sabato 8 giugno 2013

CHI COMANDA FIRENZE

Dibattito sul libro di Duccio Tronci "Chi comanda Firenze" (Castelvecchi).


In quasi cinque anni di governo del Comune di Firenze, il potere del sindaco Matteo Renzi si è consolidato. Ma quali poteri e metodi di gestione della cosa pubblica si porta dietro l'esponente del Partito democratico? Abbiamo cercato di capirlo insieme all'autore di "Chi comanda Firenze" e al il consigliere comunale fiorentino Tommaso Grassi e il consigliere provinciale di Firenze Massimo Lensi. Ecco cosa è stato detto in questo confronto sul potere del "rottamatore" che punta a diventare il Presidente del Consiglio.

SIRIA



Il quattro giugno, la commissione indipendente creata nell'agosto del 2011 dal Consiglio dei diritti umani dell'Onu ha pubblicato il suo rapporto in cui, tra le altre cose, si ritiene che la gravità della situazione in Siria sia tale che il Consiglio di sicurezza debba riferirla alla Corte penale internazionale, proprio come fatto per il Darfur e la Libia.
Il rapporto conferma quanto ventilato nelle settimane scorse da alcuni componenti della commissione circa il possibile uso di armi chimiche durante le ostilità e denuncia la totale mancanza di collaborazione da parte delle autorità siriane in merito alle necessarie indagini in situ là dove si ritiene siano stati commessi crimini di guerra e contro l'umanità.

Come fu spiegato da Haytham Manna, il dissidente siriano in esilio portavoce della commissione araba pei diritti umani, in occasione di un incontro organizzato dal Partito Radicale nel maggio del 2011 - alla presenza della sola Radio Radicale -, le prime manifestazioni di protesta in Siria erano di stampo sinceramente, e forse anche ingenuamente, non violento. Dalla fine di febbraio di quell'anno infatti, solitamente di venerdì, i dimostranti si raggruppavano intorno alle moschee per chiedere chiare risposte dal governo su temi relativi a donne, bambini, lavoro, stampa libera, riforme politiche ecc.
Allo stesso tempo, grazie a rudimentali ma efficaci collegamenti telefonici col resto del mondo e al sostegno dei social network, i giovani manifestanti chiedevano attenzione all'opinione pubblica internazionale sulla situazione interna di un paese altrimenti noto per le annose e spinose questioni come l'occupazione militare del Libano, la guerra con Israele o la vicinanza all'Iran.
Purtroppo la reazione violenta della polizia e dell'esercito, sorpresi e preoccupati dal numero di dimostranti e dalla loro risolutezza, nonché il tentennamento delle cosiddette democrazie occidentali al Palazzo di Vetro, hanno creato le condizioni perché nelle zone maggiormente colpite dalle violenze si organizzasse una resistenza armata in un vero e proprio esercito. L'Esercito della Siria libera, fin da subito sostenuto finanziariamente dall'estero, oggi è affiancato da una nebulosa di gruppi più o meno identificabili che hanno catturato l'attenzione pubblica internazionale e focalizzato il dibattito tra cancellerie.

In queste settimane, mentre Usa e Russia annunciano di voler promuovere una conferenza di pace sulla Siria, non si parla altro che di armi: armi che la Russia continua a vendere ad Assad, armi che l'Iran invierebbe a Hezbollah tramite la Siria, armi distrutte dagli israeliani, armi che Francia e Gran Bretagna vorrebbero far arrivare più massicciamente ai ribelli di ogni genere e specie, armi l'Italia non fornirà ai ribelli.
Dopo qualche debole tentativo portato avanti da Francia e Gran Bretagna in seno al Consiglio di sicurezza e un paio di annacquate risoluzioni adottate dall'Assemblea generale che condannavano il regime siriano, oggi si pensa di trasferire questo esercizio di diplomazia dalla sede deputata alle decisioni esecutive della comunità internazionale di New York alla più neutrale Ginevra, nel tentativo di trovare un denominatore comune tra governo e oppositori che possa al contempo coinvolgere tutte le grandi potenze internazionali oltre che gli attori regionali.
Nell'organizzare una serie di manifestazioni nel maggio del 2011 davanti alle sedi diplomatiche siriane in Italia, il Partito Radicale, che nei primi anni Novanta coniò lo slogan "non c'è pace senza giustizia" per creare i primi segmenti di una giurisdizione penale globale, aveva invocato la necessità che il Consiglio di Sicurezza riferisse la situazione siriana all'ufficio del Procuratore della Corte penale internazionale. Da subito era infatti chiara la sproporzionata reazione del regime di Assad alle manifestazioni, ma anche chiaro era il disegno di un attacco massiccio e sistematico nei confronti di chiunque e comunque osasse criticare il governo e proponesse riforme democratiche.
Oggi occorre approfondire gli elementi critici contenuti nel rapporto compilato dalla Commissione indipendente e prendere in seria considerazione la raccomandazione che il Consiglio di sicurezza, agendo in ottemperanza del capitolo settimo della Carta dell'Onu, riferisca della situazione in Siria all'ufficio del Procuratore della Corte penale internazionale.
Lungi dall'essere la panacea di tutti i mali, la Cpi, uno dei più significativi progressi del diritto internazionale degli ultimi anni, è uno strumento a disposizione di chi persegue la pace senza creare le condizioni perché la giustizia venga sacrificata sull'altare della stabilità e delle strategie geo-politiche.
Il sempre più chiaro e strutturale coinvolgimento di Hezbollah, determinante per la battaglia del 5 giugno che ha riconsegnato la città di Qusair ad Assad, lo spostamento delle ostilità sempre più vicino al Golan, i missili che iniziano a cadere su Israele, nonché le imminenti elezioni iraniane e la situazione interna in Turchia stanno complicando le cose sempre più.
Quanto prima si riuscirà ad armare la giurisdizione internazionale, assumendosene anche i costi economici oltre che quelli politici che ciò comporta, quanto più chiaramente si riuscirà a delineare il perimetro entro il quale ricercare una soluzione negoziale al conflitto. (Huffington Post)

NUOVO PECCI





























Il nuovo Pecci di Maurice Nio, nei video del Tirreno 
(Claudio Batavia)

PISCINA OLIMPIONICA

Giovedì scorso il Consiglio Comunale, con qualche "mal di pancia" di importanti segmenti della maggioranza, ha approvato la delibera che prevede: la ristrutturazione del Lungobisenzio; il completamento dello "stadio dell'atletica" di Via San Martino per Galceti; la palestra di Maliseti; la nuova piscina olimpica coperta all'Ippodromo!! Un'abbuffata mai vista di impianti sportivi che sicuramente hanno reso felice il delegato del CONI pratese Massimo Taiti. L'ingente somma occorrente, circa 10.000.000 di euro, dovranno essere stanziati tramite l'accensione di mutui!! Vi è anche la possibilità di ottenere qualche "aiutino" da Roma. Ma occorre che i progetti relativi giungano nella capitale entro l'11 giugno. Proprio questa scadenza, ed il fallito tentativo del sindaco di imporre la ristrutturazione della pista d'atletica anche come nuovo stadio per il calcio pratese hanno imposto una vera e propria corsa contro il tempo!! In special modo per quanto riguarda l'impianto di gran lunga più costoso: la piscina olimpionica coperta del Parco della Liberazione!!
In realtà sui 4 progetti nemmeno le commissioni consiliari e men che meno i consiglieri comunali  hanno potuto sapere di più ovvero approfondirne i giudizi!! Questa, ed altre, la principale questione che ha rischiato di far bocciare la delibera da parte degli Indipendenti per Prato! Stavolta, francamente, non possiamo davvero dar torto a Gianluca Banchelli ed agli altri tre suoi compagni di gruppo. La fretta non è mai una buona consigliera! E' vero che ci sarà tempo di ulteriori approfondimenti quando le opere presentate saranno inserite nel Piano Triennale degli investimenti comunali. A quel tempo, tra l'altro, dovrebbe essere noto anche la partecipazione dello Stato, o meno, alla loro successiva realizzazione, e forse, si potrà ottenere una maggiore partecipazione all'intero processo decisionale! Che, almeno a riguardo della grande piscina olimpionica, posizionato nel Parco della Liberazione, dovrà vedere attivi protagonisti non solo gli sportivi ma anche residenti e frequentatori dell'area verde! In questo caso non sarà, crediamo, in discussione l'utilità dell'opera per sportivi e cittadini, ma proprio il suo corretto inserimento nel Parco di Via Roma!! Già! Perchè fino ad ora la città è rimasta a guardare gli "schizzi" che via via sono stati forniti dagli organi istituzionali. Ma senza vedere nè i progetti "reali" nè il quadro completo del loro inserimento sul territorio. E' chiaro che questo è "accettabile" solo in relazione alla, procurata peraltro, urgenza di decidere! Ma trasparenza e partecipazione, di cui spesso gli amministratori si riempiono la bocca, restano ancora una volta i grandi assenti!!

100 VOLPI. FERMIAMO LA STRAGE!!!



La società civile si è mobilitata contro la scelta della Provincia di Prato attraverso figure illustri come Margherita Hack, l'Eurodeputato Andrea Zanoni, Danilo Mainardi, Licia Colò, Susanna Tamaro e tantissimi altri. Oltre 1000 cittadini/e hanno firmato una petizione on Line in meno di 24 ore. Tutto questo non può passare inascoltato! La strage di cento volpi non è una soluzione: la questione si riproporrà tale e quale l'anno prossimo. È una scelta miope che sarà pagata da creature indifese e innocenti. La stessa Federcaccia nel suo sito internet afferma l'inutilità del controllo numerico delle volpi  e la necessità di attuare altri tipi di interventi.
L’abbattimento di individui con lo scopo del controllo numerico si è rilevato inutile, mentre risulta efficace il controllo demografico per mezzo del contenimento delle fonti alimentari.
La redazione di Restiamo Animali assieme al Wwf Toscana, a LAC e CABS  propone di avviare immediatamente un serio intervento strutturale che includa: controllo delle fonti alimentari; stop all'immissione di fagiani e lepri di allevamento destinati alla caccia; piani di recinzione e protezione delle coltivazioni. È possibile soddisfare le esigenze legittime degli agricoltori tutelando la vita degli animali selvatici. Basta con le carabine! Fermiamo il braccio armato di una cultura ormai sorpassata e invisa alla società civile.

ENRICO ROSSI

Come giudicare queste dichiarazioni del governatore della Toscana Enrico Rossi al Corriere Fiorentino di stamattina? Una boutade? Uno sfogo ideologico, come sostiene il presidente degli industriali toscani? Una brusca svolta nelle politiche urbanistiche regionali? Una presa d'atto che la Toscana "felix" non esiste più da tempo colpita da molteplici catastrofi "naturali" spesso riconducibili proprio ad una urbanizzazione dissennata?
Non sapremmo dire! Quel che vogliamo osservare è che a fronte di questa foga anticemento, poi, al solito, non seguono i fatti! Anzi è proprio la regione Toscana a continuare a dare "cattivi esempi"! Com'è quello che si va profilando a Prato con l'accordo Comune-Regione per ricementificare l'ex area ospedaliera inframuraria!! Rossi, almeno a Prato, fa esattamente l'esatto contrario di quanto afferma. Ed, anzi, si comporta proprio come quei "padroni toscani" che negli ultimi 10 anni hanno portato la nostra Regione ai livelli di rendita "da mattone" pari a quella di territori non proprio esemplari come Sicilia, Puglia e Liguria!!
Noi non sappiamo se Enrico Rossi "ci fa" o "ci è"! Quello che possiamo dedurre dal suo tentativo (riuscito o meno lo vedremo..) con un accondiscendente sindaco di Prato è che tenta di "batter cassa" da rendita urbanistica trasformando la pregiatissima area entro le Mura Medievali, che un evidente "errore" urbanistico degli anni passati aveva cementificato per la costruzione del nuovo ospedale Misericordia e Dolce, in una nuova terrificante "appartamentopoli" a fianco delle bellissime mura medievali pratesi e in "dialogo" con il nucleo medievale del Misericordia e Dolce oltre che con l'intero Centro Storico! Evidentemente le riflessioni fiorentine di Enrico Rossi (applicabili anche a quanto avvenuto a Prato negli ultimi 15 anni...) non valgono per le iniziative della Regione Toscana! Chissà se le operazioni urbanistiche stabilite a quattr'occhi con Roberto Cenni troveranno l'approvazione dei pratesi. Ne dubitiamo fortemente. Nelle prossime settimane sia Cenni che Rossi dovranno uscire dai loro "fortini" nascosti e dare pubbliche spiegazioni ai cittadini dei loro "accordi segreti"!!

OBAMA-OSAMA


Sabato, 8 giugno 2013. Di corsa sveglia senza sveglia come sempre, per correre a Napoli e ritornare in giornata, con la mia dinamica moglie Lucia; problemi di contatori e di acqua nel monolocale preso in fitto non lontano dal palazzo Guevara semicrollato alla Riviera di Chiaia. Tutti si stupiscono delle news sui controlli telefonici ed informatici di Obama, uguali se non più numerosi a quelli della presidenza Bush e la cosa mi addolora, perché l’America resta una grande democrazia, pur con i suoi ciclopici errori sui quali si discute democraticamente e senza sconti di regime. Me ne stupisco, però, non molto, non ho mai creduto e mai vorrò credervi che sia il colore della pelle a farti fare una buona politica! La prova provata è che il nero Obama e la bianca Clinton hanno assassinato direttamente Bin Laden, criminale e terrorista, ma proprio per questo essere umano che aveva diritto anche lui ad un regolare processo e non ad un’esecuzione diretta dalla Casa Bianca! La superiorità della democrazia consiste nel riconoscere il diritto ad un giusto processo anche ai peggiori criminali ed ai nemici della stessa democrazia. Il pericolo dei talebani nazislamici e dell’islam omofobo ed antifemminista è ingigantito se il sistema democratico imita sistemi deteriori per difendersi! Il grande Falcone ha sempre dato del “lei” al criminale Buscetta, per sottolineare che lo Stato democratico è in tutto superiore alla criminalità, perfino nella correttezza dei rapporti umani.

LUISA PERIS

Questo, coraggioso, intervento della Presidente della Circoscrizione Prato Sud, Luisa Peris, cambia notevolmente il quadro politico-amministrativo nel quale è caduta la nuova relazione di ARPAT circa le potenzialità inquinanti o meno dell'inceneritore dei fanghi della GIDA a Baciacavallo!!
Lo cambia perchè stavolta si introduce, forse per la prima volta, un parere divergente di una istituzione cittadina nel dibattito-confronto, in svolgimento da anni, e ripreso con forza dopo la nuova ricerca effettuata da VAS su alcuni animali da cortile prelevati nell'area di ricaduta dei "fumi" dell'inceneritore!
La precisa presa di posizione della Peris introduce dunque una vera e propria contraddizione nelle valutazioni istituzionali sul problema. Qualche settimana addietro il Sindaco Cenni, l'assessore all'ambiente Goffredo Borchi (insieme alla stessa GIDA, ad ARPAT ed ASL, U.I. e Progetto Acqua e con il contorno delle affermazioni identiche provenienti dalla segretaria del maggio partito pratese (il PD), avevano tutti concordati sulla completa "dichiarazione d'innocenza" dell'impianto di smaltimento dei fanghi dell'azienda pubblico-privata di Baciacavallo! Si era trattato, per l'ennesima volta, di un quasi finale epitaffio sulla volontà dei cittadini di conoscere la verità o pezzi di verità sulla qualità ambientale del loro quartiere!!
Fa bene Luisa Peris a richiamare le competenze e le responsabilità del sindaco quale principale istituzione cittadina in fatto di sanità e di igiene pubblica. Fa bene la presidente del Sud a richiedere a Cenni il mantenimento delle promesse fatte ai cittadini circa la necessità e l'urgenza di procedere ad analisi epidemiologiche approfondite sull'intera area interessata dalle fumigazioni dell'inceneritore GIDA!!
Anzichè tranquillizzanti le ultime "analisi" scientifiche svolte da ARPAT al camino dell'impianto creano momenti di ulteriore sconcerto! Una seria istituzione pubblica non può assolutamente essere rassicurante quando afferma che gli animali da cortile trovati pieni di alti livelli di diossina possono essere stati inquinati da fertilizzanti utilizzati in agricoltura in anni remoti ovvero da inquinamento colpevole del loro territorio di "razzolamento! Fossimo stati nei panni dei dirigenti della Coldiretti o della CIA avremmo sicuramente replicato in malo modo a queste affermazioni ipotetiche che, comunque, squalificano gli agricoltori o gli allevatori delle Fontanelle e dintorni! Peraltro già accusati, in un recente passato, di innaffiare campi ed orti con le acque provenienti dalla GIDA e destinate all'Ombrone!! Acque, lo ricordiamo, che se pur rilasciate a termine di legge sono state, ad esempio rifiutate dai floricoltori pistoiesi perchè non proprio "sicure" neppure per le loro produzioni decorative! Figurarsi per le produzioni destinate all'alimentazione umana o animale!!
Peris, dunque, invita Cenni a procedere con quanto promesso. Ed ARPAT a fare analisi anche comparative. Esamini, ad esempio, un altro quartiere dove, come a Fontanelle, ci siano le medesime condizioni di inquinamento puntiforme (strade, autostrade, riscaldamento domestico, ecc. ecc.). Perchè le impalpabili conclusioni parascientifiche alle quali è giunta nuovamente l'ultima sessione di ricerche ARPAT sulle emissioni dell'inceneritore troverebbero o immediata conferma ovvero una forte smentita!!  Giacchè, a sentire ARPAT, ogni altra zona di Prato con caratteristiche analoghe a Baciacavallo dovrebbe avere i medesimi livelli di inquinamento! Essendo questa la conclusione a cui giungono i ragionamenti del tutto assolutori di ARPAT circa l'inceneritore di Baciacavallo. Poichè l'impianto d'incenerimento di GIDA sarebbe del tutto in regola con le norme antinquinamento! E' vero che per giungere a questa arditissima e tranquillizzante conclusione ARPAT demolisce pure lo studio italiano più importante fatto da ISPRA, l'istituto che prima del pronunciamento di ARPAT Toscana era considerato l'istituto più attendibile del nostro Paese, sui livelli di inquinamento proveniente da inceneritori di fanghi della depurazione! Adesso sarà ARPAT, evidentemente, a dettare "legge" in questo campo! Tuttavia le osservazioni di Luisa Peris, per la carica istituzionale ricoperta, non ci sembrano tali da essere prese sottogamba neppure dai tecnici di quell'agenzia regionale!! E, dunque, rimaniamo in attesa delle controdeduzioni ARPAT ringraziando Luisa Peris del contributo che ha voluto, in palese dirazzamento rispetto a tutte le altre istituzioni cittadine, fornire alla ricerca della verità sullo stato dell'ambiente nel territorio, minacciato pure dalla progettata nuova pista di Peretola, ricadente nel territorio dell'istituzione che presiede ormai da molti anni.       

CANNABIS


Cannabis terapeutica, Rita Bernardini pianta canapa a Montecitorio e intervengono forze dell’ordine

Radicali e associazioni sono scesi di nuovo in piazza giovedì pomeriggio davanti a Montecitorio, per una manifestazione antiproibizionista per l’accesso alla cannabis terapeutica e la depenalizzazione per uso personale della coltivazione della marijuana. Ad organizzare la manifestazione il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, l’Associazione Luca Coscioni, Radicali Italiani e l’Associazione Lapiantiamo.
Rita Bernardini, già protagonista di una coltivazione e distribuzione ad uso terapeutico quando era deputata, ha piantato semi di canapa: “Sono migliaia i malati che lo Stato costringe ad approvvigionarsi al mercato criminale. E' un proibizionismo irragionevole” ha detto, auspicando che i "tempi di approvazione della proposta di legge coincidano con i tempi di maturazione delle piante", piantate oggi a Montecitorio. Quando la polizia ha tentato di sequestrale, Bernadini ha incalzato "perché quando l’ho fatto in Parlamento non avete operato sequestri?”.
Durante la conferenza stampa è stata richiamata la proposta di legge per l'istituzione dei 'Cannabis social club' in tutta Italia dove si possa piantare e coltivare canapa per la cura della sclerosi multipla e altre patologie. Un primo club si e' costituito a Racale, in provincia di Lecce, grazie a Lucia Spiri e Andrea Trisciuoglio (Presidente e segretario dell'associazione Lapiantiamo) presenti alla manifestazione insieme al sindaco di Racale Donato Metallo.
"Questa proposta andrebbe spalmata in tutta Italia, la ricerca scientifica si adoperi per fare vera ricerca", ha osservato Mina Welby, co-presidente dell'Associazione Luca Coscioni. La pdl per i 'Cannabis social club' è stata affidata dai Radicali a due parlamentari bi-partisan, Sandro Gozi del Pd e Luca Barani di Grandi autonomie e Libertà che l’hanno depositata.
Momenti di tensione perché le forze dell'ordine che presidiano la piazza hanno sequestrato anche un farmaco a base di canapa, previsto dal Servizio Sanitario Nazionale, che i malati di sclerosi multipla presenti alla manifestazione avevano portato con se.
La polizia ha sbagliato a sequestrare il farmaco e questo fa capire il livello di disinformazione che esiste sul tema. Alla fine li abbiamo convinti a restituirlo, avevano visto marijuana e gli sembrava impossibile fosse legale” ha sottolineato il segretario di Radicali Italiani Mario Staderini, che ha ricordato l’imminente avvio della raccolta firme sul referendum che elimina il carcere per i fatti di lieve entità.  (Notizie Radicali)

REFERENDUM-PARTENZA


Referendum: parte la campagna di raccolta firme

Le 500 mila firme dovranno essere raccolte entro tre mesi per poter poi votare nelle primavera 2014.
L’elenco dei primi tavoli organizzati nel fine settimana e il link per dare una mano.
Nei prossimi giorni sarà possibile firmare anche i referendum per la giustizia giusta che riguardano la custodia cautelare, l’abolizione dell’ergastolo, la responsabilità civile dei magistrati, la separazione delle carriere, i magistrati fuori ruolo.
Dichiarazione di Mario Staderini e Michele De Lucia, segretario e tesoriere di Radicali italiani
“Nove anni dopo il referendum sulla legge 40, torniamo ad offrire alla politica e al popolo italiano la possibilità di attivare la democrazia e imporre attraverso i referendum riforme su quei temi che sono cancellati dall’agenda della politica perché scomodi al potere. È una sfida impegnativa, che passa innanzitutto dalla capacità che avremo di superare i tanti ostacoli che da sempre vengono frapposti a chiunque voglia esercitare il diritto riconosciuto dall’art 75 della Costituzione. 
L’invito da subito è ai cittadini e alle forze politiche e sociali che vogliano essere protagonisti in prima persona, aggiungendosi a chi ha sostenuto dall’inizio il progetto -come gli amici del PSI e le tante personalità impegnate sul fronte immigrazione- e a chi di recente ha annunciato il suo sostegno, come Sel.
Vogliamo, infine, ringraziare i militanti radicali che, in queste ore, hanno organizzato i primi tavoli nelle piazze italiane e l’imprenditore Fabrizio Pilotto che ha consentito con il suo contributo l’avvio della campagna”.

ROBERTO FICO

PARADISO IOR

Paradiso IOR. La banca Vaticana tra criminalità finanziaria e politica dalle origini al crack Monte dei Paschi


Presentazione del libro di Maurizio Turco, Carlo Pontesilli, Gabriele Di Battista (Castelvecchi editore) Letture di Rocco Papaleo e Alessandro Haber

CASO CUCCHI

VARIANTE


venerdì 7 giugno 2013

SALVATORE GIOITTA


questo non è un progetto

Costi e benefici


L’analisi dei costi e dei benefici dovrebbe essere obbligatoria in qualsiasi investimento o anche dismissione della Pubblica Amministrazione.
Prendiamo per esempio il destino dell’area dell’ex Ospedale di Prato. Prima di prendere delle decisioni un ipotetico proprietario privato farebbe un doveroso calcolo economico mettendo da una parte il valore degli immobili attuali dall’altra il valore che l’area assumerebbe dopo le trasformazioni ipotizzate, al netto di costi di demolizione e di costruzione, ovvero al valore ipotizzabile di vendita dell’area, prima della trasformazione, ad altro operatore.
Supponendo di fare tale calcolo, avremmo 43mila metri quadrati relativi agli attuali edifici, per i quali potremmo avanzare una prudentissima stima di valore di 70 milioni di euro.
Dall’altra parte, prendendo per buono quanto riportato dal Piano strutturale vigente (e dalle recenti notizie su un accordo Regione-Comune), si potranno realizzare 27.900 metri quadrati, da costruire previa demolizione dell’esistente. Rossi e Cenni, insieme, non possono sperare di ricavare più di 40 milioni di Euro che potranno mettere legittimamente nella colonna delle entrate del bilancio, nascondendo una perdita importante per il patrimonio pubblico.
Tralasciando volutamente ogni ragionamento “etico”, mi sembra che il solo aspetto economico possa bastare a dimostrare come la conservazione degli edifici esistenti e la loro utilizzazione come uffici per il Comune, la Regione, l’ASL e la Provincia (risparmiando 2 milioni di euro l’anno in affitti), possa risultare la soluzione economicamente più sostenibile quanto meno per la collettività, se non per quegli strani enti che caratterizzano il federalismo all’italiana.
Salvatore Gioitta
...ma neppure questo
Parafrasando il titolo di un celebre dipinto di Magritte, l'architetto Salvatore Gioitta sostiene che l'intenzione della Regione (Enrico Rossi) e del Comune (Roberto Cenni) di rottamare l'attuale edificato ospedaliero inframurario per sostituirlo con altre edificazioni-residenze-uffici "n'est pas un projet"!!
Noi, ovviamente, siamo d'accordo con Gioitta! Ma, tuttavia, non ne comprendiamo la conclusione che ne tira fuori! Mantenere, cambiandone la destinazione d'utilizzo, l'attuale costruito!! Noi non ci vogliamo davvero avventurare nella misurazione del business che invece Gioitta introduce nella discussione. Per come la vediamo noi il punto è tutt'altro! Ovvero quello di cogliere l'occasione del trasferimento dell'ospedale nel nuovo edificio galcianese per rimediare, dopo 40/50 anni, all'evidente errore urbanistico compiuto con l'inserimento nel delicato tessuto architettonico inframurario, di quell'architettura-mostro!! Basta avere gli occhi per vedere! Allora, probabilmente, furono altre ragioni di ordine economico, esattamente come quelle ventilate da Gioitta adesso, a "regalare" al Centro Storico cittadino quell'insieme "fuori scala" di edifici che hanno costituito il moderno "Misericordia e Dolce"!! L'area agricola che fu allora selvaggiamente aggredita per il "bene comune" della cura e della salute, comportò, innanzitutto, la distruzione di porzioni importanti delle Mura medievali per ricavarne un obbligato accesso, impossibile da altre direzioni!! Nel tempo le "orribili" e senz'anima costruzioni ospedaliere, con il crescere della città, sono esse stesse cresciute. Fino ad inglobare e distruggere l'enorme area della Piazza dei Macelli e, successivamente, porzioni ingenti di altro territorio (Via Genova-Via Monnet) per realizzarvi gli imponenti e squallidi parcheggi attuali!! Con i quali "dialogano", oggi, le Mura Medievali ed il Bastione di San Giusto!!  Dunque, al di là ed oltre ogni ragionamento d'ordine economico, deve essere valutato la convenienza della città a riappropriarsi di quell'area resa libera da edificazioni!! Anche come corretta perequazione dovuta per l'ingente quantità di territorio "vergine" che si è dovuta consumare per la realizzazione tra San Paolo e Galciana del nuovo complesso ospedaliero!! Ove poi le ragioni del ristoro economico accampate da Enrico Rossi per giustificare la proposta di edilizia residenziale non potessero essere superate da altri ragionamenti, dovremmo, la città dovrebbe, offrire alla Regione delle alternative. Che non possono essere che quelle che prevedono uno scambio tra l'area ospedaliera e la zona immediatamente esterna alle Mura; quel che resta di Piazza Macelli ed i due colossali parcheggi di Via Genova-Via Monnet!! Anche come corretta occasione di riqualificazione dell'intero compound!

MONTE DEI PASCHI DI SIENA

Incontro pubblico su "Monte dei Paschi di Siena"


con Eugenio Neri (candidato sindaco) e Vittorio Mazzoni della Stella (già sindaco di Siena e già vicepresidente del MPS).

CITTADINANZA

Cittadinanza: le idee e le proposte in campo


TURCHIA

La Turchia al bivio, divisa sulla sua identità. Intervista al professor Renzo Guolo.


Il "modello turco"è ad un punto chiave della sua storia. Le proteste di piazza di questi giorni sono il termometro della febbre di un paese diviso sulla sua identità. Anche l'Akp, come tutti i partiti islamisti, più diventa affidabile più è costretto ad irrigidirsi sul piano dei valori e dei costumi per non intaccare la sua base elettorale pagando pegno alle sue origini che affondano nell'Islam politico turco. Contro questa svolta scende in piazza un'opposizione variegata, che salda tante anime della società turca, diverse tra loro, contro la temuta deriva islamista.

BETTINO CRAXI

Presentazione del libro "La svolta socialista. Il Psi e la leadership di Craxi dal Midas a Palerno (1976-1981)


di Andrea Spiri, Edito da Rubettino. Con l'autore, ne parlano: Giuliano Amato, Stefania Craxi, Massimo D'Alema, marco Gervasoni, Paolo Mieli, Marcello Sorgi.

BELLO


giovedì 6 giugno 2013

LA STRAMBATA


Prato-Da oggi iniziamo a pubblicare la biografia dei nostri politici cittadini più rappresentativi, iniziamo, come ci pare giusto, dal Primo Cittadino della nostra città, Il Sindaco Roberto Cenni, giorno giorno seguiranno gli altri politici, i primi saranno gli appartenenti alla Giunta. Tutto ciò per dar modo ai nostri lettori di conoscere meglio chi guida la citta in cui abitiamo.
Roberto Cenni
Sindaco di Prato
In carica
Inizio mandato   22 giugno 2009
Predecessore      Marco Romagnoli
Partito politico   lista civica
Roberto Cenni (Prato, 14 settembre 1952) è un politico italiano.
È stato un imprenditore tessile e dell’abbigliamento, presidente di Go-Fin S.p.a., una holding operante nell’industria tessile, di cui fanno parte Gommatex Jersey, Poliuretani, Sirpa, Trt, Eurotintoria, e nell’abbigliamento la Sasch S.p.A.. Dal 1986 al 1988 ricopre la carica di vicepresidente dell’Unione Industriale Pratese. Dal 1988 al 1990 partecipa come membro del Comitato di reggenza dell’Unione Industriale Pratese.
Dal 1991 al 1994 diviene vicepresidente del Consiglio economico di Federtessile. Nello stesso arco di tempo è anche Presidente dei Comitati Fiere e Promozione di Federtessile, nonché Vicepresidente del Comitato Fiere e Industria di Confindustria. Dal 1992 al 1996 assume nuovamente la vicepresidenza dell’Unione Industriale Pratese. Dal 1993 è Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, e successivamente, nel 2005, viene rieletto dal Consiglio di amministrazione della Fondazione stessa.
Nel 2009 viene eletto il 22 giugno 2009 come sindaco del Comune di Prato, come esponente civico e sostenuto da Popolo della Libertà, Lega Nord, Unione di Centro, La Destra e liste civiche.
Procedimenti giudiziari
Il 22 dicembre 2011 al sindaco Cenni ed ad alcuni suoi soci e collaboratori è stato notificato un avviso di garanzia per il reato ipotizzato di bancarotta fraudolenta in relazione al fallimento di Sasch, di cui era socio.
Questo è il ritratto che fa del sindaco Massimo Cecchi sul suo Blog (IlPuntodiPrato.Bloog.it).... Nelle medesime ore chi frequenta il web ha cominciato a leggere commenti di "centurioni" cenniani assai infastiditi dagli ultimi avvenimenti che hanno riguardato proprio il nostro Sindaco!
Si tratta, ameno per il momento, di frange "militanti" ancora marginali. Ma che, a naso, sentiamo farsi interprete di sentimenti diffusi nell'elettorato del centrodestra. 
Le critiche a Cenni riguardano, evidentemente, la sua forte "strambata" a sinistra che non viene affatto digerita da porzioni di suoi antichi e fedeli sostenitori.
La svolta di Roberto Cenni è individuata nel fatto che nelle ultime settimane l'amministrazione comunale ha dato il via ad una serie di iniziative che vedono protagonisti vere e proprie "icone" della sinistra se non dell'ultrasinistra! Si è cominciato con il concerto di Fiorella Mannoia! Bravissima interprete dell'italica canzonetta ma, sicuramente, militante non sconosciuta della sinistra. Anzi dell'estrema sinistra. Fiorella non ha fatto mistero, infatti, di aver appoggiato e dato indicazioni di voto per "Rivoluzione Civile"  di Antonio Ingroia alle ultime elezioni politiche. Per di più la Mannoia, prima del concerto, terrà anche un dibattito politico-culturale sulla violenza contro le donne!! Che non è proprio un  tema "passionale" della destra politica.
Si è poi continuato con la presentazione del nuovo programma di "Prato Incontra". Le prime due "puntate" vedranno protagonisti i due fratelli Veronesi (Sandro, lo scrittore e Giovanni, il regista) alle prese con chiacchierate-interviste con altri due personaggi della cultura italiana come Giuliano Sangiorgi, front man dei "Negramaro" e lo scrittore Niccolò Ammanniti. Entrambi riconosciuti personaggi del milieu della gauche italiana! Come se non bastasse Cenni sta imbastendo una serie di accordi con il governatore toscano Enrico Rossi.  In special modo sul destino dell'area dell'ex ospedale!! Ma non solo!! Tanto è bastato per far finire Roberto Cenni nel mirino delle critiche di taluni suoi storici sostenitori!
Per quanto ci riguarda, lo diciamo a scanso d'equivoci, di questi fatti stiamo criticando solo l'ultimo. La "svendita" dei terreni inframurari ex ospedalieri alle mire di Rossi! Ci va benissimo, invece, il "culturale"! Mannoia ci è sempre piaciuta assai. La sua voce calda e personalissima ci regala sempre forti emozioni. I due fratelli Veronesi, poi, li consideravamo davvero ingiustamente dimenticati dalla loro città e dunque non può che farci piacere il loro "ingaggio" da parte del Comune! Sandro è uno dei due premi Strega cittadini (chissà quante città italiane possono vantare questo record in pochissimo volgere di tempo...e chissà perchè Prato non ha colto quelle occasioni per rilanciare, insieme alla Pallagrossa, anche il Premio Letterario che fu uno dei più importanti del nostro Paese...).  Noi consideriamo Sandro il migliore (od uno dei migliori..) scrittori contemporanei d'Italia. L'altro, il regista Giovanni, ha diretto alcune delle più riuscite "commedie all'italiana" degli ultimi anni. Peraltro ben ripagato da pubblico e botteghino! Se la loro città li ha voluti, per una volta, onorare come meritano, non può farci che piacere!! A noi!! Ma non, evidentemente a parte dell'elettorato di Cenni! Roberto Cenni sulla sua qualità "bipartisan" ha, per la verità, costruito l'esiguo successo elettorale del 2009. Allora fu evidente che spezzoni rilevanti dell'elettorato di sinistra votarono per lui e non per Carlesi! O che segmenti importanti dell'establishment cittadino lo vollero come alternativa al sessantennale dominio della sinistra! D'altra parte Cenni era ben inserito nella "Prato che conta". Basta dare un'occhiata al ritratto di Massimo Cecchi per darsene ragione! Non si sommano tutte quelle cariche se non si è graditi al "potere" bipartisan pratese!! Dunque niente di nuovo sotto il sole! Se non che la "strambata" avviene, forse casualmente o forse no, ad un solo anno dalle prossime elezioni e dopo un periodo di non lievi difficoltà di Cenni (a parte quelle personali...) sul terreno dell'amministrazione comunale. Liquefazione della sua maggioranza; errori ripetuti nella conduzione del governo (la Bat-Segretaria, lo "stadio olimpico", la pista di Peretola ecc. ecc.) avevano portato Cenni sull'orlo di una vera e propria crisi, se non ancora della sua Giunta, sicuramente dei suoi nervi!! Ecco, pertanto, che il ritornare all'origine, al suo bipartigianesimo, sarà sembrato al sindaco un'ottima mossa!! Che, forse, gli varrà nuove simpatie, ma che, sicuramente, rischia d'alienargliene di più vecchie e consolidate!! 

INTEGRAZIONE (1)

Martedì, 4 giugno 2013. la cittadinanza non è un problema di suolo, ma di cultura e, solo dopo che un nato di cittadinanza diversa da quella italiana abbia appreso lingua, storia ed appartenenza, solo allora, quindi verso i 16/18 anni, può diventare cittadino italiano; diversamente lo "ius soli" sarebbe solo il ripudio dell'appartenenza alla patria del padre immigrato! I padri della patria non ci pensarono neanche a copiare il cosiddetto “ius soli” di derivazione statunitense che non è una misura luminosa, di quella grande democrazia non priva di contraddizioni ed errori ciclopici, ma una imposizione, al limite della prepotenza, contro il principio che il bambino, ovunque nasca, è cittadino del paese dei genitori! Il sindaco di Firenze Renzi, invece di sparare balle sullo “ius soli” farebbe meglio a riflettere sulla decadenza di Firenze di cui lui e le forze politiche che governano da sempre Firenze sono i principali responsabili. Qualcuno gli ricordi pure che l’America è quasi settanta volta l’Italia le cui città scoppiano per la mostruosità di uno sviluppo patologico per una densità abitativa spesso peggiore di quella presente nell’invivibile Hong Kong. Se qualche milione di donne venisse in Italia per partorire il problema della convivenza civile peggiorerebbe o no? Che cos’è l’infantilismo? E' parlare ed agire senza valutare le conseguenze che potrebbero essere tragiche. Ex malo bonum: dalle balle di Matteo Renzi esce confermato che è giusto che da vecchi si vada in pensione, ma è anche vero che non sta scritto da nessuna parte che un quarantenne debba avere automaticamente la patente per guidare il mondo! La classe politica più giovane fu quella nazista, ma ne stiamo ancora pagando i guai ciclopici e le tragedie incancellabili.

INTEGRAZIONE


Io non la reggo più e lo dico chiaro e tondo.
A me tutta questa storia sull'integrazione sembra una grandissima bischerata.
Vivo da vent'anni in un paese che non è quello dove sono nato, ed amo questo paese, la sua gente. Ho moltissimi amici qui. Riesco a comunicare con loro parlando una lingua che non è quella nella quale penso e so esprimere come meglio posso i miei pensieri. Vivo bene qui e credo che ci finirò i miei giorni.
Ma di "integrarmi" non mi passa neanche per l'anticamera del cervello. Sarebbe un'operazione da falsario e mancherei di rispetto a me stesso e alla gente che mi ospita e in mezzo alla quale sono felice di vivere, con la mia diversità e con la mia personalità.
Io amo e rispetto i cittadini di questo paese che mi ospita e sono ricambiato da loro.
Non mi si chiede di "integrarmi", ma di rispettare i loro usi e costumi, rimanendo liberissimo io di vivere secondo i miei.
Trovo che questa sia vera civiltà.
Se mi chiedessero di "integrarmi" come condizione per viverci me ne andrei immediatamente.
E mi farebbe orrore un Ministero per l'Integrazione. Anche se fosse affidato ad un Italiano che risiedesse qui e che avesse la cittadinanza di questo paese.
E' una questione di libertà, di rispetto per l'altro e di dignità.
Possibile che in Italia si debba continuare a fare della retorica su una cosa del genere arrivando ad istituzionalizzarla? (da FB)

ITALIA, EUROPA


"C'eravamo tanto amati. Italia, Europa e poi?"


Presentazione del volume di Piervigilio Dastoli e Roberto Santaniello (Università Bocconi Editore, 2013). Coordina Giacomo Marramao.

AIDA

ORGASMO



Noi, voi e l’orgasmo

Sesso, desiderio, clero e femminicidi. Banotti replica alla “visione deprimente” dell’elefante e al “soliloquio schiumoso” di Buttafuoco: non sapete parlare con le donne

Solo il Foglio avrebbe potuto ospitare quel mio testo disordinato dall’uso dello speech-dictate. Ma è anche un’apertura rivelatrice di quel pasticcio interpretativo che investe sempre pensieri e ragionamenti di chi è assuefatto al monologo!
Ipnosi che rilevo con sorpresa anche nella presentazione scritta da Giuliano Ferrara, il quale dichiarandosi papista “afferma la propria indisponibilità alla falsificazione della libertà”. Ho capito di non essere capita! Ferrara considera il mio testo frutto di atteggiamenti demolitori della morale e della teatralità liturgica. Esatto… Io non parto dalla “ardimentosa razionalità laica di Ratzinger” ma dal suo declino; parto dal tema sommerso della ricchezza emotiva inscritta nella nostra meravigliosa fisiologia, impreziosita dal piacere e dall’orgasmo, il più alto sentimento umano.
Io parlo all’uomo per sottrarlo a quel congelamento idiota imposto dai clerici, i quali non hanno mai detto nessuna verità sulle proprie ossessioni né sul vuoto di realtà creata da una immaginazione dispotica tutta orientata all’umiliazione dei corpi per vanificare la nostra dimensione amorosa. I religiosi sono gli attori principali di malattie del desiderio e di squilibri nelle relazioni, prìncipi di quell’imbroglio filosofico che inchioda da secoli l’immaginazione maschile!
Ripiegamento in quel “limite teologico” che traspare in parte nelle tue obiezioni, Giuliano. Hai una visione deprimente del nostro tempo, vedi famiglie devastate dal divorzio, giudichi la pillola “strumento che avvelena la funzione procreatrice” ecc. Sbagli perché mai come oggi noi interpretiamo le sopraffazioni come negazione del senso stesso della creazione e lottiamo per uscire da infiniti dispotismi. Ci sentiamo responsabili della strage di bambine e bambini e della fame non solo in Asia ma nel mondo e lottiamo per contrastarla. Quelle e altre tragedie ereditate che vogliamo appunto restituire a coloro che le hanno cementate attraverso il sacerdozio del delitto! Siamo noi (femministe dileggiate) ad aver aperto lo scrigno dei segreti criminosi dell’universo maschile che – accumulati nel tempo – rendono amorfi gli uomini. Perciò riteniamo che l’enorme materiale della vostra esperienza sia del tutto inadeguato alla vita. Oggi non si tratta di ridiscutere la convivenza ma di individuare le mine che sono state disseminate contro il Femminile, cioè contro l’erotismo che è espansione; e rifiutiamo fedeltà a regole e abitudini perché non vogliamo assuefarci alla patologia dei dilemmi depositata in scuole e università. Le fantasie sessiste producono il reale (vedi il nazismo e l’islamismo) perciò dobbiamo dissolvere tutte le formule concettuali che imprigionano il vostro pensiero, cari uomini.
Tu ricorri a Bartolomeo I patriarca di Costantinopoli per segnalarci che egli avrebbe ricordato a Silvia Ronchey che “la libertà è la cosa più misteriosa che ci sia”. Clamoroso! Ma sono stati proprio i papi e i contropapi ad aver stritolato non solo se stessi ma soprattutto miliardi di persone, negando la densità umana contenuta appunto nella Sessualità, quell’intelligenza cellulare dinamica strumento di libertà; mentre i nostri organi genitali sono sede dell’equilibrio vitale.
Dopo millenni di fraintendimenti soltanto verso la fine dell’800 la Sessualità fu riabilitata come patrimonio partendo dalla rilevazione di quelle patologie mentali che colpivano giovani donne costrette ad affondare nei baratro aperto tra coscienza ed esistenza da uomini “religiosamente impazziti” .
Oggi conosciamo l’importanza della percezione che si ha della propria completezza fisiologica e di quella altrui. E mi sorprende che tu abbia relegato il mio scritto tra le “mistificazioni orrende”… Io non ho più pazienza. Ma come pensate di progettare un’idea di società se continuate a soffiare sul vento delle fobie religiose? Sapete che quando i desideri si cristallizzano in ossessioni mistiche diventano opachi e minacciosi. Ricordiamoci tutti che il desiderio è il principale tramite dell’esperienza tra donne e uomini.
Al contrario, i vostri due scritti interpretativi della mia lettera confermano quanto gli uomini non sappiano ancora parlare con noi: evidenziano il paradigma di un’intossicazione psicologica che riappare soprattutto in quel lungo soliloquio di Pietrangelo Buttafuoco privo di qualsiasi contatto con me. Pietrangelo si presenta carico di compiacimenti letterari… approfitta dello spunto offerto per immergermi in uno schiumoso slittamento culminato con il contrappunto su Tinto Brass, un gay camuffato che ha disseminato il mondo del cinema di donne ferite. Ricordate che Claudia Koll è oggi dedita a contenere il disagio di chi vive deprivato dell’essenziale.
Inoltre il linguaggio stesso con cui Buttafuoco crede di parlarmi è tinto di acredine. Perché intitolare l’articolo “Manifesto per… fottere…”? Una strategia con cui cerca di ancorare il suo discorso tra le lagne dell’universale mentre filtrano solo fasullità. Bisogna smascherarne mentalità e cause già modulate e codificate in tutte le Scienze proseguimento di quelle prepotenze che hanno radicato un modo di esistere che prescinde dalla combinazione tra il maschile e il femminile. Operazione assorbita dal linguaggio e dalla comunicazione che ha sospeso e sospende le donne tra le dense nebbie di disordini e sanzioni. Contrapposizione da cui si deve prendere spunto per far nascere nuovi stili di ragionamento e formulare trasparenti letture delle relazioni.
Altrimenti ritorniamo a essere un paese che perde i codici della memoria, che rifiuta di eseguire l’autopsia del virilismo e della estesa brutalità del “cliente che compra sesso”, emblema di quella “società segreta tra uomini” vincolati nel creare vittime femminili, trascinando nel tempo un progetto che ha segnato il destino dei due Sessi. Le case chiuse – che la tanto esaltata Costituzione ha ignorato e protetto per ben cinque anni umiliando e contrastando la geniale deputata Lina Merlin – e gli harem resteranno come traccia vergognosa della morente dominazione di uomini-mummia! Pietrangelo… che figura!
E allora non perdiamoci dietro demenziali convenzioni dell’Onu, costituzioni che banalizzano le attese, politiche matricide che ci ancorano al feticismo maschile e non prevedono nessuna erosione né disfacimento di tutte le ombre che schermano ancora il sadismo e alterano il sapere scolastico e universitario, profondamente falsificato nella sua selezione. Un sapere che non coglie né la verità del passato né la complessità del presente: serve solo a seppellirci sotto una polvere tossica.
Trappole che hanno fondato il silenzio storico di donne che erano e sono le uniche testimoni dell’autenticità umana. Altro che imporre la Parità come politica premiante per le donne!
Dobbiamo elaborare il sublime significato intellettuale dell’innamoramento e dell’orgasmo per ricomporre i nostri sensi e aprirci all’imprevedibile; vogliamo essere naturali centri di gravità capaci di sollevare riflessioni e ragionamenti che archivieranno millenni di proiezioni storiche che con indigeribili strattonamenti hanno fatto scempio della nostra infanzia.
Vi siete mai chiesti come si possano sentire le bambine (ma anche i bambini) alimentati da un apprendimento che celebra l’assenza della donna dalla realtà? Tutti si sono stracciati le vesti sul suicidio di Andrea, perchè irriso come gay, ma nessuno si interroga sull’oltraggio che la scuola consuma sulle bambine, private di qualsiasi approdo che le rafforzi. Non è forse quella una menomazione programmata?
Quali effetti producono quelle operazioni divulgate ancor oggi in modo maniacale fino a far tabula rasa dei sentimenti se non a ipotecare le nuove forme di esistenza? Le mie sono obiezione sui processi concettuali e sul linguaggio con cui vengono interpretati e distorti passato e presente!
Basta soffermarci sulla formula legislativa che codifica la compulsività dello stupro come “violenza sessuale” trasformata poi nell’insultante sintesi “violenza sulle donne”. Come mai non precisa e scrive violenza dell’uomo o meglio “l’uomo violento”? Perché si estrapola l’oggetto, cioè la violenza (trasformandola in soggetto) mentre non si nomina il soggetto che la compie?
Il catastrofico teorema di “violenza sulle donne” non inquadra affatto gli autori ma li rende “invisibili” mentre amplifica discorsi vittimologici che incorniciano le donne in un’alea di insufficienza, di inabilità a esistere manifestarsi e difendersi. Fantasmizzato l’uomo il giudizio si trasforma in un ulteriore e più complesso declassamento dell’intero universo femminile.
Questo non è solo errore del linguaggio poiché riversa sulla donna una inconscia impotenza e una labilità mentale nelle relazioni che ci squalifica tutte… semplicemente! Litania acritica spesso arricchita da banali proiezioni psicologiche (passione disagio abbandono ecc.) che servono a oscurare gesti e comportamenti già predisposti e amalgamati nella “cultura”. Non vogliamo più sentir ripetere “è una brava persona… chi se lo sarebbe aspettato che avrebbe ucciso la moglie… la fidanzata… l’amante… la madre, non posso crederlo”. Proseguimento di una censura che spostando la riflessione in un’area di incredulità, di accidentalità diventa allucinazione mediatica. Tendenze che aggravano la percezione dei fenomeni poiché si prescinde da tutte le convenzioni ideologiche che preparano l’arroganza degli uomini.
Lancio una sfida: noi femministe abbiamo forzato la porta blindata del sadismo e la sua estensione; ora dobbiamo dichiarare incompatibile la diffusione scolastica della mitomania dell’Antipadre che spinge tutti alla follia. La Scuola deve affrontare la qualità delle espressioni l’arte delle relazioni tra donne e uomini riportando l’Eterosessualità nella Storia. Ricordate che noi donne siamo l’unica esclusiva potenzialità capace di aprire ai vostri neuroni le porte dell’intelligenza e della felicità.
di Elvira Banotti
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