sabato 5 gennaio 2013

ULIVIERI









GONNELLA

MAROTTA









BEFANA


La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte e porta doni ai "buoni" e carbone ai "cattivi". Noi vorremmo suggerire alla vecchina scopamunita questa lista per l'anno 2012:

BUONI

GIOVANNI BAMBAGIONI - Scrive un bel libro a ricordo e difesa del suo papà;

CIRO BECCHIMANZI (con ROBERTO PAGLIOCCA) - Governatori ad honorem dei Comitati Renzi pratesi ...guidano, incoraggiano e sorvegliano i loro adepti...e stravincono...;

ROBERTO BENIGNI - Il vergaiese rimane una icona mondiale pur avendo, da tempo, smesso di far cinema..speriamo che quest'anno si ricordi di Prato...;

MATTEO BIFFONI - Quasi a sorpresa sbaraglia vecchi e nuovi aspiranti parlamentari;

ROBERTO CAVERNI - L'assessore ai lavori pubblici...lavora sodo per farci viaggiare più tranquilli...e sicuri;

JURY CHECHI (e PAMELA VILLORESI) - Sono riusciti a farsi perdonare (loro...), votando Bersani, le loro precedenti scelte amministrative;

COMITATI PRATO PER RENZI - Ridendo e scherzando sbaragliano vecchi e nuovi mandarini del PD pratese imponendo i loro candidati alle due primarie democratiche;

ALESSANDRO DIAMANTI - Il fantastico fantasista del Bologna ha riportato Prato nella nazionale di calcio ripetendo, quasi, i fasti di Paolo Rossi;

ANDREA MARTINELLI - Pictor optimus non riesce a farsi considerare nella sua città...O meglio, sono i responsabili artistici e culturali che lo tengono in non cale...lui allora, richiesto, regala al corridoio vasariano degli Uffizi un proprio autoritratto...Speriamo che insista...non si sa mai...!!

RICCARDO MAZZONI - Sempre sul filo del rasoio in un partito in evidente dissoluzione riesce a mantenere dritta la barra della maggioranza comunale e si merita la riconferma a Roma;

DANTE MONDANELLI - Un medico prestato alla politica diventa un pimpante assessore alla salute ed alla protezione civile...Mette entusiamo e civicità nel suo impegno..qualche volta sgarra ...ma tutti sgarriamo...qualche volta...;

FRANCESCO NUTI - Si riaffaccia in città che gli si stringe intorno affettuosamente;

MARTA PAGNINI - La farfallina, con le altre coleottere, regala a Prato ed all'Italia un bronzo non banale;

PROPRIETA' di Palazzo VESTRI - E' riuscita a farsi ristrutturare, restaurare e restituire il bel palazzo di piazza Duomo;
ROBERTO RISALITI - Per il suo indomito e disinteressato amore per la Provincia di Prato (ahinoi...!!);

MASSIMO TAITI - Vulcanico presidente della Circoscrizione Centro (e di molte altre cose....) si dimostra pronto per aspirare a qualcosa di più importante...;

STEFANO TEMPESTI - La saracinesca umana della pallanuoto mondiale conquista l'argento alle Olimpiadi;

MAURO VANNONI - Si prende una piccola/grande rivincita sull'apparato democrat sostenendo Matteo Renzi e Matteo Biffoni;

CATTIVI

ILARIA BUGETTI - Scampata per un pelo alla stangata delle parlamentarie non riesce a tenere le redini di un partito democratico in evidente crisi di asfissia politica (..rianimato soltanto grazie all'affermazione cittadina dei due Mattei...);


GIANCARLO CECCHI - Tormentato ma ben remunerato ex direttore generale della Provincia di Prato, per preciso volere del presidente Lamberto Gestri, non esita a sputare nel piatto dove ha abbondantemente mangiato;

ROBERTO CENNI - Un anno da dimenticare in fretta...Le brutte vicende imprenditoriali e giudiziarie si sono andate a sommare al quasi disfacimento della sua ampia maggioranza... Chiude alla solidarietà con il Tibet (per paura dei comunisti cinesi...)..Chiude alla trasparenza amministrativa (..per paura dei suoi...)...Difficilmente dimenticabile la sua orrenda intervista sul cesso;

AURELIO DONZELLA (e Salvo Ardita) - Il loro generoso attivismo cittadino vanificato dalla disintegrazione di Antonio di Pietro e dell'IDV;

LAMBERTO GESTRI - Immeritatamente salvato dalla partitocrazia romana può continuare a governare la sua Immobiliare Spa; 


ANTONELLO GIACOMELLI - Dal 2009 ad oggi una sequela infinita di sconfitte...di successo però...Si "merita" la riconferma blindata a Roma;

ANDREA LULLI - Dopo diversi anni a Roma torna a Prato...Con coraggio si rimette in gioco alle parlamentarie ed arriva...quarto....;

PROVINCIA DI PRATO - Salva per il rotto della cuffia ne combina di tutti i colori: dal Creaf al Direttore Generale, da Palazzo Vestri alla Misericordia...finisce in bruttezza ordinando l'uccisione delle nutrie;


ALBERTO ROCCA - Stavolta non calcola bene i temi ed i tempi della "difesa" e viene malamente battuto nelle "aule ignote" delle parlamentarie PD; 

MARCO SAPIA, per gli amici "stumpo" - Governa la macchina organizzativa del PD pratese con mano fermissima e cuore freddissimo;








OPPOSIZIONE


Gli esponenti del PD pratese insistono...Anche oggi vanno alla carica (!) della Giunta Cenni accusandola di non aver combinato nulla nei quattro anni appena trascorsi...E', evidentemente, un ritornello buono per la propria base elettorale...... tra l'altro già ampiamente ringalluzzita dalle recenti primarie del centrosinistra e del loro partito...Ed è un antidoto alla mancanza di assoluta riflessione di quello che è veramente successo nelle amministrative del 2009..:Ancora la casta dirigenziale democrat non è riuscita ad elaborare collettivamente quell'evento, per loro, luttuosissimo...Così , per distogliere l'attenzione dei cittadini e dei propri militanti, si spara a zero sui risultati dell'amministrazione civica/centrodestra che, sorprendentemente per loro, riuscì nell'impresa di cacciare i postcomunisti all'opposizione dopo oltre 60 anni di dominio quasi assoluto sul governo della città...Tuttavia questa impostazione apparentemente d'attacco, se osservata da vicino, si rivela un poderoso boomerang..Giacchè la prima domanda che viene in mente è proprio la seguente: ma se la maggioranza cenniano non ha fatto niente di buono per la città l'altro fronte politico, l'opposizione (quasi tutta PD..) che cosa invece ha regalato a Prato....???
Non è difficile davvero rispondere: un bel niente davvero!!!! Perchè le cose stanno così: se davvero ci trovassimo di fronte ad un governo comunale di inetti ed inutili amministratori avrebbe dovuto aver buon gioco l'opposizione di sinistra a prendere per mano la città e portarla a schierarsi sulle proprie proposte, sui propri progetti, sulle proprie critiche a Cenni ed ai suoi...Ma tutto questo, per la verità non si è proprio visto...L'opposizione si è caratterizzata (e si sta caratterizzando...) solo per la sua innocuità politica...Non ricordiamo alcuna proposta o battaglia convincente intrapresa nè da Via Carraia e neppure dal gruppo consiliare...Ricordiamo bene, invece, che gli "ingaggi" tra l'opposizione e la maggioranza sono avvenuti su questioncelle marginalissime e talvolta anche risibili...La "battaglia" del Circolo PD Est contro l'abbattimento di alcune piante malate in Via Mayer; la "battaglia" del circolo PD San Paolo contro le piste ciclabili (sic!); la "battaglia" del gruppo consiliare PD contro il nuovo assetto della rotonda di Viale Galilei....Tutte "battaglie" e "lotte" beninteso perse ampiamente giacchè tutte e tre le questioni erano di una correttezza esemplare...
Non ricordiamo altre "touches" serie allestite dall'opposizione contro l'attuale maggioranza. A meno che il PD non voglia rivendicare invece le vicende delle partecipate ed occupate ad libitum da suoi esponenti....!!!
Pertanto, a ben guardare, neppure una proposta in positivo è arrivata dalle file dell'opposizione...Non un fiato sulla questione dei diritti civili, ad esempio..Nessuno che abbia chiesto l'allestimento di un registro delle coppie di fatto o delle ultime volontà testamentarie del cittadino..Non una parola sulla trasparenza amministrativa e, dunque, sulla messa in pratica della delibera del Consiglio Comunale n. 1/2009...Che pure era ben presente nel programma dell'allora candidato sindaco ed attuale capogruppo piddino Massimo Carlesi...Niente di niente è stato prodotto su questo fronte...Così come nessuna opposizione si è manifestata sull'urbanistica cittadina...Anzi è quasi normale che tutte le grosse concessioni edilizie siano votate all'unanimità dei componenti la commissione e dal consiglio comunale...
Solo l'altro giorno un accenno di opposizione si è manifestato...Massimo Carlesi ha dichiarato che la spesa per il monumento alla tramontana di Karavan è inutilmente eccessiva... All'amico Massimo occorre però ricordare che quel progetto è figlio di una proposta (ed anche di una promessa....) fatta all'artista israeliano ed ai suoi sponsors cittadini proprio da una giunta di sinistra...!!! Che fu fermata nel realizzare l'opera non tanto dall'opposizione degli ecologisti, ambientalisti e verdi d'allora, ma da una precisa sentenza del TAR toscano che giudicò scorretta amministrativamente e quindi illegittima, la delibera della Giunta di sinistra che avrebbe dato il via, protesta o non protesta, all'operazione alla croce di Castigliocello...Ovvero adesso il capogruppo Carlesi si colloca sì all'opposizione..ma del suo partito e delle sue passate  amministrazioni comunali...Un bel risultato...non c'è che dire...!!!  

LISTEMONTI

ALTA


EMMA PRESIDENT



UNA RADICALE AL COLLE: QUANTO CI PIACEREBBE!

Gli Altri - 4 gennaio 2012

di Nanni Riccobono

Mi piacerebbe Emma Bonino presidente della repubblica nel 2013? Nel 1999 gli italiani ad un sondaggio Swg le hanno dato il 31% delle loro preferenze, Ciampi ne prese molte di meno. Ma quando Giuliano Amato provò a candidarla davvero nel 2004, il mondo politico si fece una gran risata tanto che Amato fu quasi costretto a giustificarsi dicendo: «Bè, non ho mica proposto uno scarafaggio»...Oggi lei dice che anche allora il Paese era pronto ad una presidente donna. Era la politica a non essere pronta. E probabilmente non lo è ancora. In verità Emma, 64 anni, vicepresidente del Senato e una carriera politica di tutto rispetto alle spalle, avrebbe ogni motivo per proporre la sua candidatura. E di una solidità istituzionale a prova di bomba, anzi, quella per le istituzioni nel suo caso è una autentica vocazione e di fatto è stata l'unica radicale con incarichi esecutivi sia in Europa che nel governo italiano. E non è detto che non ci stia pensando. Sono molti quelli che nell'ultimo periodo hanno notato come la Bonino stia, pian pianino, prendendo le distanze da Pannella, il "matto", l'"agitato" alter ego radicale maschile. Sembra si sia opposta con decisione alla raccolta firme per la lista Bonino Pannella e per quanto non molli personalmente un millimetro sulle sue battaglie storiche da radicale, ha assunto un aplomb meno barricadero. È perfino, negli ultimi anni, diventata elegante: «Mi piace Armani, ma non me lo posso permettere, sceglie per me i vestiti una mia amica, Cristina, e non sbaglia mai». Dunque, ci piacerebbe Emma for President? Beh la tentazione di dire si è fortissima. Perché è una donna fortissima. Intellettualmente onesta come poche persone al mondo. Diretta, sincera in modo quasi imbarazzante. Certo ci piacerebbe più di Mario Monti, di cui è amica e con cui divide la visione liberista dell'economia e dello Stato. Se non altro la domenica Emma non va a messa... Se non altro sui diritti non ha mai perso colpi: realistica (è per i Pacs, ma trovava i Dico una buona mediazione), adamantina («per fumare uno spinello bisogna andare all'estero, per sposarsi tra omosessuali anche e perfino per la procreazione assistita... è permesso almeno respirare in questo Paese?), decisa (si è imposta lei al Pd che traccheggiava per le scorse regionali, perse poi contro la Polverini di cui diceva: «Mi piace Renata, faremo una campagna elettorale corretta»), pragmatica. Nell'ultimo governo Prodi voleva il ministero della difesa. Le dicevano: "Emma, vuoi la difesa, ma se non hai nemmeno il fisico...". Pensavano che, puntasse al ministero degli Esteri. «E quello che preferirei - dice in un'intervista - e che probabilmente meglio saprei gestire data la mia esperienza. Ma per ottenere gli Esteri bisogna mettere sul tavolo un pacchetto di voti, un peso politico che io non ho». Poi tratta con Veltroni la presenza radicale nelle liste Pd,a calcolalo se e quanto le costerà, politicamente, l'accordo con il Partito democratico? Risponde: «Credo che costerà molto più. a Veltroni, che a me. Io sono, e resto, radicale». Emma for president ci piacerebbe anche perché parla l'arabo, imparato al Cairo doveha vissuto quattro anni. Ha curato per Radio Radicale la rassegna della stampa araba, iniziativa unica nel panorama dell'informazione italiana. Ed è uno dei più autorevoli esperti e commentatori dei problemi dell'area. Perché da vera femminista non pensa che le donne siano meglio degli uomini e non rifiuta l'emotività in politica, anzi, pensa sia un pregio. Perché di una storia d'amore finita (quella con Cicciomessere) racconta il dolore subito in modo diretto, quasi tagliente. E perché ammette tranquillamente, nonostante un tentativo di inseminazione artificiale, di non aver mai desiderato davvero la maternità. In una intervista, alla domanda: quanto è disposta a giocarsi in politica? Risponde: «Mi sono giocata la salute, sette denti (persi dopo uno sciopero della sete) e 32 anni di vita». Perché Emma Bonino è lì da sempre sul fronte delle battaglie radicali: dal divorzio e l'aborto alla liberalizzazione delle droghe leggere, le carceri, contro la tortura... Dunque ammettiamolo. Sì, ci piacerebbe molto Emma Bonino presidente della Repubblica.


venerdì 4 gennaio 2013

STORACE/BUTTI=PARCONDICIO







PALOMBARINI


Giustizia: lo scandalo senza fine delle carceri e i governi (di ogni colore politico) assenti

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di Giovanni Palombarini (Magistratura Democratica)

Il Mattino di Padova, 4 gennaio 2013

Dopo l’indulto del 2006 più nulla per ridurre un sovraffollamento divenuto insostenibile.
“Tutelare i più deboli”. Si fa presto a dirlo. Passare dalle parole ai fatti è molto più complicato. Si pensi alla questione del carcere. Mentre Pannella continua con coraggio la sua solitaria battaglia per un provvedimento di amnistia e indulto che, in attesa di riforme strutturali del sistema penale, attenui il sovraffollamento disumano degli istituti, la legislatura si va ormai concludendo senza che nulla di significativo sia avvenuto.
Negli ultimi cinque anni al ministero della giustizia si sono succeduti tre ministri diversi per provenienza e collocazione politica. Ad Angelino Alfano, promosso da Silvio Berlusconi a segretario del Pdl, è succeduto il magistrato Francesco Nitto Palma, sostituito nell’ultimo anno da Paola Severino. Novità? Sostanzialmente nessuna.
Il governo dei tecnici, nonostante le buone intenzioni e qualche misura marginale, lascia in eredità al futuro esecutivo e alla prossima legislatura la situazione che ha ereditato dall’ultimo Berlusconi: 67.000 detenuti per 45.000 posti letto. In molti deplorano questa situazione - fra gli altri lo stesso presidente della Repubblica, che ha auspicato un provvedimento di amnistia e indulto - e auspicano che possa presto cambiare. Però, nei vari programmi del dibattito preelettorale ormai iniziato, del carcere non si parla.
Come è noto, vi è stato un periodo di alleggerimento della situazione dovuto all’indulto del 2006, per effetto del quale sono usciti dal carcere circa 26.000 detenuti dei 61.400 presenti a quel tempo (il 30% circa erano in custodia cautelare). C’era il tempo, volendo, per approvare un insieme di interventi, intanto sui presupposti e sulle forme della carcerazione preventiva, attraverso una riscrittura in senso restrittivo delle condizioni perla sua applicazione e con il potenziamento degli arresti domiciliari. C’era il tempo per ragionare sull’estensione del proscioglimento per la particolare tenuità del fatto o su una più ampia articolazione del ventaglio delle pene con il rafforzamento delle misure alternative, a cominciare dall’affidamento in prova, con riduzione di quella carceraria.
Volendo, appunto. All’inizio della primavera del 2009, quando si era ancora al di sotto di quota 60.000, lo stesso ministro Alfano aveva dichiarato in occasione di un convegno che le nostre carceri sono fuori dalla Costituzione e la giustizia europea, più incisivamente, ha utilizzato in qualche sua sentenza anche il termine “tortura”. Ma gli anni sono passati inutilmente. Il numero dei detenuti, molti dei quali non sono neppure condannati in via definitiva, rimane altissimo, come quello dei suicidi.
Di tanto in tanto capita che qualche esponente politico affermi la necessità di costruire nuove carceri. Nessuno si pone invece il tema del diritto penale minimo, e la questione del come ridurre il numero delle persone che oggi sono destinate al carcere.
Forse la verità è semplice. Il carcere va bene a molti, se non a tutti. La politica criminale è oggi dettata dalla logica di un intervento repressivo continuamente crescente. Un terzo dei detenuti è tossicodipendente, un terzo della popolazione carceraria è costituita da stranieri, affiancati da poveri vecchi e nuovi. Quasi a voler dire: per ogni tipo di devianza marginale, comunque determinata, negli attuali assetti della società la risposta è una sola, il carcere, cioè reclusione. Non a caso s’è parlato di un passaggio dallo stato sociale allo stato penale. L’abbandono del welfare impone di governare in altro modo, più semplice, la criticità sociale. Di qui la criminalizzazione e la carcerazione crescenti.

CIRO


Giustizia: Breivik, Ciro e l'ipocrisia sulle carceri foriera di guai per detenuti e democrazia

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di Giuseppe Rossodivita (Radicali)

Il Foglio, 4 gennaio 2013

Il senso della "Lista per l'amnistia, la giustizia la legalità": tornare al dettato costituzionale e alle parole di Calamandrei. In Italia, a differenza della Norvegia, solo il trenta per cento degli ex detenuti hanno la fortuna di non tornare dentro.
Anders Behring Breivik, l'attentatore di Oslo e spietato killer di Utoya sta scontando la sua pena nella Halden Prison in Norvegia. 252 celle dotate di ogni confort: tv, frigo e bagno con doccia, arte contemporanea alle pareti, palestra, laboratori, sovraffollamento inesistente, metà del personale costituito da donne, guardie disarmate.
In questo che nonostante le apparenze è un carcere di massima sicurezza, i detenuti vengono privati della loro libertà personale, secondo quanto previsto dalla Costituzione e dalle leggi norvegesi. Su 100 detenuti che in questo carcere scontano la loro pena, solamente 20, al termine della stessa, torneranno a delinquere; 80 non lo faranno mai più.
Ciro Esposito, scippatore di Scampia, sta scontando la sua pena nel carcere di Poggioreale. Nell'ottobre 2012 era rimpinzato di 2.694 detenuti per 1.420 posti disponibili, 1.280 in più del dovuto. Celle maleodoranti dove si ammassano 9 corpi quando potrebbero starcene 4, con l'umidità che fa cadere a pezzi l'intonaco che ancora resiste, un bagno per tutti, senza privacy persino nel momento intimo della defecazione, un bagno lurido che è anche cucina, dove l'odore del sugo o del caffè si mescola con quello delle urine e delle feci.
Un'ora d'aria ogni 23 passate steso sulla branda perché per camminare non c'è spazio, un medico ogni 400 detenuti, 30 infermieri per tutto il carcere, 700 agenti, 18 educatori. Una pattumiera sociale.
Ciro Esposito, terminato di scontare la propria pena - che non consiste nella privazione della libertà personale, ma anche nella privazione del diritto alla vivibilità e alla salubrità dei luoghi, del diritto alla salute, del diritto alla riservatezza, del diritto al vitto, del diritto alla dignità personale e del diritto scritto in Costituzione a essere rieducato - tornerà a scippare e a commettere reati.
Con lui altri 69 ogni cento detenuti del carcere di Poggioreale e di tutte le carceri italiane, dove si conta un suicidio ogni 5 giorni (festivi compresi): solo il 30 per cento dei detenuti, finito il calvario, avrà la fortuna di non tornare più a commettere delitti.
La forza di questi numeri - che danno conto di quanto la battaglia di Marco Pannella per il rispetto della legalità e dei diritti umani è una battaglia per la sicurezza dei cittadini liberi - sarebbe straordinaria; se solo fossero conosciuti dai più.
Ma l'illegalità del sistema Italia, che è anzitutto illegalità del sistema dell'informazione pubblica in mano ai partiti, fa sì che i cittadini italiani siano lasciati all'oscuro - in quanto massa - di questi dati. Nei giorni più duri della lotta non violenta di Marco Pannella qua e là per la Rete si potevano leggere messaggi che addirittura inneggiavano alla morte di questo "vecchio" che è sempre stato, si poteva ancora leggere, dalla parte dei delinquenti e mai da quella dei "bravi cittadini italiani".
"Italiani brava gente", ama dire Marco Pannella anche di quelli che lo hanno insultato, spintonato e persino sputato perché, durante una manifestazione della sinistra radicale, ritenevano, vittime della disinformazione, che i Radicali, quelli veri, avessero votato a favore del governo Berlusconi.
Ha ragione Pannella. Quegli italiani non sono cretini o cattivi, sono solo, loro malgrado, ignoranti. Sono le vere vittime di un sistema di propaganda e di disinformazione - spettacolare la campagna contro l'indulto partita il giorno dopo la sua entrata in vigore - in mano a partiti lottizzatori.
Partiti con classi dirigenti spregiudicate che negli ultimi vent'anni hanno mirato e mirano a tutt'oggi (basta vedere quel che ha combinato la Lega nord sul ddl per la messa alla prova) a mantenere il consenso, oltre che coi clientelismi territoriali e corporativi, cavalcando il tema della sicurezza con populismo e demagogia.
Per un pugno di voti - necessari a continuare a ricoprire cariche istituzionali attraverso le quali saccheggiare il debito pubblico italiano a colpi di indennità stratosferiche, auto blu, ostriche e champagne, lauree in Albania, videopoker e feste con donnine semivestite asservendo giornalisti ed editori impuri - non esitano a mettere a repentaglio, quotidianamente, per le strade del nostro paese, la sicurezza degli italiani.
Chissà quante rapine, quanti scippi, quanti omicidi, sono stati compiuti in questi decenni da quei 50 detenuti su cento che, in più rispetto alla Norvegia - il cui sistema carcerario garantisce una minima recidiva al 20 per cento - usciti dal carcere sono tornati a delinquere. Chissà quante vittime inconsapevoli dell'illegalità dello stato si sarebbero potute risparmiare.
Perché quel che accade, in termini di minor sicurezza, è proprio il frutto dell'illegalità del sistema carcerario e del sistema della giustizia in Italia. Il nostro codice penale, al pari di quello norvegese, difatti, punisce con la reclusione gli autori dei delitti. La reclusione è privazione della libertà, non è anche privazione del diritto alla salute, del diritto al vitto, del diritto alla salubrità dei luoghi, del diritto alla riservatezza, del diritto alla dignità dell'uomo.
L'ordinamento penitenziario, la nostra Costituzione e le convenzioni internazionali alle quali il nostro paese ha aderito, sanciscono il diritto alla rieducazione dei condannati, individuano percorsi carcerari per approdare al reinserimento del detenuto, vietano trattamenti inumani e degradanti. Carta straccia, la nostra Costituzione e le nostre leggi: per questo veniamo condannati, come stato canaglia, dalle giurisdizioni europee e internazionali, per lo spazio che ci divide tra le leggi che ci siamo dati, come collettività, e la loro applicazione pratica.
Agli italiani che invocano la forca o la pena perpetua o che dicono che il carcere è una beauty farm (Grillo) e che dunque va bene così, lancio una sfida. Fate una Lista che espressamente punti a cambiare la Costituzione, il codice penale, l'ordinamento penitenziario e che punti espressamente a far uscire l'Italia dai trattati e dalle convenzioni internazionali.
Abbiano il coraggio di uscire dall'ipocrisia i Di Pietro, i Bossi/Maroni, i Grillo, i Fini/Giovanardi, gli Storace, i Berlusconi, e dicano che i loro partiti e movimenti mirano a cambiare la Costituzione cancellando la funzione rieducativa della pena; dicano che i loro partiti mirano a sostituire nel codice penale la pena della reclusione, cioè la sola privazione della libertà, con la pena della reclusione accompagnata da quella della privazione del diritto alla salute, del diritto a vivere in ambienti salubri, del diritto al vitto decente, del diritto alla dignità dell'uomo.
Spieghino, però, se ne hanno il coraggio, che con un sistema siffatto i detenuti tornano a delinquere nel 70 per cento dei casi, quindi sicurezza poca, ma tanta virilità e vendetta. Abbiano il coraggio, i Bersani, di cancellare l'art. 27 della Costituzione, che nello stabilire la presunzione d'innocenza dell'indagato/imputato fino a sentenza definitiva detta non solo una regola di giudizio processuale, ma anche una regola di trattamento di colui che viene sottoposto alla misura cautelare della custodia in carcere.
Già, perché nel carcere di Poggioreale a ottobre del 2012, su 2.694 detenuti, solo 922 erano quelli condannati in via definitiva, con statistiche che ci dicono che degli innocenti in carcere trattati come bestie - 1.772 a Poggioreale - al netto dei suicidi, circa la metà verrà riconosciuta innocente in via definitiva. Abbia il coraggio Bersani, con i tanti magistrati in aspettativa eletti da decenni nelle liste del centrosinistra e che fungono da cinghia di trasmissione dei desiderata della più potente associazione italiana, l'Associazione nazionale magistrati, di scrivere in Costituzione e nel codice di procedura penale che la custodia cautelare in carcere è la regola perché ha la funzione di anticipare la pena; che un processo è giusto anche quando la sentenza arriva a 10 o a 20 anni dai fatti; che l'azione penale è obbligatoria solo se lo vuole il pubblico ministero; che l'amnistia la concedono i pubblici ministeri, a loro arbitrio, facendo prescrivere i reati sulle loro scrivanie prima dell'esercizio dell'azione penale nella misura del 70 per cento delle prescrizioni totali, pari a circa 170mila all'anno, a un milione e 700mila reati in dieci anni; che i magistrati sono gli unici cittadini italiani totalmente irresponsabili: civilmente, professionalmente e deontologicamente.
Abbiano il coraggio tutti costoro di uscire dall'ipocrisia cui danno corpo le loro leggi, abbiano il coraggio di spiegare agli italiani - pronti a scendere nelle piazze se i servizi sanitari non funzionano, ma annichiliti e silenti di fronte alla bancarotta del servizio giustizia - come stanno le cose.
Marco Pannella sa che questa ipocrisia è foriera di guai addirittura peggiori per la democrazia e la Lista per l'amnistia, la giustizia e la legalità ha il senso profondo di voler tornare alla Costituzione, al suo dettato.
"Una delle più gravi malattie, una delle più gravi eredità patologiche lasciate dal fascismo all'Italia" - diceva Piero Calamandrei durante i lavori della Costituente - "è stata quella del discredito delle leggi: gli italiani lo hanno sempre avuto assai scarso, ma lo hanno quasi assolutamente perduto durante il fascismo, il senso della legalità (...) questa perdita del senso della legalità è stata determinata dalla slealtà del legislatore fascista, che faceva leggi fittizie, truccate, meramente figurative, colle quali si industriava di far apparire come vero ciò che in realtà tutti sapevano che non era vero e non poteva esserlo. (...) Bisogna evitare che nel leggere questa nostra Costituzione gli italiani dicano anch'essi: non è vero nulla".
Auspicio caduto drammaticamente nel vuoto, quello di Piero Calamandrei, con un legislatore repubblicano che si è dimostrato della stessa pasta di quello fascista. Ma la Costituzione ieri, meglio dei Di Pietro, dei Bossi/Maroni, dei Fini/Giovanardi, dei Grillo, dei Berlusconi/Bersani oggi, si è occupata non solo della salvaguardia dei diritti umani, ma anche della sicurezza di tutti noi.
Ecco perché l'amnistia non è oggi un atto di clemenza, ma è un atto necessario per poter tornare alla Costituzione dando l'avvio a un necessario percorso di riforme dell'intero sistema giustizia. La "Lista per l'amnistia, la giustizia e la legalità" questo si propone.
Gli altri, a patto di averne il coraggio, si facciano avanti senza ipocrisie con le loro di Liste, quelle per cristallizzare lo status quo in Costituzione e nelle leggi, con buona pace non solo dei diritti umani dei detenuti e dei fruitori del servizio giustizia, ma anche della sicurezza dei cittadini liberi e incensurati.

STADERINI

BABBI



La bella storia di Luciano e Davide è un libro aperto sull'Italia d'oggi...Due persone che si vogliono bene, che vivono insieme da anni, che hanno gli stessi desideri, sono costretti a diventare dei "fenomeni" quando vogliono fare una cosa che, altrimenti, sarebbe normalissima: avere dei figli...Ebbene loro per realizzare questa "insana" ed "anormale" aspettativa devono recarsi all'estero per legalizzare col matrimonio la loro unione; per iniziare la trafila per avere un figlio; per avere un figlio.....In Italia tutto ciò non è (ancora) possibile...La nostra legislazione sulla famiglia è ferma alla riforma del 1975...Le nostre previsioni legislative sono rimaste immobili, pertanto, a quasi 40 anni fa.....un'intera era geologica è nel frattempo passata senza che i nostri partiti, i nostri parlamentari, i nostri governanti abbiano messo mano a quelle norme antiche ed obsolete...La società occidentale, compresa quella italiana, è nel frattempo diventata un altra cosa...Comunque ognuno di noi la pensi non c'è dubbio che i rapporti affettivi tra le persone sono mutati e tutto si è trasformato...Quello che nel 1975 pareva scandaloso è diventato normale scena di vita...Per tutti fuorchè per la nostra legge...Dice che è così perchè noi siamo un paese a maggioranza cattolica...Ma, guarda caso, anche Luciano e Davide sono cattolici, vivono la loro religiosità, operano nella loro comunità parrocchiale....Dunque la cattolicità non c'entra un bel niente in questa questione..C'entra magari la clericalità della nostra classe politica spesso prona di fronte ai diktat socioteologici provenienti da oltre Tevere....Davide e Luciano dimostrano, con la loro storia, la loro felicità e la loro sofferenza per non poter far valere nel loro paese, nella loro città, nel loro comune, che le assurde divisioni tra cittadini di fede cattolica e cittadini laici sono del tutto imposte da una classe dirigente ipocrita e "malpensante" che vuol impedire che venga ratificato dalla legge quanto è sotto i loro occhi..Questa casta di sepolcri imbiancati l'abbiamo già vista all'opera con il divorzio, con l'aborto, la legge 40, l'eutanasia...Adesso è il turno dei diritti civili estesi a tutti i cittadini, indipendentemente dal loro credo, sesso, razza, religione...Impedire alle persone di amare chi vogliono, fare o non fare figli, adottarli,  è l'ultima delle disgrazie che ci tocca sopportare a noi italiani...Siamo nel 2013 ma per la nostra casta partitocratica che non si perita di dar scandalo quando si tratta del loro personale piacere è come se fossimo ancora nel 1913....Ma stanno scherzando col fuoco...I sentimenti delle persone non possono essere a lungo imbrigliati da uno Stato che non vuol sentire le ragioni dei propri cittadini...Prima o poi, come è storicamente sempre accaduto, la minuscola classe dirigente della politica italiana dovrà rendere conto anche di queste inutili sofferenze imposte a cittadini che sono, in tutto e per tutto, uguali agli altri....Un abbraccio, un augurio di buona vita insieme ai loro gemelli  ed  un saluto a Luciano e Davide    

Associazione radicale Liber@MentePrato
Vittorio Giugni

CICOGNINI




PRATUM NOSTRUM/Villa Le Sacca, un patrimonio colpevolmente lasciato andare in rovina

Apprendo con piacere che il Comune, nella persona dell’assessore Mondanelli, ha deciso di mettere mano al degrado di Villa Filicaia che rischia di fare la fine di quella de Le Sacca. Quindi viene spontaneo un legame alla disastrosa situazione della Villa un tempo residenza estiva dei convittori del Cicognini.
Altre volte ho provato a richiamare l’attenzione delle Istituzioni pratesi, ma con la giustificazione che non è loro competenza, non si è mosso nessuno. È palese l’inerzia statale ma il monumento si trova nel nostro territorio e pertanto non si può restare indifferenti. Si è mai provato qualche politico a fare una visita a quello che ormai è un rudere, spogliato perfino dei marmi e delle pietre? Un Ente come la Provincia, per esempio, poteva interessarsi facendo pressione presso il “proprietario” invece di spendere, qualche anno fa, tanti quattrini per seminare il centro storico di inutili borchiette d’ottone?
Non vorrei pensare male, ma corre voce che ci siano delle cornacchie in attesa del crollo definitivo e irreversibile de Le Sacca al fine di poter acquistare le macerie per pochi spiccioli facendo una operazione squisitamente commerciale, e forse con qualche complicità.
La struttura risale al 1276, anno della fondazione del Monastero di S. Maria a Gambarondoli, e le monache che erano dette anche “le insaccate”, l’abitarono fino al 1390, quando lasciarono il Monastero e si trasferirono a Prato in Porta S. Giovanni ora scomparsa. Nel 1406 i Monaci olivetani ereditarono da Messer Bartolomeo De’ Franceschi da Pistoia e acquistarono, per 410 fiorini d’oro, il Monastero dalle donne di S. Margherita delle Sacca e iniziarono vari lavori al Convento ed alla chiesa che proseguirono fino al 1411. Nel 1429, oltre che portare avanti i lavori di arredo e di sistemazione della divenuta Badia di Monte Uliveto fu realizzato il coro della chiesa. Dal 1545 al 1552 si effettuarono lavori di sistemazione agli annessi agricoli. Nel 1588 si registra un pagamento a Gianfranco Cottoli da Settignano, per la realizzazione di una cappella nel Monastero che si chiamò da allora “Monastero di S. Bartolomeo delle Sacca” . Nel 1640 si eseguirono vari lavori come nel 1709 quando il chiostro risultava assai malandato e bisognoso di restauri. Per tutto il XVIII secolo proseguono lavori vari di manutenzione ed adeguamento del convento e della chiesa. Quando il 26 giugno del 1775 il Granduca Leopoldo donava al Convitto Cicognini i beni dell’Abbazia dei Monaci Olivetani di S. Bartolomeo delle Sacca, il loro monastero fu trasformato in sede di villeggiatura per i collegiali.
Si può buttar via un così prezioso capitale storico? Cosa ne penserà Malaparte dal suo osservatorio di Spazzavento?
Di seguito elenco i dati catastali della Villa ufficialmente di proprietà privata (del Cicognini), dichiarata di interesse culturale con declaratoria del 29 aprile 1943. Questi i dati:
Foglio: 11 – Particella 116 – Particella 119 – Particella 112 – Particella 115 – Particella 117 – Particella 118 – Particella 161 – Particella 44 – Particella 48 – Particella 49 – Particella 50.
Villa Le Sacca si può ammirare nel suo splendore in questa stampa del ‘700, con la speranza che il citato Assessore, che sembra molto sensibile alle problematiche cittadine, inizi un confronto col Cicognini e il Ministero: i pratesi gli saranno grati!
Alessandro Assirelli

da www.notiziediprato.it

Bene ha fatto Assirelli a rilanciare un grido d'allarme sulla sorte della magnifica e sfortunata villa Cicognini delle Sacca...E' davvero incredibile che un patrimonio, di cultura, architettura, ricordi, così importante debba andare disperso per l'incuria di proprietà e amministrazioni statali e locali...
Confidiamo in un pronto intervento della nostra Provincia, specializzatasi ormai in operazioni immobiliari, spesso anche discutibili come il cortese restauro e ristrutturazione di Palazzo Vestri per conto della...proprietà...Adesso la Provincia può davvero prendere a cuore la sorte della Villa della Sacca...Non è meno importante di palazzo Vestri....

NENCINIRICCARDO

Rieccoli...!!! Dopo aver sbandierato ai quattro venti che la "rinascita" del PSI sarebbe passata anche attraverso la presentazione di una propria lista autonoma nella coalizione bersaniana oggi Riccardo Nencini, segretario nazionale, ci ripensa:::!!! Macchè lista socialista...niente autonomia...Tutti candidati nella lista del PD ....Ed elezioni certa ed assicurata...dagli elettori democrats...!!! Cosicchè i socialisti, dopo aver lucrato qualche posizione anche in occasione delle primarie per la candidatura a presidente del consiglio (ovviamente schierati dalla parte di Bersani...!!!) con presenza nei cosiddetti comitati provinciali alla pari con SEL, adesso, forse in considerazione dei sondaggi non certo entusiasmanti, fanno rapidamente macchina indietro e scelgono di acquattarsi dietro la comoda insegna del PD..Caro Nencini cosa non si farebbe (e darebbe e direbbe...) per ritrovare la cadrega romana malamente persa qualche anno orsono...!!! Complimenti per la coerenza e per i valori ed i principi che ispirano il "rinnovato" socialismo italiano...!!!

DOLCEMISERICORDIA

E' davvero ammirevole la forte pertinacia con la quale l'assessore alla Sanità del Comune di Prato Dante Mondanelli, persegue quelli che ritiene giusti obbiettivi...
E' da mesi che sta proclamando a mezzo mondo che i posti letto previsti nel nuovo ospedale in costruzione a Galciana non saranno affatto sufficienti per le esigenze della ASL pratese...E che non si fida delle osservazioni dei tecnici della Regione toscana e neppure delle precisazioni dell'assessore regionale alla Sanità..E sono mesi che si batte (insieme a molti altri ed in maniera politicamente trasversale affinchè almeno un pezzo del vecchio ospedale venga risparmiato dalla rottazione per essere destinato al futuribile Polo Oncologico regionale...)..Stamattina, ancora pertinacemente, propone, addirittura, che tutto il vecchio nosocomio venga preservato e che sia destinato in parte a quelle cure intermedie che vengono previste come antidoto alla presunta scarsità di posti-ricovero del nuovo ospedale.....
Mondanelli è medico e quindi gli fa onore porsi il problema di dare agli ammalati la miglior risposta possibile ad eventuali malattie o bisogni di ricovero e cura...Tuttavia Dante Mondanelli oggi è anche, ma diremmo soprattutto, un amministratore della cosa pubblica...Un tecnico civilmente prestato momentaneamente alla politica...E, dunque, dovrebbe anche porsi il problema dei costi delle proposte e dei progetti che espone e pubblicizza...Sei proprio sicuro Dante che si potrebbero trovare, in questa fase e con le scarse risorse a disposizione, dopo la spending review bondiana, tutti i denari necessari per ottenere le cose che dici e, soprattutto, sei proprio sicuro che ci potremmo permettere, in futuro, quella congerie di strutture che hai in mente..??? Oppure le proposte che avanzi sono solo un modo per farsi dire di no dalla regione toscana e dal ministero della salute...per poi farci sopra campagna elettorale..?? 

ILARIA2


Dopo lo scampato pericolo delle parlamentarie PD la segretaria provinciale e sindaco di Cantagallo Ilaria Bugetti prende carta e penna per polemizzare con l'ottimo parlamentare pratese, 
seppure del Pdl, Riccardo Mazzoni. Niente di strano ovviamente...Normale amministrazione che i due massimi esponenti dei due più grandi partiti pratesi la vedano diversamente..Tuttavia, probabilmente, l'adrenalina accumulata il 30 dicembre ed i giorni precedenti giocano un brutto scherzo ad Ilaria2...Quando la Bugetti ritiene di liquidare la giunta guidata dal sindaco Cenni come ...cinque anni di nulla... sbaglia..e di grosso...Intanto perchè non è affatto vero che l'attuale Giunta sia rimasta immobile per tutta la sindacatura...A noi che la osserviamo con occhi neutrali e minimamente interessati alla sua sopravvivenza politica pare che la Giunta Cenni si sia data da fare in diversi campi...A cominciare dall'attività di manutenzione e ristrutturazione dell'ereditata malconcia viabilità cittadina..
Che, negli anni dei governi PD, era rimasta la cenerentola degli impegni..L'attuale Giunta si è anche impegnata in alcuni progetti di notevole pregio...L'aver messo in agenda il rifacimento di Piazza delle Carceri (pedonalizzandola..), Piazza San Francesco, Bastione delle Forche farà trovare ai prossimi amministratori una città più bella e più efficiente...Notevoli risultati l'odierna Giunta li ha raggiunti anche nel campo degli appuntamenti spettacolar-culturali...Visionaria, Officina Giovani, Teatro Magnolfi, l'attenzione costante sulla scuola (anche con il rinnovo delle strutture...), Biblioteca Lazzerini ecc. ecc. 
Eppoi c'è una riprova al fatto che questa Giunta non sia affatto liquidabile come imprudentemente prova a fare la Bugetti: se fosse vera l'analisi della segretaria sorgerebbe infatti spontanea una domanda...Ma l'opposizione di fronte a questo nulla come si è mossa..????
Qualcuno potrebbe osservare: opposizione non pervenuta...!! Difatti, al di là di qualche a volte risibili interrogazioni consiliari, nè il gruppo PD e neppure il gruppo dirigente di Via Carraia sembra aver colto l'occasione del presunto nulla prodotto da Cenni per riempirlo dei propri contenuti, delle proprie proposte e progetti...Il cittadino pratese non si è davvero accorto in questi 4 anni della presenza di una opposizione politica alla Giunta Cenni...Anzi, e paradossalmente, le uniche grandi opposizioni del PD pratese si sono rivelate quelle contro la...propria Regione....ed i propri amministratori regionali e fiorentini...In particolare sulla questione dell'aeroporto di Peretola o sulla questione dell'area metropolitana..
Altra controprova dell'assenza totale di opposizione politica alla giunta Cenni da parte del PD sta nell'assoluta inerzia di quel partito, e della sua segretaria, di fronte al progressivo sfaldamento della maggioranza che sostiene Cenni...Ormai il Pdl è ridotto a 13 consiglieri...i gruppi indipendenti pullulano..e forse basterebbe lo stormir di una foglia per arrivare alla caduta della Giunta ma nessun colpo in questa direzione viene battuto dal PD....Ne possiamo trarre la conclusione che questo quadro politico cittadino va bene a Via Carraia anche al di là degli abbaioni odierni di Ilaria2...????  

VOLPEDO



Il sindaco di Volpedo, Giancarlo Caldone, intende presentare ricorso all’Ufficio Elettorale del Viminale contro l’uso del Quarto Stato di Pellizza da Volpedo nel simbolo del giudice-candidato Ingroia.
Lo dichiara al Nuovo Avanti! diretto da Rino Formica il primo cittadino socialista della cittadina piemontese di cui ha pubblicato la lettera al magistrato per protestare contro l’”approprizione indebilta” di un simbolo della città per fini elettorali.

“Credo che Ingroia e la sua lista non siano informati che a Volpedo esiste un’associazione formata esclusivamente da volontari di tutte le età che dedicano il loro tempo alla apertura e alla custodia per l’ingreso gratuito dei Musei Pellizzani e che vive esclusivamente di donazioni e contributi di mecenatismo. Un’abuso per fini elettoriali, al di là della loro finalità politica, è un oggettivo danno per il nostro Comune. Si tratta di un simbolo universale del mondo del lavoro e ridurlo a simbolo di una parte è una manipolazione che ci induce a ricorrere presso l’Ufficio Elettorale del Viminale per chiedere l’inibizione del logo del Quarto Stato nel simbolo della lista di Ingroia. Si tratta di un provvedimento giustificato dalla legge sull ‘ordine pubblico, poichè tale abuso può indurre in inganno gli elettori”.

Dal canto suo il direttore del Nuovo Avanti!, Rino Formica, sostiene l’iniziativa dei sindaci Caldone e Pisapia nella loro giusta protesta per la sottrazione dei simboli di un movimento  come quello Arabcione, nato a Milano, e che tra le culture democratiche che lo ispirano ha riconosciuto quella del socialismo riformista di Caldara, Greppi e delle giunte di sinistra degli anni 70-80: “ Ho visto che l’uso elettorale del quadro il Quarto Stato ha suscitato una vivace polemica. Credo che i simboli di una lunga storia di lotte sociali e politiche siano patrimonio dell’umanità.
Ma ciò non esclude - prosegue Formica - anzi impone a coloro che furono nel 900  i portatori sani dei simboli e dei valori tutelati dal socialismo democratico e non violento, largo e non settario, di popolo e non di elites, di aprire un centenzioso  anche politico e non solo legale con i fruitori “abusivi” delle immagini. Proporrei al sindaco di Volpedo e al Sindaco di Milano, proprietario dell’Opera, di invitare i promotori della lista Ingroia a un confronto pubblico sulla compatibilità tra la storia del Quarto Stato e la teoria autoritaria del sospetto e dell’intolleranza.
Il Quarto Stato simbolo del socialismo largo e pacifico - conclude il direttore del Nuovo Avanti! -  non può essere il simbolo di un “socialismo della Lubianka”, e delle segrete degli inquirenti del KGB". 

...idem sentire.....!!!!

BELLINO


AGL


Ecco il simbolo ufficiale delle Liste Amnistia Giustizia Libertà

Liste Amnistia Giustizia Libertà, il simbolo ufficiale
Ecco il simbolo delle Liste che proponiamo. Liste di scopo, di unità democratica riformatrice, fra quanti in Italia, e non solo, lottano dando priorità assoluta all’obiettivo dell’uscita immediata, dopo decenni, del nostro paese dalla sua flagranza criminale contro i Diritti Umani e contro lo Stato di Diritto.
Tutto questo grazie alla strutturale Riforma della Amministrazione della Giustizia italiana che Amnistia (e Indulto) già di per sé costituisce e assicura.
Liste di unità per tutti i credenti in altro che l’assoluto potere autoritario di stato, di Cesare contro Pietro, in Italia e nel mondo. Marco Pannella.
simbolo ufficiale delle Liste Amnistia Giustizia Libertà

giovedì 3 gennaio 2013

BATTUAGE

FONTANA

RUTELLI

MONTIvsBRUNETTA









PIAZZE


Piazza delle Carceri...Piazza San Francesco...Bastione delle Forche..Museo Civico...Nuovo Pecci...Ecco i progetti che sono nell'agenda Cenni del 2013....Non è poco..anzi!!! Se tutti e 4 vedessero da vero la luce entro fine legislatura l'aspetto della città sarebbe cambiato in meglio..!! Tuttavia resta, inspiegabilmente, assente la questione di Piazza Mercatale..Non la si vuole affrontare neanche da parte di questa Giunta...???
Troppo complicato progettare qualcosa che ridia al grande parcheggio l'aspetto di una vera e propria piazza...la più grande d'Italia, tra l'altro...?? Non sapremmo...Certo è che ogni qualvolta se ne prende in considerazione la sua ristrutturazione, anche minima, la proposta poi scompare rapidamente tra le righe del puntuale comunicato stampa...In effetti, dopo lo svolgimento della Palla Grossa, l'assessore Caverni aveva accennato ad una qualche migliore sistemazione della viabilità sulla piazza...Avrebbe voluto cogliere proprio il momento dello smantellamento delle tribune allestite per il gioco dei quartieri per sistemare con più raziocinio il flusso veicolare e gli stalli del Mercatale...Purtroppo anche questa occasione di un minimale ritocco migliorativo è scappata via...E non sembra essere all'odg della Giunta una qualche idea sulla futura sistemazione complessiva della gran piazza...Dovremmo allora contentarci delle altre proposte ricordate che, comunque, potrebbero aver bisogno, per funzionare al meglio, proprio di un nuovo ruolo della piazza abbandonata a parcheggione...!! 

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ROCCA


L'avvocato Alberto Rocca, quarto arrivato alle recenti primarie del PD, è certamente uno sconfitto...ma di gran successo...
Anch'oggi in una lunga intervista sulle pagine locali di un quotidiano Alberto ci spiega il senso della sua "salita" in campo nelle primarie... 
Si dice deluso dal risultato, aveva sperato in più elettori alle urne...non è stato appoggiato dalla struttura interna del PD...Ovvero, confessa candidamente Rocca, non c'ho capito granchè di quello che si stava preparando e di quello che bolliva nella pentola democrat...
Noi non vorremmo dare consigli all'amico Alberto...sa sbagliare benissimo anche da solo...Tuttavia la nostra interpretazione, che gli suggeriamo sommessamente, dei risultati elettorali, e prima ancora delle candidature ed in primis della sua, è leggermente diversa...
Se Rocca vuol andare a vedere perbene quel che è successo si rivolga, come primo interlocutore, al soggetto o ai soggetti che gli hanno fatto balenare la possibilità di candidarsi...
Magari garantendogli gli appoggi di importanti settori "strutturati" del PD......poi non verificatisi...Ebbene, a nostro parere, i consigliori (interessati) di Rocca un risultato l'hanno sicuramente raggiunto...Far fuori per le prossime primarie a sindaco un eccellente candidato della "società civile".....Uno in meno, insomma, così da avere più ampie possibilità di imporre il proprio nominativo (che, non a caso, se ne è restato tranquillo tra le quinte delle primarie dicembrine...)..Forse questa è una lettura anche troppo maliziosa dell'avventurosa salita di Alberto Rocca nelle primarie...Tuttavia a pensar male si fa peccato ma spesso....!!!   

COMMENTARIA


Le parlamentarie di domenica 30 dicembre hanno ancora, com'era d'altra parte prevedibile, ancora larghi echi sulla stampa locale...Si sprecano consigli ed osservazioni...In special modo sui vincitori e sul vincitore Matteo Biffoni ...E si fanno anche paralleli sul mitico congresso di Coiano che, alla fine degli anni '70, segnò la fine di una generazione di politici ed amministratori locali "spodestati" da una congrega di giovani rampanti che poi, nel bene e nel male (soprattutto...) "regnarono" su Prato e pure sulla Toscana..
Vi è poi, naturalmente, chi proietta l'esito delle primarie di domenica scorsa verso le elezioni del 2014..D'altra parte è giusto che sia così..Lo stesso Biffoni ha dichiarato che il prossimo sindaco di Prato dovrà essere scelto tra i 30/40enni...Come dargli torto...Se la città deve essere ascoltata, se gli umori dei cittadini devono essere tenuti di conto, non c'è dubbio che la scelta del prossimo sindaco, almeno per quanto riguarda il campo del centrosinistra, non potrà che essere questa...E' qui ovviamente che sta la chiave per riconquistare la fiducia della maggioranza dei pratesi per ritornare ad amministrare la città...Che, nel frattempo, non è stata affatto male amministrata dalla giunta civica/centrodestra guidata da Cenni...Ha ragione Riccardo Mazzoni...Le cose fatte dalla giunta che ha spezzato il dominio della sinistra su Prato sono state molte e spesso fatte anche bene e con passione...Tuttavia la giunta Cenni ha governata più come alternanza al centrosinistra che come vera alternativa al modo di governare della sinistra... Qui sta davvero la delusione più grande per la sindacatura Cenni...Che da civico aveva praterie da esplorare davanti al suo governo...Ma non l'ha affatto imboccate...Cosicchè la giunta, con all'interno punte di eccellenza e dedizione, si è limitata generalmente ad una buona amministrazione, a buoni progetti, a buona manutenzione della città, a buone iniziative spettacolari senza però aver segnato con nettezza una differenza sostanziale con le precedenti amministrazioni...Il governo Cenni verrà allora ricordato più che per le cose fatte per quelle non fatte.... E non fatte non per mancanza di risorse..ma per assoluta mancanza di idee...e/o di coraggio....
Ed ecco che proprio idee e coraggio saranno le doti essenziali di chi vorrà candidarsi a fare il sindaco di Prato nel 2014...La città avrà bisogno di smettere di galleggiare sulla sua crisi...Occorreranno proposte ed ambizioni d'alto livello ed innovative...Chi saprà cogliere l'occasione che si presenterà nella primavera dell'anno prossimo sarà facilmente il nuovo sindaco della città...E per completare l'identikit tracciato da Matteo Biffoni questa sarà l'occasione per eleggere un sindaco giovane (30-40anni) e...donna....!!!