lunedì 23 dicembre 2013

PROVINCIA


E' bastato che la Camera approvasse un disegno di Legge che, di fatto, abolisce le Province che le "vedove" delle "autonomie provinciali", spesso trincerandosi dietro dichiarazioni del tipo "Noi siamo sempre stati per l'abolizione di tutte le Province" tornano a suonare i loro tamburi. Per costoro il DDL che dovrà passare anche al Senato NON è l'abolizione dell'ente Provincia!! Ed esiste, pure, secondo costoro, il pericolo del ritorno di fiamma delle città metropolitane!! 
Si sta riformando, pertanto, anche a Prato il partito dei finti abolizionisti delle Province. Non a caso il primo candidato presidente della Provincia eventualmente salvata è un esponente del Comitato che dell'esistenza dell'ente ha fatto il suo obbiettivo primario. Ma, immediatamente dietro al CPAP, ecco il presidente uscente della nostra Provincia, Lamberto Gestri, ed una congerie di consiglieri provinciali, di varia provenienza e cultura politica. Naturalmente i difensori "occulti" della Provincia ammantano le loro prese di posizioni puntando, da un lato, sul fatto che il provvedimento governativo è in realtà interlocutorio. Le Province, di fatto, resterebbero. Però senza Presidente e consiglio eletti e senza Giunta. La Legge del Ministro Del Rio prevede infatti la sospensione delle prossime elezioni provinciali con l'affidamento della gestione dell'ente all'assemblea dei sindaci dei comuni facenti parte. A costo zero per le finanze pubbliche. I fautori della permanenza delle Province ne denunciano il carattere minimo ed interlocutorio. Non dicendo che per la completa abolizione della Provincia occorrerà, considerata la pronuncia della Corte Costituzionale, una vera e propria riforma della Carta Costituzionale con il relativo lungo e complesso procedimento. Che peraltro, terminerà, almeno a sentire le dichiarazioni del Governo Letta, con l'indizione, comunque, di un referendum confermativo. A quel punto vedremo quanti finti "abolizionisti" si schiereranno davvero a difesa della permanenza dell'Ente nella nostra massima Legge statale.
Per parte nostra vorremmo che il governo spingesse invece sull'accelleratore. E che insieme o successivamente al provvedimento adesso in esame del Parlamento si ricominciasse anche a discutere delle nuove forme di aggregazione dei Comuni per Aree Metropolitane. Riprendendo in mano la proposta di legge avanzata nell'autunno del 2012 dal governo Monti.    
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