sabato 18 maggio 2013

SOCCORSO!!


Soccorso! Soccorso! Inteso proprio come chiediamo soccorso! Ed anche come Soccorso, quartierino della prima periferia della città, uno dei tanti ad edilizia residenziale intensiva (con rispetto parlando...) e con pochi servizi essenziali! Adesso, come sappiamo, il Soccorso chiede soccorso...!! La strozzatura della tangenziale proprio prospiciente il quartiere (col ponte ad altezza della Chiesa...) è una delle prime emergenze della grande viabilità cittadina!! Gli incolonnamenti da e verso il sottopasso di Via Nenni sono ormai leggendari a quasi tutte le ore del giorno. Anzi si sono acuiti proprio a causa della realizzazione di sottopasso e rotonda che, quando non c'erano, si incaricavano di dirottare su altre direttrici i flussi di traffico!
Cosicchè l'amministrazione Cenni (l'assessore alle grandi opere Filippo Bernocchi in particolare...) si son dati da fare per trovare le giuste contromisure! Che, in un primo tempo, erano state individuate in un sottopasso. Poi, per qualche incomprensibile ragione tecnica, divenuto sovrappasso! Ed, in qualche spezzone della maggioranza, ulteriormente in progetto di un nuovo terrapieno da affiancare a quello attuale!
La maggior parte delle risorse per la realizzazione del progetto ufficiale della Giunta (sovrappasso), che, nel frattempo aveva comunque visto nascere una netta contrapposizione tecnico-politica tra sottopassisti (PD e Comitato ad hoc nato..) e sovrapassisti (la maggioranza meno i terrapienisti della Lega od ex Lega ...)  dovevano arrivare da Roma. Ministero delle Infrastrutture! Senonchè l'iter avanzato della procedura amministrativa si bloccò improvvisamente e poi morì definitivamente con l'uscita di scena del governo Monti e del Ministro competente (di cui nessuno ricorda, a mente, nemmeno il nome...)!
Tutto morto e sepolto in attesa di tempi migliori fino ad ieri sera. Quando, durante una trasmissione televisiva locale, l'assessore Bernocchi realizza un vero e proprio scoop giornalistico! Sostiene l'ex aennino del PDL che la colpa dell'improvviso arenamento al Ministero romano della procedura per il finanziamento del progetto deve essere attribuita ad uomini del PD locale. Ovvero ad Andrea Lulli ed Antonello Giacomelli. Che, pescando nei torbidi corridoi ministeriali, avrebbero convinto dirigente funzionari a rallentare, ostacolare  ed alla fine far defungere tutta la procedura amministrativa che avrebbe dovuto portare nelle casse comunali la somma di 16 milioni di euro!! E perchè l'avrebbero fatto? Ma naturalmente per far fallire un progetto che vedeva l'opposizione locale del PD e conseguentemente far fare una bruttissima figura alla Giunta Cenni-Bernocchi (risultato pienamente raggiunto...)!! 
Filippo Bernocchi, comunque la si pensi, è sicuramente un uomo d'onore! Se ha detto quelle cose è perchè qualcuno gliele ha riferite e avrà anche prove concrete di quel che ha affermato. D'altra parte il Ministero delle Infrastrutture è stato guidato per diversi anni proprio dal tutor politico di Bernocchi: il cecinese Altero Matteoli!! Al quale, nonostante qualsivoglia spoil system, qualche uomo fidato, dei tanti immessi, sarà sicuramente rimasto nelle grandi stanze del Ministero!! Tuttavia l'ex deputato Andrea Lulli, prontamente interpellato, smentisce qualsiasi attività di lobby sua e di Giacomelli presso il Ministero per interrompere la procedura di approvazione del progetto ed i relativi finanziamenti. Ed anche Andrea Lulli è un uomo d'onore, anche se non più onorevole!! Dobbiamo credere anche a lui! Dunque se entrambi dicono la verità non ci rimane che attendere le prove che sicuramente Bernocchi mostrerà a breve a tutta la città. Così sapremo chi rimarrà, dei due, uomo d'onore e chi, eventualmente, perderà, con l'onore personale, anche ogni e qualsiasi credibilità politica futura!! En attendant!! 

RUBY, MONICA (E ILDA)


Dunque Ilda "la Rossa" Boccassini concludendo la sua bizzosa, logorroica e chilometrica requisitoria d'accusa contro Silvio Berlusconi ne ha chiesto la condanna a 6 anni di carcere! Uno per avere "abusato" sessualmente di una minore diciassettenne (se pur del tutto consenziente...) e cinque per aver concusso un funzionario della Questura di Milano al fine di far uscire da quegli uffici la "nipote di Mubarak",  l'orientale Ruby "la furba"!!
Ora in questa sede non ci interessa prevedere come andrà a finire il processo! Berlusconi sarà assolto! Al di là delle intimissime convinzioni della Ilda prove di colpevolezza solide non ne ha mostrate ai giudici. Anzi sia l'abusata che il concusso hanno bellamente smentito, con le loro testimonianze, il castello delle accuse formulate dalla Boccassini!
Vogliamo invece divertirci ad immaginare Ilda Boccassini come avvocato dell'accusa (l'equivalente del nostro PM nel sistema giudiziario americano..) alle prese con il caso Bill Clinton-Monica Lewinsky!! Ovvero il caso dell'uomo più potente della Terra sorpreso a far sesso (seppure orale..) con una stagista a lui sottoposta non a casa sua o in una discreta camera d'albergo ovvero nella sua auto privata o dietro i cespugli di un parco pubblico! No! Proprio nel suo ufficio, quello ovale, sotto il suo tavolo di lavoro, dentro la Casa Bianca!!
Certo che Ilda "la rossa" si sarebbe divertita assai! Perchè in quel caso, a parte le smentite immediate e difensive di Bill, fu rinvenuta anche la "pistola fumante"..La vispissima Monica mise da parte, come assicurazione per una serena vecchiaia, un suo proprio vestitino sul quale erano rimaste tracce del DNA del birbaccione arrapatissimo (Monica, così usuale, così grassottella non aveva neppure un grande sex appeal...) Bill!!  
Chissà quali capi d'accusa avrebbe intestato al Presidente americano la immaginifica Ilda...Se nel caso Ruby-Silvio "lavora", al più, su migliaia di intercettazioni, presunte "confessioni", testimonianze dirette ed indirette e quant'altro ha arricchito il vaudeville milanese, con Bill Clinton avrebbe potuto dar fondo a tutto il Codice Penale americano...Con Ilda "la Rossa" Clinton avrebbe rischiato la pena capitale! Altro che i sei annetti richiesti per il festaiolo d'Arcore..!! Tuttavia, come sappiamo, Clinton se la cavò senza gran danni. Anzi, differentemente da Berlusconi, si meritò pure il sobrio perdono della moglie Hillary! E potette, in seguito tranquillamente e felicemente, fare la parte del king maker nell'elezione di Obama e nel prestigioso incarico ricevuto dalla moglie! Ma Clinton, a differenza, di Silvio, ebbe dalla sua tutta la stampa "progessista" del mondo intero! Che ne tessette ogni e qualsiasi elogio pur di far apparire come un ingenuo errore di momentanea erotizzazione le vivaci spipacchiate di Monica sotto il tavolo presidenziale! E tutti vissero felici e contenti. Monica smise di fare la stagista "disponibile", si mise a girare il mondo ed a scrivere libri che fecero lievitare il suo personale conto bancario! Clinton ridivenne punto di riferimento del "progressismo" italiano e mondiale a dispetto della sua precarietà erotica! Hillary , dopo aver fatto bene la senatrice, divenne la ministra degli esteri del suo grande paese! Il tutto perchè Bill non ebbe la sfortuna di incrociare la sua via crucis giudiziaria con una equivalente americana di Ilda "la Rossa"! O forse, e più semplicemente, perchè il sistema giudiziario americano si preoccupa più dei reati commessi che delle vite private, ancorchè cialtrone e sciagurate come quelle del Silvio nostro (non tanto per l'utilizzazione finale delle ragazze...quanto per l'essersi fidato e "consegnato" nelle mani di gentucola come Lele Mora, Emilio Fede, Tarantini, Lavitola, De Gregorio, Nicole Minetti e via andando...)!!  

NIO-PECCI



Sembrano ormai in una fase di avanzato completamento i lavori di ristrutturazione e restyling del Centro per l'Arte Contemporanea "Luigi Pecci". Il progetto dell'architetto olandese Maurice Nio, scelto personalmente, senza alcun concorso internazionale, dal defunto presidente Valdemaro Beccaglia, inizia a farsi notare da chi passa per Viale della Repubblica o sulla declassata! La semi ciambella che avvolge il corpo di fabbrica ideato da Italo Gamberini alla fine degli anni '80 è quasi del tutto definita. Anche la "torre" che nelle intenzioni di Nio dovrebbe diventare il nuovo simbolo-logo del Centro svetta già verso il cielo!
L'impressione che, almeno in questa fase, se ne ricava, è quella di un completo stravolgimento del concetto che era alla base del progetto Gamberini. Esaltare, anche con l'edificio proposto al Comune da Enrico Pecci a ricordo perenne del figlio prematuramente scomparso, il core business della città: l'industria tessile! Il manufatto realizzato da Gamberini e dai suoi collaboratori era, infatti, un immediato richiamo alle classiche forme delle innumerevoli fabbriche che, almeno allora, punteggiavano il nostro territorio. Con le loro coperture caratteristiche in grado di far giungere all'interno la maggior quantità possibile di luce naturale!
Con il nuovo intervento di Nio questo preciso carattere, almeno sul fronte principale del Centro, scompare del tutto dietro la rotondità del nuovo manufatto che, funzionalmente, raddoppia la superficie espositiva e facilita il percorso dei visitatori. Questa osservazione, tuttavia, non è affatto una critica. Non riteniamo che l'opera di Gamberini fosse così eccellente da non poter essere modificata, anche così radicalmente!
Ci pare tuttavia ancora presto per poter esprimere un giudizio complessivo sull'operazione Nio che dovrà essere apprezzata, o meno, anche per le soluzioni che offrirà all'interno. Per il momento ci vogliamo limitare ad osservare che il landmark più evidente del progetto, la torre "sorta", che Nio identifica come una specie di antenna radar in grado di captare e catturare i movimenti del territorio e dell'arte contemporanea, a noi appare simile all'unico manufatto pratese che svettava (ed in qualche raro caso svetta ancora..in attesa del grattacielo Caprotti all'ex Pratilia) nel cielo della città: una ciminiera! Una ciminiera stilizzata e spezzata, quasi a significare la crisi, temiamo irrimediabile, dell'industria tessile cittadina! Quando poi tutto l'edificio sarà completato vedremo se la semi ciambella  ramata sarà riuscita col buco!! Che, per il momento, troviamo ogni anno copiosamente nei Bilanci del Centro "Pecci"!!     

L'UOMO DELLA MEDICINA



Sabato, 18 maggio 2013. Se una nascosta telecamera mi spiasse ogni mattina, apparirei al grande fratello spione come un pistolero del far West intento a caricare le sue lucrose pistole, perché devo distribuire, in quattro scatole verdi, le dieci pillole che mi consentono di stare ancora in questa valle di lagrime e anche di qualche salutare risata, per non essere ingrati verso la memoria dei grandi comici italiani e stranieri! Fino a quando vivevo solo a Napoli, neanche conoscevo il medico di base, ma poi tutto cambiò. Ebbi la fortuna, fin dal 1989, di essere affidato al medico di base Sebastiana Giuffrida che desidero ringraziare a livello mondiale per la sua bravura, anche se sono costretto se non a bisticciare, almeno a polemizzare per difenderla, nella sala d'aspetto del suo studio, da qualche barbaro paziente che protesta stupidamente perché questa dottoressa scrupolosa conduce visite accurate, lunghe e complete! Spesso, di fronte alla sguaiata e demagogica protesta del popolo, anzi della parte maleducata del popolo, concludo i miei interventi dicendo: "Vi meritate di essere curati dal dottor Terzilli impersonato da Alberto Sordi in un famoso film sul medico della mutua!". Le mie patologie si sono arricchite anche di una cardiopatia che mi ha visto acquisire corpi estranei ed utili nel mio cuore e, alla fine, la formidabile squadra dell'UTIC (Unità Terapeutica Intensiva Cardiologica) dell'ospedale "Misericordia e Dolce" di Prato mi ha reso un essere bionico inserendo nel mio torace un pace-maker ed un defibrillatore. Il mio ringraziamento ed il mio grato pensiero vanno a questi uomini ed a queste donne di scienza medica, dovrei citare almeno i 30 della squadra, mi limito ad Anna Toso per tutti e vorrei ricordare, anche a chi non lo sa, che in Italia la medicina è una cosa seria, agli esterofili ricordo che a Parigi non esiste neanche una farmacia che ti misuri la pressione! I nostri farmacisti sono instancabili consulenti nostri. Nella valle di Giosafat, il giorno del giudizio universale, cari amici vicini e lontani di FB, verificherete che peccati ne ho commessi, ma mai fui ingrato e sempre fui grato a tutti i medici che ancora si preoccupano della mia esistenza, Kant direbbe del mio "essere nel tempo e nello spazio"!

FIOM-CGIL

CONSIGLIO DEI MINISTRI

PORCELLUM



Legge Elettorale: Staderini, tre i punti fermi: referendum del 1993, principio europeo di stabilità, legalizzare intero procedimento elettorale

Ora che la legge elettorale torna nell’agenda della politica anche a seguito del rinvio del Porcellum alla Consulta, ci sono tre punti che il dibattito pubblico non può permettersi di cancellare.
Il primo, è il rispetto della volontà dei 29 milioni di italiani che nel 1993 si espressero a favore del referendum radicale contro il proporzionale e per il sistema maggioritario fondato sul collegio uninominale.
Il secondo, è la necessità di legalizzare l’intero procedimento elettorale, sempre più caratterizzato dalla violazione degli standard democratici e dell’effettivo diritto a libere elezioni.
Il terzo, è l’obbligo di rispettare il principio di stabilità dei sistemi elettorali riconosciuto dal Consiglio d’Europa e dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, secondo il quale deve intercorrere almeno un anno tra la modifica della legge elettorale e la data del voto.
La paralisi che oggi vive il Parlamento e l’intero Paese nasce proprio dall’aver eluso questi aspetti .
Di fronte all’oggettiva precarietà della legislatura, rimandare una loro soluzione complessiva segnerebbe un ulteriore involuzione antidemocratica.
Dichiarazione di Mario Staderini, segretario di Radicali italiani.

OCCHI A MANDORLA


Il Futuro ha gli occhi a mandorla

su La porta di Manetta
Autore: Dino Manetta
 
Data:2013-05-18
La società multietnica per eccellenza, gli Stati Uniti, dopo un secolo di dominio planetario è in via di fallimento. Il ceppo culturale nord-europeo, a lungo prevalente, è ormai soppiantato dall’ispanico col risultato che hanno Jennifer Lopez, ma anche il debito pubblico più grandioso del pianeta e devono inventarsi truffe finanziarie colossali come gli hedge-fund per tentare di nascondere il fallimento. Non c’è niente da fare, l’economia non ne vuol sapere del politicamente corretto e dà i suoi implacabili risultati. Gli Americani si sono inventati il liberismo per tentare di rendere produttive le culture che non lo erano in partenza (gli ex schiavi negri, i Messicani, i Portoricani ecc.) provenienti da mondi dove tutto avveniva con naturale lentezza, scarsa intraprendenza e nessuna regola da prendere troppo sul serio. Ma non è bastato, come era inevitabile che fosse.
Il modello economico vincente nel pianeta, quello di origine nord-europea, ormai resiste, con fatica, in Germania, ma sta collassando dappertutto con l’apertura alla società cosiddetta multi-culturale. Tempo fa Helmut Schmidt, uno dei padri fondatori dell’Europa unita, ha scritto un articolo passato sotto silenzio nel quale si diceva pentito dell’apertura delle frontiere in Europa, che questo aveva portato solo alla formazione di mille ghetti, che ogni cultura ci tiene alla sua identità. A raccogliere il testimone di quel modello nord-europeo, in via di irreversibile declino sul luogo, è adesso il mondo con gli occhi a mandorla e saranno loro i futuri padroni del pianeta. E, a occhio e croce, lo resteranno molto, molto a lungo. Quali i motivi? Semplice. I fondamentali. Quelli che nel calcio servono a distinguere i capaci. I fondamentali di una società vincente nel terzo millennio sono la cultura del lavoro, la disciplina sociale e l’intraprendenza. Delle prime due quei popoli sono naturalmente dotati ed è bastato aprire alla terza, l’intraprendenza, per mettere in moto una macchina straordinaria. Per loro lavorare duro e veloce e bene è semplicemente ovvio, come è ovvio mettersi in fila e sentirsi parte di una collettività. Col tempo sicuramente anche loro adotteranno uno stile di vita meno severo, ma i loro fondamentali gli garantiranno comunque una netta superiorità su gran parte degli altri popoli. Pensiamo alla Germania. Ha subìto due durissime sconfitte militari, da annichilire chiunque, ma non i Tedeschi. Senza lamentarsi, senza strapparsi i capelli, hanno seppellito i loro morti, si sono rimboccati le maniche ed hanno ripreso, in pochi anni, la guida dell’Europa, stavolta senza sparare un colpo. E i Giapponesi? Prima ancora dei Cinesi (bloccati a lungo da una rivoluzione ottusa), hanno creato una superpotenza praticamente dal nulla. Un Paese fatto di mille isolette, senza nessuna materia prima importante, con la sola forza dei suoi fondamentali, ha creato una potenza economica strabiliante, tutt’ora ai vertici del pianeta. E adesso, con la Cina risvegliata dal lungo sonno ideologico e gli stessi fondamentali, provate a moltiplicare il Giappone per tredici (la differenza di popolazione tra i due paesi) e poi ditemi chi guiderà il futuro del mondo. E’ un bene? Un male? E’ Storia.
(Unità.it)

VARIANTE


venerdì 17 maggio 2013

CHIAMPARINO (versione ENRICO ROSSI)




Ma Enrico Rossi che cosa vuol fare da grande?

Da qualche tempo, Enrico Rossi è molto attivo sul congresso del Pd. Teorico e pratico di un partito super pesante, in più occasioni ha invitato la sinistra a tornare nelle case del popolo. Stamattina, su Facebook, ha stroncato la possibile candidatura di Sergio Chiamparino (che io tuttora considero un ballon d’essai, fumo negli occhi per, magari, far prendere tempo a qualche candidato in vena di tatticismi):
 “Chiamparino, un giovane ‘banchiere’ torinese di 65 anni, che prima ancora ha avuto una dignitosa vita politica con importanti incarichi, vuole fare il segretario del Pd e dichiara: ‘Al momento non sono iscritto, ma se ci sono le condizioni potrei candidarmi’. Davvero Sergio è una persona simpatica, e mi chiedo se è uno scherzo o una cosa seria e se la ‘rottamazione’, o per dirla con parole mie, l’esigenza del rinnovamento anche generazionale ai vertici del partito in questo caso non valga. Quanto ai contenuti leggo oggi che Sergio ripropone un partito lib-lab, laburista e liberale, una formula vecchia, come se si fosse ancora negli anni felici di Tony Blair, dimenticando la crisi, la recessione e i danni del liberismo e dell’austerità. Insomma Chiamparino è stato un ottimo sindaco, ma non mi pare possa essere un buon candidato alla guida del Pd per ricostruirlo, rendere più solida la sua identità e la sua cultura politica. Per carità, sono solo opinioni personali. Nel frattempo consiglio a Sergio di passare da un circolo a chiedere la tessera. In Toscana per candidarsi alla presidenza delle Case del Popolo bisogna essere almeno iscritti all’Arci, altrimenti non ti prendono neppure in considerazione”.
 da Corriere Fiorentino 17.05.2013

ONU: INTERVISTA A MARCO PANNELLA

LAURA BOLDRINI



Alessio Falorni

Boldrini, Presidente della Camera, rilascia più dichiarazioni al giorno di Obama.
L'ultima che ho letto è stata:"L’Italia e’ tappezzata di manifesti con donne discinte e ammiccanti. In tv i modelli sono quelli della CASALINGA o della donna seminuda. Da li’ alla violenza, il passo e’ breve"

Ora, che la Boldrini si spenda contro la ghettizzazione della donna, e contro una mentalità maschilista, che indubitabilmente esiste nel nostro Paese, lo posso capire e lo approvo. Ma che si spinga a demonizzare la figura della casalinga, che ancora riguarda 5 milioni di donne in Italia (e 130mila maschi, con le prime in diminuzione e i secondi in aumento), mettendola alla stregua dei modelli negativi, no.

Tra l'altro, dovrebbe anche riflettere sul fatto che una mentalità maschilista è anche quella che riguarda lei, per cui la donna che fa la Presidente della Camera ("mestiere da maschio", secondo i maschilisti) è una ganza, mentre una donna che fa la casalinga una scemarella che non conta nulla. 
Informo questo tipo di femministe, che si autoghettizzano come e più dei maschi, che secondo calcoli econometrici, il lavoro di una casalinga è quello che, per ora di lavoro, produce più valore economico a prezzi di mercato all'interno dell'intero sistema produttivo nazionale. Il problema è che non è contabilizzato, e dunque, in una società non solo maschilista, ma anche consumista, non gli viene attribuito valore. Ma se lo fosse (dati Boeri-Burda-Kramarz) varrebbe un terzo del PIL nazionale. E questo perchè l'economia domestica ha un risvolto pesantissimo sulla gestione della famiglia, che è il punto a livello del quale vengono effettuate le decisioni economiche più importanti nel novero del consumo e della spesa nazionale. Senza contare la coesione, della famiglia, che deriva dal fatto che c'è una persona che costantemente dedica attenzione ai suoi temi, ed è impegnata a risolvere i problemi non nei ritagli di tempo. Questa, si, una cosa non contabilizzabile ma che produce cittadini migliori, e dunque una società migliore.
I problemi, caso mai, sono nella scelta. Se una donna viene costretta in un ruolo di casalinga per motivi pseudo-culturali (ma come si vede, ora cominciano a crescere i casalinghi maschi...segno che non è sempre il maschio, quello che guadagna di più e dunque è "sacrificabile" sull'altare di una gestione più accorta della famiglia), o se, viceversa, oggi il ruolo di casalinga/o non se lo può permettere ECONOMICAMENTE quasi più nessuno, perchè sono rari i casi in cui uno stipendio solo basta a sostenere il menage familiare.

Ecco, queste sono solo alcune delle considerazioni che si possono avanzare sull'argomento. E, in considerazione delle quali, inviterei la Boldrini ad andarci un po' più cauta con certe sue esternazioni.
Sennò, magari può spiegare come la casalinga sia una figura femminile sbagliata alla mi'mamma.
Che è casalinga, e lo è in virtù di una scelta, visto che lavorava. E che tutte le volte che sente queste cazzate, un po' si sente offesa.

da FB

ADRIANO BENIGNI CONNECTION


Il 30 aprile scorso sono scaduti diversi Consigli d'Amministrazione di aziende di proprietà partecipate del Comune di Prato. Tra questi il più importante è senza dubbio quello di ASM. Per le nuove norme di Legge (introdotte dal governo Monti) pare che sia quasi impossibile, per i vecchi componenti dei CdA, ottenere una riconferma! Non riconfermato sicuramente dovrebbe essere Adriano Benigni, ex presidente di ASM, ex assessore comunale, consigliere d'amministrazione indicato dagli altri Comuni della Provincia di Prato! Tuttavia pare che Adriano Benigni, che nella segreteria provinciale del PD ricopriva, fino al novembre scorso, il ruolo importante e delicato di responsabile delle aziende "partecipate" (adesso pare aver assunto l'incarico di responsabile degli "enti locali"), sia stato alquanto previdente. Non rimarrà senza poltrona! Dalla fine di aprile 2011, infatti, siede nel CdA di ETHOS Srl! ETHOS è un'azienda di servizi (call center, telemarketing, buying office ecc.) che arrivò a Prato, Via di Gonfienti (Interporto), proprio in coincidenza dell'ingresso di Benigni nel consiglio d'amministrazione. L'arrivo di ETHOS a Prato (da Firenze) suscitò vive e vibranti manifestazioni di giubilo da parte delle nostre massime istituzioni ancor prima dell'effettivo trasloco. Il sindaco Roberto Cenni ne salutò il solo preannuncio affermando che " ..questo nuovo progetto dimostra la nostra attenzione (?) allo sviluppo delle imprese del territorio.." (Tirreno-Prato 09.06.2010). Alla successiva inaugurazione della sede in Interporto, il 18 maggio 2011, partecipò il vicesindaco Goffredo Borchi "..a testimoniare la volontà di legare profondamente ETHOS col territorio pratese e poter, insieme, continuare a crescere.." (Notizie di Prato, 18 maggio 2011)!! ETHOS aveva annunciato un piano d'assunzioni di 220 persone nel giro di soli tre anni! E ben 3.500 candidati avevano inviato i loro CV alla nuova azienda pratese! Tutti delusi! Nel luglio 2011 ETHOS annuncia che, per un appalto sfumato, le nuovi assunzioni saranno solo 15!!! Dal sito della società apprendiamo che uno dei più importanti clienti dell'azienda ex fiorentina è la società Estraenergie-Gruppo Consiag (presidente Paolo Abati-direttore Nicola Moschillo) che fa capo alla holding (Prato-Siena-Arezzo) ESTRA! (Anche Estra.com, altra azienda del gruppo, nella quale adesso siede il "giovane turco" Vignoli (insieme all'altra conoscenza pratese Ennio Saccenti), pare essersi aggiunta, di recente, alla clientela di ETHOS!)  Sarà per questo motivo che sindaco e vicesindaco di Prato mostravano il loro grande entusiasmo. ESTRA, per mezzo di Consiag, è infatti una "partecipata" del Comune di Prato. Certo allora, probabilmente, vigeva ancora tra Cenni ed il presidente di ESTRA Paolo Abati quel "gentlemen agreement" che aveva fatto "sognare" la nuova Giunta di centrodestra pratese!! Dopo qualche tempo, come sappiamo però, quell'accordo bipartisan fece una brutta fine e adesso, praticamente, il Comune di Prato non è rappresentato nè nel gruppo Consiag e, men che meno, nel gruppo ESTRA!! ETHOS, invece, pare far parte della stessa filiera politica che controlla Consiag ed ESTRA!! Oltre ad Adriano Benigni, non per niente past responsabile delle "partecipate" in seno alla segreteria PD, troviamo un altro personaggio eccellente del panorama toscano delle aziende pubbliche, il Dr. Marco Maria Samoggia! Samoggia era stato il presidentissimo della fiorentina QUADRIFOGLIO SpA (azienda che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti nel capoluogo toscano..praticamente l'alter ego fiorentino del nostro Benigni..) finchè, con l'arrivo di Matteo Renzi alla guida del Comune, non fu sostituito, luglio 2009, dall'imprenditore Giorgio Moretti, politicamente più affine al giovane sindaco entrante! Pare infatti che Samoggia appartenesse ed appartenga (?) alla corrente di Lapo Pistelli, sfortunato concorrente di Renzi nelle primarie del PD fiorentino.  
L'intraprendente Dr. Samoggia, tuttavia, come già Benigni, si era già guardato intorno e stava per entrare, come abbiamo visto, nel bureau di ETHOS srl!!
Che certo non è un'azienda pubblica! Ma che tuttavia campa assai bene con le commesse che le "partecipate" pubbliche, con ESTRA capofila, le fanno arrivare! Sul sito di ETHOS appare come cliente pure Equitalia. 
Dunque in  ETHOS srl all'Interporto (società, non a caso, partecipata dal Comune di Prato...) ritroviamo la coppia di amministratori pubblici delle due più grandi aziende per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti della Toscana. E' una ben strana connection quella Samoggia-Benigni...!!! Così come non pare molto commendevole e politicamente corretto che il responsabile delle partecipate (adesso degli enti locali)  del PD provinciale,  tutt'ora nel CdA di ASM, sieda pure nel CdA di un'azienda che vive delle commesse delle medesime partecipate controllate dagli enti locali. A capo della più grande, ESTRA, v'è proprio il pratese Paolo Abati! Amico di vecchia data di Adriano Benigni (compagni di partito, compagni di giunte, compagni di presidenze..) che si spese non poco per Abati nel 2009 all'epoca dello scontro con Massimo Carlesi per le primarie a candidato sindaco di Prato....Così la filiera politica-affari chiude il suo vertiginoso giro..Su quella bella giostra nessuno rimane mai a piedi!!! Finchè dura...!!

OS-PITALE




PRATO. Tre edifici nuovi, costruiti come se fossero ponti, sopraelevati al centro per consentire di passeggiare nel parco che corre sotto e il defluire dei canali dell'acqua. Il quarto edificio, esistente e recuperato, trasformato, svuotato, quasi trasparente. E' il progetto di due giovani architetti di Prato, entrambi di 26 anni, Cosimo Balestri ed Emanuele Barili che hanno ripensato l'uso dell'area del vecchio ospedale Misericordia e Dolce.
Un pezzo di territorio importante che lega il centro storico alla prima periferia di Prato e sulla trasformazione del quale si sono esercitati in tanti: alcuni (il Pd) lo pensano come un parco per un nuovo acceso alla città, altri lo vedono come un luogo di residenza (Regione), altri ancora come il luogo delle nuove funzioni o di contro, riutilizzando gli edifici esistenti, come l'area dove allocare un buon numero di case popolari. Poi c'è il Comune che almeno in una parte degli edifici ora in uso vedrebbe bene il polo oncologico.
I due architetti pratesi invece nello spazio lungo le mura hanno collocato il cuore dell'area metropolitana, un'istituzione che ora non c'è e che forse domani ci sarà "ma che esiste già perché un milione e mezzo di cittadini la vivono tutti giorni"spiega l'architetto Valerio Barberis, dello studio pratese Mdu, lo stesso che ha firmato, tra l'altro, il progetto della nuova Camera di Commercio.Sarà proprio Barberis a presentare il progetto questa sera (16 maggio alle 21) al Palazzo delle Professioni in via Pugliesi dove si terrà la seconda serata a tema di "Adesso Prato" organizzata degli ex comitati per Renzi, coordinata da Filippo De Rienzo e Monia Faltoni.
Argomento: la città che cambia. Ospiti di calibro: da Mauro Grassi, capo di gabinetto del sottosegretario alle infrastrutture e ai trasporti per parlare di area metropolitana; agli architetti Barili e Balestri, appunto con il progetto sull'area del vecchio ospedale; il direttore dell'Interporto Luciano Pannocchia; Luigi Pingitore di Legambiente col quale si discuterà di mobilità di persone e merci; l'ingegnere Luigi Ciatti dello studio Prisma che presenterà il progetto di raddoppio interrato della Declassata al Soccorso, il presidente dell'ordine degli architetti di Prato Luigi Scrima che parlerà di qualità dell'architettura e l'architetto Roberto Vezzosi che invece farà un intervento sul recupero dei distretti industriali. (Il Tirreno, 16.05.2013)
Ma si può solo immaginare un "massacro" urbanistico come quello disegnato dai due giovani architetti pratesi? Si può, si può! A Prato si può! 
Si può immaginare in un'area entro le mura medievali, a ridosso di edifici medievali e, praticamente, nel Centro Storico cittadino, un intervento così pesantemente offensivo? A Prato si può! 
Siamo sicuri che nessuno, per fortuna, vorrà prendere in considerazione la bizzarra "fantasia" di Balestri e Barili! Il cui unico merito, almeno ai nostri occhi, è l'accenno all'area metropolitana!
Per il resto meglio osservare il progetto e cestinarlo! E' un vero e proprio bric a brac inguardabile! Che aggiunge ad alcuni edifici "scorticati" del "vecchio" ospedale altre nuove strutture più adatte ad un aeroporto di qualche new town cinese che ad un'area collocata entro la cinta muraria cittadina! Che, notiamo, è l'assoluta assenza dalle riflessioni urbanistiche dei due giovani architetti!
Non gli è venuto neppure in mente che su quell'area l'elemento architettonico più rilevante sono proprio le mura urbane medievali! E che ogni e qualsiasi progetto da collocarvi deve per forza cercare di "colloquiare" con quel manufatto antico! Al quale deve essere trovata una nuova funzione che non potrà più essere quella originaria di elemento difensivo della città! E che, all'evidenza, non potrà che essere di tipo culturale, paesaggistico, turistico! Non a caso, invece, nel rendering del progetto Balestri/Barili, le mura finiscono per avere la funzione di "recinto" degli "oggetti" che si vorrebbero inserire in quell'area! Di più, i nuovi edifici, dalla forma di una stravagante "ciambella" tangente alle mura medievali (ma già, le ciambelle a Prato vanno ora di moda, vedi la ciambella ideata da Maurice Nio attorno al Museo Pecci....), racchiude il nucleo storico dell'ospedale, occludendolo, e sembra quasi difenderlo dalla presenza ingombrante delle antiche mura, che diventano un elemento di disturbo piuttosto  che il principale elemento da valorizzare. In conclusione vorremmo dire a Balestri e Barili, come anche a Nio, che a noi pratesi le sole ciambelle che non ci vanno mai di traverso sono quelle tutt'ora sfornate, calde calde, dal Magnolfi in San Francesco!! Di tutte le altre faremmo volentieri a meno!!
  

PRATO



di Maila Ermini (da primaveradiprato.blogspot.it)


Prato città vecchia

In questi anni Prato s'è incupita, è invecchiata, e non solo per la crisi.
Sicuramente questo si osserva più al centro, paradosso, dove invece l'amministrazione ha investito, ha focalizzato la sua azione per rivalutarlo dall'abbandono e dal cosiddetto degrado extracomunitario. 
La attuale politica amministrativa riecheggia atteggiamenti passatisti, retorici, senza slanci innovativi, senza idee fresche per la città. 
La pratica centralista, questo predicare costante di 'vivere il centro' ha avuto piuttosto effetti immobilistici, in particolare nei giovani, che sembrano viverlo col bicchiere in mano solo nello struscio del sabato sera.
Meglio certa periferia, dove Prato riesce, forse perché trascurata anche dalle Circoscrizioni ormai esautorate, a dare il meglio di sé.
Se io fossi un turista, mi concentrerei sulle periferie, che della modernità degradata danno comunque una visione originale. Cruda ma vera. Il centro può avere il suo fascino artistico-architettonico, ma non è Prato. Prato è città estesa, e questi amministratori si sono incaponiti nel trasformarla in qualcosa che non è.
Il Sindaco è contrario alla città metropolitana con Pistoia e Firenze, ma invece Prato ne potrebbe ricevere grande beneficio di novità. Non si può perdere il treno della trasformazione, pena la morte cittadina, in nome di una 'pratesità' che non c'è o che comunque non aiuta, non serve a stare meglio.
In questi ultimi dieci anni non abbiamo sentito nessuna aria nuova, piuttosto una stantia, e l'attuale sindaco non è riuscito a liberare le forze positive, posto che ne avesse intenzione e ne fosse capace, anche perché subito investito da problemi personali.
Insomma, oggi Prato è città invecchiata, in sostanza con gli stessi equilibri di forza di sempre, e non c'è stata l'auspicata rinascita.
Presto, se non cambia la gestione del potere, l'amministrazione cittadina, se non ci saranno amministratori capaci e innovativi, coraggiosi e quindi non ricattabili, Prato diventerà città asfissiata.

EDUARDO NAPOLETANO



Venerdì, 17 maggio 2013. Svegliarsi all'alba è spesso un modo per pensare a ciò che fummo: è l'autunno del 1963, ho diciotto anni e mi sono iscritto alla facoltà di Lettere e Filosofia di Napoli, faccio amicizia con Eduardo Lo Forte un nobile napoletano la cui famiglia era stata rovinata dalla guerra, un po' come il grande Eduardo De Filippo aveva descritto la salita alla ricchezza di donna Amalia con il contrabbando condotto nel basso e la rovina del povero ragioniere del terzo piano di fatto derubato di ogni avere da lei a cui, generosamente, salverà la figlia procurandole l'introvabile penicellina. Eduardo mi presentò al seminario dei padri Bigi del santo padre Ludovico di Casoria e mi fece ottenere l'insegnamento di Latino, Greco, Italiano, Storia e Geografia in una quarta ginnasiale; era l'epoca nella quale se uscivi da un liceo classico come il Genovesi di Napoli eri già dottore in lettere classiche! Un vero signore Eduardo, comunista seguace di Napolitano non sopportava gli estremisti, ma, follemente innamorato di una stupenda bionda, chiamiamola Maria Grazia perché è diventata molto importante, non riamato, si buttò nell'area dell'estremismo filocinese dove ebbe maggiore fortuna sessuale ed affettiva. La sua casa al Corso Vittorio Emanuele non so quante stanze avesse, enorme, ma sembrava che crollasse ed Eduardo non aveva un soldo per ripararla. Penso spesso a lui, il caro amico di gioventù morto giovanissimo, ma, in questi giorni mi chiedo se sarebbe stato giusto fargli pagare l'IMU su di una casa ricca sulla carta e miserabile nella realtà, quando le tante donne Amalia della nostra Napoli milionaria risultano disoccupate perché chi spaccia droga e vende sigarette di contrabbando e fa mille altri mestieri è buono solo per chiedere un posto statale per non far niente e continuare ad arricchirsi sulla pelle di tanti Eduardo, il mio amico che oggi avrebbe solo un paio d'anni più di me. Buona giornata ai tanti amici di FB che esultano per il venerdì, fine settimana, ma io, anche senza pensare ad Eduardo Lo Forte, un gran signore napoletano, esulto solo perché, con Vasco Rossi, dico che sono ancora qua, e già!

RADICALI TOSCANI


Andranno al voto domenica 26 e lunedì 27 maggio due importanti città della Toscana: Pisa e Siena! La città della Torre pendente per la normale fine della prima sindacatura di Marco Filippeschi (PD); la seconda per le note vicende che, dal MPS, hanno investito anche l'amministrazione comunale costringendo alle dimissioni l'appena eletto sindaco Franco Ceccuzzi, nemmeno ricandidato!
Nella ex repubblica marinara si confronteranno i seguenti candidati sindaci:


1) Sig. BIASCI MARIO collegato con la lista: AVVENIRE PER PISA
2) Sig. GUIDI EMANUELE collegato con la lista: GIOVANI PER LE ISTITUZIONI GIOVANI BENE IN COMUNE
3) Sig.ra ANTONI VALERIA collegato con la lista: MOVIMENTO 5 STELLE
4) Sig. AULETTA FRANCESCO detto CICCIO collegato con le liste: RIFONDAZIONE COMUNISTA, UNA CITTÀ IN COMUNE
5) Sig. FILIPPESCHI MARCO collegato con le liste: LISTA CIVICA IN LISTA PER PISA CON PAOLO GHEZZI, SINISTRA ECOLOGIA LIBERTÀ, PARTITO DEMOCRATICO, ITALIA DEI VALORI, RIFORMISTI PER PISA
6) Sig. MONTANO SALVATORE collegato con la lista: COMUNISTI ITALIANI
7) Sig. MUGNAI FRANCO collegato con le liste: LEGA NORD TOSCANA, LA DESTRA, POPOLO DELLA LIBERTÀ
8) Sig. PETRUCCI DIEGO collegato con le liste: FRATELLI D’ITALIA, NOI ADESSO PIS@
9) Sig. LAZZERONI CARLO collegato con la lista: UDC

Nella lista civica "Per Pisa con Paolo Ghezzi" è presente anche Alessandro Luzzi, candidato radicale dell'associazione Libera Pisa. Indicazioni di voto di alcuni radicali pisani facenti parte della associazione "Luca Coscioni" anche per il candidato della Lista del PD Luigi Branchitta, consigliere comunale uscente e attivo come autenticatore nelle varie raccolte d firme della "Coscioni".

Nella città del Palio si confronteranno questi 8 candidati a sindaco:


Nella Lista Civica "Siena Rinasce" che appoggia il candidato sindaco del centrodestra Eugenio Neri troviamo la radicale Giulia Simi, docente universitaria, già presidente del Comitato Nazionale di Radicali Italiani.

Scelte diverse, dunque, per radicale pisani e senesi! I primi sostengono la seconda elezione a sindaco di Marco Filippeschi (PD); i secondi sono collocati a fianco del candidato dell'opposizione cittadina di centrodestra con il candidato Eugenio Neri. A tutte e due i compagni radicali toscani impegnati direttamente in questo turno amministrativo gli auguri della nostra associazione!

STAMINALI

VOLUBILE


giovedì 16 maggio 2013

PARTITA (E FACCIA) DOPPIA



Nuova pista Peretola, da Cenni nessun niet: “D’accordo con la Regione, da parte nostra nessuna opposizione preconcetta”


Pista parallela di lunedì no, ma di giovedì sì. Arriva a razzo, sia per rapidità che per potenza, il contrordine del sindaco Roberto Cenni sulla costruzione della nuova pista all’aeroporto di Peretola. Così, mentre ad inizio settimana il primo cittadino aveva ironizzato sul Pd che “arrivava tardi” nell’esprimere quella contrarietà alla pista parallela all’autostrada A11 da lui “sempre espressa”, in consiglio comunale lo stesso Cenni opta per la virata. Complice in parte anche la propensione ufficiale della società dell’aeroporto di andare verso una pista leggermente inclinata verso sud, in maniera tale da lambire a Prato soltanto il Macrolotto 2. “Come ha detto l’assessore regionale Marson inquina più l’autostrada dell’aeroporto – sentenzia in aula Cenni –. Le cinque opzioni di fronte a noi sono tutte senza impatto ambientale. Sono tranquillo del fatto che nessuna di queste inciderà negativamente sul territorio, pertanto sarebbe opportuno da parte di tutti non alimentare ulteriori polemiche. Ritengo anche giusto che Firenze si possa sviluppare andando ad attivare delle sinergie con Pisa. Questo non vuol dire non sentire le parole critiche dei sindaci di Sesto Fiorentino e di Campi Bisenzio, speriamo però che da parte di tutti ci sia lo stesso approccio positivo dimostrato dal Comune di Prato. Mi sembra assurdo, inoltre, che si carichi di significati oscuri la scelta per la pista di Firenze”. (Notizie di Prato, 18 febbraio 2011)


Ampliamento Peretola, Cenni e Gestri ribadiscono in Regione il no al progetto

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Contrario alle previsioni del Pit pure il sindaco Roberto Cenni: “Non si capisce perchè la Regione insista a volere effettuare questa violenza sul territorio – ha spiegato – Tutti i sindaci sono contrari, ma la Regione continua per la sua strada senza ascoltarci”. Il primo ha poi sottolineato: “C’è una situazione di incongruità fra il Pit e le previsioni urbanistiche del territorio, inoltre dovremmo puntare a sviluppare Pisa come aeroporto di collegamento intercontinentale”. (Notizie di Prato, 16 maggio 2013)

Una volta sulla "Settimana Enigmistica" c'era una popolare rubrica che si intitolava "Trovate le differenze", o qualcosa di simile, dove venivano visualizzate due vignette apparentemente uguali ma con particolari differenti.....
C'è tornata in mente di fronte a queste tre o quattro posizioni diverse del sindaco Roberto Cenni espresse nel giro di pochi mesi! Francamente non si sa davvero cosa pensare..!! O c'è o ci fa? 
Tuttavia vorremmo mettere in rilievo un aspetto delle dichiarazioni odierne del sindaco "sor tentenna". Cenni sostiene che "Tutti i sindaci sono contrari....". Peccato che Matteo Renzi, il sindaco di Firenze direttamente interessato, sia, invece, a favore! E per un "autonomista" d'attacco come Cenni le autonome scelte degli altri Comuni dovrebbero essere sacre!
A meno che...!! A meno che non fosse stata realizzata e praticata quella previsione del Governo Monti che abolendo le Province di Prato, Firenze e Pistoia prevedeva l'area metropolitana fiorentina. Che sarebbe stato un ente con 12 consiglieri (due soli fiorentini)...Non sarebbe stato affatto difficile in quel nuovo ente sovracomunale sbarrare la strada a Matteo Renzi ed alla "piccola Firenze" che si addensa minacciosa e vogliosa su Peretola! Ma quella strada, che non per niente era assai malvista da Renzi e dalla sua Giunta, fu fatta decadere per il volere del regime partitocratico romano, toscano e pratese!! Adesso la "finta" opposizione di Cenni all'aeroporto è acqua fresca che scivolerà tranquillamente, come le acque delle gore cittadine, verso l'Arno. Che ringrazia sentitamente!!      

TUITTERATAMENTE




. Ma adesso Travaglio dovra' fare le vacanze ad Aosta?