sabato 26 ottobre 2013

GIULIANO GORI







E' per poter replicare a questo articolo ed alle parole che Poli fa dire a Marco Monzali che stamattina Giuliano Gori ha convocato una conferenza stampa presso il Teatro Metastasio. Ospite del presidente Umberto Cecchi. Non sappiamo che rapporti intercorrano tra Cecchi e Gori. Certo ci siamo stupiti di veder ospitare Giuliano Gori, un prestigioso ma normale cittadino residente nel pistoiese, nei locali della massima istituzione culturale della città. Quantomeno è un fatto del tutto inusuale. O Cecchi avrà voluto inaugurare un nuovo modo di tentare di allacciare rapporti tra Metastasio e la città? Dovremmo aspettarci altre ospitate di conferenze stampa? O l'offerta è stata buona solo per stamattina in considerazione della prestigiosa figura del mondo della cultura desiderosa di far conoscer il suo pensiero? Vedremo.
La conferenza era ovviamente riservata alla stampa cittadina (quella ufficiale, of course..). Ma non si sa come e non si sa perchè al primo piano del MET si sono pure presentati diversi esponenti dei Comitati che si oppongono, adesso, alla realizzazione annunciata dal Sindaco Cenni della New Torre del Vento in Calvana.
Ma quel che conta è che Giuliano Gori stamattina s'è presentato nella sala messa a disposizione da Cecchi con un buon bagaglio di libri, pubblicazioni, fotografie. E con una ridondante verve polemica irrorata da abbondante autostima. Gori ha ripercorso la sua straordinaria esperienza di cultore dell'arte contemporanea e paesaggistica. Dando conto dei suoi mille contatti con artisti, mercanti, critici d'arte di tutto il mondo.
E' stato anche emozionante sentire dalla sua viva voce, ed assai a lungo, il resoconto di una vita vissuta a fianco di tante opere d'arte e di tanti geni (da Calder a Kiefer, ad esempio..). 
Gori ha ancora lungamente presentato i suoi particolari rapporti con Dani Karavan, scendendo anche in qualche dettaglio patetico della vita dell'artista israeliano. Tuttavia Gori ha dichiarato che stavolta lui non è affatto l'ispiratore del nuovo tentativo di realizzare il progetto risalente a 25 anni orsono. 
Dunque, anche per questo, non capisce perchè e per cosa Marco Monzali auspichi l'allontamento suo e della sua famiglia da Prato. Giuliano Gori si considera un grande benefattore della città. Tant'è che ha potuto regalare, ad esempio alla nostra Cattedrale, non solo nuovi apparati religiosi ma perfino una testa di Cristo di un antico crocifisso andato perduto durante un incendio nella notte dei tempi e da lui rocambolescamente recuperato sul mercato delle aste. Il presidente Cecchi, preso da improvviso entusiasmo, attribuiva a Giuliano Gori anche il "regalo" della ruota posta all'ingresso dell'Autosole a Calenzano. Tuttavia quella realizzazione si deve alla bontà della Fondazione Cariprato (quando ne era presidente il nostro attuale sindaco Roberto Cenni....).  Pertanto, alla fin fine, l'opera diretta del mecenate Giuliano Gori si è limitata, almeno per Prato, a due sofferte donazioni alla Curia Vescovile!! Niente di niente invece è toccato alla Prato civile e laica.
In conclusione l'improvvisa conferenza stampa di stamattina al MET è parsa la mossa di un uomo politicamente scaltro e ben inserito nell'armonioso groviglio del potere pratese. Ma assai preoccupato per l'attacco politico portatogli nel corso della riunione del Coordinamento dei Comitati cittadini.
Una cosa appare certa. Giuliano Gori non ha nessuna intenzione di rinunciare a svolgere quel ruolo egemone di animatore-catalizzatore dell'arte contemporanea pratese. Anche in attesa del nuovo inizio del "suo" Museo: il Pecci!!

SALVATORE PALAZZO



Si è concluso il procedimento disciplinare davanti al Consiglio della Magistratura nei confronti dell'ex Presidente del Tribunale di Prato Salvatore Palazzo. L'alto magistrato, infatti, s'è dimesso con qualche settimana d'anticipo rispetto alla data di pensionamento, dalla Magistratura.
Salvatore Palazzo avrebbe dovuto difendersi davanti all'organo di autogoverno dei giudici italiani dall'accusa d'aver favorito (ed aver ricevuto favori..) il costruttore edile Riccardo Fusi.
La vicenda riguardava fatti avvenuti mentre Palazzo era presidente del Tribunale di Prato. Il CSM avrebbe avuto prove di comportamenti del Giudice tesi a favorire l'amico costruttore. E, viceversa, di favori che lo stesso Fusi avrebbe restituito al Palazzo stesso ovvero al figlio, notaio in Prato. Al quale sembra affidasse la redazione della maggior parte dei contratti della sua azienda, la BTP, ed al quale offriva pure comodi passaggi in elicottero per rilassanti vacanze in Costa Azzurra.
Se vi fosse in Italia una stampa davvero libera la vicenda avrebbe potuto essere trattata ampiamente e presa a modello di qual'è esattamente il funzionamento del sistema giudiziario italiano. Invece la nostra "libera" stampa si è limitata, assai faticosamente, a fare la cronaca della vicenda senza alcun approfondimento e senza alcuna riflessione. In questo clamorosamente imitata dalla partitocrazia pratese e dalle organizzazioni economiche e sociali. Nessuno che abbia saputo e/o voluto commentare la storia di Salvatore Palazzo e di Riccardo Fusi. Che sono stati, nei loro rispettivi campi d'azione, due degli uomini più potenti di Prato.
L'ex Presidente del Tribunale, ovvero la carica più prestigiosa della magistratura cittadina, dimettendosi in anticipo, ha rinunciato evidentemente a svolgere qualsiasi argomentazione a sua difesa. Dal che si potrebbe legittimamente evincere che gli addebiti disciplinari che il CSM gli attribuiva corrispondevano alla verità dei fatti. Favori a Riccardo Fusi, dunque, per riceverne in cambio altrettanti. Un semplice cittadino rimane davvero sconcertato. Quale livello di fiducia potrà concedere alla magistratura se il suo massimo esponente, presidente del Tribunale per tanti anni, non si peritava di accordare favori all'amico costruttore?   Con quale animo chi si dovesse ritrovare a Viale della Repubblica in qualità di imputato potrebbe affrontare il "giusto" processo sapendo che il trattamento che la Giustizia pratese può riservargli è anche da mettersi in relazione alle eventuali amicizie e "conoscenze" con figure collocate ai vertici della piramide giudiziaria? 
Chi e cosa potrà convincerlo che chi lo giudica è davvero l'applicatore "imparziale" delle norme di legge?
La vicenda Palazzo avrebbe anche potuto implicare osservazioni sullo stato della Giustizia italiana (ma anche pratese). Del fatto che le lungaggini a cui c'ha abituato la nostra magistratura sono, ad esempio, all'origine di parte delle condanne che l'Europa quasi quotidianamente ci affibbia. Una Giustizia lentissima è una NON Giustizia! Lo sanno perfettamente tutti quei cittadini che si rivolgono a qualche giudice. L'unica cosa certa che avranno sono i costi. Gli esiti saranno del tutto incerti. Quando vi saranno. Perchè, sempre più spesso, molti procedimenti giudiziari finiscono sul binario morto delle prescrizioni. Vera amnistia clandestina e di classe. Che favorisce chi può permettersi di pagare, per anni ed anni, stuoli di avvocati. Ma nessuno in città ha voluto commentare la vicenda Palazzo. Non un giornalista; non un esponente di partito; non un esponente della cosiddetta "società civile"! I membri del "groviglio amoroso" che tiene insieme tutti i gruppi di potere della nostra società hanno preferito chiudere tutti e due gli occhi.
D'altronde pare che una Giustizia che (non) funziona così sembra gradita da tutti. Ai giudici giacchè li consente di conservare, con pochissimo sforzo e pochissima responsabilità, l'enorme potere che le leggi gli affidano. Alla partitocrazia perchè una Giustizia zoppa, ma friendly, è assai confacente al mantenimento del gradimento politico del sistema dei partiti. Alle forze "civili" della società perchè è sempre avere in magistratura persone "avvicinabili" ed amiche che il contrario...
Se questo è il "groviglio" d'amorosi sensi che tiene in piedi la baracca del consenso anche a Prato appare del tutto chiaro da dove provengano non solo le "deroghe ai doveri" imputate dal CSM al presidente Palazzo, ma anche perchè non sia stato possibile tenere in piedi in città alcun procedimento giudiziario rilevante. Men che meno nei confronti di taluni comportamenti della Pubblica Amministrazione. Esemplari, da questo punto di vista sono due delle più "popolari" ed importanti "inchieste" degli ultimi anni. Quella sul tentativo di trasformare la Fattoria Medicea delle Cascine di Tavola in un residence di lusso e quella sull'attività del Centro di Scienze Naturali. Nel primo caso 5 anni d'indagini si sono risolte nella contestazione di banali multe a due degli imputati. Ma, nel frattempo, l'edificio della Fattoria è stato lasciato nel degrado più totale fin quasi alla distruzione. Nel secondo caso ancora 5 anni d'indagine sembrano aver partorito nei confronti di alcuni dei passati responsabili del CSN accuse talmente risibili da apparire inverosimili. Come quella di aver dato da bere agli animali ospitati presso il Centro acqua minerale con le bollicine invece di acqua naturale......!!!
Sull'estenuante lunghezza dei procedimenti giudiziari presso il nostro Tribunale ci viene in mente un aneddoto che vale la pena di raccontare. Negli anni '90, sindaco Claudio Martini, l'amministrazione comunale mise a gara pubblica la realizzazione di un impianto di selezione e trattamento dei rifiuti (senza incenerimento) in quel di San Giorgio a Colonica. La gara venne vinta dalla multinazionale svizzero-tedesca SULO. Ma al momento di attribuire formalmente la vittoria della gara alla SULO l'azienda, con una mossa del tutto a sorpresa, ritirò la propria offerta asserendo che l'ingegnere che aveva seguito per conto della SULO la gara non era stato da essa incaricato ed era privo di delega a trattare ed a firmare contratti.
Grande fu, allora, lo sconcerto in Comune ed in città per questo comportamento. Che da parte della Giunta comunale avrebbe dovuto comportare almeno due cose: una denuncia contro SULO e contro il rappresentante "contestato"; l'assegnazione della gara all'azienda arrivata seconda nell'appalto.
Ma nè Martini nè la sua Giunta fecero nè la prima cosa e neppure la seconda. La gara fu dichiarata conclusa senza vincitore. E l'impianto di San Giorgio a Colonica rimase nel cassetto dei sogni. Qualche tempo dopo il Comitato "Aria Pulita" che si batteva contro la realizzazione di un inceneritore a San Giusto presentò in Procura della Repubblica un proprio esposto-denuncia sull'intera vicenda della SULO. 
"Aria Pulita" chiedeva alla magistratura pratese di indagare per sapere come e perchè una gara che era costata alla collettività un'infinità di denari fosse finita nel modo prima descritto. Per puro caso l'allora presidente del Comitato "Aria Pulita" era un omonimo del sindaco Claudio Martini. Ebbene non ci crederete ma la prima attività di chi ebbe in sorte di valutare la denuncia del Comitato "Aria Pulita" fu quella di incaricare i Carabinieri in servizio presso il Tribunale di verificare se i due Claudio Martini (sindaco e presidente del Comitato) fossero da ritenersi la medesima persona ovvero due soggetti diversi!!!!! 
Secondo voi quanto sarà durato questo tipo di bizzarro accertamento (il Tribunale sospettava forse che il sindaco Martini si potesse essere autodenunciato..?). Un'ora..? Bastava telefonare all'anagrafe. O due ore? Bastava mettere a confronto le due carte d'identità! O due giorni? Bastava andare a chiedere o al sindaco ovvero al presidente del Comitato. Oppure 14 giorni. Per avere copie delle carte d'identità; dei certificati di nascita; dei certificati di residenza; delle dichiarazioni dei due Martini....? Niente di  tutto questo. La grande "inchiesta" per l'accertamento dei connotati dei due Martini coinvolti nella denuncia tornò sul tavolo del magistrato....14 mesi dopo....!!  E la denuncia del Comitato "Aria Pulita", infine, che esito ebbe? Nessuno lo sa. Il Tribunale non comunicò mai niente. E dunque è assai probabile che quell'atto sia finito nel grande buco nero delle denunce archiviate!!

CALVANA


Voglio ribadire il mio dissenso al monumento al vento di Karavan sulla Calvana, siccome non sono un politico, né un amministratore, ma solo un inutile poeta di periferia,lo farò coi versi, sperando che tocchino l'animo di qualcuno, e perché si sappia che io ci sono e ho una voce.
Che le mie parole possano diventare pietre. Fatene una bandiera se volete,contro..... 


LA CALVANA DI VIOLA TINTA
HA UN PROFILO DI DONNA DISTESA
SU UN CIELO CHE SI CHIUDE,
L'OMBRA LEGGIADRA DI UNA NUVOLA
LAMBISCE VELOCE LA SUA SCHIENA
QUASI UNA FUGA DAI CIPRESSI
CHE LA STRACCIANO,
IL SOLE CORTEGGIA LA COLLINA
CHE PRESTO GLI SI APRIRA',
SI RAGGOMITOLA LA NOTTE
SI GENUFLETTE ALL'ORIZZONTE,
LE GINESTRE ESPLODONO DI PROFUMO,
UN QUALCHE PITTORE PAZZO
HA RIEMPITO DI GIALLO TUTTO IL MONTE
FIN DOVE L'OCCHIO ARRIVA,
POI,
LA SERA LA LUNA E' UN ANELLO AL NEON
SI ESIBISCE SUI SENI DELLA MONTAGNA
CHE GIACE OSCURA,QUIETA,ASSOPITA,
LE STELLE FUGACI IN UN BRILLAMENTO
SEMBRANO D'ARGENTO,
TINTINNANO AL FANTASMA TIEPIDO DELLA LUNA
CHE SI STA APRENDO SUL MONTE CHE IMBRUNISCE,
MENTRE IL SOLE DI SE' LASCIA ECHI DI ROSSO.

FRANCO FAGGI

OSSERVATORIO GIUSTIZIA

Osservatorio Giustizia, con il presidente dei penalisti italiani, Valerio Spigarelli


COSIMO MARIA FERRI

Congresso Anm: intervista al sottosegretario alla Giustizia

STEFANO RODOTA'

Congresso Anm: intervista 

RESISTENZA IRANIANA

La persecuzione delle donne della resistenza iraniana a Camp Ashraf e Liberty e la lotta nonviolenta


SERENO


venerdì 25 ottobre 2013

CASSANDRISMO

Questa città è affetta da cassandrismo. O, almeno, da cassandrismo ideologico. E' un atteggiamento decisamente e sicuramente minoritario tra i cittadini ma che, in particolare sui socials media, ha l'ambizione di influenzare l'opinione pubblica. E probabilmente in qualche caso ci riesce pure.
Cos'è il cassandrismo ideologico? E' presto detto. E' quell'atteggiamento di chi, per partito preso, ovvero per essere e sentirsi un ultra di qualcheduno o di qualche cosa non esita a presentare realizzazioni e progetti della parte politica avversa come vere e proprie catastrofi. Ovvero dei danni inimmaginabili che vengono (verranno) inflitti alla città proprio dagli avversari (nemici) politici. Il cassandrismo è per questo rintracciabile sia a destra che a sinistra. Le due partigianerie e le due tifoserie rinfacciano all'altra parte qualsiasi cosa. Ogni cosa fatta (ovvero quelle non fatte..) sono (sarebbero) foriere di cattive notizie per i pratesi.
Esemplare da questo punto di vista è la campagna che la destra cittadina ha in corso da mesi nell'intento di "demolire" o sminuire l'apertura del Nuovo Ospedale di Prato. Ogni argomento viene utilizzato per portare il livello della polemica politica allo zenit. Poichè si parte dal convincimento che tutto quanto viene realizzato dall'avversario politico (nel caso la ASL ovvero la Regione "rossa" e Rossi...) non può che essere una ciofega!! Così la polemica (anche a livello istituzionale...) è partita dalle dimensioni del NOP. Troppo pochi 540 posti-letto. Troppo teorica la tesi dell'ospedale ad alta intensità di cura. Troppo sguarnito il territorio. Dopodichè si scopre che al momento del trasferimento dal Misericordia e Dolce al NOP i pazienti ricoverati erano meno di 300. Ovvero poco più della metà della capacità ricettive del NOP! Oppure si scopre che i minori posti letto che erano disponibili al MeD venivano tuttavia mediamente occupati per soltanto il 70%....!!! Di cosa si ragionava allora se non di preconcetti di tipo politico-ideologico? E così dall'altra parte non si è mancato di ingaggiare piccole "battaglie" sul cattivo esito, ad esempio, che avrebbe dato la nuova sagomatura della rotonda del Ponte Datini-Viale Galilei! Oppure si è accusato l'amministrazione comunale avversa per lo "scempio" rappresentato dal taglio di tre tigli malati in Via Mayer!! E così via dicendo. Adesso l'apice del cassandrismo ideologico lo si raggiunge negli "orridi vaticini" che la destra cittadina formula sul dismesso Misericordia e Dolce. Gli edifici lasciati liberi ed "indifendibili" sarebbero dovuti essere preda immediata di colonie di tossici, barboni, senza casa, extracomunitari, rom ecc. ecc...
E se finora non è successo niente di tutto questo non è detto che in futuro non possa succedere. Certo il futuro è futuro proprio perchè nessuno sa cosa potrà mai succedere al vecchio MeD. Anche assolutamente niente. Come noi modestamente prevediamo. Dallo stesso versante politico, ma qui anche con implicazioni "speculative", si grida al dramma ed alla tragedia nei confronti dell'ipotesi di trasformare (ovvero restituire...) a Parco Verde Urbano l'intera area dell'ospedale dismesso!!
I "cassandristi" non esitano a diffondere l'opinione che l'eventuale Parco non potrà non diventare che come la fermata della Metro dello Zoo di Berlino!! Il regno dei tossici, dello spaccio, dell'illegalità estrema, della più brutale criminalità!! 
Ultimamente poi i fronti della destra e della sinistra cittadina si sono uniti prevedendo nella vera e propria madre di tutti gli "sfracelli"!! Ovvero la realizzazione della nuova pista all'aeroporto di Peretola. Cosa che noi, com'è noto, aborriamo!! Ma che non ci può consentire di descrivere il sorvolo di porzioni della nostra città da parte di aerei di linea come una vera e propria catastrofe ecologica ed ambientale! 
Possiamo dire che queste sono modalità di fare "politica" che non ci piacciono per niente! Non c'è traccia in questa modalità di quella "misura" che dovrebbe essere lo "stile" quantomeno delle istituzioni cittadine. Che, viceversa, amano in molte delle loro componenti, farsi risucchiare dal cassandrismo più sfrenato e scervellato di gran moda sulle pagine di Facebook!!

ANNA MARIA CANCELLIERI-LUIGI MANCONI


Conferenza stampa del Ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri e il presidente della Commissione Diritti umani, il senatore Luigi Manconi

RICORDATI DI VIVERE

Presentazione del libro: "Ricordati di vivere" (Bompiani)

di Claudio Martelli. Con Marco Damilano, Paolo Franchi, Giorgio Montefoschi e Claudio Petruccioli.

LE ISTITUZIONI SONO PASSIONI?

ntroducono: Luciano Violante, Giuseppe de Vergottini, Augusto Barbera. Alla tavola rotonda partecipano su "Le riforme istituzionali da Passione a Soluzione” partecipano: Cinzia Dato, Tommaso Frosini, Vincenzo Lippolis, Nicola Lupo, Pino Pisicchio. Modera Luigi Tivelli. Conclude Gaetano Quagliariello

L'ORIZZONTE BREVE?

Presentazione del libro: "L'orizzonte breve. Rischi di morte per il nostro capitalismo?"

di Franco A.Grassini, organizzata da Arel-il Mulino. Ne discutono con l'autore, Franco Bassanini e Giuseppe De Rita.

ISTITUTO NAZIONALE DI URBANISTICA

Salerno: XXVIII Congresso dell'Istituto nazionale di urbanistica


RITA BERNARDINI A RAINEWS24

STAMINA

Stamina Foundation onlus presenta i risultati ottenuti dai pazienti in cura con il metodo Stamina presso gli Spedali Civili di Brescia

Nel corso della conferenza stampa si chiariranno anche le procedure di sicurezza del metodo e verranno discusse le modalità adottate dagli Spedali Civili stessi in relazione al monitoraggio dei risultati. Si risponderà inoltre alle eccezioni mosse dal Ministro della Salute Lorenzin e dal Comitato Scientifico istituito dal Ministro in relazione alla pericolosità e all'efficacia della metodica Stamina

PORCELLOTTI

Primarie Pd: Porcellotti versus Ceccuzzi


da ereticodisiena.it

Dunque nel fine settimana, nei circoli piddini, si vota per eleggere il nuovo Segretario comunale del Pd, lacerato fra timidissimi segni di cambiamento ed una grande Restaurazione, già ben in atto, in cui i soliti noti - per interposta persona – continuino a comandare.
Per intanto, facciamo un rapido passo indietro: 20 aprile scorso, primarie per il candidato Sindaco.
Di  Ceccuzzi Franco, azzoppato per la vicenda salernitana, fa le veci il fedelissimo Alessandro Mugnaioli, direttamente dal soviet di Costafabbri. Contro di lui, il gran furbone Valentini, che fa una campagna elettorale quasi come la farebbe chi scrive, per poi riposizionarsi repente sulle posizioni del Sistema Siena.
Valentini – lo ricorderete – vince piuttosto nettamente, sulle ali del renzismo in buona fede di molti: 55,57% contro il 44,43% del Mugnaioli, superassessore della Giunta Ceccuzzi (quella che durò poco più del gatto sull’Aurelia…).
In questo fine settimana, per la carica di Segretario comunale del Pd, ci saranno quattro nomi: tale Menzocchi (intellettuale sinistrorso, mi dicono: auguri!), il Pinciani provinciale (scoop ereticale: molto, molto, molto vicino ad Alberto Monaci), appunto Alessandro Mugnaioli ed infine Gianni Porcellotti, consigliere comunale di Siena (con esperienze amministrative importanti a Castelnuovo) in quota Renzi.
Premesso che il Pd avrebbe dovuto avere il buon gusto di azzerare TUTTO il gruppo dirigente per manifesta incapacità, detto che per chi scrive il partitone NON è riformabile dall’interno (salvo appunto azzeramento), una cosa va chiarita: a parte Menzocchi (di cui, francamente, poco sappiamo, ma che comunque era candidato fra i ceccuzziani nel 2011), tanto Mugnaioli quanto Pinciani NON hanno nessuna credibilità come discontinuatori, visto lo strettissimo legame che li lega ai loro sponsor politici di riferimento.
Resterebbe dunque il buon Gianni Porcellotti: il quale, già dal lontano 2009, cerca di dare un volto più democratico e serio al Pd locale. Un Gorbaciovino che cerca e persegue, dall’interno, il cambiamento.
L’eretico gliel’ha detto tante e tante volte: finchè non implodono in modo definitivo (politicamente parlando) due o tre o quattro persone, il Pd senesota non cambierà mai. Quantomeno non abbastanza.
Lui, invece, ci crede: ed io – che rispetto anche chi crede nella Madonna di Medjugorje, pur sapendo che è una bufala colossale – lui lo rispetto.
E, nei limiti del possibile visto che si parla di Pd, gli faccio anche gli auguri sinceri: purchè la smetta di andare a giro con la camicia sbottonata da metrosexual.
Caro Gianni, non abbiamo più l’età per certe cose

VARIABILE


giovedì 24 ottobre 2013

TORRE DEL VENTO (1)





Caro Caravan,

su La Nazione del 3 ottobre 1991 Franco Riccomini riferendosi ad espressioni di tue proteste per l'opposizione di cittadini pratesi alla realizzazione del "monumento alla tramontana" sul dorsale della Calvana. Fra l'altro nell'articolo è avanzato il sospetto che dietro questa resistenza possano essere celati altri interessi. Quali altri interessi oltre quelli di rispetto delle bellezze naturali? 

Questa mia seconda lettera, "aperta" come la prima, confermo, rivolgendomi direttamente a te con tutto il rispetto dovuto, i miei dubbi e timori su le conseguenze del tuo monumento su la Calvana. 
Già il suo nome, che rispecchia efficacemente l'aspetto singolare di questo monte, ne risulterebbe tradito.
Non ho competenze specifiche su altri problemi sollevati dagli ambientalisti e geologi per le strutture interne del monte, ma mi turba già sufficientemente l'idea di vedere il dorsale dalla linea pura alterato dalla mole notevole della costruzione prevista.
Ma più di questo che certamente potresti superare con la tua abilità capace di dare luce e significato alle forme ed ai volumi, temo le strade asfaltate e la folla che vorresti attrarre a sentire la voce del vento.
Se verrai a Prato a difendere il tuo progetto, se sarò in grado di presenziare il dibattito, troverai in me un ascoltatore imparziale che però si ritiene in diritto di avere ed esprimere delle proprie opinioni. E se dal dibattito prevalesse a nome del progresso di realizzare l'opera, fai in modo, magari esigendolo, di lasciare macchine e pulman ai piedi del monte obbligando gli amatori a superare l'erta salendo a piedi per un sentiero sassoso come in pellegrinaggio. Onorando così il genio e la natura.

Leonetto Tintori 


Con questa nuova presa di posizione Leonetto Tintori rispondeva il 4 ottobre ad alcuni violenti ed inopinati attacchi, anche sul fronte della sua personale moralità ed etica, che Dani Karavan ed i suoi sponsors ed amici, non s'erano peritati di portargli dalle pagine locali della Nazione.
Specialmente spregevoli furono le "insinuazioni" che Tintori e gli altri oppositori della realizzazione del Monumento (WWF, Legambiente, Verdi, CAI ed altri comitati e personalità cittadine..) fossero mossi da "interessi" materiali inconfessabili. I 22 anni trascorsi da allora si sono ovviamente fatti carico di dimostrare che nient'altro interesse se non quello per la preservazione della Calvana e del suo ambiente naturale muovevano, allora come adesso, i contrari all'opera karavanesca!
L'incontro-pubblico con Dani Karavan di cui accennava Tintori effettivamente si svolse. Presso una sala del Museo "Pecci". Presenti anche il vicesindaco Nigro e l'assessore alla cultura Bellandi. Organizzato dall'amico, sodale e connazionale, allora direttore del Pecci, Amnon Barzel. Uomo cui si deve la massiccia presenza a Prato ed in Toscana di Karavan. Tintori non potette essere presente.
Ebbene quell'incontro segnò la dèbacle completa del progetto. Nè Karavan nè gli amministratori furono in grado di offrire "garanzie" sull'inserimento ambientalmente compatibile della Torre sullo "spigolo" di Castiglioncello. E nessuno di loro fu in grado neppure di smentire che dietro Karavan si muoveva una variegata fauna di personaggi (proprietari di terreni, collezionisti d'opere d'arte, residenti di Castiglioncello...) che parevano pure interessati a far seguire alla "Torre del Vento" altri e non proprio commendevoli interventi edilizi in quella medesima area. Diversi anni dopo, in una kermesse di Forza Italia all'Hotel Palace, uno di quei personaggi non ebbe remore a dichiarare pubblicamente che se l'operazione "Torre del Vento" fosse andata avanti Castiglioncello avrebbe potuto trasformarsi nella Beverly Hills di Prato...!!  
Ma, naturalmente, per bloccare definitivamente l'operazione "Karavan-Beverly Hills" fu necessario il pronunciamento negativo del TAR Toscana. Che, per merito del WWF Prato, così si pronunciò sulla "banale" concessione edilizia che comunque occorreva ottenere dagli Uffici comunali. 

L'AQUILA E LA FARFALLA

Presentazione del libro: "L'Aquila e la farfalla. Perchè il XXI secolo sarà ancora americano" di Maurizio Molinari


CAMBIARE BASTA?

Organizzata dalla Fondazione della Libertà per il Bene Comune, la Tavola rotonda vede la partecipazione dei senatori Altero Matteoli e Pier Ferdinando Casini, l’Onorevole Massimo D’Alema e S.E.R. Monsignor Giovanni D’Ercole. A moderare gli interventi Bruno Vespa

DROGHE LEGGERE

Intervengono: Carlo Giovanardi (promotore della legge n.49/2006 nota come "Legge Fini-Giovanardi"), Claudia Sterzi (sociologa e segretaria nazionale dell'Associazione Radicale Antiproibizionisti) e Massimo Canu (docente di psicologia delle tossicodipendenze presso "La Sapienza" e direttore dell'Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze). Introduce i lavori il rappresentante degli studenti Filippo Attanasio. Modera Giuseppe Venneri.

VANNINO CHITI

SULLA RIFORMA COSTITUZIONALE

LUCANIA: ILLEGALITA' ELETTORALI

La denuncia sulle illlegalità nella raccolta firme in Basilicata: intervista a Giuseppe Rossodivita


LUCANIA: BROGLI ELETTORALI (?)

PIOGGIA


mercoledì 23 ottobre 2013

TORRE DEL VENTO (..OVVERO ..IL FORUNCOLO)


Dopo aver pubblicato ieri la nota del poeta Franco Faggi, pubblichiamo, di seguito, il "poetico" testo scritto di proprio pugno dal Maestro Leonetto Tintori del suo "Appello a Caravan" affinchè riponesse in un cassetto il suo progetto di "Monumento alla Tramontana" da erigersi in Calvana.
Erano gli ultimi giorni di settembre del 1991, giusto 22 anni fa!
Allora governava Prato una Giunta di sinistra (PCI-PSI) guidata dal sindaco Claudio Martini. Il socialista Giampiero Nigro (attuale presidente dell'associazione "Elena e Leonetto Tintori"...) era il vicesindaco. Massimo Bellandi (r.i.p.), comunista, ricopriva l'incarico di assessore comunale alla cultura. Furono proprio Nigro e Bellandi i massimi esponenti della Giunta pratese a sponsorizzare il progetto della "Torre del Vento". 
Leonetto Tintori aveva già disposto il lascito al Comune di Prato di tutti i suoi beni di Vainella (le case; il terreno; i laboratori per affresco; le opere d'arte possedute).
L'appello del grande artista e restauratore di Vainella fu pubblicato con grande evidenza sul periodico dei Verdi di Prato "Il Verdognolo" e ripreso dalla stampa cittadina. La coraggiosa presa di posizione di Tintori dette una colossale spinta a togliere qualsiasi velleità d'arte al progetto di Karavan e dei suoi mecenati. Primo tra i quali figurava, naturalmente, Giuliano Gori. Che non esitò a "vendicarsi" della libera espressione di Leonetto Tintori ritirando immediatamente la propria adesione alla nascente associazione "Elena e Leonetto Tintori". Dopo questa presa di posizione pubblica da parte di Tintori, Karavan (ed i suoi ispiratori..) scatenarono una vera e propria rissa mediatica accusando Leonetto ed i contrari alla Torre del Vento di agire per favorire precisi interessi!! Questa, probabilmente, insieme alla "ritorsione" di Giuliano Gori contro Tintori, fu la pagina più brutta dell'intera vicenda. Ovviamente i "detrattori" del progetto Karavan non avevano alcun interesse "particulare" da difendere. Come hanno abbondantemente dimostrato i venti anni trascorsi da allora! Domani pubblicheremo sulla querelle un'altra presa di posizione ed un altro manoscritto originale di Leonetto Tintori.



APPELLO A CARAVAN

"Caro Caravan, tu ami la natura e le forze che la modellano costituendo di queste la parte essenziale. Esse prestano sostanza e forma alla tua opera. Rispettale.
Lascia l'aria e la luce carezzare in pace il dorso levigato del monte di Castiglioncello, riponendo il tuo progetto in un cassetto evitando il foruncolo sulla linea pura del crinale.
Il tuo sogno e quello dei tuoi sostenitori fin quando questo resterà inattuato sarà un bel sogno. La realtà tradisce ogni buona intenzione per mano dell'uomo stesso."

Leonetto Tintori   

BIANCHI E ROSSI NELL'ITALIA DEL DOPOGUERRA

Confronto tra storie e personaggi in occasione del volume “Lucio Magri. Alla ricerca di un altro comunismo”. Introducono Luciana Castellina, Bartolo Ciccardini. Intervengono: Lidia Menapace, Lorenzo Pezzica, Famiano Crucianelli, Aldo Garzia, Gerardo Bianco. Modera Giuseppe Sangiorgi

RADIO CARCERE

"MI CERCARONO L'ANIMA: STORIA DI STEFANO CUCCHI"

una ricostruzione puntigliosa e fedele della vicenda di Stefano Cucchi. Prefazione di Luigi Manconi e Valentina Calderone e un contributo di Ilaria Cucchi. Intervengono:l'autore Duccio Facchini, Ilaria e Giovanni Cucchi, Luigi Manconi (presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato), Mauro Palma (già presidente del Comitato europeo prevenzione tortura), Fabio Anselmo (avvocato della famiglia), Patrizio Gonnella (Antigone).

SULLE ORME DEL GAMBERO

Presentazione del libro: "Sulle orme del gambero" di Walter Tocci

Donzelli Editore. Intervengono Fabrizio Barca, Paolo Gentiloni e Stefano Rodotà. Coordina Paolo Franchi


AUNG SAN SUU KYI

Aung San Suu Kyi ritira il premio Sakharov per la liberta' di espressione del Parlamento Ue.


PIOGGIA


martedì 22 ottobre 2013

MAURO GIOVANNELLI



Commentando ieri (http://liberamenteprato.blogspot.it/2013/10/caraprato.html) la composizione del nuovo board di Fondazione Cariprato avevamo osservato che la vera sconfitta dell'operazione interna alla potente associazione era la famiglia degli avvocati Giovannelli (Mauro e Guido). Il primo s'era assunto quasi il ruolo di king maker (a favore, beninteso, del figlio Guido...). Che, d'altra parte, era stato l'artefice della decisione "giuridica" (il lodo Giovannelli) con la quale si era stabilito che i politici non avrebbero potuto comunque accedere alle stanze "segrete" della Fondazione. Sulla base sì di una raccomandazione dell'associazione che a livello nazionale raggruppa le Fondazioni delle Casse di Risparmio ma che, evidentemente, poteva benissimo non valere niente per quella di Prato giacchè, com'è noto, la "nostra" Fondazione formalmente non conta un fico secco nella gestione della Banca Popolare di Vicenza...
Tuttavia il Lodo Giovannelli aveva fatto almeno una vittima eccellente. Il presidente del consiglio comunale (allora...) Maurizio Bettazzi aveva violentemente e pubblicamente voltato le spalle alla Fondazione ritenendo di non meritare la dizione "figlio di un dio minore" in quanto politico. Suscitando non poco scandalo e scalpore in una organizzazione da sempre usa a gestire eventuali diatribe interne nel chiuso delle stanze (pur se adesso prive d'opere d'arte...) di Palazzo Alberti.  
La vicenda poi è continuata con l'improvviso e noto guaio giudiziario capitato al Bettazzi. Ed alle sue successive dimissioni non solo da presidente del Consiglio Comunale ma addirittura da consigliere comunale. C'è chi dice che in quella brutta storia di insani  rapporti tra l'uomo politico e l'ASM non sia stata indifferente l'opera, agevolatrice, di qualche manina misteriosa. Che avrebbe guidato qualche finanziere ad imbattersi, tra migliaia di documenti, proprio in una fatturina emessa verso ASM da una società facente capo all'ex esponente di Alleanza Nazionale.
Ma, dicevamo, la Giovannelli family s'è trovata ieri fuori dalle stanze dell'ultimo piano di Palazzo Alberti.
Ed ecco scattare oggi la "vendetta, sulla pagina locale del giornale di riferimento, sottoforma di un editoriale dell'avvocato-padre nel quale si prendono le distanze dall'aeroporto di Peretola e se ne auspica la decadenza a "campo di volo". Con questa presa di posizione pare evidente che la cordata pratese interessata invece allo sviluppo di Peretola (2.000 o 2.400 metri poco importa...) sia stata individuata dai Giovannelli come quella che si è opposta alla salita al "trono" della Fondazione da parte del rampollo.
I favorevoli allo sviluppo di Peretola sono quegli ambienti economici (Unione Industriale e Camera di Commercio) ed affaristici che son riusciti a far nominare la "loro" Fabia Romagnoli sulla poltrona più importante della Fondazione. Guidati evidentemente dal profluvio di denari occorrenti per realizzare la pista parallela-convergente (da 2.000 o 2.400 metri..) ed anche egoisticamente interessati ad avere proprio sotto casa un aeroporto che li possa, facilmente e senza perdite di tempo, collegare con il resto del mondo e con i loro core business internazionali!!
Sono questi, peraltro legittimi, aspetti che fanno convergere parte della società pratese con la scelta di Matteo Renzi ed Enrico Rossi (e le corrispondenti forze e poteri fiorentini che ne sostengono le azioni...).
Contro altre componenti della società pratese che, viceversa, come ipotizzato chiaramente nell'editoriale di Giovannelli, vogliono assegnare al "Galilei" di Pisa il ruolo di unico aeroporto regionale toscano!!
Naturalmente la politica cittadina, che pur vede schierati su questa posizione espressa oggi da Giovannelli, tutti i partiti, in realtà è assai divisa al proprio interno. Lo testimoniano non soltanto i toni assai bassi delle risposte che son venute dalla città all'ampio schieramento che in Regione Toscana ha dato praticamente il via alla nuova pista di Peretola, ma anche la constatazione che i settori interessati alla nuova Peretola non sono e non possono essere considerati affatto marginali, per di più in vista delle prossime elezioni amministrative, nei ragionamenti politici cittadini. Ci aspettano, dunque, mesi di finta opposizione all'ampliamento dell'aeroporto fiorentino. Ma cautela e prudenza su qualsiasi atto e/o fatto concreto che ne possa davvero mettere in dubbio la partenza. D'altra parte le principali forze politiche dell'opposizione a Renzi e Rossi in Regione sono state ben liete di portare il loro buon bicchiere d'acqua agli assetati (..ed affamati..) potentati fiorentini e toscani che stanno dietro l'affaire!! Le "filiali" locali pratesi di questi partiti (pensiamo al PDL o all'UDC...) non potranno che seguire (volenti o nolenti) i loro maggiori esponenti!!  
  

AL VENTO DI CALVANA

Riceviamo e pubblichiamo l'intervento del poeta pratese Franco Faggi


Niente è più inutile di una cosa inutile, che non serve perché già c'é.
La Calvana ha già il suo monumento al vento, sono i sassi sbiancati dal sole e lisciati dalla tramontana,sono le punte dei cipressi impettiti che si piegano all'unisono, il suono molto più bello di quel fischio che produrrebbe il monumento di Dani Karavan già c'è, basta sedersi sulla gobba del monte e
ascoltare, di giugno i grilli sono un coro di voci bianche e argentine, d'inverno é un mugghiare come di un gigante che si è svegliato.
A che pro dunque macchiare la Calvana, questa catena di piccole montagne cave unica nel suo genere, brulla, scarna, calva, come dice il suo nome, dove le costruzioni sono quelle poche case storiche che guardano Prato dall'alto con
umiltà, senza alterigia, il monumento ai partigiani caduti,e una croce che veglia la città?
Forse qualcuno con questa reiterata volontà vuole lasciare un segno del suo passaggio alla guida della città, così come fanno i cani, che marcano il territorio.
Io penso che l'arte sia il segno più alto dell'anima di un popolo, ma che debba essere collocata in spazi che la accolgano senza fratture, quanti camion dovranno salire e scendere per la Calvana per costruire il monumento? E per quale strada?
Io da Pratese e da appassionato naturalista mi oppongo a questo insulto alla mia montagna, e sono pronto a dare il mio incondizionato appoggio a quanti vorranno manifestare in forma civile il loro dissenso a quest'opera dissennata.
Non bastava forse dimenticarsi della Città Etrusca di Gonfienti ? Bisogna anche coprire la cima di Poggio Castiglioni di ferro e cemento?
Meditate gente Meditate.


Franco Faggi

QUALE FUTURO (?)

Assemblea precongressuale dei radicali torinesi...

AFFAIRE MORO

L'affaire Moro Ri-Visitato, la verità tra filologia e ideologia


WINDSOR

Presentazione del volume: "Il romanzo dei Windsor" di Antonio Capranica

(edizioni Sperling & Kupfer). Intervengono: Annamaria Cancellieri (Ministro della Giustizia), Anna Finocchiaro (PD), Ilaria D'Amico (gornalista SKY), Vittorio Feltri (Editorialista de Il Giornale), Paolo Corsini.

PARTE IN CAUSA

Primo Congresso di “Parte in Causa – Associazione Radicale Antispecista”



Cara compagna, caro compagno,

Il I Congresso di “Parte in Causa – Associazione Radicale Antispecista”, tenutosi a Roma il 12 ottobre 2013, ha indicato la strada da seguire per il proseguimento delle campagne in corso e per il potenziamento delle attività dell'Associazione: troverai tutti i documenti approvati dall'Assemblea a questo link.
Le iniziative che Parte in Causa ha deciso di mettere in cantiere per il 2014 sono estremamente ambiziose e impegnative. Accanto al proseguimento della campagna “Nulla da obiettare?” per il rispetto della legge 413/93 sull'obiezione di coscienza alla sperimentazione animale, è stato deliberato l'avvio di una serie di iniziative, in collaborazione con l’associazione “Radicali Ecologisti”, volte a portare in tempi brevi all'abolizione della caccia su tutto il territorio nazionale e all'abolizione dei sussidi statali e/o comunitari all'industria zootecnica. Peraltro, progettiamo di lanciare una campagna di iniziativa popolare per vietare de facto l'attendamento di circhi con animali nel territorio del Comune di Roma Capitale e la progettazione di tale campagna è già in fase avanzata.

Riteniamo che la forza di Parte in Causa, in questo suo primo anno di attività politica, sia stata in larga misura determinata dall'adozione del metodo nonviolento e radicale e che questa nostra peculiarità sia un valore da preservare e rafforzare.

Il tuo contributo è l'unica risorsa che abbiamo per dare forza a questa battaglia e a questo metodo: poco o niente potrà essere fatto senza di esso.

Ti ricordiamo dunque che già a partire da ora sono aperte le iscrizioni a Parte in Causa per l'anno 2014: tutte le istruzioni per procedere al tesseramento sono disponibili sul sito dell'Associazione www.parteincausa.org.

Puoi inoltre, se lo desideri, contribuire direttamente alle attività dell'Associazione, da iscritto o da semplice simpatizzante, secondo quanto ti suggeriremo dopo averci contattato a info@parteincausa.org.

Puoi anche organizzare, per conto di PiC, eventi culturali o manifestazioni politiche (es. flash mob, volantinaggio, raccolta firme): segnalaci la tua idea allo stesso indirizzo e ti aiuteremo a procedere.

Infine, se hai valutato che ne esistano i presupposti, puoi attivarti per fondare una cellula di PiC nella tua città o regione: contattaci per discuterne le modalità.

Ringraziandoti della forza e dell'impegno che vorrai assicurare a Parte in Causa nella sua battaglia per il superamento dello specismo, ci auguriamo che anche quest'anno vorrai percorrere un pezzo di strada insieme a noi.

Un caro saluto,
Maria Giovanna Devetag
Segretario  

Gabriele Ceccarelli
Tesoriere

Simone Lelli
Presidente

NUVOLE


lunedì 21 ottobre 2013

CARAPRATO

Dopo un lungo, faticoso ed intrigato percorso interno ed esterno alla fine l'assemblea dei soci di Fondazione Cariprato ha partorito i propri vertici. Fabia Romagnoli, imprenditrice sconosciuta ai più, diventa la Presidente del Comitato d'indirizzo. L'eterno Orazio Carlesi è nuovamente vicepresidente. Il professor Maurizio Fioravanti, oramai frequentatore abituale delle stanze di Palazzo Alberti, diventa il consigliere vicario. Nel board di Cariprato entrano Stefano Betti, imprenditore, Claudio Cerretelli, critico d'arte, Fabrizio Moretti, antiquario, Giancarlo D'Agliana, Stefano Ciuoffo e Gabriele Pica Alfieri.
Rimane fuori da tutto, se non dall'assemblea, la famiglia Giovannelli, il padre Mauro ed il rampante figlio Guido. Quest'ultimo era entrato in assemblea come probabile “Papa”. E ne esce, come nella migliore tradizione, nuovamente cardinale.

Vince invece, comunque, la Curia vescovile di Prato. Che “piazza” diversi suoi uomini e donne ai vertici della Fondazione.
Vince anche la "partitocrazia" cittadina. Il Partito Democratico è ben rappresentato. In tutte le sue varie componenti. Pure il PDL, specialmente nella versione amica dell'ex Presidente di Cariprato ed attuale sindaco Roberto Cenni, è assai presente nel board! 
Niente di nuovo, dunque, sotto il sole della cara Cariprato. Adesso "CaraPrato" perchè presieduta, prima volta in assoluto, da una gentile signora dall'evocativo cognome...
I nuovi assetti della Cariprato (che spesso preludono ai nuovi assetti politico-economico-finanziari cittadini..) sono adesso attesi alle prime prove. Vedremo nel prossimissimo futuro verso quali indirizzi sarà guidata la potente, ancorchè "silenziata", organizzazione del pouvoir citoyen!!! 

LISTE ELETTORALI IN LUCANIA

Conferenza Stampa

LA CONVERSAZIONE

DIAMOCI UN TAGLIO

XXVIII Convegno di Capri per Napoli. Apertura dei lavori Giovanni Soffietti (Presidente Comitato Interregionale Mezzogiorno G.I.). H.10.00 Intervento Andrea Orlando (Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare), Fulvio Conti (Vice Presidente Confindustria per il Centro Studi). Intervengono, tra gli altri: Alessandro Cattaneo (Vice Presidente vicario ANCI), Evelina Christillin (Gruppo Women & Expo). H. 11.10 Intervista con Carlo Purassanta (Amministratore Delegato Microsoft Italia). Intervengono: Matteo Achilli (Fondatore Egomnia), Salvatore Majorana (Direttore Technology Transfer Istituto Italiano di Tecnologia), Massimo Sarmi (Amministratore Delegato Poste Italiane). 11.50 Lo “Stato” delle imprese, l’Europa per le imprese, intervista con Fedele Confalonieri (Presidente Mediaset). Ne discutono Franco Bassanini (Presidente Cassa Depositi e Prestiti), Ugo Cappellacci (Presidente Regione Sardegna), Antonio D'Amato (Presidente Gruppo Seda), Stefano Sannino (Rappresentante permanente Italia presso UE). Ore12.30 Intervento di Emma Bonino (Ministro degli Affari Esteri) e Giorgio Squinzi (Presidente Confindustria intervistati da Dario Laruffa Jacopo Morelli

AGRICOLTURA E ALIMENTAZIONE

XIII Forum Internazionale dell'agricoltura ed alimentazione

A partire dalle ore 9,00 sarà presentato il nuovo rapporto 2013 “Agromafie”, sui crimini agroalimentari elaborato da Eurispes e Coldiretti Nel pomeriggio un open space dal titolo “Le paure trasformate in opportunità di lavoro” dove saranno esposti gli esempi piu’ creativi di innovazioni che incontrano il cambiamento dell’Italia e degli italiani.


PIOGGIA


domenica 20 ottobre 2013

LA "CICCIA" DI CENNI


Essendo sicuro di non ripresentarsi candidato sindaco, e comunque essendo sicuro di non essere rieletto, Roberto Cenni sta accendendo tutte le micce che ha a disposizione in questa fine di sindacatura.
"Forte" del consenso di ben 20 consiglieri su 40 complessivi (o proprio per questo...) sta finendo il suo compito di guida della città con il motto "..o la va o la spacca.." e tende a fare "ciccia"!!
Da qui alle elezioni sarà compito suo (e della sua Giunta....) provare a dare il via a tutte quelle operazioni, immobiliari e non, che avranno grandi ricadute sulla città.
Il tutto sarà fatto, ovviamente, in deroga al vigente Piano Strutturale ed al relativo Regolamento Urbanistico. Se chiedete ad un professionista del ramo (architetto, ingegnere, geometra, industriale edile...) a cosa serva quello strumento urbanistico vi risponderà, se vorrà dirvi la verità, con: "a poter essere derogato"!! La Repubblica Italiana infatti, benchè in Costituzione sia scritto chiaramente che è da ritenersi fondata sul lavoro, è in realtà fondata sulla deroga.
A volte sono le stesse normative a prevedere apposite deroghe; altre volte è la pratica applicazione che prevede la possibilità di derogare...In mancanza di altre indicazioni sono gli italiani ad applicare, con deroga a loro favorevole, la legge. D'altronde solo da noi vale il detto "Fatta la legge trovato l'inganno"! Così è anche per il Piano Strutturale e gli strumenti urbanistici. Le cui previsioni, frutto spesso di lunghe ed "appassionate" discussioni, scambi d'idee (ma più spesso di favori...) sono destinate ad essere cogenti soltanto con la massa appecoronata ed indistinta dei cittadini (..vorrei aprire una finestrella in più... NO, il PS non lo prevede..; vorrei ricavare una stanzetta per la figlia....NO, il PS non lo prevede..) ma assai ballerine con i potenti d'ogni risma e d'ogni colore. D'altra parte se in Italia t'azzardi a non pagare una multa di 50 euro sarei perseguitato per anni ed anni. Se, invece, non paghi debiti per decine di milioni d'euro puoi avere anche la possibilità di diventare sindaco. Così nel campo dell'urbanistica se sei un nomrale cittadino verrai preso a pesci in faccia. Se invece sei un "potente" di qualsiasi risma potrai, quasi sempre, ottenere quel che le previsioni originarie escludevano.
Ed è così che in un brevissimo lasso di tempo il Comune ha già approvato le seguenti Varianti Urbanistiche al Regolamento d'attuazione del Piano Strutturale (Regolamento Urbanistico..R.U. per gli amici...):

1) Villa Filicaia, da sanitario ad alberghiero;
2) Ex Coop di Via Viareggio, disponibilità alle divisioni;
3) Ex Cristall, da cinema a commercio;
4) Pratilia, Torre da residenza ed uffici ad albergo;
5) Esselunga, da artigianale a grande distribuzione;
6) Via Targetti, da commercio a grande distribuzione;

Più altre minori. Mentre si prepara la madre di tutte le varianti al R.U. Il Fabbricone, storica fabbrica tessile diventerà una specie di "I Gigli" a 300 metri dal centro storico!!   
A coronamento di tutte queste lucrosissime operazioni immobiliari private ma rese possibili dal pubblico, proprio in queste ore sindaco e Giunta danno il via alla pratica concretizzazione del famoso "Monumento alla Tramontana" o "Torre del Vento" che l'artista Dani Karavan ha previsto di costruire sul crinale calvanino di Castiglioncello proprio sopra Pizzidimonte e La Querce.
Cosicchè nel 2014, quando verrà inaugurato, costituirà la ciliegina sulla torta delle speculazioni immobiliari in corso ed il personale monumento al vento cenniano che ha soffiato per questi cinque anni a Prato!!

COMPOUND EX OSPEDALE







Fermi. Buoni. Non v'agitate troppo! I fotomontaggi non sono e non vogliono essere delle ipotesi progettuali. Sono e vogliono essere solo spunti di riflessione sull'area dell'ex ospedale Misericordia e Dolce e sull'intero compound Piazza Macelli, Via Genova, Via Monnet, Via Carradori. Vogliono suscitare sensazioni ed emozioni. Vogliono, più che altro, ricordare come l'area interessata è, ovvero può essere e diventare, la chiave di volta per un nuovo disegno ed un nuovo volto, oltre che un nuovo ingresso, della città. Ad iniziare proprio dal limitrofo Centro Storico. E' la visualizzazione del nostro punto di vista. 
Noi abbiamo immaginato un compound futuro caratterizzato dal verde in continuum. Dall'ex area ospedaliera agli ex grandi parcheggi di Piazza Macelli (liberata dalla palazzina dei VV.UU. e dalle superfetazioni addossate alle mura medievali...), Via Genova e Via Monnet.
Come potete vedere abbiamo anche "suggerito" una soluzione per quanto riguarda la proposta avanzata dal governatore Rossi in ordine al "fare cassa" con i terreni liberati dal MeD. Spostando di circa 100 metri le eventuali torri da realizzare. Che oltre a residenze ed uffici potrebbero essere utilmente la nuova sede di molti servizi ed uffici comunali.   
Materiali e riflessioni, dunque, forse utili ad un possibile sviluppo del dibattito e della partecipazione dei cittadini intorno al tema del riutilizzo dell'ex area ospedaliera. Per una città che abbia futuro...

RICORDANDO STANZANI

Gianfranco Spadaccia ed Angiolo Bandinelli ricordano Sergio...

GIANNI CUPERLO

Gianni Cuperlo apre la sua corsa per la candidatura a segretario del Pd


KRETINOTTI

I Kretini a Porta Pia

su La porta di Manetta
Autore: Dino Manetta

Data:2013-10-20

unità.it

E’ dagli Anni ’60 che mi tocca vedere riproporsi ciclicamente le stesse scene. I giovani figli della Borghesia, in preda alle tempeste ormonali tipiche della loro età, che fanno a botte con le Forze dell’Ordine, mettendo a ferro e fuoco i beni della collettività in nome di idee tanto confuse quanto proterve. I figli del popolo vero, quello che lavora con le mani e costruisce (non distrugge, che sanno quanto costa fatica) o stanno in divisa a pigliarsi le sassate e gli sputi (come fece notare Pasolini) o a fare qualunque lavoro, perchè a loro nessuno li mantiene, nelle squallide periferie in cui vivono. Sono verità semplici, ma poco gratificanti per gli stupidelli arroganti ed i loro genitori, famiglie scombinate senza più punti di riferimento (una volta a Sinistra si sarebbe detto ‘borghesia decadente’) dove ormai si passano le bottiglie molotov di generazione in generazione

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