sabato 27 aprile 2013

EMMA E MARIO

EMMA BONINO (ESTERI)


La notizia, davvero del tutto inattesa, della nomina di Emma Bonino nuovo ministro degli esteri deve essere salutata come una delle più belle novità che la politica italiana poteva riservarci. Il mite e riservato Enrico Letta è riuscito a piazzare in una casella tra le più importanti del suo dicastero la storica leader radicale, la nostra Emma!! Miglior scelta non poteva fare. Spesso, anche negli anni passati, il nome della Bonino quale naturale candidata a guidare la politica estera del nostro Paese era stato più volte avanzato. Ma tutte le volte avevano vinto altri ragionamenti partitocratici ed altri personaggi. Pure nell'ultimo governo Prodi Emma dovette accontentarsi del  ministero per le politiche comunitarie ed il commercio estero. Nel quale, naturalmente, Emma si distinse per capacità, proposte, progetti  qualità personali!! Adesso dopo l'avvenuta nomina da parte di Letta alla Farnesina per Emma si aprono praterie politiche inimmaginabili. Potrà da quegli uffici far fruttare la sua immensa esperienza internazionale ed i suoi mille rapporti e le sue centinaia di amicizie sparse in tutte le cancellerie del mondo ed in tutte le opposizioni politiche del mondo! E' un bel giorno questo 27 aprile per i Radicali e per Marco Pannella, tutt'ora in sciopero totale della sete e della fame per la campagna Amnistia per la Repubblica. Noi sappiamo che questo successo che vede Emma Bonino salire agli Esteri del governissimo lettiano è largamente dovuto alle felicissime intuizioni del nostro gran vecchio!!! Adesso anche la scelta elettorale della lista "Amnistia Giustizia Libertà" assume una valenza del tutto differente. E tutta positiva. Emma al governo, seppure non nel Palazzo del ministero della Giustizia, potrà dare nuova linfa alla strenua lotta di Marco e dei radicali per riportare diritto e legalità nel nostro Paese!! Viva Emma...Viva Marco...Viva i Radicali!!!

AMBROGIO CRESPI, LIBERO!!

TWEETTERRRRRRSSSS



. Il Muftì di Gerusalemme stava con Hitler, gli ebrei con le democrazie. Viva la Brigata Ebraica dei liberatori

Dalle risposte sembra debba essere una nostra concessione, come dolcetti ai bimbi. Ma Vigilanza va a opposizioni: e M5S 25.5%,Lega4.1 Sel3.2

Eppure una presidenza al Movimento 5 stelle almeno della commissione di vigilanza Rai sarebbe doverosa. E farebbe un gran bene anche alla tv

Io non faccio talk show, ma in questa rete sono di casa persone come Travaglio e Scanzi che certo non "sputano fango"

Tu non vai in tv, nè vuoi che i tuoi vadano nei talk. Però lamenti che chi ci partecipa attacchi il M5S, e dai la colpa a noi!


Occupy Pd, la rivolta della base democratica contro il “governissimo” col Pdl

Per Daniela Santanché Silvio Berlusconi deve essere risarcito

Fabrizio Barca spiega perché i franchi tiratori del Pd hanno preferito il governo con Berlusconi a Prodi


In Islanda il governo di sinistra sarà battuto alle elezioni di oggi per la sofferenza da debito della popolazione










M5S


La notte della Repubblica



Più di otto milioni di italiani che hanno dato il loro voto al MoVimento 5 Stelle sono considerati intrusi, cani in chiesa, terzi incomodi, disprezzati come dei poveri coglioni di passaggio. Né più e né meno dei 350.000 che firmarono per la legge popolare Parlamento Pulito che non è mai stata discussa in Parlamento dal 2007 e dopo due legislature è decaduta. Il M5S non può governare, ma neppure avere i diritti minimi di chi fa opposizione. L'offerta di un governo condiviso con il pdmenoelle con l'elezione di Rodotà, un presidente della Repubblica indipendente e incorruttibile, non è stata minimamente valutata. Eppure sarebbe stato l'inizio di un nuovo giorno, del rinnovamento del Paese. E ora, dopo l'osceno colloquio notturno a tre, in cui due persone, Berlusconi e Bersani, hanno deciso tutto, governo, presidenze della Repubblica, programma, al cospetto dell'insigne presenza di Napolitano, il M5S non vedrà rispettati i suoi diritti di presiedere le commissioni del Copasir e della Vigilanza RAI. Andranno all'opposizione farlocca della Lega e di Sel, alleati elettorali di pdl e pdmenoelle. Un quarto degli elettori è di fatto una forza extra parlamentare.
Lo scorso sabato la folla ruggiva, aveva circondato il Parlamento sui quattro lati, stava per sfondare. Si era radunata spontaneamente. Erano cittadini che si sentivano impotenti, esclusi da qualsiasi rappresentanza, da ogni decisione. Persone che vivono sulla loro pelle e su quella dei loro familiari una crisi economica senza precedenti nella storia repubblicana. I responsabili di quella crisi ora si pongono a salvatori della Patria senza alcun senso del pudore. Ci ridono in faccia e mostrano il dito medio in segno di disprezzo, come Gasparri, al riparo delle loro scorte. "Noi siamo noi e voi non siete un cazzo". Quanto pensate che potrà tenere il ghetto in cui avete rinchiuso la volontà popolare? Sei mesi? Un anno?
Il M5S subisce attacchi vergognosi ogni giorno da giornalisti prezzolati, attacchi furibondi che si sono intensificati dopo le elezioni. Chiunque faccia parte del M5S, o anche si avvicini, è colpito sul piano personale e nessuno si indigna. Per il Palazzo è normale che questi parvenu della democrazia siano sbeffeggiati, insultati, derisi. Le mail private di molti parlamentari del M5S sono state trafugate, foto, filmati, corrispondenze. In un altro Paese sarebbe il primo titolo per giorni. Se fosse successo al Pdl, a Cicchitto, Ghedini, Brunetta i giornali e i telegiornali e i telegiornali avrebbero gridato all'attentato alla sicurezza nazionale. Per il M5S solo scherno o silenzio. Anche il silenzio del presidente della Repubblica del quale sono stati distrutti nei giorni scorsi i nastri delle conversazioni con Mancino.
(beppegrillo.it)

AMNISTIA GIUSTIZIA LIBERTA'

ESPULSIONI (?)


S'è acceso anche in città il dibattito su come dovrà comportarsi il Partito Democratico di fronte ad eventuali parlamentari dissidenti che, come annunciato, si apprestano a non concedere la fiducia al presidente del consiglio incaricato Enrico Letta, vicesegretario del PD!! Questa volta, a differenza dei 101 parlamentari e delegati regionali che affondarono la candidatura di Romano Prodi alla Presidenza della Repubblica, gli eventuali voti contrari a Letta saranno facilmente individuati! Il voto sulla fiducia al Governo è, com'è noto, palese!! Passando davanti al banco della presidenza di Camera e Senato ciascun deputato e senatore dovrà far sentire chiaro il suo SI od il suo NO! Niente franchi tiratori e niente imboscate sono dunque possibili. Il capofila dei dissidenti interni al PD, Pippo Civati, ha quantificato in una cinquantina gli eletti PD che si appresterebbero a non concedere la loro fiducia al nascente governissimo.
Su come trattare questa dissidenza il PD si è prontamente diviso tra chi vorrebbe l'espulsione dei renitenti al volere del partito ed altri che giudicano questo provvedimento prematuro ed invitano alla calma, al ragionamento ed alla discussione. A Prato Antonello Giacomelli sostiene la prima tesi e la segretaria provinciale Ilaria Bugetti, la seconda!! E questa è già una notizia! E' noto, infatti, che la sindaca di Cantagallo potè scalare la poltrona più importante di Via Carraia proprio grazie alla nomination di Antonello Giacomelli, allora vero e proprio padre-padrone del PD pratese.
A noi che stiamo in un partito che non pratica per Statuto alcun tipo di espulsione e non si è dotato neppure di organismi interni di controllo e "punizione" piace evidentemente di più la posizione della Bugetti!
Per come la vediamo noi stavolta il PD dovrebbe tollerare l'eventuale manifestazione di dissenso di una piccola parte dei suoi parlamentari! Anche per ragioni di democrazia interna, di previsioni costituzionali, di opportunità politica! 
Per comprendere appieno la legittimità di un comportamento in dissenso dal parere della maggioranza del proprio gruppo di appartenenza conviene ripercorrere brevemente gli antefatti. Non citeremo le innumerevoli prese di posizione in campagna elettorale del segretario uscente Bersani tutte contrarie alla riedizione di un governo col PDL. Limitandoci a quel che è successo nelle ultime settimane possiamo osservare che:
1) La proposta di Franco Marini quale Presidente della Repubblica da parte della Direzione Nazionale del PD, accolta con il solo voto contrario della componente renziana, pareva essere stata formulata in accordo con il PDL e sembrava la prima trave di un governissimo. Il voto compatto su Marini del PDL sembrava esserne la conferma visiva. Purtuttavia la candidatura dell'ex presidente del Senato fu bruciata dall'esplicito dissenso di una parte dello stesso PD. La componente renziana appunto. Che, alla luce del sole, fece mancare a Marini i voti che si sarebbero dimostrati decisivi alla sua elezione al Quirinale;
2) La successiva proposta di Romano Prodi, accolta con ovazioni da stadio ed apparente unanimità dalla Direzione Nazionale (più i grandi elettori) appositamente convocata al Capranichetta era apparsa a tutti come una candidatura di rottura di ogni ipotesi di governissimo! L'ex premier al Colle mai e poi mai avrebbe concesso il suo consenso alla formazione di  un esecutivo PD-PDL!!! E per questo probabilmente fu bocciato dai famosi 101 franchi tiratori che protetti da un impenetrabile anonimato rispedirono in Africa il fondatore dell'Ulivo!
3) Dopo questo "fattaccio" e le conseguenti feroci polemiche Bersani (seguito da Berlusconi, Monti e Maroni) salì al Monte Cavallo a pregare Napolitano di accettare una seconda rielezione! Che il PdR accettò non senza aver messo moltissimi puntini sulle "i" ed aver imposto le sue condizioni;
4) Una Direzione Nazione (+ i grandi elettori) del PD diede il via alla rielezione del novantenne ex comunista napoletano!
5) Dopo rapidissime consultazioni il rieletto (con qualche defezione interna al PD-vedi Civati-) Napolitano ha  designato Enrico Letta, vicesegretario del partito di maggioranza in Parlamento, di formare il nuovo governo con le coordinate che furono ampiamente annunciate dal PdR nel suo discorso d'accettazione davanti al Parlamento in seduta plenaria!
Tutti questi passaggi importanti hanno avuto una caratteristica formale: la Direzione Nazionale del PD, pur non avendo potuto discutere alcunchè, ha comunque sempre appoggiato le proposte della segreteria democrat! A volte sinceramente a volte con malizia intenzionale (vedi Prodi)!
L'unica decisione che la Direzione Nazionale non ha potuto nemmeno formalmente prendere è stata la salita al Colle di Bersani e la sua richiesta a Napolitano di riaccettare la Presidenza. Con tutti gli altri corollari che abbiamo visto in seguito. 
Come a dire che l'ipotesi, sfumata con Marini ed accantonata decisamente con Prodi, di dar vita da un governo con il PDL e Scelta Civica è stata "imposta" al PD da Bersani e da Napolitano.
Nessun componente la Direzione Nazionale e nessuno dei grandi elettori ha mai potuto discuterla!!
Entra quindi in ballo proprio a questo punto la previsione costituzionale che prevede che ciascun parlamentare deve operare "senza vincolo di mandato". Ovvero non deve rispondere al partito col quale è stato eletto ma solo e soltanto al popolo italiano. Dal che derivano conseguenze a cascata! Chi si voglia avvalere correttamente di questa sua facoltà deve fare i conti interni al proprio partito. Perchè le conseguenze dell'agire senza vincolo di mandato sono di due tipi! Ove il parlamentare agisca in dissenso da decisioni assunte democraticamente a maggioranza dal suo gruppo di appartenenza deve sottostare anche ad eventuali "punizioni". Cioè, alla fine, anche all'espulsione dal gruppo! Rimarrà parlamentare perchè ha agito nell'ambito delle sue prerogative costituzionali ma ha pur tradito la fiducia del suo gruppo di appartenenza originaria. E se le norme interne del gruppo prevedono la sua espulsione ne dovrebbe prendere atto con rassegnazione! Tuttavia v'è da tener conto anche di un'altra importante previsione costituzionale: quella sul ruolo dei partiti! La Costituzione assegna infatti anche ai partiti politici un ruolo importante nella costruzione delle decisioni repubblicane. Ponendo all'azione dei partiti un solo limite: devono assumere le loro decisioni interne applicando il metodo democratico. Ovvero assumendo qualsiasi decisione dopo aver permesso il libero ed effettivo scambio delle opinioni nei suoi organi competenti!! Che nel caso in esame erano, evidentemente, la Direzione Nazionale allargata ai grandi elettori!!
Ove questa condizione non fosse stata rispettata provvedimenti punitivi contro eventuali dissidenti interni non sarebbero ammissibili nè dal punto di vista delle regole interne al gruppo PD e nemmeno alla luce delle sovrastanti previsioni costituzionali (mancanza del vincolo di mandato-democrazia nella vita interna dei partiti politici).
A noi par fuor di dubbio che, in questo frangente, il PD non abbia affatto applicato le regole della democrazia interna! Nè l'andare di Bersani e al Colle e neppure l'accettazione delle condizioni dell'anziano presidente erano mai state sottoposte ad una decisione democratica di un organo collegiale del PD!
E' dunque corretto, per noi, che Civati e gli altri dissenzienti possano legittimamente negare il loro consenso al governo Letta senza timore di subirne le conseguenze auspicate da Giacomelli: l'espulsione!
Ed ha quindi perfettamente ragione la segretaria Bugetti a sostenere la tesi della piena appartenenza al PD degli eventuali votanti in dissenso, anche dopo il loro voto contrario alla fiducia al nascente governo Letta. 
Ove vincessero le tesi giacobine di Antonello Giacomelli il PD compirebbe non soltanto un atto autoritario e politicamente sconveniente, utile, al più, a rinviare nel tempo l'apertura di una discussione interna, ma, e ben più gravemente, violerebbe le previsioni della stessa Costituzione! Sì di quella Costituzione "più bella del mondo" che ognuno vorrebbe interpretare a seconda delle proprie convenienze del momento!!

ERNESTO ROSSI

su una mostra fotografica su Ernesto Rossi che hanno inaugurato a Cuneo mercoledì 24 aprile. La Mostra fotografica ripercorre la storia famigliare e politica di E. Rossi ed è organizzata dagli studenti della classe IV C TSS dell'Istituto Bosso-Monti di Torino. Mellano ha toccato punti quali: il federalismo, l'antifascismo, l'Europa, la resistenza, il 25 aprile

DE DAMNO VITANDO


venerdì 26 aprile 2013

Un mese alle elezioni: okkio alle raccomandazioni!

 
 Manca ormai un mese tondo tondo al primo turno delle elezioni Comunali: i candidati sono 8 - come si sa -, e questa abnorme frammentazione renderà quasi certo l'approdo al secondo turno, al ballottaggio fra i primi due classificati.
L'eretico ovviamente seguirà questa tornata elettorale, come era accaduto per quella del 2011, che vide trionfare Franchino il Ceccuzzi con il 54% dei suffragi (ma con 1.116 voti in meno della totalità dei voti delle liste che lo appoggiavano, giova sempre ricordare).

 Oggi vogliamo mettere l'accento su un elemento che è il vero snodo, politico e morale ad un tempo, di queste elezioni: il voto di scambio. Il clientelismo sfacciato, degno delle peggiori zone sotto la Linea Gustav, è ciò che ha inquinato il gioco democratico in città, e non solo negli ultimissimi anni. A questo giro, con la città economicamente in macerie, cosa resta da offrire, da promettere, da mercanteggiare? E poi: la città vuole davvero una palingenesi, un rinnovamento che nasca dalla prevalenza del voto d'opinione su quello di appartenenza o, appunto, clientelare?
Gli antichi ci possono dare la chiave di lettura giusta, ancora una volta, con la loro scienza giuridica e la loro straordinaria capacità di sintesi: nella Siena del 2013, si sta probabilmente passando dal DE LUCRO CAPTANDO, al meno grave (ma sempre perniciosissimo) DE DAMNO VITANDO.
 Fino al 2011, imperava sistematicamente il pur declinante mercanteggiamento dei posti di lavoro, dei pochi rimasti (questo è il DE LUCRO CAPTANDO); oggi cosa si può offrire? Niente; ma si può comunque intervenire, attivare ugualmente la filiera clientelare: magari assicurando che il posto di lavoro, vissuto come a forte rischio, sarà mantenuto, ovvero che il rischio trasferimento sarà scongiurato, od altro ancora. Ecco servito il DE DAMNO VITANDO: "sicurezza" del posto di lavoro esistente, in cambio del voto giusto.
 I senesi, in maggioranza, sono purtroppo abituati, assuefatti, drogati dal clientelismo: vediamo se in questa elezione le cose cambieranno, o meno.
 Questo blog, due anni fa, aveva lanciato un appello ai candidati Sindaco, contro questo intorbidamento della vita democratica: si fece in buona sostanza finta di niente.
 Oggi, con qualche migliaio di lettori quotidiani in più, da queste colonne si rinnova l'invito ai "magnifici" otto: dite - meglio ancora, scrivete! - che NON cercherete o accetterete voti in cambio di alcun tipo di promessa elettorale (anche fatta da propri sostenitori).
 Chi lo fa, chi sottoscrive quanto detto, prende un impegno solenne (e deve quantomeno avere paura di essere sbugiardato).
Restiamo volentieri in attesa. Trepidante, come sempre.

Ps IL candidato grillino Michele Pinassi si è fatto riprendere con la bandiera del Nicchio al fianco; Maurizio Astori, di Sena civitas, con Onda e Leocorno sullo sfondo di un santino propagandistico. Hanno sbagliato; come giustamente rimarcato dal Santo, la strumentalizzazione politica del Palio ha però sortito negli ultimi anni esiti ben peggiori. Tra le altre cose, vorremmo che la sacerdotessa della purezza apolitica del Palio, Carolina Persi, dicesse al suo mentore Franchino il Ceccuzzi di farsi ridare la bandiera della Torre: che forse oggi non serve troppo al carcerato Paolo Del Mese...

Ps 2 Ieri Festa della Liberazione (con Grillo che ha sbagliato ad intervenire in quel modo, nonostante tutta l'insopportabile retorica che accompagna l'evento); l'eretico, a tal proposito, raccomanda la visita di un piccolo, ma davvero ben fornito, museo sulla Shoah, scoperto con la scuola giusto lunedì scorso: il Museo e Centro di documentazione della deportazione e della Resistenza (Prato, località Figline).
 A due passi da casa, per far conoscere meglio l'orrore indicibile di ciò che è stato, ed anche per rinfrescare la memoria ai tanti che pensano di sapere.   

FORSE


venerdì 26 aprile 2013

FEDERICO TOSONI


COMUNICATO STAMPA (26.04.2013)


Visti gli ultimi sviluppi sull’allargamento della Declassata al Soccorso e i recenti risultati di un sondaggio popolare che ha promosso il nostro progetto del terrapieno, ritenuto il migliore da 8 pratesi su 10, esorto la giunta comunale ad adottare la nostra proposta, che giace in un cassetto da un anno e mezzo. E’ buffo che allora nessuno prese questa soluzione in seria considerazione, ritenendo evidentemente la spesa troppo irrisoria perché fosse davvero realizzabile (3 milioni e mezzo di euro a corsia), mentre adesso è ritenuta l’unica praticabile in quanto la più veloce ed economica.
Probabilmente se allora l’amministrazione comunale avesse aperto gli occhi, anziché sprecare tempo e preziose risorse pubbliche nel mega progetto del viadotto, adesso l’opera sarebbe pronta. Oltre 50mila automobilisti che ogni giorno passano diverso tempo in coda ci ringrazierebbero e diminuirebbe l’inquinamento atmosferico. Anche lo sfondamento di via Tasso, approvato un anno fa all’unanimità in seguito ad un sopralluogo dalla Commissione consiliare 3, da me presieduta, è ancora nel limbo, nonostante il costo di realizzazione sia praticamente zero e necessiti di appena due giorni di lavoro, a fronte di un grande beneficio per la viabilità.
In quattro anni sono tante le nostre richieste e proposte totalmente inascoltate: tra queste cito la realizzazione della rotatoria sulla Tangenziale in prossimità del cimitero di Chiesanuova con abbattimento del muro che ora divide la città in due (condiviso con tutti nel programma elettorale).
Oltre a questo, contesto fermamente l’aumento di c.a. il 40% delle multe in questa legislatura, in particolare nel centro storico: in un momento di grave crisi come questo per commercianti, artigiani e dipendenti, non bisognerebbe fare cassa in questo modo, ma anzi, applicare maggiore tolleranza.
Sono tanti gli interventi che la città chiedeva e che si potevano fare anziché intraprendere l’inutile battaglia con Consiag, che finora ha fatto solo lievitare le spese legali del Comune. Inoltre, nelle opere pubbliche, negli asili e nel sociale (che di questi tempi dovrebbe essere una priorità) si poteva investire di più, per esempio con i soldi sperperati nel museo di arte contemporanea Pecci : incassi annui 12.000 euro, costo al Comune due zeri in più (1.200.000 euro), e voglio sorvolare sulla penosa vicenda della BAT segretaria da 270.000 euro (circa).
Ad un anno dalla fine del mandato chiedo pertanto alla giunta di esprimersi su temi così cruciali per la città e sui progetti che ho avanzato con il consenso di tantissimi cittadini. Adesso il sottoscritto e coloro che mi hanno eletto come loro rappresentante in Consiglio comunale pretendiamo delle risposte chiare.


Federico Tosoni
Consigliere indipendente e Presidente Commissione consiliare 3

RADIO CARCERE (SPECIAL)

BAT DE FILIPPO batte BAT CENNI


SindacoPer sopraggiunti motivi personali il segretario generale, dott.ssa Maria De Filippo, ha lasciato il proprio incarico

"Un importante contributo all'Amministrazione seppure in così poco tempo"

Roberto Cenni: "Dispiace che abbia dovuto lasciare, grazie per la competenza e la qualità dimostrate, le auguro di risolvere al meglio le sue difficoltà"
Per sopraggiunti motivi personali il segretario generale, dott.ssa Maria De Filippo, ha lasciato il suo incarico. Conseguentemente il sindaco Roberto Cenni dichiara quanto segue:
"Ringrazio il segretario generale per il lavoro svolto in così poco tempo al Comune di Prato. Anzitutto l'aver consentito, grazie al suo intervento, che il Comune di Prato fosse tra i primissimi in Italia a dotarsi del piano triennale di prevenzione della corruzione e dell’illegalità, rispettando i termini di legge . Questo in funzione di grandi competenze e qualità professionali che sono certo avrebbero potuto offrire un contributo anche alla direzione generale della struttura, se non fossero sopraggiunti problemi personali che richiamano la dott.ssa De Filippo nella propria città. Augurandole di poter risolvere positivamente e nel più breve tempo possibile le sue difficoltà, la saluto e la ringrazio nuovamente".
A parte la misteriosa lingua con la quale è scritto il comunicato precedente è il contenuto che ci lascia letteralmente sbalorditi. La dichiarazione, arrivata quasi fuori tempo massimo, di Roberto Cenni sulle improvvise dimissioni della Dr.ssa De Filippo, già segretaria-direttrice generale del Comune! Inquietante che Cenni rammenti, come unico apporto qualitativo della Dr.ssa De Filippo alla sua amministrazione l'aver portato all'approvazione del Consiglio Comunale, convocato d'urgenza ed irritualmente il venerdì di Pasqua, un banale provvedimento anticorruzione. Che, tutti lo sappiamo, fu redatto dal vicesegretario Dr. Ducceschi, presente a quell'adunata del Consiglio. Lui! Lei, la Dr.ssa De Filippo non si fece vedere nè al Consiglio nè a Prato. Si trovava già al sole africano di Malindi con i piedi nelle calde acque dell'Oceano Indiano!
Immaginiamo che Cenni non abbia potuto fare a meno di questa nuova gaffe poichè è il primo responsabile della scelta della Dr.ssa De Filippo. Prescelta dall'ex patron di Sasch tra i 50 CV pervenuti al Comune di Prato. Cenni non ha dato ancora alcuna motivazione di quella infelice scelta! Non un atto amministrativo è stato pubblicato sul sito web del Comune! Tuttavia pare che l'unica reale motivazione della scelta cenniana di una dirigente che conservava un incarico in una città lontana 700 kilometri da Prato sia stata di natura politico-partitocratica. La Dr.ssa De Filippo provenendo da un ente (la BAT Provincia) a guida centrodestra ed essendo coniugata con uno dei più importanti dirigenti del PDL pugliese pareva, al Bat-Cenni, la segretaria-direttore generale ideale per la sua amministrazione di omogeneo segno politico-partitico!! Non confidiamo, infine, che il nostro bat- sindaco (uomo ormai smascherato...) ci dia conto pubblicamente della retribuzione concordata con l'ex Bat-segretaria!!!  

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lo dicevo io che e' uomo da larghe intese. Dopo il bentornato Silvio e il viva Grillo, ecco il grande Letta

Prendi uno e paghi due. Avrà come al solito fatto pagare alla Rai l'articolo che ha già scritto sul Fatto

Ma la Bindi si e' dimessa per davvero o fa solo finta?

Non abbiamo poi mai chiesto a Bersani se alla fine e' rimasto col passero in mano o col tacchino sul tetto

si Emiliano, quello che doveva fare fuoco e fiamme per impedire il governo di larghe intese

Molto sobri Fatto, Libero e Giornale (con consueta delicatezza sulla moglie di Letta)

"Voglio essere abbronzato come Obama"...

Che differenza con l'incontro di Bersani. Come se ci fosse una maggiore disponibilità reciproca.Eppure c'erano già tutti e tre l'altra volta

Alle 17.55 speciale TgLa7 con diretta streaming dell'incontro tra Letta e 5stelle (gli chiederanno del Bilderberg?) e le ultime sul governo

Beppe ha ragione sulla lotta di Liberazione e i suoi valori. Beppe va studiato, mi ha insegnato la resistenza. Beppe, quello vero: Fenoglio

Nel totoministri si profila un "governissimo" con D'Alema, Amato ed Alfano, nodi da risolvere Economia e Giustizia

Stasera l'ospite di Z (ore 22,20 su La7) sara' Fabrizio Barca: il Pd da un governissimo all'altro?

Meno male che ci sono persone disposte a impegnarsi per rompere il muro del cinismo come Roberto Saviano ieri sera a "Servizio pubblico"

Che noia la necrofilia di Grillo! Ogni volta che parla tira fuori un morto di qua e uno zombie di là. Repertorio scarso, voglia di toccarsi