sabato 30 novembre 2013

M5S E TRASPARENZA




Grossi guai nella Grillotown di Viale Piave
!! Le recenti "comunarie" hanno lasciato strascichi velenosi nel MeetUp pratese (versione baroschiana) dei cinque stelle. Sulla pagina Facebook del M5S pratese s'è aperto un caso.
Storici militanti del gruppo chiedono che gli vengano mostrati i tabulati di tutti gli elettori (pochi per la verità..) che nelle varie fasi delle "comunarie" hanno partecipato alle votazioni. Ma i "tenutari" degli elenchi  oppongono un netto rifiuto! C'è la "privacy"! Pare che dietro questa apparentemente burocratica risposta si stia svolgendo nel M5S di Prato una vera e propria guerra di posizione. Chi tenta di andare ai vedere le carte pare abbastanza certo che qualcosa nelle varie "stazioni" elettorali non sia andato per il verso giusto. Ovvero subodora che, in qualche modo, il gruppo dirigente d'orientamento prevalentemente baroschiano abbia potuto "taroccare" qualcosa. O amplificando il numero offerto alla stampa dei partecipanti. Ovvero avendo fatto partecipare alle "eliminatorie" cittadini che non ne avrebbero avuto diritto. Almeno secondo le regole che internamente il gruppo aveva fissato d'osservare!! Come sarebbe dimostrato, pare, anche dalla lettura del blog di Beppe Grillo! Cosicchè, almeno a leggere le polemiche che si vanno intensificando sulla pagina pubblica del M5S pratese, la bagarre scatenatasi, pare anche a colpi proibiti di estromissione dei "renitenti" alla verità ufficiale da qualche gruppo di discussione interna, sia destinata a non concludersi rapidamente e positivamente. C'è da aspettarsi che le ruggini che si son via via accumulate anche nelle fasi precedenti all'indizione delle cosiddette "comunarie" si ripercuoterà sulla credibilità degli stellati pratesi. E, segnatamente, su quella del candidato ufficiale del Movimento alle prossime elezioni comunali: Fausto Barosco. Poichè se era pacifica la contestazione nei suoi confronti di altre componenti esterne al suo Meet Up non c'era da aspettarsi davvero una sua attiva contestazione da parte di membri interni ed "antichi" del suo stesso gruppo. Gli "attacchi" a Barosco avranno, naturalmente, un esito di probabile delegittimazione all'esterno dello stesso candidato. Che troverà motivi di debolezza pubblica proprio tra i suoi presunti primi sostenitori. Non un gran viatico per le prossime sfide elettorali dei seguaci pratesi di Grillo. Alle prossime puntate il seguito!

NUOVO CENTRO DESTRA PRATESE


E' stata presentata ieri in città la nuova formazione politica Nuovo Centro Destra che fa riferimento, naturalmente, al nuovo partito originatosi dalla scissione nazionale del PDL guidata dal Ministro degli Interni Angelino Alfano. Il consigliere regionale Alberto Magnolfi, leader toscano del nuovo raggruppamento, ha presentato gli aderenti che siedono nelle istituzioni cittadine. Cristina Attucci e Giuseppe Conte, in consiglio provinciale e Piero Bardazzi e Carlo La Vigna, in consiglio comunale. E se per il Dr. Bardazzi è solo la conferma di un abbandono del PDL che si era già consumato per gli altri tre consiglieri si tratta di una novità assoluta. In particolare l'adesione del Dr. La Vigna al nuovo partito magnolfiano significa un ulteriore processo di balcanizzazione di quello che una volta era il gruppo di stragrande maggioranza in Consiglio Comunale. Uscito con 20 componenti dalle elezioni del 2009 adesso il gruppo dell'ex PDL si ritrova con appena 12 membri! Sarà terminata con La Vigna la diaspora? Lo vedremo nelle prossime settimane. Particolarmente rilevanti, comunque, anche sotto il profilo della tenuta futura della maggioranza cenniana, le dichiarazioni di Magnolfi. Che ha confermato che il suo gruppo continuerà ad appoggiare il sindaco. Ma chiede condizioni di parità. E tutti sappiamo quale significato hanno ed avranno queste precisazioni. Nessuna novità, invece, sul fronte degli assessori. Nè Gianni Cenni e neppure Rita Pieri e Giorgio Silli hanno ancora fatto conoscere le loro volontà. Ovvero se aderiranno a Forza Italia o al NCD! Alimentando così nuove tensioni e nuove incertezze sul destino della maggioranza del centrodestra pratese. A questo proposito lasciateci considerare risibili, alla luce di questa situazione, le accuse che ci vengono rivolte dai settori più oltranzisti della destra e dei fans di Cenni. Ossia quella di presentare un quadro politico catastrofico solo e soltanto per ripicche personali! Alla faccia del caciocavallo direbbe Totò. Forse quello che noi abbiamo descritto come un lento disfacimento politico della maggioranza cenniana è solo un buffetto amichevole rispetto al reale cataclisma che sta abbattendo, quasi sul finire della sindacatura, la squadra e gli "amici" del Sindaco!!     

OFFICINA PRATESE


Ha suscitato diverse e controverse reazioni il nostro post d'ieri (http://liberamenteprato.blogspot.it/2013/11/da-donatello-e-lippi-acenni.html) dedicato alla grande mostra in corso presso il Museo Civico di Palazzo Pretorio "Officina Pratese: da Donatello a Lippi". C'è stato, in particolare, fatto informalmente notare come la somma riportata quale presunto costo dell'evento (3.500.000) fosse probabilmente sbagliata per eccesso di valutazione. Ed, in effetti, effettuato un faticoso ma necessario ricontrollo delle fonti (le determinazioni amministrative pubblicate sulle pagine web del Comune) dobbiamo ammettere di esserci sbagliati. La somma utilizzata dal Comune per la sola Mostra di "Officina Pratese" è inferiore a quella che avevamo riportato. La causa dell'errore commesso è presto detta. Gli uffici amministrativi del Comune hanno considerato complessivamente sia le spese afferenti direttamente alla bella Mostra in corso sia quelle da considerare come spese di allestimento generale del Museo. Il nostro errore di valutazione è stato accentuato anche dalla mancanza di una specifica delibera della Giunta Comunale di cosiddette assegnazioni di risorse ai dirigenti per la progettazione, l'allestimento e lo svolgimento della Mostra. Ed anche dal fatto che nessuna delle spese effettuate è stata riferibile ad una gara d'appalto pubblico. Tutti gli incarichi sono stati invece concessi attraverso il metodo degli inviti rivolti solo a particolari ditte o professionisti ed assegnati a trattativa privata diretta. Dicevamo dunque che, sicuramente, la somma spesa per "Officina Pratese" è inferiore ai 3.500.000 di euro. Che, lì per lì, avevamo anche stimato essere una cifra corretta poichè la mettevamo a confronto con i 2.000.000 di euro spesi complessivamente per la precedente Mostra "Lo Stile dello Zar" tenutasi anni fa presso il Museo del Tessuto. Tuttavia confessiamo di non essere in grado di quantificare, almeno dal solo esame degli atti amministrativi che siamo riusciti a rintracciare, l'esatto ammontare del costo di "Officina Pratese". Per cui sarebbe cosa buona e giusta, se lo vorrà, che il Comune stesso consideri l'opportunità di indicare la spesa fino ad oggi sostenuta per la realizzazione della Mostra in corso!

GIUSTIZIA E CARCERE

 





























Si è svolto ieri pomeriggio nel Salone Consiliare del Palazzo Comunale di Prato l'annunciato (ma non dalla stampa locale...) convegno su Carcere e Giustizia tra referendum e riforme parlamentari organizzato da Liber@MentePrato, Liberi Sognatori e Lidu Toscana. Alla presenza di un buon pubblico (una settantina di persone)ma con la "solita" assenza dei media domestici (ed addomesticati?). Sotto la presidenza dell'avvocato Massimo Taiti si sono alternati al microfono per interventi e saluti: il sindaco Roberto Cenni; il presidente dell'Ordine degli Avvocati di Prato Lamberto Galletti; il presidente della Lidu-Toscana, Dr. Olinto Dini; il presidente della Camera Penale di Prato avv. Mauro Cini; il presidente di Liberi Sognatori, Dr. Francesco Mugnaioni; l'on. avv. Matteo Biffoni; il sig. Mauro Lai della UIL-Penitenziari Toscana; il giudice Jacqueline Magi; il dr. Dante Mondanelli, assessore ai Servizi Sociali del Comune di Prato; l'avv. Gabriele Terranova, della Camera Penale di Prato e dell'Osservatorio sulle Carceri. Purtroppo impossibilitato ad intervenire per sopravvenute esigenze che l'hanno trattenuto a Firenze l'ottimo Tommaso Ciuffoletti un cui intervento al proposito è possibile leggere comunque stamattina sulle pagine del Corriere Fiorentino. Presenti tra il pubblico rappresentanti di forze politiche e sociali (il segretario del PD Gabriele Bosi, esponenti di PSI, UDC e di alcune liste civiche locali).

RISTRETTI ORIZZONTI

"Vita quotidiana in carcere: spazi ristretti e sovraffollamento"

In apertura: "Se tu vivessi in una cella: una video-inchiesta di Progré" Partecipano: Desi Bruno (garante regionale Emilia-Romagna per le persone private della libertà personale), Pietro Marcenaro (già presidente della Commissione parlamentare per la tutela e la promozione dei diritti umani) e Ornella Favero (direttrice di Ristretti Orizzonti Padova)

A.L.D.E.: PERDUCA ED ANGIOLI

ALDE Party Congress 2013 Dichiarazioni dei delegati di Radicali Italiani Marco Perduca e Matteo Angioli

A.L.D.E.

ALDE: conferenza stampa di Graham Watson, Nick Glegg e Cecilia Malmström


P.S.I.

Terzo Congresso nazionale del Psi (I giornata)

Relazione del segretario in carica, Riccardo Nencini. A seguire intervento di Guglielmo Epifani.

QUASI SERENO


venerdì 29 novembre 2013

DA DONATELLO E LIPPI A...CENNI!!



Dunque il sindaco Roberto Cenni risponde alla critiche di immobilismo portategli dal governatore della Toscana Enrico Rossi brandendo come "pistola fumante" del suo "buongoverno" di centrodestra la grande Mostra d'arte rinascimentale "Officina Pratese: da Donatello a Lippi". Ed indubbiamente l'iniziativa, con la riapertura del Museo Civico e di Palazzo Pretorio che le ignave giunte di sinistra avevano relegato in un angolo dei loro pensieri, è sicuramente un successo da ascrivere a Cenni. Successo di pubblico e di critica. Le opere esposte, provenienti da vari musei internazionali, sono meravigliose. L'allestimento espositivo eccellente. La location fenomenale! Dobbiamo certamente, come sostengono i suoi più appassionati fans, alla volontà ed alla perseveranza di Cenni (e magari anche del suo assessore alla cultura...) se la Mostra è stata realizzata. Gliene diamo volentieri atto. Tuttavia. C'è un tuttavia che vale la pena di esaminare. Certo l'idea è stata assai brillante. Ma non è che ci volesse un genio per ideare un evento eccezionale per la riapertura, dopo quasi vent'anni di chiusura, del Palazzo Pretorio. Una delle perle architettonico-storico-artistiche della città. Più che altro Cenni è stato bravo a reperire le risorse necessarie a realizzare la Mostra! Che è, forse, la cosa che più è passata sotto silenzio. Sepolta dalle mille comunicazioni (a pagamento, beninteso..) apparse su molti mass media cittadini, nazionali ed internazionali. A Prato negli ultimi anni l'ultima mostra che aveva avuto un simile battage pubblicitario era stata quella organizzata dalla Provincia guidata da Massimo Logli al Museo del Tessuto. "Lo Stile dello Zar". Ovvero l'improbabile ricerca di un inesistente contatto tra la Russia zarista e la Prato del tessile. Di fatti la Mostra fu, dal punto di vista delle presenze, un flop! Poco più di 15.000 persone visitarono le sale del Museo del Tessuto. Gli organizzatori ne avevano previsti circa 45.000. Avevano puntato su questo numero di visitatori in relazione alle risorse impiegate per realizzare l'iniziativa. Oltre 2.000.000 di euro a dir poco!!
Cosicchè per rendere giustizia allo "Stile dello Zar" da noi ampiamente analizzato nel suo costoso fallimento
(http://liberamenteprato.blogspot.it/2010/01/zaristi.html) è necessario andare a verificare quanto sia costata, almeno fino ad oggi, la Mostra in corso a Palazzo Pretorio. L'abbiamo fatto! E la cifra che è uscita fuori dalla lettura degli atti amministrativi del Comune porta alla somma, davvero non indifferente, di 3.500.000 di euro!! Ovvero 7 miliardi del vecchio conio italiota!! Bravi Cenni e Beltrame a reperirli nelle "pieghe" di un Bilancio comunale che tutti gli anni ci annunciano esile, gracile e di poca sostanza. Ma che, evidentemente, contiene pur sempre una quantità di denaro da destinare ad iniziative culturali di non indifferente peso. Specialmente in questo periodo di "crisi" finanziaria degli enti locali. Saranno almeno 10 anni che sindaci e giunte di tutti i colori innalzano grandi grida di dolore e d'allarme ad ogni "taglio" che Roma formalizza in genere nella legge di stabilità o nei provvedimenti della cosiddetta spending review. Tutte le volte i sindaci dichiarano una specie di fallimento (Non saremo in grado di finanziare le spese per il "sociale"....!!!!). Ma, poi,  in generale, tutti i comuni appaiono alquanto ben dotati di rifornimenti finanziari. Tanto da non esitare a destinare parte rilevante del budget di bilancio alle cosiddette spese "voluttuarie" (Feste, Notti Bianche, Monumenti al Vento, Mostre, Sagre ecc. ecc..).
Bene! Ma per non far torto alle critiche mosse allo "Stile dello Zar" è necessario chiarire che da "Officina Pratese" dovrebbero essere attesi circa 80.000 visitatori nei quattro mesi d'apertura. La cifra risulta dal confronto tra le risorse utilizzate dalla Provincia per lo "Zar" (2.000.000 di euro come abbiamo detto con attesi 45.0000 visitors..) e quelle impiegate dal Comune in "Officina" (al momento 3.500.000 di euro ovvero 80.000 visitors attesi...). A metà del percorso della Mostra, pur con qualche beneficio d'inventario (fino ad oggi pare siano stati circa 25.000 i visitatori della Mostra, ovvero 450 visitatori al giorno - una mostra di successo, solitamente, ottiene oltre 1.000 visitatori al giorno - ....), "Officina" non pare davvero in grado di raggiungere tale cifra. Pur considerando una certa accelerazione di visitatori durante le festività natalizie e di fine anno! Dunque la Mostra non centrerebbe i suoi obbiettivi iniziali. Tuttavia rimane, comunque, considerata la base di partenza, un indubbio avvenimento di successo. A dimostrazione, se ve ne fosse stato bisogno, che la cultura può essere un grande asset anche per la nostra città di tradizioni industriali ma di qualche peso anche artistico!
Ma dato a Cenni quel che è di Cenni (e Beltrame beninteso..) occorre sottolineare che la critica mossa al sindaco dal governatore Rossi (del quale evidentemente non siamo dei grandi fans...) appare lo stesso assai fondata. Nonostante il buon risultato della Mostra "Officina Pratese" quel che è mancato alla città sono indicazioni sicure sulla direzione verso cui tendere, oltre a realizzazioni concrete centrate in questi quasi 5 anni di governo. A parte l'obbiettivo della ripresa di una vita culturale degna della terza città del Centro Italia niente è stato progettato, detto e men che meno fatto per accompagnare degnamente questa soluzione. Che di per sè è condizione certo necessaria ma non sufficiente all'uscita di Prato dalla sua crisi economica e sociale.
La Giunta Cenni si sta caratterizzando, in effetti, per l'assenza di qualsiasi progetto concluso. Il nodo del Soccorso, partito con l'ipotesi del sottopasso e adesso stabilizzatosi come sovrapasso, è di là da venire. Se tutto andrà bene entro la fine della sindacatura potrà vedere la luce l'inizio del cantiere.  Per l'urbanistica Cenni si era impegnato in campagna elettorale per la proposta "consumo di territorio ZERO". Ed invece sta concludendo la sua esperienza con il progetto di costruire palazzine nell'ex area ospedaliera. Oppure con la previsione di cementificare parte dell'area agricola a sud della città così com'è stato delineato nel Piano Strutturale recentemente approvato. Nel campo dello sport, nonostante le forti promesse e premesse, nessun nuovo impianto ha visto la luce. Solo il dinamismo dell'assessore Caverni potrà lasciare qualche segno del passaggio di questa Giunta. Centinaia di chilometri di strade riasfaltate; piazze centrali rimodellate, ristrutturate e pedonalizzate; nuovi indirizzi nel campo, difficile da "aggredire" ed interpretare, del commercio!! Ma il fallimento più grande e rilevante di Cenni è stato quello di non aver saputo dare un'idea di quale Prato immaginare per il futuro. Anzi, purtroppo, qualche dannosa idea l'ha avuta. Come quella che lo vide folcloristicamente opporsi all'abolizione della Provincia e contro l'ipotesi di Area Metropolitana che veniva affacciandosi nella normativa nazionale. Dando l'impressione di voler pensare ad una città rinchiusa a difesa del proprio campanile e di una malintesa "pratesità". Che, peraltro, vede come alfiere principale un signore che si rivolge ai pratesi con la sua simpatica "calata" di Sarno. E che, bontà sua, con l'iterazione iperattiva della repressione delle attività illegittime della comunità cinese aveva promesso ai cittadini di far diminuire sensibilmente la presenza asiatica in città. Obbiettivo clamorosamente fallito. La comunità cinese, lungi dal diminuire per le azioni dell'assessore Milone, è invece aumentata sensibilmente ed ha allargato ancora di più la sua già notevole influenza economica e sociale! E proprio l'insediamento a Prato di varie comunità di immigrati comunitari ed extracomunitari  sarà il tema principale della prossima campagna elettorale. Dove si alterneranno proposte politiche di segno opposto. Da una parte Milone ed il centrodestra che cercheranno consensi tra i cittadini presentandosi, di nuovo, come difensori della "Prato ai pratesi". Dall'altro vi sarà chi indicherà altre strade percorribili. A noi sembra che una di queste sia quella di cercare di far tesoro della condizione di multietnicità raggiunta ormai da Prato. Oltre 110 etnie convivono con la popolazione autoctona. Per Cenni e Milone questo è un punto di debolezza. Per noi deve essere la chiave di volta per indirizzare la città verso un migliore futuro per tutti i suoi abitanti, a qualsiasi etnia appartengono! Giacchè le città non sono proprietà di nessuno, Nemmeno dei "nativi". Sono di proprietà di chi vi abita, lavora, studia, vive!  Le più dinamiche città del mondo sono ormai, da tempo, un crogiuolo di etnie, razze, colori, religioni, sensibilità politiche. Se a tutti viene in mente New York come l'emblema di questo status di città multiforme non possiamo non indicare come altri esempi Londra, Parigi, Berlino, Toronto, Los Angeles, San Francisco, Hong Kong e perfino insospettabili città arabe e mussulmane che si sono avviate su questo sentiero. Far tesoro di questa biodiversità umana delle nostre città non solo è opportuno e necessario. Ma pure inevitabile. Il nostro grande Mondo, la Terra, è diventata ormai una "palletta" sulla quale, da qualsiasi località si possono raggiungere in un virtuale microsecondo con un click e nel volgere di poche ore fisicamente altre località distanti migliaia e migliaia di chilometri. Quella che chiamano "globalizzazione" è un processo inarrestabile. Non esiste un Cenni od un Milone che possano pensare di arrestarlo alle porte di Prato. Città, peraltro, che ad iniziare dal suo più grande concittadino, Francesco Datini, ha sempre considerato come territori da conquistare alle proprie merci ed ai propri commerci qualsiasi punto del mondo! Chi s'illude di poter arrestare in qualche modo questo grande processo di ridislocazione dei popoli sulla Terra facendo leva su fenomeni di xenofobia e razzismo verrà spazzato via inesorabilmente. Anche se avrà, purtroppo, contribuito a scrivere brani amari di vita per ogni cittadino civile.         



EBRAISMO

Presentazione del libro "Ebraismo: riscostruire dalle macerie" di Andrea Maori


CULTURA, SCIENZA, PUBBLICA ISTRUZIONE

Commissioni Cultura, scienza e istruzione della Camera e Istruzione pubblica, beni culturali del Senato


ANTHONY FARINA

No alla pena di morte per Anthony Farina


PIPPO CIVATI: CHIAMATA ALLA SPERANZA

ANGELINO ALFANO

SERENO


giovedì 28 novembre 2013

ENRICO ROSSI



Approfittando della sua presenza ad una manifestazione elettorale pro-Cuperlo (sic!!) a Vernio il governatore della Toscana Enrico Rossi, intervistato da TV Prato, non s'è lasciato pregare ad offrire un suo giudizio su Sindaco e Giunta del Comune di Prato. Entrando, anche a piedi uniti, nel dibattito sul nuovo ospedale (NOP) e pure su quello vecchio (VOP).
Sul primo argomento Rossi ha dichiarato di essere rimasto colpito dall'assoluta mancanza di idee, proposte e progetti del sindaco Roberto Cenni. Il governatore pisano ha "bacchettato" duramente Cenni poichè, secondo il suo parere, non ha dato alcun contributo positivo alla causa di Prato! Non possiamo che concordare con questa affermazione. Sono ormai mesi che andiamo sostenendo la medesima tesi. Ed è d'altra parte lo stesso Cenni a darne conferma e prova nella sua non riuscita replica alle affermazioni critiche di Enrico Rossi. Cenni, infatti, dopo aver fatto "ammuina" sulla mancanza di sensibilità istituzionale (..azz..da che pulpito viene la predica, verrebbe da dire. Cenni per "interloquire" con un Ministro della Repubblica non esitò un attimo a rilasciare la famosa intervista del e sul "cesso"...) di Rossi elenca le sue "numerose" idee e realizzazioni: ovvero la Mostra "Officina Pratese, da Donatello a Lippi" che si sta tenendo con buon successo di pubblico nel restaurato e riaperto Museo Civico di Palazzo Pretorio. Se di quasi cinque anni di governo della città Cenni non riesce a trovare altro che una mostra da sbandierare come risultato del suo governo non è possibile non concordare con il presidente della Giunta toscana!!
Il quale, subito dopo, passa ad esaltare la realizzazione del nuovo ospedale di Prato (NOP). Che è il terzo in mille anni di storia della città. Dal medievale Misericordia e Dolce al "nuovo" MeD (VOP) definito da Rossi ".... quell’ammasso sovrapposto di reparti appoggiati alle mura....”. Noi, ovviamente, non possiamo dar torto a Rossi. Prato aveva assoluto bisogno di un nuovo e moderno nosocomio..!!
Tuttavia Rossi si spinge anche oltre. Criticando l'immobilismo propositivo della Giunta Cenni proprio intorno al destino di  "...quell’ammasso sovrapposto di reparti appoggiati alle mura.....  dichiara che "..farci un prato mi sembra poco.."
Rossi con questa affermazione passa all'attacco! Ma lo fa in maniera politicamente scorretta. Giacchè a nessuno in città è venuto mai in mente di ridurre a prato verde l'area del dismesso VOP. Ben presente nel dibattito cittadino è invece la proposta di utilizzare quell'area per realizzarvi un Parco Urbano ovvero un Parco delle Mura medievali pratesi, che lo stesso Rossi individua come elemento peculiare e caratterizzante l'intera area! Proprio in considerazione che quelle antiche vestigia saranno liberate da "..quell'ammasso sovrapposto di reparti.."!!
Naturalmente non sfuggirà ad Enrico Rossi che un Parco urbano attrezzato non può essere ricondotto alla definizione banale di  "prato"! Qualcuno dica al governatore che tutte le moderne città d'Italia e del Mondo hanno anche nel loro Centro Storico un Parco Urbano. Rossi può legittimamente ignorare che, ad esempio, noi, nel nostro piccolo ci siamo sforzati di indicare il futuro utilizzo dell'area anche con la realizzazione dei semplici rendering che pubblichiamo in testa a questo post. Tuttavia Rossi non può invece ignorare che anche la Provincia di Prato o la segreteria del suo stesso partito indicano un utilizzo ecocompatibile di quell'area e di quell'intero compound (ex MeD, piazza Macelli, Via Genova, Via Cavour, Via Monnet). O che il Comune di Prato, su iniziativa del coordinamento cittadino dei comitati ha dato il là ad un faticoco, per i partecipanti e gli organizzatori, percorso partecipativo, in linea con le direttive regionali, che si concluderà con una proposta all'amministrazione comunale pratese.
Dunque stia tranquillo Rossi. Da Prato verranno proposte precise sulla destinazione da dare all'area liberata da quell'ammasso sovrapposto di reparti ospedalieri addossati alle nostre mura medievali. 

PRATO C'E'


Anche stavolta alla manifestazione pro-Berlusconi davanti alla sua residenza romana di Via del Plebiscito, proprio a metà strada tra il fatal balcone di Piazza Venezia e la fatal sede storica della DC di  Piazza del Gesù, s'è rivisto ed è stato fotografatissimo e inquadratissimo il grande cartello "PRATO C'E'"! Intorno, sotto e vicino al cartello si è raggruppato il manipolo pratese dei fedelissimi del Cavalier d'Arcore! Con in prima fila, in mezzo alle bandiere di Forza Italia, quel signore con la testa canuta. Uno che appare sempre al fianco del sindaco Cenni in occasione di manifestazioni pubbliche.
Nella foto il "nostro" grande cartello appare vicino a quello, simile, che indica che anche "Nardò c'è"!!
Naturalmente, per quanti sforzi facciate per vederli, non troverete cartelli simili a quello pratese e di Nardò riferiti, che sappiamo, a Padova, Verona, Firenze, Milano, Torino, Napoli, Palermo ecc. ecc.!!
Ovvero nessuna di queste città, analoghe per importanza o popolazione a Prato ovvero assai più grandi  di noialtri, ha sentito l'esigenza di "rimarcare" la propria presenza con un grande cartello.
Solo Nardò, provincia di Lecce, Salento profondo, Puglia vendoliana, ha avvertito il medesimo bisogno di Prato. Solo che Nardò, che confina con i comuni di Galatone e Galatina, è una cittadina di soli 32.000 abitanti. Comprensibile, dunque, che i berluscones locali ne abbiano voluto sottolineare l'ardita presenza di fronte all'ex senatore milanese (seppur eletto in Molise..).
Vogliamo significare che quel cartello "Prato c'è" è indice di una vocazione campanilistica e minoritaria di noi cittadini pratesi. Ben consci, certamente, d'essere abitanti di una città grande (la seconda della Toscana e la terza dell'Italia centrale..) ma sconosciuta a quasi tutti gli altri italiani.
Neppure le tante nostre glorie locali (dal premio Oscar Roberto Benigni, al campione del mondo di calcio Paolo Rossi, ai due premi Strega Sandro Veronesi ed Edoardo Nesi ecc. ecc.) hanno saputo imporre una conoscenza meno superficiale della nostra città. Per questo non ci resta che affidare il nome della nostra città a cartelli e striscioni strapaesani!!  

DECADENZA DI BERLUSCONI



Riceviamo e pubblichiamo

LA DECADENZA DA SENATORE DI SILVIO BERLUSCONI POTREBBE SUSCITARE UNA
MIRIADE DI COMMENTI.
MI LIMITO A ESPRIMERE LA MIA DELUSIONE SUL COMPORTAMENTO DEL
PERSONAGGIO IN QUESTIONE, FORSE MAL CONSIGLIATO, NON DICO" VIOLENTATO"
COME SOSTIENE ALFANO.
CERTO LA CONDANNA IN CASSAZIONE E' STATA UN COLPO DURO, MA IN PASSATO IL
CAVALIERE AVEVA SEMPRE DIMOSTRATO ABILITA' A CAPIRE LA SITUAZIONE E A
COMPORTARSI IN MODO ADEGUATO A LIMITARE I DANNI, IN ATTESA DI TEMPI
MIGLIORI, RENDENDO NON DEFINITIVA LA SUA MOMENTANEA SCONFITTA: CON TUTTE LE ARMI POSSIBILI E CON LA MASSIMA SPREGIUDICATEZZA, .USANDO ALLEATI
CONSAPEVOLI E NON TIPO BERTINOTTI, D'ALEMA, SCILIPOTI ,DINI, DE GREGORIO,
.RAZZI E MI FERMO QUI. ADDIRITTURA UMILIANDO IL PARLAMENTO NELLA VICENDA
RUBY, SURCLASSANDO CALIGOLA CHE SI LIMITO' A FARE SENATORE IL SUO
CAVALLO; MA I SENATORI DELL'ANTICA ROMA RISCHIAVANO LA VITA SE
OSTACOLAVANO I VOLERI DEL DIVINO IMPERATORE: I PARLAMENTARI CHE HANNO
CREDUTO ALLA FAVOLA DI RUBY NIPOTE DI MUBARAK HANNO PERSO SOLO LA
DIGNITA' E MANTENUTO IL POSTO IN PARLAMENTO.
MA TORNIAMO AL DUNQUE. LA CONDANNA E LA PRECEDENTE SENTENZA SUL LODO
MONDADORI HANNO COLPITO NEL VIVO, MA NON BISOGNA DIMENTICARE CHE NEL
MEZZO ERA SUCCESSO QUALCOSA DI MOLTO PIU' GRAVE PER IL CAVALIERE: IL
DIMEZZAMENTO DELLA FORZA PARLAMENTARE DEL SUO PARTITO CON LE ELEZIONI
DEL 2013. SOLO L'INSIPIENZA POLITICA DEL PD E L'AMBIGUITA' E
VELLEITARISMO DEL M5S GLI AVEVANO DATO UN RUOLO A SUO VEDERE DECISIVO
TIPO "GOLDEN SHARE" NELLA VITA POLITICA DEL PAESE. UN MINIMO DI RIPRESA
DEL PD NELLE AMMINISTRATIVE SUCCESSIVE E LO SGONFIARSI DEL M5S HANNO
RISTABILITO UN PIU' REALISTICO RAPPORTO DI FORZE.
IL MANCATO SFONDAMENTO DEL M5S NELL'ELETTORATO DEL PD, COME ERA NEI
DESIDERI DI CASALEGGIO & C, HA RIDATO FIDUCIA E COMPATTEZZA AL PD, ANCHE
PER L'EMERGERE DI UNA NUOVA LEADERSHIP IN RENZI E IN LETTA JUNIOR. CHE
SONO SI "COMPETITORS" MA SONO DIVERSI DA D'ALEMA & C. E NON DANNO SPONDE
AL CAVALIERE.
PER CUI LA TATTICA DI CERCARE LA SOLUZIONE AI SUOI PROBLEMI NELLE AULE
PARLAMENTARI QUESTA VOLTA LO HA PORTATO AD UNA SONORA SCONFITTA.
ORA RIMANE SOLO LA QUINTA COLONNA ALFANO, DIVERSAMENTE BERLUSCONIANO, CHE CON LA FURBESCA DIVISIONE PERMETTE UN RUOLO AL CAVALIERE CONDIZIONANDO IL GOVERNO.
MA IL GIOVANE RENZI HA CAPITO IL GIOCO COSI' COME ANCHE IL "SUSLOV
MITTELEUROPEO " CUPERLO.
MA LA SPERANZA E' L'ULTIMA A MORIRE.

VENANZIO DE RIENZO

DICHIARAZIONI DOPO LA DECADENZA DI B.

Finocchiaro, Giarrusso, Zanda, Stefàno, Taverna, Giannini, Bernini, Buemi, Formigoni.

FORZA ITALIA: MANIFESTAZIONE A SOSTEGNO DI BERLUSCONI

NUOVO CENTRO DESTRA

Conferenza stampa dei gruppi congiunti di Camera e Senato del Nuovo CentroDestra


EMANUELA ORLANDI

Intervista al giornalista e scrittore Massimo Lugli con ricostruzione della vicenda Orlandi. A cura di Davide Rocco.

POCO NUVOLOSO


mercoledì 27 novembre 2013

MATTEO & MATTEO (IL SINDACO)





Lunedì scorso Matteo Renzi ha aperto, nel bell'auditorium della magnifica nuova Camera di Commercio pratese, la campagna per l'elezione del nuovo segretario del Partito Democratico. E' stata l'occasione, per i mass media, di fare anche il punto sulla questione del candidato sindaco del PD (e del centrosinistra, evidentemente..) a Prato.
L'unico capoluogo toscano ancora governato da una coalizione di centrodestra. Passata sotto silenzio sui quotidiani locali (distratti?..poco professionali?..) ma rilanciata dalla stampa regionale è emersa con forza la possibile candidatura a sindaco di Matteo Biffoni. Non solo per qualche cenno che ne ha fatto il neosegretario provinciale Gabriele Bosi ma per qualche informale indicazione fornita proprio da quello che appare sempre di più poter diventare il prossimo segretario nazionale del PD, Matteo Renzi.
In tarda serata di ieri un lancio dell'ANSA (''Le amministrative a Prato sono per noi importanti e nevralgiche. Se c'e' piu' di una candidatura dovremo passare dalle primarie, mentre se si trova unitarieta' su Biffoni sara' il candidato di tutti. E' pero' una discussione che va ancora fatta con il partito di Prato''. Lo ha detto il segretario del Pd toscano Ivan Ferrucci, rispondendo alle domande dei cronisti, dopo che ieri il sindaco di Firenze Matteo Renzi, nel corso di un'iniziativa a Prato, ha lanciato la candidatura del deputato Matteo Biffoni a primo cittadino del comune laniero. ''Quella di Prato - ha aggiunto - e' una questione importante per il Pd toscano perche' e' l'unico comune capoluogo toscano dove siamo all'opposizione. Penso che riuscire a riconquistarlo sarebbe un fatto politico importante''.) ha fortemente rafforzato l'ipotesi che il giovane neodeputato democrat pratese possa davvero scendere (o salire..) in campo nella primavera del 2014 per tentare l'impresa di strappare Prato alla coalizione avversaria. 
Assai interessante appare anche l'ipotesi formulata dal segretario regionale del PD secondo il quale potrebbe non essere indispensabile, a Prato, ricorrere alle primarie per la scelta del candidato sindaco. Ove il partito, unitariamente, s'esprimesse in favore di Biffoni! Cosa non campata in aria ovviamente. Il renziano della prim'ora è, indubitabilmente, il candidato democrat più appetibile. Ha già vinto le primarie per l'elezione a deputato; ha fortemente contribuito all'inaspettato trionfo di Matteo Renzi nelle primarie dello scorso anno; ha collocato i suoi nell'alleanza che ha portato all'elezione del nuovo segretario provinciale Gabriele Bosi. Che, difficilmente, potrebbe opinare qualcosa in contrario ove davvero il nome di Matteo 2 venisse proposto per la candidatura a primo cittadino. Biffoni, inoltre, è un nome che non è affatto sgradito anche a quei settori del PD che non votarono Renzi l'anno scorso preferendogli l'allora segretario Pierluigi Bersani. Matteo Biffoni, infine, pare ottenere il massimo dei consensi anche nella probabile coalizione di centrosinistra che cercherà i consensi necessari per eleggere il nuovo sindaco e la nuova Giunta pratese. L'ipotesi poi di evitare le primarie per il candidato sindaco pratese vede il gradimento di molti settori del PD. Memori del disadtro che rappresentarono le primarie 2009!! 
Dei possibili competitors del candidato di centrosinistra si conosce oggi solo quello del M5S: Fausto Barosco. Nel campo del centrodestra le idee sono ancora assai confuse. Il sindaco Cenni, a quanto dichiarano i suoi, attenderebbe di conoscere il nome degli avversari (quello della sinistra in particolare) per decidere se ricandidarsi o meno. Ma basta un attimo di riflessione per comprendere come questa sia una scusa buona per gli animi semplici. Cosa vorrebbe dire infatti? Che ove ritenesse che il candidato del centrosinistra sia inattaccabile potrebbe rinunciare alla ricandidatura? Noi siamo invece dell'opinione che Cenni attenda che nel campo della sua ex maggioranza si faccia luce. Per adesso quello che gli appare davanti è solo un quadro assai nero. Svanita la forte coalizione che deteneva la stragrande maggioranza dei seggi in Consiglio Comunale il sindaco deve adesso contentarsi del suo unico voto per far passare le decisioni della Giunta. Diviso definitivamente il più grosso partito che lo sosteneva (PDL), ha visto proliferare le liste civiche composte da ex alleati che hanno già dichiarato la loro indisponibilità a sostenerlo. E, dunque, nella migliore delle ipotesi, Cenni potrebbe venire sostenuto, in caso di ricandidatura, da Forza Italia, Nuovo Centro Destra (se a Prato qualcuno vorrà aderirvi..), Lega, UDC, Prato Libera e Sicura e Giovani e Famiglia. Con, probabilmente, la scesa in campo di una lista civica di sua diretta espressione.
Per di più, inoltre, vi sono altre due questioni che suggeriscono a Cenni di prendere tempo: un suo eventuale, ma assai improbabile, rinvio a giudizio per l'accusa di bancarotta gli plecluderebbe qualsiasi nuova avventura politica in città. Non vediamo cittadini disposti a sostenere un ex imprenditore già gravato di un clamoroso fallimento delle sue aziende e con sulle spalle un altro drammatico procedimento giudiziario. La seconda questione verte sulle concomitanti elezioni europee dell'anno prossimo. Era circolata assai insistentemente negli ambenti politici una sua possibile candidatura al Parlamento Europeo. Offertagli, pare, da uno dei suoi sponsor politici più potenti: Altero Matteoli. Tuttavia l'avvenuta scissione del PDL rende problematica anche questa ipotesi che avrebbe consentito a Cenni di unire l'utile (lo scudo dell'immunità parlamentare) al dilettevole (un ben remunerato, tranquillo e facile impegno politico lontano dal luogo del delitto..). 

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martedì 26 novembre 2013

MONUMENTO AL VENTO (MAV)



http://iltirreno.gelocal.it/prato/cronaca/2013/11/25/news/la-maggioranza-blocca-il-dibattito-sul-monumento-al-vento-1.8180184

Dunque ieri nel corso della riunione del Consiglio Comunale la maggioranza di centrodestra ha impedito che potesse essere discussa, attraverso una mozione presentata dal PD, la questione della realizzazione della Torre del Vento o Monumento al Vento (MAV) in cima alla Calvana presso la Croce di Poggio Castiglioni, proprio sulla perpendicolare di Pizzidimonte e de La Querce. Come sappiamo il MAV è un'opera ideata, progettata e proposta dall'artista israeliano Dani Karavan già dagli anni '80. Nel 1991 ad una giunta di sinistra (Sindaco Claudio Martini, vicesindaco Giampiero Nigro, assessore alla cultura Massimo Bellandi (rip)..) un gruppo di facoltosi cittadini, guidati dall'esperto e collezionista d'arte contemporanea Giuliano Gori (che ha nel suo splendido Parco di Celle altre opere di Karavan...)  propose la realizzazione del MAV. Per questo scopo aveva acquistato un'area sul Poggio Castiglioni e svolto una "colletta" in città per ripagare i costi dell'acquisizione dell'opera e della sua pratica realizzazione. Al Comune di Prato il MAV non sarebbe costato niente! Contro quell'operazione, tuttavia, si schierarono le maggiori associazioni ambientaliste cittadine (WWF e Legambiente) e parte dell'opinione pubblica. Compreso il maestro restauratore, scultore, ceramista, pittore, divulgatore Leonetto Tintori. Che in un suo messaggio definì il MAV "un foruncolo". Il WWF, da parte sua, provvide ad inoltrare un ricorso al TAR contro la concessione edilizia del Comune di Prato necessaria per la collocazione dell'opera in Calvana. Inopinatamente il TAR Toscana emise una sua sentenza favorevole al WWF. La concessione rilasciata dal Comune di Prato non era tecnicamente ed amministrativamente valida! Fine della storia del MAV. Almeno fino ai giorni nostri. Allorquando il sindaco Cenni ha ritenuto opportuno, non si sa sulla base di quali valutazioni, ritentare la sorte. Cenni propone di acquistare da Karavan e collocare a Poggio Castiglioni il famigerato MAV. Tuttavia con una novità assoluta rispetto al 1991. Stavolta il Comune deve acquistare con proprie risorse (circa 500.000 euro..) quell'opera che negli anni '90 veniva offerta gratuitamente alla città. Cenni ammanta la sua proposta con strumentali osservazioni circa presunte città antecedenti gli etruschi che un suo consigliere pare sostenere d'aver scoperto nelle vicinanze di Poggio Castiglioni. Cenni inserisce poi il MAV in un progetto culturale complessivo denominato "Prato Contemporanea" che nelle sue intenzioni dovrebbe accompagnare la prevista riapertura, nella prossima primavera, del ristrutturato Museo Pecci.
Ma se queste sono le serie e dichiarate intenzioni della Giunta perchè la maggioranza che la sostiene impedisce che del MAV e di quello che ci sta intorno si possa tranquillamente discutere in Consiglio Comunale? L'ovvia sensazione è che la censura operata sulla mozione del PD che puntava ad un dibattito aperto in Consiglio Comunale sia stata scelta perchè la maggioranza non è affatto sicura di poter mantenere il suo voto di vantaggio in un'eventuale conta di contrari e favorevoli al MAV. Preferendo così, in maniera davvero autoritaria, di impedire qualsiasi riflessione collettiva sul MAV. Certo che con la forza dell'unico voto di vantaggio rappresentato, stavolta, dal noto esperto di arte contemporanea consigliere Giancarlo Auzzi (bene, bravo, bis..) questo risultato è stato raggiunto in Consiglio. Tuttavia la città continuerà ad esprimersi. E la nostra netta impressione è che sul MAV vi sia almeno l'ottanta per cento dei cittadini schierati contro la sua costosa e forzosa realizzazione. S'illude Cenni e s'illude la sua maggioranza di poter tappare la bocca all'opinione pubblica. Non ci sarà modo di farlo. La fine della questione sarà esattamente la stessa del 1991: il MAV non potrà essere realizzato poichè la stragrande maggioranza dei pratesi non desiderano che 500.000 dei loro euro siano sperperati in questa operazione d'immagine!!  E più ancora non desiderano essere protagonisti di una vera e propria beffa da parte di Giuliano Gori. Ovvero pagare caro adesso quello che lui offriva gratis 22 anni orsono!! Resta da osservare che Cenni (e la sua Giunta?..) paiono preda ormai di un "cupio dissolvi" inarrestabile. Dopo la risibile proposta del nuovo "stadio olimpico" in Via Tirso-angolo Via San Martino per Galceti si profila un nuovo clamoroso flop per l'ormai "decotto" primo cittadino!! 

MATTEO RENZI A PRATO