sabato 23 novembre 2013

INTERPORTO, IMMOBILIARE SPA






Neanche a farlo apposta! Era appena uscito il nostro post (http://liberamenteprato.blogspot.it/2013/11/interporto-macchina-mangiasoldi.html) che ieri alle 12,00 in una saletta di Palazzo Comunale la Commissione Controllo e Garanzia ha audito i massimi vertici della società gonfientina: Carlo Longo, il Presidente e Luciano Pannocchia, il Direttore. Oltre al presidente della Commissione Andrea Colzi (PD), erano presenti i membri: Enrico Albini (PDL), Paola Castellani (PDL), Aurelio Donzella (IDV); Federico Lo Russo (S.R.), Simone Mangani (PD), Stefano Scali (PDL).
I due responsabili di Interporto SpA hanno praticamente e letteralmente confermato quanto già da noi sostenuto nel post segnalato. Ma, prima di tutto, hanno messo le mani avanti: sia il presidente Longo (in carica dal luglio scorso proveniente dalla presidenza della GIDA..) che il direttore Luciano Pannocchia (in carica esattamente da due anni..) si sono esercitati nella critica delle precedenti gestioni. Che hanno portato Interporto Spa ad una situazione che necessita la ribadita ricapitalizzazione per 5.000.000 (dunque quasi la metà del capitale sociale ammontante a 12.000.000 di euro..) e la svendita dell'area archeologica della città etrusca sul Bisenzio (Longo ne ha confermato l'acquisto da parte di Regione Toscana per 1.500.000 di euro..). Oltre a queste notizie Carlo Longo nel suo intervento iniziale non è stato affatto reticente sull'impasse in cui si trova Interporto Spa. Ma, sicuramente, la notizia più importante che ha fornito è che Interporto non potrà mai, neppure in futuro, raggiungere l'obbiettivo che è (era) il core business del progetto: ovvero l'intermodalità con lo scambio tra trasporto su gomma e trasporto su ferrovia. Ed il motivo è clamorosamente eclatante. Non si tratta delle evidenti difficoltà d'espansione del trasporto su ferro in Toscana ed in Italia. Nella nostra regione i trasporti ferroviari rappresentano il 2% del totale rispetto ad un 4% nazionale. No! Il fatto che impedirà ad Interporto di diventare intermodale è che l'impianto non ha a disposizione lo spazio sufficiente per allestire una piattaforma ferroviaria consona alla bisogna!! Lo striminzito binario arriva in effetti in una specie di cul de sac tra la strada che percorre la struttura ed i suoi confini. Non ci sarà modo di rimediare. E senza piazzali e magazzini adeguati nessun operatore gomma-ferrovia verrà ad impiantare la sua attività ad Interporto! Una notizia davvero sorprendente e colossale! E davvero la responsabilità che Longo ha attribuito alle precedenti gestioni è enorme. Si è realizzata una struttura che si rivela del tutto inutile per il raggiungimento del proprio obbiettivo storicamente dichiarato ed in ragione del quale si sono chiesti ed ottenuti i finanziamenti pubblici (Europei e Nazionali). La notizia rasenta davvero la truffa!! Questa clamorosa constatazione da parte di Longo (e di Pannocchia..) non fa altro che confermare che la vocazione di Interporto Spa non potrà  essere che quella immobiliare. E cioè procedere alla costruzione, locazione e/o vendita di capannoni all'interno dell'area. Questa attività, ovviamente, è stata alla base del fallimento dell'intermodalità. Al posto di attrezzare la struttura con una piattaforma ferroviaria si è scelto, negli anni scorsi, di costruire e costruire capannoni su capannoni. Al punto da raggiungere la saturazione dell'intera area. Sono due anni che Interporto non ha più alcuna possibilità edificatoria. La scoperta archeologica della città etrusca ha impedito alla società di espandersi in quell'area destinata adesso alla Regione ad un prezzo di favore. E, nel contempo, la stessa area è risultata un "costo" per la società al 75% di proprietà pubblica. Secondo Longo, adesso, l'unica prospettiva di "sviluppo" che rimane ad Interporto è quella di far valere gli accordi con il Comune di Campi Bisenzio per espandersi su quel territorio con nuovi capannoni industriali e commerciali. Confermando perciò che è e sarà ancora l'attività immobiliare il vero core business di Interporto. Pure il direttore, da due anni, Luciano Pannocchia ha inteso ribadire le responsabilità gestionali delle precedenti gestioni di Interporto SpA. Ed è stato il suo impegno a far diminuire, ad esempio, i costi annuali dell'azienda di circa un terzo (dai precedenti 1.800.000 all'attuale 1.200.000..). Ma il suo impegno maggiore è stato posto nel tentativo di risanare la situazione economico-finanziaria della società. Per far fronte alle scadenze debitorie con le banche Interporto Spa, sotto la sua direzione, ha dovuto addirittura far ricorso all'assunzione di mutui per ripagare altri...mutui in scadenza. Ogni lettore potrà comprendere che quando un'azienda è costretta ad indebitarsi per ripagare debiti precedenti i segnali non sono in nessun modo positivi. Anzi! Un soggetto privato avrebbe già portato i libri contabili in Tribunale. La nostra azienda pubblica, invece, bussa alla ricapitalizzazione per 5.000.000 di euro ed alla vendita di pezzi di patrimonio (oltre all'area "etrusca" è prevista l'alienazione dell'Edificio detto del Mulino di Gonfienti..). Sul piano operativo anche Pannocchia ha confermato il "fermo" d'attività immobiliare di Interporto da due anni a questa parte. Adesso ci si limita a riscuotere gli affitti dei capannoni in attesa di riprendere, sul territorio campigiano, l'attività edificatrice!! Pannocchia ha anche raccontato le sapide notizie circa l'attività intermodale svolta nei due anni della sua direzione da Interporto. Che ha visto partire o arrivare dalla piattaforma ferroviaria di Gonfienti vagoni carichi di cemento della Buzzi; contenitori per la raccolta dei pomodori pugliesi; tubi da fognatura!! Che, come ognuno potrà realizzare, non sono proprio materiali e merci che contraddistinguano l'economia della Toscana Centrale o dell'area di influenza dell'Interporto pratese!!
Quello che anche ieri non s'è riusciti a comprendere è come abbia fatto una società che ha praticamente finora svolto soltanto attività immobiliare (anche con ottimi risultati giacchè tutto il costruito è stato venduto od affittato a buon prezzo..) a finire in una crisi finanziaria di proporzioni colossali. Tanto da necessitare di una nuova e pesantissima ricapitalizzazione. Ce lo diranno, forse, nelle prossime puntate i responsabili politici della fallimentare operazione Interporto di Prato. Che, insieme a Gida, vede convinti sostenitori sia la destra che la sinistra politica cittadine. Che davvero non sono uguali. Sono, in moltissimi casi e specialmente nel business, soci!!                

VIA CIULLI-BIS

Allagamento del sottopasso dell'ottobre 2013

http://liberamenteprato.blogspot.it/2013/09/ultimora-via-ciulli.html

http://liberamenteprato.blogspot.it/2013/02/sottopasso-ciulli.html

http://liberamenteprato.blogspot.it/2013/10/nuovo-ospedale-e-acqua.html
Cartina dell'ipotetico percorso originario del Vella nell'area di Via Ciulli e del NOP


Sbocco all'aperto del Vella in Via Scarlatti a 50 metri da Via Ciulli

La chiusura del sottopasso di Via Ciulli, disposta nuovamente ieri dal PM Lorenzo Gestri, ci trova completamente d'accordo. Si tratta dell'unica misura che, al momento, garantisce che non potranno succedere nuovamente tragedie come quella dell'ottobre 2010.
Come abbiamo più volte affermato, anche in polemica con gli amici Giovanni Mosca e Monia Faltoni, che da tempo ed anche con mobilitazioni e manifestazioni di cittadini, ne richiedevano l'immediata riapertura, il tunnel sottoferroviario di Via Ciulli è nato malissimo e rischierebbe, nonostante i lavori disposti dal Comune, di diventare nuovamente una trappola mortale. Come argomentavamo, anche con reportages fotografici, nei tre post che abbiamo ricordato all'inizio, il passaggio sotterraneo di Via Ciulli è un manufatto pericoloso. Chi lo ha realizzato ha scavato un profondo pozzo sotto la linea ferroviaria Prato-Pistoia. Facendone, di fatto, una vera e propria cassa d'espansione delle esondazioni del vicinissimo torrente (ex) Vella. A circa 50 metri dal sottopasso, infatti, s'apre l'unico squarcio dell'altrimenti tutto "tombato" Vella. L'acqua che fuoriesce da  quell'unica apertura, lasciata probabilmente di proposito dai costruttori di quella che è da considerarsi una vera e propria fognatura, con lo scopo di far avere alle eventuali piene del Vella uno sfogo naturale, trova nel "pozzo" di Via Ciulli la sua direzione più facile. Come si dimostra ogni volta che un temporale di una certa intensità non consente il tempestivo svuotamento del sottopasso ad opera delle pompe idrauliche lì installate.
Certamente bizzarra è la diatriba tra Comune di Prato e Provincia di Prato sulla natura del Vella. Il Comune lo considera una vera e propria fognatura. Viceversa la Provincia pare considerarlo ancora un corso d'acqua naturale, ovvero un torrente vero e proprio. Tuttavia in questo caso specifico pare avere la ragione dalla sua parte il dirigente dei Lavori Pubblici del Comune, ing. Lorenzo Frasconi. Il Vella è proprio una fognatura. Almeno in molti suoi tratti ed in quello considerato in particolare. Il Vella è ancora naturale solo nell'attraversamento di Vainella e nel tratto che costeggia la Via Cantagallo lì appresso. Poi, dall'attraversamento della medesima via, all'altezza grosso modo della Via Pacini, è stato ridotto a fogna negli anni '80. Le sue rive, infatti, furono oggetto di un'edilizia residenziale intensiva. Ed il suo corso utilizzato, purtroppo, per gli scarichi di quelle nuove abitazioni. Per ragioni igieniche (le esalazioni purulente ammorbavano le abitazioni costruite sulle sue sponde..) fu "tombato". Dalla Via Cantagallo fino a Narnali, passando per la Chiesanuova. Come abbiamo detto solo prima dell'attraversamento della Via Scarlatti il Vella rivede 4 o 5 metri di luce. Poi si rinfogna, attraversa l'area del nuovo ospedale ed infine confluisce nel Bardena.   

Villa Fiorita: Vella "tombato" in Via di Galceti
Idem
Villa Fiorita: il Vella "tombato" scorre tra fitte costruzioni
Vainella: corso naturale del Vella
idem
Vainella: il Vella scorre sotto il ponticello di Via di Vainella

GIANNI CUPERLO A RR

Gianni Cuperlo ospite di Radio Radicale


RITA BERNARDINI

CONVERSAZIONE SETTIMANALE CON LA NUOVA SEGRETARIA DI R.I.

ALEX LANGER

"In fondo alla speranza. Ipotesi su Alex Langer". Intervista a Jacopo Frey e Nicola Gobbi.


Jacopo Frey (sceneggiatore) e Nicola Gobbi (disegnatore) sono gli autori di un racconto a fumetti che ha come protagonista Alex Langer: non una biografia classica, ma piuttosto il racconto di un viaggio in un paese in guerra (quella della ex Jugoslavia, anche se non esplicitamente indicata) che da missione di pace diventa la personale ricerca dei fili da riannodare per tentare di ritrovare una convivenza possibile. La scrittura di Frey e i disegni in bianco e nero di Gobbi danno così corpo alle riflessioni di Langer, ma anche alle stanchezze e alla disperazione che lo porteranno a togliersi la vita il 3 luglio 1995. E piuttosto che spiegare, preferiscono, molto più utilmente, suscitare domande e curiosità, tracciando appunto una "ipotesi" su una personalità di grande spessore umano e politico come quella di Alex Langer e sulla sua storia personale da troppi e troppo presto accantonata.

VALERIO SPIGARELLI

Osservatorio Giustizia, con il presidente dell'Ucpi, Valerio Spigarelli


COPERTO


venerdì 22 novembre 2013

CENNI, PECCI E LA ZAPPA SUI PIEDI




In merito al bando per il nuovo direttore del Centro per l'Arte Contemporanea "Luigi Pecci", il sindaco-presidente Roberto Cenni afferma quanto segue:


"Il Centro Pecci, contrariamente a quanto apparso su alcuni organi di stampa, non deve ritrovare un ruolo perché lo esercita da molti anni. Un Centro che si è dimostrato entusiasta di fronte alla sfida lanciata dalla Regione Toscana di trasformare il Museo in un vero e proprio centro per l'arte contemporanea. Da parte nostra, per ovviare ad un sistema che privilegiasse l'assunzione di amici degli amici abbiamo deciso di presentarci con un bando per il nuovo direttore aperto alla ricerca di specifiche e alte professionalità. Un direttore che avrà la possibilità di incidere sulle scelte future del Centro, che troverà terreno fertile e apertura verso idee innovative e certamente non mancheranno i mezzi per la realizzazione degli obiettivi che il Centro si porrà. Inoltre, di fronte a funzioni ampliate, sarà più facile per il Centro Pecci individuare e reperire risorse per il conseguimento di tali obiettivi. Ciò che più conta per questa Amministrazione è la garanzia di accesso a questo come ad ogni altro bando pubblico per chi intenda cimentarsi in questa attività. No agli amici degli amici o qualsiasi genere di clientela. Ad oggi sono state numerose le manifestazioni di interesse per questo bando ed è presto per dire se queste si trasformeranno o meno nella presentazione di curricula. Di certo rimarremmo sorpresi se di fronte ad una tale apertura da parte di un ente di questa portata si avesse nostalgia di vecchi metodi di selezione". (comunediprato.it)


Il tono del comunicato del Sindaco, presidente ad interim del Museo, è più riferibile ad una chiacchiera da bar ovvero ad un post d'un blogger da strapazzo che ad una figura istituzionale. Che, in maniera disinvolta, lancia accuse gravi verso chi l'ha preceduto: utilizzazione di metodi clientelari per la nomina dei vari direttori del Museo! Un'accusa certo generica ma in grado di far tremare dalle fondamenta la storia del Pecci. Alla cui direzione, in questi suoi primi 25 anni d'attività, si sono succeduti: Amnon Barzel, Ida Panicelli, Antonella Soldaini, Bruno Corà, Daniel Soutif, Samuel Fuyumi Namioka, Marco Bazzini e Stefano Pezzato. Chissà a quali fra di loro si sarà riferito il sindaco. Oppure bisogna intendere che tutti i passati direttori furono scelti perchè "amici degli amici"??
Intanto, tuttavia, prendiamo atto del fatto che, in passato, secondo il sindaco-presidente, venivano premiate le "clientele" ovvero gli "amici degli amici". Cenni non dice però quali erano i "clientes" nè chi faceva "mercato" delle nomine del Pecci. Osserviamo (con una punta di malizia?..certo con malizia..) che a questa abitudine non avrebbe potuto essere estraneo, ad esempio, il precedente presidente del Museo Pecci. Ovvero il compianto Valdemaro Beccaglia. Beccaglia, già dal 1988, ricoprì ruoli significativi all'interno del Museo. Dal 2005 al 2012 ne è fu il Presidente. Nominato e confermato dalle Giunte di sinistra ottenne, guarda caso, l'immediata riconferma proprio dal primo sindaco di centrodestra. Dobbiamo allora arguire che Cenni ha scoperto successivamente la pratica di chiamare alla direzione del Pecci dei "clienti"? O che le nomine di "amici degli amici" venivano praticate all'insaputa del presidente e pure dei soci del Museo, compreso lo stesso Roberto Cenni, socio fondatore del Pecci attraverso Gommatex Spa? E chi sarebbe, allora, il "manovratore" occulto delle pratiche clientelari? Noi un'ideuzza l'avremmo. Spetterà però al sindaco-presidente esternare la sua completa e veritiera versione! Altrimenti si sarebbe davvero dato la classica zappa sui piedi! 
Per parte nostra non possiamo che concordare con l'attuale decisione del sindaco-presidente di utilizzare un pubblico avviso per ricercare un nuovo direttore, fuori, s'intende, dall'orbita degli "amici degli amici"!
Tuttavia ci permettiamo di dubitare della bontà di quel bando. Che, non importa cosa sostenga Cenni, sta effettivamente per scadere. E' il 2 dicembre (se la data non è stata variata....) la scadenza fissata per la presentazione delle domande. Che ancora stanno a ZERO. Cenni assicura, tuttavia, che c'è stata manifestazione d'interesse da parte di molti soggetti. E confida che entro il 2.12.2013 questo interesse si trasformerà nell'apposita burocratica domanda di partecipazione.
Noi dubitiamo fortemente che sia così! Per tre ragioni che proviamo a riassumere.

1) Il bando (http://www.centropecci.it/htm/bando/down/bando_direttore.pdf) prevede che le domande degli aspiranti direttori siano valutate da una commissione composta da due dirigenti di Comune e Provincia e da un membro del CdA del Pecci. I nomi dei tre componenti la commissione sono ignoti a noi ed ai concorrenti eventuali. Ma, ci giureremmo, diversi potenziali aspiranti alla poltrona di direttore avranno qualche difficoltà a farsi "giudicare" da due anonimi burocrati pubblici. Un'eventuale "bocciatura" dei loro curricula non sarebbe un gran viatico per future carriere. Davvero vorranno affidarsi a due dirigenti amministrativi ignoti?;

2) Il bando prevede che il direttore prescelto avrà davanti a sè tre anni di lavoro sicuro. Poi potrà essere riconfermato per un periodo uguale. Tuttavia niente si dice nel bando di quale sarà il budget a disposizione, magari per i primi tre anni, della direzione del Museo. Anche un bimbo capirebbe che senza conoscere questo dato è praticamente impossibile pensare a qualsiasi programmazione del Museo. E nemmeno quale miglior utilizzo dei rinnovati ed ingranditi spazi sia lecito immaginare. Davvero l'eventuale candidato potrà fidarsi delle promesse di un presidente-sindaco in scadenza di mandato?;

3) Il compenso per questa figura di direttore che dovrebbe riassumere su di sè molte competenze e responsabilità (non ultima quella di essere in grado di  trovare in giro per il mondo nuovi finanziatori e/o sostenitori..) è particolarmente "esile". Esile in rapporto ad analoghe figure professionali, ovviamente. Nel bando si parla, infatti, di un compenso che non potrà superare gli 80.000 euro lordi/anno. Eventualmente rimpinguati da una percentuale fino ad un massimo del 20% dello stipendio-base in relazione ai risultati ottenuti nell'anno! A questo proposito vogliamo far sommessamente notare che nel 2012 i 20 (venti) dirigenti apicali del Comune di Prato hanno avuto stipendi lordi variabili tra i 220.000 euro del segretario generale ed i 71.000 euro dell'ultimo dirigente. In ben 16 casi su 20 i dirigenti comunali hanno superato, alcuni di gran lunga avendo percepito somme superiori ai 100.000 euro/anno, gli 80.000 euro lordi/anno stabiliti come compenso dal Museo Pecci nel bando per il nuovo direttore. Non ci sembra ci sia confronto alcuno possibile. 
C'è anche da tener presente che l'incarico di Direttore del Pecci non solo è a tempo determinato (tre anni) ma è anche parificato ad un incarico professionale. Dunque, diversamente dai dirigenti comunali assunti tutti a tempo indeterminato, il nuovo Direttore del Pecci con quegli emolumenti si dovrà anche far carico di pagarsi pensione e iscrizione al Servizio Sanitario.
Una direzione di Museo retribuita alla stregua degli ultimi dirigenti del Comune ci pare appetibile solo a qualche disoccupato, italiano o straniero, parecchio "sfigato"!!
Noi riteniamo che queste tre "critiche" al bando del Museo Pecci siano più che fondate. E che siano alla base della mancanza di domande fino ad oggi pervenute al Museo. 
Nel frattempo, purtroppo, il sindaco-presidente, che non ha per niente riempito di contenuti programmatici il "contenitore" in divenire dell'architetto Maurice Nio, sta compiendo alcune operazioni gestionali che, viceversa, vanno nella direzione di svuotare il Museo! Intanto di storici dipendenti! Cenni prevede la messa in mobilità, da lunedì prossimo, di ben 9 (nove) dipendenti addetti a vari settori e servizi del Museo. Sono, in genere, lavoratori che risultano assunti dal Pecci fin dalla fondazione (1988). Persone che hanno superato in diversi casi i 50 ed anche i 60 anni. Dunque difficili da ricollocare anche nelle aziende che, come sembra intenzione del sindaco-presidente, prenderanno l'appalto dei servizi museali. Dunque, almeno per il momento, la figura di Cenni come sindaco-presidente del Pecci verrà ricordata dai posteri come  "Cenni il licenziatore"!!



 



 

INTERPORTO: MACCHINA MANGIASOLDI??


Secondo quanto pubblicato dai quotidiani locali la Società Interporto SpA torna a battere "cassa". Entro il 2014 l'azienda di Gonfienti avrà bisogno di essere ricapitalizzata per far fronte a scadenze indifferibili (rimborso di mutui contratti).
Interporto SpA necessita di 5.000.000 milioni d'euro. In parte tale somma verrà raggiunta anche attraverso la vendita dell'area sulla quale sorge la città etrusca sul Bisenzio. Questi terreni sono valutati da Interporto in euro 1.500.000. Pare che la Regione Toscana voglia acquisire direttamente l'area archeologica. Poi dirà per farne cosa. Dunque il Comune di Prato sarà chiamato a versare nelle casse di Interporto Spa una somma variabile da 1.591.485 ai 2.273.500 euro di nuovo capitale. Somma che andrebbe ad aggiungersi ai 5.490.000 euro già versati nel capitale sociale della SpA.
Dalla lettura del Bilancio 2011, che è, purtroppo, l'ultimo dato contabile disponibile sul sito web del Comune di Prato, possiamo provare a fare alcuni conti in tasca ad Interporto Spa (che, recentemente, ha partorito una seconda azienda: Interporto Servizi srl....tanto per non farsi mancare niente..). Sono affluiti ad Interporto in questi anni i seguenti denari:  

Contributi Ministeriali                        41.500.000,00
Contributi Regione Toscana                 1.140.000,00
Mutui presso Banche                           42.000.000,00
Capitale Sociale*                                  12.075.000,00
                                                               ------------------  
                                                               96.715.000,00 (s.e.& o.)

* Capitale sociale 12.075.000,00
di cui Comune di Prato 5.490.000,00 pari al 45,4710%
di cui CCIAA Prato     1.509,375,00 pari al 12,5000%
di cui CCIAA Firenze  1.509.375,00 pari al 12,5000% 
di cui Regione Toscana    556.778,00 pari al  4.6110%
                                 ----------------           -----------
Totale pubblico            9.015.528,00           75,0820    

Come vediamo si tratta di una somma enorme. Quasi 100 milioni di euro affluiti nelle casse della società per oltre il 75% di proprietà pubblica. Quasi 200 miliardi del vecchio conio. Ebbene tutto questo grandioso investimento, e tutto lo sperpero di territorio pregiato rappresentato dalla campagna gonfientina, per non dire della questione della città etrusca, ha partorito, come risultato 5 dipendenti ed un dirigente occupati in Interporto SpA. E come investimento nelle infrastrutture intermodali solo una strada d'accesso, con qualche piazzale, ed il terminal ferroviario "servito" (si fa per dire..) da un unico binario arrugginito dal quale non è mai partito, pare, neppure un kilogrammo di merci. Il presunto interessamento ad Interporto Spa delle Ferrovie dello Stato, millantato per anni, anche con la compiacenza della ridicola ed irresponsabile stampa locale, che avrebbe dovuto sostanziare sia l'intermodalità posta a base dei finanziamenti europei, ministeriali e regionali oltre che servire a rimpinguare il capitale sociale di Interporto Spa non s'è mai, ovviamente, concretizzato. Le FF.SS. si son sempre tenute assai lontane da una struttura nella quale non hanno mai creduto. Cosicchè tutta la lunga storia dell'azienda attualmente presieduta da Carlo Longo, si è trasformata in una meschina operazione immobiliare. Costruzione di capannoni, loro vendita e/o locazione, questo il vero core business di Interporto SpA. I cittadini pratesi, loro malgrado, non soltanto si son visti depredare parte del loro territorio pregiato, ma hanno anche pagato a caro prezzo l'intera vicenda. E che, adesso, pur in momenti di crisi nerissima per la città, saranno richiamati a ricapitalizzare la fallimentare, anche solo per l'aspetto immobiliare, Interporto SpA. Ecco un altro fallimento della Giunta a guida Cenni.  

                            



CONSIGLIO DEI MINISTRI

Incontro con la stampa al termine del Consiglio dei Ministri


Proclamazione di una giornata di lutto nazionale per l'alluvione in Sardegna. Rinvio dell'esame del decreto per l'abolizione della seconda rata dell'IMU sulla prima casa. Presentazione di due emendamenti alla Legge di Stabilità riguardo al ripristinno completo delle somme legate al capitolo della non autosufficienza in cui rientra anche quello dei malati di Sla e il ripristino del complesso delle somme presenti precedentemente per il settore dell'autotrasporto. Approvazione di un pacchetto di privatizzazioni di società pubbliche

PERSONA, FAMIGLIA E CARCERE

Convegno della Associazione matrimonialisti italiani "Persona, famiglia, carcere"


SIT IN DAVANTI ALLE CARCERI

Manifestazioni dei Radicali per l'amnistia e la Giustizia giusta davanti ai carceri di Roma, Genova, Catania, Napoli, Firenze.









CARCERE DI TERAMO (1)

Incontro con la stampa prima della visita ispettiva alla Casa Circondariale di Teramo


CARCERE DI TERAMO

Dichiarazione di Marco Pannella al termine della visita ispettiva alla Casa Circondariale di Teramo


NUBI


giovedì 21 novembre 2013

VOP: TAVOLO A 3 GAMBE(?)


Il contenuto del nostro post di ieri sul tavolo partecipativo sui destini dell'area VOP (vecchio ospedale di Prato)(http://liberamenteprato.blogspot.it/2013/11/tavolo-gambe-allaria.html) ha ricevuto immediata conferma da parte del Comitato "Per un Parco Urbano nell'area dell'Ospedale". Ed una risposta, polemica (?), da parte della presidente di Legambiente Prato Maria Rita Cecchini. Per la verità l'architetto Cecchini equivoca il significato del post. Mai abbiamo sostenuto che Legambiente avrebbe abbandonato il tavolo della partecipazione.
Tuttavia il comunicato dell'architetto Cecchini confligge con la posizione, opposta, assunta dal presidente di "Italia Nostra" di Prato, Fulvio Batacchi. Aprendo, evidentemente, una chiara contrapposizione tra due delle maggiori associazioni dell'ambientalismo pratese. Che va ad aggiungersi all'altro momento di polemica (su FB) tra Marco Monzali del "Comitato per un Parco Urbano nell'area dell'ospedale" e gli organizzatori del tavolo partecipativo Franco Aspite e Paolo Sanesi.

Legambiente non ha deciso di abbandonare il Tavolo, ma ha chiesto di parteciparvi in modo diverso, coinvolgendola quando si ritenesse utile conoscere il percorso che sostiene l’ idea di Parco Urbano nell’area del vecchio ospedale e gli esiti di quel percorso. Non mi farei condizionare dal blog pratese, ma impiegherei le mie energie a raccogliere l’adesione al Tavolo di Partecipazione del maggior numero di cittadini possibile. Monzali non è il portavoce di Legambiente ma il Presidente del Comitato per il Parco Urbano. E’ importante usare bene le parole e le definizioni, il linguaggio è il mezzo che ci fa comunicare bene, e la buona comunicazione è alla base della qualità della vita che anche attraverso i Tavoli di Partecipazione tentiamo di difendere.

Grazie, resto a disposizione,

Maria Rita Cecchini

Presidente di Legambiente Prato


Paolo Andrea Sanesi Grazie Maria Rita per la tua precisazione e per la tua onestà intellettuale. Ormai sono abbastanza vecchio, ho imparato a decodificare i comportamenti e le intenzioni più o meno manifeste. E, come tu dici, le parole ed il linguaggio sono alla base della qualità delle relazioni e dei nostri pensieri. Ed i pensieri - quelli buoni e quelli cattivi- tradotti in comportamenti svelano chiaramente le intenzioni. Coinvolgeremo senz'altro te e chiunque altro avrà scenari nuovi e praticabili da proporre. Nelle tue proposte ho sempre apprezzato la professionalità e la sensibilità, doti non comuni.


"In merito all'arena partecipativa sul futuro dell'area ex ospedale vorrei precisare quanto segue:

non ho partecipato né parteciperò all'arena poiché, memore dei risultati ottenuti nella scorsa arena sul verde del piano strutturale, nella quale tra l'altro esiste già un capitolo dedicato al M&D, non ritengo in questa fase questo percorso utile al conseguimento dello scopo che io e la associazione che presiedo, Italia Nostra, vogliamo ottenere, ovvero la creazione di un grande Parco Urbano dentro le mura storiche di Prato.
Ci attiveremo comunque seguendo altri percorsi comunicativi e di partecipazione che mi auguro concorrano insieme all'arena ad arrivare ad un risultato positivo sull'idea della creazione del Parco Urbano nell'area ex Ospedale.
Comunque sempre disponibili ad un confronto costruttivo vi faccio gli auguri più sentiti di buon lavoro." 
Fulvio Batacchi
Pres. Italia Nostra sez. di Prato






Marco Monzali
Il Comitato per il Parco Urbano, formato da Legambiente, WWF e Italia Nostra, riunitosi ieri nella sede di Legambiente, in Via Tinaia, ha deciso di interrompere la propria collaborazione col tavolo di partecipazione avviato in questi giorni. La decisione naturalmente non coinvolge le singole associazioni e i singoli associati alle stesse.
Franco Aspite Non volendo entrare più di tanto in una inutile diatriba tra "poveri" faccio solo notare l'estrema scorrettezza usata dal portavoce del Comitato Pro parco Monzali all'interno del Percorso Partecipativo : pur conoscendo il contenitore all'interno del quale ci si sta muovendo , il Regolamento Comunale della Partecipazione ( che per inciso garantisce l'accesso a tutti e non solo agli addetti ai lavori come avrebbe voluto Monzali e suppongo Legambiente ), ha atteso la partenza dei tavoli di discussione in programma per la seconda serata del Forum per alzarsi e dire che la delegazione si sarebbe ritirata in quanto le conoscenze fin qui maturate dall'Associazione/Comitato sarebbero state indiscutibili , insindacabili , non trattabili . Forse non aveva capito che si tratta di un percorso in cui non ci si deve spogliare delle proprie convinzioni o fare tabula rasa ( termine improprio usato dal commentatore Vittorio Giugni , che non era presente alla serata) dei progetti e programmi prefigurati dalle associazioni o singoli cittadini partecipanti. Si chiede semplicemente , per chi è disponibile , ad aprire i propri scrigni della conoscenza alla città per una questione che non si può affrontare solo nell'ambito di delegazioni nobili, anche se portatrici di un background ambientalistico di rispetto . Anzi , auspichiamo il contrario e il sospetto è che invece si voglia continuare a percorrere la solita politica dei muscoli e delle divisioni per la conquista del palcoscenico in previsione di una campagna elettorale imminente . Dato che il portavoce di Legambiente ha dichiarato di essersi tesserato PD , e sappiamo che sia il Partito , che il neo segretario provinciale in più occasioni hanno dimostrato di sostenere un'Area e il suo Compound in cui ci sia verde e funzioni pubbliche , mi sembra che il problema sia un po' più spinoso affrontarlo in famiglia che non al Tavolo Partecipativo .
In tutti i modi il Percorso non si interrompe e riteniamo che solo il confronto tra pari cittadini , con l'apporto dei saperi esperti , facciano maturare conoscenze sulla città e capacità di esprimere proposte all'Amministrazione e alla città .
Marco Monzali Aspite, scorrettezza è travisare le posizioni che sono state espresse e il senso della proposta che vi avevamo fatto lunedì, scorrettezza è pretendere che associazioni storiche come Legambiente, WWF e Italia Nostra annullino la loro identità e consegnino, sulla questione ambientale e urbanistica più importante di questi anni, una delega in bianco a un gruppo di trenta persone. Scorrettezza è fingere di non vedere che sul futuro di quell'area non ci sia già un dibattito in corso, scorrettezza è autoproclamarsi interpreti della volontà popolare. Scorretto è il vostro evidente tentativo di deligittimare l'associazionismo in base a non si capisce quale mandato. Perchè noi, Aspite, siamo Legambiente, WWF e Italia Nostra, ma voi, sostanzialmente, chi cazzo siete?
Franco Aspite Non siamo nessuno , ma pretendiamo che in politica ci entrino tutti . E nel merito ri-dico che il grande dibattito in corso al quale abbiamo partecipato anche noi , si poteva riportarlo dentro questo tavolo per incrementarne il valore . La vostra sortita fa sì che invece appaia solo un boicottaggio nei confronti della città .
Franco Aspite Mi è scappata la penna : il boicottaggio è il tuo/vostro purtroppo !
Marco Monzali Perchè rappresentate la città? Noi vi avevamo proposto, vista la difficoltà del tema, un certo tipo di percorso fattivo, voi lo avete rifiutato con la manfrina "siamo tutti qui solo a titolo personale". Bene, se voi pensate di autopromuorvi a interlocutori privilegiati delle istituzioni (che certo vi considerano interlocutori più facili) è bene che si sappia che non avete la nostra delega.
Franco Aspite Non stanno così le cose in quanto abbiamo più volte detto , sia lunedi scorso che al primo incontro , che hanno diritto a partecipare sia i singoli cittadini che "le realtà locali" come definito dal Regolamento. Ed ora devo chiudere questo scambio.
Marco Monzali Ecco, sarà meglio.


RICCARDO MAZZONI?..SOLO..SOLETTO...!!


La scissione.  con fine prematura, del PDL avrà le sue ripercussioni anche a Prato. Per adesso c'è da rilevare che l'ex coordinatore provinciale del partito, senatore Riccardo Mazzoni, è rimasto quasi solitario a presidiare la sede di Via Muzzi. Solo il fidelizzato ad oltranza dr. Roberto Baldi, capogruppo uscente del PDL, Andrea Bonacchi, consigliere provinciale e della Circoscrizione Est, e Clarissa Lombardi, consigliere della medesima Circoscrizione pare abbiano intenzione di aderire alla new Forza Italia berlusconiana.
Tra gli assessori è sicura l'adesione del matteoliano Filippo Bernocchi. Ed è tutto!!
Non si conoscono, almeno al momento, altri outing significativi di ex iscritti al PDL in procinto di approdare alla recente ricostituita formazione politica. Neppure personaggi provenienti da una lunghissima militanza in F.I. hanno fatto sapere ancora le loro decisioni. Neppure la "pasionaria" storica, l'assessore alla Pubblica Istruzione Rita Pieri, in prima fila alla manifestazione pratese di riconversione del PDL in F.I., ha  fatto conoscere le sue intenzioni. E neppure il vicesindaco Goffredo Borchi.  Nemmeno l'ex formattatore Giorgio Silli pare decidersi a compiere il passo. Dell'ormai esiguo gruppo consiliare in Comune di Prato forse il solo  recentemente eletto presidente del consiglio, Andrea Amerini, scioglierà a breve le sue riserve.
Poi, tra indipendenti "storici" e di più recente scelta, nessun altro consigliere dell'ex gruppo di maggioranza ha deciso cosa fare. Nemmeno i due presidenti di Circoscrizione, Alessandro Ciardi e Massimo Taiti hanno annunciato le loro intenzioni.
Tuttavia pare verosimile che l'indipendente avvocato, mai iscritto al PDL, difficilmente potrà optare per l'adesione ad una delle due forze politiche risultate dalla scissione dell'ex partitone dei moderati italiani. 
Cosicchè l'ottimo Riccardo Mazzoni si trova in una non invidiabile situazione. Sciolto il PDL pare svanita anche la sua carica di coordinatore provinciale (si può "coordinare" il niente..?). Gli organismi dirigenti di Forza Italia sono ancora tutti da decidere. Certo che la decisione dell'ex capogruppo regionale dell'ex PDL Alberto Magnolfi, nominato ieri nuovo capogruppo del "Nuovo Centro Destra" in Regione, faciliterà ovviamente la riconferma di Mazzoni ai vertici di Forza Italia pratese. Ma la domanda resta viva. Chi avrà da coordinare Mazzoni?

VITTORIO SGARBI


Vittorio Sgarbi. Ancora un mordi e fuggi ieri a Prato. Il sempre sovraeccitato critico d'arte-polemista-intrattenitore-politico ha approfittato dell'omaggio che il Comune di Prato e la Circoscrizione Centro hanno fatto al suo amico e protetto Andrea Martinelli nella sala "Giugni" di Palazzo Pretorio per rivisitare la Mostra "Officina Pratese" e particolarmente le opere di Paolo Uccello e visitare per la prima volta il Museo del Tessuto.
E, naturalmente, per fare un'incursione oratoria delle sue sulla nuova direzione artistica da dare al Museo Pecci (...vedere ed ascoltare l'esilarante intervista rilasciata a TV Prato:http://www.tvprato.it/archives/70379).
Particolarmente interessante, per chi volesse seguirne il consiglio, l'accenno di Sgarbi agli artisti che lui vorrebbe vedere ospitati, oltre ai pratesi Martinelli, Crocicchi e qualche altro autoctono, in Viale della Repubblica.
Sgarbi ha citato, nell'ordine: Jenny Saville (secondo lui la più grande pittrice vivente..); Antonio Lopez Garcia e Andrew Wyeth, l'unico purtroppo deceduto.
Noi volentieri concordiamo con le indicazioni di Vittorio Sgarbi. Che, al di là delle pose da maudit, è un sicuro intenditore dell'arte in generale ed anche d'arte contemporanea. Per puro piacere d'informazione ai nostri lettori pubblichiamo, di seguito, le foto dei tre artisti citati e tre delle loro opere più famose.











LETTA-HOLLANDE

BONINO-FABIUS

ILVO DIAMANTI

Dialoghi a cura di Ilvo Diamanti, "Partiti e Democrazia"

III° incontro del ciclo di seminari dal titolo: "Servono ancora i partiti?". Relatore Massimo Cacciari (Università Vita-Salute San Raffaele di Milano)


RUSSIA: DIRITTI DELLE PERSONE GAY

MAZZONI-BALDASSARE SUL NUOVO CENTRODESTRA



PIOGGIA


mercoledì 20 novembre 2013

TAVOLO A GAMBE ALL'ARIA?


Dopo la "burrascosa" riunione di lunedì scorso (seconda riunione della serie iniziata l'11 novembre..) il Tavolo della Partecipazione sul tema dell'area dell'ex Ospedale Misericordia e Dolce, che, d'ora in avanti, chiameremo VOP (Vecchio Ospedale di Prato) per evidenti ragioni di parità di trattamento col NOP (Nuovo Ospedale di Prato), è entrato in una grossa crisi. Pare infatti notizia certa che il gruppo che si autodefinisce "Per un Parco Urbano nell'area dell'Ospedale", attivo con un pagina con lo stesso nome su Facebook e che ha al suo interno i rappresentanti delle tre maggiori associazioni ambientaliste cittadine (Legambiente, WWF ed Italia Nostra) abbia deciso di abbandonare la discussione ed il confronto con il resto dei partecipanti.
All'origine della decisione sembrano da collocare i contrasti, evidentemente profondi ed insanabili, tra i componenti di quel gruppo e gli organizzatori ufficiali del tavolo previsto dal Regolamento comunale per la partecipazione. Segnatamente con Paolo Sanesi e Franco Aspite. Che sono i due "frontmen" del Coordinamento Cittadino dei Comitati promotore dell'iniziativa. Questioni di metodo e questioni politiche sarebbero alla base della clamorosa frattura. Praticamente "Per un parco urbano nell'area dell'ospedale" non avrebbe accettato la "tabula rasa" pretesa da Sanesi e Aspite circa le varie proposte che in questi mesi si sono affacciate circa il destino futuro dell'area del dismesso VOP. 
Gli organizzatori vorrebbero che i vari gruppi di discussione che andranno a formare l'ossatura del confronto interno al Tavolo dimenticassero le loro proposte originarie. Confrontandosi, da pari a pari, con i singoli cittadini, neofiti, tecnici, professionisti ecc. che hanno inteso raccogliere il loro invito alle riunioni presso l'Urban Center. Viceversa quelli del gruppo ambientalista non hanno alcuna intenzione di lasciare che le loro proposte sul VOP siano trattate alla stregua di quelle formulate da ogni singolo partecipante.
Obiettano che quelle loro proposte sono già il frutto di un processo partecipativo interno alle loro organizzazioni e che non ha alcun senso, per loro, ripartire un'altra volta da un foglio "bianco"!!
O meglio, apparentemente, "bianco". Giacchè in diverse componenti del "Tavolo" c'è la netta sensazione che da parte degli organizzatori ci sia la volontà, politica, di prefigurare un preciso risultato del lavoro collettivo. Un risultato che, guarda caso, si vorrebbe essere indirizzato ad affermare la validità di taluni progetti che il Coordinamento dei Comitati ha già da tempo nel proprio cassetto. 
Noi non siamo in grado di prevedere quale sarà il finale di questa forte diatriba interna al Tavolo. Possiamo solo osservare, banalmente, che l'assenza del gruppo "Per un parco urbano nell'area dell'ospedale" avrebbe il risultato di un chiaro depotenziamento di qualsiasi risultato finale fosse raggiunto dal Tavolo partecipativo.    
In pratica all'Amministrazione comunale potrebbe arrivare una proposta che non viene affatto condivisa dai settori più attivi e più prestigiosi dell'ambientalismo cittadino. Che, qualunque sia il risultato finale del Tavolo, continuerebbero a perorare e patrocinare la causa del Parco Urbano al posto del VOP!! 
Al contempo e parallelamente deve essere segnalato anche l'abbandono del tavolo, insieme ad altri singoli partecipanti, annunciato, per ragioni opposte, da Alessio Mazzeo, facilitatore-tutor-organizzatore del "Settembre Pratese". Che va a sommarsi alle assenze finora riscontrate di altre componenti il dibattito pubblico sul VOP come il "Comitato per il Polo Oncologico", il "Comitato Provinciale Area Pratese" ed il "Comitato di Santa Trinità".  

SASCH




Torna in primo piano, dopo le decisioni del Tribunale di Prato, la questione del crack della SASCH SpA.
Per chi si fosse perso la "puntata" precedente pubblichiamo, di seguito, il testo integrale del primo decreto giudiziario di sequestro dei beni di soci, amministratori, sindaci revisori di SASCH Spa.


http://iltirreno.gelocal.it/prato/cronaca/2012/02/15/news/sasch-il-decreto-che-dispone-il-sequestro-dei-beni-1.3183967

RIDUZIONE RIFIUTI

Dibattito su: "Meno 100 chili, riduzione rifiuti. Tra responsabilità individuale e strategie politiche".

Saluti iniziali: Luigi Di Maio (M5S) vice presidente della Camera. Dibattito con: Stefano Vignaroli, M5S, commissione politiche europee), Ermete Realacci (Pd, presidente commissione ambiente), Paola Nugnes (M5S, commissione ambiente Senato), Roberto Cavallo (esperto internazionale di rifiuti ed autore), Mirko Busto (M5S, capogruppo commissione ambiente Camera dei Deputati), Enzo Favoino (scuola agraria parco di Monza, esperto internazionale di rifiuti), Massimiliano Iervolino (Radicali Italiani, scrittore esperto di ciclo degli RSU), Mario Tozzi (divulgatore scientifico, giornalista e saggista), Dario Tamburrano (transition town), Giuseppe Cederna (attore e scrittore). E' stato invitato per l’occasione Andrea Orlando, Ministro dell’Ambiente.


SPENDING REVIEW

Intervista a Linda Lanzillotta su spending review


Linda Lanzillotta - vice Presidente del Senato e responsabiler economico di Scelta Civica - parla del dossier sulla spending review presentato dal Commissario Cottarelli.

SARDEGNA

Alluvione in Sardegna: intervista a Antonello Frau


BONINO-ZARIF

Il Ministro degli Affari Esteri Emma Bonino incontra alla Farnesina il Ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif.


RADIO CARCERE

POCHE NUVOLE


martedì 19 novembre 2013

BACIACAVALLO-MONTALE


  • Sulla questione degli inceneritori di Baciacavallo (GIDA) e Montale-Montemurlo (CIS) pubblichiamo alcuni dati fornitici dalla Dr.ssa Adriana Pagliai, del Coordinamento dei Comitati della Piana e membro del M5S, che ringraziamo.
  • Sono dati pubblici che evidentemente contrastano con le affermazioni del Dr. Dante Mondanelli, assessore alla sanità del Comune di Prato http://liberamenteprato.blogspot.it/2013/11/dante-mondanelli-la-risposta.html).


Aggiungiamo che l'Assessore Mondanelli dovrebbe pretendere dalla ASL Prato i risultati che loro hanno (da tempo) dei campionamenti fatti per conto della VAS e di Medicina Democratica dal Laboratorio di Mestre e che sono pubblicati anche sul sito della VAS http://www.vas-onlus.it/risultati-analisi-su-baciacavallo/

GARANTE DEI DETENUTI

IONE TOCCAFONDI
COSTANZA MALERBA


GIOVANNI TOGNOCCHI

GIULIA BARTOLINI

Articolo 1: Istituzione del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale

1. Nell’ambito del Comune di Prato è istituito il “Garante dei diritti delle persone private

della libertà personale” del Comune di Prato, di seguito denominato “Garante”.

2. Le previsioni contenute nel presente regolamento disciplinano l’esercizio delle funzioni

del Garante per i diritti delle persone private della libertà personale, i requisiti e le

modalità per la nomina dello stesso ed i profili operativi inerenti la sua attività nel

Comune di Prato, in conformità alle previsioni contenute nello Statuto.



Articolo 2: Nomina, durata e requisiti

1. Dell’intenzione dell’Amministrazione di procedere alla nomina del Garante ne è data

notizia attraverso la pubblicazione di specifico avviso sull’albo pretorio e sul sito dell’ente

per almeno 15 gg; resta salva la possibilità di individuare ulteriori forme di

pubblicizzazione ritenute opportune.

2. Il Sindaco, sentita la conferenza dei Presidenti dei Gruppi Consiliari, nomina con proprio

atto il Garante, scegliendolo fra i soggetti che hanno risposto all’avviso. La nomina è

effettuata valutando elementi come il prestigio e la nota fama nel campo dei diritti umani

ovvero delle attività sociali negli istituti di prevenzione e pena ovvero nei centri di

Servizio Sociale. Il Garante resta in carica per tre anni. Resta altresì in carica fino alla

nomina del nuovo Garante. L’incarico è rinnovabile non più di una volta.


Sono i primi due articoli del Regolamento per l'istituzione a Prato della figura del Garante dei cittadini privi della libertà personale.
Sono pervenute in Comune le domande di 4 cittadini pratesi che ambiscono a ricoprire questo nuovo incarico. Sono: Ione Toccafondi (ex direttrice di carcere); Costanza Malerba (avvocato, membro della Camera Penale di Prato); Giovanni Tognocchi (perito) e Giulia Bartolini (studentessa-pallanotista). Si tratta, è bene precisarlo, di incarico assolutamente gratuito. Se non per l'eventuale rimborso di spese sostenute dal Garante stesso nell'esercizio delle sue funzioni.
Sembra che stia maturando l'orientamento di nominare la dr.ssa Ione Toccafondi. Che non è un personaggio qualsiasi. E' appena stata posta in quiescenza dal Ministero dell'Interno dove svolgeva le funzioni di direttrice di carceri. L'ultimo istituto diretto dalla dr.ssa Toccafondi è stato il Carcere della Dozza a Bologna. Ma la Dr.ssa Toccafondi ha diretto, prima dell'attuale direttore, anche la Casa Circondariale di Prato, il carcere della Dogaia. Che dovrebbe essere il principale oggetto delle "cure" e delle attenzioni da parte della neonata figura del Garante. E' chiaro, infatti, che la stragrande maggioranza delle persone private della libertà personale a Prato siano i reclusi della Dogaia. 
Noi non conosciamo assolutamente la Dr.ssa Ione Toccafondi. Nè siamo a conoscenza della sua trascorsa attività di direttrice di carcere. Senza dubbio è persona che conoscerà a menadito tutte le problematiche relative alla vita dei detenuti, della polizia carceraria e di quanti altri lavorano all'interno del carcere. Dunque sicuramente ha titoli in abbondanza per ottenere legittimamente la nomina. Tuttavia. C'è un tuttavia, a nostro avviso. Un tuttavia che concerne l'opportunità di nominare come Garante una persona assai esperta di carcere ma che ha esplicato la sua professionalità più sul versante del mantenimento dell'ordine, della legge e delle regole interne al mondo carcerario, che a soppesare, qualificare e riconoscere i diritti dei detenuti. Diritti riconosciuti dalla nostra Costituzione e dalle nostre Leggi. Ma che, per un complesso di noti motivi, sono oggi in Italia compressi e negati. Facendoci subire condanne a ripetizione dall Giustizia Europea. Che ha "ordinato" al nostro Paese di rientrare nei limiti della legalità italiana ed europea entro il maggio 2014. A nostro modesto giudizio, dunque, chi assumerà l'ufficio di Garante dei detenuti dovrà esercitare anche un controllo sulla legalità della reclusione presso il Carcere della Dogaia. Che soffre, come quasi tutte le case di detenzione italiane di problemi concernenti il sovraffollamento delle celle (oltre 700 detenuti per poco più di 400 posti ordinari..); mancanza di occasioni di lavoro; mancanza di educatori e mediatori culturali ecc. ecc.. Il dubbio che un ex direttrice di carcere possa assumere tutti questi impegni, anche, di pubblica denuncia delle condizioni dei reclusi, appare assai fondato! 
Con una estrema battutaccia politicamente scorretta, ce la si perdoni, si potrebbe anche dire che è come se a garantire se a garantire i donatori di sangue venisse nominato il Conte Dracula. Espertissimo, è vero, di plasma sanguigno ed affini, ma tuttavia non per questo indicato per ricoprire adeguatamente quell'incarico.