sabato 27 luglio 2013

SPORCHE INTESE


L'arrivo dell'anticiclone africano coincide, in Toscana ed a Prato, con il rilancio, regionale e cittadino, delle cosiddette "larghe intese" tra i diversi partiti ma, principalmente, tra PD e PDL!!
Il grido di "battaglia" era stato lanciato nei giorni scorsi dal "federale" toscano Altero Matteoli. Ed è stato ripreso ieri, dopo le dimissioni di Maurizio Bettazzi e la conquista del ventunesimo e decisivo (forse) voto sul Bilancio 2013, dallo stesso sindaco Roberto Cenni!!
Dunque sia un politico "in purezza" come Matteoli che un sindaco "civico" come Cenni concordano  su una proposta politica che prevede, in nome della lotta alla crisi economica e sociale, un embrassons nous generale che da Montecitorio e Palazzo Chigi investa Toscana e Prato.
A giudicare da quanto successo in Consiglio Regionale sul documento per l'approvazione del PIT, l'appello di Matteoli è già cosa fatta!! Non solo ad Enrico Rossi è riuscito di mantenere compatto il PD sulla questione (salvo solo due eccezioni, Mattei e Boretti....) ma ha pure incassato il si di UDC ed ex leghisti e la benevola astensione del gruppo PDL! Incoraggiato, forse, da questo esito (pur infelice per le posizioni dei pratesi..) anche Roberto Cenni si è lasciato andare ad un ricalco cittadino della proposta matteoliana!! Occorrerebbero larghe intese politiche anche a Prato!! Che, tuttavia, lo stesso Cenni ha per primo non solo teorizzato ma addirittura praticato dal momento successivo alla sua vittoria elettorale! Che fu dovuta, senza alcun dubbio, alla pratica di "larghe intese" politiche, magari sottobanco, e dalle successive applicazioni pratiche. Del resto basta scorrere l'elenco, nutrito, dei consiglieri personali di Cenni per rendersene conto. A parte il caso clamoroso del bersaniano Jury Chechi, sono diversi ed autorevoli gli esponenti della sinistra che fanno parte della sua Consulta! Cenni, d'altra parte, non esitò, ad esempio, a confermare alla presidenza del "Pecci" un uomo nominato dalla sinistra come Valdemaro Beccaglia. Così come non esitò un attimo nel firmare il famigerato "accordo" con Paolo Abati sulla questione delle aziende partecipate, di Estra e Consiag!!
Ma Cenni ha sperimentato al meglio le "larghe intese" alla pratese proprio nelle aziende pubbliche. Tutte gestite insieme alla sinistra, non cambiando di una virgola quel vecchio establishment politico. Così in GIDA, non a caso difesa a spada tratta da sindaco e PD; così in ASM nel cui Cda siede un pezzo grosso del PD come Adriano Benigni che non ha avuto modo di far sentire la sua voce di dissenso in nessuna delle operazioni di quell'azienda "bernocchiana"!! Così in Interporto; in SORI ecc. ecc..!! Non a caso proprio sulla conduzione a "larghe intese" delle aziende pubbliche cittadine è caduta una delle critiche più severe del gruppo "Indipendenti per Prato". Che ne ha decretato, infine, il recente passaggio all'opposizione!!
La domanda allora sorge spontanea: perchè mai Cenni parla di "larghe intese" se le medesime sono da anni la realtà pratese?  Mica vorrà passare dalle "larghe intese" alla politica, nell'ultimo suo anno di governo (forse), delle "sporche intese"??   

MARIOTTO


Così com'era improvvisamente scoppiata, alimentata ad arte da media compiacenti e corrivi, la questione delle opere d'arte "trafugate" a Vicenza da "Napoleone" Zonin è letteralmente scomparsa dalle prime pagine di quotidiani cartacei e 2.0, dalle bacheche dei socials e dall'attenzione "popolare"! Neppure la "boutade" carontiana del governatore toscano Enrico Rossi "Zonin riportI le opere a Prato: siamo pronti a collocarle in un museo ad hoc da realizzare nell'ospedale medievale" ha ottenuto successo e appeal!! Forse perchè le promesse di Rossi sono ormai considerate alla stregua di semplici bubbole!! Anche i pratesi sono ormai convinti che il pontederese a capo della Regione è poco più di un "contabal" costosissimo ma inattendibile (se non per le minacce sulla realizzazione della nuova pista di Peretola..)!!
Nessun seguito ha avuto la canonica raccolta di adesioni di un quotidiano locale: poco più di 350 firme, molte da cittadini non residenti a Prato, peraltro!!
E dunque, s'è sgonfiato, e di parecchio, pure il frenetico attivismo movimentista del presidente dell'UIP Andrea Cavicchi!! Per non parlare di quello del sindaco Cenni o del presidente della Provincia Gestri. L'uno impegnato ad ottenere un miserello "più uno" nella votazione sul Bilancio preventivo (!) 2013 che ci sarà mercoledì 31 luglio in consiglio comunale. L'altro ormai con un piede nella "fossa" del decretato ridimensionamento ad ente di secondo livello della Provincia pratese!!
Neppure sul fronte del "chiudiamo i nostri conti correnti presso la BPVI" le cose sono andate meglio. Si contano sulle dita di una mano gli "eroici" cittadini che si sono immolati nella macchinosa procedura di chiusura ed apertura di conti da una banca all'altra in questa afosissima fine luglio!! Immaginiamo, allora, la festa che si farà a Vicenza ed a Palazzo Thiene in particolare! Zonin ha vinto su tutti i fronti! Pure gongolante nel vedere le gravi difficoltà del suo maggiore contendente, il sindaco Roberto Cenni!!
Per parte nostra, rifuggendo come la peste la "beceraggine" della pratesità a tutti i costi di qualche meraviglia dell'ingegno umano (veneto o toscano che sia..), saremmo lieti di rivedere a Prato, magari in occasione della riapertura del Museo Civico di Palazzo Pretorio, le opere di Galleria Alberti. Ammesso che a qualcuno sia venuto in mente di richiederne formalmente la presenza. Ma, ove questo non fosse possibile, ci accontenteremmo anche della visione del polittico di Mariotto di Nardo, di proprietà della Fondazione Cariprato. Visione fino ad ora riservata a qualche decina di soci dell'ente medesimo!! Alla faccia della "pratesità" delle opere d'arte di proprietà delle banche o delle loro fondazioni!!   

DIMISSIONI (1)


riceviamo e pubblichiamo

Le dimissioni di BETTAZZI da Presidente del Consiglio Comunale inducono a riflessioni amare. Sul fronte dei mass-media non ho notato nessun giornalista on-line o della carta stampata evidenziare il "vulnus" che questa vicenda ha portato alle istituzioni cittadine. 

Primo- Il presidente BETTAZZI si dimette senza un dibattito nell'organismo che lo ha eletto, non sottoponendosi alle valutazioni dei suoi colleghi consiglieri. 

Secondo-Le dimissioni sono state "pretese" con la minaccia di bloccare l'attività di un altro organo, la GIUNTA COMUNALE, facendole mancare l'appoggio nel Consiglio nel momento dell'approvazione del Bilancio Preventivo da parte di un Consigliere " ondivago" nei rapporti con la maggioranza. 

Terzo-Nella pretesa di dimissioni il giovane consigliere aveva stabilito anche la mitigazione della "pena": dimissione solo dalla presidenza e non da consigliere. BETTAZZI può ringraziare per la benevolenza dimostrata. Se malcostume politico c'era stato nella vicenda BETTAZZI -ASM le dimissioni dovevano essere anche da consigliere. 

Cari giornalisti non ci si può limitare a fare la cronaca !! Un commento sul degrado della politica sarebbe stato il benvenuto: voi formate la pubblica opinione !!! Sul fronte delle reazioni dei politici non commento quelle degli esponenti "governativi": consiglio di rileggerle a mente fredda fra qualche giorno. Cosa non fa e dice per sopravvivere.!!! Quelle delle opposizioni sono da copia-incolla, generiche. Invece per difendere la dignità del Consiglio, i consiglieri di opposizione dovevano pretendere un dibattito e respingere la dimissioni di BETTAZZI. In caso contrario, come è avvenuto, dimettersi loro da Consiglieri. Forse sperano nei quattro o cinque "ondivaghi" ancora presenti nella maggioranza. Per ottenere cosa ? A titolo di cronaca il "vincitore " di questi giorni è stato eletto in Consiglio con 76 PREFERENZE. Il 20% delle 390 espresse. Il 1,5% dei voti LEGA NORD ca 5000. Lo 0,8 per mille dei votanti totali ca 100.000 (DATI ELEZIONI COMUNALI 2009). Il giorno in cui dovesse prendere le preferenze di GIORGIO SILLI o GIANNI CENNI DECIDERA' LE SORTI DEL GOVERNO NAZIONALE. RAZZI, SCILIPOTI, DE GREGORIO E COMPAGNIA BELLA LI PIGLIA DI TACCO !!!!! 

Venanzio De Rienzo 


BONINO SVETTA

Caso Shalabayeva, la Bonino svetta

di Marco Perduca
(da Huffington Post, 25 luglio 2013

Con l'informativa del ministro degli Esteri Emma Bonino davanti alle Commissione esteri e diritti umani del Senato si chiude un capitolo della vicenda Shalabayeva. Quel capitolo che era rubricato come "tiro al piccione", in Francia mi pare lo chiamino "sputtanamento", di qualcuno che ha dedicato la propria vita ai silenziati di mezzo mondo nel silenzio di quegli stessi esperti e opinionisti oggi tutti scopertisi kazakologi.
Finito quindi il tempo delle speculazioni, deve iniziare quello delle indagini serie e a tutto tondo. Le interpretazioni piscologistiche, come quelle dietrologiche, di una superficialità inaudita, come usa dire oggi, hanno dimostrato di esser frutto della necessità di far crescere la propria audience politica, partitica o mediatica, oppure, nella peggiore delle ipotesi, son state frutto della cattiva fede di chi voleva dimostrare che i politici son tutti uguali. Con Emma Bonino son caduti male.
Emma Bonino non solo non ha letto un mattinale davanti alle commissioni ma, con le cose che ha detto, la leader radicale ha dimostrato di essere uno dei rarissimi politici che può parlare, senza timore di smentita alcuno, di cose fatte e di obiettivi conquistati con quel cipiglio militante che pratica anche all'interno delle istituzioni.
La vicenda Shalabayeva però, che non ha quasi più nulla a che vedere con quella del marito Mukhtar Ablyazov, non si chiude qui e non solo perché ci sono delle indagini in corso. Occorre che qualche giornalista, di quelli iscritti all'albo e profumatamente pagati dalle maggiori testate italiane, si assuma la responsabilità di dedicare un paio d'ore del proprio tempo allo studio dei documenti che sono di dominio pubblico e non da ieri.
Infatti, grazie all'HuffingtonPost, dal 17 luglio ho potuto pubblicare tutte le carte e i carteggi che ho poi visto centellinare un po' in qua un po' in là, senza che tra l'altro nessuno unisse tutti i punti del disegno... Rieccole, prendetene e leggetene, e scrivetene, tutti in modo che i dubbi o gli scoop siano altri.

VICENDA KAZAKA

PENA DI MORTE

SOLE (8)


venerdì 26 luglio 2013

DIMISSIONI


Alla fine, dunque, Maurizio Bettazzi si è dimesso da Presidente del Consiglio Comunale! L'ha fatto, tuttavia, non motu proprio, ma per la precisa richiesta del consigliere indipendente (ex Lega Nord) Leonardo Soldi. Il quale, legittimamente, ha posto la questione politica del suo permanere in maggioranza esigendo l'atto di dimissioni da parte del presidente del consiglio comunale!
Roberto Cenni e Riccardo Mazzoni hanno valutato come un "beau geste" il passo indietro di Bettazzi. E lo stesso ex presidente del consiglio ha voluto mischiare la sua questione giudiziaria con le proprie dimissioni! Tuttavia a noi non sembra di scorgere nella maturata volontà di Bettazzi alcun significato "eroico" e men che meno un link con l'indagine della magistratura!!
Ma solo un gesto dovuto alla rispettabilità della carica istituzionale ricoperta. Giacchè, per evitare qualsiasi fraintendimento o strumentalizzazione, occorre sottolineare che a Bettazzi sono giunti inviti a dimettersi non da consigliere comunale bensì da presidente del consiglio comunale. Ovvero da una carica istituzionale di garanzia verso tutti i consiglieri comunali, di maggioranza ed opposizione! 
Garanzia che era venuta meno non per effetto di un'inchiesta giudiziaria ma per la stessa ammissione di Bettazzi (e poi di ASM e BCC) di aver svolto incarichi professionali a pagamento per un'azienda che era posta sotto il controllo del Consiglio Comunale che lui presiedeva e rappresentava al massimo livello! Nessuna forma di giustizialismo è allora rinvenibile nelle diverse richieste di dimissioni che si sono succedute. Sia da parte della minoranza che da parte di taluni consiglieri della maggioranza o ex maggioranza!!  D'altra parte, basta leggere le dichiarazioni del direttore di ASM Sandro Gensini per rendersene conto, gli incarichi professionali conferiti a Maurizio Bettazzi ed alle sue società, sono dovuti non tanto ad una sua riconosciuta eccezionale professionalità nel campo della ricerca di finanziamenti, quanto per la sua carica di Presidente del Consiglio Comunale. 
Per avere conferma di questa affermazioni basta scorrere le denunce dei redditi che Bettazzi ha presentato nel 2009 e nel 2010 (quella del 2011 non è ancora disponibile...).

                                                                                             2009                        2010

da lavoro autonomo.........................................................euro    7.997                 - 3.358 
da partecipazioni societarie...............................................euro   11.092                     397
da lavoro dipendente (Consiglio Comunale)....................... euro  17.670                  52.673

Par chiaro che a livello professionale le cose per Bettazzi non sembravano così rosee, giacchè i redditi percepiti per le sue consulenze erano di evidente sussistenza. Addirittura con effetti negativi sul suo reddito a partire dal 2010!! Ovvero è assai verosimile che quanto dichiarato da Gensini possa corrispondere alla verità. Bettazzi è stato scelto da ASM come mediatore finanziario non in forza di inesistenti suoi risultati professionali antecedenti ma solo e soltanto in forza della carica istituzionale rivestita! E per la quale è stato lautamente, rispetto ai suoi magri introiti degli anni precedenti, retribuito da noi cittadini!! 
Ma c'è anche di più. Bettazzi è stato assai reticente nel dichiarare che verso ASM e BCC non esisteva soltanto la fattura di circa 2.800 euro che ha dato il via all'inchiesta giudiziaria! E che, nei primi giorni, è stata portata ad esempio dell'esiguità del compenso ricevuto. Bettazzi ha volutamente omesso di dichiarare non solo che esistevano altre fatture di sue società ma che, addirittura, le sue consulenze non si erano limitate ad ASM SpA ma avevano riguardato anche ASM Servizi!! La cifra complessivamente fatturata da Bettazzi per queste sue prestazioni professionali verso aziende pubbliche sottoposte anche al suo controllo appare, tra l'altro, di gran lunga superiore a quelle fatturate complessivamente nel 2009 e nel 2010!! Dunque le sue dimissioni, da presidente del Consiglio Comunale, rispondono davvero ad una esigenza di trasparenza e di rispetto per il massimo organo rappresentativo dei cittadini pratesi. 
Dopodichè auguriamo sinceramente a Bettazzi di uscire con onore dall'inchiesta giudiziaria in corso! Che, comunque, non ha niente a che vedere con le sue dimissioni di ieri!! 

LA PISTOLA


La richiesta di dimissioni di Maurizio Bettazzi da Presidente del Consiglio Comunale da parte di Leonardo Soldi, consigliere indipendente (ex Lega Nord), dimissioni effettivamente date nel consiglio comunale d'ieri, può essere altamente indicativa di cosa aspetta, adesso, l'ex maggioranza del sindaco Cenni.
Nelle medesime condizioni di Leonardo Soldi vi sono in Consiglio Comunale altri consiglieri: Giancarlo Auzzi (ex PDL); Federico Tosoni (ex Lega Nord); Riccardo Bini (ex PDL e FLI); Federico Lorusso (ex PDL); Adamo Guerriero (ex PDL che ieri ha sostituito il dimissionario Simone Frosini..)! Sono 6 consiglieri ai quali ieri la maggioranza ha fornito una pistola carica! Siccome ognuno di loro è e sarà decisivo in ogni votazione che comporti l'esercizio di un voto di maggioranza è chiaro l'immenso potere che ciascuno di loro viene a ricevere!!
Giacchè se Soldi ha preteso ed ottenuto le dimissioni di Bettazzi non si vede perchè ognuno degli altri cinque non possa pretendere qualcosa di analogo o di simile!! 
La situazione per il sindaco Cenni è imbarazzante e pericolosa. Per la città addirittura pericolosissima!! Auzzi, Bini, Guerriero, Lorusso, Soldi e Tosoni avranno in mano non solo i destini di sindaco e Giunta ma anche quelli di provvedimenti importanti per la città ed i cittadini.
L'attuale maggioranza si regge infatti solo su di un voto in più della minoranza (21 contro 20 contando anche il voto dello stesso sindaco..)! Comunque la si pensi non v'è chi non si renda conto di che azzardo si tratta. Se per ottenere il voto di Soldi al Bilancio 2013 si è dovuto "sacrificare" Bettazzi è facile immaginare quali altre "contrattazioni" (se proprio non vogliamo utilizzare la parola "ricatti"...) potranno seguire nei prossimi mesi. Dal che si evince che solo una pervicace volontà di mantenere le "poltrone" giustifica questa situazione che in altro periodo e con altro personale politico avrebbe già visto presentare le dimissioni a sindaco ed a Giunta comunale!
Tuttavia lo sappiamo noi, lo sanno loro e lo sapete anche voi lettori. L'ultimo anno di sindacatura è un tempo decisivo per molte scelte!! Specialmente per una ex maggioranza allo sbando come l'attuale la tentazione di ricavare il "massimo" dagli ultimi mesi di governo è forte e persistente. Ad esempio si tratta di rinnovare i CdA di molte aziende pubbliche. E quello che è già avvenuto per Interporto (Carlo Longo presidente senza delega alcuna..) può prefigurare quel che potrà accadere anche in molte delle altre partecipate!! S'addensano, inoltre, negli ultimi 12 mesi di sindacatura, grandi operazioni urbanistiche. Tutte o quasi in deroga agli strumenti vigenti. E che necessitano, dunque, di operare e votare a maggioranza varianti al Regolamento Urbanistico attuale!!
Lascio a chi legge cosa potrà accadere al momento del voto in consiglio comunale. Quando l'espressione positiva o negativa di uno solo dei consiglieri comunali dichiarati di maggioranza può decidere le sorti di affari rilevantissimi per i privati e per tutta la città!! Chi avrà in mano la pistola carica del voto in più per la maggioranza sarà evidentemente sollecitato a servirsene secondo i proprio desideri. Che non sempre potrebbero coincidere con quelli degli altri 20 consiglieri di maggioranza! Grave è, pertanto, la responsabilità politica ed amministrativa di chi si dispone a restare in sella nonostante tutti gli accadimenti! E povera Prato e poveri pratesi che si ritroveranno ad essere governati da un sindaco e da una giunta in perenne stato di necessità e, dunque, altamente sottoposti a qualsiasi tipo di "contrattazione"!! Gli affaires Bettazzi son dunque destinati a moltiplicarsi nei prossimi mesi. Con due sicuri risultati: la definitiva sconfitta di Cenni e del suo governo e molti danni per la città e per il Comune!!

ENRICO PRIMO


Dopo aver incassato un successo imprevedibile alla vigilia sulla pista di Peretola e sul PIT, il governatore toscano Enrico Rossi riversa tutta la sua esuberanza, gioia e felicità anche sui pratesi. Adesso, dopo avergli portato sopra le loro teste gli aviogetti da e per Firenze, raddoppia, e vuole riportare a Prato anche i dipinti, le tavole ed i polittici appartenenti alla Banca Popolare di Vicenza. Presa carta e penna ha inviato a Gianni Zonin la sua proposta: riportate le opere d'arte a Prato. Le sistemeremo in un nuovo Museo che realizzeremo appositamente nell'antico spedale della Misericordia e Dolce!! Non solo governatore e duce della Toscana ma anche sindaco, presidente della Provincia, consiglio provinciale e consiglio comunale, Enrico Primo da Pontedera ormai, si sente pronto ad incarnare tutte le parti nella commedia politica regionale!!
Poco gli importa a lui di invadere così platealmente il territorio pratese sul quale, peraltro, ha già dichiarato di avere in animo di voler realizzare, nell'area ex ospedaliera, una vera e propria "appartamentopoli"! Adesso s'è messo in testa di umiliare perfino la classe dirigente locale. La quale, beninteso, si merita questo ed altro. Tuttavia a Rossi non passa neanche per la capa che la sua proposta offende sì i politici nostrani ma anche tutti i cittadini pratesi. Perchè se è vero che in maggioranza scelsero Rossi come presidente della Regione a livello di Comune e Provincia vorrebbero poter essere amministrati, bene o male si vedrà, dai loro beniamini autoctoni.
Ma Enrico Rossi, sulle ali dell'entusiasmo e dell'esuberanza per la vittoria aerea di ieri, il rispetto degli altri manco sa cos'è!! Se avesse un briciolo di rispetto per i pratesi non avanzerebbe, al cavalier Zonin, le proposte scritte nella missiva recapitata a Vicenza. Se avesse un minimo di rispetto per i toscani non avrebbe mancato, da più di tre anni, alla parola data nella campagna elettorale 2010: quella di cambiare il porcellum regionale!!
Dispiace constatare che nessuna delle autorità istituzionali cittadine abbia saputo e voluto replicare alle dichiarazioni di Rossi!! Nemmeno coloro che per difendere la presunta autonomia della città minacciata dalla cancellazione della Provincia non esitarono a sedersi sul WC e da quello scranno osare interloquire con un Ministro della Repubblica!! Ma con Rossi è comprensibile che il sindaco ci vada cauto: hanno parecchi affari da discutere!!

BEPPINO ENGLARO E MICHELE EMILIANO

L’autore de "La vita senza limiti- la morte di Eluana in uno Stato di diritto" (Rizzoli) incontra la cittadinanza, nell’ambito di un evento culturale. Un’occasione di dialogo con i cittadini, per raccontare l’uomo Englaro, la battaglia di libertà intrapresa sul caso Eluana, le enormi difficoltà incontrate sulla strada della libera determinazione del singolo individuo, attualizzate nella contingenza del dibattito sul fine vita, sul testamento biologico e sul raffronto con la legislazione presente negli altri Paesi europei. Nella consapevolezza che “interrogarsi sulla differenza tra uno stato etico e uno stato laico potrebbe rappresentare il terreno comune da arare per individuare soluzioni innovative che rispondano alle esigenze di cittadini che hanno già mostrato di essere un passo avanti rispetto al legislatore e alla politica”, commenta Francesco De Palo.

VIMINALE

Una delegazione referendaria si recherà al Ministero dell’interno per chiedere una risposta alla lettera del 5 luglio con cui si denunciavano i rischi per la raccolta firme a causa del fatto che “le Istituzioni non garantiscono un adeguato servizio pubblico di autenticazione delle firme dei cittadini, impedendo o limitando in molte città la raccolta delle 500 mila firme necessarie per i referendum“. Tra le richieste avanzate al Ministero dell’interno quella di informare e sensibilizzare le centinaia di migliaia di funzionari e di amministratori locali del loro essere potenziali autenticatori, nonché l’informazione ai cittadini, attraverso i siti istituzionali dei Comuni e i telegiornali della Rai, della possibilità di firmare presso le segreterie comunali. Dichiarazione di Mario Staderini e Michele De Lucia, segretario e tesoriere di Radicali italiani “Dopo 20 giorni senza una risposta, con molte città italiane dove ai cittadini è impedito di firmare in luoghi pubblici perché mancano autenticatori disponibili, chiederemo al Ministro dell’interno quali provvedimenti intende assumere e rimarremo in piazza del Viminale ad attendere la risposta, tenendo in mano i moduli e le penne che attendono gli autenticatori per raccogliere le firme secondo legge”.

REGINA COELI (1)

SOLE (7)


giovedì 25 luglio 2013

ROBERTO CENNI: THE END!!



Il 24 luglio è data cruciale per la storia degli italiani. Nel 1943 l'ordine del giorno Grandi mette fine al regime fascista e mussoliniano! Ma non, purtroppo, alla guerra! Ieri, 24 luglio 2013, un "ordine del giorno" Banchelli-Gestri-Innaco mette fine all'esperienza della sindacatura Cenni e della sua maggioranza di centrodestra-civica! Ma non alla guerra politica interna alla classe dirigente pratese complessivamente intesa! La fine prematura del governo Cenni avviene per implosione della sua maggioranza. E non per effetto delle politiche dell'opposizione e del maggior partito pratese: il PD!
Composta la reazione del sindaco all'annuncio del passaggio del gruppo "Indipendenti per Prato" all'opposizione. Assai scomposta e sguaiata la reazione del vicesindaco ed assessore all'ambiente Goffredo Borchi. Evidentemente non rassegnato a vedersi sfilare di mano l'ultimo anno di governo della città, forse uno dei periodi più "appetitosi" giacchè, come dimostrano le numerose varianti urbanistiche che si stanno approvando in queste ore, consente di mollare le prudenze e le cautele e condurre in porto miriadi di spericolate "operazioni"! Tuttavia la parola fine è stata pronunciata! Cenni, pare, vorrà attendere l'esito negativo della votazione del 31 luglio sull'approvazione del Bilancio preventivo 2013 per formalizzare le sue dimissioni. Una settimana ancora! Con, forse, la speranza che nelle prossime ore qualcosa, qualcuno, possa intervenire per cambiare l'ordine delle cose!! Certo che con un ultimo sprazzo di responsabilità Cenni avrebbe anche potuto prendere atto di essere ormai in minoranza e dimettersi immediatamente!!
Che sarebbe stato un gesto onorevole e corretto!! Ed avrebbe evitato al sindaco un altro fallimento plateale! Questa volta politico! A noi piace immaginare che il destino di Cenni si sia realizzato nel momento del suo maggior successo. Quando dopo il settembre pratese e "Visionaria" i maggiorenti del PDL lo convocarono ad una cena alla Rugea e gli promisero fedeltà e ricandidatura! Lasciando tuttavia intendere, che al di là delle dichiarazioni, quel partito era ancora dilaniato dallo scontro congressuale e dalla logica correntizia che lo aveva attraversato. E che proprio lì si annidavano i germogli di quello che sarebbe maturato proprio ieri, fatale 24 luglio!! Dopo quella sfortunata cena Roberto Cenni s'andò ad impantanare, come ben dimostrano le due foto che pubblichiamo, nella "battaglia" per la salvezza della Provincia! Mettendosi a capo di una piccola fazione di cittadini che, in contrapposizione al sentire di una larghissima fetta di città, volle opporsi ad un decreto, certo raffazzonato, che il ministro Patroni Griffi aveva immaginato per ridurre il numero delle province!! In quel momento Cenni iniziò la sua parabola discendente! Che continuò cacciando in malo modo dalla sua maggioranza una piccolissima componente! Quella radicale!! Non volendo corrispondere a nessuna delle tre richieste che gli erano state sottoposte e che facevano parte del suo stesso programma elettorale: 1) Trasparenza amministrativa; 2) Progetti sulla città etrusca di Gonfienti; 3) Attenzione ai diritti umani in Tibet, in Cina ed a Prato!!
Dall'autunno 2012 iniziò per Cenni, il PDL e le altre componenti una lenta discesa all'inferno! Il PDL subì ripetute secessioni; il secondo partito della coalizione, la Lega Nord, scomparve; altre liste civiche, pur senza rappresentanti in consiglio, cominciarono a dar segni di sofferenza. Nè Cenni e neppure il coordinatore provinciale del PDL Riccardo Mazzoni parvero dare importanza a quegli eventi. In fondo anche chi usciva dal partito berlusconiano restava in maggioranza. Quanto a radicali e liste civiche non meritavano alcuna attenzione particolare. Dimenticando che, spesso, i grandi disastri sono causati da eventi all'apparenza minuscoli o trascurabili: un piccolo forellino nel muro di una diga; un buchetto nell'argine di un fiume; una insignificante crepa in una parete della casa e via dicendo!  
Vennero poi, nuovi giorni amari per Cenni, in rapida successione: la brutta figura rimediata con l'affaire Maria De Filippo, Bat-segretaria con biglietto d'andata e ritorno per Trani incorporato (a proposito dopo così tanto tempo Cenni non ha ancora provveduto a scegliersi un nuovo segretario comunale..alla faccia dell'urgenza nel nominare la De Filippo...); il progetto prepasquale per lo stadio di calcio in Via San Martino per Galceti-angolo Via Tirso (rimesso in un cassetto per la rivolta di quasi tutta la città..). L'acquiescenza alle pretese del governatore Enrico Rossi sull'area ex ospedaliera. Il clamoroso ritardo nella realizzazione della viabilità per il nuovo ospedale di Galciana. Il suo chinare il capo dinanzi alle esigenze degli industriali nell'affaire GIDA, inceneritore di Baciacavallo. La nomina, senza deleghe, di Carlo Longo a presidente di Interporto Spa. La completa copertura, anche amministrativa, offerta a Maurizio Bettazzi ed ai vertici di ASM nelle poco chiare ricerche di finanziamento!
Sempre più giù! Sempre più giù. Tanto giù, ad esempio, da risultare perfino inutile allestire qualche scudo a suo favore da parte degli ultimi ultras rimastigli: gli amici di "Impegno Civico". Di loro e della loro newsletter non v'è più traccia alcuna in città! Che, nel frattempo, lavora, nei discreti uffici della Fondazione Cariprato, a cercare (senza peraltro trovarlo) un nuovo e condiviso equilibrio che prescinda dal sindaco, ormai dato per perso!! Da ultimo ecco abbattersi su Cenni le ultime due randellate! La querelle con Banca Popolare di Vicenza, con Gianni Zonin che non esita ad umiliarlo pubblicamente, e la questione della nuova pista dell'aeroporto di Peretola che vedrà, stasera, fuori tempo massimo, i consigli congiunti Comune e Provincia piangere sul latte ormai versato ieri con l'approvazione in Regione del PIT!!
I tre "Indipendenti per Prato" che mollano Cenni sono dunque solo l'epitaffio che ne certifica il fallimento politico!! Noi non sappiamo se davvero Cenni vorrà farsi ratificare la propria fine dal consiglio comunale programmato per mercoledì 31 luglio! Possiamo però solo dire che c'avevamo azzeccato in pieno definendolo, da tempo, "dead man walking"!!   

EX OSPEDALE



Si è svolto ieri sera nel poco accogliente nuovo Giardino Buonamici l'iniziativa che Il Tirreno e la Provincia di Prato hanno voluto organizzare per animare l'asfittico dibattito cittadino sul destino da riservare all'ex area ospedaliera ricompresa entro le mura medievali ed il Cicognini!!
Molta gente ad ascoltare! Molti cittadini ad intervenire! Introdotti dal caporedattore del Tirreno Carlo Bartoli si sono susseguiti. fino ad oltre la mezzanotte, interventi di: Lamberto Gestri ed Alessio Beltrame, presidente ed assessore della Provincia di Prato; Roberto Cenni, sindaco di Prato; gli architetti Luigi Zola e Roberto Vezzosi; gli ingegneri Stefano Ciuoffo e Maurizio Calussi, consigliere comunale; i medici Paolo Sanesi e Caro Alberto Bianchi Rossi; gli ambientalisti Fulvio Batacchi e Marco Monzali; la commerciante Mara Verbigrazia; l'ex assessore Enrico Biguzzi; l'animatore culturale Fulvio Silvestrini; il consigliere provinciale ed artista Francesco Mugnaioni; il presidente del Comitato Provinciale Area Pratese, Roberto Risaliti!! Molte le angolature con le quali si è affrontato, da ciascuno degli intervenuti, il problema di cosa fare dell'area ex ospedaliera. Ma tutti, tranne il sindaco Cenni, concordi almeno su di un punto; quel segmento di città deve rimanere di uso pubblico!! Che è e deve essere davvero, un bel punto di partenza per la maggioranza della città e per sindaco e giunta che verranno eletti nel 2014 !
L'iniziativa di Provincia e Tirreno che nei giorni scorsi aveva dato vita ad una ridda di progetti, idee e proposte che semplici cittadini, professionisti, forze ambientaliste e forze politiche avevano fatto pervenire alle pagine web appositamente realizzate conferma che la voglia di discutere e/o approfondire la questione è ben viva e presente tra molti pratesi! Chi volesse sminuirla, silenziarla o sedarla per offrire soluzioni preconfezionate a Firenze o a Prato si assumerebbe una grave responsabilità politica!! 

LUIGI DE MAIO

AUDIZIONE EMMA BONINO


Sintesi dell'audizione in Senato della
Sig.ra Ministro degli Esteri Emma Bonino sul caso Shalabayeva 

Commissioni congiunte Esteri e Diritti Umani, Senato della Repubblica, 24 luglio 2013

E' una vicenda di grande delicatezza, sulla quale si impone la massima chiarezza: una vicenda che tocca aspetti di grandissima rilevanza per il nostro Paese e per i suoi valori fondamentali.
Riferisco sulla vicenda Ablyazov con la serenità di chi non ha lesinato alcuno sforzo, con la sensibilità di chi per passione e attività politica ha fatto della tutela dei diritti umani la ragione di un'intera esistenza.
La Farnesina ha svolto una continua e scrupolosa attività attraverso i suoi uffici chiamati a gestire ex post le conseguenze di un caso per il quale abbiamo finora, giustamente, dibattuto sulla dinamica ex ante.
I nostri interventi sono stati dunque continui, incessanti e continueranno fino a quando necessario, nella considerazione che poiché si agisce da governo a governo si deve evitare, almeno in questa fase, che una serie di azioni e reazioni indebolisca la nostra struttura diplomatica ad Astana.
Il ministero degli Esteri non e' competente in materia di espulsioni dal territorio italiano. Ancor meno in relazione a operazioni di polizia che si svolgono sul nostro territorio in adempimento a mandati di cattura internazionale messi dall'Interpol. Poiche' tuttavia la legge non impedisce certo di consultarci, serve una maggiore condivisione delle informazioni: ho rappresentato al ''premier, che condivide in pieno, la necessità di un nuovo e più efficace raccordo delle altre amministrazioni con il ministero degli Esteri.
La 'priorità' è la 'tutela delle due cittadine kazakhe ed è quanto che ci sta più a cuore'. Stiamo svolgendo e continueremo a fare con forte determinazione interventi, a Astana, Bruxelles, Vilnius, per la piena libertà di movimento di Alma e la figlia: lo sento come obbligo morale, prima che politico.
Si e' venuta a configurare, anche agli occhi dei media, una ingiustificata responsabilità oggettiva della Farnesina, nonostante essa fosse del tutto estranea alla gestione e persino all'informazione sulle prime, determinanti fasi della vicenda dell'espulsione dall'Italia di Alma Shalabayeva e di sua figlia.
Il comportamento dell'ambasciatore kazako a Roma e' stato "intrusivo". E' solo con il rapporto Pansa, reso noto il 16 luglio dal ministro dell'Interno in parlamento, che si e' avuta notizia certa dell'inaccettabile comportamento del diplomatico. A quel punto ho immediatamente convocato l’incaricato d’affari Kazakho e gli ho espresso il 17 luglio il mio forte disappunto per l’intera vicenda e per il comportamento dell’ambasciatore, insieme all’aspettativa del governo italiano che alle due cittadin kazakhe fossero garantiti tutti i diritti e la piena libertà di movimento.
La credibilità personale e' per me un grandissimo patrimonio. Ho vissuto con grandissima amarezza in questi giorni gli attacchi da parte di molti organi di stampa. Ma oggi non e' questo in discussione, oggi la priorita' e' un'altra, sono i diritti delle due cittadine kazakhe.
Nell'intera vicenda Shalabayeva, l'orgoglio e' che, giorno dopo giorno, iniziativa dopo iniziativa, la Farnesina e' riuscita a far aprire una indagine su cui, a distanza di un mese e mezzo, si comincia ad avere verità su quello che e' successo. E non e' successo spesso nella storia italiana che indagini su casi delicati si siano fatte a un mese di distanza.
In questo momento, noi non possiamo né dobbiamo diminuire o indebolire la presenza dell'ambasciata italiana in Kazakistan, proprio per la protezione che vogliamo sia esercitata costantemente su Alma Shabalayeva e sua figlia Alua. Lo sento come un obbligo morale, ancor prima che politico e per non potrà esserci alcuna ragione per venir meno a questo impegno.
L'intervento integrale è disponibile all'indirizzo:
http://www.esteri.it/MAE/approfondimenti/audizione_Ministro_Bonino.pdf

EMMA ED I KAZAKI

SOLE (6)


mercoledì 24 luglio 2013

PRESERVATIVO


Mercoledì, 24 luglio 2013. La gente che si riunisce pacificamente commuove e, con essa, massima simpatia al messaggero di pace Francesco, vescovo di Roma e, quindi, papa. La ragione non disdegna mai la simpatia, ma non dimentica il suo personale obbligo di riflettere e pensare, anche perché il cervello è creazione divina; pertanto oso chiedere a papa Frnmcesco che mi presenti le scuse ufficiali della Chiesa che mi offese volgarmente quasi venti anni fa perché fui l'unico preside in Italia ad installare un distributore di profilattici nella biblioteca del Liceo "Rodari" di Prato. Francesco farebbe bene anche a cancellare la condanna ecclesiastica del preservativo, per prevenire gravidanze non desiderate; in questi giorni a Rio de Janeiro milioni di giovani cattolici sicuramente faranno sesso, sarebbe meglio se facessero sesso protetto. Questo provvedimento che richiedo, consentire il preservativo, credo che sia meglio di una benedizione urbi et orbi!

PISTA



Oggi, dunque, il Consiglio Regionale della Toscana voterà la variante al PIT regionale. Quella, per intenderci, che comprende la realizzazione della nuova pista parallela-convergente di Peretola. Ossia quella che, a detta dei politici nostrani, ma non di ARPAT ed ASL, causerà inquinamento su alcune porzioni del territorio pratese. Possiamo sbilanciarci in una previsione su come finirà? Certo che possiamo. Siamo e siete abituati alle nostre acrobazie previsionali. Dunque, secondo noi, oggi Enrico Rossi, governatore della Toscana, incasserà il suo primo SI alla agognata pista fiorentina!
Non abbiamo alcun dubbio che finirà proprio così! D'altra parte è di iersera la notizia che ben 4 consiglieri facenti parte, formalmente, dell'opposizione (Marco Carraresi e Giuseppe del Carlo dell'UDC ed i due ex Lega Nord Gianluca Lazzeri e Antonio Gambetta Vianna, complimenti ai padani toscani....) voteranno a favore della proposta della Giunta regionale! Nel frattempo Rossi aveva già disinnescato l'opposizione interna al PD del pisano Tognocchi, che voterà a favore! E, dunque, della dissidenza interna al partito di maggioranza conserverà la sua posizione il coerente ex sindaco di Prato Fabrizio Mattei e, forse, ma con molti forse, la consigliera della Piana Vanessa Boretti!! Se pure l'aiuto dei 4 membri dell'opposizione non fosse sufficiente altri aiutini potrebbero arrivare da SEL (Sgherri e l'ex verde Romanelli) e perfino dall'ex IDV Rudi Russo, pratese adesso tabacciano!! Sarà pertanto del tutto insignificante il voto del maggior partito dell'opposizione. Il PDL, tentato da mesi di portare un aiuto diretto al compagno Rossi in difficoltà, potrà tranquillamente astenersi o votare contro. Tanto capre e cavoli saranno comunque salvi per il ricompattamento della maggioranza e e per l'arrivo dei 4 transfughi dell'opposizione!! Oggi Firenze darà pertanto il via libera alla maggiore operazione economico-affaristica della Giunta guidata da Enrico Rossi. Che ha ottenuto questo magnifico risultato, per lui beninteso, minacciando di sciogliere il consiglio. Di fronte a questo ricatto molti consigliere hanno ripensato la loro posizione. Se il Consiglio non verrà sciolto hanno ancora di fronte a sè altri due anni di legislatura. Ovvero un incasso in stipendi elargiti dalla nostra Regione pari a circa 300.000 euro!! Che evidentemente fanno assai gola specialmente a tutti quei consiglieri che hanno la sicurezza matematica di non rivarcare mai più i dorati portoni di Via Cavour e dintorni!!
A questo punto lo strombazzato consiglio congiunto Provincia e Comune di domani sera nella piazza del Comune di Prato si trasformerà in una litania di recriminazioni e finte accuse a questo o a quello!! D'altra parte, nonostante le mirabolanti promesse del sindaco Cenni, non s'è intravisto uno straccio di vera opposizione alle pretese di Rossi. I contatti con gli altri sindaci della Piana sono stati lasciati in un angolino; la nuova valutazione d'impatto sanitario ed ambientale promessa a gran voce è rimasta lettera morta. Al più i suoi risultati, se mai vedranno la luce, li conosceremo a cose fatte. Ovvero quando tra 60 giorni la Regione avrà concluso definitivamente l'iter d'approvazione del PIT!! Dopodichè ai pratesi non resterà che tentare di aggrapparsi al tram (Linea Campi Bisenzio-Questura)!!  
   

BELLINI!!


Bellini!! Con questo nome così pratese e legato al territorio ed al vernacolo locale (Bellini voi...guardali ..bellini...oicchè vuffate costì..bellini come siete..) un anonimo barman di uno dei 243 punti vendita della catena "Miraglia" ha inventato il fenomeno che sta dominando gli happy hours di questa estate giunta in ritardo!! Il Bellini è un cocktail assai composito. I tanti suoi ingredienti, sapientemente miscelati dalle mani esperte dei barmans più alla moda, ne fanno un vero e proprio status symbol!! Chi non l'avesse mai chiesto e consumato è, in questa torrida fine di luglio, un pratese out!! D'altronde, anche con l'aiuto della libera stampa cittadina che non lesina articoli su articoli intorno all'equilibrato cocktail cittadino, il Bellini è diventato un vero e proprio must! Un fenomeno di massa!! Ci giungono notizie che anche in moltissime case private uomini e donne provano a riprodurre artigianalmente, seguendo le istruzioni che copiose appaiono sulle pagine locali dei media stampati o 2.0, il delicato ed inconfondibile aroma del Bellini!! Pare, addirittura, che alla periferia della nostra metropoli, in località Terrigoli, siano intenzionati a festeggiare il prossimo ferragosto con una gara di Bellini riservata ai residenti in quella ridente stazione turistica dell'Alta Val Bisenzio. Si son messi in testa i terrigolesi, di far concorrenza all'antico campionato di discesa Schignano-Vaiano a bordo dei carettoli!!
Dunque Bellini spopola!! Adesso è il momento di svelare, uno ad uno, gli ingredienti che lo compongono e che gli danno quel suo sapore inconfondibile e così altamente attrattivo per il popolo pratese di tutta la Provincia Granda!! La base di partenza è una massiccia dose di UIP (Umore degli Industriali Pratesi)!! Potete, a vostro libero giudizio, metterne quanto volete!! Pur con la crisi della filiera tessile questo ingrediente è sempre facilmente reperibile. Ove vi capitasse di non poterlo più reperire presso gli opifici chiusi ed affittati alla comunità cinese ovvero trasferiti a Timisoara od in Vietnam, consigliamo di reperirlo presso una delle innumerevoli società immobiliari che punteggiano ormai, come una volta le ciminiere, il nostro territorio!
Il secondo ingrediente indispensabile è una dose, un terzo per la precisione, di partiti, movimenti e liste civiche di centrodestra! Ove abbiate difficoltà a reperirne le sedi o qualcuno degli ormai rari esemplari, consigliamo di stazionare per qualche tempo nella Piazza del Comune di Prato. Con un pizzico di fortuna in quella zona se ne incontrano tutt'ora!! Sistemato questo nuovo sapore, quello che, per intenderci offre quel gusto di rancido che tanto affascina i consumatori del Bellini, dovrete adesso procurarvi un quarto di profumo delle redazioni locali dei quotidiani. Non importa, comunque, che vi rechiate presso le loro sedi. Son quasi sempre deserte. Noi consigliamo, piuttosto, di seguire le tracce delle aziende pubbliche. Presso ASM, GIDA, SORI, ESTRA, CONSIAG non vi sarà difficile imbattervi o in un giornalista di quelle redazioni che vi lavora a tempo perso ovvero imbattervi in un altro reporter che è venuto presso quelle aziende a sollecitare la quota di pubblicità spettante. Questi sono i tre ingredienti base indispensabili per la buona riuscita del cocktail. Ma, naturalmente, ognuno di voi potrà continuare a mischiare il Bellini a piacimento. 
C'è chi, ad esempio, non sa rinunciare ad una spruzzata di politici di sinistra! L'unico modo per riconoscerli, in questo tempo di larghe intese, è quello di osservarli quando si siedono ai tavolini del bar di Piazza delle Bigonge. I politici di sinistra sono sicuramente quelli che siedono numerosi intorno ad un tavolo! E, generalmente, parlano di calcio, del tempo o di donne!!
Ovvio che tra gli ingredienti non può mancare una spruzzata di esponenti delle istituzioni. In questo caso dovete ricercarli o in Via Ricasoli, davanti al portone della provincia ovvero sotto le logge di Piazza del Comune. Li riconoscerete immediatamente dall'aria tronfia ed arrogante con la quale arrivano. Per finire e rendere il vostro Bellini assai personalizzato consigliamo di condire il famoso cocktail cittadino con una buccia di componente renziana del PD!! In attesa che il sindaco di Firenze decida il suo prossimo daffarsi i suoi fans cittadini o pensano alla riapertura di Via Ciulli ovvero a cosa costruire nell'area ex ospedaliera oppure si offrono volentieri come gocce di angostoura per il Bellini cocktail alla pratese!! Dopo aver ben shackerato il tutto servitelo e servitevene. Perchè il Bellini, come diceva Totò, serve!!        

ALMA SHALABAYEVA IN KHAZHAKISTAN

IL CASO SHALABAYEVA

EMERGENZA CARCERI

REGINA COELI

RADIO CARCERE

SOLE (5)


martedì 23 luglio 2013

RAZZA PREDONA


Se la solitamente cautissima  Unione Industriali Pratese (UIP) s'è messa alla testa della "protesta" contro Zonin e la BPVI state pur certi che non lo sta facendo per la bella crocifissione di Giovanni Bellini! Dev'esserci, sotto sotto, qualche altra cosa di più valore, ad aver smosso le reiterate e gridate dichiarazioni del presidente Andrea Cavicchi. Nelle prossime settimane vedremo qual'era davvero il motivo del contendere. Certo che l'onda dell'emozione "civica" che Cavicchi cavalca rende assai facile additare nel comportamento della famiglia Zonin il nemico della città! Dunque, sostiene Cavicchi, boicottate, o pratesi, la banca veneta, predatrice dei "nostri" beni culturali!!
Cavicchi s'appella al cittadino, al pensionato, ai genitori che hanno il libretto di risparmio dei loro bimbi. Al piccolo artigiano; al singolo risparmiatore. al commerciante di prossimità ecc. ecc.!!
Ma niente dice, Cavicchi, su cosa dovrebbe invece fare l'ente che detiene un bel pacchetto di quote della BPVI: Fondazione Cariprato. Che ha nella sua cassaforte circa 90.000.000 di euro di azioni e/o obbligazioni della Banca vicentina! Chissà perchè Cavicchi non si rivolge, in primis, a questo ente per invitarlo al boicottaggio contro i "nuovi barbari" berici!! E dire che Fondazione Cariprato è, da tempo memorabile, terreno di caccia proprio degli industriali pratesi. Dopo il lungo "regno" di Roberto Cenni è stata la volta di Ferdinando Albini!! Due numeri uno di Via Valentini! Da mesi, dopo le dimissioni di Albini, Fondazione Cariprato non riesce a ricomporre i suoi organismi dirigenti. E dunque ad eleggere il nuovo presidente! Vuoi vedere che con le forti esternazioni di Cavicchi c'entra qualcosa la lotta, intensa ma sorda, che si sta svolgendo nelle stanze di Palazzo Alberti!
Lotta che, ad esempio, ha già fatto una prima vittima: quello stesso Maurizio Bettazzi che non gradendo una interpretazione assai letterale di talune impostazioni nazionali dell'associazione delle Fondazioni ha rassegnato, con qualche clamore, le proprie dimissioni dall'assemblea dei soci. Dov'era stato nominato dal sindaco Cenni. Sicuri che i guai successivi capitati a Bettazzi non c'entrino niente con quanto è successo e sta accadendo nelle segrete sale della Fondazione???
Il violento protagonismo degli industriali pratesi deve essere per forza propedeutico a qualche altra cosetta! Non si può impunemente invitare il "popolo" a chiudere i propri conti presso l'unica Banca che, seppur vicentina, mantiene, per i lombi della defunta Cariprato, una presenza attenta e capillare a Prato. Cavicchi e soci debbono avere sentito odore di qualche altra cosa! E, come sempre, stanno provando a gettarsi su una nuova preda. Giacchè, non ce ne vogliano in Via Valentini, la vera "razza predona" della città alberga proprio nell'orribile palazzo dell'industria, e dintorni!!
A Prato, checchè ne pensino molti, hanno continuato a "comandare" lorsignori! Sia sotto i governi del centrosinistra sia in questa esperienza di centrodestra. Non a caso tutte le poltrone che contano nelle aziende comunali le hanno occupate con loro uomini. L'ex presidente Carlo Longo, dopo GIDA, è adesso presidente di Interporto SpA; Cenni, oltre alla poltrona di sindaco, occupa ad interim anche quella del Centro d'arte contemporanea "Pecci"; la Fondazione Cariprato, vero centro del potere cittadino, è tutt'ora presieduta da Albini. Pure nella Giunta comunale son ben rappresentati. Così come nel pletorico consiglio dei consiglieri del sindaco. E tutte queste postazioni non sono affatto solo decorative. Alla GIDA si controlla il ciclo delle acque pratesi e, quel che più conta, si provvede a scaricare molti dei costi che dovrebbero sopportare gli industriali dell'umido ed a cascata tutti gli altri sulle migliaia di utenze civili generalmente ignare del trucchetto approntato a Baciacavallo. Interporto, dove UIP ha una piccola partecipazione azionaria, gestisce decine e decine di milioni di euro pubblici che servono per riempire di capannoni quel brano di campagna toscana ed a riseppellire, senza grandi opposizioni, la grande città etrusca di Gonfienti. Fondazione Cariprato funziona come cassa di compensazione delle eventuali diatribe interne alla "razza predona" autoctona! E ad indirizzare nel verso giusto, ovvero dove fa loro comodo, le quote derivanti dall'ingente patrimonio disponibile. Da ultimo, ma non per importanza, v'è pure la presidenza della CCIAA. Anch'essa appaltata da anni all'imprenditoria locale e dove pure Carlo Longo ha fatto le sue prime esperienze dopo aver concluso la presidenza di UIP.
Se questo è il vero volto dell'assetto di potere a Prato si comprende benissimo come dietro ogni operazione ci sia lo zampino dell'UIP. Nella costruzione del regime urbanistico e nelle numerose varianti che proprio in questo momento si adottano; nella capacità di continuare a far cassa anche con i capannoni affittati alla comunità cinese come in quelli che, svuotati dalle loro funzioni produttive per effetto magari delle delocalizzazioni, per cortese concessione delle giunte precedenti sono stati sottoposti a cosiddetti Piani di Recupero! Generando decine e decine di milioni d'euro di iperguadagni. Generalmente immobilizzati successivamente in rendita finanziaria ovvero in altre attività imprenditoriali rigorosamente fuori da Prato (terme, alberghi, ippodromi ecc. ecc.). Alla faccia del loro "amore" per la città!!
In città UIP non investe una lira da tempi immemorabili. Ma è sempre pronta, parassitariamente, a farsi coinvolgere, guidandole ed indirizzandole, nelle operazioni finanziate dagli enti pubblici. Ovvero si lucra con i soldi dei cittadini. E non si rischia, in proprio, neppure un cent! Che da questi soggetti vengano allora lezioni di eticità e di attaccamento ai "valori" della città è francamente ridicolo. Vorremmo che qualcuno ci indicasse un'opera cittadina da mettere a merito esclusivo dell'UIP: a noi viene in mente solo il Mazzocchio all'arco di Frascati. Basta. Nient'altro!! E quelle verghe di ferro contorte sarebbero tutta la dimostrazione del loro amore per Prato????   Ma ci facciano il piacere!!

ROSSI


Non si può, stavolta, non concordare nello spirito e nel merito con la presa di posizione del capogruppo in consiglio comunale del PD, Massimo Carlesi. Che non giudica opportuno, in questo momento, fare alcun sconto al governatore della Toscana Enrico Rossi. Che trova qualche difficoltà a far digerire alla sua maggioranza quel PIT regionale che vede al suo interno, chiave di volta di tutto, la nuova pista dell'aeroporto di Peretola! Le sue minacciose dichiarazioni dei giorni scorsi, o approvazione a scatola chiusa o tutti a casa, non hanno fatto granchè impressione. Anzi Carlesi rilancia dichiarando, correttamente, che se sull'atto più importante della legislatura siamo a questo punto pare evidente il fallimento del governatore pisano. Dunque tappeti rossi verso lo scioglimento anticipato del Consiglio Regionale. Che, a guardar bene, coglierebbe però anche un altro risultato: tornare alle elezioni con il famigerato porcellum toscano che nonostante le promesse elettorali e quelle reiterate dal 2010 ad oggi resiste ad ogni tentativo di cambiamento! Come volevasi dimostrare. E, come, peraltro, succede anche a Roma.
Naturalmente non siamo affatto certi che ove Rossi finisse sotto in questa occasione non possa, tra 60 giorni, quando si voterà definitivamente l'approvazione o meno del PIT, ricevere aiuto dai sostenitori delle "sporche intese". Ovvero il manifestarsi apertamente dell'inciucio destra-sinistra che è uno dei tratti dei nostri governi, regionali e nazionali. Ma, per il momento, Carlesi merita l'applauso per aver con forza affermato quel che pensano centinaia di migliaia di toscani. E Carlesi coglie anche questa occasione per togliersi dei sassolini dalle scarpe mettendo il sale sulla coda dell'ex segretaria provinciale pratese Benedetta Squitieri, sicuramente protagonista negativa nelle vicende che portarono Massimo Carlesi alla sconfitta del 2009. Oggi la Squitieri è stata riciclata nella segreteria regionale. Ma dalla sua graziosa bocca non è ancora giunta in città una parola su come la pensa sulla questione del PIT ovvero sulla nuova pista di Peretola che tanto assilla e preoccupa il PD locale. Chi tace acconsente?   

GALLERIA DEGLI ALBERTI


L'intervento del Sindaco CENNI sulla vicenda della Galleria degli
Alberti è pieno di buon senso,contrariamente alla marea montante
antivinaiola.
Ma dovrebbe chiarire il ruolo della Fondazione CARIPRATO di cui é stato a lungo presidente, nelle vicende del fatidico 2010, anno della fusione di CARIPRATO in BPVI.
In quel momento si poteva difendere la pratesità della Galleria degli
Alberti,ma prevalsero altre logiche. Per farla breve si passò, come
Fondazione CARIPRATO, dall'avere il 21% della Cassa ad un misero 0,5% della BPVI, valutato circa 21 milioni di euro, e liquidità per circa 40 milioni di euro investiti in obbligazioni della stessa BPVI.
Una dimostrazione di fiducia nella BPVI da sudditanza bulgara, senza offesa per i bulgari, ma ormai usa dire così,
Forse qualche milione di euro speso per l'acquisto dei tesori della
Galleria degli Alberti sarebbe stato un investimento più lungimirante.
Eppure nei Consigli della Fondazione e nell'Assemblea dei soci siede
l'elite di Prato: basta scorrere i nomi dei 120 soci.
In primo luogo il nostro sindaco CENNI.
Una opposizione politica decente lo inviterebbe a spiegare qualcosa in Consiglio Comunale. Ma sembrano in coma farmacologico, oppure sono impegnati ad organizzare la prossima sconfitta elettorale, propensione nella quale sono diventati un paradigma nazionale.

Venanzio De Rienzo

EMMA BONINO



LAURA CASTELLI

SOLE (4)


lunedì 22 luglio 2013

AUTONOMIA PRATESE


I più scatenati, in questa vicenda dei quadri "pratesi" della collezione Cariprato, adesso di proprietà della Banca Popolare di Vicenza, sono, naturalmente, gli "autonomisti". Coloro cioè per i quali il mondo è definito dai seguenti confini: Ponte all'Agna; il Rosi; Ponte della Rasora; Capalle. Oltre c'è l'ignoto, o, peggio ancora, il territorio abitato da "perfidi" personaggi. Colonne d'Ercole da non valicare! Mai! Per nessuna ragione al mondo! Ma questi nostri "autonomisti" lo sono, quasi sempre, in maniera speciale! L'autonomia deve valere solo per loro!! Guai se altri, Comuni, Province, Regioni, banche, rivendicano anche loro "autonomia". In quel caso si tratta di gentaglia senza cuore, valori, etica e sentimenti. Che non meritano la considerazione, neppure incidentale, dei pratesi e della pratesità!
Questi personaggi, in evidente crisi da carenze d'accudimento, pretendono di difendere a spada tratta l'autonomia della loro città ma non si peritano di criticare, anche aspramente, quella rivendicata e praticata da altri soggetti.
Così, ad esempio, Prato rivendica la propria autonomia decisionale verso Firenze e non vuol finirci "sotto", come, con estrema eleganza letteraria, s'affannano a scrivere sui quotidiani locali. Tuttavia appena Firenze si mette in testa di provvedere, autonomamente, a realizzare qualcosa di nuovo, una pista a Peretola ad esempio, ecco che gli "autonomisti" nostrani tuonano contro il capoluogo!!
Al quale, evidentemente, non riconoscono la medesima autonomia che pretendono per sè!! Si difendono, come sanno e possono, dicendo che la nuova pista, orientata verso la nostra città, porta decine di aerei al giorno a sorvolare la nostra "tranquilla" e "silenziosissima" città!! E gli stessi che il giorno prima son pronti a giurare sulla bontà dei dati forniti da ASL ed ARPAT sull'inceneritore di Baciacavallo, sono lì a contestare le medesime organizzazioni per i dati sull'inquinamento, relativamente modesto, che il passaggio degli aerei potrà causare in alcune parti della nostra città!!
Allo stesso modo questi "autonomisti" della domenica scendono adesso in forze in campo contro la Banca Popolare di Vicenza. Che avendo la piena proprietà della quadreria di Palazzo Alberti rivendica la propria autonomia di farne quel che vuole! Anche trasferirli nel bel Palazzo Thiene di Vicenza e mostrarli a migliaia e migliaia di cittadini vicentini, veneti ed italiani!!
Ma per i nostri "autonomisti" che hanno per limite il Ponte alla Rasora, quello sull'Agna, Capalle ed il Rosi, la Banca non può rivendicare la propria autonomia. Giacchè, secondo costoro, quelle opere d'arte "appartengono" ai pratesi!! Che è affermazione assai sconsiderata!! Di fatto tutte le opere d'arte appartenute alla defunta Cariprato ne hanno docilmente seguito il destino finale: essere vendute ai vignerons veneti Zonin!! A nessuno dei nostri campioni "autonomisti" è venuto in mente che le opere in questione potevano davvero diventare patrimonio della città. Ma a due condizioni: se la Cariprato le avesse donate a Prato; ovvero se la Fondazione Cariprato le avesse acquistate e regalate alla città! Tuttavia così non è stato. Con buona pace degli amici "autonomisti" che niente ebbero a ridire su questo al momento giusto. Cosicchè adesso le opere sono nella piena proprietà della BPVI e della famiglia Zonin. Che "autonomamente" ne può disporre a piacimento ed in assoluta legittimità! A meno che i nostri "autonomisti" non si spingano a dichiarare, come un anarchico qualsiasi, che la proprietà è un furto!! Ma che facciano questo ulteriore passo ne dubitiamo assai. Tutti i nostri "autonomisti" tengono famiglia e, spesso, moltissimi beni da tramandare ai propri eredi. Cosicchè l'unica idea che gli è venuta in mente per sanzionare Zonin è quella di invitare, avventurosamente, i cittadini a chiudere i loro conti presso la BPVI!! Mettendo a rischio, non tanto la banca vicentina, quanto le centinaia di posti di lavoro, magari di cittadini pratesi, che gli sportelli ex Cariprato ancora mantengono!! E' proprio vero che autonomia e responsabilità non vanno affatto d'accordo!! Tutta la nostra solidarietà ai lavoratori di BPVI!!  

BETTA-GATE (5)



Con il passare dei giorni l'"affaire Bettazzi" si arricchisce di nuovi
particolari.che portano nuova luce e nuove ombre.In sedi istituzionali, CDA e COMMISSIONE CONSILIARE,si é inteso chiarire la posizione della ASM. Ma ,con pazienza,ricapitoliamo le posizioni emerse dalle dichiarazione dei tre soggetti BANCA-BETTAZZI-ASM.tutto rilevabile dalle cronache dei giornali.
BANCA- Essa,tramite legale, ha dichiarato che ASM era già un cliente affidato e che loro a volte si rivolgono ad esterni per alcuni
servizi,pagando relative fatture.
Precedentemente ho cercato di spiegare che una Banca ha
tutti gli strumenti per "valutare" una azienda, Centrale dei rischi della
Banca d'Italia e Cerved,ma aggiungo che la BCCP pur essendo una piccola Banca locale é facente parte di una Federazione regionale e nazionale,dotati di tutte le specializzazioni di attività creditizia e assicurativa.
Non si capisce quale servizi affidare ad esterni, ma queste sono questioni che riguardano la Banca e/o i propri soci.
BETTAZZI-Sin dall'inizio ha dichiarato che trattasi di attività
professionale fatta in piena trasparenza e correttezza. Poi in relazione all'avviso di garanzia ,con un invidiabile senso ironico, ha detto che "le mazzette non si fatturano".A questo aggiunge il
classico "non mi dimetto". Personalmente non avrei rilasciato nessuna dichiarazione, ma ammiro la persona per la sua sincerità e
chiarezza.
ASM- - Sostanzialmente il Direttore GENSINI, pur avendo i poteri di affidare incarichi in piena autonomia, nella fattispecie aveva il
dubbio sulla opportunità di tale conferimento.
- Il presidente CANOVAI ha sostenuto che "ha prevalso
l'aspetto professionale".A questo riguardo pare sia stato richiesto un
parere ad un legale fiorentino: ma su cosa ?
Non conosco nè la domanda nè la risposta, ma se la domanda palesava il dubbio della presenza di un conflitto di interessi, la risposta presumo sia stata negativa.
Il conflitto di interessi si manifesta quando una persona in un ruolo di potere e/o responsabilità possa, nel suo svolgimento, interferire con i propri interessi personali, professionali e aziendali. Oppure favorire se stesso a dispregio del mandato ricevuto.Nella fattispecie non lo ravviso, ma questo é un parere di un profano.
- Il vicepresidente RANCATI ha dichiarato che il Direttore ha operato correttamente nei limiti dei poteri delegati e che il CDA non sapeva nulla.
Alla fine, permanendo il dubbio sulla necessità di affidare a terzi la gestione dei rapporti con le Banche, formalmente l'operato del Direttore é stato corretto.
Ma incrociando le dichiarazioni qualcosa va chiarito.Il dubbio sulla opportunità di affidare l'incarico a BETTAZZI viene al
Direttore GENSINI: chi ha pensato di rivolgersi al legale fiorentino ? La valutazione di far prevalere "l'aspetto professionale" é successiva al parere espresso dal legale fiorentino?
Quando il Presidente CANOVAI afferma questo esprime il
suo pensiero o quello del Direttore GENSINI ? Oppure di entrambi ?
Le affermazioni del vicepresidente RANCATI sembrano un
malizioso attacco al presidente,che sembra abbia risposto per le rime.
Per quanto riguarda le affermazioni del Presidente CANOVAI sul conflitto di interessi "genetico" e sulle sue capacità "manageriali", proprio per difendere queste ultime consigli al Sindaco CENNI di non applicare il metodo "LONGO" per rinnovargli l'incarico di Presidente ASM. Carica senza deleghe, un bel modo per valorizzare le sue capacità manageriali !!!
Sembrerebbe un riciclaggio politico.

Venanzio De Rienzo

BANCA POPOLARE DI VICENZA


I CAPOLAVORI PRATESI


Mi rivolgo all'Ufficio Relazioni Stampa della Banca Popolare di Vicenza e sono convinto di avere  contattato  l'Ufficio giusto. In copia ci sono le Istituzioni della mia Città che si stanno prodigando per  difendere l'Immagine e la Tradizione di una Città che per secoli   ha sostenuto l'Economia Nazionale, tuttavia per le vicende che coronano la Esistenza in senso lato oggi deve subire anche l'arroganza di chi non sempre fece così. Sono un correntista della Cassa di Risparmio di Prato da più di Cinquant'anni(sono nato nel 1947), nel senso che lo fu mio Padre personalmente e con la sua attività, da me ripresa e continuata e tuttora in fieri attraverso mio figlio. Nei miei quasi cinquantanni di lavoro ho trattato affari con ogni genere di persone, come è ovvio; il parterre degli  interlocutori è stato vasto, pittoresco e variegato. Ho trovato canaglie, gente tagliata con l'accetta, persone raffinate non sempre onestissime e gentiluomini che sapevano mantenere la parola ad ogni costo. Così va il mondo e niente mi ha creato scandalo. Sono tuttavia sorpreso di sentire dalla Stampa Cittadina che il Signor Gianni Zonin (custode, ma solo tale ed a prezzo salato dei miei DENARI che sono miei) si rivolge arrogantemente al nostro Presidente della Provincia e non solo, immagino. Voglio sperare che sia una interpretazione esagerata, non voglio credere che si possano usare parole ed accenti come si dice il Signor Zonin abbia usato. Il mio desiderio più grande è continuare ad avere rapporti con la Cassa di Risparmio (la chiamo così, ancora) alla quale mi legano ricordi ed anche affetti familiari; vorrei tuttavia sperare che la questione in oggetto si possa risolvere con un colloquio ed un accordo  tra Gentiluomini per non farmi pensare come il livello sia ancora quello dei miei verdi anni, quando "la punta di forchetta" era una mera illusione da concepire, visto come  i livelli culturali da tutte le parti erano quelli che erano. Grazie di cuore per la ospitalità e per volere con intelligenza e perizia operare alla corretta soluzione di una controversia poco edificante per tutti. Cordiali saluti

Marco G.Tofani-Prato,1947 

CONVERSAZIONE

UDC

REFERENDUM

SERRAGLIO

Cena sulla terrazza del Serraglio, chiamiamola la "terrazza della discordia" fra i residenti e i drogati-spacciatori.
Peccato non ci sono potuta andare, un problema più urgente all'ultimo momento mi ha fatto rinunciare.
Leggo però volentieri le varie storie scritte da chi invece a partecipato.
Parlano di cena fra amici di chiacchiere che riportano indietro nel tempo di commenti benevoli verso il Sindaco e l'assessore Milone.
Ottimo! la cena ha creato quel clima disteso e casalingo che cercavano... per alcune ore!
Peccato però che una cena non basti a riportare nessuno indietro nel tempo quando il clima in Italia era più tranquillo, quando dopo la guerra si ricercava la ricostruzione di uno Stato felice che risorgesse dalle sue macerie e dalle nefandezze cui si era dovuti passare.
Peccato che la tanto agognata pace negli anni è stata distrutta da cattive amministrazioni e governi, da gruppi nati perchè il comportamento della destra e della sinistra non piaceva più, gruppi che con il tempo hanno fatto scelte ancora più sbagliate.
La realtà è fatta di 140 etnie diverse, di difficolà a livello scolastico per ragazzi che vivono due vite quella della scuola e quella della famiglia di origine con origini costumi tradizioni cibo religione completamente diversi dalla nostra, etnie che pretendono che siamo noi italiani a cambiare il nostro modo di vivere la nostra religione la nostra cultura.
Nostradamus preannunciò l'invasione da parte dell'Islam, ebbene non sta forse avvenendo questo?
E noi poveri idioti che ce ne stiamo a fare cene e festicciole per le strade invece di dimostrare di essere italiani in suolo italiano!
da FB

SOLE (3)


domenica 21 luglio 2013

BETTA-GATE (4)


comunicato stampa Bettazzi-ASM-BCC commissione controllo garanzia

20 luglio 2013 alle ore 15.49
Nel corso della commissione controllo e garanzia, egregiamente presieduta dal consigliere Andrea Colzi, sono emersi numerosi fatti. In primo luogo, il PDL ha tentato di far svolgere la commissione in seduta segreta (ossia di vietarla alla stampa, ovvero alla città). Tentativo miseramente fallito. In secondo luogo, è emerso che il Sindaco sapeva dell’intermediazione svolta da Bettazzi fra ASM e BCC, due società, entrambe, direttamente o indirettamente, partecipate dal Comune di Prato. In terzo luogo, è emerso che le società riconducibili al Presidente Bettazzi hanno svolto intermediazione anche per ASM SERVIZI srl. In quarto luogo, è emerso che ASM, senza cercare altri intermediari, si è rivolta direttamente alle società ricondubili al Presidente Maurizio Bettazzi. In quinto luogo, è emerso che ASM avrebbe al tempo risolto il problema del conflitto d'interesse con un parere legale – non è ancora dato sapere in quale data certa sia stato reso – richiesto ad un professionista di Firenze. In sesto luogo, è emerso che l’operazione con BCC è passata dal CDA di ASM ma che – al contempo – lo stesso CDA mai si è occupato dell’intermediazione finanziaria connessa, così che dell’intermediazione delle società di Bettazzi erano a conoscenza: il Sindaco Cenni, Canovai e Gensini. Oltre all’avvocato di Firenze incaricato del parere, si presume. In settimo luogo, è emerso che tra il Presidente Canovai ed il vice-presidente Antonio Rancati (PDL) è finito l'amore ed anzi volano gli stracci. Fatti, tranne l'ultimo, assolutamente meritevoli di approfondimento, in sede istituzionale e politica. Fatti sufficienti per chiedere conto al Sindaco e per insistere nella richiesta di dimissioni del Presidente Bettazzi, portatore di conflitto di interesse che nulla ha che fare con l’indagine penale in corso (che riguarda BCC e Bettazzi ma non ASM e che non è competenza di alcuno se non della Procura). Fatti sufficienti per richiedere che i vertici di BCC dicano la loro, giacché si tratta di una Banca della quale il Comune di Prato - indirettamente, ovvero tramite ASM - detiene una piccola quota del capitale sociale. Fatti sufficienti affinché il Sindaco dica la sua in modo formale non rimandando ulteriormente un consiglio comunale che peraltro si dovrà tenere entro la prima settimana d’agosto per le intervenute dimissioni di un consigliere. Infine, due parole sulla replica di Canovai che ha usato due argomenti (“il conflitto d’interesse di ASM, come di tutte le società pubbliche, è genetico” e “giudicatemi come manager”) ed ammettendo di aver almeno inciampato (“tornassi indietro non lo rifarei”). Circa il presunto conflitto “genetico” d’interesse, proprio perché condividiamo la riflessione sulla natura delle società partecipate, non possiamo non notare che il tentativo sia quello di mescolare la sorte della società stessa a quella di Bettazzi: simul stabunt, simul cadent. Eppure, Bettazzi è in macroscopico conflitto d’interessetre, non genetico ma occasionato dai fatti emersi in commissione, mentre la società sostiene – sulla singola questione - di non essere in conflitto. La contraddizione è implacabile. Quanto al giudizio tecnico sul manager Canovai, lo possono dare due soggetti: il suo datore di lavoro, ovvero l’impresa di Perugia per la quale lavora, nonché colui che l’ha nominato presidente di ASM, ovvero il Sindaco Cenni. A quest'ultimo, ormai da oltre un anno, il gruppo consiliare PD chiede inutilmente sia indetto un consiglio comunale interamente dedicato alle società partecipate. Quindi tocca al primo cittadino: come nel gioco dell’oca, si torna alla casella numero uno.
Simone Mangani – consigliere comunale PD