sabato 24 agosto 2013

PIERO BARDAZZI


Altro giro, altra corsa.....!! Altra sorpresa!! Ancora un'altra defezione dal gruppo PDL in consiglio comunale. Pare che tra qualche giorno, alla ripresa dell'attività politica, annuncerà le sue dimissioni dal gruppo guidato da Roberto Baldi l'altro medico pratese prestato all'attività amministrativa: Piero Bardazzi. Bardazzi, psichiatra, sembra abbia già preannunciato al partito la sua intenzione. Passerà al gruppo misto del consiglio comunale. Dove ritroverà i suoi vecchi compagni di maggioranza Giancarlo Auzzi, Riccardo Bini e Leonardo Soldi. Il gruppo misto diventerà, pertanto, il terzo gruppo per consistenza della maggiore assise cittadina. Dopo PD e PDL!! Bardazzi, tuttavia, resterà nella esiguissima maggioranza che sostiene Roberto Cenni. Naturalmente il momento scelto da Bardazzi per dare le dimissioni dal PDL ha immediatamente scatenato la solita ridda di ipotesi e di dietrologie. I commenti degli esponenti politici di centrodestra e di centrosinistra rimasti adesso in città son tutti indirizzati a scoprirne le cause. Naturalmente la prima ipotesi è quella che intreccia le dimissioni di Bardazzi dal PDL con l'elezione del prossimo presidente del consiglio comunale. Poltrona alla quale anche il dottore avrebbe fatto più di un pensierino. Ma che, pare, ormai da tempo essere stata promessa al candidato "naturale", l'attuale vicepresidente Andrea Amerini. Comunque sia anche l'uscita di Bardazzi è l'ennesima gatta da pelare per il coordinatore provinciale e senatore Riccardo Mazzoni. Oltre, ovvio, ad un'altra mazzolata per la residua credibilità di PDL e maggioranza comunale.  
Dal giugno 2009 ad oggi il PDL ha perso 7 dei 20 consiglieri che aveva conquistato con la vittoria di Cenni. Di questi sette 3 (Auzzi-Bardazzi e Lorusso) sono tuttavia restati ad appoggiare il sindaco, quattro (Banchelli, Bini, Gestri e Innaco) son passati all'opposizione della Giunta di centrodestra-civica!! Da sottolineare, inoltre, anche il notevole turn over all'interno dell'ex partito di maggioranza. Dei 20 eletti del 2009, adesso ridotti a 13, solo 9 risultano quelli scelti con il voto di preferenza dagli elettori. Ben 4, infatti, sono i subentri ad altrettanti consiglieri dimissionari o nominati assessori.
Son numeri assai indicativi. Danno immediatamente l'idea di un partito berlusconiano pratese tutto da ricostruire. E se, come pare, la scelta di Berlusconi sarà quella della rinascita di Forza Italia non è detto che non si possa assistere ad altre defezioni dal gruppo di ex maggioranza relativa. Data per scontata la permanenza nella new Forza Italia di Filippo Bernocchi ( e di conseguenza anche di Gianni Cenni ed Alessandro Giugni....), al seguito della scelta nazionale di Altero Matteoli, non è per niente certo che anche Fulvio Ponzuoli (l'unico rimasto degli ex AN in consiglio comunale dopo la defezione di Gianluca Banchelli e le dimissioni annunciate di Maurizio Bettazzi) rimanga nel nuovo contenitore berlusconiano. Come nella commedia di Aghata Christie conteremo alla fine quanti "piccoli indiani" saranno rimasti dell'imponente maggioranza del 2009!!   

VITTORIO FELTRI

L'arma segreta di Silvio sono i radicali

di Vittorio Feltri (Giornale 23.08.2013)

La proposta di Marco Pannella a Silvio Berlusconi - via Foglio, il quotidiano di Giuliano Ferrara - non è una provocazione, come può apparire, ma un invito all'ex premier (condannato per i noti motivi e con le note modalità) a continuare, anche da eventualmente impedito, a fare politica con altri mezzi: i referendum radicali sulla giustizia. Promuovendo i quali (...)(...) il Cavaliere avrebbe molte probabilità di ottenere quel successo sempre sfuggitogli con la propria attività di governo e con quella parlamentare della sua coalizione.
Ovvio. Oggi il problema di Berlusconi è grave: mantenere, nonostante la sentenza definitiva della Cassazione, il comando delle truppe di centrodestra e , magari, la pienezza della propria libertà. Gli auguriamo di risolverlo pur nella consapevolezza che ciò non sarà facile, stante l'ostilità del Pd e un clima generale a lui avverso. Pensando al peggio, al Cavaliere gioverebbe impegnarsi direttamente nella battaglia referendaria che i radicali, con le modeste forze di cui dispongono, faticherebbero a incardinare non foss'altro che per l'elevato numero di firme da raccogliere allo scopo di avviare le procedure del plebiscito. Ostacolo, questo, superabile se invece il capo del centrodestra, per quanto azzoppato, si prestasse con tutto il suo apparato a dare una mano a Pannella.
Sappiamo che il vecchio leader abruzzese non gode di parecchie simpatie fra i berlusconiani, ma è realistico prevedere che una sua alleanza con Silvio, finalizzata a riformare una buona volta la giustizia, sarebbe accolta con entusiasmo dagli elettori del Pdl. D'altronde la storia degli ultimi vent'anni dimostra che l'isolotto dei magistrati è inattaccabile con «armi convenzionali»: qualsiasi ipotesi di riorganizzazione induce la categoria delle toghe a chiudersi a riccio e a respingere ogni novità. Così è stato in passato e così sarebbe in futuro se i radicali dovessero fallire nel tentativo in atto. Ecco perché vale la pena che Berlusconi rifletta e concluda che la via referendaria è l'unica percorribile per arrivare a un risultato positivo: separare le carriere dei giudici da quelle dei Pm, introdurre sul serio la responsabilità civile per i magistrati e fare rientrare nelle loro funzioni quelli fuori ruolo, porre fine agli abusi della cosiddetta custodia cautelare (la galera per chi è in attesa di giudizio) e abolire l'ergastolo, peraltro contrastante con la lettera e lo spirito della Costituzione (la pena deve anche educare).
Non è poco; anzi, è tutto quello che Forza Italia e il Pdl sognano invano di realizzare in materia. Profittare dell'iniziativa pannelliana alimenterebbe le speranze del centrodestra di mettere a segno un bel colpo altrimenti destinato a essere rinviato sine die. Per il Cavaliere non si tratta di rubare la scena a Pannella, bensì di affiancarlo nelle operazioni di messa a punto del referendum. Se si mobilitasse lui, da sempre ansioso di riformare al giustizia (che lo ha incastrato), l'apparato mediatico nazionale darebbe all'appuntamento con le urne una grande risonanza, tale da garantire non solo il quorum, ma anche un esito positivo.
Sulla scia di una affermazione del plebiscito, non sarebbe poi impresa ardua, nel giro di alcuni mesi, spingere i partiti ad approvare l'amnistia con l'avallo del ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri. Se Berlusconi si butta in quest'avventura, non soltanto resta un protagonista, ma può raggiungere finalmente il traguardo ambito: restituire alla politica il primato che le spetta.

POGGIOREALE, INFERNO IN UNA STANZA

SERGE LATOUCHE E LA DECRESCITA

“La decrescita come progetto urbano/paesaggistico”


LEONARDO DOMENICI

MARIO STADERINI

SOLE (36)


venerdì 23 agosto 2013

MONOPOLY


Ha suscitato (e sta ancora suscitando..) un discreto scalpore l'interrogazione parlamentare (con annessa lettera all'ambasciatore USA in Italia..) di un gruppo di parlamentari "renziani" sulla nuova edizione del social toy "Monopoly". L'iniziativa, alla quale partecipa anche il nostro Matteo Biffoni, intendeva protestare per i contenuti non tradizionali del gioco da tavolo!! Tuttavia, per il contesto in cui s'è inserita e per il periodo feriale, la presa di posizione dei deputati del PD è finita su tutte le pagine dei giornali ed impazza letteralmente sul web. Dove non mancano, anzi abbondano, i commenti ironici, sarcastici e denigratori di moltissimi navigatori!! In effetti la cosa ha una sua intima strampalatezza. Intendiamoci ci immaginiamo assai bene come l'interrogazione può essere venuta in mente al promotore, Michele Anzaldi! Una serata estiva a Roma; la forte nostalgia del paese natio; la solitaria camera d'albergo od il monocale scelti per basarsi nella capitale; lo struggente ricordo della famiglia (moglie, compagna, fidanzata, figli, amici, mamma e babbo..); le calde serate invernali intorno al tavolo del salotto buono (in un angolo l'albero di Natale ed i doni...) a giocare a Monopoly. E l'improvvisa lettura su Internet del drastico restyling del famosissimo gioco deciso dalla casa produttrice amerikana (sicuramente Anzaldi lo scrive ancora con la "k"...). Come si permettono questi "imperialisti" di modificarci il gioco..? Deve aver pensato Anzaldi. E di lì a buttar giù interrogazione e lettera il passo sarò stato brevissimo. D'altra parte in una Roma quasi deserta che gli restava da fare? Poi, si sa come vanno queste cose, avrà chiesto ad alcuni amici di partito, di buvette, di trattoria o di poltrona in aula, di firmare insieme a lui i due documenti. Ed, ovviamente, li ha trovati. E pure il giovane Biffoni ha sottoscritto interrogazione ed appello all'ambasciatore.
Ora, ironia a parte, una cosa ci ha francamente sbalordito nel testo dell'interrogazione. Che Anzaldi ed i suoi cofirmatari abbiano posto una particolare attenzione alla rintracciata mancanza della parola "jail" nella nuova edizione del Monopoly!! Sono rimasti malissimo!! Come si permettono questi amerikani di togliere la casella "prigione" dal gioco? E' diseducativo al massimo grado. Specialmente per i giovani alle prime armi che non hanno avuto dimestichezza con la vecchia e tradizionale edizione dove invece l'esito "prigione" c'era, eccome!! Per questi parlamentari è inconcepibile che le prigioni possano essere escluse non tanto dalla società quanto da un gioco di società!! Nella loro mente non esiste spazio per una simile, seppur teorica, eventualità!! Cosa c'è di meglio e di più giusto e politicamente corretto della prigione? Specialmente adesso che, forse, ne potrebbe assaggiare i contenuti perfino il cavaliere (ex) d'Arcore!! Certo non gli è nemmeno passato per l'anticamera del cervello di riflettere un secondo, ad esempio, sullo stato delle nostre jails. Che pure avranno visitato!! E che sono, anche a detta della Giustizia Europea, una delle più grandi vergogne d'Italia. Ed un continuo sberleffo alla nostra Costituzione (quella più bella del mondo..)!!
Ma tant'è!! Ai giovani "renziani" e democrats quello che importava era bacchettare l'Amerika!! E mostrarne il lato "peggiore" sostanziato nella presunta impunità (per mancanza di jail) che New Monopoly assicurerebbe ai loschi finanzieri autoctoni ed internazionali!!
Dispiace che sotto questo "pasticciaccio" monopolistico ci sia pure la firma di Matteo Biffoni. Tirato dentro per i riccioli da qualche amico! Era già successo in passate legislature che deputati pratesi comparissero in firma sotto bizzarre interrogazioni o proposte di legge. Ne ricordiamo una, ad esempio, apposta in calce alla proposta di legge per l'istituzione della DOP nei confronti del famoso e buonissimo "tortello di zucca mantovano"!!
Dispiace, ancor di più, perchè altri argomenti avrebbero magari meritato la sigla di Matteo Biffoni! Ad esempio sotto un'interrogazione al governo sul presunto uso di gas nervino in Siria! Oppure per conoscere le condizioni di permanenza in Kazhakistan della signora Shalabayeva. O anche per sapere quali iniziative erano state intraprese dal governo italiano nei confronti della situazione egiziana! Avrebbero potuto, infine, Biffoni ed i suoi compagni, presentare un'interrogazione sulla legge antigay in Russia. Scrivendo anche una bella letterina all'ambasciatore di Putin a Roma. E avrebbero potuto anche accompagnarla colorando con i colori dell'arcobaleno le strisce pedonali di fronte all'ambasciata russa nella capitale!! Potevano farlo! Ma siccome non l'hanno fatto si meritano tutte le ironie che la rete gli sta riversando addosso!!          

PORCELLUM


TORNARE AL MATTARELLUM. Secondo Giachetti, «abolendo il premio di maggioranza avremmo un proporzionale puro. Se invece alzassimo la soglia al 40% avremmo comunque, di fatto, un proporzionale puro. Io ho proposto invece l’abrogazione del Porcellum e il ritorno al Mattarellum».
Forse «non è la panacea di tutti i mali», ha precisato, «ma è una legge tampone, ponte. Ma se mi dite che è meglio il doppio turno alla francese, rispondo che va benissimo. Quel che conta è che l’impianto sia maggioritario. Bisogna risolvere il problema politico».
E ha aggiunto: «Tutti in campagna elettorale hanno detto: mai più con il Porcellum. Ma se passiamo al Maialinum prendiamo in giro gli elettori. La gente non è cretina».
CONVOCARE LA DIREZIONE PD. Per chiarire il quadro, ha fatto sapere, «ho chiesto che il Pd convochi la direzione, serve una decisione politica del partito».
Anche se il Pdl frena. Ma per Giachetti «sono di una coerenza granitica. Hanno “mangiato” per anni con il Porcellum. Per loro è l’ideale e lo difendono a denti stretti».
E ancora: «Io so che è giusto cercare una larga condivisione. Ma partendo da Montecitorio il Pd potrebbe far sì che le proprie decisioni abbiano un peso. E che le scelte siano scevre dai ricatti del Pdl. E, anticipo la domanda, senza ricorrere al M5S. Che comunque, ha assunto una posizione politica sul Mattarellum».
E ricordando «i 123 giorni di sciopero della fame fatti nella passata legislatura» si è detto pronto ad altre iniziative «se il Pd non assumesse una posizione politica».

Sono alcuni passaggi di un'intervista rilasciata martedì scorso a Repubblica da Roberto Giachetti, vicepresidente della Camera dei Deputati. A noi interessa, in particolare, l'accenno critico che Giachetti fa verso la posizione del PDL sulla riforma elettorale. "Hanno 'mangiato' per anni con il Porcellum. Per loro è l'ideale e lo difendono a denti stretti". Che a noi pare affermazione del tutto veritiera. Ma anche applicabile alla posizione-non posizione del PD sulla riforma elettorale. Anche il PD, non c'è dubbio, ha "mangiato" da quel porcellum!! In questa sede non ci interessa ricordare come un ordine del giorno dello stesso Giachetti presentato in avvio di legislatura e che prevedeva la soppressione del porcellum sia stato impallinato dallo stesso PD. Vogliamo qui ed adesso ricordare a noi stessi ed ai lettori la genesi della legge elettorale porcellum!! Il suo inventore, Roberto Calderoli, lo ha ammesso candidamente più e più volte. Per il suo porcellum Calderoli si ispirò alla precedente legge elettorale della Regione Toscana. I cui principi furono di fatto translati nella legge elettorale nazionale. Assenza di preferenze; lista bloccata decisa dalle segreterie della partitocrazia; premio di maggioranza!! Questi punti della legge toscana furono pari pari riversati nel porcellum calderoliano. Dunque per verificare le effettive volontà riformatrici occorre tenere presente di quel che si muove anche nella nostra regione intorno alla legge elettorale Martini-Verdini (il porcellum regionale, com'è noto, fu frutto di un accordo tra l'allora governatore della Toscana ed il coordinatorre regionale del PDL..). Enrico Rossi, attuale governatore toscano, aveva messo al primo punto del suo programma elettorale (e lo aveva ripetuto al momento del suo insediamento nella primavera del 2010...) proprio la riforma ed il superamento della legge elettorale regionale!! Tuttavia, ad oltre tre anni ormai da quelle dichiarazioni, niente s'è mosso in Toscana! Rossi sostiene che la riforma elettorale è un obbiettivo del Consiglio e non della Giunta regionale. E che, per questo, ci sono al lavoro le competenti commissioni consiliari. Che, purtroppo, non hanno ancora licenziato alcun testo, nè di maggioranza e neppure bipartisan, da presentare per il voto dell'intero consiglio regionale.   
Solo ieri, con questo pezzo apparso sulla Repubblica-Firenze, i cittadini toscani sanno qualcosa in più sull'iter della riforma elettorale toscana. Che, pare evidente, si trova tutt'ora in altissimo mare!! 
La conclusione, amara, non può che essere una sola: il porcellum, regionale e/o nazionale comoda anche al PD!! Se così non fosse, infatti, almeno in Toscana dove il partito di Epifani è in stragrande maggioranza nel consiglio regionale tale legge sarebbe stata cambiata da tempo. Invece assistiamo da oltre tre anni ad una specie di "melina" politica. Che si trasforma in "ammuina" all'interno del consiglio regionale che, in 40 mesi, non ha partorito neppure il classico topolino. Nel frattempo si avvicina pericolosamente l'ultimo anno di legislatura regionale. Secondo la raccomandazione dell'Europa e pure secondo la ragionevolezza, cambiare le leggi regionali negli ultimi mesi di legislatura è una grave violazione del diritto dei cittadini e degli elettori!! E' poco, pertanto, il tempo effettivo che rimane a Rossi ed ai suoi per mantenere le loro promesse elettorali. Che, tuttavia, assomigliano sempre più, a proposito d'ammuina, alle promesse dei marinai!!

CENA


Ormai era una tradizione. Che si ripeteva, estate dopo estate, dal lontano 1988. Era la cena dei vip pratesi in vacanza. In origine erano solo quelli che si trovavano sulle spiagge della Versilia. Poi, pian pianino, s'era allargata a tutti i vacanzieri nostrani, In qualsiasi località si fossero trovati a passare le ferie. Immutata invece l'altra caratteristica: la cena di mezz'estate era assolutamente bipartisan!! Gli ideatori ed organizzatori storici dell'evento, non ammettevano alcuna discriminazione politica. 
Senonchè, proprio quest'anno, dove il bipartisanesimo è addirittura formula nel governo delle "larghe intese" la cena dei vip non si terrà!! Pare per problemi tecnici di organizzazione. Pare! C'è chi sostiene, anche, che i vip non siano più minimamente interessati all'appuntamento. Dopo i festeggiamenti dell'anno scorso, 25 anniversario dell'allegro convivio, la maggior parte degli invitati sembra aver declinato l'invito comunque partito!
E dire che gli organizzatori avevano già riservato un'intera sala del ristorante "Al Buongusto", San Carlo Terme, collina sovrastante Massa, aria buona, pulita e vista mozzafiato dalla Versilia alla Liguria!!
Cosicchè chi aveva già prenotato ed avvertito gli organizzatori (il sindaco Roberto Cenni con la gentile consorte; il presidente della provincia Gestri; i deputati Biffoni e Giacomelli (per il primo si sarebbe trattato dell'esordio..); la segretaria del Pd, Bugetti;gli assessori Ballerini, Cenni e Silli, il presidente (dimissionario) del consiglio comunale Bettazzi; il capogruppo Pdl in Regione, Magnolfi;il presidente di Interporto Carlo Longo; il redattore capo de La Nazione-Prato Ceccatelli; il presidente di Asm, Canovai; il presidente di SO-RI Luchetti hanno dovuto giocoforza riorganizzarsi per domani sera. 
Peccato!  Peccato per i giornalisti pratesi! Che non potranno più comporre il loro pezzo di colore e folklore sulla mitica cena estiva! Peccato!! Ecco un'altra tradizione della "pratesità" saltare! Dopo la partenza della quadreria di Palazzo Alberti verso Vicenza; dopo le polemiche sulla "cocomerata" del 15 agosto che l'assessore Milone vorrebbe sostituire con una "cantucciata" di mezz'agosto! Dopo il mancato montaggio, in riva al Bisenzio deIla "chiatta-bar"; dopo la mancata riapertura del "Passarella Lounge"; dopo la mancata elezione del comitato d'indirizzo e del nuovo presidente della Fondazione Cariprato ecco che un'altra occasione per rimarcare la "pratesità" di Prato è mancata..!! Di questo passo chissà dove andremo a finire!!  

PANNELLA AL TG5

REFERENDUM: FAME E SETE

ANNA MARIA CANCELLIERI

CAPALBIO (A 9 BUCHE?)


Maremma: Nove buche sul lago. Campi da golf e villette a stella: un agrialbergo minaccia un’intera collina


di Vittorio Emiliani
(da unità.it 22.08.2013) 

Sulla collina di Capalbio (Grosseto) in una zona interna della Maremma del tutto integra, sul Lago Acquato, vicino a vigneti pregio, in vista della montagna di Monteti, stanno cercando di paracadutare 6.000 metri cubi, circa 2.000 metri quadrati, di villette a stella, del tutto estranee al tessuto locale, con l’aggravante di un golf a 9 buche che pomperà acqua a tutto spiano (in un’area tra le meno piovose d’Italia) ed esigerà per il «green» trattamenti continui a base di diserbanti e pesticidi destinati a finire in falda.
Il caso di Capalbio è grave perché investe una zona che, pur manomessa in qualche punto, mantiene ancora una integrità, avendo come «rifatto» in parte il proprio paesaggio agrario dopo la riforma Medici-Segni sviluppando oliveti e vigneti di gran pregio e avendo mantenuto macchie mediterranee e boschi demaniali imponenti. Dai quali affiorano borghi storici da preservare. Questo «agrialbergo» senza agricoltura, se non una piccola vigna, si presenta come una delle tante lottizzazioni tentate o realizzate in Maremma. Il Comune – al quale una insensata legge regionale «partecipazionista» sub-delega la tutela del paesaggio – si barcamena. Per contro l’assessore regionale all’Urbanistica, l’architetto Anna Marson, in una intervista del 9 agosto al Tirreno ha garantito, sulla base di schede rigorose messe a disposizione di Comuni e Soprintendenze, un piano con regole più stringenti e più chiare che porterà in giunta per votarlo entro settembre e poi in consiglio. I contrasti, c’è da immaginarlo, saranno durissimi. Intanto, entro il 2 settembre deve definire le proprie osservazioni al progetto di agrialbergo con golf di Capalbio presentato dalla società G&T.
Per sollecitare Regione Toscana, Provincia di Grosseto, Comune di Capalbio, la Rete dei Comitati per la difesa del territorio, presieduta da Alberto Asor Rosa, il Comitato per la Bellezza (firmatario fra gli altri Vezio De Lucia) e il Comitato Terra di Maremma (Valentino e Corinna Podestà) hanno inviato ieri un dettagliato documento di opposizione rilevando una fitta serie di «scontri» frontali del progetto coi piani urbanistici vigenti, locali e regionali. I Comitati propongono invece interventi accurati per «rinaturalizzare» la zona umida del Lago Acquato preziosa per le specie migratorie e che il golf o anche la sola lottizzazione sconvolgerebbero. Un golf a 9 buche, per dire, consumerebbe ogni giorno una quantità d’acqua vicina a quella che occorre quotidianamente per l’intero Comune di Capalbio. E si sa che le disponibilità dell’acquedotto del Fiora non sono enormi.
Un’altra storia di sgoverno dell’urbanistica e del paesaggio che viene avanti anche in quella Toscana che ha nei suoi paesaggi agrari e naturali una risorsa ammirata in tutto il mondo, tanto da divenire residenza stabile di tanti stranieri. Il ministro Massimo Bray ha insediato una commissione per l’aggiornamento del Codice per il Paesaggio presieduta da Salvatore Settis che di quel Codice è stato l’ispiratore. Benissimo. Purtroppo nei vari decreti del governo Letta rispuntano «semplificazioni» che vanno in direzione opposta. Ci vuole una volontà politica coerente. I soli denari (ma neanche tanti) necessari devono servire a ricostituire i quadri delle Soprintendenze ai Beni Architettonici, della tutela attiva, diretta, letteralmente spolpati fino all’osso. Ma non sarebbero poi moltissimi, ripeto, se una parte dei quadri venissero ripresi dalle Direzioni generali regionali che sono da ricondurre seccamente a compiti di mero coordinamento).
Oggi come oggi, a cinque anni dal Codice Rutelli (che molto opportunamente aggiornava le precedenti versioni) il quadro è allarmante. Secondo Maria Pia Guermandi, autrice con Vezio De Lucia, di un primo Rapporto in materia, al 2012 «nessuna delle Regioni si è dotata di un piano paesaggistico conforme al Codice stesso, un terzo risulta in uno stadio iniziale o addirittura non ha ancora attivato l’iter di co-pianificazione». Nulla si sa poi dell’Osservatorio nazionale del Paesaggio. Mi auguro che qualcosa si sia mosso in questi ultimi mesi. Ci vuol altro decisionismo di fronte all’aggressività delle lobby immobiliari che hanno fatto strage ovunque e che ancora spacciano l’edilizia come la leva (figuriamoci) per far ripartire la macchina. La sola filiera della vite e del vino occupa molto più personale di un’edilizia che va riconvertita per recupero, ristrutturazione, restauro dell’esistente avendo noi accumulato un numero di vani più che doppio rispetto ai 60 milioni di italiani. 

SOLE (35)


giovedì 22 agosto 2013

PRESIDENTE DEL CONSIGLIO


Come pubblicamente  preannunciato dal vicepresidente del consiglio comunale Andrea Amerini il 12 settembre la massima assise cittadina dovrà prendere atto delle avvenute dimissioni di Maurizio Bettazzi ed eleggere il nuovo presidente del consiglio! Bettazzi era stato eletto il 9 luglio 2009 con 24 voti su 40 consiglieri (compreso il sindaco Cenni) presenti e votanti (unico non votante il consigliere, allora, della Lega Nord, Leonardo Soldi). Un voto era andato a Maria Grazia Ciambellotti. 15 le schede bianche (i gruppi del centrosinistra)! Nella medesima seduta  il consiglio aveva anche provveduto ad eleggere i due vicepresidenti. Andrea Amerini aveva riportato 25 voti (nel frattempo era rientrato il consigliere Soldi..) e Maria Grazia Ciambellotti (assente alla votazione..) 15 voti!!
Adesso, com'è noto, la situazione è estremamente diversa. Per effetto delle defezioni dal PDL la maggioranza si è ridotta a 21 consiglieri su 41 votanti!! Ed, all'opposto, la minoranza consiliare è passata da 16 a 20 consiglieri!! Il numero giusto per eleggere il nuovo presidente del consiglio comunale è, per l'appunto, proprio 21 (ventuno), ovvero la maggioranza degli aventi diritto al voto (41, compreso Cenni).
E' un passaggio assai delicato. In situazione di normalità l'elezione del presidente del consiglio sarebbe poco più che una formalità. Ma in questo quadro di quasi perfetta parità (solo il sindaco Cenni fa pendere l'ago della bilancia ancora verso il centrodestra..) anche il presidente del consiglio acquisisce un valore molto alto. Chi dirige l'assemblea, infatti, può sempre essere determinante nell'esito delle riunioni. V'è poi la non irrilevante questione dell'appannaggio che spetta al presidente del consiglio. A conti fatti in questo scorcio di sindacatura il nuovo presidente porterebbe a casa la non indifferente somma di 30.000 euro!! Pare che la maggioranza di centrodestra abbia scelto  Andrea Amerini come proprio candidato ufficiale. L'investitura è venuta direttamente dal capogruppo del PDL dottor Baldi. Ed è, pare, sostenuta con forza dal coordinatore provinciale del PDL, senatore Riccardo Mazzoni. D'altronde quella d'Amerini sembra proprio una naturale evoluzione. Da vicepresidente a presidente il passo è davvero breve. Tuttavia....Tuttavia i corridoi del Palazzo Comunale sono, come sempre, assai ciarlieri! E si racconta che non tutti i giochi siano stati ancora fatti. Nessuno mette in dubbio le qualità di Amerini. Tutti, anche i consiglieri dell'opposizione, sarebbero pronti ad acquistare da Andrea la classica bicicletta usata..Ma, evidentemente, questa insperata vacanza dello scranno di presidente del consiglio comunale è destinata ad accendere più d'un desiderio. Peraltro del tutto legittimo! In effetti quella poltrona (oltre ai denari che comporta...) restituisce prestigio e visibilità. Che, per un politico, non è roba da sottovalutare. Cosicchè, si mormora, pare che gli aspiranti all'elezione siano più d'uno!! E tutti all'interno del PDL. Si va dal potente presidente della commissione urbanistica Emanuele Berselli ai due prestigiosi "militari", quasi indipendenti all'interno del gruppo, il colonnello Carlo La Vigna ed il generale Vittorio Lana!  Tutte e tre degnissime persone. Che, siamo sicuri, smentiranno con forza la loro possibile candidatura. Ma è la normale procedura in questi casi. Il metodo più sicuro per farsi bocciare è ammettere candidamente la propensione ad una qualsiasi candidatura. Come sa benissimo, dall'alto della sua lunga esperienza politica ed amministrativa, il capogruppo Baldi. Il cui nominativo, tuttavia, potrebbe ritornare davvero in ballo ove nel PDL non fosse possibile trovare un accordo unitario su uno dei 4 nomi che adesso circolano. Nel frattempo, però, Andrea Amerini ha iniziato la sua personale "campagna elettorale". Ed incontra, uno ad uno, non solo i pezzi dispersi della maggioranza (da Federico Lorusso dei Socialisti Riformisti a Giancarlo Auzzi del nuovo polo di destra; da Emilio Paradiso della Lega Nord a Federico Tosoni e Leonardo Soldi dei gruppi indipendente e misto. Passando anche per incontri e colloqui con i suoi vecchi amici del gruppo "Indipendenti per Prato" e perfino con esponenti dell'opposizione di centrosinistra! Nel gruppo PD, comunque, pare prendere forza, peso e credibilità la candidatura (se di sola bandiera lo vedremo presto..) di Enrico Giardi. Il recordman delle preferenze PD è alla sua ultima legislatura. Giardi, infatti, è presente in Consiglio Comunale dall'oramai lontanissimo 1999. E per le regole interne del PD non potrà essere ripresentato nel 2014!! Possibile, quindi, che sul suo nome, anche a mò di omaggio alla "carriera" (ha fatto pure l'assessore a lungo..), converga tutto il gruppo guidato da Carlesi. Ed anche, perchè no?, il gruppo degli "Indipendenti per Prato" con il quale Enrico pare essere in ottimi rapporti, personali e politici!! Considerato che anche il consigliere dell'IDV Donzella potrebbe convergere sul nome di Giardi non mancherebbero che due voti per arrivare alla fatidica cifra di 21 che dà diritto all'elezione a presidente del consiglio. Tanti? Pochi? Ecchillosà!! Se poi al PD riuscisse di convincere a confluire su quel candidato anche il voto di Riccardo Bini ecco che ad Enrico mancherebbe un solo voto per conquistare la poltrona che fu di Bettazzi!! Un voto!! Un voto che, obbligatoriamente, dovrebbe provenire dalle fila dell'attuale maggioranza!! Un franco tiratore che, nell'assoluto segreto dell'urna, si convinca o sia stato convinto di dare il suo assenso all'ex biondo assessore!! Oppure...!! Oppure potrebbe essere  un'operazione politica a portare sulla poltrona di presidente del consiglio proprio Giardi. E' da diverso tempo, infatti, che il capogruppo del PDL Baldi, in accordo ovviamente con il coordinatore provinciale Mazzoni, predica anche per Prato una specie di governo delle "larghe intese"...Sostiene, cioè, che per via della profonda crisi che vive la città sarebbe importante un accordo PDL-PD per guidare con mano ferma e sicura la possibile rinascita. Quale occasione migliore dell'elezione di una figura istituzionale che assumerà una veste di "super partes" per dare il via, o tentare di iniziare, quell'operazione di alta politica cittadina?? D'altronde potrebbe essere proprio Enrico Giardi l'uomo più indicato. Rammentiamo che si è ultimamente caratterizzato per alcune prese di posizione davvero "bipartisan". In occasione della proposta abolizione della Provincia di Prato si schierò, differenziandosi all'interno del PD, con lo schieramento contrario, guidato dal PDL. Giardi, inoltre, è stato organizzatore e protagonista del convegno sulla "Buona Politica" che si è tenuto in primavera al Politeama Pratese. L'iniziativa era stata ideata e realizzata insieme a Maurizio Bettazzi ed a Gianni Cenni!  

LEGGE SEVERINO/A(2)-LUCIO MALAN

BEPPE SALVA SILVIO (??)


Se fosse Grillo a salvare il Cav... 
di Sara Ventroni (Unità.it 21.08.2013) 
Ogni giorno gli aruspici interrogano il volo dei falchi e delle colombe per decifrare la volontà di Silvio. Le previsioni hanno la durata e l’affidabilità dell’oroscopo giornaliero.
Anche se le vie d’uscita sono poche, forse meno di due, le ipotesi in campo si squadernano come una teoria del caos dove tutto sembrerebbe possibile. Perfino un’imminente rielezione...
In omaggio al nonsense di questo scorcio di cronaca patria, e per rispetto a Silvio Berlusconi, si tiene conto di tutte le variabili, anche le ipotetiche di terzo grado, con tediosissimi approfondimenti intorno alla bontà della legge Severino, per profilare scenari futuribili: dalle successioni dinastiche take-away, alla candidatura del Cavaliere per elezioni di novembre, come se Napolitano non aspettasse altro che sciogliere le Camere per l’estate di San Martino.
In questa fuffa di previsioni, dove a ogni dichiarazione di un falco corrisponde un timore inespresso di una colomba di governo, forse tocca spostare lo sguardo sulla calotta di Montecitorio, oltre il dito e perfino oltre la luna: verso l’Empireo di quelle supernove, monadi luminescenti di una luce che mentre arriva è già testimonianza di una materia inerte e collassata, anche se pentastellare. E dunque. L’ipotesi scientifica, la cosmicomica di questa metà agosto – o meglio: il sospetto di una notte di mezza estate – è una congettura probabile, e non del tutto impossibile.
Mettiamo che, al voto in aula sulla decadenza del senatore Silvio Berlusconi, complice il segreto dell’urna elettronica, i Cinque Stelle votassero contro. Mettiamo, per esempio. È un’ipotesi da non escludere.
Nessuno si scandalizzi. Tutto può succedere, perché di fatto è già successo. La Lega antagonista degli anni Novanta, la Lega che nelle mani di Luca Leoni Orsenigo il 16 marzo ’93 agitava il cappio dagli scranni della Camera contro i politici corrotti, quella Lega, meno di un mese dopo, al voto sull’autorizzazione a procedere, il 29 aprile, nel segreto dell’urna offriva il suo piccolo, ma essenziale, contributo per salvare Bettino Craxi.
Che dire? Era la Lega rivoluzionaria dell’età dell’oro. La Lega pura e dura, prima degli scandali di Belsito, prima dei diamanti e delle ramazze. La Lega metafora del nuovo, ruspante e autentica, che sgomitava per dare il colpo di grazia alla Prima Repubblica.
Era la Lega contro i partiti. La Lega superiore, per razza e territorio. La Lega rozza ma purificatrice. La Lega del bagno iniziatico nel Po. La Lega che sdoganava l’insulto primitivista, il dito medio come fattore empatico, ed egemonico, sugli arrabbiati di tutto il Nord.
Nel pensiero antagonistico dei sedicenti rivoluzionari – solitamente molto più gattopardeschi di quanto si possa confessare agli elettori – mantenere in vita il nemico, senza parlarci, è sempre garanzia di sopravvivenza. Un darwinismo pataccaro, da mignatta: finché vivi tu, vivo pure io.
E dunque: dopo gli hors-d’oeuvre dei vaffanculo in piazza, dopo l’impresa dannunziana nello stretto di Messina, dopo gli insulti in libertà offerti come linguaggio biliare, e tanto liberatorio, che esclude dal cerchio della fiducia chiunque non sia della tribù; dopo il fango sulle istituzioni, e dopo la marcia indietro davanti a possibili responsabilità. Dopo tutto, insomma, salvare Silvio conviene.
Solo così è possibile, per il movimento di Gianro&Beppe, conquistare la frontiera della piena entropia istituzionale; ipotesi di ripiego, sì, ma concretamente percorribile, rispetto alla conquista del 51 per cento, per ora solo materia di escatologia elettorale.
Imbalsamare Silvio è, per Grillo, l’unica possibilità di evitare il buco nero di una responsabilità di governo, nel caso in cui il Pdl facesse cadere i suoi ministri, e ai Cinque Stelle venisse chiesta una prova di impegno, su punti precisi, per salvare l’Italia.
L’ipotesi, inoltre, consentirebbe di sigillare in ceralacca le ingiurie quotidiane contro un Parlamento democraticamente eletto ma, per il capogruppo Nicola Morra, già illegittimo, e cucire la lettera scarlatta sul petto del Pd. Insomma, ci sarebbe tutto da guadagnare. Si potrebbe perfino scalzare Sel – disponibile a garantire una legge elettorale e il rifinanziamento della cassa integrazione – e attestarsi in opposizione perpetua.
Una prospettiva di crescita legata al tasso di indignazione, e dunque di indotto elettorale. Potrebbe succedere. È già successo. Hasta la victoria, qualunquemente.

RIFORMA ELETTORALE. MODELLO AUSTRALIANO

RADIO CARCERE

POLE O NON POLE??

Ma al Pd ci sono o ci fanno?

di Marco Perduca (Huffington Post)

Se Shakespeare, che gettava sempre un occhio alla politica, avesse la sfortuna di re-incarnarsi nell'Italia del Terzo Millennio ad Amleto che s'interroga sul significato di certe cose terrene, tipo le sorti del Partito democratico, farebbe pronunciare un "to be or not to be" leggermente modificato che tradotto in italiano sarebbe appunto "esserci o farci"?
Pole un partito che per nascere deve far cadere il presidente del consiglio - nominato a furor di popolo da milioni di "progressisti" - permettissi d'essere una forza di governo che affronti le priorità del Belpaese? No, sì, s'apre i' dibattito! E apriamolo allora questo benedetto dibattito. E invece no, siamo sempre lì a discutere di regole per le primarie e a individuare una data per il congresso che sia tatticamente meno inopportuna.
Nel 1994, quando facevo il servizio civile tra Firenze e Prato nella post-sovietica cittadina di Calenzano, Walter Veltroni, allora direttore de l'Unità, ebbe l'idea di allegare il Vangelo al suo quotidiano. Ebbene, all'edicola dietro la casa del popolo dove quotidianamente ritiravo i giornali per la biblioteca comunale, si sentivano gli ex-partigiani moccolare, come si dice in Toscana (cioè bestemmiare) con energia e creatività degne di migliore finalità. Non stento a immaginare situazioni simili quando alla TV della medesima casa del popolo, che penso esista ancora, la dirigenza del Pd si rincorre con dichiarazioni contrastanti circa i tempi e modi delle benedette primarie o sulla data del "congresso". Moccoli come dare in terra!
Dalla fondazione dell'Ulivo ci è sempre stata venduta la versione ufficiale della storica fusione di due tra le maggiori "tradizioni" politiche italiane: quella post-comunista e quella cattolico-democratica. Nientemeno! Cotanta storica fusione però, che non poteva né doveva imporre i valori di un gruppo su quelli dell'altro, ebbe come primo risultato concreto quello di far tornare a Palazzo Chigi l'odiato Cavaliere. Un esordio niente male no?
Come si sa chi mal comincia è molto più che a metà dell'opera e infatti, da allora, ogni impresa del Pd ha avuto come risultato il disamore verso la politica "democratica" da parte dei suoi elettori e simpatizzanti se non il disamore della politica tout court da parte di ampie fette dalle italiche genti.
Pole quindi una classe dirigente che è stata parte integrante e strutturale di un regime che ha sostituito gli interessi dei partiti a quelli dei cittadini candidarsi a cambiare alcunché? O, meglio ancora, pole chi è cresciuto all'ombra di questi comportamenti finché gli ha fatto comodo poter esser percepito come il "nuovo che avanza"?
Secondo me non pole, ma siccome in politica l'intransigenza non va scambiata colla possibilita di poter comunque cavare del sangue anche dalla rape, prima di dare una risposta definitiva all'amletico dubbio suggerisco a la vecchia e nuova classe dirigente del Pd - o ai potentati, o alle oligarchie, o alle bande - tesi in singolar tenzone alla sfida per un congresso che a oggi non ha ancora regole né data di incaricare qualche giovane stagista al Nazareno di guardarsi un po' in giro e, tra una navigata e un'altra, di partecipare a questo giochino; ci potrebbero scovare qualche tema di dibattito politico in più rispetto a quel poco che quotidianamente ci fanno arrivare in mondovisione.
Quando nel settembre 2007 Marco Pannella tentò di partecipare alle primarie del Pd, molti degli elettori di "centro-sinistra" colsero l'opportunità dialettica offerta dalla possibilita di includere nel dibattito politico del Partito democratico obiettivi di riforme che la sinistra liberale in Italia pone come prioritari da decenni: Stato di Diritto, libertà civili e riforma dei corpi intermedi (per dirne alcuni). Oggi Pannella ci pensa di nuovo ma, comprensibilmente, l'entusiasmo è difficile da recuperare - anche se le urgenze son sempre le stesse - anzi la situazione s'è aggravata.
Quando nel mio piccolo partecipai alla prima edizione della "Leopolda", quella che Matteo Renzi aveva convocato con Pippo Civati e Debora Serracchiani a Firenze nel novembre del 2010, potei ascoltare interventi di dirigenti e militanti del Pd che, non sapendolo, dicevano le stesse cose che sento dire in Casa Radicale da 30 anni - questa la mia reazione dal palco. Ritengo ragionevole ipotizzare che il popolo democratico continui a intravedere in quei temi obiettivi politici da perseguire per far fare all'Italia un millimetro nella direzione delle riforme necessarie a un regime non più democratico.
Sarà mica per quello che al Pd vogliono distrarre i loro seguaci facendo suscitare reazioni alla o "ci sono o ci fanno" piuttosto che avviare un confronto sulla politica? Occhio amici e compagni del Partito democratico perché, dopo "essere o non essere, Amleto si interroga "se sia più nobile d'animo sopportare gli oltraggi, i sassi e i dardi dell'iniqua fortuna, o prender l'armi contro un mare di triboli e combattendo disperderli". A Calenzano, terra di cacciatori, di armi, come di moccoli, ce n'è parecchie in giro ;-)

SOLE (34)


mercoledì 21 agosto 2013

CREAF E IMMOBILIARE SPA


Dunque, senza alcun pudore, il presidente di CREAF Luca Rinfreschi (già presidente della Camera di Commercio...gira gira son sempre gli stessi nomi che circolano in quasi tutti gli enti pratesi...da Andrea Cavicchi, presidente UIP e già presidente del Museo del Tessuto, a Carlo Longo, già presidente dell'UIP, della CCIAA, di GIDA ed adesso di Interporto, da Alessandro Canovai presidente riconfermato ad ASM a Roberto Cenni, già presidente della Fondazione Cariprato, sindaco e presidente del Pecci; da Umberto Cecchi, consigliere del sindaco e presidente del Metastasio a Lamberto Cecchi, ex presidente UIP, consigliere del sindaco e consigliere del Metastasio; da Federico Mazzoni, ex presidente di ACI, consigliere del sindaco e presidente di EPP; da Irene Sanesi, le cui poltrone sono così numerose da non poter essere riassumibili in breve spazio a Roberta Betti, già presidente del Metastasio, attualmente presidente del Politeama Pratese e vice presidente dello stesso Met, ecc. ecc. tutti poi, naturalmente, radunati nell'assemblea dei soci della Fondazione Cariprato..) è tornato a chiedere un nuovo finanziamento per la società che presiede. Stavolta, giura, basteranno 8 milioni di euro!! Serviranno (dovrebbero servire..) per terminare i lavori in corso all'immobile di Via Galcianese. Che, se completato, sarà costato ai cittadini la non indifferente somma di oltre 30 milioni di euro. Per intendersi quasi 60 miliardoni delle vecchie lire!!! Tuttavia Rinfreschi ha un problema di non poco conto. Gli 8 milioni non potranno essere sborsati dalla Provincia di Prato o dagli altri soci. Una norma del governo Monti, in costanza di spending review, vieta questa operazione di ricapitalizzazione delle società in house!! Ed è  per questo allora che Rinfreschi bussa alle porte di Enrico Rossi e della Regione! Che non è socia di CREAF. Ma ugualmente interessata alla sorte dell'immobile di Via Galcianese. Proprio in quei locali, infatti, dovrebbe trovare sede la nuova joint venture prato-cino-fiorentina annunciata qualche settimana fa dal governatore toscano.
La nostra Provincia, che noi abbiamo rinominato Immobiliare SpA, ha condotto questa legislatura all'insegna del "mattone". Esattamente come le altre, peraltro.  
Quando a gennaio 2014, forse, l'ente si estinguerà per inerzia legislativa (sarà "liquidato" da un commissario, di norma il presidente uscente..) l'eredità immobiliare che l'ente lascerà sarà ingente ed assai onerosa per le casse pubbliche. 
Tralasciando l'incredibile e straordinaria vicenda di Palazzo Vestri, ristrutturato con cambio di destinazione dalla Provincia che ne ha sfruttato gli ambienti per pochissimi anni pagando, tuttavia, una regolare locazione, ed è poi recentemente ritornato del tutto libero e nuovissimo alla fortunata proprietà, Immobiliare SpA si troverà a lasciare in eredità l'ex sede della Misericordia pratese di Via del Seminario; il palazzo Gori, sempre di proprietà della Provincia ed anch'esso proveniente dalla triangolazione con Comune e la stessa Misericordia che ebbe in cambio l'ex sede di ASM in Via Galcianese. Ed, appunto, lì vicino il cantiere infinito, costoso e chiacchieratissimo anche all'interno dello stesso ente ed anche da spezzoni della stessa maggioranza di centrosinistra, di CREAF. Pure in eredità Immobiliare SpA lascerà Palazzo Novellucci e lo stesso Palazzo Banci Buonamici, sede della Giunta e del Consiglio, organi tutti e due destinati ad essere cancellati dalla riforma in corso.
Quali utilizzazioni di tutti questi edifici siano ipotizzabili nessuno sa. Neppure la stessa Provincia che aveva pur argomentato la necessità del triangolo con  ASM e Misericordia con l'assoluto bisogno di entrare nella disponibilità degli edifici ex sede della pia associazione cittadina per trasferivi parte dei propri uffici, sa adesso cosa fare di tutto quello spazio storico e centrale. Tant'è che in Via del Seminario non v'è stato alcun trasferimento d'uffici provinciali ed anzi il presidente Gestri ha offerto quell'immobile alla Regione in cambio della disponibilità dell'area ex ospedaliera. Palazzo Gori è stato, addirittura, rimesso parzialmente in vendita!!!  Quanto a Palazzo Novellucci si sa soltanto che, forse, un ufficio verrà destinato a diventare la start-up del CREAF secondo le intenzioni formulate dai dirigenti del Polo Tecnologico di Navacchio ai quali è stato subappaltato il percorso di partenza del CREAF stesso!! Allora la domanda sorge spontanea!! Ma se la Provincia ha tutte queste disponibilità immobiliari attualmente deserte e senza prospettive che bisogno c'era dell'acquisizione del vecchio edificio di Via Galcianese per farvi la sede di CREAF?? E perchè la Regione dovrebbe spendere altri 8 milioni pubblici per quella che rimarrà una lussuosa ed inutile cattedrale eretta per le smanie "mattonesche" dell'Immobiliare Spa??      

SIRIA: PRIGIONIERI DI GUERRA (MEETING DI RIMINI)

LEGGE SEVERINO/A??(1)

LEGGE SEVERINO/A???

SOLE (33)


martedì 20 agosto 2013

MILONE, STRANIERI, CINESI


Se a qualche cittadino, ovvero al sindaco Roberto Cenni, oppure all'assessore alla sicurezza urbana Aldo Milone non bastasse osservare l'evidenza, qualche dato numerico, difficilmente contestabile, può rendere bene il senso del completo fallimento delle politiche di contrasto all'emigrazione, clandestina o meno, che la Giunta di centrodestra aveva posto al centro della propria campagna elettorale e delle proprie proposte politiche! E' un fallimento epocale poichè occorre ricordare che Cenni e Milone hanno "governato" questo fenomeno in vigenza delle norme Bossi-Fini sull'immigrazione. Ricordiamo che i due politici nazionali (anzi quasi ex tutti e due...)  avevano assicurato che la loro Legge avrebbe portato ad una sicura diminuzione dell'immigrazione in Italia e ad una migliore gestione degli stranieri sul territorio italiano!! A Prato l'assessore Aldo Milone ha, dice lui, messo in atto tutte le misure che gli competevano per raggiungere i medesimi risultati. La Lega Nord, che è parte costitutiva ed essenziale di questa maggioranza, e che, attraverso i suoi esponenti locali, non manca di fare la "voce grossa" sul "pericolo" costituito dal massiccio arrivo di immigrati, è ugualmente corresponsabile del fallimento!! Sia in Italia che a Prato. Che sia così basta dare un'occhiata alle pubblicazioni edite dall'Ufficio Comunale di Statistica per rendersene conto. In particolare noi abbiamo scorso la "Nota congiunturale sull'andamento della popolazione residente al 31.12.2012"!! Che è pubblicata (http://allegatistatistica.comune.prato.it/dl/20130711172413401/NotaDemo12-doc.pdf) sul sito del Comune di Prato. Da quelle pagine e dai dati che vi sono riportati possiamo enucleare i seguenti numeri:

Popolazione residente              al 31.12.2009              al 31.12.2012

cittadini italiani                           160.481                         157.834
cittadini stranieri                          26.317                            33.158
                                              -------------                     ----------------
popolazione complessiva            186.798                          190.992

Dati chiari no? A fronte di un aumento numerico di 4.194 residenti gli stranieri avanzano di ben 6.841 unità. Senza contare che nel medesimo periodo oltre 1.300 cittadini stranieri hanno ottenuto la cittadinanza italiana!! Nessuna delle politiche messe in campo, nè quelle previste dalla Bossi-Fini e men che meno quelle cittadine dello "sceriffo" Milone, hanno scalfito il flusso migratorio verso la nostra città! Che, anzi, proprio sotto la Giunta Cenni ha raggiunto un vero e proprio apice di immigrazione. Dal 2010 al 2012, infatti, i nuovi cittadini stranieri che si sono iscritti nella nostra anagrafe sono stati complessivamente 20.301!! Una cifra record anche rispetto agli anni del boom dell'immigrazione straniera a Prato! In cima alla classifica dei residenti stranieri in città troviamo, ovviamente, i cittadini cinesi. Che erano:

                30 giugno 2010                                      30 giugno 2013

                      11.484                                                    15.591

con un aumento di ben 4.107 unità!!! Dunque il cosiddetto "lodo Milone" non ha portato ad alcun significativo risultato neppure sotto il profilo della presenza dei cittadini cinesi. Che alcune fonti giornalistiche danno, ad intervalli quasi regolari, come in uscita da Prato ma che la forza brutale dei numeri e delle statistiche smentisce con altrettanta regolarità. Ed è forse per questo, per cercare di mascherare il fallimento della propria azione di contrasto all'immigrazione cinese e non che Aldo Milone da qualche giorno ha alzato il tono dei suoi interventi pubblici. Che, sempre di più, vanno assumendo le forti e vergognose tinte della xenofobia e della vera e propria discriminazione razziale!! 
Milone deve rispondere del suo fallimento, e lo intende fare nella maniera più "semplice", ovvero "istigando", consapevolmente o meno poco importa,  a vere e proprie crociate "popolari" contro gli immigrati, in special modo i cittadini residenti nel cosiddetto Macrolotto ZERO. Ossia la Chinatown pratese. Lì nacque e prese forma la lista civica "Prato Libera e Sicura"! E proprio quel quartiere, nel quale la lista fece il "pieno" di voti, rischia di diventarne pure la tomba! E' significativo, infatti, che le critiche più motivate a Milone arrivino dal fondatore, presidente e testa di lista alle amministrative del 2009, Bruno Gualtieri. Deluso da Milone e dall'amministrazione comunale ha deciso di dimettersi da ogni sua carica in PLS!! Gualtieri, residente in Macrolotto ZERO, può essere considerato il prototipo dell'abitante italiano di Chinatown. Irretiti dalle promesse di Aldo Milone adesso si ritrovano al punto di partenza. Nel loro Quartiere niente s'è mosso da allora per cercare di migliorarne la vivibilità. I continui blitz di VV.UU. e Forze dell'Ordine, pur se ampiamente giustificati, sono restati dei pugni scagliati nel vuoto. Non hanno minimamente scalfito la capacità della comunità cinese di "egemonizzare" dopo averlo "colonizzato" quel territorio!! L'unica risposta credibile che poteva e doveva essere data, e che era stata promessa da Sindaco e Giunta, erano interventi decisi sulla struttura urbanistica e sociale del Macrolotto ZERO (ma sì..la famosa "RIQUALIFICAZIONE")! Che, tuttavia, son restati sogni, ma neppure delineati chiaramente, negli ampi cassetti degli uffici comunali. Anzi proprio in Macrolotto ZERO è proseguita e prosegue la logica perversa dei Piani di Recupero. Ovvero delle demolizioni delle vecchie fabbriche e capannoni per ricostruirvi residenze di nessuna qualità intrinseca e buoni solo ad ingrassare la rendita immobiliare!! Come a dire che il mare nel quale nuota la comunità cinese non è stato affatto depurato e men che meno essiccato!! L'amministrazione comunale, al di là degli interventi spettacolari ma poco incisivi di Milone e C.,  vi ha invece immesso altra acqua!! 
Ed è di fronte a questo evidente fallimento delle politiche della Giunta Cenni/Paradiso/Milone ovvero PDL/Lega Nord/PLS che il dibattito politico raggiunge "vette stratosferiche" con le nuove proposte "di contrasto" alla comunità cinese "studiate" dal geniale Aldo Milone. Che propone, dall'anno prossimo, per invertire il tasso di presenza cinese alla festa di Ferragosto, di non distribuire più "a uria" il tradizionale, umile e poco costoso cocomero, ma l'altrettanto tradizionale, ma nobile ed assai costoso, "cantuccino e vinsantino"!! Ma Milone poi è proprio sicuro che davanti a questa prelibatezza locale i nostri amici cittadini cinesi si ritrarrebbero per lasciare il passo ai "pradesi"??


CAMERA PENALE


CAMERA PENALE DI PRATO
Aderente all’Unione delle Camere Penali Italiane

Apprendiamo da un comunicato del Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria e dai consueti trafiletti sulla stampa locale che il 13 agosto u.s., presso la Casa Circondariale di Prato, si è verificato l’ennesimo suicidio di un detenuto, che ha approfittato dell’ora d’aria per restare solo in cella ed impiccarsi.
Prosegue la strage silenziosa che da mesi l’Unione delle Camere Penali Italiane denuncia con la campagna “Fate Presto” e con molte altre iniziative, l’ultima delle quali ha portato i penalisti pratesi ad agire direttamente nelle strade della nostra Città per raccogliere firme a sostegno delle “3 Leggi per la Giustizia e i Diritti”, disegni di legge di iniziativa popolare finalizzati anche al miglioramento delle condizioni di vita dei reclusi ed al ripristino della legalità costituzionale all’interno degli Istituti di pena.
Il 23 novembre 2012, giornata di mobilitazione nazionale dei penalisti sull’Emergenza Carcere, avevamo incontrato, presso il locale Palazzo di Giustizia, i rappresentanti delle Istituzioni e delle Associazioni di volontariato che operano nel settore, diffondendo le immagini dell’impressionante documentario “Prigioni d’Italia”, uno spaccato della desolante situazione di degrado incontrata dalle delegazioni dell’Unione delle Camere Penali Italiane durante le visite effettuate negli Istituti di detenzione in varie parti d’Italia, e divulgando i tristi numeri del sovraffollamento della Casa Circondariale di Prato, giunto ai suoi massimi storici: da allora, ancora attendiamo che la Direzione dell’Istituto autorizzi l’ingresso di una nostra delegazione anche in questo Carcere.
Nel frattempo, il dibattito politico, nonostante le condanne che ci arrivano dall’Europa e gli appelli del Presidente della Repubblica, ha partorito un provvedimento che, a dispetto dell’etichetta giornalistica di “Svuota Carceri”, è destinato a rappresentare poco più di una goccia nel mare.
E intanto la strage continua, nell’insostenibile situazione di dover assistere inermi al continuo sacrificio di vite umane. Ecco perché non si può restare in silenzio.
Per questi motivi, La Camera Penale di Prato, oltre ad esprimere il proprio cordoglio, torna a denunciare le condizioni di degrado e di sofferenza in cui versano i detenuti custoditi presso la locale Casa Circondariale, sia per l’estremo sovraffollamento dei reclusi che per l’ormai endemica carenza di personale carcerario, invocando l’adozione non più procrastinabile di concreti provvedimenti per il ripristino della legalità e della dignità umana ed invitando tutti i Colleghi ad aderire all’astensione collettiva proclamata dall’Unione delle Camere Penali Italiane per i giorni 16/20 settembre pp.vv., anche e soprattutto per portare l’attenzione della società civile e della politica su questi temi e per sollecitare su di essi una riflessione comune.

Prato, 16 agosto 2013

Il Referente dell’Osservatorio Carcere per la Camera Penale di Prato, avv. Gabriele Terranova
Il Presidente della Camera Penale di Prato, avv. Manuele Ciappi.

DECADENZA BERLUSCONI

PICCOLI OMICIDI (?)


Omicidi al minimo storico, ma non fa notizia
di Alessandro Litta Modignani

Nella tradizionale conferenza stampa di Ferragosto, il ministro degli interni Alfano ha reso noti i dati sulla situazione della criminalità in Italia. L’attenzione dei commentatori si è per lo più concentrata, giustamente, sul fatto che circa un terzo delle persone assassinate sono donne (il tragico fenomeno del cosiddetto “femminicidio”). Ma questo dato percentuale, certo inquietante, ne ha purtroppo offuscato un altro, ancora più importante e a ben vedere clamoroso, sul quale poco o nulla è stato scritto: gli omicidi in Italia continuano a diminuire e hanno fatto registrare quest’anno un nuovo minimo storico.
Nell’ultimo anno sono state uccise 505 persone, annuncia il ministro degli Interni. Nel 1992, l’anno di Falcone e Borsellino per intenderci, gli omicidi in Italia furono 1.065. Sono dunque crollati di oltre il 50% negli ultimi venti anni, in concomitanza – guarda un po’ – con l’esplosione del fenomeno migratorio. Vent’anni fa c’erano in Italia forse mezzo milione di immigrati, oggi ve ne sono oltre 5 milioni. Dunque mentre gli immigrati decuplicavano, gli omicidi si sono più che dimezzati. Cari leghisti, razzisti, forcaioli e allarmisti vari: come la mettiamo…?
Eppure l’attenzione dell’opinione pubblica si concentra altrove, si creano nuove tensioni sociali e nuove paure. E’ ben vero che, da sempre, contano solo le cattive notizie mentre le positive non interessano a nessuno; eppure, da parte delle grande stampa e dei mezzi di comunicazione, un po’ di informazione obiettiva, equilibrata, pacatamente riflessiva e ben documentata non guasterebbe. Aiuterebbe l’opinione pubblica a ragionare partendo dai dati reali e dai fatti, invece che da impressioni casuali e pulsioni irrazionali.
In questo contesto, l’oscar della malafede e del cattivo giornalismo spetta come sempre al quotidiano Libero, organo ufficioso delle destra più becera e illiberale. Il 15 agosto il sito Liberoquotidiano.it riferisce così la notizia: “Uccise 505 donne in Italia, il 30% del totale”. Avete capito? Pur di seminare odio, panico e paura, Libero non esita a triplicare il dato diffuso dal ministero degli Interni, stravolgendo la verità. Lo so, ora diranno che a Ferragosto una svista può capitare a chiunque. Io invece sono convinto che certi errori non avvengano mai per caso, ma che al contrario siano la spia di un riflesso sintomatico e assai significativo, indice di malcostume giornalistico e di una pessima mentalità.
da http://restiamoliberali.blogspot.it

EGITTO: CHIESE



Comunicato della Chiesa Cattolica in Egitto

La Chiesa Cattolica in Egitto segue con sofferenza e speranza gli avvenimenti di terrorismo, morti, incendi di chiese, scuole e istituzioni pubbliche che sta vivendo il nostro paese.
Spinti, perciò, dall'amore per il nostro paese e in segno di solidarietà con tutti coloro che amano l'Egitto, siano essi cristiani o musulmani, cerchiamo, secondo le nostre possibilità, di comunicare con numerose organizzazioni nel mondo per chiarire la verità dei fatti. Desideriamo confermare quanto segue:
Il nostro sostegno fermo, cosciente e libero a tutte le istituzioni del paese e in particolare alla polizia egiziana e alle forze armate per tutti gli sforzi che stanno compiendo per proteggere il paese.
Il nostro apprezzamento per la posizione dei paesi che comprendono la natura del corso degli avvenimenti e nello stesso tempo il nostro rifiuto categorico di ogni intromissione negli affari interni dell'Egitto o di ogni tentativo di influenzare le sue supreme decisioni, da qualsiasi parte provengano e per qualsiasi pretesto.
Il nostro ringraziamento a tutti i media egiziani e stranieri che trasmettono le notizie e i fatti con oggettività e onestà, mentre biasimano i media che diffondono bugie e falsificano la verità con lo scopo di deviare l'opinione pubblica mondiale.
Il nostro ringraziamento a tutti i nostri connazionali musulmani rispettabili che ci sono stati vicini, secondo le loro possibilità, per difendere le nostre chiese e le nostre istituzioni.
E infine ci rivolgiamo alla coscienza mondiale e a ogni capo di stato perché comprendano e credano che ciò che accade in Egitto ora non è un conflitto politico tra fazioni diverse, ma una lotta di tutti gli Egiziani al terrorismo.
Concludendo presentiamo le nostre condoglianze ai familiari e parenti delle vittime e chiediamo al Signore la guarigione dei feriti.

Viva l'Egitto libero



Comunicato della Chiesa Copta Ortodossa egiziana a proposito dell'attuale situazione in Egitto

La Chiesa Copta Ortodossa d'Egitto sta seguendo gli sviluppi dei tragici eventi che stanno avendo luogo sul territorio del nostro paese, l'Egitto.
La Chiesa copta egiziana ribadisce di stare fermamente al fianco delle forze dell'ordine egiziane, delle forze armate e delle altre istituzioni del popolo egiziano contro i gruppi di violenza armata e del terrorismo, che opera all'interno dell'Egitto e all'esterno, contro le aggressioni perpetrate ai danni dello Stato e delle chiese, che vivono in pace; contro gli atti terroristici ai danni dei cittadini, siano essi copti o musulmani, contrari alle religioni, all'etica e all'umanità.
Nell'apprezzare la posizione delle nazioni amiche e leali che comprendono la reale natura degli eventi attuali, condanniamo fortemente invece, le falsificazioni mediatiche diffuse dai Paesi occidentali, invitandoli a leggere obiettivamente la realtà dei fatti e non dare una copertura internazionale o politica a queste organizzazioni terroristiche e sanguinarie e a tutti coloro che vi appartengono, perché esse stanno cercando di diffondere la devastazione e la distruzione nella nostra amata patria.
Facciamo appello ai media occidentali e internazionali di impegnarsi a offrire un'immagine veritiera di quanto sta accadendo, con tutta veridicità, onestà e lealtà. Nell'esprimere le dovute condoglianze a tutte le vittime e ai martiri caduti nel dovere, e nell'augurare una pronta guarigione ai feriti, restiamo ancorati all'unità nazionale e respingiamo totalmente qualsiasi tentativo di trascinare il Paese verso uno scontro confessionale, e consideriamo del tutto inaccettabile ogni ingerenza straniera negli affari interni egiziani. Se la mano del male si avvicina per dare alle fiamme, uccidere e distruggere, la mano del Signore è più vicina per proteggere, rafforzare e costruire.
Noi abbiamo fiducia nel sostegno di Dio, che farà attraversare al popolo egiziano questi giorni critici della nostra storia verso un domani migliore e un futuro luminoso nel quale regneranno la giustizia, la pace e quella democrazia che merita il valoroso popolo della Valle del Nilo.

Lunga vita all'Egitto libero e fiero.

ITALIA E COMPETIZIONE INTERNAZIONALE

MEETING DELL'AMICIZIA

PIOGGIA


lunedì 19 agosto 2013

ALDO MILONE (ED IL RE DI PRUSSIA)


Periodo decisamente sfortunato questo per il nostro amico Aldo Milone, assessore alla sicurezza urbana di Prato. Nell'ultima settimana di luglio aspettava "a gloria" l'arrivo in città, preannunciato più e più volte, del Ministro dell'Interno Angelino Alfano. Sarebbe stata una specie di "rivincita" per la nostra città, la nostra Giunta, il nostro Sindaco. Proprio Milone, infatti, c'aveva raccontato di 5 o 6 telefonate partite dagli uffici del sindaco verso il Ministero dell'Interno e rimaste, sfortunatamente, sospese nell'aria. Il Ministro Alfano, e neppure qualcuno del suo staff, s'era mai dato la pena di rispondere alle chiamate e men che meno di richiamare a loro volta!! Dunque quando, per i buoni uffici, s'intende, del senatore Mazzoni il ministro e coordinatore nazionale del PDL aveva concordato una sua, seppur breve, presenza in città, Milone s'era come rianimato e rinvigorito. Coadiuvato dal Comandante della Polizia Municipale aveva passato un'intera nottata in Piazza Macelli a ritagliare quotidiani, riviste ed a stampare articoli dei webmedia, in modo da confezionare un dossier sui mali cittadini, un vero e proprio cahier de dolèances, da mostrare al ministro di polizia non appena avesse toccato il suolo pratese!!
Purtroppo per Milone il contesto politico governativo e quello interno al PDL non consentì ad Angelino di rispettare il suo impegno. E neppure la data di riserva allestita in tutta fretta, il 5 agosto, vide Alfano varcare i sacri confini della nostra città. La definitiva condanna inflitta dalla Cassazione a Silvio Berlusconi mise decisamente in secondo, terzo e quarto piano la sua promessa di una visita a Prato!! Cosicchè il dossier Milone-Pasquinelli è rimasto in uno dei cassetti dello sgarrupatissimo comando di Piazza Macelli!! Ma, ed è quel che più conta, Milone non ha potuto più contare sul grande impatto mediatico, in città s'intende, che la visita gli avrebbe consentito d'ottenere!!
Ma Aldo non s'è perso d'animo. Archiviato l'Angelino ha cominciato a spingere sull'accelleratore della sua visione della città. Dal punto di vista della legalità, della prevenzione e soprattutto della repressione dei noti fenomeni presenti nella nostra comunità cinese. Accentuando assai i toni quasi xenofobi e razzistici dai quali, almeno per un periodo, si era tenuto lontano. Gran presenza su FB e sulla stampa nostrana. Qualche ovvia polemica; e, nei suoi confronti, molta solidarietà ed altrettanta diffidenza ed antipatia! Normale amministrazione, ovviamente! Fino alla cocomerata del 15 agosto!! Nell'atteggiamento tenuto e nei commenti successivi Aldo Milone ha davvero preso le distanze da Sindaco e Giunta comunale di Prato. Pur continuando a farne parte!! Vengono al pettine nodi antichi ma uno in particolare: quale deve essere l'atteggiamento della città e del governo cittadino nei confronti della numerosissima comunità cinese?? Ovvero come "trattare" i  30 o 40.000 cittadini asiatici presenti sul nostro territorio regolarmente oppure privi di qualsiasi pezza d'appoggio rilasciata da nostre autorità?? Milone s'è espresso chiaramente per una specie di "ghettizzazione" che sommata al tradizionale autoisolamento della comunità cinese renderebbe ancor di più d'adesso quei cittadini un sostanziale corpo estraneo della nostra città!! Dall'altra il sindaco Cenni e l'assessore all'integrazione Giorgio Silli che la pensano, evidentemente, in maniera diametralmente opposta!! Quanto tempo potrà andare avanti questa evidente dicotomia nessuno sa dire. Tuttavia anche queste contrapposizioni generano tutte quelle incertezze sulle politiche del centrodestra verso la questione immigrazione che hanno contribuito, non poco, a paralizzarne l'azione di contrasto alle tante illegalità che era uno dei punti principali del programma elettorale di Cenni, PDL, Lega Nord e Prato Libera e Sicura!!
Oltre alle "bacchettate" metaforiche di Cenni e Silli (and company...) Milone è anche rovinosamente caduto per mano "amica". O meglio ex amica!! Il suo "socio" di 4 anni fa nella fondazione e conduzione di Prato Libera e Sicura, Bruno Gualtieri, da tempo in dissenso con la politica miloniana, ha ribadito la sua convinzione del completo fallimento dell'opera di Aldo Milone nel contrasto alle illegittimità ed illegalità rinvenibili abbondantemente nella comunità cinese. In specie sul territorio del cosiddetto "Macrolotto Zero"!! Non bastassero le rampogne ed il "fuoco amico" di Gualtieri nelle ultime ore Milone deve subire anche l'abbandono di Prato Libera e Sicura da parte dell'unico consigliere comunale che vi aveva recentemente aderito: Giancarlo Auzzi!! Che ha annunciato per i primi di settembre l'adesione ad un futuro rassemblement di destra "estrema" che, secondo l'ex consigliere del PDL, sarà pure in campo nelle prossime elezioni amministrative concorrenziale, dunque, a Prato Libera e Sicura ed a Milone stesso.
Come dire appoggia, frequenta e vedi Milone e poi lascialo solo!! Perchè questo, all'insaputa, forse,  dell'assessore, sembra il destino delle battaglie politiche miloniane. Servono a lui per imporre il suo personaggio presso l'opinione pubblica (in positivo od in negativo, poco importa...) ma rafforzano la sensazione che anche stavolta Milone "lavori" per il "Re di Prussia" di turno. Già nel 2009, elezioni amministrative, Milone, pur godendo di ottima e amichevole stampa, e partendo da grandi prospettive (fu anche lì lì per diventare il candidato sindaco dell'intero centrodestra...) raggranellò una miseria di voti: poco più del 2,6% pari a 2.600 suffragi! Nemmeno sufficienti per far scattare l'elezione di 1 (uno) consigliere comunale. Ma contribuendo, non poco al grande successo della Lega Nord a Prato con l'elezione di ben 3 (tre) consiglieri comunali. I cittadini affetti da xenofobia e razzismo (latente o meno) nell'urna preferirono affidare il loro consenso al partito (allora) di Umberto Bossi. Non all'associazione di Milone e Gualtieri (allora)!! Scommettiamo che pure per il 2014 all'apertura delle urne, Milone s'accorgerà che altrì si saranno avvantaggiati delle sue "dure e pure" battaglie contro l'onda immigratoria!! Destino iterato, destino ingrato, destino sfortunato!!!!           

DINO MARAFIOTI



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