sabato 30 marzo 2013

STADIO (?)


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SportPrevisto l'ampliamento della pista d'atletica M. Ferrari. Sarà in grado di ospitare 4.200 tifosi

Un impianto sportivo polifunzionale per atletica leggera e calcio

Il sindaco Roberto Cenni: "Una struttura moderna, pensata nell'ottica di possibili sviluppi, adeguata alle esigenze di realtà diverse"
Un impianto sportivo polifunzionale che permetta di ospitare in città gare nazionali e internazionali di atletica leggera e di far disputare al Prato Calcio i suoi incontri cittadini. Questa mattina il sindaco Roberto Cenni, insieme all'architetto Luca Piantini, all'assessore allo Sport Matteo Grazzini e al presidente provinciale del Coni Massimo Taiti ha presentato la proposta di ampliamento della pista di atletica "M. Ferrari".
"Di fronte alla necessità di ampliare la pista d'atletica già esistente, realizzando le strutture fondamentali per poter ospitare gare importanti, e viste le innumerevoli problematiche che l'attuale stadio di calcio porta con sè - afferma il sindaco Roberto Cenni - abbiamo iniziato a valutare questa ipotesi chiedendo agli uffici tecnici di realizzare un piano d'interventi. Crediamo che quanto emerso sia un ottimo punto di partenza, una strada da percorrere collaborando sia con le società di atletica leggera che con il Prato calcio per poter realizzare una struttura adeguata ad entrambe le esigenze".
L'ipotesi prevede di completare quella parte delle infrastrutture mancanti alla pista d'atletica, ad esempio lo sviluppo del campo di allenamento, e aggiungere due tribune, una coperta permanente da 2.600 posti e una flessibile legata quindi anche a possibili sviluppi della struttura, di 1.600 posti, riservata agli ospiti. La tribuna permanente, coperta, ospiterà al piano terra 4 spogliatoi per 20 atleti ciascuno, 2 spogliatoi per gli arbitri e le sale antidoping, infermeria e palestra per il riscaldameno. Al primo pano ci saranno gli ingressi per i tifosi di casa e i servizi igienici oltre a due punti ristoro. Infine al secondo piano ci sarà la sala stampa e la sala Gos (gruppo operativo sicurezza). Dal lato opposto, con ingresso da via Tirso, ci sarà la tribuna riservata agli ospiti. Il piano dei parcheggi prevede la disponibilità per circa 1500- 2000 persone.
"Sappiamo - conclude il sindaco - la situazione in cui si trova l'attuale stadio e le spese di cui necessita. Nel 2014 per l'omologazione ci sarà bisogno di oltre 2 milioni di euro. Crediamo quindi che questa soluzione possa essere davvero valutata da tutti positivamente. Il costo complessivo, con i ribassi di gara, è stimato in 3 milioni di euro e se facciamo partire il bando a giugno entro settembre 2014 dovrebbe essere pronta la nuova struttura, in grado di offrire alla città un impianto polifunzionale che merita".  
Questo il comunicato del sindaco Cenni in ordine alla soluzione della questione "stadio" per l'AC Prato...
La prima osservazione che viene in mente è la seguente: l'ipotesi di utilizzare l'impianto "Mauro Ferrari" per le partite del Prato deve essere all'attenzione degli uffici da qualche tempo. Non è infatti immaginabile che siano occorsi solo 6 o 7 giorni per elaborare questa proposta che fa seguito alla notizia della inagibilità dalla prossima stagione calcistica del vecchio Lungobisenzio.
Pare evidente che la Giunta comunale aveva già in mente questa soluzione da diverso tempo. Non c'è niente di male. Basta non dire che l'idea è venuta in testa a Cenni o Grazzini proprio 4 o 5 giorni fa!!
La seconda osservazione è che questa soluzione appare come un "peciotto" che la Giunta inventa per uscire dal vicolo cieco in cui s'è cacciata sulla questione "Lungobisenzio"....
Trasformare un campo d'atletica in un "Impianto sportivo polifunzionale" investendovi 3 milioni di euro è operazione assai rischiosa..Pare evidente che si rischia di privare la città sia di un campo per l'atletica sia di un impianto per il calcio..
Assai pericolosa è anche la localizzazione! Come si può vedere dalla foto sopra pubblicata il campo d'atletica "Mauro Ferrari" è collocato, praticamente, in un vero e proprio "cul de sac" urbanistico..!! 
L'impianto sportivo polifunzionale sarebbe servito dalla sola Via San Martino per Galceti..Che pare davvero poco adeguata a sostenere anche il traffico, seppur minimo, della domenica delle partite..Molto vicino è il Viale Namh Dinh...arteria fondamentale della viabilità cittadina..Se ne prevederà la chiusura in occasione delle partite??? Così come si fa per la Via Firenze adesso???
Siamo davvero sicuri che la cosa funzioni..anche sul piano della sicurezza ?? Sarà semplice evacuare, ove per qualche motivo ce ne fosse bisogno, oltre 4.000 spettatori con una unica via d'uscita e precaria???  

Con l'attuale afflusso di pubblico una soluzione temporanea, senza spendere oltre 3.000.000 d'euro si può trovare..A Prato c'è il Campo Chiavacci...ad esempio..forse costa assai meno metterlo in agibilità che non la soluzione prospettata..Differentemente il Prato può anche giocare in altri campi più periferici (Agliana, Sesto, Empoli, Pistoia ecc.) D'altra parte c'è una squadra di serie A (Cagliari) che gioca quasi tutte le partite casalinghe o su campo neutro o senza pubblico...!!!
Ma l'impressione è che il Comune di Prato farebbe molto bene a prendere tempo...Non sembra affatto indispensabile ricorrere oggi, ad un anno dalla scadenza delle prossime amministrative, a soluzioni affrettate, precarie e temporanee...!!! 

TWITTERS




. ma io propongo la Cancellieri come Segretario Generale dell'Onu

Bersani e' tornato a Piacenza, Migliavacca a Fiorenzuola, Errani a Ravenna: il tortello magico

Se Aung San Suu Kyi e' andata alla parata coi generali che la tenevano prigioniera, Pd e Pdl possono votare un governo insieme?

Napolitano sta davvero esaminando l'ipotesi di dimettersi subito se non troverà sponde dai partiti su un governo di iniziativa presidenziale

Infatti io non consiglierei mai a Renzi di accettare scorciatoie: l'unico fonte battesimale di un leader è quello elettorale




VIA CRUCIS BERSANIANA


La via Crucis di Bersani

su La porta di Manetta
Autore: Dino Manetta
 
Data: 2013-03-30

Alla vigilia della primarie, ha sentito l’irresistibile esigenza d incatenarsi preventivamente a Vendola, senza che nessuno glielo avesse chiesto. Quando Berlusconi ha fatto saltare il Governo dei Tecnici, ha tenuto duro sul nipote con l’orecchino di Bertinotti perdendo l’occasione di agganciare il Centro e metter su un vero Centro-Sinistra, in cui la Sinistra fosse finalmente  il PD e il Centro Monti. Che il suo quasi 10 per cento lo ha preso, mentre l’indispensabile Vendola si è fermato al tre. Risultato, il disastro che ben sappiamo, con Silvio che rimonta dallo sprofondo sparando cannonate tipo Grillo sull’IMU ed Equitalia, mentre Bersani balbetta di cittadinanze e diritti gay, notoriamente problemi che non fanno dormire gli Italiani. Lui è senz’altro, come è evidente, una brava persona, probabilmente un amministratore capace, ma come politico si è rivelato un autentico disastro. Vinte le elezioni di Pirro, ha voluto percorrere la sua Via Crucis fino in fondo immolandosi all’ultimo obiettivo, dimostrare che Grillo è un bluff. Su questo credo sia riuscito, ma non era francamente difficilissimo. I dilettanti allo sbaraglio del M5S erano palesemente inadeguati e stanno dimostrando di non avere, oltre l’ardore polemico in copia del Capo, praticamente niente di loro da dire. Una tristezza. La spallata di Grillo di sicuro è stata salutare, ma lui sembra sempre più Napoleone che vuole invadere la Russia e sappiamo come è finita.
Adesso, le vere partite in ballo sono la Presidenza della Repubblica e chi gestirà le elezioni prossime venture. Sarà lotta all’ultimo sangue, meglio allontanarsi dalle prime file che gli schizzi arriveranno copiosi. Chissà il Paese reale che farà nel frattempo. Poveracci a noi.
da l'Unità.it
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GALCETI





Alcuni cittadini ci hanno segnalato che il laghetto dietro il tirassegno di Galceti e vicino alla Villa Fiorelli è stato, in questi ultimi giorni, completamente recintato...Con una rete che, tra l'altro, arriva fino a terra...I pali di sostegno sono stati addirittura immersi in colate di cemento...
Non sappiamo quale sia la ratio dell'operazione e nemmeno quale ente l'abbia realizzata...Tuttavia siamo d'accordo con i cittadini che quella recinzione è un vero e proprio obbrobrio. Per la sua messa in opera è stata anche accuratamente devastata la vegetazione che aveva attecchito sulle sponde del laghetto artificiale..
Il laghetto era stato allestito per rifornire gli elicotteri in caso di incendi..Ed era comunque diventato, specialmente durante le aride ultime estati, un punto di abbeveramento per i numerosi animali ed animaletti che popolano il Monteferrato...!!
Adesso così rinchiuso in una rete plastificata verde che raggiunge il terreno sarà impedito ai nostri amici di raggiungere quell'acqua..benedetta..!! Chiediamo all'ente che ha realizzato la barriera di chiarire i motivi che hanno spinto ad isolare quella riserva d'acqua....!!! 

EMMA BONINO



UN PIANO BONINO PER IL GOVERNO

Italia Oggi - 28 marzo 2013
di Alessandra Ricciardi
Per un Bersani che, alla vigilia dell’avvio delle consultazioni, aveva candidamente ammesso di non avere un piano B, «ma neanche un piano A», il Quirinale di piani di riserva ne sta vagliando più di uno per la formazione del nuovo governo. A partire dal piano Bonino. Perché se oggi Pier Luigi Bersani dovesse salire al Colle senza poter vantare sulla carta una maggioranza certa per il voto di fiducia al senato, ipotesi a ieri sera altamente probabile, il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, potrebbe decidere che sì, è meglio cambiare candidato. Un incarico al buio a Bersani esporrebbe il Paese ad altri rischi di instabilità, politica e finanziaria, è il ragionamento, ecco perché è preferibile tentare un nome nuovo su cui tentare di far convergere i consensi di Pdl, Pd e forse, dopo le aperture di ieri di Rocco Crimi di M5S, anche dei grillini.
L’identikit parla di una personalità forte, rispettata dalle cancellerie europee e stimata dai mercati finanziari, a cui assegnare l’incarico per un governo del presidente. Un esecutivo simil-tecnico che faccia la riforme, tenga in ordine i conti, tratti con l’Unione europea. Insomma un Monti bis che abbia il gradimento di Pd e Pdl e che però non sia tacciato come un esecutivo di grande coalizione. Il primo dei papabili sarebbe proprio Mario Monti, il premier uscente, ma non il Monti di oggi, quello di novembre 2011, quando la sua credibilità non era stata offuscata dagli errori dell’azione di governo e soprattutto dalla discesa in politica e dall’inevitabile tenzone con il Cavaliere per la conquista dell’area dei moderati. In pole i rumors di palazzo indicano la radicale Emma Bonino, che può vantare un passato ampiamente «europeo»: è stata ministro per il Commercio Internazionale e per le Politiche Europee nel governo Prodi II, Commissario europeo dal 1995 al 1999, eurodeputata a Strasburgo. Un nome che potrebbe piacere anche ai grillini. Sarebbe un ritorno a Palazzo Chigi per Giuliano Amato, il dottor sottile che ha guidato il governo e il Tesoro già in altri anni difficili e che al Pdl non dispiacerebbe neanche per il Quirinale: rispettato dai partner europei, Amato vanta ampia conoscenza dei dati economici. Un elemento, questo, che diventa sempre più importante nei ragionamenti del Colle e che lancia nella gara anche Fabrizio Saccomanni, direttore generale della Banca d’Italia, che lo stesso Bersani gradirebbe in un governo targato Pd per il dicastero del Tesoro.
Intanto, le ore per una trattativa Pd-Pdl si sono ormai ridotte al lumicino e Napolitano vuole evitare a tutti i costi che la situazione degeneri in una paralisi istituzionale. Una paralisi nella quale la crisi economica e finanziaria si avviterebbe su se stessa, finendo per ingenerare sui mercati effetti negativi, ben più negativi di quelli dell’economia reale. Insomma una situazione peggiore di quella che ha portato a novembre 2011 alla nascita del governo Monti. Ma perché un nuovo governo del presidente o di scopo possa nascere, fanno notare in parlamento, il vero problema non sono i nomi dei candidati ma il progetto. Ovvero se non si arriva a un accordo politico di base tra i due principali contendenti, Bersani-Berlusconi, in primis sul nuovo presidente della repubblica, non si va avanti di molto. Il voto anticipato resterebbe a quel punto l’unico approdo.

BAT-CENNI


Bisognerebbe che il sindaco Roberto Cenni avesse la bontà di chiarire...Di chiarire il mistero della Bat-segretaria e del suo doppio incarico (Prato e Bat-Provincia)...Cenni ha sostenuto ieri che la dr.ssa Maria De Filippo, da oggi, sarà solamente la segretaria generale di Prato...Il sindaco e la Giunta comunale hanno ritenuto giusto fare questa precisazione con l'evidente intento di smorzare le forti polemiche politiche (anche all'interno della stessa maggioranza...) seguite all'assenza della Dr.ssa De Filippo dalla riunione del consiglio comunale di ieri mattina. Consiglio convocato con estrema urgenza su suggerimento della stessa De Filippo allo scopo di approvare il Regolamento d'esecuzione comunale della Legge 190/2012 che pare scadesse in data 31.3.2013.. La commissione consiliare competente e gli stessi consiglieri hanno dovuto, gioco forza, approvare il regolamento a scatola quasi chiusa...!!
Tuttavia tutte e due queste notizie e questa procedura paiono essere smentite dalla lettura di un pezzo giornalistico apparso sul quotidiano web Traniviva, che abbiamo riportato nel precedente nostro post...
Dalla lettura dell'articolo in effetti apprendiamo che: 
1) Il Presidente della BAT Provincia ha nominato, in data 28.03.2013, la segretaria generale dell'Ente, Dr.ssa De Filippo, quale responsabile delle norme anticorruzione di cui alla Legge 190/2012;
2) Che il Presidente della BAT-Provincia, col medesimo atto, ha dato incarico alla stessa De Filippo di redigere il conseguente regolamento...!!

Il che parrebbe voler dire: 

1) Che la Dr.ssa De Filippo, contrariamente a quanto affermato da Cenni, non pare intenzionata ad abbandonare il suo incarico di segretaria generale della BAT-Provincia;

2) Che, contrariamente a quanto fatto al Comune di Prato, la BAT-Provincia non approverà alcun proprio regolamento interno di applicazione della Legge 190/2012 e, dunque, non rispetterà il termine del 31.3.2013;

3) Che non si riesce a comprendere la ragione del comportamento così diversificato tenuto dalla Dr.ssa De Filippo nei due enti di cui è dirigente apicale. Giacchè a Prato ha inteso imporre, con una procedura d'urgenza assolutamente irrituale, l'approvazione di un regolamento sconosciuto ai consiglieri comunali. Mentre nella BAT-Provincia ha evidentemente inteso rimandarne non solo l'approvazione ma addirittura la stesura a dopo la scadenza fissata dalla Legge....!!!

Siamo sicuri che Cenni e Giunta comunale sapranno spiegare i motivi di questi due diversi ed opposti comportamenti della dr.ssa De Filippo..Attendiamo con fiducia i chiarimenti..Tuttavia qualche malizioso commento in giro lo si è già sentito...C'è ad esempio chi pensa che la Dr.ssa De Filippo abbia scelto di far redigere a Prato il regolamento per l'applicazione della Legge 190/2012 per poi clonarlo anche nella BAT-Provincia...Tuttavia noi non arriviamo di certo a giustificare questa cinica osservazione...I motivi saranno ben altri ed assai più seri..Attendiamo che le autorità ce li spieghino...Con tutta la trasparenza necessaria....  

BAT-SEGRETARIA


Bat, Ventola nomina un responsabile anti-corruzione

Incarico al segretario generale Maria De Filippo

Dovrà far ruotare gli incarichi negli uffici a più elevato rischio

REDAZIONE TRANIVIVA
Giovedì 28 Marzo 2013 ore 9.45
Il 6 novembre del 2012 è stata promulgata una legge in cui sono state emanate le disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione. Una circolare di gennaio del 2013 della presidenza del Consiglio dei ministri ha imposto alle pubbliche amministrazioni di nominare e con una certa celerità un responsabile della prevenzione della corruzione per ogni Ente pubblico.

La Bat si è subito mossa. Il presidente della Provincia, Francesco Ventola, ha affidato con decreto presidenziale l'incarico al segretario generale, Maria de Filippo (già segretario generale del Comune di Trani). A lei toccherà il compito di redigere un piano anti-corruzione per ciò che concerne la Provincia e di occuparsi delle modalità di rotazione degli incarichi negli uffici provinciali preposti allo svolgimento delle attività nel cui ambito è più elevato il rischio che siano commessi reati di corruzione.

BAT-SPRECHI


Le mille poltrone di Barletta

di Tommaso Cerno
Viaggio nel nuovo ente Barletta-Andria-Trani. Che conta dieci comuni, 392 mila abitanti e ben tre capoluoghi. Che spende e spande per gettoni, auto blu e uffici scenografici, ma non ha un soldo per scuole e strade. Mentre le poltrone si moltiplicano
(04 luglio 2011)
Maria De Filippo nel suo ufficio a AndriaMaria De Filippo nel suo ufficio a AndriaNella Bat-Provincia mancano solo i pipistrelli. Li hanno cacciati i muratori un paio d'anni fa, quando cominciò il megarestauro dell'ex monastero dei benedettini ad Andria. L'hanno rimesso a nuovo in pochi mesi per farci la sede della sesta Provincia della Puglia. Si chiama Bat, appunto, ed è l'acronimo di Barletta-Andria-Trani, ultima diavoleria burocratica dell'Italia sprecona.

C'erano state le elezioni, il Pdl aveva vinto, poi il giorno dopo s'erano accorti che mancava la cosa più importante: il Bat-palazzo. Ma come? La Puglia ha un nuovo ente, un presidente, trenta consiglieri e otto assessori in più da sfamare, e a nessuno viene in mente che urgono uffici e poltrone. Ed è così, stipando gli studenti di una scuola superiore nella sola ala ovest del convento, che dieci comuni ribelli della Puglia hanno fatto la loro secessione. A suon di milioni.

Da queste parti giurano che la Bat era necessaria. Quelle dieci cittadine della Murgia (fanno 392 mila abitanti in tutto, un quartiere di Roma ladrona) invocavano da secoli l'autonomia: tradizioni e dialetto erano così diversi da Bari e Foggia da rendere asfissiante sedere nello stesso consiglio provinciale. Quello che non avevano calcolato, però, era che per mettere d'accordo dieci comuni, ci sarebbero voluti tre capoluoghi, uno ogni sei chilometri, visto che nessuno cedeva lo scettro.

E così "B" sta per Barletta, dove sorge la nuova Prefettura e presto arriverà la Guardia di Finanza. "A" indica Andria, dove si riuniscono consiglio e giunta, c'è il presidente, le auto blu e la polizia locale. Infine la "T" di Trani, città storica e quindi luogo ideale per gli assessorati forti: cultura, turismo, servizi sociali e politiche giovanili. Se la sono spartita all'italiana, insomma, ma guai a parlare di sprechi. Perché già così, ripetono ad Andria, è stata una mediazione estenuante. Potevano volercene quattro di capitali: "In fondo che c'entrano gli "strascinati" alle cime di rapa di Barletta con il moscato di Trani o le ciliege di Bisceglie?", se la ridono i neo-consiglieri. E se la Corte dei conti da anni denuncia la proliferazione di enti inutili, a Barletta lo chiamano più semplicemente "policentrismo funzionale". A fare due conti non moltiplica solo le funzioni, ma anche i costi: a bilancio ci sono 41 milioni di euro per la sola spesa corrente, cioè mandare avanti la baracca. Facile sforare se si pensa che solo per portare un dossier da un ufficio all'altro devono spostare una Bat-mobile. 

L ex sede dell istituto psicopedagogico di TraniL'ex sede dell'istituto psicopedagogico di TraniNon bastasse, la nuova Provincia ha fatto un regalino pure ai municipi. Perché nei tre nuovi capoluoghi è scattato l'aumento dei consiglieri comunali: "Lo impone la legge, è una questione di status", ribattono. Eppure non ci credono nemmeno loro. Se a denunciare come tutta questa storia della Bat-Provincia sia una sprecopoli è addirittura il senatore Francesco Amoruso, discepolo di Pinuccio Tatarella e padre-padrone del Pdl nel Tavoliere: "La Bat è un mostro a tre teste, quindi mangia il triplo. Non andava fatta, le Province vanno eliminate e non aumentate. Si passa il tempo a discutere di nulla: mozioni, ordini del giorno, mai niente di concreto", s'infuria con i suoi. Una descrizione così azzeccata da sedurre anche un tipo algido come Massimo D'Alema che, nel 2009, durante le elezioni che consacrarono Bat-presidente il berlusconiano Francesco Ventola, con la "t", il lider Maximo la ripeteva come un disco a tutti i comizi.
Se lo sarà detto pure il presidente Ventola, che è anche sindaco di Canosa. Ha tre figli e adesso pure tre capoluoghi da far crescere. Prima di farsi la sede, per lui era una tragedia.

Il giorno della vittoria in Provincia, s'è presentato nel suo ufficio in municipio e si è autodenunciato: "Ho convocato il segretario e gli ho comunicato che avrei utilizzato spazi e mezzi del Comune di Canosa per occuparmi della Bat. Con tanto di denuncia, perché altrimenti mi avrebbero condannato per peculato", racconta a "l'Espresso". Adesso è tutta un'altra musica: il palazzo s'è riempito di scrivanie, armadi e poltrone. La carta intestata strabocca dai tavoli. Se prendi il corridoio a destra finisci nelle aule della scuola, in pieno esame di maturità, ma se vai a sinistra ecco l'aula del Consiglio provinciale nuova di zecca: banchetti in legno, voto elettronico da far invidia a Montecitorio, sala riunioni e bandiere d'ordinanza: "E' costata, ma abbiamo fatto un miracolo se si pensa che solo due anni fa qui non c'era niente", raccontano i consiglieri. D'altra parte quella era la prima urgenza: "Dovevamo pur insediarci e pagare i gettoni... altrimenti che Provincia è?".
espresso.it

SUA SANITA' A PRATO



VENERDÌ 29 MARZO 2013

L'eretico a Prato: Sanità, Mussàri ed un paio di bellissime ragazze...

 

   Ieri sera l'eretico era a Prato, invitato dall'associazione Liber@mente, per parlare di Sanità toscana (del compagno Enrico Rossi, in modo particolare), nonchè di cose senesote (ed il discorso cade sempre su Mussàri Giuseppe, chissà perchè: è lui il Senese dell'anno, non c'è dubbio. Cerchiamo il modo di omaggiarlo degnamente).
 Il radicale storico Vittorio Giugni, indossando un pregevole maglione viola casentinese, ha moderato l'incontro, cui hanno partecipato poche ma qualificate persone, tra cui l'Assessore alla Sanità del Comune pratese (di centrodestra) Dante Mondanelli (medico), il dirigente aslino locale dottor Claudio Sarti, nonchè il pugnace medico Bianchi Rossi (cognome ossimorico, ma idee chiare).

  Prato rappresenta una città (la seconda della Toscana, tra l'altro, per numero di abitanti) davvero fuori dal comune; come giustamente è stato sottolineato da tutti, i posti letto assegnati dalla Regione in proporzione rispetto al numero di abitanti, che senso hanno in una realtà come Prato, con la debordante comunità cinese che nessuno sa da quanti rappresentanti sia effettivamente composta (per non parlare dei nigeriani)? Problema davvero serio, in un momento di feroce spending review, alla quale però va aggiunto che "molto, moltissimo nasce in casa", a livello di sprechi ed inefficienze, come ricordato dall'Assessore Mondanelli.
 In un tempo in cui ormai la vera epidemia - cito sempre l'Assessore - è effettivamente la cronicità: fortunatamente, sempre più spesso infatti si superano tumori ed infarti; ma dopo, senza un'adeguata assistenza casalinga, come si fa a garantire una buona qualità della vita?
 Da notare, giusto per buttarla un po' in politica, che il medico targato Pd - inizialmente dato per presente - aveva provvidenzialmente marcato visita per un improvviso e cogente motivo familiare...
  Stimolante la considerazione portata avanti da Bianchi Rossi: ma come, proprio Enrico Rossi, in politica strenuamente polemico con il federalismo di matrice leghista (in questo caso, giustamente), vorrebbe fare una grande riforma sanitaria toscana (verosimilmente incostituzionale), affidando magari il tutto all'Assessore regionale Marroni, che si richiama al "modello Toyota"?
Magari andrà a finire che il Marroni verrà a correre per la poltrona di Sindaco a Siena, come i castisti stanno cercando di fare: chi vivrà, vedrà.

  A margine della conferenza, va ricordato un fatto davvero di capitale importanza (per quanto - lo ammetto - un pochino fuori tema...), che ha visto ancora una volta l'eretico dare una lettura esatta e puntuale della realtà che lo circonda.
 Casello di Prato ovest, ore 19,46, pioggerellina: arriva un taxi, che si ferma casualmente proprio davanti all'eretico, in attesa dell'organizzatore Vittorio Giugni.
 Dal taxi, escono due bellissime ragazze, biondissime e con tacco 12 (forse di più); si fa loro incontro un ometto (vagamente somigliante allo statista Scilipoti) che le prende con reattività in consegna, caricandole nel suo Suv d'ordinanza, e partendo subito dopo alla volta della città.
 Ispiratissimo, l'eretico pensa:
 "quelle due ragazze, secondo me NON verranno stasera alla conferenza sulla Sanità toscana". Ancora una volta, l'eretico ha avuto ragione...

da ereticodisiena.it

PIOGGIA


venerdì 29 marzo 2013

MAURO ROMANELLI-PERETOLA



Aeroporto di Firenze e Giunta Regionale Toscana. Romanelli (Sel): "Condivido la posizione di Sel Prato, ma sul rapporto con la maggioranza regionale deciderà Sel Toscana, non io". "Avevamo chiesto e continuiamo a chiedere un confronto a tutto campo per rilanciare l'azione politica della Giunta Regionale".

"Alcuni passaggi sulla stampa di oggi, a seguito della posizione di Sel Prato contraria all'ampliamento dell'Aeroporto di Firenze, ventilano che il sottoscritto, in Consiglio Regionale, sarebbe disposto a lasciare la maggioranza di centrosinistra, o addirittura deciderebbe della propria permanenza in coalizione, in base a come si svilupperà tale vicenda. Sinceramente, non capisco da dove possa venire una simile voce e un simile ragionamento. Innanzitutto, la permanenza o meno nella coalizione, qualora tale questione fosse, e non è, all'ordine del giorno, non la deciderei io bensì Sinistra Ecologia e Libertà Toscana. Secondo, non penso comunque che la si potrebbe decidere in base ad un solo tema, pur importante" - commenta il Consigliere Regionale di Sel Mauro Romanelli.

"Sul merito della presa di posizione di Sel Prato devo dire che condivido ogni virgola. Il progetto di ampliamento dell'aeroporto non è sostenibile come non è sostenibile la permanenza dello status quo, che penalizza in maniera grave e inaccettabile i cittadini di Firenze. Bisogna guardare in faccia la realtà e dirsi chiaramente che un aeroporto in quella realtà non regge, che non è moderno né razionale prevedere due scali internazionali a Pisa e a Firenze e che l'unica scelta plausibile è andare verso la dismissione dello scalo di Peretola potenziando Pisa e i collegamenti ferroviari Pisa - Firenze. Comunque sia, l'opera presenta diversi gravi impedimenti, dai costi, agli indirizzi europei che sconsigliano l'esistenza di scali internazionali a meno di 120 km di distanza tra loro, ai gravi problemi di sicurezza, dati dalla monodirezionalità di fatto della pista e dalla presenza di uccelli legati al fosso reale, all'esistenza di habitat tutelati dalla Ue la cui messa in pericolo potrebbe bloccare ogni procedura. Vogliamo forse ritrovarci di nuovo di fronte all'ennesima grande opera che rimane a mezzo e si blocca perché trova ostacoli insormontabili che prima non si sono voluti considerare?".

"Queste le riflessioni che noi facciamo, riflessioni razionali, che mettiamo al servizio della comunità toscana, della maggioranza e del governo regionale, senza automatismi di collocazione politica che sarebbero fuori luogo e svierebbero il dibattito dagli elementi di sostanza, assolutamente preminenti"

"E non esiste certamente soltanto la questione dell'aeroporto. Diverse sono le tematiche in campo. Si vuole continuare, per esempio, a prevedere una gestione dei rifiuti in Toscana fondata, a regime, su ben tredici inceneritori? Si pensa che lo sviluppo passi solo per strade e autostrade, terza corsia dell'a11, nuova tirrenica, bretella Prato- Signa, o si ha idea di investire anche sul ferro, quello che serve per i pendolari, non quello che entra in un tunnel sotto Firenze per finire in un nuovo centro commerciale (tunnel alta velocità e nuova stazione Foster)? Si continua a ragionare sulla geotermia in termini monopolistici o si ha intenzione di aprire alla concorrenza e comunque di costringere i gestori all'innovazione necessaria e improcrastinabile, a tutela della salute e dell'ambiente? Si pensa di continuare a tagliare i servizi al sociale e al sanitario senza diminuire il numero di direttori di asl?"

"Su tutti questi temi abbiamo chiesto alla coalizione e a Rossi un confronto a tutto campo, anche alla luce del risultato elettorale, per una riflessione ed un rilancio. E' necessaria a nostro parere una svolta sostanziale che tenga conto del forte segnale che ci hanno dato i cittadini".

"Devo dire che tutto mi attendevo ma non di dover fronteggiare addirittura una non risposta, che mi lascia letteralmente di stucco. Non ho davvero parole e non so cosa pensare. Dovremmo rafforzare e rinsaldare la coalizione tutta, ivi comprese a mio parere quelle componenti che non hanno fatto parte di Italia Bene Comune, perché dobbiamo aprirci, metterci in discussione, rispondere ai segnali che così forti i cittadini ci hanno mandato. E invece tutto quello che sa fare Rossi è snobbare quello che è stato il primo alleato del Pd non più di alcune settimane orsono nella contesa per il Governo Nazionale?"

"Sinceramente, non mi capacito e mi domando cosa devo pensare ..." - conclude Romanelli

INCENERITORE-GIDA



Inceneritore fanghi Baciacavallo, interrogazione in Consiglio Regionale. Romanelli (SEL): “Dati sempre più preoccupanti sulle diossine”. “La Regione una volta tanto intervenga celermente”.

“Apprendo con sgomento – dichiara il Consigliere Regionale di Sinistra Ecologia e Libertà Mauro Romanelli – dei risultati dell’indagine indipendente voluta dalle associazioni Vas e Medicina democratica su alcuni animali allevati nell’area di ricaduta dell’inceneritore di Baciacavallo a Prato”.

“I livelli di diossina e sostanze tossiche riscontrati sono molto superiori rispetto a quanto consentito dalle norme di legge e questi dati sembrano confermare gli allarmi che da molti anni rilevano una maggiore incidenza di malattie tumorali fra i cittadini residenti in prossimità dell’impianto, in particolare per cancro al polmone”.

“È chiaro che il problema andrebbe risolto all’origine intervenendo sulle fabbriche che producono i fanghi, così come per risolvere il problema dei rifiuti si dovrebbe partire da una rilevante riduzione d’imballaggi e materiali usa e getta”. “Ma certo non si può continuare ad avere sul nostro territorio toscano tutta una serie d’impianti pericolosamente inquinanti e tecnologicamente superati”.

“Chiedo – termina l’esponente di SEL – che la Regione si attivi immediatamente sia per verificare i preoccupanti risultati dell’indagine Vas/Medicina Democratica e assicurare un monitoraggio continuo sull’inceneritore dell’impianto, sia per valutarne la chiusura qualora fossero verificate gravi mancanze da parte la società gestrice”.

Testo Interrogazione 

Ricordato che a Prato è presente l’impianto di depurazione di Baciacavallo, ubicato nella parte sud-est della città, verso il confine col Comune di Poggio a Caiano, e gestito da “Gestione Impianti Depurazione Acque S.p.A.”, G.I.D.A., società per azioni a capitale misto pubblico e privato costituita da tre soci (Amministrazione Comunale di Prato, l’Unione Industriale Pratese e il Gruppo CONSIAG);

Ricordato che presso il suddetto impianto è presente un inceneritore a piani da circa 90 tonnellate/giorno di fanghi da depurazione industriale e civile;

Ricordato che uno studio, presentato alla stampa il 16 marzo 2013 e commissionato a un pool di esperti dell’Università di Mestre dall’associazione “VAS - Vita, Ambiente e Salute ONLUS” e da “Medicina Democratica” sez. Firenze - Pistoia, ha lanciato l’allarme per le ricadute ambientali e sanitarie derivanti dall’attività di trattamento di fanghi industriali dell’inceneritore di Baciacavallo;

Ricordato che i risultati del suddetto studio, che ha analizzato un campione di tre animali (2 polli e un'anatra) allevati nell’area di ricaduta dell’inceneritore di Baciacavallo in un raggio massimo di 2 km, hanno rilevato nel campione livelli di diossina abbondantemente superiori rispetto a quanto consentito dalle norme di legge (da quattro a dodici volte il limite massimo);

Ricordato che, in particolare, tutti e tre i campioni sono risultati gravemente contaminati per la presenza di diossine e Pcb (Policlorobifenili) e in tutti gli animali è stata riscontrata una notevole presenza di esaclorobenzene (Hcb);

Ricordato che diossine, Policlorobifenili ed esaclorobenzene fanno tutti parte dei cosiddetti Pops (Persistent Organic Pollutant), sostanze messe al bando dalla convenzione di Stoccolma del 2001, che aveva lo scopo di proteggere la salute umana da queste molecole;

Considerato che l’esposizione a diossine è correlata sia allo sviluppo di tumori, sia, per la loro azione di molecole “ormonomimetiche”, a disturbi quali danni riproduttivi, aborti, malformazioni specie urogenitali, endometriosi, anomalie dello sviluppo cerebrale, endocrinopatie (in particolare diabete e tiroide), disturbi polmonari, danni metabolici con innalzamento di colesterolo e trigliceridi, danni cardiovascolari, epatici, cutanei, deficit del sistema immunitario;

Considerato che i rischi per esposizione a queste molecole non si limitano alle persone esposte, ma possono essere trans generazionali, in quanto vengono danneggiati gli stessi gameti;

Ricordato che:
- varie indagini epidemiologiche, eseguite dal 1998 al 2005, hanno sempre indicato una maggiore incidenza di malattie tumorali fra i cittadini residenti in prossimità dell’impianto, in particolare per cancro al polmone,
- il riscontro nel 2007 di diossine oltre undici volte il limite al momento in vigore in un pollo ruspante allevato a circa 700 metri dall’impianto, campione individuato come riferimento (“bianco”) nel corso delle indagini su matrici biologiche effettuate dall’ASL di Pistoia a seguito del doppio superamento dei limiti per emissioni di diossine nell’inceneritore di Montale;
- le diffide che la Provincia, su segnalazione degli organi di controllo (ARPAT), ha emesso negli anni nei confronti di G.i.d.a. SPA, in particolare rispetto alle prescrizioni concernenti il sistema di monitoraggio degli inquinanti in continuo.

Interroga la Giunta regionale per sapere:

- Quali azioni intende porre in campo per verificare i preoccupanti risultati dell’indagine Vas/Medicina Democratica e assicurare un monitoraggio continuo sull’inceneritore dell’impianto;
 - Se intende adoperarsi per la chiusura dell’impianto qualora fossero verificate gravi mancanze da parte della società G.i.d.a..

BAT-SEGRETARIA...ASSENTE



Continua la telenovela della nuova segretaria generale del Comune di Prato Dr.ssa Maria De Filippo. Stamani al Consiglio convocato d'urgenza proprio su richiesta della Bat-Segretaria... lei non c'era..!! La Giunta ha chiarito che se ne era andata in... vacanza..L'assenza della segretaria ha suscitato, come dicevamo nel post precedente, vivaci proteste del capogruppo PD Massimo Carlesi ed anche di Federico Tosoni.....Tra l'altro era appena spuntata la polemica sull'utilizzo da parte della De Filippo di auto dei VVUU per i suoi trasferimenti da Prato a Pisa e viceversa...
Ad ogni modo pare che dal 1 aprile la Dr.ssa De Filippo cesserà la sua doppia attività tra Prato e Trani (segretaria generale della BAT provincia..)....e sarà a completa disposizione del sindaco Cenni che l'ha personalmente scelta tra altri 50 candidati. La Giunta chiarisce anche che la De Filippo, in questo mese di marzo, avrebbe lavorato a Prato dal lunedì al venerdì..Solo dal pomeriggio di venerdì la De Filippo scendeva a Trani per svolgervi il suo ruolo di segretaria generale della BAT provincia...
Queste affermazioni della Giunta paiono alquanto azzardate...Perchè sono in completa contraddizione sulla precedente comunicazione riguardante l'utilizzo dell'auto dei VV.UU. per i suoi trasferimenti a Trani...Ebbene la Giunta dichiara che la De Filippo avrebbe utilizzato l'auto nei giorni del 7 e dell'11 marzo....Per sfortuna della Giunta il 7 era un giovedì..l'11 era un lunedì...Ovvero proprio le giornate in cui la De Filippo avrebbe dovuto essere presente a Prato...Come stamani d'altra parte...Era venerdì (ancorchè Santo..) e mattina..Ma la dr.ssa De Filippo se ne era già probabilmente volata via a Trani (o Barletta o Andria o Bisceglie...)..La Giunta ed il sindaco Cenni sono particolarmente sfortunati...
La Giunta infine, conferma pure il compenso attribuito alla dr.ssa De Filippo...120.000 euro/anno...
Che è una cifra, probabilmente, non veritiera..La retribuzione di un segretario generale è formata da varie voci...Forse i 120.000 euro sono il cosiddetto compenso tabellare...Tuttavia a questa somma, a fine anno, se ne aggiungono diverse altre che la ingrossano assai..Alla BAT provincia la Dr.ssa De Filippo aveva una retribuzione annua di oltre 140.000 euro (dato 2011)...Ci parrebbe assai strano che la segretaria abbia optato per Prato dove riceverebbe una retribuzione inferiore a quella raggiunta nella BAT Provincia due anni orsono ed addirittura anche inferiore a quella di altri dirigenti del Comune a lei sottoposti... 
http://liberamenteprato.blogspot.it/2012/11/comunali.html.....
Comunque Sindaco e Giunta hanno un ottimo strumento per confermare questa loro posizione sulla retribuzione della dr.ssa De Filippo...Pubblichino sul sito web del Comune tutti gli atti relativi..Come trasparenza e correttezza amministrativa vorrebbero..Ma lo vorranno fare????

BAT-SEGRETARIA VOLANTE (2)



Consiglio Comunale

Stamani la presentazione e la discussione in Consiglio

Sì all'unanimità per il Piano triennale di prevenzione della corruzione

E’ stato approvato all’unanimità dal Consiglio comunale con 31 voti a favore il Piano provvisorio triennale 2013-2015 di prevenzione della corruzione e dell’illegalità previsto dalla Legge 190 del 6 novembre 2012. La Legge introduce numerosi strumenti per contrastare la corruzione e l’illegalità nella Pubblica Amministrazione prevedendo misure preventive e repressive del fenomeno corruttivo ed individuando i soggetti preposti ad adottare iniziative in materia. Per gli Enti Locali il Responsabile della prevenzione della corruzione è il Segretario generale. Secondo gli indirizzi stabiliti recentemente dal Comitato Interministeriale, le linee guida contenute nel Piano nazionale anticorruzione  inducono le Pubbliche Amministrazioni ad articolare il proprio Piano triennale intorno ad alcuni contenuti essenziali a partire da quelli già previsti dalla Legge anticorruzione, volti in particolare al coinvolgimento dei dirigenti e dei dipendenti addetti alle aree a più elevato rischio nell’attività di analisi e valutazione e di definizione delle misure di monitoraggio, all’introduzione di adeguate forme di controllo dirette alla prevenzione e all’emersione di situazioni di possibile esposizione e alla formazione dei dipendenti.
Si parte quindi dall’individuazione delle attività a maggiore rischio (anche tenendo conto delle segnalazioni dei dirigenti), previsione per le attività a rischio di forme di controllo e monitoraggio con specifico riferimento ai meccanismi di formazione delle decisioni,  informazione del responsabile anticorruzione, monitoraggio del rispetto dei termini per la conclusione dei procedimenti e dei rapporti tra l'ente ed i soggetti che ne ricevono benefici.
da www.comune.prato.it
Dunque il responsabile della prevenzione della corruzione nel maggior ente pubblico pratese è la nuova segretaria comunale..che, sfortunatamente per lei proprio da stamattina, è al centro di polemiche fortissime, che si sono riverberate anche in Consiglio Comunale per bocca del capogruppo PD Massimo Carlesi, per un presunto e reiterato abuso nell'utilizzo di un'auto e di un autista dei VV.UU. nel suo continuo andirivieni tra Pratoe Trani, sede della BAT provincia pugliese di cui la dr.ssa De Filippo continua a mantere l'incarico di segretaria generale...Naturalmente stamattina la dr.ssa De Filippo non era presente ala riunione del Consiglio Comunale...Forse era impegnata a Trani in analogo consiglio (provinciale)...!!!