sabato 3 agosto 2013

MAILA ERMINI


La nostra cara amica Maila Ermini, deus ex machina del teatro-bomboniera "La Baracca" di Casale e del blog-diario, altrettanto bomboniera, "Primavera di Prato, è ragazza sicuramente di un'intelligenza sopraffina. Tant'è che ogni mattina non ci facciamo mancare i suoi commenti e le sue (quasi) sempre acute osservazioni sulla città e sugli uomini (e le donne)!! Anche Maila, tuttavia, soffre, come tutti noi del resto,  di alcune fisime particolari. In ogni stagione ha bisogno di prendere di mira qualcuno e/o qualcosa per costruirvi le sue iperboliche critiche. In questo periodo una delle principali fonti del Maila-pensiero è Emma Bonino. Personaggio politico che l'Ermini apprezza (o ha apprezzato in un passato più o meno remoto). Ma che adesso, da Ministro degli Esteri del governo Letta, non fa altro che attirarsi gli strali della nostra attrice-regista-scrittrice-drammaturga-scenografa-tecnica delle luci-poetessa-politica-critica d'arte-animatrice culturale-blogger-diarista-comitatologa-candidata sindaco casalese!! Non appena nominata ministro, Emma si è vista rimproverata dalla Maila per non essere riuscita a combinare alcun che di buono. Non la liberazione dei due marò ritenuti in India; non la pace Israele-Palestina- non l'ingresso della Turchia in Europa-non ...non ...non!! Quando poi è scoppiato l'affaire Kazako le critiche militanti di Maila ad Emma son piovute corpose. Ma come proprio la Bonino, militante storica dei diritti dell'uomo e di quelli delle donne, l'antica e battagliera alfiera dei diritti civili, la libertaria e la liberale, avversa a tutte le forme di dittatura, proprio lei, Emma, è restata inerte di fronte alla deportazione della signora Shalabayeva e di sua figlia Alua da Roma al Kazhakistan??!! Non si fa così!!A niente sono valse, per Maila Ermini, le successive e ricchissime ricostruzioni dell'accaduto fatte dalla Bonino, sia davanti alle commissioni parlamentari che sulla stampa. Ricostruzioni così precise, puntuali e perentorie d'aver permesso ad Emma Bonino di essere apprezzata per il suo comportamento durante la vicenda kazaka da tutti i fronti politici. E pure dall'opinione pubblica. Che, in termini di popolarità e gradimento, la colloca allo stesso altissimo livello di Matteo Renzi, per dire!!
Ma l'Ermini queste cose non le legge, non le vede e non le sente! Preferisce continuare nella sua personale battaglia nei confronti delle presunte "malefatte" di Emma Bonino. Che è tornata sotto il tiro di Maila per avere invitato i nostri concittadini in vacanza sul Mar Rosso a non compiere escursioni nel deserto circostante! Pericoloso! Pericolosissimo secondo le informazioni possedute dalla Farnesina! Ma Maila non ci crede! Non pensa che la Bonino abbia da assolvere anche questo compito di avvertimento per i nostri turisti in quel settore dell'Egitto ribollente!!  Certo, il Ministero degli Esteri avrebbe potuto emettere uno dei suoi tanti comunicati! Tuttavia, forse ne converrà anche Maila, una presa di posizione forte proprio da parte del Ministro potrebbe sortire effetti più sicuri sulla ricezione del messaggio d'allarme da parte dei nostri connazionali!! Crediamo che proprio questo sia stato il motivo della dichiarazione di Emma Bonino. Che, tuttavia, si è ritrovata nuovamente "infilzata" sul diario-bomboniera della nostra signora della "Baracca"!! Amen!!

VENTUNO


VENTUNO
È senz'altro il gioco che mi appassiona di più. Si parte con quaranta carte; quattro colori. Regole semplici. Dicono inventate da un sordo e da un muto. Prima regola: a colore si deve rispondere. Sempre. Altrimenti a monte. Seconda regola: vietato - anzi - eversivo - parlare, e mai con chi gioca con te. Altrimenti, nuovamente a monte. Terza regola: consentiti solo tre cenni. Busso, quando si vuole la miglior carta dal compagno (che è tenuto a dartela - sempre); striscio, per far capire che lì siamo "lunghi" e che quindi bisogna andare fino in fondo, a tutti i costi; volo, quando si vuol far credere che non se ne ha più, e quindi siamo disposti a prendere la giacchetta e lasciare il tavolo subito, senza ripensamenti.
Con queste regole ferree i giocatori più scaltri, anche se con pochi punti in mano, possono permettersi il bluff, mentre i giocatori meno esperti possono rimanere disorientati fino a neanche rendersi conto a che gioco stanno giocando.
Come tutti i giochi, il ventuno richiede soprattutto fortuna. Ma vi posso assicurare che anche una buona dose di spregiudicatezza non guasta. Importantissimo tenere ben divise le carte tra loro per poterle controllare una ad una tra una mano e l'altra. Tuttavia, se siamo molto concentrati nella partita, è più sicuro che di ciò si occupino altri dietro al tavolo, meno occupati del giocatore il quale non deve farsi distrarre assolutamente.
Ammiccare non si potrebbe, specialmente con quello che dovrebbe essere il tuo avversario. Ma a volte, specialmente se la posta in gioco è molto alta, lo si fa, magari con un colpettino sotto il tavolo, sperando che il compagno non se ne accorga. D'altronde da quando il gioco è gioco, anche barare, o giocare a perdere, fa parte del gioco.
Può succedere che durante la partita qualcuno si insospettisca di un bluff. Il mio consiglio in questo caso è dar la colpa alla sfortuna. D'altronde, al gioco, mica sempre si può vincere. Se poi il bluff fosse così marchiano da essere scoperto meglio tacere o fare un ultimo estremo tentativo: convincere il compagno a quattr'occhi che è meglio, molto meglio, aver perso.
Può accadere di perdere per strada qualche compagno di gioco. Ma chi gioca sa che anche questo è parte del gioco.
In quel caso però sei costretto a giocare l'ultima carta che ti è rimasta: quella del volo, appunto. Ricordandoti solo allora che a ventuno il gioco finisce.


Indipendenti per Prato

M.P.S. (1)

Mps, lo stato delle cose (ed il nome del Presidente della Fondazione…)

- 02/08/13
Chiedono, alcuni giornalisti foresti:
“Insomma, ma in città che cosa succede, con tutta questa storia del Monte? Cerca di farmi capire, dovrei scrivere qualcosa…”.
Il povero eretico allarga le braccia, e parte con una ragionamento ormai a prova di bomba, collaudatissimo:
“Guarda, ti sembrerà strano, lo capisco. Qui non è come Parma, non è come Taranto l’estate scorsa, non è nemmeno come sarebbe in altre città della Toscana stessa. Qui non succede niente. Purtroppo molta gente non si rende ancora conto della situazione, e i media locali fanno di tutto per fare sì di procrastinare il momento della presa di coscienza. Danno le notizie (ora): ma non spiegano, non approfondiscono. Soprattutto la televisione. Tutto qui”.
Deluso, il giornalista foresto inizia a parlare d’altro.
Ieri pomeriggio, il day after dell’inchiesta Antonveneta, ho provato a cercare di capire, chiedendo un po’ in giro, quanto la gente comune avesse capito dei reati di cui parla la Procura di Siena: truffa, manipolazione, ostacolo alla vigilanza, falso in prospetto, false comunicazioni, insider trading. Risultati piuttosto deludenti.
“Eh sì, vedi: nessuno si è arricchito, i ladri non ci sono!”, mi dice un sessantenne che incontro quasi tutti i giorni. Il quale rincara la dose:
“Se non c’era la grande crisi e la perdita di valore dei Buoni del Tesoro, stai a vedere che il Monte rimaneva a galla senza bisogno degli aiuti di Stato, nonostante Antonveneta”, si infervora.
Non è uno stupido, anzi; è un piddino non del tutto acritico, non sdraiato perinde ac cadaver su quello che gli viene detto dal partito; sa di banca non meno di ciò che sapeva Mussàri quando diventò Presidente della Fondazione Mps. E allora, come si fa?
“Gli è dura, gli è dura”, diceva un grande dello sport italiano…

Per quanto concerne il discorso delle nomine di Quello della Provincia e di Rodolfo Valentini, c’è da dire qualcosa? Sì, e un paio di ritratti, o tre, dei nominati, l’eretico ce li ha già in testa. Se ne parla con tutta calma, più avanti. Si può dire, già da ora, che sono nomine di profilo tra il basso ed il bassissimo? Notiamo che i curricula dei comunali non sono stati inseriti, sulla stampa embedded: problemi di spazio, o forse imbarazzo generale?
I due pezzi forti della giornata di ieri, però, sono altri.
Il primo, l’inopinato, sconcertante sfogo del compagno Enrico Rossi (anzi, Rossi Enrico), appena saputo che non c’è traccia di mazzetta su Antonveneta. Appena riuscito nell’intento (non facile) di non fare entrare la Toscana fra le top five nazionali della Sanità, si lancia contro chi aveva adombrato la mazzetta: come se i miliardi di euro non fossero spariti davvero. Lo sa il compagno Rossi Enrico quanto è un miliardo di euro?  Facebook, specie d’estate, gioca davvero brutti scherzi. Aiutiamolo.
Secondo pezzo forte: l’articolo sulla Nazione (ben fatto, in questo caso).
La morte di David Rossi è stata un suicidio, ma dopo è accaduto qualcosa. C’è un fascicolo aperto per minacce ed estorsione riguardo al post mortem. Cosa c’entrano le minacce e l’estorsione, con il suicidio di David Rossi? E soprattutto: chi sono le due persone che sarebbero iscritte nel registro degli indagati? Sarà ancora un’estate piena di sorprese, statene certi.
Quando il Dio denaro permea una città ed una collettività, non c’è davvero da stupirsi di niente…

Ps Il prossimo Presidente della Fondazione Mps sarà il giurista Francesco (Franco) Pizzetti, ex Garante della privacy?

da Ereticodisiena.it 

MARCO PANNELLA SU BERLUSCONI

Dichiarazione di Marco Pannella all’Adnkronos



La condanna di Berlusconi sarebbe  un episodio clamoroso che inciderebbe sulla nostra storia? In realtà  siamo uno Stato da oltre 30 anni fuorilegge, considerato in palese  flagranza di reato rispetto ai massimi reati del diritto nazionale e  internazionale. Contro la sua legalità, lo stato di diritto e i  diritti umani. Marco Pannella commenta così all'Adnkronos la  sentenza della Cassazione sul processo Mediaset, che ha visto la  conferma della condanna di Silvio Berlusconi. 
Lui avrà truffato denaro e relative leggi -aggiunge il leader radicale- ma il vero problema è che il nostro Stato e i suoi massimi  responsabili sono in flagranza degli stessi reati che negli anni Trenta venivano imputati allo stato nazista, fascista o comunista,  ovvero quelli contro i diritti umani e la legalità. Per Pannella, se in Italia non prendiamo atto che occorre uscire fuori da questa  condizione criminale, porre come il grande problema che oggi dobbiamo  affrontare la questione se il povero Silvio vada o meno in galera, è semplicemente folle. Un insulto contro quel diritto e quella giustizia che, anche in condizioni difficilissime, dobbiamo conquistare. 
Poiché non vogliamo piazzali Loreto -conclude- se il nostro  obiettivo è quello di realizzare con l’amnistia una riforma  strutturale, inevitabile per rientrare nella legalità e nella  democrazia, allora occorre anche un'amnistia per questa Repubblica….  
 http://www.radicali.it

MAURIZIO LUPI

DICHIARAZIONI (DOPO RIUNIONE PDL)

SOLE (15)


QUARANTA



Approvato, per un solo voto (il suo), il Bilancio di previsione 2013 e scampato il pericolo del " tutti a casa" Roberto Cenni si è subito messo in moto per la campagna elettorale 2014.
Come qualsiasi sindaco democristiano e/o comunista degli anni '90 ha subito annunciato una serie infinita di nuove assunzioni. 40 (quaranta) presso ASM SpA; 100 (cento) presso il Comune di Prato!!
Tutte regolarizzabili entro il giugno 2014 (vi dice niente questa data..??)!!
Le 40 assunzioni presso l'azienda di Via Paronese assurta negli ultimi tempi agli onori della cronaca per il Betta-gate ed i rapporti non chiarissimi con la BCC l'ASM SpA sono giustificate da un deciso allargamento dei settori cittadini nei quali introdurre la raccolta "porta a porta"! Dice il sindaco che l'obbiettivo è quello del raggiungimento di oltre il 60% di raccolta differenziata con questa metodologia operativa! Dimentica d dire o sottovaluta volutamente un fatto: ASM in questi momento non se la passa affatto bene dal punto di vista economico-finanziario. A fronte di un fatturato complessivo annuo di meno di 60 milioni di euro l'azienda presieduta, in deroga dal 1 maggio, da Alessandro Canovai ha oltre 60 milioni di debiti maturati. Oltre 35 milioni verso il sistema della banche! Che, di fatti, sono state assai restie a concedere al Direttore Sandro Gensini alcune anticipazioni in primavera costringendo ASM a ricorrere sia ad un prestito presso la sua proprietà (Comune di Prato) per 6 milioni d'euro. Sia ad un'operazione ad alto rischio etico e politico come quella condotta da Maurizio Bettazzi presso la BCC. Che ne ha causato le annunciate dimissioni da presidente del consiglio comunale!
Ebbene l'annuncio da parte del sindaco Cenni di 40 nuove assunzioni vuol dire che alla fine della sua sindacatura ASM si troverà con un organico di quasi 400 dipendenti. Erano poco più di 25O al momento dell'ingresso in ASM della nuova maggioranza di centrodestra e "civica". Il che vorrebbe dire che in 4 anni o poco più l'organico ASM è gonfiato di oltre 140 persone!! Ma non basta! Perchè occorre tener presente che molti dei servizi svolti da ASM per conto del Comune di Prato e per conto degli altri comuni della Provincia viene appaltato ad una miriade di altre società (in genere di tipo cooperativo). Che hanno un peso specifico enorme all'interno degli equilibri di Bilancio di ASM.  Secondo quanto riportato nei Bilanci dell'azienda il costo per il personale è lievitato, dal 2010 ad oggi di oltre 10 milioni di euro all'anno. Con questa nuova infornata è prevedibile un ulteriore aumento del costo per il personale di almeno altri 2 milioni d'euro all'anno!
A fronte di questo gigantesco espandersi della forza lavoro (interna ed esterna) ASM si trova in una congiuntura del tutto particolare: a Prato (e Provincia) v'è una forte riduzione della produzione dei rifiuti. Che riguarda pure quelli raccolti differenziatamente! L'azienda, d'altra parte, è organizzata ormai con un metodo di raccolta di tipo meccanizzato. Un solo operatore, col suo mezzo, è in grado di effettuare tutte le operazioni che precedentemente venivano espletate da due o più dipendenti!
Dunque le domande sorgono spontanee: a cosa sono destinati gli operatori in esubero? Con quali risorse si intende far fronte alla notevole spesa per il personale di nuova assunzione? A quest'ultima domanda, forse, una risposta c'è già!! Con l'introduzione della TARES, la nuova tariffa per il calcolo del pagamento del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, saranno i cittadini pratesi (e degli altri comuni) a pagare le conseguenze di questa sconsiderata politica di assunzioni in ASM!! Ne deriva che saremo noialtri a sostenere la campagna elettorale di Cenni o di un nuovo candidato del centrodestra! L'ondata di nuove assunzioni assume certamente questo preciso segno clientelar-elettorale. Possibile che opposizione ed organizzazioni sindacali abbiano dato il loro assenso?? E se sì per quali motivi l'hanno fatto?? In conclusione osserviamo che in questo ultimo scorcio di sindacatura Cenni oltre alla messe d'assunzioni promesse e programmate stanno venendo a termine anche una serie infinita di varianti urbanistiche che prefigurano un vero e proprio stravolgimento del Regolamento relativo. Ed il business che le sottende. C'è poi la questione delle "promozioni" di dipendenti comunali in agguato. E le consulenze che pioveranno copiose per ogni argomento e progetto. Dal che si deduce che il Bilancio del Comune verrà squassato da queste spese ambnorni. Urge, allora, che uno solo dei ventuno consiglieri di maggioranza rifletta bene! E' conveniente per la città mantenere in vita una Giunta siffatta??

venerdì 2 agosto 2013

LA GIUNTA CECCATELLI


Amici fidatissimi ci riferiscono d'aver distintamente udito, dalle rive del Bisenzio lungo Viale Galilei, un prolungato "ohhhhhhhhhhhh" di sollievo provenire dalla redazione locale di un antico quotidiano fiorentino. Il giorno, lo scorso 31 luglio.  L'ora era quella dell'approvazione, 21 contro 20, del Bilancio 2013 del Comune di Prato!
Lo stesso continuato "ohhhhhhhh" è possibile d'altronde rintracciare nell'editoriale di ieri mattina del redattore capo! Nessuna sorpresa da parte nostra, ovviamente! Sappiamo bene e da tempo che quella redazione è azionista della maggioranza politica che regge il Comune. Anzi, dopo il dissolvimento di diverse forze politiche, ormai quella redazione si caratterizza per essere, numericamente, la seconda forza "politica" che appoggia Roberto Cenni! Due assessori in Giunta, alcuni consiglieri e, nientepopodimenoche, il capogruppo dell'ex partito di maggioranza relativa, ne fanno il principale sponsor politico e tecnico del governo cittadino!
Scampato il pericolo di rivedersi piombare in redazione i due suoi assessori-redattori il capo della redazione-partito scrive, da par suo, un pezzo naturalmente titolato "Contava vincere". Dove, oltre a magnificare le splendide mosse del sindaco Cenni il cui significato è: ha ricattato tutti i suoi  consiglieri al grido "andrete tutti a casa"!!,  bacchetta ben bene i tre miseri e "perdenti" Indipendenti per Prato che gli hanno causato una fifa blu! Giacchè in questi tempi di crisi (anche dei giornali stampati..) è meglio che due unità della redazione continuino a restare sul libro paga del Comune, e dunque dei cittadini, che su quello della testata fiorentina!! Ma l'attacco e la critica più veemente contro Banchelli, Gestri e Innaco il capo la scaglia utilizzando la somma delle preferenze totalizzate dal trio alle scorse elezioni. Seicentotrenta! Poche, pochissime!! Non in grado di rappresentare la città!! Men che meno la città che conta davvero. Quella evocata da uno dei tre consiglieri. Quelle 70 sfumature di grigio che paiono decidere nei sottoscala di ristoranti o negli studi di qualche professionista ovvero nelle silenziose stanze di qualche fondazione, i veri destini della politica cittadina.
Tuttavia il conteggio delle preferenze per ricavarne la qualità o meno di personaggi politici è esercizio assai pericoloso. A qualcuno potrebbe venire in mente di controllare le preferenze ricevute dai due assessori redazionali. Ed accorgersi che hanno preso "zero tituli"!! Oppure controllare la messe di preferenze del capogruppo del partito di ex maggioranza di estrazione ancora redazionale. Dopo 60 anni di presenza continua in Consiglio Comunale e sulle pagine locali il doc riesce a portare a casa solo 338 preferenze, settimo in graduatoria nella sua lista!! Che, comunque, gli hanno consentito, grazie all'arte della diplomazia, al capello brizzolato ed allo studiato understatement, di ottenere l'ambita poltrona di capogruppo!! Oppure qualcuno potrebbe anche far notare al capo della redazione-partito che se somma le preferenze degli ultimi sei consiglieri della sua maggioranza (Soldi 76-Paradiso 78, Tosoni e Guerriero 101-Auzzi 122 e Lafranceschina 126 = 604) non arriva al totale dei tre consiglieri del gruppo Indipendenti per Prato. Chi di preferenza ferisce di preferenza perisce!!      

AMERINI-CIAMBELLOTTI



La risposta, ricavata indirettamente dalla stampa, dei consiglieri AMERINI e CIAMBELLOTTI alla mia perplessità sulla votazione del Bilancio 2013 mi costringono ad un ulteriore intervento per meglio chiarire il mio assunto.
Ovvio che l'affermazione che BETTAZZI non potesse votare non intacca minimamente il suo ruolo di Consigliere eletto. E' un paradosso frutto però di un vizio di origine nato al momento della comunicazione delle sue dimissioni. L'articolo 4 del Regolamento del Consiglio prevede in maniera chiarissima che in caso di dimissioni volontarie del Presidente del C.C. "si procede alla sostituzione nella stessa seduta in cui ne
viene preso atto o in eventuali sedute successive convocate dal
Sindaco". Pertanto nella seduta in cui BETTAZZI annunciò le sue dimissioni andava votato il suo successore:cosa che non fu fatta.Né tantomeno il Sindaco ha operato di conseguenza. Addirittura i consiglieri PD, non potendo discutere della questione dopo la comunicazione delle dimissioni di BETTAZZI, per protesta esibirono un cartello con la
scritta "censura" a rimarcare l'irritualità del procedere della
maggioranza. Si potrebbe anche obiettare che non ci fu neanche la presa d'atto dal parte del Consiglio Comunale. Quindi la posizione di BETTAZZI nella seduta del 31 Luglio era di fatto quella di Presidente. La presidenza della seduta da parte del vicepresidente AMERINI era caratterizzata da un vizio originale appunto ed anche la presenza di
BETTAZZI quale semplice consigliere. Il successivo art 7 è anch'esso chiaro "I vicepresidenti svolgono le funzioni vicarie del Presidente in ogni caso di sua assenza o impedimento". Pertanto BETTAZZI il 31 Luglio doveva essere" assente o impedito".
Meraviglia che la sig.ra CIAMBELLOTTI eletta nell'Ufficio di Presidenza a garanzia della opposizione, ciò espressamente previsto dal Regolamento del Consiglio ( art 6 comma 2), avalli questa procedura alquanto "sconnessa".
Per chiarire la questione formale basterebbe investirne il Segretario Generale del Comune.

Venanzio De Rienzo

MARCO PANNELLA E LA SENTENZA

VIDEOCHIAMAMI

Videomessaggio di Silvio Berlusconi a commento della sentenza della Cassazione sul caso Mediaset

M.P.S.

Antonventopoli: Pd senese contro Pd romano

- 01/08/13
Inutile nasconderlo: in città (e non solo), in molti si aspettavano che la conferenza stampa di ieri pomeriggio portasse con sé la notizia della “superstecca” legata all’affaire Mps. Niente di tutto questo, invece, da parte dei “tre moschettieri” Grosso-Nastasi-Natalini, coordinati dal Procuratore capo Salerno. In compenso, una sfilza di reati di ambito finanziario, che evidenziano un’inchiesta puntigliosissima dal punto di vista prettamente tecnico, senza implicazioni direttamente politiche.
L’opinione pubblica purtroppo avrà difficoltà a comprendere la gravità dei reati compiuti (secondo la Procura) dai vari Mussàri e Vigni, e la stampa locale (soprattutto uno dei due quotidiani) ci sta già sguazzando dentro: spira un venticello di semiassoluzione mediatica.
Si cerca di fare passare l’idea che, in fondo in fondo, c’è stato giusto qualche errore di valutazione a livello finanziario, qualche furbatina, ma che il duo Mussàri-Vigni non era poi così male. Allora perché la banca, loro regnanti, è tecnicamente fallita?
In primo luogo, la ricerca dei soldi (“follow the money”, diceva Giovanni Falcone) è tutt’altro che finita, come detto esplicitamente dal Generale Bottillo della Gdf ieri: prima di cantare vittoria, raccomanderei prudenza. E parecchia. Ci sono altri filoni, c’è tutta la questione della “banda del 5%”. Calma e gesso.
Ma soprattutto, questa inchiesta su Antonveneta rischia di portare a fare deflagrare il caso-Siena a livello romano (anche se il clima da larghe intese e l’attesa per la Cassazione su Berlusconi devono indurre alla prudenza): per il Pd romano, infatti, se Mussàri e Vigni fossero stati accusati, oltre che di una clamorosa mala gestio dell’istituto bancario, anche di essere dei mazzettari, sarebbe stato meglio assai.  ”Mele marce, all’interno di un albero sano”, sarebbe stata la litania pronta per l’uso. Ora, siccome i miliardi sono comunque spariti dall’Italia e da Siena, qualcuno dovrà POLITICAMENTE dire perché.
Ed infatti giusto ieri Franchino il Ceccuzzi (ai tempi di Antonveneta – si ricorderà – anonimo deputato piddino) ha rilasciato un’esplosiva intervista a Guido Ruotolo de La Stampa (visibile on line), in cui per la prima volta fa nomi e cognomi dei massimi dirigenti piddini che mettevano cotidie bocca su Mps (titolo del pezzo: “Così il Pd si occupava di Mps dagli uffici di Roma”).
L’intervista sembra davvero segnare l’inizio di una resa dei conti, di un tutti contro tutti, in casa piddina.
Ecco chi sono coloro che mettevano bocca in Mps, secondo l’ex deputato ed ex Sindaco:
“D’Alema (toh, chi l’avrebbe sospettato, Ndr), Bersani, Veltroni, Fassino, Chiti, Visco, Amato, Bassanini”.
Come si vede, non ce n’è mezzo dell’area Margherita, neanche Rosaria Bindi from Sinalunga.
Per poi rincarare (Franchino), sui dirigenti che sarebbero stati favorevoli ad Antonveneta:
“Fassino,D’Alema e Chiti”.
Anche qui, chi l’avrebbe mai potuto sospettare?
Dulcis in fundo, Franchino ammette di avere esplicitamente chiesto a D’Alema di fare pressioni su Profumo per fargli accettare l’incarico presidenziale (della serie: fuori la banca dalla politica, eh?).
L’eretico, birbantello, è andato subito a rileggersi un’intervista che Vincenzo Visco rilasciò in piena crisi Mps, con i berlusconiani che facevano di tutto per cavalcare l’affaire, ed il Pd romano che faceva finta di non averci mai messo bocca. Titolo del pezzo: “Siena era una cosa a sé Il Pd non governava la banca” (Corriere della sera, 25 gennaio 2013, pagina 3, a cura di Mario Sensini). “Il Monte dei Paschi non è un problema del Pd, è un problema di Siena”, sentenziava Visco; aggiungendo, quanto al legame fra istituzioni locali e banca, che “noi a Roma lavoravamo per spezzare questo pericolosissimo legame”.
Chi avrà ragione, dunque? Franchino il Ceccuzzi o Vincenzo Visco?
Curiosa, ad ogni buon conto, questa intervista di Ceccuzzi, fresco reduce dall’esperienza di vicecuoco aggiunto alla kermesse torraiola. Perché che Mps fosse eterodiretta dal Pd romano, l’avevamo detto e scritto in tutte le salse; ma mai – dicasi mai – la Casta senesota aveva osato fare nomi e cognomi dei referenti.
Una curiosità: ma Bersani, a questo punto, che fa? Sbrana Ceccuzzi, che tira dentro il gotha piddino sulla gestione di Mps? O, viceversa, lo risparmia, perché è meglio così, per tutti?

Ps  Tornando in conclusione all’ultimo reato contestato a Mussàri Giuseppe (l’insider trading), avrete di certo notato una irresistibile curiosità: al momento dell’acquisizione, lui avverte telefonicamente - contra legem, secondo la Procura – il paonazzo del Nicchio Maurizio Cenni (allora Sindaco) e don Fabio Ceccherini (allora Presidente della Provincia). “Telefonate istituzionali”, diranno all’unisono i due legali mussariani (Padovani e Pisillo); vedremo in futuro cosa dirà, al proposito, la Magistratura giudicante.
Ma il punto dirimente è: perché non chiamò anche Franchino il Ceccuzzi, insieme agli altri due castisti? Aveva finito il credito del cellulare?
da ereticodisiena.it

PRINCE

SOLE (14)


giovedì 1 agosto 2013

SBILANCIATI!!



(Statuto Comunale) 
Articolo 15 bis - Vice Presidenti e Ufficio di Presidenza
1. È istituito l'Ufficio di Presidenza del Consiglio comunale, composto dal Presidente e due Vice Presidenti, quale Commissione consiliare permanente; in tale veste esso opera in deroga alle norme di composizione e funzionamento previste dai successivi articoli. 

2. Il Consiglio Comunale elegge, tra i suoi componenti e secondo le modalità fissate dal Regolamento, due Vice Presidenti che svolgono funzioni vicarie del Presidente, in ogni caso di sua assenza o impedimento

Art. 4 del Regolamento comunale per il funzionamento del Consiglio


4. Oltre che per dimissioni volontarie, nel qual caso si procede alla sostituzione nella stessa seduta in 
cui ne viene preso atto o in eventuali sedute successive convocate dal Sindaco


Art. 7: Poteri e funzioni 
1. I Vice Presidenti svolgono le funzioni vicarie del Presidente in ogni caso di sua assenza o impedimento

L’articolo 38, comma 8, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, prevede che le dimissioni dalla carica di consigliere, non finalizzate allo scioglimento del consiglio, devono essere presentate personalmente ed assunte immediatamente al protocollo dell’ente nell'ordine temporale di presentazione. In alternativa, le dimissioni non presentate personalmente devono essere autenticate ed inoltrate al protocollo per il tramite di persona delegata con atto autenticato in data non anteriore a cinque giorni. Esse sono irrevocabili, non necessitano di presa d’atto e sono immediatamente efficaci. Il consiglio, entro e non oltre dieci giorni, deve procedere alla surroga dei consiglieri dimissionari.......

Dalla lettura di queste disposizioni statutarie, regolamentari e di legge si può agevolmente dedurre come e perchè Maurizio Bettazzi fosse ancora da considerare, ieri nella seduta d'approvazione del Bilancio, Presidente del Consiglio Comunale.
Di fatti, a differenza delle dimissioni del singolo e comune consigliere comunale, che non necessitano di presa d'atto, quelle del Presidente del Consiglio, per poter essere considerate valide, hanno necessità di una "presa d'atto" da parte del Consiglio Comunale.  
E' pacifico che tale presa d'atto non v'è stata. I due vicepresidenti, in una loro dichiarazione, paiono confermarlo. Sostengono infatti Amerini e Ciambellotti che la "presa d'atto" di ratifica delle dimissioni di Bettazzi vi sarà a settembre, quando sarà messa all'ordine del giorno l'elezione di un nuovo presidente del consiglio e dei suoi due vicepresidenti.
E' ancora del tutto pacifico che la presidenza del Consiglio Comunale spetta al vicepresidente solo in due precise circostanze: assenza o impedimento del presidente!
Non v'è traccia nè nello Statuto Comunale, nè nel Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale e men che meno nel testo unico degli enti locali della singolare procedura che pare venir adombrata dai due vicepresidenti nelle loro dichiarazioni d'ieri. Ovvero che il presidente può lasciare in ogni momento la presidenza, sedersi sui banchi dei consiglieri e comportarsi esattamente come uno di loro!!
Dal che si evince che la procedura scelta per la conduzione del consiglio che ha portato all'approvazione del Bilancio, al di là di ogni valutazione politica, pare essersi macchiata di un errore marchiano! Far finta, cioè, che le dimissioni di Bettazzi fossero già state ratificate dal Consiglio con una propria presa d'atto e, dunque, che fosse lecito affidare la presidenza ad uno dei due vice!!  Dal che si dovrebbe evincere che la votazione del Bilancio conclusasi con 21 consiglieri a favore e 20 contrari è da considerarsi nulla!!

(S)BILANCIO


"Carlesi e i suoi sono rimasti il bastone di Pulcinella. Servono a dispensare legnate non a indicare soluzioni. C’è una filosofia di fondo che ci divide: da parte di alcuni della sinistra si vuole sottostare al populismo che tende a trasferire la serietà del consiglio comunale nella demagogia della piazza, delle interrogazioni e delle mozioni assurde, col presupposto che la politica è teatro, che la politica è dimostrazione più che sostanza. Noi vogliamo essere giudicati per quello che abbiamo fatto attraverso capitoli di sana economia amministrativa.
La vigilanza su tutti i comparti, il superamento delle lobbies partitiche, il favorire la professionalità, la drastica riduzione di stipendio ai nuovi presidenti degli enti e l’abolizione di progetti faraonici come quello del Banci. Ecco come abbiamo operato. Così come l'aver impedito la spesa folla di 43 milioni di euro più IVA che la città avrebbe dovuto sostenere secondo le passate giunte di sinistra per riacquistare dalla Regione l'immobile dell'ospedale Misericordia e Dolce, dopo che il Comune aveva donato in passato quell'immobile alla Regione.
Il tutto fatto sforzandoci sempre di stabilire una modernità e una consapevolezza del ruolo politico, instaurando il criterio di aziendalizzazione del Comune che voi respingete e che invece azienda ha da essere, con tutte le regole dell’oculatezza gestionale di cui andiamo orgogliosi, mantenendo in carica anche le figure del passato che hanno ben operato, indipendentemente dalle etichette partitiche. Cosa questa che ci viene rimproverata da taluni e che invece è un nostro vanto, attraverso l’opera di un sindaco che giustamente non vuole essere ostaggio della politica ma referente dei movimenti cittadini, anche di sinistra sissignori, prima ancora che suddito dei partiti".

Questa la singolare dichiarazione resa dal capogruppo del PDL in consiglio comunale, dr. Roberto Baldi, in occasione dell'approvazione del Bilancio 2013!
Singolare perchè pare il trionfale annuncio di una stagione ricchissima per Giunta e Sindaco. Mentre il Bilancio veniva approvata con una risicatissima votazione che dava alla maggioranza solo un voto di vantaggio, unico rimasto degli otto che il PDL ed alleati avevano ad inizio di sindacatura. Singolare perchè Baldi non rivendica a Cenni le cose fatte! Bensì quelle non fatte!! Singolare, inoltre, perchè Baldi magnifica i grandi rapporti del sindaco con i "movimenti" cittadini. Ma non specifica a cosa si riferisca. Singolare, infine, perchè non si perita di attribuire a Roberto Cenni il "merito" di non essersi fatto condizionare dai partiti che lo hanno sostenuto in campagna elettorale. Non spiegando, tuttavia, che è proprio questo argomento ad aver fatto implodere l'ampia maggioranza iniziale. Che ha visto, tra l'altro, proprio nelle ore precedenti alla votazione sul Bilancio, l'abbandono dell'appoggio a Cenni di ben tre conisiglieri eletti nel gruppo presieduto proprio da Baldi.!!!! Dottor Baldi ma in tutti questi mesi Lei dov'era??? E perchè i suoi l'hanno tenuta all'oscuro di tutto? Neanche il senatore Mazzoni l'ha mai avvertita???

L'ESPERTA


I quotidiani di stamattina ritornano sulla questione delle opere d'arte della Galleria di Palazzo Alberti, in parte trasferite a Vicenza, ospitando una nota della storica dell'arte Nadia Bastogi. Che noi ricordiamo, poco più che bambina, seduta sugli scranni del Consiglio Comunale in quota PCI!! Bastogi prende spunto per le sue osservazioni da Maria Luisa dei Medici! L'ultima esponente della grande famiglia che volle legare alla città di Firenze tutte le meraviglie che nei secoli i suoi antenati si erano procurati. Una vera e propria intelligenza femminile. Un genio assoluto che ha reso possibile la fortuna di Firenze e dei fiorentini non permettendo la dispersione delle opere d'arte raccolte dai Medici. Maria Luisa, tra l'altro, per questo suo gesto così lungimirante, generoso e magnifico, non è stata granchè omaggiata dai suoi concittadini. Che, nel suo ricordo, l'hanno raffigurata in una statuetta, anche poco visibile, posta in una aiuola sul retro di San Lorenzo, alle spalle delle ben più visibili e famose bancarelle!!
Tuttavia Maria Luisa è la mecenate fiorentina per eccellenza, E adesso, forse, i fiorentini si apprestano a celebrarla come le sarebbe stato e le è dovuto!! Ma alla Bastogi vorremmo porre una domanda: che c'entra l'esempio dell'elettrice palatina con la storia di Prato e delle sue opere??
Da noi, ahimè, non s'è palesato alcun mecenate che abbia donato o "legato" le opere della collezione Cariprato alla città! Nè i mitici Bambagioni e Prospero e nemmeno i loro successori, Nigro e Giovannelli, hanno inteso donare o "legare" quella collezione alla città. Che è rimasta un bene disponibile della banca pratese fino alla sua cessione alla Banca Popolare di Vicenza. Che, fino a prova contraria, è perfettamente legittimata a considerare quella collezione come propria sicura proprietà! E farne, di conseguenza, quel che gli aggrada e che le leggi sulla tutela delle opere d'arte permettono. Che dire, poi, dei piagnistei di uomini della Fondazione Cariprato! Loro avrebbero potuto, in mancanza di un legato da parte di Cariprato, rivendicare quella collezione. Facendone oggetto di acquisizione al momento del passaggio di tutta la Cariprato alla banca vicentina. Tuttavia anche quei signori ritennero di non farne niente. Preferendo, alle opere d'arte, le ben più remunerative quote della BpopVI!! Dunque le interessanti dissertazioni ed i riferimenti culturali della Bastogi non servono a cambiare di una virgola lo stato delle cose! Che, differentemente, potrebbe mutare ove vi fosse un pronunciamento ufficiale della Soprintendenza fiorentina che giudicasse il trasferimento a Vicenza di quei capolavori illegittimo! Ma, per quel che ci consta, la Soprintendenza, seppur tirata per i capelli dal presidente della Provincia Gestri, dal Sindaco Cenni, dal principe dei consulenti avv. Giovannelli e dal presidente dell'UIP Andrea Cavicchi, non pare intenzionata a mettere i bastoni tra le ruote del capo di BpopVI Gianni Zonin. Per assoluta, crediamo, mancanza di appigli legali!! 

EMMA BONINO

FRANCO COPPI

SOLE (13)


mercoledì 31 luglio 2013

BILANCIO (?)


E' stato approvato il Bilancio Preventivo 2013. La giunta CENNI é
salva. Una domanda per il consigliere SOLDI . Il fatto che BETTAZZI sia semplice consigliere e non Presidente del Consiglio Comunale in cosa ha migliorato il Bilancio da indurlo a votarlo ?
Un'altra domanda a tutto il Consiglio Comunale. Le dimissioni di BETTAZZI erano formalizzate e ratificate dal Consiglio? Se non fosse così, presiedendo la seduta il vice-presidente AMERINI,
BETTAZZI NON POTEVA ESSERE PRESENTE !!!! Quindi non poteva votare il Bilancio. Il vice-presidente di un consesso presiede la seduta in assenza o impedimento del presidente.

Venanzio De Rienzo

In effetti non pare affatto campata in aria la tesi dell'amico De Rienzo. Stando a quanto previsto dall'art. 4, comma 4, del Regolamento per il Funzionamento del Consiglio Comunale che recita: 

4. Oltre che per dimissioni volontarie, nel qual caso si procede alla sostituzione nella stessa seduta in cui ne viene preso atto o in eventuali sedute successive convocate dal Sindaco .............;  

Parimenti l'art. 7, comma 1, prevede che i vicepresidenti svolgono le funzioni vicarie del Presidente in ogni caso di sua assenza o impedimento

Ma, stamattina, ha presieduto l'assemblea consiliare il vicepresidente Amerini. Tuttavia, avrebbe potuto farlo solo in caso di revoca della presidenza Bettazzi ovvero in sua assenza o per un suo impedimento. Ma, a ben guardare, nessuno dei tre casi si è verificato. Il Consiglio Comunale non pare abbia mai preso atto formalmente delle dimissioni rassegnate da Bettazzi. Proprio lo stesso Bettazzi impedì che ciò avvenisse il penultimo consiglio. E stamattina Bettazzi non era nè assente nè impedito. Ha votato regolarmente dal suo scranno di consigliere risultando essere il 21^ consigliere in forza alla maggioranza.  
I due vicepresidenti, Amerini (PDL) e Ciambellotti hanno commentato l'osservazione di De Rienzo sostenendo che: "Maurizio Bettazzi è in primo luogo consigliere comunale. Pertanto, ha diritto di voto al pari di qualsiasi altro consigliere che sia seduto al posto del presidente o meno”. In ogni caso, il principio è che ogni consigliere è titolato a votare e che il vice-presidente abbia diritto a coordinare i lavori anche per l'intera seduta”.
I due vicepresidenti hanno anche annunciato che la ratifica delle dimissioni di Bettazzi avverrà a settembre. Quando ci sarà la surroga e l'elezione del nuovo presidente del Consiglio.
Dunque i due vicepresidenti ci confermano che il Consiglio Comunale NON ha preso atto delle dimissioni di Bettazzi. Ma se così è allora ha perfettamente ragione De Rienzo nel sostenere che doveva essere proprio Bettazzi a presiedere l'adunata di stamattina. Il regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale su questo è particolarmente chiaro: i vicepresidenti possono presiedere solo in due casi specifici: assenza del presidente o suo impedimento.
Ma è di tutta evidenza che nessuno dei due casi si è verificato. Al massimo i due vicepresidenti potranno sostenere che Bettazzi NON è più presidente dal momento in cui ha rassegnato le proprie dimissioni. Ma sarebbe, tuttavia, una affermazione lo stesso ardita proprio in mancanza di quella ratifica che Amerini e Ciambellotti annunciano per settembre. E' probabile che nella votazione di stamattina qualcuno abbia combinato un bel pasticcio!!  

COMMISSARIO


Per Prato è giunta l'ora del Commissario!! No! Non per sostituire lo "sceriffo" Aldo Milone ormai travolto dalla sua personale campagna elettorale dai toni pericolosamente razzistici e xenofobi, quanto per sostituire Sindaco e Giunta Comunale. Oramai è chiaro, il Comune è diventato ingovernabile! E' il voto di Roberto Cenni ad essere determinante per sopravvanzare di una unità la minoranza consiliare! Ed è assai chiaro che la Giunta non potrà reggere a lungo! Può essere che stamani, nella votazione per l'approvazione del Bilancio preventivo 2013, l'esilissima maggioranza possa prevalere. Ma a che prezzo!! Mettendo insieme, nientemeno, che l'ex presidente del consiglio Maurizio Bettazzi, costretto a rimangiarsi il suo originario e determinato "Non mi dimetto!!" per la questione delle sue prestazioni professionali ad ASM e compagnia, al suo "giustiziere" Leonardo Soldi! Dai consiglieri Giancarlo Auzzi ed Emilio Paradiso, in odore di atteggiamenti razzistici e xenofobi, insieme ad una maggioranza di consiglieri del PDL che, invece, si riconoscono sicuramente nelle dichiarazioni di condanna espresse dal coordinatore del PDL senatore Riccardo Mazzoni!! Dall'ex leghista ed ex simpatizzante del M5S Federico Tosoni al silente e latitante (politicamente parlando) rappresentante dei "Socialisti Riformisti", l'altro Federico, Lorusso!!
Più che una maggioranza coesa un guazzabuglio di posizioni che al primo scoglietto (ad esempio l'elezione del prossimo presidente del Consiglio Comunale..) è destinata a fare la fine della "Concordia" al Giglio!! Una sottilissima maggioranza che è tenuta insieme dall'attaccamento alle poltrone ed ai gettoni di presenza che, per qualche ben individuabile consigliere, sono oramai l'unica fonte di reddito certo!! E che è destinata, ove avesse la ventura di durare ancora qualche mese, di arrecare danni irreparabili alla città. Ad esempio facendo carta straccia del vigente Regolamento Urbanistico approvando le tantissime varianti che stanno profilandosi all'orizzonte!!
Meglio, molto meglio lasciare governare per questi ultimi 10 mesi un Commissario prefettizio!!
Che non sempre è un burocrate del Ministero dell'Interno. Vogliamo ricordare, ad esempio, che l'attuale Ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, guidò da commissario il Comune di Bologna in modo così egregio da vedersi aprire la sua carriera politica oltre che farsi offrire dal PDL la poltrona di candidata sindaco del capoluogo emiliano. Dunque, dove sta scritto che la soluzione di commissariare il Comune deve essere per forza negativa? Assai più negativa, e, ripetiamolo, assai più pericolosa ci appare la prospettiva attuale. Di una maggioranza zoppa che per reggersi sarà costretta a far restare sugli scranni del consiglio non solo ognuno dei suo attuali 20 consiglieri ma, addirittura, il sindaco stesso. Determinante nelle votazioni decisive!! Non si potrà assentare neppure per raggiungere l'amatissimo WC!!  Una cosa mai vista!! Una cosa "alla pratese"!!

IL CONSULENTE


Sulla vicenda della quadreria di Palazzo Alberti ci sono da registrare altre due prese di posizioni "eccellenti". Una lettera alla Soprintendente Isabella Lapi Ballerini da parte del presidente della Provincia Lamberto Gestri ed una consulenza dell'avv. Mauro Giovannelli (allegata alla missiva di Gestri alla Ballerini).
Gestri, proprio sulla base delle considerazioni giuridiche dell'avvocato, chiede alla Soprintendente di valutare la legittimità del trasferimento di opere da Palazzo Alberti a Palazzo Thiene a Vicenza. Che, secondo il parere del consulente di Gestri, potrebbero confliggere con la normativa vigente in Italia a proposito di beni culturali.
Noi, ovviamente, ci teniamo ben lontani dalle questioni giuridiche proposte dall'avvocato Giovannelli. Sarà la Soprintendenza fiorentina, se vorrà, a rispondere! Quel che invece ci compete osservare è che l'avvocato Giovannelli non è un semplice esperto di questioni giuridiche legate alla storia ed ai regimi particolari cui devono sottostare le collezioni, pubbliche e/o private, di opere del genio umano! Mauro Giovannelli impersona molte cose. E' stato presidente della nostra Cariprato. E' componente l'assemblea dei soci della Fondazione Cariprato, insieme al figlio Guido! E' stato per molto tempo a capo di una istituzione assai cara ai pratesi come l'Arciconfraternita della Misericordia. Ed è stato, ed è, soprattutto, uno dei grandi consulenti di enti pubblici o parapubblici della città. Comune e Provincia di Prato non mancano, quasi mai, di avvalersi della scienza dell'avvocato Giovannelli quando si trovano in particolari contesti giuridici. Ovvero quando hanno bisogno di pezze d'appoggio autorevoli per giustificare atti e provvedimenti dall'esito incerto!!
In questi casi viene loro in soccorso, spesso, l'arte giuridica dell'avvocato Giovannelli. O di suo figlio adesso!! Si può dire, dunque, che l'avvocato Giovannelli faccia, quasi a tempo pieno, il dispensatore di consulenze per le nostre maggiori istituzioni. Ovviamente lo fa dietro pagamento di importanti parcelle professionali. I consulenti, di norma, sono quegli esperti che, sfruttando le migliaia di leggi, leggine, regolamenti, statuti ecc. ecc. di cui abbonda il nostro Paese, sono in grado di dimostrare, per via giuridica, la bontà di un comportamento di un soggetto pubblico. Ovvero sono specialisti nello scovare nei codici ogni possibile appiglio in grado di giustificare qualsiasi direzione voglia prendere una pubblica amministrazione. le loro consulenze sono realizzate per dare ogni volta ragione al committente! Ma, per lo più, si tratta di pareri del tutto opinabili. In effetti ci saranno sempre, al contrario, altri esperti e consulenti in grado di dimostrare che in quella specifica materia possono essere contemporaneamente presenti più soluzioni legittime, anche tra loro contrastanti.
Dal che si può legittimamente dedurre che una consulenza dell'avvocato Giovannelli rimane pur sempre un parere. Autorevole, se proprio vogliamo, ma solo e soltanto un parere! Ottenuto, peraltro, con l'esborso di denaro pubblico! Tuttavia, ed in conclusione, una domanda ci rode da tempo: Mauro Giovannelli è stato presidente di Cariprato ed è tutt'ora autorevole esponente, insieme al figlio Guido, della Fondazione Cariprato. Dovrebbe provare a fornirci un parere su questo punto: come mai se la Quadreria di Palazzo Alberti è "patrimonio della città di Prato" nè Cariprato, a suo tempo, e neppure Fondazione Cariprato, adesso, hanno sottoscritto un documento che davvero potesse valere a dimostrare quel che sostengono: ovvero che l'intero patrimonio artistico della banca (Cariprato prima e Bpopvi adesso) erano legittima eredità dei pratesi? Poteva essere utile una semplice donazione al Comune od alla Provincia di Prato ed il gioco sarebbe stato fatto. Pur rimanendo in Palazzo Alberti tutte le opere lì custodite sarebbero entrate davvero nel patrimonio della città! Ma non ci risulta che Cariprato (neppure sotto la presidenza Giovannelli ..) abbia mai stilato un atto di questo genere. Sarebbe anche stato utile, al momento del trapasso della Cariprato alla Bpopvi, che la Fondazione Cariprato, rinunciando a qualcuno dei 90 milioni di quote della banca vicentina avute in cambio di quote Cariprato, avesse richiesto di diventare legittima proprietaria delle opere d'arte "patrimonio della città"!! Ma, anche in questo caso, la Fondazione ha preferito optare per l'immobilizzazione finanziaria (che consente di lucrare interessi..) al posto di ottenere l'immobilizzazione artistica (che di interessi non ne dà..)!! Par di capire, pertanto, che questi settori del potere cittadino siano affezionati più che altro alla vile remunerazione in euro piuttosto che alla remunerazione in opere d'arte, bellissime, straordinarie, ma che a fine anno non rendono un centesimo in interessi da aggiungere alle somme in conto corrente!! E che, adesso, pretendano di ottenere la botte piena e la moglie ubriaca!! Non considerando affatto che anche Gianni Zonin di vino s'intende assai!!

QUEL TRENO


In questa estate rovente, come in ogni altra estate, chi resta in città ha più tempo per girare per vedere e per riflettere. Girare per questa mia città è come andare a trovare i parenti morti al cimitero, come raccogliere conchiglie spiaggiate sulla riva di un mare deserto, per il centro ormai cimitero di navi scheletrite e arrugginite trovo solo sporcizia, uno stuolo di mendicanti, tutti con lo stesso cartello foriero di sciagure e di miserie, si assomigliano pure, forse sono banalmente tutti parenti; in piazza mercatale prostitute cinesi vestite in varie fogge si propongono ai vecchi accaldati sulle panchine già
alle dieci del mattino, hai voglia....
In Piazza delle Carceri, una delle meraviglie dell'architettura toscana, si sono affrettati a ricoprire la strada medievale stupendamente conservata. Nello scavo si buttano bottiglie di plastica, avanzi di tubi, lattine e via così.
Mi viene in mente la città etrusca di Gonfienti spappolata, ricoperta, smerdinata dall'Interporto, penso a Galceti il cui bosco di pini piantato sapientemente dai fraticelli tanti anni fa sta sparendo, fra poco resteranno solo i sassi, mi sovviene dello squallore infinito del centro di scienze naturali e del suo parco naturale, lasciato in un desolante abbandono, è naturale.
Meno male che abbiamo gli amministratori, che pensano, si incontrano, discutono, fanno convegni, meeting, ecc. loro ci salveranno, provvederanno, loro sono lì perché sono i migliori, noi li abbiamo scelti fra tanti, mentre io cammino sudato per le strade laide di questa città e non so che fare, loro nei
loro palazzi lavorano per noi, ci allestiranno una Pratestate bellissima e variopinta, con mercatini, sagre della birra, sagre del fritto di frittole, sagre delle sagre, balli, musica dal vivo, mangiatori di fuoco.... e per fortuna non ci sono più i mangiatori di bambini.
Loro i vati, gli unti dal signore, gli scelti, i difensori dell'umana gente, ora ci regaleranno anche un aeroporto, potremo vedere gli aerei passarci sopra, che bello, o chiedi di più!!! e come diceva quel tale : se stai buono stasera
ti porto a veder mangiare il gelato.
Da tanto qualcuno mi invita alla fuga da questo baillame lercio e costipato, forse farò anche piacere a tanti, ma mi sa che prima o poi prenderò quel treno.


Franco Faggi

RAZZISMO, XENOFOBIA, INTOLLERANZA

CASSAZIONE

attesa della sentenza definitiva del processo sui diritti Mediaset


RADIO CARCERE

SOLE (12)


martedì 30 luglio 2013

ALDO MILONE (RAZZISMO-1)


di Aldo Milone

Prato-Stamattina ho incontrata un'anziana signora che abita in via S.Margherita, spesso teatro di liti e degrado tra nigeriani, la quale mi riferiva dell'episodio di ieri pomeriggio che ha riguardato l'ennesima lite tra i predetti cittadini bloccata dall'intervento della Polizia Municipale. La signora ha apprezzato molto l'intervento della Municipale e mi ha raccontato di come questi "signori", mi verrebbe voglia di definirli diversamente, quasi si sentono padroni di quella strada. Appena possibile, mi tocca fare un intervento, tipo al parcheggio del Serraglio. Mi chiedo, però, se la sinistra pratese incontra questi cittadini o si limita sempre ad incontrare i soliti iscritti dei circoli. Un'altra cosa su cui non sono totalmente d'accordo, sono le offese al Ministro Kyenge. Il motivo è molto semplice: in questo modo la si fa passare come una vittima con il rischio di portare all'approvazione in Parlamento di leggi che porterebbero il Paese alla distruzione. Ecco perchè sono contrario alle offese. In questo modo si rischia di favorire il gioco di questo Ministro che continua a provocare gli italiani i quali poi, ingenuamente, cascano nella trappola. La Kyenge va combattuta con i fatti e non con le offese. Capisco che diventa dura tapparsi la bocca di fronte alle sue sparate ma lasciamo che continui a dirle ma senza reagire perchè sono convinto che alla fine si ritorceranno contro. Questa signora ancora non ha capito lo stato d'animo e i continui problemi con cui sono costretti a combattere quotidianamente gli italiani. A Prato sicuramente la sinistra non l'ha ancora capito. (da FB)


"Ecco perchè sono contrario alle offese"....Così, nell'incertissimo, seppur simpatico, italo-sarnese che lo contraddistingue, si esprime l'assessore alla sicurezza urbana della terza città del Centro Italia!! 
Ce l'eravamo perduto nel mare magnum del web pratese questo "illuminante" intervento "istituzionale"!!
Sostiene Milone che "...Un'altra cosa su cui non sono totalmente d'accordo (sic!!), sono le offese al Ministro Kyenge"
Traducendo dal vernacolo milonese par di comprendere che per Milone le offese alla Kyenge potrebbero pure essere corrette e giuste! Se la medesima ministra non le usasse "strumentalizzandole" a suo uso e consumo!!
Dunque ecco perchè, nella concezione filosofica che deriva dal milonepensiero, occorre evitare di offendere la ministra nera!! Quella briccona rigira le offese nei suoi confronti in modo da far approvare dal Parlamento leggi che "..portano alla distruzione d'Italia".
Dunque, sostiene Aldo Milone, diretto ai suoi amici, evitate di offendere la Kyenge!! Anch'io son d'accordo con voi sulle banane tirate all'orango congolese! Ma poichè quella "negraccia" poi se ne serve per fare del vittimismo e ne approfitta per aumentare la propria popolarità e credibilità, è meglio non offenderla!!
Aldo Milone, dopo aver fatto outing sulla sua rinnovata volontà di ricandidarsi a sindaco nel 2014, è, di fatto, entrato nella sua particolarissima campagna elettorale. Fatta di interventi come questo.....che lisciano il pelo al popolo razzista e xenofobo pratese. D'altra parte non deve essere affatto un caso se a rappresentare il movimento fondato da Milone, Prato Libera e Sicura, in consiglio comunale c'è l'inquietissimo, ciarliero e allblack Giancarlo Auzzi!! E' sgradevole, ad essere cortesi, che queste posizioni vengano assunte da personaggi e forze politiche che agiscono nel quadro di un sistema democratico e civile. E' addirittura inaccettabile che sia un rappresentante delle istituzioni, per puro interesse elettorale, ad assumerle. In questo momento vorremmo ricordare a Milone che essendo un "civil servant" pagato con i soldi dei cittadini avrebbe come solo dovere quello di fare il suo mestiere: rendere più sicura questa città; far rispettare a tutti le regole; sanzionare chi, di qualunque etnia e colore della pelle, le viola!  Non può sfruttare questa sua posizione per condurre la sua personale nuova campagna elettorale. Non con i nostri soldi, almeno!!

ANTONIO RANCATI



 di ANTONIO RANCATIvicepresidente di ASM SpA (PDL)


da FB (Sulla bacheca di Massimo Parisi)
Caro Massimo, il grave lutto in Irpinia rinvia la visita di Alfano in citta' a settembre dando ulteriore tempo alla compagine di maggioranza di chiarirsi su richieste specifiche. Il PDL non puo' demandare ad una singola persona seppur di Giunta quello che necessita richiedere al Ministro. A settembre rischiamo solo di far perdere altro tempo e soldi pubblici per consegnarli una rassegna stampa. Qui pensano di risolvere i problemi con quattro vigili in piu'. Non c'e' un'idea di programmazione per il futuro, si pensa di combattere il fenomeno immigrazione ancora con le fionde, una guerra persa in partenza illudendosi su una economia competitiva invece che comparativa. E' proprio un cambio di cultura che nessuno e' riuscito a sviluppare in questi 4 anni. Non c'e' logica in tutto. A Prato il PD ha espulso una che non era neanche iscritta al partito perche' ha fatto insulti razzisti in un momento di sfogo comprensibile e il PDL ha candidato chi sa solo occuparsi di lancio di banane e non ha un meccanismo interno per bloccare sul nascere possibili conflitti tra pubblico e privato. Non c'e' stata neanche la buona volonta' di coordinare tante teste pensanti dopo il congresso del 2012 con dimissioni e fuoriuscite che hanno ora portato ad una risicata maggioranza. Da Firenze giungono solo notizie di decisioni gia' prese e un apparente lasciar fare su tutto. Vista la proroga della visita senti il buon Mazzoni & Company per vedere di quagliare qualcosa!! Allagrande 
p.s. anche chi conosci molto bene ha capito la differenza tra economia comparativa e competitiva!!

PORCELLO TOSCANO


"Ho preso quell'impegno e lo manterrò. Il Consiglio sta lavorando ad una proposta per cambiare la legge elettorale regionale e sarà pronta in tempo per consentire ai cittadini toscani di votare, alle prossime elezioni del 2015, con un nuovo sistema. Mi permetta però di dirle che se la legge toscana non ha funzionato non è stato per colpa nostra. Il PD le primarie per far scegliere ai cittadini i loro rappresentanti in lista le ha fatte. Nel Centrodestra questo non è accaduto. E' una differenza da tenere ben presente. Un caro saluto, Enrico Rossi"

Era il 7 novembre 2012 quando, su FB, il governatore toscano Rossi decideva di rispondere a molte nostre sollecitazioni circa la sua promessa di cambiare la legge elettorale toscana. Quella che, per intendersi, Calderoli aveva preso come base per formulare il nazionale "porcellum", la porcata che ancor oggi rimane in vigore!! Contravvenendo pertanto sia le sue antiche promesse che le più recenti assicurazioni che i toscani avrebbero avuto una nuova legge elettorale. Ad oggi non sappiamo a che punto sia la riforma promessa da Rossi. Nè se qualche commissione del Consiglio regionale ci stia lavorando ed a che punto siano gli accordi partitici. Quel che è certo è che se Rossi utilizzasse la metà del fervore con il quale ha fortemente voluto l'approvazione del PIT e della nuova pista di Peretola anche per una nuova legge elettorale toscana, questa sarebbe cosa fatta in poche settimane!!

L'impressione, invece, è che Rossi ed il PD-PDL, siano assai restii a cambiare una legge che assicura alle burocrazie della partitocrazia il dominio assoluto della politica regionale. E così come si fa a Roma, siano disposti a fare tutte le "ammuine" del caso, esattamente come in Parlamento si fa col "detestato" porcellum, per mantenere ben salda l'attuale legge elettorale regionale, prototipo non a caso di quella nazionale!!  

LEGGE ELETTORALE

ROSARIO CROCETTA

SOLE (11)


lunedì 29 luglio 2013

RAZZISMO


«La vergognosa ondata di razzismo che si sta riversando sul ministro Cécile Kyenge è intollerabile ed è ancora più intollerabile che rappresentanti delle istituzioni si affannino a trovare grottesche argomentazioni per giustificarla. Il razzismo è una piaga che va combattuta senza esitazioni, ovunque e in qualunque modo si esprima, e su questo non c'e ovviamente nessun vincolo di maggioranza che possa indurmi a tacere. Al ministro Kyenge giunga dunque la piena e totale solidarietà mia personale e del Pdl pratese».
Forte ed assai benvenuta è questa presa di posizione del coordinatore provinciale del PDL, senatore Riccardo Mazzoni.
Di fronte al ripetersi, anche da parte di alcuni consiglieri comunali di Prato interni alla maggioranza di centrodestra che amministra la città è, alla fine, arrivata questa perentoria e  meritoria presa di posizione del responsabile del PDL. Che, crediamo, rappresenta il comune sentire della maggioranza degli iscritti, simpatizzanti ed elettori del centrodestra pratese.
Purtroppo rimane silente sull'argomento il primo cittadino pratese: il sindaco Roberto Cenni. Il "civico"!! Il "bipartisan"!! Colui che dovrebbe, con le sue dichiarazioni ed i suoi comportamenti indicare il sentimento prevalente della città. Anche stavolta, come in precedenti occasioni,, nessuna presa di posizione. Nessuna stigmatizzazione delle affermazioni pubbliche di taluni suoi sostenitori. Noi francamente non sappiamo il motivo di questa "timidezza" Non possiamo credere che la "civicità" e la civiltà di Cenni si ritragga per un voto in più od in meno all'approvazione del Bilancio comunale 2013!! Confidiamo, pertanto, che sia solo una sorta di sbadataggine estiva e/o di una comunque colpevole sottovalutazione degli atteggiamenti razzistici francamente inquietanti che riemergono spesso nelle prese di posizione o nelle dichiarazioni di componenti essenziali della sua maggioranza. Sappia però Roberto Cenni che anche questa sua latitanza sarà messa in conto quando si tratterà di tirare la somma della sua sindacatura!!   

CONSIGLIERI COMUNALI (REDDITI)




In "omaggio" alla trasparenza amministrativa (ma più che altro perchè esiste, ovvero esisterebbe, un obbligo di Legge..) sul sito web del Comune di Prato sono disponibili le dichiarazioni dei redditi di sindaco, assessori, consiglieri e dei vari personaggi nominati nelle aziende pubbliche controllate dal Comune! Sono dichiarazioni dei redditi riferite alle denunce degli anni 2008, 2009 e 2010!! Non sono ancora stati pubblicati, assai stranamente, i redditi riferiti al 2011. 
Dall'esame di quanto pubblicato dal Comune di Prato possiamo osservare che:

rispetto alle denunce dei redditi relative all'anno d'imposta 2008 mancano quelle dei seguenti consiglieri:

1) Luciano Gestri
2) Antonio Longo
3) Federico Lorusso
4) Leonardo Soldi

rispetto alle denunce dei redditi relative all'anno d'imposta 2009   mancano quelle dei seguenti consiglieri:

1) Alessandro Giugni
2) Antonio Longo
3) Federico Lorusso
4) Emilio Paradiso

rispetto alle denunce dei redditi relative all'anno d'imposta 2010  mancano quelle dei seguenti consiglieri:

1) Gianni Bianchi
2) Andrea Colzi
3) Enrico Giardi
4) Alessandro Giugni
5) Leonardo Soldi
6) Federico Lorusso
7) Emilio Paradiso
8) Luca Vannucci

Dal che possiamo dedurre che il consigliere Federico Lorusso (Socialisti Riformisti) non ha mai presentato la propria denuncia dei redditi; che Alessandro Giugni (PDL) ed Emilio Paradiso (Lega Nord-Lega Toscana), successivamente alla denuncia dei redditi riferiti al 2008, non hanno presentato altre denunce!!
Sono tre casi particolarmente gravi di mancata applicazione della legge sulla trasparenza. 
Due di loro, Lorusso e Paradiso, sono capogruppo!! Alessandro Giugni, oltre a ricoprire la carica di coordinatore comunale del PDL, è anche presidente della Commissione 2: Sviluppo economico, finanze, patrimonio, politiche comunitarie!! 
I tre casi, tutti e tre i consiglieri appartengono alla maggioranza di centrodestra, sono particolarmente gravi. Perchè impediscono agli elettori ed a tutti i cittadini di conoscere dei dati sensibili della vita amministrativa e del comportamento degli eletti!!
Noi, ovviamente, non conosciamo i motivi per i quali Giugni, Lorusso e Paradiso hanno ritenuto opportuno NON presentare le loro denunce dei redditi! Il sito web del Comune, almeno, non ne fa cenno. E siamo sicuramente disponibili a pubblicare qualsiasi dichiarazione o giustificazione i tre consiglieri volessero rendere per evidenziare le loro, eventuali, ragioni!!