lunedì 30 dicembre 2013

DANTE MONDANELLI


L'assessore alla sanità del Comune di Prato Dante Mondanelli ci ricorda assai da vicino una celebre raccolta di racconti di Mark Twain che va sotto il nome de "Il Ranocchio Saltatore della Contea di Calaveras". Dove, oltre alla spassosa storia della scommessa sui salti delle rane, ve n'è un altro che narra di un cane particolarmente mordace e tenace. Famoso in tutta la Contea non soltanto per avere come nome quello di un Presidente degli Stati Uniti (Andrew Jackson ci par di ricordare..) ma soprattutto per una sua qualità: mordere ai polpacci chiunque gli capitasse a tiro e non mollare mai la presa!
Che è un pò anche la caratteristica principale di Mondanelli. L'assessore è una forza della natura! Non si risparmia mai! E' dotato di una naturale energia toscana (e da ieri anche di Toscana Energia...) che gli consente di spaziare dalla sanità alla protezione civile, alle gare del gas ed agli assetti societari conseguenti.
Pare che sia anche un formidabile attore. E, forse per via delle frequentazioni con Giorgio Panariello, un eccellente imitatore. Da leggenda la sua imitazione del burbero-benefico assessore Roberto Caverni (er mejo fico der bigoncio..)! Il suo aspetto fisico (piccolo di statura, parvicrinito, occhi rotondetti) ispira empatia cucciolesca al primo sguardo! Tuttavia è tutt'altro che un morbidone! Proprio come il cagnetto di Mark Twain, infatti, anche Dante Mondanelli non molla mai! Specialmente se si tratta di criticare il Nuovo Ospedale di Prato. Che lo vede come principale interlocutore e inesorabile polemista!
Ieri l'ottimo Mondanelli, estroso ed eclettico palleggiatore di opinioni e commenti, se l'è nuovamente presa con il NOP/Santo Stefano. Adducendo, tra le tante altre, anche una critica per mancanza assoluta di privacy.
Crediamo che si riferisse a medici ed infermieri. Perchè, a parer nostro, per i pazienti del NOP la privacy è anche troppa! Anzi parleremmo senza dubbio dell'opposto. Mancanza di socialità! Se ne devono stare in comode stanze insieme ad un'altra persona solamente. Non gli è consentito neppure di affacciarsi sul corridoio per recarsi al bagno. Giacchè al NOP il bagno, per pura sfortuna dei ricoverati, è presente all'interno delle camere. E' una grave mancanza. Giacchè li priva della accogliente ricettività che offrivano le comuni latrine del Misericordia e Dolce. Nell'antibagno delle quali era normale vedere chiacchierare amabilmente due ricoverati prima o dopo l'utilizzo. Che dire poi della mancanza, all'ora dei passi, delle vere e proprie folle di parenti ed amici degli altri 5 o 7 compagni di camerata. Era uno spasso socializzante condividere gli spazi dello stanzone comune (6-8 letti) con 30-40 persone che, in genere, s'affacciavano tutte insieme, spesso ciarliere, intorno al letto del proprio ricoverato. Una vera lezione di socialità. Che al NOP, purtroppo, ha ragione Mondanelli, è del tutto assente. Al massimo uno dei due ricoverati potrà colloquiare con i suoi parenti ed amici e vedere gli altri 3 o 4 che fanno visita al compagno di stanza. Vuoi mettere com'era bella la soluzione socializzante del MeD! Aridateci il MeD! Abbasso la privacy! Viva la socialità!
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