sabato 10 novembre 2012

CENNI (1)


“Sarà un 2013 all’insegna di eventi importanti, per ribadire l’importanza anche a livello culturale di Prato, la cui autonomia è a rischio dopo essere stata inserita all’interno della città metropolitana di Firenze”.

Queste parole pronunciate dal sindaco Roberto Cenni al termine della riunione con la consulta dei suoi consiglieri segnano, o possono comunque segnare, un deciso cambio di rotta sulla questione del decreto del governo che cancella la provincia di Prato. Finalmente arrivano i toni pacati che il civico sindaco pratese ha sempre utilizzato ad iniziare dalla sua vincente campagna elettorale. Smesso l'elmetto (ed il cesso e la bara...) Cenni comincia a ragionare su cosa fare nel 2013. E' una buona proposizione. Ed ancora meglio sono le proposte che sono venute dai suoi consiglieri personali. Panariello, ad esempio, ha messo sul tavolo di svolgere a Prato un festival della commedia all'italiana...impresa non semplice ma di grande fascino non solo per i cinephiles...D'altra parte Prato è la patria di uno dei più grandi sceneggiatori di quella stagione, Piero De Bernardi. Ed è anche la patria di Roberto Benigni che, in qualche modo, è erede dell'italian comedy..Ed anche di Francesco Nuti, Giovanni Veronesi, Giovanni Nuti, Carlo Monni ed altri che hanno saputo misurarsi e rinverdire i fasti dell'età d'oro del nostro cinema..Al quale devono qualcosa, a mio modesto parere, anche i due premi Strega cittadini, Sandro Veronesi ed Edoardo Nesi.... 
Se poi nel 2013 arrivasse anche la pedonalizzazione di Piazza delle Carceri, sarebbe un altro bel colpo messo a segno. Potremmo aggiungere anche un qualche intervento per Gonfienti, come promesso da Cenni nel suo programma elettorale, ed una nuova edizione spettacolare del settembre pratese ed ecco che Prato marcherebbe un eccellente 2013. Anno preelettorale e perciò di importanza vitale sia per chi governa sia per chi è all'opposizione ed ambisce a tornare a guidare il Comune. Se queste proposte sono rose sicuramente nei prossimi giorni, complici l'acqua ed il caldo promesso dai metereologi, fioriranno..... 

MATTEONEWS



Avevo promesso, o forse minacciato, che da qui al 25 novembre l'Enews avrebbe avuto cadenza più serrata. Tengo fede all'impegno. Ovviamente chi non gradisce può cancellarsi cliccando qui e naturalmente se volete indicarci amici interessati a ricevere le enews ad amici@matteorenzi.it a noi fa piacere.
Giusto qualche spunto di riflessione.
  • Ieri abbiamo inaugurato il Comitato Adesso per la Rivoluzione Digitale che è stato formato da alcuni tra i più validi esperti italiani della rete. In sintesi: in questi anni Internet ha creato 700.000 posti di lavoro, ha reso possibile la trasparenza amministrativa, ha aumentato la partecipazione politica, ha cambiato le regole del gioco in molti settori sociali. Vogliamo smettere di giocare in difesa? Vogliamo provare a fare di questo tema una delle chiavi di sviluppo del nostro Paese? Ci sono tanti problemi e tante crisi per la Penisola. Ma l'Italia può essere la più bella startup del mondo. Noi vogliamo provarci. E mettendo i migliori possiamo farcela.(Link)
  • Hanno reso obbligatorio nelle scuole lo studio dell'Inno di Mameli. Tutto bene, per carità. Ma se vogliamo creare senso di appartenenza, identità e comunità non c'è che una strada: il servizio civile obbligatorio. Magari solo per tre mesi. Ma obbligatorio, per donne e per uomini. Lì sì che si fa l'Italia...
  • Intervenendo in uno dei dibatti di Florens ho detto che il Ministero dei Beni Culturali come l'aveva immaginato Spadolini è una scommessa persa. Oggi siamo vittime della burocrazia e la conservazione della cultura ha lasciato spazio al conservatorismo di molti addetti ai lavori (talvolta addetti ai livori). Se a questo sommiamo la constatazione che in dieci anni hanno tagliato il 30% dei fondi pubblici senza introdurre la modifica nella disciplina fiscale per aiutare i contributi dei privati, il quadro è completo. Sul rapporto tra cultura e occupazione, tra cultura e economia si gioca un pezzo del nostro futuro. Ma è una partita troppo importante per lasciarla solo ai sovrintendenti.
Non troverete queste notizie sui giornali perché il dibattito politico e mediatico è tutto incentrato su altre cose. Parlare di contenuti sembra impossibile. Ma noi ci proviamo lo stesso. Perché è giusto. E perché ne vale la pena: abbiamo molte idee da condividere e apparteniamo al popolo di quelli che prova gusto quando discute, ascolta, riflette.
Qualcuno si è lamentato perché vado troppo in televisione (qui la puntata di Otto e Mezzo di giovedì, qui la puntata di Agorà di venerdì mattina, qui il podcast di Radio 24martedì e il podcast di RTL102.5 mercoledì). Daniela mi ha scritto: "Matteo, troppa TV. Dal vivo sei diverso, sei più genuino." Capisco. E ringrazio perché per me è importante conoscere le critiche, avere dei suggerimenti. Però senza TV non si arriva alla maggioranza delle persone. E del resto non possiamo contare sulla collaborazione dei telegiornali. Nessun vittimismo, sia chiaro: ma se guardo i numeri rimango senza parole. Abbiamo infatti misurato il tempo che i vari TG-Rai della prima serata dedicano ai candidati. Dal 17 ottobre al 6 novembre ci siamo messi con un cronometro a verificare lo spazio che hanno avuto i candidati. I TG Rai della prima serata – quelli che contano, insomma - hanno mandato in video per 844 secondi Bersani, per 421 secondi Nichi Vendola, per 136 secondi il sottoscritto, per 35 Tabacci e mai la povera Laura Puppato. Per i giornalisti del PrimeTime Rai dunque il 60% dello spazio dedicato ai candidati alle Primarie va a Bersani, circa il 30% a Vendola. Io sto sotto al 10%. Ma va bene lo stesso. Arriverà un momento – anche in Rai – in cui si faranno i servizi sulla base delle notizie e non sulla base dell'appartenenza. Oppure più semplicemente dello share. Per restare agli ultimi giorni le trasmissioni de La7 (Lerner e Gruber) cui ho partecipato, hanno avuto risultati di ascolto tra i più alti della stagione. E oggi il New York Times dedica un bell'articolo al viaggio in Italia che stiamo percorrendo (qui trovate tutto il link) Il New York Times sì, i Tg della Rai no. Per loro ci sono altre logiche, peccato! Noi non facciamo polemica e rispondiamo con un sorriso. Questo spiega però a Daniela e a tanti come lei perché io corra ovunque per parlare e per discutere delle nostre idee. A anche per allargare la partecipazione. Domani, ad esempio, sarò a Quelli che il Calcio. Anche perché se vogliamo vincere non abbiamo alternative: bisogna allargare la partecipazione.
Noi puntiamo a degli obiettivi chiari:
  • Ci farebbe piacere che almeno 150mila cittadini diventassero Volontari WEB (basta cliccare qui). Oggi siamo a quota 101.326
  • Abbiamo bisogno di almeno 2.500 comitati ufficialmente registrati: al momento siamo a 1.916 Sappiamo che molti non sono ufficialmente registrati alla nostra piattaforma (se ci sono problemi segnalateli acomitati@matteorenzi.it). Attenzione: venerdì pomeriggio durante la Stazione Leopolda riuniremo tutti i comitati ufficialmente registrati. L'appuntamento è dalle 15 alle 17
  • Puntiamo a raggiungere quota 200.000 Euro. Siamo arrivati alla straordinaria cifra di 132.000 Euro di contributi dai cittadini, i primi in Italia a fare una scommessa di questo genere: ricevere donazioni anche di 5/10 euro è per noi molto importante. E dà il senso della sfida, ve lo assicuro. Diciamoci la verità, quasi sottovoce: che bello vedere anche gli altri competitors mettere finalmente online nome e cognome dei finanziatori. Un piccolo passo verso la trasparenza assoluta. E dopo la nostra battaglia niente sarà più come prima...
Infine. La Stazione Leopolda.
Mi viene chiesto: ma chi è che interviene? Chi c'è già stato, negli anni scorsi, sa che la particolarità della Leopolda non è l'intervento di un vip, ma il clima che si respira e la possibilità di parlare di idee, contenuti, proposte.
Iniziamo giovedì pomeriggio, intorno alle 17. E andiamo avanti tutta la sera. Poi riprendiamo il pomeriggio di venerdì, sempre alle 17 e sempre fino a tarda serata. Al mattino, invece, intorno alla zona della Leopolda ci saranno decine di iniziative, dibattiti, piccoli convegni. Il programma sarà ufficializzato la settimana prossima. E sempre venerdì dalle 15 alle 17 riuniremo tutti i comitati “Adesso!” per fare insieme il punto della situazione in vista del rush finale. Anche per questo suggerisco a tutti di registrarsi ufficialmente. Sabato è il giorno conclusivo. Il mio intervento sarà in chiusura lavori intorno alle 16 così da permettere a tutti i partecipanti di tornare a casa in serata e lavorare la domenica alla giornata dei banchini in tutte le piazze d'Italia. L'Italia viva alla Leopolda, perché il meglio deve ancora venire.
Pensierino della sera. Nonostante le polemiche anche oggi è stata una intensa giornata di lavoro in città. Tra le varie cose segnalo l'inaugurazione del percorso unitario nel complesso monumentale di Santa Maria Novella (era uno dei miei “pallini”, fin dal giorno dell'elezione. Anche perchè stiamo parlando di uno dei luoghi più strabilianti di Firenze: vi prego, visitatelo!) e il protocollo d'intesa con la Tongji University di Shangai. Perché dobbiamo combattere la fuga dei cervelli, certo. Ma dobbiamo costruire città attrattive per i nuovi talenti. Firenze, e l'Italia, hanno il dovere di provarci. E la possibilità di riuscirci. Ma bisogna crederci.
Un sorriso,
Matteo
PS: Mi scuso in anticipo. Perché anche con questa enews non risco a trasmettere tutta l'emozione e l'entusiasmo che stiamo vivendo. Che non dipende dal netto miglioramento dei sondaggi (link Foglio) o dalla gioia di vedere il traguardo. No, c'è molto di più. In questo preciso momento – in una larga parte del Paese – ci sono donne e uomini diversi per origine, appartenenza, tradizione che stanno lavorando insieme. Mettendo in campo tutto il futuro di cui sono capaci. E costruendo ciascuno un pezzo di domani: magari con un banchino, magari con un'email sul programma, magari con una donazione di 10 euro, magari con una chiacchiera a cena con gli amici, magari creando un comitato. C'è tanta gente che grazie a queste primarie sta tornando alla politica. Gente che non si rassegna alla mediocrità. Ecco perché – davvero – sono convinto che non si fermi il vento con le mani. Ecco perché vorrei abbracciarvi tutti, uno per uno. E dire che in questa sfida sto ricevendo molto di più di quello che sto dando. Grazie!

NIKIPRATO


Pienone di gente al Terminale..spettando Niki....giovani in maggioranza ma anche persone d'età....


...Niki all'arrivo....calda accoglienza di una bionda bellezza locale.... 


..Mara Verbigrazia consegna a Niki un documento per la conservazione dell'ospedale di Prato...e si sa Niki con la sanità c'ha saputo fare....auguri....


...Niki attorniato da reporters, fotografi e teleoperatori...


...Niki saluta l'archiarchitetto Savino Marseglia, amici di vecchia data e corregionali...si vede anche nonno Enzo....

BANCHETTO (1)


In seguito ad una nostra segnalazione alla Polizia Municipale di Prato:

Buonasera.

Oggi passando da Piazza del Comune ho notato che erano stati affissi alcuni manifesti alla cancellata che contorna il monumento a Francesco Datini, ad opera di alcune persone che stavano svolgendo una raccolta di firme (allego immagine).

Mi domando se ciò sia consentito, e in caso contrario, se dovesse verificarsi nuovamente una cosa del genere, vorrei sapere a chi dovrei rivolgermi per farli rimuovere al più presto.

Con l'occasione Vi porgo i miei più distinti saluti.
Simone Lappano.


abbiamo ieri ricevuto in risposta:



Gentile Signore,

i manifesti che ha visto erano collegati ad un´iniziativa politica con raccolta di firme autorizzata dalla Questura.

Premesso, quindi, che la situazione segnalata presentava caratteristiche e circostanze particolari, di norma l´affissione di disegni, adesivi, scritte e simili su monumenti, edifici pubblici o facciate di edifici privati, le attrezzature, la pavimentazione e la segnaletica stradale, gli arredi o i veicoli pubblici e quant´altro sia posto alla fruizione della comunità, o lasciato alla pubblica fede è vietata dall´art. 11 del Regolamento comunale di polizia urbana.

Alla tutela del rispetto del regolamento sono chiamati tutti gli ufficiali ed agenti di p.g.

Distinti saluti.


La Segreteria Comando

Risulta alquanto strano il fatto che la giusta citazione del Regolamento comunale di polizia urbana sia preceduto dalla premessa che i manifesti "erano collegati ad un´iniziativa politica con raccolta di firme", come se si volesse dire che in una situazione del genere sia consentito derogare al Regolamento. E ambiguo sembra anche il "di norma". Che vuol dire? Significa "la norma afferma che" o "di solito"? Penso che significhi quest'ultima opzione, considerando che gli agenti di Polizia Municipale, dietro segnalazione, sono giunti sul luogo e, appurata la violazione del sopra citato art. 11, NON hanno fatto rimuovere le affissioni.
Considerando la risposta ricevuta dalla Segreteria del Comando, viene da pensare che le affissioni siano state tollerate perchè legate ad una "iniziativa politica con raccolta di firme", e non perchè alla presenza degli agenti di PM che, facendo il proprio dovere, chiedevano conto di quei manifesti, gli organizzatori presenti al banchetto avrebbero prontamente telefonato ad un assessore comunale il quale potrebbe aver redarguito gli agenti invece di chi stava agendo in violazione del Regolamento...
Nel primo caso terremo presente questa possibilità per le nostre prossime iniziative di raccolta firme, nel secondo...dovremmo avere tutti  un assessore per "amico".

MONZALI


Meraviglia che l'amico Marco Monzali, adesso militante di SEL, ma già socialista e verde, abbia ritenuto opportuno aderire entusiasticamente, alla riunione delle vedove e dei vedovi convocata da Enrico Giardi al Terminale per recriminare sulla cancellazione della Provincia e sull'aggregazione di Prato all'area metropolitana.
Meraviglia perchè noi conoscevano il Monzali che si definiva giustamente "cittadino del mondo...". Vederlo e sentirlo adesso scendere dalle stanze di Radiogas per difendere i sacri confini pratesi c'ha fatto fare un balzo sulla sedia.Tanto più che la sua attuale posizione dirazza perfino dalle cautissime prese di posizione di Sel pratese! Ma così stanno le cose...Evidentemente il nostro amico Marco avrài suoi buoni motivi per rimpiangere l'amica Provincia. Oppure le onde della webradio hanno una cattiva influenza sulle sue onde cerebrali...Certo che impressiona vedere il direttore Monzali passare da posizioni marxiste-kebabbiste a posizioni marxiste-coattiste.....!!! Dalla difesa dell'internazionalismo e dell'internazionalità degli usi e dei costumi, alle bare ed ai cessi, ai ventilati blocchi di strade, autostrade e stazioni....Si vede che la Provincia di Prato aveva qualità che a noi comuni mortali sfuggono...!!!! 

OBAMA



Ero all'estero quando hanno rieletto Obama...Ho saputo della rielezione di Barack seguendo la lunga notte elettorale sulla diretta di Sky...Ho sentito il discorso da sconfitto di Mitt Romney....come vengono bene i discorsi agli sconfitti...quanto orgoglio nazionale...che fair play...Ho sentito il discorso da vincitore di BO....ed anche in  questo caso ottimo discorso di un grande narratore ed affabulatore...one people..one nation...
E, francamente, mi sono un pò commosso...Gli Stati Uniti hanno inventato un fantastico sistema elettorale...Un sistema per il quale lo sconfitto, ancor prima di conoscere gli ultimi risultati ovvero quelli definitivi, telefona al suo competitor vincente ed ammette la sua sconfitta....Impensabile da noi in Italia dove chi perde trova sempre il modo di inquinare la vittoria dell'altro...brogli...controllo della stampa e dei media...non c'hanno capito ecc. ecc. Ma il motivo per il quale mi sono davvero emozionato è leggere continuamente sullo schermo la parola "America"...E pensare che quella parola deriva da un signore benestante nato a pochi chilometri da casa mia che senza avere grandi nozioni di navigazione e solo con una buona conoscenza della matematica se ne andò per i mari del mondo "scoprendo" e legando il suo nome a quel continente....E riflettevo sulle miserie attuali...Ovvero su quelli ai quali non va giù di non essere più una provincia piccolissima...Di lasciare i confini del Bisenzio...di entrare a far parte di una più vasta area metropolitana con Firenze e Pistoia...di affrontare insomma il futuro e l'ignoto così come fece il nostro concittadino Amerigo...qualche secolo addietro.. E insieme ad un sentimento di orgoglio, il cuore mi si riempiva di una struggente malinconia...

ROSSI


"Ho preso quell'impegno e lo manterrò. Il Consiglio sta lavorando ad una proposta per cambiare la legge elettorale regionale e sarà pronta in tempo per consentire ai cittadini toscani di votare, alle prossime elezioni del 2015, con un nuovo sistema. Mi permetta però di dirle che se la legge toscana non ha funzionato non è stato per colpa nostra. Il PD le primarie per far scegliere ai cittadini i loro rappresentanti in lista le ha fatte. Nel Centrodestra questo non è accaduto. E' una differenza da tenere ben presente.
Un caro saluto,
Enrico Rossi


Firenze 7 novembre 2012"


Dopo diverse settimane di attesa finalmente il governatore toscano ha risposto. Ed è la solita risposta. Dei politici professionisti. Faremo....prima del 2015.....Ma su una sua proposta di nuova legge elettorale Rossi non si pronuncia. E sì che il nostro presidente non è che sia restio a farci sapere le sue idee o proposte. In questi giorni è quasi crocifisso perchè molti lo accusano di esser lui il grande fratello che ha manovrato nell'ombra per il riordino delle province toscane. Così  come, ad esempio, non l'aveva davvero mandata a dire ai politici pratesi sulla questione dell'area ex ospedaliera della città. Ma sulle sue preferenze in tema di legge elettorale Rossi mantiene un riserbo assoluto...Per quanto riguarda l'affermazione che la promessa elettorale sarà mantenuta non possiamo far altro che prenderne atto e ringraziare il governatore anche per la cortese interlocuzione.
Ma avremmo preferito che alle scontate considerazioni rossiane sul fatto che la legge maialetto non ha funzionato...per colpa del PDL, il governatore avesse fatto seguire la sua proposta di riforma...Che non sarà magari coincidente con la nostra: maggioritario con piccoli collegi , preceduto da primarie obbligatorie per legge per tutte le liste partecipanti....
Noi crediamo che la maggioranza che guida la Toscana abbia perso l'occasione che le veniva fornita per rimediare all'attuale legge elettorale. Ovvero essere come allora la regione che forniva all'Italia un modello di legge elettorale....Allora fu Calderoli a far proprio il maialetto facendolo diventare il porcellum...Sarebbe stata cosa buona e giusta se proprio ancora dalla Toscana, ma questa volta in positivo, fosse venuto un esempio di buona legge elettorale per riscrivere quella nazionale. Ma, evidentemente, questa volta accadrà, probabilmente, il contrario. Sarà la Toscana ad adeguarsi alla nuova legge elettorale nazionale. Iddio ne scampi....!!!!  

venerdì 9 novembre 2012

I'MBACK


CANNABIS




E' in corso a Piazza Montecitorio, nel centro di Roma, una Manifestazione antiproibizionista per chiedere l’accesso alla cannabis per motivi terapeutici.

Oltre a rivendicare l’uso della cannabis per chi soffre, la mobilitazione, organizzata davanti alla Camera dei Deputati, mira anche a sensibilizzare il Governo al fine di ottenere la depenalizzazione, per uso personale, della coltivazione della marijuana.

Organizzata da Rita Bernardini, deputata Radicale, che da mesi sta attuando una disobbedienza civile coltivando cannabis terapeutica (nella foto).

Album completo» http://www.facebook.com/media/set/?set=a.10151211765732938.508072.661637937

Petizione antiproibizionista: http://radicali.it/antipro




giovedì 8 novembre 2012

TERMINALE


Nuovo incontro con i cittadini sulla questione della città metropolitana. Stavolta, dopo quello organizzato lunedi da sindaco e PdL, a convocare i cittadini è stata l'associazione Democraticamente Prato, con in prima fila alcuni esponenti della vita politica e culturale della sinistra pratese tra i quali Giardi e Monzali.
Partiamo col parlare della natura dell'incontro. Sotto questo punto di vista, si è trattato di una sorta di replica di quel che è avvenuto lunedi sera all'urban center, dal momento che anche ieri sera ad intervenire sono stati quasi esclusivamente politici, e personaggi della cultura e dell'associazionismo che, in qualche modo, con la politica pratese hanno legami più o meno stretti. Tuttavia devo dire che in quest'ultimo incontro, a mio parere, il livello della discussione è salito di almeno un gradino, infatti, a differenza della serata di lunedi nella quale si è discusso più di equilibri politici criticando Governo e partiti, ci si è soffermati molto di più sulle questioni tecniche del decreto e di quali potrebbero essere i risvolti a livello pratico della riforma del Governo, seguendo l'invito dell'assessore provinciale Menchetti che in apertura della discussione ha auspicato (auspicio al quale mi associo) il manifestarsi di una "pratesità matura capace di saper proporre". Oltre a lui tra i principali oratori ci sono stati Marco Monzali presidente dell'associazione Radiogas, Roberto Risaliti del CPAP, gli assessori comunali Aldo Milone e Dante Mondanelli, Silvano Agostinelli de "La città per noi", i cons. comunali Donzella (IdV) e Gestri (PdL), i dottori Giusti (PD) e Bianchi Rossi, il cons. comunale di Cantagallo Logli, ed in chiusura dei lavori il cons. comunale Enrico Giardi (PD) ed il Sindaco Roberto Cenni.
Come già scritto gli interventi sono stati molto più tecnici rispetto a quelli degli ultimi giorni, tuttavia occorre premettere che, dal momento che il decreto governativo non è ancora stato reso pubblico, sia la discussione di ieri che quelle tenute nei giorni scorsi scaturiscono dall'analisi delle bozze del decreto, e quindi non è affatto detto che, essendoci state diverse deroghe rispetto alle intenzioni originarie del ministro Patroni Griffi, nella versione definitiva non ci potranno essere anche delle modifiche alle regole di funzionamento nonchè alle competenze delle nascenti città metropolitane, proprio in ragione del fatto che sia per il caso lombardo di Milano-Monza e Brianza e quello toscano di Firenze-Prato-Pistoia, le città metropolitane avranno una ampiezza territoriale diversa da quella ipotizzata nella legge di revisione della spesa (spending review). Per questo motivo penso ancor di più che le reazioni viste in questi giorni siano state del tutto sproporzionate, proprio perchè ci si oppone ad un testo che ancora non si conosce nei dettagli, e quindi credo che come primo obiettivo sarebbe il caso che avessimo quello di ottenere al più presto la pubblicazione della versione definitiva del decreto, in modo tale da poterne discutere con cognizione di causa.
Vorrei concludere citando una metafora calcistica rilanciata da Monzali secondo il quale, in questa partita, il Governo, assegnando alla città metropolitana competenze oggi dei Comuni, ci sta portando via il pallone, cioè l'oggetto del contendere senza il quale è inutile giocare. La metafora mi sembra molto azzeccata, ma secondo me sarebbe forse utile leggerla in una chiave diversa da quella che gli ha voluto attribuire Monzali: non sarà, forse, che i politici pratesi, più che dei servizi, si stiano preoccupando del fatto che essi stessi perderanno un notevole peso politico (con quello che ne consegue in termini economici e di potere) nel momento in cui pianificazione territoriale, trasporti e sviluppo socio-economico passeranno di mano per finire in capo al nuovo ente? E che alcune associazioni rischino di perdere i proprii riferimenti politici nelle stanze in cui si decide? Altrimenti non mi spiego il motivo di questa totale mancanza di fiducia nei confronti della città metropolitana, perchè in fondo il problema, per noi cittadini, non dovrebbe essere quello di chi si occupa di cosa, ma del fatto che ci sia qualcuno che si occupi di determinate competenze svolgendo al meglio il proprio lavoro nell'interesse della collettività. A me (e credo anche a molti cittadini "comuni") non interessa che sia il Comune, la Provincia, la Regione, o la città metropolitana ad occuparsi di erogare servizi, ma che ci sia qualcuno che lo faccia nel migliore dei modi, per cui proprio non capisco perchè si debba ritenere già in partenza che un ente sia più bravo di un altro, e che, quindi, solo i politici pratesi sarebbero capaci di fare il proprio mestiere mentre quelli che amministreranno la città metropolitana saranno incapaci o, nella peggiore delle ipotesi emerse, intenzionati a saccheggiare Prato per portare il "bottino" a Firenze.
E' giusto, anzi giustissimo preoccuparsi per i servizi al cittadino, e su questo dovremo concentrarci non solo noi pratesi ma tutti i cittadini delle attuali province di FI PO e PT, tuttavia io non tenderei ad escludere che quella in corso venga vissuta da alcuni dei protagonisti come una lotta di potere per il potere.

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martedì 6 novembre 2012

INURBAN (1)



E mentre gli esponenti politici della maggioranza comunale, Pdl, Udc, Lega e liste civiche, insieme al sindaco Cenni, iniziavano la loro riunione in Palazzo Pacchiani, prendendosi anche gli insulti di qualche cittadino incazzato con i partiti, la mattina si era svolta una ben più importante riunione. La segreteria del PD, facendo cosa buona e giusta, ha riunito intorno ad un tavolone tutti i rappresentanti delle associazioni economiche, commerciali e sindacali cittadine....assenti poi all'Urban Center dal sindaco!
In questa riunione tutti hanno, pare, convenuto che la miglior cosa da fare adesso, dopo il decreto governativo che cancella la provincia di Prato ed aggrega la città all'area metropolitana, è quella di proporre idee per definire l'assetto futuro del nuovo ente. Che è posizione assolutamente condivisibile. E che segna anche il punto di non ritorno del PD pratese sulle barricate della protesta con i partiti del centrodestra! Con buona pace dei pasdaran alla Giardi....
E così mentre in via Mazzini i cittadini, sbigottiti e silenziati, assistevano alle orazioni funeree del sindaco e degli altri esponenti della giunta e della maggioranza, con cadute anche nel trash come le proposte di bloccare la stazione ferroviaria, convocare un consiglio comunale a...Roma, cambiare il nome dell'ospedale cittadino, al tavolo del PD si concertava una posizione comune con la città degli affari e della produzione.
Con questo mettendo, probabilmente, un'ipoteca sulle prossime elezioni amministrative ed un epitaffio sull'esperimento del sindaco civico......Dove si dimostra che, lasciate al centrodestra bare e cessi, il centrosinistra pratese ricomincia a provare ad essere classe dirigente della città. Bentornati, era l'ora.....   

INURBAN


Leggendo il post che racconta la serata di ieri all'Urban Center in Palazzolo e scorrendo i commenti postati su Facebook l'idea che ci si può fare è della completa inutilità per la città di quell'iniziativa. L'adunata dei contrari alla cancellazione della provincia di Prato e l'accorpamento con l'area metropolitana decisi dal decreto del governo è servita solo e soltanto a permettere la sfilata dei dirigenti politici del centrodestra pratese. Che, alla fine, non hanno potuto che ripetere le medesime fruste cose che dicono dall'inizio della protesta.
Non uno, a leggere i primi commenti, che abbia avuto un'idea ovvero una proposta per il domani. Non uno che abbia tracciato con sicurezza un percorso credibile, anche di lotta, per far retrocedere il governo dalla decisione.
L'unica idea che viene avanzata, dal presidente del Consiglio Comunale di Prato, è una specie di nuova marcia su roma, 90 anni dopo l'originale...Maurizio Bettazzi, vulcanico come sempre, si propone di portare nella capitale una riunione del massimo organo politico cittadino. Ovvero se i politici romani non si muovono verso Prato, Prato si muoverà verso Roma!
Ma quella che propone Bettazzi non è una nuova marcia! E' piuttosto una marcetta...si quei pezzettini che accompagnano tradizionalmente lo sfilare delle bande musicali....Confidiamo che la pensata del presidente del CC rimanga solo un'ideuzza buttata là dopo una giornata faticosa....Già l'altra genialata del sindaco sul cesso c'ha fatto ridicolizzare da mezz'Italia  e da quasi tutta la città (compreso il sarcastico presidente del Tribunale pratese...). Non vorremmo che la trasferta romana con Freccia Rossa (..anzi con Italo...nome che meglio s'attaglia ai promotori...) dei nostri quaranta rappresentanti convincesse a ridere anche l'altra metà del Paese....!!! 

URBAN CENTER - voce ai cittadini (?)


Si è tenuta all'Urban Center di Via Mazzini la tanto attesa assemblea, fortemente voluta dal Sindaco Roberto Cenni, che aveva come obiettivo quello di dare finalmente voce ai cittadini sulla questione che da qualche giorno infiamma la nostra città. Iniziamo col dire che se il fronte del NO alla costituenda Città Metropolitana (o quantomeno la sua ala di centrodestra fortemente rappresentata stasera) aveva l'intenzione di dar voce a tutti quei cittadini che, a loro dire, sono fermamente contrari al provvedimento del Governo, l'assemblea è stata un completo fallimento. Infatti la quasi totalità degli interventi hanno visto come protagonisti, oltre ad alcuni rappresentanti del Comitato Provinciale Area Pratese (CPAP) come il presidente Roberto Risaliti e Paolo Nesti, vari esponenti della politica cittadina e non, tra i quali, oltre al Sindaco Cenni, sono intervenuti, solo per dirne alcuni, il presidente del consiglio comunale Bettazzi, l'On. Mazzoni (PdL), l'assessore Milone, i cons. comunali Paradiso (Lega per la Toscana), Gestri, La vigna (entrambi PdL), il cons. regionale Magnolfi (PdL), il cons. comunale indipendente di Carmignano Scarpitta, il capogruppo IdV in consiglio provinciale Mori, la segretaria provinciale Lega Nord Ovattoni, quello de "La Destra" Campo, e qui mi fermo con l'elenco, che potrebbe proseguire con altri esponenti dell'associazionismo locale. Insomma, è apparso evidente a tutti i presenti che la classe dirigente e politica locale non abbia mancato di farsi sentire, tanto che ad un certo punto, dal pubblico, si è levata anche una voce (seguita da un applauso) che auspicava l'intervento dei cittadini "comuni", i quali, però, si sono sentiti davvero poco.
Ma veniamo ai contenuti. Moltissime le lamentele, molte delle quali sono le stesse che si ripetono dalla prima ora: la perdita degli uffici (e, a loro dire, dei servizi), il furto di sovranità comunale, le presunte violazioni costituzionali, il ruolo marginale che, sempre a dire degli oratori, Prato avrà all'interno della città metropolitana. Pochissime le proposte concrete che più che altro vertono sulla protesta, dall'obiettivo proposto da molti (a cui si sarebbe associato l'On. Mazzoni) di togliere la fiducia al Governo Monti, alla proposta di manifestare in Piazza della stazione col non troppo velato obiettivo di occupare i binari della linea Firenze-Bologna, anche se alcuni hanno ammesso che per fare una cosa del genere, sarebbe stata necessaria una maggiore partecipazione dei cittadini all'incontro di stasera. L'unico obiettivo concreto è forse quello configurato da Paolo Nesti del CPAP, il quale ha dichiarato che il comitato ha come obiettivo quello di far presentare in Parlamento un emendamento che consenta la nascita di una provincia PO-PT, ma per il resto, oltre al clima di rabbia generale, poco o nulla, se non ricatti politico-istituzionali, come l'annuncio dell'On. Mazzoni il quale ha dichiarato che alle primarie del PdL non sosterrà i candidati che non si impegneranno allo scopo di far cambiare idea al governo sulla città metropolitana di Firenze comprensiva delle ex province di PO e PT. Sempre dal CPAP apprendiamo i dati sulla raccolta di firme svoltasi nei giorni scorsi, che pare smentiscano i dati usciti oggi su Notizie di Prato i quali segnalavano il raggiungimento di 3.000 firme "in poche ore" (che in realtà sarebbero 3 giorni). Infatti pare che le firme siano circa la metà, cioè 1.500, raccolte peraltro in probabile violazione delle regole comunali visto che difficilmente il comitato sarebbe potuto entrare in possesso dei regolari permessi per l'occupazione del suolo pubblico, come abbiamo denunciato nei giorni scorsi in questo articolo e chiarito ulteriormente in questo (cliccare sui link per leggerli).

A mio avviso questa assemblea non solo ha dimostrato, confermando alcuni sondaggi online, che ai cittadini pratesi non dispiace l'idea della città metropolitana, ma ha, soprattutto, evidenziato il bassissimo livello politico-istituzionale della nostra classe dirigente, la quale piuttosto che rivendicare il ruolo che dovrà avere la nostra città, si è già arresa all'idea che non conteremo nulla nelle future decisioni, denotando una totale mancanza di fiducia nelle capacità politiche di quelli che saranno i nostri rappresentanti locali all'interno della conferenza metropolitana dalla quale dovrà scaturire lo statuto della nuova istituzione, nonchè nei futuri rappresentanti del Consiglio metropolitano, cioè, visto che questi saranno scelti tra i Sindaci e i consiglieri comunali, in loro stessi.
Forse mercoledi sera, dall'assemblea convocata al Terminale, uscirà qualcosa di diverso da parte del centrosinistra pratese, anche se a dire la verità non ci credo granchè...


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lunedì 5 novembre 2012

PRE-OCCUPATO




Sono sinceramente preoccupato per le conseguenze che potrebbero determinarsi per Prato e la sua provincia causa la decisione del Governo dell’accorpamento-annessione alla città metropolitana di Firenze insieme con Pistoia. Noto con altrettanta preoccupazione che le prese di posizione da parte di alcune associazioni di categoria e forze sindacali non sembrano aver percepito l’effettiva portata istituzionale di un assetto così diversamente prefigurato. 
È necessario e ineludibile per tutta l’area metropolitana FI-PO-PT (da non confondere con la città metropolitana) che si debbano preservare e non depauperare le prerogative dei singoli comuni di riferimento.
Un solo esempio: in una ipotetica futura città metropolitana FI-PO-PT, buona parte delle competenze decisionali in ambito urbanistico verrebbero a concentrarsi sul consiglio e sul sindaco metropolitano a scapito delle esigenze dei singoli comuni da Cantagallo a San Godenzo passando magari per Marliana.
Voglio esser chiaro: la mia preoccupazione non è dettata né da un opportunismo di carattere campanilistico – in tutte le sedi ho sostenuto l’abolizione totale delle province – né tanto meno dalla mia appartenenza politica. Anzi sono convinto che riusciremo a vincere questa battaglia solo tutti insieme, spogliandoci ognuno delle proprie etichette e delle proprie appartenenze e non chiudendoci nei palazzi, nelle sedi di partito, delle associazioni di categoria o sindacali.
E la nostra non deve essere una battaglia sostenuta solo per preservare le nostre prerogative ma i diritti di tutti i territori coinvolti.
Rivedere in senso positivo questo assetto che penalizzerebbe tutta l’area metropolitana  compreso l’attuale territorio della provincia di Firenze – deve essere lo spunto per un supplemento di riflessione per tutta la cittadinanza che deve comprendere le vere ragioni che riguardano – ora -l’area pratese e metropolitana in termini di futura partecipazione democratica alle scelte decisive. Domani potrebbe essere troppo tardi. Per noi tutti e per i nostri figli, da Cantagallo a San Godenzo fino a Marliana.

Francesco Innaco - Consigliere Comunale PDL

SGRILLO



Pannella tende la mano dei radicali a Beppe Grillo, mostrandosi disponibile ad un’alleanza. «Il pianeta grillino non è armato di esperienza. Anche per questo siamo pronti a mettere a sua disposizione i frutti della nostra esperienza politica consolidata». Ha detto Pannella in una conferenza stampa a margine dell’undicesimo congresso dei Radicali Italiani che si tiene a Roma. «Continuo a dire - ha proseguito il leader radicale - che Grillo sbaglia se rifiuta il dialogo, perché questo rischia di mandarlo a sbattere politicamente. Senza dialogo con gli altri soggetti politici Grillo rischia di subire la rivolta dei suoi stessi grillini. Ma io non sono mai per il tanto peggio tanto meglio». Per il resto Pannella ha detto che i radicali sono pronti al dialogo con il Pd, «ma non possiamo dimenticare - ha aggiunto - di essere in credito con il centro sinistra avendo “salvato” con i nostri voti il governo Prodi».

RIVOLTA


Ma quando mai? A leggere stamani le cronache pratesi di Nazione e Tirreno sembrerebbe che la città sia in rivolta contro il decreto che cancella la provincia!!
Grandi titoli sulla raccolta di qualche centinaio di firme; annunci di riunioni: stasera a Urban Center di Palazzo Pacchiani in palazzolo si riuniscono i pasdaran del centrodestra e del sindaco; mercoledì al cinema Terminale sarà la volta dell'ala talebana del PD pratese guidata da Enrico Giardi...passato, inopinatamente, dalle liaisons d'affaires con Hollywood alla difesa degli orticelli bisentini...
E poi interviste al tavolo di raccolta delle firme. Ed il cronista che si stupisce che tutti siano contrari al provvedimento.....poi rinsavito, chiede al capannello lì accanto e scopre invece che... son tutti contenti perchè almeno si mandano a casa un pò di politici e si risparmia...
Infine i...giornalisti scoprono anche l'acqua calda proprio dentro casa...Sia il sondaggio del Tirreno che quello della Nazione danno in stragrande maggioranza (per la Nazione addirittura più del 70%...) i favorevoli al decreto del governo. Ovvero cosa non si cucina sulla carta stampata per vendere qualche copietta in più di giornale. Ah, dimenticavamo....Niente spazio o pochissimo a coloro che si dichiarano, soli soletti tra le forze politiche, ovvero noi radicali, anche loro favorevoli al decreto che cancella la provincia di Prato.
Ma tutto questo soffiare sul fuoco della protesta e dell'indignazione popolare non deve aver portato a cambiare granchè le idee dei nostri saggi concittadini. Anzi è più probabile che questa saggezza della gente convinca, come pare stia accadendo, a far cambiare opinione a qualche partito o a qualche opinion leader. Da segnalare, infine, il silenzio assoluto dell'ala vendoliana della politica pratese...SEL e soci non ha fiatato....così come silenti sono gli indignados del kebab...i miei amici marxisti-kebabisti...Forse aspettano che sia Niki, prossimamente a Prato, a dar loro la linea...   

SORRY


Lettera inviata alla SORI...


Il 18 ottobre sono passato dal Suo ufficio per chiedere il permesso per collocare un banchetto di raccolta firme in piazza del comune nel corrente mese di Novembre. Come ricorderà Lei mi fece presente che la piazza del comune era già occupata per tutto il mese. E mi rilasciò il permesso ASUP-1967-2012 per
altro sito.
E' con viva sorpresa che oggi ho invece visto che in piazza del comune c'è un banchetto per la raccolta firme contro la cancellazione della provincia.
Iniziativa che è stata annunciata il 1 novembre, giornata festiva.Tale iniziativa risulta essere attivata anche per la giornata di  sabato 3 novembre e domenica 4 novembre.
Poichè il regolamento comunale per l'occupazione del suolo pubblica recita:

Articolo 8: Domanda di concessione, autorizzazione o nulla osta
1.  Chiunque intenda occupare, nel territorio comunale, anche
temporaneamente, spazi in superficie, sovrastanti o sottostanti al suolo pubblico, oppure aree private soggette a servitù di pubblico passaggio, deve farne apposita domanda alla Società Risorse S.p.A.; in caso di occupazioni temporanee almeno 20
(venti) giorni   prima   della data di  presunto   inizio  dell’occupazione   stessa.

Appare evidente che il comitato che ha organizzato il banchetto presente in piazza del comune nei giorni 2, 3 e 4 novembre 2012 non ha potuto procedere ai sensi dell'art. 8 prima citato e dunque sono a richiedere a quale titolo codesta azienda pubblica abbia autorizzato, eventualmente, tale raccolta di
firme con occupazione di suolo pubblico. Ai sensi delle vigenti normative richiedo, infine, di poter accedere, per l'evidente interesse rivestito dalla pratica anche per l'associazione che rappresento, alla documentazione fornita dagli organizzatori della raccolta firme. RingraziandoLa anticipatamente per la
cortese risposta che vorrà fornire, invio cordiali saluti.

per l'Associazione Radicale Liber@MentePrato
Il Segretario Vittorio Giugni

DASSOLI!!


Sulla vicenda del decreto del governo che ha cancellato la provincia di Prato ed aggregato la città, con Pistoia, all'area metropolitana fiorentina, sta accadendo qualcosa di estremamente interessante. E, per qualcuno, assai preoccupante.
Nello stesso momento in cui i partiti (tutti, tranne i radicali...) urlavano, anche in maniera sguaiata, la loro vibrante protesta contro il decreto Patroni Griffi; negli stessi giorni in cui il sindaco Cenni si faceva fotografare prima su un wc e poi accanto ad una bara; nelle stesse ore in cui si alzano alti lai per la presunta perdita di autonomia e d'importanza della città...Ebbene proprio nello stesso tempo assistiamo ad un florilegio di commenti opposti da parte di tutte le categorie economico-sociali della città...Dagli industriali ai commercianti, dagli albergatori ai sindacalisti ecc. ecc. Non c'è stata una, diciamo una, organizzazione sociale cittadina che abbia seguito le vedove impazzite della provincia......Per non parlare poi della cittadinanza comune...Che sondata da giornali e media risponde con quasi il 70% di consensi al provvedimento governativo..!!
Appare dunque del tutto evidente come la classe dirigente politica cittadina abbia perso del tutto il contatto con la realtà..E si erga, senza se e senza ma, a difendere l'indifendibile..Ovvero i posti, le poltrone, le prebende ecc. che la provincia pratese offriva da 20 anni...!!! Nelle ultime ore, per fortuna, assistiamo a qualche tentativo di far marcia indietro. In molti si devono essere accorti si essere come l'ultimo combattente dell'esercito giapponese...Resiste qualche disperato talebano della provincia...Sperando di ottenere la visibilità che non riesce a conquistare con proposte ed idee per la città....anche in prospettiva di future, improbabili, candidature a sindaco nelle primarie dell'anno prossimo...

domenica 4 novembre 2012

RADICALS (1)



Cariche elette dal XI Congresso: Staderini, De Lucia, Viale

Questo il risultato dello scrutinio:
SEGRETERIA
VOTANTI  237
STADERINI 133
LIPPARINI 84
TOSONI 2
BIANCHE 5 
NULLE 13
TESORERIA
VOTANTI  237
DE LUCIA 149
BIANCHE 38
NULLE 50
PRESIDENZA
VOTANTI  237
VIALE  116
CIANFANELLI  107
BIANCHE  7
NULLE 7

DIVERGENTI


La segretaria del PD Ilaria Bugetti ci racconta, pubblicamente, un mucchio di frottole. Non è la cautela che la muove. Ma la paura! Si proprio la paura, paura delle grosse divisioni che emergono all'interno del PD. La riunione dell'altra sera della direzione provinciale è stata 'aggiornata' a martedì. Che è un modo di prender tempo quando non si sa che pesci pigliare. Ma anche un modo per far decantare le tensione che in quella riunione si sono ampiamente manifestate. Tra chi, con intransigenza, intende seguire la linea politica della prim'ora, ovvero battaglia senza quartiere contro il decreto del governo che cancella la provincia di Prato e crea l'area metropolitana con Firenze e Pistoia! E chi, invece, vuol ragionare e cominciare ad entrare nella discussione che si aprirà per la costituzione del nuovo ente. D'altra parte ormai le divisioni democrat sono del tutto evidenti. L'intervento del capogruppo consiliare è abbastanza significativo di chi non si ritrova in un partito dalle troppe contorsioni che rischiano di mettere in causa il suo operato in consiglio comunale. E poi c'è la clamorosa iniziativa, personale?, di Enrico Giardi, ex assessore, che ha convocato una riunione dei talebani della provincia for ever per mercoledì prossimo al Terminale. Va da sè che le differenze riflettono ampiamente anche la sorda guerra sotterranea già in corso per le primarie dell'anno prossimo per l'individuazione del candidato sindaco del PD alle prossime amministrative.
E se il PD si dibatte in queste gravissime ambasce anche il PDL non è da meno. La riunione congiunta dei comitati comunale e provinciale, pur nella consueta sceneggiata finale del documento unitario, ha mostrato divergenze di vedute assai ampie. Che si riverberano anche sul gruppo consiliare (diversi consiglieri comunali non hanno gradito granchè nè le dichiarazioni bellicose del presidente del consiglio e neppure, tantomeno, la linea mediatico-gabinettesca imboccata dal sindaco Cenni.
La riunione ha anche affrontato la questione delle divergenti opinioni espresse dal presidente della circoscrizione centro Massimo Taiti. Il neoconsigliere del sindaco ne aveva chieste le dimissioni. Dopo averne informato il sindaco si suppone. Che, di suo, non aveva trovato di meglio che definire Taiti "un mediocre" non meritevole di una sua considerazione. Massimo Taiti, di fronte a questi autorevoli pronunciamenti, non aveva esitato a rimettere le sue dimissioni da presidente della circoscrizione. Ma i comitati riuniti l'hanno respinta. Facendo, evidentemente, uno sberleffo al sindaco Cenni. Appare del tutto evidente, dunque, che non esiste più quell'idem sentire tra il sindaco ed il maggior partito della sua maggioranza. Molta acqua è passata dalla "trionfale" serata alla Rugea! Non è una buona notizia per la tenuta della Giunta e per il destino stesso di Cenni. Di cui, probabilmente, non sono piaciute le manifestazione di folclore da estrema periferia. Ed al quale, cogliendo l'attimo, si è anche voluto sbarrare il passo verso eventuali richieste di candidatura alle prossime politiche.
Chissà che tutto questo non sia il frutto dei consigli degli ultimi raffinati intellettuali giunti ad infoltire la sua già ampia corte.

RADICALS



Mozione generale approvata dal XI Congresso di Radicali Italiani

L'XI Congresso di Radicali italiani, riunitosi a Roma dall'1 al 4 novembre 2012, ringrazia per la partecipazione le personalità che hanno portato aggiornamenti e obiettivi sui fronti della giustizia giusta e del carcere legale, delle libertà economiche di lavoro e di impresa, delle libertà civili, della Riforma americana delle istituzioni, della conversione ecologica e del contrasto al dissesto idrogeologico, degli Stati uniti d'Europa.
In particolare si felicita per la presa di consapevolezza di sé, della propria singolare e straordinaria forza, da parte di un primo blocco sociale manifestatosi attorno alla comunità penitenziaria, alle drammatiche esigenze da essa espresse e all'obiettivo di una grande amnistia, su cui convergono il mondo dell’accademia e dell’associazionismo insieme ad organismi come l’Unione camere penali e la Conferenza episcopale italiana.
Rileva come l'ulteriore degenerazione della crisi del regime italiano porti con sé sempre maggiori danni immediati alla vita civile e sociale nel nostro Paese, in particolare contro gli ultimi, i più deboli e gli oppressi.
Saluta come fatto positivo la predisposizione di un pacchetto referendario che incida sulle norme che maggiormente hanno determinato, anche attraverso l’abuso della custodia cautelare, una criminalizzazione dei fenomeni sociali, dal consumo di droghe all’immigrazione; parimenti per i quesiti rivolti alla drastica riduzione dei tempi di divorzio e alla abolizione del finanziamento pubblico dei partiti e delle confessioni religiose. Prende atto del coinvolgimento di primi nuclei di personalità e interlocutori interessati e disponibili a lavorare affinché il prossimo giugno sia possibile avviare la campagna, nella consapevolezza che una tale campagna potrà essere avviata soltanto quando si sarà riusciti ad ottenere l'impegno di risorse umane e finanziare ancora non disponibili.
Sottolinea il ruolo spesso determinante dei Radicali nel mettere in crisi ed innescare processi che portano al crollo di assetti di potere apparentemente solidi, come accaduto in Lazio con la battaglia per la pubblicità dei finanziamenti ai gruppi consiliari e per l'anagrafe pubblica degli eletti, e in Lombardia con l'azione di denuncia e contrasto alla truffa "Firmigoni".
Prende atto del perpetrarsi della conventio ad excludendum del movimento radicale da parte dei principali soggetti della partitocrazia italiana, inclusa la decisione dei vertici del Partito democratico di escludere preventivamente ogni possibilità di partecipazione attiva di Radicali alle cosiddette "primarie" convocate dal trio Bersani, Vendola, Nencini
Il Congresso,
considerata la condizione di flagranza criminale dello Stato italiano  rispetto sia al diritto interno che a quello internazionale, in particolare per quanto riguarda i diritti civili e politici dei cittadini, le regole che presiedono al processo democratico, la giustizia e la sua appendice carceraria;
considerata la portata transnazionale della crisi delle democrazie, devastate dall'illusione degli Stati nazionali di poter rispondere ai grandi problemi del nostro tempo attraverso l'esercizio della propria sovranità assoluta invece che, come in modo visionario aveva indicato Altiero Spinelli, attraverso l'attribuzione di sovranità da esercitare democraticamente a livello federale europeo e mondiale;
considerata la sicura illegalità delle prossime scadenze elettorali, sia per quanto riguarda la negazione del diritto di ogni cittadino ad essere correttamente informato che sulla certezza del processo elettorale, a partire dalla già avvenuta cancellazione illegale delle tribune politiche, dalla eliminazione di alcuni temi e protagonisti -in primis i Radicali, come documentato dai dati del Centro d'Ascolto- dalle trasmissioni di disinformazione nazionale;
Denuncia la responsabilità delle massime cariche istituzionali, a partire dal Presidente della Repubblica, per l'inerzia o la complicità messa in atto a fronte della violazione delle regole interne ed internazionali, in particolare a fronte delle reiterate condanne comminate contro l'Italia dalla Corte europea dei diritti umani;
Individua nella nonviolenza lo strumento da utilizzare per fornire ai potenti la forza per rispettare almeno la propria stessa legalità, e ringrazia le decine di migliaia di detenuti e loro familiari che, assieme a Marco Pannella, hanno dato vita in questo anno a iniziative senza precedenti di satyagraha proprio a partire dalle carceri per l'amnistia e la giustizia;
ringrazia i compagni radicali impegnati nelle azioni nonviolente, in particolare: Maurizio Turco, in sciopero della fame dal 18 settembre rispetto alle pronunce del Consiglio d’Europa sul consolidamento della democrazia, l’art. 49 della Costituzione e l’autenticazione delle firme; Rita Bernardini e Irene Testa, in sciopero della fame alternato a quello della sete dal 24 ottobre per ribadire la necessità di un provvedimento di amnistia, per porre subito fine all’illegalità in cui versa la giustizia italiana e la sua appendice carceraria; Diego Sabatinelli, in sciopero della fame dal 26 ottobre affinché venga inserita all’o.d.g. dei lavori d’Aula a Montecitorio la riforma per il c.d. divorzio breve; Maria Antonietta Farina Coscioni, in sciopero della fame dal 27 ottobre perché i disabili e le loro famiglie non siano lasciati soli in una situazione di difficoltà spesso disperata e disperante; ringrazia gli altri dirigenti e militanti che stanno supportando con la loro partecipazione a queste iniziative nonviolente.
Impegna gli organi dirigenti a dare ogni possibile sostegno alle azioni nonviolente in corso e a quelle che saranno messe in atto, in particolare verso l'obiettivo di un'amnistia legale come unica alternativa e soluzione strutturale al massacro di legalità rappresentato dall'amnistia clandestina delle prescrizioni, con il suo portato di impunità e di attentato al diritto in particolare delle vittime della denegata giustizia
Dà mandato agli organi dirigenti di mobilitare il movimento Radicali italiani -soggetto costituente del Partito radicale- nella lotta per contrastare con ogni iniziativa l'illegalità delle prossime competizioni elettorali, in particolare per:
- chiedere l'intervento dell'OSCE per il monitoraggio delle elezioni italiane;
- contrastare il tentativo dello Stato italiano di eludere le indicazioni del Consiglio d'Europa attraverso la modificare della legge elettorale nel corso dell'anno precedente al voto (come appena avvenuto in Regione Lombardia), in violazione del principio di stabilità delle leggi elettorali
- chiedere la riparazione del danno subito dai cittadini nel loro diritto di essere informati in conseguenza a 4 anni di negazione delle tribune politiche
Impegna gli organi dirigenti a mettere a disposizione l’apporto migliore e massimo del movimento alle iniziative anche politiche elettorali della galassia radicale, confermando quanto è sempre accaduto.
impegna gli organi dirigenti  a  proseguire la verifica delle condizioni di percorribilità di future iniziative referendarie e a perseguire la strada delle iniziative popolari come già fatto a Milano, Caserta, Perugia, Gorizia, Pescara, L’Aquila, Vicenza, Roma; 
Il Congresso ringrazia le 1.177 persone che hanno deciso di iscriversi a Radicali italiani e le 466 persone che hanno versato almeno un contributo al Movimento per il 2012. La perdurante negazione del diritto dei cittadini a conoscere le campagne Radicali per deliberare tanto di bocciarle quanto, invece, di sostenerle con il proprio tempo e il proprio denaro, determina una situazione per la quale la politica è ridotta a monopolio dei partiti della partitocrazia parastatalizzata, che vive di finti rimborsi elettorali e di spesa pubblica clientelare, rendendo rebus sic stantibus insostenibile la vita di chi fonda la propria esistenza sulla raccolta di autofinanziamento.
Il Congresso chiede a ciascun iscritto di essere parte della campagna iscrizioni radicale per il 2013, sia per il Partito radicale -in particolare le iscrizioni a pacchetto a 590 Euro per tutti i soggetti dell'area- che per Radicali italiani. Affinché l’impegno delle lotte politiche che è necessario affrontare e proseguire possa essere realmente affrontato senza illudersi né illudere,  infatti, è indispensabile condurre una campagna straordinaria di autofinanziamento che sia comune e coordinata con il Partito Radicale nonviolento transnazionale e transpartito e i suoi soggetti costituenti.

PDPIUEMENOELLE


Abbiamo pubblicato nei due precedenti post (...per lo staff di Niki...nessun riferimento diretto al governatore pugliese please...) la presa di posizione dei coordinamenti comunale e provinciale del PDL e la dichiarazione della segretaria Ilaria Bugetti dopo la riunione della direzione provinciale del PD.p
Tutti e due i documenti presentano aspetti interessanti da commentare. La presa di posizione del PDL, pur restando ferma sulla richiesta di cancellazione ovvero di modifiche profonde al decreto governativo sull'area metropolitana FI-PO-PT, sembra comunque spostare l'attenzione sui servizi che il governo si appresterebbe a chiudere in città. In particolare la nota del pidielle fa riferimento all'eventuale chiusura della Questura di Prato. Che, per quanto ci riguarda, sarebbe un provvedimento invece auspicabile perchè  consentirebbe un notevole risparmio di risorse. E, nei fatti concreti, si ridurrebbe soltanto alla assenza a Prato del Questore e di tutta la burocrazia conseguente. Ma lascerebbe intatta tutta la dotazione di forze della polizia attualmente in organico. Che è quello che serve davvero a Prato. Ma non solo. Ci consentirebbe, anche, di chiedere, proprio per la rinuncia al Questore, un aumento degli organici! A noi appare del tutto razionale che il governo metta mano in questo settore. Tre Questure e tre Prefetture in 25 kilometri non sono sinonimo di efficacia e di efficienza!! Sono in realtà uno spreco enorme di risorse a tutto vantaggio della macchina burocratica. Ed a svantaggio della macchina operativa (organici, mezzi ecc.).
Per la nostra città non cambierà poi molto. Al cittadino che deve farsi il passaporto importa davvero poco chi glielo rilascia. L'importante è ottenere il documento nel più breve tempo possibile. Inoltre nel 2012 c'è anche uno strumentino niente male come il web. Davvero non possiamo trasferirvi cose utili per il cittadino? Senza obbligarlo ad inutili spostamenti verso gli uffici, ovunque questi siano collocati?
La presa di posizione del PDL indica anche la soluzione che i berlusconiani pratesi preferirebbero: ovvero l'unione in deroga della nostra provincia con quella di Pistoia..!!! Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire...Cari amici del PDL Pistoia non vuole essere unita alla Provincia di Prato...l'hanno detto in mille salse..l'hanno detto la maggior parte delle forze politiche della città, l'ha detto la presidente di quella Provincia..E con la forza, caro Riccardo Mazzoni, non si fa neppure l'aceto...Dunque fatevene una ragione. Pistoia sta esultando per il suo ingresso nell'area metropolitana disegnata dal governo. Questi sono i fatti. Il resto sono e rimangono pie illusioni utili, forse, soltanto ad alimentare folcloristici campanilismi o comportamenti da coatti periferici (vedi l'imbrattamento del monumento a Datini ovvero lo sconcio sui cartelli stradali...).
Il PD pratese, invece, non ha prodotto alcuna presa di posizione ufficiale. Anzi ha rimandato l'eventuale decisione sull'area metropolitana ad una nuova puntata della direzione.
La dichiarazione tartufesca della Bugetti è la dimostrazione evidente che la prima discussione è stata alquanto animata....fonti sicure riferiscono che c'è mancato poco che tra le due fazioni a confronto non si sia arrivati al sollevamento...delle sedie. La 'dialettica' interna ai piddini pratesi è tra l'ala che fa riferimento alle posizioni del gruppo consiliare ovvero contrari senza se e senza ma al decreto governativo e l'ala, diciamo così,  regionalista che, invece, vede di buon occhio la soluzione dell'area metropolitana.
La sensazione è che, però, sia stata quest'ultima maggioritaria nella direzione. La ulteriore convocazione dell'organismo per martedì prossimo è stata decisa soltanto per far calmare le acque interne, molto ma molto agitate! Ma martedì prossimo il PD pratese deciderà il definitivo cambio di rotta peraltro già ben presente nella dichiarazione pur guardinga della Bugetti.
Il PD punterà sulla questione dei servizi e sul ruolo di Prato all'interno del nuovo ente metropolitano. E sarà un buon passo avanti per tutti!! 

PD


Dichiarazione di Ilaria Bugetti, segretaria del PD pratese.


“Mi hanno accusata di eccessiva cautela sul riordino delle Province, ma credo che questo sia un sinonimo di democrazia. Abbiamo sempre detto che l’area metropolitana era la soluzione migliore rispetto alla maxi Provincia con i Comuni della costa. Adesso però in vista della città metropolitana dobbiamo parlare di competenze, risorse e funzioni. A Cenni dico di non fare barricate, ma di mettersi intorno ad un tavolo e chiedere che Prato sia la sede della città metropolitana”. E’ il punto di vista sul riordino delle Province, della segretaria del Pd, Ilaria Bugetti al termine della direzione del partito di ieri pomeriggio. Incontro che è stato aggiornato a martedì, ma dal quale i democratici hanno stabilito di non avere fretta nell’assumere una posizione ufficiale. “Credo che le Province vadano tutte abolite – dice Bugetti – Certo però con Firenze e Pistoia viene rappresentata un’area più omogenea. Adesso, in assenza di regole, è impensabile dire qual è la soluzione migliore, ma di sicuro nel dibattito metropolitano dobbiamo contare. L’atteggiamento giusto non è quello del Comune di Prato, dal quale resto sconvolta perchè non ha senso chiudersi dentro un wc invece di provare a governare questo processo di riordino. Certe azioni infangano il nome della città”.
Bugetti lunedì incontrerà le categorie economiche cittadine e mercoledì avrà un summit con i segretari Pd di Pistoia e Firenze. “Si deve capire come garantire i servizi ai cittadini – conclude Bugetti – non mettere in scena azioni da tifosi”.
All’attacco del sindaco Cenni va anche l’ex presidente della Provincia e ora membro della segreteria del Pd, Massimo Logli. “La città metropolitana è una sfida istituzionale – dice – Noi invece abbiamo un sindaco che per la prima volta decide di rappresentare solo una parte della città. E’ possibile però fare l’amministratore in modo diverso, stando accanto ai pratesi e non dalla parte politica che lo ha sostenuto”.

PDL



I coordinamenti provinciale e comunale del Pdl pratese hanno approvato all'unanimità il seguente documento:
Il blitz del governo che ha inserito le province di Prato e Pistoia nella Città metropolitana di Firenze rappresenta una forzatura inaccettabile che riduce Prato a semplice sobborgo del capoluogo. Si tratta di un autentico esproprio di autonomia e di funzioni alla terza città del Centro Italia per numero di residenti, che ora rischia di perdere tutti o gran parte degli Uffici territoriali dello Stato che sono molto più necessari oggi di venti anni fa, quando fu istituita la Provincia. In questo senso, l'annunciata intenzione del governo di avviare una consultazione tra gli enti locali interessati prima di procedere ai tagli è tutt'altro che rassicurante: nel comunicato del consiglio dei ministri di mercoledì scorso infatti è scritto testualmente, che "il riordino delle Province è il primo tassello di una riforma più ampia che prevede la riorganizzazione degli uffici territoriali di governo (prefetture, questure, motorizzazione civile) in base al nuovo assetto. Dunque anche gli altri uffici su base provinciale saranno di fatto dimezzati". Parole confermate da un'anticipazione apparsa nell'edizione di giovedì del quotidiano La Stampa - e non smentita - secondo cui la Questura di Prato figura tra quelle che verranno soppresse. Chi sostiene dunque che Prato sarà il polo baricentrico della Città metropolitana o è un sognatore o un venditore di fumo, perché è evidente che la nascente Città metropolitana sarà Firenzecentrica.
E' difficile comprendere la ratio di questa decisione, frutto di precise pressioni politiche sul governo da parte del Partito Democratico, che non ha esitato a regolare le sue questioni interne sulla pelle di Prato e dei suoi cittadini. Il Comune di Prato, che si è visto negare il suo diritto costituzionale a scegliersi la Provincia a cui appartenere, rischia di venire schiacciato sia dall'irrilevanza del suo peso nel consiglio metropolitano, sia dalle logiche politiche che hanno costantemente mosso il centrosinistra dalla vittoria del centrodestra pratese in poi.
In piena sintonia col coordinamento regionale del partito, respingiamo al mittente il riordino delle Province deciso dal governo per il territorio toscano, riaffermando che la soluzione più idonea era e resta la costituzione della Provincia di Prato-Pistoia per la quale è necessaria solo una deroga territoriale. Il ministro Patroni Griffi aveva solennemente assicurato, nella Commissione Affari Costituzionali della Camera, che non sarebbero state concesse deroghe a nessuno, ma ha poi contraddetto questo principio. Dunque, se deroghe possono esserci, invitiamo tutti i deputati e i senatori del Pdl a modificare il decreto del governo istituendo la Provincia di Prato-Pistoia, come indicato sia dal Cal, sia dal del Pdl toscano e dell'Upi.
L'allargamento della Città metropolitana fiorentina ad altre due Province stravolge la stessa legge istitutiva delle Città metropolitane. La motivazione che aveva indotto il legislatore statale ad introdurre tale nuovo ente territoriale era infatti costituita dall’esigenza di fornire un istituto sufficientemente flessibile per risolvere i problemi delle grandi aree urbane, la cui dimensione territoriale superasse i confini comunali. Il legislatore costituzionale della riforma del Titolo V, al pari del legislatore ordinario della legge n. 142, ha chiaramente prescritto che il territorio della città metropolitana coincida con quello della provincia. Non a caso l'articolo 5 comma “c” del nuovo decreto di riordino il governo parla di "scadenza del mandato del presidente della Provincia", e non dei "presidenti delle Province", segno evidente della forzatura legislativa che si è adottata per inserire Prato e Pistoia nella Città metropolitana. Inoltre, ai sensi dell’articolo 118 la Città metropolitana ha funzioni amministrative proprie, essenzialmente riconducibili alla pianificazione del territorio, alla gestione dei servizi pubblici a rete, alla promozione e al coordinamento dello sviluppo economico e sociale e può risultare destinataria di funzioni amministrative comunali (ad esempio piani regolatori urbanistici, trasporti, polizia urbana). Questo significa che il Comune di Prato rischia di perdere ogni residua autonomia nella pianificazione urbanistica del suo territorio.
Per tutti questi motivi il Pdl pratese avvierà da subito una mobilitazione a tutti i livelli per difendere i diritti di Prato, aprirà una consultazione con le categorie economiche e chiede un incontro urgente con i vertici nazionali del partito perché vengano prese tutte le iniziative idonee a scongiurare l'inserimento di Prato nella Città metropolitana fiorentina.