sabato 9 marzo 2013

EMMA FOR PRESIDENT



TWITTERS



 salve, lei e' il mio 31millesimo follower. Ha vinto una bambolina di pezza

   l'etica e' importante. Anche perche' ciascuno ha la sua

   c'e' sempre uno più puro di te che ti epura

Ci sono intellettuali di sinistra a cui Grillo piace semplicemente perche' si ricordano di quando erano gruppettari


Se in Italia uno perde le elezioni e si deve dimettere, si chiama atto di generosita'

Ieri Draghi s'era esposto: "i mercati non temono l'esito del voto italiano". E Fitch oggi l'ha clamorosamente smentito, declassando l'Italia

Aforisma del mio avvocato: la legge è uguale per tutti. Basta essere raccomandati.

Davvero Bersani pensa di salvare l'economia del Paese con Grillo?

qui finisce che il buon Napolitano costringe un'altra volta Bersani a fare maggioranza con il Pdl (in attesa che arrivi Renzi)

10 Comandamenti: 279 parole-Dichiarazione indipendenza USA: 300 parole-Disposizioni UE su commercio caramelle: 25.911 parole. È detto tutto

  Non avete bisogno di microchip perché seguite i comandi del vostro padrone in maniera automatica ah ah ah ah



La sinistra in Europa si è dimenticata che la sua missione è la lotta alla povertà? Ne parliamo a  dopo la pubblicità


Notizia: lunedì il Pd proporrà a tutti i gruppi parlamentari (tutti) di dividersi equamente presidenze delle commissioni. Inizia lo scouting

Per orientarsi: se presidente Senato sarà del Pdl possibile governo tecnico dopo Bersani; se sarà del Pd (o di Monti) urne più probabili.

L'Italia deve inginocchiarsi all'ossessione personale della Boccassini. A scapito della verita',del buon senso e della Costituzione.





















LAPPELLO



Caro Beppe Grillo, cari amici del Movimento 5 Stelle,

Una grande occasione si apre, con la vostra vittoria alle elezioni, di cambiare dalle fondamenta il sistema politico in Italia e anche in Europa. Ma si apre ora, qui e subito. E si apre in questa democrazia, dove è sperabile che nessuna formazione raggiunga, da sola, il 100 per cento dei voti. Nessuno di noi può avere la certezza che l’occasione si ripresenti nel futuro. Non potete aspettare di divenire ancora più forti (magari un partito-movimento unico) di quel che già siete, perché gli italiani che vi hanno votato vi hanno anche chiamato: esigono alcuni risultati molto concreti, nell’immediato, che concernano lo Stato di diritto e l’economia e l’Europa. Sappiamo che è difficile dare la fiducia a candidati premier e a governi che includono partiti che da quasi vent’anni hanno detto parole che non hanno mantenuto, consentito a politiche che non hanno restaurato ma disfatto la democrazia, accettato un’Europa interamente concentrata su un’austerità che – lo ricorda il Nobel Joseph Stiglitz – di fatto «è stata una strategia anti-crescita», distruttiva dell’Unione e dell’ideale che la fonda.
Ma dire no a un governo che facesse propri alcuni punti fondamentali della vostra battaglia sarebbe a nostro avviso una forma di suicidio: gli orizzonti che avete aperto si chiuderebbero, non sappiamo per quanto tempo. Le speranze pure. Non otterremmo quelle misure di estrema urgenza che solo con una maggioranza che vi includa diventano possibili. Tra queste: una legge sul conflitto di interesse che impedisca a presenti e futuri padroni della televisione, della stampa o delle banche di entrare in politica; una legge elettorale maggioritaria con doppio turno alla francese; il dimezzamento dei parlamentari il più presto possibile e dei loro compensi subito; una Camera delle autonomie al posto del Senato, composta di rappresentanti delle regioni e dei comuni; la riduzione al minimo dei rimborsi statali ai partiti; una legge anti-corruzione e anti-evasione che riformi in senso restrittivo, anche aumentando le pene, la disciplina delle prescrizioni, bloccandole ad esempio al rinvio a giudizio; nuovi reati come autoriciclaggio, collusione mafiosa, e ripristino del falso in bilancio; ineleggibilità per condannati fin dal primo grado, che colpisca corruttori e corrotti e vieti loro l’ingresso in politica; un’operazione pulizia nelle regioni dove impera la mafia (Lombardia compresa); una confisca dei beni di provenienza non chiara; una tutela rigorosa del paesaggio e limiti netti alla cementificazione; un’abolizione delle province non parziale ma totale; diritti civili non negoziati con la Chiesa; riconsiderazione radicale dei costi e benefici delle opere pubbliche più contestate come la Tav. E vista l’emergenza povertà e la fuga dei cervelli: più fondi a scuola pubblica e a ricerca, reddito di cittadinanza, Non per ultimo: un bilancio europeo per la crescita e per gli investimenti su territorio, energia, ricerca, gestito da un governo europeo sotto il controllo del Parlamento europeo (non il bilancio ignominiosamente decurtato dagli avvocati dell’austerità nel vertice europeo del 7-8 febbraio).
Non sappiamo quale possa essere la via che vi permetta di dire sì a questi punti di programma consentendo la formazione del nuovo governo che decida di attuarli, e al tempo stesso di non contraddire la vostra vocazione. Nella giunta parlamentare si può fin da subito dar seguito alla richiesta di ineleggibilità di Berlusconi, firmata da ormai 150.000 persone : la fiducia può essere condizionata alla volontà effettiva di darvi seguito. Quel che sappiamo, è che per la prima volta nei paesi industrializzati e in Europa, un movimento di indignati entra in Parlamento, che un’Azione Popolare diventa possibile. Oggi ha inizio una vostra marcia attraverso le istituzioni, che cambieranno solo se voi non fuggirete in attesa di giorni migliori, o peggiori. Se ci aiuterete a liberarci ora, subito, dell’era Berlusconi: un imprenditore che secondo la legge non avrebbe nemmeno dovuto metter piedi in Parlamento e tanto meno a Palazzo Chigi.
Avete detto: «Lo Stato siamo noi». Avete svegliato in Italia una cittadinanza che vuole essere attiva e contare, non più delegando ai partiti tradizionali le proprie aspirazioni. Vale per voi, per noi tutti, la parola con cui questa cittadinanza attiva si è alzata e ha cominciato a camminare, nell’era Berlusconi: «Se non ora, quando?»

Remo Bodei
 
Roberta De Monticelli 
Tomaso Montanari 
Antonio Padoa-Schioppa 
Salvatore Settis 
Barbara Spinelli


Questi signori firmatari sono uguali a quelli che una volta erano eletti dal PCI sotto la dicitura "Indipendenti di sinistra" ed, in genere, erano invece dei "dipendenti" dalla sinistra comunista....  Dalle loro ben retribuite cadreghe sono sempre pronti a fare la "lezioncina" democratica a chiunque non la pensi come loro..Hanno la dignità di un formica...Non firmando la "loro" petizione forse ce li toglieremo per un pò dal pulpito politico dal quale, più volte, ci ammaestrano ed ammaestrano...!!!
Sono le truppe "cammellate" che, eterodirette da intelligenze "raffinatissime" cercano di far governare l'amico dei loro amici e datori di lavoro....
Potevano spendere la loro "autorevolezza" se davvero hanno voglia di fare tutte le cose che dicono chiedendo al partito uscito politicamente sconfitto da queste elezioni di appoggiare un governo M5S...Ma se ne sono ben guardati...!!! Fanculiamoli tranquillamente...!!! 

RIFLESSIONI SUL PD (E BERSANI)




Le primarie a mio avviso se posso intervenire c'entrano ben poco. E' un ragionamento non corretto a monte: Renzi ha perso per cui salta anche il ragionamento che ha accompagnato il PD in questi giorni : " se ci fosse stato Renzi " . Renzi NON è stato preferito a Bersani ; ha perso ancora prima. Ha preso molti volti dalla destra . Renzi per come la vedo io ha il grande merito di aver riaccesso un interesse sano intorno alla politica tutta e di aver rilanciato il PD. Dopo le primarie Bersani aveva tutte le carte in mano per vincere ed è riuscito a rovinare tutto. Tralascio quello che NON è stato fatto dal 2008 ad oggi per far sì che il PD riuscisse nuovamente a confermarsi come partito di sinistra, come partito votato soprattutto dai giovani, dai disoccupati, dai più anziani : insomma come partito a difesa della fascia debole .
Sono fermamente convinta che Bersani abbia fatto una campagna elettorale completamente sbagliata; abbia fatto delle scelte scelte poco chiare e strizzato l'occhio a troppi " papabili " alleati in questi mesi per poi tirarsi prontamente indietro ( vedi Monti per esempio ). 
Ha puntato molto sulla questione " più controlli sull'evasione fiscale , abbassare ancora il limite del tracciamento bancario ". Ora io reputo grave non pagare le tasse, ma sono fortemente convinta che chi al giorno d'oggi non paga le tasse, chi accetta lavori " in nero " NON lo faccia per nascondere chissà quali ricchezze ; penso sia un bisogno di sopravvivere dato che oramai il problema della maggior parte di noi è quello di non riuscire ad arrivare ai primi dieci giorni del mese. 
Allora vedi, io penso che una politica corretta avrebbe dovuto inquadrare il problema centrale; a NOI italiani ( penso ) attualmente NON interessi sapere cosa facciamo NOI con i NOSTRI SOLDI ( quali soldi ??? ) ; penso fosse arrivato il momento di sapere cosa fanno LORO con i NOSTRI SOLDI.
Io seguo il M5S fin dal primo anno, direi dai primi giorni. E sono tra quella percentuale di " simpatizzanti " che nel 2008 piuttosto che lasciare l'Italia in mano a Berlusconi è andata a votare COL naso TAPPATO (e NON per la prima volta col naso tappato ) il PD . Anzichè astenersi. 
Se avessi visto in questi 5 anni fare qualcosa di CONCRETO e di GIUSTO da questo partito sicuramente quest'anno avrei votato nuovamente PD magari col naso un pò meno tappato. Invece NIENTE. 
E' stato un grosso errore quello che è stato fatto in questi anni; anzichè prendere atto di un movimento che stava effettivamente crescendo, che ha proposto tante cose, che ha un buon programma di partenza con punti importanti ( vedi solo i rimborsi, gli stipendi, l'annullamento dei privilegi della casta ) è stato lo stesso movimento preso in considerazione solo per estrapolare ogni tanto qualche frase fuori da ogni contesto e scrivere articoli pretestuosi che mai corrispondevano alla realtà. Un grosso errore quello di far sparire il movimento dai giornali e farlo comparire solo con valore negativo NON prendendo atto di quello che stava succedendo. Di Grillo fu scritto bene solo dopo Moratti Pisapia Calise. Poi di nuovo il buio.
Quello che un pò succede ora ; complimenti e lodi per 48 ore ( nell'attesa e nella speranza di un' allenza tra PD e M5S ; poi quando si è capito che il movimento avrebbe fatto ciò che aveva promesso fin dalla prima piazza e cioè niente inciuci ( come siamo abituati MALE noi italiani che prima ci lamentiamo del fatto che i votati appena dopo la vittoria prendono e fanno il contrario di quanto PROMETTONO ; per una vollta che invece viene fatto esattamente quanto DETTO la cosa NON ci torna ) . di nuovo il massacro.
Lo ripeto ; avrei continuato a votare PD se avessi visto qualcosa di concreto in questi anni ( conservando la mia stima per il movimento e per il suo portavoce ) : ma in questi anni ho solo visto un BERSANI che troppo spesso si è celato nella parte di Crozza (e NON viceversa ), che sarebbe stato bene a Ballarò , davvero bene: un Bersani che l'ha buttata sul ridere. .. quando scusate il francesismo ; NON C'è PIù UN CAZZO DA RIDERE !!! Da un pezzo.
Berlusconi dal canto suo, se è vero che ha perso dal 2008 oltre 15%, va anche detto che rispetto alla percentuale con cui era partito da quando ha detto " MI RICANDIDO " si è nettamente alzata a fine campagna elettorale. 
Per cui BERSANI anzichè DIRE " NON SIAMO NOI IL PROBLEMA " oppure ancora " DI COSA VI STUPITE SU BERLUSCONI ; LA DESTRA ESISTE IN TUTTI I PAESI ITALIA COMPRESA " avrebbe dovuto fare quello che ha detto nella sua conferenza stampa del dopo spoglio ; prendersi le SUE responsabilità perchè è SUA LA RESPONSABILITà di questo BRUTTO RISULTATO e soprattutto anzichè dire " Normale i voti di Berlusconi ; la destra esiste da sempre " rendersi conto che in Italia è la SINISTRA a NON ESSERCI più. E da un pezzo purtroppo.
da FB

REGIONE


E' assai indicativa ed indubbiamente istruttiva la letterina che il capogruppo socialista nel Consiglio della Regione Toscana ha indirizzato al Corriere Fiorentino, che la pubblica stamattina a pag. 20.
Ovviamente Pieraldo Ciucchi scrive intorno alla legge elettorale regionale "..con una lettera aperta al Corriere Fiorentino Valdo Spini ha chiesto, giustamente, la riforma delle legge elettorale in Regione. Il presidente Rossi si è detto favorevole e ha richiamato l'assemblea toscana, titolata a farlo, a mettersi al lavoro. Oggi, i capigruppo di PD e PDL certificano la loro disponibilità ad esaminare a breve la pratica...."!!!!!!!!
Ora noi non vogliamo certamente infierire sul buon Ciucchi (sarebbe come sparare sulla Croce Rossa...!!) tuttavia ci permettiamo di osservare che certi politici hanno proprio la faccia come il....chiulo!!!
Il capogruppo socialista faceva parte della coalizione che, con a capo Enrico Rossi, vinse le regionali del 2010!!! Rossi aveva nel suo programma, al primo punto, proprio la riforma della legge elettorale toscana...!!! Quella dell'ottimo Valdo Spini è una autorevole esortazione a Rossi a dare, dopo tre anni di governo, il via alla riforma elettorale promessa formalmente ai Toscani..Tra l'altro, in Giunta regionale toscana. v'è poi il segretario del partito di Ciucchi, Riccardo Nencini che ricopre, tra le altre, anche la carica di assessore alle riforme istituzionali...ovvero è direttamente competente per formulare proposte intorno alla legge elettorale...Fa piacere apprendere poi dalla prosa burocratica del buropolitico Pieraldo che PD e PDL si son trovati consenzienti ad avviare (a breve..!!) ...la pratica!!!!
Nel prosieguo della dichiarazione-lettera di Ciucchi apprendiamo che, fino ad oggi, nessuna commissione della Regione aveva mai messo in discussione la riforma della legge elettorale toscana. Ciucchi sostiene che della questione avevano discusso solo gruppi di lavoro informale (magari alla buvette...tra un caffè e l'altro..).
Ma se quanto afferma Ciucchi risponde a verità allora ha mentito Enrico Rossi...Il Governatore, tirato per la giacchetta, ha sempre sostenuto che della Legge elettorale regionale e della sua riforma se ne stava da tempo occupando la Commissione per gli affari istituzionali della Regione (o come diavolo si chiama..). Rossi, inoltre, ha recentemente dichiarato che la Regione Toscana aveva ritenuto corretto attendere, per fare la sua riforma, il cambiamento della legge nazionale. Con la giustificazione di adeguare quella toscana all'eventuale nuova legge italiana. O Rossi mente o mente Ciucchi..ovvero tutti e due sono impegnati in una vera e propria ammuina nei confronti dei cittadini toscani. Una cosa sola li accomuna veramente: la vergogna!!! E la assoluta mancanza di dignità politica.

A' LIVELLA



Luigi Nespoli

Sabato, 9 marzo 2013. Non so che cosa connoti realmente una generazione, certamente l'anno di nascita è un elemento fondamentale, quasi una precisazione esistenziale e, a voler essere un poco macabri, il primo elemento sicuro che sarà scolpito sul sepolcro, a prescindere dalle differenze delle tombe descritte dal grande Antonio de Curtis, in arte Totò, nella ben nota “A' livella”. Ci sono, poi, leggi generali che determinarono le strade professionali e lavorative di tutti quelli che nacquero in un certo periodo, il luogo di nascita, le posizioni economiche, culturali delle famiglie di origine e tanti altri elementi che definirei, al limite della mia vita, “impercettibili ignoti” che ti spingono a credere nel fato, nel destino, nella fortuna, nella provvidenza più o meno divina, nell'ignoto; in parole più semplici delle precedenti espressioni, tutte buone a capire come pensare di avere tutto capito sia, forse, l'atto più evidente,di arroganza, chissà che non sia la variante del cosiddetto peccato originale. Il famoso frutto proibito, probabilmente, era la naturale ansia di Eva di voler capire tutto, sfuggendole che la comprensione totale l'avrebbe resa uguale a Dio, sarebbe stato il primo colpo di stato condotto contro Dio, niente rispetto ai crimini delle grandi dittature del passato e del nostro presente, studiate da filosofia, sociologia, antropologia ed altre innumerevoli scienze, tutte umani e generosi tentativi di capire anche l'incomprensibile, forse un rinnovato peccato originale che riscatta l'uomo e la donna dalla dittatura peggiore, quella di non capire mai come siano le cose che sono e perché siano come sono. A parte, però, dai concetti di sapere, ignoranza, arroganza, male e bene, la generazione, nata nel primo dopoguerra, si potrebbe definire quella che non godette mai di una riforma che le facilitasse la vita; qualche esempio, in terza elementare c'era un esame non facile, soppresso ma non per noi; in quinta elementare c'era un ultra selettivo esame di ammissione alle medie, neanche uno su dieci lo superava, soppresso ma non per noi; alle medie si studiava il Latino in modo tale che neanche un ragazzo del ginnasio odierno ne saprebbe di più, con versioni sia dal Latino che dall'Italiano, tutto soppresso, ma non per noi; l'esame di licenza media prevedeva, poi, ben cinque prove scritte ed un orale in due giornate, una vera maturità ante litteram con problemi di stereometria da rabbrividire, di quelli nei quali in un cilindro ciclopico c'era in cono inserito che si riempiva d'acqua alla velocità di x litri al minuto e ci veniva chiesto di calcolare a che ora sarebbero terminata l'acqua e la durata del bagno di nostro nonno! Tutto cancellato, ma non per noi; in quinta ginnasiale o in qualunque biennio delle superiori c'era un altro esame che non ci faceva dormire di notte, soppresso anche quello, ma non per noi; l'esame di stato e di maturità si svolgeva su tutte le materie, ma non annacquate in un colloquio, si veniva interrogati materia per materia in tutte le discipline e l'educazione fisica prevedeva prove pratiche e teoriche, gli scritti erano quattro, si portavano riferimenti dell'ultimo triennio che equivalevano ai programmi interi di tre anni, soppresso tutto, ma non per noi; all'università tutti gli esami erano obbligatori, eccetto qualcuno facoltativo ma per modo di dire, si poteva scegliere soltanto tra un numero limitato di saperi indicati tassativamente dalle facoltà, soppresso tutto dal 1968 in poi, ma non per noi; tralascio, poi, gli esami di abilitazione che erano così enciclopedici che ancora li sogno come incubi, ma non servivano se non ad entrare nell'albo dei professori, altra cosa erano i concorsi per un posto. Mi fermo qua, ma ho riordinato qualche ricordo non per dire che fosse da preferire il passato al presente, i confronti hanno un senso solo a tavola, quando si assaggia il vino o si spezza un pane nobile come fosse un'eucarestia laica si, ma uguale nel rispetto religioso dovuto alla bravura ed alla fatica di chi ce lo fa gustare. Quando si riflette sul passato ci chiediamo sempre o, spesso, chi siamo e questa domanda, fortunatamente, non ha mai risposte definitive, sarebbe un rinnovare la disobbedienza verso il mare infinito del sapere che ci sovrasta e che non potremo mai dominare con il breve soffio vitale di una normale e comune vita, forse è da preferirsi il racconto, possibilmente non ripetuto alle stesse persone che potrebbero compatirci, perché si evidenzi non la scelta di andare avanti, ma l'obbligo di non fermarsi mai, rispettando la corsa di chi viene dopo di te ed al quale si chiede almeno di non scordare da quale sorgente stia scorrendo l'acqua che bevi stamani. Ci resta, e non è poco, l'arte che è un filtro magico per sopportare una corsa che, prima o poi, ci lascia sempre indietro a qualcuno, a qualche riforma o presunta tale, a qualche scelta nostra o altrui, alla vita in genere e devo dare ragione al cantautore Carlo d'Angiò, del mio quartiere di Bagnoli e spesso dioscuro musicale con Eugenio Bennato, è anche ingegnere Carlo e mi ripete sempre che il fato, di cui parlavano i Greci ed i Latini, esiste, ma è il DNA! Aristotele, maestro ideale di Tommaso d'Aquino, gli farebbe dire che è una prova sperimentale dell'esistenza di Dio, tecnicamente “una prova a posteriori”, mi fermo qua, ho speso troppe parole per parlare della mia generazione, auguro ai miei tanti amici di facebook di non annoiare gli altri come ho fatto io stamani, di un sabato molto poco leopardiano,forse troppo napoletano!
da FB
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D'ALEMA



Caro direttore,
vorrei approfittare della tua ospitalità per compiere una piccola autocritica, esercizio al quale veniamo spesso da più parti sollecitati. Si tratta della decisione assunta ieri dalla direzione del nostro partito di trasmettere l’intera riunione in streaming, il che ha consentito a moltissimi - sembra - di ascoltare e valutare direttamente gli interventi. Avevo dei dubbi, ma invece si è trattato di una scelta assolutamente giusta.

Non pochi, questa mattina, hanno letto con stupore su taluni quotidiani - non mi riferisco al’Unità - che io avrei, nel corso del dibattito, naturalmente in aperta polemica con Bersani, proposto la costituzione di un governissimo. D’altro canto, già alcuni giorni fa, in una cronaca, come al solito brillante, di una riunione che in quel caso non era teletrasmessa, ho potuto leggere che «D’Alema non ha preso la parola perché è favorevole al governissimo». Ora, non è facile smentire ricostruzioni così accurate e, in generale, io non smentisco mai nulla. Ma, in questo caso, grazie appunto alla diretta streaming, molti hanno potuto ascoltare e vedere. Ho spiegato le ragioni per le quali in Italia non è possibile che, neppure in una situazione di emergenza, le maggiori forze politiche del centrosinistra e del centrodestra formino un governo insieme.

Questo, invece, è possibile in altri Paesi e in casi eccezionali avviene. Il fatto che in Italia non sia possibile non è positivo: è, con ogni evidenza, una debolezza del nostro Paese. Ed è un problema. Ma di questo non siamo responsabili noi, come continuano a dire i dirigenti del Pdl, ma loro, in particolare per il ruolo che ha svolto e continua a svolgere Silvio Berlusconi. Basti pensare, in questi giorni, all’attacco frontale alla magistratura (e neanche più ai pm, ma ai giudici e alle loro sentenze), oppure alla vicenda oscura ed enormemente inquietante che viene alla luce con l’ipotesi di corruzione di parlamentari per fare cadere il governo Prodi.

Scusami se dico a te e ai lettori de l’Unità quanto oramai io consideri insopportabile questa deformazione continua di quello che penso e di quello che dico, che ormai si spinge ai limiti dell’insidiare il mio diritto a prendere la parola. Ma, d’altro canto, ho sperimentato - come dicevo più sopra - che neppure il silenzio mi mette al riparo dal rischio di una deformazione. Inutile aggiungere che non ho tessuto, nel mio discorso, l’elogio dell’inciucio. Ho ironizzato con quella che è diventata una ossessione persino dominante nel dibattito pubblico nel nostro Paese, quella cioè che i partiti siano tutti intenti a realizzare accordi inconfessabili tra di loro.

n questi venti anni di cosiddetta seconda Repubblica ha prevalso la logica di uno scontro frontale politico e personale, e tra le forze politiche non si è mai raggiunto nessun accordo né grande né piccolo, né alla luce del sole né all’ombra degli incontri segreti. Dunque, le campagne moralistiche contro l’inciucio non hanno alcun fondamento di verità, ma riflettono soltanto una ostilità di principio verso la politica e una cultura del sospetto che tende a demonizzare chi della politica è protagonista, facendo di ogni erba un fascio e concorrendo a squalificare e indebolire le istituzioni democratiche del Paese con gli effetti di caos e ingovernabilità che si profilano come un rischio concreto di fonte a noi.

Non credo che in un Paese democratico si debbano disprezzare i compromessi e ho anche lavorato, alla luce del sole, per cercare di raggiungere un accordo per riformare la Costituzione. Non perché questo facesse parte di una mia «oscura volontà di complottare» (pure questo è stato scritto), ma perché era il primo punto del programma dell’Ulivo, nel quale si proclamava la volontà solenne di ricercare un accordo con il centrodestra per realizzare le riforme costituzionali attraverso una commissione bicamerale. Non mi rammarico di averci provato, ma di non esservi riuscito, per responsabilità innanzitutto di Silvio Berlusconi.

Lo so, citare Gramsci sulla «paura dei compromessi» è stato un azzardo in un Paese dove prevale la rapidità delle battute o la volgarità delle invettive e dove il mondo dell’informazione scodinzola dietro a un signore che letteralmente li manda a quel Paese (ma non in questo modo garbato). Ma che ci volete fare: non credo che sia ancora venuto il momento di arrendersi alla volgarità e all’ignoranza. E spero che non venga mai.


Massimo D'Alema
(8.3.13-lettera all'Unità)

ZORO


EMMA FOR PRESIDENT

Bonino pronta per il Quirinale







La corsa al Colle entra nel vivo. Il 15 aprile si terrà la prima seduta per eleggere il presidente della Repubblica e i partiti sono già in fibrillazione per scegliere il sostituto di Giorgio Napolitano. Ma che cosa ne pensano gli italiani? Secondo un sondaggio realizzato dall'Istituto Swg in esclusiva per Agorà, su Rai Tre il 14 percento vorrebbe Emma Bonino al Quirinale. Con il 9 percento ciascuno, sono a pari merito Romano Prodi, Mario Monti e Silvio Berlusconi, mentre a sorpresa l'8 percento degli intervistati darebbe l'incarico a Dario Fo. Il 7 percento vorrebbe un secondo mandato di Giorgio Napolitano, mentre il 4 percento degli italiani vedrebbe bene il ministro Cancellieri nei panni di Capo dello Stato. Il 2 percento, infine, vorrebbe Giuliano Amato al Quirinale, ma ben il 38 percento degli intervistati non farebbe salire al Colle nessuno dei nomi indicati nel sondaggio.
Intanto Emma Bonino, contattata da Affaritaliani.it, si dice “contenta” del risultato del sondaggio e spiega: “La cosa non dipende da me, bisogna vedere se ci penseranno gli altri”. E se ci pensassero? “Che cosa vuole che dica? No, grazie vado a piantare i tulipani?”. Tradotto: la storica leader dei radicali è pronta a succedere a Giorgio Napolitano. La parola passa al Parlamento.
*da Affari italiani - di Daniele Riosa

INTERMEZZO


QUESTIONARIO


Cara elettrice, caro elettore,


il risultato elettorale ha fatto emergere con chiarezza quanto forti siano le ripercussioni della crisi più grave dal dopoguerra a oggi e quanto perentoria sia la richiesta di cambiamento.

Le primarie aperte per la premiership, con oltre tre milioni di votanti, e le primarie per la scelta dei parlamentari che hanno eletto moltissimi giovani e donne sono state il tentativo di dare una risposta nel segno della partecipazione, del civismo e del rinnovamento.

Il centrosinistra non ha ottenuto alle elezioni la possibilità di formare da solo il governo del Paese, ma è maggioranza assoluta alla Camera e relativa al Senato.

Tocca dunque a noi la responsabilità di fare una proposta che sia all'altezza delle aspettative dei cittadini.

Per questa ragione proponiamo un programma di governo basato su otto punti che qualifichino e chiariscano il senso del cambiamento che vogliamo per l'Italia. Proposte di fronte alle quali ciascuno si assumerà la responsabilità di dire un sì o un no davanti al paese.

Sono progetti sui quali è bene che vi sia un pubblico dibattito, alla luce del sole ed è utile il contributo e la partecipazione di tutti. Questo è il link con la descrizione del primo provvedimento: Per un'Italia onesta. Altri ne seguiranno. Vi chiedo di leggere le proposte, discuterle, commentarle, diffonderle, sostenerle e se lo ritenete opportuno contribuire a migliorarle con i vostri suggerimenti compilando il questionario.

Vi chiedo di essere parte attiva del dibattito su queste proposte per un governo del cambiamento all'altezza della crisi sociale e politica che l'Italia sta attraversando. ll primo tema riguarda l'onestà, pubblica e privata. E' il primo passo da fare: la ricostruzione dell'Italia onesta che tutti desideriamo, con norme più dure contro ogni forma di corruzione, il falso in bilancio e l'autoriciclaggio.
 Pier Luigi Bersani

TIBET

Logo_PR
Partito Radicale
DOMENICA 10 MARZO MOBILITAZIONE IN TUTTA EUROPA PER IL TIBET, CON LA PARTECIPAZIONE DEL PARTITO RADICALE: A BRUXELLES, GINEVRA, FIRENZE, ROMA E TORINO.  
Il prossimo 10 marzo tutte le comunità tibetane e le organizzazioni pro-Tibet del mondo celebrano il 54° anniversario dell’insurrezione di Lhasa del 1959. Dal 2009 sono 107 i monaci che si sono autoimmolati per protestare contro la repressione cinese: nella giornata di domenica da Roma così come da altre città in tutto il mondo, partirà un messaggio forte di libertà e giustizia, per sensibilizzare la comunità internazionale e le Istituzioni europee ad agire con azioni concrete a difesa del popolo tibetano.
A Bruxelles oltre 27 comunità tibetane europee, insieme a personalità, parlamentari, Ong e associazioni pro-tbet terranno una grande manifestazione europea, la 10 March European Rally alla quale parteciperà anche il Partito Radicale con una sua delegazione guidata dal parlamentare Matteo Mecacci, Presidente dell’ INPAT (International Network for Parliamentarians on Tibet) e Matteo Angioli, Consigliere Generale del Partito Radicale. Per maggiori info:http://www.lightsontibet.org/?p=565
A Ginevra si svolgerà una manifestazione proTibet davanti alla sede dell’Onu dalle ore 11 alle ore 15 alla quale parteciperà il Senatore Radicale Marco Perduca.
A Firenze dalle ore 11 alle ore 13 si svolgerà un sit-in manifestazione promossa dall'Associazione Radicale Andrea Tamburi e dal Partito Radicale, davanti al consolato cinese di Firenze - Via dei Della Robbia (ang. Piazza Savonarola) con Maurizio Buzzegoli e Massimo Lensi.
A Roma, Domenica 10 marzo, dalle ore 11,30, si terrà una manifestazione a Largo dei Lombardi (Via del Corso) Pro Tibet. L’iniziativa promossa dal Vicepresidente del Parlamento europeo Roberta Angelilli e dalla Comunità tibetana in Italia, vedrà la partecipazione di una delegazione del Partito Radicale guidata Rocco Berardo, Presidente Intergruppo sul Tibet al Consiglio Regionale del Lazio e da Sergio Rovasio, Consigliere Generale del Partito Radicale, si svolgerà in contemporanea con il grande raduno europeo in programma a Bruxelles ed è volta ad esprimere la massima solidarietà al popolo tibetano e a richiamare l’attenzione sulle gravi violazioni dei diritti umani perpetrate in Tibet da parte del Governo di Pechino.
A Torino da alcuni giorni è esposta in Comune, davanti all’ingresso del Palazzo Civico, la Bandiera del Tibet dove si è svolto un incontro promosso dal Radicale Bruno Mellano, Associazione Comuni, Provincie e Regioni per il Tibet e da Giovanni Maria Ferraris, Presidente del Consiglio Comunale di Torino.

venerdì 8 marzo 2013

AMNISTIA




Emergenza sovraffollamento carceri e sentenza CEDU.



Ciao a tutti! Volevo discutere di come intendiamo porci, come MoVimento al problema di sovraffollamento delle carceri, prendendo atto di due cose principalmente: 1 - La sentenza "Torreggiani e altri contro Italia" della CEDU (Corte Europea Diritti dell'Uomo) 2 - Ordinanza di rinvio alla Corte Costituzionale per non manifesta infondatezza della questione di illegittimità costituzionale dell' Art. 147 cp, del 13/2/2013 (Recentissima) L'emergenza è così vasta che l'unica via praticabile è quella dell'indulto/amnistia, per poi andare verso modelli di minor carcerizzazione, depenalizzazione e/o pene alternative, o almeno così la pensa la stragrande maggioranza della dottrina più illuminata in materia. Insomma, bisogna agire entro pochi mesi, 3 o 4, per evitare che la corte "sblocchi" una valanga di ricorsi (centinaia) condannando l'Italia a milioni di euro di risarcimenti per i detenuti in condizioni disumane; e bisogna agire in maniera molto molto moderna e progressista, sulla scia dei paesi nordici per intenderci. Preso atto che le finalità special-preventive positive della pena hanno in tutto il mondo dimostrato il loro fallimento, preso atto che non possiamo moralmente accettare solo finalità special preventive negative (che sono le uniche che funzionano), preso atto che la proposta di ALESSANDRO DE SANCTIS (http://www.beppegrillo.it/listeciviche/forum/2013/02/lavoro-e-carcere---fabbriche-di-prodotti-base---facciamo-lavorare-le-persone-detenute-a-beneficio-lo-2.html) non potrebbe mai e poi mai essere applicata per manifeste esigenze economiche e per manifesta contrarietà ai diritti umani (non si può obbligare un detenuto a lavorare, sennò si torna alla brutalità delle "workhouses" del 1800. Al massimo glie lo si può proporre, altra faccenda.), cosa potremmo fare? Decidiamolo noi Cittadini! Mario Ponda

da www.beppegrillo.it

SAPELLI


Sapelli: "L'oligopolio finanziario mondiale vede in Grillo lo strumento per eliminare una classe politica consunta"

08/03/2013 ore 19.38

L'economista Gulio Sapelli commenta su Radio24 le parole del governatore della Banca centrale europea Mario Draghi

Sapelli: "L'oligopolio finanziario mondiale vede in Grillo lo strumento per eliminare una classe politica consunta"
L'economista Gulio Sapelli commenta su Radio24 le parole del governatore della Banca centrale europea Mario Draghi che ha parlato di un'Italia dopo il voto che prosegue sulla strada delle riforme, come se fosse inserito il pilota automatico.
"Sono parole rassicuranti di un italiano che vede il mondo dall'alto e capisce benissimo cosa sta pensando l'oligopolio finanziario mondiale, cioè il mercato", spiega Sapelli, secondo cui si possono individuare due opposte linee: "Una piena di soddisfazione (da cui le dichiarazioni di Goldman Sacks) che vedono in Grillo uno strumento per eliminare una classe politica arrivata al'estrema consunzione" prosegue Sapelli, "sentimento che si è vieppiù accresciuto dopo il cosiddetto tradimento di Monti, con la sua discesa in campo che nessuno si aspettava e che ha scompligliato molti piani che miravano alla stabilizzazione politica. La sconfitta di Monti viene vista da chi sostiene questa linea con molto piacere". C'è poi la linea più rassicurante, secondo Sapelli secondo cui "in fondo, dato che i fondamentali sono più a posto o meno preoccupanti di quelli di altre nazioni (pensando alla Francia e alla tempesta che si avvicina alla Germania) il governatore della Banca centrale europea pensa che sia la solita tempesta della politica italiana. Sul lungo periodo non c'è da preoccuparsi, l'italia continuerà a resistere alla crisi e questo è un buon viatico di cui dobbiamo essere felici".

L'intervista all'economista Giulio Sapelli, al microfono di Anna Marino.

PANNELLA


IL TESTO DELL'APPELLO PER MARCO PANNELLA ALLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA ITALIANA



A maggio 2013 sarà eletto il nuovo Presidente della Repubblica italiana.
Il Presidente della Repubblica dovrebbe, o, quantomeno, avrebbe dovuto rappresentare il garante massimo della Costituzione repubblicana, oltre che figura imparziale della politica italiana. Dal 1948 non lo è pressoché mai stato.
E' per questo che, a maggio 2013, vorremmo che le cose andassero diversamente e che fosse eletto un Presidente della Repubblica espressione degli alti valori ispirati dal Risorgimento e dalla Resistenza.
Valori di onestà, laicità, rigore morale, trasparenza, spirito di abnegazione.
E' per questo che vorremmo proporre la figura dell'On. Marco Pannella, quale candidato ideale alla Presidenza della Repubblica.
Le battaglie civili, democratiche, liberali e nonviolente dell'On. Pannella, condotte - spesso a rischio della sua stessa vita ed incolumità fisica - con rigore morale e passione civile, senza alcun tornaconto personale, ce lo rendono candidato ideale a garantire una Costituzione repubblicana - spesso violata, in passato, anche dalle stesse Istituzioni - conquistata con il sangue dei martiri del Primo e del Secondo Risorgimento.
Le denunce al sistema dell'illegalità partitocratica e della mancanza di informazione plurale nel nostro Paese, rendono l'On. Marco Pannella personalità ideale a garantire il corretto svolgimento di un'attività politico-istituzionale, improntata a valori di onestà e trasparenza, ai quali tutti gli attori in campo dovrebbero attenersi ed uniformarsi.
E' per questo che, attraverso il blog politico e culturale - www.lucabagatin.ilcannocchiale.it - vorremmo lanciare tale appello, affinché possa essere diffuso, letto e sottoscritto da tutti coloro i quali - personalità pubbliche o della società italiana nel suo complesso - lo condividono e desiderano dunque appellarsi a partiti ed Istituzioni, affinché sappiano accoglierlo pienamente ed eleggano l'On. Marco Pannella nuovo Presidente della Repubblica italiana.

Luca Bagatin
scrittore, autore e collaboratore di testate giornalistiche
www.lucabagatin.ilcannocchiale.it

On. Ilona Staller
artista, ex parlamentare
www.cicciolinaonline.it





Marco Pannella for President: intervista di Radio Radicale a Luca Bagatin