sabato 16 febbraio 2013

NICOLA ZINGARETTI

SOTTOPASSO DAY


Alla collezione delle bufale partorite dal PD pratese mancava ancora un evento dovuto al fantasioso e fantasmagorico presidente della Circoscrizione Ovest Giovanni Mosca...!!! Insieme ad altri inventori del Partito Democratico il Mosca ha chiamato a raccolta gli abitanti di Narnali per il mese di marzo per un "Sottopasso Day"....Ovvero una protesta per la mancata riapertura del sottopasso killer di Via Ciulli...La data non è stata ancora fissata...Ma a Mosca vorremmo dare un consiglio...Per buon gusto eviti quella dell'otto marzo...Lo sappiamo che ci state pensando per un "omaggio" alle donne e ragazze cinesi rimaste intrappolate ed uccise nella fossa sottoferroviaria di Via Ciulli...Evitate di strumentalizzare quelle tre sventurate per la vostra manifestazione antiamministrazione... please...!!!  Ritornando al "Sottopasso Day" evidentemente non sono state sufficienti le esaurienti spiegazioni per una volta fornite dal responsabile comunale dei lavori pubblici...Mosca ed i suoi prodi piddini vogliono allungare per forza le performances della democratica opposizione del PD pratese alla Giunta Cenni...Ecco così che il "Sottopasso Day" andrà ad aggiungersi alla terribile opposizione che il PD bugettiano ha messo in campo contro:

1)  il rifacimento della rotonda di Viale Galilei...(che infatti funziona benissimo:.);
2) il proditorio abbattimento di 2 (due) alberi, malati,  in Via Mayer (la strada più alberata del mondo...);
3) la pista ciclabile magiaauto di San Paolo..una "mostruosa" striscia d'asfalto che s'insinua nel quartiere mettendo a repentaglio 2 (due) posti auto di qualche boss locale;
4) la cocomerata del 15 agosto...perchè permette l'esibizione del sindaco Cenni al taglio delle fette;
5) il settembre pratese (Pallagrossa e Visionaria) perchè quei soldi sono spesi male..specialmente perchè consentono qualche ora di divertimento ai cittadini pratesi non controllati dal partito bersaniano;
6) la difesa del capogruppo in consiglio comunale contro coloro che imputano alla vecchia amministrazione di sinistra il disastro dei derivati Dexia;
7) la restituzione di una quota IMU a famiglie bisognose..il PD avrebbe voluto che il fondo fosse più grande; 

Manca ancora più di un anno alle nuove elezioni comunali...Siamo del tutto certi che il PD in questi 15 mesi saprà regalare ai cittadini ed ai propri militanti ancora qualche altro esilarante esempio di opposizione alla terribile giunta di destra guidata da Roberto Cenni...Avanti c'è posto...per altre cacatine di mosca!!! 

ASTEROIDE









LAZIALI

CODICE ETILICO


...nATURAlmente il gruppo pd del lazio se ne e' bellamente infischiato...piu' del codice etico esterino montino ed i suoi hanno utilizzato il codice ...etilico..!!

CODICE ETICO

Codice Etico
del Partito Democratico

Approvato dall'Assemblea Costituente
il 16 febbraio 2008

1) Premessa
  1. Le donne e gli uomini che aderiscono al Partito Democratico riconoscono nella Costituzione italiana la fonte primaria delle regole della comunità politica. Considerano i suoi principi, insieme a quelli sanciti nelle Carte sui diritti umani e sulle libertà fondamentali, il riferimento di un impegno politico al pieno servizio del bene comune, della giustizia sociale, di un modello inclusivo di convivenza.
  2. Oltre al rispetto doveroso delle leggi, l’adesione al Partito Democratico impegna a comportamenti ispirati ai principi etici contenuti in questo Codice.

2) Principi di riferimento dei comportamenti individuali e collettivi
  1. Le donne e gli uomini del Partito Democratico sostengono l’autonomia della politica, perché sia credibile e rafforzi il rapporto di fiducia con i cittadini. Ritengono che la politica debba assolvere la sua funzione pubblica senza essere subalterna ad alcuno. Al tempo stesso, concepiscono la politica come aperta all’ascolto della società e dei suoi bisogni, rispettosa delle altre autonomie, non autoreferenziale e soprattutto lontana da qualunque pretesa di invadenza e di lottizzazione.
  2. Le donne e gli uomini del Partito Democratico considerano il pluralismo una ricchezza e scelgono il confronto democratico come metodo per ricercare sintesi condivise. Riconoscono e promuovono il principio di laicità della politica e delle istituzioni. Si impegnano perché le differenze non siano ostacolo alla partecipazione ma opportunità di dialogo e di crescita, e perché i diritti e le libertà si impongano sul razzismo e sulla violenza. Contrastano ogni forma di discriminazione nel nome dell’uguaglianza sostanziale. Il contributo delle donne e degli uomini immigrati è caratteristica propria dell’identità del Partito Democratico, che con loro si propone come un’esperienza politica aperta ed interculturale.
  3. Le donne e gli uomini del Partito Democratico assicurano l’uguaglianza di genere, nel segno del rispetto e della piena partecipazione politica delle donne. Adottano tempi, modalità e stile della loro attività politica che tengano conto delle responsabilità lavorative, professionali, familiari delle persone. Assumono la democrazia paritaria come criterio di comportamento nel partito, negli organismi collegiali e in quelli monocratici, come elemento di valutazione delle decisioni prese e delle attività svolte. Per questo, gli organi nazionali del Partito Democratico sono tenuti a verificare costantemente il rispetto delle previsioni statutarie in ordine alla parità di genere e a quanto sopra previsto.
  4. Le donne e gli uomini del Partito Democratico vivono l’impegno politico con responsabilità e, per questo, sentono il dovere di confrontarsi e di dare conto del proprio operato. Promuovono le capacità e le competenze, nella convinzione che il riconoscimento dei meriti, del lavoro svolto e dell’esperienza acquisita, così come il rinnovamento dei gruppi dirigenti, diano qualità all’azione politica. Sostengono un modello di comunicazione basato sull’ascolto, sul dialogo, sulla chiarezza di espressione. Si impegnano a condurre il confronto con “volontà d’intesa”, ricercando cioè una reale interlocuzione. Favoriscono la trasparenza dei processi decisionali e la partecipazione democratica nelle forme più inclusive.
  5. Le donne e gli uomini del Partito Democratico ispirano il proprio stile politico all’onestà e alla sobrietà. Mantengono con i cittadini un rapporto corretto, senza limitarsi alle scadenze elettorali. Non abusano della loro autorità o carica istituzionale per trarne privilegi; rifiutano una gestione oligarchica o clientelare del potere, logiche di scambio o pressioni indebite.

3) Responsabilità personale e autonomia della politica
  1. Le donne e gli uomini del Partito Democratico si impegnano, in particolare, a:
    1. rinunciare o astenersi dall’assumere incarichi o decisioni che abbiano una diretta incidenza, specifica e preferenziale, sul patrimonio personale, del proprio nucleo familiare o dei conviventi, ovvero dei parenti o affini;
    2. rinunciare o astenersi dall’assumere incarichi esecutivi nel Partito (incarichi monocratici nelle città capoluogo di provincia, a livello provinciale, regionale e nazionale; incarichi negli organi collegiali esecutivi di Partito a livello regionale e nazionale) qualora, a causa del ruolo ricoperto in imprese, associazioni, enti o fondazioni, aventi scopo di lucro o titolarità prevalente di interessi economicofinanziari, possa configurarsi un conflitto di interessi tale da condizionare i propri comportamenti;
    3. non appartenere ad associazioni che comportino un vincolo di segretezza o comunque a carattere riservato, ovvero che comportino forme di mutuo sostegno, tali da porre in pericolo il rispetto dei principi di uguaglianza di fronte alla legge e di imparzialità delle pubbliche istituzioni;
    4. svolgere campagne elettorali con correttezza ed un uso ponderato e contenuto delle risorse, finanziate in modo trasparente e sempre accompagnate da un rendiconto finale, senza avvalersi per fini personali della pubblicità o comunicazione istituzionali. Si impegnano, inoltre, ad evitare forme di propaganda invasiva, nel rispetto dell’ambiente e del decoro urbano.
  2. Ciascun dirigente, ogni componente di governo a tutti i livelli, le elette e gli eletti nelle liste del Partito Democratico si impegnano a:
    1. comunicare all’organo di garanzia territorialmente competente, ai sensi dello Statuto, le situazioni personali che evidenziano o possono produrre un conflitto di interessi, ovvero condizionare l’attività del partito o lederne l’immagine pubblica, in primo luogo nel caso di esistenza di un procedimento penale o di adozione di una misura di prevenzione nei propri confronti. Gli stessi, ove impegnati a livello europeo, nazionale, regionale, provinciale e nei capoluoghi di provincia, comunicano, inoltre: la proprietà, la partecipazione, la gestione o l’amministrazione di società ovvero di enti aventi fini di lucro; l’appartenenza ad associazioni, organizzazioni, comitati, gruppi di pressione che tutelino o perseguano interessi di natura finanziaria, nonché i ruoli di rappresentanza o di responsabilità eventualmente ricoperti ovvero il loro sostegno;
    2. assolvere con competenza, dedizione e rigore le funzioni ricoperte, senza cumulare incarichi che precludano di svolgere compiutamente la responsabilità affidata, evitando in particolare, di: sommare più funzioni monocratiche interne al partito; assumere o ricoprire contemporaneamente più cariche istituzionali elettive; cumulare una funzione monocratica interna al partito con la titolarità di una carica istituzionale monocratica di equivalente o analogo livello territoriale, fatta eccezione per l’incarico di Presidente del Consiglio dei Ministri;
    3. rendicontare, con una relazione dettagliata, le somme impegnate individualmente o i contributi ricevuti da terzi e destinati all’attività politica ovvero alle campagne elettorali o alle competizioni interne al partito;
    4. evitare l’uso strettamente personale e lo spreco dei beni e delle risorse messi a disposizione in ragione dell’incarico svolto. Evitare, inoltre, l’impiego ingiustificato di risorse, ad esempio nel caso di acquisto di beni e arredi destinati all’ufficio, sia istituzionale che di partito;
    5. rifiutare regali o altra utilità, che non siano d’uso o di cortesia, da parte di persone o soggetti con cui si sia in relazione a causa della funzione istituzionale o di partito svolta.
    6. utilizzare i mezzi di comunicazione per favorire una informazione corretta dei cittadini sulle questioni politiche ed istituzionali.
  3. Ogni componente di governo a tutti i livelli, le elette e gli eletti nelle liste del Partito Democratico si impegnano a:
    1. rinunciare o astenersi dall’assumere incarichi esecutivi nelle fondazioni aventi la titolarità prevalente di interessi economicofinanziari, in imprese pubbliche, in società a partecipazione pubblica, salvo che l’incarico derivi da obbligo connesso alla funzione svolta;
    2. rendicontare periodicamente, attraverso strumenti informativi e/o iniziative pubbliche, l’attività politica o istituzionale svolta anche con forme di corrispondenza con i cittadini e/o gli elettori;
  4. Ogni componente di governo, a tutti i livelli, del Partito Democratico si impegna a:
    1. non conferire né favorire il conferimento di incarichi a propri familiari o, tranne che negli uffici di personale collaborazione, a persone con cui si abbiano rapporti professionali;
    2. avvalersi di consulenze esterne soltanto in condizioni di effettiva necessità, con adeguate motivazioni e con modalità di piena trasparenza;
    3. astenersi dal partecipare a manifestazioni pubbliche organizzate contro il governo e la giunta di cui si fa parte, senza trarne le dovute conseguenze.
  5. Ogni responsabile delle risorse finanziarie del Partito Democratico si impegna a garantire, ad ogni livello, una gestione trasparente dei finanziamenti pubblici e privati ricevuti. L’entità dei finanziamenti ed il loro utilizzo sono resi pubblici e i relativi dati sono accessibili a chiunque.

4) Leale collaborazione e sostegno alla vita del partito
Le donne e gli uomini del Partito Democratico si impegnano a:
  1. contribuire personalmente all’attività del partito con uno specifico onere di concorso economico, proporzionale alle indennità percepite per coloro che sono eletti ovvero designati nelle istituzioni;
  2. adottare e rispettare percorsi decisionali partecipati, trasparenti, motivati, rispettosi del pluralismo di posizioni politiche e culturali esistenti;
  3. favorire l’informazione ed il coinvolgimento degli aderenti e dei sostenitori nella vita del Partito, evitando che le scelte organizzative producano forme di cristallizzazione interne ed esclusioni, discriminazioni o condizionamenti, e garantendo che gli orientamenti politicoculturali contribuiscano ad una libera dialettica interna al Partito;
  4. promuovere e rispettare le regole per la par condicio nella partecipazione alle competizioni interne, anche in relazione ai limiti di spesa e alle modalità di utilizzo delle risorse economiche;
  5. favorire la parità di accesso ai servizi, alle risorse e ai beni comuni nonché il loro impiego corretto e trasparente;
  6. incoraggiare l’impegno volontario e scegliere di mantenere tendenzialmente separato il rapporto di lavoro dipendente nel partito dagli incarichi politici;
  7. adottare la competenza, la serietà dell’impegno, lo stile, il merito e le capacità personali come criteri prevalenti di discernimento e di valutazione delle persone in relazione agli incarichi e/o alla responsabilità che possono assumere, disincentivando ed evitando di premiare comportamenti trasformistici;
  8. non diffondere o utilizzare, senza giustificato motivo, dati, informazioni o documenti riservati conosciuti o ricevuti in ragione dell’incarico svolto o dell’appartenenza al partito.

5) Condizioni ostative alla candidatura e obbligo di dimissioni
  1. Le donne e gli uomini del Partito Democratico si impegnano a non candidare, ad ogni tipo di elezione anche di carattere interno al partito coloro nei cui confronti, alla data di pubblicazione della convocazione dei comizi elettorali, sia stato:
    1. emesso decreto che dispone il giudizio;
    2. emessa misura cautelare personale non annullata in sede di impugnazione;
    3. emessa sentenza di condanna, ancorché non definitiva, ovvero a seguito di patteggiamento; per un reato di mafia, di criminalità organizzata o contro la libertà personale e la personalità individuale; per un delitto per cui sia previsto l’arresto obbligatorio in flagranza; per sfruttamento della prostituzione; per omicidio colposo derivante dall’inosservanza della normativa in materia di sicurezza sul lavoro.
  2. Le donne e gli uomini del Partito Democratico si impegnano a non candidare, ad ogni tipo di elezione anche di carattere interno al partito, coloro nei cui confronti, alla data di pubblicazione della convocazione dei comizi elettorali, ricorra una delle seguenti condizioni:
    1. sia stata emessa sentenza di condanna, ancorché non definitiva ovvero a seguito di patteggiamento, per delitti di corruzione nelle diverse forme previste e di concussione;
    2. sia stata emessa sentenza di condanna definitiva, anche a seguito di patteggiamento, per reati inerenti a fatti che presentino per modalità di esecuzione o conseguenze, carattere di particolare gravità;
    3. sia stata disposta l’applicazione di misure di prevenzione personali o patrimoniali, ancorché non definitive, previste dalla legge antimafia, ovvero siano stati imposti divieti, sospensioni e decadenze ai sensi della medesima normativa;
  3. Le condizioni ostative alla candidatura vengono meno in caso di sentenza definitiva di proscioglimento, di intervenuta riabilitazione o di annullamento delle misure di cui al comma 2 lett. c).
  4. Le donne e gli uomini del Partito Democratico si impegnano a non candidare, ad ogni tipo di elezione anche di carattere interno al partito:
    1. i proprietari o coloro che ricoprano incarichi di presidente o di amministratore delegato di imprese che operano a livello nazionale nel settore della informazione, ovvero il loro coniuge, parenti o affini;
    2. i proprietari ovvero coloro che ricoprano incarichi di presidente o di amministratore delegato di imprese che operano nel settore della informazione a livello locale, nel caso in cui l’organo di garanzia territorialmente competente previsto dallo Statuto accerti che per il rilievo dell’attività dell’impresa si possa determinare un sostegno privilegiato a loro esclusivo vantaggio.
  5. Ove sopravvengano le condizioni di cui ai commi precedenti, gli eletti, i titolari di incarichi all’interno del partito, ovvero il personale di nomina politica, rassegnano le dimissioni dal relativo incarico.
6. Attuazione del Codice Etico
  1. Lo Statuto indica l’organo competente ad accertare e a pronunciarsi circa le violazioni del Codice etico, la procedura da seguire e le sanzioni da adottarsi.

ER BAGOLARO


vedi sotto:

http://liberamenteprato.blogspot.it/2013/01/bagolari-3.html

"...All'agriturismo Il Bagolaro durante il 2011 vengono liquidate fatture per un ammontare di euro 5.648,00. Cene, pranzi, spese di rappresentanza e composizioni di rappresentanza di Natale, come si legge nel rendiconto. Il figlio del tesoriere del Gruppo del PD della Regione Lazio Perilli è il cognato della titolare del Bagolaro signora Casciaro Valentina...." da Notizie Radicali 7.11.2012

Finalmente scoperto il motivo delle tante riunioni che il gruppo regionale PD del Lazio faceva all'agriturismo "Il Bagolaro" di Nerola....della serie l'Italia Aggiusta...e loro s'aggiustavano con  i parenti...

LA LORO SQUADRA



GRUPPO REGIONALE PARTITO DEMOCRATICO

LA "LORO" SQUADRA IN REGIONE LAZIO

Foto di Bruno AstorreBruno Astorre Vicepresidente del Consiglio Regionale-decise l'aumento dei contributi pubblici ai gruppi fino a 14.000.000 di euro....adesso è candidato al Senato

Foto di Tonino D'AnnibaleTonino D'Annibale non candidato... 



Foto di Francesco DaliaFrancesco Dalia non candidato

Foto di Marco Di StefanoMarco Di Stefano candidato alla Camera

Foto di Enzo FoschiEnzo Foschi non candidato

Foto di Carlo LucheriniCarlo Lucherini non candidato

Foto di Claudio ManciniClaudio Mancini non candidato

Foto di Esterino MontinoEsterino Montino ex capogruppo...candidato sindaco di Fiumicino..la           moglie, Monica Cirinnà, è candidata al Senato

Foto di Claudio MoscardelliClaudio Moscardelli non candidato

Foto di Giuseppe ParronciniGiuseppe Parroncini non candidato

Foto di Mario PerilliMario Perilli ..detto erbagolaro...non candidato

Foto di Umberto Carlo PonzoUmberto Carlo Ponzo non candidato

Foto di Francesco ScaliaFrancesco Scalia candidato al Senato

Foto di Daniela ValentiniDaniela Valentini candidata al Senato


LUCIANO MAURO

RITA BERNARDINI

PALAZZO VESTRI


Il caso
Palazzo Vestri e i soldi pubblici sprecati dalla Provincia di Prato
24/09/2012 15:30:00

di Redazione

Prato. La Provincia di Prato, ente inutile e costoso, prossima a sparire grazie alla spendig review del governo Monti, non sarà certo rimpianta. "Per stare cinque anni in Palazzo Vestri, ha sostenuto costi superiori ai 3 milioni di euro": è questa la denuncia di Francesco Mugnaioni, consigliere provinciale del Pdl che, su questo tema, ha presentato una domanda d'attualità urgente all'ultimo presidente Lamberto Gestri (Pd).

"Anche se non sono direttamente responsabili degli accordi fatti dai loro precedessori (la giunta guidata da Massimo Logli, del Pd), hanno il dovere di essere chiari con la città, infatti troppo spesso questa amministrazione ha pensato più a salvare la faccia di quella precedente che a governare bene la Provincia", ha aggiunto lo stesso Mugnaioni. "Alla cerimonia di inaugurazione dopo il restauro, il 6 settembre 2008, c'era tutto l'establishment del Pd pratese, tutti a celebrare la restituzione alla città di Palazzo Vestri, l'ex hotel Stella d'Italia. Adesso, siamo all'annuncio da parte della Provincia, che l'immobile rientrarà nella disponibilità della proprietà, causa spending review".

"L'edificio ha ospitato l'agenzia per il turismo, le cui funzioni oggi sono svolte da una società regionale, alcuni uffici della Provincia, che verranno spostati negli altri due palazzi centrali dell’Ente pratese e dalla neo arrivata Università americana New Haven, alla quale la Provincia aveva dato il benvenuto con una cerimonia ufficiale pochi giorni fa e per la quale si dovrà trovare una non facile soluzione alternativa. La Provincia di Prato si è accollata i costi per la ristrutturazione del palazzo, per un importo dichiarato nel 2008, di 2 milioni e 400 mila euro. Oggi, lo stesso Ente, dichiara che recedere dal contratto anticipatamente, la scadenza era fissata al 2018, porterà un risparmio di 2 milioni di euro, vale a dire un canone annuo di poco superiore ai 300 mila euro".

"E qui mi chiedo, ma non è un canone un po' alto considerando che i lavori di ristrutturazione del palazzo sono stati interamente pagati dalla Provincia? I lavori di ristrutturazione pagati, appunto 2 milioni e 400 mila euro, dovevano valere per diversi anni d'affitto e se lasciamo adesso la struttura, forse, alla collettività ed alle casse dell'ente, dove essere reso anche qualcosa. Altrimenti, in pratica, la proprietà dell'immobile, nel 2013, dopo cinque anni, rientrerà in possesso del Palazzo, completamente ristrutturato e avendo incassato pure l'affitto dal 2008 ad oggi, per un valore complessivo di oltre 3 milioni e mezzo di euro. Sarebbe questa un operazione paradossale, infattibile tra privati, ma misteriosamente normale quando ci sono soldi pubblici di mezzo".

Toscana News 24 © - Corrado Tedeschi Editore - Edicola online

SOLOSOLE


venerdì 15 febbraio 2013

MINUCCIvsMUSSARI



VENERDÌ 15 FEBBRAIO 2013

Mussàri insultato, Minucci in trionfo: qualcosa non torna...


    Che strana terra, che è quella senese. Stamattina, qualche monetina e parecchi insulti per il plurinquisito Mussàri Giuseppe, all'arrivo in Procura, donde è uscito a metà pomeriggio, dopo avere parlato con i Pm Grosso, Nastasi e Natalini, i tre moschettieri che danno la caccia al fiume di denaro sparito con l'affaire Antonveneta, con tutti gli annessi ed i connessi. Quanto alle monetine, il paragone con Craxi è quello più scontato e prevedibile: ne riparleremo, sperando di averne tempo.

 Dopo la "mattinata delle monetine", stasera la Mps Mens sana gioca una importante partita con il Vitoria: sarà una bel match, a lume di naso, ma non è il dato tecnico quello che ci interessa, in questa sede.
Ci preme piuttosto sottolineare che l'orgoglio della città di Siena - a sentire i corifei cestisti - sarebbe stato, almeno in parte, salvato dalla bella vittoria di domenica in Coppa Italia, da parte della squadra del bravo Banchi. Una squadra che continua ad avere - nonostante le buffe dimissioni da Presidente - come dominus assoluto quel Minucci Ferdinando che è sotto inchiesta da parte di quella stessa Procura che indaga su Mussàri, addirittura da parte dello stesso Pm (Nastasi). L'accusa parla di pagamenti in nero ai giocatori. Minucci si difende dicendo, in buona sostanza, che lo fanno tutti. Chapeau. Già detto questo, si potrebbe chiudere il discorso, ma osiamo chiedere ai lettori: ci si accanisce (con piena ragione) su Mussàri, e si osanna chi ha iniziato a vincere giusto sotto il regno di Mussàri.
 Se lo vedeste fare a qualche altra collettività, come la giudichereste, la suddetta collettività? Possibile che non si capisca che applaudire Minucci equivale ad applaudire Mussàri?

 Viene giusto fuori, ad adiuvandum l'eretical polemica, una notizia, riportata solo dal grande Enrico Campana sul suo sito seguitissimo (Pallarancione), dal Fatto quotidiano (con ripresa da parte del Cittadino il 30 gennaio) e da Panorama, con il bravo Gianluca Ferraris. I giornalisti d'assalto di Sienina, invece, si sono lasciati sfuggire anche questo clamoroso scoop. Che strano...

 Agli inizi del 2012, il buon Minucci Ferdinando ha ceduto il marchio Mens sana (comunicandolo a chi?) ad una neonata società gestita da tale Stefano Sammarini; la società, sita in Rimini, si chiama Brand management Srl, ed ha svariate particolarità: pur neonata, pur con un capitale da paese della fascia subsahariana (10mila euro!), con un contratto depositato davanti ad un notaio di Radda in Chianti (!?), ottiene, auspice Minucci Ferdinando, la licenza di uso del marchio della gloriosissima Mens sana basket. Nonchè - udite udite - un finanziamento di 8 milioni di euroni, sull'unghia, in un periodo in cui la banca purtroppo non eroga credito neanche a mettersi in ginocchio. Il tutto viene ratificato il 26 marzo 2012: guarda un po' il Fato, qualche giorno prima che Mussàri Giuseppe abbandonasse la banca (costretto all'abbandono dal grande discontinuatore Franchino il Ceccuzzi, ovviamente...).
Questo Sammarini (descritto come collaboratore di lunga data del Minucci), quindi, ha raccattato il jolly della vita: buon per lui! Ci auguriamo, per il bene della prosciugata banca, che possa e sappia restituire i soldi del finanziamento avuti, pronta cassa, da Mps gestione finalmussariana. Tutta gente al di sopra di ogni sospetto, questa di cui si parla: ma se la Brand management Srl NON restituisce i denari, che succede?
 In gergo giornalistico, la chiamano "operazione mezzanotte": prima che finisca il giorno, si raccatta quel che si può, poi si vedrà.

Ps Altra chicchina minucciana: il marchio Mens sana risultava registrato (prima della meravigliosa pensata in oggetto), nel 2009, a Bologna. Rimini, Radda, Bologna: ma a Siena, non si registra mai niente?

TERAMO

"DIMISSIONI" PAPALI

 “Dimissioni” di Benedetto XVI: un terremoto che ci deve interessare
papa
di Roberto Davide Papini
«Contrordine compagni! La frase pubblicata sull’Unità: “Nell’ora della tempesta è necessario avere l’ammirevole salma del compagno Togliatti”, contiene un errore di stampa, e pertanto va letta: “…è necessario avere l’ammirevole calma del compagno Togliatti”» (dal “Candido” del 25 aprile 1948).
I fratelli e le sorelle cattolici non se la prendano, ma certe reazioni ufficiali alle “dimissioni” (ok, non è il termine esatto, ma così ci capiamo meglio) di Benedetto XVI ricordano un po’ quelle che i “trinariciuti” personaggi di Giovanni Guareschi avevano di fronte alle direttive del partito comunista. Dopo aver esaltato per anni le non dimissioni di Giovanni Paolo II, nonostante una lunga e grave infermità (e l’oggettiva incapacità di svolgere il proprio ruolo), adesso tutti a dire, invece, che Benedetto XVI ha fatto bene, che è stato coraggioso ed è giusto così e che se uno non ce la fa più è bellissimo che lo ammetta.
A livello ufficiale, purtroppo, tra alti prelati, giornalisti, politici e via dicendo, nel mondo cattolico e tra gli “atei devoti” siamo ancora al “contrordine compagni” (o forse “fratelli e sorelle”) con acritica adesione a qualsiasi cosa faccia e dica il Papa, anche se oggi smentisce quanto detto ieri. Dietro le prese di posizioni ufficiali e a livello delle persone “normali”, dei fedeli cattolici, il discorso è molto diverso e la vicenda viene affrontata con più maturità.
Certo, non mancano i “trinariciuti” (questa categoria, purtroppo, c’è un po’ dappertutto), ma in maggioranza emergono posizioni più problematiche, spesso tormentate. In tanti si interrogano su questo gesto e, magari, rivedono criticamente quello che avevano pensato del caso di Giovanni Paolo II, altri danno il loro appoggio al gesto umano e sofferto di Joseph Ratzinger in nome dell’amore per la chiesa, altri ancora si dichiarano delusi dalle “dimissioni” e altri sospendono il giudizio, cercando di capire meglio.
Per una parte notevole del mondo cattolico sono giorni anche di speranza in una riforma della chiesa romana, anche se colpisce il fatto che questa potrebbe partire non dall’azione dei contestatori “riformisti”, ma proprio dal vertice contestato e, forse, in risposta a spinte conservatrici. Soprattutto in Italia, va detto, i cattolici del dissenso avranno di che riflettere su una strategia che ha posto al centro della contestazione (piuttosto blanda, in verità) per lo più le posizioni etico/politiche del Vaticano, senza mettere realmente in discussione il nodo centrale, il problema a monte, ovvero il vincolo di obbedienza verso la gerarchia e il magistero. Diversamente, va detto, di quanto accaduto in Austria con la “pfarrer initiative” (l’iniziativa dei parroci) e il suo esplicito “appello alla disobbedienza”.
Tornando alle “dimissioni”, quanto interessano noi protestanti? Ora, a parte alcune posizioni snobistiche, la cosa ci interessa e molto, come confermano i tanti commenti ufficiali e personali che circolano in questi giorni. Non c’è dubbio, infatti, che il disorientamento del mondo cattolico di fronte a questo gesto di Benedetto XVI stia a indicare che difficilmente questo sarà un gesto senza conseguenze nella chiesa cattolica romana e, quindi, nella cristianità tutta. Infatti, se noi evangelici non abbiamo bisogno del Papa (come ha giustamente e lucidamente argomentato Peter Ciaccio nel suo articolo su Voci Protestanti) sarebbe sbagliato guardare all’evento come a un problema interno di un ente a noi estraneo. Pur con tutte le differenze che sappiamo, siamo fratelli e sorelle nella fede e al di là delle varie denominazioni siamo parte dell’unica Chiesa di Gesù Cristo.
Ecco perché questo terremoto in ambito cattolico ci deve interessare e lo dobbiamo guardare con rispetto fraterno e con ecumenica franchezza. E, a prescindere dalle motivazioni (condizioni di salute, scandali, veleni curiali o altro) la rinuncia di Benedetto XVI apre prospettive molto interessanti sulla dottrina del “vicario di Cristo” (inevitabilmente messa in discussione), sulle prerogative papali, sul governo della chiesa cattolica romana (che potrebbe evolversi in senso più collegiale) e, di conseguenza, anche sul rapporto con il mondo protestante. Faremmo bene a seguire da vicino questo processo e, magari, ad incoraggiarlo verso una “riforma” che possa avvicinare ancora di più le varie componenti del mondo cristiano, per impegnarci insieme nel compito centrale della Chiesa di Gesù Cristo: annunciare l’evangelo. E un’evangelizzazione ecumenica è certo più efficace di quella fatta in ordine sparso.

GIAMPAOLO GALLI

D'INCECCO

PISICCHIO E RUTELLI

GIUSTIZIA E DINTORNI

ROVESCI



Ora ... io sarò anche una checca isterica e forse a tratti un po' signorina Rottelmaier (non si scriverà di sicuro così) ma mi continuo a domandare il senso della scelta SEL-PD di usare spesso modi diversi per parlare di diritti.
A Livorno ci sarà un incontro per parlare di DIRITTI DEGLI ANIMALI, e va benissimo. Spesso sento parlare di DIRITTI DEI BAMBINI IMMIGRATI, ed anche se ho le mie idee trovo corretta l'espressione. Poi magicamente si parla di DIRITTI CIVILI intendendo parlare DEI CAZZO DI SACROSANTI DIRITTI DI GAY E LESBICHE ... ma perchè allora non dirlo chiaramente?
A me la dicitura "DIRITTI CIVILI" non declinata mi fa proprio schifo, perchè mi nega, perchè mi omette, perchè non spaventa tutta quella massa di persone che vorrebbe alla fin fine gay e lesbiche non ci fossero o non chiedessero nulla.
Spiace a me la gradualità non mi basta più, "diritti civili" e basta non mi rappresenta più, "non c'è peggior sordo/a di chi non vuole sentire".

da FB

COMIZI D'AMORE

STORNI









BALDASSARRI



GIOVEDÌ 14 FEBBRAIO 2013

L'eretico a Perugia, Baldassari altrove...

   
  Ancora in piena evoluzione (chi ne avrebbe mai dubitato?) la maxinchiesta della Procura di Siena (Pm Grosso, Nastasi e Natalini, in rigoroso ordine alfabetico): la notizia del giorno è l'arresto di Gianluca Baldassari, l'ex Capo dell'Area finanza del Monte. Questo blog - primo in assoluto - ne aveva scritto il 15 marzo 2012. Negli ultimi giorni, quell'articolo è ritornato fra i top five più letti del blog. Chissà perchè...

  L'eretico ieri, da par suo, era a Perugia a presentare il suo libercolo mussariano. Insieme a lui, alla Feltrinelli, c'era il professor Bruno Amoroso, economista della scuola di Federico Caffè. Lo scrivente ha parlato di ciò che potete immaginare: non certo novità, per chi frequenti il blog (magari cosette stimolanti per i tanti presenti, voglio sperare); dopo una mezz'oretta ereticale, il moderatore - Maurizio Fratta - ha dato la parola ad Amoroso, che ha svolto un ragionamento estremamente complesso sul rapporto fra economia-finanza e politica negli ultimi 15-20 anni.
L'eretico, prendendo diligentemente gli appunti, si è segnato un paio di spunti davvero notevoli, a margine della proposta di Amoroso di abbandonare l'idea della dogmatica intangibilità dell'euro, su cui bisognerebbe tornare con un pezzo ad hoc.

  Primo punto: l'economia e la politica di oggi (più ancora di quanto accadesse ieri) sono come iceberg. Nel senso che il cittadino comune, anche discretamente informato, a malapena può conoscere un terzo, un quarto di ciò che accade nelle segrete stanze. Balsamo, per le orecchie ereticali. Il caso Mussari mi pare lo dimostri in pieno, come ho cercato di fare capire anche ieri a Perugia. Solo così si può tirare fuori roba tipo i cosiddetti titoli "al neutrone": titoli che - proprio come la famigerata bomba - ammazzano gli esseri umani, ma lasciano intatte le case e le ville (su cui possono mettere impunemente mano le banche, vedasi Spagna e States).

  Punto secondo: il rapporto fra politica ed economia-finanza. Perchè la politica - ci dice il professor Amoroso - NON si è accorta di niente, di fronte al marciume esploso nelle ultime settimane (Mps, ma non solo: si pensi a Finmeccanica, e non da ieri), ed esploso non certo grazie alla denuncia della classe politica?  Perchè la politica ha avuto palate di denaro, addirittura maggiore di quanto ne avesse ricevuto prima di un quindicennio or sono, proprio per TACERE, PER STARE IN SILENZIO davanti alle più efferate porcate. Con ciò, la politica è in modo permanente SOTTO RICATTO, avendo ottenuto tutto quel ben di Dio, tra l'altro senza alcun merito specifico. Amoroso concorda in questo con Giuliano Ferrara, che acutamente scrive da tempo che ormai, in Italia, a certi livelli si può fare politica solo se (ed in quanto) ricattabili: per entrare, appunto, in un grande, variegato club dei ricattati.
In tutta onestà intellettuale - guardando l'Italia e non solo - chi si sentirebbe di dargli torto?

Ps Venerdì sera (ore 21, Palazzo Patrizi), stimolante appuntamento sull'informazione A SIENA e SU SIENA, con giornalisti foresti e bloggers municipalistici. L'eretico - continuando il suo "Mussàri tour" - ci sarà.
 A proposito: venerdì è il giorno del secondo interrogatorio mussariano. A questo giro, parlerà?  

BUONO


giovedì 14 febbraio 2013

SCOOP



SCOOP DEI RADICALI
Le promesse dei Radicali sulla trasparenza vogliono essere mantenute. Domani, venerdì 15 febbraio ore 16 conferenza della lista Amnistia Giustizia Libertà, alla storica sede di Via di Torre Argentina 76.
Dati e cifre dell’attività svolta da tutti i consiglieri regionali del Lazio.  
Con Emma Bonino, Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo. Quest’ultimo è stato intervistato, poche ore fa, per lo speciale elezioni 2013, a breve il video dell’intervista, girato e montato da Gianni Colacione, intervista di Sheyla Bobba e mio l’articolo che seguirà.
Noi di SenzaBarcode ci saremo!

TURCO A CANALE5

NEW TANGENTOPOLI









PASTORE TEDESCO


Daniele Spada

"PERCHE' IL TEDESCO NON E' (GIA') PIU' IL MIO PAPA Tutto questo incensare Ratzinger proprio non lo sopporto. Delle due l'una: se è un ganzo Ratzinger, GPII era un vecchiardo attaccato al potere. Se GPII è stato un santo anche per aver sopportato davanti al mondo la sua malattia senza abdicare, Ratzinger è un pavido, peggio di Celestino. Non si può sentire tutti quelli che in questi giorni lodano entrambi come esempi di eroismo e di santità, avendo assunto i due comportamenti diametralmente opposti. Trionfo dell'ipocrisia e del buonismo. Ratzinger era stato l'alfiere della battaglia contro il relativismo etico, contro l'individualismo. Cosa fa? Relativizza e svilisce la più importante figura della religione cattolica. Si dimette da Vicario di Cristo, come si dimette un amministratore delegato di una qualsiasi società, o un allenatore di una squadra di calcio. C'é chi dice che l' abbia fatto per bloccare le lotte intestine al Vaticano. Ottimo colpo. Infatti d'ora in poi qualsiasi gruppo di potere potrà fare pressioni di ogni genere affinchè il pontefice indesiderato si dimetta. Il momento poi, perfetto. Hai una Chiesa debole, divisa, in preda agli scandali, i fedeli si sentono smarriti e la cosa più saggia che ti viene in mente è quella di levarti di torno? Infine, mi pare che ci sia anche una certa mancanza di fiducia nell'Altissimo: se si presume Egli onnipotente, sarà anche in grado di decidere quando il suo Vicario ha ultimato il suo compito, chiamandolo quindi a sé. Vabbè, visto che il papa non c'è, affidiamoci ai Santi... meno male c'è Sanremo."

da FB

JACOPO TONDELLI

DONATO ROBILOTTA

DOGAIA



COMUNICATO STAMPA

Secondo quanto riportato dalla stampa il Carcere della Dogaia è ancora al centro della cronaca per la presunta aggressione di un detenutomitaliano a 4 agenti della polizia penitenziaria. L'episodio non fa che confermare le nostre osservazioni dopo le ripetute visite ispettive alla Casa Circondariale di Maliseti. L'enorme sovrappiù di popolazione carceraria non può che causare questi episodi di violenza..Nonostante i ripetuti allarmi da parte della stessa direzione, dei sindacati della polizia carceraria, dei politiche che l'hanno visitato il carcere della Dogaia non ha meritato alcuna attenzione da parte del ministero della giustizia e dell'interno..V'è una profonda incapacità di cercare di risolvere il fenomeno italiano delle carceri superaffollate che ci hanno fatto meritare quasi quotidiane condanne da parte della Giustizia Europea. Ormai l'Italia è un paese criminale per l'Europa...Un Paese che non rispetta le proprie leggi e neppure quella fondamentale, la Costituzione...Un Paese così è fatalmente preda della illegalità diffusa a tutti i livelli..Gli avvenimenti nazionali delle ultime ore non fanno che confermarlo..Ma è naturale che sia così..Un Paese senza diritto e senza legalità dove la giustizia è poco più di un optional tutti i cittadini si sentono legittimati a violare le leggi statali, regionali, provinciale e comunali...E, purtroppo, sono gli stessi politici del regime partitocratico (tutti i partiti...tranne i radicali...) con il loro comportamento a rafforzare questa situazione. Per questo è fondamentale che i cittadini amanti del diritto e rispettosi della legge approfittino dell'occasione delle prossime elezioni per premiare la lista "Amnistia Giustizia Libertà" l'unica che mette al centro della propria azione e della propria campagna elettorale proprio il rientro dell'Italia nella legalità e nel buon diritto..

Avv. Massimo Taiti
candidato alla Camera per la lista "Amnistia Giustizia Libertà"

NICO STUMPO

 

Cara elettrice, caro elettore,

questi ultimi giorni che ci separano dal voto sono fondamentali per dare la spinta definitiva ad una vittoria netta e indiscutibile di Bersani e della coalizione di centrosinistra.

L'obiettivo è: Vincere le elezioni e portare lavoro, rinnovamento, ripresa economica e giustizia sociale nel governo del Paese.

In continuità con il metodo dell’apertura e della partecipazione, che ha contraddistinto il PD sin dalla sua nascita e che si è confermato negli ultimi mesi grazie alle Primarie per la scelta del candidato premier prima e per i candidati poi, ti chiediamo di svolgere un ruolo attivo, particolare e forte in questo ultimo scorcio di campagna elettorale.

Puoi essere tu la persona che nella tua comunità dà voce e visibilità alle idee e alle iniziative del nostro Partito. Contribuisci al nostro successo, donando un po' del tuo tempo e del tuo spazio organizzando incontri e piccole iniziative invitando quanti conosci e sai essere indecisi.

Registrati e condividi le tue iniziative, trai spunto da quanto stanno facendo altri e accedi facilmente a suggerimenti, informazioni e materiali utili:

https://www.elezionipd2013.it

L'integrazione fra strumenti innovativi e pratiche consolidate, fra organizzazione e azione individuale è il metodo che ti proponiamo per continuare a costruire un nuovo modo di fare politica.

Vogliamo mantenere vivo in te l'entusiasmo e l'orgoglio di essere parte attiva di un grande progetto, di una comunità di persone vere.

Vinciamo insieme le elezioni e lavoriamo insieme a creare L'Italia Giusta.

Registrati Ora!

Grazie e Buona campagna elettorale!


Nico Stumpo
Responsabile Nazionale Organizzazione PD

REMO


Luigi Nespoli

Giovedì 14 febbraio 2013, San Valentino. Leggo i commenti dei miei amici di facebook su Sanremo, esaltazioni senza motivazioni si alternano a critiche ugualmente prive di riferimenti tecnici e, poiché seguo il festival canzonettistico solo per compiacere mia moglie, tanto più brava di me nel seguire l'attualità, mi asterrò da ogni commento perché non pare sia consentito riflettere sui comportamenti senza mai demolire la persona che li abbia seguiti. Costato, però, che anche una gara canora sia da tempo diventata un'anticamera di scelte politiche, come se un cantante potesse risolvere il problema dell'economia italiana o dell'ordine pubblico. Lo spettacolo è spettacolo ed andrebbe goduto o vissuto con un pizzico di disincanto, anche perché non mi pare che si ascoltino voci bene impostate o musica degna di essere riascoltata durante una serata tra amici. Da parecchio, poi, sentiamo lezioni di accreditati moralisti che denunziano gli sprechi e l'inefficienza della cosiddetta classe politica, ma poi li ritrovo tutti quanti, nessuno escluso purtroppo, pronti ad incassare somme esagerate di danaro (pubblico) per l'impegno prodotto in poche serate non direi neanche di lavoro, perché ridono sempre tra di loro e pare pure che si divertano molto a dirsi parolacce come i ragazzini delle elementari che scoprono il mondo del turpiloquio e lo considerano il primo scalino per distinguersi da mamma e papà. Diceva il grande Totò "Signori si nasce ed io modestamente lo nacqui" e la sua simpatica espressione poteva leggersi come uno sfogo abbastanza classista e un tantino discriminatorio, ma se la depuriamo dall'equivoco, si potrebbe anche interpretare come la naturale diversità degli uomini e delle donne e, quindi, chi non è nato per dare lezioni, continui pure ad intascare i nostri soldi, quelli sì sudati e non sempre sicuri, ma si astenga dal darci lezioni, perché potremmo diventare allievi ribelli verso falsi maestri ipocriti che, mentre predicano come evitare i mali della vita, ci sguazzano dentro con lo stesso entusiasmo riscontrabile in un qualunque porcile. Stamani rifarò la consueta passeggiata per via Caracciolo, parlerò con il mare che mi ascolta e mi risponde sempre e mi conferma una legge cosmica: il mondo non cambia mai nella sua identità, i mutamenti sono solo nostre illusioni che proiettiamo sulla realtà e non c'è da scoprire l'antica acqua calda, una canzone, se veramente bella diventa la colonna sonora di un film ma anche e soprattutto della nostra vita, ma i nostri anni non si ritrovano in nessuna cineteca, dispersi come sono tra ricordi imprecisi nostri ed altrui, a me pare, per esempio, che il bravo Vasco Rossi sia stato valutato ultimo in un Sanremo di tanti anni fa e ricordo pure che Tenco, che mi appariva un grande artista, si sparò perché non resse all'eliminazione. Fortunatamente sono un napoletano nato a Bagnoli, a poche centinaia di metri da artisti che amo, D'Angiò, Eugenio ed Edoardo Bennato e quest'ultimo, anche architetto oltre che rock star, da filosofo provetto l'aveva detto che sono solo canzonette. Ma intanto le canzonette non mi hanno fatto pensare che oggi sia la festa dell'amore, San valentino, festa che sarà pure consumistica, ma è dedicata all'amore, unico sentimento che riesca a farci reggere la durezza dell'esistenza.

da FB