sabato 28 settembre 2013

ENRICO ROSSI E L'ARCHITETTO ZITA


Questa è la strana storia dei rapporti tra il governatore della Toscana Enrico Rossi e l'ex governatrice dell'Umbria Rita Lorenzetti. Con in mezzo l'architetto e dirigente regionale dell'ufficio VIA (Valutazione dell'Impatto Ambientale) Fabio Zita.
Questo architetto Zita non è l'ultimo dirigente della Regione Toscana. Pare, anzi, che nel suo ambito di lavoro fosse uno dei più competenti, non solo nella Regione ma in Italia. Tant'è che è anche membro della Commissione ministeriale per il VIA. Tuttavia secondo l'ex presidente della Regione Umbria Zita era, testualmente, un "terrorista" ed è per questo che Lorenzetti telefona all'amico di partito e di corrente Enrico Rossi perchè provveda a toglierlo di mezzo.
Zita, in pratica, cercava di far applicare le normative nazionali e comunitarie sullo smaltimento delle terre di scavo. Si parla degli scavi in corso a Firenze per il sottopassaggio ferroviario della città. E del collocamento in discariche più o meno vicine e più o meno legittime delle migliaia di tonnellate di materiali che la grande fresa "Monna Lisa" produce e produrrà. Va da sè che lo smaltimento in un modo od in un altro di quelle terre di scavi comporta spese del tutto differenti. Chiaro che la Lorenzetti era più che altro interessata, come presidente dell'appaltante Italferr, a spendere il meno possibile nell'operazione. E dall'amica Regione Toscana s'aspettava un trattamento adeguato. Magari non di favore ma certamente con qualche occhio socchiuso. Purtroppo per lei ha incontrato su questo suo cammino l'architetto Zita. Che non le ha fatto alcun sconto. E ritrovandosi, magari proprio per questo, sbattuto fuori dal suo incarico per ordine del Direttore Generale della Regione Barretta. Enrico Rossi era informato di tutto. Non può smentire. Purtroppo per lui ci sono le registrazioni telefoniche che dimostrano i suoi ripetuti contatti e richieste d'aiuto della Lorenzetti. Fino ad oggi però Rossi aveva sempre dichiarato che l'architetto Zita era stato trasferito ad altro incarico nell'ambito di una normale turnazione di dirigenti regionali disposta dal direttore generale. Oggi, tuttavia, Rossi dice qualcosa di più e di diverso. Secondo quest'ultima versione Zita sarebbe stato trasferito perchè responsabile di procedure illegittime e per non seguire pedissequamente le indicazioni della Regione e del suo presidente.
Le due versioni sono così diverse che, nel frattempo, deve essere successo qualcosa di più grave. Dalla versione di uno Zita trasferito per una "normale" turnazione dirigenziale si passa adesso Rossi ad uno Zita dipinto come un "mariuolo" qualsiasi che non solo infrange leggi e regolamenti nazionali e regionali ma disobbidisce pure alle direttive dei suoi superiori.
Nel frattempo anche l'assessore all'ambiente della Regione, Bramerini, alla quale Rossi aveva tolto la competenza sul VIA si toglie qualche sassolino dalle scarpe. Sostenendo che la rimozione di Zita fu disposta personalmente da Rossi, l'amico politico della Lorenzetti.
Sarebbe bene che Enrico Rossi chiarisca questa storiaccia. E dica chiaramente ai cittadini toscani i veri motivi del trasferimento di Zita e la sua sostituzione al VIA con altra dirigente assolutamente digiuna della materia. Che, naturalmente, ha agito, consapevolmente o meno, personalmente o meno, nella direzione voluta dalla zarina umbra Rita Lorenzetti.  

CONSIGLIO DEI MINISTRI

EMMA BONINO A NY

LA VERIFICA

CARCERI

VIGILANZA RAI

SERENO


venerdì 27 settembre 2013

PORCELLO TOSCANO


Sembra (..sembra) che la Commissione del Consiglio regionale della Toscana, presieduta da Daniela Lastri, stia terminando il suo lavoro di revisione della nostra legge elettorale. La legge che fece da battistrada al porcellum nazionale di Calderoli & co. La legge con le liste bloccate e l'impossibilità per gli elettori di scegliere, in qualche modo, i propri rappresentanti preferiti. Quella legge fu il frutto avvelenatissimo delle "larghe intese" toscane (che comprendevano accordi anche su MPS...) L'accordo tra sinistra e destra, tra l'allora governatore Claudio Martini, del PDS,  e l'allora capogruppo di Forza Italia Denis Verdini. Adesso riuniti dalla stessa carica istituzionale: tutti e due novelli senatori nazionali....
La Commissione, ovviamente, non propone una propria soluzione "secca". Troppo facile e troppo prevedibile. La Commissione, pare, sottoporrà all'esame del consiglio toscane due proposte differenti: il ritorno alle preferenze e la scelta dei collegi uninominali mitigata da una quota proporzionale per preservare il "ruolo" (?) delle forze minori. La commissione proporrà anche l'abolizione delle primarie di partito per la scelta dei candidati (peraltro utilizzata fin'ora solo dal PD..). Rimarranno invece in vigore, per chi le vorrà fare, le primarie per la scelta del candidato presidente. Dunque due opzioni possibili: o preferenze o collegi uninominali. Tuttavia, pare, che il PD abbia già scelto: si dovrà tornare alle preferenze. Quello che stupisce è la giustificazione trovata dal governatore Rossi per difendere questa scelta: dice che c'è già un accordo con i rappresentanti regionali dell'IDV....Nientedimeno...!! Dunque se è d'accordo l'ex partito dell'ex PM Di Pietro siamo a cavallo...Siamo del tutto sicuri che il ritorno al sistema delle preferenze (che fa tanto Prima Repubblica..) sarà la scelta peggiore per la Toscana e per i suoi cittadini.
La riforma elettorale era il punto centrale del programma di Enrico Rossi. Siamo ormai al limite dei quattro anni di legislatura. Nel 2015 si ritornerà alle urne e le previsioni di approvazione della nuova legge elettorale è...primavera 2014. Ovvero a nemmeno un anno dal rinnovo del Consiglio. Contravvenendo in pieno alle raccomandazione dell'Unione Europea che sconsigliano il cambiamento delle leggi elettorali nell'ultimo anno di legislatura. Ma questo è quello che passa il nostro convento rossiano....Attendiamo la primavera...L'attendiamo con un pizzico di scetticismo..Enrico Rossi è l'asso della politica del rinvio..Durante questi 4 anni di governo ha fissato scadenze via via sempre più lontane per dare sostanza alla sua antica promessa di campagna elettorale e di programma...Certo che la primavera 2014 sarà l'ultimo step...Dopo non resterà che prendere atto che, come per la legge nazionale, anche in Toscana è da anni in corso una lunghissima "ammuina" per non cambiare assolutamente niente e far rivotare i cittadini col nostro profetico porcellino.....Che peste li colga!!        

COMMISSIONE DIFESA

COMMISSIONE AGRICOLTURA

OLIVIERO TOSCANI e NICOLAS BALLARIO

VELATO (1)


giovedì 26 settembre 2013

ROBERTO CENNI



"Il recupero dell’area ospedaliera, che è tema di grande complessità, ma di assoluto rilievo per una effettiva e completa riabilitazione del Centro Storico. Si tratterà di recuperare gli edifici storici esistenti, per destinarli a servizi di adeguato livello, di ritrovare all’interno dell’area ospedaliera ampi spazi di verde pubblico a supporto dell’intero Centro Storico. E’ necessario che i pratesi tornino ad
essere orgogliosi di vivere nel cuore della loro città."

Voi non ci crederete! Ed anche noi stropicciamo le pupille!! Eppure le due opposte posizioni appartengono alla stessa persona: Roberto Cenni. Il brano che riportiamo sopra è tratto dal suo programma elettorale del 2009. Le dichiarazioni rilasciate alla Nazione sono di mercoledì scorso.
Notate anche voi qualcosa di strano? Noi sicuramente si! Nel programma del sindaco Cenni il tema del parco urbano nell'area ex ospedaliera del Misericordia e Dolce era ben presente e delineato.
Allora (2009) non c'era alcun allarme e nessuna drammatizzazione relativa all'aggressibilità del verde pubblico da parte di orde barbariche. E già allora Cenni e tutti gli altri candidati avevano ben presente gli accordi che le precedenti amministrazioni avevano sottoscritto con la Regione. Anzi, a dare credito al parere di chi quegli accordi li stipulò (vero ex assessore Stefano Ciuoffo...?) le cose sono addirittura migliorate. Sembra, infatti, che per il tempo ormai passato dall'accordo con la Regione il governatore Enrico Rossi non possa far più valere quanto a suo tempo era stato concordato con il sindaco Romagnoli.
Il voltafaccia di Roberto Cenni è, allora, del tutto incomprensibile. O meglio è comprensibile solo ricorrendo ad una orrenda definizione urbanistica: speculazione! Cenni (e la sua Giunta..) si sono messi in testa di operare un'altra cementificazione dell'area ex ospedaliera. Con la scusa di dover aderire alle richieste di Rossi (peraltro ormai non supportate da nessun valido contratto...) Cenni vuol provare a far cassa (e altro..) con i terreni inframurari del MeD. Probabilmente nelle sue intenzioni c'è anche quella di localizzare in quell'area il famoso grande albergo che migra da una parte all'altra della città. Chissà che non debba corrispondere a promesse fatte a qualche nota catena alberghiera....
Non s'aspettava però il sindaco la posizione della Provincia di Prato. La famigerata "Immobiliare SpA" che tanti malestri ha commesso proprio sull'urbanistica (Misericordia-ASM-Comune; Palazzo Vestri; Creaf; Palazzo Gori ecc. ecc.) si sta mettendo di traverso. Con posizioni che, almeno per bocca dell'assessore all'Urbanistica Alessio Beltrame, recepiscono ed arricchiscono le richieste di comitati, cittadini e forze politiche. Anche il Partito Democratico, sfuggendo per un attimo dal suo lungo sonno, si esprime per soluzioni assolutamente condivisibili. Il sindaco Roberto Cenni, sentendosi mancare improvvisamente il terreno di un probabile accordo "bipartisan" con Enrico Rossi e l'ala "edilizia" della sinistra pratese è costretto a smettere i tradizionali panni del "pacato" mediatore d'interessi. E spara a pallettoni contro la Provincia, Gestri e Beltrame (Alessio).
Proprio lui che della difesa dell'ente Provincia dallo scioglimento stabilito dal governo Monti aveva fatto il marchio della sua "civicità" l'autunno scorso. Ricorrendo anche a clamorose, quanto inguardabili ed inqualificabili, forme di protesta con cessi e vere bare!! Cenni s'era fatto usbergo della provincia di Prato in nome proprio dell'autonomia "urbanistica" della città. Secondo lui le decisioni ultime sul territorio pratese e su cosa realizzarvi spettano esclusivamente a Prato, anzi al Comune di Prato. O meglio a lui. Al sindaco (pro tempore) di Prato. Ma l'autunno scorso nessuno, tuttavia, tranne noialtri, ebbe il coraggio di far notare a Cenni che il suo teorema era completamente sballato. Le scelte urbanistiche di Prato (così come di tutti i comuni grandi e piccoli della Toscana e d'Italia..) non sono del tutto dipendenti (per fortuna..) dal solo Comune. Provincia e Regione hanno dalla loro Leggi, Norme e Regolamenti che gli permettono, giustamente, d'intervenire nelle scelte localistiche della varie amministrazioni locali. In nome di una corretta visione dell'urbanistica che deve saper tenere insieme interessi particolari delle comunità con quelli più generali delle aree vaste nelle quali si collocano e sulle quali si riverberano, volenti o nolenti, tali scelte. Paradossalmente, per Cenni, dal punto di vista delle politiche urbanistiche sarebbero assai più "autonome" le scelte che si sarebbero potuto fare, ad esempio, con il nuovo ente di Area Metropolitana. Che, ad esempio, avrebbe sicuramente bocciato la pretesa di Firenze (e della Regione) di realizzare la famigerata nuova pista parallela/convergente a Peretola. E dove si sarebbero potute armonizzare davvero correttamente le scelte urbanistiche fiorentine, pratesi e pistoiesi. Con buona pace dell'ex "bipartisan" (?) Roberto Cenni.

ACTA DIURNA: ELEZIONI 2014 (1)


Dopo avere dissertato sugli eventuali candidati del centrodestra
continuiamo sull'argomento.
Parlare del centrosinistra e dei suoi probabili candidati é molto
difficile.Da quelle parti la situazione è magmatica e sembrano in
tutt'altre faccende affaccendati.
Del gruppo dirigente storico, sia ex margheritini che ex diessini, pur
annoverando abili ed esperti amministratori, solo a titolo di esempio e non esaustivo AMBRA GIORGI, non vedo un candidato adatto ai tempi d'oggi: mi paiono obsoleti e tutti protagonisti della politica vecchio stile.Tutti figli di un percorso funzionariale e di apparato, che hanno fatto dell'attività politica un mestiere.
Dalla sconfitta del 2009 non si é visto crescere un gruppo nuovo che
rappresenti una cesura col passato. Anche i cosiddetti " renziani "
sembrano adagiati sugli allori dopo l'elezione alla Camera di MATTEO BIFFONI. Il fatto che i "rumors" lo indichino come l'unico possibile vincitore sul centrodestra nel 2014 la dice lunga sullo stato del partito.Peraltro non mi sembra l'uomo adatto per tutte le stagioni. La poca incisività dell'azione del Gruppo Consiliare PD esclude, a mio avviso, la possibilità di "pescare " fra di loro un candidato spendibile. E' stato un errore strategico mantenere per l'intera legislatura MASSIMO CARLESI come Capogruppo, non per il valore della persona ma perché ciò ha impedito l'emergere di personalità nuove.
Pertanto il disorientamento é palpabile, anche perché la "reconquista" non appare più certa, ma neanche probabile, per ragioni sulle quali ritorneremo.

Venanzio De Rienzo

8 SETTEMBRE 1943

KHALIL AL-MARZOUQ

Bahrain. L'arresto di Khalil Al-Marzouq, leader del movimento di opposizione Al Wefaq. Intervista a Marco Perduca.


ROSARIO CROCETTA

VELATO


mercoledì 25 settembre 2013

ALLA TAVOLA D'AMBRA (GIORGI)


Sollecitati e solleticati dalla nota dell'amico "anonimo deluso" abbiamo dato libero sfogo alla nostra fantasia e creatività. Le tavole bene imbandite c'hanno sempre incuriosito. In questo caso poi la tavola è davvero eccezionale. Una tavola d'Ambra. Oltre quella della Giorgi se ne trovano soltanto al Museo leningradese dell'Hermitage. L'ambra era uno dei materiali preferiti delle corti zariste. Con l'ambra si realizzavano splendidi oggetti, tra cui, per l'appunto, tavole. A Pietro il Grande il Re di Prussia regalò addirittura un'intera camera realizzata completamente in preziosissima ambra.
Durante l'ultima guerra mondiale, non si sa come e perchè, quella meraviglia andò distrutta o rubata. Solo qualche anno fa nel palazzo d'estate o di Caterina (Tsarskoye Selo vicino a Leningrado), con ingenti risorse ed infinita arte e  pazienza, ne è stata ricostruita una copia identica. L'ambra russa ha anche a che vedere con la nostra Ambra. Il grande architetto che realizzò per la figlia della zarina Caterina l'immenso Palazzo d'estate, Tsarskoye Selo, era infatti un fiorentino: Francesco Bartolomeo Rastrelli nato nel 1700! Ed a proposito d'architetti chissà chi saranno quelli che si siedono con Ambra a disegnare (provare almeno..) le future architetture pratesi. Noi proviamo un nostro gioco. Quello di tirare ad indovinare chi va a cena da Ambra....Così per passare questo noioso pomeriggio.. 
Potrebbero essere molti davvero i personaggi del PD che allietano la tavola della vicepresidente della Provincia. In ordine sparso potrebbero esservi ad alcuni suoi colleghi d'Ente (l'assessore Menchetti, ad esempio..) o VIP delle preferenze democrats come l'amico Enrico Giardi; vetusti ed onusti ex socialisti come Luciano Bartolotti insieme al presidente del consiglio provinciale dalla medesima provenienza Giuseppe Maroso; giovani rampanti come il renziano Simone Faggi; ex segretarie (sventurate) del PD come Benedetta Squittieri; ex assessori e quasi segretari come Stefano Ciuoffo e perfino giovani star del Monopoly come l'on. Matteo Biffoni.  
Tuttavia dai simposi ombrosi ed ambrati pare che non sia stato partorito, almeno per il momento, ancora alcun accordo concreto. Troppi galli a voler cantare..poche le galline ovaiole!! L'unica cosa certa è quella che Ambra Giorgi medesima ha sciorinato nella sua intervista di stamattina alla Nazione. Lei non si candida. Ma non perchè disinteressata alla gara interna per il sindaco di Prato. Perchè non può candidarsi. Le regole interne (ahi ahi...) al PD penalizzano, infatti, per la partecipazione alle primarie quegli amministratori renitenti o ritardatari nel versamento della quota dovuta (pare l'11%..) dei loro appannaggi all'amministratore del Partito. La Giorgi pare essere incappata in questa disavventura. Raccontata tra l'altro dal doc Stefano Ciatti nel suo intervento all'Assemblea Nazionale attribuendo alla Giorgi, ed ad altri amministratori come lei, la chiusura per mancanza di fondi, ad esempio, del Circolo Tintori.
Certamente questo frutto della nostra fantasia potrà essere facilmente smentito da ciascuno degli interessati. L'abbiamo premesso. E' solo un gioco d'inizio autunno...  Tuttavia tavoli, tavole, accordi ed accordicchi son sempre stati alla base di qualsiasi accordo tra le correnti e/o le fazioni del PD...Fa (farebbe) comunque notizia che a queste manovre partecipino in forze anche amici renziani....Non è un gran bel vedere e/o sentire iniziare un asserito modo nuovo di far politica proprio partendo dai tradizionali "pour parler" esclusivi, cenacolari e postcrepuscolari..    

LA TAVOLA DI AMBRA GIORGI


Riceviamo e pubblichiamo anche se la nota è firmata da "anonimo deluso" ma che è ben conosciuto da questo Blog. Pubblichiamo perchè riteniamo che la questione dei "tavoli" del PD posta dal nostro anonimo amico sia di interesse generale. Saranno tanti i militanti del PD che si staranno facendo in queste ore le medesime riflessioni di "anonimo deluso".Rest fermo, ovviamente, che il Blog non posta pezzi davvero anonimi se non nella parte dei commenti...!!

MA QUALCUNO QUESTI TAVOLI PRIMA O POI LI BUTTERA’ IN ARIA?............................
mercoledì, 25 settembre 2013 - Nazione Prato - Pag. 9

“Vicepresidente Gìorgì manca un anno alle amministrative. Come sta il Pd pratese?

«E' in atto un processo interessante, un processo di riunificazione delle varie anime del partito. C'è
un tavolo che si riunisce abbastanza regolarmente e che tiene insieme tutti, un tavolo che va nella direzione giusta, direi in controtendenza rispetto alla direzione nazionale».

Se tiene insieme tutte le anime del partito sarà un tavolo bello lungo...”



Leggo con piacere, sulla Nazione odierna, l’intervista alla Vicepresidente della Provincia Ambra Giorgi.
Con piacere perché apprendo finalmente che esistono TAVOLI del PD dove si parla di unificazione e di pacificazione (e magari anche di spartizione) fra le correnti.
Io credevo che si chiamassero Segreteria, Direzione, Assemblea Provinciale non TAVOLI...
È sempre comunque piacevole sapere che i Big del PD pratese stiano lavorando per noi, per spianare la strada per la riconquista del governo della città...
Oops...ma non sono gli stessi che l’hanno perso il governo della citta?!
Ma se qualcuno li buttasse per aria questi TAVOLI?
Magari a insieme a chi ci sta seduto intorno?

"Anonimo Deluso"

"SAN" ROBERTO CAVERNI



E' diventato un incubo per centinaia di automobilisti l'esperimento tentato ieri mattina dall'assessore ai Lavori Pubblici Roberto Caverni sull'assetto del traffico nella piazza San Marco. Questa volta "San" Roberto non ha centrato l'obbiettivo. Ed ha dovuto, obtorto collo, tornare indietro alla situazione tradizionale della viabilità intorno alla grande rotonda arricchita dallo splendido monumento di Henry Moore. Naturalmente a Caverni deve essere attribuita l'esclusiva responsabilità politica del fallimento. Quella tecnica deve essere intestata ai tecnici comunali ed alle aziende di ingegneria dei trasporti che avevano proposto il progetto di riassetto del traffico nella centralissima piazza, uno dei gangli vitali del traffico pratese. A dimostrazione che, ancora una volta, quel che sembra filar via liscio sulle carte e sui rendering, si scontra spesso, uscendone anche sconfitto, con la dura realtà di ogni giorno. Che, peraltro, era stato scelto con cauta oculatezza. Non di lunedì, giornata già penalizzata dal mercato settimanale di Viale Galilei, e lontano dall'avvenuta riapertura delle scuole. E pure con condizioni meteo nettamente favorevoli. Nonostante ciò il traffico in zona si è praticamente immobilizzato appena è stato dato il via all'accensione degli impianti semaforici "intelligenti" che nelle ottimistiche previsioni avrebbero dovuto oliare lo scorrimento dei veicoli.
Dobbiamo tuttavia dare atto a Roberto Caverni di non aver cercato scuse ovvero di non aver giocato allo scaricabarile. Così come spesso capita all'olo-assessore Bernocchi o a molti altri esponenti della politica cittadina o nazionale. Caverni s'è preso la colpa del flop in San Marco. Ed ha fatto molto bene. D'altra parte a Caverni sono intestati parecchi dei non molti successi incamerati in questi anni dalla Giunta Cenni. E dunque è assolutamente giusto e politicamente corretto attribuire questa volta al rappresentante dell'UDC questo clamoroso insuccesso.
Naturalmente dall'episodio, di per sè certo negativo ma tuttavia minino ed isolato, è possibile trarre qualche utile insegnamento. Il primo è di tipo politico. La Giunta comunale, dopo aver incassato qualche timido successo con le tradizionali feste del settembre pratese e con la grande Mostra a Palazzo Pretorio sul Rinascimento pratese, oltre che con l'elezione a presidente del Consiglio Comunale di Andrea Amerini, adesso deve fare i conti con la città reale. Finito l'effimero della musica e delle salsicce i cittadini pratesi misureranno questo scorcio di legislatura sulla capacità di Cenni e dei suoi di far fronte alla realtà non virtuale. Ed è qui che cominciano i dolori. Se sul nuovo Ospedale di Galciana non s'erano ancora spenti le luci dell'inaugurazione ed erano già ricominciate le polemiche per il ritardo incomprensibile nella sistemazione definitiva della viabilità d'accesso ecco che si sono immediatamente riaccese anche le polemiche sulla futura sistemazione dell'area dell'ex ospedale. Anche con scontri istituzionali inauditi come quello in corso tra Provincia e Comune.
Notizia d'oggi è anche l'avvenuta decisione del CdA del "Pecci" (presidente il sindaco Cenni..) di procedere al licenziamento di ben 10 dipendenti di quella struttura.....A dimostrazione della politica fallimentare del Centro d'Arte Contemporanea. Parimenti grossi nuovoloni s'addensano anche sul Teatro Metastasio. Che vede la sua "stabilità" minacciata dai concorrenti teatri fiorentini.
Rispetto a tutto questo allora fa veramente impressione ascoltare le dichiarazioni di Roberto Cenni a proposito del futuro dell'area del Misericordia e Dolce. Il sindaco è "terrorizzato" dalla prospettiva che ormai pare largamente essersi fatta strada anche in Provincia di Prato, di una trasformazione di quell'area in un grande Parco Urbano. Lui un Parco non lo vuole nella maniera più assoluta. Non saprebbe come gestirlo!! E, dice Cenni, sarebbe terra di conquista per i "barbari" che ad orde compatte assediano la città.
Pare che sia la prima volta al mondo che un sindaco di una città, piccola, media o grande, diventa un "coniglio bagnato" alla prospettiva di offrire vere, ricreazione e ristoro sociale e culturale ai suopi concittadini. E, badate bene, non perchè il Comune di Prato non ha le risorse per permettersi un Parco Urbano. No! Solo e soltanto perchè su quel terreno il sindaco (ed il governatore toscano Rossi...) voglion fare una ignobile, anacronistica, e urbanisticamente abominevole speculazione edilizia. Che "peste li colga"........direbbe un nostro autorevole concittadino scrittore!!

FILIPPO "POOH" BERNOCCHI


C'era in TV, diverso tempo fa, un tizio che in ogni sketch si risvegliava improvvisamente da un coma profondo durato una ventina d'anni. Veniva risvegliato pronunciando la parola magica "I Pooh"!!! Ed appena cosciente ripeteva, immancabilmente, "I Pooh, I Pooh". Era l'attore romano Antonello Fassari che lo interpretava e la trasmissione era "Avanzi" presentata da Serena Dandini. Fassari vestiva i panni di un militante di sinistra che dopo la lunga narcolessia non trovava più il mondo che aveva lasciato..Solo una cosa era rimasta immutata da allora: la presenza dei Pooh!! Ed era proprio il nome del leggendario complesso a ridestarlo dal coma.
Pare che anche a Prato stia succedendo una cosa simile. Alla parola "viabilità", relativa al Nuovo Ospedale di Galciana, pare essersi ridestato da un lungo sonno l'olo-assessore Filippo Bernocchi.
Il responsabile del settore Grandi Opere, rientrato in città dopo quattro mesi di vacanza versiliana, s'è finalmente accorto che al NOP c'è qualcosa che non va. La strada (il sottopassso della tangenziale..) prevista dal progetto ed a carico del Comune di Prato, non è pronta. Chi dovrà recarsi al NOP provenendo da SUD dovrà sorbirsi per chissà ancora quanti mesi una specie di caccia al tesoro per poter imboccare la Via Suor Niccolina infermiera, arrivare alla (improvvisata) rotonda di Via Foscolo ed entrare finalmente nell'ingresso del nuovo nosocomio centrale.
L'olo-assessore Bernocchi dichiara d'aver rintracciato il soggetto responsabile del disguido e del ritardo. Si tratta della Regione Toscana. Colpevole di non aver fatto affluire in tempo presso le casse del Comune la somma necessaria al completamento dello svincolo (con sottopasso) della Tangenziale. L'olo-assessore è assai abituato ad operazioni di scaricabarile. D'altra parte lui c'ha un fortissimo alibi: è sempre assente. Se avete curiosità andatevi a vedere le presenze di Bernocchi alle riunioni della Giunta negli ultimi due anni. Mai presente. Nemmeno una volta. Nemmeno per sbaglio. Dunque gli vien facile a Bernocchi dire: io non c'ero (e se c'ero dormivo..proprio come Fassari..). E se per i remunerativi incarichi agli avvocati romani suoi amici "incolpa" il dirigente dell'Ufficio Legale per la viabilità ospedaliera "incolpa" la Regione Toscana. A lui, in effetti, è difficile addebitare qualcosa. A Prato non si vede mai. A meno che non venga a trovarlo qualche pezzo grosso nazionale (Matteoli o Lupi). Di quel che si muove poi in prossimità del nuovo ospedale è assolutamente ignaro. Come ebbe candidamente a dichiarare, telefonicamente, dall'ombrellone fortemarmimo, alla stampa sulla questione della rotonda di Via Foscolo.
Intendiamoci bene. Noi siamo del tutto convinti che la Regione Toscana non sia affatto esente da critiche. Spesso la rampogniamo e assai più frequentemente critichiamo la tracotanza e l'arroganza infinita del governatore Rossi. Tuttavia in questo caso riteniamo che la Regione Toscana non c'entri per niente. Ce lo confermano, d'altra parte, le stesse dichiarazioni degli alti dirigenti del settore Lavori Pubblici. Che hanno sempre attribuito i ritardi nel completamento delle opere "tangenziali" non alla Toscana ma alla "spending review" del governo Monti. Che, almeno per qualche mese, pareva impedire le nuove spese necessarie per provvedere all'esproprio dei terreni necessari alla definitiva conclusione del bypass Tangenziale-Ospedale.
Filippo "Pooh" Bernocchi dunque ha perso sicuramente un'altra occasione per non fare, di nuovo, una brutta figura nei confronti di una città che visibilmente non ama. Non abita infatti a Prato. E non perde occasione per non farcisi vedere!! Quando c'è, purtroppo per lui, rimedia quasi sempre brutte e bruttissime figure......  

EMMA BONINO E MELINDA GATES

ONU

RADIOMIGRANTE

RADIO CARCERE

PREMIO GALILEO 2013

OMBROSO


martedì 24 settembre 2013

NUOVO OSPEDALE DI PRATO (NOP)


Continuano a volare intorno al NOP di Galciana corvi ed avvoltoi. Numerose Cassandre s'aggirano per la nuova Via Suor Niccolina infermiera. Specialmente sul web s'accalcano e s'accaldano i personaggi e le forze politiche che, in via preventiva e quasi ideologica, fanno del nuovo nosocomio pratese il loro bersaglio preferito. Le critiche sono varie e variegate. Spaziano dalla presunta inutilità del NOP al ridotto numero di posti letto; dalla sua architettura al suo inserimento urbanistico; dai colori scelti dai progettisti all'ampiezza delle camere; dalla tenuta del tetto alla pioggia alla presunta inefficienza delle tecnologie utilizzate. Sono per lo più critiche che vengono dai settori più "talebani" del centrodestra pratese. Che non sopporta che quella realizzazione sia stata condotta in porto dalla Regione Toscana e della ASL pratese. Tutte e due notoriamente "komuniste"!! Meno ancora che il NOP e gli altri tre ospedali realizzati (Pistoia, Lucca e Massa) possano tornare a vanto di un governatore assai poco amato come Enrico Rossi. Ci sembrano critiche preconcette ed, appunto, di tipo ideologico e fondamentalista. Intanto sbarazziamo il campo dal primo pregiudizio: il NOP verrà pagato con i nostri soldi, con i soldi dei cittadini pratesi. E dunque è il nostro nuovo ospedale. Ce n'era davvero bisogno? Diremmo immediatamente di sì. Certo che ce n'era bisogno. Solo gente con il prosciutto sugli occhi non poteva vedere a quale accrocchio inguardabile, ingestibile era ridotto il vecchio ed antigienico Misericordia e Dolce. Intanto per l'assurdo inserimento in pieno Centro Storico. Con tutte le criticità del caso. Solo chi non ha mai dovuto far ricorso ad un ricovero ovvero non ha mai avuto parenti o amici da andare a trovare non s'è accorto delle difficoltà che, da qualunque settore della città uno arrivasse, bisognava andare incontro. Ed una volta arrivati c'era l'ansiosa e spesso vana ricerca di un posto auto libero. Quando la nuova viabilità (di competenza, peraltro, guarda caso, del governo comunale di centrodestra assai inadempiente e/o ritardatario..) sarà a regime il visitatore del NOP potrà comodamente, dalla tangenziale, giungere al nuovo ospedale. E trovarvi facilmente uno stallo per il proprio veicolo.
Per quanto riguarda l'asserita carenza di posti letto occorre osservare che, almeno sulla carta, il NOP ha più posti letto regolamentari del MeD dismesso. E, quel che più importa, funzionerà con una filosofia sanitaria del tutto nuova. Sarà infatti un ospedale ad alta intensità di cura. E proprio per questo necessiterà di meno posti-letto di tipo "parcheggio" dovendo sfruttare al meglio questa sua peculiare e nuova caratteristica. Andrà tutto come è stato progettato e pensato? Questo non lo si può davvero sapere in anticipo. Il NOP dovrà cominciare intanto a funzionare. Solo allora sarà possibile conoscerne le sue qualità ovvero i suoi difetti. Fasciarsi la testa adesso che non contiene neppure un ricoverato è operazione da avvoltoi o da corvi  politicamente sprovveduti. Le medesime Cassandre avanzano poi seri dubbi sulla tenuta qualitativa del nuovo edificio. Basandosi, i più, su alcune disfunzioni, più o meno gravi, riscontrate nel gemello pistoiese. Ma anche qui non si può fare davvero gli indovini ovvero i menagrami. Niente è possibile dire all'attualità se non previsioni fondate ancora una volta su pregiudizi di tipo scioccamente ideologico. Il NOP non può essere identificato nè con una tendenza politica e neppure con il nome del governatore attuale della Toscana. Del quale pensiamo tutto il male possibile ma che in questo caso si è limitato ad esaudire, con i nostri denari beninteso, un'esigenza dei cittadini pratesi. Quella di avere un ospedale con caratteristiche moderne al posto del "mucchio" informe di edifici che accanto alla qualità di quelli medievali aveva visto aggiungere dagli anni 60 e 70 costruzioni di nessun valore architettonico in un sito urbanisticamente scorretto.
Comprendiamo perfettamente anche la sottile ansia che attanaglia, adesso,  tutto il personale ospedaliero, dai medici agli infermieri agli amministrativi. La nuova collocazione lavorativa comporterà per i 1500 operatori della sanità grandi cambiamenti. Ed i cambiamenti, spesso, sono per loro natura anche ansiogeni.
Naturalmente dopo il 5 di ottobre, data del definitivo trasferimento del MeD al NOP si porrà con forza il problema dell'area ospedaliera inframuraria. Anche qui si sentono già levarsi cori di prefiche piangenti che immaginano il MeD preda di invasioni barbariche. Alle quali si deve rispondere con misure adeguate. Ovvero, secondo questi moderni urbanisti della domenica, ricementificando tutta l'area. Lorsignori ritengono infatti che qualsiasi filo d'erba libero possa essere campo di conquista per eserciti di per drogati, extracomunitari senza casa, ubriaconi, nomadi, sbandati ecc. ecc. Il loro modello di città è praticamente uno solo: una distesa senza fine di costruzioni, asfalto e cemento così da non lasciare alcuna occasione alle "invasioni" degli "alieni" o degli "alienati". I loro ideali sono i quartieri di San Paolo o del Soccorso. Praticamente costoro intendono opporsi al presunto degrado che secondo loro è rappresentato da parchi, giardini o spazi verdi e liberi da costruzioni con il degrado di un'edilizia intensiva ed incontrollata e senza alcuna intrinseca qualità.
Inaudito che al coro di questi "beccamorti" s'aggiungano anche figure istituzionali come il sindaco Cenni e l'assessore Milone. Ovvero proprio i due massimi responsabili della sicurezza urbana pratese. Governano la città da oltre 4 anni e da altrettanto sono a conoscenza del fatto che il MeD sarebbe stato dismesso. Ma non hanno saputo trovare altre soluzioni se non quella di un accordo con il "grande nemico" Enrico Rossi che prevede (prevedeva) una nuova rilevante edificazione di quell'area pregiata in Centro Storico. In più non hanno voluto o saputo iniziare nemmeno una libera discussione in città sulle loro (pseudo)proposte speculative. Per quella che si chiama l'ironia della storia le pretese di Cenni sono stoppate dalla Provincia di Prato. Ovvero di quell'Ente che il sindaco difese fino al ridicolo nell'autunno scorso. Mal voluto non è mai troppo!! Ben gli sta!!        

LUCA COSCIONI: NON SIETE SOLI

Il video realizzato da RadioRadicale.it in occasione del X congresso dell'Ass. Luca Coscioni contiene immagini tratte dal documentario "Marco Pannella: uno scandalo inintegrabile" realizzato da Gianfranco Cercone, Diego Galli, Simone Ludovici e Simone Sapienza.

IRAN-ITALIA

Incontro a New York

EMMA BONINO A NEW YORK

Il Ministro degli Affari Esteri Emma Bonino incontra la collettività italiana ed i giornalisti italiani

NICHI VENDOLA

SERENISSIMO (3)


lunedì 23 settembre 2013

CINQUE STELLE


Il Movimento 5 Stelle pratese è diventato, col 23,50% dei voti alle politiche del febbraio scorso, il secondo partito della città. Ed il secondo soggetto politico anche considerando le coalizioni di destra e di sinistra. Sarà uno dei protagonisti che giocheranno un ruolo di primo piano alle prossime amministrative del 2014. Ovviamente anche per il M5S sarà importante definire per tempo e con la massima partecipazione di militanti, simpatizzanti ed elettori il candidato sindaco.
Chiaro che tutti sanno che le elezioni amministrative non hanno niente a che fare con le elezioni politiche. Possiamo dire che le comunali 2014 saranno una pagina bianca per tutti. E, in specie, proprio per il M5S. Che non ha un elettorato "fidelizzato" e nemmeno può contare sulle cosiddette "rendite di posizione" di tipo clientelare e/o partitocratico. Elemento questo che può essere una debolezza ovvero una robusta chance da giocare durante la campagna elettorale.
Che sarà una lunga, lunghissima, campagna elettorale. Almeno per il M5S. Pare infatti che le donne e gli uomini pratesi di Beppe Grillo cominceranno a farsi vivi in città a partire dal prossimo ottobre. Quando, nelle piazze, appariranno di nuovo i gazebo a cinque stelle. Con volantini e materiale informativo da distribuire ai cittadini sui problemi principali della città. Ma è entro la fine dell'anno che, verosimilmente, il M5S pratese si giocherà le sue chances per le amministrative 2014. Entro dicembre, infatti, sarà scelto il candidato sindaco da opporre alle eventuali coalizioni di destra, sinistra e/o civiche che saranno in campo. 
Il percorso che il M5S ha scelto per individuare il proprio massimo rappresentante, una specie di front(woman o man), che dovrà fare da catalizzatore dell'interesse dei cittadini elettori per il Movimento si annuncia veramente interessante ed intrigante. Sembra, infatti, che il M5S pratese stia mettendo a punto una procedura "a cerchi" successivi che ha caratteristiche assai diverse sia dalle "parlamentarie" dell'inverno scorso, sia dalle "tradizionali" primarie del PD.
Si tratterà di tre "cerchi " successivi e sempre più grandi di consultazioni.
Il primo "cerchio" sarà composto dai militanti storici del Meet Up pratese. Dalla loro libera scelta verrà fuori una griglia di nominativi di candidati a sindaco di Prato. Successivamente, e sulla base della nuova piattaforma web "Airesis" i nominativi verranno proposti alla valutazione ed al voto di militanti e simpatizzanti del M5S pratese. I primi due nominativi che avranno raccolto i maggiori consensi se la dovranno vedere in un ballottaggio finale. Ed è a questo punto che viene introdotta la novità più rilevante ed interessante. Al ballottaggio potranno partecipare tutti gli elettori pratesi. Il ballottaggio avverrà, pertanto, allestendo uno o più seggi "tradizionali". I cittadini vi si potranno liberamente recare ed esprimere la propria preferenza o per l'uno o per l'altro dei due candidati in lizza. Il voto sarà libero. Nessun obbligo di sottoscrivere programmi od impegni. Nessun "balzello" da pagare. Con la sola esibizione di un documento d'identità e della tessera elettorale ogni cittadino pratese che lo vorrà potrà partecipare all'individuazione del candidato sindaco del Movimento.
A nostro giudizio gli amici pentastellati hanno individuato una bella procedura elettorale. Perchè possiede almeno due caratteristiche politicamente rilevanti. Far contare i militanti ed i simpatizzanti nei primi due "cerchi" e dare la parola ed il voto a tutti i pratesi nell'ultimo "cerchio".
E' una procedura che si differenzia da quella scelta dal PD proprio per questi due elementi innovativi. Tenere in considerazione chi, tesserato o militante, ha costruito l'esperienza politica del M5S in città e successivamente rivolgersi indifferenziatamente ad ogni cittadino elettore. Senza chiedergli niente in cambio. Nè denaro e nemmeno inutilissime adesioni ai programmi politici del momento, spesso scritti sull'acqua. Così come, ad esempio, si riprepara a fare il Partito Democratico. 
Naturalmente niente vieta ad ogni cittadino elettore di lasciare il suo "scellino per la democrazia", di anglosassone memoria,  in maniera assolutamente volontaria.  
In definitiva si tratterà di un'elezione primaria dalla quale uscirà legittimato, dall'interno e dall'esterno del M5S, il candidato che si proporrà come alternativa alle soluzioni storicamente tradizionali delle coalizioni di centrosinistra e di centrodestra e/o civiche.  

EX OSPEDALE


Son volate parole grosse all'inaugurazione del Nuovo Ospedale di Prato. Tra il sindaco Cenni ed il presidente della Regione Rossi. E tra Cenni ed il presidente della provincia Gestri. Motivo del contendere: il destino futuro, prossimo o no, dell'area del Misericordia e Dolce. Sul quale Cenni e Rossi avevano trovato un primo accordo. Tutti e due convinti assertori di una nuova ed assurda cementificazione di quell'area pregiatissima in pieno centro storico ed entro le Mura Medievali della città. Ma senza fare i conti con l'oste della Provincia di Prato. Sia l'assessore all'Urbanistica Alessio Beltrame sia il presidente dell'Ente hanno chiaramente detto, e scritto, che quell'area non deve subire nuove edificazioni. A qualsiasi titolo. Per "ristorare" la regione Toscana delle risorse finanziarie impegnate nel NOP di Galciana la Provincia s'è fatta anche avanti offrendo, come moneta di scambio, propri edifici, sia in centro storico che in periferia.
Con il risultato, per nostra fortuna, di bloccare sul nascere la "larga intesa" raggiunta tra Cenni e Rossi.
Il sindaco di Prato c'è rimasto male! Malissimo c'è rimasto pure l'assessore alla sicurezza urbana Aldo Milone. E tutti e due hanno iniziato una inopportuna e vergognosa propaganda "terroristica" rilasciando dichiarazioni o scrivendo pensieri che dipingono l'area ospedaliera e gli edifici dell'ex MeD come uno spazio che verrà conquistato dalle "orde barbariche" pronte a prenderne possesso. Il rappresentante politico di "Prato Libera e Sicura" (sic!) ed assessore al ramo, Aldo Milone, arrivando addirittura ad abdicare alle sue proprie funzioni di garante della sicurezza urbana. Sostiene Milone, infatti, che ove gli spazi liberi dell'ex MeD fossero occupati da "barbari senza casa" e vi fossero proteste dei cittadini, le indirizzerebbe immediatamente alla Provincia di Prato. Inaudito!!
La drammatizzazione di eventi che a Prato, per nostra fortuna, non sono mai avvenuti è un sintomo della vera e propria "disperazione" di sindaco e Giunta comunale che si vedono sbarrata la strada alle loro iniziative cementificatorie. Che, per incredibile ripicca, vorrebbero far pagare ai cittadini pratesi dichiarandosi incapaci di garantire l'intangibilità dell'area ex ospedaliera. Che, viceversa, può essere facilmente ottenuta per le caratteristiche peculiari della medesima. Ovvero per il fatto di essere quasi del tutto cinta da Mura (medievali  meno). Ed anche per essere confinante con il "Forte Apache" di Aldo Milone. Il Comando della Polizia Municipale di Piazza Macelli. Se Milone non è in grado di salvaguardare l'intangibilità e la legalità dell'area ospedaliera se ne può anche andare. Lui aveva promesso ai cittadini che avrebbe riportato legge, sicurezza e tranquillità all'interno della Chinatown del Macrolotto Zero e di Via Pistoiese (40.000 abitanti..). Ora si dispera perchè non sa come garantire la sicurezza nè dell'area ex ospedaliera nè del fazzoletto rappresentato dal Giardino di S. Orsola. 
Le feste ed il pane e le rose sono finite ormai. Cenni e Milone adesso devono occuparsi della città. E dei suoi problemi veri. Che è cosa assai diversa e più seria del rapporto con gli organizzatori di eventi Belgiorno e Rubino.

"FANGHI" ROSSI (ENRICO)



Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi è stato ascoltato, come persona informata dei fatti, dai pm Giulio Monferini e Gianni Tei, titolari dell'inchiesta sulla Tav nell'ambito della quale due giorni fa è stata arrestata l'ex presidente della Regione Umbria e di Italferr,Mariarita Lorenzetti. I magistrati, secondo quanto si apprende, hanno ascoltato anche il direttore generale della Regione Toscana Antonio David Barretta, anche lui come persona informata.
I pm, a quanto risulta, hanno chiesto chiarimenti sui rapporti con Italferr, la società del Gruppo Ferrovie guidata fino a ieri da Mariarita Lorenzetti, ex presidente Pd della Regione Umbria, e con Nodavia, la società controllata da Coopsette, che sta realizzando il nodo ferroviario di Firenze dell'Alta velocità. In particolare, occorre chiarire se siano state le pressioni di Mariarita Lorenzetti e in generale di Italferr a far saltare dal suo incarico di responsabile delle valutazioni di impatto ambientale il funzionario Fabio Zita che nell'aprile 2012 aveva qualificato come rifiuti gli scarti della fresa Monnalisa che deve scavare il tunnel nel sottosuolo di Firenze. (Repubblica-Firenze)

Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi è stato ascoltato, come persona informata dei fatti, dai pm Giulio Monferini e Gianni Tei, titolari dell'inchiesta sulla Tav nell'ambito della quale due giorni fa è stata arrestata l'ex presidente della Regione Umbria e di Italferr, Mariarita Lorenzetti. I magistrati, secondo quanto si apprende, hanno ascoltato anche il direttore generale della Regione Toscana Antonio David Barretta, anche lui come persona informata.
Il presidente ricostruisce la vicenda: «Maria Rita Lorenzetti telefonò alla sede della Regione Toscana «e una volta ha parlato anche con me». «Non capivo con quale ruolo mi chiamasse - ha aggiunto Rossi - visto che io la conoscevo come presidente dell'Umbria». La stessa Lorenzetti aveva poi chiamato anche il capo di segreteria di Rossi, Ledo Gori, e mandato un e-mail (il 25 luglio 2012) con la quale chiedeva «che io incontrassi Valter Bellomo». La ricostruzione delle presunte «pressioni» arrivate alla Regione Toscana sui lavori della Tav sono state così.
Rossi ha mostrato ai giornalisti una email, Lorenzetti sollecitava l'incontro con Bellomo «per capire il comportamento dei rappresentanti toscani nella commissione d'impatto ambientale». Il governatore toscano ha quindi mostrato una pagina degli appuntamenti della sua segretaria con queste richiesta: «Poi, con il linguaggio che usiamo tra noi, quella richiesta l'abbiamo messa a «candire», cioè l'abbiamo fermata e quindi io Bellomo non l'ho mai incontrato». Rossi ha quindi ribadito che lo spostamento del funzionario Fabio Zita non fu deciso per le pressioni di Lorenzetti ma «autonomamente dal direttore generale Antonio Barretta di cui mi fido ciecamente». Il presidente Rossi ha ribadito ancora una volta che la revoca delle deleghe sulla Via (valutazione di impatto ambientale) all'assessore Annarita Bramerini l'aveva voluta lui. «C'era un'evidente contraddizione tra il fatto che l'ufficio per la Via fosse nella presidenza e la delega politica su questo tema fosse presso l'assessorato» ha detto. «Era giusto che la responsabilità politica - ha concluso Rossi - l'avesse il presidente». (Corriere Fiorentino)


L'INTERVISTA
Raisi: si indaghi sulla presidenza dell'Assemblea, tutti sapevano «Vengono dalla Regione i veri soldi ai partiti»
BOLOGNA - Zoia Veronesi risponde di truffa aggravata perché avrebbe lavorato per Bersani, come segretaria, a spese della Regione Emilia-Romagna. Lo dice la Procura, non solo Enzo Raisi, allora deputato Pdl, che nel marzo 2010 denunciò questo e altri presunti abusi in Regione.
È un po’ la sua rivincita?
«Sono garantista fino in fondo. Magari la signora potrà giustificare. Ma la Procura ha impiegato tre anni e mezzo, non era un’indagine così complessa, bastavano tre mesi, c’è davvero qualcosa che non va nella giustizia italiana», dice Raisi, che dal Pdl è uscito con Gianfranco Fini e in Parlamento non è più rientrato.
Come sono finiti gli altri esposti del 2010?
«Erano cinque. Qualcuno da dentro al Pd mi informò di certe cose e io girai tutto alla Procura. Sugli abusi edilizi a San Lazzaro sono andati avanti. Su Lepida e su Intercenter non so. Last but not least, c’era lo scandalo delle spese legali, su cui mi scontrai con Di Nicola (Enrico, procuratore capo fino al 2008, ndr), che quando andò in pensione ebbe anche lui una consulenza dalla Regione: il fascicolo sull’ufficio legale fu archiviato e riaperto, poi non so...».
Nulla trapela dalla Procura, specie sulla pubblica amministrazione. Ma le indagini non sono meno timide che in passato?
«Colgo la differenza tra la vecchia e la nuova Procura, si vede anche sulla strage del 2 agosto ’80. Però vedo accelerazioni e rallentamenti...»
Cioè?
«Alcune indagini vanno molto a rilento. Hanno messo sotto inchiesta Vecchi (Alberto, consigliere regionale Pdl, a giudizio per supposte truffe sui rimborsi chilometrici, ndr) e l’ex dipietrista (Paolo Nanni, ex consigliere regionale Idv, che rischia il processo per peculato per 277 mila euro di spese del gruppo ritenute ingiustificate, ndr), uno di qua e uno di là: non vorrei che si fermassero qui».
L’indagine sulle spese dei gruppi regionali, sia pure lentamente, fa il suo corso.
«Va bene, però i pm dovrebbero guardare anche le spese della Presidenza dell’Assemblea regionale. Nell’Ufficio di presidenza ci sono tutti i gruppi e sono tutti d’accordo. Guardi le consulenze, i nomi, le pensioni generose...».
Sotto quale gestione?
«È sempre stato sempre così. Per anni nel mirino c’è stato il Parlamento, ma i soldi veri dei partiti vengono dalle Regioni, i gruppi se li gestiscono da soli... I magistrati partono con grande enfasi, la Finanza guarda anche la carta nei bagni, ora vedremo i risultati. Questa Procura è più coraggiosa di altre e mi aspetto che vada fino in fondo. Sono l’unico che dice queste cose anche perché non sono mai stato in consiglio regionale, forse mi hanno mandato a casa anche perché sono così intransigente».
In Lombardia Formigoni ha avuto gli scandali della Sanità, nel Lazio la Polverini è caduta su Batman-Fiorito, che metteva i soldi del gruppo Pdl sui suoi conti. Qui non va molto meglio?
«Se vanno a vedere i soldi distribuiti dalla Presidenza del consiglio arrivano non dico a Fiorito ma vicino a Fiorito. E la sanità in Emilia-Romagna è la Bulgaria, nessuno lavora se va contro il sistema. Ma la malasanità c’è anche qui. E la sanità è l’80 per cento della spesa pubblica».
Con la segretaria di Bersani è indagato l’ex capo di gabinetto di Vasco Errani, Bruno Solaroli, ma la Regione è parte lesa. Secondo la Procura aveva incaricato la signora di fare un certo lavoro e non sapeva cosa facesse realmente. La convince questa ricostruzione?
«No, questa cosa della signora la sapevano tutti, più di qualcuno ha chiuso gli occhi. Ne risponde Solaroli perché era il dirigente... Lei dice che faceva la segretaria di Bersani nel tempo libero, ma se me lo dicesse la segretaria di Fini le riderei in faccia... Io la signora Veronesi non l’ho mai conosciuta, se faceva lobby per la Regione Emilia-Romagna è possibile che non conoscesse i parlamentari bolognesi?».
Chi sapeva? Vasco Errani? Gli assessori che con lui la nominarono dirigente?
«Non lo so, tocca alla magistratura indagare. A me sembra ci sia un sistema di pressione psicologica, alcuni episodi sono messi a tacere. Una volta si diceva che la Regione aveva un buon rapporto con la Procura, oggi stanno tutti più attenti. Ma il Pci, il Pds, i Ds e ora il Pd hanno sempre confuso il partito con le istituzioni, oggi questo non è più tollerato».
Alessandro Mantovani (Corriere di Bologna)

Mettendo insieme i resoconti della testimonianza del presidente della Regione Enrico Rossi, clonati da Repubblica-Firenze e da Corriere Fiorentino, e l'intervista all'ex deputato Raisi al Corriere di Bologna possiamo renderci benissimo conto di come funzionano sia il sistema emiliano che quello toscano.
Certo la vicenda che riguarda la signora Zoia Veronesi, segretaria molto particolare di Pierluigi Bersani, è assai differente da quella concernente la questione TAV-Fanghi-Lorenzetti-Rossi.
Ma ugualmente sconcertante è la "cautela" con la quale si muovono sia la magistratura bolognese che quella fiorentina. Noi non abbiamo alcun dubbio che se le medesime vicende fossero capitate ad esponenti politici del "fronte avverso" a Bersani ed a Rossi la storia sarebbe andata diversamente. E qualcuno, probabilmente, sarebbe già stato sbattuto in carcere o agli arresti domiciliari. D'altra parte la pietra di paragone del sistema toscano (e emiliano..) la si ha prendendo ad esempio la storia del crack del MPS. In quel caso così estremamente preoccupante anche dal punto di vista sociale ed economico, con l'imbarazzante presenza di un morto suicida, le indagini sembrano venire condotte al "ralenti". Nessuno dei "pesci grossi" è stato interessato a provvedimenti restrittivi della libertà; nessuno dei VIP implicati è stato, almeno per ora, disturbato neppure come "persona informata dei fatti". Nella storiaccia dell'ex presidente PD della Regione Umbria, la dalemiana Lorenzetti, pare evidente che un "aiutino" alla compagna possa essere arrivato dalla Regione Toscana su ordine diretto di Enrico Rossi. Il dirigente che s'era frapposto alle evidentemente illegittime richieste della ex presidente umbra e presidente di Italferr è stato destinato ad altra funzione. Dice Rossi che questo è avvenuto. Ma solo per una normale "rotazione" dei dirigenti regionali. Naturalmente Rossi non ci indica il motivo della sostituzione dell'architetto Zia con altra dirigente assolutamente incompetente nella materia da trattare. Confidiamo che almeno il magistrato glielo abbia richiesto.
Ovviamente per noialtri Rossi è assolutamente innocente. Tuttavia non possiamo fare a meno di notare che come "persona informata sui fatti", veste nella quale è stato sentito dal PM che conduce l'inchiesta che ha portato ai domiciliari la "zarina" umbra, Rossi non abbia, almeno a leggere i resoconti della stampa, portato alcun "fatto" a dimostrare l'assoluta "buona fede" dell'operazione di sostituzione del dirigente che la Lorenzetti definisce "stronzo" in qualche conversazione telefonica. Ma in Toscana, ed in Emilia, la magistratura pare accontentarsi delle "versioni" ufficiali. Per "verificarle", poi, impiega tanto di quel tempo che, nel frattempo, l'attenzione dell'opinione pubblica, magari "pilotata" dalle friendly redazioni dei quotidiani locali, s'è già spostata su altri eventi. Cosicchè eventuali schizzi di "fango" che potessero inzaccherare le vesti dei potenti di turno son presto dimenticati. E' il "sistema" toscano (ed emiliano) che regge. Per quanto ancora??? 

PIPPO CIVATI

#OPEN PD (1)

due giorni organizzata quasi in contemporanea con l'assemblea nazionale, da due gruppi tra i piu' attivi tra quelli che sostengono la candidatura di Matteo Renzi alla segreteria dem: 'Renzi Duepuntozero' e 'Ateniesi'. Tra i relatori: Oscar Farinetti, Francesco Clementi e tra gli altri, i parlamentari Simona Bonafe', Paolo Gentiloni, Andrea Marcucci, Yoram Gutgeld, Federico Gelli, i sottosegretari Simonetta Giordani e Domenico Manzione ma anche tanti esponenti di altre aree come Nicola Latorre, Antonello Giacomelli, braccio destro del ministro Franceschini, la bindiana Cecilia Carmassi, responsabile lavoro nella segreteria Pd ed i giovani turchi Matteo Orfini e Francesco Verducci. Nel corso del workshop, prevista anche una sessione con il professor Roberto D'Alimonte sugli scenari politici ed un confronto sul merito con l'ex garante Franco Pizzetti, il banchiere Cosimo Pacciani e il deputato Edoardo Fanucci.

PLI

LA CONVERSAZIONE

SERENISSIMO (2)


domenica 22 settembre 2013

MATTEO RENZI


L'autunno scorso Matteo Renzi lanciava la sua sfida all'Italia. La lanciava dall'interno del PD. Ma badava bene di non parlare solo ai militanti ed ai simpatizzanti del "suo" partito. Anzi, a ben guardare, il target del sindaco di Firenze era del tutto esterno ai democrats.
Da outsider qual'era Renzi aveva trovato il giusto mix di comunicazione. Dalla sua postazione di sindaco d'una città "universale" com'è Firenze indirizzava le sue analisi e le sue ricette ad un pubblico sicuramente esterno all'ambito del PD. Approfittava Renzi, ovviamente, della grave crisi del PDL e della parabola discendente del suo leader, Silvio Berlusconi. L'autunno del 2012 era davvero l'autunno del patriarca di Arcore. Dopo aver rassegnato le dimissioni da capo del governo per manifesta incapacità di far fronte alla più grave crisi economica e sociale che aveva investito l'Italia Berlusconi si era ritratto, quasi, dalla politica attiva. Fino a "passare" la mano della leadership del centrodestra al poco carismatico, e privo di "quid", avvocato siciliano postdemocristiano Angelino Alfano. Un segmento rilevante dell'elettorato belusconiano si trovava privo di orientamento. Non particolarmente attratto dall'erede designato del cavaliere d'Arcore, sembrò assai calamitato dalle idee, dai modi e dalle proposte di Matteo. Che, nel frattempo, era considerato quasi un corpo estraneo all'interno del suo stesso partito. Di lì a poco, infatti, complici molti elementi poco democratici e molto stumpian-berlingueriani, Matteo Renzi sarebbe stato "asfaltato" (60-40) dal titolare in capo della "ditta" democrat, il non rimpianto ex benzinaio di Bettola, Pierluigi Bersani. Che, a dicembre 2012, aveva in mano tutte le carte "buone" per vincere le elezioni del 2013 e diventare presidente del consiglio. Il primo ex comunista a vincere quella poltrona attraverso libere elezioni. Poi le cose sono andate in maniera differente (come su queste pagine avevamo largamente previsto).
In questo autunno 2013 il quadro politico complessivo è abbondantemente mutato. Matteo Renzi vincerà probabilmente la partita all'interno del PD. Le sue posizioni sono state inghiottite e digerite non soltanto dai militanti ma dalle variegata platea delle correnti e dei notabilati interni. Che ormai fanno a gara tra di loro per mostrarsi più "renziani" di Renzi. Ma, nel frattempo, il sindaco di Firenze appare assai diverso da quello dell'autunno in corso. La sua candidatura alla guida del PD (oltre che alla leadership governativa...) ha avuto, almeno per il momento, la natura di cambiare la percezione della sua figura politica da parte di molti settori dell'elettorato. Da personaggio "scomodo" dei democrats a possibile futuro segretario di quel partito. Da leader capace di rivolgersi, anche con gesti contestatissimi (come la visita a Berlusconi in quel di Arcore..) ad una estesa platea di ascoltatori-elettori, a capo di una fazione che vuole, nientedimeno, "asfaltare" i suoi avversari...!! 
Da "rottamatore" su di una linea politica liberal-demo-socialista europea a "compagno" d'avventura di tipologie di capicorrente democrat che si estendono dal taleban-cattolico Fioroni al "savoiardo" Fassino (o...) passando per la coppia Franceschini-Giacomelli. Cosicchè Matteo Renzi passa le giornate a discettare di un partito del "cool" (ma senza regole certe..) a promesse "asfaltatrici" che se, forse, entusiasmano una parte dei suoi fans certamente non vengono granchè apprezzate da molti altri elettori (se ne percepiscono largamente gli umori mutati sul web...) che s'erano sentiti attratti dalle promesse di rinnovamento (anche delle parole della politica..) che Matteo aveva abbondantemente promesso nelle varie "leopolde" e nei programmi presentati. In questo inizio d'autunno 2013, in più, Renzi si deve inoltre guardare le spalle da almeno altri fattori: il fattore "L"; il fattore "B"; il fattore "P"....Dove la L sta per Enrico Letta. Che è l'attuale presidente del consiglio. E che è dello stesso "convento" di fratel Matteo...Finchè Letta è al governo le porte di Palazzo Chigi sono inespugnabili..Può Matteo Renzi giocare a far cadere Letta per prenderne il posto? L'elemento B è evidentemente Silvio Berlusconi e la rinascita di Forza Italia. Che potrà essere percepita dai suoi avversari come un ritorno al passato. Ma che, all'interno del popolo di centrodestra è invece destinata ad essere un elemento di nuova attrazione. Anche per quei settori d'elettorato liberaldemocratici che s'erano "innamorati" di Matteo. L'ultimo fattore, il P, è ovviamente il PD. Il Partito che Matteo vorrebbe guidare..Che, basta vedere il flop dell'assemblea nazionale d'ieri, per adesso rappresenta soltanto una montagna d'incognite e di domande senza alcuna risposta. Alle quali l'ardore giovanile, la baldanza ed anche il pizzico d'arroganza che il sindaco offre alle platee democrats non basterà a restituire una fisionomia riconoscibile ed apprezzabile al di là delle fedeltà degli "omini degli orti" e delle "donnine della coppe"!!
Forse Silvio Berlusconi non ha torto quando vede consumarsi, seppur lentamente, la stella renziana. Alla quale servirebbe un colpo di coda politico. Che però, al momento, non si riesce ad avvistare. 
Pare di intravvedere, pertanto, per Matteo Renzi un periodo di non facilissima navigazione. Se non nel PD, che pare ormai "conquistato" (?), quanto nel resto dell'elettorato italiano. Che è quel che davvero conta!     

RENZI BLAIR (?)

Renzi Blair contro Gary Cuperlo

su La porta di Manetta
Autore: Dino Manetta
    unità.it
Data:2013-09-2



Renzi non mi convince, la parlata toscana ostentata (contro la quale non ho nulla ma mi risulta simpatica solo in Benigni, mi spiace) non credo gli giovi e quell’aria furbetta mi induce ad una istintiva diffidenza. Da un politico mi aspetto una qualche autorevolezza (già ma dov’è, in giro?) e non mi fa impazzire la sua continua ricerca di battute e slogan, di solito roba orecchiata e carpita al volo, come fanno i cabarettisti, niente di realmente suo che ti faccia pensare “Toh, questa è nuova e pure bella”. Adesso è passato dall’infelice ‘rottamazione’, che gli ha di colpo alienato le simpatie della base del Partito al quale dice di appartenere e del quale vorrebbe fare il Segretario, e fruttato invece l’applauso dell’elettorato teoricamente avversario (ma allora perchè non se ne va dall’altra parte?) all’asfaltatura’, termine direttamente preso dal Processo di Biscardi. Boh, sarebbe lui il nuovo che avanza? Ho l’impressione che il Tony Blair de noantri, se gli va bene farà lo stesso, insignificante (se non per le sue tasche) percorso, se gli va male neanche quello. Comunque fossi in lui lascerei perdere lo scontro per la Segreteria, rischia una seconda musata, che a questo punto potrebbe essere fatale. Restasse a fare il Sindaco e quello che si allena per la Presidenza del Consiglio, Gary Cuperlo è sicuramente più giusto per fare il Segretario del PD. Anche perchè non è pensabile dare tutto agli ex Boy Scout, dovrebbero capirlo da soli, altrimenti PD alla fine starebbe per Partito Democristiano. Amen.

EQUINOZIO D'AUTUNNO E XX SETTEMBRE

Convegno organizzato per celebrare l'Equinozio di Autunno e XX Settembre 2013. Conduce: Alessandro Cecchi Paone (Giornalista e divulgatore scientifico). Intervengono: Antonio Baldassarre (Costituzionalista e presidente emerito della Corte Costituzionale), Claudio Bonvecchio (Filosofo delle scienze sociali Università dell’Insubria), Santi Fedele (Storico, Università di Messina), Antonio Panaino (Orientalista e storico Università di Bologna, sede di Ravenna), Massimo Teodori (Storico, politologo ed ex parlamentare), Maurizio Viroli (Filosofo della politica Università di Princeton). Conclude Gustavo Raffi (Gran Maestro Grande Oriente d’Italia)

#OPEN PD

due giorni organizzata quasi in contemporanea con l'assemblea nazionale, da due gruppi tra i piu' attivi tra quelli che sostengono la candidatura di Matteo Renzi alla segreteria dem: 'Renzi Duepuntozero' e 'Ateniesi'. Tra i relatori: Oscar Farinetti, Francesco Clementi e tra gli altri, i parlamentari Simona Bonafe', Paolo Gentiloni, Andrea Marcucci, Yoram Gutgeld, Federico Gelli, i sottosegretari Simonetta Giordani e Domenico Manzione ma anche tanti esponenti di altre aree come Nicola Latorre, Antonello Giacomelli, braccio destro del ministro Franceschini, la bindiana Cecilia Carmassi, responsabile lavoro nella segreteria Pd ed i giovani turchi Matteo Orfini e Francesco Verducci. Nel corso del workshop, prevista anche una sessione con il professor Roberto D'Alimonte sugli scenari politici ed un confronto sul merito con l'ex garante Franco Pizzetti, il banchiere Cosimo Pacciani e il deputato Edoardo Fanucci.

ANM

Comitato Direttivo Centrale dell'ANM


ASSEMBLEA NAZIONALE PD (1)

SERENISSIMO (1)