Palazzo Vestri, l'acquisto (con permuta) della sede di ASM, la vicenda paradossale della CREAF!!! Immaginiamo con quanta sofferenza Edoardo, un uomo che qualcosa d'imprenditorialità comunque mastica, ha subito queste scelte scellerate dei suoi ex compagni di governo della Provincia. 
Non ci meraviglia, pertanto, che giunto a questo punto (con la prospettiva, tra qualche ora, che la provincia di Prato sia incollata a quelle di Pistoia, Lucca e Massa Carrara...un mostro istituzionale praticamente...) Edoardo abbia ritenuto opportuno abbandonare la sua posizione d'assessore della Provincia di Prato!
E neppure ci meraviglia che, contestualmente, abbia dichiarato la sua adesione al programma-progetto di Montezemolo.
Così come non c'aveva meravigliato o sorpreso, in precedenza, il suo endorsement a favore di Matteo Renzi per le primarie del Partito Democratico.
E' evidente in Edoardo la voglia di andare alla scoperta di qualcosa che cambi il segno del consunto quadro politico italiano. Lo sappiamo, i suoi ex amici, lo dipingeranno come un opportunista ed un traditore...Ma sappiamo, e confidiamo, anche, che Edoardo non se ne curerà troppo. E' la solita anima veterostalinista che non vuol morire in diversi settori e personaggi del PD e dintorni. Noi, lombrosianamente forse,
apprezziamo la faccia di Edoardo Nesi. Guardandolo si vede bene che non aveva niente a che fare con il mondo della politica partitocratica pratese. Confrontatelo con altri personaggi del potere locale del centrosinistra (..e pure del centrodestra..). Ve ne renderete conto immediatamente. Auguri Edoardo....   

PALAMATTEO

pullman pratese...

all'arrivo....

all'ingresso

primi incontri....

secondi incontri.....

prima dell'inizio....

panorama....

il giovine...

il grande..vecchio..... 

venerdì 26 ottobre 2012

ABATI


La notizia che Paolo Abati non è più presidente di Consiag è una di quelle da segnare con l'evidenziatore giallo!! Per la nostra area equivale alla caduta del muro di Berlino...Anche a Prato ci siamo arrivati. Dopo 23 anni ma ci siamo arrivati. 
Con la rottamazione (auto?) di Abati finisce proprio un'epoca.  L'epoca del dominio dell'azienda pubblica che si fece ..Comune... e quindi Stato!!! Dell'azienda comandata in maniera assoluta sin dalla sua costituzione da appartenenti al PCI/PDS/DS/PD senza soluzione di continuità. Finisce (sta per finire...) il potere parallelo, la cassaforte della politica, la cassa di compensazione dei potentati, la loggia..deviata del gas e dell'acqua e di molte altre cosette. Adesso la giostra s'avvia verso il fine partita...En attendant febbraio 2013 quando il TAR non potrà che confermare la validità dell'assegnazione a Toscana Energia della rete del gas pratese anche Estra, la sorella maggiore di Consiag, verrà messa fuori gioco.
Alla guida del Consiag, non più come presidente ma come amministratore unico, è stato nominato Luciano Baggiani.
Culo di pietra di lungo corso! Un curriculum...de paura il suo...!!!!Sindaco di Borgo San Lorenzo dal 1980 al 1995 (poi consigliere comunale...); presidente dell'Ato 3 Medio Valdarno dal 2002 al 2006; coordinatore degli Ato per la Toscana dal 2006; presidente di Anea (Associazione Nazionale delle Autorità ed Enti di Ambito)...Luciano Baggiani è uomo interno e funzionale al potere comunista ed ex comunista nelle aziende pubbliche di servizi. 
Luciano Baggiani, mugellano doc, era già finito sulle cronache dell'impero ex comunista fin dal 2003. Quando gli fecero i conti in tasca...e scoprirono che l'ex sindaco di Borgo, grazie a tutto il cumulo d'incarichi, si portava a casa ogni mese una sommetta pari a 9.000.000 delle vecchie lire...!!!
Ma, ormai, il tempo delle ..baggianate è finito anche nelle aziende pubbliche locali. Ed anche Baggiani dovrà ritirarsi presto tra le sue amate colline giottesche....

D'ESTRA


La sentenza del TAR Toscana che sospende il provvedimento con il quale il Comune di Prato ratificava l'esito della gara sulla distribuzione del gas assegnandolo alla Toscana Energia è sicuramente un punto a favore della ricorrente Estra. Ma sarà sicuramente una vittoria di Pirro! Il Tar concedendo la sospensiva ha, come spesso avviene in quel Tribunale, emesso un verdetto di cautela. Prima di entrare nel merito della vicenda ha inteso sospendere l'assegnazione della rete distributiva alla Toscana Energia poichè il danno per la ricorrente, ove la sentenza di merito fosse a lei favorevole, senza la sospensione, sarebbe stato irreparabile. Gli interessi in gioco, infatti, sono assai rilevanti. Purtuttavia il TAR, quando affronterà il merito della questione non potrà fare a meno di confermare le decisioni del Comune di Prato. E dare torto, dunque, a Estra!
Questa azienda  conferma, comunque, ancora una volta, di operare non per la comunità pratese ma solo e soltanto per l'interesse di una casta dirigenziale asserragliata in un fortino che non vuol abbandonare. Presidente e cda si sono appostati alle feritoie del castello ex Consiag ed armati di avvocati, pagati dal cittadino pratese, cecchinano (o tentano di farlo...) la nuova amministrazione che, finalmente, prova a cambiare la musica ed i suonatori di quello che era il vero padrone del Comune di Prato. Non lo diciamo noi! Ovvero non noi soltanto! Lo scrive chiaramente un report che il Sindaco Romagnoli ordinò a suo tempo. Ebbene in quel documento è scritto chiaramente che le società controllate dal Comune (il Consiag in primis...) avevano assunto loro il compito di controllori dell'ente.....!!!
Certo però che la sentenza del TAR comunque comporta ancora un danno evidente per il Comune. Che dovrà aspettare ancora per incassare i proventi della gara e dell'assegnazione effettuata a favore di Toscana Energia. Febbraio 2013 non è lontanissimo ma neanche troppo vicino.
Sono i frutti avvelenati di una classe politica che non si rassegna a mollare la gallina dalle uova d'oro..e chi sa se avrà ancora in serbo altre sorprese per provare a continuare a mungere la vacca delle aziende municipalizzate e/o partecipate....!!! 

NUZZI (5)








Si è svolta ieri pomeriggio la presentazione dell'ultimo best seller di Gialuigi Nuzzi sulle carte segrete del Papa  Benedetto XVI. Insieme a Nuzzi sono intervenuti Maurizio Turco, deputato radicale eletto nel PD, Giovanni Pallanti, scrittore-giornalista, ex vicesindaco di Firenze, Giacomo Grassi, filosofo. Il tutto moderato da Roberto David Papini, giornalista della Nazione. Qualche lieve attrito c'è stato tra Nuzzi e Pallanti sull'interpretazione del ruolo attuale della Chiesa cattolica e della Curia vaticana. Ma tutto risolto amichevolmente.   

giovedì 25 ottobre 2012

TOSCANA


Forse qualcosa si muove nell'immobile mondo della Regione Toscana. Ieri, all'unanimità, il consiglio ha deciso la riduzione dei consiglieri da 55 a 40. Ed anche l'abolizione dei famigerati vitalizi. Con in più la previsione di solo 8 assessori nella Giunta. Tutto questo, però, dal 2015!!!
Prendiamo questa decisione, comunque, come un segnale d'attenzione in risposta al disfacimento delle istituzioni regionali dopo l'ondata e lo tsunami degli scandali che hanno travolto Lazio e Lombardia e stanno coinvolgendo pure il Piemonte. Ovvero la crème de la crème delle Regioni italiane.
Purtroppo resta ancora al palo la riforma della legge elettorale toscana, il maialetto, che fornì a Calderoli l'idea per l'adozione a livello nazionale del porcellum.
Rossi promise sia in campagna elettorale sia al momento dell'insediamento a governatore toscano il suo urgente impegno per cancellare l'oscena legge toscana. Ma, fino, ad oggi, non se ne vuole parlare. Neppure la cosiddetta opposizione del Pdl pare intenzionata a cambiare la legge! Solo l'Udc preme perchè sia fatta la riforma ma per reintrodurre una legge elettorale con preferenze. Noi siamo invece convinti di due cose: occorre, adesso, cambiare la legge maialetto! Se la Toscana lo facesse darebbe un importante segnale anche al Parlamento nazionale; occorre che la nuova legge sia del tipo maggioritario, 40 piccoli collegi che diano al cittadino la possibilità di eleggere un proprio rappresentante, conosciuto e facilmente avvicinabile e controllabile. Rossi e Nencini (oltre ad essere segretario nazionale dei socialisti è anche assessore toscano alle riforme istituzionali...) datevi da fare! Mantenete l'impegno che avete sottoscritto con i vostri elettori e perciò con tutti i cittadini italiani!!!

PAISANI


L'articolo di El Pais su Prato e la sua comunità cinese! Ovvero come venire, vedere e non capirci niente...!!!
A Prato non esiste nessuna apartheid dei cittadini cinesi. La cosa è anche offensiva...Pare che i pratesi abbiano relegato i cittadini asiatici in quartieri ghetto...alla stregua del Sud Africa dominato dai bianchi...o nella Georgia di via col vento....Ma quando mai! I cittadini cinesi si sono insediati del tutto autonomamente nel quartiere di Via Pistoiese, poco oltre la città murata, perchè lì hanno trovato condizioni estremamente a loro favorevoli. Abbondanza di locali (stanzoni, stanzoncini, fabbrichette, appartamenti ecc....) assolutamente disponibili perchè la crisi del tessile li aveva svuotati di tessitori, filatori, orditori ecc.. Ed hanno trovato, ugualmente, i proprietari pratesi assolutamente disponibili ad affittarli e/o a venderli ai cittadini cinesi...Dimostrando di badare agli affari ed al portafoglio più che alle etnie od alle razze....E' vero che la comunità cinese è comunità appartata, era questa forse la parola giusta per definirla...Ma, in tutto il mondo, è così...Le comunità cinesi amano stare appartate, per conto loro, ricreare le varie little china in tutte le città del mondo che vedono immigrati dal paese di Mao.....Anche Prato non deroga da questa regola di comportamento...Sono i pratesi, dalle varie amministrazioni locali (quartieri, comune, porvincia, prefettura, questura...), a cercare il contatto e l'integrazione con la comunità cinese. Con diverse difficoltà da superare...Ma non si può sostenere che la comunità pratese sia intollerante...anzi tollera abbondantemente le migliaia di cinesi che operano in città da clandestini...tollera che i cittadini cinesi operino in luoghi di lavoro e di vita spesso medievali..tollera che gli orari di lavoro dei cittadini cinesi siano vergognosi, così come i loro compensi...tollera che da queste condizioni siano permeati anche i territori limitrofi alla chinatown..
I due inviati paesiani si inoltrano anche nella genesi dell'immigrazione a Prato della comunità cinese...raccontando la balla che i primi cinesi siano venuti a lavorare nelle allora floride aziende tessili della città..Ma quando mai...I primi cinesi, assolutamente estranei all'industria tessile pratese, sono venuti a fare quello che, più difficilmente, facevano nelle loro zone d'origine: son venuti a confezionare capi d'abbigliamento e, prima ancora, a confezionare borse e borsette...(la vuole nela o mallone...chiedeva uno dei primi artigiani cinesi che teneva bottega in via Pugliesi...)
. Ovvero sono venuti a ricoprire un vuoto che la filiera tessile cittadina non aveva mai coperto: quello della confezione di capi d'abbigliamento low cost....Tant'è che, anche adesso, i cinesi che operano nella tradizionale industria tessile pratese si contano sulle dita di una mano...
In conclusione poi i due giornalisti spagnoli sparano l'ultimo colpo...politico. Secondo loro i rapporti tra le due comunità (pratese e cinese..) sarebbero peggiorati da quando nel 2009 è stato eletto sindaco il 'populista anticinese' Roberto Cenni. Un capolavoro di strumentalizzazione....a fini politici. D'altra parte El Pais sta alla Spagna come La Repubblica sta all'Italia. E' indubbiamente vero che i rapporti tra pratesi e cinesi prima dell'avvento di Cenni non erano dei migliori. Troppo pesante l'impatto che la gigantesca comunità asiatica aveva avuto con Prato. Si era formata, senza alcun impedimento, la più grande comunità cinese d'Europa. Ed era del tutto naturale che gli autoctoni, prima o poi, sarebbero andati in sofferenza. Troppo grande la quantità di cinesi  presenti a Prato, troppo differenti le culture e le tradizioni, troppo contrastanti gli interessi, per non causare attriti e fermenti, peraltro mai sfociati in razzismo o etnofobia. Certo che questo comune sentire dei pratesi, unito agli errori clamorosi degli antichi amministratori, ha favorito la scelta di Cenni.
Ma definire Cenni 'populista anticinese' è comunque una sciocchezza. Nessun atto della sua amministrazione può essere preso per suffragare la verità dell'assunto spagnolo. Certo che Cenni e la sua Giunta hanno cercato di portare un pò d'ordine nella comunità cinese. Ma lo hanno fatto, più che con atti di anticinesismo, con l'apertura di un dialogo con i rappresentanti diplomatici cinesi (i consoli..l'ambasciatore...) e con i capi della comunità cittadina. Non che i frutti colti siano stati abbondanti. Certo è che con l'avvento di Cenni la comunità cinese non è precipitata nel terrore e se l'è data a gambe dalla città. Anzi i dati dell'immigrazione dimostrano che Prato continua ad essere una delle mete preferite dei sudditi del Partito comunista della Cina Popolare...Con buona pace dei due ragzzotti spagnoli capitati a Prato in gita....   


ZOIA


Questa, brutta, vicenda che riguarda l'indagine sulla storica segretaria del leader del PD Pierluigi Bersani, comunque vada a finire l'inchiesta della Magistratura, è una storia di casta politica.
Zoia Veronesi, da 20 anni al fianco di Bersani, ovvero da quando il benzinaio di Bettola era governatore dell'Emilia Romagna, viene trasferita, in coincidenza con la nomina di PLB a segretario del PD, presso la Regione Lazio. A tenere rapporti istituzionali, pare, tra le due Regioni. Non dovrebbe essere impossibile accertare quali e quanti atti, procedure, fax, telefonate, sms, ha fatto e/o ricevuto la Zoia nei due anni del suo lavoro romano presso la Regione! 
Il suo avvocato, Trombetti, dichiara che nella storia addebitata a Zoia non c'è alcunchè di strano nè di illegale: la Zoia la mattina lavorava presso la regione e, nel tempo libero, continuava, come semplice forma di volontariato, a tenere l'agenda del segretario del PD e suo antico datore di lavoro...Caro avvocato Trombetti non ci sarà niente di illegittimo o di poco chiaro in questo comportamento della Zoia ma, di certo, qualcosa di bizzarro c'è!
Intanto chi è stato alle dipendenze della Pubblica Amministrazione sa bene quanto ci sia da penare per ottenere un trasferimento da una sede di lavoro ad un'altra. E non da una parte all'altra d'Italia, bensì, mettiamo, da Sesto Fiorentino a Prato o viceversa. 10 kilometri di distanza...Da un'amministrazione comunale all'altra... Costano, spessissimo, mesi, se non anni, di attesa che la procedura (anzi le procedure..) burocratiche si compiano....Nel caso di Zoia il trasferimento da Bologna a Roma ha del miracoloso. Non solo avviene in pochissimi giorni (bravi i burocrati delle due regioni....) ma, per l'occasione, viene pure inventata una nuova mansione, un posto di lavoro, ad hoc per la Zoia. Tenitrice dei rapporti istituzionali tra Lazio ed Emilia. Una specie di Hillary Clinton della Via Flaminia..!!! La sorprendente coincidenza con la nomina di PLB a segretario nazionale del PD e conseguente trasferimento a Roma, Largo del Nazareno, non ci meraviglia. Noi crediamo volentieri alla casualità della cosa. Così come vogliamo prestare fede al fatto chiarito dall'avvocato Trombetti, legale della Zoia, sull'attività di volontariato politico della stessa a favore di PLB. Ma su una questione pratica non ci riesce a convincerci. Ovvero sull'asserzione che la Zoia tenesse, nientemeno, che l'agenda personale di PLB. Chi ha qualche minima conoscenza del lavoro di segretaria (noi ci siamo informati presso un'amica che fa per l'appunto questo mestiere...) sa che la cosa comporta non poche difficoltà anche nel caso che si tratti dell'agenda di un normale, ancorchè quotato, professionista. Ma ci immaginiamo che l'agenda del segretario del maggior partito della sinistra italiana sia assai più impegnativa di altre...
Ci sono da gestire mille cose..Dagli appuntamenti di lavoro esterni  a quelli interni al partito, dalle presenze nelle varie zone d'Italia, agli innumerevoli contatti anche esterni al Paese, che PLB sicuramente tiene. Alle situazioni logistiche (il treno, il volo, l'auto, la camera d'albergo e via elencando...) a quelle intime (la moglie, i figli, gli amici ecc.). Praticamente impossibile farlo part time e con attività di solo volontariato...Ma siamo pronti a fidarci dell'avvocato Trombetti che saprà renderne conto ampiamente ai giudici. Almeno lo speriamo.
Da ultimo osserviamo come anche i nomi dei protagonisti di questa vicenda sembrano tratti da una pochade...La Zoia, segretaria fedele e storica, che insegue il suo storico capo nella  nuova sede del suo lavoro.....il mitico avvocato Trombetti (.."conoscevo suo padre...quel trombone di suo padre.." diceva la battuta di un famoso sketch di Totò dove l'avvocato Trombetti era, per l'appunto, un deputato in viaggio su di un vagone riservato agli appartenenti alla casta...). Zoia e Trombetti, nomi che sono anche ambiguamente allusivi.......ad attività spesso, e forse ingiustamente, legate dal comune sentire alle modalità di svolgimento del loro lavoro delle segretarie ed ai loro rapporti con il proprio datore....      

mercoledì 24 ottobre 2012

DOGAIA (7)


Quello che era facilmente prevedibile è ieri accaduto! Un giovane detenuto marocchino si è tolto la vita nel carcere pratese della Dogaia. Il giorno prima altri due detenuti sono stati salvati in tempo dagli agenti della polizia penitenziaria.
Si è purtroppo confermato reale e concreto l'allarme lanciato dall'associazione radicale Liber@MentePrato dopo la visita ispettiva compiuta alla Dogaia con i deputati Andrea Lulli e Riccardo Mazzoni. Il sovraffollamento incredibile delle celle, in particolare quelle che ospitano i detenuti extracomunitari, che sono la stragrande maggioranza dei detenuti, l'assenza di qualsiasi possibilità di lavoro, la mancanza di personale educativo, la carenza perenne di personale della polizia penitenziaria, la riduzione dei contributi comunali ecc. ecc. hanno creato le condizioni per rendere invivibile la Dogaia. Se n'è accorta perfino la CGIL. Che, adesso, protesta e si lamenta ma che in precedenza non ha mai mosso foglia.
L'unica notizia positiva che vogliamo infine fornire è che probabilmente a novembre inizieranno visite di cittadini al carcere della Dogaia. La Circoscrizione Prato Centro si è fatta promotrice del progetto che era stato caldeggiato dai dirigenti del carcere per avvicinare l'opinione pubblica alla struttura penitenziaria che fa parte del tessuto sociale della città. La Pubblica Assistenza, in collaborazione con l'associazione Liber@MentePrato, organizzerà tali visite cercando di far comprendere a tutti i cittadini che vogliano farlo qual'è oggi la realtà carceraria di Prato e di tutta Italia. 

LAREGOLA



A proposito di regole e di ricorsi all'Autorità Garante della Privacy.
Il buon PLB aveva un modo assolutamente tranquillo di evitare questo baillame sulle primarie: applicare la "regola" dello Statuto del PD. Se il B. ha voluto "derogare" alla regola che vuole il segretario candidato premier una ragione ci sarà..domantategliela...B. poteva primarieggiare con il Niki (e con Nencini..forse..) perchè, comunque, qualcuno l'avrà scordato queste NON sono primarie del PD ma dell'intera coalizione di cs......Ma una volta che il B. ha ritenuto di NON rispettare le regole del suo partito non c'è nessuna ragione al mondo per imporne di così illegittime (secondo la mia opinione...poi vedremo cosa dice l'Autorità Garante,..). Quindi qual'è il problema...forse nel fatto che MR con il ricorso non ha fatto come il buon Tecoppa milanese....??? Le regole in una democrazia devono essere certamente rispettate da tutti..e le regole, son d'accordo, le detta comunque una maggioranza e la minoranza le deve accettare e fare buon viso. Ma solo e soltanto se non infrangono, non il buon senso del padre di famiglia, e neppure se tradiscono la fiducia nei confronti di un altro compagno di partito, ma tradiscono e infrangono le Leggi dello Stato democratico cui tutti apparteniamo. Queste del CS vanno contro addirittura la Costituzione italiana perchè permettono di invadere dati sensibilissimi (come sono le opinioni politiche..) dei cittadini italiani. Non per niente il B. si è ben guardato dal divulgare l'elenco non solo degli iscritti al PD ma anche quello degli elettori delle primarie che lo elessero. Perchè sa di rischiare una denuncia penale da parte di qualche cittadino che non gradisca che le sue convinzioni politiche siano rese pubbliche. Non è molto difficile da comprendere..Non bisogna neppure essere dei raffinati giuristi per capirlo...Ed è per questo che l'Autorità Garante non potrà che considerare quella regola come violazione della privacy e, financo, anche attentato ai diritti politici dei cittadini. Perchè io conosco già due persone, due semplici cittadini, che di fronte a questa regola hanno dichiarato di preferire stare a casa che vedersi pubblicare i loro nominativi sul web o sui giornali. Come darli torto????Ed erano due cittadini entusiasti della novità politica rappresentata da MR. Due cittadini che alle ultime elezioni avevano preferito votare scheda bianca dopo molti voti al PCI/PDS/DS.....Ne conoscete qualcuno anche voi vero?
Allora o la regola viene integrata dalla sottoscrizione del cittadino che presta il proprio consenso alla pubblicazione dei suoi dati riguardanti una sua opinione politica, seppur momentanea, o questa regola infrange clamorosamente la Legge e la Costituzione italiana. 

AUTOFINANZIAMENTO



Autofinanziamento

Tessera Radicali Italiani 2012

Un piccolo contributo, un grande impegno civile

Il Partito radicale s’impegna attivamente da oltre cinquant'anni nella lotta contro la violazione dei diritti, le discriminazioni politiche e sociali e le leggi dei più forti. Dal 2001 Radicali Italiani opera sul fronte italiano di queste battaglie per dare alla democrazia il valore che merita, difendendo i diritti di TUTTI i cittadini e ponendo le basi di uno Stato rispettoso delle leggi.
Facciamo di tutto per concretizzare, attraverso le nostre battaglie, i nostri ideali, ma questo non basta per raggiungere gli obbiettivi che vogliamo perseguire. Per chi, come noi, non si arricchisce con la truffa dei finanziamenti pubblici, è importante avere un sostegno concreto. Per questo motivo ti chiediamo di sostenerci attraverso un contributo finanziario, fondamentale per mantenere viva la nostra attività.
La tessera costa 200 euro: non è poco, ma se ci pensi sono appena 55 centesimi al giorno. Meno di un caffè. Puoi versare la quota anche a rate, decidendone tu la quantità e l'importo. L'importante è che il saldo della quota avvenga entro il congresso successivo. Sono 55 centesimi al giorno.

La tessera della libertà

Radicali Italiani, il Partito Radicale e i soggetti della galassia radicale sono movimenti che si basano sulla libertà di associazione.
Ci battiamo per portare all'interno delle istituzioni nazionali e transnazionali il rispetto dei diritti civili individuali, del diritto e della libertà individuale. Gli obiettivi politici comuni che ci diamo vengono portati avanti con gli strumenti della nonviolenza e dellalegalità. I movimenti radicali si caratterizzano per il fatto che non esiste nessun divieto a iscriversi e sostenere il movimento radicale per chi sia già iscritto ad altri movimenti, associazioni e partiti politici. 
Radicali Italiani è l'unico movimento politico che trasmette o pubblica integralmente in rete tutte le riunioni di Direzione, i Congressi, le Assemblee e ogni manifestazione.
In concomitanza con la campagna per l'anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati i radicali hanno iniziato a promuovere la propria anagrafe interna, pubblicando i dati e i redditi degli eletti e dei dirigenti.
In queste pagine trovi tutte le informazioni che riguardano la nostra anagrafe degli eletti, dei dirigenti, dei militanti e dei sostenitori.

da ww.radicali.it

MARCOEMATTEO



Pannella: solidale con Renzi

 
“Il candidato Renzi, da esponente importante del suo partito, ha fatto una cosa da radicale che io ho fatto già altre volte, come quando ho provato a candidarmi alla segreteria del PD e i garanti mi hanno risposto con balle vergognose”, ha continuato Pannella. “Davanti a quella che si prefigura come violazione di massa della privacy Renzi ha deciso di rivolgersi all’Autorità garante per la Privacy, quindi allo Stato”. “Se ritenessi che sia utile votare il Pd, voterei per Renzi senza nessun dubbio, come la gente che ha percepito che lui è diverso”.“Piena solidarietà - ha quindi aggiunto - contro metodi stalinisti che continuano senza il clima storico dello stalinismo”.
 
Il leader radicale ha poi commentato l’intervento di oggi del Presidente della Repubblica sulla legge di stabilità. “Il governo Monti ha fatto la manovra, Bersani ha detto: o si cambia o non la votiamo, e a questo punto il carissimo Presidente Napolitano è intervenuto dall’Olanda per dire che la manovra ora non può essere cambiata, perché è troppo presto. Io posso anche essere d’accordo nel merito, come cittadino, ma non è sua funzione rispondere in questo modo alla presa di posizione di uno dei maggiori gruppi parlamentari”, ha concluso Pannella.

da www.radicali.it

GESTRI


Lamberto Gestri e la sua Giunta, come esperti prestidigitatori del gioco delle tre carte, hanno fatto sparire lo scandalo CREAF, cambiandone il nome.... Adesso non sappiamo bene come si chiama..ma pare che sia diventato un...Parco Scientifico sotto l'alto padrinaggio del Polo di.... Navacchio, il famoso MIT italo-pisano...( http://www.polotecnologico.it/).
Quello che non può sparire è il clamoroso buco da 25.000.000 di euro spesi dalla provincia in sette anni di Creaf per un'azienda che ancora non è riuscita a finire la ristrutturazione della propria sede di Via Galcianese. 
Questi 25.000.000 vanno ad aggiungersi ad altri capolavori della Immobiliarespa (detta anche Provincia di Prato)...Ad esempio gli oltre 5.000.000 buttati nel restauro ed affitto di Palazzo Vestri in Piazza del Duomo...Notizie informali che circolano danno per imminente l'arrivo a Palazzo Vestri di una grande catena internazionale di abbigliamento low cost....Ulteriore manna per la fortunatissima proprietà dell'ex Stella d'Italia...
Ed ancora l'altra eccellente operazione effettuata con la locale Misericordia (scambio di immobili ex sede ASM di Via Galcianese versus edificio di Via del Seminario..). Mentre la Misericordia ha provveduto da tempo a ristrutturare la sede ex ASM la Provincia si ritrova sul collo i locali di Via del Seminario senza sapere minimamente cosa farsene...Ma a Gestri e ai suoi assessori poco importa..tanto paga il cittadino pratese.
E' con vivo terrore che pensiamo a quanto potrà succedere se davvero il Governo accorperà la provincia di Prato a quelle di Pistoia, Lucca e Massa Carrara....Gli affari immobiliari potranno dilatarsi da Montepiano a Marina di Carrara....L'unica speranza che abbiamo è che, in attesa delle nuove elezioni, il governo proceda al commissariamento della Provincia. Mettendo, forse, in pausa le smanie affaristico-immobiliari dei nostri cari (nel senso di quanto ci costano, ovviamente....) amministratori provinciali.

TURCO



Ripubblichiamo di seguito una breve intervista rilasciata da Maurizio Turco, deputato radicale, dal 18 settembre scorso in sciopero della fame. Nell'intervista, edita oggi su Notizie Radicali, si spiegano le ragioni dell'iniziativa nonviolenta giunta ormai al 35esimo giorno.
Dalla mezzanotte del 18 settembre sei in sciopero della fame. Perché? Appena ho saputo che i capigruppo del Senato avevano deciso di procedere a riformare la legge elettorale a poche settimane dal voto, ho deciso di intraprendere una iniziativa nonviolenta.
La mia azione era (ed è) volta ad informare i decisori politici, i legislatori, che quanto stavano facendo andava contro i pronunciamenti del Consiglio d'Europa sul consolidamento della democrazia e, tra questi, quello di non procedere a meno di un anno dal voto dal modificare le leggi elettorali.
Ho altri due obiettivi: il primo è la calendarizzazione e il voto su una legge di applicazione dell'articolo 49 della Costituzione (sulla democrazia interna ai partiti); il secondo perché si concluda, nella Commissione Affari costituzionali, il dibattito promosso dal PD con una proposta di legge per diminuire il numero degli autenticatori delle firme, così da evitare -secondo il PD- i sempre più numerosi casi di raccolte fasulle.

Secondo te perché manca legislazione sulla democrazia interna ai partiti. È una falla o un'omissione intenzionale?Il 27 dicembre saranno 67 anni che è stata promulgata la Costituzione. Per 67 anni, con una costanza invidiabile, i partiti della partitocrazia hanno evitato di mettere in discussione il sistema oligarchico che vige in questi partiti, evitato di risolvere la questione del finanziamento pubblico ai partiti, dell'occupazione degli spazi di pubblica informazione, o il problema delle municipalizzate fatte apposta per creare posti di sottopotere, che drenano risorse pubbliche e drogano il mercato. È omissione intenzionale.
Lo dimostra il fatto che sull'articolo 49 ero riuscito a far incardinare il dibattito, a far nominare il relatore, ma ad un certo punto, con la scusa che il popolo voleva nuove norme sul finanziamento pubblico -come se gliene fregasse qualcosa del popolo- hanno scorporato quel provvedimento dal dibattito sul finanziamento pubblico e lo hanno lasciato marcire.
Appena ho iniziato lo sciopero della fame in Commissione il dibattito è ripreso e siamo arrivati ad un passo dal voto, ma Pd e Pdl, come un sol uomo -e spesso lo sono- hanno cominciato a trovare le scuse le più strampalate per interromperlo ancora. E così questa sarà la seconda settimana in cui è scomparso dall'ordine del giorno il voto sull'applicazione dell'articolo 49.

Come si collega questa iniziativa nonviolenta con quelle per la riforma della giustizia e l'amnistia?Tra queste iniziative c'è continuità perché mira a rovesciare il paradigma dello Stato criminale professionale. Paradigma che nel nostro Paese si traduce con un sistema consolidato di violazione delle norme interne ed internazionali, a cominciare da quelle fondamentali sul rispetto dei diritti umani dei cittadini tutti. In questo i detenuti, le carceri, la giustizia ci restituiscono la foto più nitida della putrefazione dello stato di diritto e della legalità.

I giornali hanno parlato della tua iniziativa, hai rilasciato delle interviste al riguardo?Se i giornali ne avessero parlato probabilmente non ci sarebbe stata la necessità di intraprendere una iniziativa nonviolenta. È evidente che gli organi di informazione hanno maturato una insensibilità alle proposte, alle lotte, alle iniziative radicali. Iniziative e proposte contro il regime. Ma questa è la nostra storia con gli esempi di Marco Pannella, Ernesto Rossi, Gaetano Salvemini, Antonio De Viti De Marco, per fare qualche nome di chi ha fatto della lotta al regime senza quartiere e a qualsiasi costo la ragione della propria vita.

Ci sono previsioni rispetto alla conclusione dell'iter in commissione?Non ne faccio e nessuno ne può fare in relazione ai tre obiettivi. È molto probabile che tutto resti così com'è, ma se ci fossimo fermati a quello che sarebbe accaduto e ci fossimo arresi non sarebbe cambiato mai nulla. Quindi sappiamo che per mutare il corso scontato delle cose è necessario lottare.

Hai definito la proposta del Pd di diminuire le figure abilitate all'autenticazione delle firme una modifica che renderebbe del tutto criminale una legge che è attualmente criminogena. Vedi anche in questa proposta un tentativo di ostacolare dall'interno le forze politiche minori (qual è quella radicale ad esempio)?Magari il loro obiettivo fosse quello di annientare i radicali! Questi sono uniti per spartirsi tutto e sono anche disponibili a far sedere qualcun altro al banchetto. E se noi fossimo disponibili, non avrebbero problemi a farci accomodare. Ma proprio per il fatto che noi siamo gli unici ad avere l'obiettivo di rovesciare il tavolo, siamo anche gli unici ad essere temuti.
Purtroppo non è retorica radicale, nonostante anche tra di noi a volte la si vive come una forma di comunicazione, registrare che siamo tenuti fuori dal diritto all'informazione innanzitutto dei cittadini e poi anche nostro, che il mercato della politica o è aperto, liberale, democratico o altrimenti è totalitario, antidemocratico e antiliberale. E mi sembra particolarmente precisa la notazione di Pannella che tutti i regimi socialisti, del socialismo reale ovvero antisocialista, sottolineavano con enfasi la caratteristica democratica o popolare.
D'altronde totalitarismi hanno mai rivendicato questa loro caratteristica ma l'hanno sublimata con definizioni che raccontavano l'esatto contrario di quanto praticavano. Con questo arriviamo al punto più avanzato della nostra analisi: siamo in un paese a democrazia reale. Per chi ha interiorizzato la storia radicale, cioè le lotte radicali, le vite gli esempi di chi lo ha animato e fatto vivere, comprende che stiamo contribuendo a costruire un altro segmento, anche teorico, nella resistenza al regime.
da notizieradicali.it

DOMANI GIOVEDI' 25 OTTOBRE MAURIZIO TURCO SARA' A PRATO ALLE ORE 18, PRESSO LA BIBLIOTECA COMUNALE PER PARTECIPARE ALLA PRESENTAZIONE DELL'ULTIMO LIBRO DI GIANLUIGI NUZZI.

MATTEO (5)


E'del tutto legittimo e politicamente corretto il ricorso al Garante della Privacy per la pubblicità dell'elenco degli elettori che il regolamento per le primarie del centrosinistra prevede.
La norma introdotta è anticostituzionale e viola i diritti politici dei cittadini! Il motivo per il quale la "regola" è stata introdotta è chiaramente strumentale perchè pensata solo e soltanto per favorire il candidato PLB! Tutti i sondaggisti sono infatti d'accordo sul fatto che se alle primarie andranno a votare più di 3.500.000 di cittadini è sicura la vittoria di MR. Se invece andranno a votare meno di 3.000.000 di elettori è probabile la vittoria di PLB! D'altra parte la strumentalità della regola di sbarramento della partecipazione alle primarie è anche dimostrata dal comportamento della casta dirigente del PD. Che ha negato a MR l'accesso sia all'elenco degli iscritti al partito sia l'accesso  agli elettori delle ultime primarie! Eccola la trasparenza invocata...!!!
Ma, dicono, i bersaniani, MR doveva fare ricorso attraverso le vie interne al partito. Ovvero al comitato dei garanti (nominati da PLB...). Non si può, secondo costoro, ricorrere alle autorità preposte da Leggi dello Stato....!!! Incredibile ma è così.....Ma, dicevamo, il cittadino MR ha agito in perfetta legittimità democratica. Le primarie sono indette dal centrosinistra ma non possono essere considerate solo una iniziativa di partito. Ovvero anche se difatto lo sono occorre tener presente che i partiti, così come sono previsti dalla nostra Costituzione non sono "aziende" private..!! Ed anche se dal 1947 il regime partitocratico si è ben guardato di legiferare sulla natura dei partiti è chiaro che questi sono previsti costituzionalmente per agevolare e favorire la partecipazione dei cittadini alla vita politica della Repubblica e della democrazia.
Se sono strumenti di partecipazione democratica è evidente che qualsiasi norma interna ai singoli partiti che vada nella direzione contraria ovvero leda un diritto politico costituzionalmente protetto del cittadino può e deve essere impugnata anche attraverso la legislazione italiana.
La pubblicità che il regolamento ha stabilito per l'elenco dei cittadini che si vogliano iscrivere alle primarie lede, sicuramente, il principio della segretezza del voto di ogni singolo cittadino. Perchè ne viola la privacy, per l'appunto. Dunque il ricorso di Matteo all'Autorità Garante della Privacy non solo è sintomo di rispetto della legalità italiana ma è l'affermazione politicamente corretta della difesa fino in fondo della possibilità che alle primarie del PD partecipi il più alto numero di cittadini che esprimano il loro assenso alla carta degli intenti del centrosinistra.

martedì 23 ottobre 2012

SKYLINE


Bella l'idea/progetto dello Studio di architettura MDU di Prato sulla valorizzazione delle rimanenti ciminiere cittadine. L'illuminazione delle mini torri della tradizionale industria tessile pratese sono oggi, perdavvero, dei reperti di archeologia industriale importanti, da preservare e per l'appunto da valorizzare. Ed è molto molto interessante la proposta del MDU: illuminare le torri restanti, una trentina, per creare uno spettacolare e permanente effetto di skyline cittadino. Sicuramente unico e sicuramente molto gradevole da ammirare. Sinceramente interessante è anche la proposta di cambiare, via via, la colorazione delle torri di mattoni. Per segnalare qualche avvenimento speciale ovvero per ricordare qualche ricorrenza oppure qualche accadimento che si prevede possa verificarsi (ad esempio di tipo meteorologico....).
Noi non conosciamo, naturalmente, la fattibilità tecnica ed il budget occorrente per la concreta realizzazione del progetto. Possiamo solo immaginare che le risorse non siano elevate e che, comunque, parte integrante possa essere il fattivo coinvolgimento di semplici cittadini e sponsors.
E' un progetto interessante anche per la sua valenza sociale. Riaffermare l'identità di una città e della sua comunità è di vitale importanza. Specialmente in tempi di dissolvimento delle tradizionali attività della città; dei cambiamenti che la investono; della crisi economica che l'opprime.Confidiamo che la proposta trovi un'accoglienza presso gli enti locali che governano Prato. Che susciti l'interesse dei cittadini ed offra l'occasione per un dialogo ed un confronto costruttivo anche con coloro che, magari, troveranno, com'è probabile che accada, dìfetti e controindicazioni nella proposta degli architetti di MDU.

SOCCORSO (6)


Dove si dimostra che il "popolo" non la pensa affatto come il coordinatore dell'IDV Salvo Ardita. 
A leggere il giornale di oggi che reca un reportage sul problema della sicurezza al Soccorso par di capire che le recenti affermazioni della testa più lucida dell'IDV non siano state affatto azzeccate. Tutti i cittadini intervistati riconoscono che la situazione della pubblica sicurezza nel quartiere è migliorata. E che è migliorata, oltre che per merito delle forze dell'ordine, anche per le iniziative prese dalla Circoscrizione Centro e dal suo presidente Massimo Taiti, compresa la presenza nei mesi estivi della vigilanza privata.
Come quasi sempre, pertanto, le affermazioni dell'IDV si dimostrano frutto di private elucubrazioni personali dell'Ardita del popolo. Ma non sono affatto in empatia col pensiero dei cittadini ovvero con la realtà dei fatti. Cosicchè verrebbe voglia di consigliare al simpatico Salvo Ardita di riflettere prima di buttar giù comunicati stampa e/o dichiarazioni. Ed impiegare più tempo a parlare con i cittadini. Che lavorando e vivendo nel loro quartiere ne conoscono bene le problematiche ed i giusti rimedi da apporvi. E, sicuramente, non usano strumentalizzare qualsiasi avvenimento come invece troppo spesso capita a Salvo Ardita ed all'IDV pratese.  

POLO (2)


Si va animando il dibattito intorno alla proposta di realizzare a Prato un Polo Oncologico di interesse sovraregionale. Ieri è stato il sindaco di Prato Roberto Cenni a lanciare l'ultimo ballon d'essai. Cenni ha dichiarato pubblicamente che il Comune  di Prato è in grado di reperire risorse, magari insieme ad altri soggetti, per acquisire dalla Regione l'area dell'Ospedale Misericordia e Dolce che l'anno prossimo verrà trasferito a Galciana nella nuova sede adesso in costruzione. 
E' un'offerta che Cenni non potrà mantenere. Perchè è impraticabile, illogica, irrazionale. Già oggi il Comune non ha un cent per fare quello che il candidato sindaco Roberto Cenni aveva promesso in campagna elettorale. Ad esempio la sistemazione dell'area archeologica di Gonfienti. Che, se il sindaco permette, è una priorità, certo meno rilevante socialmente, urbanisticamente, umanamente del Polo Oncologico, ma anche assai meno pesante dal punto di vista dell'impegno economico. E le promesse elettorali andrebbero, comunque, mantenute. Ovvero dovrebbe essere giustificato il motivo del mancato impegno. Perchè c'è una larga parte dei cittadini che ha votato per un sindaco civico come Cenni anche per questo....Così come dovrebbe essere in cima alle priorità del Comune in quanto a risorse da mettere a disposizione della città la sistemazione dell'attualmente orribile Piazza Mercatale. O la ristrutturazione della bellissima Piazza delle Carceri. Che facevano sempre parte del programma elettorale del Sindaco. Il Polo Oncologico non era negli orizzonti programmatici. Perchè nessuno aveva ancora fatto la proposta. Un sindaco corretto e serio dovrebbe, se ha le capacità di rinvenire non si sa dove, qualche milione di euro per il Polo, com'è legìttimo da parte sua fare, trovare anche i pochi milioni di euro per mantenere le promesse fatte ai cittadini. Altrimenti non esiste possibilità di confronto con la città. Per finire occorre anche considerare che il Comune di Prato, le precedenti amministrazioni, si sono già infilate, con decine di milioni di euro, in un altra "operazione" particolarmente sfortunata. Quella relativa a quel colossale bluff chiamato Interporto della Toscana centrale. Doveva essere un intervento che avrebbe dovuto contribuire a togliere dalle strade, trasferendolo su ferro, una parte di traffico pesante ed invece, nel migliore dei casi, si è trasformato in un colossale polo d'attrazione di TIR da tutta Europa. Ovvero in un'ambigua, ma chiara, speculazione edilizia su di un'area pregiata di campagna pratese. Con l'unico "merito" di aver contribuito alla scoperta della città etrusca sul Bisenzio.  

POLO (1)



Ieri, a proposito della dichiarazione del sindaco di Prato, sulla disponibilità del Comune a trovare i soldi per acquisire l'area ospedaliera dopo il trasferimento del Misericordia e Dolce nella sua nuova sede di Galciana, si è sviluppato, su FB,  il seguente interessante dialogo/confronto:
  


    Vittorio Giugni ...ma il sindaco non penserà mica sul serio di indebitare il Comune per 50 anni vero????
    Vittorio Giugni ...e se invece pensasse a trovare i soldi per saldare i suoi creditori???
    Vittorio Giugni @sig.frasca ...avevo già letto naturalmente le dichiarazioni del sindaco. E Cenni parla dell'intervento del Comune. Che non ha oggi risorse....dunque, quale che sia la cifra, dovrà ricorrere ad un mutuo. E se le notizie regionali sono reali la manciata di milioni di cui si parla assomma a 43 (quarantatre...) solo per acquisire l'area con l'edificato attuale. Non so poi quante altre decine di milioni servano per il riadattamento, restauro, ristrutturazione delle obsolete palazzine del Dolce rottamando...mi pare che, con tutta la buona volontà di tutti, il traguardo sia, specialmente a questi chiari di luna, utopico e fantasioso...a meno che i 10.000 e passa aderenti al comitato non si frughino tasca e mettano, parecchio del loro...oppure ...oppure che diventi presidente del consiglio Niki Vendola. Il quale con tutte le conoscenze in campo sanitario potrebbe trovare un nuovo Don Verzè, un nuovo San Raffaele, pronto ad investire qualche centinaio di milioni necessari a far decollare l'operazione...Resto pertanto della mia personalissima opinione ovvero che l'unica possibilità di realizzare il polo a Prato è quella di realizzarlo in sedi già di proprietà dell'ente pubblico locale. La cui destinazione al polo potrebbe essere la quota di partecipazione del Comune nell'impresa scientifico-sanitaria en attendant altri soci disposti a fornire le loro quote di capitale sociale e/o scientifico...Ma detto questo ho il massimo rispetto per il lavoro del vostro comitato che ha indicato una strada per un'ulteriore qualificazione della nostra città...
    Giorgio Frasca 43 milioni è la somma indicata nell'accordo fra Comune (Mattei) e l'ASL , accordo ormai scaduto da tempo. Quella somma la Regione non la incasserà mai, qualsiasi sia l'ipotesi che si dovesse andare a concretizzare per il riutilizzo di quell'area. Il valore di quell'area, oggi, non è certamente 43 milioni di euro.
    Vittorio Giugni ...@frasca the governor Rossi ha detto come provare a fare cassa con la dismessa area...non sono esperto della materia, ma 200 appartamenti di 90 mq. ad occhio e croce fanno quella cifra.....grosso modo...Tenga anche presente che quell'area è oro puro per lo scopo di Rossi...E' praticamente in centro storico, ma con tutti i vantaggi dell'esserne fuori....con una vista stupenda sulla città antica e le sue mura...avessi soldini mi prenoterei subito...
    Giorgio Frasca La zona è sicuramente appetibile, per Rossi, ma fossi un palazzinaro in procinto di tirar fuori più di 40 milioni di euro, commissionerei certamente un censimento su Case/appartamenti/fondi sfitti a Prato. Probabilmente di fronte ai numeri che verrebbero fuori,che non hanno poi bisogno di censimento, basta andare in giro per Prato per rendersi conto, volgerei il mio portafoglio altrove. Molto dipende da se Rossi ha già qualche compratore pronto a sborsare tutti quei soldi oppure se lo deve ancora trovare...
    Vittorio Giugni ...ce l'ha...ce l'ha...si ha ragione a Prato (ma anche in Italia..) ci sono migliaia di appartamenti/uffici/fondi sfitti..tuttavia chi può costruisce ancora...perchè il mattone resta per sempre un investimento sicuro..specialmente in tempi di crisi... il cosiddetto bene rifugio...e quell'area lì, mi creda, è assai appetibile perchè unica ed irripetibile...
    Carlo Alberto Bianchi Rossi Caro Giugni, sul fatto che la Regione abbia un acquirente per l'area ospedale mi permetta di avere dei grossi, grossissimi dubbi!! Facciamo assieme i "conti della serva": 43 milioni l'acquisto dell'area, 30 milioni per abbattere e smaltire una montagna di rifiuti speciali (al momento manca addirittura la più pallida idea dell'area dove smaltirli), più qualche "soldino" per costruire 200 miniappartamenti (Facciamo 40.000 € per appartamento?) + oneri urbanizzativi, tasse, ecc. ecc. , viene fuori un conticino di non meno di 90 milionall'improbabile cifra di 480.000 €, o no?!! Dubito fortemente che se lei avesse i soldi investirebbe detta cifra in un miniappartamento. O no? Quindi, caro Giugni, l'unico acquirente che può avere interesse a comprare detta area, ad una cifra folle per una città che ha 4.000 appartamenti nuovi invenduti e settecento fondi in pieno centro sfitti da anni, sarebbe colui che è interessato a riciclare denaro di dubbia provenineza. O no? Ma, se lei apre ogni tanto i giornali, avrà notato che la magistratura italiana non è un corpo di sonnecchiosi marimba, bensì un organismo assai vigile su tutto ciò che puzza di malaffare. Pensa veramente che la Regione toscana, già sotto inchiesta per il buco doloso di 400 milioni di Massa, voglia sfiorare la possibilità di essere messa sotto inchiesta anche per collaborazione in riciclaggio di "denaro sporco"? Io penso di no!

Vittorio Giugni caro dottor @bianchi rossi, sull'acquirente ho un suggeritore fiorentino ben informato, però non insisto sulla questione. D'altra parte non mi sembra affatto determinante. La cosa certa sono le dichiarazioni pubbliche di Rossi sulle intenzioni regionali. E su quelle, almeno fino a che non le cambia, non ci piove. Apprezzo anche il suo tentativo di conteggio immobiliare...ma non è materia che elencherei tra le mie competenze e dunque glisso...quanto alle sue osservazioni (interessanti...) sulla magistratura toscana (o nazionale....) faccio il santommaso...finchè non vedo non credo...ma non perchè creda nei sonnacchiosi marimba..ma per altro che è meglio lasciare a private riflessioni..quanto al "riciclatori" che sarebbero interessati al progetto regionale lascio a Lei volentieri la responsabilità dell'affermazione che, per la verità, mi sembra un tantino pesante...buona giornata...
  • i di euro. O no? Pertanto, il costruttore per rientrarci, dovrebbe vendere ogni miniappartamento all'improbabile cifra di 480.000 €, o no?!! Dubito fortemente che se lei avesse i soldi investirebbe detta cifra in un miniappartamento. O no? Quindi, caro Giugni, l'unico acquirente che può avere interesse a comprare detta area, ad una cifra folle per una città che ha 4.000 appartamenti nuovi invenduti e settecento fondi in pieno centro sfitti da anni, sarebbe colui che è interessato a riciclare denaro di dubbia provenineza. O no? Ma, se lei apre ogni tanto i giornali, avrà notato che la magistratura italiana non è un corpo di sonnecchiosi marimba, bensì un organismo assai vigile su tutto ciò che puzza di malaffare. Pensa veramente che la Regione toscana, già sotto inchiesta per il buco doloso di 400 milioni di Massa, voglia sfiorare la possibilità di essere messa sotto inchiesta anche per collaborazione in riciclaggio di "denaro sporco"? Io penso di no!
    Vittorio Giugni caro dottor @bianchi rossi, sull'acquirente ho un suggeritore fiorentino ben informato, però non insisto sulla questione. D'altra parte non mi sembra affatto determinante. La cosa certa sono le dichiarazioni pubbliche di Rossi sulle intenzioni regionali. E su quelle, almeno fino a che non le cambia, non ci piove. Apprezzo anche il suo tentativo di conteggio immobiliare...ma non è materia che elencherei tra le mie competenze e dunque glisso...quanto alle sue osservazioni (interessanti...) sulla magistratura toscana (o nazionale....) faccio il santommaso...finchè non vedo non credo...ma non perchè creda nei sonnacchiosi marimba..ma per altro che è meglio lasciare a private riflessioni..quanto al "riciclatori" che sarebbero interessati al progetto regionale lascio a Lei volentieri la responsabilità dell'affermazione che, per la verità, mi sembra un tantino pesante...buona giornata...





    Giorgio Frasca 43 milioni è la somma indicata nell'accordo fra Comune (Mattei) e l'ASL , accordo ormai scaduto da tempo. Quella somma la Regione non la incasserà mai, qualsiasi sia l'ipotesi che si dovesse andare a concretizzare per il riutilizzo di quell'area. Il valore di quell'area, oggi, non è certamente 43 milioni di euro.
    Vittorio Giugni ...@frasca the governor Rossi ha detto come provare a fare cassa con la dismessa area...non sono esperto della materia, ma 200 appartamenti di 90 mq. ad occhio e croce fanno quella cifra.....grosso modo...Tenga anche presente che quell'area è oro puro per lo scopo di Rossi...E' praticamente in centro storico, ma con tutti i vantaggi dell'esserne fuori....con una vista stupenda sulla città antica e le sue mura...avessi soldini mi prenoterei subito...
    Giorgio Frasca La zona è sicuramente appetibile, per Rossi, ma fossi un palazzinaro in procinto di tirar fuori più di 40 milioni di euro, commissionerei certamente un censimento su Case/appartamenti/fondi sfitti a Prato. Probabilmente di fronte ai numeri che verrebbero fuori,che non hanno poi bisogno di censimento, basta andare in giro per Prato per rendersi conto, volgerei il mio portafoglio altrove. Molto dipende da se Rossi ha già qualche compratore pronto a sborsare tutti quei soldi oppure se lo deve ancora trovare...
    Vittorio Giugni ...ce l'ha...ce l'ha...si ha ragione a Prato (ma anche in Italia..) ci sono migliaia di appartamenti/uffici/fondi sfitti..tuttavia chi può costruisce ancora...perchè il mattone resta per sempre un investimento sicuro..specialmente in tempi di crisi... il cosiddetto bene rifugio...e quell'area lì, mi creda, è assai appetibile perchè unica ed irripetibile...
    Carlo Alberto Bianchi Rossi Caro Giugni, sul fatto che la Regione abbia un acquirente per l'area ospedale mi permetta di avere dei grossi, grossissimi dubbi!! Facciamo assieme i "conti della serva": 43 milioni l'acquisto dell'area, 30 milioni per abbattere e smaltire una montagna di rifiuti speciali (al momento manca addirittura la più pallida idea dell'area dove smaltirli), più qualche "soldino" per costruire 200 miniappartamenti (Facciamo 40.000 € per appartamento?) + oneri urbanizzativi, tasse, ecc. ecc. , viene fuori un conticino di non meno di 90 milioni di euro. O no? Pertanto, il costruttore per rientrarci, dovrebbe vendere ogni miniappartamento all'improbabile cifra di 480.000 €, o no?!! Dubito fortemente che se lei avesse i soldi investirebbe detta cifra in un miniappartamento. O no? Quindi, caro Giugni, l'unico acquirente che può avere interesse a comprare detta area, ad una cifra folle per una città che ha 4.000 appartamenti nuovi invenduti e settecento fondi in pieno centro sfitti da anni, sarebbe colui che è interessato a riciclare denaro di dubbia provenineza. O no? Ma, se lei apre ogni tanto i giornali, avrà notato che la magistratura italiana non è un corpo di sonnecchiosi marimba, bensì un organismo assai vigile su tutto ciò che puzza di malaffare. Pensa veramente che la Regione toscana, già sotto inchiesta per il buco doloso di 400 milioni di Massa, voglia sfiorare la possibilità di essere messa sotto inchiesta anche per collaborazione in riciclaggio di "denaro sporco"? Io penso di no!
    Vittorio Giugni caro dottor @bianchi rossi, sull'acquirente ho un suggeritore fiorentino ben informato, però non insisto sulla questione. D'altra parte non mi sembra affatto determinante. La cosa certa sono le dichiarazioni pubbliche di Rossi sulle intenzioni regionali. E su quelle, almeno fino a che non le cambia, non ci piove. Apprezzo anche il suo tentativo di conteggio immobiliare...ma non è materia che elencherei tra le mie competenze e dunque glisso...quanto alle sue osservazioni (interessanti...) sulla magistratura toscana (o nazionale....) faccio il santommaso...finchè non vedo non credo...ma non perchè creda nei sonnacchiosi marimba..ma per altro che è meglio lasciare a private riflessioni..quanto al "riciclatori" che sarebbero interessati al progetto regionale lascio a Lei volentieri la responsabilità dell'affermazione che, per la verità, mi sembra un tantino pesante...buona giornata...