sabato 9 novembre 2013

ROBERTO CENNI, TASSE, CONGIUNTURA E..CONGIUNTIVI

XXX Assemblea Annuale ANCI - Il paese siamo noi (3ª e conclusiva giornata


FILIPPO BERNOCCHI

XXX Assemblea Annuale ANCI - Il paese siamo noi (3ª e conclusiva giornata)


LA SINISTRA

"Ripensare la cultura politica della sinistra. Una riflessione sulle idee-forza". (I giornata)

Illustrazione del convegno: Salvatore Biasco (Univ. La Sapienza, Roma). "Socialdemocrazia e capitalismo". Presiede: Alfredo Reichlin (pres.Fondazione Cespe), Nadia Urbinati (Columbia Univ. N.Y.), Gianfranco Pasquino (Johns Hopkins Univ., Bologna), Cesare Pinelli (Univ. La Sapienza, Roma). Focus presieduto da Paolo Guernieri (Senatore, Univ. La Sapienza, Roma). Con Gian Enrico Rusconi (Univ. Torino)."La cultura politica e l’interpretazione della società: una questione di autonomia". Tavola Rotonda coordinata da Carlo Galli (Deputato, Univ. Bologna). Con Michele Ciliberto (Scuola Normale Pisa), Raffaele Simone (Univ. Roma 3), Salvatore Biasco (Univ. La Sapienza, Roma), Mario Tronti, (Senatore,.CRS).

LO STRANO CASO DI MR. FINI

Presentazione del libro di Paolo Armaroli “Lo strano caso di Fini e il suo doppio nell’Italia che cambia”


Con l'autore intervengono Ginevra Cerrina Feroni, Enzo Cheli, Carlo Fusaro e Giuseppe Morbidelli

RITA BERNARDINI

Conversazione settimanale

NUVOLAGLIA


venerdì 8 novembre 2013

PALAZZO VESTRI



La notizia che l'Hotel Datini passerà dalla gestione della famiglia Tomada a quella di una società di cittadini cinesi c'ha fatto tornare alla mente lo strano caso del Palazzo Vestri, ex Albergo Stella d'Italia, in Piazza Duomo. 
http://liberamenteprato.blogspot.it/2012/09/palazzaccio-1.html
Come i lettori ricorderanno la Provincia di Prato aveva affittato, per collocarvi propri uffici, lo storico Palazzo e ne aveva curato una lunga e costosissima operazione di ristrutturazione e restauro. Dopodichè, inopinatamente, alla fine del 2012, sfruttando una norma inserita nella spending review varata dal governo Monti, la medesima Provincia ha pensato bene di recedere dal contratto di locazione di Palazzo Vestri restituendolo alla proprietà. Completamente ristrutturato e restaurato e con un comodissimo cambio di destinazione d'uso (da albergo ad uffici) concesso dall'amministrazione comunale.
Lo "scherzetto", com'è noto, è costato alle casse pubbliche la bellezza di oltre 5.000.000 di euro ovvero la permanenza degli uffici provinciali a Palazzo Vestri (2008-2012) è costata la somma di oltre 1.000.000 di euro all'anno!
Adesso il Palazzo Vestri appare nuovamente deserto. Nessuna delle ipotesi che la Provincia aveva ventilato all'indomani della restituzione dell'edificio alla proprietà è andata in porto.
Ci appare assolutamente una stranezza che nessun controllore c'abbia ancora buttato un occhio. Confidiamo che lo potranno ancora fare!

ROBERTO CENNI: INTERVISTA A RADIO RADICALE

Intervista a Roberto Cenni sul ballottaggio per le elezione del sindaco della città di Prato e sulla lettera di sostegno inviagli da Radicali Italiani


GENOVA E LE SLOT MACHINE

Genova è la città italiana con la maggiore densità di esercizi che ospitano slot machine: uno ogni 235 metri. Non è quindi un caso se il capoluogo ligure è stato la prima grande città ad approvare un regolamento finalizzato ad arginare il proliferare delle macchinette. A cura di Orsetta Bellani

USA: ELECTION DAY

Un bilancio dell' election day negli Stati Uniti e la separazione tra Stato e Chiesa all'esame della Corte Suprema. Intervista a M. Molinari

EMMA BONINO A REPUBBLICA TV

POCO NUVOLOSO


giovedì 7 novembre 2013

CENNOPOLIS





http://www.tvprato.it/archives/67756

Nel corso di questa trasmissione di TV Prato il sindaco Roberto Cenni ha annunciato una clamorosa scoperta archeologica, storica, etnica, culturale: a Poggio Castiglioni, sulla Calvana, è stata da lui rinvenutae riconosciuta una città arcaica precedente all'avvento degli etruschi!! Lo testimoniano, secondo Cenni, il ritrovamento di circa 3,2 chilometri di mura che racchiudono, entro 20 ettari, l'antica città calvanina. Ancora non ha un nome. Vogliamo chiamarla Cennopolis in onore dello scopritore?
Tuttavia, al di là della facile ironia, ci domandiamo se il primo cittadino può permettersi di annunciare in televisione la "scoperta" di un sito archeologico che, al momento, risulta solo una "magnifica suggestione" di qualche studioso o di un consigliere di Cenni. 
Che la Calvana sia un territorio dove nel corso dei secoli si sono succeduti insediamenti di varie e differenti popolazioni appare un dato pacifico. Studi e ritrovamenti "certi" lo testimoniano ampiamente. Ma è ancora solo una vaga "intuizione" che il sito annunciato da Cenni possa rappresentare l'insediamento di una civiltà precedente agli etruschi.
Ed è davvero singolare che il sindaco indirizzi l'attenzione del pubblico sulla presunta "città in cima a Poggio Castiglioni", utilizzandola per propagandare la fattibilità della "Torre del Vento", dimenticandosi, da anni, della vera e reale città, questa sicuramente etrusca, sul Bisenzio a Gonfienti. Che lui stesso, in campagna elettorale, aveva promesso di valorizzare. Ma che, forse per non disturbare gli amici industriali di "Interporto SpA", ha evitato accuratamente di fare e perfino di nominare una volta raggiunta la poltrona di primo cittadino!   

IDEE PER PRATO


In un'insolita location (Bar La Posta) ed ancor più inconsueto orario da "happy hour" (h. 19) si è tenuta ieri la presentazione della nuova Lista Civica "Idee per Prato". La folta presenza di "bellagente" e di tutta la stampa cittadina ha consentito alla bella e simpatica presidente dell'associazione, Simona Ciardi, di dichiararsi estremamente soddisfatta di questo esordio ed outing. Molti gli esponenti di altre liste civiche, partiti e movimenti presenti.
Molti anche i "curiosi". Diversi pure i personaggi che hanno aderito alla nuova esperienza civica provenendo dalle fila dell'attuale maggioranza di centrodestra. "Idee per Prato" pare caratterizzarsi per una spiccata vocazione a ricoprire una postazione "centrale" nella politica pratese ed a rappresentarne un'anima cattolica verace!
La nuova Lista va ad unirsi a quelle che sono già "scese in campo" in vista delle elezioni amministrative del 2014. Insieme a "Città Forte" ed "Indipendenti per Prato", ed in attesa di altri pronunciamenti, "Idee per Prato" ingrossa ancor di più una prevedibile galassia di liste civiche che si preparano per la tenzone della primavera prossima. Si ritroveranno, al fianco o concorrenti, altre storiche liste civiche pratesi: "Taiti per Prato", "Giovani e Famiglia", "La Città per Noi", "Prato Libera e Sicura", "Giovani Pratesi", "Libertà, Legalità, Novità" ecc. ecc.!!
Intanto per venerdì 15 novembre è prevista la seconda uscita pubblica di "Città Forte" (cena all'Art Hotel). Mentre per il giorno 16 novembre è in programma il ballottaggio tra Fausto Barosco e Adriana Pagliai per le "comunarie"del M5S pratese. Cosicchè domenica 17 novembre avremo il nominativo ufficiale di un primo candidato sindaco!    

















IL GARANTE


Il Consiglio Comunale di Prato (a proposito neanche oggi è convocato: non si riunisce ormai dal lontano 17 ottobre...) con la delibera N. 72 del 31 luglio 2013 ha introdotto nell'organizzazione degli uffici dell'Ente una nuova figura: quella del "Garante dei diritti delle persone private delle Libertà personali". Con il medesimo atto il Consiglio Comunale ha approvato anche il Regolamento che contiene le previsioni sulla scelta della figura del Garante e sui compiti di questa nuova figura. Tutti e due gli atti furono approvati all'unanimità dai 41 consiglieri presenti!
Proprio in questi giorni si è andato sviluppando, e proprio l'altro ieri il Ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri ne è stata protagonista, un ampio dibattito politico e parlamentare sull'argomento delle garanzie per le persone private della libertà personale in relazione al caso della scarcerazione di Giulia Ligresti. 
Il nuovo istituto voluto e votato all'unanimità da tutto il Consiglio Comunale introduce anche nella nostra città una figura che potrebbe svolgere un'attività di monitoraggio attivo della Casa Circondariale presente nella nostra città: il carcere della Dogaia. 
Il Regolamento allegato alla delibera contiene l'elencazione di tutte le attività che il Garante può esercitare per verificare che le persone private della libertà siano trattate in maniera coerente con le previsioni della nostra Costituzione e con quelle delle Leggi Europee e Nazionali. Lo stesso Regolamento contiene anche le modalità per l'individuazione del soggetto da incaricare in quel ruolo. 
La domanda che rivolgiamo allora alla Giunta ed al Consiglio Comunale è la seguente: quando verrà data attuazione a questa nobile previsione?
Giacchè non vorremmo che come altri atti importantissimi votati all'unanimità dal Consiglio Comunale (vedi la delibera che istituiva a Prato l'Anagrafe Pubblica degli Eletti e dei Nominati..) anche questo finisse dimenticato in un cassetto di qualche scrivania del Palazzo! 

EPIFANI-ZOGGIA

Conferenza stampa di Guglielmo Epifani e Davide Zoggia sulla prima fase del Congresso del Partito Democratico


TANGENTI RAI

Il sistema delle “Tangenti RAI” e notizie di interferenze mafiose nel sistema degli appalti RAI

Pietro Di Lorenzo con i suoi legali Alessandro Diddi ed Antonio Ingroia, illustreranno gli sviluppi della vicenda giudiziaria nella quale è parte lesa per i gravi tentativi di concussione subiti ad opera di alti funzionari RAI.

EMANUELE MACALUSO

Presentazione del libro: "Comunisti e riformisti. Togliatti e la via italiana al socialismo" di Emanuele Macaluso

edito da Feltrinelli. Intervengono: Biagio de Giovanni, Ernesto Galli della Loggia, Umberto Ranieri, Massimo Villone. Coordina Alessandro Barbao.


SERENO


mercoledì 6 novembre 2013

IL BINDOLO


Da qualche giorno un troll che si nasconde, inutilmente, dietro l'avatar de "Il Bindolo", ha iniziato su facebook una sua personale e calunniosa campagna contro di noi. Utilizzando alternativamente post pubblici e messaggi "privati" Il Bindolo vorrebbe costringerci a cessare la nostra battaglia politica contro il Sindaco Roberto Cenni. Può essere che dietro Il Bindolo si "nasconda" addirittura uno dei tanti consiglieri personali del Sindaco. Peraltro giorni fa un altro consigliere del Sindaco c'ha avvicinato per strada chiedendoci la medesima cosa: cessare l'intensità delle nostre prese di posizione contro Cenni. Un altro consigliere del Sindaco, oggetto di qualche post del nostro blog, non ha esitato a chiederci, tramite il vicesindaco, di smettere di scrivere cose su di lui. Siamo veramente lusingati da tutte queste reazioni ed "attenzioni". Pare evidente che il nostro minuscolo blog qualche eco in città lo abbia.
Il Bindolo utilizza come argomento "principe" dei suoi tentativi di tapparci la bocca una risibilissima questioncella che avevamo sottoposto al sindaco nell'unico incontro che avemmo con Cenni: l'adesione del Comune di Prato ad un'associazione nazionale di Comuni, Province e Regioni d'amicizia col Tibet e per la libertà di tibetani e cinesi. Qui sotto riportiamo un "elegante" esemplificazione dello "stile" de Il Bindolo al riguardo:

"Ti do tempo un giorno di dimostrarmi qui in privato che era necessario un versamento economico per aderire ad "Associazione di Comuni, Province, Regioni per il Tibet".

Non risulta da nessuna parte. Domani contatto l'associazione. Se anche loro mi confermano che era sufficiente una delibera e l'esposizione della bandiera, come appare evidente da tutti gli atti degli enti regionali, provinciali e comunali coinvolti, quei 200/300 euro costituiranno il tuo epitaffio politico, se politica hai mai fatto. Ti denuncio anche per tentata estorsione ai danni del Sindaco. Guarda di essere convincente con dati certi. Non accetto discorsi campati in aria." Il Bindolo


Noi, ovviamente, restiamo in attesa degli sviluppo giudiziari della questione. Così come promessoci da Il Bindolo.

Tuttavia non possiamo esimerci da porci una domanda.
Il Bindolo produce questa "roba" per proprio conto e tornaconto ovvero su preciso mandato di qualcuno più in alto di lui?

Per quanto concerne il seguito che avranno minacce e pressioni de Il Bindolo su questo blog e su di noi possiamo tranquillamente affermare che il risultato sarà ZERO!

Continueremo a nostro piacimento a svolgere le nostre critiche politiche ed a rivolgere la nostra vis polemica contro il Sindaco Roberto Cenni. Noi siamo affascinati dal sistema politico americano. In quel contesto i protagonisti ricorrono ad ogni legittimo e lecito argomento per demolire la credibilità del proprio avversario politico. Non esitando neppure ad utilizzare fatti, stati e qualità personali dei soggetti che si vogliono combattere. Naturalmente, come sempre facciamo noialtri, utilizzano argomenti, fatti e realtà NON create a bella posta e NON inventate di sana pianta. A noi piace quel metodo d'approccio alla politica. E sfuggiamo di fronte alla sfuggente, ammiccante ed opaca "gommosità" del metodo italiota. La trasparenza estrema delle posizioni è, anche nell'agone politico, la stella che ci guida. E' un metodo "aspro" quello a cui facciamo riferimento? Certo che sì! Ma d'altra parte chi si dedica alla politica, anche locale, sa bene che quel mondo non è proprio un pranzo di gala. In questi contesti non c'è galateo che tenga. Ognuno utilizza, nei limiti del lecito e del legittimo sicuramente, tutte le "armi" a disposizione. Specialmente se l'oggetto della polemica è un potente primo cittadino ed il suo non raccomandabile entourage !!


MILONE, L'ASTROLOGO DI SARNO ED I CINESI


Commentando su FB il nostro post http://liberamenteprato.blogspot.it/2013/11/centrodestra.html Aldo Milone scrive:


Aldo Milone Non capisco il legame tra la lotta all'illegalità e i residenti? A me sembrano due cose completamente diverse. Io in campagna elettorale ho dichiarato di fare la lotta all'illegalità e non alla residenza su cui ci sarebbe anche da discutere.


Tuttavia lo stretto legame tra lotta all'illegalità ed i residenti lo comprendeva benissimo il 25 marzo 2011 rilasciando a Notizie di Prato una sua intervista in proposito 

 http://www.notiziediprato.it/2011/03/lintervistamilone-entro-due-anni-a-prato-ci-sara-un-terzo-di-cinesi-in-meno-hanno-capito-che-laria-e-cambiata-e-restare-qui-non-conviene-piu/


Che il blog riassumeva correttamente nel seguente titolo:


L’INTERVISTA/Milone: “Entro due anni a Prato ci sarà un terzo di cinesi in meno. Hanno capito che l’aria è cambiata e restare qui non conviene più”  


Purtroppo per Aldo Milone il suo vaticinio non s'è affatto avverato! Anzi dopo due anni e mezzo da quell'intervista, basata evidentemente su numeri ed informazioni taroccate, la comunità cinese di Prato è sempre più grande ed in continua espansione.
Sarà sufficiente la forza dei numeri e delle cose che accadono in città (ad esempio l'acquisto da parte di cittadini cinesi della gestione dell'Hotel Datini....) a convincere Aldo Milone che la sua personale "guerra" a quella comunità è praticamente persa?
E che, dunque, occorre rivedere l'approccio "militaresco" e "repressivo" col quale l'assessore alla sicurezza urbana pretendeva di risolvere il tema dell'immigrazione asiatica?

PIER PAOLO PASOLINI

"Pier Paolo Pasolini. Povera Italia. Interviste e interventi, 1949-1975" (Kaos Edizioni), a cura di Angela Molteni. Intervista a Lorenzo Ruggiero


Nel presentare questo volume, la curatrice Angela Molteni, che per anni ha curato il sito www.pasolini.net e il blog http://pasolinipuntonet.blogspot.it, ha scritto che «L’opportunità di questa raccolta di interviste e di interventi pubblici di Pier Paolo Pasolini, risalenti agli anni 1949-1975, è nel fatto che contengono analisi e previsioni pienamente confermate dall’odierna Italia afflitta da una crisi senza precedenti: crisi non solo economica, ma anche politico-istituzionale e soprattutto socio-culturale. Detesto sentir dire di Pasolini che le sue idee erano preveggenti profezie, come se si trattasse di un mago vaticinante. Erano analisi intellettuali acute e rigorose, le cui implicazioni previsionali hanno trovato nel tempo parecchie conferme. Basti come esempio l’allarme pasoliniano per il potere omologatore della tv, e quello per le gravi insidie del conformismo e della modernità consumistica. Ho voluto intitolare questa raccolta "Povera Italia" non solo per richiamare le invettive pasoliniane ("Questo miserabile Paese che è l’Italia... La stronza Italia neocapitalistica e televisiva... Non voglio essere italiano..."), ma anche per evocare la "Italia povera" contadina e proletaria così amata dal poeta-regista». Ecco cosa ci ha detto del libro Lorenzo Ruggiero della Kaos Edizioni.

CHI COMANDA ROMA

Intervista ad Ylenia Sina sul suo libro dal titolo: "Chi comanda Roma" (Edizioni Castelvecchi)


Palazzinari, banche e stampa: un sistema di potere che tiene in pugno la Capitale

IL DIZIONARIO DELLE MAFIE

Presentazione del volume "Il dizionario delle mafie"

Intervengono: il Presidente del Senato, Pietro Grasso, insieme al Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti, al Capo della Polizia Prefetto Alessandro Pansa, al giornalista e scrittore Francesco La Licata, e al curatore dell'opera Fabio Iadeluca.

RADIO CARCERE

NUVOLE (E SOLE)


martedì 5 novembre 2013

ANNA MARIA SCARCERIERI


Vabbene! Siamo d'accordo! Il Ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri ha tutto il diritto di difendersi. Anzi ha il dovere di difendersi. Ha il dovere di difendersi personalmente. Ed ha il dovere di difendere l'alto incarico istituzionale che, pro tempore, ricopre. Tuttavia non ha il diritto di ciurlare nel manico. Non ha il diritto di giudicare "Falso e ignorante chi mi accusa"!! Cancellieri sostiene di non aver mai chiamato o parlato con i magistrati del Tribunale di Torino. Il procuratore generale di Torino Giancarlo Caselli conferma autorevolmente. Ma il problema non è mica questo! Nessuno, a quanto consta, ha accusato Cancellieri di "pressioni" dirette sui magistrati che gestivano il caso di Giulia Ligresti. Dunque Cancellieri non aveva bisogno nè di smentire questi suoi inesistenti contatti e neppure di offendere il coro dei suoi critici.
Giacchè il "capo d'accusa" contro il Ministro è d'altro tipo. Quello d'aver fatto pressione, questa ammessa dalla stessa Cancellieri, sui responsabili nazionali e regionali del DAP.
Non v'è dubbio che i responsabili del DAP abbiano trasferito la "pressione" ricevuta sul direttore del carcere dov'era detenuta Giulia Ligresti. A sua volta, pare evidente, il direttore del carcere ha fatto "pressione" sul comandante della Polizia Carceraria. Che, a sua volta, ha fatto pressione sulle singole guardie carcerarie che avevano da tenere sotto controllo la cella e le condizioni dell'anoressica  Ligresti. Dunque quanto c'avranno messo queste "pressioni", lecite e legittime, a venire all'orecchio della magistratura torinese? 10 minuti; 10 ore? 10 giorni? Ed una volta che la "pressione" proveniente da Via Arenula fosse venuta a conoscenza del Tribunale di Torino quanto c'avrà messo a diventare "pressione", magari indiretta ovviamente, nei confronti del singolo magistrato che avrebbe dovuto provvedere a prendere la decisione di scarcerare o meno la Giulia? Tenendo presente che solo qualche settimana prima un magistrato aveva respinto la prima richiesta di scarcerazione della Ligresti.Immaginiamo per il "pericolo di fuga" della detenuta-imputata in attesa di giudizio. Un fratello di Giulia, infatti, s'era reso immediatamente uccel di bosco, rendendosi latitante all'estero.
Noi siamo del tutto contrari, anzi proviamo vero e proprio orrore, per la sistematica applicazione da parte della Giustizia italiana della carcerazione preventiva. Innocenti si trovano privati della propria libertà (in 25.000 attualmente...) proprio in virtù della massiccia applicazione di questa facoltà che la Legge concede alla Magistratura. Dunque non abbiamo niente da ridire sulla concessione degli arresti domiciliari a Giulia Ligresti. Ci duole solo e soltanto il modo con il quale questo provvedimento è stato adottato. E che non sfugge davvero al sospetto che la diversa misura non sia dovuta soltanto al peggioramento delle condizioni della Ligresti e della sua asserita "incompatibilità con il carcere" (come se, in altri casi, altri uomini e donne fossero "naturalmente" compatibili con la carcerazione...) ma pure alle "pressioni" esercitate, pur in modo assolutamente legittimo, dalla pro tempore responsabile della Giustizia italiana.

CENTRODESTRA

Chi volesse verificare la certificazione del fallimento dell'esperienza del sindaco Cenni alla guida dell'amministrazione Comunale non ha che da leggersi questa lunga intervista dell'ex coordinatore provinciale dell'ex PDL pratese senatore Riccardo Mazzoni.
Sostiene Mazzoni che a Cenni non è bastata questa prima sindacatura di cinque anni per ottenere i risultati che aveva promesso in campagna elettorale. Gliene occorre un'altra. La prossima. Altri cinque anni sulla poltrona di primo cittadino e Cenni dimostrerà tutto quello che sa fare!
Che è una tesi veramente singolare. Roberto Cenni vinse le elezioni, pur con uno scarto minimo, proprio perchè s'era accreditato come l'uomo del cambiamento. Un cambiamento che lui prometteva nei quasi trascorsi cinque anni di guida della Giunta comunale. Siccome, anche a parere di Mazzoni, questo cambiamento non s'è visto e Cenni non è riuscito ad imporlo la cosa migliore che potrebbe fare è quella di tornarsene a casa. Ai suoi affari. Alla sua famiglia. Invece no! Secondo Mazzoni Roberto Cenni avrebbe diritto ai tempi supplementari. Altri cinque anni di governo! Che, ovviamente, la città non gli concederà mai!
Ma non per bizzarri ragionamenti ideologici o di raffinata politica. Solo sulla base dei risultati ottenuti dal 2009 ad oggi da Cenni.
Il sindaco è partito con una maggioranza imponente. La legge elettorale per l'elezione dei sindaci garantisce la piena governabilità ai primi cittadini eletti direttamente. 25 consiglieri contro 16 dell'opposizione avrebbero dovuto garantire a Cenni la piena attuazione del suo programma. Invece, a pochi mesi dalla conclusione del mandato Cenni si ritrova a dover contare sul suo voto personale per far prevalere gli atti di governo della città. La maggioranza di centrodestra del 2009 s'è volatilizzata. La maggioranza consiliare e quella politica. Nessuna forza politica che sosteneva Cenni nel giugno del 2009, con l'unica eccezione dell'UDC, è rimasta al fianco di Cenni. Non il PDL, dissanguato da polemiche e scissioni; non la Lega Nord, praticamente scomparsa dall'orizzonte politico pratese; non le liste civiche che appoggiarono Roberto Cenni, scomparse, disaggregate o, addirittura, passate all'opposizione della Giunta.
Se questa è la descrizione del disastro politico combinato da Cenni ancora più grave è il disastro programmatico che il sindaco può rivendicare. L'elezione di Cenni era avvenuta anche perchè una parte della città s'era convinta che l'ex padrone di Sasch avrebbe "restituito Prato ai pratesi" come recitava uno slogan elettorale della sua campagna. Voleva dire che Cenni si sarebbe impegnato per arginare l'immigrazione cinese e l'espansione economica della comunità asiatica. Dopo quasi cinque anni i risultati sono esattamente opposti. http://liberamenteprato.blogspot.it/2013/08/milone-stranieri-cinesi.html
L'immigrazione cinese, proprio sotto il governo Cenni, è aumentata come non mai negli anni precedenti. E la presa economica di quella comunità sul nostro territorio è oramai così potente che Prato non potrebbe farne davvero a meno. Cenni aveva promesso, e con lui l'assessore competente, una città più sicura. Tuttavia dopo quasi cinque anni di politica cenniana e miloniana ci ritroviamo una città nella quale i cittadini avvertono ancora più forte di prima il sentimento dell'insicurezza. Cenni aveva promesso il rilancio del nostro tradizionale core business anche con il rilancio del "cardato" ed invece ci ritroviamo con una filiera tessile sempre più smilza ed esangue. Cenni, inoltre, c'aveva promesso che non avrebbe permesso l'ulteriore cementificazione del nostro territorio ed invece ci ritroviamo un Piano Strutturale che indica come edificabili anche le poche superstiti aree di campagna esistenti nella periferia sud pratese. Cenni aveva promesso di smantellare il sistema di potere della sinistra basato principalmente sull'uso "particolare" delle aziende partecipate. Ed invece, dopo aver sottoscritto accordi con quel sistema ed esserne uscito beffato, ha lasciato che, dove è stato possibile, al sistema clientelare della sinistra si sostituisse quello della destra. Anzi di una particolare corrente della destra. 
Pertanto ha ragione Mazzoni. Cenni è stato un fallimento completo. La città lo ha ben compreso e ne trarrà le dovute conseguenze politiche ed elettorali.  

PAOLO FELTRIN


Intervista al Prof.Paolo Feltrin su Lavoro e immigrazione, a partire dal Rapporto commissionato nel 2011 dal Ministero del Lavoro

41BIS E FINE PENA MAI

Urla a bassa voce. Dal buio del 41 bis e del fine pena mai

presentazione del libro a cura di Francesca De Carolis (Ed. Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri) promossa nell'ambito del Salone dell'Editoria Sociale in programma dal 31 ottobre al 3 novembre 2013

LUIGI MANCONI

Presentazione del libro Accogliamoli Tutti, di Luigi Manconi e Valentina Brinis

INTERVISTA

Rai News24 - Intervista a Marco Pannella sul XII Congresso di Radicali Italiani e sul caso Cancellieri


NUVOLOSO


lunedì 4 novembre 2013

BINDOLI


Questo blog non si perita, com'è noto, di polemizzare anche aspramente, con posizioni politiche o comportamenti che non condivide. E, com'è giusto e sacrosanto, soggiaciamo volentieri a critiche e polemiche verso di noi. Questo blog spesso interloquisce con chi legittimamente, non la pensa come noi. D'altra parte ci appare del tutto normale e naturale intrecciare discussioni con i diversi da noi. Da parte nostra ci sforziamo di rappresentare al meglio, almeno per quanto siamo capaci, le posizioni di chi esprime dissenso rispetto a quanto da noi affermato. Naturalmente ci divertiamo anche a fare ironia, più o meno riuscita, su talune impostazioni politiche o su taluni comportamenti. Una cosa tuttavia non facciamo. Attribuire ad altri comportamenti e posizioni del tutto inventate e/o fantasticamente frutto della nostra creatività.
E vorremmo che anche i nostri interlocutori si comportassero di conseguenza.
Tuttavia in questi due giorni almeno due personaggi cittadini sono caduti nella trappola di attribuirci delle responsabilità e dei fatti frutto della loro personale immaginazione.
La calunnia è un "venticello" si sa! Tuttavia, specialmente sul web può raggiungere centinaia e migliaia di persone del tutto ignare della verità!
A spargere questo venticello è nel caso in questione il Sig. Alessandro Vannini, consigliere d'amministrazione della GIDA SpA, in quota Giovani e Famiglia.
Sostiene Vannini di aver visto tal Vittorio Giugni, nel 2009, ad una riunione postelettorale tra liste civiche escluse dal Consiglio Comunale, il sindaco Cenni ed il coordinatore del PDL Riccardo Mazzoni. Sostiene Vannini che quella era una riunione convocata per "spartire" anche con le liste civiche che non avevano eletto propri consiglieri, postazioni nel sottogoverno cittadino.

Al Sig. Alessandro Vannini ripetiamo ancora una volta un semplice concetto. Nè Vittorio Giugni, nè altri esponenti dell'associazione radicale Liber@MentePrato hanno mai partecipato ad alcuna riunione di "spartizione" di "bottini" elettorali. Vittorio Giugni, per conto dell'associazione Liber@MentePrato, ha incontrato, prima, durante e dopo le elezioni, una sola volta Roberto Cenni. All'opportuna presenza di un avvocato. Nel suo studio di Palazzo Comunale. In quell'incontro sottoponemmo a Cenni a tre questioni che stavano nel programma elettorale di Liber@MentePrato e pure in quello di Roberto Cenni:

1) Dare attuazione alla Delibera consiliare che istituiva in Comune di Prato l'anagrafe degli eletti e dei  nominati per dare trasparenza all'attività amministrativa;
2) I progetti del Sindaco circa la città etrusca di Gonfienti;
3) L'adesione del Comune di Prato all'associazione nazionale tra Comuni e Province d'Italia per l'amicizia col Tibet.

Sul primo punto Cenni non capì neppure di cosa si parlasse; sul secondo dichiarò di non avere alcun progetto; sul terzo di non poter aderire per non alienarsi la diplomazia cinese!!
Questo è stato l'unico incontro tra Vittorio Giugni ed il sindaco.
Dunque il signor Vannini Alessandro o porta le prove di quanto afferma o verrà considerato un calunniatore!!
La tecnica utilizzata da Alessandro Vannini è assai nota! Quando un avversario è inattaccabile personalmente e politicamente l'unica risorsa è la menzogna e la calunnia. Noi radicali non abbiamo altro da mostrare che le nostre mani nude ed il nostro onore politico. Alessandro Vannini vorrebbe con le sue dichiarazioni pubbliche demolire anche questa nostra unica forza!! Restiamo in attesa che Alessandro Vannini fornisca le prove della presenza di Vittorio Giugni alla riunione alla quale dice di averci veduto o ad eventuali altri incontri!!
Ma se Vannini utilizza il "venticello" della calunnia Il Bindolo, avatar quanto mai aderente al personaggio,
fa ricorso ad una vera e propria "tempesta perfetta" nel tentativo di demolire la nostra reputazione ed il nostro onore personale e politico.
Il Bindolo sostiene che il vero motivo della nostra avversione politica nei confronti di Roberto Cenni sarebbe dovuto alla sua mancata adesione ad elargire, a noi, proprio a noi personalmente, 300 (trecento) euro quale quota associativa da destinare invece all'associazione nazionale comuni e province d'Italia per il Tibet.
Il Bindolo sostiene, e qualche mestatore semiprofessionale raccoglie, che quei 300 euro sarebbero dovuti finire direttamente nella tasche di Vittorio Giugni....E che quel mancato "incasso" sia alla base dell'opposizione contro Cenni. Ora la questione è talmente risibile da non meritare nemmeno, in altri momenti, alcun commento.
Ma siccome, come nel caso di Alessandro Vannini, la calunnia viaggia veloce nel cyberspazio trovando, si capisce, altri mentecatti pronti ad utilizzarla, ci pare giusto "onorare" Il Bindolo di una precisa e secca risposta.
Il Bindolo, che probabilmente s'intende bene, per i suoi trascorsi professionali, della parabola dei 30 denari consegnati a Giuda Iscariota in una scarsella di pelle, non è altrettanto competente circa il funzionamento della pubblica amministrazione. Anche pratese. Se Cenni avesse aderito alla nostra richiesta di associare il Comune di Prato all'organismo nazionale d'amicizia col Tibet lo avrebbe dovuto fare, solo e soltanto, con un'apposita Delibera di Giunta e con una successiva apposita Determinazione di un Dirigente che avrebbe impegnato 300 euro a  favore di quell'associazione nazionale.
Vittorio Giugni mai avrebbe potuto essere destinatario di 300 euro e dunque mai avrebbe potuto riscuoterli.
Solo menti affette da qualche rara patologia potrebbero solo immaginare questi scenari fantastici!
Adesso, come nel caso di Alessandro Vannini, ci aspettiamo che anche Il Bindolo smentisca il suo "venticello" calunnioso. Attendiamo!!

GIOVANI E FANGHIGLIA (1)


E' bastato smuovere qualche metro cubo di melma, presso GIDA e altrove, per scatenare una scomposta reazione degli amici di Giovani e Famiglia.https://www.facebook.com/notes/giovani-e-famiglia/lignoranza-e-le-capriole-carpiate/10151700761556161 Evidentemente il nostro post d'ieri http://liberamenteprato.blogspot.it/2013/11/giovani-e-fanghiglia.html ha colpito un punto assai sensibile della lista civica. Per smentire che una poltrona del Consiglio d'Amministrazione della GIDA è stato assegnato ad un loro militante o simpatizzante, si arrampicano letteralmente sugli specchi. Schizzando fango in tutte le direzioni.  Tuttavia in questo modo aggravano sensibilmente la loro posizione politica. Essere stati beneficiati della spartizione dei posti di sottogoverno appare ai GeF una insostenibile colpa! Lo comprendiamo! Un movimento civico che aveva fatto campagna elettorale contro gli inceneritori che si ritrova a governare l'unico, e problematico, inceneritore attivo a Prato non li qualifica sicuramente come coerenti nelle loro posizioni politiche!
Dunque ecco che GeF non trova di meglio che postare sulla propria bacheca FB un "racconto" fantastico. Intrecciando notizie giornalistiche con menzogne costruite di proposito. In quel post il sig. Alessandro Vannini, consigliere d'amministrazione di GIDA in quota spartitoria Giovani e Famiglia,  viene "assegnato" alla Lega Nord! Ma siccome le bugie hanno le gambe corte, anzi cortissime, nel giro di qualche ora ci pensa lo stesso Vannini a smentirle. Postando il seguente ricordo-ammissione: 

"Anzi, ricordo invece alcuni incontri privati tra i capigruppo e i delegati delle liste escluse dal consiglio comunale, con il Sindaco e con l'onorevole Riccardo Mazzoni ad inizio legislatura a cui partecipai per conto di G&F"!!

D'altra parte Alessandro Vannini era stato candidato per Giovani e Famiglia, all'interno della lista "Prato Civica" (insieme a La Città per Noi) alle elezioni del 2009. Vannini fu plebiscitato da 22 preferenze 
http://elezioni2009.po-net.prato.it/2009/comunali/prato/risultati/htm/pre0050000000420.htm.
Essendo ormai precipitati nel fango, fisico di GIDA e virtuale del web, Giovani e Famiglia non esita a ricorrere, allo scopo di rafforzare le proprie menzogne, anche a rotolarsi in un'altra, ancora meno nobile, materia frutto dell'alimentazione e della digestione umana. Senza vergogna e senza alcun senso del proprio onore insinuano che Liber@mentePrato avrebbe chiesto al sindaco Cenni l'adesione del Comune all'associazione nazionale comuni e province per il Tibet per "appropriarsi" di ben 300 euro (la quota di iscrizione annuale all'associazione di amicizia italo-tibetana..)!
Un dirigente di Giovani e Famiglia, in maniera privata (messaggio personale su FB) ha già ritenuto opportuno ritrattare ampiamente, scusandosi, quell'ignobile calunnia. Adesso aspettiamo che anche Giovani e Famiglia lo faccia ufficialmente dalla sua bacheca FB. 
Per parte nostra riconfermiamo:

1) Alessandro Vannini sta nel Consiglio d'Amministrazione GIDA in quota e per conto di Giovani e Famiglia;

2) L'adesione del Comune di Prato all'associazione nazionale Comuni e Province d'Italia per il Tibet era una richiesta d'ordine politico che Liber@MentePrato ha avanzato al sindaco Roberto Cenni nell'unico incontro (prima, durante e dopo le elezioni amministrative del 2009..) che abbiamo avuto col primo cittadino.

Attendiamo!

CANCELLIERI, CARCERIERI, CARCERATI


Al XII^ Congresso di Radicali Italiani conclusosi ieri a Chianciano il Ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri è stata accolta come un'amica fidata! Il suo intervento, con anche il passaggio sulla questione della liberazione di Giulia Ligresti, è stato accolto da tantissimi applausi ed ovazioni. Marco Pannella, Emma Bonino e la neosegretaria Rita Bernardini hanno solidarizzato ampiamente con la Cancellieri. Vittima, a loro dire (come anche a dire di Luigi Manconi e di diversi altri esponenti "garantisti"...) di un ingiusto attacco e di un agguato di tipo politico.
Io comprendo largamente le sincere motivazioni, personali e politiche, che stanno dietro queste prese di posizione. Ma, almeno al momento, non mi è possibile condividerle. So bene che la Cancellieri è l'unico Ministro della Giustizia di questo Paese ad essersi schierata apertamente per provvedimenti d'indulto ed amnistia. Corrispondendo così ed onorando la campagna che Marco Pannella ed i Radicali stanno conducendo da anni per "Amnistia per la Repubblica". E che sta lavorando per risolvere, quanto definitivamente lo vedremo, almeno il problema del sovraffollamento delle carceri. Non è poco. Ma, tuttavia, non sufficiente a farmi convincere della bontà del suo comportamento nell'affaire Ligresti.
Che Anna Maria Cancellieri rivendichi la sua natura umana, comprese le debolezze insite in ognuno di noi, le fa sicuramente onore. Neppure da un Ministro si può pretendere l'assoluta mancanza ovvero la repressione di qualsiasi naturale sentimento.
Ma quello che nella vicenda Cancellieri-Ligresti è in gioco non è l'umana solidarietà. Bensì un valore assoluto in un Paese ed in una Repubblica democratica fondata sulla prevalenza del Diritto: la Giustizia!!
Purtroppo nell'intervento della Cancellieri nel caso specifico di Giulia Ligresti (e pure negli altri 101 casi che il Ministro giura d'aver trattato alla stessa stregua..) non c'è niente che assomigli alla Giustizia! 
In un sistema giudiziario sano, democratico e fondato sul Diritto e sulle Leggi qualsiasi detenuto in difficoltà dovrebbe poter avere le stesse chances di Giulia Ligresti e degli altri 101 di chiedere ed ottenere un trattamento umano. Specialmente quando si tratta di detenuti perfettamente innocenti giacchè ristretti in carcere solo in via cautelare e preventiva. Che sono oltre un terzo dei 65.000 detenuti italiani.
In un sistema giudiziario che funzionasse secondo Diritto e Leggi il detenuto in difficoltà dovrebbe avere la possibilità di manifestare il suo stato di "incompatibilità" con la detenzione attraverso una filiera precisa: avvocato; polizia carceraria; direzione del Carcere; Giudice di Sorveglianza; Tribunale!!
In un sistema giudiziario che funzionasse queste sarebbero state le figure professionali e giudiziarie da allertare. Ed a loro, e solo a loro, avrebbe dovuto essere riservato il compito di provvedere, se del caso, alla scarcerazione di Giulia Ligresti!
Pare evidente, infatti, che se si esce da questo schema di legalità qualsiasi altro intervento, se pur umanamente legittimo, si presta a letture assai contrastanti!
Cosicchè Anna Maria Cancellieri col suo comportamento ha messo in luce, una volta di più, l'aberrazione alla quale è giunto il nostro sistema giudiziario ed il nostro sistema carcerario e penale.
Ma può un Ministro col suo personale comportamento "sfruttare" le pieghe di un sistema allo sfascio per "ricavare" vantaggi personali per un soggetto amico? Io penso che no, non può! O almeno una volta che abbia fatto prevalere il suo legittimo umano sentimento di solidarietà ad una persona in custodia allo Stato ed in asserito ed imminente pericolo di morte, dovrebbe sentire il dovere di denunciare con forza straordinaria il degrado del sistema giudiziario e carcerario che era chiamata a governare ed un secondo dopo rassegnare le proprie dimissioni!!

Vittorio Giugni  

COOPERATIVA "UNICA"



Pubblichiamo il documento  che segue e che riguarda vicende accadute, ed in corso, a Scandicci per due motivi:

1) Perchè quanto "narrato" dai soci delle cooperative di Badia a Settimo è paradigmatico del modo di essere e di "lavorare" del mondo della cooperazione (bianca o rossa che sia);

2) Perchè nell'affaire Badia a Settimo è possibile rintracciare due precisi collegamenti con Prato. Uno dei Notai scelti dalle cooperative per sottoscrivere i contratti con i soci è infatti Massimo Palazzo, figlio dell'ex presidente del Tribunale di Prato, Salvatore; il presidente di una delle più grandi cooperative coinvolte nel piano casa di Scandicci, la Coop "Unica", è una nostra vecchia conoscenza cittadina: l'ingegner Stefano Tossani, ex dirigente di punta del PCI pratese ed ex assessore all'urbanistica del Comune di Prato.   

ATTO DI DENUNCIA-ESPOSTO della TRIADE PUBBLICA AMMINISTRAZIONE (comune Scandicci-Cooperative-Notai)

Gli esponenti sono proprietari di alcuni immobili ad uso abitazione posti in Scandicci (Firenze), località Badia a Settimo, nei quali attualmente vivono circa 250 famiglie proprietari di alloggi di edilizia convenzionata e circa una trentina di famiglie, in alloggi ad affitto calmierato costruiti da Casa Spa in edilizia sovvenzionata.
Tali immobili sono stati acquistati come prima casa grazie alla qualità di soci delle varie Cooperative facenti parti del Consorzio Nova Badia.
Dopo aver firmato le domande di ammissione a socio e sottoscritto i contratti preliminari hanno cominciato a versare delle somme di denaro alle cooperative secondo un predefinito piano di versamenti.
Dopo qualche tempo dopo la firma dei rogiti, finalizzati tassativamente con la collaborazione dei Notai IMPOSTI dalle cooperative, gli esponenti hanno loro malgrado appreso di aver firmato dei contratti comportanti un ingente danno economico a loro carico e che non avrebbero sottoscritto se avessero conosciuto le reali condizioni degli stessi.
In particolare, gli esponenti hanno appreso:
- di aver acquistato degli immobili ad un prezzo “illegittimo”, in quanto contrastante con la Convenzione per la realizzazione di interventi di edilizia economica popolare stipulata tra il
Comune di Scandicci e il Consorzio “Nuova Badia".
- che gli immobili che hanno acquistato sono gravati da forti vincoli: NON possono essere rivenduti al prezzo rogitato, cioè a quello a cui sono stati acquistati, bensì ad una cifra di gran
lunga inferiore, stabilita dalla Convenzione sopra citata, a pena di elevatissime sanzioni.
Infatti gli alloggi acquistati dai ricorrenti sono stati costruiti nell’ambito del Programma Integrato d’Intervento di Badia a Settimo /San Colombano che prevedeva la realizzazione della porzione residua del P.E.E.P. Badia a Settimo /San Colombano. Si riassumono brevemente i passaggi
essenziali della realizzazione del Piano.

Con delibera del Consiglio Comunale del Comune di Scandicci n. 73 dell’8/4/1999, fu approvato il Programma Integrato d’Intervento di Badia a Settimo/ San Colombano.
In data 2.3.2006 veniva stipulata la Convenzione regolatrice di detto intervento di costruzione ed edificazione immobili in area P.E.E.P. tra il Comune di Scandicci ed un raggruppamento di
operatori tutti facenti parte del Consorzio “Nuova Badia”.

Tale convenzione prevede espressamente all’art. 9:“Il Consorzio e le singole società che lo compongono si impegnano ad alienare gli alloggi realizzati…..al prezzo massimo di seguito specificato, derivante dall’applicazione del prezzo unitario massimo prestabilito per mq di superficie complessiva (D.M. 05.08.1994, art. 6). Il prezzo unitario massimo prestabilito varia a seconda delle diverse tipologie di edifici, come segue:
Tipologia Edilizia Prezzo max di alienazione - €/mq S.C.

blocco 1.187,85

schiera 1.239,50

linea 1.218,84

corte 1.218,84

Parimenti il prezzo massimo per le alienazioni successive alla prima non dovrà superare il prezzo di prima alienazione come sopra determinato, rivalutato sulla base delle variazioni
dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per famiglie di operai ed impiegati riferito alla Provincia di Firenze.
Nel caso di alienazione a prezzo superiore a quello determinato secondo i criteri di cui sopra, sarà applicata al venditore o suoi aventi causa una penalità a favore del COMUNE da due a
cinque volte la differenza fra il prezzo stabilito dalla presente convenzione e quello effettivamente praticato. Ciò salvo il diritto dell’acquirente di tutelare i propri interessi nella sede che riterrà più opportuna. La mancata corresponsione della penale darà luogo alla riscossione coattiva.
La presente pattuizione dovrà essere espressamente riportata sia nei contratti di prima alienazione che di ogni alienazione successiva.
Tale pattuizione dovrà essere altresì debitamente ed appositamente sottoscritta dalle parti”.(v. doc. 10)
Secondo quanto stabilito nell’art. 9 della Convenzione, il trasferimento della proprietà degli immobili dei sottoscritti, costruiti in area P.E.E.P, doveva avvenire al prezzo di Convenzione, enormemente inferiore rispetto a quello che è stato percepito dalla cooperativa; allo stesso modo, il
prezzo delle successive alienazioni NON deve superare il prezzo della prima (salva la mera rivalutazione ISTAT). La penalità prevista in entrambi i casi è un onerossissimo contributo al
Comune di Scandicci.
In data 19/02/2010, Il Comune di Scandicci ha emesso una “strana” delibera per regolare l’eventuale eliminazione dei vincoli di vendita posti dalla Convenzione ancor prima che i primi rogiti venissero stipulati. Prima si sono poste le basi per un piano di edilizia economica e popolare ed ancor prima della finalizzazione dei rogiti, iniziati nell’estate del 2010, già si pensa
a come liberalizzarli…come mai così tanta fretta aveva il Comune di pensare già alla liberalizzazione degli alloggi?? Forse perché aveva paura che se qualcuno avesse dovuto
rivendere lo avrebbe potuto fare al solo prezzo di convenzione??
Tale delibera n. 26 del Consiglio Comunale di Scandicci stabilisce che: “l’importo da corrispondere per l’eliminazione dei predetti vincoli convenzionali (quelli che obbligano l’assegnatario a vendere al prezzo convenzionalmente stabilito), riferito alla quota parte relativa all’alloggio, possa essere determinato in misura pari alla differenza tra il valore venale dell’area riscontrabile sul mercato al momento della richiesta di eliminazione dei vincoli e quello risultante dall’applicazione dei prezzi di vendita dell’alloggio stabiliti nella convenzione esistente, rivalutati alla medesima data sulla base della variazione accertata dall’ISTAT”. La delibera stabiliva, inoltre, che l’eliminazione dei vincoli convenzionali (del prezzo di vendita) poteva intervenire solo a partire da una data successiva ai cinque anni dal primo rogito.
Quindi, secondo l’ art. 9 della Convenzione 2 marzo 2006 completato dalla delibera 26 del Comune di Scandicci (la cui efficacia giuridica, però, di modifica di una Convenzione per i rogiti a venire è del tutto incerta, come si dirà in seguito), chi ha stipulato un contratto che dispone il trasferimento
di un immobile costruito in base alla Convenzione regolatrice in parola, potrà vendere il suo immobile solo a prezzo di convenzione per i primi cinque anni dal rogito, e potrà, dopo i cinque anni, cederlo a prezzo di mercato, solo dopo aver pagato al Comune di Scandicci la differenza tra il valore venale del bene e il prezzo stabilito in Convenzione, da determinarsi secondo le indicazioni riportate in una scheda allegata alla delibera stessa.
Ebbene, nonostante le statuizioni della Convenzione, le varie Cooperative del Consorzio Nova Badia hanno stipulato prima atti di prenotazione alloggi e poi contratti di assegnazione ai Rogiti ad un prezzo di trasferimento della proprietà di gran lunga superiore a quello consentito in Convenzione, senza in alcun modo rendere edotti i soci futuri acquirenti della particolare condizione giuridica dei beni immobili trattati, dei loro particolari vincoli, dei particolari vincoli anche reddituali di accesso all’acquisto, del particolare ruolo rivestito dalla cooperativa stessa (la quale peraltro in tali casi assume la veste di “incaricato di pubblico servizio”, come meglio illustrato oltre).
In buona sostanza, le Cooperative al fine di ottenere la stipula di contratti degli immobili costruiti ad un prezzo non consentito, ha totalmente omesso di informare i soci acquirenti dei gravosissimi vincoli cui andavano incontro sottoscrivendo tali atti, vincoli che se conosciuti avrebbero indotto i
sottoscritti a non firmare i contratti di compravendita, che hanno procurato un ingente danno agli stessi, proprietari attualmente di un bene che vale circa la metà del prezzo pagato.
Gli esponenti infatti, totalmente ignari dell’esistenza dei sopra illustrati vincoli, hanno preso coscienza del raggiro solo dopo la stipula del contratto di compravendita.
Le varie cooperative avevano il dovere di informare i soci potenziali acquirenti che l’intervento edilizio in programma riguardava la realizzazione di un Programma di edilizia economica popolare, che tale tipo di edificazione comporta numerosi vincoli, anche di accesso all’acquisto,
che gli acquirenti hanno il diritto di conoscere.
Giunti quindi al rogito il prezzo complessivo pattuito nei preliminari è “scisso” in due parti:

prezzo di convenzione (costo base) + costi accessori = prezzo complessivo. Questo comportamento è giustificato dal rischio che la cooperativa sta correndo, cioè dalla sanzione prevista dalla Convenzione per le vendite a prezzi superiori a quelli convenzionali.
In realtà, i cosiddetti “costi accessori, migliorie e varianti al capitolato richieste dalla parte assegnataria” sono una “duplicazione” dei costi che debbono imperativamente essere
ricompresi nel prezzo convenzionale Infatti, se si confronta ciò che costituirebbe, secondo il contratto, “costi accessori” con quanto previsto dalla Convenzione, si rileva immediatamente l’identità letterale delle voci che sono state indicate in contratto come costi accessori con quegli elementi che debbono imperativamente essere considerati nella determinazione del prezzo convenzionale di alienazione dell’immobile.

In estrema sintesi: nell’ambito dell’atto di assegnazione si è voluto specificare ed indicare con la voce “costi accessori” ciò che la Convenzione, (in quanto obbediente al dato legislativo consistente nella Legge Bucalossi) indicava imperativamente dover essere ricompreso nel prezzo di convenzione: si è cercato di gettare fumo negli occhi.
In definitiva, si è “cercato di mascherare” come costo ciò che è “prezzo” complessivo.

Al fine di realizzare tale operazione, le varie Cooperative al rogito, con l’avvallo del notaio rogante, hanno fatto firmare una serie infinita di clausole vessatorie che una volta firmate ed
accettate, avrebbero liberato la cooperativa e incastrato i soci. Le cooperative infatti da un lato omesso di allegare la copia della Convenzione agli atti di assegnazione, dall’altro adottato una modalità contratta ed illegittima di richiamo nel contratto della stessa Convenzione.

Infatti, il citato articolo 9 della Convenzione imponeva che la specifica pattuizione (si ripete, sugli onerosi vincoli alle vendite) in esso contenuta dovesse essere espressamente riportata nei contratti di prima alienazione e appositamente sottoscritta dalle parti; ciò non è avvenuto, e negli atti di assegnazione è richiamato solo il numero dell’articolo e la rubrica, da cui ovviamente, al momento della lettura, non è possibile evincere il contenuto e quindi le necessarie informazioni sull’incisività dei vincoli che si andavano a sottoscrivere ed accettare.
Gli esponenti hanno, quindi, sottoscritto un contratto contenente clausole identificate dal contratto
stesso come vessatorie e relative alla Convenzione regolatrice dello status giuridico delle loro abitazioni, senza che in alcun modo qualcuno abbia fatto “capire” loro le forti limitazioni che le clausole che stavano sottoscrivendo imponevano (fra tutte quella prevista dall’art. 9 della convenzione che limita il prezzo di cessione degli immobili non solo per i primi cedenti, ma anche per i loro aventi causa).

Peraltro, tra i vari vincoli previsti dall’art. 9 della Convenzione, non va tralasciato quello che concerne i requisiti soggettivi degli acquirenti e che merita qui sottolineare.
Recita detto articolo come ultimo periodo della lett. a): “Sono nulli gli atti di alienazione di alloggi a soggetti che non abbiano i requisiti previsti dalle vigenti disposizioni per l’assegnazione di alloggi di Edilizia

Residenziale Pubblica”. (v. doc. 10) Ebbene, NESSUNA cooperativa ha mai informato i soci sulla necessità del possesso di determinati requisiti soggettivi, in particolare di reddito, per accedere all’acquisto degli immobili costruiti, ed ovviamente mai i sottoscritti sono stati resi edotti di tale grave vincolo, che sanziona gli atti da esso difformi con la più grave delle invalidità, la nullità.

In definitiva, la Convenzione regolatrice sottoscritta dal Consorzio Nova Badia prevedeva e prevede una serie importanti di vincoli posti nell’ottica conforme alla sua natura, quella cioè di regolare e realizzare un intervento di edilizia popolare, allo scopo pubblicistico di garantire il bene
primario della casa anche a persone con limitate possibilità economiche. L’uso che ne è stato fatto della Convenzione è invece quello qui illustrato, che niente ha a che vedere con gli scopi pubblicistici posti, e con gli scopi mutualistici propri della cooperativa, che è al contrario improntato alle dinamiche di mercato economico puro.

Solo recentemente e casualmente, siamo venuti a conoscenza che l'Amministrazione Comunale, GIA’ nel mese di maggio 2010, era stata investita della problematica grazie alla
segnalazione di un assegnatario "solitario" di una delle Cooperative facente parti del Consorzio Nova Badia, che qualcuno forse sperava che rimanesse tale. Giova precisare che in data del 8 giugno 2010, l'Amministrazione Comunale rispondeva ufficialmente alla missiva del suddetto socio con una blanda ed inefficace diffida alla sola Cooperativa in questione e non estendendo la diffida, avvenuta poi tardivamente, a tutto il consorzio, vedi Protocollo 25172, QUANDO ANCORA NESSUN ROGITO DEL COMPARTO PEEP ERA STATO EFFETTUATO!!! Dal giugno 2010 (data di risposta del Comune) abbiamo dovuto aspettare fino al 13.09.2011 nella delibera di Giunta che ha dato il via ufficiale alle prime ufficiali verifiche, visto che al socio assegnatario "solitario" si sono aggiunti centinaia di altre persone che nell'estate 2011 erano venute a conoscenza della questione dai quei cittadini che avevano la necessità di rivendere il proprio alloggio per sopraggiunte necessità familiari.
Il Comune di Scandicci con l’esplosione mediatica della vicenda ha quindi dovuto emettere delle sanzioni a carico delle Cooperative facenti parte del Consorzio pari al doppio della differenza tra il prezzo imposto ed il prezzo rogitato come previsto in convenzione. Tali sanzioni che sono state erogate “stranamente” ad oggi solo per 17 rogiti del comparto su 250 sono state impugnate dalle Cooperative al Tribunale Amministrativo dove stà andando avanti un contenzioso “di facciata” tra coloro che sono, unitamente ai Notai, i responsabili solidali di quanto si è verificato.
La stessa sanzione colpirebbe i sottoscritti proprietari se oggi ponessero in vendita il proprio immobile ad un prezzo diverso da quello previsto in convenzione.

La difesa delle cooperative è stata quella di voler dimostrare che i così detti “costi accessori”, che rappresentano la parte del prezzo ulteriore rispetto a quello base convenzionale, sono giustificati.

Ma ciò è del tutto irrilevante, in quanto la condotta che ha provocato l’ingente danno non ha a che vedere con la valutazione tecnica del valore degli immobili bensì riguarda il silenzio e il raggiro dell’aver taciuto volontariamente l’esistenza di tutti quei vincoli sopra illustrati sui beni immobili
acquistati che comportano un grave danno economico. Ed è bene evidenziare ancora i gravosi vincoli in questione: impossibilità di effettuare un trasferimento dell’immobile ad un prezzo diverso da quello stabilito in Convenzione (art. 9) per tutta la durata della stessa....(30 anni, nulla essendo previsto in Convenzione), sotto pena di essere sanzionati dal Comune con una multa pari ad una cifra dal doppio al quintuplo della forbice di differenza tra il prezzo del rogito ed il prezzo
di convenzione (sempre ex art 9 Convenzione); impossibilità di vendere gli alloggi a qualsiasi acquirente, in quanto gli immobili possono essere alienati unicamente ai soggetti che abbiano i requisiti previsti dalle vigenti disposizioni legislative per l’assegnazione di alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica; con la delibera 26/2010 del Comune di Scandicci è stata data la possibilità di trasferire a prezzo di mercato, dopo almeno cinque anni dal rogito, versando al Comune un cospicuo corrispettivo come svincolo sul prezzo di convenzione; tuttavia, l’efficacia giuridica di questa delibera sui limiti di convenzione è tutta da verificare; essa infatti è atto unilaterale del
Comune che va ad incidere su una precedente convenzione bilaterale pattizia peraltro ammessa dalla legge come unica fonte di vincoli alla libera commercializzazione dei beni costruiti in regime di edilizia convenzionata; come possa, dunque, una sola parte modificare la convenzione è questione che suscita le innumerevoli perplessità, soprattutto del mondo notarile i cui vari studi sul problema giungono ad una conclusione negativa; detta delibera, in ogni caso, determina
comunque l’esistenza di un notevole esborso da devolversi nei confronti del Comune da parte del proprietario dell’alloggio.

E per quale motivo gli esponenti avrebbero sottoscritto un atto di assegnazione ad una cifra molto più alta rispetto a quella che legislativamente avrebbero dovuto corrispondere, per di più con la certezza di non poter rivendere se non al prezzo di convenzione? La risposta è semplicissima :

PERCHE’ NON LO SAPEVANO.

In definitiva, in estrema sintesi, alla luce di tutto quanto esposto, per riassumere la condotta tenuta dalle Cooperative nei confronti dei sottoscritti esponenti, si rileva che:

1. hanno venduto agli esponenti degli immobili ad un prezzo “illegittimo”, in quanto contrastante con la Convenzione per la realizzazione di interventi di edilizia economica popolare; tali immobili NON possono essere rivenduti al prezzo rogitato, cioè a quello a cui sono stati acquistati, bensì ad una cifra di gran lunga inferiore, stabilita dalla Convenzione sopra citata, a pena di elevate sanzioni; quindi, attraverso una condotta omissiva e fuorviante, evitando dolosamente di fornire informazioni rilevanti per la formazione del consenso, condotta che ha indotto gli esponenti in errore sul reale oggetto del contratto, ha stipulato con i sottoscritti contratti di vendita di immobili che hanno procurato alle Cooperative l’ottenimento di un prezzo illegittimo, mentre ai sottoscritti un danno di rilevante gravità, in quanto proprietari attualmente di un bene immobile che vale circa la metà del prezzo pagato.

2. Le Cooperative hanno posto in essere tale condotta nella sua qualità di incaricato di pubblico servizio, in quanto l’attività di costruzione di case di tipo economico e popolare e dei relativi servizi urbani costituisce servizio di tipico interesse della collettività, diretto a assicurare beni di primario rilievo; non solo, quale soggetto incaricato di pubblico servizio, hanno anche abusato del ruolo rivestito, facendo un uso distorto della Convenzione; in pratica nello svolgimento del suo servizio pubblico, in aperta violazione delle norme della Convenzione, che sono di diretta derivazione della legge L. n. 10/77 Bucalossi, ha provocato gravi danni ai proprietari e contestualmente ha conseguito per sé un vantaggio patrimoniale illegittimo, incamerando un prezzo superiore a quello consentito.
E tutto ciò in assoluto dispregio dello scopo mutualistico che sta alla base della società cooperativa, in assoluto dispregio del rapporto fiduciario che lega i soci alla cooperativa, in
assoluto dispregio della funzione sociale e dell’incarico pubblico assunto, finalizzato a dare la possibilità a soggetti che hanno esigue possibilità economiche di acquistare il bene primario e
fondamentale della casa, attraverso i programmi edilizi e le iniziative dell’ente pubblico; in totale dispregio del principio della buona fede contrattuale (vero e proprio obbligo giuridico
ex art. 1337 c.c.), abusando della posizione dominante rivestita nei confronti dei singoli soci soggetti deboli, i quali ambivano all’acquisto dell’immobile della propria vita, dell’immobile
nel quale vengono convogliati (quasi sempre) tutti i risparmi di una vita.
La convenzione prevedeva fra l'altro la costruzione di una Piscina, per la quale doveva essere presentato un progetto definitivo entro il 2007 come risulta dalla stessa... (un anno dopo la firma della Convenzione) pena la riscossione della fideiussione posta a garanzia. Questa fideiussione non è mai stata escussa e le motivazioni dell’amministrazione comunale nel corso degli anni sono state sempre abbastanza bizzarre e sconcertanti determinando di fatto un mancato introito e
conseguente danno erariale. Così come ad oggi risultano sanzionati per il mancato rispetto del prezzo di convenzione soltanto 17 dei 250 rogiti dell’intero comparto, ed anche in questo caso le giustificazione dell’Amministrazione Comunale sulla limitazione del contenzioso è abbastanza imbarazzante e poco comprensibile.
Ricordiamo ancora una volta che l’Amministrazione comunale è venuta a conoscenza di quanto stava accadendo nel maggio 2010 da una segnalazione protocollata agli atti PRIMA ancora che nessun rogito fosse stato stipulato. Eppure non si è mai attivato e prestato nell’attività di trasparente informazione mirata ad informare i cittadini di porre attenzione e monitorare
eventuali difformità tra il prezzo convenzionalmente pattuito e quello rogitato, non ha mai chiesto il commissariamento delle Cooperative e/o dichiarati decaduti i diritti della proprietà dell’area Peep, in scadenza il prossimo 31/12/2013.
Gli esponenti pertanto hanno ritenuto opportuno mettere a conoscenza la Procura della Repubblica di Firenze ma soprattutto la stampa, quella “pulita” che abbia voglia di parlare dell’argomento visto che in oltre due anni nessuno, nonostante le nostre richieste e sollecitazioni, abbia voluto
approfondire la questione. Se ne deduce che in Italia, ad oggi, ancora TUTTO è sotto controllo del sistema di potere e di collusione! Confidiamo in Voi!!
!

http://www.comune.scandicci.fi.it/rassegne/bancadati/20110824/SII3133.PDF