sabato 19 ottobre 2013

PERETOLA


Dunque Enac, l'ente nazionale che ha competenza sull'aviazione e sugli aeroporti, ha dettato a Firenze le sue nuove condizioni per la realizzazione della pista parallela (e convergente) di Peretola.
Sono due, sostanzialmente, le indicazioni di ENAC ad ADF (Aeroporti di Firenze, società che gestisce lo scalo..):

1) Portare la nuova pista a 2.500 metri di lunghezza rispetto ai poco più dei 2.000 adesso previsti;
2) Realizzare anche una pista di rullaggio, adesso del tutto assente.

Le due prescrizioni dell'ENAC comportano diversi ed anche contrastanti effetti. Il primo dei quali riguarda il costo complessivo dell'opera. Che pur se ancora del tutto sconosciuto non potrà che lievitare. Il secondo è che la nuova pista sarà ancora più vicina a Prato. Il terzo è che una pista più lunga potrebbe ospitare anche nuove tipologie di aerei. In grado di far diventare l'originario city airport fiorentino assai simile al "Galilei" di Pisa. Il quarto è che la previsione della pista di rullaggio potrà consentire l'intensificazione degli arrivi (atterraggi) e delle partenze (decolli). Il quinto è che le emissioni acustiche potrebbero essere ridimensionate giacchè una pista più lunga consente l'utilizzo di una minore potenza dei motori degli aerei sia al decollo che all'atterraggio.
Le risposte che la politica pratese sta dando alle nuove mosse di ENAC sono francamente deboli e risibili.
Pare chiaro che in un paese normale l'ultima parola sull'assetto di un nuovo aeroporto debba essere quello dell'ente che, tecnicamente, ha la precisa competenza per farlo. Le valutazioni d'ordine socio-ambientale non possono prevalere sulle questioni della tecnica aeroportuale. Una volta che la politica ha deciso ogni altra valutazione deve essere solo di tipo tecnico. In un paese normale, dicevamo. In Italia purtroppo questa banale osservazione vale sicuramente assai meno. Spesso sono le competenze tecniche a piegarsi alle convenienze politiche. E, spesso, pure gli enti cosiddetti "tecnici" sono in realtà enti di derivazione prettamente politica. Ma certo le valutazioni "a caldo" di Cenni e Gestri appaiono francamente "robetta" insignificante.
Per quanto riguarda le ricadute delle nuove "prescrizioni" ENAC su Peretola sono anche qui, contrastanti. Da una parte l'allungamento della pista potrebbe consentire di rivedere le ricadute dell'impatto acustico della nuova pista in senso positivo. Come già segnalato gli aerei, avendo a disposizione un quarto di spazio in più, potrebbero aver bisogno di minor potenza sia al decollo che all'atterraggio e dunque minori rumori emessi sopra la testa dei pratesi.....Allo stesso tempo, però, la maggior lunghezza potrebbe essere sfruttata anche per far arrivare a Peretola aerei sempre più grandi e più inquinanti. E la prevista pista di rullaggio potrebbe renderli anche assai più frequenti.....Allo stesso tempo sarebbe, comunque, una buona notizia per i pratesi favorevoli allo sviluppo di Peretola quale aeroporto simile a Pisa. Una pista più lunga potrebbe consentire quei collegamenti intercontinentali ad oggi consentiti solo dal "Galilei" pisano!
Per Firenze la notizia delle nuove condizioni "tecniche" poste da ENAC ha, anche in questo caso, aspetti positivi e negativi. Nel primo caso sarebbe la realizzazione del "sogno" fiorentino di avere sotto casa un "vero" aeroporto al posto dell'attuale "campo di volo" o del previsto "city airport". I 2.500 metri di pista, infatti, consentirebbe l'arrivo a Firenze di quei voli, adesso vietati ed impossibili, da ogni parte del mondo. E chi se ne frega se in questo modo invece di coesistere in buona pace con Pisa ci si mette sul terreno della più feroce concorrenza. Mors tua, vita mea!! Tuttavia la realizzazione di oltre 400 metri di ampliamento porrà ad ADF problematiche di non semplice risoluzione e di non irrilevante budget. Non tanto dal punto di vista ambientale sul cosiddetto "Parco della Piana", elemento che pare contare quanto il due di picche, quanto invece sul versante della pratica realizzazione dell'allungamento. Ad oggi nessuno conosce il sistema, ad esempio, con il quale si vorrà trattare lo "spostamento" dei corsi d'acqua (tra cui il Fosso Reale..) che si frappongono alla costruzione della "pistina" da 2.000 e rotti  metri. Figuriamoci quel che potrebbe accadere nella previsione di un suo ulteriore prolungamento fino a quasi 2.500....!!
Dunque può anche essere che la nuova disposizione di ENAC non è detto che sia accolta benissimo dai vertici politici e/o di ADF.

SMART CITY (1)

Smart City Exhibition 2013: Riuso, rigenerazione urbana e sostenibilità energetica nelle città


SMART CITY

Bologna:

Smart City Exhibition 2013: Riqualificare si può

SERGIO STANZANI




Carissimo Sergio… ovunque tu sia, in quel “nulla” immaginato da chi non crede, o in qualche “altrove”, come chi crede pensa ci sia dopo la vita, vorrei poterti dire, come non ho saputo dirti quando eri con noi: grazie! Grazie, carissimo Sergio: per essere stato, con altri tre “matti”, il fondatore di quella straordinaria fucina di politica e di cultura, di cultura politica e di politica fatta di cultura, che è stata l’Unione Goliardica.
Grazie, carissimo Sergio: per i tuoi racconti, di quando tu, Franco, Lino, Marco, e altri tiravate da veri biassanot accompagnavate a casa uno, e appena arrivati, infervorati com’eravate dalla discussione, decidevate di sciogliervi dopo aver accompagnato a casa l’altro, e poi l’altro ancora, e all’alba eravate ancora tutti lì, a parlare, capire, spaccare il capello in quattro; e ci dicevi che tutto quel poco o tanto di cultura che ti eri fatta, era nata lì, in quelle nottate a parlare e ascoltare Franco, Lino, Marco…
Grazie: carissimo Sergio, per aver fondato con quella pattuglia di “matti” che eravate, il Partito Radicale: quel Partito Radicale di cui mai hai abbandonato i “colori”, anche nei momenti più bui e cupi, quelli in cui tutto sembrava perduto e pregiudicato, inutile e vano. Hai saputo con pochissimi altri, tenere duro, caparbi e testardi, “duri di cervice”.
Grazie, carissimo Sergio: per averci dato quello splendido statuto che avete concepito a Faenza e a Bologna: uno statuto che è un formidabile documento, una costituzione politica che andrebbe studiata nelle università, dagli studenti di Scienze Politiche. Ma possibile che un Gianfranco Pasquino (e cito lui per dire di uno dei più bravi studiosi di “cose” politiche) non si sia accorto della straordinarietà del documento che avete concepito, e ci avete regalato? Ma di cosa mi stupisco, poi…Neppure noi radicali ce ne accorgiamo, ormai…
Grazie, carissimo Sergio: per essere stato uno degli animatori e per aver dato corpo e “anima” a quella straordinaria intuizione pannelliana che è il Partito Radicale Transnazionale Transpartito Nonviolento.

Giornalista professionista, attualmente lavora in RAI. Dirige il giornale telematico «Notizie Radicali», è iscritto al Partito Radicale dal 1972, è stato componente del Comitato Nazionale, della Direzione, della Segreteria Nazionale.
Grazie, carissimo Sergio: per un piccolo episodio che mi ha fatto ricredere nel Partito e nella sua “gente”, in un momento in cui ero dubbioso: era appena andata in porto la “cosa” del Tribunale penale internazionale permanente. Non ricordo esattamente che giorno era, so che ascoltavo grazie a “Radio Radicale" lo svolgersi dei vari interventi, la cerimonia aveva luogo in Campidoglio, era sindaco Francesco Rutelli. Parla Tizio, parla Caio, discorsi scritti chissà da chi, che non lasciano traccia. Poi parli tu, carissimo Sergio: l’unico a ricordare che lì, quel pomeriggio mancava l’unico che aveva tutti i diritti di esserci: Marco Pannella, che era inchiodato in una stanzuccia d’ospedale per lo strascico di non so più quale malanno grave. Fosti il solo a pronunciare quel nome, e non ti ho mai detto grazie per averlo fatto, e non ti ho mai detto che è per quello che ho superato quel momento di “crisi”…
Grazie, carissimo Sergio: perché a ogni riunione a Torre Argentina, venivi a sederti alla mia destra, dicevi che ti spiegavo qualcosa che in quel momento non capivi, ed ero io invece, che qualcosa comprendevo, riflettendo sui tuoi borbottii e i tuoi ricorrenti “non capisco”…
Grazie, carissimo Sergio: perché fin che hai potuto trovavi la forza di venire a Torre Argentina, e andavi avanti e indietro tra la “stanza “Stanzani” e la macchinetta del caffè, con quella tua perenne aria curiosa di capire, sentire, sapere quello che accadeva, cosa dicevano e pensavano i compagni, la voglia di “esserci” presente anche se poi ti mangiavi letteralmente le unghie, sentendoti colpevole di non saper più dare quel contributo che avresti voluto assicurare, e non c’era verso di dirti che dovevi stare calmo, che non era un guaio se dimenticavi qualcosa perché se lo avevi dimenticato significava che erano cose irrilevanti, e che quello che contava e valeva non lo dimenticavi mai; e che era già sufficiente che tu ci fossi con noi, e facevi finta di crederci, e si capiva benissimo che non ci credevi affatto…
Grazie, carissimo Sergio: per la cura con cui ti preparavi quando c’era qualche riunione dove si era chiamati a discutere e a confrontarsi, e preparavi i tuoi testi, i tuoi “saluti”, il tuo “contributo”, e chiedevi consiglio, aiuto, volevi mille rassicurazioni che quello che intendevi dire avesse un senso e un significato, e te lo si poteva assicurare e garantire mille volte, il tuo dubbio restava; e questo tuo incessante tormentarti e interrogarti è uno dei lasciti più grandi che ci potevi lasciare…
Grazie, carissimo Sergio: perché sei stato un compagno, un radicale, un parlamentare, un dirigente impeccabile. Ne ho avuto conferma quando per le tue novanta primavere ho messo insieme i tuoi non numerosi scritti e recuperato alcuni tuoi interventi, in un volumetto che racconta tanto di te, molto più di quello che credi… Grazie, carissimo Sergio: perché hai trovato il coraggio di essere uno di quegli “attori” dei “nudi del Flaiano”. Non tutti, e certamente non io, avrei trovato il coraggio di farlo.
Ci sono mille e mille grazie, carissimo Sergio, che potrei dirti e avremmo dovuto dirti quando eri tra noi.
Carissimo Sergio: siamo stati fortunati. Fortunati tu e non molti altri, ad aver avuto la possibilità, per le circostanze fortuite che la vita regala, di fare quello che abbiamo fatto. Per aver conosciuto e frequentato le persone che abbiamo conosciuto e frequentato. E noi fortunati ancor più perché ti abbiamo potuto frequentare, ascoltare, parlarti. Che straordinaria ricchezza, che ci hai regalato, carissimo Sergio, tu e gli altri.
Quel posto a destra durante le riunioni a Torre Argentina, carissimo Sergio, non sarà più lo stesso. Lo so, tu per primo stai dicendo, con aria sorniona e quel sorriso che compare nelle tue fotografie più belle, che ora dobbiamo finirla, e che il modo migliore per renderti il tuo, è quello di non dare ascolto, come tu non hai mai fatto, a quei corvi e a quelle iene (e chiedo scusa a corvi e iene) che passano il loro tempo a vaticinare la fine e la follia senescente di Pannella; a difendere i referendum per i quali sono state raccolte le firme; a darci sotto con la campagna per le elezioni in Basilicata; a non demoralizzarci per le difficoltà che incontra il PRTTN… Ancora una volta hai ragione, carissimo Sergio; e ancora una volta, grazie!



POCO NUVOLOSO


venerdì 18 ottobre 2013

ASM E LA MARMELLATA


La pubblicazione dei contributi che ASM concede annualmente ad enti, associazioni, comitati, media ecc. ecc. non desta particolare meraviglia. La somma complessiva di 350.000 euro/anno che l'azienda presieduta da Canovai "elargisce" a vario titolo è una tradizione quarantennale della municipalizzata. Con l'avvento del centrodestra al governo della città e di conseguenza anche alla guida d ASM si sono solo risettate alcune direzioni delle "paghette"....Certo fa una brutta impressione trovare che al terzo posto delle "regalie" si trova il più importante quotidiano locale. Ovvero la redazione guidata da Piero "Capitan Findus" Ceccatelli. 22.000 euro per un concorso di giornalismo erogati da ASM sono una bella cifra. Che, probabilmente, "ripaga" l'attenzione di quella redazione per le sorti interne ed esterne di ASM. Naturalmente vi sono "paghe" e "paghette"  anche per altri media. In particolare ASM ha concesso 3.000 euro al blog di un fidatissimo consigliere, ed ultimissimo giapponese, del Sindaco Cenni. Praticamente è un finanziamento alla voce che di più sponsorizza l'ex patron della Sasch sia come attuale sindaco sia come nuovo candidato alle elezioni del 2014. Conflitto d'interessi? Beh il caso è quello!! Non si può finanziare, da parte di un'azienda di quasi totale proprietà del Comune (ovvero del Sindaco che ne nomina tutto il CdA), un media che è diretto, scritto ed impaginato dall'intimissimo consigliere di Cenni. Maurizio Bettazzi fu costretto a dimettersi per un altrettanto evidente conflitto d'interessi (..a proposito, qualcuno sa dire a che punto sia la famosa inchiesta giudiziaria.....??). L'aver sorpreso lo strettissimo collaboratore del sindaco con una mano nel barattolo della marmellata dei soldi pubblici di ASM qualche simile effetto dovrebbe pur comportare...!!
Tuttavia i 350.000 euro che ASM distribuisce in città non sono che una parte del budget che ASM destina a, diciamo così, le pubbliche relazioni. V'è infatti, assai più consistente ed anche pericolosa, la parte di denaro che, sotto l'apparentemente innocua voce di marketing, ASM distribuisce a chi di dovere. Ogni anno ASM stanzia, e spende, circa 650/700.000 euro, ovvero il doppio esatto della cifra spesa in "contributi", per pubblicità e marketing. Questa grossa cifra, che porta a circa 1.000.000 d'euro la somma complessivamente spesa da ASM per tenere "alta"  la propria reputazione, è in gran parte distribuita ai media, scritti e web, cittadini. Che anche da questi soldini traggono di che tirare avanti abbastanza bene in fatto di bilanci...!! Se volete verificare basta che andiate sui vari giornali e/o siti web (sì c'è ancora quello dell'amato consigliere del Sindaco Cenni..) per ritrovarvi la pubblicità dell'azienda. Occorre che i cittadini sappiano che diversi giornalisti pratesi sono praticamente a libro paga di ASM, ovvero di GIDA, oppure di Interporto SpA, o anche di ESTRA e Consiag, o SORI!!
Tutte le municipalizzate e le partecipate dal Comune hanno budget rilevanti per la loro pubblicità e per il loro marketing. Qualche pratese potrebbe chiedersi: ma perchè mai aziende che di fatto agiscono in pieno regime di monopolio e dunque senza alcun timore della concorrenza si fanno così tanta pubblicità? Bene adesso lo sapete. E' un sistema autoreggente. Le aziende municipalizzate sostengono anno dopo anno la "libera" stampa cittadina. Che le "ripaga" ampiamente chiudendo uno o tutti e due gli occhi rispetto alle gestioni, agli sprechi ed alle clientele. Chiaro no??? E' una parte del "groviglio amoroso" che esiste, oltre che a Siena, anche a Prato!!        

PRIEBKE ED I LEBFEVRIANI

Padre Petrucci, Parroco della chiesa Pio X di Albano Laziale, della confraternita dei Lebfevriani, intervistato dalla webradio RADIO LIBERA TUTTI, ai microfoni di Eleonora Zaccaro, Alessio Valeri, Simone Piloni.

MORIRE D'AUSTERITA'

Democrazie europee con le spalle al muro


presentazione del libro di Lorenzo Bini Smaghi (Ed. Il Mulino) promosso dalla Facoltà di Economia e Commercio dell'Università degli Studi La Sapienza di Roma

LIBERALI E DEMOCRATICI

Rilanciare le attività dei liberali e democratici anche a partire da Milano


Lo scorso 12 luglio, a Parma, è stato presentato LIBMOV, Movimento Liberali, occasione che potrebbe rilanciare le attività dei liberali e democratici anche a partire da Milano. Sarà con noi Giulio Ercolessi (Membro del Board del European Liberal Forum).

I MURI DELLA PENA

"I muri della pena. Dagli ospedali psichiatrici al carcere duro ai centri di identificazione e di espulsione"

In occasione della presentazione del libro a cura di Franco Corleone e Andrea Pugiotto "Volti e maschere della pena" e del volume di Caterina Mazza "La prigione degli stranieri". Con gli autori ne parlano Giuliano Amato e Luigi Manconi.

MALAGROTTA

Dibattito su chiusura discarica di Malagrotta

SERENO


giovedì 17 ottobre 2013

ILARIA BUGETTI



Quando qualcuno cade si trovano immediatamente persone pronti ad aiutarlo a rialzarsi. Scatta un meccanismo di solidarietà umana che, spesso, è assai latente in ciascuno di noi. Ma quando una persona, anche se perfettamente sconosciuta cade per terra nelle nostre vicinanze,  abbiamo, tutti,  l'immediato impulso istintivo di accorrere a sollevarla ed a chiedere se va tutto bene e se le possiamo essere utili. Ognuno di noi s'è trovato, almeno una volta nella vita, a vivere questa situazione umana. Diciamo che è un riflesso condizionato che, forse, accomuna esseri umani ed esseri animali.Quando ci accorgiamo che uno della nostra specie è in difficoltà per qualsivoglia motivo non possiamo fare a meno di accorrere in soccorso. E' un istinto individuale più che di gruppo. Giacchè, come ripeteva spesso un nostro antico amico e compagno, tutti noi presi singolarmente siamo delle "brave persone". E' in gruppo che, spesso, diventiamo delle "belve".......!!
Crediamo che questo sia del tutto veritiero per tutte le situazioni in cui si trova l'uomo. Con una sola ma vistosa eccezione. La politica. Quando in politica qualcuno cade, specialmente se dall'alto di una posizione di potere, non c'è istinto umano che tenga...Si fa esattamente il contrario della regola generale. Invece di solidarizzare e/o aiutarlo a risollevarsi, lo si prende bellamente a manganellate (metaforiche beninteso, verbali...ma che lasciano lo stesso molti brutti segni...). E' quel che è successo nel corso della riunione di lunedì della componente renziana pratese...La segretaria uscente Ilaria Bugetti, ormai con un piede fuori da Via Carraia e le valige bell'è pronte per il viaggio di ritorno a Cantagallo è stata violentemente bacchettata dai suoi stessi compagni di partito....Con espressioni ed aggettivi che contengono la più alta reprimenda della sua storia di leader locale del PD. A scanso di equivoci. Noi abbiamo spesso e volentieri polemizzato, anche aspramente, con Bugetti. Probabilmente per le stesse ragioni per le quali è stata ipercriticata, adesso, dai renziani pratesi. Tuttavia non c'ha mai fatto velo l'esame sincero del quadro politico che ha prodotto la sua salita alla segreteria ed il suo quasi quinquennale impegno. Ilaria Bugetti s'è trovata a gestire a Prato un partito distrutto dal risultato elettorale del 2009 e dalle mille contrapposizioni che vi hanno regnato. L'elaborazione del lutto della perdita del sindaco di Prato è stata un'operazione, ancora non conclusa, che non prometteva alcunchè di buono. Il compito che le era stato affidato avrebbe fatto tremare le vene ai polsi a qualsiasi altro personaggio. Al di là delle chiacchiere Ilaria Bugetti non è stata affatto aiutata nella gestione del partito pratese. Neppure da coloro che ne avevano suggerito la candidatura. Neppure dall'inesistente ed inconsistente gruppo consiliare. Cosicchè ha fatto comodo a molti dei suoi attuali detrattori averla al vertice del partito. Facendo scaricare sulla sua persona tutte le critiche che iscritti, militanti e simpatizzanti volevano riservare al loro partito. E' allora quanto meno assai ingeneroso adesso che è in uscita prendersela con il "capro espiatorio" Bugetti. A meno che non le si addebiti comportamenti e movimenti che hanno impedito il coronamento di legittime, e neanche celate, ambizioni di tipo personale.         

SCONTRINI ROSSI


Il Signor Rossi (Enrico) non ci sta! Alla richiesta della Corte dei Conti di fornire i documenti giustificativi delle spese che i gruppi politici del Consiglio regionale toscano hanno sostenuto di avere avuto dal 2010 al 2012 (e che sono state loro rimborsate dai fondi pubblici regionali...) risponde  di no! Non fornirà un bel niente. Quel controllo,  per Rossi, equivale ad un controllo politico sull'attività della Regione e dei suoi gruppi consiliari. Ed è proprio per questa ragione che Rossi ha annunciato il ricorso della Toscana alla Corte Costituzionale per conflitto di attribuzione..... 

Peccato che Enrico Rossi non abbia presentato per tempo questo ricorso. Se la Corte Costituzionale avesse dato ragione alla singolare tesi del governatore toscano agli italiani sarebbero state risparmiate le notizie sugli sperperi della Regione Lazio; su quelli della Regione Lombardia; su quelli della Liguria, Campania,  Emilia,  Sicilia, Puglie,  ecc. ecc. Non avremmo avuto il caso Batman/Fiorito,  l'unico politico,  ahilui,  a trascorrere una primavera ed una estate in cella o ai domiciliari.  Secondo Rossi i soldi che la Regione attribuisce alla libera disponibilità dei gruppi politici presenti in Consiglio Regionale non possono essere controllati dalla Guardia di Finanza e nemmeno dalla Corte dei Conti. Sarebbe una ingerenza dello Stato nella libera dialettica politica toscana. Un intervento "censorio" dell'attività insindacabile dei gruppi consiliari (e dei relativi partiti..). Certo Enrico Rossi si può permettere anche questa nuova sfacciata arroganza. Il sistema di potere toscano è così ben oliato, in tutti  suoi gangli (anche giudiziari..) da garantire praticamente l'intangibilità e l'impunità della classe politica (tutta) della Regione. In Toscana questo sistema si regge con la complicità, silente  o manifesta, di tutti i "mattoni" che tengono in piedi la "baracca". Cosicchè tutti sanno che basta che uno di questi mattoni venga tolto per  buttare all'aria tutta la costruzione di 40 anni....D'altra parte, a ben vedere,  ne abbiamo la riprova nel caso dell'inchiesta giudiziaria che riguarda l'ex presidente dell'Umbria Maria Rita Lorenzetti ed del dirigente regionale,  rimosso perchè "stronzo",  Zita. Nonostante sia ormai già chiaro che è stato proprio Enrico Rossi a rimuoverlo dal suo posto di controllo sui lavori dell'alta velocità fiorentina la conduzione della relativa indagine giudiziaria pare essere nelle sue stesse mani. Rossi non fa mistero di essersi occupato di Zita; di riferire ai PM quando e cosa vuole; di decidere pure, lui stesso, quando andare a Palazzo di Giustizia. E fa quasi tenerezza leggere negli atti preliminari dell'indagine che a Rossi non viene negata la "buona fede" nella rimozione del dirigente regionale.  Come dire che sebbene la rimozione di Zita abbia costituito un favore all'amica Lorenzetti lo è stato alla totale insaputa di Enrico Rossi.........!!!  Così funziona in Toscana il sistema del potere reale...Il "groviglio amoroso" senese e montepaschino ne è solo un'articolazione provinciale....

 

MATTEO RENZI 3.0


2. Amnistia e Indulto.
Le carceri sono in una situazione disumana. Non affrontare questo tema è vergognoso. Ma non avere il coraggio di dire ciò che si pensa lo è altrettanto. Le forze politiche hanno scelto nel 2006, sette anni fa, di votare un provvedimento di clemenza, finalizzato a svuotare le carceri e rispondere all'appello di Giovanni Paolo II. Oggi, appena sette anni dopo, riterrei un clamoroso autogol riproporre nuovamente un provvedimento di emergenza. Se le carceri sono troppo piene, cerchiamo di capirne cause e possibili soluzioni, partendo dalla custodia cautelare, dalle misure alternative, dal modificare alcune leggi come la Giovanardi o la Bossi-Fini. Riformiamo, una volta per tutte, un sistema della giustizia che in questi vent'anni è stato citato in ballo solo per norme ad personam e che ha urgente bisogno di intervento, concreto e non ideologico. E, se serve, costruiamo più carceri, come è accaduto in tutto il resto d'Europa. Ma l'idea che siccome le carceri sono piene, le svuotiamo per la seconda volta in sette anni con un indulto è inaccettabile. Elimina la certezza del diritto, alimenta la sfiducia verso una classe politica che non può cercare soluzioni solo in emergenza, svuota le carceri senza assicurare ai territori - in primis ai Comuni - le risorse per affrontare la contestuale uscita di donne e uomini che meriterebbero di essere aiutati nel reinserimento. Per tutti questi motivi noi - che come Comune di Firenze facciamo molto sul carcere come ha più volte ricordato la vicesindaco Saccardi (link) - facciamo ogni giorno tutto quello che dobbiamo e spesso tutto quello che possiamo per sopperire alle difficoltà dell'Amministrazione Penitenziaria. Ma se c'è da dire qualcosa, è giusto dirla. Anche se il fatto stesso di prendere questa posizione mi ha rovesciato addosso un diluvio di critiche.
Mi è dispiaciuto che qualcuno abbia letto in questa posizione un attacco al Quirinale. Il Presidente della Repubblica ha il diritto di inviare messaggi al Parlamento. Ma il dovere delle forze politiche è prendere sul serio ciò che il Presidente scrive. Io non credo che davanti alla fame di legalità che ha questo Paese si possa rispondere rinnovando l'indulto. Lo penso e lo dico. è il modo più corretto di ascoltare davvero il Presidente, che nel suo messaggio parla a lungo dell'emergenza carceraria e non solo di amnistia e indulto. Tra le altre cose il Presidente Napolitano sarà a Firenze mercoledì prossimo in occasione del congresso dell'ANCI e la nostra città - ne sono certo - lo accoglierà con l'affetto e la stima che sempre abbiamo riservato al Capo dello Stato. (Matteo Renzi, eNews 372)

Questo chapter two (come in un film di Tarantino..) contenuto nella nuova newsletter di Matteo Renzi è francamente imbarazzante..... Non tanto perchè il sindaco di Firenze manifesta un cambiamento di posizione politica rispetto a prese di posizione precedenti (anche recentissime..) sui temi sollevati dal messaggio di Giorgio Napolitano. Se si maturano nuove e diverse convinzioni niente e nessuno può permettersi critiche e/o dubbi. Anche se questi diversi atteggiamenti sono del massimo rappresentante della sinistra italiana oggi.
Quel che è inaccettabile del ragionamento di Renzi e che fa assomigliare il suo deragliamento dalle posizioni assunte nei mesi scorsi più una questione di convenienza che di convinzione è l'assoluta banalità dell'analisi. E della condizione carceraria. E pure dello stringente messaggio del Presidente della Repubblica. All'interno del quale vi è un elemento, o meglio due caratteristiche, che Renzi bellamente ignora. Ovvero l'ultimatum che è pervenuto all'Italia dalla Giustizia Europea e il sostantivo che Napolitano utilizza per dare forza al suo messaggio: secondo Napolitano l'Italia ha un OBBLIGO di uscire dall'illegalità che l'Europa ci rimprovera ed addebita. Certo se si ignorano, come fa Matteo Renzi, questi due elementi è anche possibile continuare, come fa il sindaco di Firenze, a pestare aria nel mortaio della politica parolaia!! Che lo accomuna, stranamente ma non a caso, con le chiacchiere ed i distintivi dei vari Giovanardi, Casini & C.

LUIGI CRESPI


Ora, adesso sono migliaia le persone che passeranno una notte d'angoscia buttati come pezzi di carne all'ammasso dentro in una cella tra loro ventimila sono innocenti. Ne basterebbe uno per mobilitare chi ci rappresenta chi dovrebbe raccontare la nostra storia di comunità di Paese, chi dovrebbe difenderla e onorarla invece si contendono le spoglie dei resti di una coscienza civile che annichilita evapora come il sudore su corpo di un malato.
Alla violenza dell'ingiustizia al l'arroganza del potere si somma l'opportunismo di rappresentanti del popolo mai eletti mai scelti maledetti nominati bavosi e vocianti cloache di uno stato che contiene sempre meno valori e speranze dei sui cittadini.
Immutabile pantano immobile fetore sembra che nulla sia destinati a cambiare ma sono film come quello che Ambrogio Crespi ha realizzato sul caso Tortora, che questa sera ho potuto vedere in anteprima, che capaci di risvegliare le coscienze di ridare attenzione alla gerarchie dei valori che sono radicati dentro di noi.
Questo film dovrebbe essere visto nelle scuole fare parte della nostra educazione civile mai rimosso dalla nostra memoria collettiva.
Prima o poi le cose cambiano cambiano sempre e per sempre cerchiamo di non essere complici di un attesa tragicamente troppo lunga.
Grazie Ambrogio
http://docufilmenzotortora.it/


Luigi Crespi (da FB)

GHETTO

Fiaccolata in Memoria del Rastrellamento del Ghetto di Roma

LEGGE DI STABILITA'

ANTONIO RUSSO (1)

MANIFESTAZIONE IN RICORDO NELL'ANNIVERSARIO DEL SUO ASSASSINIO

SERENO


mercoledì 16 ottobre 2013

BUONO-NO BUONO


Ha suscitato qualche reazione il nostro post di ieri sul Nuovo Ospedale di Prato (http://liberamenteprato.blogspot.it/2013/10/nop-nuovo-ospedale-di-prato.html). Sul blog di Massimo Cecchi l'ottima Chiara Capecchi ci contesta il, presunto, "amore" che abbiamo per il NOP. Un lettore suggerisce alcune, a suo dire, "criticità" che avrebbe verificato di persona recandosi ieri stesso al NOP.
Qualche anno fa in una fortunatissima, tra le altre, trasmissione televisiva di Renzo Arbore c'era il giochetto del "Buono-No Buono". Sotto le due caselle venivano elencati fatti e personaggi che s'erano meritati, in positivo o negativo, una speciale menzione. Ancora qualche anno prima, ma alla radio, un famoso personaggio distribuiva, sempre per meriti positivi o negativi, numeri variabili di babà!! Ultimamente pure Adriano Celentano aveva inventato una maniera per catalogare fatti e personaggi sotto la dizione "rock" ovvero "lento".
Per Chiara Capecchi ed il blog sul quale scrive il NOP è pertanto "NO BUONO", merita "ZIERO BABA'" ed è ovviamente "LENTO". Il tutto, come avrebbe detto il grande Totò, a prescindere! 
La linea editoriale del blog sul quale scrive la Capecchi è d'altra parte chiarissima: tra il NOP ed il vecchio Misericordia e Dolce era meglio quest'ultimo; tutto quello che ha un sentore di "sinistra" è "no buono"; tutto quanto dice e fa l'assessore Aldo Milone merita "Cinque Babà"!!
Anche noi abbiamo la nostra linea editoriale e le nostre convinzioni. Che, tuttavia, non ci offuscano ideologicamente la mente. Siamo ancora in grado di discernere tra "buono" e "no buono" a prescindere se provenga da "sinistra" o "destra" ovvero che lo proponga Milone o Caverni. Sul NOP ci siamo assai dilungati, anche con qualche documentazione d'appoggio (che non guasta mai..) sulla criticità dell'area sulla quale è stato edificato o sulla viabilità d'accesso. E non ci sono andate affatto bene le spiegazioni, assai parziali e poco convincenti, dei dirigenti ASL sulle infiltrazioni d'acqua causate dal primo temporale autunnale al nuovissimo edificio o quelle della Giunta sui ritardi nel sottopasso sulla tangenziale. Non c'è neppure garbato il divieto ai media di documentare direttamente i danni subiti dal NOP.   
Ma niente e nessuno ci potrà impedire di sostenere che il NOP è meglio del MeD. Per molti aspetti che ieri abbiamo voluto ricapitolare. Il post è venuto troppo celebrativo? Può essere. Tuttavia questa è la nostra "linea editoriale". Non cedere nè ai preconcetti ideologici nè alle convenienze politiche. Ci piace esprimerci secondo le nostre convinzioni. 
Chiara Capecchi torna a puntare il suo indice anche sul numero, a dire suo e del suo blog, largamente insufficiente dei posti-letto previsti al NOP. Tuttavia non racconta affatto che, al momento, i pazienti trasferiti dal MeD al NOP sono meno di 300 e che rappresentano quasi solo la metà dei posti letto disponibili. Dal che si potrebbe anche arguire la tesi contraria. Ovvero che i 540 letti del NOP sono anche più di quello che sarebbe stato necessario prevedere. Almeno per il momento.  
Dicevamo che anche un lettore ha espresso alcune critiche sull'assetto, esterno, del NOP. In particolare ieri ha rilevato che i parcheggi interni a servizio degli utenti erano strapieni e che molti visitatori hanno dovuto lasciare le loro auto al di fuori degli spazi riservati. Al tempo stesso il lettore osservava la "stranezza", secondo lui, del fatto che il parcheggio ad uso del personale avesse una capienza superiore (750 contro 550) a quella dei visitatori. Inoltre osservava come il marciapiede d'accesso all'ingresso del NOP fosse coperto ma non fino all'entrata.
Non siamo francamente in grado di suggerire una spiegazione su quest'ultimo aspetto. Mentre lo siamo sulla prima "criticità" rilevata. Il motivo per il quale il parcheggio riservato ai dipendenti ha più stalli di quello dedicato ai visitatori ci appare evidente. I dipendenti del NOP (oltre 1.500...) si concentrano sui due turni principali della mattina e del pomeriggio. Le loro vetture sostano sicuramente per almeno 6-8 ore (la durata del turno di lavoro..). Viceversa i visitatori, che hanno a disposizione un numero inferiore di posti-parcheggio, sostano mediamente, per la sola durata della visita (1-2 ore...). Dunque c'è un ricambio assai maggiore nella disponibilità degli stalli. Occorre anche tener presente che quando il NOP funzionerà a regime non vi saranno più i tradizionali orari di visita (13-15 e 20-21). Dunque non potranno più esservi le punte di presenza che questi orari obbligati presupponevano. I visitatori potranno distribuirsi in tutte le ore della giornata rendendo possibile la disponibilità dei posti-auto. Quanto verificatosi ieri secondo il racconto del lettore è da intendersi dunque solo come il pegno che si deve pagare alla novità ed al fatto che ancora il NOP non è stato messo nel regime prescelto dal progetto.  
     

BLOOMBERG CHALLENGE










Si è svolto ieri pomeriggio al Palazzo delle Professioni di Via Pugliesi l'annunciata brain storming sul Bloomberg Challenge (http://mayorschallenge.bloomberg.org/). Ovvero un vero e proprio concorso d'idee riservato alle amministrazioni delle città europee dotato di un montepremi di 9.000.000 di euro.
Nella riunione organizzata dal Palazzo delle Professioni stesso sono state lanciate alcune idee "creative" idonee ad essere eventualmente adottate dalla Giunta Comunale pratese, alla quale saranno presentate, se la stessa deciderà di partecipare al concorso della Fondazione Bloomberg.
Una ventina i professionisti e/o i curiosi che hanno voluto presenziare alla sessione (si tratta, infatti, di un progetto di discussione in progress...). 
Dopo la breve illustrazione del contenuto del Bloomberg Challenge, Giulio Balleggi ha presentato la sua "idea". Insieme ad altri propone che l'area del vecchio ospedale Misericordia e Dolce venga utilizzata come contenitore di sperimentazioni di integrazione tra le 100 etnie presenti a Prato.
Emanuele Barili e Cosimo Balestri hanno invece illustrato la loro idea di acceleratore di processi sociali tramite moduli mobili intitolato "Catalizzatore di processi sociali".
Aurelio Imbrogno ha lanciato la sua idea di una città che autoproduce energia e la risparmia attraverso l'opportuno adeguamento degli edifici esistenti.
Paolo Sanesi, infine, propone una piattaforma 2.0 dedicata alla partecipazione dei cittadini alla politica pratese ed alle varie scelte che le amministrazioni si apprestano a compiere.    

LEGGE FINANZIARIA

ANTONIO RUSSO

Orazione civile in memoria del free lance Antonio Russo


Antonio Russo, il giornalista di Radio Radicale assassinato nel 2000 nel corso della guerra in Cecenia. Autore della performance teatrale dal titolo “Mai dietro una scrivania” è l’attore napoletano Ferdinando Maddaloni che, in occasione della nuova edizione del “Premio Italia Diritti Umani” darà voce alla vicenda umana e professionale dell’inviato.

CANDIDATURE

Conferenza stampa di presentazione delle candidature ufficiali alla segreteria PD con Epifani e Zoggia


HENRI DE LUBAC

Presentazione del libro "Il dramma dell'umanesimo ateo" di Henri De Lubac


Partecipano Massimo Borghesi (curatore della nuova edizione), Daniele Menozzi, Marco Burini e Marco Pannella. Conduce Giuseppe Di Leo.

MOLTO NUVOLOSO


martedì 15 ottobre 2013

NOP (NUOVO OSPEDALE DI PRATO)


A due giorni dall'apertura cominciano a delinearsi, dopo gli spiacevoli inconvenienti della vigilia (infiltrazioni d'acqua, rumori, viabilità....), le caratteristiche del Nuovo Ospedale di Prato di Via Suor Niccolina Infermiera.
Cominciando proprio dall'ingresso e dalla facilità di entrata. Chi vi arriva, sia con auto privata ma ancor di più attraverso il servizio pubblico dei bus Cap, apprezza l'ordinato spazio esterno dell'ospedale nuovo. Dal bus si scende su di un comodo corridoio che in 50 metri porta direttamente (ed al coperto) alla hall del NOP. Non ci sono da attraversare pericolose arterie stradali, come succedeva al Misericordia e Dolce. Si è portati direttamente all'interno del complesso sanitario. Così anche per il viaggio di ritorno. Chi vi arriva con auto privata trova comodi e spaziosi stalli (predisposti per essere riparati da sole ed intemperie..) al posto della faticosa e spesso inutile ricerca di un parcheggio libero così come avveniva sia per Piazza Macelli che per Via Genova e Via Monnet. Ed a differenza di là al NOP si lascia l'auto ed in breve tempo si è immediatamente all'interno del nosocomio senza, anche in questo caso, pericolosi e noiosi attraversamenti di vialoni.. Tra l'altro i parcheggi del NOP sono ben differenziati tra utenti esterni e lavoratori dell'ospedale. 
La sistemazione esterna, dotata di un comodo stallo per gli elicotteri di soccorso, è anche caratterizzata da una grande quantità di verde e di spazi liberi. Altra caratteristica del tutto assente nel MeD che era circondato soltanto da asfalto, cemento e ...ciminiere....!!
L'interno dell'edificio ospedaliero è gradevole, spazioso, luminoso. Sicuramente qualche dettaglio deve ancora essere definito (vedi ad esempio le indicazioni per giungere nei vari reparti..). Tuttavia niente a che vedere con il senso di claustrofobia che prendeva giungendo, per la rampa in discesa dell'entrata principale, al Misericordia e Dolce. Ma naturalmente quel che conta di più per il NOP è la sistemazione dei pazienti nelle camere di cura. Ebbene al NOP in ogni camera vi sono solo due posti letto. Al posto dei 4-6-8-10 del vecchio MeD. Questa è la vera "rivoluzione" del NOP. Questa è la vera novità che dovrebbe servire a tappare la bocca a coloro che sostengono che un ospedale nuovo a Prato non era necessario. Solo il fatto, assolutamente inedito per la sanità pubblica pratese, delle camere con solo due posti letto dimostra la necessità e l'opportunità della realizzazione del NOP. Il soggiorno dei malati in quelle stanze sarà mille volte più "salutare" di quanto accadeva fino ad ieri. Ovvero con i malati costretti ad una convivenza forzosa con altri 3-5-7-9 pazienti (e con i loro non sempre ben educati visitatori..). Questa sistemazione, inoltre, aiuterà notevolmente anche tutto il personale ospedaliero (sanitario e non) a svolgere più tranquillamente i propri compiti. Pure le visite ai degenti saranno agevolate. In pratica, proprio per la sistemazione in camere a due, i parenti potranno liberamente accedere per tutta la giornata alle visita dei loro cari spedalizzati. Molte polemiche erano infine sorte sulla capacità di ricovero del NOP (540 posti letto). Ebbene per il momento l'ospedale contiene meno di 300 ricoverati. Ovvero quasi la metà della sua capienza. Sarà perchè i pratesi stanno tutti bene? Sicuramente ci saranno momenti di maggiore affluenza (anche se ovviamente speriamo di no..). Tuttavia, almeno per adesso, la previsione sembra essere stata azzeccata. Anche considerando che, comunque, un posto d'ospedale, pure vuoto, incide molto sulla spesa complessiva della sanità cittadina.   

BUCACCIA

Si è svolta domenica pomeriggio l'annunciata camminata di "Fare Arte" a Poggio Castiglione ed al presunto sito arcaico della Bucaccia. Di seguito un resoconto fotografico della passeggiata.



 il prof. Michelangelo Zecchini, coordinatore dei lavori di scavo alla strada etrusca di Casa del Lupo a Capannori (2004);

il sindaco Cenni, il vicesindaco Borchi e l'architetto Centauro nel mezzo della Bucaccia;

 Andrea Abati, presidente della sezione pratese di "Italia Nostra", fotografo;

la strada che dalla parte più bassa conduce alla Bucaccia;

tumulo presente nella parte bassa della Bucaccia;

particolare di alcuni terrapieni della parte bassa (ora ripuliti);

fosso della Bucaccia;


la grotta del Drago (dove il prof. Nannicini insieme ad alcuni studenti trovò negli anni '70 un'anfora romana tipo Dressel insieme ad un anellino d'oro);

muro di contenimento dell'acqua alla fonte grotta del Drago;

masso posto a circa 2,5 metri sopra l'ingresso della grotta del Drago da cui anticamente fuoriusciva acqua (sia verso Travalle che in direzione di Prato - La Querce);

posto di guardia a presidio sia della fonte grotta del Drago (contro il pericolo di avvelenamento da parte di eventuali incursori) che del villaggio; oltre a ciò, subito dopo la strada sottostante si vede una robusta muraglia che prosegue verso il basso: sicuramente il posto di guardia era anche una postazione per far pagare il dazio ai carri ed alle persone che di lì passavano proseguendo lungo il crinale verso Le Croci oppure verso Montepiano e quindi Marzabotto e Felsinea (l'attuale Bologna).

ROBERTO GIACHETTI (su amnistia, legge elettorale e Renzi)

DARIO GINEFRA su Amnistia e Renzi)

MPS (CODICE SALIMBENI)

Presentazione del libro 'Il codice Salimbeni, cronaca dello scandalo Mps' di Pino Mencaroni ed Alberto Ferrarese


MARIO MONTI

Contratto di coalizione conferenza stampa di Mario Monti


CARCERE E LAVORO


convegno di presentazione del primo dei “Quaderni su Carcere e Giustizia”, realizzato da Officina Giotto. L'appuntamento sarà preceduto da un incontro del Ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, con i rappresentanti di circa quindici realtà cooperative che operano nelle carceri italiane. I lavori saranno poi aperti dall’on. Sandro Gozi, neo vicepresidente dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa con delega alle carceri. Sono previsti i saluti delle autorità e di alcuni autori del volume “Emergenza lavoro nelle carceri”, Introdurrà i lavori Flavio Zanonato, ministro dello Sviluppo economico. Seguiranno gli interventi di Giovanni Tamburino, capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Pietro Calogero, procuratore generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Venezia, Carlo De Benedetti, imprenditore. Conclude i lavori il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri. Moderatore Nicola Boscoletto, presidente di Officina Giotto.

ASSAI NUVOLOSO


lunedì 14 ottobre 2013

GABRIELE BOSI


Sarà Gabriele Bosi, a scanso di sorprese sempre possibili ma ad oggi imprevedibili, il successore di Ilaria Bugetti sulla poltrona di segretario provinciale del PD pratese. 
Così hanno deciso, assai prima degli iscritti, i capicorrente del partito che fanno riferimento a Matteo Renzi, Gianni Cuperlo, Dario Franceschini. Solo la corrente che ha come riferimento nazionale Pippo Civati si è tirata fuori dall'accordo presentando un proprio candidato nella figura del consigliere della Circoscrizione Prato Sud, Gabriele Alberti.
Sia agli iscritti ed ai militanti del PD sia a tutti i cittadini pratesi sono del tutto ignote le proposte ed i progetti politici, per il partito e per la città, sottese a tale intesa "unitaria".
Pare che l'unico "valore" che si sia voluto salvaguardare con l'indicazione di Bosi è la compattezza e l'unità del PD pratese. Sostengono i sostenitori dell'accordo che proprio le divisioni nel PD favorirono nel 2009, la sconfitta della sinistra nelle amministrative cittadine. 
L'unità di un partito che anche negli anni successivi al 2009 è stato lacerato da divisioni e particolarismi  è sicuramente una buona base di ripartenza per il 2014. Il problema che non pare avere interessato, almeno in questa fase, nessuna delle anime democrats è stabilire se la sola unità sia davvero condizione sufficiente a far riconquistare al PD (ed alla sinistra) l'amministrazione comunale della seconda città della Regione. A noi sembra che, ancora una volta, il PD pratese non abbia  "elaborato il lutto" della sconfitta di Massimo Carlesi. E che individuare nelle divisioni interne del partito la causa principale sia solo una comoda, ma non del tutto veritiera ed affidabile, analisi della dèbacle. Proprio gli amici "renziani" sanno bene che anche a Firenze la situazione interna al PD, sempre nel 2009, non era affatto differente da quella pratese. Tuttavia Matteo Renzi, dopo avere vinto per il rotto della cuffia quelle contrastatissime primarie, riuscì ad "affascinare" la sua città per poi "affascinare" mezz'Italia. Ma Renzi aveva un progetto ed una proposta politica chiara, netta, "diversa"!!
Quello che ci sembra di dover sottolineare qui a Prato è che, intanto, il mancato accordo anche con la componente civatiana ha, almeno in parte vanificato, questo anelito comune all'unità. L'immagine che il PD offrirà all'opinione pubblica pratese sarà comunque sempre quella di un partito "diviso": due Gabriele si contenderanno la palma della vittoria nei congressi dei circoli. E per quanto sentiamo e per quanto ci viene riportato l'impressione netta è che per Bosi non sarà proprio un confronto facile ed una passeggiata di salute. Molti iscritti del PD, a volte anche per ragionamenti del tutto opposti, sono poco propensi ad "accomodarsi" nelle cabine elettorali interne per ratificare l'intesa tra le maggiori correnti. Chi per ragioni di "alta" politica ovvero per non vedere "annacquate" le proprie convinzioni profonde in un indistinto fronte "unitario"; chi perchè teme che dall'intesa su Bosi riaffiorino con forza personaggi che altrimenti sarebbero stati accantonati; chi perchè teme di non poter più, nel proprio territorio di competenza, svolgere un ruolo di primo piano, ecc. ecc...Molti altri iscritti potrebbero venire viceversa attratti dal coraggio politico di Gabriele Alberti e dell'anima civatiana. Che si muovono dietro certezze politiche limpide, difendibili, di "sinistra", seppur non "divisive"!! La riconoscibilità di una proposta e di un progetto politico, anche se non del tutto condiviso, spingerà molti iscritti a valutare e forse a dare il proprio appoggio alla chiarezza politica impersonata da Alberti.
In questo quadro duole dover vedere la componente "renziana" confluire nell'accordone! Non pensiamo affatto che molti dei sostenitori pratesi del sindaco di Firenze siano convinti della bontà dell'operazione. Che è l'esatto contrario dei principi alla base dei consensi conquistati anche a Prato da Matteo Renzi.
L'operazione politica che veniva delineandosi era esattamente il contrario di quanto sta avvenendo a Prato. Allora i soggetti privilegiati dai "renziani" erano iscritti, simpatizzanti e cittadini. Da conquistare non con le "tradizionali" manovre di Palazzo (cordate, camarille, incontri semiclandestini, accordi sottobanco, scambi di favori ecc. ecc.) quanto con la chiarezza della proposta politica da condividere con il metodo trasparente della partecipazione e della libera convinzione.
Con l'operazione Bosi, ovviamente senza togliere alcunchè al valore ed alle convinzioni personali di Gabriele I^, si è in qualche modo ridato vita al famoso congresso PCI di Coiano degli anni '70. Quando la cordata "giovanilista" riuscì a conquistare la dirigenza del partito. Con una "piccola" ma significativa differenza. Allora i "vecchi" dirigenti furono davvero "rottamati". Stavolta, au contraire, non solo non lo sono stati ma, addirittura, paiono essere i veri "burattinai" dell'intero scenario!! E nel teatro della politica pratese democrat se loro sono i vincitori della tenzone i "renziani" appaiono i veri sconfitti!!

COSTITUZIONE: LA VIA MAESTRA

Manifestazione nazionale "Costituzione. La via maestra"


Con: Lorenza Carlassare, Don Luigi Ciotti, Maurizio Landini, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky






RADICALI ITALIANI: MOZIONE FINALE



MOZIONE GENERALE


Il Comitato Nazionale di Radicali italiani, riunitosi a Roma dall’11 al 13 ottobre 2013, udite le relazioni del segretario e del tesoriere, le approva.
Il Comitato ringrazia, insieme ai 67 mila cittadini che hanno assicurato con la loro firma il deposito della proposta dell’Associazione Luca Coscioni della legge di iniziativa popolare per legalizzare l’eutanasia, tutti coloro che, tra giugno e settembre, hanno sottoscritto i dodici referendum radicali, consentendo di depositare presso la Corte di Cassazione quasi 200 mila firme sui quesiti relativi a finanziamento pubblico dei partiti, otto per mille, immigrazione, droghe, divorzio breve, e circa 535 mila firme sui referendum su responsabilità civile dei magistrati, separazione delle carriere, incarichi fuori ruolo, custodia cautelare e in misura minore su ergastolo.
Prende atto che, se per i referendum sulla giustizia giusta è stato fondamentale l’apporto del Popolo della Libertà che ha deciso di investire su obiettivi radicali di riforma ad eccezione dell’abolizione dell’ergastolo, le sottoscrizioni sugli altri quesiti sono state raccolte in gran parte solo dai tavoli radicali e presso gli uffici comunali, con il disimpegno di chi -come SEL, PSI e Lega- aveva assicurato un significativo sostegno alla campagna referendaria. Pressoché totale, salvo singole eccezioni, l’ostracismo dell’intero Partito Democratico, il cui Forum immigrazione si era persino espresso a favore dei due referendum in materia e ed i cui massimi esponenti, che oggi firmano inutili appelli online, come l’attuale Segretario Epifani e quello in pectore Renzi, sono gli stessi che hanno girato le spalle e sostanzialmente sabotato la raccolta referendaria al pari della stampa e del ceto dirigente progressista.
Il Comitato riconosce che il Movimento non è riuscito a superare gli ostacoli - le modalità esclusivamente cartacee di raccolta e certificazione delle firme, l’obbligo di autenticare le sottoscrizioni in assenza di un servizio pubblico di autenticazione, l'inadeguatezza di molti Comuni nell'adempiere ai loro obblighi, l’incapacità del Ministero dell'interno di assicurare il rispetto delle leggi e della sua stessa circolare del 26 luglio 2013, la mancanza di garanzie sul diritto all’informazione- che trasformano l’esercizio del diritto ex art. 75 della Costituzione in un’impresa titanica che rende proibitiva la raccolta firme su tutti quei referendum che non sono graditi ad almeno una delle grandi componenti della partitocrazia.
Nel ritenere dunque necessario insistere per la modifica del procedimento referendario previsto dalla legge n. 352/1970 in modo da garantire a tutti i cittadini il diritto effettivo a promuovere referendum, rivendica la scelta del Movimento di avviare la campagna referendaria che ha offerto opportunità di mobilitazione, aperto interlocuzioni e rafforzato anche le altre iniziative in corso, provando ad inserire nell’agenda politica questioni altrimenti espulse. Ringrazia il compagno imprenditore Fabrizio Pilotto che ha reso possibile la partenza della campagna e tutti i militanti che, andando avanti per l’intero periodo estivo, hanno raccolto oltre 70 mila firme e agevolato la raccolta presso i Comuni. Riconosce nel successo del dialogo ricercato da Marco Pannella con Silvio Berlusconi, conclusosi con la sua firma dei 12 referendum radicali, un dato politico extra-ordinario che ha permesso ad un gran numero di italiani di conoscere dell’esistenza stessa dei referendum e ha mostrato la vacuità di chi invece non ha mosso letteralmente un dito.
Il Comitato, insieme al sostegno dei referendum che supereranno il controllo della Cassazione, impegna gli organi dirigenti a:
- predisporre entro il XII Congresso e comunque immediatamente dopo il pronunciamento della Cassazione, una denuncia presso il Comitato diritti umani Onu contro lo Stato italiano per la violazione del Patto internazionale sui diritti civili e politici;
- continuare la battaglia per riformare e legalizzare il procedimento referendario sulla base delle misure già predisposte di semplificazione e digitalizzazione, sul modello di quanto accade in Svizzera e California, ricercando disponibilità, a partire da quella annunciata dal deputato doppia tessera Sandro Gozi, per la costituzione di un intergruppo parlamentare per la democrazia diretta.

Il Comitato prende atto dell’importante novità rappresentata dal primo messaggio inviato dal Presidente della Repubblica alle Camere, nell’esercizio di una sua prerogativa costituzionale, sull’obbligo giuridico, politico e morale di soluzioni realmente riformatrici del sistema giustizia e della situazione penitenziaria, per le quali non è solo auspicabile ma necessario e prioritario il ricorso a misure di amnistia e indulto. In questo modo mette in mora forze politiche e Parlamento, al pari di quanto han fatto la Corte europea dei diritti dell’uomo e il Consiglio d’Europa, a interrompere la flagranza di reato che rende l’Italia di fatto un delinquente professionale ben più di coloro che pretende di tenere in carcere. Questo importante risultato, che è ben lungi dal tramutarsi in provvedimenti legislativi, è il frutto delle lunghe lotte che dalla marcia di Pasqua del 2005 i radicali hanno condotto su temi dell’amnistia e della giustizia, con la dura e costosa lotta nonviolenta che Marco Pannella insieme ad altri compagni e alla comunità penitenziaria ha instancabilmente condotto in tutti questi anni.
Il Comitato si rivolge agli iscritti e alle associazioni affinché vengano valorizzate anche in sede locale le 675 diffide inviate da Giuseppe Rossodivita e Marco Pannella ai Presidenti dei Tribunali Italiani, ai Procuratori Capo, ai Presidenti degli Uffici Gip, ai Direttori delle Carceri italiane, e a tutti gli Uffici di Sorveglianza della Repubblica affinché venga paralizzata, in presenza della certezza che il trattamento e/o la pena siano illegali, l'emissione degli ordini di esecuzione della pena, sul modello già tracciato dalla Corte Costituzionale tedesca.
Il Comitato sostiene in occasione delle regionali del 17 e 18 novembre in Basilicata l’iniziativa politica ed elettorale che, a partire dalle lotte portate avanti su quel territorio da Maurizio Bolognetti, potrebbe rappresentare un laboratorio di rilancio del progetto riformatore e di alternativa attraverso la riproposizione dello storico simbolo radicale e socialista della Rosa nel pugno.
Il Comitato si riconosce infine nel contributo che il Ministro Emma Bonino fornisce al Governo da militante dello Stato di Diritto nazionale e internazionale. Grazie al suo operato l'Italia è finalmente divenuta protagonista della politica internazionale all'interno delle Nazioni unite e nei rapporti regionali e bilaterali. Emma Bonino da' corpo alla lotta per raggiungere l'obiettivo degli Stati Uniti d'Europa, un obiettivo tanto necessario quanto fondamentale per l'affermazione della democrazia e dei diritti umani nel mondo.
Su questi argomenti si incentrerà il dibattito e il confronto del XII Congresso di Radicali italiani, soggetto costituente del Partito radicale, convocato a Chianciano dal 31 ottobre al 3 novembre con il seguente tema: alla crisi economica e istituzionale, al fallimento della partitocrazia e alla demagogia impotente delle rivolte populiste, è necessario rispondere con la riconquista di giustizia, democrazia, legalità per un alternativa davvero riformatrice. Con quali lotte, con quali mezzi, con quale soggetto politico?
Invita tutti gli iscritti e simpatizzanti a partecipare al Congresso e a contribuire anche economicamente allo sforzo necessario per la sua convocazione.