sabato 17 novembre 2012

RADICALI


Care compagne e cari compagni,

iniziamo il nuovo anno radicale portando avanti la battaglia contro la condizione di flagranza criminale dello Stato italiano rispetto sia al diritto interno che a quello internazionale, in particolare per quanto riguarda i diritti civili e politici dei cittadini, le regole che presiedono al processo democratico, la giustizia e la sua appendice carceraria.

Una prima occasione di mobilitazione sono i quattro giorni (dal 19 al 22 novembre) di sciopero della fame, battitura e silenzio per il diritto di voto dei detenuti e per l’amnistia. Insieme a Marco Pannella, Rita Bernardini e Irene Testa il nostro obiettivo è quello di garantire la possibilità, ai tantissimi reclusi che ancora li conservano, di esercitare i propri diritti in vista delle prossime scadenze elettorali e per ribadire con forza la necessità di un’amnistia – abbinata a un provvedimento di indulto – per uscire subito dall’illegalità gravissima nella quale versa la giustizia italiana.

Vi chiediamo di organizzare, da lunedì 19 a giovedì 22 novembre, sit-in, flash mob, incontri con i familiari dei detenuti e conferenze stampa per dare forza alla mobilitazione, che il 22 novembre coinciderà con la giornata di astensione indetta dall'Unione Camere Penali. A questo link trovate le prime iniziative da loro già organizzate.
Avendo chiesto ai detenuti di fare battiture delle sbarre in questi quattro giorni, dalle 20 alle 20.15, seguita da 45 minuti di silenzio, è importante anche essere fuori dalle carceri ad accompagnare e registrare la voce di speranza che uscirà dalle comunità penitenziarie.

Alleghiamo a questa email il cartaceo per richiedere le adesioni allo sciopero della fame, a cominciare dai familiari dei detenuti, mentre su www.radicali.it troverete il form compilabile online.

Comunicateci le iniziative che riterrete opportuno mettere in campo e non esitate a contattarci
Un caro saluto,
--
Mario e Michele

AMBULANTI


Comunicato Stampa

Nella querelle tra l'assessore al commercio Roberto Caverni e la
Confesercenti mi schiero assolutamente dalla parte dell'assessore.
Mi pare che le sue dichiarazioni contribuiscano a chiarire che, finalmente, il tempo dei privilegi e dell'occhio di riguardo verso talune associazioni è finito. Almeno per ciò che concerne l'operato di Caverni. Di questo io, e credo tutti i cittadini, debbono essere grati all'assessore.
Non si possono scegliere le iniziative solo per il colore parapolitico che hanno o hanno avuto. Fa bene Caverni a pretendere che ogni iniziativa dimostri una sua qualità intrinseca. E fa bene anche a pretendere che tali
manifestazioni non impattino più di tanto sulla città. Certo gli ambulanti hanno tutto il diritto di pretendere attenzione poichè sono cittadini che si guadagnano la vita col sudore della fronte. Tuttavia sono solidale con Caverni quando afferma che occorre che anche le varie associazioni si sforzino ad ideare nuove e più qualitativamente apprezzabili iniziative estemporanee.
I soliti banchi, la solita merce, il solito caos sulle strade lo abbiamo già visto troppe volte. E' giunta l'ora di cambiare strada. Magari ce ne fossero altri 11 assessori con il piglio decisionista di Caverni.....

Il Presidente della Circoscrizione Prato Centro

Massimo Taiti

COMMENTARIA


Interessantissimi i commenti dei cittadini alla proposta di Toscana Oggi sull'Area Metropolitana!!!

da www.notiziediprato.it

Giacomo 15 ore fa
CHE SCHIFO. PREVALE LA SOLITA LOGICA ITALIANA DEI PREMI DI CONSOLAZIONE
Commenti giampierone 14 ore fa
Credo che Brozzi sia un tanticchio più centrata, geograficamente e geometricamente parlando: che ne dite?
Scusate, ma qualcuno si rende conto che è un falso problema? Gli uffici della forse ex provincia rimarranno comunque in loco. Solo la sede centrale, cambierà. Non solo. Prato, che è schifata da tutta Italia (pur essenso il primo distretto d’Italia), entrerebbe a far parte di un centro politico tra i più importanti d’Italia dal punto di vista economico, acquistando molta rilevanza. Secondo me, invece di posare il proprio fondo schiena su water “aperti al pubblico” chi di dovere dovrebbe iniziare a preoccuparsi degli equilibri della città metropolitana e delle”modalità di funzionamento” in modo da far in modo che Prato conti quanto Firenze, senza possibilità di prevaricazioni. Anzi Quei Belloni del PDL e del PD potrebbero sin da ora assicurare che il primo presidente della Città Metropolitana sarà senza dubbio un pratese o un pistoiese (oddio), in modo da garantire in modo adeguato la transizione alla nuova istituzione.

Commenti giampierone 14 ore fa
intendevo “primo distretto per esportazioni”
Commenti Andrea Bonacchi 13 ore fa
Il problema non sta su dove stia il capoluogo, ma essere capoluogo della Cittámetropolitana, che per dimensioni di superficie, struttura organizzativa e urbanistica, numero di abitanti, ecc con Prato e Pistoia oltre a Firenze é, comunque lo si voglia rigirare, un vero e proprio mostro istituzionale. Le strade da percorrere sono due: la Provincia Prato-Pistoia, l’abolizione di tutte le Province con trasferimento di poteri a Comuni e Regioni, o lasciare le cose uguali ad oggi mantenendo il taglio del numero di consiglieri e assessori provinciali. Ultima possibilitá, extrema ratio, una Cittá metropolitana all’interno della quale il Comune di Prato abbia riconosciuto il ruolo che gli spetta, con funzioni speciali e rafforzate rispetto ai piccoli Comuni satelliti.
Commenti Stilk 13 ore fa
Mi dispiace leggere che anche Toscana Oggi non ha capito che la lotta non è per il campanile ma per i servizi ai cittadini, Guampietrone ci assicuri che tutto rimarra come adesso, io per quello che leggo non ci credo e si prospetta la possibilità di essere all’interno della città metropolitana come il quartiere cinese di Firenze., la stessa Firenze che deciderà se fare o meno i lavori nei giardini, nelle strade e in ogni luogo del quartiere pratese.
Commenti vittorio 13 ore fa
..il nuovo ente dell’area metropolitana avrà un sindaco, speriamo eletto direttamente, dipende se lo mettono nello statuto che devono cominciare a discutere dal 7 dicembre a Prato, e 10 consiglieri…per tutti e 73 i comuni facenti parte…qualcuno che ha paura di finire “sotto” Firenze mi spieghi come sarà possibile dal momento che Fi potrà avere, al massimo, 2 consiglieri e Prato e Pistoia un altro a testa…
Commenti Ric 13 ore fa
Disguisite pure sui campanili…è quello che vogliono del resto; perchè mai ci dovrebbe essere unione tra prato e firenze? Siamo già uniti dal 1861 e poi siamo diventati ancora più uniti nel 1975 con le regioni; ma di che diavolo state parlando fra tutti? ma che siete così malleabili da ascoltare quello che dicono i politicanti? Ma che stiamo scherzando? Tutta aria fritta! Tutta! Sveglia gente, piazza del duomo a prato e piazza del duomo a fi ci sono 15km! Perchè non facciamo baccano per i trasporti su tutta la piana…quelli vogliono pure l’aeroporto tu m’hai a dire e intanto per andare a firenze c’è da impazzire sia col treno che con la macchina. SVEGLIAAAAAAAAAAAAAA
Commenti stu 12 ore fa
Andrea Bonacchi, forse nonhai capito che la provincia Pistoia prato, sempre che i pistoiesi la voglino, ma non mi pare siano arrivati segnali del genere, non si puo fareee!! ancora c’è chi vuol far fiaccolate, manifestazioni, basta è finita non ci sono piu soldi, lavoro, benessere,ma cosa gli interessa ai cittadini della provincia di prato!
Commenti stu 12 ore fa
Andrea Bonacchi, forse non hai capito che la provincia Pistoia prato, sempre che i pistoiesi la volessero, ma non mi pare siano arrivati segnali del genere, non si puo fareee!! ancora c’è chi vuol far fiaccolate, manifestazioni, basta è finita non ci sono piu soldi, lavoro, benessere,ma cosa gli interessa ai cittadini della provincia di prato!
Commenti stefanotronci 12 ore fa
il disegnino della nuova provincia è stato fatto viola x caso? stava bene anche bioancoceleste. o arancio.
Commenti argo 10 ore fa
Prato capoluogo di Provincia, Firenze di Regione….e Pistoia? Vendiamo la pelle dell’orso prima di averlo ucciso!
Commenti Stilk 9 ore fa
stu se non lo hai notato l’unica città che non è rossa è Prato, mica potevano ribellarsi a Pistoia e dire che non gli và bene, devono seguire le direttive di partito
Commenti Andrea Sperelli 9 ore fa
mmmmm sempre gli stessi discorsi e le stesse logiche salvapoltrona… Il criterio migliore è quello che prevede meno incarichi, meno nomine, meno tutto. Conta solo questo ora. fare pulizia, e meno polli ci sono nell’aia, più è difficile nascondere il sudicio.

EMMA


C’è un sondaggio i cui risultati sono stati presentati oggi in conferenza stampa a Roma dai Radicali. Un sondaggio commissionato all’Ipsos «Sul ruolo di denuncia dello “scandalo Lazio” del Gruppo ‘Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei’ del Consiglio Regionale del Lazio» nella provincia di Roma. Un sondaggio dal quale emerge – è l’ultima domanda che viene posta agli intervistati – che il 46% del campione voterebbe per Emma Bonino come sindaco di Roma. Nello specifico: il 19% risponde «sicuramente», e il 27% risponde «probabilmente sì». Il 12% non sa, il 10% risponde «forse sì forse no», il 27% «probabilmente no» e il 5% dice «sicuramente no».
Un’ipotesi, quella della candidatura di Emma Bonino per il Comune di Roma, che all’interno del partito trova non poche sponde. E che sembrerebbe tentare la vicepresidente del Senato. A spiegare ai giornalisti il perché di questa domanda nel sondaggio è il capogruppo dei Radicali in Regione Lazio, Giuseppe Rossodivita: «Il sondaggio è stato effettuato su un campione che in gran parte si trova nel Comune di Roma e il resto in provincia. Pur in assenza di una campagna elettorale, di un’informazione vediamo che Roma continua ad amare Emma Bonino, che nel 2010 quando fu candidata alla Presidenza della Regione qui stravinse contro la Polverini».
Emma Bonino ha anche commentato questa mattina la situazione politica e il fenomeno-Grillo, verso il quale i Radicali hanno «teso la mano» nei giorni scorsi (mentre Pannella oggi si è detto pro-Renzi, ricordando però che Pd e Radicali restano competitor). «Nel nostro Paese è tradizionale un 10%-15% di demagogia populista: lo è stata le Lega, lo è stato Di Pietro e non mi preoccupa Grillo ma la mediocrità della classe politica dirigente che provoca essa stesssa fenomeni populisti di questo genere”», spiega la vicepresidente del Senato. «Credo che coloro che guardano con simpatia al Movimento 5 Stelle siano guidati da una comprensibile protesta. Ma credo anche che tutto questo non basta. Dobbiamo far capire ai cittadini che questo Paese non ha bisogno solo di protesta ma anche di qualche proposta più credibile e meritevole». da Pubblico 16.11.2012

CAVALCIOTTO(9)




Tantissima gente iersera alla sala parrocchiale di Santa Lucia per assistere alla presentazione ufficiale del progetto della piccola centrale idroelettrica del Cavalciotto.
Insieme al patron della H2E, azienda promotrice dell'iniziativa imprenditorial-ambientale, Riccardo Matteini Bresci, gli assessori Arrighini (provincia) e Mondanelli (comune) con il presidente della circoscrizione Nord Manzan. Molti anche i giornalisti ed i cinefotoreporter presenti.
I tecnici della H2E hanno squadernato davanti ai quasi 200 cittadini che riempivano la sala il progetto della centrale elettrica ad acqua spiegando e facendo vederecon i loro rendering quale sarà l'impatto dell'opera a realizzazione finita. Praticamente il sito del Cavalciotto non subirà alcuna modifica visibile. Tutta la centrale verrà costruita sottoterra, ad una profondità di circa 9 metri. All'esterno, lungo il vialetto del giardino, i cittadini potranno vedere soltanto due sempici botole d'acciaio. Che saranno gli ingressi alla centrale sotterranea. Anche l'impatto acustico sarà, almeno secondo gli studi e le previsioni dei tecnici, pari a zero. I 50 db sono di molto inferiori ai 60 db che è il normale rumore di fondo dell'area.
I tecnici hanno illustrato assai bene anche il funzionamento tecnico della turbina e delle prese d'acqua con le rese finali al Bisenzio. Anche l'attività di controllo delle acque verso il gorone è automizzata. E, pertanto, non ci saranno nè cali nè picchi d'acqua nel canale che, a valle, serve ancora tre aziende tessili. Del team dei progettisti facevano parte anche alcuni archeologi.Uno di loro ha spiegato quali siano stati tutti gli accorgimenti utilizzati per far sì che le opere, previste durare 5 mesi, non interferissero con la zona archeologica presumibilmente afferente a quel sito. Gli archeologi, inoltre, monitoreranno i lavori in special modo quelli che prevedono gli scavi. Per un breve commento tecnico è intervenuto infine anche l'architetto Giuseppe Guanci. Appassionato del settore delle energie rinnovabili e profondo conoscitore benemerito delle attività che si sono svolte nei secoli lungo l'asta del Bisenzio.
L'architetto ha sostenuto che il Cavalciotto è una "macchina" complessa e non solo il piccolo edificio che adesso resiste, solitario, al tempo. Ne facevano parte e ne fanno parte la grande briglia o pescaia che costringe l'acqua del Bisenzio ad un salto di 8 metri; una grande muraglia dentata che difendeva il territorio circostante dalle esondazioni ed ottimizzava il corso del fiume lungo la grande ansa che a Santa Lucia disegna; il gorone, ovvero il canale dal quale veniva derivata l'acqua per essere avviata, attraverso una fitta rete, 53 chilometri, di gore verso il declivio della piana pratese che sbocca nell'Ombrone pistoiese!    
Infine l'architetto ha ricordato come la H2E si sia accollata anche la manutenzione delle opere già esistenti: pescaia, edificio e gorone, argini. Ricordando come la buona e continua manutenzione dei corsi d'acqua sia indispensabile al fine di evitare tragedie come quelle accadute in Maremma ed in Toscana proprio in questi giorni.
Dopo questo interessante inizio sono cominciati gli interventi degli abitanti e degli esponenti del comitato locale.
Da segnalare, in particolare, la contropresentazione assai ben congegnata fatta dall'architetto Valerio Barberis. Che, nel segnalare alcuni punti di debolezza del progetto, si è lanciato in un prologo cultural-didattico sull'importanza non solo del Cavalciotto ma di tutto il reticolo delle gore che da lì prendono il via. Chiedendo alle amministrazioni di fare tutto il possibile per salvaguardare e valorizzare quanto rimasto della complessa ed affascinante rete per la produzione di energia meccanica sulla quale Prato ha costruito, nei secoli, la sua fortuna e la sua storia. 
Il dibattito è poi proseguito con gli interventi degli assessori Arrighini e Mondanelli; dell'esponente della rete dei comitati pratesi Roberto Dei e di numerosi altri cittadini.

venerdì 16 novembre 2012

CENNI (10)




Roberto Cenni Gentile Simone, il rispetto delle regole è necessario sempre, e per questo non è stato giusto attaccare i cartelli alla ringhiera della statua del Datini o occupare senza permesso il suolo pubblico con un banco per la raccolta firme. Ma si trattava di un'emergenza, i cartelli poi sono stati tolti velocemente e senza danni e non è stato scavalcato nessuno per l'occupazione del suolo pubblico. Inoltre, se posso permettermi, ci sono infrazioni e infrazioni: le regole infrante dai consiglieri comunali non hanno portato nessun danno ai pratesi, mentre l'annessione di Prato alla città metropolitana avrà delle serie conseguenze. Un caro saluto
Con questo post sulla sua bacheca FB il Sindaco di Prato Roberto Cenni ha ammesso che l'occupazione del suolo pubblico, la raccolta di firme e il deturpamento del monumento al Datini è stata un'iniziativa del tutto abusiva! Tollerata e condivisa dal medesimo Cenni. Noi osserviamo che il signor sindaco non è autorizzato da nessuna norma a lasciare che i regolamenti e le leggi in vigore vengano violati. Nemmeno ai suoi amici è concesso quello che non è sicuramente concesso agli altri cittadini!
A seguire il sindaco della seconda città toscana e della terza città dell'Italia centrale introduce un nuovo concetto giurisprudenziale "ci sono infrazioni e infrazioni"...Una cosa di questo genere fa letteralmente rabbrividere detta dal responsabile politico ed amministrativo di una grande città. Vorremmo chiedere al sindaco chi, quale soggetto, con quale autorità e competenza potrebbe assumersi questo gravoso compito: distinguere tra infrazione e infrazione...E' la solita solfa. Da noi non esiste la certezza del diritto. In Italia il diritto viene piegato alle personali convenienze del detentore del potere di turno. Pertanto il sindaco non si è limitato all'omissione degli atti d'ufficio ma istiga, anche per il futuro, a compiere infrazioni alle regole ed alle leggi!!!Tanto poi giudica lui quali siano le infrazioni che meritano sanzione e quali no! 
Inoltre, eccepisce il sindaco, erano infrazioni dettate dall'emergenza!
Dimentica il sindaco che l'emergenza (ma non si sa chi l'ha proclamata.......il sindaco stesso?)  vale e valeva allora anche per tutte le altre forze politiche e per tutti quei cittadini che la pensavano in maniera diametralmente opposta alla sua ed a quella dei suoi amici politici.
Anche la nostra associazione, se avesse saputo che l'applicazione della legge a Prato è fatta in prima persona dal sindaco che distingue infrazione da infrazione e normalità da emergenza, avrebbe potuto accedere alla medesima piazza ed iniziare a raccogliere firme dei favorevoli alla cancellazione della provincia. Cenni infine sostiene che dall'iniziativa dei suoi protetti non è sortito alcun danno ai cittadini pratesi!
Dobbiamo di nuovo contraddirla! Quella che

MONTAINI


La morte di Carlo Montaini ha colto tutti di sorpresa. La città è stata sorpresa. Io mi ricordo l'ultima attività pubblica di Carlo Montaini. Quando per almeno due anni, aveva preso la buona abitudine di spedire in giro per la città una sua personale mail settimanale. Nella quale commentava, criticava, applaudiva qualche avvenimento, qualche personaggio, qualche fatto o fatterello accaduto a Prato.
E mi ricordo che, spesso, leggevo con immenso piacere le sue periodiche considerazioni. Quasi sempre trovandomi d'accordo con le sue valutazioni, sempre ammirandone la capacità di mantenere le sue osservazioni in un ambito civile, libero e democratico. Da antico socialista Montaini aveva mantenuto una qualità che, purtroppo, pare perduta nella maggioranza degli uomini politici d'oggi ed in tutti i partiti (tranne in quello radicale...) ovvero l'abitudine volteriana alla tolleranza. Di chi sa bene di non essere il portatore di verità assolute ma solo e soltanto di parziali brani di personale verità. E quindi di essere in grado di confrontarsi con gli altri, magari con durezza, ma mai con la iattanza di coloro che si considerano gli unici portatori delle Verità. Anche dopo il suo ingresso nel PCI e nei suoi successivi cloni Montaini mi parve conservare quell'autonomia di pensiero che ne aveva contraddistinto tutta la vita. Anche quella svolta al servizio della comunità come assessore e vicesindaco del comune di Prato.
Carlo Montaini ho anche avuto la fortuna di conoscerlo, seppur per un breve periodo, come direttore amministrativo dell'Ospedale di Prato. In coppia con il direttore sanitario d'allora Salvatore Sini. Un altro antico socialista che a me parve della stessa tempra di Montaini. In quella posizione ebbi modo di vedere all'opera un manager infaticabile anche se alle prese con un ambiente come quello ospedaliero non proprio raccomandabile. Eppure Montaini seppe, anche con la sua sapienza tecnica, tenere agevolmente in mano le redini del nosocomio. Talchè, qualche amico, mi ricorda sempre che in ospedale vale il detto "prima e dopo Montaini". Riposa in pace. Un saluto alla figlia ed alla famiglia tutta.

Vittorio Giugni   

LANA



Visto che manine anonime eliminano da fcbk Mai con Firenze ed altre bacheche, alcune inserzioni sul tema dell’annessione delle province Prato – Pistoia alla città metropolitana di Firenze e sull’accenno dimissioni di Lamberto Gestri, presidente provincia Prato per l’eventuale black out riscaldamento scuole, ne ripropongo il contenuto. In questi ultimi giorni abbiamo appreso dai massimi esponenti PD toscana che nelle segrete stanze tutti sapevano da tempo e si sarebbero anche pronunciati a favore dell’annessione di Prato alla città metropolitana, perciò, viene da chiedersi perché nel Consiglio delle Autonomie Locali, deputato a raccogliere le iniziative comunali di modifica delle province, ai sensi art. 133, comma 1°, Costituzione, l’Assemblea votò all’unanimità la proposta di deroga per Prato – Pistoia provincia, pur in carenza del solo requisito territoriale. Forse, Gestri avrebbe dovuto dimettersi quando venne a conoscenza del progetto di annessione della provincia nella città metropolitana, stante la Sua impossibilità, si suppone per ordini di scuderia, a difenderne l'integrità all'interno del Consiglio delle Autonomie Locali in cui i presenti non lo sentirono profferire una sola parola a difesa dell’autonomia amministrativa di Prato. Quella seduta si trasformò presto in autentica bagarre dei rappresentanti degli altri capoluoghi (Siena, Pisa, Livorno e vicesindaco di Firenze) che rappresentarono con forza le ragioni delle rispettive province. Si pervenne così alla singolare formulazione di due proposte contenenti, in premessa, la identica deroga per Prato-Pistoia provincia, dato che la maxi provincia PO, PT, LU, MC contemplata dalle disposizioni del decreto di riordino, venne concordemente scartata in quanto i territori di riferimento furono giudicati non omogenei sotto il profilo socio-economico. Ecco, se taluno voleva la prova dei sotterfugi e della congiura, che sono certamente armi proprie della politica, niente da eccepire, ma nessuno può negare che in questo storico passaggio per i destini di tutti i Comuni dell'Area Vasta, di tali strumenti se ne sia fatto un uso oltremodo spregiudicato e comunque antidemocratico. Cui prodest tanta doppiezza istituzionale. Il riordino della provincia di Firenze in città metropolitana, incontrava unanimi consensi, essendo ben noti i gravi problemi irrisolti del suo territorio, dalla messa in sicurezza idraulica del centro storico a 50 anni dall’ultima disastrosa alluvione, sino all’ammodernamento dell'aeroporto, alla filiera dei rifiuti e depurazione degli scarichi urbani, alla caotica viabilità extraurbana. C’è da chiedersi se con queste premesse, la Città caput mundi del rinascimento, dell’agrituristico/ambientale e dell’industria vitivinicola di pregio, potrà mai farsi carico della governance di un territorio allargato e così eterogeneo come quello di Prato, capitale dell’industria tessile/abbigliamento con specifiche esigenze logistiche e di collegamenti viari, unite alla più massiccia migrazione cinese d’Europa, nonché di Pistoia con la sua agricoltura florovivaistica, i territori montani ed il turismo termale. Si tratta di realtà diverse e complesse in cui risulta impossibile individuare quei presupposti di fatto comuni, di natura socio economica, che stanno alla base della disciplina sull’aggregazione degli Enti locali del capitolo V Costituzione, più facilmente reperibili, ad un più attento esame, nelle provincie più industrializzate del nord Toscana, nei settori “tessile/abbigliamento e meccano tessile-florovivaistico-cartiere-lapidei-turismo balneare e termale” posti sull’unico asse viario Firenze mare. Anche nell’ipotesi della provincia di Prato–Pistoia e della Città Metropolitana fiorentina, si sarebbe potuto migliorare il coordinamento già in atto, per uno sviluppo economico-sociale equilibrato del territorio in ambito ottimale, dato che le funzioni metropolitane e quelle di autogoverno cittadino perseguono l’obiettivo comune di realizzare strutture che rendano migliori servizi ai cittadini. E quì emerge, forse, una verità politicamente inconfessabile che stà alla base della attuale querelle politico-istituzionale nella quale sono coinvolti esponenti politici di primo piano a livello regionale e nazionale.
Se il partito che governa la Toscana centrale da oltre sessant’anni, ha cercato di ottenere una assicurazione sulla vita, consolidando tutto il potere della “città ideale del futuro” coincidente con il territorio dell’Area vasta, in capo al Governatore ed al super Sindaco della Città metropolitana, probabilmente raggiungerà il suo scopo, poiché l’unico Comune che remava contro avrà, come tutti gli altri, i remi spezzati dalla cessione delle competenze, in materia di pianificazione territoriale e reti, sviluppo economico sociale, gestione servizi pubblici, attribuite confusamente ad entrambi gli Enti sovraordinati.
A latere, potere e consenso clientelare, ottenuti dai quadri politici di riferimento, attraverso le partecipate non incontreranno più ostacoli come quelli frapposti dal Comune di Prato con la contestata gara cittadina del gas e ciò soddisferà appieno i board di società come Consiag ed Estra divenute proprietarie, per semplice conferimento, delle reti demaniali comunali di acqua, gas e servizi di Area Vasta oltre all’acquisto di aree edificabili strategiche per il territorio.
Nell’uno e nell’altro caso si tratta di risorse e servizi pubblici che potrebbero essere gestiti, d’ora in poi, secondo una logica neocentralista ed autoritaria che rischierebbe di azzerare le istituzioni di democrazia diretta del nascente federalismo municipale. Apparentemente un delitto perfetto, ma anche un tentativo di ritorno al passato, come dimostrano le più recenti iniziative alberghiere dei parlamentari DS e di un Ministro in carica, sottese a promuovere una città ribelle con l’uso del bastone e della carota.
Per questi motivi è necessario che qualcuno, in sede istituzionale e non alberghiera, fornisca spiegazioni ai cittadini sulle presunte fortissime pressioni che sarebbero state ricevute da membri del Governo, per sovvertire la proposta di provincia Prato-Pistoia votata dall’Assemblea del Consiglio delle Autonomie Locali ed avallata dalla Regione Toscana e che si percorra fino in fondo il percorso politico per la riaffermazione delle indicazioni costituzionali fornite dai Comuni, in sede di conversione, con modificazioni, del D.L. 5 nov. 2012, n. 188.
Sono atti dovuti alla dignità di una intera comunità di mezzo milioni di abitanti, talché anche in caso di diniego di quella formale proposta CAL, la regolamentazione degli Istituti metropolitani potrà essere sviluppata con maggiore attenzione e salvaguardia degli irrinunciabili principi di sussidiarietà ed autogoverno cittadino, fissati dal diritto derivato Comunitario.

Vittorio Lana (consigliere PDL)

Caro consigliere Lana, permetta una interlocuzione od un dialogo sul suo interessante e lungo intervento. In premessa Le voglio far notare, ma lo nota pure Lei, che in Politica i complotti sono all'ordine del giorno e sono del tutto legittimi. Ma dal Suo racconto si possono rilevare delle vere e proprie contraddizioni inspiegabili. La prima: se c'è stata una manovra del PD Toscano la stessa è stata portata avanti anche all'insaputa del PD pratese...Di fatti, come nota anche Lei senza trarne alcuna conclusione, il PD pratese, a tutti i livelli, si dichiarò subito contrario al decreto del governo. Votando con tutti gli altri partiti in Provincia e Comune odg che reclamavano il mantenimento dell'autonomia provinciale per Prato...!!! Dunque, anche in questo caso, il complotto fu ordito...al'insaputa dei pratesi.
Ma la domanda vera è un'altra: vi è stato davvero complotto o manovra politica sotterrenea? Noi, francamente, anche se siamo avvezzi da anni alle mosse politiche più strampalate, riteniamo di no.
Per il semplice ed evidente motivo che il governatore toscano Enrico Rossi aveva già da tempo dichiarato quale sarebbe stata, secondo lui e la giunta regionale, la soluzione migliore per il riordino delle province toscane: la suddivisione del territorio regionale in tre aree vaste. Ora, caro Lana, Lei ci può tranquillamente insegnare che i complotti e le manovre politiche sotterranee non si sbandierano sui giornali ed ai quattro venti. Soprattutto da parte di chi guida la politica regionale! Ne conviene?  E, allora, e più semplicemente è successo questo: il Ministro Patroni Griffi, preso atto che nè dai CAL nè dal consiglio regionale toscano erano arrivate a Roma proposte serie sul riordino delle province, ha fatto quello che doveva fare: ha deciso. Cioè quella strana cosa per cui i cittadini pagano gli uomini che, si fa per dire, svolgono la loro attività al servizio dello Stato. E, molto probabilmente, ma non ci troviamo assolutamente niente di strano, avrà avuto sotto gli occhi oppure negli orecchi, la proposta fatta dal governatore della Toscana. Ovvero il massimo dirigente politico della nostra regione. Cosa ci sia di complottistico in questa vicenda è questione, mi scusi se le rubo il cognome, di vera e propria lana caprina. Ovvero è un argomento in bocca a chi non sapendo che pesci prendere o quale idee farsi venire la butta nel mare magnum delle insinuazioni, delle illazioni, delle pseudoverità. Che era una modalità molto in uso non negli stati democratici e liberali ma nelle cosiddette democrazie socialiste e pure nei vecchi partiti comunisti. Insinuate, calunniate...alla fine qualcosa resterà. Tanto, alla fine, il popolino finirà per credere a queste panzane e non ci disturberà più di tanto se non riusciamo a mettere insieme una idea che è una per affermare davvero le nostre convinzioni!   

SCANNAGATTI


Pare che il 22 novembre a Roma nel corso di un convegno organizzato dall'Anci si ritroveranno intorno ad un tavolo riservato 8 sindaci di Comuni capoluogo di Provincia, resi vedovi dell'ente intermedio dal decreto governativo sul riordino di quegli enti. Ed insieme a loro ci sarà anche il nostro primo cittadino Roberto Cenni. Ha ritenuto opportuno e necessario convocare questa riunione il sindaco di Monza Scannagatti.
La città brianzola, infatti, dopo solo 8 anni di promozione a provincia autonoma, ritornerà nell'alveo della città metropolitana milanese.
Il nostro sindaco deve aver quindi abbandonato la via che aveva imboccato solo pochi giorni fa. Abbracciando, nonostante il parere tecnico contrario del proprio ex direttore generale del comune di Prato, Vincenzo del Regno, la richiesta al governo di ottenere nuovamente la provincia derogando alla regola generale così come richiesto ed ottenuto da La Spezia.
Tale idea deve essersi rivelata, dopo le prime ore di entusiasmante euforia, una trovata farlocca così come avevamo già notato quando la questione fu posta. Ovvero dev'essersi immediatamente trasformata in un flop clamoroso. Tanto da far retrocedere Cenni dal continuare a sponsorizzarla.
Questa dell'incontro scannagattiano ci pare più seria ed istituzionale. Non v'è dubbio che 9 città importanti che sollevano obiezioni ad un decreto del governo hanno la possibilità di far valere le proprie ragioni, se si metteranno d'accordo, più agevolmente di quanto potesse farlo Prato da sola avanzando per la strada che porta al porto ligure. Auguri, dunque, a Cenni. Non ci nascondiamo però che anche questo tentativo è quasi disperato. Non possiamo dimenticare che il governo ha già acquisito il parere favorevole della Provincia e del comune di Pistoia e, almeno fino ad oggi, solo prese di posizione contrarie o perplesse di qualche esponente del comune di Firenze e quello favorevole della provincia gigliata.  

PRATO (2)


PRATO (1)


PRATO


DEGRADO




A proposito dell'ormai accertata abusività della raccolta firme che si è svolta ai primi di novembre in piazza del Comune vogliamo anche far notare che nel corso di quella iniziativa i membri del comitato, e tra loro qualche consigliere comunale, non abbiano esitato ad attaccare la loro propaganda politica perfino sulla ringhiera pertinente il monumento dedicato alla gloria cittadina Francesco Datini.
Le foto sopra pubblicate dimostrano l'insulto subito dal momumento ed il conseguente degrado del decoro della più importante piazza civica della città!
Il tutto ad opera anche di attivisti e consiglieri comunali della lista civica "Prato Libera e Sicura" il cui fondatore e leader, Aldo Milone, è anche l'assessore alla sicurezza urbana. Ebbene Milone ha fatto la sua "fortuna" elettorale e la sua carriera politica esprimendo il concetto che ognuno deve rispettare le regole della comunità. E da quando è assessore non perde occasione per ribadirlo. Ricordiamo perfettamente la sua indignazione contro i messaggini attaccati su di un muro di Via Pistoiese ad opera della comunità cinese. E la sua vibrante soddisfazione quando con operazione di polizia municipale li fece eliminare perchè oggetto di degrado della zona!!! Nel caso invece dell'imbrattamento del monumento a Datini nè l'assessore nè il comando della polizia municipale nè il dirigente del Servizio politiche per il Centro Storico e neppure, purtroppo, il sindaco che ha il suo ufficio proprio in quella piazza, hanno ritenuto, pur sollecitati dai cittadini, a far intervenire nessun agente della polizia municipale. Neppure le pattuglie che sono passate in Piazza del Comune hanno ritenuto opportuno sanzionare in qualche modo chi aveva degradato il monumento al Datini e senza richiederne l'immediato ripristino.   
E' una vicenda profondamente dolorosa. Perchè l'ente pubblico e gli incaricati di pubblico servizio dovrebbero sempre far rispettare le regole. Anche nei confronti di eventuali amici! In questo modo si è legittimato, per il futuro, comportamenti illegittimi ed irregolari di chiunque voglia metterli in pratica. Quale sarà l'autorità, infatti, che potrà chiedere ad un cittadino il rispetto delle regole che non si è voluto far rispettare ad altri cittadini perchè amici o della medesima fede politica?   

MANCIA


"Sostengo da tempo che il sindaco con tutte le sue vicende personali sta mettendo in imbarazzo la città. Quest’ultima notizia è l’ennesima riprova di quello che vado dicendo da tempo. Trovo per di più grave il fatto che gli assessori devolvano parte delle loro indennità al primo cittadino perchè di solito in Comune è la giunta che dipende dal sindaco e non viceversa. Per questo credo che Cenni debba trarne le considerazioni del caso e facendosi da parte”.
Così si è espresso ieri il capogruppo in consiglio comunale di Prato Massimo Carlesi. E non si può non esser d'accordo con lui, questa volta.
Il sindaco Roberto Cenni pare essersi infilato in  una strada senza sbocco. Dopo essere uscito alla grande dal settembre pratese ha visto la sua parabola inclinarsi pericolosamente verso il basso a cominciare dalla famosa festa alla Rugea. Dalla quale uscì "incoronato" nuovamente a candidato sindaco per il 2014 dal partito maggiore della sua coalizione, il Pdl. L'abbraccio malizioso dei berlusconiani pare sia stato fatale per Cenni. Da allora è stato un continuo cupio dissolvi che pare essersi impadronito del nostro primo cittadino. E che ha avuto il suo picco purtroppo nell'immagine che è diventata ormai il simbolo nazionale ed internazionale della sua sindacatura: la famigerata fotografia sul cesso di un gabinetto comunale! 
Per niente scalfito dalle reazioni il sindaco ha continuato in atteggiamenti assai poco istituzionali o civici facendosi fotografare anche accanto ad una bara insieme ad un gruppo di cittadini contrari al decreto del governo sul riordino delle province.
Ha continuato, inoltre, con la barzelletta cosmica di chiedere al governo una deroga per far restare Prato autonoma come aveva ottenuto, con ben altre caratteristiche, La Spezia.
Ecco infine ques'ultimo umiliantissimo, per lui, per la città ed i suoi abitanti, episodio. Un sindaco in grave difficoltà economica per le sue trascorse vicende personali d'imprenditore che deve ricorrere alla mancia dei suoi assessori per tirare avanti!
Indecoroso o peggio! Giacchè la dipendenza economica dai suoi fiduciati lo costringerà a rinunciare a qualcuna delle sue più importanti prerogative di sindaco. Ad esempio licenziare qualcuno dei suoi assessori ove non confidasse più nel suo operato. Già ma come potrà farlo se proprio da quel suo collaboratore riceve un obolo per vivere dignitosamente?
Cenni appare ormai come un'anatra zoppa anche dal punto di vista politico. E' completamente isolato nella sua disperata battaglia contro il decreto Patroni Griffi. Tant'è che per trovare qualche sponda amica deve rincorrere il sindaco di Monza...Scannagatti! Ed anche la sua maggioranza, al di là della retorica solidarietà, non vede l'ora che molli la poltrona di primo cittadino. Il suo vice, infatti, ne prenderebbe immediatamente il posto fino alle prossime elezioni. In queste condizioni, nonostante abbia ben 9 consiglieri personali, ci sentiamo anche noi di fornirgli un disinteressato suggerimento: faccia un esame di coscienza, si guardi intorno, e si comporti da cittadino così come aveva promesso in campagna elettorale. Ripensando, senza ascoltare gli yesmen che gli svolazzano dappresso, alle sue ultime posizioni e alle sue ultime azioni. Poi tiri, se può le corrette conclusioni......      

MILONE (1)



Pubblichiamo, di seguito, la lettera con cui la SORI ci comunica ufficialmente di NON aver rilasciato la propria autorizzazione per l'occupazione di suolo pubblico e di raccolta firme organizzata dal Comitato contro la cancellazione della provincia di Prato svoltasi venerdì 2, sabato 3 e domenica 4 novembre 2012 in Piazza del Comune. 
Di seguito pubblichiamo anche la lettera del sig. Questore di Prato che ci comunica ufficialmente che nemmeno la Questura ha rilasciato alcunchè al comitato in questione per la medesima iniziativa politica.
Ne deduciamo, pertanto, che tale iniziativa politica si è svolta in maniera abusiva ed infrangendo le regole fissate nei regolamenti comunali. Osserviamo, inoltre, che la comunicazione telefonica fatta alla Questura di Prato nella quale qualcuno informava la medesima che il comitato avrebbe svolto il giorno dopo un volantinaggio si è rilevata quanto meno fuorviante. Poichè in realtà si è svolta un'occupazione di suolo pubblico per l'effettuazione di una raccolta firme.
L'episodio ha per noi una grande importanza giacchè si è tenuto intorno ad un tema che vede le forze politiche cittadine attive su fronti diversi. Noi dell'associazione Liber@MentePrato, infatti, consideriamo la cancellazione della provincia e la susseguente creazione dell'area metropolitana un'ottima opportunità per Prato e per tutti i comuni che vi sono ricompresi. E, dunque, consideriamo da difendere il decreto governativo. Altre forze politiche, invece, hanno scelto, legittimamente, di contestare anche aspramente il decreto del governo. E questo fa parte del nostro concetto di democrazia. Ma ogni battaglia, sia a difesa che contro il decreto di riordino delle province, deve essere condotta nel rispetto delle regole che la comunità si è data. In questo caso è il regolamento comunale per l'occupazione del suolo pubblico la regola che deve, doveva, essere osservata. 
Sarebbe politicamente assai grave se, invece, il comitato contro il decreto governativo, avesse svolto la sua attività, come crediamo, in maniera abusiva contando su eventuali complicità e/o omissioni. Ovvero violando palesemente le regole vigenti in Comune di Prato. Per questo chiederemo al Comune di Prato un accesso agli atti in suo eventuale possesso. Sia presso il Servizio politiche per il centro storico sia presso il comando vigili urbani. Per verificare se tali uffici abbiano ai loro atti qualche documento al riguardo e se gli agenti della polizia municipale che hanno effettuato un controllo presso il banchetto della raccolta firme abbiano acquisito ai loro atti una documentazione che dimostrasse la legittimità dell'iniziativa. Ovvero perchè avendo viceversa acclarato che tale comitato non era in possesso di alcuna autorizzazione non abbiano posto termine all'abusiva raccolta di firme ed all'abusiva occupazione di suolo pubblico. Dicevamo che se così fosse grave sarebbe la responsabilità dell'assessore Milone, ovvero di chi politicamente guida l'Assessorato alla Sicurezza Urbana. Risulta, tra l'altro, che tra i membri del comitato fosse presente, alla raccolta firme, anche l'unico consigliere comunale che aderisce alla lista civica di Milone. Aldo Milone, la sua lista civica e tutta la maggioranza che sostiene il sindaco hanno impostato gran parte della campagna elettorale comunicando ai cittadini un concetto semplice e che è il cuore della democrazia: il rispetto delle regole. Tutti i cittadini devono rispettare le regole della comunità sociale e politica nella quale vivono ed operano. Perchè solo così si può progredire personalmente e socialmente in armonia, sicurezza, libertà. Era un concetto giusto che noi condividemmo e condividiamo. Perchè la libertà e la democrazia si fondano per l'appunto sulla certezza del diritto. Valido per tutti, valido verso tutti.
Noi riteniamo che ove il Comune di Prato non potesse dimostrare che quanto avvenuto sotto le proprie finestre è accaduto secondo il rispetto delle regole fissate dallo stesso ente, al principale responsabile politico della vicenda non rimarrà altra strada che presentare le proprie immediate dimissioni dall'incarico.       

  





giovedì 15 novembre 2012

SPERANZA



In Matteo si vede questo: una speranza

Ma voto Matteo anche perché unisce chi ha sempre votato sinistra a chi ha sempre votato destra ed ora si é stancato. Perché in Matteo si vede questo: una speranza, qualcosa di nuovo, qualcosa di diverso da quello che abbiamo visto fin'ora. Perché tutti, destra, sinistra, centro, siamo prima di tutto cittadini ed esseri umani, stanchi di una politica che ci ha portato sempre più in basso, che non ci garantisce una prospettiva di vita nel nostro Paese.
Voto Matteo perché, anche se studio lingue straniere, non voglio essere costretta ad emigrare in un altro Paese per cercare un lavoro che gratifichi i miei sforzi. Voglio poter decidere dove vivere. E Matteo questo ci sta dando: una speranza per un futuro possibile. Quel futuro che chi doveva governare ci ha tolto. La mia generazione si ritrova a fare i conti con un grande punto interrogativo. Non sappiamo come faremo, una volta finiti gli studi, ad uscire di casa, a mantenerci con le nostre forze. Siamo una generazione con un passato (breve, perché giovani) ed un presente. Il futuro non lo riusciamo a vedere ancora e siamo stanchi di chi ha fatto tante promesse ed ha speso tante parole in questi anni.
Voto Matteo perché viene considerato troppo giovane per fare politica. Ma da quando a trentotto anni si é troppo giovani? Ci hanno abituati a considerare ragazzi tutti quelli sotto i cinquant'anni. Viviamo in una comunità di eterni ragazzini che non vogliono crescere, non vogliono invecchiare, facendo così il gioco di chi seduto sulla sua poltrona ci sta così bene.
Voto Matteo perché mi piace un politico che sale sul palco al ritmo di "Tonight we are young", che fa vedere al suo pubblico i filmati di Crozza e della Littizetto, che mi batte il cinque mentre sta uscendo dalla sala. Forse lo voto anche per la sua parlata fiorentina. Lo voto perché usa termini come "rottamazione", perché usa Facebook, perché sa cosa sono Twitter e gli ebook.
Voto Matteo Renzi perché sono stanca di sentirmi dire che "i giovani sono senza ideali", che se ne fregano della politica. Perché questo é quello che ci hanno voluto far credere per anni, perché troppe teste pensanti facevano paura. Votare Matteo significa votare per il cambiamento.
Aurora, 21 anni

GAYLESBICHE



PAROLE PAROLE PAROLE ... COMITATO GAY E LESBICHE PRATO ... LE PRIMARIE E IL SILENZIO CHE NON SEMBRA SILENZIO

Quando anni fa abbiamo deciso di costituirci come associazione locale pratese per lavorare sulle tematiche dei diritti negati alle persone omosessuali, dell’omofobia e della transfobia abbiamo scelto un nome molto trasparente : “Comitato Gay e Lesbiche Prato”. Possiamo dire che fra i movimenti glbt italiani esistono due diverse modalità di autonominarsi: chi sceglie metafore e immagini suggestive, espressioni inglesi poco comprensibili e chi preferisce essere banalmente diretto. Noi abbiamo politicamente scelto la banalità delle parole “gay” e “lesbica” (e potremmo aggiungere anche “trans” e “bisessuale”) perché percepiamo quanto queste parole possano ancora suonare come insulti, come sferzate scandalose. “Lesbica” non è mai uscita per tanti da un certo immaginario pornografico falsificato, “gay” è stata assimilata e banalizzata perdendo certe risonanze da rivendicazione e trasformandosi in sinonimo un po’ più presentabile di frocio, finocchio ecc.ecc.  “Gay” e “Lesbica” sono ancora due bombe fonetiche che creano imbarazzo, poco presentabili. Non si spiegherebbero altrimenti le estreme difficoltà riscontrate anche in chi sostiene l’uguaglianza e la lotta all’omofobia a dire pane al pane, vino al vino, gay al gay e lesbica alla lesbica.  Siamo diventati/e portatori e portatrici di “nuovi diritti”, le nostre relazioni sono “unioni fra persone dello stesso sesso”(che magari rientrano fra “le coppie di fatto”), l’odio verso di noi è “pregiudizio” e quando si parla delle nostre rivendicazioni si parla di generici “diritti civili”.
Tutte queste espressioni ci lasciano scettici e scettiche, perché non crediamo a una liberazione che si basa su una rimozione, una rimozione dello scandalo creato da secoli di omofobia a matrice machista, religiosa, psichiatrica, nazifascista e stalinista. Lo scandalo va affrontato, le parole vanno dette, per poter andare oltre.
Quest’anno inoltre scopriamo che, dopo anni di battaglie di movimento, la tematica della discriminazione sociale e civile di gay, lesbiche e trans è diventata un tema forte della politica italiana (grazie certo alle influenze culturali e mediatiche europee e americane). Addirittura in un dibattito televisivo fra i candidati e la candidata alle primarie del Centro-Sinistra si interpellano tutti sul matrimonio gay (così lo chiamano), le adozioni gay ecc.ecc. Ci stupisce però che, per esempio, in un incontro pubblico sul territorio pratese l’unico candidato alle primarie che è dichiaratamente gay e il cui programma appare all’avanguardia sui temi del matrimonio e delle adozioni, Vendola, si dimostri a nostro parere reticente e non citi gay e lesbiche, citando invece il Cardinal Martini, la Genesi e i diritti degli animali.
Chiaramente certe reticenze ci hanno deluso, perché consideriamo che in un paese dove gli insulti più diffusi nelle scuole sono “frocio” e “puttana” l’atto di nominare i gay e le lesbiche in un contesto pubblico che non necessariamente se lo aspetta sia un atto politico e pedagogico; non nominarli ci sembra tattico, magari funzionale, ma certamente non rivoluzionario. Noi gay e lesbiche in Italia non siamo tema da nuovi diritti, ma sicuramente siamo oggetto di antichissime oppressioni. E fra tutte le forme di oppressione quella più praticata in Italia è stata quella del silenzio, del non parlarne perché non sta bene, perché è troppo, perché si esagera.
Non ci stiamo.
Comitato Gay e Lesbiche Prato

CENNI (9)


Ieri sera, dunque, un'altra grossa tegola è piovuta sul capo del sindaco Roberto Cenni. Questa volta la politica però non c'entra niente. Ma la precedente attività imprenditoriale del sindaco sì. Perchè un suo creditore ha, di fatto, operato in modo da ottenere il pignoramento cautelativo dello stipendio di Roberto Cenni.
Che si aggiunge ai precedenti blocchi su beni e conti correnti a lui intestati disposti dalla magistratura pratese in relazione alla bancarotta della Sasch.
Per consentire a Cenni una qualche risorsa economica pare che i suoi assessori abbiano aperto i loro portafogli per una colletta 'istituzionale' a quanto pare gradita dal primo cittadino pratese. Certo non deve essere una situazione granchè piacevole quella di Roberto Cenni. Non soltanto perchè politicamente si trova fortemente isolato sulla questione dell'area metropolitana ma anche perchè ormai sono assai più d'uno i sinistri scricchiolii della sempre sua più incerta maggioranza comunale. Se a questo si aggiungono le gaffe del giovin Silli sul web e la guerriglia scatenata sul blog da Umberto Cecchi contro l'assessore Caverni, per non dire del 'patto' proposto dal coordinatore del Pdl Mazzoni al segretario del suo partito Alfano,  il quadro è, quasi, completo. Perchè occorre non dimenticare che l'ala minoritaria del Pdl, uscita sì sconfitta dal congresso non ha affatto tirato i remi in barca. Gianluca Banchelli è attivissimo. E gli uomini del consigliere regionale avv. Magnolfi non lo sono da meno seppur in maniera più soft e sotterranea. Sono tutti lì. Sulla riva sinistra del Bisenzio. Ad aspettare qualcuno o qualcosa che passi.......!!!!  

MILONE


Abbiamo ricevuto questa mattina la cortese lettera di risposta alla nostra di ieri da parte del Questore di Prato Dr. Cerulo.
Nella nota sono stati chiariti definitivamente i malintesi che qualcuno, forse maliziosamente, aveva messo in giro. In effetti diamo volentieri atto al Questore ed a tutti i suoi uffici di non aver avuto alcuna parte nell'iniziativa di raccolta firme del 2, 3 novembre da parte del comitato contrario alla cancellazione della provincia di Prato.Ringraziamo, pertanto, sia il Questore Cerulo che i suoi collaboratori per i chiarimenti che ci ha voluto fornire e per la gentilezza dell'interlocuzione.
Resta il fatto, però, che l'iniziativa del sedicente comitato si è potuta svolgere non avendo lo stesso alcuna autorizzazione valida. Nè da parte della Questura, peraltro incompetente su questa materia, nè da parte degli uffici della SORI. Resta solo da comprendere se, eventualmente, il comitato fosse dotato di qualche autorizzazione comunale eventualmente concessa in deroga dai competenti uffici. 
Per questo verificheremo nei prossimi giorni chiedendo un accesso agli atti dell'assessorato alla sicurezza ed al Servizio per il Centro Storico.    

PADRONIGRIFFI


Concludendo una propria riunione del 28 settembre scorso la direzione provinciale del PD pratese rendeva noto, tra l'altro che:

"..Prato per essere come abitanti la seconda città della Toscana e terza città dell'Italia Centrale, per essere tra le realtà economiche più importanti d'Italia, per la sua Storia recente e passata, per la capacità amministrativa dimostrata, debba mantenere il capoluogo di Provincia nell'ipotesi prevista dalla legge o nelle diverse ipotesi territoriali più o meno vaste che verranno determinate dal legislatore;
invita i nostri rappresentanti negli organi istituzionali provinciali e comunali, nel CAL, nel consiglio della Regione Toscana e nel Parlamento italiano a impegnarsi per la miglior ipotesi di riordino delle province toscane salvaguardando lo status di Capoluogo per Prato e gli interessi delle comunità che faranno parte della nuova Provincia, con particolare riferimento a funzioni e competenze come definite dal testo del decreto Legge 95."
Ed, effettivamente, i rappresentanti del PD nelle istituzioni portarono avanti questa "alata" presa di posizione della direzione pratese piddina. Votando tutti insieme con Pdl ecc. mozioni comuni che miravano a far rimanere Prato provincia autonoma ovvero capoluogo di nuova provincia o provinciona.
Ma, evidentemente, ottobre ha portato nuovi consigli. E così, all'insaputa della direzione del partito, il PD si è dato una nuova linea d'azione. Rinnegando, per fortuna, le banali banalità sostenute il 28 settembre, è balzato come un gatto sul carro dell'area metropolitana. Tant'è che lunedì a Firenze ha invitato nientemeno che il ministro Patroni Griffi ad elencarne le intime ragioni. Una bella svolta, non c'è che dire! Bentornati alla ragionevolezza., comunque!!!     

GIORNATACCIA


Non poteva finire peggio la giornata d'ieri per Pdl, Sindaco e Giunta comunale di Prato. Mancava solo che piovesse...Ha iniziato il sindaco Cenni...Nella maxiintervista concessa al Tirreno che, impietosamente, ne faceva risaltare l'isolamento completo sulla questione del decreto governativo che ha cancellato la provincia di Prato, non ha saputo ribattere se non con un bislacco accenno ad un patto con il comune di ....Monza!!!
Il drammatico giorno del Pdl è poi continuato con le affermazioni, non smentite, dell'on. Riccardo Mazzoni, coordinatore provinciale pratese, che ha avuto l'alzata d'ingegno di proporre un patto, non a Monza, ma al suo segretario nazionale Angelino Alfano. Se Angelino riuscirà a Roma a far uscire Prato dall'area metropolitana Mazzoni farà sì che il Pdl pratese si schieri con lui alle prossime primarie dei berluscones.... Altrimenti darà indicazione di voto per madame Santanchè in Sallusti....!!!!
Non contenti i pidiellini pratesi non si sono fatti mancare niente...L'assessore Silli, travolto dagli eventi che vedeva scorrere sugli schermi televisivi, ha twittato che le botte della polizia ai manfestanti erano state, per lui, poche.....scatenando critiche (anche dai suoi compagni di partito...) e compiacimenti a gogò sui fili della rete.....!!!!
Verso l'ora di cena è tornato in scena il sindaco Roberto Cenni. Un giudice del tribunale pratese, accogliendo, pare, una richiesta di un suo creditore, ha disposto, a quanto sembra, il pignoramento del suo stipendio da sindaco o di parte del suo appannaggio....In tarda serata, infine, Umberto Cecchi, presidente del Metastasio, sul suo blog fiorentino, ha continuato la sua personale guerricciola contro l'assessore Roberto  Caverni...In teoria un amico, seppur dell'UDC, facente parte della sua stessa maggioranza....
Per tacere, per carità di patria, di altro riguardante la corte dei consiglieri personali scelti da Roberto Cenni per far parte di una consulta che, ormai, può formare pure una squadra di calcio...ma senza grandi esiti esterni...anzi....!!!
Che dire...l'election day di febbraio si avvicina...Non è detto che anche i cittadini pratesi non debbano prepararsi per un ritorno verso le sezioni elettorali....Proprio una giornata di m...., come esclamerebbe il disoccupato Emilio Fede e come faceva presagire l'ormai celebre simbolo del nostro sindaco.... 
    

mercoledì 14 novembre 2012

GLBT


Interessante conversazione oggi nella comunità glbt pratese.....
come associazione radicale Liber@MentePrato possiamo dire di concordare con molti degli argomenti oggetto della discussione....Anche a noi non è mai piaciuto l'atteggiamento di Niki nei confronti dell'omosessualità..Troppo venato da pudori cattocomunisti, di una persona che vive la condizione gay quasi scusandosene...E più che altro perchè Niki non ne ha mai fatto un punto di battaglia politica per i diritti di tutti...Niki, con le sue tante narrazioni sul filo della poesia e della fantasia, è però sempre stato ben attento a non fare mosse che potessero scalfire la sua posizione di leader e di detentore di un reale potere politico...Altro che mettersi in gioco.... 
Emanuele Bresci14 novembre 10.57.44
Interessante discussione, mi rattrista un po', ma se devo farmi scomunicare ... la voglio ufficiale dal leader guru.

http://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=245534145573895&id=227618860698757&comment_id=986888&notif_t=feed_comment
diciamo che la prima risposta che ti hanno...
Fabrizio D'Oria14 novembre 10.58.58
diciamo che la prima risposta che ti hanno datto, non è delle migliori...
Soprattutto mi fa impressione che nessuno/a...
Emanuele Bresci14 novembre 11.36.20
Soprattutto mi fa impressione che nessuno/a trovi assurdo il NON USO delle parole gay lesbica/che trans e comunque mi spaventa anche che l'atteggiamento di fronte alle critiche appaia come quello di persone davanti ad "eresia".
Concordo.... purtroppo la questione cattolica...
Del Fante Guido14 novembre 11.41.27
Concordo.... purtroppo la questione cattolica si è impadronita di Nichi! Capisco la religione, ma non sopporto il mescolare le cose. Anche la Puppato è cattolica, ma ha nominato Nilde Iotti l'altro giorno!
Ed io concordo con te Guido, è vero
Emanuele Bresci14 novembre 11.42.23
Ed io concordo con te Guido, è vero
La cosa che mi puzza è PERCHE' NOn dire la...
Gianni Rocchetta14 novembre 14.48.15
La cosa che mi puzza è PERCHE' NOn dire la parola GAY; perché NON dire "Sono gay" e invece dire "Ho l'orecchino", che è il suo modo di dire sono gay, ma in modo più velato. Dio mio, se uno si batte epr i diritti glbt - o qualunque altro diritto - DOVE sta il problema a usare le parole DIRETTE?? Come ha fatto Obama ad esempio... ecco, questo un po' mi puzza.
Come quando io a volte, per retaggi d'infanzia, per insicurezza ancora su cui lavorare etc, mi trovo a volte ad abssare la voce in palestra o da qualche altra parte quando devo dire a un nuovo conoscente o a un amico che mi "trucco", tanto per fare un esempio... Scatta la paura, e il gioco all'andare più sul protetto e il sicuro...
Poi io ovviamnete lavoro su questa cos e sono molto libero, e inoltre non sono candidato alle primarie, ha ha ha! ma è il mio un esempio epr dire che quando si ha problemi ad usare parole chiare e dirette, di solito c'è dietro qualcosa...
Vabbè Nichi ha sempre detto sono gay e...
Del Fante Guido14 novembre 14.51.57
Vabbè Nichi ha sempre detto sono gay e omosessuale dai  diciamo che il problema è la questione cattolicas
Ma io non sto dicendo che lui non ha detto che...
Gianni Rocchetta14 novembre 15.04.57
Ma io non sto dicendo che lui non ha detto che è gay... E' l'evitare di usare la parola in modo diretto in certe situazioni e non avere problemi a dire ho l'orecchino, invece, oppure citare invece cose cattoliche ma evitare di dire gay trans lesbica etc... Può sembrare uno stare dietro più alla forma e un aggrapparsi alla superficie, ma non lo è, perché anche se è vero che alla fine conta la sostanza è anche vero che una parola usata in un certo contesto può avere il peso di unmacigno.. tutto ha un suo senso e tutto è una tattica anche per certi versi.. Quindi...
Mi spiace contraddirti Guido, spesso ha...
Emanuele Bresci14 novembre 17.32.12
Mi spiace contraddirti Guido, spesso ha risposto a domande, ma io non ricordo piazze nelle quali lo abbia espressamente affermato e Gianni ha ragione a dire che in certi contesti conta eccome.
o sto attraversando un periodo in cui , ad...
Gianni Rocchetta14 novembre 17.35.52
o sto attraversando un periodo in cui , ad esempio, in palestra dico a voce bella piena che 8 su 10 di quei cosiddetti maschi che sono lì sono omo o bisex... Sono parole ma pesano come macigni e sono ilm imo modo epr dire: basta, noi non ci stiamo più alla vostra ipocrisia di venire con me e con altri come me però poi fare i maschi , e per di più omofobi... Un esempio per dire che le parole a volte contano davvero tanto...
conta di molto e mi spiace che i politici, in...
Meri Nardi14 novembre 17.39.28
conta di molto e mi spiace che i politici, in generale, siano così attenti a come parlano in pubblico e a cercare di non turbare la maggioranza dei votanti per non perdere consensi anche sconfessando il proprio essere......molte volte mi sono resa conto che a certi militanti dei problemi reali della gente non gli interessa nulla ma solo dei consensi
Ovvio, come a tanti che fanno parte dei...
Gianni Rocchetta14 novembre 17.40.52
Ovvio, come a tanti che fanno parte dei movimenti, delle organizzazioni etc NEW AGE: è un ALIBI spesso!
E cque, non vedo allora che senso avesse dire...
Gianni Rocchetta14 novembre 17.41.46
E cque, non vedo allora che senso avesse dire che ha l'orecchino... Perché quello sì' e gay no? Non vedo la rilevanza del dirci che ha l'orecchino, se non per dire in modo più "morbido" che è gau, ma evitando di usare quella parola... Ai fini politici dire che ha l'orecchino non mi serve a niente...
magari un cattolico preferisce che il leader...
Meri Nardi14 novembre 17.44.12
magari un cattolico preferisce che il leader da votare abbia l'orecchino, anche se lui non se lo metterebbe mai, ma che sia gay mai e poi mai....
o almeno che NON lo dica.... La famosa...
Gianni Rocchetta14 novembre 17.45.28
o almeno che NON lo dica....
La famosa ipocrisia di cui parlavo di quelli alla palestra e in giro...
Ecco perchè mi sono girate le palle, capite?
Emanuele Bresci14 novembre 17.51.24
Ecco perchè mi sono girate le palle, capite?
certo dopo aver letto il resoconto di tutta la...
Meri Nardi14 novembre 17.57.58
certo dopo aver letto il resoconto di tutta la storia capisco eccome se poi ti fosse capitato di vedere la "toppa" , peggio del buco, che hanno organizzato in fretta e furia domenica pomeriggio vi girerebbero ancor di più....