sabato 9 febbraio 2013

ELUANA


 
Oggi è il quarto anniversario della morte di Eluana Englaro.
L'anno tenuta inchiodata a una vita artificiale per 17 anni, in una condizione di "morte sospesa" chiamata stato vegetativo permanente. Era un "purosangue della libertà", ci ha raccontato suo padre. Aveva avuto modo di esprimere molto chiaramente, alle persone più amate e care, quella che sarebbe stata la sua volontà in una condizione del genere. Quando finalmente questa sua determinazione ha potuto affermarsi, si sono messi di traverso, il governo Berlusconi e le gerarchie vaticane, per cercare a tutti i costi di impedirlo. Un saluto e un grazie riconoscente a Giorgio Napolitano, per non avere firmato quel vergognoso decreto. Si sono inventati allora il disegno di legge “ad horas” nel tentativo di sacralizzare il corpo di Eluana contro il suo spirito. Ricordiamoli bene, quei “cattolici con la bava alla bocca” – Quagliariello, Gasparri, Sacconi - che gridavano istericamente ASSASSINI ! ASSASSINI ! nell’aula del Senato, perché Eluana se ne era volata via. Sono rimasti a bocca asciutta, senza la “reliquia” da esibire come un trofeo, come attestato del loro servilismo politico clericale e reazionario. Quel tentativo è stato sconfitto, la successiva proposta legge di Eugenia Roccella contro il testamento biologico non è passata. Ciao Eluana, grazie Beppino. La laicità resiste, la razionalità avanza.

da FB

OSCARFLASH

CESARE



Ascoltatemi amici, romani, concittadini…
Io vengo a seppellire Cesare non a lodarlo.
Il male che l’uomo fa vive oltre di lui.
Il bene sovente, rimane sepolto con le sue ossa… e sia così di Cesare.
Il nobile Bruto vi ha detto che Cesare era ambizioso. Grave colpa se ciò fosse vero e Cesare con grave pena l’avrebbe scontata.
Ora io con il consenso di Bruto e degli altri poichè Bruto è uomo d’onore e anche gli altri. Tutti, tutti uomini d’onore…
Io vengo a parlarvi di Cesare morto.
Era mio amico. Fedele giusto con me… anche se Bruto afferma che era ambizioso e Bruto è uomo d’onore.
Si è’ vero. Sul pianto dei miseri Cesare lacrimava.
Un ambizioso dovrebbe avere scorza piu’ dura di questa.
E tuttavia sostiene Bruto che egli era ambizioso e Bruto è uomo d’onore.
Si è anche vero che tutti voi mi avete visto alle feste dei Lupercali tre volte offrire a Cesare la corona di Re e Cesare tre volte rifiutarla. Era ambizione la sua?
E tuttavia è Bruto ad affarmare che egli era ambizioso e Bruto, voi lo sapete, è uomo d’onore.
Io non vengo qui a smentire Bruto ma soltanto a rifervi quello che io so.
Tutti voi amaste Cesare un tempo, non senza causa. Quale causa vi vieta oggi di piangelo. Perché o Senna fuggi dagli uomini per rifugiarti tra le belve brute.
Perdonatemi amici il mio cuore giace con Cesare in questa bara. Devo aspettare che esso torni a me.
Soltanto fino a ieri la parola di Cesare scuoteva il mondo e ora giace qui in questa bara e non c’è un solo uomo che sia così miserabile da dovergli il rispetto signori.
Signori se io venissi qui per scuotere il vostro cuore, la vostra mente, per muovervi all’ira alla sedizione farei torto a Bruto, torto a Cassio, uomini d’onore, come sapete.
No, no. Non farò loro un tal torto. Ohh… preferi farlo a me stesso, a questo morto, a voi, piuttosto che a uomini d’onore quali essi sono.
E tuttavia io ho con me trovata nei suoi scaffali una pergamena con il sigillo di Cesare, il suo testamento.
E bene se il popolo conoscesse questo testamento che io non posso farvi leggere perdonatemi, il popolo si getterebbe sulle ferite di Cesare per baciarle, per intingere i drappi nel suo sacro sangue, no…
No amici no, voi non siete pietra nè legno ma uomini.
Meglio per voi ignorare, ignorare… che Cesare vi aveva fatto suoi eredi.
Perché che cosa accadrebbe se voi lo sapeste. Dovrei… dovrei dunque tradire gli uomini d’onore che hanno pugnalato Cesare?
E allora qui tutti intorno a questo morto e se avete lacrime preparatevi a versarle.
Tutti voi conoscete questo mantello. Io ricordo la prima sera che Cesare lo indosso’. Era una sera d’estate, nella sua tenda, dopo la vittoria sui Nervii.
Ebbene qui, ecco..
Qui si è aperta la strada il pugnale di Cassio.
Qui la rabbia di Casca.
Qui pugnalo’ Bruto, il beneamato.
E quando Bruto estrasse il suo coltello maledetto il sangue di Cesare lo inseguì vedete, si affacciò fin sull’uscio come per sincerarsi che proprio lui, Bruto avesse così brutalmente bussato alla sua porta.
Bruto, l’angelo di Cesare.
Fu allora che il potente cuore si spezzò e con il volto coperto dal mantello, il grande Cesare cadde.
Quale caduta concittadini, tutti… io, voi, tutti cademmo in quel momento mentre sangue e tradimento fiorivano su di noi.
Che …ah… Adesso piangete?
Senza aver visto le ferite del suo mantello?
Guardate qui, Cesare stesso lacerato dai traditori…
No… no, amici no, dolci amici… Buoni amici… Nooo… non fate che sia io a sollevarvi in questa tempesta di ribellione.
Uomini d’onore sono coloro che hanno lacerato Cesare e io non sono l’oratore che è Bruto ma un uomo che amava il suo amico, e che vi parla semplice e schietto di ciò che voi stessi vedete e che di per sè stesso parla.
Le ferite, le ferite… Del dolce Cesare… Povere bocche mute…
Perché se io fossi Bruto e Bruto Antonio, qui ora ci sarebbe un Antonio che squasserebbe i vostri spiriti e che ad ognuna delle ferita di Cesare donerebbe una lingua così eloquente da spingere fin le pietre di Roma a sollevarsi, a rivoltarsi.

TWITTERS




L'illusione di rinviare a giudizio il mondo intero: il caso Eni Saipem

 Polito guardá che  é un professionista delle frasi vuote di senso. Forse gli piace il suono delle parole.

Grandi novita' quest'anno a Sanremo: sul palco dell'Ariston Sposetti donera' alla Litizzetto la prima bandiera del '21

.: "E l'infame sorrise. Non parlo di Garrone ma di Mentana quando legge i sondaggi del PD". Infame tu, e asino. Franti, non Garrone

4 anni fa la pagina nera del parlamento impegnato a fingere di litigare sulla fine della vita, per poi piantar tutto perché Eluana era morta

  1. Tutti danno 5stelle in forte risalita: Diamanti 16 Mannheimer 14,3 D'Alimonte 15,8 Weber 18, 8 Vento 18,1 Masia 16.Prevedo andrà sopra il 20
  2. Ultimi sondaggi: che distacco tra le 2 coalizioni?Per Mannheimer 7,5, D'Alimonte 6,5, Weber 6, Diamanti 5,5, Vento 5,1.Stasera chiude Masia.

    Giustizia sociale a orologeria?Fino a un mese fa GiuliaIchino era una brava editor: poi il padre cambia lista e lei retrocede a raccomandata



    Struggente e veritiero articolo di Guido Ceronetti oggi sulla Stampa di Torino. Prosa mirabile che riveste pensieri puliti.

    Povera Annuziata, è talmente nel pallone che non controlla più nulla. Il suo studio è stato trasformato in un ring. Regna la maleducazione.

    Bersani pensava di volare Alitalia, e invece era Carpatair

    La precaria rancorosa del Pd potrebbe sempre chiedere un posto al Montepaschi

    Cosa aspetta  a chiedere scusa a Giulia ?

    Però Berlusconi anche oggi a 76 quasi 77 anni si è battuto come un leone (e un Pinocchio) contro tutti. Anche contro Menichino

       Io ci giocai, con quel gatto (ne ho due,) e ne uscii in un bagno di sangue.

    A mezzanotte e due qui su tw il primo sondaggio fuorilegge che contraddice quello di mezzanotte e uno.

    Da tutta la vita lavoro con le parole, ma per descrivere quello che vedo su Raitre io non ne trovo.













CASAPOUND-SEPARATI

RE GIORGIO



Bolognetti: Le lacrime di coccodrillo e le occasioni perse da un Presidente Arbitro che non ha voluto esercitare il suo ruolo di garante.

Signor Presidente Napolitano
perdoni se questa mia potrà apparirle irriguardosa, ma le scrivo da cittadino che ha a cuore quel dettato costituzionale di cui lei dovrebbe essere garante e custode.
C’è in queste ore, signor Presidente, un coro di “anime belle” che si affretta a rilasciare dichiarazioni sulle patrie galere di questo Paese, che da tempo con Marco Pannella abbiamo definito luoghi di tortura senza torturatori, “un consistente e allarmante nucleo di nuova shoah”.
Sono gli stessi, signor Presidente della Repubblica, che hanno contribuito ad espellere dal dibattito politico un tema di grande rilevanza per la vita sociale ed economica di questo Paese: la Giustizia.
Sono gli stessi che di fronte a chi ha ripetutamente invocato un provvedimento di amnistia e indulto, utile a sanare la flagranza di reato contro i diritti umani e la Costituzione, hanno preferito non intervenire.
Sono gli stessi che di fronte alle morti che si susseguono in carceri indegne del paese che diede i natali a Cesare Beccaria, visitano Poggioreale per dirci “pensavo peggio”.
Le parole pronunciate in queste ore, a ridosso dell’ennesima condanna inflitta al nostro paese per la violazione della Convenzione Europea dei diritti dell’uomo, hanno il sapore della presa di posizione da parte di chi in cinque anni nulla ha fatto per sanare la ferita inferta alla Costituzione, allo Stato di diritto.
Gli stessi farisei che non hanno prestato ascolto al grido di dolore proveniente da quegli inferni danteschi che chiamiamo carceri, adesso tentano di tacitare la loro cattiva coscienza con qualche visita spot e un po’ di lacrime di coccodrillo. Ovviamente, nel farlo si guardano bene dall’entrare nel merito di una questione di enorme portata, che è quella delle condizioni in cui versa l’amministrazione della giustizia in questo paese.
Una volta di più si evita di affrontare il tema della bancarotta della giustizia, di cui le carceri sono il putrido percolato. Non una parola sul sovraffollamento dei nostri tribunali e su una situazione che da 30 anni ci vede condannati per la non ragionevole durata dei processi e quindi per la violazione della Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo.
Signor Presidente, spero vorrà perdonarmi, ma le confesso che anche le sue parole suonano al mio orecchio come lacrime di coccodrillo. Un bel coccodrillo presidenziale, magari uno di quei coccodrilli che qualcuno aveva preparato per commemorare il fu Giacinto detto Marco, che per sua e nostra fortuna è ancora sulla breccia a combattere e lottare.
Nel luglio del 2011, signor Presidente, lei ebbe a pronunciare parole importanti nel corso di un convegno tenutosi presso la sala Zuccari di Palazzo Giustiniani. Parole che per un attimo hanno alimentato la speranza di noi tutti. Lei forse le ricorderà meglio di me: “Una prepotente urgenza sul piano costituzionale e civile”.
Peccato, signor Presidente, che Lei quelle parole forti, sagge, pesanti come pietra non le abbia nutrite come poteva e come doveva. Anzi, per amore di verità va detto che ben presto, troppo presto, quella prepotente urgenza si è trasformata in altro.
Circa un anno dopo, signor Presidente, oltre 120 docenti universitari le hanno rivolto un appello promosso dal Partito Radicale. L’incipit di quell’appello, gioverà ricordarlo, recitava: “Ci rivolgiamo a Lei quale primo garante della legalità costituzionale del nostro ordinamento, con la massima fiducia in un Suo immediato ricorso al potere di messaggio alle Camere, affinché il Parlamento eserciti finalmente le proprie prerogative per dare una contestuale risposta, concreta e non più dilazionabile, sia alla crisi della giustizia italiana che al suo più drammatico punto di ricaduta, le carceri”.
Il ricorso al messaggio alle Camere, signor Presidente, per come la vediamo noi altri, di fronte alla patente violazione da parte del nostro Stato del dettato costituzionale e di Convenzioni internazionali a tutela dei diritti umani che abbiamo recepito e ratificato, era suo preciso dovere. Atto dovuto e non concessione da parte di chi è, o dovrebbe essere, il garante e il custode della Costituzione.  
Lei, signor Presidente, quel dovere non ha inteso esercitarlo, così come ha rapidamente  rimosso la prepotente urgenza. Peggio nella risposta al professor Pugiotto, Lei ha tracimato il suo ruolo scrivendo dell’assenza di “condizioni”.
Da cittadino di questo Stato criminale, dove da troppo tempo la Costituzione scritta è stata sostituita dalla costituzione materiale, ritengo che con quella risposta Lei non abbia voluto e saputo onorare il suo ruolo, che contrariamente a quanto crede un noto editorialista è quello di garante e non di arbitro tra le bande in lotta, ahimè incapaci di guardare nell’abisso nel quale siamo precipitati. 
Lei, che pure in questi mesi non ha esitato ad intervenire costantemente nel dibattito politico, tracimando il suo ruolo, ha dichiarato di non voler interferire “nel dibattito in corso”.
E infatti, “l’interferenza” che le avevamo chiesto, che abbiamo invocato era una “interferenza” non nel dibattito, che tra l’altro è da tempo negato e che non c’è, ma una “interferenza” costituzionalmente prevista e che lei avrebbe dovuto sentirsi in dovere di esercitare.
Sicché, signor Presidente, non me ne voglia se le dico che questa sua uscita di fronte alla patente omissione di un suo dovere ha il sapore dell’ipocrisia e del fariseismo partitocratico.
L’onore dell’Italia, Presidente, ce lo siamo giocato anche grazie a questa omissione e oggi è davvero difficile non percepire come sfilata di “Anime belle” la fila di coloro che si affrettano a visitare le patrie galere convenientemente dimenticando la questione giustizia.
Verrebbe voglia, Presidente, osservando quanto sta accadendo in queste ore, di citare una volta di più il vangelo di Matteo: Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima della menta, dell'anèto e del cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste cose bisognava praticare, senza omettere quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!”
Ma forse sarebbe più appropriato citare il premio Nobel Gunnar Myrdal, che affermava che quando la violazione della legalità da fenomeno marginale diventa l’ “in sé” del sistema, la struttura dello Stato di diritto ne resta sconvolta.
O meglio ancora, verrebbe da citare Marco Pannella che poche ore fa ha affermato: “Il diritto di fatto contro la lettera del diritto". 
Spero, Presidente, che tra qualche mese, nelle sua nuova veste di Senatore a vita, Lei possa dar corpo con noi e per davvero a questa lotta volta a rimettere sui binari della legalità questo nostro Stato assurto al ruolo di delinquente professionale. Spero che Lei, Presidente, possa aver compreso cosa chiedevamo al Garante, al nostro Presidente, e il perché di quella richiesta che è stata dialogo e dialogo nonviolento portato avanti innanzitutto da Marco Pannella, ma anche da quella Comunità penitenziaria che lei ha visitato.
Maurizio Bolognetti, Segretario di Radicali Lucani

MMONTI



Sto tornando a Roma da Bruxelles, dove ho partecipato al vertice sul bilancio europeo. Abbiamo ottenuto risultati significativi, con un più equo bilanciamento dei nostri contributi e più fondi assegnati all'Italia.

Nei prossimi sette anni avremo 3,5 miliardi in più per rilanciare l'agricoltura, la coesione territoriale, l'occupazione giovanile nel Mezzogiorno. Trenta ore di interrotto negoziato. Ho detto chiaramente che avrei usato il potere di veto per raggiungere un buon risultato.

Questo ha determinato un atteggiamento costruttivo soprattutto da parte del Presidente Hollande, della Cancelliera Merkel e del Presidente Van Rompuy; alle fine abbiamo potuto dare soddisfazione alle posizioni del Parlamento europeo e dell'Italia.

Diversi colleghi, pur messi a dura prova, alla fine hanno osservato che "l'Italia non aveva mai avuto un risultato così buono".

da FB

ROSSODIVITA



REGIONE LAZIO, IL VERO SCANDALO E’ NICOLA ZINGARETTI


di GIORGIO CONTE – Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo sono i due consiglieri regionali che hanno scoperchiato lo scandalo dei finanziamenti ai partiti, lo hanno fatto nel silenzio dei media, ignorati da tutti. Poi la vicenda di Fiorito prima e di Maruccio poi ha dilagato fino ad arrivare in tutta la Regione. Senza quei due radicali cocciuti forse noi non avremmo saputo niente. Perché, al netto dei reati per come sono stati spesi i soldi, lo scandalo sta in chi quei soldi li ha dati.
Chiunque si candidasse a governare la Regione dovrebbe mettere questi due signori in prima fila, invece Nicola Zingaretti ha chiesto ai Radicali di cancellarli in virtù dell’idea di un rinnovamento ipocrita e vergognoso. Zingaretti ha chiesto al partito di Bonino e Pannella di non ricandidarli ma non farlo sarebbe stata una follia. Infatti i Radicali hanno detto no.
Allora Francesco Storace ha offerto un apparentamento tecnico per consentire loro di entrare più agevolmente in Regione, azione che da una parte riconosce il ruolo dei due consiglieri e dall’altra cerca di superare l’imbarazzo con un’azione clamorosa e che rompe ogni schema.
Troppo, forse era troppo.
Ma la cosa che mi ha disgustato è stato che per due giorni si è parlato di accordo e di mancato accordo tra Storace e Pannella e non delle motivazioni che hanno reso accettabile questa ipotesi e cioè la vendetta del Pd romano e laziale guidato da Zingaretti, che forse è l’unico che corre per una Regione senza essere passato dalle primarie e che ha epurato per ha vendetta due persone per bene. Se la metà dei Radicali non si fossero stracciati le vesti forse questa mistificazione sarebbe stata agevole e quando dico questo penso al comportamento poco radicale di Emma Bonino o di Staderini. Ora che il pericolo nero è passato, oggi passerò dalla sede radicale per firmare le liste regionali sperando che, in barba a Zingaretti, riescano ugualmente ad entrare alla Pisana.

da clandestinoweb

SPREGEVOLE


Spregevole..Non viene in mente altro aggettivo che spregevole per commentare la prima pagina d'oggi del Tirreno di Prato...Spregevole e senza vergogna la clamorosa strumentalizzazione dei due diversamente abili sparati, con foto e tutto, nella prima pagina del quotidiano livornese d'area "progressista" e repubblichina...Spregevole la foto, spregevole l'articolo, spregevole il contenuto...Il Tirreno inizia così gli ultimi giorni della campagna elettorale con l'incipit di una campagna-stampa contro la ...Torre del Vento di Dani Karavan che l'amministrazione comunale ed il sindaco Cenni hanno deciso di realizzare sulla cresta calvanina di Castiglioncello...
Non avendo avuto fortuna con il lancio proposto qualche settimana fa dal corsivo di una delle firme più note della redazione pratese adesso il Tirreno ci riprova a contrastare la Giunta Cenni con l'intervista ai due fratelli disabili...
Che sia del tutto legittimo esprimere parere contrari, anche fortemente contrari, alla realizzazione dell'opera artistica del maestro israeliano è del tutto pacifico...Che sia del tutto legittimo utilizzare anche mezzi e messaggi populistici e demagogici è altrettanto pacifico e consentito...Tuttavia è del tutto spregevole servirsi come apripista della campagna contraria dell'opinione, legittima, dei due soggetti ambedue raffigurati su di una sedia a rotelle...
E' spregevole perchè vuol significare che il parere di due cittadini viene valorizzato proprio in funzione della loro disabilità...Ovvero li si rende un pessimo servizio poichè si accentua, spregevolmente e palesemente in maniera strumentale, la loro condizione...
Ma il Tirreno è fatto così..E' un quotidiano progressista ad intermittenza...E' laico a singhiozzo...Ed e' assai avvezzo a farsi docile strumento di propaganda politica di precisi ambienti cittadini..
Sul caso specifico la nostra associazione aveva espresso una propria opinione, favorevole alla realizzazione della Torre, qualche giorno addietro...Rendendone edotta anche la redazione del Tirreno...Che, naturalmente, si è ben guardata da offrirsi come luogo di dibattito libero e di dialogo tra diverse posizioni..In questo momento al Tirreno serve giocare la carta del sensazionalismo scandalistico...Avverte, probabilmente, che l'opinione pubblica è assai contraria alle spese della pubblica amministrazione che non abbiano il crisma della "utilità" sociale sic et simpliciter...Dunque occorre imbastire sulla Torre del Vento una canea di pareri solo contrari...Chi si dichiari favorevole viene silenziato...!!! Progressisti ma a senso unico...!!!
Spregevole operazione mediatica dunque!!! Secondo i criteri parametrati dal Tirreno in una situazione di crisi economica e finanziaria l'ente pubblico dovrebbe concentrare tutte le risorse in una unica direzione: alleviare i pretesi terreni, più o meno vasti, del bisogno materiale dei cittadini. Dimenticando tutto il resto....tutto quello che rende una società civile...Secondo i criteri del Tirreno, dunque, in periodi di crisi la cultura, l'arte, lo sport ecc. dovrebbero finire in secondo piano...Giacchè ogni sforzo dovrebbe essere concentrato nel soddisfare i bisogni immediati degli ultimi..Nessuna spesa per il Teatro Metastasio, nè per il Museo Pecci né, tantomeno, per l'attività sportiva nè per la cultura in generale...Ma chi, oltre ai redattori del Tirreno, vorrebbe vivere in una società con il solo pane ma senza nemmeno una rosa..??? Forse i redattori del Tirreno sono nostalgici dell'unico Stato che c'ha provato realmente: l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche!!! Oppure immaginano che l'ideale società dei cittadini pratesi sia la Corea del Nord..??? Confidiamo che la clamorosa scivolata del quotidiano toscano di Livorno erede del Telegrafo (...Telegrafo, Nazione, giornali del padrone, si gridava per le strade negli anni '70...) sia per lo meno corretta  e rimediata...Magari dando spazio anche a chi la pensa, sull'argomento Torre, diversamente da loro...!!! 

LA CASTA DI SIENA

ERETICODISIENA



VENERDÌ 8 FEBBRAIO 2013

Continua il "Mussàri tour": Mantova, Perugia, radio Radicale...

 
  Come si può agevolmente immaginare anche senza essere astrofisici, il personaggio Mussàri Giuseppe oggi interessa più che mai: dopo anni di clamorose omissioni giornalistiche, ormai è sulla bocca di tutti. Gli ex amici lo rinnegano sfacciatamente (ultimi due, Profumo Alessandro e Giulietto Tremonti, e qui siamo a livelli ceccuzziani...); la Procura di Siena lo vorrebbe interrogare, ma lui si avvale della facoltà di non rispondere (perchè questo è, in senso tecnico, ciò che ha fatto l'altro giorno: poi magari parlerà, ma per ora si è avvalso).
 Il "Mussàri tour" ereticale, comunque, procede spedito assai: da questo pomeriggio, dovrebbe essere in rete l'intervista rilasciata ieri a radio Radicale, che è stata mandata in onda nel primo pomeriggio.
Domani pomeriggio (ore 18, libreria Di Pellegrini), l'eretico sarà a Mantova, a ripresentare la biografia mussariana, alla luce degli ultimi eventi: c'ero stato alcuni mesi fa, in piena situazione emergenziale post terremoto, che aveva lambito anche il mantovano. Verranno anche, a questo giro, i due mantovani eccellenti, Colaninno e la Marcegaglia?

Mercoledì pomeriggio, poi, sempre alle ore 18, stimolante appuntamento alla Feltrinelli di Perugia, in pieno centro storico, vicino all'hotel Brufani, da dove di fatto partì la Marcia su Roma poco più di 90 anni or sono...
 Evento organizzato e fortemente voluto da Maurizio Fratta, sarà un incontro importante, perchè pare che anche in terra d'Umbria ci sia grande attenzione mediatica sul caso Mussàri. Ed anche lì, quanto a libertà di informazione e di giornalismo d'inchiesta...

Sulla scorta delle esperienze pregresse (per esempio, la stessa Mantova), una delle domande più gettonate che viene tirata fuori dai foresti (a fortiori adesso!), è questa:

"Ma voi, a Siena, non vi eravate accorti proprio di niente? Non vi eravate accorti che vi stavano prosciugando la banca davanti agli occhi?".

 L'eretico, davanti a cotal interrogativo, allarga leggermente le braccia, e risponde che la grande parte dei senesi, in effetti, non s'era accorta di alcunchè, quantomeno fino a pochissimo tempo or sono.
"Sapete come funzionava, no? Per noi, il cielo doveva essere sempre più blu...".

Ps Si è fatto vivo, dalla magione dei Cappuccini, Robertino Barzanti, dicendo che non è intenzionato di avvalersi della facoltà di non rispondere, rispetto alla eretical lettera. A breve, mi risponderà. Sarà precipuo compito ereticale, quindi, di divulgare il contenuto delle affermazioni barzantiane. Restiamo, dunque, in trepidante attesa.

ROBACCIA

SANSCEMO


Grandi novita' quest'anno a Sanremo: sul palco dell'Ariston Sposetti donera' alla Litizzetto la prima bandiera del '21

Grandi novita' quest'anno a Sanremo: favorita e' Anna Oxa per la sua parentela con l'ex leader albanese Enver Hoxha

 E' più facile che la  intervisti in diretta skype dal Brasile l'amico filantropo Cesare Battisti 

  1. Grandi novità quest'anno a Sanremo: Carla Bruni leggerà alcuni brani di Nilde Iotti, tratti dalla prefazione a un libro di Ceausescu
  2.  a Sanremo il dopofestival verrà fatto nello "spazio dibattiti" dopo un incontro sulla condizione della donna a Cuba
  3. Grandi novita' quest'anno a Sanremo: al concorso canoro sara' abbinata una lotteria, primo premio una vacanza per 2 di 7 giorni sul Mar Nero

     si tratta di un articolo affettuoso,I am a sanremese! (parafrasando kennedy) forza  & co.!

    1. Berlusconi, Bersani e Monti in onda su Raidue in contemporanea al festival di Sanremo tra il 12 e il 14 febbraio 
    2. Potremmo spostare  a Is Arenas, eventualmente.


      conosco il vincitore del Festival di Sanremo 2013 ....è S. Ticazzy con la canzone "che te lo dico a fare"

      Littizzetto, a Sanremo niente politica: 'E magari bacio di nuovo Baudo' 

      Video Rai.TV - Sanremo 2013 - Anna Marchesini versione 'Rita Levi Montalcini' - Sanremo 1999