sabato 6 luglio 2013

BERSANI

PIPPO CIVATI

W LA LIBERTA' - POLITCAMP


SALVATORE GIOITTA


Lettera aperta all'Arch. Salvatore Gioitta

Caro Salvatore, abbiamo visto che, in un commento in calce alle proposte che sulla stampa locale si vanno facendo in ordine al riutilizzo dell'area ex ospedaliera, riproponi la tua proposta di riuso delle strutture del "vecchio" ospedale. Confermando quanto già avevi scritto in un post sul tuo blog! Noi, per il 90% delle volte, come avrai visto, apprezziamo le tue considerazioni e le tue analisi! Stavolta, invece, avversiamo completamente il tuo ragionamento! Che è un ragionamento di tipo economicista: perchè rottamare edifici che potrebbero, con poche ristrutturazioni, ancora essere utili alla città? E' una proposta indubbiamente affascinante! E che pare destinata ad ottenere anche un notevole successo tra i cittadini. Che, in qualche caso, potrebbero spingersi perfino oltre! Perchè costruire ex novo un ospedale avendo a disposizione quello attuale, così bello e così funzionale? L'hanno pensato e lo pensano in tanti. Ed è, estremizzando, una delle possibili conclusioni del tuo progetto! Che non ci convince affatto! Prato, con la costruzione dell'ospedale a Galciana, ha di fronte a sè un'occasione che non si ripeterà più per altri 50 anni!! Rimediare al colossale errore urbanistico commesso quando la città decise di ampliare il Misericordia e Dolce nello spazio verde inframurario allestendo quei padiglioni di nessuna qualità architettonica che, visivamente, sono davvero un pugno nell'occhio per il nostro quasi omogeneo Centro Storico!! Noi, pertanto, confermiamo e ribadiamo la scelta della rottamazione dei padiglioni sorti a fianco delle Mura, dell'antico spedale, del grande collegio Cicognini e dei grandi conventi cittadini!! Lo spazio liberato dovrà essere destinato a diventare un segmento, il più esteso, del grande Parco Urbano attrezzato delle Mura Medievali pratesi!! Perchè l'operazione ex area ospedaliera la vediamo come chiave di volta per affrontare l'annosa questione della riscoperta e della liberazione di tratti di mura medievali attualmente ricoperte da superfetazioni stratificate negli anni!!
Tuttavia comprendiamo chi come te, Salvatore, si pone il problema anche di un qualche riordino di funzioni cittadine attualmente disperse! Ed apprezziamo pure chi vuol mantenere nell'area alcune funzioni di tipo sanitario e/ o di ricerca. Ma allora perchè non volgere lo sguardo qualche metro oltre i bianchi padiglioni del MeD? Lì a fianco stanno, da 800 anni, gli edifici del nucleo medievale dello spedale. Si tratta di circa 30.000 metri quadrati di superfici che, al momento, nessuno ha indicato come sfruttare!! Quante delle funzioni da te indicate potrebbero essere ospitate in quei grandi spazi? Ed in più, ove servissero più di 30.000 metri quadrati, potrebbero essere messi a disposizione ancora gli enormi spazi, adesso sfruttati per meno di un quarto, del convento di Santa Caterina, già nella disponibilità dell'amministrazione comunale!! Od anche l'edificio di fronte (ex Bagni Pubblici) attualmente incongruamente destinato agli uffici dei Servizi Demografici!!
Noi crediamo che ci vorrà, oltre alle tue proposte ed a quelle di altri, grande creatività e fantasia per riuscire a sfruttare a dovere tutti questi edifici il cui pregio anche architettonico non è neppure lontanamente paragonabile a quello senza alcuna qualità dei padiglioni ospedalieri!!
Nella tua proposta, inoltre ma non per ultimo, come anche in quella dell'architetto Mattei e/o del Comitato per il Polo Oncologico, noi intravediamo anche una formidabile arma che viene offerta a Rossi e Cenni per attuare la loro idea di "recupero" dell'area attraverso una "appartamentopoli"!
Ed è per questo che la consideriamo non solo sbagliata ma anche pericolosa per chi ha l'intenzione di dare battaglia alle pretese cementificatorie di Regione e Comune!! Un caro saluto!!
 

PAPA FRANCESCO: ENCICLICA

RADICALI ITALIANI-COMITATO NAZIONALE

SILVIO, FIRMALI

SERENO


venerdì 5 luglio 2013

PRATO INDUSTRIA EVOLUZIONE



Affascinante questo videospot dell'Unione Industriali di Prato sul distretto tessile! Dà l'idea di una città industriale lanciata verso un radioso futuro!! Belle le immagine realizzate nei nuovi opifici dei Macrolotti (che, probabilmente, restano curiosamente, gli edifici, compresi quelli civili, più belli della città da 40 anni a questa parte...). Ma, evidentemente, si tratta solo di uno spot! La pubblicità è l'anima del commercio (ed anche dell'industria) ed UIP ha fatto benissimo il suo mestiere!
Chi vedesse questi 4 minuti e non conoscesse Prato (ovvero la maggior parte dei destinatari del video..) sicuramente potrà farsi un'idea assai positiva della nostra città!! Che, purtroppo, però non è davvero riconoscibile nelle patinate immagini di Matteo Querci!!
Manca il 90% della realtà!! Che non è "fiabesca" ed avveniristica come UIP cerca di veicolare!!
Ovviamente nessuna critica all'operazione di marketing! Solo un avvertimento per i dirigenti di questa città!! Cullarsi sulla parzialità di questa operazione farebbe solo del male!! A tutti! Anche agli imprenditori cittadini!!

MAIALE COL FIOCCHINO

Sovrintendenza shock: “Tutti i dehors dei locali del centro sono fuori legge”


Con questo titolo Notizie di Prato ci informa che la Soprintendenza fiorentina (e pratese e pistoiese) ha dichiarato illegittimi tutti i numerosi dehors dei locali del nostro Centro Storico!
Non sappiamo davvero come dar torto a quegli uffici. Basta fare un giro nel nostro "pregiatissimo" salotto per accorgersi della congerie di allestimenti "random" che tutti gli esercizi pubblici hanno realizzato (con alcune lodevoli eccezioni, s'intende...)!!
Presi di mira, in special modo, quelli prospicienti Piazza Mercatale! Nella nostra grande piazza c'è la più alta concentrazione di locali pubblici della città (bar, pizzerie, pub, birrerie spaghetterie ecc.ecc.) ed anche la più alta concentrazione di brutture riguardo agli arredamenti esterni. Ogni esercizio ha "razzolato" come gli è parso!! E, da questo punto di vista, la nostra maggiore piazza è una specie, più inguardabile, della Piazza Tharir del Cairo!! In  effetti, tuttavia, tutti i dehors che circolarmente "arredano" il Mercatale sono, di fatto, un elemento "decorativo" del grande, affollato e sconclusionato parcheggio quale ormai è ridotto lo spiazzo in parola!!
Certamente la Soprintendenza ha agito correttamente! Magari con un eccesso di zelo!! Sicuramente tutti i dehors del centro di Prato sono fuori legge! A cominciare da quelli di piazza Mercatale. Ma davvero la Soprintendenza pretenderà che ogni singolo esercizio adegui i suoi elementi esterni ai suoi voleri? Se non ci fosse da piangere verrebbe da ridere!! La Soprintendenza che adesso bacchetta i dehors pratesi non è la medesima che non ha trovato niente da dire sul progetto di trasformazione della Fattoria delle Cascine di Tavola in un residence di lusso? O quella che non dirà niente alla realizzazione, entro le Mura medievali, della progettata appartamentopoli di Enrico Rossi!! Oppure quella, anche se con altri uffici, che non ha alzato un dito per impedire lo scempio attuale della città etrusca di Gonfienti. Di cui ha lasciato cementificare metà ritrovamenti e lasciato in stato d'abbandono il resto rimasto scoperto??
Ma davvero la Soprintendenza crede di rifarsi una qualche verginità obbligando i "maiali a mettersi il fiocchino"???

INPS-ODISSEA


C'eravamo lasciati col laconico "OK" con il quale il sito InpsRisponde di Prato aveva risposto ad un mio quesito!! http://liberamenteprato.blogspot.it/2013/06/inps.html

In seguito, tuttavia, mi era stata recapitata, dall'URP dell'Inps di Prato, la seguente esauriente mail di risposta:

----Messaggio originale----
Da: POUrp@inpdap.gov.it
Data: 28-giu-2013 9.58
A: "'vigiugni@libero.it'"
Ogg: INPS Gestione Dipendenti Pubblici CREDITO D'IMPOSTA

Buongiorno
In seguito alla sua segnalazione al call center in merito al credito d’imposta, la informiamo che tale somma è riportata sul cud 2013 (redditi 2012) che inviamo in allegato.
Pertanto, la somma a credito deve essere riportata nella dichiarazione dei redditi.
Cordiali saluti
Ufficio URP
INPS Gestione Dipendenti Pubblici
Sede di Prato

Al che il sottoscritto si è precipitato presso il Patronato ACLI per adempiere a quanto richiesto. Con la speranza che, di lì a poco, sarei tornato legittimamente in possesso del mio credito d'imposta.
Tuttavia il CAF ACLI dopo aver esaminato attentamente tutta la documentazione che gli avevo portato è giunto alla seguente conclusione:

 "Buongiorno, passi pure, le anticipo che non è possibile fare il mod. 730/13 
per recuperare il credito di imposta a differenza di quello che le è stato comunicato nella e-mail dell'Inps ex Inpdap! La aspettiamo! Concetta
Acli Service Prato Srl"

Ho riscritto allora al cortese Ufficio URP Inps di Prato la seguente mail:

"Cari signori, a seguito della vostra risposta ho provato a farmi fare il 730 presso la Ragioniera Dionisi di Prato. Che, dopo vari tentativi ed incontri, mi ha detto che non è tecnicamente possibile inserire la somma da recuperare nel modello 730 digitale. Mi sono allora recato presso il Patronato Acli di Prato (Via del Romito, 47)! Purtroppo anche loro, dopo ore di coda e due viaggi,  mi hanno dato la solita risposta della Dionisi . 
Pare che i moduli del 730 non siano tecnicamente in grado di riportare la somma che voi avete annotato a pagina 3 del CUD (annotazioni)!! 
Adesso per la verità sono leggermente inquieto. Ho perso un sacco di tempo e di denaro per seguire due vostre diverse indicazioni (gli uffici INPDAP e l'ufficio comunale pensioni m'avevano infatti avvertito che avrei ricevuto a casa il bonifico relativo al credito d'imposta - come d'altra parte era chiaramente indicato anche sul documento dell'Inpdap relativo alla richiesta di pagamento del TFR non dovuto...)..
Non sapendo più a che santo votarmi chiedo nuovi lumi. Vi prego di considerare che il mio credito verso l'INPS è ormai antico di 15 mesi! E francamente non sono in grado di sopportare oltre questo mio forzato "prestito" ad un Ente pubblico. Cosa mi consigliate di fare? Vi pregherei cortesemente, prima di imbastire una ulteriore risposta, di controllarne in precedenza l'effettiva praticabilità!! Per non costringermi ancora a mattinate di code, telefonate, viaggi e quant'altro. In fondo sarei a richiedere soltanto che mi sia rifuso un credito sicuramente formatosi non per mia colpa!! Grazie. Vittorio Giugni

Segue....



FATTA LA LEGGE...TROVATO L'INGANNO!!


Così Roberto Cenni, dimostrando la sua pertinace inclinazione ad infischiarsene delle regole civili, delle leggi e del diritto, tira avanti per la sua strada! Che è la stessa che lo vide interloquire con il Ministro Patroni Griffi da un vaso di WC o dal di sopra di una bara!! Adesso il sindaco pro-tempore di Prato fa carne di porco di una Legge nazionale emanata dal Governo Monti! Quella che prevede che per la nomina a presidente di aziende pubbliche o partecipate dal pubblico non potessero concorrere determinati personaggi!! Ad esempio coloro che avessero già ricoperto tale incarico in precedenti gestioni!!
I consiglieri giuridici (ce ne saranno sicuramente tra i 44 della sua Consulta...) di Cenni gli hanno suggerito, onde bypassare la legge, un grazioso escamotage!!
Nominare i precedenti presidenti alla stessa carica o alla presidenza di un ente pubblico diverso ma trattenere per sè le relative deleghe!! Cosicchè il nominato farà formalmente il presidente, ma non avrà, alcuna delle attribuzioni occorrenti per dirigere davvero l'azienda!!!
Ecco che, quindi, il pluripoltronato Carlo Longo si sposta di qualche kilometro e da Baciacavallo arriva a Gonfienti alla testa di Interporto SpA; sostituito a Gida da Gabriele Mammoli; mentre, pare, resterà addirittura al suo posto Federico Mazzoni all'EPP!! E così via!! Il gioco è fatto!! Le nomine così combinate diventano un altro strappo alle leggi di questo disgraziato Paese! Dove non esiste alcuna certezza del diritto e dove ogni Sindaco può farsi beffe non solo delle Leggi nazionali ma pure dei suoi concittadini!! Che, francamente, saranno tentati pure loro, quando se ne presentino le occasioni, di fare i "furbetti" così come gli viene esemplificato da chi avrebbe invece il dovere di comportarsi da servitore dello Stato e delle sue Leggi! Chi si può meravigliare allora che esistano coloro che infrangono le norme evadendo, se possono, il fisco? O chi è tentato di far passare una villa come un rudere di campagna per non pagarvi l'IMU? Con gli esempi che sempre più copiosi arrivano dall'alto la tentazione per il cittadino di seguirli è forte. E la carne (ed il portafoglio..) così deboli da non stupire nessuno se le trovate furbesche contra legem sono destinate ad allargarsi ad una platea sempre più grande di cittadini italiani!! L'esempio che viene dal pulpito di Palazzo Comunale è un altro incitamento ad andare proprio in questa direzione!! Complimenti al sindaco!!

PROVINCIA - PARTE PRIMA


Iniziamo stamattina un'inchiesta documentale sulla Provincia di Prato, in particolare, sulle numerose, piccole e grandi, operazioni immobiliari intraprese dall'ente negli ultimi anni e sotto le presidenze di Massimo Logli e Lamberto Gestri. Com'è noto questo blog ha da tempo preso a nominare la Provincia, proprio in virtù di questa peculiare sua caratteristica, Immobiliare SpA!!
Nelle nostre analisi ci soffermeremo su tre delle più grandi operazioni immobiliari condotte da Immobiliare Spa: la sede Creaf; Palazzo Vestri; il Giardino pensile di Palazzo Buonamici!!

"Qualcosa a Prato si muove. E al Creaf, al centro di ricerca che sarà inaugurato a fine anno e presieduto da Luca Rinfreschi, si incassa un ottimo risultato. Non solo per gli enti che sostengono l’iniziativa seguita fin dai primi passi dal vicepresidente della Provincia Daniele Panerati, ma per l’intero distretto. Microsoft Italia, Hp Italia (computer e stampanti) e Ambrosini spa (lo studio di consulenza per alte direzioni) apriranno lì una propria sede. La notizia sarà ufficializzata a un convegno fissato per il 6 maggio...." 

A parte il refuso "sportivo (il giornalista forse era un tifoso del Milan..) che fa scrivere "Ambrosini" al posto di "Ambrosetti", c'era un certo tasso di trionfalismo in quest'articolo apparso sull'embedded two cittadino (Il Tirreno, 1 maggio 2009)
Che, oltre alla "bufala" della partecipazione in Creaf delle tre grandi aziende citate dava anche un'altra grande "notizia": il Creaf sarebbe stato aperto a fine 2009!! Come poi sono andate le cose i lettori lo sanno meglio di noi!! Siamo ad oltre metà 2013 ed il Creaf non ha ancora non solo aperto un bel niente ma non ha ancora neppure una stanza dove riunire il suo CdA!! Secondo gli ultimi accordi regionali allo start up di Creaf verranno destinate alcune stanze nell'antico Palazzo Novellucci di Via Cairoli!
Nel frattempo Microsoft Italia, HP ed Ambrosetti Spa, semmai interessate all'esperienza, si sono bellamente dileguate! E da Microsoft Creaf passerà, al massimo, al Polo Tecnologico di Navacchio (PI)!! Che non è esattamente la stessa cosa d'aver come partner il ramo italiano della superazienda creta da Bill Gates!!! Quanto a Daniele Panerati, vicepresidente all'epoca (2009) della Provincia, pare più impegnato, al momento, nel commercio a kilometro zero, che nell'implementazione qualitativa della nostra filiera tessile!! Rimane immobile (e come sennò???) al suo posto,, quale memoria storica dell'esperienza,, il solo presidente d'allora, l'immarcescibile Luca Rinfreschi!! 
Creaf, pur con il "rilancio" tentato l'altro ieri dall'accordo Regione-Zheijang, resta un "buco nero" del Bilancio provinciale. Una voragine che ha inghiottito, senza per adesso alcun risultato, una marea di risorse pubbliche!
Noi cercheremo di scoprire, attraverso l'esame degli atti pubblici che si sono succeduti nel tempo, la genesi di questo grande flop immobiliare pratese. E vedremo di indicarne protagonisti noti e nascosti, attori principali e comparse!! Ed anche come, tra le tre questioni che affronteremo (oltre Creaf, Palazzo Vestri e Giardino Buonamici), pare esservi un robusto filo conduttore che cercheremo di svelare. Liberamente! Pronti a dialogare con quanti, forse, ne sanno più di noi a cominciare dall'attuale presidenza e Giunta dell'ente!! 

segue... 


CARLO LONGO -. FINE


Foto: Baciacavallo, l'inceneritore GIDA.....

CARLO LONGO - Fine

Certo! Questo sarà l'ultimo post dedicato a Carlo Longo presidente della GIDA! Anticipando le nostre conclusioni "inquirenti" il sindaco Roberto Cenni ha inteso sottrarre l'ex presidente dell'UIP a nuove "questioni" e l'ha, nottetempo pare, nominato nuovo presidente della società Interporto!!
Anche avere un "industriale" alla presidenza dell'azienda partecipata "archeologica" non è proprio il massimo della vita!! Ma, evidentemente, la situazione critica della società ha richiesto che alla sua presidenza andasse quello che attualmente è il massimo manager-politico pratese!! Ed anche uno dei nomi che circolano insistentemente negli ambienti della politica cittadina, insieme a quello del presidente dell'UIP Andrea Cavicchi, per occupare la poltrona di sindaco nel 2014!! Che è, oramai, l'unica poltrona importante che manca alla collezione del giovane "prodigio" pratese. Vorrà dire che, d'ora in avanti, seguiremo le nuove avventure di Carlo Longo nella piana gonfientina!! Per intanto segnaliamo che GIDA ha avuto la buona educazione di rispondere ad alcune delle nostre domande! E noi ringraziamo sentitamente Carlo Longo, il direttore di Gida o chi per loro!!
Tuttavia non possiamo fare a meno di chiosare, per cercare di fare ancora più chiarezza, le risposte dell'azienda di Baciacavallo!!
GIDA se la prende subito con la nostra affermazione circa l'inquinamento che proviene dal loro inceneritore!! Dicendo che tutti i dati di controllo interno e quelli dei controlli Arpat confermano che le emissioni al camino dell'inceneritore sono nei limiti di Legge!! Noi, per la verità, non abbiamo mai sostenuto il contrario!! E come potremmo farlo d'altra parte??? Ci siamo limitati ad osservare che, in ogni caso, seppur entro i limiti fissati da una norma legislativa, quel che esce dal camino dell'inceneritore di Gida non può essere considerata "aria pulita"! Tant'è che neppure le analisi interne o quelle di Arpat possono smentire che tra i fumi compaiano diossine ed altri poco commendevoli inquinanti!! Sotto, anche di molto, la soglia di accettabilità prevista dalle Leggi!! Bene!! Purtuttavia dall'inceneritore escono diuturnamente sostanze che non sono certamente paragonabili ad aria fresca di montagna!! E quel che Gida non intende ammettere neppure sotto tortura è la seconda parte del nostro ragionamento! Se ogni giorno dall'inceneritore esce un quantità 10 di elementi inquinanti ( a fronte di un limite di Legge che ne preveda, ad esempio, un massimo di 100...) pare chiaro che l'azienda è sotto di 10 volte alla soglia ammessa di inquinante!! Ed è, dunque,  perfettamente in regola!! Ma se quel 10 che quotidianamente fuoriesce non viene abbattuto dall'ambiente circostante, ovvero non è biodegradabile (così come sono molte delle sostanze che risultano dal processo di termodistruzione dei fanghi..) vuol dire che nell'area circostante Gida, ovvero nel cono di ricaduta teorico-pratica degli inquinanti, ogni giorno la "innocua" quantità "10" si sommerà alle altre 364 "innocue" quantità "10" emesse ogni giorno dell'anno!! Portando, pertanto, la quantità totale di inquinante riversato nell'ambiente in un intero anno alla quota, assai meno "innocua", di "3650"!! Che moltiplicato per i 30 anni d'attività dell'inceneritore fanno una bella cifra!! Molto vicina, probabilmente, a quella indicata dalle ricerche ISPRA!! Che può essere, evidentemente, la causa, principale o secondaria, di molti dei problemi che sono presenti nell'area circostante Baciacavallo. Compreso l'inquinamento dei tessuti degli animali sottoposti ad analisi da Asl e dagli ambientalisti!!! Se verranno fatte le indagini promesse in questi giorni vedremo se, davvero, la causa principale del rinvenimento di veleni in quella zona è colpa dei contadini, del traffico o delle caldaie di casa!!
Per quanto riguarda la qualità delle acque che riforniscono il cosiddetto Acquedotto Industriale Gida non fa che confermare le nostre affermazioni. E cioè che quelle acque, essendo ancora inquinate, pur nei parametri di legge, per poter essere riutilizzate debbono essere sottoposte ad un nuovo ciclo di affinamento (che se non le trasforma in acqua di fonte tuttavia le dovrebbe rendere ancora più "innocue")! Che Gida svolge al proprio interno. E che Conser (Macrolotto 1) preferisce effettuarsi da sola con la propria controllata "Idra"!! (oggetto, peraltro, di ripetute offerte d'acquisizione da parte di Gida stessa ma sempre rifiutate, per  adesso, da Conser...)!! Si può concludere che Conser non si fida dell'affinamento effettuato da Gida? Diremmo proprio di si!! Altrimenti non si comprenderebbero le continue risposte negative alle proposte Gida d'integrazione dell'Idra nella filiera Gida!!
Sul perchè, poi, i vivaisti pistoiesi abbiano rifiutato un loro allacciamento all'A.I. per sfruttare le acque di risulta, affinate da GIDA, per i loro vivai, ci sembra d'averne dimostrato la motivazione riferendo di una relazione degli stessi tecnici interni di Gida!! Che osservavano come il rifiuto da parte dei vivaisti pistoiesi sia stato imputabile alla quantità di inquinanti ancora presenti nell'acqua dell'A.I. tale da renderle inutilizzabili per le loro colture. E come sia pertanto per loro ancora preferibile far ricorso alle acque di falda della pianura pistoiese alle quali accedono anche con costi minori!! Accesso che, evidentemente, vede d'accordo le autorità pistoiese competenti!! Certo che se gli industriali e gli enti pubblici pratesi riusciranno a convincere i corrispettivi pistoiesi che sarebbe meglio utilizzare nella loro filiera verde le nostre acque dell'A.I. saremmo oltremodo contenti!! Ma, ora come ora, vediamo questo futuro assai assai lontano!!
Infine, riguardo al progetto di riallagamento dei canali delle Cascine di Tavola (ma anche al riallagamento per "rinaturalizzazione" della Gora del Vingone...) noi abbiamo posto l'accento su quel che è descritto nella delibera comunale successiva all'Accordo di Programma con l'autorità del Bacino dell'Arno! Ovvero che il riversare l'acqua di risulta da Baciacavallo negli antichi canali medicei assumerà anche l'aspetto di una sperimentazione di fitodepurazione di quelle acque tramite "canalaggio"!! Ed è proprio questa nuovissima pratica (non abbiamo trovato in letteratura scientifica alcun cenno ad una tecnica di fitodepurazione tramite "canalaggio". Le nostre fonti parlano sempre e solo di "lagunaggio"..) a destare le nostre preoccupazioni! Riallagare i fossi delle Cascine con acqua "innocua" ma non perfettamente pulita potrebbe avere gravi conseguenze sull'intero equilibrio biologico dei terreni della Fattoria quattrocentesca! La fitodepurazione che è tecnica antica e  conosciuta in tutto il mondo si basa su di un semplice principio naturale: se trattengo per un tempo prestabilito (e, di solito, non la frazione di un secondo.. e nemmeno qualche minuto...) una determinata quantità d'acqua "innocua" ma non pulita in un bacino più o meno grande e in questo invaso metto a dimora speciali piante o fiori, posso ottenere un significativo aumento della pulizia delle acque attraverso l'azione che particolari batteri presenti sulle radici sott'acqua di tale flora possono eseguire!! Tuttavia per questo procedimento di fitodepurazione ho bisogno di almeno tre condizioni: che le acque non fluiscano immediatamente via (ed il "canalaggio" per sua natura invece significa proprio questo...); che i terreni dove effettuo la fitodepurazione siano perfettamente impermeabili (altrimenti rischio un qualche inquinamento della falda idrica sottostante...); che i liquami da trattare con il sistema della fitodepurazione siano di provenienza civile e non industriale (giacchè i batteri delle piante acquatiche aggrediscono solo gli elementi inquinanti organici mica quelli da sintesi chimica oppure i metalli che sono ancora presenti nelle acque di Gida..)!!  Dunque rimaniamo tranquillamente in attesa che il nuovo presidente di GIDA, pare l'ing. Gabriele Mammoli, già membro del CdA su indicazione PDL, dipendente a Siena della multinazionale Novartis, si insedi a Baciacavallo per ascoltarne le sue controdeduzioni!! E, magari, visto che è un giovane in carriera anche un'attenzione più viva verso l'attualmente inutile sito della GIDA SpA!! Ci aspettiamo, ad esempio, che Mammoli metta online i dati che si riferiscono alla termodistruzione di una quota dei fanghi (con relativi costi di smaltimento...)e pure i dati riferiti all'ulteriore quota di fanghi smaltiti in discarica speciale (con i relativi costi sostenuti da Gida)...Per il momento ci limitiamo a fare i nostri migliori auguri al neopresidente Gabriele Mammoli!! Che almeno una caratteristica nuova la incarna: non è un imprenditore legato alla filiera tessile ed al ciclo delle acque per le lavorazioni industriali!!
    

SERENAMENTE


giovedì 4 luglio 2013

GIDA, RISPONDE!!


Riceviamo da Gida Spa e, volentieri pubblichiamo

Gida, le Cascine e il riciclo delle acque: facciamo chiarezza 
 
Facendo riferimento all’intervento pubblicato sul vostro blog, apprezziamo il riconoscimento a Gida Spa del ruolo centrale che ha svolto con attenzione e professionalità negli ultimi decenni e che ha contribuito ad un sostanziale miglioramento delle condizioni ambientali di Prato. 
 
 Nell’articolo sono riportate però alcune gravi inesattezze. 
 
 Per quanto riguarda lo smaltimento dei fanghi ed in particolare il fatto che “...l’incenerimento ...appare come una fonte certa e sicura di inquinamento delle aree circostanti”, Gida Spa richiama i dati ufficiali che sono stati pubblicati da Arpat e che indicano con chiarezza che le emissioni di diossine e PCB risultano di due o tre ordini di grandezza inferiori rispetto ai valori normativi. Si tratta di valori oggettivi rilevati in settimane di indagine da parte di un soggetto pubblico al di sopra delle parti come Arpat che per la sua autorevolezza e serietà non può essere messo in discussione.  Ci spiace constatare che nemmeno i dati ufficiali certificati siano sufficienti a fermare illazioni e commenti che non hanno alcun fondamento oggettivo. 
 
 Per quanto riguarda la dichiarazione relativa alle acque destinate ai vivaisti pistoiesi e l’acqua utilizzata da Conser, è evidente che mancano informazioni di base su ciò che significa depurazione e ciò che significa riuso: occorre chiarire alcuni concetti. 
 
 Acqua depurata non significa acqua potabile né acqua “pura di fonte” né tantomeno – per assurdo – acqua demineralizzata o distillata. Significa che un’acqua già usata, con carica batterica e componenti organiche e inorganiche potenzialmente pericolose, viene sottoposta ad una serie di trattamenti chimico-fisici e biologici in maniera tale da poter essere reimmessa senza alcun pericolo in acque superficiali: esistono parametri ben precisi, già molto rigorosi a livello europeo e ancor più restrittivi in Toscana, che determinano la qualità di questa acqua. Ed è questo che fa Gida con la sua attività di depurazione, immettendo nell’Ombrone un’acqua che – a differenza degli scarichi civili e industriali così come arrivano nelle fognature – non danneggia in alcun modo l’ambiente. 
 
 Acqua “innocua” non significa però acqua buona per tutti gli usi. La stessa Gida e Conser hanno impianti che effettuano dei post-trattamenti per fare in modo che quell’acqua “innocua” uscita dalla depurazione sia anche utilizzabile dalle imprese: in pratica un affinamento che la rende adatta agli usi industriali, che richiedono una costanza di certi elementi per poter garantire processi stabili e continuativi.  Gida e Conser, ognuna per la propria rete, hanno firmato con le imprese aderenti all’acquedotto industriale una convenzione che prevede valori specifici di fornitura al fine di garantire la qualità costante indispensabile ai processi industriali. In questo modo quelle imprese possono usare acqua riciclata e risparmiare la preziosa acqua di falda. 
 
 Qualcosa di analogo potrebbe essere facilmente fatto anche per i vivaisti pistoiesi, che a loro volta hanno esigenze specifiche per l’uso irriguo. Perché questa collaborazione stenta a decollare? Va detto che in un periodo di abbondanza di acqua di falda a minime profondità, l’estrazione dai pozzi può risultare di costo minore rispetto a quella processata dall’acquedotto industriale; è possibile che questo fattore abbia un forte peso nell’assunzione di decisioni in merito. La collaborazione con i vivaisti pistoiesi comunque dal punto di vista tecnico è e rimane del tutto realizzabile. 
 
 Passando al progetto di allagamento delle Cascine di Tavola con le acque provenienti dal depuratore di Baciacavallo, la società Gida desidera rassicurare tutti coloro che si sono mostrati dubbiosi sulla qualità dell’acqua depurata da utilizzare allo scopo. Parliamo di bacini di superficie per i quali l’acqua depurata da Gida è del tutto utilizzabile secondo tutti i rigidi parametri richiamati poco fa. Addirittura, il progetto prevede l’installazione di moderni strumenti di misura nonché di sistemi automatici di controllo per selezionare i flussi di acqua di migliore qualità (quindi non quella standard, che andrebbe già bene, ma ancora migliore) da immettere nei canali delle Cascine; inoltre, è prevista la possibilità che tali flussi siano sottoposti ad ulteriori processi di fitodepurazione all’interno degli stessi canali. 
 
 Il riferimento alla fitodepurazione non deve sorprendere né spaventare, tutt’altro: Gida ha già da tempo avviato una collaborazione di studio con l’Università di Firenze ed Arpat per la ricerca in campo di fitodepurazione ed ha realizzato un piccolo impianto sperimentale presso il depuratore di Baciacavallo. L’esperienza già maturata e il dato oggettivo della qualità dell’acqua trattata dai nostri impianti escludono la possibilità che i canali stessi e l’ecosistema delle Cascine possano riportare danni: al contrario, ci sono tutte le condizioni per un ripristino ottimale dello stato originario del sito. 
 
 Gida collabora a questo progetto con l'Assessorato all'Ambiente del Comune di Prato con l’obiettivo primario di contribuire con entusiasmo e spirito di servizio alla restituzione alla città delle bellezze naturali e storiche conservate nel Parco delle Cascine di Tavola, elemento fondamentale di riqualificazione di tutto il territorio pratese. 

CAMERA PENALE E CARCERE





Si è svolta oggi pomeriggio al Wall Art Hotel di Prato l'asemblea organizzata dalla Camera Penale di Prato su:

QUESTIONE CARCERE: TRA RIFORMA GOVERNATIVA E CONDANNA DELL'EUROPA

Sono intervenuti:

Avv. Costanza MALERBA, già presidente della Camera Penale di Prato
Dr.ssa Angelica DI GIOVANNI, già giudice di sorveglianza a Napoli
Avv. Michele PASSIONE, componente dell'Osservatorio Carcere delle Camere Penali Italiane

ha introdotto e presentato:

Avv. Gabriele TERRANOVA, membro della Camera Penale di Prato

RONDA DI MEZZANOTTE


Noi lo dichiariamo in anticipo! Siamo assai contrari a qualsiasi barriera che voglia "isolare" quel che volete dal resto della città! Dal resto della vita! Dunque non siamo neppure d'accordo con l'idea di recintare la terrazza del Serraglio con una invalicabile cancellata!! Tuttavia non siamo nemmeno disponibili a fare di chi ha fatto quella proposta, l'assessore Milone, un bersaglio sul quale riversare le nostre (e le vostre) frustrazioni!! Ebbene che lo sappiano i soloni ed i commentatori "ignoranti" (nel senso che non conoscono...) che ritengono il progetto di chiudere nottetempo quello spazio, una proposta inaccettabile e "razzista"!
Esiste in città, a 3/4 chilometri da Piazza Ciardi un luogo fisico dove tale progetto è attivato da anni!! Se percorrete in direzione Nord il Viale Galilei e all'ultima rotonda imboccate il Viale F.lli Cervi vi troverete in un battibaleno al cimitero di Coiano. Da lì prendete la tangenziale e svoltate a destra alla prima rotonda in direzione di Figline e Schignano. Dopo duecento metri sarete arrivati al Centro Commerciale di Galcetello. Operazione urbanistica che comprende, a piano terra ed al primo piano, diversi esercizi commerciali di ogni natura (dal gioielliere, al tabaccaio, al giornalaio, al Conad) e pure gli uffici amministrativi ed anagrafici della Circoscrizione Nord! Ebbene, qualche anno fa, gli spazi aperti della corte che gli architetti avevano previsto come luogo di "socializzazione" divennero, la notte, luogo di raduno di bande giovanili dedite a diversi "divertimenti", non  ultimo l'utilizzo copioso di sostanze stupefacenti ed alcool!!. Il luogo era assai accogliente per le non eccessive esigenze del "popolo della notte". Coperto ma non chiuso! Permetteva di sostarvi anche in caso di maltempo, pioggia, freddo, neve ecc. Senza rinunciare alla libera sensazione di trovarsi, comunque, in un luogo esterno!! Ed abbastanza isolato da non temere "intrusioni" esterne!! Tuttavia la mattina quel luogo era ritrovato in condizioni assai pietose dai commercianti e dal Consiglio di Circoscrizione!! Inoltre proprio da quel luogo periferico partivano "spedizioni" notturne tese a rovistare nelle abitazioni dei residenti nella zona! In qualche caso proprio a Galcetello, centro commerciale, venivano rinvenuti oggetti (carte d'identità, patenti ecc.) abbandonate in qualche buco dopo che il "popolo della notte" aveva razziato gli oggetti di qualche , seppur piccolo, valore! Dopo mesi di questo andazzo il condominio del centro commerciale di Galcetello stabilì, con l'assenso delle autorità comunali "di sinistra" (allora), di far erigere una cancellata che, chiusa la notte e riaperta la mattina presto, impedisse gli scempi che fino ad allora avevano reso dura la vita dei commercianti e del Consiglio di Circoscrizione!!
Detto, fatto!! Adesso c'è una cancellata "puntuta" che rendere impermeabili, nottetempo, gli spazi comuni del Centro Commerciale. E, come per incanto, il problema delle "bande" pare essere stato risolto!! Allora non ci fu nessuno che parlò di razzismo o di esclusione!!
Troviamo allora davvero "razzista" criticare una identica proposta per il Serraglio. I cittadini che sono residenti nei dintorni hanno tutto il diritto, come ogni altro pratese, al riposo, al sonno ed alla tranquillità notturna! Troppo facile fare i "buonisti" con il sonno e la tranquillità degli altri!!
Noi crediamo che ci potrebbero essere anche altri strumenti ed azioni per arrivare all'obbiettivo di normalizzare le notti del Serraglio!! Tuttavia non meniamo nemmeno scandalo se quella terrazza venisse nottetempo chiusa da una cancellata! E' una prassi normale di qualsiasi grande città europea!! Si chiudono con i cancelli perfino i giardini ed i parchi all'estero!! E nessun cittadino si sente menomato dal non poter entrare al Lussemburgo parigino di notte. E nemmeno in uno degli innumerevoli "square" (giardini pubblici di vicinato) che osservano anche loro un preciso orario di apertura e chiusura! Anche in città vi sono tanti esempi di "recinzione"!! Dal campo giochi all'ex parco Fiera di Via Marradi ai Giardini della Passerella; dai Giardini della Pietà a quelli dell'ex Ippodromo!! Tutti impianti, giustamente accessibili solo di giorno e la notte rigorosamente sbarrati!! Senza che a nessun "ignorante" sia mai venuto in mente di accusare chicchessia di "razzismo"!!

CARLO LONGO - PARTE III



Parte III

"L'accordo di Programma è sostanzialmente concluso, rimane da realizzare la "Rinaturalizzazione della Gora del Vingone" per l'importo stimato di euro 300.000, i cui espropri sono attualmente in corso, e la fitodepurazione a Calice per l'importo stimato di euro 1.000.000, per la quale è stata firmata la convenzione per lo scambio dei terreni con il Comune di Prato".

"La Società ha di fronte a sè grandi opportunità da cogliere sia nel campo del riuso dell'acqua, cercando di diversificare al meglio la risorsa idrica prodotta annualmente dall'acquedotto industriale, sia nel campo dello smaltimento dei fanghi cercando progressivamente di migliorare il sistema di incenerimento esistente. A questo proposito la Società ha iniziato un iter procedurale che, attraverso opportune valutazioni tecniche ed economiche condurrà alla scelta della migliore soluzione per la termodistruzione dei fanghi"

Sono due passi della relazione che Carlo Longo accompagna al Bilancio 2011!!

Riguardo alla pretesa "Rinaturalizzazione" della Gora del Vingone osserviamo che si tratta del punto 5 di un Accordo di Programma stilato con l'Autorità dell'Arno nel lontanissimo 2004!! La Gora del Vingone, la quinta di Prato, ha la caratteristica, unica tra le gore pratesi, di non percorrere tutto il nostro territorio fino all'Ombrone. In effetti, verso Mezzana, il Vingone (o Gora del Lupo o Gora di Mezzana..) vira verso il Comune di Campi Bisenzio affluendo in Bisenzio. Il progetto pare riferirsi, pertanto ad un territorio sovracomunale, sostanziandosi in un riallagamento della gora con le acque di Baciacavallo!! Pare, infatti, che il necessario bypass tra Fontanelle e Mezzana sia da anni in corso d'opera. Come pure le relative procedure di esproprio dei terreni necessari! Anche su questa operazione, come su quella del riallagamento dei canali interni alle Cascine Medicee, avremmo domande da formulare al presidente Longo!

Il secondo brano della relazione di GIDA ai dati di Bilancio, si offre ad alcune considerazioni!
La prima delle quali deve essere riferita alla "scarna" informazione che Longo ci offre del più "chiacchierato" dei macchinari industriali presenti a Baciacavallo: l'inceneritore dei fanghi di risulta dalla depurazione delle acque! Tre frasi in tutto, pochissime parole, su una procedura di smaltimento del rifiuto-fango che, come abbiamo visto nelle settimane scorse, tanta preoccupazione desta tra i cittadini residenti in quell'area e nelle associazioni ambientaliste! Naturalmente nell'agosto 2012, quando fu licenziato il Bilancio e la relazione di Longo, tutto sembrava normale. Non c'era più traccia delle contestazioni che, copiose, erano piovute sull'inceneritore GIDA negli anni precedenti. Cosicchè Longo, elegantemente, se la può cavare con qualche banalità! Banalità dalle quali, però, possiamo certamente osservare come anche per Longo quell'impianto sia da considerare migliorabile. Il che vuol evidentemente dire, che pure GIDA è perfettamente cosciente degli innumerevoli problemi d'ordine tecnico, e d'ordine ambientale, che il suo funzionamento attuale offre!!
Sottolineiamo, tra l'altro, come tra i dati del Bilancio (e non parliamo poi del sito web della GIDA, opacissimo come le acque che tratta...) non sia assolutamente rintracciabile nè il costo sostenuto da GIDA per lo smaltimento dei propri fanghi tramite la termodistruzione e neppure i costi che GIDA sostiene, invece per lo smaltimento in discarica sia della quota dei fanghi tal quali, sia dei residui (cenere ecc.) del processo di incenerimento!!
Pare anche essere ormai certo che l'ipotesi di conferire i fanghi dei depuratori pratesi nell'inceneritore di area vasta in costruzione a Case Passerini è del tutto tramontata. La natura "umida" dei fanghi con consente il loro utilizzo in un termodistruttore abilitato solo ad incenerire gli RSU o la parte rimanente dopo la RD e la successiva ulteriore nuova vagliatura!! Il che vuol dire che non cè nessuna speranza di spegnere l'inceneritore GIDA. Ma solo quella di una sua sostituzione con uno più moderno ovvero la sua completa ristrutturazione!!  
Saranno tutte domande che rivolgeremo al Presidente Carlo Longo nella nostra prossima parte di questo post a puntate.

N.B. . Mentre stavamo per pubblicare questa III parte apprendiamo dalla stampa che Carlo Longo starebbe per lasciare la presidenza di GIDA. Pare che il sindaco lo abbia indicato quale nuovo presidente della società Interporto della Toscana Centrale SpA di Gonfienti!! Cosicchè Carlo Longo aggiungerà una nuova poltrona alla sua ormai numerosissima collezione!! Pare l'uomo giusto per tutte le stagioni e per tutti i Consigli d'Amministrazione delle società partecipate dal Comune di Prato. Auguri! Avrà di fronte un compito assai ingrato! Fare la respirazione bocca a bocca al morente ed inutile Interporto non sarà compito facile. Tuttavia, prima di lasciare definitivamente la poltrona di Baciacavallo per la più amena poltrona di Gonfienti, gli rivolgeremo, lo stesso, le nostre domande finali sulla Gida. Chissà se verremo corrisposti....!! Alla prossima....

Segue...


NUVOLACCE


REFERENDUM RADICALI AL TG5

mercoledì 3 luglio 2013

ANGELO SEVERINO (E LA CGIL)


"Hanno ragione i sindacati: non è un problema loro. Il deceduto non aveva tessera, non era pensionato come il 50% dei loro iscritti e non era dipendente pubblico." (Un lettore di Notizie di Prato commenta così il comunicato CGIL riportato qui sotto)


“L’assessore alla sicurezza del Comune di Prato torna a fare polemica col sindacato, che pare essere il suo secondo maggior problema, dopo i cinesi. Il sindacato, secondo questo assessore, sarebbe colpevole di “silenzio assordante”  riguardo alla morte di un lavoratore italiano in una ditta cinese. Nel merito della questione, il medico del 118, che è intervenuto, il servizio di prevenzione, informato del fatto, la polizia e il magistrato hanno ritenuto il fatto non rilevante sotto il profilo penale, essendo causato da un puro malore. Non si vede quanto avrebbe dovuto fare o dire il sindacato in una situazione del genere, anche se, per parte nostra, non riusciamo mai a sentirci paghi rispetto agli interventi che sarebbero necessari sul problema sicurezza del lavoro, la cui gravità dovrebbe porlo davanti a tutto. Ci sembra, piuttosto, che l’assessore in questione avrebbe potuto utilmente mostrare il proprio interesse un mese fa, quando un operaio metalmeccanico è stato ucciso da una macchina e i datori di lavoro avevano cercato di nascondere l’infortunio. Vorremmo che, almeno di fronte alla morte, italiani e cinesi fossero uguali. Altrimenti c’è solo un modo per definire il comportamento di Milone: pregiudizio razziale. Del resto il modo in cui la giunta, di cui Milone fa parte, ha trattato l’arrivo a Prato della Ministro Kyenge, e le polemiche di stampa che ne sono seguite, sono sufficientemente significative in questo senso”. 

Come dar torto al "cinico" ma lucidissimo commento dell'anonimo lettore di Notizie di Prato? L'estensore del comunicato CGIL è, evidentemente, uno sprovveduto, un sindacalista da scrivania! Non accorgendosi neppure quali gravi implicazioni abbia la "morte naturale" di Angelo, operaio cinquantenne "in prova"!! La CGIL non " ..vede quanto avrebbe dovuto fare o dire..."!! Il maggior sindacato d'Italia, dunque, si chiama fuori completamente dalle "dinamiche" che ogni giorno tutti possono vedere nei vari macrolotti e dentro ogni capannone che ospita aziende cinesi (e non)!!
Per la CGIL è prassi normale che un lavoratore intesosi male dentro uno di quei luoghi di iperproduzione semischiavistica debba essere trascinato all'aperto, su di un marciapiede, perchè dentro "..mancava l'aria.."!! Se si sono ricreate queste situazioni di lavoro da terzo mondo è anche perchè abbiamo, a Prato e forse in tutt'Italia,  sindacati da terzo mondo!! 

PANNELLA A RR

RADIO CARCERE

GUGLIELMO MARCONI

Prof. Pierluigi Ighina

La Tomba di Marconi nasconde il ritmo Sole Terra?

Pubblicato da curiositybox su 2 luglio 2013
Il Times di Londra quando scomparve nel 1937 Guglielmo Marconi profetizzò che: “Quando gli storici ripercorreranno il XX secolo vedranno in Marconi l’uomo più significativo della nostra epoca, l’uomo da cui la nostra era prenderà il nome”
In un precedente articolo avevamo promesso ai nostri lettori una rivelazione sensazionale che lega in modo indissolubile gli esperimenti effettuati dal grande scienziato Guglielmo Marconi alle ricerche svolte dal suo collaboratore Pier Luigi Ighina (dal 1926 – quando il cognato di Ighina, il conte di Imola Giulio Gamberini, lo presentò a Marconi al porto di La Spezia- sino al 1937).
Vogliamo mostrarvi le foto del mausoleo monumentale costruito per ospitare le spoglie dell’inventore della radio. Al suo interno, alzando lo sguardo, notiamo una serie di cerchi concentrici con al centro un grande lucernario, che ricorda il Sole. Evidentemente i progettisti hanno tenuto conto solo in parte delle volontà di Marconi, che avrebbe preferito una grande spirale al posto dei cerchi. Comunque sia nella foto che pubblichiamo si vede bene che il foro centrale simula il sole e i cerchi sottostanti i sette colori (che rappresentano le sette energie) che dal Sole si dirigono costantemente (anche di notte, quando l’energia è più pura rispetto all’energia “bruciata” presente nelle ore diurne) verso la Terra. La Terra, come spiegano i principi della cromoterapia, assorbe queste energie e le riflette in forma separata invertendo la sequenza dei colori: dal Sole il primo colore è il rosso, dalla Terra il primo colore che si riflette è il viola (per la vita sulla Terra i due colori predominanti sono il giallo, che rappresenta l’energia solare ed il blu che rappresenta dopo l’energia mediana, cioè il verde, l’energia terrestre: di giorno vediamo che il Sole è giallo e la sera notiamo che la Luna ha un contorno di colore blu, poiché la Terra irradia principalmente questo colore). Allo stesso piano dove è posta la tomba ci sono sette nicchie, per ricordare le sette energie assorbite dalla Terra e da questa riflesse verso il Sole.
A riprova di queste argomentazioni vi invitiamo ad osservare come è composto il disegno che raffigura il ritmo Sole Terra.
Per ricollegarci alla frase citata prima che nel ritmo Sole Terra sono presenti tutti gli elementi che sono alla base della cromoterapia sottolineiamo il fatto che lo studio dei colori in medicina ha origini antichissime, poiché le medicine tradizionali hanno sempre attribuito grande importanza all’influenza dei colori sulla salute e sullo stato d’animo dell’uomo.
A riprova che i colori sono importanti per le cellule viventi precisiamo che anche il nostro organismo assorbe e mantiene i colori: il sangue è rosso, l’urina è gialla, la bile, che serve a fare assorbire meglio le sostanze dai villi intestinali, è verde, il castano nero o giallo nei capelli, negli occhi (quando le cellule invecchiano i colori si diluiscono e si perdono), ecc..
Infine, una considerazione sul ritmo Sole Terra. Abbiamo già detto che i colori principali che interagiscono tra il Sole e il nostro pianeta sono il giallo ed il blu. Si parla di due energie una positiva l’altra negativa: in realtà l’energia è una sola, quella positiva che discende in un moto a spirale orario verso la Terra; l’energia terrestre negativa è infatti derivata da quella solare e non è altro che la riflessione che di quella solare in senso opposto. Essendo una riflessione il suo valore energetico è meno positivo dell’energia solare e pertanto viene definita energia negativa.
L’incontro fra questi due colori crea un “ritmo verde” che è promotore di tutte cellule viventi.
I colori per aiutare il corpo e la psiche a ritrovare il loro naturale equilibrio. I colori possono essere assorbiti dal nostro organismo in diversi modi:
- attraverso le irradiazioni luminose fatte con speciali apparecchiature e filtri;
- attraverso gli alimenti, ossia mangiando cibi con il loro colore naturale;
- attraverso la luce solare poiché questa luce racchiude nel suo spettro tutti i colori;
- attraverso l’acqua solarizzata, ossia irradiata con un’irradiazione luminosa di un preciso colore che la carica di quella energia;
Anche la cromoterapia, come l’energia magnetica utilizza l’energia di una precisa lunghezza d’onda in quanto è in grado crea le condizioni di interagire con le cellule ripristinando l’equilibrio elettrico e chimico migliorandone le funzioni biologiche.

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RITMOSOLETERRA

CARLO LONGO-II PARTE


II Parte

Scorrendo i dati contenuti nel Bilancio GIDA 2011 (quello del 2012 deve essere ancora approvato..) si ha la conferma di quanto sostenuto nella prima parte dell'articolo!!
Gida denuncia ricavi pari a circa 17.013.000 euro a fronte di costi pari a 16.600.000!!
I 17 milioni di ricavi sono così costituiti:

a) Depurazione Industriale = 6.243.000 (tutti gli impianti-Baciacavallo-Calice-Cantagallo-Vaiano e Vernio)
b) Depurazione Civile       =  3.338.000 (solo comune di Prato)
c) Trattamento Percolato  =  2.017.000
d) Fosse Settiche             =  2.893.000

Da rimarcare come il 2011 abbia segnato per GIDA, e dunque per tutta la filiera tessile, un anno di leggera ripresa. Almeno a giudicare dall'incremento di circa il 3% dei liquami trattati dall'azienda presieduta da Carlo Longo e dalla conseguente bollettazione emessa!! Che, tuttavia, a causa del minor contenuto inquinante dei liquami industriali giunti a Baciacavallo, ha contemplato tariffe per gli industriali-utenti meno onerose rispetto al 2010!! (Non ci resta che confidare nei controlli!! Di chi? ..................Boh!!)
Tra i ricavi ci sono, inoltre, la quota che deriva a GIDA dall'Acquedotto Industriale (circa 600.000 euro) e contributi diversi (circa 1.000.000 di euro).
Dal che si può agevolmente ricavare che sebbene i liquami industriali siano l'80% delle acque trattate da GIDA il ricavo dell'azienda è limitato ad un misero 37%. Ovvero meno della metà di quanto gli industriali, secondo una logica "industriale", dovrebbero sborsare per la depurazione delle acque utilizzate nelle loro lavorazioni!! Notiamo, inoltre, che le sole utenze civili del Comune di Prato contribuiscono anche a tener "basse" le tariffe industriali per i Comuni di Montemurlo, Cantagallo, Vaiano e Vernio!!
A conferma che l'affaire GIDA, pur rappresentando sicuramente un'eccellenza nel campo della depurazione delle acque in Italia, è anche un sicuro affare per gli imprenditori "umidi" pratesi!!
Un altro dato che, per ora, vogliamo solo evidenziare è il continuo tentativo di GIDA di trovare un nuovo sistema di "affinamento" delle acque in uscita dai suoi impianti!! Nel 2011 erano ancora in corso ben 4 ricerche destinate a questo scopo!! Gida ha condotto sperimentazioni con le seguenti tecniche:

1) Carboni attivi................per una spesa complessiva 2011 di euro    35.000
2) Biomasse......................per una spesa complessiva 2011 di euro    38.000
3) MBR-Filtri a membrana per una spesa complessiva 2011 di euro   122.000
4) Fitodepurazione............ per una spesa complessiva 2011 di euro     60.000
                                                                                                   ------------
                   Totale spesa di ricerca e sperimentazione            euro   255.000

Tuttavia, a quanto ne sappiamo, nessuna delle  4 sperimentazioni ha dato i risultati sperati! Tant'è che ancora oggi l'unico sistema di affinamento della qualità delle acque affluenti successivamente in Ombrone è quello storicamente sedimentato della ozonizzazione!!

Fine Parte II

...segue....

BENIAMINO CARAVITA DI TORITTO


Quando il Ministro della Funzione Pubblica del Governo Monti, Filippo Patroni Griffi, presentò, l'anno scorso, il suo disegno di legge per l'accorpamento, tramite alcune abolizioni, delle Province italiane si trovò ben presto alle prese con la dichiarata opposizione di molti enti locali. Ricorderete la "civile" posa con la quale il nostro sindaco, a difesa dell'autonomia pratese minacciata a suo dire dal progetto Patroni Griffi,  volle mettersi in "dialogo" con il ministro!!  Le foto di Cenni sul WC del palazzo comunale resteranno il "migliore" emblema della sua stagione!! Ci furono anche, ovviamente, opposizioni più serie!  Ben nove Regioni italiane (Piemonte, Lombardia,Veneto, Molise, Lazio, Campania, Friuli Venezia Giulia, Val d’Aosta e Sardegna, le ultime tre a “statuto speciale”), intentarono, contro quelle decisioni di taglio delle province, ricorso presso la Corte Costituzionale!! Che proprio in questi giorni ha alla sua attenzione l'esame di costituzionalità di quelle norme!!
L’avvocato Beniamino Caravita di Toritto, professore di Diritto pubblico alla Sapienza  patrocina sia la Regione Campania che la Lombardia. Il collega Massimo Luciani, anche lui alla Sapienza come ordinario di Diritto costituzionale è difensore della Sardegna. Giandomenico Falcon, infine, esperto amministrativista dell’ateneo di Trento, prenderà le parti del Friuli Venezia Giulia.  Niente di strano, direte voi! Ed invece la stranezza, come faceva giustamente notare Il Fatto quotidiano d'ieri, c'è. Eccome! Giacchè sia il Prof. Beniamino Caravita di Toritto che gli altri due suoi insigni colleghi sono anche membri del cosiddetto Collegio dei Saggi. Nominati dal governo Letta per dare consigli in ordine al programma da svolgere!! Programma che, eccola la bizzarria, prevede anche la reiterazione di un provvedimento di abolizione di tutte le province!!! Dunque Beniamino Caravita di Toritto si dovrà sdoppiare!! Al mattino, in veste di avvocato difensore delle Regioni che giudicano anticostituzionale i provvedimenti d'abolizione delle Province!! Il pomeriggio quale autorevole saggio consigliere di un governo che, viceversa, le stesse Province vuole far fuori definitivamente!! Dura la vita del Prof. Beniamino Caravita di Toritto!! Ma, forse, assai più dura la nostra!! La vita, per noi, si fa sempre più cara!! Almeno per il Prof. Beniamino Caravita di Toritto il conflitto d'interesse che impersonifica rappresenta l'occasione propizia per triplicare le sue entrate finanziarie!! Che, avrà pensato Caravita, in questi tempi di carovita non è cosa da sottovalutare!! 

CENNI (L'AUTONOMO!!)



di Salvatore Gioitta 

Autonomia comunale


In questi giorni si alzano alte le proteste dell’Amministrazione Comunale contro la Provincia che ha osato fare ricorso contro l’approvazione del Piano Strutturale, rilevando dei contrasti con il vigente Piano di Coordinamento Territoriale della Provincia.
Bisogna dire che solo un cieco non poteva accorgersi di tali contrasti, tanto che anch’io modestamente avevo presentato alcune osservazioni, che metto in allegato, per sollevare il problema (in particolare la n.44).
L’aspetto più evidente sono alcune aree risultanti “agricole” sul PTC  che sul PS diventano “prevalentemente agricole” e altre aree  ”prevalentemente agricole” che diventano “urbane” senza peraltro che siano chiari i criteri di tali classificazioni, mentre invece sono evidenti le finalità relative a cambiare la destinazione di molte aree non edificate utilizzandone poi alcune per nuove urbanizzazioni e  pregiudicando il futuro urbanistico di tutte.
Ora le proteste della Giunta Cenni meritano di essere esaminate nel metodo. Ci si lamenta che gli enti sovraordinati possano intralciare l’autonomia comunale, vista come la sorgente di ogni ordinamento, come se si vivesse al tempo delle città-stato. Allo stesso modo si potrebbe rifiutare la gerarchia giuridica, approvando regolamenti comunali in contrasto con leggi regionali o statali. Del resto l’unica vera opinione esposta con ferma convinzione dalla maggioranza in questi mesi è stata l’opposizione alla Città metropolitana che ha visto Cenni sul wc a sforzarsi  di convincerci della necessità di difendere l’autonomia comunale, necessaria quindi al fine di compromettere altre porzioni della piana agricola.
osservazione 12
da Provinciadiprato.wordpress.com

martedì 2 luglio 2013

CREAF (1)


EconomiaLa riflessione del sindaco Roberto Cenni sul centro sino-italiano del tessile

"Senza reciprocità di rapporti import-export tra Cina e Italia saremo sempre svantaggiati"

Cenni: "Un centro che risolve forse il problema del contenitore Creaf senza alcuna chiarezza sul contenuto"
In merito al centro sino-italiano del tessile, il sindaco Roberto Cenni, dichiara quanto segue:
"Sulla vicenda in questione ritengo necessarie alcune riflessioni. Anzitutto sull'assenza di reciprocità nei rapporti import-export tra Cina e Italia. La dogana cinese, infatti, ha maglie straordinariamente strette, al contrario della dogana italiana, per far arrivare i nostri prodotti sul mercato orientale. Una recente ricerca condotta dal laboratorio dell'Istituto Tecnico Industriale Statale Tullio Buzzi, ha dimostrato che su ben 52 prodotti tessili realizzati in Cina ed importati in Italia, di fronte al percorso inverso, ne sarebbero approdati in oriente solo 18. Il rapporto quindi è di circa uno a tre.
Pertanto, stanti così le cose e senza una reale reciprocità, ogni iniziativa di collaborazione sino-italiana, oltre a mettere a rischio il nostro prezioso know how, ci vede in ogni caso perdenti sul fronte delle dinamiche import-export.  
Dunque questo Centro di ricerca italo-cinese risolve, forse, solo il problema del contenitore Creaf, senza alcuna chiarezza sul contenuto. Una scelta che non solo mette a rischio le conoscenze tecnico-scientifiche delle aziende pratesi ma che continua a gettare via soldi pubblici, oltre a quanti ne sono stati già spesi fino ad oggi per il Creaf senza produrre alcuna ricchezza per il territorio. 
Inoltre, per quanto concerne il cardato, sarebbe opportuno che la Regione favorisse il rigenerato, perché in un'ottica di economia verde questo prevede il recupero e non il consumo di materie prime. Fondi, quelli annunciati ieri, che erano vincolati dalla dichiarazione di stato di crisi, che provengono dal Ministero e che quindi la Regione farebbe bene ad aumentare - o a raddoppiare almeno se possibile - per favorire davvero il rilancio di questa economia". comune.prato.it/comunicati
Questo il commento del sindaco di Prato, Roberto Cenni, all'accordo di stamani in regione Toscana per l'avvio del CREAF!! E' un commento che lascia davvero sbigottiti!! Nella sua precedente esperienza di imprenditore di successo, Cenni, e la sua Sasch, non avevano mica esitato a trasferire parte della loro produzione nel Paese della Grande Muraglia!! E, in accordo con la Dogana cinese, con nessunissima difficoltà a far giungere quei capi d'abbigliamento da tre soldi nei "ricchi" mercati europei e mondiali!! Ricavandone margini di guadagno davvero non indifferenti!! Certo che nell'aprire qualche stabilimento nella RPC Cenni avrà anche esportato qualcosa del know how pratese!! Ma, evidentemente, allora non c'era alcun problema. Business is business!! Per quanto riguarda la reciprocità, esiste, oh se esiste!! Come noi italiani apriamo le nostre fabbriche in Cina, per speculare sui bassi costi della manodopera, sul non rispetto dell'ambiente e sulla ferrea dittatura comunista che non tollera alcun dissenso, così i cinesi aprono le loro fabbriche a Prato. Speculando, a loro volta, sugli stessi elementi (basso costo della manodopera, scarso rispetto per l'ambiente, assenza di legalità, assenza di diritti sindacali e civili, oltrechè umani, ecc. ecc.). Ma avendo, all'esterno, i mercati europei e mondiali ben pronti ad accogliere la loro produzione seriale!! Se l'operazione CREAF, al di là della scandalosa vicenda dell'edificio di Via Galcianese, fosse gestita con un minimo di decenza scientifica ed imprenditoriale, potrebbe essere utile alla città anche per migliorare lo standard attuale di vita e di lavoro della comunità cinese!! Checchè ne dica il sindaco! Intanto, e forse per la prima volta, la provincia dello Zhejiang "caccia" 600.000 euro che si sommeranno ad altrettanti elargiti dalla Regione! Non è gran che, per ora!! Tuttavia 1 milione e 200.000 euro possono essere sufficienti a garantire lo start-up di CREAF!! Che è già un risultato apprezzabile!!   

CREAF


Pare che oggi sia destinato a chiudersi l'accordo su CREAF! Ovvero sulla società di sperimentazione e ricerca sul tessile con capitali pratesi, toscani e cinesi ed a guida pisana (Navacchio)! Una società, voluta dalla Provincia di Prato che, nel frattempo, ha già acquisito, con un'ardita e costosissima operazione immobiliare (..mbè..quando c'è di mezzo la nostra Provincia spunta sempre il mattone..), per ora inutilissima, un edificio di Via Galcianese destinato, in un futuro al momento non prevedibile, ad accogliere la "creatura"!!
Rossi, da parte sua, dopo aver già assegnato al CREAF 200.000 euro ai primi di gennaio (togliendoli da capitoli concernenti la coesione sociali ed i diritti di cittadinanza) metterà ancora altri 600.000 euro! Mentre altri 600.000 euro dovrebbero essere forniti dalle autorità dello Zhejiang (Regione di provenienza del 90% dei cinesi-pratesi..)!!
Pare che le "teste d'uovo" del Polo Tecnologico di Navacchio abbiano individuato in Palazzo Novellucci l'ambiente, per ora ideale, per lo start-up della cosa!!
Noi, francamente, non comprendiamo perchè in città  ci sia già qualcuno, e qualche parte politica in particolare, che grida alla vendita di Prato alla Cina!! Evidentemente non sanno di quello che parlano! E ne dovrebbero magari parlare prima con il loro sindaco Cenni!  Non esiste alcun scandalo nel tentativo di mettere insieme sinergicamente le due filiere parallele che operano in città! Quella autoctona e quella cinese!!
Semmai lo scandalo è rappresentato dalle decine di milioni d'euro che Immobiliare SpA (Provincia) ha ritenuto opportuno investire in uno sgangherato edificio della periferia cittadina!! Quella roba grida vendetta (ed anche qualche attenzione da parte di qualche istituzione cittadina residente nei Viali...). Ma la decisione della Regione di cofinanziare (al 50%) una task force di indagini, ricerche e soluzioni sul mercato tessile cittadino certamente non può, se gestita correttamente, che fare del bene alla città ed alla sua complessiva economia!!